Placche aterosclerotiche

Placche aterosclerotiche by Prof. Paolo Mainardi

Si continua ad abbassare il limite “sano” del colesterolo senza guardare agli studi da anni ormai presenti in letteratura, fatti da cardiologi, cardiochirurgi di elevata esperienza, che sostengono come per anni abbiano detto cose sbagliate.

Qui in Italia abbiamo Guido Balestra ex primario di Forlì, voce di questo coro di mea culpa. L’aggravante è stato che per sostenere che il colesterolo alto è pericoloso lo hanno associato ad una dieta ricca di grassi, quando ogni medico sa, o meglio ha studiato, che l’80% del colesterolo non proviene dalla dieta, ma è sintetizzato da un enzima che è stimolato dall’insulina.

Quindi mangiando carboidrati, soprattutto ad alto indice glicemico, produciamo più colesterolo, che comunque non è dannoso, non è questo il danno provocato da diete iper glicemiche.

Oggi sappiamo che le placche di arteriosclerosi, così come quelle di beta-amiloide, sono esiti cicatriziali di processi di riparazione, che abbiamo chiamato “infiammazione”, su tessuti che non possono essere demoliti come prima fase della riparazione, come avviene in altri tessuti.

Per riparare una microlacerazione del tessuto muscolare, ad esempio, si formano delle membrane che delimitano la zona danneggiata, poi TUTTO il tessuto dentro questi limiti viene necrotizzato, per poi, successivamente, essere ricostruito utilizzando le cellule satelliti, staminali del muscolo.

Un vaso sanguigno o una fibra nervosa non può essere riparata in analogo modo in quanto non può essere rotta, quindi viene schermata, calcificata, per resistere agli attacchi dei nostri operai demolitori, le citochine pro-infiammatorie.

Operai inviati e gestiti dal microbiota intestinale che, se è debole, quindi in infiammazione cronica, invia i demolitori, ma non i muratori capaci di riparare. Non arrivando i secondi i primi continuano a demolire, questo nei vasi sanguigni e nelle fibre nervose significa continuare a formare placche protettive, che portano alla chiusura del vaso.

Non sappiamo ancora cosa arrechino alle fibre nervose, in quanto la loro localizzazione non corrisponde ai sintomi, così come la loro evoluzione non corrisponde a quella dei sintomi, sono presenti in diverse patologie neurologiche, ma sono state trovate anche in autopsie di persone che non hanno mai manifestato patologie neurologiche.

Recenti studi dimostrano come la mielina non abbia funzioni di schermaggio della fibra, ma le fornisca energia utile alla trasmissione del segnale.

Vi invito a leggere le testimonianze di straordinarie guarigioni ottenute solo grazie all’applicazione delle attuali conoscenze, riportate in letteratura da anni.

http://www.gutbrainaxis.org/dicono-di-noi.html

Non sono esse straordinarie, è strano come nella medicina ci sia resistenza ad applicare le scoperte. E’ come se nelle nostre case accendessimo la luce solo per cercare i fiammiferi per accendere la lampada ad olio.

Mantenere uno stato di depurazione, alimentato da frutta e verdura, aiutato anche da stati di equilibrio provenienti da discipline come lo yoga ecc, ritrovare il proprio tempo, le proprie emozioni ed interessi uniti alla propria Anima manifesta in un corpo per fare l’esperienza del tutto … la Vita.

(Francesco Ciani)