Non solo micobatteri, microbiota, stanchezza cronica

Ci sono sicuramente molte altre cause/concause, sia infettive che non infettive, delle varie malattie. In ogni caso una sostanza tossica va eliminata dal nostro organismo e/o dal nostro ambiente.

La disbiosi intestinale può di per sé indurre degli squilibri biochimici

Ci sono sicuramente molte altre cause/concause, sia infettive che non infettive, delle varie malattie.

Non è sempre dato di sapere per certo se una sostanza induca malattia in quanto tossica di per sé o in quanto agevoli un’infezione (la sua tossicità potrebbe per esempio inibire il sistema immunitario) ma non è sempre rilevante ai fini della cura.  In ogni caso una sostanza tossica va eliminata dal nostro organismo e/o dal nostro ambiente.

Similmente la disbiosi intestinale può di per sé indurre degli squilibri biochimici così come può indebolire il sistema immunitario facilitando le infezioni; al di là del fatto che causi la malattia per un verso o per l’altro, è nostro obiettivo correggerla.

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Altri agenti infettivi che non siano micobatteri, clostridi, candida, micoplasmi, parassiti, possono indurre autonomamente una malattia o possono provare il nostro organismo e indebolirne il sistema immunitario facilitando altre infezioni.

Che sia primario o secondario il loro ruolo nell’indurre la malattia, utilizzare tutti i possibili metodi naturali (e se non bastano eventualmente anche quelli farmacuetici) per liberarsene non può che portare verso un grosso miglioramento delle nostre condizioni di salute, se non direttamente ad una guarigione.

Naturalmente non va mai sottovalutato l’aspetto esperienziale letto dai modelli culturali o da esperienze non comprese che sovente persistono e resistono alle terapie, spostando il disagio in altri organi o apparati, integrare ogni aspetti di sè è fondamentale quanto il cambioalimentare e il tenore di vita.

Muffe, micotossine, stanchezza cronica, sindromi neurologiche

L’articolo Detection of Mycotoxins in Patients with Chronic Fatigue Syndrome[1] ci ricorda che la ricerca più recente ha dimostrato la forte nocività di muffe e micotossine, che spesso troviamo in edifici danneggiati da infiltrazioni di acqua e umidità.

Gli autori hanno controllato le urine di 112 malati di stanchezza cronica per la presenza di aflatossine (AT), ocratossina A (OTA) e tricotecene macrociclico (MT). In 104 casi su 112 (93%) almeno una micotossina è stata rilevata (un caso dubbio). In circa il 30% di questi casi sono state rilevate una o più micotossine.

[1] Pubblicato su Toxins (Basel). 2013 Apr; 5(4): 605–617, autori Brewer JH, Thrasher JD, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3705282/.

L’ocratossina A è stata rilevata nel 83% dei casi e il tricotecene macrociclico nel 44%. La storia dei pazienti indica un’esposizione corrente e/o passata in edifice danneggiati (da infiltrazioni di acqua e umidità) in oltre il 90% dei casi.

Nelle case di un campione di questi ultimi pazienti è stata condotta un’indagine che ha rilevato sia le micotossine che la presenza di muffe che potenzialmente le producono. Un precedente controllo su 55 soggetti sani non soggetti ad esposizione ambientale non ha rilevato traccia di micotossine nelle urine. 

L’articolo Neural autoantibodies in patients with neurological symptoms and histories of chemical/mold exposures[1] ci informa che diversi studi hanno mostrato un legame tra  l’esposizione a tossine biologiche e chimiche (con cui si viene in contatto in casa o in fabbrica) al rischio di autoimmunità e in particolare all’aumento di autoanticorpi contro antigeni neurali (la cui alta presenza è caratteristica di malattie come sclerosi multipla e morbo di Parkinson).

[1] Pubblicato su Toxicology and Industrial Health. 2018 Jan;34(1):44-53, autori Abou-Donia MB, Lieberman A, Curtis L.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29069985.

DISBIOSI

Gli autori in particolare hanno studiato il livello di autoanticorpi in 24 persone particolarmente esposte ad agenti tossici: acqua potabile contaminata, case umide con muffa, pesticidi e varie altre sostanze chimiche.

I risultati hanno mostrato livelli elevate di autoanticorpi nella maggior parte dei casi.

Gli autoanticori alla proteina Tau erano molto elevate nei malati di neuropatia periferica, dolore muscolare e articolare, asma e sensibilità chimica.

Gli autoanticorpi alla tubbulina erano significativamente alti nei malati di sensibilità chimica e asma, gli autoanticorpi alle proteine dei neurofilamenti nelle persone sofferenti di apnea nel sonno, e gli autoanticorpi S-100B nei malati di dolore muscolare e articolare, asma e apnea/insonnia.

Immunizzazione con Mycobacterium vaccae

Avevamo già visto, a proposito della psoriasi, i possibili benefici dell’immunizzazione con preparazioni a base di M. vaccae ucciso col calore, ma ci sono molti altri studi scientifici sulla possibile utilità di questo approccio terapeutico.

Alcuni autori suggeriscono che il vivere in ambienti troppo sterili ci fa mancare il contatto con micro-organismi che hanno funzioni regolatrici e che concorrono a sopprimere alcune risposte anomale, esagerate, come le allergie o le infiammazioni croniche, e se la somministrazione di questi preparati avvenisse con modalità sicure (per bocca, o per iniezione senza eccipienti o adiuvanti pericolosi) si potrebbero sviluppare delle terapie utili a dare sollievo ai pazienti nel breve tempo.

Ma si potrebbe anche pensare che l’esposizione a un micobatterio non patogeno (e inattivato) possa funzionare da vaccinazione nei confronti di specie patogene, dato che sono già stati sperimentati, e con discreti risultati vaccini a base di M vaccae per contrastare l’infezione da M tuberculosis.

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L’articolo Immunological basis for the introduction of immunotherapy with Mycobacterium vaccae into the routine treatment of TB[1] riferisce infatti di tre diversi approcci per coadiuvare le terapie contro la tubercolosi che si sono dimostrati tutti efficaci garantendo una più pronta guarigione e a un miglioramento generale delle condizioni di salute dei pazienti. Simili risultati sono stati ottenuti da altri studi, per esempio Mycobacterium vaccae as adjuvant therapy to anti-tuberculosis chemotherapy in never-treated tuberculosis patients: a meta-analysis[2]

[1] Pubblicato su Immunotherapy. 2011 Apr;3(4):557-68. doi: 10.2217/imt.11.6, autori Dlugovitzky D1, Stanford C, Stanford J; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21463195.

[2] Pubblicato su PLoS One. 2011;6(9):e23826, autori Yang XY1, Chen QF, Li YP, Wu SM; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21909406.

Particolarmente rilevante è lo studio descritto dall’articolo Randomized, placebo-controlled Phase II trial of heat-killed Mycobacterium vaccae (Immodulon batch) formulated as an oral pill (V7)[1], dal momento che si tratta di uno studio condotto in esseri umani (e non in topi come altri che verranno descritti in seguito) e con il gruppo di controllo che assume il placebo placebo. Anche la somministrazione di M manresensis uccisi col calore sembra promettente[2].

[1] Pubblicato su Immunotherapy. 2013 Oct;5(10):1047-54, autori Butov DA, Efremenko YV, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24088075.

[2] Vedi The Progress of Therapeutic Vaccination with Regard to Tuberculosis, pubblicato su Frontiers in Microbiology. 2016 Sep 28;7:1536,  autore Cardona PJ; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27733848.

Detto questo possiamo forse inquadrare meglio i risultati descriutti da articoli come Immunization with a heat-killed preparation of the environmental bacterium Mycobacterium vaccae promotes stress resilience in mice[1], che descrive come la somministrazione di M vaccae uccisi dal calore induca resilienza allo stress nei topi immunizzati, prevenga forme di colite indotte dallo stress, riduca l’ansia. O come Mycobacterium vaccae administration during allergen sensitization or challenge suppresses asthmatic features[2] sul quale leggiamo che, con lo stesso metodo, è possibile prevenire le manifestazioni allergiche e asmatiche nei topi persino quando vengono esposti agli antigeni che li fanno reagire.

[1] Pubblicato su Proceedings of the National Academy of Science U S A. 2016 May 31; 113(22): E3130–E3139, autori Stefan O. Reber, Philip H. Siebler, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4896712/.

[2] Pubblicato su Clinical and Experimental Allergy. 2003 Aug;33(8):1083-9, autori Smit JJ, Van Loveren H, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12911782.

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Treatment with a heat-killed preparation of Mycobacterium vaccae after fear conditioning enhances fear extinction in the fear-potentiated startle paradigm[1] illustra un effetto di estinzione della paura che era stata prima instillata per via di un condizionamento; Mycobacterium vaccae immunization protects aged rats from surgery-elicited

neuroinflammation and cognitive dysfunction[1] un effetto di protezione calla neuroinfiammazione e dalla disfunzione gognitiva indottae da chirurgia; Intranasal Mycobacterium vaccae administration prevents stress-induced aggravation of dextran sulfate sodium (DSS) colitis[2] un effetto preventive contro l’aggravamento da stress di una colite indotta. In questi casi si tratta di esperimenti su roditori, l’ultimo dei quali è stato condotto somministrando il M vaccae per via intranasale.

[1] Pubblicato su Neurobiology of Aging. 2018 Nov;71:105-114, autori Fonken LK, Frank MG, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30118926.

[2] Pubblicato su Brain Behaviour and Immunity. 2019 Aug;80:595-604, autori Amoroso M1, Kempter E1, Eleslambouly T1, Lowry CA2, Langgartner D1, Reber SO; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31059809.

[1] Pubblicato su Brain Behaviour and Immunity. 2019 Jun 5. pii: S0889-1591(19)30238-7, autori Hassell JE Jr, Fox JH, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31175996.

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Immunization with Mycobacterium vaccae induces an anti-inflammatory milieu in the CNS: Attenuation of stress-induced microglial priming, alarmins and anxiety-like behavior[1] descrive un’azione anti-infiammatoria sul Sistema nervosa centrale che aiuta a ridurre ansia e depressione. Similmente Ingestion of Mycobacterium vaccae decreases anxiety-related behavior and improves learning in mice[2] mostra l’assunzione per via orale di batteri vivi della specie M. vaccae serve a diminuire l’ansia e migliora l’apprendimento (il risultato è però temporaneo, della durata di una decina di giorni).

[1] Pubblicato su Brain, Behaviour and immunity. 2018 Oct;73:352-363, autori Frank MG, Fonken LK, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29807129

[2] Pubblicato su Behavioural Processes. 2013 Jun;96:27-35. 02.007, autori Matthews DM, Jenks SM; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23454729.

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Molto interessante infine è l’articolo Long-term survival and outcome of patients originally given Mycobacterium vaccae for metastatic malignant melanoma[1]  che mostra come un vaccine a base di M. vaccae ucciso dal calore aumenti la sopravvivenza di malati di melanoma maligno metastatico (ovvero una forma di cancro aggressiva e in uno stadio avanzato, con metastasi).

Recuperare le pareti del microbiota è fondamentale,  perchè sensibili ad ogni insulto organico, alimentare, tissutale, o  emotivo esterno. Asseconda di come vissuto o interpretato, saremo capaci di mantenere un eubiosi, o si sceglierà di scaricare sugli organi l’esperienza non compresa finchè la consapelezza e il buonsenso possa, anche grazie all’esperienza, far ritornare la persona ad uno stato di equilibrio centrale e fondamentale in ogni sua espressione, sia genica, via esperienziale.

[1] Human Vaccines & Immunotherapeutics. 2013 Nov;9(11):2427-33, autori Cananzi FC, Mudan S, Dunne M, Belonwu N, Dalgleish AG; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23863507.

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Debora Zavaglia
Debora Zavaglia
informatore medicale
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Francesco oltre ad essere un affidabile professionista , si prende cura delle persone con dedizione . Sempre aggiornato e attivo, e’ stato un vero piacere conoscerlo ed e’ prezioso stargli accanto mentre si prende cura degli altri , bellissimo vedere le persone star meglio!

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