Le implicazioni psicologiche
Esiste una differenza di genere nel modo di vivere e di gestire la vita alimentare: per diverse ragioni la donna può intraprendere più volte nell’arco della sua vita una dieta.
è possibile riconoscere due tipologie di approccio al cibo:
- l’approccio by plans, adottato da chi sceglie cosa mangiare nel rispetto di linee guida prescritte dallo specialista o di regole autoimposte,
- l’approccio by feels, adottato da chi sceglie cosa e quanto mangiare in base a come si sente a livello corporeo.
I soggetti che mangiano by feels hanno una maggiore consapevolezza propriocettiva, caratteristica dell’approccio dell’intuitive eater. imparando ad ascoltare e rispettare i segnali di fame e sazietà e dando nuovo valore al piacere dei sensi a tavola.
L’Intuitive Eating Approach® nasce da una visione dell’educazione alimentare dove il paziente è al centro
ed è l’esperto della sua esperienza. Allo specialista è affidato il compito di accoglierlo e di guidarlo a definire con lui gli step per evolvere le sue abitudini agendo su 2 aspetti:
- il modo in cui si approccia e vive il suo cambiamento, per cambiare le sue abitudini,
- il modo in cui vive l’esperienza con il cibo.
Nel colloquio con il paziente l’intervento che punta a un bilanciamento micro e macronutrizionale viene integrato nelle strategie per allenare nel paziente il livello di consapevolezza propriocettiva utile a cogliere la fame, la sazietà e il piacere dei sensi a tavola.
Sebbene per molte persone possa bastare un allenamento per migliorare il livello di consapevolezza delle sensazioni di fame e sazietà per gestire con più serenità, maggiore autonomia e più benessere la propria alimentazione, per la maggior parte dei pazienti questo allenamento non si rivela sufficiente.
L’obiettivo del percorso di educazione alimentare nell’Intuitive Eating Approach® è quello di guidare il paziente a migliorare la qualità della sua alimentazione e del suo benessere integrando alcune linee guida nutrizionali con l’assegnazione di compiti utili a sfruttare al meglio la sua saggezza corporea,
facendo leva sul suo ascolto propriocettivo e a ristrutturare le abitudini nel modo più funzionale per mantenere uno stile di vita più sano e attivo.
Un’ulteriore varietà di genere è legata al vissuto emotivo che emerge quando si esplora la relazione con il cibo e con il corpo. Nell’arco della vita la donna può subire significative variazioni di forme e peso corporeo in relazione ai cambiamenti ormonali.
Questi frequenti cambiamenti nel vissuto corporeo, variabili anche nell’arco di poche settimane, in alcune donne possono alimentare un rapporto più conflittuale col cibo, che diventa il maggior responsabile di stati di gonfiore, ritenzione, pesantezza, fino all’aumento ponderale.
Dall’essere uno dei piaceri della vita, si trasforma nella causa di una condizione non soddisfacente. Quando il rapporto con il cibo e con il corpo diventa più conflittuale, a rimetterci non è solo l’aspetto emotivo ma anche il piacere dei sensi:
più il peso e le forme corporee sono lontane dal desiderabile e difficili per la donna da gestire, più tenderà a scegliere alimenti nel rispetto delle regole previste (suggerite o autoimposte) per raggiungere certi risultati di benessere e performance, a discapito del piacere a tavola.
Un approccio al cibo dove la mente guida più del corpo, alimentando una progressiva perdita di fiducia nei confronti delle sensazioni corporee.
- della presenza di precedenti tentativi di dieta che alimentano un approccio al cibo
- del suo livello di confidenza con i segnali corporei di fame e sazietà,
- della presenza di schemi mentali negativi e giudicanti su sé stessa e sulle proprie forme corporee
- del contesto relazionale e professionale in cui vive la paziente
Bibliografia scientifica: Salute della Donna Metagenics

