Benefici a breve termine al bambino
L’allattamento al seno riduce il rischio di sviluppare infezioni del tratto intestinale e respiratorio. Una revisione sistematica pubblicata dall’OMS nel 2013 e una successiva del 2015 hanno osservato come l’allattamento al seno:
- riduce del 50% la morbilità e dell’80-90% la mortalità e l’ammissione in ospedale per diarrea e infezioni gastrointestinali, sia in paesi a basso che ad alto reddito, soprattutto quando l’allattamento è condotto in modo esclusivo per i primi 6 mesi di vita;
- riduce del 30% la morbilità e del 50-60% la mortalità e l’ammissione in ospedale per infezioni del tratto respiratorio; con una riduzione non solo dell’incidenza ma anche della severità;
- riduce gli episodi di otite media fino a due anni di età ed è maggiore quanto più a lungo è stato protratto l’allattamento;
riduce la dermatite atopica ed eczema nei primi due anni di vita;
riduce le allergie alimentari nei bambini ad alto rischio, i cui genitori hanno anamnesi positiva e il neonato ha sviluppato eczema nel primo anno di età;
riduce il rischio di morte in culla, ovvero la morte improvvisa del bambino sotto l’anno di vita, che in Italia colpisce 1 nato su 2000.
L’OMS consiglia di proseguire l’allattamento anche in donne positive al SARS-CoV2, se la salute della madre e del neonato lo consentono: i benefici associati al latte materno superano il rischio di trasmettere l’infezione; si raccomanda alla donna di adottare adeguate misure igieniche respiratorie.
Benefici a lungo termine al bambino
I benefici dell’allattamento al seno si manifestano per tutta la durata della vita, riducendo il rischio di sviluppare malattie comunicabili in età adulta:
- riduzione del rischio di obesità a partire dall’adolescenza; i bambini allattati hanno in genere una dieta più sana, e il passaggio di aromi e sapori attraverso il latte materno favorisce un corretto approccio al cibo,
- modulando le scelte alimentari e semplificando l’introduzione e l’accettazione da parte del bambino dei vari alimenti durante lo svezzamento;
- minore rischio di malattia di Crohn e celiachia (evidenze non ancora definitive);
- riduzione del rischio di sviluppare diabete di tipo 2 e ipertensione arteriosa;
- riduzione del rischio di sviluppare leucemia (-19%). Si osserva un’associazione positiva tra allattamento
al seno, sviluppo cognitivo e socialità: un allattamento superiore a 6 mesi migliora l’apprendimento e riduce il rischio di sviluppare ADHD, mentre proseguire fino a 12-24 mesi riduce il rischio di disturbi dello spettro autistico
Benefici per la mamma
Anche la donna che allatta al seno trae numerosi vantaggi dall’allattamento: è stato osservato che le donne che interrompono presto l’allattamento hanno un maggiore rischio di sviluppare tumore alla mammella e all’ovaio, ipertensione, iperlipidemia, diabete, infarto del miocardio e obesità, e questo rischio è ancora più alto nelle donne che non allattano mai nella loro vita.
L’allattamento è un fattore protettivo contro il tumore della mammella anche nelle donne geneticamente predisposte: in presenza di mutazione di BRCA1, un allattamento prolungato per almeno un anno riduce del 37% il rischio di tumore.
La riduzione del rischio è ancora più evidente in menopausa ed è fortemente correlato con la durata dell’allattamento: il differenziamento delle cellule mammarie, la riduzione dei cicli ovulatori e la riduzione dell’esposizione agli estrogeni sono meccanismi che spiegano questa aumentata protezione.
La riduzione del rischio di tumore ovarico è evidente con soli 3 mesi di allattamento. Donne che allattano per almeno 5-6 mesi hanno una maggiore protezione contro le malattie cardiovascolari. L’allattamento regola l’omeostasi glucidica e lipidica ed esercita effetti benefici sulla regolazione della pressione arteriosa.
La protezione dal rischio di ipertensione si osserva indipendentemente dal BMI e dall’adiposità addominale della donna. In una coorte di donne seguita per oltre 14 anni si è osservato che l’allattamento al seno riduce la circonferenza addominale e il grasso viscerale e contribuisce a ridurre il rischio di diabete di tipo 2 e di obesità in tarda età.
I benefici dell’allattamento si esplicano anche a livello psicologico: la donna che allatta è meno stressata e ansiosa, ha meno problemi di calo di umore, e riporta in genere un sonno migliore. Si osserva anche una riduzione del rischio di depressione post-partum.
Bibliografia scientifica: Salute della Donna Metagenics

