Prendersi cura di Sé
La bilirubina viene prodotta dal fegato ed è il principale componente della bile.
Si tratta di un pigmento giallo arancione, un metabolita di scarto derivante dalla disgregazione dei globuli rossi, che protegge i lipidi dall’ossidazione[516].
La sindrome di Gilbert è una patologia benigna del fegato, legata ad una mutazione genetica ereditaria in cui la bilirubina tende ad essere elevata. Talvolta viene scoperta per caso dalle analisi del sangue.
Il segno più frequente della sindrome di Gilbert è un’occasionale sfumatura giallastra della pelle e della sclera, causata da un aumento dei livelli di bilirubina nel sangue.
L’ittero può diventare evidente in seguito a:
Raffreddore o influenza. Digiuno. Disidratazione. Mestruazione. Stress. Esercizio impegnativo. Mancanza di sonno
Uno studio pubblicato nel 2015[517] presenta un caso di sindrome di Gilbert, in cui una dieta chetogenica paleo (dieta chetogenica senza latticini e alimenti elaborati) ha invertito molti sintomi associati alla malattia, tra cui:
l’alto livello di bilirubina totale e diretta, lo scolorimento giallastro della sclera, l’emicrania, la stanchezza e la dermatite granulomatosa.
I ricercatori scrivono che gli effetti benefici della dieta chetogenica paleolitica sono dovuti al cambio di funzionamento del metabolismo da carboidrati a grassi, all’adeguata assunzione e biodisponibilità di vitamine e minerali, nonché alla restrizione di “antinutrienti” (fitati, lectine, tannini, glutine).
La silimarina 420 mg/giorno (estratta dal cardo mariano) ha dimostrato di migliorare gli indici di funzionalità epatica – AST, ALT,
Gamma Glutamil Transferasi (GGT o gamma GT) e bilirubina – in pazienti con malattie epatiche di varia eziologia, compresi quelli esposti a livelli tossici di toluene o xilene (solventi utilizzati a livello industriale, ma che vengono prodotti anche dagli schermi del computer, dalle fotocopiatrici, dagli adesivi).
La silimarina è in grado di aumentare i livelli di glutatione. Solo nei casi di epatite di origine virale é risultata inefficace[518].
Il Tarassaco è una delle erbe più note e diffuse della cultura popolare. Moderne ricerche hanno confermato che il Tarassaco ha effettivamente proprietà coleretiche (aumenta la secrezione della bile) e colagoghe (stimola la secrezione biliare), utili in caso di itterizia, calcoli biliari e in genere di insufficienza epatica.
Ha proprietà amaro – toniche e digestive utili per l’inappetenza ( scarso appetito) e le dispepsie ( disturbi della digestione).
Il Tarassaco per uso interno è un buon rimedio nei casi in cui bisogna migliorare la digestione, nei reumatismi articolari, negli attacchi acuti di gotta, è utile anche nel trattamento dell’eczema, e delle patologie del fegato, inoltre riesce ad abbassare i livelli del colesterolo e dei trigliceridi.
La pianta ha proprietà colagoghe e coleretiche (facilita la contrazione della cistifellea), ipocolesterolemizzanti, depurative (utile in alcune affezioni dermatologiche come l’acne), rinfrescanti, diuretiche, antiscorbutiche.
Questa pianta può essere utile come coadiuvante nell’insufficienza epatica minore, ipercolesterolemia, arteriosclerosi, scarsa attività nel ricambio, gastrite, iperlipidemia, dermatiti, stasi biliare.
Bibliografia: Stress, Alimentazione, Infiammazioni nascoste
modificato by Francesco Ciani

