La guarigione è legata alla comprensione
L’obiettivo primario (forse l’unico) dei farmaci per l’asma e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è ridurre l’infiammazione.
In effetti, è proprio l’elemento chiave degli episodi acuti di BPCO e asma, ma i processi sottostanti dello stato infiammatorio, come ad esempio lo stress ossidativo, un’infezione batterica da Clamidia[504], nella prassi medica raramente vengono trattati o quasi mai[505].
Perdi più questa patologia non ha un protocollo dietetico mirato. Una errata nutrizione, anche in assenza di malattia respiratoria, riduce la massa e la funzione del muscolo respiratorio: una condizione che aggrava la malattia polmonare cronica[506].
Inoltre, la restrizione glucidica potrebbe diminuire i sintomi acuti e cronici delle malattie polmonari, attraverso i seguenti meccanismi:
riduzione dell’infiammazione, riduzione degli zuccheri elevati nel sangue, riduzione della produzione di anidride carbonica, miglioramento della densità nutrizionale dei pasti (maggior apporto di grassi e proteine).
Le diete a basso contenuto di carboidrati riducono i marcatori d’infiammazione nella maggior parte dei casi, quindi si rivelano utili nella malattia polmonare[507].
In particolare, una dieta chetogenica può sopprimere un importante mediatore di infiammazione coinvolto nella BPCO chiamato NLRP3 inflammasoma, grazie al chetone beta-idrossibutirrato[508].
È interessante notare, che la glicemia elevata è spesso presente durante le esacerbazioni delle malattie polmonari, sia come risposta allo stress che come effetto collaterale dei farmaci.
Se a questo quadro si aggiunge il fatto che l’iperglicemia si verifica nella maggior parte dei pazienti ospedalizzati, in cura con farmaci corticosteroidi ad alte dosi (prednisone circa 40 mg al giorno)[509], è anche plausibile che il 45% di costoro sviluppi il diabete186.
Le terapie a base di cortisonici inducono resistenza all’insulina e aumentano la gluconeogenesi epatica (formazione di glucosio), compromettendo la funzione delle beta-cellule pancreatiche[510].
Così come il diabete si associa a esiti peggiori per molte altre patologie, l’iperglicemia deteriora le condizioni di salute dei pazienti ospedalizzati e inclini a esacerbazioni acute della BPCO[511].
Quindi, i pazienti diabetici, che sono più sensibili all’iperglicemia indotta dai cortisonici, diventano maggiormente proni all’aggravarsi della malattia[512]. Per gli individui con BPCO, l’aumento del glucosio a digiuno (come nella sindrome metabolica) è associato a una maggiore frequenza di episodi acuti[513].
I polmoni contengono uno strato sottile di fluido noto come “liquido di superficie delle vie aeree” (ASL), che coadiuva i meccanismi di protezione contro gli agenti patogeni.
L’iperglicemia è associata a livelli elevati di glucosio di questo liquido (ASL)[514]. Tale condizione, attraverso la proliferazione di batteri respiratori, favorisce le infezioni e il riacutizzarsi delle malattie polmonari.
I carboidrati sono il principale determinante dietetico della glicemia[515], pertanto, la restrizione glucidica è un intervento logico nella prevenzione dell’iperglicemia da antinfiammatori steroidei e per ridurre la frequenza di episodi acuti.
A: la disbiosi del microbiota intestinale è legata alla patogenesi e alla progressione dell’asma, e la deplezione o l’assenza del microbiota intestinale porta a risposte immunitarie alterate in seguito a infezioni respiratorie virali o batteriche.
B: l’infezione cambia la composizione del microbiota intestinale e causa di un danno immunitario intestinale, mentre la risposta allergica nei polmoni influenza la composizione del microbiota intestinale. da: Wang J et al 2017 PMID: 29019144.
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Riequilibrare l’equilibrio della flora intestinale è funzionale ai disturbi gastrointestinali, sostiene la barriera intestinale, colma i deficit nutrizionali, azione antiossidante, reprime l’infiammazione, attivo sulle mucose intestinali,
Bibliografia: Stress, Alimentazione, Infiammazioni nascoste
Modificato by Francesco Ciani

