Malattie infettive

Le specie microbiche commensali costituiscono la cosiddetta “flora endogena”, caratteristica di ogni individuo e relativamente stabile in funzione dell’età, delle abitudini alimentari e delle condizioni di vita.

Cosa alimenta un virus

Le malattie infettive sono patologie “giovani” nella storia dell’essere umano. La loro comparsa si può far risalire “solo” a 10.000 – 11.000 anni fa come conseguenza dell’epocale cambiamento sociale determinato dall’inizio delle pratiche di agricoltura, e di allevamento delle prime specie addomesticate, avvenuto proprio in quel periodo.

In effetti l’essere umano vive a contatto, anzi – considerato meramente il numero di microrganismi che albergano su e nel nostro corpo rispetto al numero di cellule del nostro stesso organismo – vive “immerso” nel mondo microbico sin dai primissimi istanti successivi alla nascita.

La grande maggioranza delle specie microbiche, però, colonizza l’essere umano senza provocare alcun danno: questo grazie a millenari adattamenti che comportano chiaramente vantaggi per entrambi, tanto che quelle specie microbiche vengono definite “commensali” per enfatizzare la situazione di mutua assistenza.

Le specie microbiche commensali costituiscono la cosiddetta “flora endogena”, caratteristica di ogni individuo e relativamente stabile in funzione dell’età, delle abitudini alimentari e delle condizioni di vita. Si trova sulla cute, nelle prime vie respiratorie, su tutto il tratto digerente, sui genitali esterni e nell’ultimo tratto delle vie urinarie.

È un patrimonio inestimabile perché, con l’occupazione di spazi biologicamente favorevoli e la produzione di sostanze battericide, impedisce o quantomeno ostacola l’impianto di specie patogene. Inoltre,

sin dai primi giorni di vita, la flora endogena modula lo sviluppo armonico del sistema immunitario dell’ospite orientandolo verso risposte TH1 più favorevoli per l’organismo umano e partecipa a numerose altre funzioni fondamentali per la vita.

Immunità innata

L’impianto e la moltiplicazione di un microrganismo patogeno sono condizionati dalla modalità di contagio (aerea, oro-fecale, sessuale ecc.), dalla carica virale e dalla virulenza del singolo ceppo.

La maggiore virulenza di un ceppo può essere dovuta a mutazioni genetiche che danno origine a cloni produttori di specifiche tossine o a enzimi favorenti l’impianto oppure a variazioni antigeniche capaci, per esempio, di eludere le risposte anticorpali del macrorganismo invaso.                                        

Immunità innata (difese aspecifiche): agisce indistintamente contro un gran numero di agenti estranei diversi, senza che questi abbiano avuto un precedente contatto con l’organismo. Dipende da meccanismi presenti nell’organismo fin dalla nascita. Ha tempi d’intervento rapidi ma minore efficacia.

Si basa sull’integrità delle barriere con l’ambiente esterno: cute e mucose (per esempio quelle delle vie respiratorie). Utilizza diversi liquidi organici (saliva, lacrime, sudore, succo gastrico) che contengono sostanze in grado di uccidere i microrganismi (lisozima) e/o hanno un pH sfavorevole all’attecchimento / sviluppo dei microrganismi.

Produce molecole solubili, quali interferoni e leuchine che inibiscono l’azione dei virus e attivano le cellule “natural killer” (NK), e i macrofagi che possono neutralizzare direttamente l’invasore per fagocitosi.

Provvede all’attivazione del complemento che può determinare la lisi diretta dell’agente estraneo o la sua eliminazione da parte di altre cellule del sistema immunitario esercitando attrazione chemiotattica nei loro confronti.

Immunità acquisita

Immunità acquisita (difese specifiche), distinguibile in

cellulomediata: avviene mediante il contatto diretto dei linfociti T con l’antigene estraneo, anche senza la produzione di anticorpi da parte dei linfociti B. Prevede l’attivazione dei macrofagi, delle cellule NK, dei linfociti T e la produzione di varie citochine in risposta a uno o più antigeni del microrganismo aggressore;

umorale: avviene mediante la produzione di immunoglobuline, chiamate anche anticorpi, prodotte dai linfociti B in risposta a un antigene del microrganismo penetrato nell’organismo.

La risposta immunitaria umorale è importante soprattutto nella difesa contro le infezioni batteriche; la risposta immunitaria cellulomediata, invece, è efficace soprattutto contro parassiti, virus, funghi, cellule neoplastiche o trapiantate. Tuttavia la separazione non è così netta e in genere si ha l’intervento di entrambi i tipi di linfociti.

Bibliografia: Medicina di Segnale

Elisa D'Egidio
Elisa D'Egidio
Fano PU
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Francesco è una di quelle persone i cui consigli ed insegnamenti ti rimangono impressi nella mente ed in tutto il corpo, anche a distanza di tempo. Mi ha insegnato ad ascoltarmi, capirmi, prendermi cura di me ed amarmi più di qualsiasi altra cosa. Questo credo che sia il segreto per far entrare nel nostro mondo persone poi in grado di amarci ed apprezzarci allo stesso modo se non più di quanto amiamo noi stessi. È un processo lungo e faticoso all'inizio, bisogna armarsi di pazienza e coraggio, ma una volta ingranata la marcia la strada è solo in salita. Grazie di tutto. A presto ☺️🧡

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