La soluzione adottata dai Professionisti della Medicina di Segnale è estremamente semplice.
La predisposizione generale del paziente verso una Food Sensitivity.
Il sovraccarico alimentare per ciascun gruppo alimentare.
La correlazione tra sintomi di sovraccarico e alimenti che li provocano

Test non convenzionali
L’affidabilità dei test di intolleranza alimentare è stata da più parti e più volte messa in discussione da un punto di vista scientifico. Alcune società scientifiche di dietologi e allergologi hanno addirittura inserito i test sulle intolleranze al primo posto tra le pratiche a rischio di inappropriatezza. Alcuni test sono accusati di generare falsi positivi (cioè intolleranze non reali), altri falsi negativi (cioè di non riconoscere intolleranze esistenti), e in genere di essere incompleti, imprecisi e non documentati.

Non sempre chi ha avuto parole di critica verso i test era in buona fede. L’idea che si possa curare una patologia allergica o autoimmune attraverso alimentazione e stile di vita non è evidentemente gradita a chi tragga interesse dalla vendita di farmaci soppressivi.

L’industria del farmaco, ha tutto l’interesse ad affossare o comunque a non divulgare qualunque metodo di cura che preveda alimentazione e stile di vita come strumenti primari, in luogo dei farmaci. Il fatturato annuo di antistaminici, cortisonici, gastroprotettori e analgesici (i più comuni farmaci soppressivi venduti per patologie che sarebbero invece curabili con un corretto regime alimentare antinfiammatorio) è purtroppo ancora elevatissimo.
Di che cosa si tratta
QuASA consiste dunque in un dettagliato questionario anamnestico che analizza tre differenti ambiti:
- La predisposizione generale del paziente verso una Food Sensitivity, in relazione a fattori genetici, farmacologici e di storia individuale
- Il sovraccarico alimentare per ciascun gruppo alimentare
- La correlazione tra sintomi di sovraccarico e alimenti che li provocano
di Luca Speciani











