Vertigini e Sindrome di Ménière

Di fronte a questo termine non rimane molto da spiegare:

nomen est amen. Le vertigini rimandano, di fatto, a una vertigine più profonda che si studia bene nei prototipi della malattia, cioè nel mal di mare e nei disturbi di viaggio. Il fatto che questo disturbo si manifesti con maggiore frequenza a bordo di una nave, ha determinato la scelta del nome con il quale viene indicato, tuttavia esso si presenta anche in automobile, sulle montagne russe, nei luna-park e addirittura negli ascensori.

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Le condizioni di partenza sono in linea di principio sempre le stesse.

Una situazione tipica è la seguente: stiamo facendo un viaggio in mare e ci troviamo nella sala da pranzo sottocoperta. Di fronte agli occhi abbiamo una tavola imbandita, fissata al pavimento, che non accenna al minimo movimento. Di conseguenza gli organi della vista comunicano al sistema nervoso centrale:

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«Tutto è tranquillo, ogni cosa è al suo posto». Contemporaneamente però l’organo dell’equilibrio segnala dall’interno dell’orecchio la presenza di «movimenti rotatori».

In tal modo si crea una specie di situazione a doppio cieco (double-bind-situation), di fronte alla quale la centrale non riesce a trovare alcuna soluzione, poiché o si è in uno stato di quiete o ci si sta muovendo:

la copresenza di queste due realtà è chiaramente impossibile. In tale contesto l’organismo incarna le vertigini reali e informa la coscienza.

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Qui diviene particolarmente chiaro fino a che punto la malattia renda sinceri.

Il sintomo raffigura sul corpo della persona coinvolta ciò che essa non può riconoscere all’esterno, cioè che il terreno oscilla sotto i suoi piedi. 

Se i disturbi si avvertono durante i viaggi, queste avvisaglie sono innocue, poiché il pavimento si muove veramente; in malattie come la sclerosi multipla, il sintomo indica davvero che il terreno trema; qui però deve essere interpretato metaforicamente e di conseguenza è più minaccioso.

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Nel malessere che si manifesta in viaggio, il corpo, insieme alla nausea, avverte «conati di vomito» e vorrebbe «rimettere» al più presto. I malati, nel senso più autentico del termine, non si sentono nel loro elemento:

sono capitati in ambiente estraneo, vivono nell’illusione di stare ancora su un terreno sicuro e tranquillo, mentre invece già da tempo navigano sulle onde del mare. Se vogliono che tutto torni rapidamente a posto, dovrebbero ammettere a se stessi e a tutti i loro sensi di trovarsi in una situazione particolare e dovrebbero affidarsi all’elemento acqua, l’unico in grado di trasportarli.

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Non avrebbero bisogno di vomitare, se si arrendessero metaforicamente alla situazione.

La malattia contiene già in sé la soluzione e attraverso il vomito, spinge i soggetti a salire sopra coperta: lì i loro occhi vedono il movimento dell’acqua e della nave e le informazioni fornite da questi organi sono nuovamente in accordo con quelle che provengono dall’orecchio.

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Vertigine e nausea possono, allora, placarsi. Se in una barca a vela si mette la barra del timone in mano a una persona che soffre di vertigini, la verità viene immediatamente a galla: questa infatti dovrà concentrarsi sull’acqua e i suoi occhi riconosceranno il loro errore.

Questo è anche il motivo per cui chi nuota non ha mai il mal di mare; neppure il conducente dell’auto è colpito da questo disturbo, mentre lo sono gli altri viaggiatori.

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Sono i bambini, soprattutto, che tendono ad avere le «vertigini»: a differenza di chi è al volante, essi non guardano la strada, ma, giocando, rimangono con lo sguardo all’interno dell’auto. In questa situazione gli organi sensoriali inviano informazioni inconciliabili. Con la nausea i bambini rivelano che l’auto non è il loro elemento.

Una semplice soluzione consiste nel farli guardare in avanti e verso l’esterno, indicando loro cose interessanti.

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Un altro metodo, sperimentato in tutti i casi analoghi, consiste nella momentanea eliminazione delle informazioni inesatte, cosa che può essere ottenuta chiudendo semplicemente gli occhi: ne consegue che i movimenti che prima causavano i disturbi diventano gradevoli, si tende al sonno.

Ci si ritrova di nuovo nel proprio elemento perché la vita è iniziata proprio così nel liquido amniotico, perché molti adulti si dondolano con piacere, come i bambini. È estremamente importante chiudere gli occhi, abbandonare i controlli e lasciarsi andare a questa situazione primordiale.

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Lo stesso principio è valido per tutti gli altri tipi di vertigine, compresa quella dovuta a ipotensione, che si manifesta con notevole frequenza presso le persone afflitte da bassa pressione, ogni volta che passano con eccessiva rapidità dalla posizione supina a quella verticale.

Il loro malessere è causato dal movimento «troppo veloce». Costoro si comportano come se volessero porsi di fronte alla nuova giornata o a una nuova situazione con slancio e impeto. Se il loro comportamento non è sostenuto da forza interiore, il corpo deve rivelare, o meglio, incorporare la vertigine. I soggetti devono sdraiarsi di nuovo, però hanno una nuova chance se accettano di essere più lenti, ma più autentici.

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Un cosiddetto doppio legame è quello che si verifica, ad esempio, nelle situazioni prive di via d’uscita come la seguente: una persona riceve in regalo una giacca gialla e una rossa. Se indosserà quella gialla, farà dire agli altri: «Allora quella rossa non ti piace!», se invece indosserà quella rossa, accadrà il contrario.

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In questo caso ci troviamo di fronte non tanto a una malattia circoscritta, ma a un complesso di sintomi, che includono capogiri, vomito, sudorazione e pallore. La sintomatologia è inoltre caratterizzata da perdita di udito e/o da acufeni e, sul fronte dell’occhio, da un fenomeno detto nistagmo, termine che deriva dal greco e significa tremore e oscillazione dell’occhio.

Tale disturbo accompagna diverse malattie nervose, come la sclerosi multipla e spesso anche alcune affezioni dell’orecchio, tra cui la sindrome di Ménière, che costituisce molto probabilmente un problema di pressione nel sistema del labirinto dei condotti.

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La malattia si manifesta all’improvviso, apparentemente a ciel sereno, gli attacchi si presentano alternati a periodi di normalità di varia lunghezza. 

Come la sclerosi multipla, anche le vertigini devono essere prese molto sul serio. Il corpo da un lato informa la persona che si trova su un terreno pericolante, e talvolta trasmette anche la sensazione che la terra sparisca sotto i piedi. Dall’altro crea l’illusione che esistano movimenti che di fatto sono inesistenti.

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Il terreno su cui la persona si muove è diventato insicuro, non si può più essere certi di nulla, efficienza e indipendenza sono continuamente minacciate, la stabilità è messa in discussione.

Se si ricerca nei territori della psiche e dello spirito, spesso si scopre che i pazienti si sono smarriti ad altezze vertiginose dal punto di vista etico, morale, religioso o delle ambizioni.

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Dilatare a dismisura le proprie pretese impedisce di trovare uno scopo di vita veramente motivante. Chi è in questa situazione è costretto a darsi continuamente da fare e la sua capacità di resistenza risulta sorprendente: del resto sono costantemente alla ricerca di riconoscimenti esterni.

Se tali riconoscimenti vengono improvvisamente a mancare, si precipita nella tipica situazione di scollamento, che spesso è correlata alla perdita del senso della vita. Una volta perso questo riferimento, diviene immediatamente evidente tutta la mancanza di sicurezza e la disperazione – forse non nella coscienza, ma di certo nel terreno oscillante.

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I pazienti non sono più certi neanche della loro stessa vita.

In tali situazioni, rese ancora più preoccupanti dall’insieme dei sintomi, cadono spesso in un circolo vizioso. Poiché i movimenti esterni possono innestare movimenti oscillatori interni, diventano quasi immobili, abbandonano tutto e si trincerano in se stessi.

La debolezza di udito, che viene ad aggiungersi a questo stato di cose, rafforza l’isolamento. Questa situazione di assoluta immobilità in un piccolo mondo minacciato da tempeste esteriori, costituisce un quadro sincero, pur se deprimente, della situazione.

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La base della vita è talmente limitata, talmente piccola, che non c’è posto neanche per tutte e due i piedi. A questo punto, sostenendosi su un solo piede che rappresenta i loro ideali, queste persone si sentono insicure e non trovano altra soluzione che tentare di elevarsi tanto al di sopra della cose profane di questo mondo – come per esempio la sessualità, come espressione della polarità – che la vertigine non si farà attendere.

Il fatto che il corpo debba mettere in scena un dramma, dimostra che i pazienti non sono affatto consapevoli della loro situazione. 
La causa medica dell’indebolimento d’udito che può manifestarsi all’improvviso o gradualmente, va certamente ricercata all’interno dell’orecchio, ai livelli più profondi.

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L’organismo vuol dire con questo mezzo che i soggetti non sono più in grado di ascoltare e di obbedire. C’è da supporre che chi non vuole ascoltare, debba necessariamente intuire.

Infatti quando le orecchie si chiudono ermeticamente, subentrano sensazioni sgradevoli, come la nausea: in tal modo il malato dovrebbe accorgersi che sta rifiutando di inghiottire qualcosa di indigesto e sta cercando di sbarazzarsene.

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Il tremore dell’occhio e lo sguardo inquieto che ne consegue sono segni evidenti di pericolo (di caduta?). La soluzione si trova nel sintomo principale: il soggetto inganna se stesso sulle basi traballanti della sua esistenza, il terreno su cui cammina minaccia continuamente di sparire sotto i suoi piedi.

L’apprendimento possibile è il seguente: abbandonarsi alla fluttuazione fino a quando non sarà chiaro che la vita è fatta di alti e bassi e che è meglio stare su due piedi piuttosto che su uno. Il sintomo costringe i soggetti a cercare un sostegno materiale, perché altrimenti cadrebbero. Inoltre spiegano a chiare lettere che sarebbe opportuno preoccuparsi della propria esistenza e, soprattutto, del contenuto della propria esistenza.

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Le vertigini insegnano che sarebbe meglio smettere di controllarsi continuamente. Per quanto riguarda la debolezza di udito, i sintomi ci dicono che non bisogna più ascoltare all’esterno, né obbedire a comandi che vengono dal di fuori, bensì ascoltare e obbedire a ciò che è dentro di noi, cioè alla voce interiore, che può indicarci la nostra strada.

La nausea e il vomito ci raccomandano ancora una volta di liberarci di ciò che è esterno e non utilizzabile e di farlo, se necessario, addirittura in modo aggressivo. Soprattutto occorre cercare la propria ragione di vita e abbracciarla. I movimenti improvvisi degli occhi ci suggeriscono di sbrigarci, perché non c’è tempo da perdere.

Nel profondo del sintomo si cela la sua soluzione.

Se la base della vita è sicura, l’ebbrezza dei sensi può mettere le ali e far dimenticare tempo e spazio. Nell’estasi amorosa si evidenziano altezze e profondità di sensazioni e s

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entimenti, e mentre precipitiamo in questa avventura che turba i sensi, l’equilibrio fisico rimane stabile e sicuro e la danza della vita diviene una gioia.

Domande 
1. Dove non riesco a unirmi alla base della mia vita? 
2. In che rapporto si trovano il senso della mia vita e il mio sostentamento? 
3. Perché non voglio sentire quello che la mia voce interiore cerca di dirmi? 
4. Che cosa non posso più utilizzare nella strada della mia vita e di che cosa mi devo sbarazzare immediatamente? 
5. Come va il mio orientamento nello spazio e nel tempo nel sistema di coordinate dell’esistenza? A cosa mi devo attenere? 
6. Quali sono i punti stabili della mia vita, quelli di cui mi posso fidare? 
7. C’è, nel mio mondo traballante, qualcosa che mi regge saldamente? 
8. Come posso abbandonarmi alla danza della vita, come posso sintonizzarmi con essa?

(Rudiger Dahlke)

Disbiosi e Disturbi

Disturbi che possono essere correlati alla disbiosi

Ma quali sarebbero le cause di questa sempre più vasta diffusione della condizione di disbiosi intestinale? La dieta a base di farine raffinate (quelle integrali, come ci fa sapere anche il professor Franco Berrino , sono molto più salutari), di alimenti sempre meno genuini e sempre più manipolati a livello industriale, l’uso (ed abuso) di zucchero, una dieta povera di frutta e verdura, l’uso (ed abuso) di antibiotici ed altri farmaci (antidolorifici, anti-infiammatori, neurolettici, chemioterapici, anticoncezionali, cortisonici) che danneggiano la microflora benefica del nostro intestino.

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È sintomatico il fatto che le donne che assumono la pillola anticoncezionale sono più soggette alle infezioni da Candida, e che rischiano di generare figli con diversi problemi di salute (vedi più avanti il capitolo relativo).

Da ricordare anche l’effetto nocivo per il nostro microbiota intestinale dell’uso di antibiotici ed ormoni nell’allevamento (anche del pesce) e dell’uso di pesticidi ed antibiotici in agricoltura (ebbene sì, anche in agricoltura talora si usano antibiotici a livello preventivo).

Per comprendere a fondo la relazione tra dieta e stato del microbiota possiamo

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discutere il risultato di una piccola serie di articoli scientifici.

Il primo è Novel probiotic candidates for humans isolated from raw fruits and vegetables (“Nuovi candidate come probiotici per gli esseri umani isolati da frutta e verdura fresca”) , che mostra come il 35% dei batteri che producono acido lattico isolati in frutta e verdura fresca possono sopravvivere all’acidità dello stomaco e quindi arrivare vivi nel nostro intestino.

Il secondo è Comparison of the fecal microflora in rural Japanese and urban Canadians (“Comparazione della microflora fecale della popolazione rurale giapponese con quella della popolazione urbana canadese”) , che mostra un più elevato livello di clostridi e di altri batteri patogeni tra la popolazione urabana canadese, ed un maggiore numero di bifidobatteri e di lattobacilli (dei batteri benefici) tra la popolaizone rurale giapponese; anche la biodiversità del microbiota della popolazione urbana è ridotta rispetto a quello della popolazione rurale.

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Similmente l’articolo Comparison of fecal microflora of elderly persons in rural and urban areas of Japan (“Comparazione della microflora fecale delle persone più anziane nelle aree rurali ed urbane del giappone”) rileva una maggiore quantità di bifidobatteri ed una maggiore biodiversità nel microbiota fecale di chi vive nelle zone rurali e segue una dieta più vicina a quella ancestrale, ed un maggiore numero di clostridi nel microbiota di chi vive nelle zone urbane.

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Similmente altri due articoli hanno confrontato le popolazioni che vivono in villaggi africani o sud-americani con le popolazioni occidentali (europee e statunitensi) ottenendo ancora una volta il risultato che il microbiota di chi si alimenta seguendo una dieta più vicina alla tradizione ancestrale ha una maggiore diversità di batteri benefici. Si tratta di Impact of diet in shaping gut microbiota revealed by a comparative study in children from Europe and rural Africa , e Human gut microbiome viewed across age and geography .

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Oltre alla dieta, anche l’ambiente in genere, ovvero il “macrobiota” che ci circonda è importante nel modellare le caratteristiche del microbiota umano. Si è infatti scoperto che vivere in una fattoria o comunque vicino ad animali da compagnia, fa sì che l’intestino umano si popoli di ceppi di batteri benefici che altrimenti vengono a mancare, e che sono utili nel proteggere da allergie, dermatiti e asma come comprova ad esempio l’articolo Perinatal Pet Exposure, Faecal Microbiota, and Wheezy Bronchitis: Is There a Connection? (“Esposizione perinatale agli animali da compagnia, microbiota e bronchite asmatica: c’è una connessione?”) .

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Ma anche le piante hanno il loro ruolo, come mostra l’articolo Environmental biodiversity, human microbiota, and allergy are interrelated (“La biodiversità ambientale, il microbiota umano e l’allergia sono correlati”) il quale descrive una correlazione tra la minore biodiversità delle piante nella zona in cui si risiede e la diminuzione della biodiversità dei gammaproteobatteri rilevati sulla pelle di malati di dermatite atopica .

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Oltre a tutto ciò dobbiamo menzionare l’avvelenamento da metalli pesanti, in primis il mercurio (la cui presenza nel corpo umano può essere causata dalle otturazioni dentali in amalgama, dai vaccini conservati con thimerosal, dalla vicinanza di una centrale a carbone, dal consumo di pesce di grossa taglia in cui si accumulano i metalli pesanti) e l’alluminio (contenuto nelle pentole, nelle lattine, nei vaccini, nei farmaci anti-acidità, in certi additivi alimentari, in molti deodoranti spray, a volte persino nel processo di flocculazione per la potabilizzazione dell’acqua, per non parlare di quello rilasciato dagli aerei ).

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Anche i cosmetici e certi coloranti per tatuaggi possono concorrere all’intossicazione da metalli pesanti. Un capitolo a sé (vedi più avanti) merita l’uso di diserbanti, in particolare del glifosato (spesso associato alle coltivazioni transgeniche), che utilizzato in maniera sempre più massiccia, contamina gli alimenti di cui ci cibiamo e l’acqua che beviamo.

Ma la lunga lista nera non è finita, perché dobbiamo aggiungere il cloro nell’acqua potabile, le emozioni negative (periodi prolungati di stress, paura, angoscia), il parto cesareo (che impedisce al feto di entrare in contatto con i batteri benefici presenti nel canale del parto) e soprattutto l’allattamento con latte artificiale, che impedisce la normale trasmissione della flora intestinale dalla madre al neonato.

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Come troviamo scritto nell’articolo scientifico The causes of intestinal dysbiosis: a review (“Le cause della disbiosi intestinale”) , basato su ben 104 altri studi citati nelle referenze:

Al giorno d’oggi si pensa che le alterazioni nella flora intestinale contribuisca a molte malattie croniche e degenerative. Sindrome dell’intestino irritabile, disturbi infiammatori dell’intestino [ovvero colite ulcerosa e Morbo di Crohn – N.d.T.], artrite reumatoide e spondilosite anchilosante sono condizioni patologiche che sono state collegate ad alterazioni della microflora intestinale.

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Si ipotizza che un certo numero di fattori associati allo stile di vita occidentale moderno abbiano un impatto negativo sulla microflora dell’apparato gastrointestinale. Si è scoperto che fattori quali antibiotici, stress fisico e psichico, e certi componenti della dieta contribuiscono alla disbiosi intestinale.

Un altro articolo che potete leggere a conferma di quanto detto negli ultimi paragrafi è Role of the gut microbiota in defining human health (“Il ruolo del microbiota nel definire la salute umana”) . Molto interessante è, in questo articolo, una dimostrazione (seppure indiretta) che diverse patologie di cui si tratta nel presente libro, siano realmente causate dalla disbiosi, piuttosto che esserne la causa.

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Vengono infatti riportati diversi studi che hanno dimostrato come l’allattamento al seno protegge contro la manifestazione di malattie allergiche, diarrea neonatale , colite necrotizzante , obesità e diabete di Tipo II . Ciò è comprensibile se si pensa che il latte materno stimola un corretto accrescimento della microflora sulla mucosa intestinale oltre ad essere portatore esso stesso dei batteri benefici e degli anticorpi che provengono dalla madre (entrambi assenti nelle formulazioni di latte artificiale per l’infanzia).

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Alla luce di quanto su esposto, una tipica situazione che predispone alla malattia potrebbe essere quella di una madre che non ha allattato al seno sua figlia, la quale si è trovata così con una flora intestinale già difettosa; se poi questa figlia ha usato la pillola anticoncezionale e si è trovata con una disbiosi ancora più accentuata, quando a sua volta partorirà un figlio questo erediterà dalla madre una flora non ottimale.

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Se questo bambino a pochi mesi dalla nascita viene sottoposto alle vaccinazioni la sua reazione ad esse potrebbe essere particolarmente accentuata; dal momento che nessuna autorità sanitaria prevede degli accertamenti prima di effettuare le vaccinazioni, dal momento che nessun medico si preoccupa di vagliare quali bambini potrebbero essere (proprio a causa della condizione del proprio intestino) particolarmente vulnerabili alle vaccinazioni, i vaccini potrebbero essere la goccia che fa traboccare il vaso.

Oppure se questo bambino viene sottoposto ad una o più cure di antibiotici (magari quando non sarebbero necessarie, come nel caso delle otiti che spesso si possono trattare con gocce antibiotiche locali ) la situazione già delicata del suo intestino potrebbe precipitare.

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Chiarite quelle che potrebbero essere le cause che portano l’intestino umano ad avere una flora squilibrata ed una permeabilità eccessiva, innescando tutta una serie di patologie, una dieta molto particolare e molto rigida (ma tutto sommato temporanea, da protrarre per uno/due anni a seconda delle situazioni) messa a punto dal dottor Haas per la cura della celiachia, e poi riscoperta da Elaine Gotschall quindi dalla dottoressa Natasha Campbell McBride , potrebbe curare l’intestino e con esso anche le patologie innescate dalla disbiosi.

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Tale dieta elimina tutti i cibi contenenti amidi, carboidrati, disaccaridi. Ciò significa eliminare cereali e pseudo-cereali, patate, pastinaca, tapioca, quasi tutti i legumi con l’eccezione di alcuni tipi di fagioli, quasi tutti i derivati del latte con l’eccezione dei latticini fermentati a casa (da introdurre eventualmente in un secondo tempo quando l’intestino è pronto),

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permette il consumo di semi di vario tipo specie se previo ammollo in acqua (mandorle, noci, nocciole, semi di zucca, semi di sesamo, noci di cocco) e consiglia l’assunzione di cibi fermentati (come i crauti o lo yogurt/kefir anche di cocco e di mandorla) e di alcuni integratori naturali (per lo più a base di probiotici, i famosi “batteri buoni” umani per esempio OX-M); unico dolcificante permesso il miele (o eventualmente la stevia pura).

Il fatto è che a causa della carenza di batteri buoni, che aiutano a digerire e ad assorbire le sostanze nutritive, e della proliferazione degli agenti patogeni che producono tossine, il processo di digestione dei carboidrati complessi (e quindi di cereali e verdure amidacee) è mal funzionante, e tali carboidrati complessi mal digeriti alimentano i patogeni (e i parassiti).

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Per chi avesse bisogno di prove a supporto di tale affermazione cito l’articolo Il microbiota intestinale e la sindrome metabolica , che mostra tra le altre cose che i batteri simbionti dell’intestino sono utili per digerire i polisaccaridi (anche i carboidrati complessi sono polisaccaridi). Questo spiega come la dieta paleolitica (o dieta dei carboidrati specifici che dir si voglia), possa aiutare a risanare l’intestino e quindi a guarire da molte malattie correlate alla disbiosi.

Secondo la dottoressa Natasha Campbell Mc-Bride, autrice del libro La Sindrome Psico Intestinale (Medinform, 2013), i seguenti disturbi possono essere correlati alla disbiosi e quindi trattabili con dieta paleolitica e fermenti lattici: dipendenza (da alcool, droghe o altre sostanze), disturbo dell’attenzione/iperattività, alcoolismo, allergie, anemia, anoressia, ansietà, artrite, asma, problemi autoimmuni (inclusa quindi sclerosi multipla), infezioni da candida e da altri lieviti, colite, costipazione, morbo di Crohn, cistite,

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problemi dentali, depressione, disordini digestivi, dislessia, infezioni auricolari, eczema, epilessia, intolleranze alimentari (e quindi anche celiachia), FPIES (sindrome da enterocolite indotta dalle proteine del cibo), riflusso gastro-esofageo, allergie da inalanti (oculo-riniti, asma e faringiti allergiche), perdita di capelli, mal di testa, iperattività, problemi di cuore, sindrome dell’intestino irritabile, infertilità, malattia di Kawasaki, Lupus, problemi mestruali, cefalea, narcolessia, disturbo ossessivo compulsivo,

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PANDAS (disordine autoimmune pediatrico associato con infezione da streptococchi), attacchi di panico, PDD-NOS (disordine dello sviluppo pervasivo non altrimenti specificato), PMS (sindrome pre-mestruale), psoriasi, riflusso, rosacea, schizofrenia, sinusite, apnea durante il sonno, insonnia, attacchi di collera, problemi alla tiroide, tic, colite ulcerosa, problemi urinari, vomito. Ma come vedremo nelle pagine successive (portando le dovute prove) anche diabete, prostatite, vertigini, svenimenti ricorrenti, tonsillite, uretrite, appendicite ed altri problemi di salute possono essere originati dalla disbiosi.

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Per fornire ulteriori giustificazioni a quanto appena affermato possiamo citare per esempio l’articolo scientifico Microbial ecosystems therapeutics: a new paradigm in medicine? (“Le terapie incentrate sull’ecosistema microbico: un nuovo paradigma per la medicina?”) nel quale non solo si afferma l’utilità dell’integrazione di vari ceppi di batteri benefici per combattere l’infezione da Clostridium difficile e per curare colite ulcerosa, colite necrotizzante, obesità, autismo regressivo, ma si ipotizza che anche altre malattie potrebbero essere curate nella stessa maniera.

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Altro articolo esemplare è Investigating the biological and clinical significance of human dysbiosis (“Indagando il significato biologico e clinico della disbiosi umana”) , nel quale si indica la disbiosi come una delle concause (se non la causa principale) di tutta una serie di malattie quali: diarrea associata agli antibiotici, vaginosi batterica, celiachia, cancro del colon retto, fibrosi cistica, disturbi esofagei, morbo di Crohn, colite ulcerosa, sindrome del colon irritabile, enterocolite necrotizzante, prostatite non batterica, parto prematuro, obesità, borsite e psoriasi.

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L’articolo fornisce una serie di referenze, ovvero di altri lavori scientifici che mostrano come ogni singola sunnominata malattia sia correlata ad uno squilibrio della microflora intestinale. Anche l’articolo Dysbiosis of the gut microbiota in disease (“Disbiosi del microbiota intestinale e malattie”) illustra le stesse connessioni . In esso leggiamo che:

C’è una crescente evidenza che la disbiosi del microbiota intestinale sia associata con la patogenesi sia di disturbi intestinali che extra-intestinali. I disturbi intestinali includono colite ulcerosa, morbo di Crohn, sindrome del colon irritabile e celiachia, mentre i disturbi extra-intestinali includono allergia, asma, sindrome metabolica, malattie cardiovascolari ed obesità. (…)

Bibliografia 
http://scienzamarcia.altervista.org/pilastri.doc

https://www.successclubprofessional.com/prodotto/wash-intestinale-ripristino/
https://www.successclubprofessional.com/prodotto/cordyceps/
https://www.successclubprofessional.com/prodotto/dmg-gold-dimetilglicina/

La storia dei metalli pesanti

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L’avvelenamento da metalli pesanti è un altro capitolo macabro della medicina. L’avvelenamento da piombo ha varie sorgenti: aprono la lista i fumi delle auto, le fornaci di fonderie e le fabbriche di batterie.

In secondo luogo viene il mercurio. Si stima che almeno 1 milione di bambini negli USA abbiano un qualche grado di avvelenamento da piombo.

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Nel 1964 Mokranjac and Petrovic [31] hanno studiato l’effetto del cloruro di mercurio sui porcellini d’India quando l’acido ascorbico era somministrato in differenti modi. Dapprima dettero ad ogni animale 200 mg di vitamina C al giorno per una settimana (questo, grosso modo, rappresenta 14 g negli umani) e quindi somministrarono una dose di mercurio precedentemente provata come letale al 100%.

Quindi continuarono a dare 0,2 g di vitamina C al giorno. Dopo 20 giorni erano tutti vivi, provando che la vitamina C li aveva protetti da morte certa. Se essi fornivano prima la vitamina C e poi niente dopo l’avvelenamento, 2 morirono.

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e la vitamina C era data giornalmente dopo l’avvelenamento, 9 su 25 morirono e se una singola massiccia iniezione era fatta dopo l’avvelenamento 8 su 25 morirono. Ciò conferma di nuovo che un’alta assunzione giornaliera di vitamina C proteggerà da molte malattie che si vedono oggi.

La stessa cosa può dirsi dell’avvelenamento da piombo. Uno dei più comuni tipi di avvelenamento da piombo si può vedere nei lavoratori a lungo termine negli impianti di accumulatori al piombo. Tutti hanno lo scorbuto sub-clinico.

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Un’adeguata assunzione di acido ascorbico potrebbe eliminare l’esame del sangue mensile per stimare l’avvelenamento da piombo.

Il rapporto di Dannenberg [32], per il quale alte dosi di acido ascorbico erano senza effetto nel trattamento della intossicazione da piombo in un ragazzo, deve essere ignorato dal momento che la dose “estremamente alta” era pari a 25 mg per bocca 4 volte al giorno ed una singola iniezione giornaliera di 250 mg di C.

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Se avesse somministrato 350 mg per kg di peso corporeo ogni 2 ore, avrebbe visto l’altra faccia della medaglia.

L’avvelenamento da monossido di carbonio è un altro killer o causa di danni. 🔥🔥🔥

intossicazione metalli fumo sigaretta

Le persone che vivono nella maggior parte delle città americane sono frequentemente esposte, per periodi di tempo variabili, a 100 parti per milione di monossido di carbonio nell’aria dell’ambiente e potrebbero raggiungere livelli sanguigni di carbossiemoglobina fino al 10% [33].

Livelli di carbossiemoglobina nel sangue fino al 7% sono stati riportati nei fumatori di sigarette. Questi livelli di carbiossiemoglobina nell’uomo sono senza dubbio capaci di causare una considerevole interferenza con l’ossigenazione dei tessuti spostando l’ossigeno dalla molecola di emoglobina e spostando verso sinistra la curva di dissociazione della ossiemoglobina.

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Anderson [34] riporta un nesso incontrovertibile tra il monossido di carbonio, sia nell’atmosfera che nel fumo di sigaretta, e la funzione cardiaca. Le normali arterie coronarie possono dilatarsi prontamente e supplire ad un aumento di domanda, mentre arterie coronarie ammalate (ad esempio nell’angina pectoris) potrebbero non essere capaci di affrontare questa sfida.

L’effetto di ipossia da monossido di carbonio potrebbe agire in maniera sinergica con altri fattori che operano in una malattia cardiaca ischemica, superando la limitata riserva coronarica e aumentando la produzione di ischemia miocardiaca indotta da stress.

fumo di sigaretta

E’ interessante il rapporto di Pelletier [35] il quale ha mostrato sperimentalmente che una volta che uno smette di fumare, il suo livello di acido ascorbico si avvicina a quello del non fumatore.

Le vittime di incendi casalinghi, specialmente bambini, soccombono più spesso per avvelenamento da monossido, che è trascurato nel corso del trattamento delle bruciature.

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Mayers [36] mette in guardia i medici sul fatto che i sintomi dell’avvelenamento da fumo potrebbero ritardare dalle 3 alle 48 ore. In casi di questa natura l’acido ascorbico serve ad un doppio scopo.

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Una dose di 500 mg per kg di peso corporeo di vitamina C endovena neutralizzerà immediatamente l’avvelenamento da monossido di carbonio, oppure da fumo, mentre allo stesso tempo impedirà che il sangue diventi melmoso, il che è un fattore importante nello sviluppo delle ustioni di terzo grado.

31. Mokranjac, M., Petrovic, C.: Report on mercury studies in guinea pigs in relation to amounts of vitamin C administered. C. R. Acad. Sci., Paris.
32. Dannenberg, A. M. et al: Ascorbic acid in the treatment of chronic lead poisoning. JAMA, 114:1439-1440, 1940.
33. Klenner, F. R.: The role of ascorbic acid in therapeutics. Tri-State Med. J., Nov. 1955.
34. Anderson, E: W. et al: Carbon monoxide linked to heart disease. JAMA,22:5, July 1972.
35. Pelletier, O.: Experiments with smokers and non-smokers. JAMA, April 1969.
36. Mayers, B. W.: Where there’s smoke there may be carbon monoxide. Med. World News, Jan. 21, 1972.

www.seanet.com/…/klenner-fr-j_int_assn_prev_med-1974-v1-n1-…

Beech

Floriterapia: “L’apprendimento della lezione, rende inutile il dolore”

BEECH “Assistenti” Fiore dell’Intolleranza, Giudica, Ipercritico, Polemico e Arrogante.

Faggio “Il Fiore della Tolleranza”. L’aspetto negativo dell’intolleranza, i Beech sono delle persone criticone, hanno da dire su tutto e su tutti, sono le persone che non tollerano e mal sopportano ogni tipo di intromissione, e soprattutto sono delle persone fastidiose, non riescono a sopportare nulla, neanche di stare seduti su una sedia “per dire”.

Non riescono neanche ad ascoltare se non sopportano la persona, non sanno assolutamente comprendere, e lo fanno fino all’esasperazione più totale, son sempre comunque delle persone sempre tese, sono persone che soffrono e soffrono anche di problemi articolari. Tutte le personalità che son severi con se stessi e sono ipercritici con gli altri soffro di articolazioni.

Donna, Giovane, Pioggia, Stagno, Cambogia, Ragazza

I Bambini Beech: sono intolleranti nei confronti dei compagni di scuola, è il tipico bambino che si prende sempre in giro, è così che si sviluppa l’intolleranza nei confronti degli amici. Critica sempre, non sempre ma è possibile che questo bambino possa soffrire di qualunque intolleranza alimentare. Allergie in genere.

Sintomo del Blocco: Criticismo, arroganza, intolleranza, si giudica senza capacità di immedesimare, irritante. Ipercritica, poco compassione, e quasi per nulla empatia.

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Chiusura, isolamento e irrigidismo per farsi riconoscere nella sua unicità diventa ribelle e diverso; è dominato per il fastidio per ogni minima cosa e dominato dall’intolleranza; eccessivo senso critico sempre pronto a cogliere errori da correggere e difetti che trova in quelli che lo circonda. per difesa è arrogante e altezzoso, si sente superiore agli altri, polemico e presuntuoso,

Isomorfismo: Intolleranza, Irritazione, Rifiuto, Rigidità.

Favorisce: La comprensione verso gli altri e la tolleranza.

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Sintomi Fisici: viene usato in tutti i casi di allergia e intolleranza, in caso di irritazione, rifiuto (es. tosse, starnuti, eczemi, vomito, diarrea), nelle riniti e tossi allergiche, asma Allergica no asma endogena, allergie alimentare nelle dermatiti da contatto, orticaria, congiuntivite allergica, cefalea alimentare. Astenia e blocchi agli arti, intolleranze alimentari e non, problemi intestinali.

Nel Cliente si Osserva: persone con una capacità di dialettica molto precisa, Personalità Severe, Labbra Superiore Teso.
Le Risposte Di Beech
Le persone mi giudicano offensivo e ipercritico
Rido degli errori altrui
Non c’è nessuno di cui fidarsi
Mi fanno arrabbiare quando non seguono il mio consiglio

Non Confondere con: Vine, Vervain, Rock Water le cui rigidità hanno ragioni diverse ma non si possono confondere con l’intolleranza di base di Beech.
Beech è proprio intollerante, allontanati perché mi dai proprio fastidio, a livello di contatto. Hanno sempre qualcosa da ridire.

Nausea e vomito

Malattia Espressione dell’AnimA

Una volta che abbiamo inghiottito il cibo (e quindi accettato) può risultare che esso sia per noi difficilmente digeribile e che ci sembri di avere una pietra nello stomaco.

Una pietra però, analogamente al nocciolo, è il simbolo di un problema (c’è anche per esempio la pietra dello scandalo). Sappiamo tutti che un problema può restarci sullo stomaco e rovinarci la digestione.

Zucca, Halloween, Nausea, Male, Indisposto, Vomito

L’appetito è dipendente in larga misura dalla situazione psicologica.

Molti modi di dire mostrano questa analogia tra i fatti psicologici e quelli somatici:
 
Umano, Puke, Conati Di Vomito, Lentiggini, Maglietta
 
Questa cosa mi ha tolto l’appetito, oppure: Quando ci penso, mi vien la nausea, o anche: Mi sento male appena lo vedo. La nausea segnala il rifiuto di qualcosa che non vogliamo e che quindi ci sta sullo stomaco.
 
Anche un modo disordinato di mangiare può portare alla nausea. Questo non vale soltanto sul piano fisico – anche nella coscienza si possono immagazzinare contemporaneamente molte cose che disturbano, e che di conseguenza non sono digeribili.

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La nausea arriva al culmine quando si vomita quello che si è mangiato. Ci si libera delle cose e delle impressioni che non si vuole avere, integrare, far proprie.

Il vomito è l’espressione massiccia del rifiuto e della ripulsa.

Vomitare significa ” non accettare “. Questo rapporto è evidente anche nel ben noto vomito delle gravide, che mostra il rifiuto inconscio del bambino o più esattamente del seme maschile che in realtà non si voleva ” far proprio “.
 
Bella, Ragazza, Donna, Giovane, Ritratto, Femminile
 
Estendendo questo concetto, il vomito della donna gravida può anche esprimere il rifiuto del proprio ruolo femminile e materno; non tutte le maternità infatti manifestano gli stessi disagi, o non li manifestano affatto.
 
(Thorwald Dethlefsen Rudiger Dahlke)