L’integrazione contro le malattie moderne

Introduzione
La medicina moderna ci ha abituato a rispondere alle malattie che ci affliggono con una quantità illimitata di medicine, ognuna delle quali è focalizzata a risolvere il sintomo di una specifica malattia, non essendo però mai in grado di risolvere la causa scatenante della stessa.

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Il nostro corpo, al contrario delle medicine, ha nel proprio dna la risposta per risolvere ogni tipo di malattia, non sollevandoci semplicemente dai sintomi ma curandoci, eliminando la causa stessa della malattia.

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D’altronde la malattie compaiono a seguito di una perdita di omeostasi del nostro corpo, quindi il semplice ripristino di tale equilibrio, è in grado di far cessare il motivo dell’insorgenza della malattia.

Quindi di che cosa ha bisogno il nostro corpo per ripristinare la omeostasi?

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Sicuramente necessita di un’alimentazione corretta, accompagnata da quei micronutrienti, presenti negli alimenti e che molto spesso non assumiamo a sufficienza. Inoltre proprio in caso di emergenza, occorre aumentarne la quantità per facilitare l’organismo nella sua capacità rigenerativa.

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In questo capitolo affronteremo le malattie del nostro tempo, imparando a conoscere i micronutrienti specifici che più di altri, si sono resi molto efficienti nel contrastarle e guarirle.

L’obesità e l’integrazione

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L’integrazione può essere un valido aiuto per prevenire e curare l’obesità o anche il semplice l’accumulo di grasso. L’azione svolta dai vari micronutrienti opera su diversi fronti d’intervento:

1) Il miglioramento dei processi di utilizzo degli acidi grassi nei mitocondri.
Il coenzima Q10 è un enzima che migliora la produzione di Atp nel processo della respirazione cellulare. In vari studi è stato verificato che la presenza di tale sostanza aumenta la produzione energetica da parte dei mitocondri ed un maggior consumo di acidi grassi.

L’arginina è un aminoacido che stimola le nostre cellule all’utilizzo degli acidi grassi, inibendo la produzione di cortisolo, che al contrario aumenta il consumo del glucosio da parte delle cellule.

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La carnitina è un dipepdide (composto da due aminoacidi) che è necessario alla cellula che lo utilizza come biovettore per far entrare gli acidi grassi nei mitocondri. Durante gli allenamenti aumenta del 25% il consumo di grassi.

La glutammina è un aminoacido non essenziale che aumenta il consumo degli acidi grassi all’interno del mitocondrio inibendo il processo di catabolismo della massa magra (produzione endogena di glucosio dai propri muscoli). In alcuni studi è stato riscontrato un minor accumulo di grasso in pazienti che integravano tale aminoacido.

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La taurina è un aminoacido solforato che migliora lo scambio di ossigeno tra il sangue e le cellule, permettendo una maggiore utilizzazione degli acidi grassi nei mitocondri.

La ornitina alfa chetoglutarato (composto da due unità di ornitina con una molecola di alfaketoglutarato) inibisce l’effetto catabolico (trasformazione della massa magra in glucosio) aumentando il consumo degli acidi grassi. È utilizzato dagli sportivi per diminuire i depositi di grasso (maggior definizione del corpo).

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2) L’aumento del consumo calorico giornaliero.
Il pepe nero aumenta la produzione di calore da parte del corpo che utilizza il grasso proprio per tale scopo. E’ stato verificato che se introdotto ad ogni pasto può aumentare del 10% il consumo di calorie.

3) Diminuire il glucosio nel sangue (evitando un assimilazione eccessiva da parte dei neuroni) migliorando l’effetto dell’insulina e diminuendo il fenomeno di accumulo di grasso negli adipociti e la produzione di leptina (leptino – resistenza).

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Elenco dei nutrienti necessari: curcuma, resveretrolo, cannella, taurina, glutammina, carnitina, arginina, vanadio, potassio, magnesio, manganese, vitamina D, vitamina B1, cromo. Le spiegazioni sul loro effetto si possono trovare nel capitolo “Il diabete ed i carboidrati”.

4) Diminuire la secrezione del cortisolo, in quanto agisce direttamente nell’aumentare la glicemia ed induce il rallentamento della tiroide (stress cronico). lo stato di acidosi. Elenco dei nutrienti necessari: cordyceps sinensis, schisandra, ginseng, teanina, L’epimedium, rhodiola rosea, magnonolo e l’onochiolo, tirosina, fosfatidilserina, melatonina, vitamina D.

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5) Contrastare la disbiosi, la Sibo, la permeabilità intestinale, responsabile dell’infiammazione cronica e quindi delle citochine che inducono la diminuzione dell’azione enzimatica necessaria a trasformare il T4 in T3 (con l’aumento invece del rT3) inducendo una diminuzione del consumo energetico.

Elenco dei nutrienti necessari: vitamina B9, chiodi di garofano, origano, zenzero, cannella, Curcuma, pepe nero. Le spiegazioni sul loro effetto le trovate nel capitolo “Le malattie intestinali ed i carboidrati insulinici”.

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6) L’aumento del consumo calorico giornaliero. Il pepe nero aumenta la produzione di calore da parte del corpo che utilizza il grasso proprio per tale scopo. E’ stato verificato che se introdotto ad ogni pasto può aumentare del 10% il consumo di calorie.

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