Analisi da laboratorio

Il programma alimentare che espongo in questo libro (trasforma il grasso in energia)

migliorerà radicalmente la tua salute, ma è importante tenere presente che ci sono due fattori che possono limitare i miglioramenti: livelli troppo bassi di vitamina D e livelli troppo alti di ferro.

analisi da laboratorio

Per questo motivo è importante che prima di cominciare il programma misuri i tuoi livelli di vitamina D e di ferro e cerchi di ottimizzarli.

Io credo che questi due test siano essenziali per la salute, perché la vitamina D e il ferro hanno un enorme impatto sui mitocondri e senza le analisi di laboratorio è impossibile stabilire quali sono i tuoi livelli. Ti raccomando anche di svolgere le analisi del mercurio per accertarti di non avere livelli troppo alti di questa tossina nociva.

Infine, ti consiglio altri tre esami – elencati qui sotto – che servono a monitorare il tuo stato di salute e che è bene fare prima di cominciare, perché ti danno una base di riferimento per verificare i tuoi miglioramenti quando avrai attuato il programma.

Vitamina D

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Tra le sostanze nutritive di cui la maggior parte delle persone è carente, la vitamina D è indubbiamente la più importante. La carenza di vitamina D è dovuta per lo più alla mancanza di esposizione al sole o perché si vive in zone che non godono della luce diretta del sole tutto l’anno o perché non si espongono al sole ampie superfici di pelle su base regolare.

Anche l’età e la carnagione influiscono sulla quantità di vitamina D che viene sintetizzata dalla pelle.

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Dovresti fare le analisi della vitamina D almeno una volta l’anno, o magari ogni qualche mese, finché sviluppi una routine che ti assicura di mantenere livelli ottimali di questa sostanza, che vanno dai 40 ai 60 nanogrammi per millilitro. Gli esami per misurare i livelli di vitamina D sono due, quello che devi richiedere tu si chiama “test della 25- idrossivitamina D”, detto anche “D 25 OH”.

Il sistema ideale per ottimizzare i livelli di vitamina D è un’assennata esposizione al sole. Per farlo dovrai modificare le tue abitudini. Gli integratori sono un surrogato dalla luce solare, ma possono essere una soluzione pratica se le circostanze t’impediscono di esporti al sole per lunghi periodi dell’anno.

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Molte persone non capiscono che la vitamina D è un indicatore biologico dell’esposizione agli UVB, che ha altri effetti oltre alla produzione della vitamina D. Quindi, se il tuo corpo assume vitamina D per via orale ma non si espone al sole, perde importanti benefici – probabilmente non ancora riconosciuti – di un’esposizione solare ottimale.

Personalmente ho preso molto sul serio la questione e mi sono trasferito in una zona subtropicale, in cui posso ricavare la vitamina D da una prudente esposizione al sole, nel modo più naturale, per la maggior parte dell’anno.

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Non prendo integratori di vitamina D da una decina d’anni, eppure i miei livelli sono ancora ottimali. Vivendo in una zona in cui il sole splende spesso, passare del tempo all’aperto è una delle mie priorità.

Quindi organizzo i miei impegni in base all’esposizione solare e quasi tutti i giorni riesco a camminare sulla spiaggia per almeno un’ora, se non due o tre. In inverno, quando i raggi UV sono meno intensi, vado a camminare a mezzogiorno.

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D’estate, quando gli UV sono troppo intensi e le temperature troppo alte nella parte centrale della giornata, vado a camminare al mattino presto. Per giustificare tutto il tempo che passo all’aperto, ho preso l’abitudine di leggere con il mio dispositivo digitale, così riesco a leggere circa 150 libri l’anno.

Ferritina

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Il test della ferritina misura la molecola trasportatrice del ferro, una proteina che si trova all’interno delle cellule e che immagazzina il ferro, e si chiama appunto ferritina. Se i livelli di ferritina sono bassi significa che sono bassi anche i livelli di ferro.

Credo che questo sia uno degli esami più importanti da svolgere regolarmente nell’ambito di uno screening preventivo e proattivo. Questo vale in particolare per i maschi adulti e per le donne in postmenopausa, che non perdono più sangue con il ciclo mestruale.

Analisi del mercurio

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Molte persone sono contaminate dal mercurio, che è presente in diverse specie di pesci e nell’amalgama d’argento utilizzato per le otturazioni dentali. L’esame si può fare in un qualsiasi laboratorio di analisi.

Esami facoltativi ma raccomandati

Non devi necessariamente fare questi esami prima di cominciare la TMM, ma dovresti farli appena riesci, perché ti daranno un’importante base di riferimento. Puoi farli dopo che hai seguito il programma per qualche mese per controllare se i tuoi valori si muovono nella giusta direzione.

Insulina a digiuno

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La misurazione dell’insulina offre un’indicazione importante per capire quanto è efficace la tua combustione dei grassi. Il test deve essere fatto a digiuno, altrimenti il riscontro non è accurato.

Più è basso il valore meglio è. Il livello ideale è sotto i 2-3 mIU/L. Se i livelli sono superiori a 5 significa che non stai bruciando i grassi come carburante principale.

Profilo lipidico a digiuno

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La nostra civiltà è ossessionata dai livelli di colesterolo. Eppure i livelli elevati di colesterolo sono raramente un fattore di rischio per le malattie cardiache, a differenza dei trigliceridi elevati. Con la TMM i trigliceridi elevati si possono facilmente correggere portandoli al livello ideale, che è inferiore a 75.

È utile considerare anche il rapporto tra trigliceridi e HDL, che dovrebbe essere inferiore a 2. Puoi anche valutare il rapporto tra HDL e colesterolo, che dovrebbe essere sopra il 24 per cento: per questo valore, più alto è il numero, meglio è.

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PCR. Questo esame misura i livelli di una proteina chiamata proteina C reattiva, un indicatore del livello d’infiammazione generale del corpo. Ci sono due tipi di test: quello normale e quello ad alta sensibilità. È meglio svolgere quello ad alta sensibilità per misurare i livelli di PCR, che idealmente dovrebbero essere inferiori a 0.7 mg/L

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

Uova

Asse intestino – Cervello

Nonostante le opinioni contrastanti in circolazione sulle uova, io ritengo che siano uno dei cibi più salutari che esistano e offrono un apporto nutrizionale straordinario per quel poco che costano.

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Molte persone, purtroppo, hanno rinunciato alle uova perché contengono colesterolo, ma ormai è risaputo che il colesterolo alimentare contenuto in fonti naturali non costituisce un pericolo per la salute (e, anzi, potrebbe essere anche benefico).20

Le uova forniscono gli otto aminoacidi essenziali di cui il corpo ha bisogno per sintetizzare le proteine, che devono essere ricavati necessariamente da fonti alimentari perché l’organismo non può produrli da solo. Scegli solo uova biologiche da galline allevate a terra o all’aperto, dove sono libere di razzolare in un ambiente naturale in cui possono nutrirsi con le risorse a disposizione come semi, insetti, vermi ed erbe.

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È importante ricordare che le uova contengono 7 grammi di proteine, perciò quando le integri nella tua alimentazione devi stare attento a non eccedere nell’apporto proteico che andrebbe a stimolare la mTOR.

Le analisi hanno confermato che le uova da allevamenti biologici hanno un apporto più elevato di sostanze nutritive. Rispetto alle uova da galline allevate in gabbia, contengono:

due terzi in più di vitamina A;
il triplo di vitamina E;
il doppio di acidi grassi omega-3;
il settuplo di beta carotene.

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Per diverse ragioni molte persone sono intolleranti alle uova di gallina ma tollerano molto bene le uova d’anatra, di quaglia o d’oca. Se vuoi consumare regolarmente le uova, faresti bene a variare le tipologie e non limitarti solo a quelle di gallina.

Ricorda anche che le uova crude contengono alti livelli di avidina, una proteina che si lega alla biodina (una vitamina del gruppo B) e che può abbassare la biodisponibilità di quest’ultima. Perciò, se mangi molte uova crude, forse dovresti prendere un integratore di biodina.

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Anche come le cucini è importante. L’ideale sarebbe mangiarle crude, o meno cotte possibile, per mantenere intatte le sostanze nutritive. Il rischio di contrarre la salmonella dalle uova crude è molto ridotto. E con le uova biologiche è ancora inferiore.

Se non vuoi mangiarle crude, la soluzione migliore è prepararle in camicia o alla coque (irrorate con olio MCT o extra vergine “reale”). Le uova strapazzate o fritte non sono consigliabili perché il calore elevato ossida il colesterolo contenuto nelle uova e può causare problemi se hai alti livelli di colesterolo.

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Il calore, peraltro, altera la composizione chimica delle proteine dell’uovo, il che può causare intolleranze o reazioni allergiche. Le uova contengono una piccola quantità di carboidrati, che dovrai includere nel conteggio complessivo dei carboidrati consumati nella giornata.

20 M. Neuhouser et al., “Food and Nutrient Intakes, and Health: Current Status and Trends,” Dietary Guidelines Advisory Committee, https://health.gov/dietaryguidelines/2015BINDER/meeting7/docs/DGACMeeting-7-SC-1.pdf consultato l’8 dicembre 2016.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

Asse Intestino – Cervello

Alimentazione, disbiosi intestinale e parassitosi

Fertilità, barriera ematoencefalica, onde elettromagnetiche, pro-infiammazione ecc

Fra i possibili agenti tossici che influiscono sulla permeabilità delle barriere troviamo anche i due pericolosissimi metalli pesanti mercurio e alluminio come mostrano gli articoli Blood-brain barrier dysfunction in experimental mercury intoxication (“Disfunzione della barriera emato-encefalica nell’intossicazione sperimentale da mercurio”) , e nell’articolo Aluminum enhances inflammation and decreases mucosal healing in experimental colitis in mice , nel quale si legge che l’alluminio danneggia la funzione della barriera intestinale.

L'immagine può contenere: una o più persone, telefono e testo

Ma le barriere tissutali pare che possano essere alterate anche da campi elettromagnetici (o dal calore emesso localmente dai cellulari), e questo ci porta al triste problema dell’esposizione ormai intollerabile a campi elettromagnetici di cellulari, smartphone, tablet e PC collegati via etere ai ripetitori ed ai router, una fitta selva di radiazioni elettromagnetiche dalla quale è difficile stare lontani.

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In realtà ci sono evidenze chiare che le radiazioni che riscaldano i tessuti, possono alterare la barriera emato-encefalica, mentre gli studi sugli effetti delle radiazioni non termali sono al momento poco chiari, ma è pur vero che siamo appena agli inizi di uno studio di tale fenomeno e che certi studi che tendono a tranquillizzare la popolazione sono promossi a volte da istituzioni che hanno tutto l’interesse a nascondere eventuali danni.

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Vedi per esempio Effects of Electromagnetic Fields on Organs and Tissues (Effetti dei campi elettromagnetici sugli organi ed i tessuti) , uno studio governativo sui possibili effetti negativi di un network di ripetitori di segnali elettromagnetici realizzato in ambito militare (ministero della difesa) oppure Electromagnetic fields and the blood-brain barrier (“I campi elettromagnetici e la barriera emato-encefalica”), un articolo realizzato all’interno di un laboratorio di quello stesso ministero della salute olandese che è sempre stato alquanto permissivo lasciando fiorire un selva di antenne in ogni angolo del paese (né più né meno che da noi).

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Questa correlazione tra barriere tissutali e campi elettromagnetiche forse permette di comprendere come ci siano persone con una estrema sensibilità ai campi elettromagnetici che spesso si accompagna ad una sensibilità chimica multipla .

Nell’opinione di chi scrive i meccanismi già evidenziati (disbiosi, parassitosi, focus dentali, tossine ambientali, deficit di vitamina D) contribuiscono ad una eccessiva permeabilità delle tre barriere tissutali e le onde elettromagnetiche sono la goccia che fa traboccare il vaso e rende impossibile sopportare qualsiasi emanazione di onde elettromagnetiche e la presenza nell’ambiente di prodotti chimici artificiali.

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Questo dipende quindi probabilmente da un problema di salute pre-esistente che, in alcune persone particolarmente predisposte, causa anche queste altre particolari forme di sensibilità. Vedremo infatti nel corso di questo libro come cause molto simili determinano malattie alquanto differenti in persone differenti, e come la predisposizione genetica possa avere un suo ruolo.

Il fatto che le barriere tissutali possono mal funzionare in presenza di certi campi elettromagnetici spiega ad esempio come l’epilessia (e probabilmente anche altre malattie neurologiche) possa essere collegata anche all’invadenza di questi segnali che viaggiano per l’etere e come essi possano generare anche problemi a livello cognitivo.

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Ovviamente i danni causati dalle radiazioni elettromagnetici possono essere anche causati da ben altri meccanismi come viene ben spiegato nell’articolo The implications of non-linear biological oscillations on human electrophysiology for electrohypersensitivity (EHS) and multiple chemical sensitivity (MCS) , il quale afferma giustamente:

Il ‘ contenuto informazionale’ dei segnali elettromagnetici terrestri è come un insieme di istruzioni operative per la vita umana. (…) L’oscillazione è inoltre un fenomeno universal, e sistemi biologici come il cuore, il cervello e l’intestino sono dipendenti dalle azioni cooperative delle cellule che funzionano secondo principi di oscillazioni biologiche accoppiate non-lineari per la loro sincronicità. (…)

Padre E Figlio, A Piedi, Amore, Bambino, Joy, Infanzia

Campi elettromagnetici pulsanti e radiazioni a radiofrequenza possono avere effetti biologici devastanti rompendo l’omeostasi e de-sincronizzando i normali ritmi biologici che mantengono la salute.

È interessante notare che l’articolo indichi un legame tra sensibilità elettromagnetica e sensibilità chimica multipla e che in entrambe le condizioni patologiche si evidenziano eccessi di istamina, indicatori di stress ossidativo (che può anche essere causato dai vermi parassiti), auto-anticorpi (che ritroviamo in molte patologie che nel presente libro si dimostrano correlate alla disbiosi), e porosità della barriera emato-encefalica … come volevasi dimostrare.

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In realtà oltre alle tre barriere su cui ci siamo soffermati fino ad ora ci sono altre barriere la cui funzione è grosso modo simile, alcune delle quali sono connesse all’apparato riproduttivo (sia femminile che maschile), agli occhi, alla milza, al timo, ai reni. Dal momento che i meccanismi che danneggiano queste barriere sono generalmente simili (se non identici) a quelli appena discussi per le altre, la disfunzione di tali barriere può causare dei sintomi patologici agli organi interessati.

Per sincerarcene possiamo leggere l’articolo The blood-epididymis barrier and inflammation (“La barriera emato-epididimo e l’infiammazione”) il quale ci informa che tale barriera è di centrale importanza per la protezione della fertilità maschile; essa infatti protegge lo sperma tenendolo separato dal sistema immunitario, e la sua funzionalità è inibita dalle citochine rilasciate a seguito di una infiammazione.

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La disfunzione di tale barriera, afferma l’articolo, induce una risposta del sistema immunitario, una diminuzione di fertilità dello sperma e quindi contribuisce all’infertilità maschile.

Questo meccanismo potrebbe spiegare molte cose, per sempio come il rilascio di citochine pro-infiammatorie a causa dei focus dentali (denti devitalizzati, cavitazioni, etc.) possa inibire la fertilità, o come la disbiosi possa indurre infertilità (le endotossine LPS che entrano in circolo nel sangue modificano la funzione delle barriere e creano infertilità) o come i campi elettromagnetici utilizzati per le comunicazioni via etere (in cui purtroppo siamo immersi) possano creare lo stesso tipo di danno inducendo per l’appunto una disfunzione delle barriere.

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Per inciso l’associazione tra disfunzione della barriera emato-epididimo è confermata dall’articolo The blood-epididymis barrier and human male fertility (“La barriera emato-epididimo e la fertilità maschile”) , ed inoltre il rapporto tra citochine e permeabilità è stato dimostrato almeno nel caso di una certa classe di citochine, come mostra l’articolo TGFβs modulate permeability of the blood-epididymis barrier in an in vitro model.

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Sul già citato ruolo dei bifidobatteri (un tipo di batteri benefici) nella protezione dall’infiammazione (e quindi sul rapporto tra disbiosi ed infiammazione), vedi l’articolo Bifidobacterium strains suppress in vitro the pro-inflammatory milieu triggered by the large intestinal microbiota of coeliac patients (“I ceppi di bifidobatteri sopprimono in vitro il mezzo pro-infiammatorio innescato dal microbiota del grande intestino dei malati di celiachia”) , ed anche l’articolo Anti-inflammatory effects of the genus Bifidobacterium on macrophages by modification of phospho-IκB and SOCS gene expression .

Bibliografia e Testo Completo 
http://scienzamarcia.altervista.org/pilastri.doc

Bagni di sole


Tecniche per la Guarigione & Comprensione 

Ci vorranno secoli prima che gli scienziati scoprano tutti i benefici curativi che il sole sa offrire. I raggi del sole non infondono solo calma e calore, contengono elementi misteriosi che stimolano reazioni biochimiche nel nostro corpo, le quali producono sostanze che vanno ben oltre la vitamina D.

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Guarda il modo in cui gli animali domestici amano crogiolarsi in una zona del pavimento illuminata dalla calda luce del sole. Tutti gli animali amano il sole e sentono che è un potente strumento di guarigione.

Per trarre beneficio dal sole, esponiti ai suoi raggi per qualche tempo ogni giorno e lascia che la pelle li assorba. Prova ad abituarti cominciando con un quarto d’ora al giorno (abbi cura a non scottarti).

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Nella stagione fredda, trova un punto tranquillo dentro casa illuminato dal sole che filtra dalla finestra. Per rendere più produttiva la meditazione, sentiti una cosa con il tuo Cuore che entra in risonanza con il Sole affinché aiuti i raggi a penetrare dentro di te per lenire la tua AnimA e guarire il tuo Corpo.

Il Sole è cantato e adorato sia nelle religioni che nelle culture che si sono succedute nei millenni. Del resto Deus e Dies, il giorno luminoso, provengono dalla stessa radice. Il sole dunque è fonte di vita, calore e amore. Il Sole è anche luce “luce dei miei occhi”, possibilità di conoscere l’altro, il mondo.

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Il Sole rappresenta il fuoco che si espande e che purifica.


Ritroviamo nella domenica i caratteri specifici del Primo Raggio: solarità, principio di individuazione e potenza maschile che feconda.

Nel corpo umano il centro di calore e di fuoco è il Cuore, organo corrispondente al Sole. È un sole che batte nel nostro petto e sta agli altri organi come il sole sta agli altri pianeti: li nutre, li scalda e li fa vivere. Sono sotto l’influsso solare del cuore le arterie, la circolazione arteriosa e il plesso solare.

Donna, Biondo, Ritratto, Ragazza, Colore, Abito

Nella mente e nell’animo umano ritroviamo il Sole come nucleo della personalità, come sintesi dell’Io Sono, del Sé Spirituale; rappresenta la fase della maturità e della completezza dell’individuo.

È collegato alla Coscienza, alla volontà, al senso del reale, alla vitalità e alla fierezza. Ispira lealtà, coraggio, generosità, armonia, gesto nobile e regale (a volte spettacolare e teatrale), favorisce il comportamento armonico e di ampie vedute.

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Può degenerare in orgoglio, superbia, autoritarismo e megalomania. Il cuore è la sede delle nostre passioni e queste incidono sull’insieme della nostra persona, modificandoci anche fisicamente.

La possibilità di scoprire noi stessi, di comprendere il nostro cammino e l’opportunità stessa dell’intervento terapeutico sta quindi nella qualità solare della luce che espandendosi permette di distinguere i contorni della realtà esterna e di illuminare, o almeno rischiarare, il proprio buio interiore e quello altrui.

La chiave per l’autismo

autismo

Non risiedere nella mente, ma nell’intestino 

Molti dei nostri bambini e giovani adulti soffrono di problemi gastrointestinali e comportamenti connessi. Il più grave è la autismo , i più gravi problemi gastrointestinali.

autismo

Un team guidato da ricercatori dell’Arizona State University sta adottando un nuovo approccio nella ricerca di efficaci trattamenti per l’autismo, concentrandosi sul miglioramento del microbioma intestinale attraverso trapianti microbica fecale …..

… Il programma di trattamento ha mostrato benefici a lungo termine , tra cui una media di miglioramento 80 per cento dei sintomi gastrointestinali associati con disturbi dello spettro autistico e il 20-25 per cento di miglioramento nei comportamenti autistici , tra cui il miglioramento delle abilità sociali e migliori abitudini di sonno ….

Autismo

…. I microbi aggiunti attraverso il programma di trattamento sono rimasti dopo il trattamento interrotto.

“Questo è interessante, perché non solo abbiamo a disposizione buoni microbi, ma i microbi abbiamo fornito cambiato l’ambiente intestinale in un modo che ha aiutato la recluta ospite microbi benefici e ha permesso loro di rimanere intorno, …….

Risultati immagini per microbiota autismo

Molto importante lavoro accadendo a ASU e la mia profonda gratitudine a Jim Adams, Rosa Krajmalnik-Brown e Dae-Wook Kang. Abbiamo bambini molto malati e i trattamenti medici per l’autismo non sono stati studiati a sufficienza. Questa è una buona notizia e mostra anche l’importanza della Microbioma in altre malattie neurodegenerative.

Il Microbiome viene anche implicato nella malattia di Alzheimer :

Risultati immagini per microbiota autismo

Tutti i risultati suggeriscono che AD può iniziare nell’intestino , ed è strettamente legato allo squilibrio del microbiota intestinale. La modulazione della flora intestinale attraverso la dieta personalizzata o intervento microbiota benefico, probabilmente, diventerà un nuovo trattamento per l’AD.

Il Microbiome viene anche implicato nel Parkinson :

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Gli scienziati in California dicono di aver trasformato la comprensione della malattia di Parkinson. I test sugli animali suggeriscono il disturbo cerebrale può essere causato da batteri che vivono nell’intestino …. Gli scienziati ritengono che i batteri stanno rilasciando sostanze chimiche che attivano un eccesso di parti del cervello, causando danni.

I risultati potrebbero portare a nuovi modi di trattare la malattia, come i farmaci per uccidere i batteri intestinali o assumere pre/probiotici umani fermentati su acidi grassi a corta catena, frutta e verdura .

Risultati immagini per microbiota autismo

Questi risultati stanno trasformando il paradigma dall’essere autisitci, che Leo Kanner ha descritto in psichiatria nel 1943, dopo l’incontro con quei primi undici figli del 1930, ad una condizione medica curabile, con le radici del malessere nell’intestino cioè il microbioma

Rimanete sintonizzati! 
http://www.ageofautism.com/…/small-study-shows-big-success-…

L’arteriosclerosi e l’integrazione

L’integrazione può essere un valido aiuto per prevenire e curare l’arteriosclerosi su diversi fronti.

1) Integrare i seguenti micronutrienti per contrastare l’arteriosclerosi:

La vitamina B3 funge da vasodilatatore, rimuove i lipidi dalle parete delle arterie (ateromi), diminuisce la quantità di colesterolo Ldl (cattive) ed aumenta quelle Hdl (buone). Migliora la circolazione e la pressione alta negli anziani.

omocisteina


La vitamina B7 è fondamentale per il metabolismo del colesterolo in quanto è in grado di promuovere la rimozione dei grassi dalle arterie (ateromi) permettendo alle cellule di utilizzarlo. Inoltre è stata riscontrata la capacità di rafforzare il sistema circolatorio (comprese vene e capillari) riducendone anche l’indurimento (diminuzione della pressione alta).

La vitamina C è uno straordinario antisclerotizzante ed agisce su diversi fronti. Scioglie gli ateromi delle arterie, ripara il tessuto endoteliale e riduce il numero di Ldl (dal 15 al 20% in meno).

Risultati immagini per vitamina D

La vitamina D agisce direttamente nelle cellule dell’endotelio vascolare e sui mastociti che generano la risposta immunitaria (con la formazione degli ateromi). È stata confermata una relazione inversa tra quantità di calcio che si deposita sull’epitelio (la calcificazione delle vene) e la quantità di vitamina D (maggiore è la vitamina, minore è il calcio).

La vitamina E agisce contro la malattia arteriosclerotica su più fronti. Contrasta l’ossidazione delle Ldl (quando sono ossidate si attaccano alle pareti delle arterie), diminuisce l’aggregazione piastrinica (diminuendo la possibilità di trombi, coaguli ed ictus), ricostruisce le pareti vascolari ed ha un effetto vasodilatatore.

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Il magnesio svolge diverse azioni protettive nei confronti del sistema circolatorio. Favorisce la diminuzione della pressione sanguigna, agendo sulle cellule muscolari del cuore (facendole rilassare), prevenendo palpitazioni e battito cardiaco irregolare. È un ottimo vasodilatatore, inibisce la coagulazione del sangue (diminuzione del rischio dell’ictus ischemico), riduce il colesterolo.

Il potassio favorisce la diminuzione della pressione sanguigna ed è usato per la prevenzione d’infarti e per normalizzare il battito cardiaco.

rame negli alimenti

Il rame, secondo alcuni studi ha avuto un ruolo importante nella riduzione dei danni all’aorta ed al cuore (successivamente ad eventi come l’infarto) grazie alla sua azione antiinfiammatoria. Regola inoltre la pressione sanguigna.

Il selenio è utilizzato per fluidificare il sangue, regolare le prostaglandine e la viscosità delle piastrine (prevenendo le malattie coronariche, l’ictus e l’insufficienza cardiaca). Il calcio può essere usato per la cura dell’ipertensione e la sua carenza può creare ipereccitabilità o aritmie cardiache.

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L’arginina è un prezioso alleato del sistema cardiocircolatorio. L’utilizzo di tale aminoacido ha prodotto la riduzione del colesterolo totale (comprese le Ldl), la riduzione delle dimensioni degli ateromi, una diminuzione dell’aggregazione piastrinica, un effetto dilatatorio dei vasi e la ricostruzione dell’epitelio delle vene.

È essenziale per contrastare patologie quali l’ipertensione, l’angina pectoris, l’aterosclerosi e l’ipercolesterolemia.

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La carnitina è un aminoacido il cui uso ha dimostrato una diminuzione del colesterolo nel sangue. In pazienti in cura per insufficienza cerebro vascolare, migliora la circolazione cerebrale. La cisteina è un aminoacido che promuove l’utilizzo del grasso da parte delle cellule, diminuendo le lipoproteine nel sangue.

La prolina è un aminoacido utilizzato dal corpo per la ricostruzione del collagene. L’integrazione di prolina ha dimostrato (in combinata con la vitamina C) di ricostruire l’endotelio arterioso e ridurre il fenomeno aterosclerotico.

taurina aminoacidi

La taurina è un aminoacido utilizzato nel trattamento dell’insufficienza cardiaca congestizia. Incrementa l’efficienza e la contrattilità del cuore, aumentando l’apporto di sangue nel miocardio ed è un potente vasodilatatore (tramite la sintesi dell’ossido nitrico).

La curcuma ha dimostrato di essere un prezioso alleato contro l’arteriosclerosi. In alcuni studi ha ridotto del 12% la quantità delle Ldl (cattive) ed aumentato del 25-30% le Hdl (buone). È inoltre un antiaggregatore piastrinico con la medesima efficacia dell’aspirina, nella prevenzione della trombosi e dell’ictus.

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Lo zenzero ha confermato le capacità per la cura delle malattie arteriosclerotiche. In particolare si é riscontata una riduzione sulle cavie da laboratorio del 44% delle lesioni aterosclerotiche, del 27% dei trigliceridi, del 53% delle lipoproteine Vldl, del 33% delle lipoproteine Ldl (cattive) ed una riduzione complessiva dell’ossidazione e dell’aggregazione delle lipoproteine.

I chiodi di garofano migliorano la fluidità del sangue, proteggendo le lipoproteine dall’ossidazione dei radicali liberi. Tale attività protegge il sistema cardiovascolare dall’aterosclerosi. 

epigallocatechina antiossidante

L’epigallocatechina gallato ha un effetto inibitorio sull’ossidazione delle Ldl. Può inoltre ridurre il colesterolo. In uno studio di ricercatori olandesi è stata riscontrata una minore incidenza d’ictus e aterosclerosi aortica severa e meno rischi di trombosi.

incidenza d’ictus e aterosclerosi aortica severa e meno rischi di trombosi.

Il resveratrolo è uno del bioflavonoidi più efficaci per contrastare la patologia dell’arteriosclerosi. Gli è riconosciuta la capacità di vasodilatatore, d’inibire l’aggregazione piastrinica, di ridurre la pressione arteriosa, d’inibire la per ossidazione delle lipoproteine (Ldl) e di rigenerare l’elasticità dei vasi periferici.

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La quercitina è un bioflavonoide con interessanti capacità antiarteriosclerotiche. Favorisce la cicatrizzazione delle micro lesioni delle vene, impedendo la creazione delle placche aterosclerotiche. Aumenta la resistenza parietale e la permeabilità dei vasi capillari, proteggendoli da rotture ed emorragie. Ottiene una diminuzione della pressione arteriosa ed un aumento delle Hdl (buone).

Il picnogenolo (Opc) è un polifenolo che stabilizza e protegge il collagene dei vasi, risultando molto utile contro disordini circolatori quali: infarti, edema, ipertensione, vene varicose, renitopatia. Inoltre inibisce l’ossidazione delle lipoproteine (Ldl) impedendo che si depositino sulle pareti arteriose.

Risultati immagini per esperidina

L’esperidina anche chiamata bioflavonoide degli agrumi, ha dimostrato di riuscire ad aumentare l’efficienza del collagene e del tessuto connettivo (soprattutto quello dei vasi) riducendo la fragilità e la permeabilità delle pareti dei capillari. L’esperidina è in grado di mantenere bassi i livelli di colesterolo e può essere utilizzato nel trattamento e la prevenzione della trombosi.

2) Diminuire la quantità di glucosio nel sangue, in modo da rallentare la progressione della malattia arteriosclerotica. Elenco dei nutrienti necessari: 
curcuma, resveratrolo, cannella, taurina, glutammina, carnitina, arginina, potassio, magnesio, manganese, vitamina D, vitamina B1, cromo. Le spiegazioni sul loro effetto le trovate nel capitolo “Il diabete ed i carboidrati insulinici”.

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3) Diminuire la secrezione del cortisolo, per evitare la produzione di glucosio dalla massa magra. Elenco dei nutrienti necessari: cordyceps sinensis, schisandra, ginseng, teanina, l’epimedium, rhodiola rosea, magnonolo e l’onochiolo, tirosina, fosfatidilserina, melatonina, vitamina D. Le spiegazioni sul loro effetto le trovate nel capitolo “L’ipercortisolemia ed i carboidrati insulinici”

4) Contrastare la produzione di radicali liberi, Ages ed Ales in modo da evitare l’ossidazione delle lipoproteine (Ldl), dell’endotelio arterioso e venoso. Elenco dei nutrienti necessari: esperidina, picnogenolo, quercitina, resveratrolo, l’epigallocatechina gallato, chiodi di garofano, origano, cannella, pepe nero, curcuma, taurina, Nacetil cisteina, molibdeno, selenio, cromo, coenzima Q10, acido alphalipoico, vitamina E, vitamina C, vitamina A.

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Ipercortisolemia

L’integrazione può essere un valido aiuto per contrastare l’ipercortisolemia ed i suoi effetti devastanti per il nostro organismo.

L’azione svolta dai vari micronutrienti si focalizza su due diversi fronti d’intervento:

Astenia del cortisolo alto: (debolezza) Ipertensione Osteoporosi Obesità Iperglicemia Insonnia

1) Integrare i seguenti micronutrienti che hanno sia un effetto inibitorio e adattogeno del cortisolo e quindi dello stress e stimolano la produzione di testosterone (antagonista del cortisolo).

La vitamina D è essenziale per modulare la risposta del sistema immunitario e quindi contrastare le infiammazioni croniche (che al contrario attivano il cortisolo).

Cortisolo Alto
Eccessiva produzione

La melatonina è un ormone prodotto soprattutto di notte dalla ghiandola pineale. La presenza della melatonina inibisce la produzione di cortisolo, ma a sua volta è inibita dalla presenza dell’ormone dello stress.

Per tale motivo l’integrazione della melatonina per via esogena permette la diminuzione del cortisolo nel sangue ed il ripristino della fase circadiana.

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Stress

La fosfatidilserina è un fosfolipide presente sulle membrane cellulari dei neuroni. L’utilizzo da parte degli atleti, ha dimostrato una riduzione dal 20 al 30% nella produzione di cortisolo.

La tirosina è un aminoacido utilizzato dai neuroni per produrre i neurotrasmettitori in grado di ridurre l’ansia e la depressione.

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Il magnonolo e l’onochiolo hanno dimostrato in diversi studi clinici, un’azione di modulazione dei vari neurotrasmettitori.

La rhodiola rosea la serotonina nelle cellule neuronali, mantenendola attiva più possibile. Ha un effetto adattogeno.

Stress violento

L’epimedium è una pianta di origine cinese. Il cui estratto ha effetti adattogeni e stimolanti. Ha un effetto adattogeno, quindi diminuisce lo stress e la produzione di cortisolo. Stimola inoltre la produzione di testosterone.

La teanina è un derivato dell’acido glutammico, capace d’influenzare il rilascio di dopamina, conferendo una sensazione di rilassamento e di contrasto agli eventi stressori. Ha un effetto adattogeno.

eccessivo stress da cortisolo

Il ginseng è una radice di una pianta cinese. Il cui estratto ha un’azione diretta sul sistema nervoso centrale, in grado di modulare l’eccitazione dei neuroni. Ha un effetto adattogeno.

La schisandra è una pianta rampicante. Il cui estratto aiuta il corpo a resistere a fattori
stressanti come il cambiamento della temperatura, il rumore, il sovraccarico emotivo.

Il cordyceps sinensis è un fungo cinese che aumenta la produzione del testosterone e di conseguenza riduce quella di cortisolo.

cortisolo alto stress

2) Diminuzione delle infiammazioni croniche che richiedono l’intervento del cortisolo. Elenco dei nutrienti necessari: vitamina D, omega 3, potassio. Le spiegazioni sul loro effetto le trovate nel capitolo “L’infiammazione croniche ed i carboidrati”.

3) Diminuzione della produzione d’insulina e quindi di un maggior calo glicemico.
Elenco dei nutrienti necessari: curcuma, resveretrolo, cannella, taurina, glutammina, carnitina, arginina, potassio, magnesio, manganese, vitamina D, vitamina B1, cromo. Le spiegazioni sul loro effetto si possono trovare nel capitolo “Il diabete ed i carboidrati”.

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Virus Epstein Barr

Parte 4° 
Sclerosi multipla, Vit D , A, Lupus e non solo 

L’articolo A possible link between the Epstein-Barr virus infection and autoimmune thyroid disorders ci informa che precedenti infezioni da virus EB sono associate con I linfomi e possono causare anche malattie allergiche ed autoimmuni.

Inoltre leggiamo nell’articolo che il virus EB modifica la risposta del sistema immunitario della persona che lo ospita e che, sebbene resti in uno stato latente per gran parte della vita della persona, a volte una grave malattia correlata alla presenza del virus EB si può sviluppare a distanza di tempo dall’infezione, e questo potrebbe anche spiegare i sintomi di esacerbazione di molte patologie autoimmuni.

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Lupus eritematoso

Le malattie attualmente correlate ad infezioni da virus EB sono il lupus eritematoso sistemico, la sclerosi multipla, l’artrite reumatoide, la sindrome di Sjögren e l’epatite autoimmune.

Riguardo alle tiroiditi autoimmuni gli auotori affermano che il virus EB, sebbene non sia necessariamente l’unica e sola causa, può essere considerato uno dei fattori che contribuiscono alla genesi della malattia.

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eritema

L’articolo Antiviral immune responses: triggers of or triggered by autoimmunity? (“Risposta immunitaria antivirale: fattore scatenante o scatenata a sua volta dall’autoimmunità?”)

ci informa che la genetica può essere solo un fattore che predispone alla patologia autoimmune, come ci mostrano le differenti condizioni di salute di gemelli identici e la distribuzione geografica delle malattie, che mostrano la concausa di fattori ambientali, alcuni dei quali potrebbero essere di natura infettiva.

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lupus

L’articolo Epstein-Barr virus and systemic lupus erythematosus (“Il virus Epstein-Barr ed il lupus eritematoso sistemico”) discute della scoperta di nuovi meccanismi di mimetismo molecolare collegati al virus EB che possono essere alla base dell’insorgere della malattia, e cita numerosi articoli recenti che hanno dimostrato come il carico virale da virus EB

l’aumentato numero di linfociti B periferici con infezione latente, e la maggiore presenza del DNA del virus tra i malati di lupus eritematoso sistemico rispetto ai soggetti sani del gruppo di controllo.

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Sclerosi multipla

L’articolo Are Mycobacterium avium subsp. paratuberculosis and Epstein-Barr virus triggers of multiple sclerosis in Sardinia? (“Il Micobatterio avium paratuberculosis ed il virus Epstein Barr sono fattori scatenanti della sclerosi multipla in Sardegna?”)

ci mostra che Mycobacterium avium paratuberculosis (MAP) non solo è stato trovato nel 27,5% dei malti di sclerosi multipla, ma che è stata pure trovate una risposta immunitaria estremamente alta contro una proteina di questo micobatterio che è somigliante ad una proteina della mielina umana, il che porta a sospettare un caso di reazione incrociata ovvero di mimica molecolare.

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Vitamina D carenza

L’articolo Autonomic dysfunction: a unifying multiple sclerosis theory, linking chronic cerebrospinal venous insufficiency, vitamin D(3), and Epstein-Barr virus è un interessantissimo articolo che cerca di esporre una visione unificata dei meccanismi che possono causare la sclerosi multipla, compresa l’infezione/riattivazione del virus Epstein Barr. Un articolo recente che ogni medico dovrebbe leggere per intero.

La capacità della vitamina D (quando è presente in quantità sufficiente nel nostro organismo) di regolare il sistema immunitario (facendo sì che sia più forte contro gli agenti infettivi e meno diretto contro i propri tessuti), nonché la sua capacità di diminuire l’infiammazione

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fanno sì che le malattie autoimmuni spesso sia correlate a bassi livelli di vitamina D nel sangue. Più va avanti la ricerca e più si scopre che la carenza di vitamina D è spesso collegata all’insorgenza di tali malattie, e che l’integrazione di vitamina D è utile nella cura.

Questo può essere anche addebitato al fatto che la vitamina D ha un potente effetto antimicrobico, anti fungino e anti infettivo in generale. Sono alquanto recenti, alcune recentissime, le scoperte sulla capacità della vitamina D di potenziare le nostre difese immunitarie e di permetterci di combattere efficacemente tutta una serie di patogeni come Candida, Streptococco, Stafilococco e per l’appunto anche il virus Epstein Barr.

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L’articolo Antimicrobial implications of vitamin D per esempio ci informa che la vitamina D aiuta a combattere le infezioni stimolando diversi meccanismi di protezione, per esempio fortificando l’immunità innata producendo peptidi anti-microbici (AMP) e attivando i globuli bianchi, col risultato di potenziare le difese immunitarie contro ogni tipo di infezione batterica eccetto la Leismaniosi.

Il vantaggio, sottolineano gli autori, di puntare su un normale livello di vitamina D nel sangue invece che sugli antibiotici, è sia economico che sanitario, visto la crescita del fenomeno della resistenza agli antibiotici dei nuovi ceppi batterici. L’articolo Antibacterial effects of vitamin D

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vitamina D

nel riportare informazioni molto simili al precedente, puntualizza che molte informazioni sull’attività antibatterica della vitamina D sono apparse evidenti a partire dal 2005 (e quindi si tratta di informazioni spesso ignorate dai medici che non avuto voglia e tempo di agigornarsi).

In particolare la Catelicidina uno dei peptidi summenzionati, è efficace contro batteri gram-positivi e gram-negativi, ma anche funghi e micobatteri, che si trovano in diversi tessuti tra i quali la pelle, e le mucose del sistema respiratorio e gastrointestinale .

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Vitamina D alimentazione

L’articolo Vitamin D3 a new drug against Candida albicans (“Vitamina D3 un nuovo farmaco contro la Candida albicans”) , riferisce di un esperimento in vitro che mostra come la vitamina D3 contrasti la Candida (ad una concentrazione però circa 1000 volte maggiore di quella che generalmente si trova nel sangue degli esseri umani).

L’articolo Differential Effects of Vitamins A and D on the Transcriptional Landscape of Human Monocytes during Infection , mostra l’importanza della vitamina D e della vitamina A contro le infezioni da Aspergillus fumigatus, Candida albicans ed Escherichia coli.

L’articolo Association among Vitamin D, Oral Candidiasis, and Calprotectinemia in HIV testimonia la correlazione tra bassi livelli di vitamina D e la Candidosi orale in pazienti immunocompromessi.

1143 Pubblicato su Central European Journal of Immunology 2016;41(3):297-301, autori Dittfeld A, Gwizdek K, Michalski M, Wojnicz R;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27833448.
1144 Pubblicato su Nature Reviews. Immunology 2009 Apr;9(4):246-58, autori Münz C, Lünemann JD, Getts MT, Miller SD;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19319143/.
1145Pubblicato su Current Opinion in Rheumatology 2006 Sep;18(5):462-7, autori James JA, Harley JB, Scofield RH;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16896283.
1146 Pubblicato su Multiple Scelrosis. 2012 Aug;18(8):1181-4, autori Cossu D, Masala S, Cocco E, Paccagnini D, Frau J, Marrosu MG, Sechi LA.;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22261119
1147 Pubblicato su Autoimmunity Reviews 2012 Dec;12(2):250-9, autore Sternberg Z; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22564548
1148 Pubblicato su Dermatoendocrinology 2011 Oct-Dec; 3(4): 220–229, autori Youssef DA, Miller CWT, et al.;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3256336/
1149 Pubblicato su Nature Reviews Endocrinology 7, 337-345 (June 2011), autore Martin Hewison http://www.nature.com/…/jou…/v7/n6/full/nrendo.2010.226.html
1150 Vedi l’articolo Association between serum 25-hydroxyvitamin D level and upper respiratory tract infection in the Third National Health and Nutrition Examination Survey, pubblicato su Archives of Internal Medicine. 2009 Feb 23;169(4):384-90, autori Ginde AA, Mansbach JM, Camargo CA Jr. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19237723, articolo completo suhttps://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3447082/
1151 Pubblicato Journal of Mycological Medicine 2016 Nov 16. pii: S1156-5233(16)30223-2 [Epub ahead of print], autori Bouzid D, Merzouki S, Bachiri M, Ailane SE, Zerroug MM; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27865660.
1152 Pubblicato su Scientific Reports 2017 Jan 17;7:40599. autori Klassert TE, Bräuer J, et al.;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5240108/.

ECN

Effetti salutari del boro

Un integratore di boro può ridurre la perdita di calcio di circa il 50%.

Dal momento che il calcio viene tolto principalmente dalle vostre ossa e dai vostri denti, la carenza di boro al giorno d’oggi può essere il più importante agente causativo di artrite, osteoporosi e carie.

Il boro ha effetti sul metabolismo degli ormoni steroidi, e specialmente gli ormoni sessuali. Integrando il boro si aumentano i livelli bassi di testosterone nell’uomo e i livelli bassi di estrogeni nelle donne in menopausa.

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Il boro ha anche un ruolo importante nel convertire la vitamina D nella sua forma attiva, aumentando così l’assorbimento di calcio ed il suo deposito nelle ossa e nei denti piuttosto che causare la calcificazione dei tessuti molli. Inoltre altri effetti benefici sono stati segnalati quali il miglioramento di problemi cardiaci, di vista, sporiasi, equilibrio, memoria e facoltà cognitive.

Un ricercatore sul cancro tedesco di nome Paul-Gerhard Seeger ha mostrato che il cancro comunemente inizia con il deterioramento delle membrane cellulari. Dal momento che il boro è essenziale per le membrane cellulari e che la carenza di boro è molto diffusa, questo può essere un importante fattore causativo per l’inizio della crescita tumorale.

I composti del boro hanno proprietà anti-tumorali e sono “potenti agenti anti-osteoporosi, anti-inflammatori, ipolipidemici, anti-coagulanti e anti-neoplastici” .

L’anello mancante


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Negli anni ’60 del secolo scorso un botanico che si occupava anche delle proprietà del suolo, Rex Newnham, Ph.D., D.O., N.D, si è ammalato di artrite.

Ha provato i farmaci convenzionali ma non l’hanno aiutato e quindi si è messo ad indagare la chimica delle piante. Si è reso conto che le piante dell’area nella quale viveva erano carenti si minerali. Sapendo che il boro sostiene il metabolismo del calcio nelle piante decise di integrare tale sostanza assumendo BORACE.

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Sì, avete letto bene … borace. Potete trovare che sia una cosa inimmaginabile che la borace, l’umile insetticida e detergente per lavatrice sembra sia l’anello mancante!

Il dottor Newnham prese 30 mg di borace al giorno ed in 3 settimane TUTTO il dolore, il gonfiore e la rigidità erano scomparsi!

Le denominazioni chimiche del borace sono sodio tetraborato, disodio tetraborato deca idrato, o borato di sodio. Chimicamente è tutto lo stesso, è un minerale che si trova in natura comunemente estratto dai laghi salati prosciugati. Non esiste borace “di grado alimentare” dal momento che tutto il borace è uguale e “naturale”, viene usualmente estratto in California o in Turchia.

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Il borace è comunemente utilizzato come prodotto per la pulizia della casa, non è tossico e non contiene metalli pesanti (ad ogni modo è sempre meglio controllarne la purezza e la composizione sull’etichetta). Un grado farmaceutico non è apprezzabilmente più puro o migliore. Il borace ha proprietà antisettiche, antifungine ed antivirali, ma solo una leggera azione antibatterica.

Ingredienti: Un MINERALE NATURALE.
La maggior parte della ricerca successive del dottor Rex Newnham fu dedicate alla relazione tra I livelli di boro nel suolo e l’artrite. Egli ha pubblicato diversi articoli scientifici sulla borace e l’artrite. Uno era uno studio a doppio cieco eseguito a metà degli anni ’80 al Royal Melbourne Hospital che mostrava che il 70% di quelli che avevano assunto il borace erano migliorati notevolmente.

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Non c’erano effetti collaterali negativi, alcuni partecipanti hanno riportato anche miglioramenti dei loro problemi cardiaci, ed anche miglioramenti nelle condizioni generali di salute e di energia .

Egli ha parlato con le autorità della sanità pubblica e delle scuole di medicina riguardo alla sua scoperta ma questi erano più preoccupati di perdere i propri profitti e finirono per incitare l’approvazione di una legge che dichiarasse il boro una sostanza velenosa a qualsiasi concentrazione. Ciò ebbe come conseguenza che il dottor Newnham fu minacciato e multato, e il borace non fu più reperibile nella nazione nella quale lui viveva.

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Prima di questo bando a livello nazionale, molte persone sofferenti di artrite che avevano saputo della scoperta del Dr. Newnham furono contenti dei notevoli miglioramenti ottenuti iniziando a integrare il borace. Altri avevano paura di assumere qualcosa che veniva venduto per uccidere formiche e scarafaggi.

segue nel prossimo Post 

1043 In vivo and in vitro effects of boron and boronated compounds, pubblicato su Journal of Trace Elements in Medicine and Biology 1998 Mar;12(1):2-7, autori Benderdour M, Bui-Van T, Dicko A, Belleville F;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9638606.
1044 Essentiality of boron for healthy bones and joints, Pubblicato su Environmental Health Perspective 1994 Nov;102 Suppl 7:83-5, autore Newnham R E; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/7889887, articolo completo su http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1566627/.

L’osteoporosi ed i carboidrati insulinici 

Abbiamo già parlato dell’osteoporosi e siamo tutti d’accordo che rappresenta un’emergenza sanitaria per le persone anziane, soprattutto per le donne.

La medicina ufficiale ha già trovato risposte e soluzioni: qualche pillola per contrastare un fenomeno considerato normale ed ineluttabile.

Allora ci dovrebbero spiegare:

Come mai ci sono persone che arrivano a 110 anni senza grossi problemi di osteoporosi?

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La verità ancora una volta è sepolta sotto ricerche mediche che nessuno ha voglia di divulgare. La medicina ufficiale sa perfettamente che uno dei motivi principali che causa lo svuotamento del calcio dallo scheletro, è l’utilizzazione che ne fa il nostro corpo per contrastare l’acidità del sangue.

Difatti ancora una volta, il nostro metabolismo ha come priorità assoluta, salvarci la vita. Il nostro sangue deve mantenere un livello di acidità non superiore a 7,35 (altrimenti si muore) e quindi, in caso di aumento di metaboliti acidi, il nostro corpo preferisce svuotare le ossa, utilizzando il calcio come minerale per tamponare l’acidità.

Ci dovremmo domandare: Cosa genera le scorie acide che finiscono poi nel sangue?

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Abbiamo già approfondito tale aspetto, parlando dell’acidità tissutale e la causa, ancora una volta è da imputare ai carboidrati. La via energetica del glucosio genera scorie acide (atomi H+ e piruvato), che quando escono dalla cellula, finiscono nella matrice e poi nel sangue. Inoltre i cereali hanno un effetto chelante (tramite i fitati), inibendo l’intestino all’assorbimento dei minerali come il magnesio, il potassio ed il calcio, fondamentali per la ricostruzione delle ossa.

Spaghetti, Tagliatelle, Pomodori, Pasta, Antipasto

Un altro aspetto fondamentale riguarda l’ormone del Gh, deputato alla fase anabolica dello scheletro. Difatti come tutti i tessuti, anche quello osseo è composto di matrice (quindi collagene), e subisce una fase catabolica ed una anabolica. L’attivazione degli ormoni dell’insulina e del cortisolo (per colpa dei carboidrati) inibisce le ghiandole surrenali alla produzione di Gh e quindi una diminuzione dell’azione anabolica (ricostruzione ossea).

Quindi avviene uno squilibrio, tra la fase in cui il corpo demolisce la struttura ossea e la fase in cui invece il corpo deve ricostruire quei tessuti, causando un bilancio negativo, che nel tempo indebolirà lo scheletro.

Succo D'Arancia, Coppa, Albero, Sullo Sfondo, Verde

Un altro aspetto essenziale è la carenza di vitamina D, che come avete potuto leggere nel capitolo dedicato è essenziale al metabolismo del calcio, mantenendo in buono stato il nostro scheletro. Tale carenza è dovuta al poco tempo trascorso all’aperto, impedendo alla nostra pelle di produrre questa preziosa vitamina con l’ausilio della luce solare.

Un altro motivo che inibisce la produzione endogena di vitamina D è l’acidosi tissutale, che richiamando il calcio nel sangue, attiva il meccanismo di feedback negativo (i reni eliminano la vitamina D per evitare l’assorbimento di tale minerale dall’intestino).

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