Scorbuto acuto indotto

Morti in culla (sindrome della morte improvvisa in culla)
Concordo con Kalokerinos (22) e con Klenner (8) che le morti in culla sono spesso causate da un improvviso esaurimento di ascorbato. Lo scorbuto indotto in alcuni centri regolatori vitali uccide il bambino.

La carenza indotta avviene più facilmente quando la dieta è povera di vitamina C. Tutti i fattori epidemiologici che predispongono alla morte in culla sono associati a bassi livelli di assunzione di vitamina C o alti livelli di distruzione della vitamina C.

Scorbuto acuto indotto 
È ben stabilito che certi sintomi sono associati con una quasi totale carenza di vitamina C nel corpo. Tra i sintomi dello scorbuto c’è fiacchezza, inquietudine, gengive sanguinanti, perdita dei denti, sanguinamento nasale, lividi, emorragie in ogni parte del corpo, vulnerabilità alle infezioni, difficile guarigione delle ferite, deterioramento delle giunture, ossa fragili e doloranti, e morte, etc. Si è ritenuto che questa malattia si verifichi solo con l’assenza di vitamina C nella dieta.

Tuttavia una condizione analoga si produce nella seguente maniera: 
Gli uomini ben nutriti usualmente contengono non molto più di 5 grammi di vitamina C nei loro corpi.

Sfortunatamente la maggioranza delle persone hanno molto meno ascorbato nei loro corpi e sono a rischio di sviluppare molti problemi correlati alla disfunzione dei processi metabolici che dipendano dall’ascorbato a causa di un grave esaurimento dell’ascorbato: disturbi del sistema immunitario come infezioni secondarie, artrite reumatoide ed altre malattie del collagene, reazioni allergiche ai farmaci, ai cibi e ad altre sostanze;

Ascorbuto

infezioni croniche come herpes, o conseguenze di infezioni acute come le sindromi di Guillain-Barré e di Reye, febbre reumatica o scarlattina; disordini dei meccanismi della coagulazione sanguigna come emorragia, infarto, ictus, emorroidi, ed altre trombosi vascolari; difficoltà di gestire correttamente lo stress dovuto alla soppressione della funzione delle surrenali come flebiti, altri disturbi infiammatori, asma e altre allergie;

Come salvarsi la Vita

Il libro di valutazione dei farmaci della AMA (American Medical Association) (1971) dà informazioni sul valore dell’acido ascorbico che sono per lo meno 30 anni indietro rispetto alla conoscenza odierna.

I 200-500 mg di acido ascorbico, raccomandati come dose nelle 24 ore nei casi di ustioni, ne sono un tipico esempio. Dalla esperienza clinica sappiamo che l’acido ascorbico deve essere dato alle vittime di ustioni con iniezioni endovena massicce e frequenti.

Estratti di verdure e frutta

La quantità appropriata da impiegare va da 30 a 100 g al giorno e questa quantità va data finchè c’è la guarigione, da 7 a 30 giorni in funzione del grado delle ustioni. Abbiamo trovato e riportato che questa massiccia terapia con vitamina C eliminerà il trapianto di pelle perché mantiene i tessuti ossigenati.

Un’ampia fornitura di ossigeno ai tessuti impedirà che il sangue diventi melmoso ed in luogo delle ustioni di terzo grado, che si sviluppano al quarto o quinto giorno, le cicatrici da ustioni cadranno via lasciando un tessuto normale.

vitamina C, ascorbato di Sodio

Queste alte dosi di acido ascorbico rimuoveranno anche l’avvelenamento da fumo che si trova in molte vittime di incendi e salveranno molte vite, specialmente bambini che muoiono per effetto del gas di monossido.

L’asserzione che si trova nel libro dell’AMA, menzionato prima, che cioè studi controllati hanno mostrato che non ci sono benefici dalla assunzione di grandi dosi di acido ascorbico da parte di soggetti umani, deve essere ignorata.

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Le grandi dosi a cui ci si riferisce non eccedevano mai i 5 g e, nella maggior parte dei casi, non più della quantità che si trova nel succo di un quarto d’arancia, per un periodo di 24 ore. E’ una sfortuna che lo staff editoriale dell’AMA ha mancato di controllare la letteratura mondiale.

Un esempio delle loro grandi dosi era un articolo di Dannenberg [32], che fu pubblicato in JAMA (Journal of American Medical Association), in cui l’autore, nell’avvelenamento da piombo, non trovò beneficio nel dare dosi estremamente alte di acido ascorbico ad un ragazzo.

benessere 
consapevole

La dose di Dannenberg estremamente alta consisteva in 25 mg 4 volte al giorno, per bocca, ed una singola iniezione intramuscolo di 250 mg. Se Dannenberg avesse usato 350 mg per kg di peso corporeo e li avesse dati, intramuscolo, ogni 2-4 ore, avrebbe avuto un paziente ristabilito in meno di 72 ore.

La quantità di acido ascorbico impiegato, in ogni caso dato, è il fattore cruciale per importanza. In 28 anni di ricerca abbiamo osservato che 30 g al giorno sono critici in termini della risposta.

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Ciò sembra essere vero indipendentemente dall’età e dal peso corporeo. In certe condizioni patologiche, come l’intossicazione da barbiturici, il morsi di serpente o l’encefalite virale, in taluni individui sono richieste dosi più alte.

Abbiamo osservato, dalla nostra esperienza e da una rivista della letteratura, che il 15%-20% degli umani richiedono molto più acido ascorbico di quanto ne richiedano altri. Approssimativamente un 15% di persone, quando vengono vaccinate, si mettono in risalto per il fatto che non producono anticorpi.

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Grosso modo il 15% delle donne gravide si prevedeva, in passato, che sarebbero rimaste paralizzate se fossero state colpite dal virus della polio. Il 15% degli oltre 3000 casi, da noi schedati, richiedevano più acido ascorbico per prevenire raffreddori o, una volta infetti, per alleviare il raffreddore.

Questa differenza percentuale è la ragione per cui un paziente muore di polmonite mentre un altro sopravvive, quando tutti gli altri fattori sono apparentemente uguali. Da solo, questo fattore del dosaggio, ha fuorviato molti scienziati nel non tenere conto del valore dell’acido ascorbico nella patologia virale, perché sono soliti vedere i cani morire di cimurro mentre sanno che il cane può prodursi la propria vitamina C.

raffreddore sinusite

Quello che non apprezzavano era che anche un animale può non produrre abbastanza vitamina C in certe condizioni. Ho curato molti cani sofferenti di cimurro dando loro parecchi grammi di acido ascorbico, via ago, ogni 2 ore.

Abbiamo anche trovato, in oltre 300 casi ostetrici, che grosso modo nel 15% dei casi erano richiesti fino a 15 g supplementari di vitamina C, al giorno, giusto per restare entro limiti normali.

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Dieci grammi al giorno era la richiesta più alta per l’altro 85%. Il virus dello Herpes simplex e lo adenovirus possono essere distrutti con alte dosi di acido ascorbico. Molte infezioni possono essere prevenute con una adeguata assunzione di vitamina C, ogni giorno, per bocca: 1 g per ogni anno di vita fino all’età di 10 anni e dopo l’età di 10 anni almeno 10 g di vitamina C al giorno.

Con queste quantità il paziente ne spillerà quantità variabili nell’orina. I reni hanno una soglia per la vitamina C molto simile agli sfioratori di una diga. Lo spillamento è necessario per assicurare quantità adeguate per i vari tessuti corporei.

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Per esempio, le cellule bianche del sangue sono inutili a meno che non siano piene di acido ascorbico, dal momento che è l’acido ascorbico che rende possibile la loro fagocitosi e/o distruzione dei patogeni.

Sebbene lo Herpes simplex si manifesti usualmente come una piccola piaga e lo adenovirus come un lieve ma persistente raffreddore, entrambi possono diventare dei killer attraverso il passaggio del virus al cervello. Entrambi possono causare le morti in culla, e ne costituiscono veramente la causa reale.

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Di nuovo sottolineamo che una assunzione giornaliera di grandi dosi di vitamina C può prevenire questo tragico incidente. Per questa ragione, se non altro, il National Research Council e la National Academy of Science devono rimuovere la cosiddetta richiesta minima giornaliera per questa sostanza.

Williams ha mostrato e riportato alla National Academy che persino i porcellini d’India che vivevano nel suo laboratorio erano diversi nelle loro necessità di vitamina C e che ne differivano ogni giorno, talvolta per 20 volte una data unità. I porcellini d’India, come gli uomini, non possono fabbricarsi l’acido ascorbico a causa di un difetto genetico.

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Lo scorbuto, che giustifica il pensare alla quantità di vitamina C necessaria, di fatto non ha conseguenze nel problema della avitaminosi della C, la quale può determinare la propria esistenza futura. Ginter, dopo 10 anni di ricerca sulla vitamina C, concluse che lo scorbuto acuto e che la ipovitaminosi della C sono malattie metabolicamente differenti.

Antonowicz e Kodick lo hanno confermato trovando che la sintesi delle glucosamine nel porcellino d’India, con la formazione di galactosamina, era normale negli animali che ricevevano vitamina C, ma non aveva luogo in presenza dello scorbuto acuto.

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L’acido ascorbico, quando è assunto in quantità sufficienti, attenuerà la pressione intraoculare negli occhi glaucomatosi, allevierà cose come la miliaria ed è una sicura inversione per il pemfigo. La vitamina C, quando è data per ago, distruggerà tutti i virus e molti possono essere distrutti prendendo 25-30 g al giorno, per bocca. Quantità inferiori proteggeranno contro questi patogeni.

Ho curato la difterite, le infezioni da streptococco emolitico e da stafilococco usando vitamina C endovena in una dose da 500 a 700 mg per kg di peso corporeo. Dosi inferiori a 400 mg per kg di peso corporeo possono essere date con una siringa usando il sale di sodio. Questo produrrà sempre sete.

anemia vit C

Fluidi presi appena prima o immediatamente dopo elimineranno questo fastidio. Dosi oltre i 400 mg per kg di peso corporeo devono essere diluite con almeno 1 g ogni 18 cc di soluzione, usando destrosio al 5% in acqua, soluzione salina in acqua o soluzione di Ringer.

A queste bottiglie di flebo deve essere aggiunto 1 g di gluconato di calcio per rimpiazzare gli ioni Calcio tirati fuori dal complesso calcio-protrombina. Non c’è limite alle quantità che possono essere somministrate per vena quando sono osservate queste precauzioni.

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L’uso della vitamina C nel cancro proverà di essere un agente molto benefico. Raccomandiamo dosi in bottiglia contenenti 60 g di vitamina C e frazioni del complesso B come 500 mg di tiamina HCl, piridoxina 300 mg, calcio pantotenato 400 mg, riboflavina 100 mg e niacinamide 300 mg.

Questo da darsi giornalmente o anche due volte al giorno. La vitamina C è un sicuro agente neutralizzante nel morso di serpente [53], nel morso di ragno [54] e nelle punture di insetti. Il nostro uso dell’acido ascorbico nel morso di serpente è stato limitato al caso del mocassino delle Highland, un membro della famiglia dei testa di rame.

Immagine correlata

Altri serpenti velenosi sono più mortali, ma possiamo calcolare facilmente, con la nostra esperienza, quale dose adoperare. In un bambino di 4 anni che aveva avuto un attacco completo da parte di un maturo mocassino delle Highland, furono richiesti 12 grammi.

A differenza di un virus, che continuerà la sua produzione finché non è completamente distrutto, il veleno di un serpente è costante, per il fatto che non ci potrà essere un aumento in quantità più tardi. Suggerirei 40-60 g, come dose iniziale, nel caso di un crotalo o di un mocassino acquatico. Vitamina C addizionale può essere data, se necessario, da quando il paziente starà bene e in via di recupero con la prima iniezione.

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Il monofosfato di adenosina, dato con l’acido ascorbico, aumenterà il potenziale della vitamina. Questo può essere dato in dosi da 25 mg nei ragazzi fino a 200 mg negli adulti. Il nostro uso di questo agente è stato limitato ai casi di orecchioni e di Herpes zooster, ma abbiamo ora sufficiente conoscenza da ritenere che il suo uso dovrebbe essere di routine.

La soluzione acquosa è più efficace del gel. Alcuni pazienti sperimentano una pesantezza di testa, un senso di malessere al petto ed una riduzione del battito cardiaco. Spiriti aromatici di ammoniaca, come agenti da inalare, alleviano o prevengono questa sindrome.

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Al momento noi usiamo più frequentemente dosi da 50 mg, finché riusciremo a stabilire un motivo per questo tipo di risposta. L’acido ascorbico può essere un salvavita negli shock. Dodici grammi del sale di sodio dati con una siringa da 50 cc invertirà lo shock entro minuti.

Nell’avvelenamento da barbiturici ed in quello da monossido di carbonio i risultati sono così spettacolari che il negare questa terapia confina con la negligenza professionale. I chirurghi devono imparare ad adoperare l’acido ascorbico più liberamente. Da 10 a 20 g nelle soluzioni pre-operatorie e 10 g in ogni bottiglia post-operatoria elimineranno le morti chirurgiche e ridurranno le degenze ospedaliere del 50%.

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Si può dire lo stesso nei casi ostetrici. Abbiamo trovato che i casi ostetrici richiedevano 4 g al giorno nel primo trimestre, 6 g nel secondo trimestre ed 8-10 g nel terzo trimestre. Il quindici percento delle pazienti richiedeva 15 g al giorno solo per restare entro limiti normali. L’acido ascorbico è la sostanza più sicura e più valida a disposizione del medico. Parecchi mal di testa e mal di cuore saranno evitati dal suo uso appropriato.

32. Dannenberg, A. M. et al: Ascorbic acid in the treatment of chronic lead poisoning. JAMA,
114:1439-1440, 1940.

www.seanet.com/…/klenner-fr-j_int_assn_prev_med-1974-v1-n1-…

Ascorbato di sodio e il colesterolo

Ascorbato di sodio

La storia del colesterolo segue in importanza quella del virus. Si deve comprendere, come notato da Ginter [17], che lo scorbuto acuto e l’ipovitaminosi cronica della vitamina C sono malattie metabolicamente differenti.

Su questo punto il Food and Life Yearbook, 1939, U. S. Department of Agriculture, ebbe a dire:

cuore aterosclerosi


“Anche quando non c’è un singolo sintomo apparente di problemi, una persona può trovarsi in uno stato di deficienza di vitamina C, più pericoloso dello stesso scorbuto.

Quando una tale situazione non è rilevata, e va avanti senza correzioni, saranno danneggiati i denti e le ossa e quello che può essere anche più grave, è che il flusso sanguigno è indebolito al punto che non può più resistere o combattere le infezioni, che non sono curabili facilmente come lo scorbuto.”

ipercolesterolemia


Lavorando con i porcellini d’India, molti gruppi di ricerca hanno provato che la avitaminosi acuta della vitamina C produce un incremento della concentrazione di colesterolo nell’intero corpo.

Questa aumentata concentrazione del colesterolo, nell’intero corpo nei porcellini d’India affetti da scorbuto, può essere causata o da una incrementata biosisntesi o da un rallentato metabolismo del colesterolo. La principale modalità del catabolismo del colesterolo è nella conversione in sali biliari.

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E’ stato ben documentato l’effetto stimolante dell’acido ascorbico sulla ossidazione degli acidi grassi polinsaturi e sulla diminuizione di ossidazione dell’acido linoleico nei tessuti dei porcellini d’India scorbutici. Mjasnikova [18] ha trovato che iniezioni endovena di alte dosi di acido ascorbico, in pazienti con alti livelli di colesterolo nel sangue, sono seguite da una distinta riduzione della colesterolemia.

Si deve ricordare che le citate alte dosi di vitamina C usate da altri scienziati non si avvicinano alla dose nel tempo che noi raccomandiamo.

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Per esempio Tjapina [19] riportò dell’effetto di dosi endovena di 500 mg di acido ascorbico sulla colesterolemia in pazienti che soffrivano di aterosclerosi. L’effetto ipocolesterolemico della vitamina C divenne apparente entro un’ora.

Con il continuare delle iniezioni giornaliere di 500 mg ci fu un continuo calo del colesterolo nel sangue. Spittle [20] ha mostrato che i livelli di colesterolo nel sangue, negli umani, variano con la quantità di vitamina C usata.

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Nel nostro esperimento abbiamo ridotto il colesterolo nel sangue in un paziente di 42 punti in 6 settimane, incrementando l’assunzione di vitamina C da 10 g a 20 g al giorno.

Spittle avanzò la teoria che l’aterosclerosi è una deficienza a lungo termine, o un bilancio negativo, di vitamina C, che permette ai livelli di colestrolo di aumentare nel sistema arterioso e risulta in cambiamenti in altre frazioni dei grassi.

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Anche Ginter [21] ha dimostrato che, con una dieta ricca in colesterolo, i porcellini d’India usavano completamente la loro vitamina C nella dieta, mentre i ratti ed i conigli, che fabbricano la loro propria vitamina C, mostravano un incremento nei livelli di acido ascorbico tissutale.

Ginter ha anche mostrato che gli animali da esperimento, a cui venivano dati 50 mg di vitamina C al giorno, avevano depositi di colesterolo del 40% inferiori a quelli degli animali alimentati con la stessa dieta, ma a cui venivano dati solo 5 mg di vitamina C al giorno.

ascorbato di sodio

In una indagine di 1000 scolari Ginter et al. hanno mostrato che il 97% soffriva di carenze di vitamina C durante i mesi invernali, quando i frutti e le verdure ricche in “C” erano meno abbondanti [22]. I ragazzi mostravano anche un corrispondente incremento nel colesterolo.

Ricercatori cecoslovacchi hanno anche riportato che quando i porcellini d’India sono alimentati con una dieta deficiente in vitamina C e ricca in colesterolo, essi sviluppano frequentemente calcoli alla cistifellea [23].

vitamine

Small ha riportato alla Society of University Surgeons di New Orleans, nel 1973, che quando si rimuovono i calcoli della cistifellea dai pazienti essi sono nel 60%-70% fatti di colesterolo [24]. Questo suggerisce un fattore causativo nella formazione umana di calcoli biliari.

Rivedendo la letteratura e riassumendo i suoi propri studi, Ginter concluse che non c’è dubbio che l’assunzione giornaliera di acido ascorbico avrà un effetto più pronunciato nel controllo del colesterolo in quelle persone che sono già saturate di vitamina C.

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Tjapina e molti altri hanno riportato che quando quantità di acido ascorbico basse come, 500 mg al giorno via ago, erano continuate per 60 giorni, il quadro clinico nella maggioranza dei pazienti era impressionante, specialmente riguardo alle manifestazioni di malattie delle arterie coronarie.

Willis [25] ha riportato che nei porcellini d’India scorbutici, i depositi di grasso sull’aorta si erano formati molto velocemente, anche senza aggiungere colesterolo nella loro dieta. Nel 1957 Willis [26] trovò che quando si dava a questi porcellini d’India scorbutici acido ascorbico, le lesioni aterosclerotiche erano rapidamente assorbite.

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L’acido ascorbico è direttamente associato al meccanismo implicato nella patogenesi della aterosclerosi umana. Duguid [27] ha trovato che le alterazioni della sostanza di base prodotte sperimentalmente e quelle osservate nella aterosclerosi erano morfologicamente simili.

Le tracce elettrocardiografiche ottenute da Shafer [28] da animali scorbutici mostravano che, con una prolungata terapia con vitamina C, le anormalità sparivano completamente.

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Stamler [ 29], seguendo il rateo di mortalità per persone di media età, ha trovato un calo significativo con una nutrizione migliorata con vitamina C supplementare.

Dobbiamo proteggere il cuore dallo stress. La sola risposta sta in adeguata vitamina C. Asahina e Asano [30] della Toho University School of Medicine di Tokyo, hanno trovato che maggiore era la dose di acido ascorbico dato a ratti sperimentali, più lunga era la loro sopravvivenza in camere di decompressione in cui l’aria era approssimativamente quella che si trova ad altezze di 33000 piedi (10.058 metri).

Vitamina C micronutrienti

Quando si dava acido ascorbico, in quantità che rappresentavano 14 g per gli umani, solo la metà dei loro animali spirava. Negli umani abbiamo osservato che 30 g in 24 ore sono cruciali in ogni situazione acuta. Se i giapponesi avessero raddoppiato la loro dose di vitamina C probabilmente non avrebbero avuto morti.

17. Ginter, E.: Cholesterol and vitamin C. Amer. J. Clin. Nutr., 24:1238-1245, 1971.
18. Mjasnikova, I. A.: O vlijaniji vodorastvorimych vitaminov na nekororyje storony obmena
vescesty. Tr. Vojennomorskof medicinsk. akademiji Leningr., 8:140-148, 1947.
19. Tjapina, L. A.: Vlijanie askorbovoj kisloty na cholesterinemiju pri giper toniceskoj bolezm i
ateroskleroze. Gipertoniceskaja bolezn. Tr. AMN SSSR, 2:108-113, 1952.
20. Spittle, C.: Atherosclerosis and vitamin C. Lancet, 11:1280-1281, 1971.
21. Ginter, E.: Effects of dietary cholesterol on vitamin C metabolism in laboratory animals.
Acta med. Acad. Sci Hung., 27:23-29, 1970.
22. Ginter, E., Kajabal, I. and Nizner, O.: The effects of ascorbic acid on cholesterolemia in
healthy subjects with seasonal deficit of vitamin C. Nutr. MetaboL, 12:76-86, 1970.
23. Ginter, E., Bilisics, I. and Cerven, J.: Cholesterol metabolism under conditions of acute and
chronic vitamin C deficiency in guinea pigs. PhysioL Bohemoslov., 14:466-471, 1965.
24. Small, D.: Med. World News, March 30, 1971.
25. Willis, G. C.: An experimental study of the intimal ground substance in atherosclerosis.
Canad. Med. Ass. J., 69:17-22, 1953.
26. Willis, G. C.: The Reversibility of Atherosclerosis. Canad. Med. Ass. J., 77:106-109, 1957.
27. Duguid, J. B.: Pathogenesis of atherosclerosis. Lancet, 2:925, 1957.
28. Shafer, C. F.: Ascorbic acid and atherosclerosis. Amer. J. Clin. Nutr., 23:27, 1970.
29. Stamler, J.: Comprehensive Treatment of Essential Hypertensive Diseases. Monograph on
Hypertension. Merck, Sharp and Dohme.
30. Asahina and Asano: Prevention, July 1972. pp. 8 1-82.

www.seanet.com/…/klenner-fr-j_int_assn_prev_med-1974-v1-n1-…

Ascorbato di Sodio a tolleranza intestinale

l significato dell’assunzione di grandi dosi giornaliere di acido ascorbico in medicina preventiva 

Parte 2° Frederick Robert Klenner, M.D., F.C.C.P., A.A.F.P.,

Private practice, Reidsville, N. C.

Risultati immagini per ascorbato di sodio carenze
Vitamina C

Anche l’encefalite virale può essere associata al raffreddore comune come risultato della presenza dello Herpes simplex nelle febbri. Lerner [6] ed associati credono che per questa via ci siano ogni anno migliaia di casi. Di questo numero, essi stimano che un terzo ne muoia e che, dei sopravvissuti, otto su nove abbiano un residuo danno cerebrale.

Il loro lavoro suggerisce che gli anticorpi delle proteine influenzali, nel fluido cerebrospinale, siano un indicatore migliore della presenza dei virus infettanti di quanto lo siano gli anticorpi titolati circolanti nel siero sanguigno.

Risultati immagini per herpes simplex
Herpes Simplex

Il semplice Herpes simplex, responsabile della insignificante bolla da febbre, ma in possesso della capacità di produrre l’encefalite, può restare nascosto per anni nel neurone, secondo i dottori Stephens and Cook. [7]

Ciò conferma il pensiero di Goodpasture [ 8] a noi espresso molti anni fa. Così un virus Herpes simplex, una volta presente in una febbre influenzale, sebbene guarito e senza lasciare evidenza di patologia al labbro, potrebbe più tardi accendersi con la semplice esposizione ai raggi ultravioletti.

Risultati immagini per stanchezza cronica

Quante mamme mettono a rischio la vita dei loro ragazzi con i bagni di sole, agendo nella convinzione che stanno migliorando la loro salute?

Roizman [ 9] crede che tutti i ragazzi siano infetti a partire dai 5 anni, ma che solo l’1% ha una malattia clinica. Per molti anni i ricercatori hanno pensato che ogni ricorrenza delle bolle da febbre rappresentava una nuova infezione.

stanchezza cronica

Si stanno accumulando prove che mostrano che il virus dello Herpes simplex cova in forma dormiente finché un evento fisiologico o emotivo provoca il virus a produrre la tipica lesione erpetica.

In un caso, con cinque ripetizioni della eruzione cutanea da Herpes virus ad intervalli annui e nello stesso luogo, si è trovato che 7-10 g di acido ascorbico per bocca, giornalmente, eliminano questa patologia.

Attuare una cura quando l’agente offensivo è un virus, e molte volte apportando questo cambiamento nel breve spazio di 24 ore, è un momento che ripaga, in medicina. Il

Risultati immagini per vitamina c

trattamento con vitamina C per avere successo deve essere intensivo. Usare le vene quando è praticabile, altrimenti dare la vitamina C per via intramuscolare.

Non dare mai meno di 350 mg per kg (chilo) di peso corporeo. Questo deve essere ripetuto ogni ora da 6 a 12 volte, in funzione del miglioramento clinico, poi da 2 a 4 ore finché il paziente ha recuperato.

Risultati immagini per vitamina c
Estratti di Vita freschi

Cubetti di ghiaccio posti sul muscolo gluteale, prima e dopo l’iniezione, ridurranno o elimineranno il dolore e l’indurimento. Quando il trattamento continua per parecchi giorni, il ragazzo può essere messo su una calotta di ghiaccio tra le iniezioni.

Quando si usa la vitamina C endovena, è meglio usare ascorbato di sodio e la soluzione senza alcun additivo eccetto il bisolfito di sodio. Usando una siringa, la dose di vitamina C dovrebbe essere tra 350 mg e 400 mg per kg di peso corporeo.

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Nei pazienti anziani, o quando sono richieste dosi molto alte, la vitamina può essere aggiunta al 5% di destrosio in acqua, in soluzione salina o in una soluzione Ringer.

La concentrazione dovrebbe approssimativamente essere di 1 g ogni 18 cc di fluido. Le infusioni necessitano di 1 g di gluconato di calcio da 1 a 2 volte al giorno per rimpiazzare gli ioni di calcio rimossi dalla stretta tempistica endovenosa. Un quarto di latte al giorno sarà sufficiente quando si usa la vitamina intramuscolo.

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infiammazioni croniche

Invece del latte si possono usare compresse di calcio gluconato. Per bocca si dà sempre vitamina C supplementare. Come guida per la determinazione della quantità e della frequenza delle iniezioni raccomandiamo la nostra analisi del Nitrato Argento-Urina (Silver Nitrate-Urine test. [10]).

Questo si fa mettendo 10 gocce di nitrato di argento al 5% in una provetta Wasserman ed aggiungendo 10 gocce di urina. Si svilupperà una configurazione colorata che si mostra nera, beige, fumo, grigia o una che sembra come fini grani di antracite. Il colore richiesto è l’antracite ed il test si fa almeno ogni 4 ore. Il test stesso si legge in un minuto.

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Queste grandi dosi di acido ascorbico renderanno tutti i tessuti saturi, il che significa che i leucociti saranno ora capaci di distruggere altri patogeni che potrebbero offuscare il quadro. A meno che i leucociti non siano saturati con acido ascorbico essi sono come soldati senza pallottole.

La ricerca su questo è in corso presso la Bowman Gray School of Medicine da parte di McCall e Cooper. [11].

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I leucociti ingeriscono i batteri e nel processo producono perossido di idrogeno. Il perossido di idrogeno si combinerà con l’acido ascorbico per produrre una sostanza che è letale per i batteri.

Ho visto infezioni da difterite, da streptococco emolitico e da stafilococco risolversi in ore a seguito di iniezioni di acido ascorbico in una dose che va da 500 mg a 700 mg per kg di peso corporeo, dato endovena ed iniettato con un ago 20g tanto velocemente quanto il sistema cardiovascolare del paziente può permettere.

Risultati immagini per linfociti

I linfociti sono parte dei globuli bianchi. Anche essi giocano un ruolo importante nella sopravvivenza alle infezioni. Abbiamo trovato in molti casi di trichinosi [12] che il comportamento dei linfociti rappresentava la vera storia del cambiamento del quadro relativo al sangue e di fatto determinava l’andamento della malattia.

Wintrobe [ 13] ha osservato che la funzione dei linfociti era quella di stimolare la formazione degli anticorpi e che la risposta dei linfociti va in parallelo al recupero del paziente.

Risultati immagini per sistema immunitario basso
Sistema immunitario depresso

Questo aumento degli anticorpi appare direttamente proporzionale alla concentrazione di acido ascorbico in tutto il tessuto corporeo, e tuttavia noi vacciniamo ma non prestiamo attenzione al grado di saturazione tissutale di acido ascorbico.

Il Dott. Nossal [14] dello Institute of Medical Research, Melbourne, Australia, si meraviglia del meccanismo con cui i linfociti, incontrando gli antigeni, decidono di accendersi o di spegnersi.

raffreddori cronici
Raffreddori e malesseri recidivanti

Egli si chiede quale meccanismo fisiologico sottolinei la discriminazione tra l’immunizzazione e l’induzione della tolleranza immunologica e suggerisce che sia controllato dalla vitamina C che, a sua volta, incide sulla carica negativa che quindi influenza la risposta del linfocita.

Ginter [15] dello Research Institute of Human Nutrition, Bratislava, offre alcune prove di questo effetto nella sua dichiarazione ”che tutte le reazioni che sono collegate alla vitamina C hanno caratteristiche ossido-riduttive.

Risultati immagini per sistema immunitario basso

E’ pertanto probabile che la funzione biologica della vitamina C possa essere collocata nelle reazioni metaboliche che sono collegate al trasferimento di elettroni.” Il micidiale potere dell’acido ascorbico non si limita allo Herpes simplex ed allo adenovirus, quando si usano quantità appropriate esso distruggerà tutti gli organismi virali. Abbiamo trovato che il morbillo è una curiosità medica.

Nello specifico, osserviamo che la viamina C, data come profilassi, per bocca, non era protettiva a meno che non se ne desse 1 g (grammo) ogni 2 ore per tutto il giorno. Un grammo ogni 4 ore di solito modificava l’attacco. Un grammo ogni 4 ore per via intramuscolare era anche protettiva.

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Con i nostri propri ragazzi abbiamo mantenuto la sindrome del morbillo spenta ed accesa per 30 giorni, dando 1 g ogni 2 ore per 2 giorni, poi niente per 2 giorni. La malattia fu poi fermata continuando con 1 g ogni 2 ore, per bocca, per 4 giorni.

Nel 1950 abbiamo imparato che potevamo uccidere il virus del morbillo in 24 ore facendo iniezioni intramuscolari con dosi da 350 mg per kg di peso corporeo ogni 2 ore. Abbiamo anche trovato che potevamo seccare la varicella nello stesso tempo, ma risultati più impressionanti sono stati ottenuti fornendo 400 mg per kg di peso corporeo endovena.

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Da 2 a 3 iniezioni nelle 24 ore era tutto ciò che era richiesto. Abbiamo pubblicato questi risultati nel 1951 [16].

Recentemente abbiamo curato, in 4 giorni, un uomo di 85 chili di peso il quale prendeva 30 g al giorno per bocca. In conclusione, il potere di uccisione dei corpi virali da parte dell’acido ascorbico è stato da me dimostrato in centinaia di casi, molti dei quali sono stati trattati nel nostro ospedale con niente altro che vitamina C.

Abbiamo pubblicato qualcosa come 28 articoli su questo argomento.

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In certi individui alcune malattie virali hanno una risposta più lenta. L’Herpes zooster e gli orecchioni appartengono a questo gruppo. Abbiamo trovato che in queste malattie si può effettuare una ugualmente rapida distruzione del virus con l’uso di adenosina-5-monofosfato.

L’adenosina veniva data secondo l’età ed il peso, intramuscolo, 25 mg nei ragazzi e 50-100 mg negli adulti. Veniva data ogni 12 ore insieme all’acido ascorbico. L’adenosina talvolta causava una lieve reazione, cioè il paziente sentiva una pienezza nel capo con varie gradazioni di nausea. L’inalazione di essenza aromatica di ammoniaca darà immediato sollievo e, se usata prima della iniezione, previene questa condizione.

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La risposta dei pazienti, quando si somministrava adenosina, ci portò a teorizzare che quando una cellula è invasa da una sostanza estranea, come l’acido nucleico del virus, l’azione enzimatica, promossa dall’acido ascorbico, contribuisce alla rottura dell’acido nucleico del virus in adenosin-deaminase che converte l’adenosina in inosina.

Alcuni individui non possono produrre sufficiente adenosina per cavarsela, con questa fase del metabolismo della purina, in certe condizioni di stress associate alla patologia virale.

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pelle, collagene

Il risultato netto di questa azione chimica è quello di catabolizzare le purine, rendendole indisponibili per la produzione di ulteriore acido nucleico virale. Inoltre l’acido ascorbico è unico per il fatto che possiede la capacità di entrare in tutte le cellule.

Dopo essere entrato in una cellula infettata dal virus, l’acido ascorbico procede a sollevare gli strati proteici che sono prodotti dall’acido nucleico del virus, prevenendo così l’assemblaggio di nuove unità di virus. Queste macromolecole, appena prodotte dentro la cellula ospite, creano presto una situazione in cui si supera la forza di tensione della membrana cellulare con il risultato della sua rottura e della morte della cellula.

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L’acido ascorbico, quando è dato nelle quantità massicce che realizzano una totale saturazione cellulare, entrerà anche in quelle cellule che ospitano il cosiddetto virus dormiente.

Là dove la vitamina C rimuove lo strato protettivo proteico del virus, la micromolecola formata agirà con la capacità di un fattore repressore che inibisce ulteriori attività dell’acido nucleico del virus, ed il virus è quindi distrutto dalla vitamina C addizionale.

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Offriamo, a riprova di questo, l’esempio di un paziente che aveva lesioni erpetiche da cinque anni e che è stato curato con asssunzioni giornaliere continue di alte dosi di acido ascorbico.

Nelle infezioni virali acute, associate con virusemia, l’acido ascorbico dato endovena rimuoverà dal corpo del virus lo strato protettivo proteinico, lasciando l’unità di virus, denudato, vulnerabile alla distruzione da parte dei leucociti.

Notate che devono anche essere considerati l’estratto della corteccia surrenale e/o il desossicorticosterone acetato a supporto delle surrenali di un paziente debilitato.

www.seanet.com/…/klenner-fr-j_int_assn_prev_med-1974-v1-n1-…

6. Lerner, M. et al: Detecting herpes encephalitis earlier. Med. World News, May 26, 1972.
7. Stephens, J. C. and Cook, M. Cases of the hidden herpes virus. Med. World News, Feb. 25, 1972.
8. Goodpasture, E. W.: Case of the hidden herpes virus. Med. World News, Feb. 25, 1972.
9. Roizman, B. et al: Tracing herpes viruses. Med. World News, Oct. 1, 1971.
10. Klenner, F. R.: A new office procedure for the determination of plasma levels for ascorbic acid. Tri-State Med. J., 5, 1956.
11. McCall, C. E. and Copper, R.: Vitamin C shows promise as a bactericidal agent. Bowman Gray School Med. Med. Alumni News, 14:1, Feb., 1972.
12. Klenner, F. R.: The treatment of trichinosis with massive doses of vitamin C and paraaminobenzoic acid. Tri-State Med. J., 1952.
13. Wintrobe, M. M.: Clinical Hematology. Text Book. Lea and Febiger, 3rd Edition, 1952.
14. Nossal, G.: Most killed vaccines in use termed not fit for a mouse. Medical Tribune, April 5, 1972.
15. Ginter, E.: The Role of Ascorbic Acid In Cholesterol Metabolism. Research Institute of Human Nutrition, Bratislava, 1970.
16. Klenner, F. R.: Massive doses of vitamin C and the virus diseases. Southern Med. Surg., 1951

Le malattie autoimmuni e l’Epstein Barr

Parte 2

L’articolo Relation of arginine-lysine antagonism to herpes simplex growth in tissue culture , spiega che in esperimenti in vitro l’arginina aiuta la replicazione del virus herpes simplex, ma che la lisina, una molecola analoga dell’arginina, funge da antagonista a tale azione.

Apple, Caduta, Succosa, Cibo, Autunno, Frutta, Red

Secondo gli autori questo potrebbe spiegare il fatto che i pazienti con ricorrenti lesioni da herpes e altre infezioni virali correlate, particolarmente durante i periodi di stress, dovrebbero astenersi dall’eccesso di arginina e potrebbero avere bisogno di integratori di lisina. Ci sono buoni motivi per credere che anche il virus Epstein Barr venga inibito dalla lisina .

L’articolo Success of L-lysine therapy in frequently recurrent herpes simplex infection. Treatment and prophylaxis , relaziona su un esperimento (con gruppo di controllo in doppio cieco) in cui si è somministrata L-Lisina (1 grammo tre volte al giorno per 6 mesi). I pazienti che assumevano la lisina subivano meno frequentemente episodi di reinfezione, e quando capitava i sintomi erano molto meno marcati e la guarigione più rapida.

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L’articolo Lysine as a prophylactic agent in the treatment of recurrent herpes simplex labialis ci relaziona su un altro esperimento simile al precedente (sempre in doppio cieco) in cui per 12 mesi si è somministrato un grammo di 1-lisina; chi ha ricevuto l’integratore ha avuto meno ricorrenze di herpes labialis e meno lesioni rispetto a chi ha assunto il placebo.

Il dato fondamentale è stata la concentrazione di lisina nel sangue: nelle persone in cui tale livello era sopra le 165 nmol/ml c’era una netta diminuzione della ricorrenza delle infezioni.

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L’articolo Natural remedies for Herpes simplex , dopo avere ricordato che il farmaco acyclovir, pur se efficace, può causare vari e gravi effetti collaterali (disfunzione renale, epatite e anafilassi) segnala come rimedi naturali lisina, vitamina C, zinco, vitamina E, adenosina monofosfato, e melissa officinalis.

In particolare vengono portate le prove dell’utilità di iniezioni a giorni alterni di adenosina monofosfato (9-12 dosi in tutto), dell’applicazione topica di crema alla melissa officinale, dell’applicazione topica di vitamina E (olio alla vitamina E oppure il contenuto della capsula di un integratore messo direttamente sulla lesione).

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Per quanto riguarda la vitamina C si menzionano dosi fino a 10 grammi al giorno o anche più (a tolleranza intestinale) per 5-10 giorni al fine di per trattare un episodio acuto ,e poi una dose di mantenimento da mezzo grammo fino a 3 grammi al giorno.

Viene consigliato di mangiare cibi ricchi in lisina e poveri di arginina. Viene specificato di mangiare proteine animali (ricche in lisina) ma evitare di arrostire e friggere, perché a temperature troppo alte la lisina nei cibi si degrada;

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di limitare l’assunzione di cereali che sono poveri di lisina, e di fare attenzione al fatto che la Candida albicans causa immunoppressione, la quale a sua volta che agevola la proliferazione dei virus erpetici, al punto che alcuni pazienti con infezioni da herpes ricorrenti trovano giovamento da una dieta anti-Candida.

A tal proposito cito l’articolo Systemic candidiasis with acute Epstein-Barr virus infection (Candidosi sistemica con infezione acuta da virus Epstein Barr) , che relazione sul caso di due bambini (2 – 9 anni) che hanno sviluppato una infezione da virus EB come complicazione della candidosi.

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Inoltre è interessante leggere, sul libro del dottor Crook intitolato The yeast connection le dichiarazioni di un suo collega che si interessa alla candidosi sistemica, e che afferma che circa un quarto sofferenti di candidosi hanno anche problemi di riattivazione del virus Epstein Barr.

L’autore consiglia, in caso che si sospetti un ruolo del virus EB nella propria patologia, di fare l’esame delle VCA-IgG (IgG contro gli antigeni della capside virale – Viral Capside Antigens) e delle IgG contro l’antigene virale precoce che sarebbero indici della riattivazione del virus.

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Ovviamente, nonostante i numerosi risultati benefici delle terapie naturali, spesso provate con esperimenti che rispettano il massimo rigore scientifico (studio randomizzato in doppio cieco con gruppo di controllo) ci sono diversi articoli che squalificano tali rimedi e dicono un gran bene degli antivirali.

Per amore di completezza segnalo quindi due articoli scientifici sui danni ai reni indotti da farmaci antivirali: Oral acyclovir induced acute renal failure (Disfunzione renale indotta da assunzione orale di acyclovir) , Acute renal injury induced by valacyclovir hydrochloride: A case report (Danneggiamento renale acuto indotto da valacyclovir hydrochloride: rapporto su un caso clinico) .

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Ma oltre ai danni ai reni sono stati segnalati anche danni neuropsichiatrici correlati indotti da antivirali .

L’articolo Primary Adrenal Lymphoma Possibly Associated With Epstein-Barr Virus Reactivation Due to Immunosuppression Under Methotrexate Therapy , relaziona su un caso di linfoma alle ghiandole surrenali associato all’infezione da virus EB, in seguito a terapia con farmaco chemioterapico / immunosoppressore.

L’articolo ci informa che il tipo di tumore in questione è notoriamente associato con l’uso del metotrexato per l’artrite reumatoide (per quanto raro possa essere tale effetto collaterale), e che nel soggetto in esame una resezione chirurgica della surrenale destra ha mostrato una proliferazione del virus EBV nell’organo.

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Sebbene risulterebbe il primo caso del medesimo tipo è cmq una indicazione ulteriore del fatto che in un contesto di immunosoppressione il virus EBV si riattiva e può causare/con-causare gravi danni , ma anche che le ghiandole surrenali sono un bersaglio di tale virus; viene quindi il sospetto che anche altre patologie correlate alle surrenali possano essere causate o con-causate da una riattivazione del virus.

In effetti l’articolo Adrenocortical insufficiency associated with Epstein-Barr virus infection in a patient with the Wiskott-Aldrich syndrome , discute un caso di infezione delle surrenali che porta a insufficienza surrenale manifestatasi contemporaneamente alla mononucleosi infettiva e che gli autori presumono sia stata causata dal virus EBV.

Bibliografia:

1123 Vedi l’articolo Role of the histone H3 lysine 9 methyltransferase Suv39 h1 in maintaining Epsteinn-Barr virus latency in B95-8 cells pubblicato su FEBS Journal 2014 May;281(9):2148-58, autori Imai K, Kamio N, Cueno ME, Saito Y, Inoue H, Saito I, Ochiai K;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24588869.
1124 Pubblicato su Dermatologica. 1987;175(4):183-90, autori Griffith RS, Walsh DE, Myrmel KH, Thompson RW, Behforooz A;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3115841.
1125 Pubblicato su Oral Surgery, Oral Medicine & Oral Pathology 1984 Dec;58(6):659-66.; autori Thein DJ, Hurt WC;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/6438572
1126 Pubblicato su Alternative Medicine Reviews 2006 Jun;11(2):93-101, autore Gaby AR; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16813459.
1127 Pubblicato su Acta Paediatrica. 1997 Nov;86(11):1267-70. autori Hacimustafaoglu M, Ener B, Tarim O, Kiliç S, Tanritanir A, Ildirim I;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9401527.
1128 Pubblicato su World Journal of Emerging Medicine 2011; 2(4): 310–313, autori Jian-biao Meng, Xia Zheng, Gen Zhang, Qiang Fang;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4129723/.
1129 Pubblicato su Experimental and Therapeutic medicine 2016 Dec; 12(6): 4025–4028, autori Yanning Zhang, Yuxi Cong, Yan Teng;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5228316/. L’articolo consiglia, a chi assume il farmaco. di bere molto e di tenere sotto controllo il ph delle urine cercando di alcalinizzarlo.
1130 Vedi l’articolo High serum concentrations of the acyclovir main metabolite 9-carboxymethoxymethylguanine in renal failure patients with acyclovir-related neuropsychiatric side effects: an observational study, pubblicato su Nephrology Dialysis Transplantation 2003 Jun;18(6):1135-41, autori Helldén A, Odar-Cederlöf I, et al.;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12748346.
1131 Pubblicato su Medicine (Baltimore). 2015 Aug;94(31):e1270, autori Ohkura Y, Shindoh J, Haruta S, Kaji D, Ota Y,
Fujii T, Hashimoto M, Watanabe G, Matsuda M;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26252293. .
1132 Altro articolo sui linfomi alle surrenali associati all’infezione da EB è Synchronous Microscopic Epstein-Barr Virus-Positive Diffuse Large B-Cell Lymphoma of the Adrenal and Lymphoplasmacytic Lymphoma: De Novo Disease or Transformation, pubblicato su International Journal of Surgical Pathology. 2016 Dec 2. pii: 1066896916681843. [Epub ahead of print], autori Moonim MT, Nasir A, Hubbard J, Ketley N, Fields P;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27913781.
1133 Pubblicato su European Journal of Pediatrics. 1987 Nov;146(6):603-4, autori Hertel NT, Jacobsen BB, Pedersen FK, Heilmann C;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3428294.

Cancro e alimentazione 

I resoconti del lavoro di indagine del dottor Price

dovrebbero avere già fatto comprendere come l’alimentazione moderna sia una delle cause scatenanti del sempre maggiore numero di malati di cancro.

Verdure, Una Sana Alimentazione, Cucina, Cibo, Mangiare

Ritornare ad una dieta a base di alimenti semplici, non processati, evitare zucchero e dolcificanti artificiali è sicuramente importante, sebbene, come abbiamo visto, per riequilibrare l’organismo può essere necessario passare ad una forma di dieta paleolitica;

molti medici e ricercatori che si interessano di cure naturali per il cancro (a partire dal compianto dottor Gerson) insistono anche che si evitino le proteina, e ci sono diverse testimonianze che una dieta con tanta frutta e verdura e senza proteine animali possa guarire dal cancro.

Cibo, Insalata, Barbabietola, Sano, Dieta, Verde

A tal proposito segnalo un breve ma interessantissimo articolo pubblicato il 19 settembre 2012 sull’edizione on line del sole 24 ore intitolato Guarisce dal cancro al colon cambiando dieta – frutta e verdura lo salvano? , che fornisce il resoconto della guarigione da un tumore al colon inizialmente trattato con intervento chirurgico e chemioterapia.

Dopo il fallimento dell’approccio di queste terapie l’anziano malato britannico ha eseguito ricerche su internet ed ha deciso di mangiare frutta e verdura crude in gran quantità, associando tale dieta ad integratori di selenio e a semi di albicocca (fonti di vitamina B 17).

Verdure, Cestino Di Verdure, Vendemmia, Giardino

Ad aprile l’uomo era stato dato ormai per spacciato, ad agosto i medici hanno constatato la sua guarigione.

Un risultato davvero eccezionale.

Vedi anche l’articolo Il selenio riduce il rischio di cancro al colon, pubblicato sul sito italiasalute nel quale possiamo leggere che secondo un recentissio studio “il selenio favorirebbe il processo di apoptosi, un meccanismo secondo cui le cellule malate si autoeliminano dal nostro organismo”.

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Su alcune riviste e giornali si leggono invece articoli che puntano il dito contro il selenio considerandolo inutile se non dannoso.
Contraddizioni di una ricerca ai primordi?
O la longa manus delle multinazionali del farmaco?

La somministrazione di un ciclo di chemioterapia per tali aziende significa un introito dell’ordine di qualche centinaia di euro, al contrario la somministrazione di una dieta ricca di frutta, verdura e selenio non porta soldi nelle tasche di nessuno (fruttivendolo a parte, ovviamente).

Mirtilli, Dessert, Frutta, Blu, Frutti Di Bosco

Sempre sul sito del sole 24 ore leggiamo di una nuova cura contro il melanoma basata proprio selenio e sui broccoli , e per restare in tema potete leggere delle virtù terapeutiche ed antitumorali della piante della famiglia del cavolo potete leggere sull’articolo prevenire il cancro mangiando … col cavolo!

Anche l’esperienza di Candice-Marie Fox, guarita dal cancro mangiando frutta e verdura crude (in buona parte sotto forma di spremute, come con il metodo Gerson) è molto interessante. Del resto si tratta di cibi che affamano patogeni e gran parte dei parassiti, e che anzi contengono molta vitamina C, che potenzia il sistema immunitario e aiuta ad uccidere i patogeni; in più contengono molti enzimi benefici.


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La sua esperienza è descritta nell’articolo Former model with cancer who turned down chemo claims she cured herself by eating three PINEAPPLES a day… and she’s also ditched her husband , ed è interessante notare che oltre all’alimentazione la donna Britannica ha abolito l’uso di prodotti per la bellezza e per la pulizia del corpo imbottiti di sostanze chimiche artificiali, si è dedicata allo yoga per lavorare sull’equilibrio psico-fisico, ed ha pure divorziato dal marito (che non condivideva la sua scelta naturista).

Mirtilli, Estate, Frutta, Fresco, Sano, Sweet, Organici

Non è peregrino pensare che anche il divorzio da una persona che non condivide il proprio stile di vita (e con il quale probabilmente c’erano anche altri attriti) possa avere risolto in maniera netta e definitiva alcuni conflitti e contribuito alla guarigione.
È utile ricordare la possibile efficacia nella lotta contro il cancro del boro e dello iodio.


998 http://salute24.ilsole24ore.com/…/14643-guarisce-dal-cancro….
999 http://italiasalute.leonardo.it/news.asp?ID=10208.
1000 http://salute24.ilsole24ore.com/…/3180-broccoli-e-selenio-u….
1001 http://www.giudiziouniversale.it/…/prevenire-il-cancro-mang….
1002 Pubblicato il 30 marzo 2015 sul Daily Mail, scritto da Caroline Mcguire;http://www.dailymail.co.uk/…/Former-model-cancer-turned-che….

Maitake

È un fungo basidiomicete che cresce sui tronchi del castagno nelle zone temperate.

Specie: Grifola frondosa (Dicks) Gray Famiglia: poliporaceae Droga: il carpoforo. È un buon commestibile se raccolto da giovane ma è più interessante per le sue proprietà salutistiche.

Risultati immagini per Grifola frondosa
 
La parte aerea sporifera (carpoforo) è ricca di polisaccaridi (soprattutto 1,3 e 1,6 betaglucani) responsabili di attività immunostimolanti attraverso un meccanismo di attivazione dei macrofagi, dei linfociti T e di altri fattori immunitari,
 
stimola la maturazione, la differenziazione e la proliferazione delle cellule linfoidi e attiva le cellule natural Killer, tramite la modulazione dei livelli di TNF (tumor necrosis factor) e interleuchine.
 
Sangue, Cellule, Red, Medico, Medicina, Anatomia
 
Questi composti hanno spinto molti studiosi a valutarne l’attività nella prevenzione e come coadiuvante delle neoplasie.
 
Contiene anche lipidi (acido decanoico e ottadecanoico) e fosfolipidi probabilmente coinvolti nei processi di adattogenesi dell’organismo. I betaglucani sono anche coinvolti nel metabolismo del glucosio nel sangue conferendo un’azione ipoglicemizzante.

 

Koli Batteri, Escherichia Coli, Batteri, Malattia

 
È un raro fungo d’albero che cresce nel nord del Giappone. Il suo nome botanico é Grifolia frondosa, e, data la sua rarità e la sua efficacia, é piuttosto costoso. Studi condotti da un microbiologico giapponese hanno dimostrato che il Maitakè, grazie ad un suo specifico componente, il D-glucano, rafforza le nostre difese immunitarie e protegge da virus e batteri.
 
Da circa venti anni, il Maitake è oggetto di attenti studi da parte della comunità scientifica. Il suo alto contenuto in beta glucani giustifica i suoi importanti effetti immunologici.
 
Agar, Terreno Fertile, Rosso, Cellule Del Sangue
 
Esso infatti è uno dei funghi più usati nella terapia delle neoplasie sia per le sue proprietà di stimolo diretto sulla funzione dei macrofagi, che per la sua azione citotossica specifica nei confronti delle cellule neoplastiche, oltre che per la straordinaria assorbibilità dei sui principi.

Sarebbe indicato infatti per la prevenzione di

Batteri, Microscopio Elettronico, Colorato, Verde

• influenza ed altri disturbi da raffreddamento, come mal di gola
• ipertensione
• diabete
• infezioni varie, tra cui quelle causate da herpes virus.
• protegge il fegato
• rinforza il sistema immunitario
• utile per combattere le fasi dell’invecchiamento
• agisce su diversi fattori impedendo l’insorgere o il progredire dell’arteriosclerosi
• ottimo nelle anemia
• ottima azione sui trigliceridi sanguigni
• prevenzione e salvaguardia delle T-Cells dall’azione del virus HIV
 
Difesa, Protezione, Minaccia, Sistema Immunitario
 
Il Maitake è ricco di amminoacidi essenziali, di vitamine e di minerali.
I risultati di test scientifici rivelano che 100g del prodotto asciutto contengono 22.75g di proteine, 23.58g gli amminoacidi, e la restante quantità divise in: vitamine C, vitamina E, A, B1 e B2 e selenio organico.

Infiammazione ai Reni

1. Il paziente con nefropatia deve tenere sotto controllo la pressione arteriosa, il diabete e le infezioni.

2. Il paziente manifesta stanchezza, spossatezza.

3. Il paziente nefropatico non può utilizzare FANS (aggravano la nefropatia)

ATTIVITA’ DEL PROXER PER IL PAZIENTE NEFROPATICO

Autunno, Foglia, Sun, Retroilluminazione

AZIONE ANTIASTENICA E IMMUNOSTIMOLANTE

Si devono al dr. R. Heinecke, vissuto dal 1950 al 1987 nelle Hawaii, gli studi che hanno riportato il succo del Noni all’attenzione del mondo scientifico. A lui cui si deve infatti la scoperta del principale alcaloide, pro-xeronina, capace di liberare nell’intestino xeronina grazie alla presenza di uno specifico enzima, pure contenuto nel succo del Noni.

Binocolo, Guarda, Osservazione, Osservare, Sorveglianza

Secondo Heinecke la funzione principale della xeronina è quella di regolare la struttura e la forma di specifiche proteine (enzimi) implicate in importanti funzioni cellulari e anticorpali.

La xeronina è fisiologicamente prodotta dall’organismo umano, ma questa capacità diminuisce con l’età: malattie, traumi e stress contribuiscono in particolare a ridurne la produzione.

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Per questo motivo l’integrazione alimentare con estratti di Noni permette di normalizzare le strutture proteiche e le funzioni ad esse legate, grazie ad un migliore assorbimento di aminoacidi, vitamine e minerali, e ad un facilitato passaggio di tali sostanze attraverso le membrane cellulari.

Per quanto riguarda le difese immunitarie il Noni aumenta la funzionalità delle cellule Natural Killer (N.K.) in persone con sistema immunitario normale e ancor di più quando questo sia compromesso (sindrome da immunodeficienza e da stanchezza cronica).

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Il dr. Hirazumi ha inoltre dimostrato un indiretto rafforzamento del sistema immunitario grazie al potenziamento dell’attività dei macrofagi e dei linfociti, che ci proteggono dalle infezioni e dalle sostanze estranee. Alcuni studi dimostrerebbero in particolare una stimolazione dell’attività dei linfociti-T.

La xeronina è inoltre capace di stimolare nel Sistema Nervoso Centrale la secrezione di endorfine, potenti analgesici fisiologici: si spiegano in tal modo le proprietà analgesiche tradizionalmente conosciute. Sempre nel S.N.C. stimola la produzione di melatonina, la cui funzione antiradicalica e immunostimolante è ben nota.

Succo Verde, Cavolo, Apple, Verde, Sedano, Prezzemolo

La notevole presenza di vitamina C e selenio, antiossidanti e antiradicali liberi, sinergizza le suddette azioni protettive e immunostimolanti.

 

ATTIVITA’ antidolorifica a antiinfiammatoria

1. Xeronina stimola endorfine endogene: innalza la soglia del dolore

2. Serotonina innalza soglia di dolore

3. Scopoletina attività antiinfiammatoria

ATTIVITÀ IPOTENSIVA

Frullati, Frutta, Colorato, Vitamine, Sano, Fresco

La scopoletina presente nel Noni agisce da vasodilatatore e da diuretico, normalizzando la pressione e determinando di conseguenza una minore sollecitazione cardiaca. Si è visto che in caso di ipertensione esplica un’azione regolatrice fino al raggiungimento dei normali valori pressori.

ATTIVITÀ ANTIOSSIDANTE

È ormai noto che il danno ossidativo indotto nella cellula dai radicali liberi altamente reattivi è implicato nella patogenesi di molte disturbi, tra cui le malattie cardiovascolari (aterosclerosi, ischemia cardiaca, ipertensione) e respiratorie (enfisemi, asma), nonché nel favorire l’invecchiamento precoce dell’organismo. Il Noni contiene anche due tra i migliori antiossidanti: vitamina C e selenio.

ATTIVITÀ IMMUNOSTIMOLANTE

L’estratto di Noni stimola il rilascio di varie citochine, fondamentali per una corretta ed efficiente risposta del sistema immunitario. Il succo del frutto favorisce anche la proliferazione delle cellule del timo, ghiandola importante coinvolta sia nei processi di invecchiamento dell’organismo sia nei processi di maturazione dei linfociti T. Aumentando il numero di linfociti T, riduce il rischio di contrarre malattie infettive e migliora le funzioni immunitarie. Il frutto, inoltre, contiene polisaccaridi.

ATTIVITÀ ANTIMICROBICA

Alcuni principi attivi tra cui l’acubina, l’L-asperoside e l’alizarina presenti nel frutto di Noni possiedono una spiccata attività antibatterica contro vari ceppi batterici responsabili di infezioni cutanee, respiratorie e gastrointestinali.

Il colesterolo e la sua efficacia

colesterolo

Considerando il diretto legame tra le malattie cardiovascolari e l’ipercolesterolemia, non è un caso che ci si preoccupi molto dei livelli di colesterolo quando questi diventano troppo elevati.

Nei paesi occidentali infatti la metà dei casi di mortalità è da riportare a questo tipo di patologie, risulta quindi di vitale importanza cercare di mantenere il più sano possibile il nostro cuore.

Tris, Amore, Cuore, Ascolta, Gioco Di Strategia

Fatta questa premessa cerchiamo di capire perché si associa il colesterolo alle malattie cardiovascolari e cosa è veramente importante sapere.

Un passo indietro nella storia

Nel 1856 Il medico tedesco Rudolf Virchow ipotizzò per la prima volta che fossero proprio i grassi la causa dell’arteriosclerosi. Virchow, durante la sperimentazione, osservò la presenza di depositi di colesterolo nelle placche che si formavano tipicamente con questa malattia.

In base a tali dati ipotizzò che alti livelli di colesterolo presenti nel plasma determinassero la comparsa di malattie coronariche.

Successivamente vennero svolti degli ulteriori studi sui conigli: sottoponendo gli animali a diete con alte dosi di colesterolo, si verificavano dei danni molto simili all’arteriosclerosi.

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Una cosa che si scoprì in seguito, grazie all’utilizzo dei microscopi elettronici, era che i danni presunti che avevano osservato, erano esclusivamente dei depositi di grasso, poiché I conigli, essendo organismi erbivori, non erano in grado di metabolizzare completamente tale concentrazione di lipidi.

Ben diverse dai semplici depositi di grasso sono invece le placche ateromatose, le quali rappresentano il risultato di un processo infiammatorio a livello delle pareti vascolari.Si iniziò quindi a mettere in dubbio che le malattie cardiovascolari fossero dovute principalmente al colesterolo alto.

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Sulla base di questi presupposti, intorno agli anni ‘50, vennero sviluppati ulteriori studi, i quali dimostravano che non erano esclusivamente i valori di colesterolo a determinare un maggiore rischio cardiovascolare, ma l’associazione con numerosi altri fattori, come lo stile di vita, l’alimentazione, il fumo, il consumo di alcolici, di farmaci, i ritmi di vita frenetici.

Il vero valore del colesterolo

Il messaggio che però è arrivato fino ai giorni nostri è che i livelli di questo elemento debbano essere il più bassi possibile per poter restare in salute ed essere sani.

E’ veramente così?

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Per comprendere al meglio ciò di cui stiamo parlando è necessario capire bene cos’è il colesterolo e a cosa serve.

Il termine colesterolo deriva dal greco chole (bile) e stereos (solido).

Nonostante tutte le cellule siano in grado di produrlo esso viene prevalentemente biosintetizzato a livello del fegato e successivamente fatto circolare attraverso il sangue. Un concetto fondamentale da tenere a mente è che per l’80%, o più, il colesterolo è prodotto autonomamente dal nostro organismo e solo il restante 20% scarso è assunto attraverso il cibo.

Le sue funzioni essenziali

Questo composto organico svolge funzioni, senza le quali, la vita dell’uomo non sarebbe possibile.

• Esso partecipa alla formazione delle membrane cellulari, diminuisce la loro fluidità, dando una stabilità meccanica alle cellule;

• È coinvolto nella divisione e nella crescita cellulare;

• Partecipa alla produzione di energia;

• E’ essenziale per la sintesi di ormoni steroidei (aldosterone, testosterone, progesterone, cortisolo, etc.);

• Agisce in concomitanza con alcune proteine alla regolazione del trasporto di alcune sostanze tra le cellule;

• E’ coinvolto nella produzione di vitamina D.

Quando il colesterolo è alto?

Esistono fasi, durante la vita, in cui i valori di colesterolo aumentano o variano sostanzialmente poiché il corpo ne necessita in quantità maggiori.

Un esempio potrebbe essere la fase crescita, quando l’organismo ha bisogno di formare nuove cellule e nuovi tessuti, oppure ancora, nel corso di una malattia, poiché il corpo deve sostenere alti livelli infiammatori e riparare eventuali danni.

Questo non può essere che definito un processo di difesa e di riparazione.

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Colesterolo Totale, LDL e HDL

Quando parliamo del colesterolo, la nostra attenzione di solito si focalizza sui valori del colesterolo totale e su quello detto cattivo (LDL).

Un valore estremamente importante però è dato dal colesterolo buono (HDL). Quest’ultimo agisce da vero e proprio spazzino in grado di raccogliere l’eccesso di colesterolo e veicolarlo al fegato. Da qui tale composto verrà inglobato nei sali biliari, riversato nell’intestino ed in parte espulso con le feci.

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Recenti studi hanno evidenziato il ruolo dell’HDL anche nella prevenzione del rischio cardiovascolare.

Maggiore è il colesterolo buono, minore è l’incidenza di tali patologie (Framingham, 1986) e, cosa più importante, alti livelli di HDL sono forse il fattore principale nella riduzione del rischio cardiovascolare piuttosto che la riduzione di LDL o totale.

Carenze nutrizionali associate

Le carenze nutrizionali associate alla presenza di alti livelli di colesterolo sono:

a) Come accennato poco fa, casi di ipercolesterolemia sono spesso associati a stati di infiammazione cronici, i quali a loro volta sono correlati a forti carenze di vitamina C e gli aminoacidi che servono per assorbirla, ossia la lisina e la prolina; di vitamina D; di vitamine del complesso B. Un ulteriore fattore importante è individuare la causa dell’infiammazione e correggerla.

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b) Spesso bisogna valutare i livelli di magnesio, cromo, calcio, i quali se sono insufficienti accentuano l’infiammazione e di conseguenza i livelli di colesterolo.

c) Gli omega 3-6-9 devono essere correttamente bilanciati per gestire al meglio gli stati infiammatori.

Purtroppo queste forti mancanze sono aggravate dalle scorrette abitudini alimentari: è noto infatti come l’alimentazione moderna sia molto povera di nutrienti e poco naturale, perché elaborata fortemente a livello industriale.

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L’eccessivo consumo di cibi confezionati, di carboidrati semplici e di alcol contribuiscono negativamente alla comparsa di un forte stato infiammatorio, che porta poi all’aumento dei livelli di colesterolo nel sangue.

http://science.sciencemag.org/content/290/5497/1721

http://jcb.rupress.org/content/41/2/641.full.pdf

http://science.sciencemag.org/content/201/4355/498

http://jama.jamanetwork.com/article.aspx?articleid=363237

Trattamento gambe

Linea naturale studiata per coadiuvare la funzionalità del microcircolo ed il benessere delle gambe.

I prodotti sono coadiuvanti in caso di presenza di cellulite e teleangectasie, problemi diffusi, non solo estetici.

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Infatti alla base di queste inperfezioni vidsibili ci soon situazioni di malessere circolatorio/microcircolatorio che possono essere colmate anche grazie ad integratori opportunamente formulati a questo scopo.

la linea consta di due prodotti proposti in due forme di assunzione diffenrenti:

flaconcini dal gradevole sapore e compresse arricchite con vitamine e principi ad effetto antiossidanti,

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Azione totale sul microcircolo per combattere la pe­santezza delle gambe, favorire il drenaggio dei liquidi corporei e agire contro gli inestetismi della cellulite.

Migliora la circolazione a livello dei capillari ridu­cendo il senso di pesantezza e stanchezza agli arti inferiori grazie agli estratti vegetali di mirtillo, vite rossa, uva e amamelide titolati in flavonoidi, i quali aumentano l’elasticità delle pareti venose renden­dole più toniche.

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‘azione è potenziata dalla sinergia con gli altri estratti vegetali ad azione anticellulite e depurativa e dal collagene.

Linea naturale studiata per mantenere la fisiologica funzione di eliminazione dei liquidi corporei che transitano attraverso le cellule adipose senza ristagnarvi.

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I prodotti sono drenanti e depurativi; svolgono azioni combinate coinvolgendo l’intero organismo e stimolando l’eliminazione delle tossine nella sua totalità.

Drenaggio dei liquidi corporei (pesantezza delle gambe), contrasto degli inestetismi della cellulite, funzionalità del microcircolo.

Le proprietà e virtù dell’Ananas si devono alla presenza della Bromelina, un enzima presente soprattutto nel gambo.

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Un’altra caratteristica della Bromelina, è quella antinfiammatoria che la rende attiva conto la cellulite. Gli acidi organici contenuti nell’Ananas invece, hanno una funzione diuretica in grado di contrastare la ritenzione idrica.