Chelazione depurazione

disbiosi intestino

Sostanze che possono essere utili a chelare il mercurio, grazie all’effetto spugna (elenco stilato da Adams con relativa percentuale di assorbimento di questo metallo):

Alga klamath, e Chlorella: 99 %
Proteine della canapa: 98 %
Burro di arachidi: 96 % (grazie alla sua vischiosità)
Fragole : 95 %
Foglie di Coriandolo: 95 %
Lamponi : 92 %
Cacao in polvere : 91 %
Erba di grano: 90 %

Auto, Convertible, Frutta, Frutta E Verdura, Verdure

Granola di cocco e cereali : 89 %
Erba d’orzo : 89 %
Bacche di Acai : 88%
Polvere di Nori: 85 %
Spirulina: 83 %
Mirtilli : 83 %
Mango : 73 %
Senape : 72 %
Succo d’arancia : 54%
Riso integrale messo a bagno per almeno 48 ore : 53 %
Barbabietole : 20 %
Zeolite : 9 %

depurazione chelazione

Mercurio in altre forme: da qualunque fonte provenga, il mercurio è velenoso. Per esempio, il consumo frequente di pesce, specialmente se di grossa taglia e congelato, surgelato ecc aumentato anche i valori di ammoniaca al 200%, come il tonno e il pesce spada, che tendono a contenere grandi quantità di mercurio, può portare il sistema immunitario oltre il punto di rottura e scatenare un’infezione virale, alcuni farmaci (pomate antipsoriasi), rottura dei termometri e delle lampadine a risparmio energetico.

Non esiste una concentrazione minima di mercurio che il corpo tollera: quando viene ingerito si accumula nei tessuti e specialmente nel cervello in cui trova molta affinità e impedisce le reazioni biochimiche essenziali sostituendosi ai minerali.

Sintomi della presenza di mercurio nel corpo

mercurio

Alcuni effetti che si manifestano a causa della presenza del mercurio nel corpo sono: schizofrenia, anemia, anoressia, colite, depressione, dermatite, instabilità emotiva, mal di testa, cefalea ed emicrania, calo dell’udito, ipertensione, mancanza di concentrazione, deficit della memoria, sapore metallico, tremori

I pericoli del mercurio

I metalli pesanti possono depositarsi nei tessuti e rimanerci per sempre causando nel tempo malattie gravi e diventando anche il focolaio per mutazioni genetiche come avvengono nel caso dell’insorgere del cancro. Queste informazioni quindi sono preziose e possono prevenire e risolvere molti disturbi associati alla presenza di questi metalli tossici nel corpo.

L'immagine può contenere: cibo

Il Dott. Montanari in Italia sta facendo un grande lavoro di informazione sui pericoli di queste particelle che ormai stanno inquinando ogni cosa. Il Dott. Gerardo Rossi che analizza e tratta l’intossicazione di metalli pesanti nel corpo tramite il mineralogramma, sta scoprendo cifre esorbitanti di persone che ne hanno livelli oltre la norma e dopo che vengono rimossi riacquistano completamente la salute.

Purtroppo la classe medica ordinaria non è al corrente di questo nuovo fenomeno che è diventato sempre più grave nell’ultimo decennio.

Stai sempre attento all’esposizione al mercurio. Anche oggi siamo vulnerabili al contatto con questa sostanza, specialmente in campo medico. Fai delle ricerche e interrogati su quello che viene offerto a te, ai tuoi figli e al resto della tua famiglia.

Malattie degenerative da Virus EBV

epstain barr

Parte 3°

L’articolo Detection of polyomaviruses and herpesviruses in human adrenal tumors , ci informa che la presenza di virus come l’SV-40 e di virus della famiglia degli Herpes è più frequente nel tessuto delle ghiandole surrenali colpite da tumore (anche quello benigno) e che le ghiandole surrenali sono un luogo ideale per questi virus, dal momento che gli ormoni steroidi secreti dalle ghiandole ne attivano la replicazione.

Gli autori concludono che la sovrapproduzione di ormoni da parte delle ghiandole surrenali potrebbe rappresentare un fattore di innesco per la riattivazione del virus (i quali a loro volta potrebbero contribuire alla formazione di tumori).

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Virus EBV

Anche nelle malattie neurodegenerative il virus EBV può essere implicato. L’articolo Characteristics of Epstein-Barr virus transformed B cell lines from patients with Alzheimer’s disease and age-matched controls mostra che i linfociti B dei malati di Alzheimer sono più soggetti alle infezioni da virus EBV rispetto a quelli dei soggetti sani del gruppo di controllo.

Similmente l’articolo Increased incidence of anti-beta-amyloid autoantibodies secreted by Epstein-Barr virus transformed B cell lines from patients with Alzheimer’s disease , mostra per l’appunto che i linfociti dei malati di Alzheimer producono più facilmente auto-anticorpi contro la proteina beta amiloide.

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Virus

L’articolo Herpes virus in Alzheimer’s disease: relation to progression of the disease descrive i risultati di uno studio sul collegamento tra vari virus della famiglia degli Herpes e il morbo di Alzheimer.

Sono stati trovati effettuato studiando la presenza dei virus nel cervello e nei leucociti sanguigni periferici; mentre non è stata trovata traccia di Citomegalovirus (CMV) l’EB è stato trovato nel 6% dei cervelli dei malati di Alzheimer, nel 45% dei leucociti dei malati ( al confronto del 31% dei soggetti sani del gruppo di controllo)

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bacio trasmissione

l’Human Herpes virus-6 è stato scoperto nel 23% dei leucociti dei malati (contro il AD and 4% del gruppo di controllo) e nel 17% dei cervelli dei malati. Inoltre, cosa particolarmente importante, in un gruppo di anziani seguiti per 5 anni, i casi di positività all’ EBV e all’HHV-6 sono aumentati nel gruppo dei malati di Alzheimer, ed è aumentata la reazione del sistema immunitario sia al CMV che all’EBV.

L’articolo Hypothesis: a role for EBV-induced molecular mimicry in Parkinson’s disease indica tra le cause del morbo fattori ambientali (tra cui fattori infettivi) e predisposizione genetica e ipotizza che l’aggregazione della proteina neuronale alfa-sinucleina (caratteristica della malattia)

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comprensione della manifestazione

potrebbe essere un fenomeno autoimmune indotto dal virus Epstein-Barr. Infatti gli autori hanno scoperto la forte similitudine tra l’alfa-sinucleina e una proteina del virus, che potrebbe indurre un fenomeno di mimetismo molecolare (ovvero di cross-reattività);

in altre parole in alcuni individui geneticamente predisposti, gli anticorpi al virus causerebbero la suddetta aggregazione proteica. Ci sono indizi che il fenomeno inizi nel sistema nervoso intestinale per poi propagarsi fino al cervello.

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diagnosi

L’articolo The association between infectious burden and Parkinson’s disease: A case-control study , mostra che il carico complessivo degli agenti infettivi cytomegalovirus, virus Epstein-Barr, Herpes Simplex virus di tipo 1

Borrelia burgdorferi (il patogeno responsabile della malattia di Lyme), Chlamydophila pneumoniae (che può causare polmonite atipica) ed Helicobacter pylori è decisamente maggiore nei malati di Parkinson rispetto ai soggetti sani del gruppo di controllo.

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comprendere è guarire

L’articolo Viral Parkinsonism , ricorda che ci sono numerosi virus che possono proliferare nel sistema nervoso, e che possono causare encefalopatie, patologie che possono causare a loro volta i sintomi del parkinsonismo, a volte persino in maniera permanente.

Sono diversi i virus che possono causare encefalopatie (anche i virus influenzali e il Coxsackie) e ci sono casi documentati di encefalite letargica o di altre infezioni che causano sintomi molto simili a quelli del parkinsonismo e del morbo di Parkinson vero e proprio, e del resto alcuni virus influenzali possono aggredire il sistema nervoso.

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Gli autori mostrano che ci sono casi in cui l’agente scatenante di una encefalite causa i suoi deleteri effetti anche a distanza di anni, forse per un prima attivazione del sistema immunitario che predispone alla malattia, ed un successivo fattore scatenante che le da origine.

Gli autori mostrano che ci sono casi in cui l’agente scatenante di una encefalite causa i suoi deleteri effetti anche a distanza di anni, forse per un prima attivazione del sistema immunitario che predispone alla malattia, ed un successivo fattore scatenante che le da origine.

Gli autori osservano che molte virus aggrediscono il sistema nervoso e possono indurre una “tempesta di citochine nel cervello” che a sua volta innesca dei cambiamenti (come l’attivazione della microglia) che possono perdurare a lungo dopo che l’infezione iniziale è scomparsa.

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esplosione

Un secondo fattore, anche a distanza di anni, e anche di natura non virale, potrebbe portare all’insorgere vero e proprio di una reazione autoimmune che porta alla malattia.

L’articolo Parkinson-like syndrome as the major presenting symptom of Epstein–Barr virus encephalitis , oltre a segnalare che anche morbillo ed Herpes virus sono riconosciuti fra le possibili cause di sindrome parkinsoniana, riferisce del caso di un ragazzino di 12 anni che ha sviluppato tale sindrome in seguito ad infezione da Epstein Barr, i cui sintomi neurologici sono pian piano spariti.

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replicazione

Più si va avanti e più si scoprono possibili connessioni tra le malattie autoimmuni e le infezioni/riattivazioni del virus Epstein–Barr, l’agente infettivo che causa la mononucleosi.

Un possibile meccanismo di attivazione è quindi che porta il virus a infettare un organo/tessuto e il nostro sistema immunitario a identificare per errore tale organo/tessuto come una minaccia, a “etichettarlo” come estraneo e pericoloso per mezzo degli anticorpi (che segnalano alle cellule del sistema immunitario di attaccarlo).

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alimentazione sana

Un altro possibile meccanismo è quello del mimetismo molecolare: quando un agente infettivo ha una sequenza proteica molto simile a quella di un tessuto del nostro corpo, il nostro sistema immunitario potrebbe essere indotto erroneamente a etichettare come esterno e pericoloso il nostro tessuto (oppure un cibo come il glutine).

Qualcosa di simile può succedere con l’intolleranza a certi cibi. Sebbene siamo ancora agli stadi iniziale di tale lavoro di ricerca, già diversi articoli scientifici ci permettono di affermare che non si tratta di pura e astratta speculazione.

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verdure depurazione

Se ciò dovesse essere ulteriormente confermato dalle ricerche future, potremmo iniziare a comprendere dei meccanismi che fino ad ora risultano poco chiari.

Molte volte le malattie autoimmuni si innescano dopo un evento particolarmente stressante, dallo stress da superlavoro al trauma delle perdita di una persona cara, o della perdita del lavoro.

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alimentazione

Similmente il virus Epstein-Barr colpisce un paziente, o si riattiva quando il sistema immunitario è particolarmente basso, ed è ben noto che lo stress e i traumi psichici possono indebolire momentaneamente il sistema immunitario.

Come già detto anche la condizione di disbiosi/candidosi/parassitosi , con la conseguenza debolezza immunitaria (e quindi tutti i fattori che la possono causare) possono concorrere a facilitare l’insorgenza di una infezione, non solo del virus Epstein-Barr.

Anche altri fattori infettivi, virali e batterici, possono innescare una malattia autoimmune, presumibilmente attraverso uno dei meccanismi su indicati.

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Antiossidanti

Iniziamo quindi ad analizzare l’articolo scientifico Immune responses to Epstein-Barr virus in individuals with systemic and organ specific autoimmune disorders (“Risposte immunitarie al virus Epstein-Barr in individui con disturbi autoimmuni sistemici e legati a organi specifici”)

nel quale si legge infatti che “sono diverse le infezioni virali (compreso il virus Epstein-Barr) che sono implicate nella patogenesi dei disturbi autoimmuni”. Lo studio ha controllato la presenza nel sangue di anticorpi contro tale virus nei malati di patologie autoimmune e nei soggetti di controllo sani.

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depurazione importante

Lo studio ha coinvolto 44 malati di artrite reumatoide, 25 di tiroidite di Hashimoto e poi un pari numero di soggetti di controllo (campione simile per età, sesso e altre condizioni di salute) .

Il risultato è che tra i malati di artrite reumatoide il 52% aveva gli anticorpi al virus, stessa percentuale per i malati di tiroidite di Hashimoto, a differenza del 30% dei soggetti sani del gruppo controllo.

Ma quel che più conta è che l’intensità degli anticorpi era decisamente più alta nei pazienti con condizioni autoimmune rispetto alle persone del gruppo di controllo che pure avevano gli anticorpi al virus EB.

1133 Pubblicato su European Journal of Pediatrics. 1987 Nov;146(6):603-4, autori Hertel NT, Jacobsen BB, Pedersen FK, Heilmann C;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3428294.
1134 Pubblicato su Oncogene (2008) 27, 857–864, autori L Barzon, M Trevisan, et al.;http://www.nature.com/onc/journal/v27/n6/full/1210699a.html.
1135 Pubblicato su Mechanisms of Ageing and Development 1992 Mar 15;63(1):105-16, autori Ounanian A, Guilbert B, Seigneurin JM;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1318479.
1136 Pubblicato su Mechanisms of Ageing and Development 1997 Mar;94(1-3):213-22, autori Xu S, Gaskin F;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9147373.
1137 Pubblicato Neurobiology of Aging. 2014 Jan;35(1):122-9, autori Carbone I, Lazzarotto T, Ianni M, Porcellini E, Forti P, Masliah E, Gabrielli L, Licastro F; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23916950.
1138 Pubblicato su Parkinsonism & Related Disorders 2014 Jul;20(7):685-94, autori Woulfe JM, Gray MT, Gray DA, Munoz DG, Middeldorp JM;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24726430.
1139 Pubblicato su Parkinsonism & Related Disorders 2015 Aug;21(8):877-81, autori Bu XL, Wang X, et al.;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26037459.
1140 Pubblicato Biochimical and Biophysical Acta. 2009 Jul; 1792(7): 714–721. Haeman Jang, David A. Boltz, et al.;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4642437/.
1141 Pubblicato su Archives of Disease in Childhood. 2002 Oct; 87(4): 358, autori J Hsieh, K Lue, and Y Lee;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1763051/.
1142 Pubblicato su Indian Journal of Medical Microbiology 2010 Apr-Jun;28(2):120-3, autori Kannangai R, Sachithanandham J, et al.;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20404456.

Crucifere

Cibo per l’AnimA

Cibi come il cavolo cappuccio, il cavolo nero, i broccoli, i friarielli, il cavolfiore, i cavoletti di Bruxelles, il cavolo riccio, la rucola e la senape indiana appartengono tutti alla famiglia delle crucifere.

Le crucifere sono come le persone particolarmente carismatiche, che hanno una personalità brillante e tirano fuori il meglio da chi gli sta accanto.

Crescione, Pane Crescione, Pane, Pane E Burro, Mangiare

Questo perché, oltre alle straordinarie proprietà di cui leggerai fra poco, le crucifere hanno anche la miracolosa capacità – ancora sconosciuta alla scienza – di attivare le potenzialità curative e depurative dei cibi con cui vengono consumate.

Di recente questo gruppo di alimenti è stato oggetto di una campagna di disinformazione.

Se hai sentito dire che sono “gozzigeni”, e quindi nocivi per la tiroide, stai pur certo che quest’accusa non potrebbe essere più lontana dal vero.

Ravanelli, Raphanus, Bianco, Verdure, Radix, Root

Le crucifere sono le migliori amiche della tiroide, la liberano dalle radiazioni accumulate in seguito all’esposizione ai trattamenti dentistici e agli esami diagnostici, inoltre la proteggono dall’esplosione virale che è alla base di gran parte delle malattie che la coinvolgono.

Le crucifere aiutano a prevenire diversi tipi di cancro, come quelli che colpiscono il seno, l’apparato riproduttivo (ovaie, utero e cervice), il cervello, l’intestino e i polmoni; per quanto riguarda questi ultimi poi, sono particolarmente benefiche, perché essendo ricche di zolfo riparano e stimolano la crescita dei tessuti.

Cavolini Di Bruxelles, Carbonio Di Bruxelles

Lo zolfo è uno dei pochi minerali che, ramificandosi, dà origine a diverse varianti, un processo chimico che la scienza ha scoperto a livello superficiale ma di cui deve ancora cogliere tutte le implicazioni.

Le crucifere contengono due tipi di zolfo, uno in forma di macro-minerale e l’altro in forma di oligoelemento, chiamato microzolfo; insieme, queste due forme permeano i tessuti polmonari stimolandone la crescita, la rigenerazione e la guarigione, aiutando anche a risanare le lesioni. Le crucifere sono inoltre ricche di vitamine A, C, E, K e del gruppo B.

Esaminiamone a fondo le proprietà individuali: Cavolo rosso

Ravanelli, Radix, Raphanus, Rosso, Rosa, Sano, Snack

Gli agenti pigmentanti che danno a questa verdura il suo caratteristico colore rosso violaceo sono i più efficaci per combattere le malattie.

Lo zolfo contenuto nei cavoli trasporta facilmente i composti fitochimici dei pigmenti nel fegato, perciò il cavolo rosso è uno dei cibi che più rinvigoriscono quest’organo, tanto da prevenire e risanare le lesioni che vi si formano.

Cavolo riccio

Verdure, Pomodori, Ravanelli, Insalata, Alimentari

Quando il tessuto connettivo è attaccato da un virus, è infiammato, ipersensibile e/o indebolito, è facile che si sviluppi una malattia cronica.

Per chi soffre di lesioni al tessuto connettivo, dolori diffusi o infiammazione alle articolazioni, il cavolo riccio svolge una duplice azione: mentre i composti antinfiammatori distruggono i virus, le sostanze fitochimiche
biodisponibili stimolano la crescita delle cellule e la produzione di un nuovo tessuto connettivo sano.

Cavolo nero

Cavolo, Vegetale, Potenza, Verde, Verdure, Sano, Cibo

Gli steli di questa crucifera racchiudono sostanze nutritive con proprietà antibatteriche. La cottura al vapore o a fuoco lento in una zuppa ne estrae tutte le proprietà curative e le sostanze nutritive penetrando nell’organismo agiscono da antibiotico.

(Se la minestra di pollo della nonna fosse fatta con il cavolo nero, sarebbe veramente un antibiotico.)

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Cavolfiore

Questa crucifera contiene il boro, un oligoelemento che notoriamente aiuta la tiroide e l’intero sistema endocrino (compreso l’ipotalamo e le ghiandole surrenali) a tenere lontani i virus, che sono la vera causa di malattie come la tiroidite.

Il cavolfiore ha la straordinaria qualità di essere facilmente digeribile anche crudo, e anzi mangiarlo crudo è l’ideale, perché le sue sostanze nutritive si assimilano meglio ed è possibile sfruttarne tutte le potenzialità.

Brodo, Verdure, Broccoli, Porro, Pepe, Grani, Cibo

Broccoli.

Quand’eri bambino e i tuoi genitori ti dicevano di mangiare i broccoli, avevano ragione. I broccoli sono un multivitaminico polivalente per il corpo, in più contengono oligoelementi biodisponibili e altre sostanze nutritive che rafforzano tutti gli apparati dell’organismo, compreso il sistema immunitario.

La natura li ha creati così, con un equilibrio impareggiabile, per offrire qualcosa di buono a ogni organo, ghiandola, osso, nervo e quant’altro nel corpo.

Cavoletti di Bruxelles e verze

Broccoli, Di Patate, Casseruola, Formaggio, Al Forno

La verza è molto nutriente ed è meravigliosa nel supportare le articolazioni e contrastare l’osteoporosi. Se ti piace, sappi che fai benissimo a mangiarla. Ma se vuoi avere la massima ricchezza nutrizionale, prova i cavoletti di Bruxelles: contengono le sostanze della verza moltiplicate per dieci.

I cavoletti di Bruxelles portano i benefici per le ossa al massimo livello, inoltre aiutano ad abbassare il colesterolo cattivo, depurano il fegato e altri organi spugnosi, come la milza, e purificano il sangue.

MALATTIE

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Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre le crucifere nella tua vita.
Epatite C, cirrosi epatica, lesioni al tessuto connettivo, tiroidite di Hashimoto, morbo di Graves, malassorbimento delle sostanze nutritive, noduli alle ossa e alle ghiandole, cancro al seno e tumori all’apparato riproduttivo (ovaie, utero, cervice),

cancro al cervello, all’intestino, ai polmoni, affaticamento surrenale, degenerazione maculare, osteoporosi, colesterolo alto, esposizione alle muffe, ipertensione, depressione, herpes simplex 1 (HSV-1), herpes simplex 2 (HSV-2), HHV-6, disturbi ossessivo compulsivi, batterie scariche dell’apparato riproduttivo, malattia infiammatoria pelvica, diabete, ipoglicemia, emicrania, acne, ansia,

Verdure, Broccolo, Dieta, Fibra, Cibo, Fresco, Verde

disturbo da deficit di attenzione e iperattività, autismo, eczema, psoriasi, virus di Epstein-Barr/mononucleosi, herpes zoster, infezioni alle vie urinarie, broncopneumopatia cronica ostruttiva.

SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre le crucifere nella tua vita.
Accumulo di peso, dolori diffusi, tessuti cicatriziali nel fegato, sindrome premestruale, allergie alimentari, infiammazione e dolori alle articolazioni, dolore al ginocchio, tessuti cicatriziali nei polmoni, ipotiroidismo, fegato pigro, fegato congestionato,

Col, Cavolo, Cavoli, Foglie, Verde, Agricoltura, Natura

ipertiroidismo, reazioni all’istamina, vampate, orticaria, infiammazioni, sintomi della menopausa, crampi alle gambe, perdita dell’olfatto, nevralgia, fiato corto, roncopatia, linfonodi ingrossati, spossatezza, formicolio e intorpidimento, fischio o ronzio all’orecchio (acufene), palpitazioni.

SUPPORTO EMOTIVO

Cavolini Di Bruxelles, Verdure, Germogli, Cavolo

Le crucifere sono eccezionali per supportare chiunque sia in preda alla confusione. Se conosci qualcuno che sembra frastornato, perplesso, turbato o disorientato, siediti insieme a lui per condividere un’insalata di cavolo riccio e rosso, una zuppa di cavolfiore, un piatto di broccoli o un contorno di cavoletti di Bruxelles.

Se non hai molto tempo e puoi solo fargli una breve visita, basterà portargli uno di questi ingredienti per influire positivamente sul suo stato emotivo.

INSEGNAMENTO SPIRITUALE

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Ti è mai capitato di prenderti cura di qualcuno con amore, occuparti dei suoi bisogni, offrirgli nutrimento, donargli tutto te stesso e anche di più, dargli supporto e protezione, credere in questa persona e poi essere tradito?

Ti sei mai sentito solo, abbandonato da tutti, con la persona che un tempo coccolavi che ora mette in giro false voci su di te? Se è così, puoi trovare un amico nella famiglia delle crucifere.

Verdure, Cestino Di Verdure, Vendemmia, Giardino

Di recente queste verdure sono state accusate ingiustamente di essere nocive per la tiroide, quando in realtà la supportano da sempre.

E nei prossimi decenni la disinformazione porterà le persone ad allontanarsi dalla fonte alimentare che potrebbe aiutarle di più, finché un giorno qualcuno dimostrerà che la teoria dei cibi gozzigeni è del tutto infondata. Il cavolo riccio, i broccoli, i cavolfiori e i loro cugini c’insegnano a dare spazio alla pazienza e alla gratitudine nella nostra vita, per noi e per gli altri.

Vista Dall'Alto, Closeup, Vegetarismo, Mangiare Sano

Se sei stato oggetto di attacchi, sappi che non sei solo e consolati con la certezza che le avversità non possono scalfire la tua verità. Dobbiamo anche ricordare di avere rispetto per chi ci ha dedicato tempo, energia, amore e ci ha guidato nella nostra vita, anche se non abbiamo capito i loro sforzi, non li abbiamo onorati o abbiamo dimenticato in fretta ciò che hanno fatto per noi.

Così come le crucifere si sono prese cura di noi, tenendoci al sicuro, proteggendoci dalle malattie, impara a celebrare le persone che si sono date da fare per te.

SUGGERIMENTI

Antiossidante, Apple, Bevande, Broccolo, Detox, Drink

I cavolfiori abbinati alle alghe marine hanno un potente effetto disintossicante che aiuta a espellere dalle ghiandole endocrine il cloro, il dannoso fluoruro e le radiazioni.

Un modo gustoso per provare questa combinazione è tritare finemente il cavolfiore nel robot da cucina e poi usarlo al posto del riso per riempire gli involtini di nori.
L’abbinamento cavolo rosso e mele è particolarmente efficace per espellere batteri, virus, vermi e altri parassiti dal fegato, dalla milza e dal tratto intestinale.

Manzo, Broccolo, Cipolla, Cibo, Cena, Piastra

Per un piatto saziante e saporito, nel robot da cucina trita le mele, il cavolo rosso, aggiungi un po’ di tahina e uno spicchio d’aglio finché sono ben amalgamati; usa il composto per riempire una piadina o per condire verdure a foglia verde.

Se li unisci agli asparagi, i broccoli ne rafforzano le proprietà anticancerogene e aumentano l’effetto depurativo che le sostanze fitochimiche esercitano sui reni.

Un modo semplice per gustare quest’accoppiata è metterli nello stesso cestello per la cottura al vapore. Il cavolo nero e i semi di zucca sono alimenti ricchi di zinco; se li mangi insieme, il loro contenuto di zinco si combina e diventa più biodisponibile, dunque più facile da assimilare e da utilizzare per l’organismo.

Asparagi, Broccolo, Ciliegia, Fibra, Cibo, Fresco

Prova a preparare un paté di semi di zucca, poi spargilo su foglie di cavolo nero, condisci con il tuo condimento preferito e avvolgi le foglie come se fossero un burrito.

INSALATA DI CAVOLO RICCIO ALL’ORIENTALE
Per due porzioni

Asparagi, Verde, Asparagi Verdi, Tempo Di Asparagi

L’aspetto più sorprendente di quest’insalata è che, lasciata riposare in frigorifero, diventa ancora più gustosa e i sapori si mescolano meglio.

Preparane una dose abbondante e avrai un pranzo già pronto per i prossimi due giorni. Il trucco per renderla ancora più buona è massaggiare il cavolo riccio finché risulta veramente tenero; quando assaggerai il primo boccone, vedrai che ne è valsa la pena!

¼ di tazza di tahina cruda
¼ di jalapeño senza semi
¼ di tazza di succo di lime
1 spicchio d’aglio
½ tazza di foglie di coriandolo
2 datteri denocciolati
2 tazze di zucchine pelate a cubetti
2 teste di cavolo riccio a pezzetti
1 tazza di cavolo rosso a straccetti
3 cipollotti tritati Semi di sesamo (facoltativi)

Occhio, Iris, Cerca, Focus, Verde, Da Vicino, Macro

Per il condimento, mescola i primi sette ingredienti nel mixer finché sono ben amalgamati; aggiungi dell’acqua solo se necessario per rendere il composto più omogeneo.

Massaggia le foglie di cavolo riccio spalmandoci sopra il composto finché si ammorbidiscono. Cospargile con il cavolo rosso, i cipollotti e, se lo desideri, una manciata di semi di sesamo.

ANTHONY WILLIAM

ECN