Ferite Emotive e Destino

consapevolezza

Lo sapevi che le ferite emozionali sono in connessione con il tuo destino?

Cominciamo con lo scrivere che la parola destino etimologicamente indica qualcosa di fisso, di statico, di immobile, quasi a suggerire che da questo non si scappa e che per quanto non lo si ascolti, prima o poi…

In realtà, nella nostra vita ci sono un’infinità di punti di svolta, di decisioni che possono portarci da una parte ad un’altra (ricordi il film Sliding Doors?)

Spada, Vittoria, Trionfo, Arma, Guerra, Guerriero

Considera questo: noi siamo una imbarcazione con una rotta ben precisa e veniamo qui con delle indicazioni (una mappa). Durante il tragitto, però, perdiamo la mappa, ma ogni tanto ci arrivano idee circa il nostro tragitto, perché sono impresse nell’anima. Nonostante questo andiamo a zig zag con l’imbarcazione.

Pensiamo di seguire la nostra volontà e ci sentiamo orgogliosi.

Filo Spinato, Tronco, Rabbia, Natura, Testardaggine

Poi ci accorgiamo di essere fuori rotta. Arriva, allora, una “tempesta” (disgrazia, malattia etc.) che ci rimette parzialmente sulla rotta. E poi di nuovo noi, supponenti, ce ne andiamo da un’altra parte. E così via…

Il nostro viaggio inizia così: noi siamo pura energia fusa con l’Unità cosmica, siamo un sé non identificato costituito da luce ed energia. Questo sé decide di incarnarsi e sviluppare alcune conoscenze e capacità. Quindi, lo spirito scende sulla terra, diviene materia attraverso un corpo fisico, emotivo e mentale (sviluppando un’anima).

Lampadina, Corrente, Luce, Splendore

Dal momento in cui si incarna in un corpo (che è anche energia), si immerge totalmente nella dualità e vive una separazione immanente (ferita originale) necessaria per comprendere e discendere su questo piano materiale.

Ossia, il sé sente di non appartenere al tutto, ma guarda l’esterno in maniera separata dall’interno.

La Strada, Travi, Percorso, Foresta, Natura, Silenzio

Durante questo affascinante e doloroso viaggio sulla terra, il sé conosce tantissime cose, fa esperienza e sviluppa delle “ferite” che sono sostanzialmente iscritte nella memoria dello spirito. Le ferite sono parte integrante del destino poiché hanno un valore enorme.

La ferita emozionale funziona esattamente come una ferita fisica. Apre uno squarcio nella solidità della massa e rappresenta una nuova apertura. Naturalmente è dolorosa, crea rossore, si infiamma. Quindi va trattata, va lavata, va detersa, va disinfettata.

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Ci sono due modi per rimarginare una ferita: uno è quello di ricongiungere i lembi e l’altro è costituito dal far emergere nuovo tessuto che congiunge i due lembi di carne. In quest’ultimo caso all’interno del vuoto, della separazione, del caos, nasce nuova materia, nuovo tessuto e possiamo, allora, guardare l’opportunità che offre la ferita:

essa procura una apertura all’interno della solidità della materia, quindi caos e disordine.

Urbano, Persone, Folla, Cittadini, Città, Stile Di Vita

C’è, a questo punto, una prima reazione dolorosa che può portare a negare la ferita oppure ad accorgersene, e poi a trattarla e a permettere, con il tempo, di creare nuovo tessuto, cioè un nuovo talento o capacità.

L’esperienza delle ferite (o le esperienze… ) sono scritte nel libro del destino. Scegliere una determinata famiglia, vivere una gestazione dolorosa, combattere fin da bambini con l’ambiente determina le ferite che vivremo.

Ecco quali sono le nostre ferite fondamentali che probabilmente quasi tutti abbiamo attraversato nella totalità o quasi:

– Ferita da rifiuto: ferita profondissima, in cui ci si sente respinti in tutto il proprio essere, proveniente dal genitore del proprio sesso. Il corpo vuole scomparire, occupare poco spazio. La reazione è la fuga. Si ha difficoltà a vivere, a occupare il proprio posto nel mondo, ad affermarsi.

– Ferita da abbandono: generata dal rapporto con il genitore del sesso opposto, crea dipendenza emozionale ed affettiva e predisposizione al vittimismo. Il fisico è “molle” in alcune parti. Il “dipendente” cerca approvazione e consigli dagli altri a causa della mancanza di autonomia.

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– Ferita da umiliazione: un genitore o entrambi si sono vergognati del figlio pubblicamente. Il bambino si è sentito mortificato, sminuito, degradato. La ferita da umiliazione genera comportamenti inconsci di mortificazione e dolore.

L’umiliato si mette totalmente a disposizione del prossimo, fino a sminuirsi. Ha un corpo grasso o tendente a ingrassare.

Bambino, Ragazzo, Ritratto, Bambini, Persone, Carino

– Ferita da tradimento: il bambino ha sofferto nel non vedere soddisfatti i suoi bisogni affettivi basilari da parte del genitore di sesso opposto.

La maschera (o reazione) è un comportamento controllante che lo porta compulsivamente ad affermare se stesso. Ricerca ossessivamente la leadership, gli onori e le l’affermazione. Il corpo è muscoloso, seduttivo, forte.

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– Ferita da ingiustizia: generata dalla freddezza del genitore dello stesso sesso. Ciò ha causato insensibilità e mancata espressività.

La maschera che è costretto a indossare è quella della rigidità, che lo porta a essere intransigente con se stesso, celandosi dietro una positività forzata. Il suo comportamento sfocia molte volte nel controllo e nella freddezza. Il suo corpo è perfetto, ben proporzionato e curato. Ha nel complesso una struttura rigida.

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Queste ferite sono generate in un’età compresa tra zero e sette anni. Nella nostra esistenza è raro poter affermare di aver sofferto soltanto di una ferita.

E’ molto diffuso il caso che si siano subite almeno due o tre ferite (o anche tutte e cinque) in fasi differenti della vita. Ed è anche possibile (raro, ma possibile), che la gran parte di queste ferite siano state risolte (attraverso elaborazioni inconsce).

Tempo Guarisce Tutte Le Ferite, Consolazione

C’è un diverso livello di profondità delle ferite per ciascuna personale esistenza.

Ma tra le stesse ferite c’è un diverso livello di gravità: per esempio, la ferita da rifiuto è molto grave perché riguarda il diritto di essere al mondo.

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Ora non ti chiedo di sapere esattamente quale siano le ferite attive nella tua vita, ma di cominciare a percepire quale energia sia racchiusa in questi eventi.

Questa energia se inconsapevole può essere utilizzata (o meglio dissipata) per mantenere una maschera, per utilizzare atteggiamenti e avere attitudini meccaniche e condizionanti.

Trauma, Feriti, Violento, Lacrima, Traumatizzati

Oppure può essere, se resa consapevole, utilizzata per lo sviluppo di un vero e proprio salto di coscienza.

Riesci ora ad accorgerti della tua energia intrappolata in uno stato di inconsapevolezza, puoi vedere le tue maschere maggiormente utilizzate, i tuoi comportamenti reattivi e fuori controllo, i tuoi corpi di dolore che emergono repentinamente.

Leone, Safari, Africa, Paesaggio, Steppa, Tramonto

La ferita, invece, se non guarita e opportunamente cicatrizzata, può influenzare profondamente la tua esistenza facendoti sentire vittima degli eventi, degli altri e di te stesso.

Quello che devi chiederti sempre, è di quali e quanti condizionamenti sei vittima e quale maschera oggi stai indossando prevalentemente. Quanto sei vittima del giudizio e dipendente dall’approvazione altrui… quanto c’è di autentico, spontaneo, naturale nei tuoi comportamenti e quanto invece è condizionato, frutto della paura o del giudizio.

Gastronomia, Amore, Storia D'Amore, Fidanzati, Casal

Tutte le ferite hanno una specifica funzione: quella di collegarti agli archetipi, ai principi primi e quindi alla tua energia originaria.

Dal caos può nascere un nuovo ordine, una nuova opportunità di vita maggiormente in sintonia con tutto ciò che sei. Osserva con compassione, consapevolezza e senza giudizio dove le ferite ti hanno portato e stanno portando. Questa sarà una delle azioni più importanti della tua vita.

Articolo di Luigi Miano 
Fonte: http://www.unnuovomondo.net/ferita-emozionale-destino/

Cifosi, lordosi e lo scapolo impenitente

Malattia Linguaggio dell’AnimA

La vicinanza degli opposti, che è apparsa chiaramente nei problemi ai dischi intervertebrali, si manifesta con pari evidenza nei portamenti viziati.
 
Cifosi e lordosi rappresentano infatti le due facce della stessa medaglia. La cifosi è un fenomeno che caratterizza i bambini piegati, e talvolta già spezzati dalla vita (che anche da adulti conserveranno le stesse caratteristiche).
 
Mossa, Donna, Uomo, Corpo, Mal Di Schiena
 
La sincerità del sintomo, che salta agli occhi di qualsiasi osservatore, è una vera e propria spina nel fianco per gli educatori, che non vogliono accettare i risultati del loro lavoro e non si stancano affatto di ripetere sempre le stesse ammonizioni:
 
«Stai dritto!», «Petto in fuori, pancia in dentro!», Un valido allenamento porta sempre a risultati sicuri e col passare del tempo i bambini possono rinunciare al modello compensatorio della cifosi e indossare i panni della «lordosi» o del «piccolo ufficiale».
 
Fotografo, Macchina Fotografica, Fotografia, Lente

Si può rompere la schiena a qualcuno senza bisogno di toccarla materialmente.

Per domare un cavallo, è necessario piegare la resistenza della sua colonna: analogamente, anche la schiena di un uomo domato diventa docile e flessibile, ma non è più in grado di fargli affrontare la vita a testa alta e di seguire i propri interessi.
Risultati immagini per lordosi
Un individuo piegato spiritualmente non può essere che curvo e di fatto anche insincero, poiché non starà eretto di fronte alla vita.
 
Il dialetto tedesco, per definire questa situazione, si serve dell’immagine del ciclista, che flette la propria schiena per poter procedere nel modo più efficace. Questa immagine è propria di chi ha rinunciato a vivere e si incurva verso l’alto per camminare con gli occhi rivolti in basso.
 
Ragazzo, Facepalm, Bambino, Gioventù, Esasperato
 
Anche altre situazioni, come quella dell’adulatore non del leccapiedi, rivelano comportamenti ugualmente opportunistici, a cui è comune la mancanza di un comportamento retto e soprattutto di una autentica linea di condotta.

Si tratta di persone volubili, incapaci di procedere in modo giusto e corretto.

Nel loro essere spiritualmente prostrati incarnano una regressione nel tempo e ci ricordano la condizione dei primi uomini che non avevano ancora assunto la posizione verticale.
 
Montagna, Sentiero, Cielo, Nuvole, Orizzonte, Paesaggio
 
Probabilmente si tratta di una regressione che non li offende, anche se noi ripensiamo tanto malvolentieri ai tempi oscuri del nostro comune passato.

La lordosi è, come abbiamo già detto, il vicino polo opposto.

Il suo nome(73) è già una precisa indicazione sullo stato della schiena. Se la cifosi porta in sé l’immagine di una persona che con i suoi problemi ai dischi intervertebrali è curva e umiliata, la lordosi è il simbolo del piccolo borghese chiuso a uovo e immerso nella vita quotidiana.
 
Il suo bacino tende in avanti per equilibrare la deformazione della colonna e, per dare un’impressione in un certo qual modo eretta, questo individuo deve ritrarre al massimo il proprio petto.

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Il risultato è il portamento a punto interrogativo (?), emblema della sua esistenza.

 
Mentre il gobbo si inchina di fronte a tutti, per non urtare gli altri, chi è affetto da lordosi tenta di fare tutto nel migliore dei modi allo scopo di suscitare negli altri una buona, cioè rispettabile impressione. Sfruttano all’estremo l’elasticità della colonna vertebrale e veleggiano nella vita.
 
Albero, Viale, Retroilluminazione, Sun, Campo, Via
 
L’atteggiamento sbagliato più raffinato, perché più difficile da riconoscere e capace di suscitare un effetto di grande rispettabilità, si ritrova nella figura dello scapolone.
 
Irrigidito, dritto come un fuso, il modello dello «scapolone» racchiude in sé contemporaneamente l’idea della rettitudine e di un portamento eretto e senza macchia, sostenuto da un petto rigonfio di orgoglio ma sempre sulle difensive e  visto che un tale atteggiamento non è naturale ma finalizzato alle apparenze, è lecito sospettare che dietro di esso, rintanata nell’ombra, si nasconda segretamente ricurva una persona affetta da lordosi, servile.
 
Risultati immagini per lordosi
 

I bambini vinti, educati a questo portamento, ne costituiscono un esempio triste, i soldati spesso un esempio comico.

Più duro è l’addestramento, «migliori» sono i soldati.
 
L’allenamento mira fondamentalmente a formare dei «servitori» della volontà e a rompere loro la schiena. «Sguardo a sinistra!», «Sguardo fisso!», «In piedi, in silenzio!», «Riposo!» e così via.
 
Foresta, Percorso, Nebbioso, Isola Di Cumberland
 
Sono richieste abnegazione incondizionata e obbedienza cieca e si insiste su questi punti fino a provocare nel ragazzo il cambiamento desiderato. Il soldato del resto non deve né pensare né curarsi dei propri interessi; se infatti ponesse in discussione le idee di un generale o di un politico, metterebbe in gioco la propria vita.
 
Deve agire in base agli ordini impartiti da un estraneo, senza neanche riflettere. Riceve tutte le istruzioni necessarie: dalla direzione verso la quale guardare fino al modo in cui muovere ciascuna delle proprie vertebre.
 
Foresta, Percorso, Alberi, Vicolo, All'Aperto
 
Un soldato scelto, che ha interiorizzato questo ideale, viene orgogliosamente chiamato «macchina da guerra».
 
Ma per diventare una macchina è necessario annullare la propria volontà, cioè accettare incondizionatamente le indicazioni di una guida estranea.
Immagine correlata
La spina dorsale viene educata e raddrizzata attraverso una serie ferrea di comandi, e poiché né il nemico né il proprio comandante si lascerebbero impressionare alla vista di soldati gibbosi, questi vengono allenati ad essere rigidi come pali.
 
Gli ordini, ingenui e primitivi, che vengono impartiti in proposito sono i seguenti: «Attenti!», «Petto in fuori!», «Presentatarm!», Assumere un tale portamento in battaglia è semplicemente assurdo, ma lo scopo dell’addestramento non è formare dei soldati, bensì delle marionette abituate all’obbedienza cieca.
 
Luce Del Sole, Foresta, Modo, Percorso, Serata
 
Che le persone che ricevono una tale educazione si sentano demoralizzate, va da sé. Un’educazione che costringe l’allievo ad acquisire le caratteristiche di un robot sottomesso, malleabile e disposto ad annullare i propri pensieri, ha come obiettivo il conseguimento della proverbiale obbedienza dei cadaveri.
 
Il portamento di chi è affetto da lordosi, che fa da contrappunto agli altri tre atteggiamenti estremi di cui abbiamo parlato, si avvicina quindi a quello dei soldati nella misura in cui viene represso interiormente da un’energia instabile.
 
Amore, Coppia, Romanticismo, San Valentino
 
Gli uomini hanno volutamente creato questo personaggio ideale che ha come qualità principali la rettitudine e la duttilità. Gli eroi «buoni» dei film irradiano la loro onestà e la loro forza interiore di uomini pronti a combattere per i propri diritti.
 
Anche i soldati possono appartenere a tale categoria: ci vengono in mente, a questo proposito, il guerriero Arjuna, l’eroe della Bhagavad Gita, Pallade Atena o l’ideale di guerriero degli sciamani, che è così orgoglioso da non inchinarsi di fronte a nessuno e così umile da non permettere, a nessuno di inchinarsi di fronte a lui.
 
Arrow, Destinazione, Gamma, Bullseye, Sport, Obiettivo
 
L’immagine più bella di questo portamento mi sembra quella del maestro di Tai – chi, che grazie alla sua agilità riesce a catturare un uccello.
Rimanendo in silenzio in posizione eretta chiede al volatile di posarsi sulla sua spalla.
 
L’uccello si posa, perché nel coraggio avverte che non c’è affatto bisogno di aver paura. Quando però cerca di riprendere il volo, non vi riesce.

Il maestro, rispettoso della volontà dell’animale, lo lascia libero con un movimento fluttuante.

Immagine correlata
 

Affinché l’uccello possa ritrovare la sua libertà, il maestro deve opporgli resistenza.

 
La nostra escursione, iniziata in una nursery, ci ha portati alla formazione di guerrieri coscienti, ci ha aiutato a comprendere che nei comportamenti estremi della colonna vertebrale ci troviamo di fronte ad un unico tema, che si avvolge attorno all’asse: da un lato un atteggiamento interiore mobile come una banderuola e privo di rigidità, dall’altro coraggiosa rettitudine.
 
Dardo, Destinazione, Hits, Occhio Di Bue, Accuratezza
L
‘espressione «danni al portamento» è veramente significativa in questo contesto, perché ci dimostra che una posizione, se non idonea al soggetto, è necessariamente nociva.

Domande a quanti soffrono di cifosi:

1. Mi piego attraversando la vita? Di chi temo i colpi, chi calpesto? Di cosa ho paura?
2. Per chi o per che cosa mi piego?
3. Cosa mi aspetto da ciò? Dove voglio arrivare con questo?
A quanti hanno la lordosi:
1. Cosa è vuoto nella mia vita?
2. A chi voglio dimostrare qualcosa?
3. Quali colpi temo, di fronte a cosa voglio essere elastico?
A quanti sono rigidi come pali:
1. Da dove nascono le mia efficienza e la mia obbedienza?
2. Cosa mi accade quando assumo esteriormente un certo atteggiamento?
3. Quali motivi sono alla base del mio orgoglioso portamento?
(73) Il termine tedesco per lordosi è Hohlkreuz, che letteralmente potrebbe essere tradotto croce cava o concava (N. d. T.).
 
(Dott. Rudiger Dahlke)