L’ipotiroidismo e la tiroidite di Hashimoto

tiroidite

Per comprendere davvero le malattie e i disturbi della tiroide dobbiamo fare un salto indietro nella storia. I racconti si perdono da una generazione all’altra ed è umano dimenticare come tutto è cominciato, perché le incombenze della vita quotidiana ci distraggono. Se non la tiro fuori, la verità sulle origini dei problemi alla tiroide rischia di andare perduta per sempre.

In realtà la malattia di questa ghiandola è relativamente recente. Fu al volgere del XIX secolo, quando la rivoluzione industriale alterò le modalità di lavoro, che si iniziarono ad avere seri problemi. Fino a quel momento, l’ingrossamento della tiroide (chiamato anche “gozzo”) era piuttosto raro: era il risultato di carenze di sali minerali come lo iodio e lo zinco, o era causato dalla tossicità di metalli pesanti, come il mercurio.

tiroide

Quando poi le industrie appena sviluppate presero a scaricare questi metalli nei fiumi, nei torrenti e nei laghi, e le fabbriche a rilasciare emissioni velenose di nuove sostanze chimiche che il corpo umano non aveva mai incontrato, la tiroide cominciò a subirne i danni. L’organo era esposto a un tasso di tossicità che non aveva mai sperimentato e i casi d’ingrossamento si moltiplicarono.

Intorno ai primi del Novecento le industrie cominciarono a privare i cereali, la verdura e la frutta delle loro sostanze nutritive – tutto in nome del progresso – e a inscatolare il nostro cibo in barattoli di piombo, il metallo pesante perfetto per dare a ognuno un gozzo. E senza le adeguate sostanze nutritive le persone erano doppiamente vulnerabili. Allo stesso tempo, la scienza medica fece ciò che sembrava un enorme passo avanti.

Si basava su una filosofia molto diffusa nel Medioevo: la pratica di mangiare una certa parte del corpo di un animale per guarire la parte corrispondente dell’essere umano. In quell’epoca, se qualcuno aveva un problema al cuore gli veniva consigliato di mangiare il cuore, le malattie ai reni erano curate mangiando i reni, le malattie al cervello mangiando il cervello e le malattie agli occhi mangiando i bulbi oculari degli animali.

Era una ciarlataneria del tutto priva di efficacia, ma era stimata come la direzione più sensata del suo tempo. Secoli dopo, sul finire dell’Ottocento, la ricerca medica s’imbatté in un caso in cui questa teoria, per la prima volta nella storia dell’uomo, funzionava davvero. Essa scoprì che dalla tiroide essiccata e macinata dei maiali si poteva ricavare una medicina in grado di alleviare negli esseri umani i sintomi dei disturbi alla tiroide, in particolare il gozzo.

Uno dei motivi per cui il metodo funzionava davvero era che la tiroide essiccata forniva alle persone una sostanza nutritiva di cui erano gravemente carenti: lo iodio. Un altro motivo che venne in soccorso ai pazienti fu che la medicina ufficiale aveva scoperto per caso il primo composto steroideo, ovvero un concentrato di ormoni che sopprime l’infiammazione e il sistema immunitario. Quando la tiroide funziona male, spesso il corpo risponde con una reazione eccessiva la quale provoca un accumulo di liquidi intorno alla ghiandola, cosa che è in parte la causa del gozzo.

Tiroide

Il concentrato di ormoni nel medicinale a base di tiroide essiccata fungeva così da immunosoppressore, rallentando la capacità del corpo di reagire alla tiroide malfunzionante. Per la prima volta, sembrava che dalla filosofia che consigliava di mangiare parti del corpo corrispondenti a quelle malate fosse emersa una cura. In diverse concentrazioni, la tiroide essiccata dei bovini o dei suini è ancora l’ingrediente dei farmaci usati ai giorni nostri, il che li rende a dir poco antiquati.

Questi farmaci non affrontano ancora il problema alla radice, quindi non prepariamo medaglie postume a una scoperta fatta per caso. Dobbiamo realizzare che quella scoperta non era dovuta a una nobile riflessione scientifica ma a un dottore che un mattino si svegliò e pensò: “Proviamo se quella vecchia teoria funziona”; dopodiché andò dal macellaio per cercare qualche scarto e cominciò a fare esperimenti in laboratorio. “Un occhio per gli occhi, un rene per i reni, una tiroide per la tiroide.

Ah, ecco, questo funziona!”. Aveva preso la tiroide di un maiale, l’aveva trattata e disidratata, poi l’aveva somministrata ai suoi pazienti malati di gozzo e vide dei risultati. Non certo una grande epifania basata su una scienza sofisticata. Nel corso del Novecento si ebbe un’impennata virale e le donne iniziarono ad avvertire disturbi alla tiroide con sintomi molto diversi dagli ingrossamenti visti fino ad allora. Oggi, a distanza di molti anni, questa nuova patologia è etichettata come tiroidite, termine che indica semplicemente una tiroide infiammata. Spesso i pazienti ricevono diagnosi più specifiche, come tiroidite di Hashimoto e ipotiroidismo, ma rimangono pur sempre malattie del mistero.

emicrania

Adesso assistiamo a un’altra ondata. Decine di milioni di persone, per lo più donne, non si accorgono nemmeno di avere un problema alla tiroide, ma per tale ragione non vivono appieno la loro vita. I pazienti ricevono farmaci che si basano ancora su tiroidi animali in forma sintetica o essiccata, e quando questi non sono sufficienti a sopprimere i sintomi si passa ai trattamenti allo iodio radioattivo che mirano a distruggere la ghiandola.

Questo non è progresso. Non sono ancora emerse risposte su cosa provochi davvero le misteriose malattie della tiroide, quindi la gente non è ancora nelle condizioni di imparare a guarire. Nel paragrafo seguente svelerò i veri motivi per cui così tante persone combattono con sintomi legati alla tiroide e cosa puoi fare se sei una di quelle. Se stai soffrendo c’è un motivo preciso e c’è anche un modo per stare meglio.

COMPRENDERE L’IPOTIROIDISMO E LA TIROIDITE DI HASHIMOTO

La tiroide è una piccola ghiandola situata nel collo che svolge una funzione fondamentale per la salute: regola i livelli energetici in ogni momento, e ciò influisce su ogni cellula del corpo. Quando la tiroide produce tutti i suoi ormoni, segnala alle cellule di ricevere il glucosio e convertirlo in energia, che serve per la loro normale attività, per ripararsi e riprodursi.

Quando invece produce quantità inferiori di ormoni, segnala alle cellule di trattenersi e risparmiare l’energia per un secondo momento. Questo accorgimento fa sì che il corpo funzioni a un ritmo costante, ma con l’andare del tempo l’attività ridotta della tiroide causa una “insufficienza energetica” in tutto il corpo, perché le cellule non ricevono istruzioni ormonali per ricaricarsi come dovrebbero per funzionare in maniera corretta.

Quando la tiroide funziona bene, funzioni bene anche tu. Quando smette di lavorare nel modo giusto, diverse aree del tuo corpo possono crollare. Per definire una scarsa produzione di ormoni da parte della tiroide si usa il termine ipotiroidismo, uno stadio iniziale e lieve di tiroidite. L’ipotiroidismo e la tiroidite di Hashimoto non sono come gli ingrossamenti che si verificavano in passato per la carenza di iodio e l’accumulo di tossine nella ghiandola. E queste definizioni non spiegano qual è la vera causa che provoca affaticamento, palpitazioni, vampate di calore, confusione mentale, sovrappeso e molti altri problemi associati.

Le comunità mediche ritengono che la tiroidite di Hashimoto sia il risultato di un sistema immunitario in qualche modo impazzito, che scambia le cellule della tiroide per invasori e gli dichiara guerra. Non è corretto. L’ho già detto e lo ripeto: il corpo non attacca se stesso. Il nostro sistema immunitario non si confonde e non attacca i nostri organi, e ciò vale anche per la tiroide.

L’erronea teoria della malattia autoimmune è semplicemente un gioco accusatorio. Punta l’indice contro il corpo del paziente per distrarlo dalla verità, e la verità è che la ricerca medica non ha ancora scalfito la superficie di ciò che causa le malattie della tiroide.

La verità è che attualmente oltre il 95 per cento dei disturbi alla tiroide, compresa la tiroidite di Hashimoto, derivano da un’infezione virale (il restante 5 per cento deriva dalle radiazioni). E il virus è quello di Epstein-Barr (EBV).

Dopo un lungo periodo di incubazione – di solito nel fegato –, l’EBV si sposta verso la tiroide e penetra nei suoi tessuti, con l’andare del tempo il carico virale la indebolisce, rendendola meno efficace a produrre gli ormoni necessari al corpo per funzionare; poco a poco, il virus infiamma la ghiandola, causando l’ipotiroidismo o la tiroidite di Hashimoto. Non è il tuo corpo che ti ha tradito, anzi, il tuo sistema immunitario sta combattendo contro un autentico invasore e sta lavorando sodo per proteggerti.

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Un grosso equivoco è dato dal fatto che i pazienti credono che i farmaci affrontino alla radice il problema; in realtà essi non curano, si limitano ad aggiungere ormoni nel sangue nella speranza che il corpo li utilizzi per sostituire gli ormoni che la tiroide ha smesso di produrre. Nessuno sa che i farmaci per la tiroide sono blandi steroidi e rallentano il sistema immunitario nella sua reazione contro i sintomi. È un segreto che nemmeno i medici conoscono, perché nessuno gliel’ha detto.

E di solito i medici non confessano ai pazienti che in realtà non capiscono l’ipotiroidismo e la tiroidite di Hashimoto, né che i farmaci non curano davvero la malattia. Se assumi un farmaco per la tiroide e senti dei miglioramenti, bene; esso agisce per lo più come un innocuo cerotto per una malattia che in realtà deriva da un carico virale. Se hai provato dei farmaci e non hai trovato sollievo, ora capisci che la tua frustrazione è fondata. 

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Ho sentito storie di centinaia di donne che avevano cominciato ad assumere un farmaco per la tiroide dieci o quindici anni prima, quando avevano cinquanta o sessant’anni, in seguito a un esame. Il medico o l’infermiera aveva guardato gli esiti dell’esame e aveva esclamato: “Cosa diavolo è successo alla sua tiroide? È in condizioni terribili.” Per tutto quel tempo, prendendo il farmaco le pazienti avevano creduto di agire in modo responsabile e proattivo, pensavano che la medicina le stesse curando.

Non devi restare inchiodato a questo destino. Seguendo il programma alimentare e dei rimedi consigliati per rieducare il tuo metaboloma intestinale, puoi liberarti del virus di Epstein-Barr, e con i consigli che elenco qui puoi contribuire a guarire e proteggere la tua tiroide lesionata e a fortificare le ghiandole che la supportano. Finalmente avrai il vigore necessario per invertire il corso della malattia, invece di sentirti dire che la stai curando quando non è vero. Conoscendo la verità su ciò che è la causa e su come puoi migliorare, puoi riprendere il controllo della tua salute.

LE ANALISI DEL SANGUE PER LA TIROIDE

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Se sospetti di avere un problema o un disturbo alla tiroide ma non ne sei certo, chiedi al medico di prescriverti delle analisi del sangue per verificare i livelli ormonali, in particolare chiedi di testare il TSH, il T4 libero, il T3 libero e gli anticorpi della tiroide. Pur non essendo perfetti, questi esami di laboratorio sono quanto c’è di meglio al momento. Una moda che ha preso piede nelle comunità di medicina alternativa è misurare il T3 inverso.

I sostenitori di questa teoria ritengono che il T3 inverso sia un indicatore accurato, mentre i suoi detrattori sostengono che siano solo chiacchiere. In un certo senso, hanno ragione entrambi. I livelli del T3 evidenziano davvero i problemi, ma se ne sussistono diversi contemporaneamente è impossibile attribuire un significato certo ai risultati. Dunque, anche se l’esito del T3 inverso non è discriminante, è comunque una buona idea chiedere al medico di analizzarlo.

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Infine è importante sapere che, anche se le analisi indicano valori normali, non è da escludere che tu abbia un problema alla tiroide. Molte persone, per lo più donne, avvertono lievi sintomi di un’attività ridotta della ghiandola a prescindere dai risultati; a volte occorrono mesi o anni prima che una malattia della tiroide si sviluppi al punto da emergere nelle analisi del sangue (per di più, i parametri di riferimento di molte analisi sono troppo ampi, perciò una malattia lieve può anche non essere evidenziata, e normalmente non lo è).

Alcuni medici ora prescrivono farmaci anche se i valori delle analisi risultano regolari: è la volontà di affrontare il problema mentre sta sbocciando, ed è un progresso per le donne perché finalmente i loro sintomi vengono presi sul serio. Tuttavia, è solo l’effetto steroideo del farmaco a dare un parziale sollievo alle infezioni virali che le hanno colpite. La ricerca è ancora lontana dallo scoprire quale sia la causa primaria dei disturbi alla tiroide e quali siano i rimedi che possono realmente aiutare i pazienti.

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Se avverti sintomi legati a un malfunzionamento della tiroide, anche se le tue analisi del sangue sono nella norma, puoi seguire il protocollo in fondo alla pagina. Se i tuoi sospetti sono infondati, il peggio che ti può succedere è che rafforzerai la tiroide. Se sono fondati, non solo metterai fine ai problemi, ma riuscirai anche a prevenire altre frustranti malattie a quest’organo educandoti anche ad una alimentazione corretta.

Test per verificare la presenza di Virus EBV

Ab Anti Micoplasma Pneumonie IgG
Ab Anti Micoplasma Pneumonie IgM
EPSTEIN BARR VIRUS VCA –Ig
EPSTEIN BARR VIRUS VCA –IgM
CITOMEGALOVIRUS AB IGG
CITOMEGALOVIRUS IGM
AFFRONTARE I PROBLEMI DELLA TIROIDE

Frullati, Frutta, Colorato, Vitamine, Sano, Fresco

Questo paragrafo presenta alimenti, erbe e integratori che aiutano a guarire la tiroide lesionata, a rafforzare tutte le ghiandole correlate del sistema endocrino (ghiandole surrenali, ipofisi, pancreas e così via) e a ridurre il carico virale specificamente nella tiroide.

Alimenti “gozzigeni” C’è una nuova tendenza che induce le persone a temere verdure come cavolfiori, cavolo riccio, broccoli, cavolo cappuccio, cavolo nero e friarielli. Si dice che contengano sostanze gozzigene, ovvero che favoriscano l’insorgenza del gozzo. Non prestare fede a queste voci! I cosiddetti alimenti “gozzigeni” non contengono sufficienti livelli di sostanze gozzigene da inibire il funzionamento della tiroide: dovresti mangiare barilate di broccoli ogni giorno per avere un qualche motivo di preoccupazione. Perciò ti prego di continuare a consumare e gustare le tue crucifere preferite, in realtà promuovono la salute della tiroide.

Alimenti terapeutici

Cibo, Uva, Cipolla, Olio D'Oliva, Ungherese, Autunno

Tra gli alimenti più salutari troviamo curativi per le malattie della tiroide come la palmaria palmata, i mirtilli selvatici, i germogli, il coriandolo, l’aglio, i semi di canapa, l’olio di cocco, le noci brasiliane e il mirtillo rosso. In varia misura, questi alimenti possono uccidere le cellule del virus di Epstein-Barr (EBV), offrire un apporto di micronutrienti, riparare i tessuti della tiroide, ridurre la formazione di noduli, eliminare i metalli pesanti e i sottoprodotti del virus dall’organismo e incrementare la produzione di ormoni della tiroide.

Erbe terapeutiche e integratori
Probiotici umani fermentati 3 anni su base di acidi grassi a corta catena, frutta e verdura
Zinco: uccide le cellule dell’EBV, rafforza la tiroide e aiuta a proteggere il sistema endocrino.
Alga Klamath RW d’acqua dolce, Spirulina (preferibilmente hawaiana): fornisce micronutrienti fondamentali per la tiroide.

Ceppo, Cibo, Frutta E Verdura

Fucus vesiculosus: fornisce iodio facilmente assimilabile e minerali traccia.
Cromo oligoelemento: aiuta a stabilizzare il sistema endocrino.
L-tirosina: aiuta ad aumentare la produzione di ormoni della tiroide.
Ashwagandha (o ginseng indiano): rafforza la tiroide e le ghiandole surrenali e aiuta a stabilizzare il sistema endocrino.

Radice di liquirizia: uccide le cellule dell’EBV nella tiroide e sostiene le ghiandole surrenali.
Eleuterococco (o ginseng siberiano): rafforza le ghiandole surrenali e aiuta a stabilizzare il sistema endocrino.
Melissa in MicroDosi di Olio Essenziale: uccide le cellule del virus e contrasta la formazione dei noduli.
Manganese “oligoelemento: fondamentale per la produzione dell’ormone T3 nella tiroide.
Selenio: stimola la produzione dell’ormone T4 nella tiroide.

Prima Colazione, Frutta Fresca, Mangiare Sano

Vitamina D3 a 10.000 UI : aiuta a stabilizzare il sistema immunitario e le sue reazioni.
Complesso di vitamine del gruppo B: vitamine essenziali per il sistema endocrino.
Magnesio: aiuta a stabilizzare l’ormone T3.

EPA e DHA (acido eicosapentaenoico e acido docosaesaenoico): fortificano il sistema endocrino e il sistema nervoso. Assicurati di acquistarne una versione di origine vegetale (non derivata dal pesce).
Bacopa monnieri: supporta la produzione di ormoni della tiroide e la conversione da T4 a T3.
Rubidio: aiuta a stabilizzare la produzione di ormoni della tiroide.
Rame oligoelemento: uccide le cellule del virus e aumenta l’efficacia dello iodio.

by anthony william

Il glucosio e l’obesità

Secondo il mio parere, l’obesità non va vista solo come la causa (o concausa) di tutte le malattie

 
ma l’espressione più evidente di un comportamento alimentare e di uno stile di vita errati. Atteggiamenti che mettiamo in atto ogni giorno, non curanti che siano lesivi verso la nostra stessa salute, che hanno come evidenza immediata, il fenomeno dell’obesità.
 
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Tali atteggiamenti, non esistendo nel vocabolario un termine descrittivo immediato, l’ho individuati coniando il termine “Obesivo”, affinché sovrappeso e obesità, non vengano visti solo come uno stato patologico momentaneo, ma come atteggiamenti ben definiti che determinano un aumento del peso complessivo del corpo e causano l’insorgere di malattie degenerative.
 
Ma soprattutto devono rappresentare il campanello di allarme più evidente di un atteggiamento (Obesivo) che deve essere assolutamente corretto in tempo.

Gli atteggiamenti “obesivi” 

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Il nostro corpo è davvero una macchina perfetta, in grado di funzionare utilizzando gli alimenti, ogni giorno ingeriti con la nostra dieta. Addirittura è capace di tutelarsi contro il rischio di carestie, permettendoci quindi di accumulare energia nei momenti di sovrabbondanza di cibo.

Ovviamente l’evoluzione non avrebbe mai previsto uno stile di vita in assenza di carestie (e di attività fisica), ma soprattutto l’entrata in gioco dei farinacei e dello zucchero.
 
Candy, Zucchero, Sweet, Spuntino, Colorato, Mangiare
 
E soprattutto non avrebbe mai immaginato, che l’uomo con la sua intelligenza poteva decidere di ignorare i segnali del proprio corpo, ed iniziare delle modalità alimentari contrarie al proprio Dna. Vediamoli nel dettaglio gli atteggiamenti obesivi.

Potremmo evidenziare tre differenti atteggiamenti.

Il primo “un consumo eccessivo di calorie”.
Il secondo “saltare i pasti, per poi esagerare con il mangiare la sera”.
Il terzo può sembrare il più virtuoso, perché non si superano le 2.000 calorie, “resistere alla fame, che sopraggiunge tra un pasto ad un altro” (ad esempio, dalla colazione al pranzo).
 
Diabete, Diabete Con Bambino, Diabete Nei Neonati
 
Considerate che il nostro metabolismo consuma mediamente 2.000 calorie al giorno (peso nella norma), che potremmo suddividere in 50 calorie/ora nelle 12 ore dalle 21 alle 9 e, 115 calorie/ora dalle 9 alle 21.

Nel primo caso, molte persone non riescono a fermarsi a questa soglia, perché si sentono affamati tutto il giorno. Questo dipende dai nostri menù a base di carboidrati (si digeriscono ogni due ore) che ci inducono a consumare 5 pasti giornalieri (colazione, spuntino prima mattina, pranzo, snack del pomeriggio e cena).

Quindi inevitabilmente superiamo le 2.000 calorie ed ingrassiamo.

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La domanda da farsi è:
Come mai nonostante le calorie assunte il nostro corpo ci fa sentire ancora fame (come se avessimo ancora bisogno di calorie)?
 
Facciamo degli esempi. Partendo dalla colazione, molti di noi mangiano i cornflakes (una sola tazza conta 500 calorie) che dovrebbe coprire il fabbisogno di 3/4 ore (116 calorie per ora). Dopo due ore però, sentiamo il bisogno di fare uno spuntino a mezza mattinata (circa 300 calorie).

Perchè avviene questo?

Tagliatelle, Pasta, Raw, Pomodori, Basilico, Cibo
 
Sostanzialmente abbiamo messo da parte il carboidrato ingerito e trasformato in grasso. Difatti il carboidrato si é trasformato in glucosio (nelle due ore successive al pasto) e l’insulina lo ha fatto assimilare alle cellule (obbligandole ad andare a zucchero usando la glicolisi), ed inviando il residuo al fegato per trasformarlo in trigliceridi per poi farlo stipare alle cellule adipose.
 
Quindi solo una parte delle calorie ingerite è consumata, mentre una buona percentuale viene accumulata.
 
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Poi il calo glicemico insieme alla diminuzione di leptina nel sangue, ci induce di nuovo il senso di fame (attivazione della grelina). È facile comprendere perché tale atteggiamento ci conduce ad ingrassare.
 
Nel secondo caso, alcune persone preferiscono saltare dei pasti (la colazione o il pranzo), per poi affogarsi di cibo nel loro unico pasto.
 
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Tale atteggiamento può essere definito “Obesivo”, in quanto il nostro corpo, per il periodo nel quale lo lasciamo senza cibo, utilizza il cortisolo per cannibalizzare i nostri muscoli (ricorrendo solo in parte alle riserve di grasso) e coprire il fabbisogno energetico. Inoltre quando non facciamo colazione, si abbassano i livelli di leptina nel sangue e ciò causa una diminuzione dell’attività della tiroide.

Risultati immagini per glucosio obesità
Quando finalmente introduciamo un pasto abbondante di carboidrati, accumuliamo in due ore il grasso che nella prima ipotesi avremmo accumulato nell’intera giornata.
 
Questo è il motivo per cui chi afferma di mangiare solo la sera, in realtà non ha possibilità di dimagrire e nel contempo sta catabolizzando la propria massa muscolare e la matrice e rallentando il metabolismo.
 
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Nel terzo caso, a volte, nonostante non si superi la soglia di 2.000 calorie, iniziamo comunque ad ingrassare. Molti risponderebbero che dipende dagli ormoni e ciò, in qualche modo, ci autorizza a comportarci irresponsabilmente (tanto è colpa degli ormoni e non ci possiamo fare nulla!).
 
Un’alimentazione ricca di carboidrati causa l’intervento del cortisolo che sopperisce ai cali glicemici, catabolizzando i nostri muscoli e diminuendo nel contempo l’utilizzazione delle riserve di grasso.
 
Risultati immagini per glucosio obesità
 
Tale fenomeno risulta molto evidente, quando due ore dopo aver consumato una colazione a base di carboidrati, il nostro sangue rimane senza zucchero e percepiamo di nuovo la fame. Resistere non ci permetterà d’intaccare le riserve di grasso, ma di diminuire la nostra massa magra o far diminuire il metabolismo.
 
In qualche modo è come se le calorie consumate dal nostro corpo nelle due ore che ci separano dal pranzo (116 x 2), provenissero da uno spuntino (anche se ci siamo mangiati il nostro corpo).
 
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Per questo motivo, consumare meno calorie durante il giorno (se i pasti sono a base di cereali), non assicura il dimagrimento, ma al contrario può indurre un calo della produzione degli ormoni tiroidei (diminuzione del metabolismo).

Assumere atteggiamenti non “obesivi” è fondamentale.

L’utilizzo di alimenti ancestrali come carne, pesce, frutta e verdura, essendo costituiti da proteine e grassi e da pochi carboidrati, aumenta il tempo digestivo dei carboidrati dalle 2 alle 4-6 ore, aumentando anche il senso di sazietà dovuto all’ormone della colecistochinina.
 
Hamburger, P, Patatine Fritte, Pancia

Tale ormone è stimolato correttamente dal consumo di grassi e si mantiene più a lungo nel sangue.

Al contrario i carboidrati causano dei picchi eccessivi di leptina (ad opera dell’insulina) per poi far calare questo ormone nel sangue, causando la produzione della grelina (ormone della fame). Ad esempio una colazione salata pur apportando 500 calorie, sarà interamente consumata nelle 5 ore necessarie ad arrivare fino al pranzo (non dando luogo ad accumulo di grasso né tanto meno a senso di fame).
 
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Se lo stesso calcolo lo rapportiamo al pranzo e alla cena, avremo consumato circa 1.700 calorie (compreso lo spuntino del pomeriggio), prolungando però l’assunzione delle calorie fino alle 24 della notte, evitando di accumulare del grasso durante il giorno.
 
Come potete riscontrare dai tre esempi riportati, un’alimentazione equilibrata con proteine, grassi e pochi carboidrati (da frutta e verdura), permette l’utilizzazione dei nutrienti man mano che sono ingeriti, con un deficit di calorie che ci permetteranno di consumare di notte il grasso, depositato per anni nelle nostre riserve.
 
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Inoltre aumenta l’attività dalla tiroide, inducendo un incremento del consumo delle calorie.
Vivere 120 Anni