Disbiosi e Disturbi

Disturbi che possono essere correlati alla disbiosi

Ma quali sarebbero le cause di questa sempre più vasta diffusione della condizione di disbiosi intestinale? La dieta a base di farine raffinate (quelle integrali, come ci fa sapere anche il professor Franco Berrino , sono molto più salutari), di alimenti sempre meno genuini e sempre più manipolati a livello industriale, l’uso (ed abuso) di zucchero, una dieta povera di frutta e verdura, l’uso (ed abuso) di antibiotici ed altri farmaci (antidolorifici, anti-infiammatori, neurolettici, chemioterapici, anticoncezionali, cortisonici) che danneggiano la microflora benefica del nostro intestino.

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È sintomatico il fatto che le donne che assumono la pillola anticoncezionale sono più soggette alle infezioni da Candida, e che rischiano di generare figli con diversi problemi di salute (vedi più avanti il capitolo relativo).

Da ricordare anche l’effetto nocivo per il nostro microbiota intestinale dell’uso di antibiotici ed ormoni nell’allevamento (anche del pesce) e dell’uso di pesticidi ed antibiotici in agricoltura (ebbene sì, anche in agricoltura talora si usano antibiotici a livello preventivo).

Per comprendere a fondo la relazione tra dieta e stato del microbiota possiamo

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discutere il risultato di una piccola serie di articoli scientifici.

Il primo è Novel probiotic candidates for humans isolated from raw fruits and vegetables (“Nuovi candidate come probiotici per gli esseri umani isolati da frutta e verdura fresca”) , che mostra come il 35% dei batteri che producono acido lattico isolati in frutta e verdura fresca possono sopravvivere all’acidità dello stomaco e quindi arrivare vivi nel nostro intestino.

Il secondo è Comparison of the fecal microflora in rural Japanese and urban Canadians (“Comparazione della microflora fecale della popolazione rurale giapponese con quella della popolazione urbana canadese”) , che mostra un più elevato livello di clostridi e di altri batteri patogeni tra la popolazione urabana canadese, ed un maggiore numero di bifidobatteri e di lattobacilli (dei batteri benefici) tra la popolaizone rurale giapponese; anche la biodiversità del microbiota della popolazione urbana è ridotta rispetto a quello della popolazione rurale.

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Similmente l’articolo Comparison of fecal microflora of elderly persons in rural and urban areas of Japan (“Comparazione della microflora fecale delle persone più anziane nelle aree rurali ed urbane del giappone”) rileva una maggiore quantità di bifidobatteri ed una maggiore biodiversità nel microbiota fecale di chi vive nelle zone rurali e segue una dieta più vicina a quella ancestrale, ed un maggiore numero di clostridi nel microbiota di chi vive nelle zone urbane.

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Similmente altri due articoli hanno confrontato le popolazioni che vivono in villaggi africani o sud-americani con le popolazioni occidentali (europee e statunitensi) ottenendo ancora una volta il risultato che il microbiota di chi si alimenta seguendo una dieta più vicina alla tradizione ancestrale ha una maggiore diversità di batteri benefici. Si tratta di Impact of diet in shaping gut microbiota revealed by a comparative study in children from Europe and rural Africa , e Human gut microbiome viewed across age and geography .

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Oltre alla dieta, anche l’ambiente in genere, ovvero il “macrobiota” che ci circonda è importante nel modellare le caratteristiche del microbiota umano. Si è infatti scoperto che vivere in una fattoria o comunque vicino ad animali da compagnia, fa sì che l’intestino umano si popoli di ceppi di batteri benefici che altrimenti vengono a mancare, e che sono utili nel proteggere da allergie, dermatiti e asma come comprova ad esempio l’articolo Perinatal Pet Exposure, Faecal Microbiota, and Wheezy Bronchitis: Is There a Connection? (“Esposizione perinatale agli animali da compagnia, microbiota e bronchite asmatica: c’è una connessione?”) .

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Ma anche le piante hanno il loro ruolo, come mostra l’articolo Environmental biodiversity, human microbiota, and allergy are interrelated (“La biodiversità ambientale, il microbiota umano e l’allergia sono correlati”) il quale descrive una correlazione tra la minore biodiversità delle piante nella zona in cui si risiede e la diminuzione della biodiversità dei gammaproteobatteri rilevati sulla pelle di malati di dermatite atopica .

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Oltre a tutto ciò dobbiamo menzionare l’avvelenamento da metalli pesanti, in primis il mercurio (la cui presenza nel corpo umano può essere causata dalle otturazioni dentali in amalgama, dai vaccini conservati con thimerosal, dalla vicinanza di una centrale a carbone, dal consumo di pesce di grossa taglia in cui si accumulano i metalli pesanti) e l’alluminio (contenuto nelle pentole, nelle lattine, nei vaccini, nei farmaci anti-acidità, in certi additivi alimentari, in molti deodoranti spray, a volte persino nel processo di flocculazione per la potabilizzazione dell’acqua, per non parlare di quello rilasciato dagli aerei ).

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Anche i cosmetici e certi coloranti per tatuaggi possono concorrere all’intossicazione da metalli pesanti. Un capitolo a sé (vedi più avanti) merita l’uso di diserbanti, in particolare del glifosato (spesso associato alle coltivazioni transgeniche), che utilizzato in maniera sempre più massiccia, contamina gli alimenti di cui ci cibiamo e l’acqua che beviamo.

Ma la lunga lista nera non è finita, perché dobbiamo aggiungere il cloro nell’acqua potabile, le emozioni negative (periodi prolungati di stress, paura, angoscia), il parto cesareo (che impedisce al feto di entrare in contatto con i batteri benefici presenti nel canale del parto) e soprattutto l’allattamento con latte artificiale, che impedisce la normale trasmissione della flora intestinale dalla madre al neonato.

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Come troviamo scritto nell’articolo scientifico The causes of intestinal dysbiosis: a review (“Le cause della disbiosi intestinale”) , basato su ben 104 altri studi citati nelle referenze:

Al giorno d’oggi si pensa che le alterazioni nella flora intestinale contribuisca a molte malattie croniche e degenerative. Sindrome dell’intestino irritabile, disturbi infiammatori dell’intestino [ovvero colite ulcerosa e Morbo di Crohn – N.d.T.], artrite reumatoide e spondilosite anchilosante sono condizioni patologiche che sono state collegate ad alterazioni della microflora intestinale.

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Si ipotizza che un certo numero di fattori associati allo stile di vita occidentale moderno abbiano un impatto negativo sulla microflora dell’apparato gastrointestinale. Si è scoperto che fattori quali antibiotici, stress fisico e psichico, e certi componenti della dieta contribuiscono alla disbiosi intestinale.

Un altro articolo che potete leggere a conferma di quanto detto negli ultimi paragrafi è Role of the gut microbiota in defining human health (“Il ruolo del microbiota nel definire la salute umana”) . Molto interessante è, in questo articolo, una dimostrazione (seppure indiretta) che diverse patologie di cui si tratta nel presente libro, siano realmente causate dalla disbiosi, piuttosto che esserne la causa.

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Vengono infatti riportati diversi studi che hanno dimostrato come l’allattamento al seno protegge contro la manifestazione di malattie allergiche, diarrea neonatale , colite necrotizzante , obesità e diabete di Tipo II . Ciò è comprensibile se si pensa che il latte materno stimola un corretto accrescimento della microflora sulla mucosa intestinale oltre ad essere portatore esso stesso dei batteri benefici e degli anticorpi che provengono dalla madre (entrambi assenti nelle formulazioni di latte artificiale per l’infanzia).

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Alla luce di quanto su esposto, una tipica situazione che predispone alla malattia potrebbe essere quella di una madre che non ha allattato al seno sua figlia, la quale si è trovata così con una flora intestinale già difettosa; se poi questa figlia ha usato la pillola anticoncezionale e si è trovata con una disbiosi ancora più accentuata, quando a sua volta partorirà un figlio questo erediterà dalla madre una flora non ottimale.

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Se questo bambino a pochi mesi dalla nascita viene sottoposto alle vaccinazioni la sua reazione ad esse potrebbe essere particolarmente accentuata; dal momento che nessuna autorità sanitaria prevede degli accertamenti prima di effettuare le vaccinazioni, dal momento che nessun medico si preoccupa di vagliare quali bambini potrebbero essere (proprio a causa della condizione del proprio intestino) particolarmente vulnerabili alle vaccinazioni, i vaccini potrebbero essere la goccia che fa traboccare il vaso.

Oppure se questo bambino viene sottoposto ad una o più cure di antibiotici (magari quando non sarebbero necessarie, come nel caso delle otiti che spesso si possono trattare con gocce antibiotiche locali ) la situazione già delicata del suo intestino potrebbe precipitare.

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Chiarite quelle che potrebbero essere le cause che portano l’intestino umano ad avere una flora squilibrata ed una permeabilità eccessiva, innescando tutta una serie di patologie, una dieta molto particolare e molto rigida (ma tutto sommato temporanea, da protrarre per uno/due anni a seconda delle situazioni) messa a punto dal dottor Haas per la cura della celiachia, e poi riscoperta da Elaine Gotschall quindi dalla dottoressa Natasha Campbell McBride , potrebbe curare l’intestino e con esso anche le patologie innescate dalla disbiosi.

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Tale dieta elimina tutti i cibi contenenti amidi, carboidrati, disaccaridi. Ciò significa eliminare cereali e pseudo-cereali, patate, pastinaca, tapioca, quasi tutti i legumi con l’eccezione di alcuni tipi di fagioli, quasi tutti i derivati del latte con l’eccezione dei latticini fermentati a casa (da introdurre eventualmente in un secondo tempo quando l’intestino è pronto),

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permette il consumo di semi di vario tipo specie se previo ammollo in acqua (mandorle, noci, nocciole, semi di zucca, semi di sesamo, noci di cocco) e consiglia l’assunzione di cibi fermentati (come i crauti o lo yogurt/kefir anche di cocco e di mandorla) e di alcuni integratori naturali (per lo più a base di probiotici, i famosi “batteri buoni” umani per esempio OX-M); unico dolcificante permesso il miele (o eventualmente la stevia pura).

Il fatto è che a causa della carenza di batteri buoni, che aiutano a digerire e ad assorbire le sostanze nutritive, e della proliferazione degli agenti patogeni che producono tossine, il processo di digestione dei carboidrati complessi (e quindi di cereali e verdure amidacee) è mal funzionante, e tali carboidrati complessi mal digeriti alimentano i patogeni (e i parassiti).

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Per chi avesse bisogno di prove a supporto di tale affermazione cito l’articolo Il microbiota intestinale e la sindrome metabolica , che mostra tra le altre cose che i batteri simbionti dell’intestino sono utili per digerire i polisaccaridi (anche i carboidrati complessi sono polisaccaridi). Questo spiega come la dieta paleolitica (o dieta dei carboidrati specifici che dir si voglia), possa aiutare a risanare l’intestino e quindi a guarire da molte malattie correlate alla disbiosi.

Secondo la dottoressa Natasha Campbell Mc-Bride, autrice del libro La Sindrome Psico Intestinale (Medinform, 2013), i seguenti disturbi possono essere correlati alla disbiosi e quindi trattabili con dieta paleolitica e fermenti lattici: dipendenza (da alcool, droghe o altre sostanze), disturbo dell’attenzione/iperattività, alcoolismo, allergie, anemia, anoressia, ansietà, artrite, asma, problemi autoimmuni (inclusa quindi sclerosi multipla), infezioni da candida e da altri lieviti, colite, costipazione, morbo di Crohn, cistite,

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problemi dentali, depressione, disordini digestivi, dislessia, infezioni auricolari, eczema, epilessia, intolleranze alimentari (e quindi anche celiachia), FPIES (sindrome da enterocolite indotta dalle proteine del cibo), riflusso gastro-esofageo, allergie da inalanti (oculo-riniti, asma e faringiti allergiche), perdita di capelli, mal di testa, iperattività, problemi di cuore, sindrome dell’intestino irritabile, infertilità, malattia di Kawasaki, Lupus, problemi mestruali, cefalea, narcolessia, disturbo ossessivo compulsivo,

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PANDAS (disordine autoimmune pediatrico associato con infezione da streptococchi), attacchi di panico, PDD-NOS (disordine dello sviluppo pervasivo non altrimenti specificato), PMS (sindrome pre-mestruale), psoriasi, riflusso, rosacea, schizofrenia, sinusite, apnea durante il sonno, insonnia, attacchi di collera, problemi alla tiroide, tic, colite ulcerosa, problemi urinari, vomito. Ma come vedremo nelle pagine successive (portando le dovute prove) anche diabete, prostatite, vertigini, svenimenti ricorrenti, tonsillite, uretrite, appendicite ed altri problemi di salute possono essere originati dalla disbiosi.

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Per fornire ulteriori giustificazioni a quanto appena affermato possiamo citare per esempio l’articolo scientifico Microbial ecosystems therapeutics: a new paradigm in medicine? (“Le terapie incentrate sull’ecosistema microbico: un nuovo paradigma per la medicina?”) nel quale non solo si afferma l’utilità dell’integrazione di vari ceppi di batteri benefici per combattere l’infezione da Clostridium difficile e per curare colite ulcerosa, colite necrotizzante, obesità, autismo regressivo, ma si ipotizza che anche altre malattie potrebbero essere curate nella stessa maniera.

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Altro articolo esemplare è Investigating the biological and clinical significance of human dysbiosis (“Indagando il significato biologico e clinico della disbiosi umana”) , nel quale si indica la disbiosi come una delle concause (se non la causa principale) di tutta una serie di malattie quali: diarrea associata agli antibiotici, vaginosi batterica, celiachia, cancro del colon retto, fibrosi cistica, disturbi esofagei, morbo di Crohn, colite ulcerosa, sindrome del colon irritabile, enterocolite necrotizzante, prostatite non batterica, parto prematuro, obesità, borsite e psoriasi.

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L’articolo fornisce una serie di referenze, ovvero di altri lavori scientifici che mostrano come ogni singola sunnominata malattia sia correlata ad uno squilibrio della microflora intestinale. Anche l’articolo Dysbiosis of the gut microbiota in disease (“Disbiosi del microbiota intestinale e malattie”) illustra le stesse connessioni . In esso leggiamo che:

C’è una crescente evidenza che la disbiosi del microbiota intestinale sia associata con la patogenesi sia di disturbi intestinali che extra-intestinali. I disturbi intestinali includono colite ulcerosa, morbo di Crohn, sindrome del colon irritabile e celiachia, mentre i disturbi extra-intestinali includono allergia, asma, sindrome metabolica, malattie cardiovascolari ed obesità. (…)

Bibliografia 
http://scienzamarcia.altervista.org/pilastri.doc

https://www.successclubprofessional.com/prodotto/wash-intestinale-ripristino/
https://www.successclubprofessional.com/prodotto/cordyceps/
https://www.successclubprofessional.com/prodotto/dmg-gold-dimetilglicina/

Torcicollo

Disturbi motori: torcicollo, crampo dello scrittore

Il tratto comune di questi disturbi è che il paziente perde in parte il controllo sulle funzioni motorie, che normalmente sono soggette a un influenzamento volontario.

Certe funzioni sfuggono al controllo della sua volontà e questo avviene particolarmente quando si sente osservato o si trova in situazioni in cui vuole trasmettere ad altri una determinata impressione.

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Nel torcicollo (torticollis spasticus) la testa si torce lentamente o violentemente da una parte, finché talora si arriva a una deviazione completa della testa.

In genere dopo alcune ore la testa può tornare a una posizione normale.

È sorprendente come certi piccoli aiuti, come porsi le dita sotto il mento o anche l’utilizzo di un sostegno per la nuca, facilitano al paziente la posizione diritta della testa.

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In particolare però la propria posizione soggettiva nello spazio influisce sul portamento del collo. Se il paziente sta con le spalle al muro e può appoggiare la testa alla parete, per lo più riesce senza difficoltà a tenere la testa diritta.

Questa caratteristica, come del resto la dipendenza del sintomo da particolari situazioni (o persone) ci mostrano il problema di base di tutti questi disturbi: il paziente ruota intorno al polo sicurezza/insicurezza.

Risultati immagini per torcicollo

I disturbi motori, cui appartengono anche i tic, svelano una sicurezza dimostrativa che una persona vuole mostrare agli altri, e indicano che questa persona non soltanto non possiede alcuna sicurezza, ma non ha neppure il controllo di se stessa.

È sempre stato un segno di coraggio e valore guardare bene in faccia una persona e fissarla negli occhi senza batter ciglio.

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Ma proprio nelle situazioni che premono in modo particolare, nella persona affetta da torcicollo la testa si gira da sola da una parte.

Sorge così sempre più paura quando si devono incontrare persone importanti, oppure si deve andare in società – e questa paura è autentica. A causa del sintomo si evitano ora certe situazioni, come del resto nella vita si cerca sempre di evitare le situazioni sgradevoli.

Cat, Giovani Di Origine Animale, Curioso

Non si prende atto dei propri conflitti né di una parte del mondo, quella che ci è meno gradita.

Il portamento diritto costringe la persona a guardare negli occhi le esigenze e le provocazioni del mondo, e a fissarle senza esitazioni. Se però si gira la testa, questo confronto viene evitato.

Si diviene ” unilaterali ” e si distoglie lo sguardo da quello con cui non ci si vuole confrontare.

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Si comincia a vedere le cose ” girate ” e ” storte “.

È su questo concetto che si basa il detto rivoltare la testa a qualcuno. Questo attacco psichico ha lo scopo di far perdere di vista alla persona in questione la propria direzione, in modo che poi segua l’altro senza più una volontà propria.

Una situazione analoga troviamo nel crampo dello scrittore e nei crampi alle dita dei pianisti e dei violinisti. Nella personalità di questi pazienti troviamo sempre un estremo orgoglio e pretese altissime.

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Le persone interessate tendono ad ascendere socialmente, ma esteriormente dimostrano una grande modestia.

Vogliono colpire solo con le loro abilità (scrittura, musica). Il sintomo del crampo alla mano rende sinceri: mostra tutta la ” tortuosità ” dei loro sforzi e indica che in realtà queste persone “non hanno niente da dire (o da scrivere)”.

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Osservate anche le coppie, dove lui la trattiene con la mano sul collo.. o viceversa o la stringe dalle spalle… cosa significa?

Pensateci sù.. Osservate e osservatevi

( Dott.ri Thorwald Dethlefsen Rudiger Dahlke, modificato by Francesco Ciani)