I polpacci le tibie e i peroni

Malattia Espressione dell’AnimA

 
Il polpaccio, la tibia e il perone si situano tra il ginocchio e la caviglia. Abbiamo visto che il ginocchio rappresenta la «barriera dell’accettazione». La caviglia invece è la «barriera della decisione», ossia il punto di passaggio nel mondo delle posizioni e del reale acquisito.
 
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Quando abbiamo una nuova idea che sorge dal profondo dei nostri ricordi (inconscio) e che abbiamo accettato (ginocchio), dobbiamo integrarla nei nostri concetti coscienti di relazione con il mondo, nei nostri criteri di vita o nel nostro ideale di vita.
 
Se tale integrazione ci risulta difficile, andremo incontro a tensioni, sofferenze, crampi nei polpacci, persino a fratture della tibia, del perone o di entrambi. Ci troviamo nel luogo del corpo che precede o segue il piede, a seconda del senso di circolazione delle energie scelto (addensamento o liberazione).
 
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Ciò può costituire la fase di passaggio di ricordi, paure, desideri o vissuti, dell’inconscio verso il conscio (senso che procede dal ginocchio verso il piede).
Siamo allora nel processo di «addensamento», nel momento che segue la loro accettazione conscia e precede la loro integrazione nel reale (caviglia, piede).
 
Ma può anche trattarsi del passaggio dal conscio all’inconscio (senso che dal piede procede verso il ginocchio). In questo caso, siamo nel processo di «liberazione», nell’istante che precede la loro accettazione inconscia e segue la loro accettazione nel reale.

Le malattie dei polpacci, delle tibie o dei peroni

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Le malattie dei polpacci, delle tibie o dei peroni ci parleranno della nostra difficoltà ad accettare i cambiamenti che il nostro vissuto può talvolta imporre ai nostri criteri esteriori di vita.
 
La difficoltà a mutare opinione o posizione su un punto di vista abituale della nostra relazione con il mondo può manifestarsi attraverso un dolore in questa zona della gamba, che può persino implicare una frattura.
 
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Questa si produce quando la tensione è troppo forte e le nostre posizioni sono talmente ancorate, radicate, che non possono più accogliere la deformazione imposta dall’esterno.
 
Allora sarà la tibia o il perone, oppure entrambi, a «cedere». Ma già la semplice «rigidità» dei polpacci significa che abbiamo difficoltà a «spostarci», a dare alla caviglia e al piede la possibilità di svolgere il loro ruolo di mobilità, di potenziale di cambiamento del punto d’appoggio nella vita.
 
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I punti di sciatica che si manifestano in questa parte della gamba, per esempio, ci parlano di tale difficoltà. Si tratta sempre, beninteso, di una sciatica, con tutto il suo significato di base, al quale si aggiungerà la sottigliezza del significato del polpaccio.
 
Se la tensione si manifesta nel polpaccio sinistro, è in relazione con la dinamica Yang (padre). Se la tensione si manifesta nel polpaccio destro, sarà ricollegabile alla dinamica Yin.
Immagine correlata
Possiamo rendere con un’immagine e riassumere tutto ciò che concerne la parte «inferiore» del nostro corpo, le nostre gambe, nello schema precedente.
 
Ciò ci consente di visualizzare in maniera semplice quello che avviene e in che modo avviene.
 
Ogni volta che viviamo delle tensioni nella parte inferiore del corpo, quete costituiscono il segnale che rispetto alla relazione che abbiamo con l’altro (desiderio, volontà, impossibilità, incapacità, paura, eccetera) o con noi stessi, viviamo una tensione analoga, legata sia alla nostra supposta incapacità, sia ad un’inibizione proveniente dall’esterno.
 
Ci troviamo di fronte ad un’attitudine, un ruolo o una posizione che non possiamo, non sappiamo o non riusciamo a raggiungere.
 
(Michel Odoul)