Asse Intestino cervello

Disbiosi, focus dentali, alimentazione, “disturbi psichiatrici” e “problemi psicologici”

Una dieta senza glutine e senza caseina e senza zucchero (possibilmente anche senza soia e senza lievito di birra, sostanze che spesso danno reazioni di intolleranza) a volte permette di ottenere dei buoni risultati nei confronti dei cosiddetti “disturbi mentali”;

in caso contrario è forse il caso di affrontare più a fondo la la questione intestinale (disbiosi/parassitosi).

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Senza ovviamente negare l’importanza di eventuali problemi di natura relazionale e psicologica, molto spesso alla base di tante problematiche di un certo tipo ci sono problemi legati allo stato dell’intestino e/o dei denti.

Sui focus dentali che possono causare problemi mentali rimando al libro (anch’esso gratuito) Bonifica dentale , mentre in questo capitolo ci si concentra su alimentazione, carenze nutrizionale, disbiosi e parassitosi.

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Come mostrato più avanti nel capitolo sullo zolfo, la carenza di tale fondamentale elemento costitutivo del corpo umano può contribuire alla genesi di problemi cardiaci ma anche di problematiche attenenti alla sfera psichica come la depressione.

È pur noto da tempo che la carenza di elementi nutrizionali come il ferro può concorrere alla manifestazione di quella che viene etichettata come “sindrome da deficit dell’attenzione” , così come l’abuso di caffeina (che troviamo anche nella coca-cola) può concorrere alla manifestazione di quello che viene etichettato come “iperattività”.

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Più in generale da un po’ di tempo si studiano i rapporti tra alimentazione e “deficit di attenzione/iperattività” . Del resto anche la disbiosi intestinale è causa di carenze di zolfo e ferro, a causa della proliferazione di batteri patogeni che sottraggono al nostro corpo questi due importanti elementi.

Alcuni ricercatori attenti all’influsso dell’alimentazione sulla psiche da tempo denunciano che l’uso (ed abuso) di zucchero (vedi più avanti il capitolo relativo) nella dieta influisce negativamente sull’equilibrio psichico degli esseri umani, ma già quasi un secolo fa il dottor W. A. Price mostrava gli influssi negativi sia sul fisico che sulla mente di una dieta a base di farine raffinate, zucchero, cibo in scatola.

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Dal canto suo la dottoressa Campbell-McBride, nel suo libro La Sindrome Psico-Intestinale spiega nel dettaglio come una dieta a base di alimenti preconfezionati, farine raffinate, zucchero possa contribuire fortemente alla creazione di una disbiosi intestinale, che è causa a sua volta sia di disturbi fisici che mentali.

Nel suo libro la dottoressa menziona gli studi del giapponese Kaduzdo Nishi secondo i quali una condizione psichiatrica su dieci è causata dalle tossine che provengono dall’intestino a causa della disbiosi.

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Ad esempio, una disbiosi che causa una proliferazione della Candida albicans nell’intestino (un lievito che è “goloso” di zuccheri e farine raffinate) fa sì che tale ospite indesiderato (che in condizioni normali è presente nell’intestino in quantità minime e non dannose) rilasci come prodotto della sua digestione l’etanolo (un alcool), oltre a diversi tipi di candidotossine che hanno effetti negativi sia sul corpo che sulla mente.

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A causa della disbiosi e della presenza della Candida nell’intestino la digestione del glutine (contenuto nel grano, nell’orzo, nel farro, nella segale) e della caseina (contenuta nel latte e nei latticini) può venire compromessa, e come risultato di tale difficoltà digestiva si generano dei petidi detti gluteomorfine e caseinomorfine, che sono state riscontrate anche in soggetti “schizofrenici”, iperattivi, con deficit dell’attenzione, autistici ed epilettici.

Tali sostanze sono (come dice il nome stesso) morfinosimili, ed hanno un effetto negativo sul nostro sistema nervoso centrale.
A conferma di quanto su esposto riporto una citazione dall’articolo Intolleranze alimentari: verità o pregiudizio?, dalla biologa nutrizionista Federica Mastronardo :

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Perché attribuire proprio a quel nutrimento di cui si è ghiotti la causa di un banale mal di testa?

Lo stesso vale per numerosi disturbi comuni che spesso sono associati a momenti di stress psico-fisico: colon irritabile, reazioni cutanee, attacchi di ansia, obesità, disbiosi e malassorbimento intestinale, carenze di vitamine e minerali fino ad arrivare ai disturbi comportamentali quali epilessia, schizofrenia, autismo, iperattività nei bambini, fotofobia o problemi di performance fisica nello sport agonistico.

Anche nella pagina di presentazione di un test delle urine (uro-digestiv test ) leggiamo come la permeabilità intestinale possa essere correlata alla cosiddetta schizofrenia.
Sul sito scienza e salute leggiamo una interessante dichiarazione della Dott.ssa

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Fiamma Ferraro :

Il fatto che molti soggetti affetti da schizofrenia o depressione siano carenti di vitamina B6 e zinco potrebbe essere una delle scoperte più significative della medicina nutrizionale/ortomolecolare. In questo contesto potrebbe non trattarsi di carenze dovute ad un’errata alimentazione, ma di difetti innati del metabolismo, tra i quali la criptopirroluria.

La criptopirroluria è una condizione non ancora ben compresa dalla medicina che risulta presente nel 30% dei soggetti classificati come schizofrenici e nell’11% della popolazione.

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Secondo alcuni si tratterebbe di una disfunzione metabolica, ma essendo in realtà molto diffusa, sebbene manifestata spesso ad un livello molto basso, a me viene il sospetto che tale condizione potrebbe essere in qualche modo correlata alla disbiosi, innanzi tutto perché e le carenze di zinco e di vitamina B6 sono tipiche nei soggetti sofferenti di disbisosi intestinale, e inoltre certi farmaci che danneggiano la flora intestinale come gli antidolorifici sono stati indicati come fattori scatenanti di una criptopirroluria latente .

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In effetti le persone che manifestano questa condizione manifestano anche una serie di sintomi molti dei quali sono correlati anche alla disbiosi.

Per quanto riguara il rapporto tra la disbiosi intestinale ed i disturbi del sistema nervoso centrale, leggiamo sul già citato articolo Dysbiosis of the gut microbiota in disease :

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La disbiosi dei microbi intestinali è stata osservata anche in malattie extra-intestinali ed in particolare in quelle che possono essere correlate all’ asse intestino-cervello e colpire il Sistema Nervoso Centrale e quindi il comportamento e le funzioni cognitive.

Diversi studi si sono concentrate sulla possibilità che il microbiota intestinale possa influenzare le funzioni cognitive ed il comportamento attraverso una diretta riprogrammazione dell’asse ipotalamo – ghiandola pituitaria – ghiandola surrenali, una via attivata in risposta all’infezione e perturbata da fattori di stress psicologico. (…)

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Batteri commensali possono causare cambiamenti cerebrali attraverso la molecola GABA (…) che è il principale neurotrasmettitore inibitore del sistema nervoso centrale ed è coinvolto nella regolazione di processi fisiologici e psicologici. Alterazioni nell’espressione del recettore centrale del GABA sono implicati nella patogenesi di ansietà e depressione .

L’articolo Normal gut microbiota modulates brain development and behavior (“Normal gut microbiota modulates brain development and behavior”) , mostra che la prima colonizzazione dell’intestino da parte dei microbi influenza fortemente il futuro sviluppo del sistema nervoso enterico (il famoso “secondo cervello” dell’intestino), e che il microbiota intestinale può influire anche sullo sviluppo e sul funzionamento del sistema nervoso centrale.

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Che la disbiosi possa essere alla base di differenti problemi mentali viene indicato da diversi studi su modelli animali citati nel già citato articolo Dysbiosis of the gut microbiota in disease (con tutti i limiti che possono avere tali esperimenti) ma soprattutto importanti sono due esperimenti condotti sull’uomo che mostrano come la somministrazione di probiotici possano servire a regolare l’umore.

L’articolo Impact of consuming a milk drink containing a probiotic on mood and cognition (“L’effetto sull’umo re e sulle capacità cognitive dell’assunzione di una bevanda a base di latte contenente un probiotico”) , mostra che persone depresse che assumevano Lactobacillus casei hanno avuto significativi miglioramenti nell’umore, rispetto al gruppo di controllo che assumeva un placebo.

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http://it.paperblog.com/curare-attacchi-di-panico-271080/
http://www.genitoricontroautismo.org/f…/CANDIDA_FILE_GCA.pdf.
http://scienzamarcia.altervista.org/denti.doc.
http://www.tuttosteopatia.it/…/glm_articoliscientifici_alle…
http://www.psicos.org/ADHD.html.
http://www.federicamastronardo.it/articoli_9.html.
http://www.gheos.it/sitogheos/liv1/urotest.php
http://scienzaesalute.blogosfere.it/…/schizofrenia-depressi…
http://www.laleva.cc/phpBB2/viewtopic.php?f=1&t=512
http://www.micomedicina.com/index.php…
Pubblicato su Microb Ecol Health Disease. 2015; 26: 10.3402/mehd.v26.26191, autori Simon Carding, Kristin Verbeke, Daniel T. Vipond, Bernard M. Corfe, Lauren J. Owen;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4315779
Ingestion of Lactobacillus strain regulates emotional behavior and central GABA receptor expression in a mouse via the vagus nerve (“Ingestione di ceppi di Lactobacillus regola il comportamento emozionale e l’espressione del recettore centrale del GABA attraverso il nervo vago in un topo.”) Pubblicato su Proceedings of the National Academy of Science USA 2011;108:16050–5, autori Bravo JA, Forsythe P, Chew MV, Escaravage E, Savignac HM, Dinan TG, et al..http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3179073/.
Pubblicato su Proceedings of the National Academy of Science USA. 2011;108:3047–52., autori Diaz Heijtz R, Wang S, Anuar F, Qian Y, Bjorkholm B, Samuelsson A, et al.;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3041077/.