L’ecosistema del cavo orale e la carie

L’articolo Maturation of Oral Microbiota in Children with or without Dental Caries

(“Maturazione del microbiota orale in bambini con o senza carie dentali”) riferisce di uno studio sulla composizione dell’ecosistema microbico del cavo orale, e più precisamente della saliva e dei biofilm.

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I risultati mostrano che la composizione del microbiota orale a tre mesi di età non permette di prevedere l’eventuale avanzare delle carie, ma che nei bambini in cui tale degenerazione del denti si manifesta,

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il microbiota orale è significativamente differente da quello dei bambini senza carie; in particolare associati alla carie sono batteri dei generi Actinobaculum, Atopobium, Aggregatibacter e Streptococcus.

L’articolo Analysis of oral microbiota in children with dental caries by PCR-DGGE and barcoded pyrosequencing , oltre a riportare risultati simili, riferisce che: 
I risultati hanno mostrato che non c’è nessuno specific patogeno ma piuttosto una popolazione patogena nella placca che si correla significativamente con le carie dentali.

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Di articoli che confermano ulteriormente la connessione tra squilibrio del microbiota orale e carie ce ne sono tanti ma riferisco in dettaglio solo dei più interessanti.

L’articolo Solving the etiology of dental caries (“Risolvendo il problema dell’eziologia delle carie dentali”) , analizzando i dati delle ricerche più recenti offre una interpretazione della carie in linea con quella dell’articolo precedente, che supera il vecchio concetto di un singolo batterio come agente causatore:

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Ciò supporta il concetto che dei consorzi formati da multipli mircrorganismi agiscano collettivamente, probabilmente sinergicamente, per formare ed espandere la cavità [della carie]. Di conseguenza non ci si può aspettare che le terapie antimicrobiche [antibiotici] siano effettive nel trattamento della carie e di altre malattie polimicrobiche

Alcuni degli articoli citati come referenze da quest’ultimo lavoro sono molto interessanti, particolarmente l’articolo Candida and other fungal species: forgotten players of healthy oral , microbiota (Candida ed altre specie fungine: attori dimenticati di un sano microbiota orale”) .

 

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Altro articolo che conferma la visione della carie come l’effetto di una complessa comunità microbica e non di un singolo agente infettivo è The oral metagenome in health and disease (“Il metagenoma orale nella salute e nella malattia”) .

Di importanza centrale è poi l’articolo Sequencing ancient calcified dental plaque shows changes in oral microbiota with dietary shifts of the Neolithic and Industrial revolutions , ci informa su uno studio di reperti fossili (placche dentali calcificate) tramite sequenziamento del DNA.

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Il risultato è fin troppo chiaro, (e fin troppo imbarazzante per tutti quelli che considerano i cereali un cibo davvero sano e nutriente)

I dati provenienti da 34 antichi scheletri europei indicano che la transizione dalla condizione da cacciatori-raccoglitori a quella di agricoltori ha innescato un cambiamento della comunità microbica orale verso una configurazione associata alla malattia.

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La composizione del microbiota orale è rimasta inaspettatamente costante tra il neolitico ed i tempi medioevali, dopo i quali i batteri della carie (adesso ubiquitari) sono diventati dominanti, apparentemente durante la rivoluzione industriale.

Gli ecosistemi microbiotici sono marcatamente meno diversificati di quelli delle popolazioni antiche, il che potrebbe contribuire alle malattie croniche del cavo orale (e non solo) associate alle società postindustriali.

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A conferma di ciò posso citare anche l’abstract dell’articolo , The oral microbiome in dental caries (“Il microbioma orale nelle carie dentali”) laddove si legge che:

Le carie si sviluppano come risultato dei uno squilibrio ecologico nel microbioma stabile orale.

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I microrganismi formano una placca dentale sulla superficie dei denti, che è la causa del processo della carie, e mostra la classica struttura del biofilm. (…) I microrganismi cariogeni producono acido lattico, formico, acetico e proprionico, che sono un prodotto del metabolismo dei carboidrati che induco alterazione del microbioma e sviluppo di una flora disbiotica.

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La loro presenza causa una diminuzione del livello del pH al di sotto di 5.5, che induce la demineralizzazione dei cristalli di idrossipatite dello smalto e lo sgretolamento proteolitico della struttura del tessuto duro del dente.

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A quanto pare quindi, l’eccesso di carboidrati e prodotti insulini, tipo della nostra dieta occidentale predispone alla carie, sebbene probabilmente occorre fare dei distinguo

ci si riferisce all’effetto del metabolismo dei carboidrati nei soggetti con un microbiota (intestinale ed orale) veramente sano o alle odierne popolazioni occidentali che dopo tre o quattro generazioni di antibiotici, vaccini e cibi industriale hanno ormai una microflora squilibrata?

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Abbiamo già visto che nei soggetti disbiotici il metabolismo dei carboidrati non funziona come dovrebbe e quindi il sospetto è legittimo, specie alla luce della buona salute dentale di molte popolazioni che agli inizi del 1900 (vedi i capitoli successivi) mangiavano anche farinacei (ma macinati a base di farina integrale macinata di recente, cotti nel forno a legna e lievitati con pasta madre).

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Ma come potrete notare leggendo attentamente i capitoli successivi, e come mostra l’articolo summenzionato, la salute delle popolazioni che adottavano una dieta paleolitica (incentrata su caccia e raccolta) sembra leggermente migliore di quella delle popolazioni dedite all’agricoltura ed all’allevamento stanziale.

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Pubblicato su PLoS One 015 May 28;10(5):e0128534, autori Lif Holgerson P, Öhman C, Rönnlund A, Johansson I;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26020247
Pubblicato su Microbial Ecology 2010 Oct;60(3):677-90, auotri Ling Z, Kong J, Jia P, Wei C, Wang Y, Pan Z, Huang W, Li L, Chen H, Xiang C;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20614117
Ad esempio Pyrosequencing analysis of oral microbiota shifting in various caries states in childhood, pubblicato su Microbial Ecology 2014 May;67(4):962-9, autori Jiang W, Ling Z, Lin X, Chen Y, Zhang J, Yu J, Xiang C, Chen H, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24504329, Analysis of Oral Microbiota in Children with Dental Caries by PCR-DGGE and Barcoded Pyrosequencing, pubblicato su Microbial Ecology (2010) 60:677–690, autori Zongxin Ling, Jianming Kong, et al.;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20614117
Pubblicato su Trends in Microbiology Volume 23, Issue 2, February 2015, Pages 76–82, autori Aurea Simón-Soro, Alex Mira;http://www.sciencedirect.com/…/article/pii/S0966842X1400225X.
In effetti l’articolo Effect of Antimicrobial Intervention on Oral Microbiota Associated with Early Childhood Caries (pubblicato su Pediatric Dentistry 2015; 37(3): 226–244, autori Yihong Li, Anne Tanner,http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4485441/) mostra che una revisione complessiva delle ricerche che dimostrerebbero una certa validità delle terapie antibiotiche per la prevenzione della carie non sono per niente probanti. 
Pubblicato su Journal of Dental Research 2014 May;93(5):445-51, autori Krom BP1, Kidwai S, Ten Cate JM:http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24487378
Pubblicato su ISME Journal 2012 Jan; 6(1): 46–56, autori Pedro Belda-Ferre, Luis David Alcaraz, Raúl Cabrera-Rubio, Héctor Romero, Aurea Simón-Soro, Miguel Pignatelli, Alex Mira1;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3246241/.
Pubblicato su Nature Genetics 45, 450–455 (2013), autori Christina J Adler, Keith Dobney et al.;http://www.nature.com/ng/journal/v45/n4/abs/ng.2536.html.
Pubblicato su Polish Journal of Micorbiology 2014;63(2):127-35, autore Struzycka I, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25115106.