Trattamento trasdermico e nutraceutico

Da una più che ventennale ricerca scientifica fondata sul potere vitale e primordiale delle microalghe cianobatteriche e oli essenziali con cromatografia dei gas

Si tratta di due ricercatori inglesi, MacKinnon and Agre, e la loro scoperta dei cosiddetti water-channels (canali acquosi) nella pelle è stata premiata col Nobel nel 1993.

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Grazie all’estratto AphaMax®, i Fitocianine fitocianobatteri della linea Klamére attivano rapidamente la capacità della  cute di  auto-rigenerarsi. Tempo medio  del trattamento : 10 – 15  minuti

Protocolli di lavoro mirati e pesonalizzati con oli esseniali:

trattamenti transdermici, nei dolori cronici, infiammazione articolare, spondilite, sinusite, tunnel carpale, ginocchio, dolore all’anca, spalla, cervicalgia, artrite, cartilagine, nel ripristino del liquido sinoviale, dolore ischemico, pressione interdiscale, dolore lombare, sacrale articolazione del piede, e anche viso e corpo, anti-age, tonificanti, adiposità, cellulite, dermatite volgare, psoriasi ecc.

cartilagini

Applichiamo questa ricerca alla microalga selvatica del lago Klamath (Oregon, USA), otteniamo un estratto brevettato, AphaMax®, dalle elevatissime proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie, tonificanti, rigeneranti e anche  anti-aging, a cui associamo un esclusivo acido ialuronico ad alto peso molecolare, costituendo una sinergia unica  in grado di agire rapidamente e in profondità sugli inestetismi più comuni, oltre a degli oli essenziali purissimi ed efficaci.

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Gli Oli Essenziali veicolati dall’EMS ha una funzione di stimolazione muscolare di tutti i tessuti, accelera la circolazione sanguigna, il rinnovamento cellulare. 12.000 volte di micro-vibrazioni fisiche ad alta frequenza ogni secondo, attivano efficacemente le cellule della pelle, massaggiano e rilassano i muscoli

Oltre che per le Articolazioni è fortemente risolutivo per tessuti sensibili, come viso, collagene, smagliature, rughe, pelle sottile, acneica, dermatiti, segni del tempo, colorito ecc. Ma è soprattutto l’elevata concentrazione di AFA – ficocianine dell’estratto AphaMax® A generare una potente azione protettiva e rigenerativa della pelle.

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Le AFA-ficocianine hanno dimostrato di essere le molecole antiossidanti più potenti tra tutte le molecole naturali 1000 volte più potenti della vitamina C e 40 volte più potenti di note molecole antiossidanti come quercetina e catechine.

Grazie alla loro azione anti-lipoperossidativa, scientificamente provata Il trattamento “un complesso di Fitocianobatteri e Ficocianine”

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proteggono la pelle sia dagli attacchi esterni ambientali, sia dalle tossine ingerite tramite un’alimentazione sbagliata. by Klamère Nutrigea Prof. Scoglio candidato a Premio Nobel nella Ricerca nutraceutica. di principi nutrizionali wild. In Offerta Lancio 1 Trattamento personalizzato € 20,00 anzichè € 50,00

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Malattie reumatiche

Il gruppo delle malattie reumatiche infiammatorie croniche e autoimmuni comprende quelle patologie come Artrite Reumatoide, Artrite Psoriasica, Spondiliti, Lupus Eritematoso Sistemico, Sclerodermia, Sindrome di Sjogren, patologie autoimmuni in gravidanza, vasculiti e altre malattie rare.

Complessivamente queste patologie colpiscono circa l’1,5% della popolazione, con predilezione per il genere femminile, in misura oltre 3 volte superiore rispetto agli uomini.

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Il problema di base è nell’innesco di una reazione infiammatoria anomala, rivolta verso tessuti/organi/apparati del medesimo organismo (definendo così lo stato di malattia AUTOIMMUNE), con la tendenza a persistere nel tempo.

Ciò si tradurrebbe in una condizione infiammatoria cronica e sistemica, dato che le cellule del sistema immunitario (i globuli bianchi) e gli auto-anticorpi circolano nel sangue. Tutti gli organi e apparati possono essere colpiti dal processo infiammatorio delle malattie autoimmuni.

Il nome delle diverse patologie solitamente definisce l’organo o l’apparato interessato.

In alcune delle malattie elencate il coinvolgimento articolare è preponderante e vengono quindi denominate artriti.

Deve essere subito chiarito che molti reumatismi sono malattie importanti, che portano, oltre che dolore, disabilità, perdita di autonomia funzionale, peggioramento della qualità di vita, sia per la gravità della malattia in sé, sia per gli effetti collaterali dei farmaci, sia per il coinvolgimento di strutture vitali dell’organismo.

Soffermandoci un po’ di più sull’artrite reumatoide

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L’artrite reumatoide colpisce la membrana sinoviale* delle articolazioni. Tale membrana reagisce all’infiammazione aumentando di volume e andando a invadere la cartilagine. Ne provoca di conseguenza l’erosione e la graduale distruzione. Questo processo proliferativo può andare ad interessare l’osso e tutti i tessuti che circondano l’articolazione.

In questa patologia la reazione autoimmune avviene contro la membrana sinoviale, la quale in una reazione anomala da parte degli anticorpi, non viene riconosciuta come parte dell’organismo. Di conseguenza viene attaccata innescando un meccanismo di auto-distruzione.

L’utilizzo del cortisone

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Spesso farmaci a base di cortisone vengono sfruttati come cardine terapeutico per le malattie reumatiche. Come agisce il cortisone sul nostro fisico? Viene utilizzato come antinfiammatorio e immunosoppressivo, agendo quindi per limitare le infiammazioni che si “accendono” con le malattie reumatiche. L’effetto è la diminuzione del dolore e lo spegnimento dell’infiammazione.

L’utilizzo prolungato del cortisone comporta delle conseguenze negative:

– decalcificazione ossea (osteoporosi);

– ritenzione idrica e aumento del peso dovuto all’aumento dell’appetito;

– aumento della resistenza insulinica*.

Quali le cause possibili?

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La comunità scientifica ha discusso molto sulle possibili cause scatenanti questo tipo di patologie e le conclusioni a cui si è arrivati per lo più, è che non siano ben definibili al momento. Le ipotesi previste sono che possa esistere una predisposizione genetica, non ancora del tutto dimostrata; e che possano influire dei fattori esterni, ambientali per esempio, che vadano ad influire sulla manifestazione delle malattie reumatiche.

E’ qui che entra in gioco l’epigenetica: quella scienza che si occupa dei fattori che influenzano l’espressione genetica, cioè il modo in cui i geni rispondono a stimoli esterni come la nutrizione, il carico tossico, le carenze di nutrienti, il nostro umore, l’esercizio fisico e altro ancora.

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Non è solo la genetica, e quindi il DNA, a definire il destino riguardo alla nostra salute. Il codice genetico infatti, in generale, influenza la manifestazione di una malattia entro un margine che non supera il 25%.

Focalizziamo ora la nostra attenzione su questi fattori epigenetici:

Una scorretta alimentazione, povera di nutrienti e altamente squilibrata nelle varie componenti (che propende verso un consumo eccessivo di zuccheri e di alimenti industrialmente elaborati), si associa spesso a stili di vita eccessivamente stressanti e sedentari. Tutti questi fattori, fino ad oggi sottovalutati, influenzano moltissimo la capacità del nostro corpo di svolgere ogni minima funzione fisiologica e quindi di affrontare al meglio “la vita” nel vero senso biologico del termine.

Le eventuali carenze

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Pensando di agire nell’ottica di dare all’organismo tutti quegli elementi che in caso di malattie reumatiche mancano e che sono fondamentali per migliorarne la condizione analizziamo quali potrebbero essere le possibili carenze associate a tali patologie:

1) CARENZA DI VITAMINA D: Un fattore fondamentale per rinforzare il sistema immunitario, per permettere la deposizione di calcio a livello osseo e il suo riassorbimento a livello intestinale.

2) CARENZA DI VITAMINA C, LISINA, PROLINA: Nutrienti con un ruolo cruciale per la rigenerazione del tessuto connettivo. La lisina e la prolina sono aminoacidi che permettono il giusto assorbimento della vitamina C. Quest’ultima per altro svolge un’ottima azione antiossidante.

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3) CARENZA DI VITAMINA K: Anche la vitamina K partecipa alla riformazione del connettivo. Inoltre è uno dei cofattori che aiutano l’assimilazione della vitamina D.

4) CARENZA DI ACQUA: Tutte le reazioni biochimiche che svolge il nostro organismo avvengono in ambiente acquoso; non bisogna quindi sottovalutare l’importanza dell’acqua in questo ambito.

5) CARENZA DI ZINCO E MAGNESIO: questi elementi sono importanti rispettivamente per l’assorbimento della vitamina C e per quello della vitamina D. Inoltre compaiono anch’essi come cofattori di tante altre reazioni metaboliche.

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6) PRESENZA DI FORTE STRESS: Risolvibile con l’assunzione di sostanze dette adattogene. La presenza di un’infiammazione cronica, come si osserva nelle malattie reumatiche, comporta uno stress per il quale si affronta l’infiammazione come il problema, quando invece è la soluzione di cui si avvale l’organismo per fronteggiare una condizione negativa.

7) CARENZA DI OMEGA: Anch’essi, se assunti nelle giuste proporzioni, sono di vitale importanza per sostenere le difese immunitarie, hanno azione antinfiammatoria.

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8) CARENZA DI PROBIOTICI: Una flora batterica equilibrata sta alla base di una condizione sana, perché permette l’assimilazione delle sostanze giuste e fa da barriera a quelle indesiderate.

Inoltre nel caso di malattie reumatiche autoimmuni che coinvolgono le articolazioni ci sono altri elementi, che se integrati, aiutano la rigenerazione del tessuto connettivo, ad esempio: il collagene di tipo II, la glucosamina, la niacinamide (vitamina B3 o PP).

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E’ fondamentale l’azione sinergica di tutti questi nutrienti ed elementi per permettere il corretto funzionamento del nostro metabolismo.

GLOSSARIO:

*Membrana sinoviale: è quella sottile pellicola che riveste la superficie interna di tutte le articolazioni dell’organismo e che ha come funzione quella di lubrificare l’articolazione stessa producendo il liquido sinoviale. Nel caso dell’artrite reumatoide, l’infiammazione della sinoviale provoca un’abbondante produzione di liquido sinoviale con conseguente tumefazione (gonfiore) dell’articolazione colpita.

 

* Resistenza insulinica: Diminuzione della sensibilità delle cellule all’azione dell’insulina. Ciò significa che il rilascio di questo ormone, in dosi note, produce un effetto biologico inferiore rispetto a quanto previsto.

Dott.ssa Carolina Capriolo

Fonti:

http://www.reumatoide.it/1/cos_e_l_artrite_reumatoide_2291999.html http://www.bresciareumatologia.it/marica.html

“Come vivere 150 anni” Dr. Dimitris Tsoukalas, ed. 2013 TGBOOK

La sindrome delle spalle e delle braccia

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Si tratta di una sintomatologia del dolore che interessa la zona delle spalle e delle braccia e che spesso si manifesta insieme a una sindrome che coinvolge l’intera colonna vertebrale.

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La medicina tradizionale annovera più di venti cause che possono determinare l’insorgere di questi disturbi, dall’ernia del disco al tumore.

Per lo più si tratta di una sintomatologia dovuta a sovraccarico, con irritazione del plesso cervicale, cioè del plesso nervoso preposto al controllo delle braccia.

spalle e braccia

I movimenti del braccio diventano dolorosi e alla fine è quasi impossibile sollevare l’arto al di sopra del piano orizzontale.

Spesso si ha la sensazione che questa parte del corpo sia insolitamente pesante, per cui risulta difficile fargli lasciare la posizione di riposo, quella distesa lungo i fianchi.

Se il paziente non riesce più a sollevare l’arto, l’interpretazione non è difficile.

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Il malato non è più in grado di prendere in mano la propria vita, di sostenerla e di mostrare chi è il padrone di casa (cioè il padrone del corpo).

Perché l’interpretazione sia corretta

è di vitale importanza sapere se ad essere bloccato è il braccio destro maschile, quello con il quale sguainiamo la spade della forza, oppure quello sinistro femminile, con il quale ci siamo limitati a elemosinare, facendo assumere alla mano la posizione di coppa.

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Il sintomo fa chiaramente comprendere di fronte a cosa è necessario retrocedere nella vita nel momento in cui essa impedisce di prendere quello che si desidera.

Per troppo tempo i malati hanno cercato di afferrare tutto servendosi di una sola parte del proprio corpo.

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Adesso, nel momento in cui viene loro vietato di stendere il braccio destro, sono obbligati a una pausa. Non possono più comandare e disporre come piace a loro. 

Con l’arto sinistro invece viene loro sottratta la facoltà di aggrapparsi e di tenersi saldi, e simbolicamente quella di pregare ed elemosinare. Il compito consiste allora nel far riposare la parte del corpo immobilizzata.

Se il polo maschile è bloccato, si sviluppa automaticamente il rapporto con quello femminile.

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Solo la parte sinistra quindi rimane a disposizione dei soggetti, che sono costretti a utilizzare in misura maggiore questa metà del proprio corpo e a conformarsi al comportamento più rilassato e più disteso tipico del polo femminile e privo dell’umor nero del lato opposto.

Se invece ad essere bloccato è il lato femminile, significa che è necessario occuparsi di più del polo maschile.

Bisogna afferrare e prendere in mano la propria vita. La situazione suggerisce di guardare verso destra, di controllare personalmente la rotta della nave della vita e di determinare da soli il proprio futuro.

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Domande

1. Quale lato non riesco più a controllare?
2. In che misura ho affrontato la tematica del lato bloccato? E in che modo?
3. A che scopo ho sollevato il braccio bloccato?
4. Per prestare un giuramento, perché sono stato colpito, per afferrare una bandiera, per prendere la parola … ?
5. Che cosa non ha funzionato?
6. Di quale parte finora trascurata del mio essere sono ora costretto a occuparmi di più?

(Dott. Rudiger Dahlke)

Disbiosi intestinale

Una alterazione della flora intestinale è riportata contribuire all’insorgere di diverse patologie croniche e degenartive (1) .

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La sindrome dell’intestino irritabile, l’infiammazione intestinale, l’artrite reumatoide, la spondilite anchilosante, …, sono state collegate ad alterazioni della flora intestinale.

L’intestino viene continuamente infestato da miriadi di batteri, pertanto deve essere in grado di selezionare quelli simbiotici, a cui ha affidato preziosi compiti vitali, da quelli disbiotici.

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In realtà non c’è una netta demarcazione tra simbiotici e disbiotici

eccetto pochi casi, alcune funzioni sono svolte da tutta una serie di batteri, che svolgono il loro compito in maniera corretta se presenti in rapporti corretti.

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Spesso batteri, simbiotici a livello intestinale, possono diventare patogeni se infestano e fuoriescono dall’intestino, come ad esempio l’Escherichia Coli o la Candida.

L’intestino controlla l’attecchimento dei ceppi batterici mediante il controllo delle condizioni intestinali.

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Di particolare importanza è la secrezione di muco, che permette ai batteri di aderire alla membrana intestinale, e al pH. La sensibilità al pH è dell’ordine dei decimi di unità, variazioni di pH portano a modificare la distribuzione della popolazione batterica.

Dalla botanica sappiamo che ci sono piante che, per esempio le stelle alpine, attecchiscono solo su terreno basico, ma la dipendenza dal pH dei ceppi batterici è tale che potremo immaginare di vedere un elegante prato all’inglese trasformarsi in sterpaglie in seguito ad una minima variazione di pH.

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Fattori che portano ad una acidosi dell’intestino producono una disbiosi, essi sono

farmaci, soprattutto antibiotici, stress fisici e psichici, stabilizzanti alimentari, es solfiti, diete sbilanciate, e troppo ricche in carboidrati semplici, di proteine animali, povere in grassi insaturi.

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(Prof. Paolo Mainardi)

dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina

1) Blumberg RS, Saubermann LJ, Strober W. Animal models of mucosal inflammation and their relation to human inflammatory bowel disease [published erratum appears in Curr Opin Immunol 2000; 12

ECN