Coscienza integrata

AnimA che si separa in questo mondo per comprendere e ritornare Coscienza Integrata 

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Questa è un’altra frase che Jung scrive parlando dell’inconscio: 
è un enunciato che fa capire come AnimA abbia l’esigenza di essere collocata da qualche parte nell’Uomo; così come la Mente viene collegata al cervello e ivi inquadrata, l’Anima viene collegata al Cuore dell’Uomo e ivi collocata.

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Per i popoli primitivi, qualsiasi sia il nome che le attribuiscono, essa risiede nel Cuore; strapparlo al nemico significa privarlo dell’AnimA.

È chiaro che ciò nasconde l’ennesimo simbolismo: il cuore è l’organo del Corpo umano (Soma) il cui battito l’Uomo ha sempre saputo influenzato dalle emozioni.

Le emozioni sono una prerogativa di AnimA (attenzione a non confondere emotività con sentimento

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Le emozioni non sono classificabili perchè vengono dall’inconscio – cioè dall’asse della coscienza – che non ha descrittori algoritmici. I sentimenti sono propri di Spirito e del solo lobo sinistro.

Si fa confusione perché sia i sentimenti che le emozioni sgorgano sovente assieme ad essa, per Jung, è la personificazione dell’emozione e devo dire che per me è la stessa cosa.

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AnimA, in ipnosi, si mostra con le emozioni evidenziate in modo incontenibile

Avere AnimA è sentire l’Universo al di fuori dei soliti sensi mediati dal lobo sinistro del cervello, cioè ragionati. Ascoltare il lobo destro, quello di AnimA, è differente: si tratta infatti di sentire, non di percepire, come farebbe uno dei comuni cinque sensi; sentire dentro e non percepire fuori.

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Il percepire fuori è il prodotto dei nostri sensi, i quali misurano cosa accade al di fuori della barriera del Soma. Sentire dentro equivale ad ascoltare il messaggio dell’AnimA Mundi, ovvero di tutte le Anime che costituiscono l’unicità di AnimA.

In parole povere, sentire con il lobo destro significa ascoltare la voce dell’Universo nella sua totalità vivente. Di conseguenza, non nel Cuore è realmente situata la componente Animica e non nel cervello, regno indiscusso della Mente, ma nell’inconscio.

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L’inconscio è il luogo nel quale AnimA, intesa come Super-Io, agisce ed abita

“l’inconscio è la dimora degli archetipi e l’AnimA è l’archetipo di Dio” dice Jung, secondo il quale l’AnimA è ciò che in noi più si avvicina al Coscienza cosmica. Questa affermazione ancora una volta mi stupisce, poiché si sovrappone perfettamente alle idee che mi sono fatto mettendo l’AnimA in ipnosi.

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Quando parla di sé, lo fa archetipicamente e si descrive come una parte della luce primordiale, qualcosa che facciamo fatica a immaginare poiché è l’archetipo di partenza, la ventiduesima carta dei tarocchi egizi di Toth:

il Matto, la creazione, l’assenza di regole prima della creazione stessa, quindi non immaginabile se non a spese di pesanti approssimazioni.

L'immagine può contenere: spazio all'aperto
Trovato nel mio giardino dopo aver compreso la Dualità

Sappiamo, però, che l’AnimA dell’uomo tetraedrico è composta da Coscienza, Spazio ed Energia, queste ultime due essendo componenti del tutto virtuali: solo la sua forte componente coscienziale è reale ed eterna, solo la Coscienza è Dio.

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I risultati clinici sono ulteriormente avvalorati dalle note difficoltà che si incontrano negli intenzionali tentativi terapeutici di provocare gli auspicati cambiamenti della personalità. Sembra pertanto discutibile la possibilità di ottenere accentuati cambiamenti con l’ipnosi sperimentale … 

Ma non basta: nelle sedute d’ipnosi sperimentale, quando il soggetto indotto al colloquio con la propria AnimA, il proprio Spirito e la propria Mente emerge da quello stato, si è decisamente rafforzato nella consapevolezza del proprio essere.

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Egli sa molto meglio chi è, sa di avere un’AnimA e impara a riconoscerne i segnali

Vive subito meglio, è consapevole di essere più forte, vede l’Universo in modo differente, più in termini di essere e meno di avere. In altre parole, si avvicina a ciò che il Daimon di Hillman vuole che realizzi: il proprio Sé. Anche sé non è necessario farsi mettere in ipnosi per acquisire Consapevolezza di Sé.

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Quanto si fa un’ipnosi seria e affidabile, è proprio ciò che gli psichiatri non vogliono: schizofrenizzare il soggetto per un attimo separando quattro parti differenti, delle quali tre – AnimA, Mente e Spirito – sono esseri senzienti dotati di una coscienza specifica (il Corpo, invece, non la possiede).

Questi tre esseri si guardano, si ascoltano come mai hanno fatto in precedenza, si accettano e iniziano a collaborare tra loro creando qualcosa che si avvicina molto al concetto di uomo tetraedrico.

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Alla fine della seduta ipnotica, al soggetto viene detto di riunirsi in tutte le sue parti; ciò accade non rapidamente, ma molto consapevolmente. Dunque, attraverso la separazione, è stata creata una maggiore coscienza in ciascuna delle parti e anche nell’insieme: in realtà è stata creata l’unità.

L’ipnosi in questo caso serve per far conoscere l’AnimA al Corpo – e viceversa – che separare le due parti per far sì che ognuna di esse possa vedere l’altra; ciò è impossibile se rimangono inscindibilmente unite.

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Quel che accade separandole è che le componenti acquisiscono ciascuna consapevolezza dell’esistenza e delle caratteristiche dell’altra e, una volta riunite in un tutt’uno, sanno riconoscersi all’interno del Sé.

Lo psichiatra commette un errore macroscopico cercando di curare non la Mente, ma il misero funzionamento del solo cervello, che è l’interfaccia fra la Coscienza e il Soma.

L'immagine può contenere: scarpe, pianta e spazio all'aperto
Dopo aver visto e compreso la separazione interiore qui nel mio giardino

Egli, come il fisico, non riconosce AnimA né negli altri né, tanto meno, in se stesso e questo per il semplice motivo che sembra non averne coscienza.

Non avere Coscienza equivale a non essere AnimA e ciò può accadere perché la consapevolezza è bassa o perché AnimA non si è in quanto non si la si possiede

(Fromm E., Avere o Essere?, Saggi Mondadori, Milano, 1977).

AnimA quale manifestazione del Sè 

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Mi sono accorto, infatti, che, nello studiare, osservare, comprendere “facendomi anche male” nel mondo fuori, dove per estensione sia nei luoghi che nelle persone, in ogni emozione o manifestazione, avevo commesso un grosso errore metodologico:

non si possono studiare gli eventi fuori di noi, senza sapere come siamo fatti noi stessi dentro

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Appunto perché il Mondo come ci appare è visto sentito e modificato dalla nostra poca Consapevolezza di Sé

Mi accorsi ben presto che certi Esseri cercavano in noi qualcosa che loro stessi non avevano, qualcosa che non sapevamo di possedere, qualcosa che rende molti uomini parte integrante di Dio o della stessa Coscienza.

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Comprendere e distinguere tra AnimA “Asse dello spazio parte immortale senza tempo, aspetto femminile del Sé”, Corpo “veicolo o contenitore della Coscienza”, Mente “Asse dell’Energia” e Spirito “ Asse del tempo aspetto maschile” e tra realtà reale “territorio” e realtà virtuale “Mappa modificabile” fornisce la chiave di lettura per poter finalmente divenire.

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Comprendersi e ritornare ad integrasi, ricordando anche che questa manifestazione su questo piano materiale, è la massima espressione della separazione interiore da se stessi, o dalla propria Coscienza.

L’unione interiore è la manifestazione in ogni infinita espressione della Vita

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Questa è roba per coloro che hanno l’AnimA e che non l’hanno … “venduta al diavolo” nei vari sistemi o gerarchie .. non cambia nulla la nomenclatura.

In ogni caso oggi sono diventato un altro: ho ritrovato parte di me e sto ancora cercando i pezzi mancanti. 

La sindrome premestruale

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Per gran parte dei secoli passati, le donne hanno visto la menopausa sotto una luce positiva. Anche se segnalava l’invecchiamento ma non la malattia, bensì la menopausa metteva fine in modo naturale e indolore alle difficoltà e agli inconvenienti della sindrome premestruale e delle mestruazioni, spesso comportando un aumento della libido e consentendo loro di avere rapporti sessuali senza preoccuparsi di gravidanze accidentali.

Un tempo le donne non si rivolgevano ai medici per affrontare la menopausa perché questa condizione non causava loro particolari problemi fisici o sintomi.

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Durante la perimenopausa, la menopausa o la post menopausa quasi sempre le donne stavano meglio di prima; era una normale fase della vita e non richiedeva nient’altro che l’accettazione. La letteratura medica prodotta nel corso dell’Ottocento non tratta quasi mai la menopausa come una condizione sintomatica o come una difficoltà tale da richiedere cure. Le vampate e le palpitazioni erano praticamente inesistenti.

Tutto cambia nell’era contemporanea, intorno al 1950

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Le donne nate agli inizi del Novecento furono le prime a sperimentare sudorazione notturna, vampate, affaticamento, attacchi di panico, ansia, diradamento dei capelli e dolori articolari una volta arrivate a una certa età.

Alla metà del Novecento una marea di donne tra i quaranta e i cinquantacinque anni si rivolgeva al medico lamentando questi sintomi, e il medico non sapeva cosa pensare. Fu così che nacquero gli equivoci sulle malattie autoimmuni e la malattia del mistero. I professionisti della medicina non erano mai stati così disorientati.

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I medici riferirono di quest’epidemia alle case farmaceutiche e inizialmente molti ritennero che il problema fosse tutto nella testa delle donne: era un’assurda sindrome femminile. Quei sintomi dovevano essere immaginari, altrimenti non si capiva come mai fossero insorti; erano solo richieste d’attenzione escogitate da donne annoiate.

A quelle donne i medici suggerivano di andare in psicoterapia

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Tuttavia, nel corso degli anni Cinquanta, l’ondata di donne con problemi di memoria, difficoltà di concentrazione, sbalzi d’umore, accumulo di peso e vertigini aumentò ulteriormente.

I medici si consultarono di nuovo con le case farmaceutiche e stabilirono che l’unica cosa in comune tra queste donne era la fascia d’età. La medicina ufficiale decretò che la causa dovevano essere gli ormoni, sebbene in quegli anni ci fossero anche degli uomini che lamentavano gli stessi sintomi.

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Molti uomini avevano vampate di calore, ma venivano etichettate come “sudore da lavoro”, anche se non sopraggiungevano mentre stavano lavorando, o come “sudore nervoso”.

Molti uomini avevano anche altri sintomi della “menopausa”, come depressione, aumento del girovita e lacune della memoria

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Tali sofferenze non venivano divulgate perché a quell’epoca l’uomo doveva essere stoico, così come gli era stato insegnato; la responsabilità di essere il solo a portare a casa il pane pesava fortemente così, per paura di perdere il lavoro, gli uomini nascondevano i loro problemi di salute.

In breve tempo, tra le case farmaceutiche si sviluppò la tendenza a sfruttare economicamente la falsa scoperta dei problemi ormonali che causavano il malessere delle donne.

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Entro la fine degli anni Cinquanta, l’idea che le donne soffrissero di carenze ormonali si diffuse nell’opinione pubblica. E mentre si diffondeva quest’idea dei “problemi femminili”, gli uomini si sentivano più che mai costretti a nascondere i propri sintomi.

Le donne avevano affrontato enormi difficoltà fino a quella data

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Erano state oppresse ed erano state istruite a reprimere le proprie emozioni, solo nella storia recente avevano conquistato il diritto di voto ed erano considerate esseri umani. Alla metà del secolo dovevano ancora combattere per far sentire la propria voce, era quindi facile approfittarsi di loro facendole sentire ascoltate.

Di fronte ai misteriosi sintomi femminili, i medici erano perplessi, ma almeno alla fine cominciarono a crederci

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Così, anche se la medicina aveva cercato le risposte nella direzione sbagliata, le teorie venivano celebrate perché davano un nome ai problemi di salute delle donne – in tal senso, l’impegno dei medici era animato da buone intenzioni. Ancora oggi i medici operano sulla base di questa disinformazione.

Innumerevoli donne si sentono dire che i loro disturbi sono causati dalla menopausa o da squilibri ormonali

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Non è vero. La menopausa in realtà agisce in tuo favore. Che tu ci creda o no, dopo la menopausa il processo di invecchiamento rallenta, ma in genere viene comunicato il messaggio contrario.

Le donne pensano che la menopausa segni l’inizio dell’invecchiamento e dei problemi di salute legati all’età che avanza, mentre è vero l’opposto. L’invecchiamento più rapido nel corpo di una donna avviene tra la pubertà e la menopausa.

Pensa a quant’è veloce lo sviluppo di una ragazzina dopo il primo ciclo mestruale

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è perché gli ormoni della riproduzione e i composti steroidei accelerano il processo di invecchiamento. Riducendo i livelli di estrogeni e progesterone, la menopausa aiuta anche a proteggere dal cancro, dai virus e dai batteri, che si nutrono degli ormoni della riproduzione.

Ed ecco la verità sull’osteoporosi: nella post menopausa le donne non sono più vulnerabili alla friabilità delle ossa. L’osteoporosi impiega decenni per svilupparsi, perciò si dà il caso che si manifesti solo quando una donna arriva a una certa età.

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Le comunità mediche scambiano questa coincidenza per un rapporto di causa-effetto, ritenendo che i ridotti livelli di estrogeni nel corpo femminile contribuiscono a indebolire la massa ossea.

In verità sono gli ormoni della riproduzione a generare l’osteoporosi, perché sono steroidi, e gli steroidi esercitano un effetto di sfaldamento delle ossa. Combinati a infezioni di agenti patogeni come il virus di Epstein-Barr, le carenze nutritive e la mancanza di un’adeguata attività fisica, gli estrogeni e il progesterone possono essere i fattori scatenanti dell’osteoporosi molto prima della menopausa.

Ciò non significa che gli ormoni della riproduzione siano nocivi

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È grazie a loro se le donne sono in grado di avere figli; senza di loro la vita non potrebbe continuare. Tuttavia il corpo conosce i suoi limiti, è disposto a pagare un prezzo per la sua capacità di generare la vita, pertanto limita la fertilità al periodo che va dalla pubertà alla menopausa, e lo fa perché vuole proteggerti.

Le donne si sentono dire che questi ormoni sono la fonte della giovinezza. L’ironia è che la giovinezza non coincide con i venti, i trenta o i quarant’anni di età. La vera giovinezza precede la pubertà: raggiungere la menopausa significa ricollegarsi a quell’epoca.

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La menopausa mette fine al ciclo dell’apparato riproduttivo (e al drenaggio di energie dal corpo) e riduce i livelli di ormoni. È il modo naturale con cui il corpo rallenta l’invecchiamento affinché tu possa vivere una vita lunga e sana. Non c’è motivo di temere la menopausa o la vita degli anni a venire.

Di per sé la menopausa non è un processo problematico, e le numerose donne più giovani che cominciano a sperimentare sintomi definiti di origine ormonale in realtà non stanno andando incontro a una menopausa precoce.

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Sono in gioco fattori completamente diversi ed esistono metodi molto efficaci per curarli. Puoi tornare a vivere una vita sana e goderti ogni fase della tua esistenza.

Cosa ha causato davvero la prima ondata di “sintomi della menopausa”
Ecco come sono andate le cose. Quando negli anni Cinquanta le donne cominciarono a presentare i sintomi, i medici e le case farmaceutiche li attribuirono all’età, trascurando altri tre elementi che accomunavano quelle donne. Il primo era virale.

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Tutte queste donne erano nate agli inizi del Novecento, proprio quando il virus di Epstein-Barr (EBV) e altri virus cominciarono a diffondersi nella popolazione.

Di solito l’EBV entra nell’organismo di una donna quando è in giovane età, poi si nasconde per decenni e continua a rafforzarsi finché è pronto a manifestarsi con una malattia infiammatoria.

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Così, le donne affette da forme non aggressive del virus avevano tra i quaranta e i cinquant’anni quando il periodo di incubazione del virus era terminato e affiorarono i sintomi. (Nello stesso periodo, molte donne cominciarono a soffrire di infiammazioni alla tiroide.

Quindi, se fossi una donna nata nel 1905 e avessi contratto il nuovo virus di Epstein-Barr da bambina, nel 1950 avresti avuto quarantacinque anni e avresti fatto parte della prima generazione di persone che sperimentava i sintomi di questa epidemia virale.

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Il fatto che tali sintomi fossero affiorati intorno all’età della perimenopausa o della menopausa era solo una coincidenza, ma probabilmente ti avrebbero detto che le tue vampate, la sudorazione notturna e la stanchezza erano causate dagli ormoni. Se l’infiammazione virale si fosse manifestata qualche anno prima o qualche anno dopo ti avrebbero detto che eri in perimenopausa o in post menopausa.

Il secondo elemento in comune tra le donne che lamentavano i sintomi negli anni Cinquanta era l’esposizione alle radiazioni

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A causa di un colossale abbaglio chiamato “fluoroscopio misura-scarpe” – un errore di cui si è parlato poco – le donne di quell’epoca furono esposte al livello più alto di radiazioni della storia. Lo sarebbero state meno se fossero vissute ai confini dell’area di evacuazione di Chernobyl nel 1986!

Dopo l’invenzione del fluoroscopio, a partire dagli anni Venti fino agli anni Cinquanta, quando si entrava in un negozio di scarpe era pratica comune nel mondo anglosassone infilare le gambe e i piedi in questa scatola ai raggi X.

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L’idea era che la radiografia avrebbe aiutato i commessi a comprendere la struttura ossea dei piedi delle clienti per trovare la calzatura più adatta, ma il dosaggio delle radiazioni non era controllato né regolato e non c’erano medici nel negozio, solo commessi che premevano un pulsante letale a loro piacimento.

Capitava di continuo, ogni volta che si entrava in un negozio di scarpe

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Molte donne andavano a provarsi delle scarpe per distrarsi ed entravano in questi negozi ogni due settimane circa, ciò significa che nell’arco della loro vita si erano esposte alle radiazioni ottocento volte. Col risultato che milioni di donne svilupparono un grave avvelenamento da radiazioni.

Sul finire degli anni Cinquanta il fluoroscopio veniva rimosso dai negozi di scarpe tacitamente, come se non fosse mai esistito

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La medicina moderna cominciava a comprendere che le radiazioni erano pericolose e sono sicuro che qualcuno, dietro le quinte, avrà colto il legame tra gli inediti problemi di salute delle donne e la loro lunga e ripetuta esposizione alle radiazioni, perché il dato di fatto era che decine di migliaia di donne subivano amputazioni ai piedi e alle gambe a causa del cancro.

Ma invece di puntare il dito contro le radiazioni, la medicina ufficiale scelse di imputare i problemi alla menopausa, anche se per le madri, le nonne e le bisnonne di queste signore la menopausa era stata un’agevole fase di transizione.

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Nello stesso periodo era subentrato un terzo fattore assai nocivo per la salute: la massiccia esposizione al DDT. Negli anni Quaranta il DDT era usato ovunque. Veniva spruzzato sui raccolti, nei parchi, e i bambini facevano docce di DDT per gioco, mettendosi sotto il getto del camion che passava per le strade dei quartieri a spruzzare l’insetticida.

I venditori andavano porta a porta e vendevano alle donne latte di insetticida da spruzzare sui fiori e nei loro giardini; per dimostrare che era innocuo, lo spruzzavano addirittura su una mela, dicendo che era benefico.

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Negli anni Cinquanta l’utilizzo del DDT era al culmine e innumerevoli donne avevano il sistema nervoso centrale e il fegato sovraccarichi di tossine.

Sorprende pensare che i rischi siano stati sottovalutati così a lungo. Se non fosse stato per Primavera silenziosa di Rachel Carson, un libro pubblicato nel 1962 che ammoniva contro i pericoli dei pesticidi chimici, generando un’inversione di tendenza che portò alla messa al bando del DDT e alla fondazione della Environmental Protection Agency (l’ente americano per la tutela dell’ambiente)

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il mondo avrebbe continuato a ignorare i danni che quei pesticidi stavano causando. Sta di fatto che alcuni detrattori attaccarono Rachel Carson definendola un’isterica, lo stesso termine usato a quel tempo per descrivere i misteriosi sintomi delle donne.

Alla fine, però, la storia l’ha vendicata

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Tutto ciò che dovette subire per portare alla luce la verità è stato ripagato dalle vite umane che la sua battaglia ha salvato. (A proposito, non è un caso che, quando gli interessi dell’industria chimica subirono un duro colpo poiché l’opinione pubblica era ormai informata sui danni del DDT, una nuova industria cominciò a emergere e ad affermarsi: quella delle terapie ormonali.)

Nel frattempo, la menopausa era diventata il capro espiatorio per decine di sintomi che in realtà erano dovuti a cause del tutto diverse

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Tra i sintomi erroneamente imputati alla menopausa c’erano sudorazioni notturne, vampate, affaticamento, vertigini, accumulo di peso, problemi digestivi, gonfiore addominale, incontinenza, cefalea, sbalzi d’umore, irritabilità, depressione, ansia, attacchi di panico, palpitazioni, difficoltà di concentrazione, lacune della memoria, insonnia e altri disturbi del sonno, secchezza vaginale, sensibilità al seno, dolori articolari, formicolio, caduta o indebolimento dei capelli, pelle secca o screpolata e unghie fragili.

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Nessuno avrebbe dovuto credere che un sano e naturale processo della vita potesse causare questi problemi, specialmente considerando che in passato non li aveva mai provocati. Ma del resto, perché scomodarsi a riflettere su trent’anni di intensa e incontrollata esposizione alle radiazioni, al DDT e ai virus patogeni?

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Quando le donne cominciarono a sperimentare patologie autoimmuni o virali, come sindrome da stanchezza cronica, affaticamento surrenale, ipotiroidismo, altre manifestazioni del virus di Epstein-Barr, lupus, intossicazione da metalli pesanti, disfunzioni del fegato e carenze nutrizionali – tutte scatenate dall’esposizione ai virus, alle radiazioni e alle tossine del DDT nell’era moderna – le comunità mediche non riuscivano a comprendere le vere cause (di solito, non considerano questi fattori neanche ai giorni nostri).

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Nasceva così la tendenza a dire “dev’essere tutto nella tua testa”, e quando le donne cominciarono a rifiutare questa “non diagnosi”, perché a quel punto i loro diritti si erano consolidati, i problemi ormonali diventarono la spiegazione perfetta per tranquillizzarle.

Per i medici era molto più facile dire “il problema sono gli ormoni” che ammettere “Non ho idea di cosa stia succedendo dentro di te

” Prima del 1950, l’opinione di un medico non era ritenuta inoppugnabile. Ma dal 1950 la medicina moderna acquistò autorevolezza agli occhi della società. Per la prima volta nella storia, il medico era considerato Dio.

Anthony William

Anima e Amore

Nei trattati di psicanalisi si parla di AnimA e di Psiche come delle due sole componenti dell’Uomo

Galassia, Nebbia, Kosmus, Universo, Via Lattea

Jung ha pertanto la necessità di collocare forzatamente le cose dell’Anima o in essa stessa o nel Corpo. In realtà, come ho detto più volte, le componenti sono quattro: oltre a Psiche e Soma, ci sono anche Spirito e Mente.

Basta leggere i lavori che collocano Eros in Anima per scoprire qualcosa di stridente: Hillman, per esempio, si accorge che qualcosa non va quando sostiene che Amore non è una manifestazione di AnimA. E bene chiarire adesso la questione eliminando le cattive interpretazioni linguistiche e semantiche: a mio avviso AnimA non può amare!

Galassia Di Andromeda, Via Lattea, Collisione, Spazio

Amore – Agape 

Prima di vedere perché, è necessario dare una definizione di Amore. L’amore di AnimA è incarnato da Agape, non da Eros

Campo Di Fiori, Fiori, Colori, Molti, Fiore

Si tratta, per la mitologa greca, dell’amore che il dio dona alle proprie creature, quindi non ricambiato e non ricambiabile e donato solo per atto d’amore, senza attesa di ottenere qualcosa in cambio: amore puro, potremmo dire, finalizzato a nulla tranne che ad essere manifestato.

Occorre ora chiedersi dove abbia origine Agape, questa “sostanza” che si esprime e ci connota nei riguardi degli altri sia pure, molto spesso, privandoci del desiderio d’interagire con loro.

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Perché, in parole povere, AnimA dovrebbe amare qualcos’altro stabilendo un’interazione monodirezionale senza essere interessata alla bidirezionalità della relazione stessa?

Per rispondere a questa domanda, il concetto di AnimA deve essere ampliato ed occorre citarne un’altra caratteristica: l’unicità.

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Non esistono molte Anime, ma una sola provvista di tante diramazioni più o meno coscienti. Pertanto AnimA, scambiando amore, lo fa con se stessa. Quando ciò accade, gioisce nel riconoscersi e si commuove, poiché ricorda la propria solitudine e manifesta
pietà nei propri stessi confronti.

Visto dall’esterno, ciò assumerebbe i connotati di un amore univoco e monodirezionale, ma occorre ricordare che stiamo parlando della sua più alta e sublime manifestazione esistente.

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AnimA ama se stessa perché amore vuol dire innanzi tutto riconoscimento di sé. In realtà, dunque, quando le anime di due persone si amano, si riconoscono l’una nell’altra solo a livello inconscio profondo e ne nasce una serie di emozioni che sono sottoprodotti degli archetipi creati dalla Coscienza.

AnimA interpreta l’archetipo di amore universale poiché essa stessa è universale: Agape esiste perché AnimA è una.

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L’unicità di AnimA, a mio avviso, è la causa di tutti gli effetti “paranormali” di metacomunicazione mentale fra gli persone che si fanno “succhiare l’AnimA”.

Una volta risvegliata, infatti, è in grado di riconoscersi istantaneamente in chi ne è provvisto: dopo le prime ipnosi e tecniche di Consapevolezza del Sé, le persone cominciarono ad evidenziarsi fenomeni di trasferimento d’informazione per via telepatica tra i soggetti da me esaminati, i quali potevano in qualche modo interagire fra loro immediatamente ed a grandi distanze.

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Anche se non ho avuto il tempo di approfondire lo studio di questo aspetto della questione, devo pur dire, in questa sede, che tali fenomeni appaiono assolutamente e inconfutabilmente reali.

Penso che ciò accada perché le varie sub-unità di Anima che albergano nelle persone, essendo tutte in contatto fra loro, possono disporre, sia pure in modo più o meno cosciente, di un canale comunicativo.

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Vedremo tra breve che, invece, sia Jung che Hillman incorrono in confusione quando tentano di affrontare il problema dell’unicità dell’Anima e si perdono nell’identificazione di due parti animiche, una maschile e l’altra femminile.

Amore – Eros 

Amore, Connessione, Rapporto, Partenariato, Matrimonio

Eros, allora, dove può essere collocato?
A Jung rimane a disposizione solo il soma ed è lì che lo inquadra: se l’attrazione fra due anime è Agape, quella fra due corpi è Eros.

Se tuttavia prendiamo in considerazione il modello tetraedrico di Uomo, ne consegue che il Corpo non possiede Coscienza: è un guscio vuoto a sé stante.

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L’assenza di Coscienza implica che il Corpo non riconosce se stesso, né riconosce altri, né ha idea degli atti che compie: non impara dall’esperienza.

Ne deriva che, privo di volontà, potrebbe ripetere all’infinito le stesse azioni senza conoscerne la causa e senza potersi opporre alla ritualità del gesto.

Tenebre, Riflessione, Orizzonte, Emozioni, Blu

L’atto di volontà risiede nell’asse della Coscienza ed è Lì che il Creatore ha deciso di creare la virtualità dell’Universo nello stesso identico modo in cui noi decideremmo di bere un bicchiere d’acqua. Chi non dispone di coscienza non può volere né capire, quindi nemmeno desiderare:

il desiderio si esprime in un atto cosciente di volontà; chi non è cosciente non possiede, né è, volontà alcuna. Eros è desiderio e non può quindi essere collocato nel Corpo. Sarà allora inquadrato nello Spirito.

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Una caratteristica che distingue Eros da Agape è la sua spazialità

Agape è amore al di là delle barriere del Tempo e AnimA non ha Tempo, mentre Eros non ha barriere di Spazio, ma risente del Tempo. Eros non è per sempre, ma si può considerare ovunque presente.

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Come Agape usa il sentimento dell’AnimA, così Eros usa il sentire del Corpo e su quest’ultimo agisce.

Tale aspetto, secondo me, ha portato fuori strada i suoi osservatori, i quali, non potendo immaginare che avesse dimora in tutt’altra parte, ne hanno erroneamente visto la manifestazione nel Corpo. Eros, quindi, si manifesta sì nel Corpo;

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tuttavia, non appartenendovi, si estrinseca anche e soprattutto nello Spirito. Sovente, infatti, la stimolazione erotica non nasce soltanto da una particolare fattezza del Corpo, ma anche e soprattutto dalla semplice gestualità.

Ciò dimostra che il Corpo è solo un luogo nel quale Eros tende a manifestarsi

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La gestualità è figlia del simbolismo archetipico, a sua volta prodotto dalla Coscienza dello Spirito. Un misero rapporto corporale non sarebbe “erotico”, ma “grafico”, essendo l’immagine della postura l’unico fattore che ne alimenterebbe il contenuto.

Animus – AnimA 

Libertà, Viaggio, Escursioni A Piedi, Insieme, Amici

Molta confusione può essere fatta se si considerano le definizioni che sia Jung sia Neumann (Neumann E., La Grande Madre, Fenomenologia delle configurazioni femminili dell’inconscio, Astrolabio, Roma, 1981) hanno dato di Anima al femminile e al maschile.

Infatti, per maggiore precisione, si parla di una parte animica maschile e di una femminile. Si dice pure che l’uomo avrebbe Animus e la donna AnimA per compensarsi a vicenda e, inoltre, che AnimA è una sola, ma Animus sono una moltitudine:

Insieme, Terra, Umano, Pensione, Scuola, Imparare

“l’incubo della donna consiste in un esercito di demoni maschili; il succubo dell’ uomo è una femmina vampiro” (Jung C. G., Opere, VII, pag 221).

A questo proposito Hillman, in sintonia con Binswanger, pensa di poter descrivere queste differenti proprietà di Animus e di Anima paragonandole alla sessualità maschile e femminile poiché, egli dice: “l’ovulo è uno solo, mentre gli spermatozoi sono molti” (Binswanger H., Positive aspect of the animus Spring 1963, 82-101).

Ragazze, Lesbica, Gay, Sesso, Sensuale, Sexy, Erotico

La donna, nei rapporti transrelazionali, è decisamente più monogama dell’uomo, ma questi atteggiamenti, all’interno dell’inconscio, verrebbero compensati da posizioni controsessuali.

In parole povere Jung dichiara che in ogni uomo e in ogni donna esiste una parte dell’altro sesso: le due parti sono state identificate con il nome di AnimA e Animus, ma queste entità nulla hanno a che fare con AnimA.

Coppia, Amore, Insieme, Donna, Giovane, Uomo

Anche in questo caso, Jung è costretto a collocare Animus e Anima nell’inconscio umano (laddove alberga AnimA); tuttavia, se si legge bene fra le righe, si scopre che Animus e AnimA hanno proprio le caratteristiche di una Psiche maschile e di una femminile, mentre finora ho detto che Psiche, cioè AnimA,

è una sola ed è totalmente asessuata. A mio avviso, Animus e AnimA sono da collocarsi nella Mente della persona, dove risentono degli effetti di Eros da un lato e di Agape dall’altro, cioè di Spirito e AnimA.

Sfondo, Astratto, Sfondo Astratto

Animus e AnimA inducono il Corpo a mostrarsi in modo maschile o femminile anche al di là dell’oggettiva natura esterna del Corpo stesso. Un Corpo può essere maschio, ma potrà non sentirsi tale.

Il sentirsi maschio è qualcosa che non può dipendere da un contenitore senza volontà né consapevolezza di sé: è la Mente che stabilisce come il Corpo deve comportarsi.

Sfondo, Astratto, Sfondo Astratto

Essa può decidere che un Corpo di maschio a volte si comporti come se fosse femmina o viceversa, poiché i contenuti di Animus e di AnimA hanno stabilito così: il sesso lo decide la natura, ma la sessualità è dominio della Mente.

Con il termine sessualità intendo tutta quella serie di comportamenti e di modi di pensare propri dei retaggi maschile e femminile:

Bambini, Fiume, Acqua, Il Bagno, Splash, Ragazzi

si tratterebbe di due possibili visioni dell’Universo che la Mente avrebbe a disposizione e che cercherebbe di applicare per gestire e comprendere l’Universo nel quale è immersa.

Da questo punto di vista si può essere sessuati anche senza possedere un Corpo, ma disponendo solamente di AnimA, Spirito e Mente, o anche semplicemente degli ultimi due.

Buchengallmücke, Bile, Parassita, Pest, Bambola

Pure questa osservazione sembrerebbe in accordo con alcuni casi d’ipnosi regressiva nei quali si è riscontrato che il cosiddetto LUX, o Essere di Luce (che possiede soltanto Mente e Spirito), ha difficoltà a riprodursi pur essendo in grado di farlo.

Dunque è nella Mente che si differenzia il sesso, non nel Corpo

Amicizia, Fratellanza, Amore, Libertà, Legami, Abbracci

Jung, a questo proposito, ritiene che l’essere perfetto sia l’androgino, cioè l’essere da noi erroneamente definito asessuato che, in realtà, è bisessuato, poiché in esso i due punti di vista della Mente convivono e s’integrano alla perfezione.

Così, nel simbolismo alchemico della Kundalini, il serpente maschio e il serpente femmina si arrotolano su un unico bastone che rappresenta l’albero della vita eterna.

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L’androgino, per l’alchimista che vuole trasformare il piombo in oro – ovvero l’uomo mortale in uomo immortale – è il simbolo della perfezione

Far convivere insieme tutte le parti di sé sembra essere la ricetta per creare la perpetuità e in effetti, se AnimA stesse ben attaccata al Corpo, alla Mente e allo Spirito, essa, grazie all’assenza del Tempo nella sua dimensione, renderebbe l’uomo
Immortale.

Gastronomia, Amore, Storia D'Amore, Fidanzati, Casal

Ma chi produce Animus e Anima Da dove provengono?

Ebbene, essi albergano nella Mente dell’Uomo, ma la Mente è un traduttore che converte il/dal linguaggio archetipico in/a quello fonemico, è un bibliotecario dell’informazione, un conservatore di dati attivo, poiché dispone di volontà propria.

Lampadina, Lightbulb, Luce, Energia, Energia Elettrica

D’altra parte AnimA e Spirito parlano tra loro e con il Corpo attraverso la Mente mediatrice, cosicché l’AnimA rispecchia il concetto femminile di unicità, mentre l’Animus quello maschile di totalità; bisogna assolutamente chiarire questi concetti, altrimenti la confusione è d’obbligo.

Allora AnimA è una o sono tante, e Spirito è solo o in compagnia?

Margherita, Cuore, Fiori, Cuore Di Fiore, Primavera

Animus e AnimA altro non sono, secondo me, che le proiezioni (o meglio, le manifestazioni) di AnimA e Spirito nella Mente dell’essere umano. Quest’ultima mette in collegamento l’AnimA e lo Spirito e questi colloquiano con lei, che ne ricava una visione che tende a comunicare al Corpo.

Palloncino, Cuore, Amore, Romanticismo, Cielo

Ecco come si spiega, a mio avviso, la dicotomia Animus-AnimA: AnimA parla alla Mente e le appare come AnimA, mentre Spirito parla anch’esso con la Mente apparendole come Animus. L’AnimA è femminile e vede la propria esistenza nell’unicità, laddove Spirito vede la propria esistenza nella totalità delle presenze.

La parola d’ordine di AnimA è infatti “Uno in tanti”; quella di Spirito è “Tanti in Uno“. Dal punto di vista geometrico, AnimA non ha Tempo e Spirito non ha Spazio:

Mani, Amore, Coppia, Insieme, Dita, Persone, Umano

Spirito è “ovunque” e AnimA è “sempre“‘. Non bisognerebbe utilizzare i termini AnimA e Animus, ma i più corretti Animus e Spìritus; potremmo così indicare con maggiore efficacia e precisione le proiezioni di AnimA e Spirito nella Mente, nella quale la parte maschile sarebbe Spirito e quella femminile AnimA.

Tutti coloro che sinora hanno utilizzato il metodo SIMBAD hanno immaginato Spirito come legato al maschile e AnimA come connessa al femminile.

Amore, Coppia, Due, Lavstori, Sweethearts, Felicità

Relazionarsi 

Gli esseri umani non entrano in relazione solo corporalmente, ma anche ai livelli mentale, spirituale e animico. Una perfetta relazione tra due persone dovrebbe quindi manifestarsi in tutti e quattro i campi di definizione dell’uomo tetraedrico AnimA Spirito Mente Corpo.

L’Uomo dei nostri giorni ha perso molti dei collegamenti interni fra le proprie componenti

Via Lattea, Universo, Persona, Stelle, Cerca, Cielo

Pur apparendo ancora composto da quattro parti, otticamente attivo (chirale) e ancora con la parvenza di una forma tetraedrica – che ritroviamo archetipicamente e simbolicamente descritta pure nella KaBaLa e nella MerKaBa – in lui – mentre nell’uomo tetraedrico ogni vertice sarebbe connesso con gli altri tre – solo quello della Mente è congiunto al Corpo, allo Spirito e all’AnimA.

Via Lattea, Stelle, Notte, Cielo, Panorama, Deserto

I collegamenti diretti tra Spirito, AnimA e Corpo sono scomparsi; quindi queste parti, per parlarsi, devono inevitabilmente ricorrere alle traduzioni offerte dalla Mente.

All’interno di quest’ultima, poi, gli archetipi si trasformano in simbolismi e infine in movimenti del Corpo.

Luce Del Sole, Foresta, Modo, Percorso, Serata

All’uomo attuale mancano quindi molti dei collegamenti che gli sarebbero necessari per una migliore comprensione di se stesso e, probabilmente, è proprio questa mancanza di coscienza a rendere possibile ad eventi fisici, spirituali, il parassitaggio sull’essere umano e sulla sue parti Animiche.

Dunque le relazioni interne di ogni essere umano vivente, pur dotato di queste quattro componenti, non sarebbero facili; anzi, così come stanno le cose, sono pressoché impossibili.

Foresta, Percorso, Alberi, Vicolo, All'Aperto

Non parliamo, poi, dei legami interpersonali

Se due esseri umani entrano in relazione profonda, le quattro componenti dell’uno riconoscono le corrispondenti parti dell’altro. Tuttavia, nelle relazioni che noi consideriamo “normali” – cioè incomplete, non vere – possono entrare in relazione solo il Corpo e la Mente, oppure la Mente e lo Spirito, o anche la Mente e l’AnimA. Ne nasce una relazione prevalentemente corporale, o spirituale, o animica.

Corda, Lavoro A Maglia, Cuore, Amore, Insieme, Amicizia

Se invece tutte le relazioni fossero attive contemporaneamente, allora si potrebbe ottenere una buona fusione d’intenti. Nei termini dell’ipotesi di Super- Spin, Spazio, Tempo, Energia e Coscienza ruoterebbero tutti alla stessa velocità angolare del partner.

Ciò produrrebbe una fusione tale che non esisterebbe più solo una coppia di esseri umani, ma un’unità assoluta.

Impegno, Coppia, Romanticismo, Bici, Felicità, Insieme

Nell’arco della vita, tuttavia, si potrebbero sempre verificare variazioni di consapevolezza individuali che potrebbero condurre ad una rottura parziale o totale della fusione: può capitare di frequente che solo uno dei partner si evolva modificando la rotazione di qualche componente (Tempo, Spazio, Energia, Coscienza) e uscendo dalla risonanza che lo accomunava al partner.

Baciare, Coppia, Amore, Romanticismo, Bacio, Rapporto

Questo è ciò che spesso accade quando una persona, all’inizio del tutto inconsapevole del proprio Sé, affronta il tragitto ipnotico o esperienziale di Vita e ne esce del tutto rinnovato, grazie all’esperienze “anche deleterie”, di conoscenza e consapevolezza di Sè.

Il suo partner non lo riconosce più come la persona di partenza, perchè ha acquistato consapevolezza di sé molto più rapidamente – non riconosce più nell’altro la persona con la quale credeva di avere instaurato una relazione ottimale.

Rose, Fiore, Amore, Romanticismo, Bella, Bellezza

Si ha, pertanto, la tendenza allo “scollamento” delle coppie

Questo lasciarsi è necessario ed è anche un ritrovare se stessi: si scopre così che l’altro componente della coppia amava la persona che non si è più, quella incosciente di chi in realtà fosse, ma quella finalmente rientrata in pieno possesso delle proprie facoltà ed energie.

La difficile accettazione del cambiamento fa crescere sempre il partner e la crescita si manifesta con il dolore dell’abbandono o con la consapevolezza di essere migliori di prima.

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Il partner, in conclusione, se accetta la reale esperienza e il vero carattere vivrà nuove relazione più forte, reale e duratura di quella precedente

Ho sentito il bisogno di dire tutto questo perché, in questi ultimi mesi, moltissime persone mi hanno fatto domande su AnimA.

Cuore, Carta, Pastelli, Figura, Giorno Di San Valentino

Ho notato che la cosa più difficile da digerire riguardo a certi stati psichici, spirituali e alle loro interferenze non è tanto il fatto che sfruttano gli esseri umani (questo aspetto della questione viene comunemente accettato da tutte le persone che leggono i miei resoconti), quanto quello che non tutti hanno AnimA.

Ciò, evidentemente, si verifica perché questo fatto mette automaticamente in discussione l’uguaglianza degli esseri umani: chi si crede più intelligente e superiore agli altri può forse immaginare di non avere AnimA?

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Ne consegue una frattura profonda, che sono sicuramente dotati di Anima, e quasi tutti gli altri

Ma gli altri chi sono? E poi, è importante avere questa benedetta AnimA? Da parte degli esseri umani che si basano sull’avere, ottenere qualcosa in più viene considerato un pregio; costoro non capiscono che non esiste l’avere Anima, ma solo l’essere AnimA e non si può essere AnimA se si è qualcos’altro.

Rose, Mazzolino, Congratulazioni, Arrangiamento, Fiori

Molti, a livello inconscio, hanno rifiutato l’idea di essere senz’Anima perché sono convinti che ciò significhi non solo essere diversi, ma anche esserlo in modo negativo. In precedenza la persona veniva identificato come uno sfortunato diverso; tutti erano pronti a mostrargli compassione e solidarietà per la sua difficile situazione.

Oggi le cose sono cambiate, viene considerato fortunato: lui ha l’AnimA

Rose, Blu, Fiore, Bloom, Romanticismo, Floreali, Fresco

Essere o non essere AnimA non è importante, ma questo lo può capire solo chi AnimA è. Agli altri, infatti, mancano i prerequisiti per comprendere, manca una forte componente coscienziale che, nella maggior parte dei casi, fa – o sembra fare – la differenza. In realtà tutti sono eterni, perché tutti hanno Coscienza.

Chi ha AnimA ha più Coscienza ed è immortale: tutto lì

Alberi Di Ciliegio Giapponese, Fiori, Primavera

La differenza tra immortalità ed eternità è importante e a questo punto dev’essere definitivamente chiarito. La coscienza è la parte di Dio che abbiamo in noi e rappresenta la realtà reale e immutabile nella sua eternità.

L’AnimA è immortale, ma alla fine dell’Universo finirà anch’essa: solo la sua Coscienza, come quella dello Spirito e della Mente, si salverà e continuerà ad ESSERE. 

Ponte, Giardino Giapponese, Arco, Park, Giardinaggio

Gli esseri umani che vogliono “avere” e non sanno che l’importante è “essere” e “divenire”

In altre parole, sono totalmente inconsapevoli … la sola giusta cosa che il soggetto può fare è di trattare AnimA come una persona autonoma e di rivolgerle domande personali. E intendo questo come una vera e propria tecnica…

Farfalla, Insetto, Macro, Animale, Natura, Primavera

L’arte consiste semplicemente nel lasciar parlare la nostra invisibile interlocutrice … bisogna coltivare l’arte di conversare con noi stessi nella situazione creata da uno stato affettivo …

(Corrado Malanga, università di Pisa; Jung C. G., Opere, VII, pagg. 199-200; Hillman, Anima, Adelphi, Milano, 1989, pag. 198).

L’ Amore

Nell’amore non siamo così unici come ci piacerebbe credere. Pare che la gente abbia stili amorosi molto simili.

Dicendo stili amorosi, mi richiamo ai modelli usati nelle ricerche sull’amore.

Il concetto generale di «amore» viene distribuito in vari contenitori, come cura altruistica responsabile (agape), solidarietà pratica (pragma), intimità erotica (eros), e così via.

l'Amore, unione, completezza,

C’è anche l’aspetto di «mania», il sentimento ossessivo, tormentato che è tipico dell’amore romantico. Dobbiamo assolutamente indagare sul perché di questa eccezione. Nella mania amorosa, e solo in essa, sembra darsi come un’indipendenza del cuore. Questo amore è qualcos’altro!

La «mappa amorosa» è uno degli espedienti con i quali la psicologia cerca di dare conto dei misteri dell’invasamento amoroso.

Ciascuno di noi cresce in un ambiente familiare in cui determinati tratti danno piacere, soddisfano bisogni, accentuano la vitalità. Tali tratti formano uno schema, una mappa, ed è di questa che ci innamoriamo quando una persona che sembra possederne gli attributi attraversa la nostra strada.

amore, completezza, unione, sessualità, integrazione, conoscenza

«Crescendo, questa mappa inconscia prende forma e ne emerge a poco a poco una proto-immagine dell’innamorato o innamorata ideali pertanto, molto prima che il nostro vero amore ci passi accanto a scuola, al supermercato o in ufficio, noi ci siamo già costruiti alcuni elementi base del nostro innamorato o innamorata ideale».

Per gli junghiani, la mappa amorosa possiede tratti fortemente individualizzati, perché a provocare l’innamoramento e la sensazione che si tratti di una chiamata del destino è una complessa immagine che portiamo nel cuore. Quanto più l’immagine è ossessiva e irresistibile, più ci innamoriamo pazzamente, il che intensifica la convinzione che sia il destino a volerlo.

L'immagine può contenere: una o più persone e testo

Gli junghiani chiamano questo fattore archetipico, che distorce la mappa in direzione di una particolare persona, con il nome di Anima e Animus, cioè una parte di Te ci si riconosce a specchio.

Anima e Animus sono le parole latine che indicano l’AnimA (lato femminile del Sé) e lo Spirito (lato maschile del Sé);

pertanto, anche ammesso che il nostro cuore si innamori di un’immagine infantile composita, a strutturare la nostra mappa, permeandola con l’esperienza del miracolo e del mistero, c’è sempre una configurazione ignota.

fondersi, ritrovarsi, Anima, coscienza, orgasmo spirituale,

Ecco perché, direbbero gli junghiani, l’amore è così travolgente.

Ti stende al tappeto mentre ti solleva al settimo cielo, fuori da questo mondo. L’esperienza dell’amore romantico trascende ogni condizionamento, pretende devozione al di là di ogni vincolo.

Per Platone, la «mania» era possessione da parte degli dèi, nella fattispecie di Afrodite e di Eros romantico. L’amore romantico ha un sapore di fatalità, di destino, di karma. «Sei quella/o che aspettavo», «Gli altri/le altre non contano», «Sei l’unica/o», «Ho cercato tanto, e finalmente eccoti qua…», «Sei la mia buona stella».

Romanticismo, Amanti, Felice, Uomo, Donna, Amore

Questa attrazione fatale, detta impersonalmente reazione biochimica e attribuita a feromoni subliminali, possiede una sua forza autonoma che trascende genetica e ambiente. Tale sensazione, non importa se sia o non sia delirante, conferma in maniera convincente l’interpretazione junghiana dell’amore romantico.

C’è attorno al fenomeno un qualcos’altro che ha un fine e un senso e un alone di avventura e di mistero.

Per gli junghiani, mamma e papà sono proiezioni di AnimA e Animus. Se anche li imitiamo e imitiamo il loro stile amoroso, non siamo fotocopie. Le fantasie abbelliscono la mappa, anzi diciamo pure che la disegnano. «L’amore romantico è inesorabilmente legato alle fantasie»: sono gli studi empirici sull’amore a sostenerlo.

Cuore, Amore, Romanticismo, San Valentino, Armonia

Essenziale per l’amore romantico è l’idealizzazione, non l’imitazione; non la replicazione del noto, bensì l’aspettativa dell’ignoto.

Nello specchio della somiglianza vediamo soltanto la faccia del nostro gemello “l’altra parte di me” separata dentro ma riflessa nell’altro nello specchio della mania amorosa, vediamo qualcosa che è radicalmente altro, la faccia che non riusciamo a trovare, che non conosciamo e che sembra richiedere gli spasmi dell’amore romantico.

Margherita, Cuore, Fiori, Cuore Di Fiore, Primavera

La mappa amorosa può spiegare le cose visibili, come i fianchi morbidi, le automobili e i cammelli, di potere ecc, ma l’amore si innamora anche di «qualcos’altro», che è invisibile. Diciamo: «Lui/lei ha un non so che»; «Il mondo intero cambia, quando c’è lui/lei». Come pare abbia detto Flaubert: «Lei era il punto di luce sul quale convergeva la totalità delle cose». Questo sulla mappa non c’è.

Se mai volessimo la prova lampante dell’esistenza del daimon che chiama, basta che ci innamoriamo una volta. Le fonti razionali dell’ereditarietà e dell’ambiente non sono abbastanza ricche da far scaturire il fiume in piena dello spasimo romantico.

Cuore, Herzchen, Amore, Romanticismo, Fortuna

Lì ci sei tutto intero, in nessun’altra occasione ti senti altrettanto sopraffatto dall’importanza del tuo essere e dal destino; in nessun’altra occasione ogni tuo gesto si rivela più chiaramente ispirato da un demone.

l’amore romantico potrebbe essere «concepito come una forza o un espediente per aiutare a creare o a potenziare il sé e l’individualità nel ritornare Uno». Le teorie psicodinamiche devono situare la chiamata dell’amore dentro il «sé» personale.

Palloncino, Cuore, Amore, Romanticismo, Cielo

Ecco perché lo stile della mania amorosa rimane escluso dalle altre mappe dell’amore. La chiamata si cristallizza in quella persona la cui faccia ci chiama a ciò che ci sembra il nostro destino.

Quella persona diventa una divinità esteriorizzata, padrona del mio fato, signora della mia AnimA, come dicono i romantici, demoniaca e angelica insieme, alla quale devo aggrapparmi, dalla quale non posso separarmi, non perché io sia troppo debole e fragile, ma perché lei, la chiamata, è troppo forte. È ovvio allora che sono tormentato, possessivo, dipendente, sofferente. Il daimon sta facendo a pezzi la mia mappa amorosa.

Giorno Di San Valentino, San Valentino, Amore, Caffè

Noi, però, possiamo leggere le ricerche più aggiornate come prove a conferma dell’autonomia del daimon.

Il suo fuoco illumina precisamente il compagno o la compagna che ci vogliono per me, nel bene o nel male, a breve o a lungo termine, convincendomi che questa altra persona è l’unica e la sola e che questo evento è unico e irripetibile per acquisire Consapevolezza di Me e tornare ad essere completo da dentro, al di là che l’esperienza finisca. L’AnimA ha percorsi che la mente potrebbe non accettare.

Rose, Fiori, Red, San Valentino

Gli altri stili amorosi tracciati nelle ricerche (condivisione, cura, solidarietà, intimità libidica) sono meno selettivi, meno personali. Non si ostinano su questa particolare persona che incarna l’immagine che mi porto nel cuore. La mania amorosa vede ciò che è già contenuto nell’AnimA prima di venire al mondo.

Il filosofo spagnolo Ortega y Gasset dice che gli innamoramenti sono rari, se pensiamo a come è lunga la vita.

L’innamoramento è un evento raro e fortuito, che colpisce a una profondità incredibile. Quando accade, accade esclusivamente per la singolarità dell’oggetto:

Rose, Blu, Fiore, Bloom, Romanticismo, Floreali, Fresco

quella persona, non un’altra. Non gli attributi e le virtù, non la voce o i fianchi o il conto in banca, non proiezioni residue di precedenti fiamme o modelli familiari trasmessi da una generazione all’altra: semplicemente, l’unicità di questa persona che l’occhio del cuore ha veduto fra tante. Se manca quel senso di scelta fatale, il romanticismo non scatta.

Perché questo tipo di amore non è un rapporto personale o una epistasi genica, ma più probabilmente un’eredità demonica, insieme dono e maledizione degli antenati invisibili. Un analogo senso del destino, anche se meno improvviso e meno ardente, e un’analoga devozione possono caratterizzare l’innamoramento per un luogo e addirittura per un lavoro, oltre che per una persona.

Coppia, Baciare, Mentire, Relax, Insieme, Felicità

Non riusciamo a lasciarlo, dobbiamo rimanerci finché l’esperienza non è chiusa, e celebriamo riti devozionali per tenerlo vivo. Si crea lo stesso incantesimo, mi viene la stessa sensazione di poter vivere con te per tutta la vita, e il mio «te» può essere una persona, un luogo, un lavoro. E c’è la stessa sensazione che qui sia chiamata in gioco non solo la mia vita o la mia morte.

Morte è una parola troppo pesante e incompatibile per associarla alle intense vibrazioni dell’amore romantico; ma l’amore romantico più di tutti riverbera del senso dell’eterno e insieme della brevità e fragilità della vita, come se sulla passione romantica fossero sempre sospesi l’ombra e il respiro della morte, con il suo richiamo a un altrove che è «oltre» e senza confini.

Spiaggia, Sabbia, Paesaggio, Marine, Natura, Ambientale

Si affrontano rischi pazzeschi.

E quando la letteratura unisce gli amanti romantici, unisce anche il loro amore con la morte. L’occhio del cuore che «vede» è anche l’occhio della morte che vede al di là dell’apparenza visibile fino a un invisibile cuore. E la autentica rivelazione si ha quando cadiamo in preda all’amore, perché allora siamo aperti a mostrare chi più autenticamente siamo, lasciando intravedere il genio della nostra AnimA.

Strada, Foresta, Stagione, Autunno, Caduta, Panorama

Dice la gente: «Sembra un altro: deve essere innamorato». «È innamorata: non sembra più lei». Quando l’amore smuove il cuore, si percepisce un qualcos’altro, nell’oggetto idoleggiato, che la lingua della poesia cerca di catturare. L’incontro tra amante ed essere amato avviene da cuore a cuore, come l’incontro tra scultore e modello, tra mano e pietra. E un incontro di immagini, uno scambio di immaginazioni.

Quando ci innamoriamo, incominciamo a immaginare al modo romantico, veementemente, sfrenatamente, follemente, gelosamente, con intensità possessiva, paranoide.

Coppia, Facendo Fuori, Giovane, Persone, Donna, Uomo

E quando immaginiamo intensamente, incominciamo a innamorarci delle immagini evocate davanti all’occhio del cuore: come quando iniziamo un progetto di
lavoro, organizziamo una vacanza, prepariamo una nuova casa in un’altra città, portiamo avanti una gravidanza…

Le nostre immagini ci attirano sempre più totalmente dentro l’impresa avventata. Non riusciamo a venir via dal laboratorio, non smettiamo più di comperare altro equipaggiamento, di farci dare dépliant, di immaginare nomi. Siamo innamorati perché c’è l’immaginazione.

Mani, Amore, Coppia, Insieme, Dita, Persone, Umano

Liberando l’immaginazione, perfino i gemelli identici si liberano della loro identicità per comprendere sé stessi e ritrovarsi , comprendersi e unirsi di nuovo da dentro, per ricordare poi che eravamo già completi cosi come il Sole e la Luna erano già presenti in noi da sempre.

L’Amore è sovrapposizione di Coscienza.

James Hillman “Il Codice dell’Anima” modificato Francesco Ciani

L’anca

L’anca rappresenta l’articolazione «primaria», basilare, «madre», degli arti inferiori.

Da essa partono tutti i potenziali movimenti di questi arti. Rappresenta anche l’asse fondamentale del nostro mondo relazionale. È la «porta del Non-Conscio relazionale», il punto dal quale gli elementi del nostro Non-Conscio emergono verso il Conscio.

Salotto, Hall, Jazz, Anca, Architettura, Contemporanea

I nostri schemi profondi, le nostre convinzioni di come dev’essere la relazione con l’altro e con il mondo e il modo in cui la viviamo, sono somaticamente rappresentati (per quanto concerne la struttura del corpo, naturalmente) dall’anca.

Qualsiasi perturbazione conscia o meno di questi livelli avrà delle ripercussioni su una delle anche. Con il bacino e la zona lombare, le anche sono la sede della nostra potenza profonda, come pure della nostra capacità di mobilità e agilità, interiori ed esteriori.
 
Massaggio, Bordo Muscolare, Anca, Tessuto Connettivo
 

È a partire da esse che il nostro «essere» si pone in relazione con il mondo.


I problemi delle anche, dolori, tensioni, blocchi, artrosi e così via, ci mostrano che attraversiamo una situazione in cui la «base» delle nostre convinzioni profonde viene rimessa in discussione.
 
Immagine correlata
 
Il fatto che questa articolazione, che è il sostegno principale e fondamentale della gamba, ceda, significa che anche i nostri appoggi interiori di fondo, le nostre convinzioni più intrinseche relative al rapporto con la vita ci abbandonano.
 
Biancheria Intima, Reggiseno, Sexy, Femminile, Donna
 
Siamo sommersi dalle nozioni di tradimento e di abbandono, sia che ciò sia dovuto a noi o all’altra persona.
 
Se si tratta dell’anca sinistra, ci troviamo di fronte ad un vissuto di tradimento o di abbandono connesso al simbolismo Yang (paterno).
Se si tratta dell’anca destra, ci troviamo di fronte ad un vissuto di tradimento o di abbandono ricollegabili al simbolismo Yin (materno).
 
(Michel Odoul)

Baciatevi

L’Arte di Vivere

Baciatevi all’improvviso, quando quel bacio è stupore e meraviglia.

Baciatevi quando un’incomprensione rischia di farvi allontanare, quando quel bacio vi ricorda che il vostro amore è più importante di tutto quanto il resto perché vi state per separare dalla vostra AnimA.

Un Paio Di, Giovane Coppia, Amore, Bacio, Baci

Baciatevi quando siete felici, quando quel bacio irradia gioia e contagia

Baciatevi quando siete tristi per un problema che vi preoccupa, quando quel bacio vi ricorda che oltre alla difficoltà che state attraversando c’è l’amore di cui rendere grazie.
Baciatevi al mattino, appena svegli, ancora stropicciati dal sonno.

Baciatevi quando vi salutate, quando vi ritrovate

Cigno, Cuore, Amore, Bill, Spiaggia, Romanticismo
Baciatevi prima di dormire. Baciatevi sempre! E ogni bacio vi ricordi che stare insieme è un dono prezioso che non va sprecato.
Semplicemente non separatevi dentro così da non produrre per estensione una realtà deleteria.
Sposa, Sposo, Ragazza, Donna, Guy, Uomo, Baciare
L’amore e la Vita che Sei va coltivato e protetto, unito in ogni tuo pensiero gesto, parola, sguardo emozione: baciatevi… baciatevi… baciatevi…
Francesco Ciani

Ingordigia

Malattia linguaggio dell’AnimA

Vivere significa imparare. Imparare significa integrare principi e accogliere nella propria coscienza principi fino a quel momento avvertiti come esterni a sé.
 
Il mondo fuori è semplicemente una estensione del nostro Sè reso vero dall’Energia della Mente.
 
Cucina, Cibo, Italiano, Antipasti, Cena, Pranzo
La costante integrazione di eventi nuovi “Compresi” porta a una dilatazione di Consapevolezza che altro non è che il metro della Coscienza.
Quando si sostituisce il ” nutrimento spirituale ” con ” nutrimento materiale “, inevitabilmente questa incorporazione porta a una ” dilatazione del corpo “.

Manifesto in varie manifestazioni non causali nel corpo.

 
Ragazza, Sdraiata, Mare, Spiaggia, Persona, Persone
 
Se la fame di vita non viene saziata dall’esperienza, CONSAPEVOLE scende a livello corporeo e si manifesta come fame. Questa fame però è insaziabile, perché il vuoto interiore non può essere colmato col cibo.
 
Amore significa aprirsi e lasciar entrare – l’ingordo vive l’amore soltanto nel corpo, perché non riesce a farlo nella propria coscienza; non riesce e non ha volontà di comprendere l’esperienza “qualsiasi” che ha già scelto di fare.
 
Angeli, Demografico, Ragazze, Donne, L'Atto Di
 
Ha nostalgia d’amore, però non dilata i confini del proprio Sè, apre soltanto la bocca e divora tutto. L’ingordo cerca l’amore, cerca conferme e ricompense – purtroppo però su un piano sbagliato, sovente ciò che si cerca fuori  nasce da una separazione interiore non compresa. 
 
(Francesco Ciani)

Eruzioni della pelle

Malattia espressione dell’AnimA

Nel caso delle eruzioni qualcosa spezza il confine, qualcosa vuole uscire. L’esempio più evidente è quello dell’acne giovanile. Nella pubertà la sessualità esplode nell’uomo, ma per lo più viene repressa.

Ragazza, Sexy, Nudo, Artistico, Donna, Pelle, Erotico

La pubertà è un ottimo esempio per una situazione di conflitto. In una fase di apparente tranquillità irrompe improvvisamente da profondità inconsce qualcosa di nuovo e travolgente, che con la forza cerca di crearsi uno spazio nella coscienza e nella vita di una persona.

Tuttavia la cosa nuova che urge è sconosciuta, insolita e incute paura. Si preferirebbe escluderla dal proprio mondo e tornare allo stato abituale. Il che non è più possibile. Non è possibile far si che un movimento non sia avvenuto.

Ci si trova così nel bel mezzo di un conflitto

Bellezza, Donna, Ritratto, Faccia, Capelli, Femminilità

Lo stimolo del nuovo e la paura del nuovo attirano quasi con la stessa forza. Ogni conflitto osserva questo modello, cambia soltanto il tema. Nella pubertà il tema si chiama sessualità, amore, compagnia.

Cresce la nostalgia dell’essere polare, del Tu. Si vorrebbe venire in contatto con ciò che manca, e non si osa farlo.

Emergono fantasie sessuali – di cui ci si vergogna

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Non stupisce che questo conflitto divenga visibile sotto forma di irritazioni della pelle: la pelle infatti è il confine dell’Io, che bisogna superare per trovare il Tu. Al tempo stesso la pelle è l’organo con cui si può instaurare questo contatto, toccare l’altro, accarezzarlo.

Per essere amati occorre anche piacere all’altro così come si è, nella propria pelle

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Questo tema caldo infiamma la pelle del ragazzo in età puberale e mostra che si vorrebbero far saltare i confini finora osservati e al tempo stesso il tentativo di sbarrare il passo a ciò che è nuovo, la paura dell’impulso appena risvegliato.

Ci si difende anche attraverso l’acne, perché essa rende difficile ogni incontro e impedisce la sessualità.

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Nasce così un circolo vizioso:

le sessualità non vissuta si manifesta sulla pelle sotto forma di acne – e l’acne impedisce il sesso. Il desiderio represso di eccitazione si trasforma in pelle irritata.

Quanto sia stretto il rapporto tra sesso e acne, risulta chiaramente dai punti in cui l’acne si manifesta. L’acne si presenta esclusivamente sul viso e nelle ragazze sul décolleté (a volte anche sulle spalle).

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Le altre parti della pelle non vengono aggredite dall’acne, perché non potrebbero raggiungere nessuno scopo. Per curare l’acne, alcuni medici prescrivono con buoni successi la pillola.

Lo sfondo simbolico di questo effetto è evidente:

la pillola simula nel corpo una gravidanza e contemporaneamente l’acne svanisce perché non occorre ora impedire più niente. I bagni di mare e il soggiorno al mare fanno in genere regredire molto l’acne, mentre essa fa grandi progressi se il corpo è ben coperto.

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Il vestiario come seconda pelle sottolinea la delimitazione e l’intoccabilità, mentre lo svestirsi è già il primo passo verso l’apertura e il sole rimpiazza in maniera non pericolosa il desiderato e temuto calore di un altro corpo.

Tutti sanno che il miglior rimedio contro l’acne è la sessualità veramente vissuta.

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Tutto quello che abbiamo detto dell’acne giovanile vale anche per quasi tutte le altre eruzioni della pelle.

Una eruzione mostra sempre che qualcosa che è stato represso finora vorrebbe spezzare i confini e rivelarsi pienamente (divenire consapevole).

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Nell’eruzione si rivela qualcosa che finora non era stato visibile. Questo fa anche capire come mai quasi tutte le malattie infantili – come morbillo, scarlattina, varicella – si manifestano attraverso la pelle.

Ad ogni malattia infantile nella vita del bambino irrompe qualcosa di nuovo, e porta con sé un’evoluzione. Più forte è l’eruzione, più veloce è il decorso della malattia infantile – lo sfondamento è riuscito.

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La crosta lattea è l’espressione visibile di questo invisibile muro e insieme il tentativo di spezzare questo isolamento. L’eczema viene spesso utilizzato dalle madri per giustificare in termini causali il loro rifiuto interiore del bambino.

Per lo più si tratta di madri particolarmente legate all’estetica, che tengono molto alla pelle pulita e levigata.

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Una delle dermatosi più frequenti è la psoriasi.

Essa si manifesta in focolai limitati, circolari, infiammati, coperti di pustoline di un colore bianco-argenteo, dure e resistenti. Qui la funzione naturale di protezione della pelle viene esasperata:

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ci si scherma in ogni direzione, non si vuole più lasciar passare e uscire nulla. Ma dietro ogni forma di difesa si cela la paura di ” essere feriti “. Più grande è la difesa, maggiore è la sensibilità interiore della persona e la sua paura di essere ferita.

È come nel regno animale. Se si toglie la conchiglia a un mollusco, si trova un esserino misero, molle, senza protezione. Le persone che nel loro riserbo non fanno avvicinare niente e nessuno, sono per lo più estremamente sensibili.

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Però il tentativo di proteggere con una corazza robusta la vulnerabilità dell’anima è abbastanza tragico. Una corazza protegge, è vero, da ferite ed escoriazioni, però ” protegge ” anche contro ogni altra cosa, anche contro l’amore e la dedizione.

Amore significa aprirsi – quindi in questo caso la difesa è controproducente.

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La corazza isola dal fiume della vita, rende miseri e aridi – e al tempo stesso comincia a crescere sempre più la paura. Diventa sempre più difficile spezzare questo cerchio infernale.

A un certo punto l’uomo deve permettere che il sempre temuto e respinto ferimento dell’AnimA avvenga, per imparare che l’anima non perirà certo per questo. Bisogna diventare di nuovo vulnerabili per poter apprezzare il meglio della vita.

Questo passo viene compiuto soltanto sotto pressione esterna, esercitata o dal destino o dalla psicoterapia

Abbiamo descritto dettagliatamente il rapporto esistente tra l’estrema vulnerabilità e la corazza perché la psoriasi ce ne ha offerto l’occasione. È anche possibile che si arrivi a veri e propri punti scoperti della pelle, a ferite sanguinanti.

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In questo modo aumenta il pericolo di infezione della pelle.

Spesso la psoriasi comincia nei gomiti – e coi gomiti ci si impone, sui gomiti ci si appoggia. Proprio qui si mostrano indurimenti e vulnerabilità.

Nella psoriasi l’isolamento ha raggiunto il punto estremo, così che il paziente viene costretto a diventare ” vulnerabile e aperto ” almeno a livello corporeo.

(Thorwald Dethlefsen Rudiger Dahlke)

Mangiarsi le unghie

Malattia Espressione dell’AnimA

Il mangiarsi le unghie non rientra nei disturbi motori, tuttavia l’abbiamo inquadrato in questo gruppo per certe somiglianze puramente esteriori. Anche il mangiarsi le unghie viene vissuto come una sorta di costrizione, che vince il controllo volontario della mano.

Non soltanto i bambini e i giovani si mangiano le unghie, spesso anche gli adulti soffrono per decenni di questo sintomo difficilmente curabile.

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La base psichica del mangiarsi le unghie è evidente e questo fatto dovrebbe essere di aiuto a molti genitori quando si accorgono che il loro bambino presenta questo sintomo. Infatti proibizioni, minacce e punizioni sono in questo caso le reazioni meno appropriate.

Pensiamo all’espressione mostrare le unghie: è abbastanza simile a digrignare i denti. Entrambe indicano la disponibilità a combattere. L’atto di mangiarsi le unghie equivale a una castrazione della propria aggressività.

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Chi si mangia le unghie ha paura della propria aggressività e smussa quindi simbolicamente le proprie armi.

Mangiandosi le unghie si consuma già una parte di aggressività, la si dirige esclusivamente verso se stessi: si morde e quindi si elimina la propria aggressività.

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Le donne soffrono del sintomo qui descritto specialmente perché invidiano le altre donne per le loro belle unghie lunghe e laccate di rosso.

Le unghie lunghe laccate del colore rosso (il colore di Marte) sono un simbolo di aggressività particolarmente bello e luminoso – e queste donne portano in bella vista le loro unghie e la loro disponibilità ad aggredire.

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È ovvio che vengano invidiate da quelle che non osano mostrare la propria aggressività e le proprie armi.

Anche il voler avere queste belle unghie rosse è soltanto la formulazione esteriore del nascosto desiderio di potere un giorno essere così apertamente aggressive.

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Se un bambino comincia a mangiarsi le unghie, significa che si trova in una fase in cui non osa mostrare agli altri la propria aggressività.

In questi casi i genitori dovrebbero meditare attentamente se, nella loro educazione e attraverso il loro comportamento, hanno represso o valutato negativamente l’atteggiamento aggressivo.

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Bisognerebbe allora tentare di creare per il bambino un ambiente di vita in cui possa trovare il coraggio di realizzare la propria aggressività senza sentimenti di colpa.

In genere un simile comportamento suscita paura, perché se i genitori non avessero problemi con l’aggressività non avrebbero bambini che si mangiano le unghie.

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Sarebbe quindi un processo molto sano per tutta la famiglia se cominciassero a mettere in discussione il proprio comportamento non sincero e ipocrita e cominciassero a vedere cosa c’è dietro la facciata.

Una volta che il bambino ha imparato a mettersi sulle difensive invece di rispettare le paure dei genitori, smetterà anche di mangiarsi le unghie.

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Fintanto che però i genitori non sono disponibili a trasformarsi loro stessi, non dovrebbero lagnarsi dei sintomi dei loro figli. I genitori non hanno colpa dei disturbi dei figli, però i figli riflettono nelle loro turbe i problemi dei genitori.

(Thorwald Dethlefsen Rudiger Dahlke)

Allergia

Malattia Espressione dell’AnimA

l’allergia è una iper/reazione a una sostanza riconosciuta pericolosa. Con riferimento alla capacità di sopravvivenza del corpo, il sistema difensivo proprio del corpo è la sua giustificazione. Il sistema immunitario del corpo forma antigeni contro gli allergeni e si difende così dai nemici.

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Negli allergici questa giusta difesa viene portata agli estremi. L’allergico si costruisce un’armatura e vede nemici dappertutto.

Un numero sempre più alto di sostanze viene dichiarato nemico e di conseguenza l’armatura diventa sempre più robusta, per poter fronteggiare tutti questi nemici. In campo militare armarsi è sempre un segno di aggressività, e così anche l’allergia è espressione di forte difesa e aggressività repressa nel corpo.

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L’allergico ha problemi con la propria aggressività, che però in genere non ammette di avere e quindi neppure vive consapevolmente.
(Per evitare malintesi ricordiamo che noi parliamo di un aspetto psichico represso quando la persona in oggetto non lo percepisce consapevolmente in se stesso.

Può darsi però che viva molto bene questo aspetto – e tuttavia non riconosce in sé questa qualità.

Può però anche essere che la qualità sia stata tanto repressa che la persona non la vive nemmeno più. Quindi sia una persona aggressiva che una persona totalmente mite può aver represso la propria aggressività!).

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Nel caso dell’allergia, l’aggressività è passata dalla psiche nel corpo e qui infuria: viene difesa e aggredita, combattuta e vinta.

Affinché questa piacevole occupazione non finisca troppo presto per mancanza di nemici, ecco che innocui oggetti vengono dichiarati nemici: pollini di fiori, peli di gatto o di cavallo, polvere, detersivi, fumo, fragole, cani o pomodori.

La scelta è illimitata – l’allergico non ha paura di niente – combatte con tutti e con tutto, però in genere dà la preferenza ai propri simboli favoriti.

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È noto quanto sia stretto il rapporto tra aggressività e paura.

Si combatte sempre ciò di cui si ha paura. Osservando più attentamente le sostanze cui di preferenza si è allergici, si scopre con facilità quali ambienti spaventino tanto l’allergico, al punto che li combatte appassionatamente in un rappresentante simbolico.

Troviamo in primo luogo i peli degli animali domestici, soprattutto quelli del gatto. Alla pelliccia del gatto (e alla pelliccia in generale) gli uomini associano moine e carezze – la pelliccia è morbida e avvolgente, tenera e tuttavia ” animalesca “.

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È un simbolo dell’amore e ha un riferimento sessuale (vedi gli animali di pezza con cui i bambini vanno a letto).

Lo stesso vale per la pelle di coniglio.

Nel cavallo la componente istintuale è più fortemente accentuata, nel cane quella aggressiva – anche se queste differenziazioni sono molto sottili e non fondamentali, perché un simbolo non ha mai confini netti.

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Lo stesso significato hanno anche i pollini di fiori, gli allergeni preferiti di tutti coloro che soffrono di raffreddore da fieno.

I pollini di fiore sono un simbolo di concepimento e riproduzione, e la primavera ” piena ” è la stagione in cui queste persone soffrono di più.

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Peli di animale e pollini come sostanze cui si è allergici mostrano che i temi ” amore “, ” sessualità “, ” impulso ” e ” fertilità ” sono carichi di paura e quindi evitati, non lasciati passare in quanto ritenuti aggressivi.

Lo stesso vale per la paura dello sporco, di ciò che non è puro, pulito, che si esprime nell’allergia per la polvere di casa. L’allergico cerca di evitare gli allergeni e anche gli ambienti corrispondenti, cosa nella quale la medicina piena di comprensione e le persone che gli vivono accanto lo aiutano volentieri.

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Ai giochi di potenza dell’ammalato anche qui non vengono posti confini: gli animali domestici vengono buttati fuori, nessuno può più fumare, eccetera. In questa tirannia nei confronti dell’ambiente circostante, l’allergico trova un buon campo di azione per realizzare la sua aggressività repressa senza che nessuno se ne accorga.


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Il metodo della ” desensibilizzazione ” è buono come idea, però bisognerebbe applicarlo non al piano fisico ma a quello psichico se si vuole avere veramente successo.

Infatti l’allergico può guarire soltanto se impara a confrontarsi consapevolmente con ciò che evita e teme, finché riesce a integrarlo nella coscienza e ad assimilarlo. Non si fa un buon servizio all’allergico incoraggiandolo nelle sue strategie difensive: lui deve conciliarsi coi suoi nemici, imparare ad amarli.

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Che gli allergeni esercitino sull’allergico esclusivamente un effetto simbolico e mai fisico/chimico, dovrebbe esser chiaro anche a un materialista incallito: basta che consideri che un’allergia ha sempre bisogno di coscienza per potersi manifestare.

Durante la narcosi non c’è allergia, e allo stesso modo tutte le allergie spariscono durante una psicosi.

In senso opposto, anche le immagini, come per esempio la fotografia di un gatto o una locomotiva sbuffante in un film, provocano nell’asmatico un attacco d’asma. La reazione allergica è assolutamente indipendente dalla sostanza dell’allergene.

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La maggior parte degli allergeni sono espressione di vitalità: sessualità, amore, fertilità, aggressività, sporco – in tutti questi campi la vita si mostra nella sua forma più vitale.

Però proprio questa vitalità che preme per manifestarsi incute una gran paura all’allergico, perché in ultima analisi egli ha un atteggiamento ostile nei confronti della vita. Il suo ideale è ciò che è sterile, non fertile, non fruttificante, la vita priva di impulsi e di aggressività – una condizione che quasi non merita di esser chiamata ” vita “.

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Non stupisce quindi che l’allergia in certi casi possa aumentare fino a creare pericolose malattie autoaggressive, in cui il corpo lotta e alla fine soccombe. In questo modo il proteggersi, chiudersi, incapsularsi ha raggiunto la sua forma più alta, quella che trova il suo compimento nella bara – la vera stanza priva di sostanze allergiche…

ALLERGIA = AGGRESSIVITÀ DIVENUTA MATERIA
L’allergico dovrebbe porsi queste domande:
1. Perché non consento alla mia aggressività di manifestarsi, ma la costringo a lavorare silenziosamente ai danni del corpo?
2. Di quali ambienti di vita ho tanta paura da evitarli?
3. A quali temi si riferiscono le mie allergie? Sessualità, voglie, aggressività, riproduzione, sporco nel senso dell’ambiente buio di vita?
4. Fino a che punto mi servo della mia allergia per manipolare chi mi vive accanto?
5. Come va col mio amore, con la mia capacità di ” far passare “?

(Dott. Thorwald Dethlefsen)

ECN