La guarigione viene dalla comprensione

Così come l’amore non è quello che senti

ma è una decisione della mente di prendersi cura di qualcuno o di qualcosa, in cui l’inconscio si riconosce.

Romanticismo, Amanti, Felice, Uomo, Donna, Amore, Due

Ci si innamora quando non ha importanza quello che tu provi nel cuore.

Quello che è importante è ciò che decidi e senti TU

Coppia, Amore, Insieme, Donna, Giovane, Uomo

è come il Medico che non può curare nessuno, se non ha compreso le sue dinamiche che a specchio vede nei malati, a loro volta non guariscono.
un Bravo Terapeuta non ti Guarisce ma ti dice come Guarire.
Luna, Coppia, Blu, Amore, Innamorato, San Valentino
Così come Tu non puoi innamorarti e disinnamorarti;
non puoi delegare la tua Vita nelle mani di qualcun altro,
tu devi prenderti cura di te stesso.
Se non mi credi, o non ti riconosci in ciò che Sei veramente .. osserva la Creazione
osserva la Madre Terra che ci continua a dare Vita nonostante ciò che gli facciamo.
Analisi, Biochimica, Biologo, Biologia, Biotecnologie

Non confondere l’amore con la passione e il desiderio

Il desiderio nasce da una separazione interiore.
il Piacere da una Consapevolezza acquisita interiormente.
Questo è il tempo di prendersi cura di Sè
divenire Responsabili e Acquisire Consapevolezza di ciò che sei veramente
Olio Cosmetico, L'Olio Essenziale Di, Cosmetologia
(Francesco Ciani)

Alchimia dell’Uno

(Maschile + Femminile = Integrazione Alchemica)

” hanno chiesto al maestro qual era la differenza tra chimica e alchimia nelle relazioni di coppia e rispondo queste belle e sagge parole:

Sera Sole, Tramonto, Baumsilhouette, Cielo, Romantica

– le persone che cercano “chimica” sono scienziati dell’amore,
Cioè, sono abituati all’azione e alla reazione.
Le persone che trovano l'”Alchimia” sono artisti dell’amore,
Creano costantemente nuovi modi di amare.

I chimici amano per necessità.
Gli alchimisti per scelta.

Fiore, Campo, Bambino, Fotografia, Papavero, Flash

La chimica muore col tempo,
L’ alchimia nasce attraverso il tempo…

La chimica ama la confezione.
L’ alchimia gode del contenuto.

Coppia, Facendo Fuori, Giovane, Persone, Donna, Uomo

La chimica succede.
L’ alchimia si costruisce.

Tutti cercano chimica,
Solo alcuni trovano l’alchimia.

Cuore Del Fuoco, Cuore, Fuoco, Amore, Simbolo, Design

La chimica attira e distrae macho e femministe.
L’ alchimia integra il principio maschile e femminile,
Ecco perché si trasforma in un rapporto di individui liberi
E con le ali proprie, e non in un’attrazione che è soggetta
Ai capricci dell’ego.

In conclusione, disse il maestro guardando i suoi allievi:

Disegno, Amore, Passione, Matita, Disegnare

L’ alchimia raccoglie ciò che la chimica separa.
L’ alchimia è il matrimonio reale, la chimica il divorzio
Che vediamo ogni giorno nella maggior parte delle coppie.

” iniziamo a costruire relazioni consapevoli,
Perché la chimica ci farà sempre invecchiare il corpo,
Mentre l’alchimia ci accarezza sempre dall’interno “

Impegno, Coppia, Romanticismo, Bici, Felicità, Insieme

Vertigini e Sindrome di Ménière

Di fronte a questo termine non rimane molto da spiegare:

nomen est amen. Le vertigini rimandano, di fatto, a una vertigine più profonda che si studia bene nei prototipi della malattia, cioè nel mal di mare e nei disturbi di viaggio.

Il fatto che questo disturbo si manifesti con maggiore frequenza a bordo di una nave, ha determinato la scelta del nome con il quale viene indicato, tuttavia esso si presenta anche in automobile, sulle montagne russe, nei luna-park e addirittura negli ascensori.

Equilibrio, Altezza, Strada, Giunzione, Coraggio

Le condizioni di partenza sono in linea di principio sempre le stesse.

Una situazione tipica è la seguente: stiamo facendo un viaggio in mare e ci troviamo nella sala da pranzo sottocoperta. Di fronte agli occhi abbiamo una tavola imbandita, fissata al pavimento, che non accenna al minimo movimento. Di conseguenza gli organi della vista comunicano al sistema nervoso centrale:

Paura Delle Altezze, Bambino, Gli Occhi Chiusi, Paura

«Tutto è tranquillo, ogni cosa è al suo posto». Contemporaneamente però l’organo dell’equilibrio segnala dall’interno dell’orecchio la presenza di «movimenti rotatori».

In tal modo si crea una specie di situazione a doppio cieco (double-bind-situation), di fronte alla quale la centrale non riesce a trovare alcuna soluzione, poiché o si è in uno stato di quiete o ci si sta muovendo:

la copresenza di queste due realtà è chiaramente impossibile. In tale contesto l’organismo incarna le vertigini reali e informa la coscienza.

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Qui diviene particolarmente chiaro fino a che punto la malattia renda sinceri.

Il sintomo raffigura sul corpo della persona coinvolta ciò che essa non può riconoscere all’esterno, cioè che il terreno oscilla sotto i suoi piedi. 

Se i disturbi si avvertono durante i viaggi, queste avvisaglie sono innocue, poiché il pavimento si muove veramente; in malattie come la sclerosi multipla, il sintomo indica davvero che il terreno trema; qui però deve essere interpretato metaforicamente e di conseguenza è più minaccioso.

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Nel malessere che si manifesta in viaggio, il corpo, insieme alla nausea, avverte «conati di vomito» e vorrebbe «rimettere» al più presto. I malati, nel senso più autentico del termine, non si sentono nel loro elemento:

sono capitati in ambiente estraneo, vivono nell’illusione di stare ancora su un terreno sicuro e tranquillo, mentre invece già da tempo navigano sulle onde del mare.

Se vogliono che tutto torni rapidamente a posto, dovrebbero ammettere a se stessi e a tutti i loro sensi di trovarsi in una situazione particolare e dovrebbero affidarsi all’elemento acqua, l’unico in grado di trasportarli.

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Non avrebbero bisogno di vomitare, se si arrendessero metaforicamente alla situazione.

La malattia contiene già in sé la soluzione e attraverso il vomito, spinge i soggetti a salire sopra coperta: lì i loro occhi vedono il movimento dell’acqua e della nave e le informazioni fornite da questi organi sono nuovamente in accordo con quelle che provengono dall’orecchio.

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Vertigine e nausea possono, allora, placarsi. Se in una barca a vela si mette la barra del timone in mano a una persona che soffre di vertigini, la verità viene immediatamente a galla: questa infatti dovrà concentrarsi sull’acqua e i suoi occhi riconosceranno il loro errore.

Questo è anche il motivo per cui chi nuota non ha mai il mal di mare; neppure il conducente dell’auto è colpito da questo disturbo, mentre lo sono gli altri viaggiatori.

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Sono i bambini, soprattutto, che tendono ad avere le «vertigini»: a differenza di chi è al volante, essi non guardano la strada, ma, giocando, rimangono con lo sguardo all’interno dell’auto.

In questa situazione gli organi sensoriali inviano informazioni inconciliabili. Con la nausea i bambini rivelano che l’auto non è il loro elemento.

Una semplice soluzione consiste nel farli guardare in avanti e verso l’esterno, indicando loro cose interessanti.

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Un altro metodo, sperimentato in tutti i casi analoghi, consiste nella momentanea eliminazione delle informazioni inesatte, cosa che può essere ottenuta chiudendo semplicemente gli occhi:

ne consegue che i movimenti che prima causavano i disturbi diventano gradevoli, si tende al sonno.

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Ci si ritrova di nuovo nel proprio elemento perché la vita è iniziata proprio così nel liquido amniotico, perché molti adulti si dondolano con piacere, come i bambini.

È estremamente importante chiudere gli occhi, abbandonare i controlli e lasciarsi andare a questa situazione primordiale.

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Lo stesso principio è valido per tutti gli altri tipi di vertigine, compresa quella dovuta a ipotensione, che si manifesta con notevole frequenza presso le persone afflitte da bassa pressione, ogni volta che passano con eccessiva rapidità dalla posizione supina a quella verticale.

Il loro malessere è causato dal movimento «troppo veloce». Costoro si comportano come se volessero porsi di fronte alla nuova giornata o a una nuova situazione con slancio e impeto.

Se il loro comportamento non è sostenuto da forza interiore, il corpo deve rivelare, o meglio, incorporare la vertigine. I soggetti devono sdraiarsi di nuovo, però hanno una nuova chance se accettano di essere più lenti, ma più autentici.

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Un cosiddetto doppio legame è quello che si verifica, ad esempio, nelle situazioni prive di via d’uscita come la seguente: una persona riceve in regalo una giacca gialla e una rossa. Se indosserà quella gialla, farà dire agli altri: «Allora quella rossa non ti piace!», se invece indosserà quella rossa, accadrà il contrario.

La sindrome di Ménière

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In questo caso ci troviamo di fronte non tanto a una malattia circoscritta, ma a un complesso di sintomi, che includono capogiri, vomito, sudorazione e pallore.

La sintomatologia è inoltre caratterizzata da perdita di udito e/o da acufeni e, sul fronte dell’occhio, da un fenomeno detto nistagmo, termine che deriva dal greco e significa tremore e oscillazione dell’occhio.

Tale disturbo accompagna diverse malattie nervose, come la sclerosi multipla e spesso anche alcune affezioni dell’orecchio, tra cui la sindrome di Ménière, che costituisce molto probabilmente un problema di pressione nel sistema del labirinto dei condotti.

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La malattia si manifesta all’improvviso, apparentemente a ciel sereno, gli attacchi si presentano alternati a periodi di normalità di varia lunghezza. 

Come la sclerosi multipla, anche le vertigini devono essere prese molto sul serio.

Il corpo da un lato informa la persona che si trova su un terreno pericolante, e talvolta trasmette anche la sensazione che la terra sparisca sotto i piedi. Dall’altro crea l’illusione che esistano movimenti che di fatto sono inesistenti.

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Il terreno su cui la persona si muove è diventato insicuro, non si può più essere certi di nulla, efficienza e indipendenza sono continuamente minacciate, la stabilità è messa in discussione.

Se si ricerca nei territori della psiche e dello spirito, spesso si scopre che i pazienti si sono smarriti ad altezze vertiginose dal punto di vista etico, morale, religioso o delle ambizioni.

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Dilatare a dismisura le proprie pretese impedisce di trovare uno scopo di vita veramente motivante. Chi è in questa situazione è costretto a darsi continuamente da fare e la sua capacità di resistenza risulta sorprendente: del resto sono costantemente alla ricerca di riconoscimenti esterni.

Se tali riconoscimenti vengono improvvisamente a mancare, si precipita nella tipica situazione di scollamento, che spesso è correlata alla perdita del senso della vita. Una volta perso questo riferimento, diviene immediatamente evidente tutta la mancanza di sicurezza e la disperazione – forse non nella coscienza, ma di certo nel terreno oscillante.

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I pazienti non sono più certi neanche della loro stessa vita.

In tali situazioni, rese ancora più preoccupanti dall’insieme dei sintomi, cadono spesso in un circolo vizioso. Poiché i movimenti esterni possono innestare movimenti oscillatori interni, diventano quasi immobili, abbandonano tutto e si trincerano in se stessi.

La debolezza di udito, che viene ad aggiungersi a questo stato di cose, rafforza l’isolamento. Questa situazione di assoluta immobilità in un piccolo mondo minacciato da tempeste esteriori, costituisce un quadro sincero, pur se deprimente, della situazione.

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La base della vita è talmente limitata, talmente piccola, che non c’è posto neanche per tutte e due i piedi.

A questo punto, sostenendosi su un solo piede che rappresenta i loro ideali, queste persone si sentono insicure e non trovano altra soluzione che tentare di elevarsi tanto al di sopra della cose profane di questo mondo – come per esempio la sessualità, come espressione della polarità – che la vertigine non si farà attendere.

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Il fatto che il corpo debba mettere in scena un dramma, dimostra che i pazienti non sono affatto consapevoli della loro situazione. 

La causa medica dell’indebolimento d’udito che può manifestarsi all’improvviso o gradualmente, va certamente ricercata all’interno dell’orecchio, ai livelli più profondi.

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L’organismo vuol dire con questo mezzo che i soggetti non sono più in grado di ascoltare e di obbedire. C’è da supporre che chi non vuole ascoltare, debba necessariamente intuire.

Infatti quando le orecchie si chiudono ermeticamente, subentrano sensazioni sgradevoli, come la nausea: in tal modo il malato dovrebbe accorgersi che sta rifiutando di inghiottire qualcosa di indigesto e sta cercando di sbarazzarsene.

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Il tremore dell’occhio e lo sguardo inquieto che ne consegue sono segni evidenti di pericolo (di caduta?).

La soluzione si trova nel sintomo principale: il soggetto inganna se stesso sulle basi traballanti della sua esistenza, il terreno su cui cammina minaccia continuamente di sparire sotto i suoi piedi.

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L’apprendimento possibile è il seguente: abbandonarsi alla fluttuazione fino a quando non sarà chiaro che la vita è fatta di alti e bassi e che è meglio stare su due piedi piuttosto che su uno.

Il sintomo costringe i soggetti a cercare un sostegno materiale, perché altrimenti cadrebbero. Inoltre spiegano a chiare lettere che sarebbe opportuno preoccuparsi della propria esistenza e, soprattutto, del contenuto della propria esistenza.

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Le vertigini insegnano che sarebbe meglio smettere di controllarsi continuamente.

Per quanto riguarda la debolezza di udito, i sintomi ci dicono che non bisogna più ascoltare all’esterno, né obbedire a comandi che vengono dal di fuori, bensì ascoltare e obbedire a ciò che è dentro di noi, cioè alla voce interiore, che può indicarci la nostra strada.

La nausea e il vomito ci raccomandano ancora una volta di liberarci di ciò che è esterno e non utilizzabile e di farlo, se necessario, addirittura in modo aggressivo.

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Soprattutto occorre cercare la propria ragione di vita e abbracciarla. I movimenti improvvisi degli occhi ci suggeriscono di sbrigarci, perché non c’è tempo da perdere.

Nel profondo del sintomo si cela la sua soluzione.

Se la base della vita è sicura, l’ebbrezza dei sensi può mettere le ali e far dimenticare tempo e spazio. Nell’estasi amorosa si evidenziano altezze e profondità di sensazioni e

Bambino, Ragazzo, Sorridente, Infante, Felice, Carino

sentimenti, e mentre precipitiamo in questa avventura che turba i sensi, l’equilibrio fisico rimane stabile e sicuro e la danza della vita diviene una gioia.

Domande 
1. Dove non riesco a unirmi alla base della mia vita? 
2. In che rapporto si trovano il senso della mia vita e il mio sostentamento? 
3. Perché non voglio sentire quello che la mia voce interiore cerca di dirmi? 
4. Che cosa non posso più utilizzare nella strada della mia vita e di che cosa mi devo sbarazzare immediatamente? 
5. Come va il mio orientamento nello spazio e nel tempo nel sistema di coordinate dell’esistenza? A cosa mi devo attenere? 
6. Quali sono i punti stabili della mia vita, quelli di cui mi posso fidare? 
7. C’è, nel mio mondo traballante, qualcosa che mi regge saldamente? 
8. Come posso abbandonarmi alla danza della vita, come posso sintonizzarmi con essa?

(Rudiger Dahlke)

Orecchio e Udito

Il padiglione auricolare, che costituisce la parte esterna dell’orecchio, ha, nel suo insieme, un forma femminea.

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Mentre l’occhio è preposto a un’attività di controllo, l’orecchio risponde a una legge più passiva.

Rimane sempre aperto, anche di notte, che rappresenta la metà femminile della giornata; non si lascia indirizzare, né controllare e di conseguenza non ha la stessa capacità di concentrazione dell’occhio.

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Per questo nessuna parte dell’orecchio possiede maggiore sensibilità rispetto alle altre.

Mentre l’occhio seleziona a piacere e in linea di principio percepisce solo la metà della realtà, quella limitata al proprio orizzonte, l’orecchio non può staccare e per questo è sempre informato più dettagliatamente di quello che accade.

Anche quando ci mettiamo a letto e posiamo un orecchio sul guanciale, l’altro rimane all’erta. L’ampiezza della frequenza percepita dall’orecchio sulla scala elettromagnetica supera ampiamente quella dell’occhio.

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L’immobilità del padiglione auricolare, opposta alla estrema mobilità della palpebre, sottolinea ancora una volta il ruolo passivo di questo organo sensoriale, che trova la sua logica sede non al centro del volto come gli occhi, ma alla periferia.

Noi prestiamo orecchio a qualcuno o regaliamo qualche istante d’ascolto, mentre con gli sguardi facciamo centro sempre intorno a noi.

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Il fatto che gli animali abbiano la possibilità di muovere le orecchie e che tale facoltà sia rimasta solo a poche persone che la esercitano in modo abbastanza rudimentale, fa ipotizzare che questa capacità sia regredita perché trascurata.

Soltanto in senso figurato possiamo tendere le orecchie.

Violino, Violinista, Musica, Classico, Melodia, Suono

Che ormai siamo giunti a una situazione limite lo dimostra il fatto che ridiamo se vediamo qualcuno muovere il padiglione auricolare, mentre troviamo tragico che qualcuno non sia in grado di muovere gli occhi.

La diversa importanza che attribuiamo ai due sensi è rivelata anche dal nostro affidarci costantemente alle vista, mentre di rado riusciamo ad essere tutt’orecchi: abbiamo quasi dimenticato l’importanza dell’ascolto.

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L’elemento più caratteristico dell’orecchio, che precede il padiglione, è la coclea che, collocata all’interno, rappresenta la parte preposta alla percezione dei suoni e ha la forma simile a quella di una chiocciola.

La spirale è un simbolo antichissimo e, a differenza della linea retta, descrive molto bene la realtà.

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I fisici nucleari l’hanno trovata là dove si forma nuova materia, nell’infinitamente piccolo, gli astrofisici studiando le dimensioni gigantesche dell’universo hanno incontrato la nebulosa a spirale, i biologi molecolari ne hanno trovato le tracce nel DNA, e gli psicoterapeuti la conoscono come il turbine con cui al momento del concepimento inizia il ciclo della vita che si conclude con la morte, quando l’anima abbandona il corpo.

La percezione dell’orecchio può di conseguenza essere vicina alla realtà, soprattutto se riflettiamo sul fatto che tutta la creazione ha avuto origine dal Big – bang. «Nada-Brahma, il mondo è suono»”. C. G. Carus ha detto:

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«L’orecchio, e in particolar modo la sua parte interna, può essere l’organo più importante e più significativo dell’evoluzione psichica».

Schopenhauer e Kant richiamarono l’attenzione sul rapporto dell’orecchio con il tempo, che fin da i tempi più remoti è stato misurato in base al movimento delle stelle, le cui «orbite» sono, in realtà, delle spirali.

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La vita è ritmo, ha affermato Rudolf Steiner, e poiché anche il tempo scorre ritmicamente, esso è strettamente vincolato alla nostra vita.

Con gli occhi noi vediamo la superficie del mondo, i fenomeni; con l’orecchio però ascoltiamo in profondità, fino a raggiungere le radici della nostra vita.

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In questo senso agli occhi «fenomenologici» si contrappongono le orecchie «radicali» (dal lat. radix = radice). Ciò non rende le orecchie migliori dell’occhio, mostra soltanto che le utilizziamo in modo diverso e certamente più profondo.

Il rapporto di questi due importanti organi sensoriali si rivela nei rap¬porti interpersonali: noi ci vediamo e ci ascoltiamo reciprocamente. Attraverso il primo, entriamo in contatto, col secondo impariamo a comprenderci. Quanto profondamente l’udito ci coinvolga, lo dimostrano le nostre reazioni di fronte alla cecità e alla sordità.

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In genere si tende a ritenere la cecità come il male più grave, mentre l’esperienza mostra che questa è più facile da sopportare. Con l’udito, infatti, perdiamo la possibilità di vibrare, e di conseguenza di sentire insieme al mondo.

Da questa limitazione derivano disturbi psichici che possono arrivare fino alla depressione. La sordità tende a coincidere con l’insensibilità. Il proverbio dice che ascoltare e sentire possono sostituirsi l’uno con l’altro: «Chi non vuole ascoltare, deve sentire».

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Se veniamo privati dell’udito, ci ritroviamo a vivere in un mondo senza suoni e abbiamo la sensazione di essere respinti, emarginati, cosa molto difficile da sopportare. Come la creazione è iniziata con un suono, così anche ogni nuova creatura ascolta, all’inizio della propria esistenza, il battito del cuore materno.

Ogni madre avverte l’importanza di questo cordone ombelicale acustico e stringe spontaneamente e intuitivamente il proprio bambino inquieto al cuore.

Raggiungere, Donna, Ragazza, Jumping, In Esecuzione

Nell’allattamento è proprio questo suono che riesce a rassicurare e tranquillizzare il piccolo. Anche tra le anatre si verifica lo stesso fenomeno:

la mamma starnazza ininterrottamente e, finché gli anatroccoli riescono a sentirla, tutto è a posto. Non appena il suo richiamo si fa più debole, significa che è arrivato il momento di fare dietro-front.

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L’indebolimento dell’udito ci suggerisce di smettere di ascoltare ciò che proviene dall’esterno e di non continuare ad aspettare che le risposte vengano da fuori.

Non è più necessario stare in ascolto di ciò che è al di fuori di noi, bisogna invece ascoltare la voce interiore che ci viene indicata dalla malattia. Bisogna trovare il ritmo interiore.

Summerfield, Donna, Ragazza, Tramonto, Crepuscolo

Secondo natura, questo è il compito proprio della maturità, che costituisce il periodo della vita in cui la malattia tende a manifestarsi. Chi in età avanzata continua a rivolgersi soltanto all’esterno, deve tenere conto del fatto che il destino correggerà presto il suo atteggiamento.

Ciò si verificherà però soltanto se il soggetto sarà disposto a chiudere le orecchie esteriori. Udire la nostra voce interiore, come del resto la voce di Dio, è cosa indipendente dalle orecchie fisiche e, nei casi estremi, questo è l’unico legame che resta.

Bambino, Bolle Di Sapone, Divertimento, Bambini

Un tale evento può essere vissuto come dramma o come occasione. Potremmo a questo punto pensare ai compositori Beethoven e Smetana, che, nonostante fossero completamente sordi, scrissero musica divina sentendola solo a livello interiore.

Domande: 
1. In che modo affronto lo stress, o per meglio dire come mi comporto di fronte alle provocazioni e alle sollecitazioni che vengono dal mondo circostante? Come reagisco alle pretese eccessive? 
2. Cosa era successo la prima volta che ho udito i suoni? Come ho reagito? 
3. Cosa non voglio più udire, chi non voglio più ascoltare, a chi non voglio più obbedire? 
4. Come va con l’equilibrio, la stabilità, l’indipendenza e la capacità di farsi valere? Cammino su un terreno sicuro? 
5. Che cosa vogliono dirmi i suoni interiori? E che ha da dirmi la mia voce interiore? Che ruolo hanno l’intuizione e l’introspezione nella mia vita?

(Rudiger Dahlke)

Il Volto – Arrossire

Malattie Espressione dell’Anima

Il volto non è soltanto l’elemento del nostro corpo che ci permette di guardare il mondo, ma è anche quella parte di noi che il mondo riesce a vedere meglio e per prima.

Immagine generale e prima impressione dipendono dal viso. Ogni contatto inizia con gli occhi, gli organi della vista, che oggi rappresentano il nostro più importante strumento sensoriale.

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Nell’antichità più remota era ancora più importante avere un «naso fine»; per questo il senso dell’olfatto è il più antico e il meglio sviluppato. Era inoltre vitale avere un udito acuto, in quanto questo permetteva di percepire i pericoli naturali che minacciavano gli uomini.

Perfino il gusto, diventato oggi quasi un organo di lusso, poteva decidere della vita e della morte tutte le volte in cui era necessario distinguere il cibo commestibile da quello guasto.

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Se oggi diamo a tutto il viso un nome che è vicino a quello di «vista», lo facciamo per valutazione evidente. È infatti agli occhi che va la nostra particolare attenzione, in quanto è grazie ad essi che valutiamo il mondo.

Peraltro la perdita dell’udito produce un effetto psicologico e spirituale ancora più devastante di quanto non faccia la perdita della vista, il che dimostra che nelle profondità dell’anima regna un criterio di valutazione diverso e più antico.

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Non soltanto gli organi sensoriali più importanti hanno la loro sede nel volto:

anche la nostra sensualità si rispecchia in lui e i nostri stati d’animo vi si rivelano. È allora chiaro il motivo per cui il nostro viso merita tutta la nostra attenzione. Noi cerchiamo ad ogni costo di salvare la faccia e abbiamo paura di perderla.

Sebbene il viso sia l’unica parte del corpo che nel nostro ambiente culturale lasciamo scoperta agli occhi del mondo, quello che noi mostriamo è solo di rado il nostro vero volto.

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Nel corso della vita acquisiamo un’infinità di maschere, proprio per non dover rivelare il nostro stato d’animo autentico. Una delle maschere più note gode anche da noi di grande popolarità, nonostante il nome americano: si tratta del keep-smiling.

Indipendentemente da quello che succede, si continua a sorridere.

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«Far buon viso a cattivo gioco»: così un proverbio definisce questa insincera sceneggiata che si muove sul piano della cortesia e della viltà, un matrimonio esteriormente felice, ma certamente infausto per la vita interiore.

Così, anche se angosciati, sorridiamo tutto il giorno, anche se non abbiamo nessun motivo per ridere.

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Questa discrepanza tra la nostra faccia vera e quella che mostriamo agli altri è responsabile di una grande quantità di tensioni muscolari, In questo campo gli asiatici sono certamente superiori a noi.

Il loro volto eternamente sorridente rivela solo ad un esperto quello che in realtà si cela dietro quella radiosa facciata.

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Il rovescio di questa sorridente medaglia è la maschera prudente e riflessiva delle gravi responsabilità, che i politici assumono tanto volentieri.

Certe persone si servono delle loro diverse maschere con disinvoltura e a seconda dei casi sostituiscono un sorriso affascinante con uno compassionevole, uno sguardo denso di significato e con una serietà eloquente.

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Altri individui trasformano l’intera, maschera e di volta in volta presentano un volto allegro o, se necessario, uno triste.

Ci si può orientare anche in base al calendario e sfoggiare una faccia da domenica o da giorno di festa, o una da lunedì mattina. La domanda: «Che faccia hai oggi?», ci ricorda all’occorrenza che sarebbe opportuno essere autentici.
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Tutti sanno che le labbra carnose riflettono una particolare sensualità e che una mascella larga e forte rivela una grande volontà.

La fronte sfuggente rivela meno intellettualità rispetto a quella larga, gli occhi piccoli e profondi sono segno di riserbo, mentre gli occhi sporgenti tipici del morbo di Basedow hanno in sé qualcosa di curioso e al tempo stesso di spaventoso.

Giovane, Ragazza, Femminile, Felice, Estate, Abbronzato

L’interpretazione inconscia del modello del volto ha un ampio ruolo nella vita quotidiana: ci porta a stabilire per esempio se una persona ci è simpatica o antipatica.

Anche lo stato d’animo passa attraverso l’espressione del volto e anche in questo caso non sappiamo, come ciò avvenga.

Mani, Ragazza, Viso, Coperto, Femminile, Giovane

Tanta sincerità e altrettanti tentativi di mascherarla fanno sì che i sintomi a volte vanifichino dolorosamente i nostri mascheramenti. L’organismo esprime profonda sincerità anche sul volto.

Quando nascondiamo col trucco quello che è scritto sul nostro viso, il destino utilizza uno scalpello più duro per imprimere i propri segni sulla matrice della realtà; in questo caso sulla pelle del nostro volto.

Coppia, Gioventù, Innamorato, Parigi, Parco

Prima di arrivare a segnali dolorosi e deformanti, il destino ha a disposizione mezzi più miti. L’arrossire frequentemente, ad esempio, è un fenomeno che tende a rendere il soggetto consapevole di qualcosa da cui si difende.

Tale situazione ha in sé qualcosa di teatrale. Per lo più si tratta di un tema allusivo che, celato in un gioco di parole, resta sospeso in aria.

Immagine correlata

I soggetti cercano di ignorarlo e, ad esempio, si comportano come se non capissero lo scherzo e non avessero niente a che fare con esso.

Loro in realtà preferirebbero sprofondare sotto terra e diventare invisibili, però la pelle sincera (del loro viso) annuncia arrossendo il loro coinvolgimento.

Cuore, Carta, Pastelli, Figura, Giorno Di San Valentino

La «lampadina rossa» attira magicamente l’attenzione su di sé e più l’individuo si ribella a questa realtà, più rosso e caldo diviene il suo viso, e come un faro annuncia la dolorosa verità.

Quello che i soggetti non vogliono ammettere, viene largamente amplificato dal loro volto.

Ragazza, Donna, Tristezza, Ritratto, Mi Dispiace Per

L’insegnamento è chiaro: solo quando avremo accettato il problema che rifiutiamo e avremo ammesso il suo rapporto con noi, il semaforo rosso si spegnerà. Ciò che si vive in modo normale e naturale, non può proiettare un pudico rossore sul viso.

Se è concretamente possibile raccontare una barzelletta sull’argomento senza morire di vergogna, significa che la tematica è integrata e non ci saranno segnali d’allarme.

Giorno Di San Valentino, San Valentino, Amore, Caffè

Soprattutto ciò che inizialmente risultava carico di paura e dolore potrà essere vissuto apertamente e con gioia e integrato nella vita. A

nche un sintomo apparentemente piccolo e innocuo può quindi offrire un grande insegnamento.

Bambino, Enfaticamente, Mi Dispiace Sentire Che

Domande
1. Quali aspetti della vita sono per me penosi? Di che cosa mi vergogno?
2. Quali pensieri e quali sentimenti non sono in grado-di sopportare?
3. Quali situazioni voglio evitare ad ogni costo?
4. Cosa potrei e dovrei imparare in queste situazioni?
5. Cosa significa per me l’opinione pubblica e essere al centro dell’attenzione?
6. Come potrei trasferire il tema erotismo dalla mia testa al cuore e all’apparato genitale?

Dott. Rüdiger DahlkeCon la collaborazione del Dottor Peter Fricke e del Dottor Robert Höβl

I nervi

Malattia Espressione dell’AnimA

 
I nervi sono i nostri «cablaggi» personali che permettono di collegare il nostro computer centrale (il cervello) alle nostre periferiche (organi, muscoli, cinque sensi, eccetera).
 
Per il sistema nervoso centrale, sono di due tipi: sensitivi e motori.
 
Pugno, Forza, Rabbia, Lacrima, Brezza, Rotto, Distrutto
 
I nervi sensitivi sono quelli che trasmettono al cervello o al midollo spinale le informazioni recepite. I nervi motori sono quelli che trasmettono gli ordini del cervello o del midollo spinale alla zona del corpo interessata Le malattie dei nervi.
 
Le malattie dei nervi rivelano la nostra difficoltà a far passare pensieri, desideri o voglie nel contesto reale.
 
Leopardo, Gatto Selvatico, Gatto Grande, Botswana
 
La trasmissione «si allenta» e i comandi non funzionano più.
 
Cos’è che non voglio oppure ho paura di fare? Cosa mi paralizza? Sono domande che scaturiscono dalle sofferenze o dai blocchi del sistema nervoso.
 
Ritratto, Grim, Ragazza, Blu, Scuro, Album, Tristezza
 
Un caso tipico è quello della sciatica paralizzante che «blocca» completamente il nervo sciatico e in tal modo ci impedisce di camminare, di spostarci e addirittura di stare in piedi (vedi gambe).
 
A seconda del lato colpito, cosa accade nella nostra vita di relazione?
 
Leone, Safari, Africa, Paesaggio, Steppa, Tramonto
 
Qual è la persona verso la quale non vogliamo più andare, con la quale non vogliamo più avere relazioni come vengono intese oggi o, più semplicemente, non vogliamo più avere relazioni?
 
In tal senso la cruralgia è molto interessante, in quanto questa stretta del nervo crurale si manifesta tra l’altro negli uomini con dolori talvolta molto fastidiosi in uno dei testicoli.
 
Donna, Giovane, Pioggia, Stagno, Cambogia, Ragazza
 
Le stesse domande poste per la sciatica paralizzante possono dar luogo a risposte particolarmente «interessanti», anche se non sono obbligatoriamente benvenute o accettate.
 
In ogni caso possiamo vedere come la localizzazione del nervo ci informi con precisione in merito al motivo dell’«incapacità» ricercata.
 
Sarà quindi sufficiente fare riferimento alla parte del corpo in questione per poter individuare il legame tra i due.
 
(Michel Odoul)

L’Arte di Vivere

C’è in Te una grandissima Forza, che si chiama AnimA 
Non è l’arrendevolezza, l’incapacità di rimanere fermi e indecisi, tutt’altro, per differenza Tu Sei tutt’Altro.

Binocoli, Cerca, Uomo, Scoperta, Persone, Visione

La Consapevolezza del Sè è quella capacità interiore di accogliere ogni cosa, di farla veramente tua e al tempo stesso di rimanere te stesso: (osservato & osservatore)

è ciò che ti consente di non opporre resistenza e al tempo stesso di non lasciarti travolgere.

Uomo Sotto La Cascata, Cascata, Strong, Acqua

La roccia è dura ma può essere scalfita. 
L’acqua è fluida ma non ha una forma propria. 
Nella tua AnimA c’è l’Infinito Sè: 
c’è l’identità, la fermezza, il calore, l’accoglienza e il cambiamento consapevole.

È la tua AnimA a consentirti di accogliere il nuovo e il diverso sperimentandolo nella sicurezza di poter sempre scegliere se poi rifiutarlo oppure farne fonte di trasformazione.

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Sii fermamente e consapevolmente AnimA, 
il tuo Spirito si fonderà con TE stesso e la tua Mente comprenderà tutto ciò che Sei sempre Stato/a.

E la tua Essenza si leverà in volo, libera da ogni legaccio. 

Francesco Ciani Personal Experience

L’Arte di Vivere

L’aspetto empatico che “colpisce” alcune persone è legato alle quattro parti di cui siamo fatti.

Anima, Mente, Corpo e Spirito. Vorrei sottolineare come il corpo è la cosa che conta meno anche se sembra che sia la cosa che conta di più, almeno al giorno d‟oggi dove l‟apparire è meglio che essere,

ma questo è dovuto al fatto che la manifestazione di anima, mente e spirito è fatta sul corpo.

Mani, Amore, Coppia, Insieme, Dita, Persone, Umano

Dunque la manifestazione somatica in realtà dipende da psiche. Il corpo infatti non ha volontà né coscienza di sé e quindi è solo un tramite (il tabernacolo della Santissima Trinità direbbe la Chiesa Cattolica).

Nel rapporto tra due esseri di sesso opposto, essi possono vibrare a frequenze simili solo a livello animico o spirituale o mentale o a due di questi livelli assieme o a tutti e tre.

Amore, Amore Mio, L'Amore Carote

L’essere umano, secondo me, di queste cose, ci capisce poco, a volte pensa di essere innamorato perché si trova in empatia con una, due o tutte e tre queste parti di sé, che rivede specchiate nell’altro e né riconosce una vibrazione simile.

In realtà l’amore sarebbe solo empatia legata agli stati vibrazionali dei due soggetti che riconoscono nell’altro una vibrazione analoga alla propria.

Risultati immagini per amore lui e lei
Si potrebbe dire che questa cosa accade più frequentemente tra maschi e femmine ma solo perché si tratta, secondo me, di un bisogno di anima di contattare spirito.

Mi spiego meglio; quando noi “dentro” non siamo uniti, cioè anima, mente e spirito non sono ancora legati tra loro, anima vuole parlare con il suo spirito e non riesce a farlo.

Amore, 14, Febbraio, L'Iscrizione, Paillettes, Ricamato

Anima allora trova nello spirito dell’altro, il suo interlocutore; in altre parole la parte femminile di noi trova il modo di parlare con la parte maschile dell‟altro e viceversa.

Questo concetto lo espresse Neumann, allievo di Jung, cinquanta anni fa e neanche sapeva della razionalizzazione di anima e di spirito che, in questa sede, stiamo tentando di portare avanti.

Reggiseno, Seni, Tette, Donna, Pullover, Red, Sexy

Hillman sostiene che il rapporto con l’altro è il tentativo di conoscere se stessi attraverso l‟altro. Una donna va con un uomo per conoscere la parte maschile del proprio sè. Fin qui la parte razione del problema.

Anima non ama nessuno perché è una e, al massimo, si riconosce nell’anima dell’altro. Spirito può amare anima ma non se stesso anche perché esso stesso è unico; non unico come anima nel tempo ma unico nello spazio.

Dunque l’unico interesse che ci può essere è tra anima, nella sua totalità con spirito nella sua globalità.

In questa ottica vanno presi in considerazione i rapporti tra gay per esempio dove i due soggetti hanno difficili rapporti di prevalenza tra i loro lobi destro e sinistro.

Umano, Amanti, Cielo Notturno, Cielo Stellato, Coppia

Il contenitore, il corpo, in questa ottica, non c’entrerebbe niente ma sembrerebbe essere solamente il portatore di emozioni e sentimenti animico spirituali.
In altre parole l’amore è il tentativo di conoscere se stessi attraverso l’altro.

L’atteggiamento protettivo verso l’altro ne è una conferma indiretta. Io proteggo la parte di me che vedo nell’altro, perché penso che sia mia.

Comprendere queste cose, aiuta a svolgere i giusti ruoli nei rapporti interpersonali senza prendere inutili cantonate alla volememose bene, classiche della new age americana.


Dunque chi non ama nessuno è perché o è in pace con sè stesso, ed i suoi due lobi cerebrali sono in continuo contatto tra loro, comunque rimanendo unito con tutti e il tutto, tanto da rendere inutile la ricerca di un contatto con parti animiche o spirituali esterne a se stessi, oppure siamo in presenza di stupidi che non si accorgono, anche solo in parte, di vivere in un universo quasi tutto virtuale, cioè duale.

(Corrado Malanga)

Crea la tua realtà

Quando siamo malati ci mettiamo in discussione, ci sentiamo tagliati fuori dalla vita, dallo scopo per cui siamo venuti al mondo.

Dubitiamo delle verità fondamentali intrinseche dentro di noi, come la capacità del corpo di guarire, perché non siamo ancora entrati in contatto con le vere cause che si celano dietro la nostra malattia.

Consapevolezza

Cogliendola come opportunità di riunire parti di noi, facendo precipitare la dualità dove ci specchiamo separandoci.

Passiamo da un medico all’altro, da una comunità medica all’altra, cercando delle risposte. 
Arriviamo a perdere fiducia nella vita, in noi stessi, nel proprio Sè “AnimA”.

Quando stiamo bene, però, i dubbi svaniscono. Abbiamo l’energia che ci serve per dedicarci al vero scopo della nostra vita, ci osserviamo trasformarci

Riso, Donne, Seduta, Vendemmia, Scrofa, Setaccio, consapevolezza

La Consapevolezza si espande, insieme alla Conoscenza, crediamo di nuovo nel bello della vita che si manifesta in ogni nostra infinita espressione.

Entriamo in contatto con le leggi dell’universo, a cominciare dalla legge del rinnovamento, leggi dinamiche, vitali, che vanno oltre ai programmi e modelli impressici dalla cultura e dalle tradizioni.

Cuore, Chiave, Rosa, Herzchen, Amore, Romanticismo

La verità sul mondo, su noi stessi, sulla vita, sul nostro scopo si riduce alla guarigione.

La Vita è la diretta manifestazione della Coscienza nel fare l’Esperienza.

Francesco Ciani

Gli atti «mancati»

Malattia Espressione dell’AnimA

Con la sua definizione di «atto mancato», Freud ci ha fornito un elemento straordinariamente ricco della psicologia individuale e delle interazioni corpo/ mente.

Cuore, Carta, Pastelli, Figura, Giorno Di San Valentino

Egli sosteneva che attraverso i nostri lapsus, i nostri gesti maldestri e accidentali, noi esprimiamo, liberiamo tensioni interiori che non abbiamo potuto o saputo scaricare in altro modo. Così, quando incorriamo in un lapsus, si presume che questo esprima in realtà il nostro reale pensiero.

Risultati immagini per atti mancati

Mi ha sempre sorpreso che egli abbia definito tali atti come «mancati».

Attraverso tale definizione, infatti, essi vengono automaticamente percepiti, sentiti come uno sbaglio, come qualcosa di inadatto e che deve essere evitato (almeno per la maggior parte delle persone).

Palloncino, Cuore, Amore, Red, Romantico, Felice, Carta

Ciò è grave perché ci costringe a cercare di impedire, per quanto possibile, che si producano, in particolar modo facendoci mettere in atto una censura interiore più efficace.

Preferisco chiamarlo un atto «riuscito», anche se il risultato tangibile non è quello atteso dal Conscio della persona.

Immagine correlata

Infatti questo atto è la manifestazione reale di un tentativo di comunicazione del nostro Non-Conscio con il nostro Conscio.

Si tratta di un messaggio, talvolta cifrato, mediante il quale il nostro Non-Conscio esprime una tensione interiore e indica al Conscio che le cose non sono coerenti, che qualcosa non quadra.

È il Maestro o AnimA Interiore che giunge a tirare le redini perché il Cocchiere (Mente) è addormentato, sperando che la scossa prodotta dal passaggio in una buca o su una gibbosità del terreno lo risvegli.

Piangere, Male, Un Incidente Dolore, Sofferenza

L’atto «riuscito» può assumere, come i messaggi di cui ho parlato precedentemente e di cui fa parte, tre forme.

Può trattarsi di un lapsus «linguae», ossia di un «errore» di espressione verbale (usare una parola al posto di un’altra), di un gesto «maldestro» (rovesciare una tazza addosso a qualcuno o rompere un oggetto), ossia che non produce il risultato previsto, e infine di un incidente più traumatico come un taglio, una distorsione o un incidente automobilistico.

Ragazza, Triste, Pianto, Piove, Gocce Di Pioggia

Abbiamo incontrato quest’ultimo tipo nel capitolo sui «traumi».
Questa definizione ci consente di comprendere perché Freud ha parlato di «atto mancato», poiché questo assume sempre una forma in apparenza negativa.

La ragione è molto semplice. Il nostro Non-Conscio si comporta come un bambino. Quando un bambino pensa che i suoi genitori non si occupano sufficientemente di lui, non lo ascoltano abbastanza, fa tutto quanto è in suo potere affinché questo stato di cose cambi.

Immagine correlata

Nella culla piange, urla, e questo funziona, significa che il sistema è efficace. Più tardi, egli farà la stessa cosa rompendo un piatto, ottenendo pessimi risultati a scuola o persino picchiando la sorellina o il fratellino.

Noi agiamo come i genitori. Siamo troppo occupati per renderci conto dei bisogni del nostro bambino interiore. Quindi reagiamo solo quando il richiamo si fa invadente, ossia negativo. Non abbiamo saputo captare nulla prima.

Immagine correlata

Avviene esattamente la stessa cosa tra il nostro Conscio e Non-Conscio. Quest’ultimo ci invia tanti messaggi «positivi», come quelli di cui parlo nel capitolo dell’effetto specchio o come i sogni, ma molto spesso non siamo capaci o pronti ad intenderli.

Il Non-Conscio, il Maestro o AnimA Interiore, passa dunque al secondo stadio che è quello dei messaggi a carattere «negativo», ossia che presentano noie e seccature, in modo da indurci ad ascoltarli e comprenderli.

Risultati immagini per atti mancati

Se la comunicazione esiste ancora, se non è stata interrotta da un’ipertrofia del Conscio, il messaggio verrà trasmesso mediante tensioni fisiche o psicologiche, incubi, oppure attraverso lievi atti «mancati» (lapsus, rottura di oggetti significativi, eccetera).

Se la comunicazione è di pessima qualità o addirittura inesistente, la forza del messaggio dovrà aumentare (quando la linea è disturbata al telefono, dobbiamo talvolta urlare per essere uditi dal nostro interlocutore).

Servizio Lavanderia, Lavatrici, Casalinga, Famiglia

Entriamo così nella fase accidentale o conflittuale per provocare e ottenere i traumi di cui ho parlato nel precedente capitolo. Possiamo anche fare quanto è necessario per …ammalarci (prendere freddo, bere o mangiare in eccesso o troppo poco e così via).

Infine, se la comunicazione è del tutto interrotta, allora si farà strada la malattia profonda, strutturale (malattie autoimmuni, cancro, eccetera).

Michel Odoul