Tag Sclerosi multipla

Le cavitazioni dell’osso mandibolare

L’osso non può richiudersi correttamente ed inoltre, siccome quel legamento costituisce una parte ormai morta (non più vitale, non più collegata al dente che ormai non c’è più) lasciata all’interno di un organismo vivente, si può generare un’infezione dell’osso che porta alla sua degenerazione; anche in corrispondenza dei denti devitalizzati si possono manifestare delle estese cavitazioni.
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Limoni

I limoni hanno uno straordinario potere idratante e producono elettroliti, perché sono una ricca fonte di sali minerali e oligoelementi, e il loro contenuto di sodio biodisponibile è uno dei benefici che offrono al nostro corpo.
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Alghe marine Funghi e Alzheimer

I risultati hanno mostrato che l’alluminio è associato a diversi processi neurofisiologici che sono responsabili della caratteristica degenerazione del morbo di Alzheimer. A dispetto delle polemiche esistenti in tutto il mondo sul ruolo dell’alluminio come un fattore di rischio, negli anni più recenti l’evidenza scientifica ha dimostrato che l’alluminio è associato all’insorgenza del morbo di Alzheimer.
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Sclerosi multipla – Alzheimer – Celiachia

L’articolo Possible gluten sensitivity in multiple system atrophy (“Possibile sensibilità al glutine in atrofia sistemica multipla”) discute del possibile contributo di una sensibilità al glutine non celiaca nell’insorgere dell’atrofia sistemica mutlipla, una malattia neurodegenerativa caratterizzata parkinsonismo e insufficienza del sistema autonomo (cardiovascolare, urinario)
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Sclerosi multipla

Sia la dottoressa Campbell che la dottoressa Wahls (autrice di The Wahls protocol) propongono nei propri libri di affrontare la sclerosi multipla con una dieta paleolitica che serve a correggere la disbiosi; la dottoressa Campbell suggerisce anche di assumere cibi ricchi di vitamina D tra i quali l’olio di fegato di merluzzo.
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La Depressione è una Malattia Intestinale? 

“Patologie come Parkinson, Alzheimer, cefalee, depressione, epilessia, che riducono notevolmente la qualità della vita – racconta il neurochimico - hanno in comune una causa intestinale, così come diverse patologie autoimmuni. Lo studio dell’asse intestino - cervello consente un nuovo approccio terapeutico mirato a curare il primo per migliorare la funzionalità del secondo e do altri organi ad esso collegati.”
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Virus e retrovirus

Da uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Rochester è emerso che la plasticità del cervello, ossia la sua capacità di ristrutturare le connessioni fra i neuroni, dipende in modo essenziale dall’azione delle cellule della microglia, le cellule immunitarie che proteggono il cervello dalle infezioni e distruggono le cellule morte in seguito a una lesione.
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Virus Epstein Barr

L’articolo Antimicrobial implications of vitamin D per esempio ci informa che la vitamina D aiuta a combattere le infezioni stimolando diversi meccanismi di protezione, per esempio fortificando l’immunità innata producendo peptidi anti-microbici (AMP) e attivando i globuli bianchi, col risultato di potenziare le difese immunitarie contro ogni tipo di infezione batterica eccetto la Leismaniosi.
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