Uova

Asse intestino – Cervello

Nonostante le opinioni contrastanti in circolazione sulle uova, io ritengo che siano uno dei cibi più salutari che esistano e offrono un apporto nutrizionale straordinario per quel poco che costano.

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Molte persone, purtroppo, hanno rinunciato alle uova perché contengono colesterolo, ma ormai è risaputo che il colesterolo alimentare contenuto in fonti naturali non costituisce un pericolo per la salute (e, anzi, potrebbe essere anche benefico).20

Le uova forniscono gli otto aminoacidi essenziali di cui il corpo ha bisogno per sintetizzare le proteine, che devono essere ricavati necessariamente da fonti alimentari perché l’organismo non può produrli da solo. Scegli solo uova biologiche da galline allevate a terra o all’aperto, dove sono libere di razzolare in un ambiente naturale in cui possono nutrirsi con le risorse a disposizione come semi, insetti, vermi ed erbe.

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È importante ricordare che le uova contengono 7 grammi di proteine, perciò quando le integri nella tua alimentazione devi stare attento a non eccedere nell’apporto proteico che andrebbe a stimolare la mTOR.

Le analisi hanno confermato che le uova da allevamenti biologici hanno un apporto più elevato di sostanze nutritive. Rispetto alle uova da galline allevate in gabbia, contengono:

due terzi in più di vitamina A;
il triplo di vitamina E;
il doppio di acidi grassi omega-3;
il settuplo di beta carotene.

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Per diverse ragioni molte persone sono intolleranti alle uova di gallina ma tollerano molto bene le uova d’anatra, di quaglia o d’oca. Se vuoi consumare regolarmente le uova, faresti bene a variare le tipologie e non limitarti solo a quelle di gallina.

Ricorda anche che le uova crude contengono alti livelli di avidina, una proteina che si lega alla biodina (una vitamina del gruppo B) e che può abbassare la biodisponibilità di quest’ultima. Perciò, se mangi molte uova crude, forse dovresti prendere un integratore di biodina.

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Anche come le cucini è importante. L’ideale sarebbe mangiarle crude, o meno cotte possibile, per mantenere intatte le sostanze nutritive. Il rischio di contrarre la salmonella dalle uova crude è molto ridotto. E con le uova biologiche è ancora inferiore.

Se non vuoi mangiarle crude, la soluzione migliore è prepararle in camicia o alla coque (irrorate con olio MCT o extra vergine “reale”). Le uova strapazzate o fritte non sono consigliabili perché il calore elevato ossida il colesterolo contenuto nelle uova e può causare problemi se hai alti livelli di colesterolo.

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Il calore, peraltro, altera la composizione chimica delle proteine dell’uovo, il che può causare intolleranze o reazioni allergiche. Le uova contengono una piccola quantità di carboidrati, che dovrai includere nel conteggio complessivo dei carboidrati consumati nella giornata.

20 M. Neuhouser et al., “Food and Nutrient Intakes, and Health: Current Status and Trends,” Dietary Guidelines Advisory Committee, https://health.gov/dietaryguidelines/2015BINDER/meeting7/docs/DGACMeeting-7-SC-1.pdf consultato l’8 dicembre 2016.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

L’ipotiroidismo e la tiroidite di Hashimoto

tiroidite

Per comprendere davvero le malattie e i disturbi della tiroide dobbiamo fare un salto indietro nella storia. I racconti si perdono da una generazione all’altra ed è umano dimenticare come tutto è cominciato, perché le incombenze della vita quotidiana ci distraggono. Se non la tiro fuori, la verità sulle origini dei problemi alla tiroide rischia di andare perduta per sempre.

In realtà la malattia di questa ghiandola è relativamente recente. Fu al volgere del XIX secolo, quando la rivoluzione industriale alterò le modalità di lavoro, che si iniziarono ad avere seri problemi. Fino a quel momento, l’ingrossamento della tiroide (chiamato anche “gozzo”) era piuttosto raro: era il risultato di carenze di sali minerali come lo iodio e lo zinco, o era causato dalla tossicità di metalli pesanti, come il mercurio.

tiroide

Quando poi le industrie appena sviluppate presero a scaricare questi metalli nei fiumi, nei torrenti e nei laghi, e le fabbriche a rilasciare emissioni velenose di nuove sostanze chimiche che il corpo umano non aveva mai incontrato, la tiroide cominciò a subirne i danni. L’organo era esposto a un tasso di tossicità che non aveva mai sperimentato e i casi d’ingrossamento si moltiplicarono.

Intorno ai primi del Novecento le industrie cominciarono a privare i cereali, la verdura e la frutta delle loro sostanze nutritive – tutto in nome del progresso – e a inscatolare il nostro cibo in barattoli di piombo, il metallo pesante perfetto per dare a ognuno un gozzo. E senza le adeguate sostanze nutritive le persone erano doppiamente vulnerabili. Allo stesso tempo, la scienza medica fece ciò che sembrava un enorme passo avanti.

Si basava su una filosofia molto diffusa nel Medioevo: la pratica di mangiare una certa parte del corpo di un animale per guarire la parte corrispondente dell’essere umano. In quell’epoca, se qualcuno aveva un problema al cuore gli veniva consigliato di mangiare il cuore, le malattie ai reni erano curate mangiando i reni, le malattie al cervello mangiando il cervello e le malattie agli occhi mangiando i bulbi oculari degli animali.

Era una ciarlataneria del tutto priva di efficacia, ma era stimata come la direzione più sensata del suo tempo. Secoli dopo, sul finire dell’Ottocento, la ricerca medica s’imbatté in un caso in cui questa teoria, per la prima volta nella storia dell’uomo, funzionava davvero. Essa scoprì che dalla tiroide essiccata e macinata dei maiali si poteva ricavare una medicina in grado di alleviare negli esseri umani i sintomi dei disturbi alla tiroide, in particolare il gozzo.

Uno dei motivi per cui il metodo funzionava davvero era che la tiroide essiccata forniva alle persone una sostanza nutritiva di cui erano gravemente carenti: lo iodio. Un altro motivo che venne in soccorso ai pazienti fu che la medicina ufficiale aveva scoperto per caso il primo composto steroideo, ovvero un concentrato di ormoni che sopprime l’infiammazione e il sistema immunitario. Quando la tiroide funziona male, spesso il corpo risponde con una reazione eccessiva la quale provoca un accumulo di liquidi intorno alla ghiandola, cosa che è in parte la causa del gozzo.

Tiroide

Il concentrato di ormoni nel medicinale a base di tiroide essiccata fungeva così da immunosoppressore, rallentando la capacità del corpo di reagire alla tiroide malfunzionante. Per la prima volta, sembrava che dalla filosofia che consigliava di mangiare parti del corpo corrispondenti a quelle malate fosse emersa una cura. In diverse concentrazioni, la tiroide essiccata dei bovini o dei suini è ancora l’ingrediente dei farmaci usati ai giorni nostri, il che li rende a dir poco antiquati.

Questi farmaci non affrontano ancora il problema alla radice, quindi non prepariamo medaglie postume a una scoperta fatta per caso. Dobbiamo realizzare che quella scoperta non era dovuta a una nobile riflessione scientifica ma a un dottore che un mattino si svegliò e pensò: “Proviamo se quella vecchia teoria funziona”; dopodiché andò dal macellaio per cercare qualche scarto e cominciò a fare esperimenti in laboratorio. “Un occhio per gli occhi, un rene per i reni, una tiroide per la tiroide.

Ah, ecco, questo funziona!”. Aveva preso la tiroide di un maiale, l’aveva trattata e disidratata, poi l’aveva somministrata ai suoi pazienti malati di gozzo e vide dei risultati. Non certo una grande epifania basata su una scienza sofisticata. Nel corso del Novecento si ebbe un’impennata virale e le donne iniziarono ad avvertire disturbi alla tiroide con sintomi molto diversi dagli ingrossamenti visti fino ad allora. Oggi, a distanza di molti anni, questa nuova patologia è etichettata come tiroidite, termine che indica semplicemente una tiroide infiammata. Spesso i pazienti ricevono diagnosi più specifiche, come tiroidite di Hashimoto e ipotiroidismo, ma rimangono pur sempre malattie del mistero.

emicrania

Adesso assistiamo a un’altra ondata. Decine di milioni di persone, per lo più donne, non si accorgono nemmeno di avere un problema alla tiroide, ma per tale ragione non vivono appieno la loro vita. I pazienti ricevono farmaci che si basano ancora su tiroidi animali in forma sintetica o essiccata, e quando questi non sono sufficienti a sopprimere i sintomi si passa ai trattamenti allo iodio radioattivo che mirano a distruggere la ghiandola.

Questo non è progresso. Non sono ancora emerse risposte su cosa provochi davvero le misteriose malattie della tiroide, quindi la gente non è ancora nelle condizioni di imparare a guarire. Nel paragrafo seguente svelerò i veri motivi per cui così tante persone combattono con sintomi legati alla tiroide e cosa puoi fare se sei una di quelle. Se stai soffrendo c’è un motivo preciso e c’è anche un modo per stare meglio.

COMPRENDERE L’IPOTIROIDISMO E LA TIROIDITE DI HASHIMOTO

La tiroide è una piccola ghiandola situata nel collo che svolge una funzione fondamentale per la salute: regola i livelli energetici in ogni momento, e ciò influisce su ogni cellula del corpo. Quando la tiroide produce tutti i suoi ormoni, segnala alle cellule di ricevere il glucosio e convertirlo in energia, che serve per la loro normale attività, per ripararsi e riprodursi.

Quando invece produce quantità inferiori di ormoni, segnala alle cellule di trattenersi e risparmiare l’energia per un secondo momento. Questo accorgimento fa sì che il corpo funzioni a un ritmo costante, ma con l’andare del tempo l’attività ridotta della tiroide causa una “insufficienza energetica” in tutto il corpo, perché le cellule non ricevono istruzioni ormonali per ricaricarsi come dovrebbero per funzionare in maniera corretta.

Quando la tiroide funziona bene, funzioni bene anche tu. Quando smette di lavorare nel modo giusto, diverse aree del tuo corpo possono crollare. Per definire una scarsa produzione di ormoni da parte della tiroide si usa il termine ipotiroidismo, uno stadio iniziale e lieve di tiroidite. L’ipotiroidismo e la tiroidite di Hashimoto non sono come gli ingrossamenti che si verificavano in passato per la carenza di iodio e l’accumulo di tossine nella ghiandola. E queste definizioni non spiegano qual è la vera causa che provoca affaticamento, palpitazioni, vampate di calore, confusione mentale, sovrappeso e molti altri problemi associati.

Le comunità mediche ritengono che la tiroidite di Hashimoto sia il risultato di un sistema immunitario in qualche modo impazzito, che scambia le cellule della tiroide per invasori e gli dichiara guerra. Non è corretto. L’ho già detto e lo ripeto: il corpo non attacca se stesso. Il nostro sistema immunitario non si confonde e non attacca i nostri organi, e ciò vale anche per la tiroide.

L’erronea teoria della malattia autoimmune è semplicemente un gioco accusatorio. Punta l’indice contro il corpo del paziente per distrarlo dalla verità, e la verità è che la ricerca medica non ha ancora scalfito la superficie di ciò che causa le malattie della tiroide.

La verità è che attualmente oltre il 95 per cento dei disturbi alla tiroide, compresa la tiroidite di Hashimoto, derivano da un’infezione virale (il restante 5 per cento deriva dalle radiazioni). E il virus è quello di Epstein-Barr (EBV).

Dopo un lungo periodo di incubazione – di solito nel fegato –, l’EBV si sposta verso la tiroide e penetra nei suoi tessuti, con l’andare del tempo il carico virale la indebolisce, rendendola meno efficace a produrre gli ormoni necessari al corpo per funzionare; poco a poco, il virus infiamma la ghiandola, causando l’ipotiroidismo o la tiroidite di Hashimoto. Non è il tuo corpo che ti ha tradito, anzi, il tuo sistema immunitario sta combattendo contro un autentico invasore e sta lavorando sodo per proteggerti.

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Un grosso equivoco è dato dal fatto che i pazienti credono che i farmaci affrontino alla radice il problema; in realtà essi non curano, si limitano ad aggiungere ormoni nel sangue nella speranza che il corpo li utilizzi per sostituire gli ormoni che la tiroide ha smesso di produrre. Nessuno sa che i farmaci per la tiroide sono blandi steroidi e rallentano il sistema immunitario nella sua reazione contro i sintomi. È un segreto che nemmeno i medici conoscono, perché nessuno gliel’ha detto.

E di solito i medici non confessano ai pazienti che in realtà non capiscono l’ipotiroidismo e la tiroidite di Hashimoto, né che i farmaci non curano davvero la malattia. Se assumi un farmaco per la tiroide e senti dei miglioramenti, bene; esso agisce per lo più come un innocuo cerotto per una malattia che in realtà deriva da un carico virale. Se hai provato dei farmaci e non hai trovato sollievo, ora capisci che la tua frustrazione è fondata. 

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Ho sentito storie di centinaia di donne che avevano cominciato ad assumere un farmaco per la tiroide dieci o quindici anni prima, quando avevano cinquanta o sessant’anni, in seguito a un esame. Il medico o l’infermiera aveva guardato gli esiti dell’esame e aveva esclamato: “Cosa diavolo è successo alla sua tiroide? È in condizioni terribili.” Per tutto quel tempo, prendendo il farmaco le pazienti avevano creduto di agire in modo responsabile e proattivo, pensavano che la medicina le stesse curando.

Non devi restare inchiodato a questo destino. Seguendo il programma alimentare e dei rimedi consigliati per rieducare il tuo metaboloma intestinale, puoi liberarti del virus di Epstein-Barr, e con i consigli che elenco qui puoi contribuire a guarire e proteggere la tua tiroide lesionata e a fortificare le ghiandole che la supportano. Finalmente avrai il vigore necessario per invertire il corso della malattia, invece di sentirti dire che la stai curando quando non è vero. Conoscendo la verità su ciò che è la causa e su come puoi migliorare, puoi riprendere il controllo della tua salute.

LE ANALISI DEL SANGUE PER LA TIROIDE

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Se sospetti di avere un problema o un disturbo alla tiroide ma non ne sei certo, chiedi al medico di prescriverti delle analisi del sangue per verificare i livelli ormonali, in particolare chiedi di testare il TSH, il T4 libero, il T3 libero e gli anticorpi della tiroide. Pur non essendo perfetti, questi esami di laboratorio sono quanto c’è di meglio al momento. Una moda che ha preso piede nelle comunità di medicina alternativa è misurare il T3 inverso.

I sostenitori di questa teoria ritengono che il T3 inverso sia un indicatore accurato, mentre i suoi detrattori sostengono che siano solo chiacchiere. In un certo senso, hanno ragione entrambi. I livelli del T3 evidenziano davvero i problemi, ma se ne sussistono diversi contemporaneamente è impossibile attribuire un significato certo ai risultati. Dunque, anche se l’esito del T3 inverso non è discriminante, è comunque una buona idea chiedere al medico di analizzarlo.

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Infine è importante sapere che, anche se le analisi indicano valori normali, non è da escludere che tu abbia un problema alla tiroide. Molte persone, per lo più donne, avvertono lievi sintomi di un’attività ridotta della ghiandola a prescindere dai risultati; a volte occorrono mesi o anni prima che una malattia della tiroide si sviluppi al punto da emergere nelle analisi del sangue (per di più, i parametri di riferimento di molte analisi sono troppo ampi, perciò una malattia lieve può anche non essere evidenziata, e normalmente non lo è).

Alcuni medici ora prescrivono farmaci anche se i valori delle analisi risultano regolari: è la volontà di affrontare il problema mentre sta sbocciando, ed è un progresso per le donne perché finalmente i loro sintomi vengono presi sul serio. Tuttavia, è solo l’effetto steroideo del farmaco a dare un parziale sollievo alle infezioni virali che le hanno colpite. La ricerca è ancora lontana dallo scoprire quale sia la causa primaria dei disturbi alla tiroide e quali siano i rimedi che possono realmente aiutare i pazienti.

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Se avverti sintomi legati a un malfunzionamento della tiroide, anche se le tue analisi del sangue sono nella norma, puoi seguire il protocollo in fondo alla pagina. Se i tuoi sospetti sono infondati, il peggio che ti può succedere è che rafforzerai la tiroide. Se sono fondati, non solo metterai fine ai problemi, ma riuscirai anche a prevenire altre frustranti malattie a quest’organo educandoti anche ad una alimentazione corretta.

Test per verificare la presenza di Virus EBV

Ab Anti Micoplasma Pneumonie IgG
Ab Anti Micoplasma Pneumonie IgM
EPSTEIN BARR VIRUS VCA –Ig
EPSTEIN BARR VIRUS VCA –IgM
CITOMEGALOVIRUS AB IGG
CITOMEGALOVIRUS IGM
AFFRONTARE I PROBLEMI DELLA TIROIDE

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Questo paragrafo presenta alimenti, erbe e integratori che aiutano a guarire la tiroide lesionata, a rafforzare tutte le ghiandole correlate del sistema endocrino (ghiandole surrenali, ipofisi, pancreas e così via) e a ridurre il carico virale specificamente nella tiroide.

Alimenti “gozzigeni” C’è una nuova tendenza che induce le persone a temere verdure come cavolfiori, cavolo riccio, broccoli, cavolo cappuccio, cavolo nero e friarielli. Si dice che contengano sostanze gozzigene, ovvero che favoriscano l’insorgenza del gozzo. Non prestare fede a queste voci! I cosiddetti alimenti “gozzigeni” non contengono sufficienti livelli di sostanze gozzigene da inibire il funzionamento della tiroide: dovresti mangiare barilate di broccoli ogni giorno per avere un qualche motivo di preoccupazione. Perciò ti prego di continuare a consumare e gustare le tue crucifere preferite, in realtà promuovono la salute della tiroide.

Alimenti terapeutici

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Tra gli alimenti più salutari troviamo curativi per le malattie della tiroide come la palmaria palmata, i mirtilli selvatici, i germogli, il coriandolo, l’aglio, i semi di canapa, l’olio di cocco, le noci brasiliane e il mirtillo rosso. In varia misura, questi alimenti possono uccidere le cellule del virus di Epstein-Barr (EBV), offrire un apporto di micronutrienti, riparare i tessuti della tiroide, ridurre la formazione di noduli, eliminare i metalli pesanti e i sottoprodotti del virus dall’organismo e incrementare la produzione di ormoni della tiroide.

Erbe terapeutiche e integratori
Probiotici umani fermentati 3 anni su base di acidi grassi a corta catena, frutta e verdura
Zinco: uccide le cellule dell’EBV, rafforza la tiroide e aiuta a proteggere il sistema endocrino.
Alga Klamath RW d’acqua dolce, Spirulina (preferibilmente hawaiana): fornisce micronutrienti fondamentali per la tiroide.

Ceppo, Cibo, Frutta E Verdura

Fucus vesiculosus: fornisce iodio facilmente assimilabile e minerali traccia.
Cromo oligoelemento: aiuta a stabilizzare il sistema endocrino.
L-tirosina: aiuta ad aumentare la produzione di ormoni della tiroide.
Ashwagandha (o ginseng indiano): rafforza la tiroide e le ghiandole surrenali e aiuta a stabilizzare il sistema endocrino.

Radice di liquirizia: uccide le cellule dell’EBV nella tiroide e sostiene le ghiandole surrenali.
Eleuterococco (o ginseng siberiano): rafforza le ghiandole surrenali e aiuta a stabilizzare il sistema endocrino.
Melissa in MicroDosi di Olio Essenziale: uccide le cellule del virus e contrasta la formazione dei noduli.
Manganese “oligoelemento: fondamentale per la produzione dell’ormone T3 nella tiroide.
Selenio: stimola la produzione dell’ormone T4 nella tiroide.

Prima Colazione, Frutta Fresca, Mangiare Sano

Vitamina D3 a 10.000 UI : aiuta a stabilizzare il sistema immunitario e le sue reazioni.
Complesso di vitamine del gruppo B: vitamine essenziali per il sistema endocrino.
Magnesio: aiuta a stabilizzare l’ormone T3.

EPA e DHA (acido eicosapentaenoico e acido docosaesaenoico): fortificano il sistema endocrino e il sistema nervoso. Assicurati di acquistarne una versione di origine vegetale (non derivata dal pesce).
Bacopa monnieri: supporta la produzione di ormoni della tiroide e la conversione da T4 a T3.
Rubidio: aiuta a stabilizzare la produzione di ormoni della tiroide.
Rame oligoelemento: uccide le cellule del virus e aumenta l’efficacia dello iodio.

by anthony william

Perché produciamo i chetoni?

Disbiosi

I chetoni furono scoperti solo alla fine dell’Ottocento, quando fecero il loro debutto poco onorevole nelle urine di persone affette da un diabete incontrollato (sotto forma di chetoacidosi diabetica).15 Nell’arco di qualche decennio i ricercatori scoprirono che la produzione di chetoni aveva anche
aspetti positivi.

Dieta chetogena
Dieta chetogena

Se assumiamo pochi carboidrati o se non ne assumiamo affatto, anche solo per un paio di giorni, il corpo riesce a convertire il grasso in chetoni. Questa flessibilità metabolica è uno dei fattori più importanti che consentono la sopravvivenza del genere umano; ci aiuta ad adattarci a un’ampia varietà di risorse alimentari.

Oltre a permetterci di sopravvivere anche nei periodi in cui il cibo scarseggia, i chetoni offrono molti benefici importanti per la salute:

Risultati immagini per dieta chetogena

Se le cellule bruciano i chetoni per ottenere energia, nel corpo si producono molti meno ROS rispetto a quando viene bruciato il glucosio. I chetoni sono un carburante più “pulito” del glucosio, per cui anche i danni ai mitocondri sono molto minori rispetto a quando il carburante utilizzato è il glucosio.

Se effettui il passaggio alla combustione dei grassi (compresi i chetoni), riduci la quantità di zucchero disponibile per le cellule cancerose. Quindi riduci anche la quantità di ROS a cui le cellule sono esposte, diminuendo la probabilità che il cancro inizi a
formarsi.

Acidi grassi a corta catena

Il tipo più abbondante di chetone, il beta-idrossibutirrato (BHB), svolge una varietà di funzioni nei processi di segnalazione che possono influenzare l’espressione genica.16 I chetoni svolgono un ruolo importante nel contenimento delle infiammazioni, perché riducono (sottoregolano) le citochine proinfiammatorie e aumentano (sovraregolano) le citochine antinfiammatorie.17

La struttura dei chetoni presenta una stretta somiglianza con quella degli aminoacidi a catena ramificata (BCAA), ma il corpo li preferisce rispetto ai BCAA.

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Questa caratteristica rende i chetoni straordinariamente efficaci nel risparmio delle proteine, perché essi consentono di consumare quantità inferiori di proteine pur mantenendo o addirittura aumentando la massa muscolare.18

Inoltre, i BCAA sono un potente stimolatore delle vie di segnalazione molecolare della mTOR, una importante via metabolica che spesso è iperattiva negli stati patologici. Perciò, quando mantieni la chetosi nutrizionale, inibisci anche la mTOR, e la riduzione della sua attività si associa a un miglioramento della salute e a un incremento della longevità.

dieta chetogena

19 (La mTOR ha anche un ruolo positivo, specialmente nei giovani, perché stimola la sintesi proteica nei muscoli. Infatti molti atleti agonistici e culturisti s’impegnano ad attivare questa via di segnalazione rinunciando ai benefici per la longevità che derivano invece dalla sua inibizione.)20

Le ricerche suggeriscono che i chetoni svolgono una funzione protettiva sulle cellule cerebrali esposte al perossido d’idrogeno, una sostanza molto presente nel cervello dei soggetti che soffrono di malattie neurodegenerative come la demenza e il morbo di Alzheimer.21

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Tieni presente che quando i livelli di ferro sono alti, il perossido d’idrogeno si converte nel pericoloso radicale ossidrile, come vedremo nel Capitolo 5. Perciò i benefici dei chetoni si ottengono di più quando i livelli di ferro sono ottimali.

I chetoni sovraregolano (incrementano) la biogenesi mitocondriale nel cervello;22 ciò significa che aiutano il corpo a migliorare la sua capacità di produrre più energia aumentando il numero di mitocondri.

Immagine correlata

Dai riscontri aneddotici è emerso che in alcune persone il digiuno o il passaggio a una dieta a basso apporto di carboidrati genera una lieve sensazione di euforia; ciò suggerisce che in qualche misura i chetoni possono influire sull’esperienza del benessere.23

Nonostante questi benefici, la semplice produzione di chetoni in quantità sufficienti per essere ufficialmente in chetosi nutrizionale non è l’obiettivo primario della TMM. L’obiettivo della TMM è mantenere il corpo nella modalità di combustione dei grassi seguendo una dieta eccezionalmente salutare.

Risultati immagini per dieta chetogena

È per questo motivo che non mi sentirai mai definire la TMM una “dieta chetogenica” – definizione spesso usata per riferirsi a diete a basso contenuto di carboidrati e ad alto contenuto di grassi – perché questa espressione implica che lo scopo della dieta è produrre il maggior numero di chetoni possibile.

La TMM non si limita a questo. Come ho detto, lo scopo della TMM è ottimizzare il funzionamento dei mitocondri, ridurre i danni dei radicali liberi e curare la causa primaria delle malattie. I chetoni sono un mezzo, non un fine.

15 M. Akram, “A Focused Review of the Role of Ketone Bodies in Health and Disease,” Journal of Medicinal Food, 16, n. 11 (November, 2013): 965–67, DOI:10.1089/jmf.2012.2592. 16 Ibid.
17 Phinney, Volek, The Art and Science of Low-Carbohydrate Living, 10.
18 Intervista a Jeff Volek, Ph.D., http://articles.mercola.com/…/…/01/31/high-fat-low-carbdiet- benefits.aspx consultato il 2 dicembre 2016.
19 J. C. Newman, E. Verdin, “β-hydroxybutyrate: Much More Than a Metabolite,” Diabetes Research and Clinical Practice, 106, n. 2 (2014): 173–81, DOI:
10.1016/j.diabres.2014.08.009.
20 A. Paoli et al., “Ketogenic Diet in Neuromuscular and Neurodegenerative Diseases,” BioMed Research International, 2014 (2014), DOI:10.1155/2014/474296.
21 M. A. McNally, A. L. Hartman, “Ketone Bodies in Epilepsy,” Journal of Neurochemistry, 121, n. 1 (2012): 28–35, DOI: 10.1111/j.1471- 4159.2012.07670.x.
22 J. Moore, Keto Clarity (Victory Belt Publishing, 2014), 58.
23 A. J. Brown, “Low-Carb Diets, Fasting and Euphoria: Is There a Link Between Ketosis and Gamma-hydroxybutyrate (GHB)?” Medical Hypotheses, 68, n. 2 (2007): 268–71, DOI:10.1016/j.mehy.2006.07.043.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

Wash Intestinale 3 settimane

In un corpo sano il mondo microbico è abbastanza stabile e si adatta ai cambiamenti dell’ambiente. La flora intestinale può essere suddivisa in tre gruppi:

  1. Flora essenziale o benefica. Questo è il gruppo più importante e più numeroso, i membri più importanti che lo compongono sono i Bifidus, i Lactobatteri, i Propionibatteri [si trova nei prodotti caseari], ceppi fisiologici di Escherichia Coli, Pepto-streptococchi ed Enterococchi. Vedremo in dettaglio il loro ruolo.
  2. Flora opportunistica. È un vasto gruppo di microbi il cui numero varia da individuo a individuo. Ci sono Batteroidi, Peptococchi, Stafilococchi, Streptococchi, Bacil i, Clostridi, Lieviti, Enterobatteri (Proteus, Clebsiel i, Citrobacterio, ecc.), Fuzobacterio, Eubacterio, Catenobacterio e molti altri. Ci sono circa 500 specie di microbi conosciuti nell’intestino. In un soggetto sano il loro numero è di norma limitato e strettamente controllato dal a flora benefica. Ognuno di questi batteri sarebbe in grado di provocare problemi di salute vari se non fossero tenuti sotto controllo.
  3. Flora transitoria. Sono microbi tra i più diversi che giornalmente ingeriamo insieme al cibo o bevande. Generalmente sono bacilli non fermentanti e gram-negativi provenienti dall’ambiente. Quando l’intestino è ben protetto dai batteri benefici, questo gruppo di microbi scorre nel nostro tratto digestivo senza provocare alcun danno, ma se la flora benefica non svolge bene il proprio lavoro, allora potrebbero causare un certo spettro di malattie. E allora cosa fanno tutti questi microbi e perché sono necessari?

Intestino, Flora, Gut Batteri, Intestinale, Tratto
Tutti i pazienti con intestino infiammato e flora intestinale danneggiata presentano le stesse carenze nutrizionali. Tutti i bambini autistici e disbiotici gravi esaminati sono carenti di magnesio, zinco, selenio, rame, calcio, manganese, zolfo, fosforo, ferro, potassio, sodio, vitamine B1, B2, B3, B6, B12, C, A, D, acido folico, pantotenico, acidi grassi essenziali Omega-3, Omega-6 e Omega-9, l’amminoacido taurina, l’acido alfa-chetoglutarico e glutatione, per menzionare i più importanti.

Riprogrammazione naturopatica simbiotica dell’Asse intestino cervello
•Resettare flora batterica intestinale
•Ridurre infiammazione e alterata permeabilità
•Incrementare i prebiotici
•Reintegrare i probiotici (biodiversità)
•Profilo nutrizionale adeguato

Anatomia, Batteri, Batterio, Viscere, Diarrea
Attività Immunitaria nel: colon irritabile, Infezioni batteriche e da candida, alvo diarroico, cure antibiotiche, oncologia.
•Stimola la produzione di eritrociti e leucociti neutrofili
•Promuove la Fagocitosi
•Attiva il complemento e stimola produzione IgA secretorie
•Diminuisce il basso grado di infiammazione
•Inibisce la produzione citochine infiammatorie
•Impedisce la traslocazione di endotossine
•Modula le proprietà delle cellule dendritiche
•Contrasta la crescita di batteri patogeni/opportunisti come Clostridi,salmonelle, shigella, mediante una serin proteasi che ne inibisce l’adesione. Saccharomyces Boulardii micromicete mesofilo, non colonizza il colon ma è transiente lungo tutto il tratto gastroenterico ( resistente antibiotici, elimina tossine, compete con candida).

Batteri, Virus, Specie Batteriche, Imitazione, Aureus

Detossificazione metabolica, Regolazione metabolica
Bifido Longum, Biido Breve e Bifido Bifidum utili nel favorire l’equilibrio della flora intestinale;
Baobab indicato per la sua azione di sostegno e ricostituente;
Inulina che lenisce le infiammazioni intestinali;
Inositolo utile nei confronti della sindrome da ovaio policistico.
B.Longum principale caratteristica è quella di produrre dell’acido lattico e dell’acido acetico come principali prodotti derivati dalla fermentazione del glucosio.
– Determina ↑ della produzione di IgA totali e genera una resistenza all’infezione da Escherichia coli;
– ha un’azione immunostimolante (induce la produzione di anticorpi specifici e non specifici) e antinfettiva ( i bifidobatteri producono acido acetico la cui potente azione battericida );
– previene la diarrea provocata dalla somministrazione di eritromicina o di altri antibioticoterapie;
– regola il transito intestinale delle persone costipate: migliora l’ambiente intestinale, soprattutto ↓ il contenuto in ammoniaca delle feci, l’attività di certi enzimi fecali e ↑ la peristalsi;
– contribuisce all’inibizione dello sviluppo del cancro o l’installazione di codici anomali;
– stimola il sistema immunitario di persone anziane immunodepresse attivando i neutrofili e le cellule NK. Diminuisce così il rischio di infezioni, soprattutto dal virus dell’influenza .

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Vitamina B2 che contribuisce al mantenimento di membrane mucose normali;
Vitamina B1 e B6, il folato e la niacina che contribuiscono al normale metabolismo energetico;
Lactobacillus Rhamnosus e Lactobacillus Acidophillus Bifidobacterium Bifidum utili per ripristinare la flora batterica intestinale;
Baobab indicato per la sua azione di sostegno e ricostituente, con FOS e inulina utili per l’equilibrio della flora batterica intestinale. La vitamina B2 contribuisce al mantenimento di membrane mucose normali, le vitamine B1 e B6, il folato e la niacina contribuiscono al normale metabolismo energetico.

Virus, Infezione, Cella, Batterio, Batteri, Dna

Indicato: Leaky gut syndrome,  mici,  cistiti,  vaginiti,  candidosi,  prostatiti
Lactobacillus Rhamnosus e Lactobacillus Acidophillus e Lactobacillus Plantharum utili per ripristinare la flora fisiologica delle vie uro-genitali; Baobab indicato per la sua azione di sostegno e ricostituente; Inulina che lenisce le infiammazioni intestinali; Inositolo utile nei confronti della sindrome da ovaio policistico

Il corpo umano possiede una incredibile capacità di curare se stesso.

Questo è particolarmente vero per i bambini. Quando lavoravo come neurochirurgo non finivo mai di stupirmi per quanto in fretta e quanto bene recuperasse il cervello dei bambini anche a seguito di operazioni impegnative o addirittura quando parti del cervello venivano rimosse.

Il bambino lasciava l’ospedale sul a sedia a rotelle e quando tornava per il controllo annuale non si poteva quasi notare la minima alterazione neurologica. La natura lavora bene, ma non velocemente. Ci si può ammalare da un giorno all’altro, ma a volte ci vogliono mesi e mesi per recuperare.

Nella mia esperienza clinica ho notato che il tempo medio per riportare un bambino autistico alla normalità è di circa un anno e mezzo, due di duro lavoro. Lo scopo principale della cura è la disintossicazione del paziente nella sua completezza e sollevare la nebbia dal cervello del bambino perché questo possa tornare al suo normale sviluppo.

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Per raggiungere questo scopo avremo bisogno di:

  1. Ripulire e guarire l’intero tratto digestivo del bambino in modo che non sia più la fonte primaria di tossicità e diventi invece la fonte di nutrimento come di norma dovrebbe essere.
  2. Rimuovere tutte le tossine accumulate nel corso degli anni nei vari tessuti del corpo del bambino.

Tutti i cereali, le carni, il pesce, le uova, le verdure, la frutta sono pieni di fenoli. I fenoli sono sostanze aromatiche di scarso peso molecolare che danno colore e sapore agli alimenti e li preservano proteggendoli dai patogeni. Hanno un ruolo attivo nella germinazione e nella crescita dei semi e attraggono gli insetti impollinatori. Nel nostro corpo svolgono una potente azione antiossidante e disintossicante. Vi elencherò alcuni Fenoli:

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Vitamina C: nessuno può vivere senza.Vitamina K: essenziale per la coagulazione del sangue e altre funzioni metaboliche.Vitamina E: essenziale allo sviluppo del cervello oltre a svolgere centinaia di altre funzioni.Vitamine B1 (Tiamina), B2 (Riboflavina), B3 (Niacina), B6 (Piridoxina) e l’Acido Folico sono fenoli.

Tutte queste vitamine sono essenziali al a nostra vita.

Amminoacidi: senza di essi non saremmo in grado di produrre i neurotrasmettitori del cervello e del sistema nervoso in generale. Alcuni neurotrasmettitori stessi sono fenoli: Dopamina, Istamina, ecc.

Acido Gallico: l’eliminazione di questo acido è alla base della dieta Feingold. L’acido gallico si trova in circa il 70% dei cibi in circolazione, inclusi i coloranti alimentari. Sebbene i coloranti alimentari, inclusi i famigerati (E- numero) e altri additivi alimentari debbano essere vietati nella dieta dei bambini autistici, togliere il 70% dei cibi sembra quasi una punizione.

Questi due obbiettivi verranno raggiunti con il Programma Nutrizionale. Questo programma si è evoluto con la mia personale esperienza nella cura di mio figlio e di altre centinaia di piccoli pazienti da me curati sia nella mia clinica che in altre parti del mondo.
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Di che si tratta?
Il Programma Nutrizionale si articola nei seguenti punti:

  1. Dieta.
  2. Supplementi [integratori mirati].
  3. Disintossicazione e modifica del o stile di vita.

Natasha Campbel McBride. Sindrome dell’intestino e della psiche
Trattamenti naturali per autismo, ADHD/ADD, dislessia, disprassia e depressione, disbiosi, e patologie del microbioma intestinale

DEPURAZIONE TERAPIA GAPS

Crucifere

Cibo per l’AnimA

Cibi come il cavolo cappuccio, il cavolo nero, i broccoli, i friarielli, il cavolfiore, i cavoletti di Bruxelles, il cavolo riccio, la rucola e la senape indiana appartengono tutti alla famiglia delle crucifere.

Le crucifere sono come le persone particolarmente carismatiche, che hanno una personalità brillante e tirano fuori il meglio da chi gli sta accanto.

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Questo perché, oltre alle straordinarie proprietà di cui leggerai fra poco, le crucifere hanno anche la miracolosa capacità – ancora sconosciuta alla scienza – di attivare le potenzialità curative e depurative dei cibi con cui vengono consumate.

Di recente questo gruppo di alimenti è stato oggetto di una campagna di disinformazione.

Se hai sentito dire che sono “gozzigeni”, e quindi nocivi per la tiroide, stai pur certo che quest’accusa non potrebbe essere più lontana dal vero.

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Le crucifere sono le migliori amiche della tiroide, la liberano dalle radiazioni accumulate in seguito all’esposizione ai trattamenti dentistici e agli esami diagnostici, inoltre la proteggono dall’esplosione virale che è alla base di gran parte delle malattie che la coinvolgono.

Le crucifere aiutano a prevenire diversi tipi di cancro, come quelli che colpiscono il seno, l’apparato riproduttivo (ovaie, utero e cervice), il cervello, l’intestino e i polmoni; per quanto riguarda questi ultimi poi, sono particolarmente benefiche, perché essendo ricche di zolfo riparano e stimolano la crescita dei tessuti.

Cavolini Di Bruxelles, Carbonio Di Bruxelles

Lo zolfo è uno dei pochi minerali che, ramificandosi, dà origine a diverse varianti, un processo chimico che la scienza ha scoperto a livello superficiale ma di cui deve ancora cogliere tutte le implicazioni.

Le crucifere contengono due tipi di zolfo, uno in forma di macro-minerale e l’altro in forma di oligoelemento, chiamato microzolfo; insieme, queste due forme permeano i tessuti polmonari stimolandone la crescita, la rigenerazione e la guarigione, aiutando anche a risanare le lesioni. Le crucifere sono inoltre ricche di vitamine A, C, E, K e del gruppo B.

Esaminiamone a fondo le proprietà individuali: Cavolo rosso

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Gli agenti pigmentanti che danno a questa verdura il suo caratteristico colore rosso violaceo sono i più efficaci per combattere le malattie.

Lo zolfo contenuto nei cavoli trasporta facilmente i composti fitochimici dei pigmenti nel fegato, perciò il cavolo rosso è uno dei cibi che più rinvigoriscono quest’organo, tanto da prevenire e risanare le lesioni che vi si formano.

Cavolo riccio

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Quando il tessuto connettivo è attaccato da un virus, è infiammato, ipersensibile e/o indebolito, è facile che si sviluppi una malattia cronica.

Per chi soffre di lesioni al tessuto connettivo, dolori diffusi o infiammazione alle articolazioni, il cavolo riccio svolge una duplice azione: mentre i composti antinfiammatori distruggono i virus, le sostanze fitochimiche
biodisponibili stimolano la crescita delle cellule e la produzione di un nuovo tessuto connettivo sano.

Cavolo nero

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Gli steli di questa crucifera racchiudono sostanze nutritive con proprietà antibatteriche. La cottura al vapore o a fuoco lento in una zuppa ne estrae tutte le proprietà curative e le sostanze nutritive penetrando nell’organismo agiscono da antibiotico.

(Se la minestra di pollo della nonna fosse fatta con il cavolo nero, sarebbe veramente un antibiotico.)

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Cavolfiore

Questa crucifera contiene il boro, un oligoelemento che notoriamente aiuta la tiroide e l’intero sistema endocrino (compreso l’ipotalamo e le ghiandole surrenali) a tenere lontani i virus, che sono la vera causa di malattie come la tiroidite.

Il cavolfiore ha la straordinaria qualità di essere facilmente digeribile anche crudo, e anzi mangiarlo crudo è l’ideale, perché le sue sostanze nutritive si assimilano meglio ed è possibile sfruttarne tutte le potenzialità.

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Broccoli.

Quand’eri bambino e i tuoi genitori ti dicevano di mangiare i broccoli, avevano ragione. I broccoli sono un multivitaminico polivalente per il corpo, in più contengono oligoelementi biodisponibili e altre sostanze nutritive che rafforzano tutti gli apparati dell’organismo, compreso il sistema immunitario.

La natura li ha creati così, con un equilibrio impareggiabile, per offrire qualcosa di buono a ogni organo, ghiandola, osso, nervo e quant’altro nel corpo.

Cavoletti di Bruxelles e verze

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La verza è molto nutriente ed è meravigliosa nel supportare le articolazioni e contrastare l’osteoporosi. Se ti piace, sappi che fai benissimo a mangiarla. Ma se vuoi avere la massima ricchezza nutrizionale, prova i cavoletti di Bruxelles: contengono le sostanze della verza moltiplicate per dieci.

I cavoletti di Bruxelles portano i benefici per le ossa al massimo livello, inoltre aiutano ad abbassare il colesterolo cattivo, depurano il fegato e altri organi spugnosi, come la milza, e purificano il sangue.

MALATTIE

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Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre le crucifere nella tua vita.
Epatite C, cirrosi epatica, lesioni al tessuto connettivo, tiroidite di Hashimoto, morbo di Graves, malassorbimento delle sostanze nutritive, noduli alle ossa e alle ghiandole, cancro al seno e tumori all’apparato riproduttivo (ovaie, utero, cervice),

cancro al cervello, all’intestino, ai polmoni, affaticamento surrenale, degenerazione maculare, osteoporosi, colesterolo alto, esposizione alle muffe, ipertensione, depressione, herpes simplex 1 (HSV-1), herpes simplex 2 (HSV-2), HHV-6, disturbi ossessivo compulsivi, batterie scariche dell’apparato riproduttivo, malattia infiammatoria pelvica, diabete, ipoglicemia, emicrania, acne, ansia,

Verdure, Broccolo, Dieta, Fibra, Cibo, Fresco, Verde

disturbo da deficit di attenzione e iperattività, autismo, eczema, psoriasi, virus di Epstein-Barr/mononucleosi, herpes zoster, infezioni alle vie urinarie, broncopneumopatia cronica ostruttiva.

SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre le crucifere nella tua vita.
Accumulo di peso, dolori diffusi, tessuti cicatriziali nel fegato, sindrome premestruale, allergie alimentari, infiammazione e dolori alle articolazioni, dolore al ginocchio, tessuti cicatriziali nei polmoni, ipotiroidismo, fegato pigro, fegato congestionato,

Col, Cavolo, Cavoli, Foglie, Verde, Agricoltura, Natura

ipertiroidismo, reazioni all’istamina, vampate, orticaria, infiammazioni, sintomi della menopausa, crampi alle gambe, perdita dell’olfatto, nevralgia, fiato corto, roncopatia, linfonodi ingrossati, spossatezza, formicolio e intorpidimento, fischio o ronzio all’orecchio (acufene), palpitazioni.

SUPPORTO EMOTIVO

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Le crucifere sono eccezionali per supportare chiunque sia in preda alla confusione. Se conosci qualcuno che sembra frastornato, perplesso, turbato o disorientato, siediti insieme a lui per condividere un’insalata di cavolo riccio e rosso, una zuppa di cavolfiore, un piatto di broccoli o un contorno di cavoletti di Bruxelles.

Se non hai molto tempo e puoi solo fargli una breve visita, basterà portargli uno di questi ingredienti per influire positivamente sul suo stato emotivo.

INSEGNAMENTO SPIRITUALE

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Ti è mai capitato di prenderti cura di qualcuno con amore, occuparti dei suoi bisogni, offrirgli nutrimento, donargli tutto te stesso e anche di più, dargli supporto e protezione, credere in questa persona e poi essere tradito?

Ti sei mai sentito solo, abbandonato da tutti, con la persona che un tempo coccolavi che ora mette in giro false voci su di te? Se è così, puoi trovare un amico nella famiglia delle crucifere.

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Di recente queste verdure sono state accusate ingiustamente di essere nocive per la tiroide, quando in realtà la supportano da sempre.

E nei prossimi decenni la disinformazione porterà le persone ad allontanarsi dalla fonte alimentare che potrebbe aiutarle di più, finché un giorno qualcuno dimostrerà che la teoria dei cibi gozzigeni è del tutto infondata. Il cavolo riccio, i broccoli, i cavolfiori e i loro cugini c’insegnano a dare spazio alla pazienza e alla gratitudine nella nostra vita, per noi e per gli altri.

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Se sei stato oggetto di attacchi, sappi che non sei solo e consolati con la certezza che le avversità non possono scalfire la tua verità. Dobbiamo anche ricordare di avere rispetto per chi ci ha dedicato tempo, energia, amore e ci ha guidato nella nostra vita, anche se non abbiamo capito i loro sforzi, non li abbiamo onorati o abbiamo dimenticato in fretta ciò che hanno fatto per noi.

Così come le crucifere si sono prese cura di noi, tenendoci al sicuro, proteggendoci dalle malattie, impara a celebrare le persone che si sono date da fare per te.

SUGGERIMENTI

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I cavolfiori abbinati alle alghe marine hanno un potente effetto disintossicante che aiuta a espellere dalle ghiandole endocrine il cloro, il dannoso fluoruro e le radiazioni.

Un modo gustoso per provare questa combinazione è tritare finemente il cavolfiore nel robot da cucina e poi usarlo al posto del riso per riempire gli involtini di nori.
L’abbinamento cavolo rosso e mele è particolarmente efficace per espellere batteri, virus, vermi e altri parassiti dal fegato, dalla milza e dal tratto intestinale.

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Per un piatto saziante e saporito, nel robot da cucina trita le mele, il cavolo rosso, aggiungi un po’ di tahina e uno spicchio d’aglio finché sono ben amalgamati; usa il composto per riempire una piadina o per condire verdure a foglia verde.

Se li unisci agli asparagi, i broccoli ne rafforzano le proprietà anticancerogene e aumentano l’effetto depurativo che le sostanze fitochimiche esercitano sui reni.

Un modo semplice per gustare quest’accoppiata è metterli nello stesso cestello per la cottura al vapore. Il cavolo nero e i semi di zucca sono alimenti ricchi di zinco; se li mangi insieme, il loro contenuto di zinco si combina e diventa più biodisponibile, dunque più facile da assimilare e da utilizzare per l’organismo.

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Prova a preparare un paté di semi di zucca, poi spargilo su foglie di cavolo nero, condisci con il tuo condimento preferito e avvolgi le foglie come se fossero un burrito.

INSALATA DI CAVOLO RICCIO ALL’ORIENTALE
Per due porzioni

Asparagi, Verde, Asparagi Verdi, Tempo Di Asparagi

L’aspetto più sorprendente di quest’insalata è che, lasciata riposare in frigorifero, diventa ancora più gustosa e i sapori si mescolano meglio.

Preparane una dose abbondante e avrai un pranzo già pronto per i prossimi due giorni. Il trucco per renderla ancora più buona è massaggiare il cavolo riccio finché risulta veramente tenero; quando assaggerai il primo boccone, vedrai che ne è valsa la pena!

¼ di tazza di tahina cruda
¼ di jalapeño senza semi
¼ di tazza di succo di lime
1 spicchio d’aglio
½ tazza di foglie di coriandolo
2 datteri denocciolati
2 tazze di zucchine pelate a cubetti
2 teste di cavolo riccio a pezzetti
1 tazza di cavolo rosso a straccetti
3 cipollotti tritati Semi di sesamo (facoltativi)

Occhio, Iris, Cerca, Focus, Verde, Da Vicino, Macro

Per il condimento, mescola i primi sette ingredienti nel mixer finché sono ben amalgamati; aggiungi dell’acqua solo se necessario per rendere il composto più omogeneo.

Massaggia le foglie di cavolo riccio spalmandoci sopra il composto finché si ammorbidiscono. Cospargile con il cavolo rosso, i cipollotti e, se lo desideri, una manciata di semi di sesamo.

ANTHONY WILLIAM

ECN