Tarassaco

Il tarassaco fiorisce in primavera, quando il nostro corpo aspetta le pulizie di stagione.

Il tratto saliente del tarassaco è il gusto amaro, ed è proprio da questa caratteristica che derivano le sue proprietà ricostituenti; quell’essenza amarognola è una medicina derivata dagli acidi e dagli alcaloidi curativi della pianta.

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Il tarassaco risveglia dal letargo, fa pompare il sangue e aiuta gli organi a ripulirsi da radiazioni, metalli pesanti, DDT e altre tossine. Ciò che lo rende unico è che si può utilizzare ogni parte della pianta: le radici, le foglie, il fiore e persino il gambo.

Ogni elemento ha un diverso grado di amarezza e questa diversificazione corrisponde ai diversi gradi di pulizia di cui le varie aree del corpo necessitano. Per cominciare, i fiori (che hanno un gusto dolce-amaro) depurano gli organi cavi, come stomaco e intestino, cistifellea, vescica, polmoni, utero e cuore.

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Poi ci sono le foglie. I composti fitochimici delle foglie di tarassaco purificano il sangue e l’aiutano a raggiungere i punti più impervi, il che le rende un rimedio irrinunciabile per chi ha problemi circolatori. Il loro grado di amarezza serve anche a espellere le tossine dal sistema linfatico, perciò le foglie sono ideali per curare linfomi non Hodgkin, linfonodi ingrossati e edemi.

Quando si arriva al gambo, che è ancora più amaro dei fiori e delle foglie, comincia la depurazione degli organi pieni, come fegato, cervello e milza: per esempio con l’espulsione della bile che non serve più. Ho riscontrato che il consumo costante dei gambi di tarassaco ricupera la piena funzionalità della milza.

E una volta giunti alla radice la disintossicazione degli organi pieni è ancora più risolutiva.

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Questa è la parte più amara della pianta e costringe gli organi a depurarsi a un livello profondo e intenso. Quando si tratta di disintossicare, la radice di tarassaco non conosce mezze misure. Il tarassaco non ha soltanto un effetto depurativo.

È come un addetto di un albergo di lusso che, dopo aver pulito la camera e rimosso la spazzatura, lascia un cioccolatino sul cuscino.

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Solo che il regalo del tarassaco è meglio di un cioccolatino: prima di congedarsi lascia importanti sostanze nutritive, come vitamina A, vitamine del gruppo B, manganese, iodio, calcio, ferro, magnesio, selenio, silicio e clorofilla, che danno energia e aiutano il corpo a prevenire le malattie.

Il tarassaco aiuta a prevenire praticamente qualunque malattia ed è benefico in particolare per la prostata.

MALATTIE
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Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre il tarassaco nella tua vita.

Linfomi (anche non Hodgkin), edema, prostatite, cancro alla pelle, tigna, acne rosacea, obesità, calcoli renali, cirrosi epatica, epatite C, SLA, emicrania, infezioni alle vie urinarie, squilibri ematici, malattie ematiche, disturbi della digestione, steatosi epatica, celiachia, malattie ai reni.

SINTOMI
Fegato, Epatica, Organo, Ittero, Bile, Fegato Grasso

Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre il tarassaco nella tua vita.
Problemi circolatori, ritenzione idrica, linfonodi ingrossati, accumulo di peso, orticaria, fegato pigro e/o stagnante, distensione e/o crampi addominali, reflusso gastrico, intossicazione del sangue, congestione, costipazione, cisti epatiche, digestione difficile, disfunzioni del fegato, milza ingrossata, eccesso di muco, pre-steatosi epatica, pressione alta, appendicite, infiammazione alla cistifellea, allo stomaco, all’intestino tenue e/o al colon, reazioni all’istamina, insufficienza digestiva.

SUPPORTO EMOTIVO


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A  volte abbiamo la sensazione di aver perso dei pezzi, oppure le nostre emozioni ci portano a dire cose che non pensiamo o di cui in seguito ci pentiamo. Spesso questo accade perché la Mente, Spirito, AnimA, e Corpo non lavorano all’unisono.

Per chi vuole ritrovare la propria integrità, il tarassaco è il rimedio unificante ideale perché è il modello stesso della coesione.

INSEGNAMENTO SPIRITUALE

Fritto, Spinaci, Formaggio Del Fegato, Patate Fritte

Spesso siamo ossessionati dal bisogno di primeggiare, e ciò compromette la nostra autostima. La mentalità da primo della classe inizia a formarsi in tenera età. Alcuni temono di perdere per sempre il riconoscimento o le opportunità se non dimostrano a se stessi di essere i primi.

La fioritura primaverile del tarassaco cessa con la calura estiva, ma la vita della pianta non è ancora finita: il tarassaco ricompare di frequente in autunno.

Se ti senti incompleto o un incapace quando non primeggi, ecco una lezione importante da tenere a mente: il tarassaco rialza sempre la testa e c’insegna che possiamo essere soddisfatti e contenti anche senza arrivare per primi in quello che facciamo, perché ci sono sempre nuove opportunità all’orizzonte con cui confrontarci e grazie alle quali crescere.

SUGGERIMENTI


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Se non ti piace il gusto amaro del tarassaco, prova a bere una tisana di radici tostate. È un tonico disintossicante straordinario, e la tostatura ne mitiga l’amarezza.

I fiori di tarassaco sono meravigliosi per preparare una tisana fredda. Prendi i fiori freschi e lasciali in infusione in acqua fredda per tutta la notte: rilasceranno minerali, vitamine e fitonutrienti.

Per addolcire, aggiungi del miele grezzo. È una bevanda deliziosa e incredibilmente rinvigorente.

Le Erbe, Frullati, Succo, Verdure, Frutta, Fresco

Ogni volta che ne hai l’occasione, raccogli una foglia di tarassaco selvatico (nel tuo giardino o in campagna, purché senza pesticidi) e mangiala cruda. Le foglie di tarassaco selvatico hanno una lanugine che di solito non notiamo ma che crea l’ambiente ideale a microrganismi benefici, simbiotici elevati.

In effetti le foglie di tarassaco selvatico hanno la più alta concentrazione di di principi simbiotici elevati disponibili.

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Se non puoi procurarti il tarassaco fresco, non esitare a prendere quello che trovi nei negozi di cibi naturali: anche in questa forma le foglie sono molto benefiche per il corpo e per la mente.

Prova a fare il vecchio gioco di soffiare sulla testa di tarassaco che stai sfiorendo: è una vera e propria seduta di meditazione profonda.

SUCCO VERDE AL TARASSACO
Per una/due porzioni
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Il sapore forte delle foglie di tarassaco è perfettamente mitigato in questo centrifugato dal gusto morbido. Bere qusta bevanda rinfrescante è il modo ideale per portare le foglie di tarassaco nella tua vita.

1 testa di sedano, da cui prelevare gli steli
2 cetrioli
2 arance medie sbucciate
10 foglie di tarassaco (con i gambi se sono disponibili)
Metti tutti gli ingredienti nella centrifuga. Aumenta le dosi di tarassaco a piacere. Versa la bevanda in un bicchiere e gustala!

by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita) modificato

Curcuma

La curcuma è ottima per ogni aspetto del nostro benessere.

Nota per il suo contenuto di curcumina, una sostanza fitochimica dalle proprietà antinfiammatorie, la curcuma è particolarmente benefica per curare malattie come il lupus, a causa delle quali il corpo resta inceppato in un ciclo di reazioni anche dopo che l’invasore (il virus di Epstein-Barr, nel caso del lupus) se n’è andato.

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Tieni sempre presente che nelle malattie croniche le infiammazioni sono dovute alla presenza di un elemento estraneo (per esempio un virus), e non al fatto che il corpo attacca se stesso, come molti erroneamente ritengono.

A volte, però, quando un ciclo è ormai avviato, il corpo ha bisogno di un alleato per rompere lo schema.


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La curcuma è ideale per svolgere questo lavoro, perché contiene naturali composti steroidei derivati dalla curcumina, che sono molto benefici, e ha altre proprietà fondamentali per placare una risposta eccessiva agli agenti patogeni. È ottima per tutti gli stati infiammatori e dolorosi in ogni parte del corpo, dai nervi, alle articolazioni, al cervello.

A proposito d’infiammazioni al cervello, molti convivono con misteriose encefaliti di lieve entità che provocano un leggero rigonfiamento dell’encefalo, ma che spesso non vengono diagnosticate perché il gonfiore non si riscontra nelle analisi; in altri casi, sulla base dei sintomi che producono, vengono diagnosticate come encefalomielite mialgica/sindrome da stanchezza cronica (un’etichetta attribuita a una malattia del mistero la cui vera causa è un’infiammazione al cervello provocata dal virus di Epstein-Barr).
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Le encefaliti non diagnosticate provocano un inspiegabile senso di oppressione alla testa, stordimento, cefalee intense, appannamento della vista che non si risolve con gli occhiali, confusione, forte ansia e panico. L’antidoto decisivo è la curcuma & Peperina) .
Nel momento stesso in cui curano l’infiammazione, le potenti sostanze contenute nella curcuma aumentano l’afflusso di sangue nelle aree del corpo che ne hanno più bisogno, il che rende la curcuma un alimento ideale per chi soffre di reazioni croniche all’istamina o ha il sangue intossicato a causa del fegato pigro o di problemi circolatori.


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Gli alti livelli di manganese associati alla curcumina la rendono un ottimo ausilio per il sistema cardiovascolare, perché abbassa il colesterolo “cattivo” e alza quello buono, aiuta a inibire la formazione di cisti e tumori e può prevenire ogni tipo di cancro, specialmente quelli alla pelle. Inoltre il manganese attiva la capacità della curcumina di estrarre i metalli tossici dall’organismo.

MALATTIE

Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre la curcuma nella tua vita.

Ginger, Polvere, Cucina, Ingredienti, Fragrante
Allergie, lupus, encefalite, ansia, colesterolo alto, tumori (anche al cervello), sindrome dell’ovaio policistico, fibromi, tutti i tipi di cancro (specialmente alla pelle), sindrome da proliferazione batterica nell’intestino tenue, influenza, raffreddore, problemi ai seni nasali, sindrome da stanchezza cronica, virus di Epstein-Barr/mononucleosi, sclerosi multipla, artrite reumatoide,

Mercato, Stare In Piedi, Spezie, Cibo

SLA, linfomi (anche non Hodgkin), eczema, psoriasi, intossicazione da metalli pesanti, polmonite batterica, borsite, sindrome del tunnel carpale, celiachia, paralisi cerebrale, bronchite cronica, disturbi dell’alimentazione, ipersensibilità ai campi elettromagnetici, enfisema, endometriosi, malattie cardiache, insonnia, lipoma, affaticamento surrenale, glaucoma, malattia di Lyme, morbo di Graves, emicrania, obesità, artrite, morbo di Parkinson, parassiti, sindrome di Raynaud, meteoropatia, sciatica, tiroidite di Hashimoto, infezioni da lieviti, vermi.

SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre la curcuma nella tua vita.


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Eruzioni cutanee, orticaria, congestione, infiammazioni al cervello, alle articolazioni, ai nervi, problemi circolatori, cisti, fegato pigro, fegato surriscaldato, carenza di minerali, forfora, mal di schiena, dolore al collo, dolore al ginocchio, mal di piedi, ipertiroidismo, infiammazioni, pressione alla testa, capogiri, forti mal di testa, vista appannata, confusione, panico, congestione, mal di gola, tosse,

dolori diffusi, rigidità del corpo, calcificazioni, milza ingrossata, sensibilità alle sostanze chimiche, depersonalizzazione, disorientamento, discinesia, fame emotiva, eccesso di muco, spalla congelata, reazioni all’istamina, squilibri ormonali, carenza di acido cloridrico, perdite ematiche intermestruali, dolore alla mascella, scatti d’ira, crampi alle gambe, cortisolo basso, sintomi della menopausa, spasmi muscolari, rigidità muscolare, dolori vaganti, problemi ai seni nasali, ipotiroidismo, accumulo di peso.


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SUPPORTO EMOTIVO

La curcuma è ideale per chi ha problemi di autostima. Se ti accorgi di sottovalutare il tuo contributo a progetti e relazioni, sei spesso scontento di te o hai difficoltà ad accettare i complimenti, fai entrare la curcuma nella tua vita: ti aiuterà ad apprezzare l’inestimabile e radioso essere umano che sei e tutto il bene che hai da offrire al mondo.

INSEGNAMENTO SPIRITUALE

Le proprietà antinfiammatorie della curcuma sono così potenti che ci danno l’opportunità di fermarci a riflettere e chiederci cos’altro dovremmo lenire e placare nella nostra vita. Le infiammazioni non avvengono solo a livello fisico: sono anche a livello mentale, emotivo, persino spirituale, spesso sotto forma di giudizio, accusa, rabbia o perenne insoddisfazione, e come quelle fisiche possono provocare un forte malessere.


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Magari il motivo della tua angoscia appartiene al passato, ma tu sei bloccato in un circolo vizioso di reazioni che ti fa rivivere continuamente quel dolore. La prossima volta che senti arrivare un attacco di “infiammazione” esistenziale, ringrazia l’esperienza passata per la lezione che ha voluto offrirti e prendi esempio dalla curcuma per porre fine al circolo vizioso con delicatezza.

SUGGERIMENTI

Se hai le vie respiratorie congestionate, tosse, mal di gola, raffreddore, influenza o sinusite, prova a centrifugare della curcuma fresca insieme allo zenzero per ottenere una piccola dose di siero concentrato.


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Nell’arco della giornata, bevine piccoli sorsi a intervalli regolari: il succo agirà da espettorante e favorirà il processo di guarigione.

Dopo un’attività intensa o un lavoro fisico pesante, prova ad assumere un po’ di curcuma in qualunque forma – come spezia su una pietanza, in un centrifugato, come tisana o integratore – basta che ne assimili una piccola quantità.

Curcuma, Spezia, Curry, Stagionatura, Ingrediente

La curcuma può abbreviare i tempi di recupero per i muscoli, i legamenti e le articolazioni dopo il movimento, inoltre agisce da antinfiammatorio per eventuali lesioni che forse adesso non noti ma che potrebbero dare problemi in futuro.

SHOTTINI DI CURCUMA E ZENZERO

Per due/quattro porzioni
Formidabili per rafforzare il sistema immunitario, questi shottini sono una gustosa variante del siero di curcuma e zenzero di cui ho parlato poco fa. Facili rimedi per le prime avvisaglie di un raffreddore, aiuteranno il corpo a combattere tutti i nemici che lo attaccano!
10 cm di curcuma
10 cm di zenzero fresco
2 arance

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4 spicchi d’aglio
Centrifuga gli ingredienti uno alla volta e tieni i succhi separati. Poi unisci un cucchiaino di succo di curcuma, un cucchiaino di succo di zenzero, ¼ di cucchiaino di succo d’aglio e ¼ di tazza di succo d’arancia in un bicchierino. Mescola e bevi immediatamente.
Nota: le dosi degli ingredienti variano considerevolmente in base alla centrifuga o al frullatore che utilizzi.

by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita) modificato

La presenza di piperina nell’integratore migliora nettamente (fino al 2000%) l’assorbimento intestinale di curcumina e la sua biodisponi

Allergie

La risposta del sistema immunitario contro sostanze innocue e farmaci:

una visione d’insieme dei meccanismi di attivazione dell’allergia e delle principali terapie farmacologiche disponibili.

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Si stima che circa il 20% della popolazione mondiale soffra di una o più forme di allergia. Il termine allergia è stato coniato nel 1904 dal pediatra austriaco C. von Pirquet, ed è una reazione a base immunitaria di un organismo in seguito al contatto avuto in precedenza con sostanze come i microrganismi, le tossine, i corpi proteici.

Le sostanze che provocano allergia sono chiamate allergeni.

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Ovviamente i tessuti più soggetti alle reazioni allergiche sono quelli più esposti all’ambiente esterno come pelle, vie respiratorie e sistema digerente, nei quali generalmente possiamo avere forme lievi, mentre quando la reazione interessa il sangue si può manifestare una forma molto grave di reazione chiamata anafilassi, che, se non tempestivamente trattata, può portare a morte.

Il sistema immunitario come principale responsabile della reazione allergica

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Il nostro organismo è dotato di un efficiente sistema immunitario il quale ha la funzione di difendersi dall’azione nociva delle sostanze estranee o dannose producendo gli anticorpi, sostanze in grado di legare selettivamente l’elemento patogeno per distruggerlo.

Gli anticorpi sono mediatori immunitari di natura proteica che riconoscono in maniera specifica una piccola parte proteica dell’allergene, chiamato antigene.

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Gli anticorpi legandosi al proprio antigene scatenano una reazione nel sito in cui avviene il legame, che attiva i globuli bianchi del sistema immunitario, i macrofagi, linfociti T ed i basofili.

Queste cellule rilasciano sostanze chimiche organiche, come l’istamina ed i leucotrieni responsabili della reazione allergica con manifestazioni più o meno intense prurito, naso che cola, tosse o affanno, e a volte anche per una sostanza apparentemente innocua per la maggior parte delle persone, come il polline dei fiori, alimenti come crostacei, glutine, solfiti, o gli stessi tessuti del corpo.

Ruolo dell’istamina e farmaci contro l’allergia

Fig.1 – Formula molecolare dell’istamina

L’istamina (Fig.1) è ubiquitaria nell’organismo, si trova nel sistema nervoso centrale (SNC) e in tutti i tessuti dell’organismo, specialmente in quelli a contatto con l’ambiente esterno. Viene sintetizzata a partire dall’aminoacido istidina ed immagazzinata nei mastociti.

L’istamina agisce legandosi ai propri recettori H1 posti nei tessuti dell’organismo; i farmaci antistaminici si legano in maniera specifica a questi recettori occupando il sito di legame dell’istamina senza attivarli.

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I farmaci antistaminici sono utilizzati per curare i disturbi dell’allergia localizzati quali rinite allergica, orticaria a dermatosi da contatto, quando l’istamina è l’unico mediatore chimico.

Al contrario non sono utili per altre manifestazioni come asma, allergia alimentare e shock anafilattico, perché in questi processi l’istamina non è l’unico mediatore.

I recettori H1 sono posti anche nel SNC, dove l’istamina, anche in assenza di reazione allergica, svolge un’azione eccitante, per cui il blocco massivo dei recettori H1 da parte dei farmaci antistaminici non selettivi provoca sonnolenza.

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I farmaci più recenti sono più selettivi per i recettori posti al di fuori del SNC e quindi inducono meno sonnolenza; tuttavia non sono privi di altri effetti collaterali come effetti anticolinergici (secchezza della bocca e delle vie aeree, ipertensione) e tossicità cardiaca. La terfenadina (Teldane®) entrò in terapia negli anni novanta, ma, a causa della sua influenza sul battito cardiaco, venne ritirato dal commercio.

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Tra i farmaci antistaminici più utilizzati: cetirizina (Cerchio®, Formistin®, Zirtec®), fexofenadina (Telfast®), loratadina (Clarityn®), desloratadina (Aerius®, Azomyr®), ebastina (Kestine®).

Altra classe di farmaci impiegati contro le reazioni allergiche più gravi come asma allergica o shock anafilattico, sono i cortisonici. Questi farmaci svolgono un’azione immunodepressiva bloccando l’azione delle cellule immunitarie. Tuttavia l’azione principale dei cortisonici rimane il blocco della produzione dei mediatori dell’infiammazione, a partire dalla cascata dell’acido arachidonico.

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I FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei) non devono essere assunti per curare i sintomi delle allergie poiché inducono un maggior rilascio dei leucotrieni, responsabili di broncospasmo e peggioramento dei sintomi dell’asma.

L’adrenalina viene impiegata come trattamento d’emergenza dello shock anafilattico; è un potente vasocostrittore che, una volta iniettato, provoca l’aumento della pressione sanguigna e stimola il battito cardiaco.

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La somministrazione avviene solo per via iniettiva, perché non viene assorbita se assunta per via orale. Esistono in commercio siringhe preriempite contenenti all’interno una dose di adrenalina utile per un primo intervento d’emergenza in caso di shock anafilattico.

Come sono classificate le reazioni allergiche?

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Le reazioni allergiche, in base al meccanismo di attivazione ed alla sintomatologia possono essere suddivise in quattro tipi:

Reazione di ipersensibilità di tipo I (o anafilattica): si genera in risposta ad antigeni ambientali molto diffusi, gli allergeni, che causano la produzione di specifiche IgE (immunoglobuline di tipo E) al primo contatto. La fase di sensibilizzazione all’allergene è asintomatica e le IgE prodotte si legano ai mastociti presenti nel derma e nelle mucose gastrointestinali e bronchiali.

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Ad ogni successivo contatto con lo stesso antigene, le IgE trasmettono un segnale di attivazione alla cellula, la quale scatena la reazione allergica rilasciando mediatori dell’infiammazione come istamina e prodotti dell’acido arachidonico (prostaglandine, leucotrieni, trombossani).

L’istamina svolge un’ampia varietà di effetti patologici attraverso l’attivazione dei sui recettori, come contrazione della muscolatura liscia (es. riduzione del lume bronchiale), aumento della permeabilità vasale (edema), aumento della secrezione di muco (naso che cola e lacrimazione), rossore della cute e prurito.

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Le pollinosi stagionali sono un tipico esempio di reazione allergica di tipo I.

Anche l’allergia alimentare è una reazione allergica di tipo I, ed ha un’incidenza intorno al 2% della popolazione adulta. Nei bambini, il dato sale al 3-7%, anche se, nella maggior parte dei casi, l’allergia viene superata con l’età scolare.

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Gli alimenti che più comunemente provocano l’allergia alimentare sono: latte e derivati, arachidi, frutta, crostacei, uova, soia. Quando la sostanza allergizzante entra in contatto con il tratto gastrointestinale, i mastociti presenti nella mucosa liberano istamina, che provoca crampi, dolore addominale, vomito e diarrea.

Nella grave condizione di shock anafilattico la presenza dell’allergene nel sangue causa attivazione generalizzata dei mastociti annessi al tessuto connettivo dei vasi sanguigni; ciò provoca un massivo rilascio di istamina e mediatori dell’infiammazione nel sangue, causando aumento della permeabilità vasale e contrazione generalizzata della muscolatura liscia.

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Reazione di ipersensibilità di tipo II: queste reazioni allergiche sono mediate da anticorpi IgM ed IgG liberi, che non riconoscono più le cellule dell’organismo come proprie, e sviluppano aggressività nei loro confronti provocandone la distruzione e causando una reazione infiammatoria.

Questo può avvenire in seguito a trasfusioni di sangue tra gruppi sanguigni incompatibili (esempio trasfusione di sangue AB positivo in paziente con gruppo sanguigno 0 negativo), o nell’incompatibilità materno-fetale (Rh).

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Anche la somministrazione di farmaci che alterano le membrane delle cellule provocano reazioni di ipersensibilità di tipo II; la penicillina, ad esempio, si lega alla superficie dei globuli rossi, formando dei nuovi determinanti antigenici, riconosciuti come estranei dal sistema immunitario.

La conseguenza è lo sviluppo di una reazione che provoca emolisi dei globuli rossi (rottura del globulo rosso con rilascio di emoglobina nel sangue).

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Anche la tiroidite autoimmune (malattia di Hshimoto) è una reazione di ipersensibilità di tipo II, prodotta dall’azione degli anticorpi IgG specifici contro le componenti cellulari delle cellule della tiroide (contro il recettore del TSH o la tireoglubulina ad esempio).

Nella malattia di Hshimoto può presentarsi anche una reazione citotossica mediata dai linfociti T che causa la distruzione della ghiandola.

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Reazioni di ipersensibilità di tipo III: sono malattie causate dagli immunocomplessi; gli immunocomplessi si formano tra antigeni solubili ed anticorpi di classe IgG, presenti nel circolo sanguigno.

Il deposito di questi immunocomplessi in vari distretti dell’organismo può provocare una reazione infiammatoria dannosa per i tessuti circostanti, come nel caso dell’artrite (deposito di immunocomplessi nelle articolazioni). Anche il lupus eritematoso è una malattia infiammatoria cronica provocata dal deposito degli immunocomplessi nei tessuti connettivi.

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Reazioni di ipersensibilità di tipo IV: detta anche ipersensibilità ritardata. Il diabete di tipo I, l’artrite reumatoide e la sclerosi multipla sono esempi di malattie autoimmuni provocate da una reazione di ipersensibilità di tipo IV.

Nelle dermatiti da contatto i linfociti T si attivano in risposta a sostanze ambientali che entrano in contatto con la pelle, come nichel, cobalto e cromo. La prima esposizione a queste sostanze non genera sintomi, ma provoca lo sviluppo delle cellule della memoria che riconosceranno la sostanza come patogena e attiveranno in seguito la risposta immunitaria.

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Le reazioni immunitarie mediate dai linfociti T forniscono ampia protezione contro batteri, funghi o protozoi, ma può essa stessa causare malattia quando la sensibilizzazione dei linfociti T avviene ad opera di sostanze chimiche ambientali o cellule dell’organismo.

Le cellule della memoria di tipo Th1, una volta entrate in contatto con l’antigene dell’allergene, sono poi in grado di riconoscerlo, in seguito a successive esposizioni, ed attivare i linfociti T specifici (CD4+ e CD8+), globuli bianchi in grado di portare a morte la cellula bersaglio.

Dr. Michele Pelizzari 

Azioni intestinali dei farmaci

Azioni intestinali dei farmaci

Gershon riporta l’evidenza di come i farmaci neuroattivi agiscono anche a livello intestinale. Ad esempio i farmaci antidepressivi SSRIs sono impiegati anche per disturbi intestinale.

Curiosamente a bassi dosaggi controllano la diarrea, ad alti la provocano. E’ interessante correlare questo dato con l’evidenza che a bassi dosaggi siano anticonvulsivi, ad alti sono pro convulsivi (1).

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Sia per i farmaci antidepressivi che antiepilettici è riportato che sono in grado di aumentare il triptofano e/o la serotonina intestinale, confermando l’azione sul cervello enterico.

Oggi sappiamo come la cronicizzazione di una infiammazione intestinale possa avere un ruolo importante in diverse patologie neurologiche, sappiamo come l’efficacia ad ampio spettro della dieta chetogenica o della curcumina possa essere legata alle loro azioni intestinali.

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Queste evidenze ci portano a considerare importante la possibile azione intestinale dei farmaci. Infatti, assunti oralmente, potranno interessare il cervello enterico con maggiore probabilità rispetto a quella di arrivare al cervello.

Infatti, gli SSRIs inibiscono il legame della serotonina alle piastrine plasmatiche, anche se con differenti costanti di affinità chimica, rispetto all’inibizione della ricaptazione cerebrale. Le piastrine hanno il compito di sequestrare tutta la serotonina sintetizzata dall’intestino e riversata nel sangue.

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La serotonina piastrinica viene rilasciata solo in seguito ad traumi, ad esempio ferite, in quanto provoca una vaso-restrizione, limitando l’emorragia, e attiva i processi di cicatrizzazione . Comunque il suo ruolo non è solo vaso-restrittivo, ma quello in generale di controllare il tono del vaso sanguigno, da cui il nome serotonina.

L’inibizione del legame della serotonina con le piastrine, associato al ruolo di segnale di pericolo della serotonina libera, può portare ad una riduzione della trasformazione del triptofano in serotonina, quindi all’aumento dei suoi livelli, da cui dipende la sintesi cerebrale di NPY.

Risultati immagini per azioni farmaci

Questa sintesi è controllata dal sistema neuroendocrino, che, come tutti i sistemi di controllo non fornisce risposte immediate, ma dopo un periodo di tempo di osservazione, che nel caso dell’uomo sono 20-30 giorni. Infatti dopo 20-30 giorni di digiuno il livello di noradrenalina balza improvvisamente da 20 a 200 nmoli/ml.

La dipendenza dalla risposta del sistema neuroendocrino spiega la latenza nei tempi di risposta clinica degli SSRIs, mentre l’incidenza di alterazioni del legame piastrinico riportate nei pazienti depressi e epilettici spiega l’elevata incidenza di effetti collaterali, questi dovuti ad un aumento del livello plasmatico di serotonina “libera”, la quale, superato un valore soglia, viene captata dal cervello, finendo negli spazi extracellulari, dove è noto che sia neurotossica.

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Per quanto riguarda i farmaci anticomiziali, abbiamo già discusso in questo libro, l’azione intestinale dell’acido valproico. Sono riportate azioni di farmaci antiepilettici, come la carbamazepina (2), l’acido valproico (3) e la lamotrigina(4), sui danni ischemici da riperfusione a livello intestinale, che confermano la loro capacità di azione anche sull’intestino.

Queste azioni sono legate alle loro capacità antinfiammatorie, pertanto questa può essere la vera responsabile della loro azione anticonvulsiva, sulla base dell’evidenza di come una infiammazione intestinale abbassi la soglia convulsiva.

Risultati immagini per azioni farmaci


Il concetto riportato da Gershon può essere riformulato, in quanto l’azione dei farmaci neuroattivi può essere solo a livello intestinale, per questo non necessitano di arrivare al cervello. La risposta cerebrale è fornita grazie al sistema neuroendocrino.

(Prof. Paolo Mainardi)

dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina

Riferimenti

1) P.C. Jobe, R.A. Browning The serotonergic and noradrenergic effects of antidepressant drugs are anticonvulsant, not proconvulsant. Epilepsy & Behavior 7 (2005) 602–619

2) Barut I, Tarhan OR, Kapucuoglu N, Sutcu R, Akdeniz Y.Lamotrigine reduces intestinal I/R injury in the rat. Shock. 2007 Aug;28(2):202-6

3) Kim K, Li Y, Jin G, Chong W, Liu B, Lu J, Lee K, Demoya M, Velmahos GC, Alam HB. Effect of valproic acid on acute lung injury in a rodent model of intestinal ischemia reperfusion. Resuscitation. 2012 Feb;83(2):243-8

4) Barut I, Tarhan OR, Kapucuoglu N, Sutcu R, Akdeniz Y. Lamotrigine reduces intestinal I/R injury in the rat. Shock. 2007 Aug;28(2):202-6.

Permeabilità intestinale

Al momento della nascita l’intestino, pur essendo perfettamente sviluppato, non è
attivo, infatti non ha mai funzionato all’interno del grembo materno.

E’ completamente permeabile, intere proteine riescono ad attraversare la membrana intestinale.

Frullati, Frutta, Colorato, Vitamine, Sano, Fresco

Il latte materno sostituisce il cordone ombelicale nel duplice compito di nutrire e proteggere il neonato.

Nel primo latte, il colostro, l’alfa-lattoalbumina rappresenta il 40% delle proteine presenti.

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Fino al 14° giorno di allattamento, l’alfa-lattoalbumina ha il compito di attivare i processi assorbitivi-difensivi intestinali, successivamente la sua concentrazione diminuisce arrivando 2 g/l, sufficienti per un’azione di mantenimento di tali processi.

In 20 giorni di allattamento l’alfalattoalbumina riduce le permeabilità intestinale

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Un aumento della permeabilità produce una perdita delle capacità difensive intestinali; grossi peptidi batteri, funghi e parassiti, che in condizioni normali non potrebbero attraversare la mucosa intestinale, riescono ad attraversare la membrana intestinale, provocando la reazione del Sistema Immunitario.

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Un’elevata permeabilità intestinale, definita come Leaky Gut Syndrome, è stata correlata ad alcune forme di artrite, oltre che ad allergie ed intolleranzealimentari e risulta presente anche in malattie autoimmuni.

La continua esposizione a sostanze anomale che l’intestino troppo permeabile non è in grado di impedirne l’assorbimento, fa si che venga superata anche la capacità detossificante del fegato creando varie sintomatologie, tra cui:

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• Stato confusionale,

• perdita di memoria,

• mente annebbiata,

sudorazione che possono scatenarsi quando la persona si trova esposta a determinate sostanze volatili o ingerisce alcuni alimenti. Tutti questi sintomi sono correlati alla “Leaky Gut Syndrome”.

(Prof. Paolo Mainardi)

dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina