Tecniche per la Guarigione & Comprensione

Raccogli sassi e pietre

Quando vuoi depurarti dalle emozioni negative, cammina in mezzo alla natura e presta attenzione alle piccole pietre che sembrano chiamarti.

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Durante la passeggiata, scegline tre che ti danno una bella sensazione tenendole in mano.

Assegna a ognuna un nome che corrisponda a qualcosa che hai covato dentro di te e che vuoi lasciar andare: per esempio potresti chiamarle Senso di Colpa, Rabbia e Paura.

Ciottoli, Pietre, Colorato Tondeggiante, Colore

Tieni le pietre o il semi-cristallo sul comodino, sviluppa un rapporto con ciascuna di loro, instaura un’amicizia. La frequenza terapeutica dei minerali agirà da antidoto a tutto ciò che ti provoca malessere a livello emotivo, spirituale o fisico.

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Quando, in modo naturale, arriva il momento in cui senti che le pietre hanno svolto il loro lavoro e sei pronto a lasciarle andare, riportale nella natura e rilasciale in un corso d’acqua, come uno stagno, il mare, un lago, un fiume o un torrente.

L’acqua viva le purificherà dai veleni che hanno assorbito da te, e anche tu te ne andrai via rinnovato e leggere più consapevole di te.

Il sistema urinario

pipì a letto

Il sistema urinario è quello che ci permette di controllare i liquidi organici e di eliminare le tossine dal corpo. Si compone di reni e vescica. Filtra, immagazzina ed elimina le «acque utilizzate» dal nostro organismo, proprio come l’intestino crasso elimina le nostre materie organiche. L’uno elimina i solidi, laddove l’altro elimina i liquidi.

Questo ruolo è fondamentale perché l’acqua del corpo è un vettore essenziale della memoria profonda dell’individuo. Il Principio energetico dell’Acqua è d’altronde intimamente legato alle «memorie ancestrali». Siamo in presenza dell’attività più occulta e più potente del corpo umano, quella della gestione delle «acque sotterranee» e della fertilità (fecondità).

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Le malattie del sistema urinario

Le malattie del sistema urinario significano che viviamo delle tensioni in merito alle nostre convinzioni profonde, quelle sulle quali edifichiamo la nostra vita e che rappresentano le nostre «fondamenta».

Indicano che abbiamo paure e resistenze di fronte agli eventuali cambiamenti della nostra vita, che abbiamo paura di essere destabilizzati da obblighi che ci costringono a cambiare. Ci parlano inoltre delle nostre paure profonde, fondamentali, come la paura della morte, della malattia grave o della violenza.

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I reni

I reni sono due organi essenziali al processo di gestione e di filtraggio dei liquidi organici e dei sali nell’organismo. Filtrando oltre 1.500 litri di sangue al giorno, i reni smistano, estraggono le tossine dal sangue e le trasformano in urina. Regolano il livello di acqua e di sali minerali estraendoli dal sangue e restituendoli in funzione dei bisogni.

In tal modo facilitano la capacità di resistenza e di recupero nello sforzo. Vediamo come ciò si ricollega al loro ruolo «energetico». Fanno leva sulla vescica per eliminare l’urina dal corpo.

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Infine, giocano un ruolo molto importante nello stress, nelle paure e nel loro controllo.

Per il tramite delle ghiandole surrenali (medullosurrenali e cortico-surrenali), i reni secernono infatti degli ormoni che determinano il nostro comportamento di fronte a stress e paure. Le medullo-surrenali secernono adrenalina e noradrenalina che stanno alla base delle nostre reazioni di fuga e di lotta. Quanto alle cortico-surrenali, secernono dei corticoidi naturali che controllano il livello «infiammatorio» della nostra reazione, vale a dire la sua intensità emozionale e passionale a livello cellulare.

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Le malattie dei reni

I problemi renali ci parlano delle nostre paure, profonde ed essenziali (la vita, la morte, la sopravvivenza) oppure riferite al cambiamento. I problemi renali possono significare che abbiamo difficoltà ad abbandonare abitudini o vecchi schemi di pensiero o di credenza.

Tale resistenza al cambiamento può essere dovuta a paure, a un’insicurezza o a un rifiuto di muoversi, a un ostinato attaccamento a convinzioni profonde che rifiutiamo di abbandonare, benché tutto sembri condurci, per non dire costringerci, in quella direzione. La cristallizzazione su questi vecchi schemi può spingersi sino a trasformarsi in un’analoga cristallizzazione a livello dei reni (calcoli).

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Queste malattie si accompagnano spesso a disturbi oppure a dolori a livello lombare.

Le sofferenze renali significano anche che abbiamo vissuto una situazione

ne di paura violenta e viscerale (incidente, attentato, eccetera) nel quale siamo stati consapevoli di sfiorare la morte, di averla vista da vicino. Talvolta accade persino che in certe situazioni i capelli (che sul piano energetico dipendono dai reni) divengano improvvisamente bianchi.

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Le malattie dei reni possono infine esprimere la nostra difficoltà a mettere o trovare stabilità nella nostra vita, a trovare il giusto equilibrio tra l’attività,

l’aggressività e la difesa che appartengono al rene sinistro e la passività, l’ascolto e la fuga che appartengono al rene destro. Per questo, le tensioni renali ci indicano talvolta la nostra difficoltà a decidere nella nostra vita e a fare in modo che quanto abbiamo deciso si produca.

(Michel Odoul)

La nuca

La nuca è la parte del corpo situata tra la testa e il resto del corpo

ed è il collegamento tra il cervello e i suoi esecutori, che sono le braccia e le gambe. A partire dal plesso cervicale situato alla sua base, tutte le volontà e le decisioni di azione o di relazione saranno inviate nella direzione dell’organo o dell’arto più adatto alla loro realizzazione.

Uomo, Pensiero, Pensieri, Scultura, Estate, Faccia

La nuca è pertanto un luogo dove i desideri o le volontà non sono ancora emerse, non hanno ancora cominciato ad apparire e non hanno innescato una parvenza di gesto fisico. Non sono ancora entrati in rapporto con l’esterno.

Per questo la nuca rappresenta il punto di passaggio dal concettuale (cervello, idee, concetti, desideri, volontà, volere, eccetera) al reale (azione, realizzazione, relazione, espressione, eccetera).

Le malattie della nuca


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Tensioni, dolori o blocchi della nuca esprimono la nostra difficoltà o la nostra incapacità a trasportare nel reale voglie, idee, concetti, volontà, eccetera.
 
Tuttavia, a differenza della tensione delle spalle che globalmente ha lo stesso significato, con la nuca siamo nello stadio in cui le cose non sono arrivate «alla porta» del passaggio all’atto.
 
Donna, Faccia, Bullismo, Stress, Vergogna, Frecce
 
Ciò significa che non possiamo far passare le cose nel reale perché pensiamo di non esserne capaci. L’incapacità è relativa al nostro operato, laddove nel caso del blocco alle spalle si presume che provenga dagli altri, dal mondo esterno.
 
L’irradiazione verso una delle spalle, che può esistere parallelamente, ci fornirà l’indicazione supplementare del simbolismo Yin o Yang, la cui immagine interiore ci fa pensare che non possediamo la capacità necessaria.
 
Uomo, Faccia, Espressione Facciale, Corpo, Nuda, Umano
 
Ogniqualvolta esistono tensioni nella parte superiore del corpo, queste costituiscono il segnale che, nel nostro rapporto con l’azione (desiderio, volontà, impossibilità, incapacità, paura, eccetera) o con il potere sulle cose e sulle persone, viviamo un’analoga tensione, legata sia ad una nostra supposta incapacità (nuca), sia ad una invalidazione proveniente dall’esterno (spalla).
 
Ci troviamo di fronte a qualcosa che non possiamo, non sappiamo o non riusciamo a fare.
(Michel Odoul)

Cherry plum

Prunus Cerasifera, Fiore della Paura Mirabolano

(il fiore della distensione/perdita di Controllo) “Assistenti”

Sintomo dello squilibrio: Saturazione lotta x l’autocontrollo – paura di commettere qualcosa di terribile – paura di impazzire, ossessioni, si cammina avanti ed indietro.
Cherry Plum, Rosso, Susine, Frutta, Sano, Delizioso
Trattenere i sentimenti, paura di tirare fuori le cose. Paura di lasciarsi andare, paura di perdere la ragione, paura di escandescenze improvvise e cortocircuiti mentali.
Favorisce: Riequilibra il sistema neurologico, convulsioni, perdita o eccesso di controllo degli sfinteri, incontinenza, eiaculazione precoce, anorgasmia, caos vascolare, aritmie, palpitazioni, sanguinamenti, ipertensione.
Prugne Gialle, Cherry Plum, Frutta, Ramo, Frutteto
Capacità di esprimere le emozioni nel momento giusto, l’approccio rilassato alla propria sfera emotiva. Con fessurazione nella lingua Walnut. Corto circuito cellulare o ormonale.

Nel paziente si osserva: Forte tensione interiore, sguardo fisso, eccitazione o troppa rigidità, finge di essere tranquillo (attenzione tranquillo non felice).
Tensione costante, eccessivo controllo, perdita dell’autocontrollo.

Fiori Di Ciliegio, Cherry Tree, Giappone, Bella, Rosa
Isomorfismo di Cherry Plum: Caos, Perdita di controllo, Rimurgina dei pensieri che ritiene folli, si deve ipercontrollare, contrazione interna, reazioni violente.
Le Risposte Di Cherry Plum
Ho i nervi a fior di pelle
Non riesco a lasciarmi andare
Ho paura di perdere l’autocontrollo
Temo di impazzire

Mandorlo In Fiore, Fiore Di Ciliegio

Non Confondere con: White Chestnut che ha sempre pensieri ossessivi ma che non generano paura d’impazzire. Hanno ripetutamente lo stesso pensiero.
Paura di esplodere, è la mela Esplosiva di E. Bach.
La sua frase tipica è quella di perdere le staffe, paure di se stessi, e paura di fare del male, vorrebbero liberare le loro espressioni, ma hanno paure che fanno soffrire, e che trattiene tutto dentro, il bambino che ha attacchi di ira distruggendo, guance rosse e guarda in su, soffre di stitichezza.

Ponte, Giardino Giapponese, Arco, Park, Giardinaggio

Associazioni Floreali: Cherry Plum per la tipologia ipercontrollata, + Elm per il sovraccarico di impegni 4 gocce 4 volte al dì e crema per uso esterno da applicare sullo sterno e sullo stomaco con Holly per il dolore trafittivo + Vervain per il dolore irradiato.

Le vertigini 

intestino cervello

Malattia Espressione dell’AnimA

Le vertigini sono sensazioni che comportano perdite di equilibrio, sensazioni di «terra che manca sotto i piedi» o instabilità dei riferimenti visivi intorno a noi.

Abisso, Davanzale Della Finestra, Pericoloso

Le vertigini esprimono il nostro bisogno di dominio dello spazio circostante e la ricerca di punti di riferimento precisi, definiti e stabili.

Per questa ragione riguardano principalmente le persone ansiose o falsamente «distaccate».
 
Uno degli strumenti essenziali dell’equilibrio corporeo è l’orecchio, in particolare con quella «sorta di sabbia» che si trova dentro l’orecchio interno, la cui posizione e i cui movimenti sono fortemente responsabili della nostra stabilità fisica.

verti
Ora, l’orecchio, che appartiene al Principio dell’Acqua, rappresenta effettivamente i nostri punti di riferimento fondamentali.

La paura di non riuscire a controllare quello che accade, di non controllare lo spazio circostante si traduce in vertigini più o meno accentuate, dirette (vertigini in luoghi elevati) o indirette (situazioni particolari che provocano le vertigini).

Amatevi, Amare, Innamorarsi, Eureka, Vertigine, Piacere
 
È il caso classico delle vertigini avvertite nei giochi dei luna-park o durante la pratica di alcuni sport, nei quali i nostri punti di riferimento spaziali vengono disturbati.

ORECCHIE paura di sentire, carenza di equilibrio interiore.
VERTIGINI disequilibri, problemi con l’infanzia, variazione della situazione conosciuta.
LABIRINTITE mancanza di pace interiore.

Micheal Odoul

La Paura

La paura non è reale!

L’unico posto dove può esistere è nel nostro modo di pensare al futuro.
E’ un prodotto della nostra immaginazione,
che ci fa temere cose che non ci sono nel presente
e che forse neanche mai esisteranno.

Mano, Paura, Disperazione, Espressione, Spaventato
Si tratta quasi di una follia, non mi fraintendere, il pericolo è molto reale,
ma la paura è una scelta.

Tutti noi ci raccontiamo una Storia

e quel giorno in cui la vivrai puoi scegliere la tua vita dove deve cambiare comprenderai che non sei, chi perde…
non sei chi vince…
sei la Vita che Sceglie, divenendo l’Esperienza Stessa.

Amore, Rage, Lutto, Odio, Fuga, Bolla Di Sapone, Albero

La Tua Vita si manifesta nel Fare Consapevole del Momento Presente

Non esisti nella paura del passato…
Come non sopravvivi nell’ansia del futuro…
Qui e Ora AnimA Mia … Qui e Ora.
Persona, Bionda, Ragazza, Pietra, Di Sopra, Fiume

Giudizi 

L’Arte di Vivere

Puoi eliminare la tendenza a dare la colpa agli altri. Puoi liberarti dal desiderio di vendetta. Ma quanto al giudicare, il massimo che puoi fare è ridurne la presenza nella tua vita. Giudicare significa vedere il mondo come sei tu, non come è.

È impossibile evitare completamente di giudicare, perché in realtà ogni pensiero contiene un elemento di giudizio.

Terra, Mondo, Globo, Universo, Spazio, Planet, Ambiente

Dire che oggi è una bellissima giornata è un giudizio.

Trasmettere affetto a qualcuno è un giudizio. Valutare una persona o una cosa è un giudizio. Perciò puoi evitare completamente di giudicare solo quando non pensi, e sarebbe assurdo volerlo fare.

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Puoi però ridurre significativamente la quantità di giudizi negativi che dai, e questa forma di perdono migliorerà radicalmente la qualità della tua vita. La prima cosa da ricordare è che i giudizi non cambiano nulla o nessuno nell’universo.

Il fatto che non ti piaccia una certa persona o che reagisca negativamente a un certo comportamento non cambia la persona o il comportamento in questione. Ti invito ancora a tenere a mente che quando giudichi un’altra persona, non definisci l’altro ma te stesso.

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I giudizi dicono qualcosa solo su di te.

Descrivono ciò che ti piace e non ti piace. Non definiscono la persona che viene giudicata. Quella persona è definita dai propri pensieri e dalle proprie azioni. Una volta che te ne renderai conto, comincerai a sostituire la tendenza a giudicare con l’accettazione, vale a dire tradurrai il perdono in azione.

Quando accetti gli altri non sei più soggetto alla sofferenza che si accompagna al giudicarli. Quando qualcuno agisce in modo che ti pare sgradevole, devi capire che il dolore, la rabbia, la paura o qualsiasi altra emozione tu possa provare costituisce solo il modo in cui hai scelto di reagire al comportamento di quella persona.

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Se non puoi o non vuoi registrare la presenza di quell’emozione e poi liberartene, allora è al tuo io che devi prestare attenzione.

Il comportamento di quella persona si è scontrato con qualcosa di non finito o di ignorato nella tua vita. Il malessere per il comportamento dell’altro è il tuo modo di sfuggire a qualcosa dentro di te. Una distinzione sottile, ma molto significativa.

Rousse, Guarda, Occhi Blu, Viso, Donna, Osservare

Ciò che pensi del comportamento degli altri, è cosa tua. Sei tu a pensare e a portare con te i risultati dei tuoi pensieri. Se non giudichi le persone che ti circondano, ma le accetti esattamente per quello che sono, eliminando il bisogno di farti turbare da loro, hai messo in pratica il precetto del perdono.

Perdonare significa solo correggere le tue impressioni errate. In realtà non vi è nulla da perdonare, tranne te stesso per il fatto di aver incolpato e giudicato.

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Questi tre atteggiamenti, colpevolizzazione, desiderio di vendetta e tendenza a giudicare, sono abiti mentali fortemente radicati.

Si sviluppano in una cultura in cui l’individuo si fa vanto di incolpare sempre gli altri di ciò che gli accade, e intenta incessantemente cause invocando l’idea di «giustizia»,
e traggono origine dall’abitudine di instillare pensieri di vendetta fin dall’infanzia, giustificandoli con l’idea che la ritorsione sia «soltanto giusta», patriottica o equa.

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Eppure è un comportamento estremamente autolesionista e irresponsabile, certo non illuminato!

Ed è molto stupido, tanto per dare un giudizio! Ogni qualvolta ti senti trascinato a questo tipo di atteggiamento ricorda a te stesso che finirai per esserne tu la vittima.

Meteorite, Impatto, Cometa, Distruzione

Lasci che la tua vita sia controllata dal comportamento di altri; per quante giustificazioni possa addurre, quando agisci in questo modo sei sempre schiavo dei loro capricci. Come ci ha ricordato Maslow:

«Non esiste uno schiavo ben adattato». Un tale comportamento ti mantiene in uno stato di torpore spirituale. Non puoi avere uno scopo e vivere in modo armonico ed equilibrato quando permetti a un altro di dettarti pensieri e azioni.

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L’incontro con lo scopo che cerchi non può avvenire e non puoi vivere un’esistenza spirituale e piena d’amore quando condanni e giudichi gli altri o sei posseduto da sentimenti di vendetta.

L’illuminazione richiede che ti assuma la responsabilità della tua vita. Responsabilità significa letteralmente rispondere con abilità; e naturalmente ciò è impossibile se sei paralizzato dall’odio, dal rancore e dal desiderio di vendetta.

Cuore, Rosso, Cometa, Progettazione, Grafica

Prova a considerare la vita di alcune delle figure più ammirate della storia. Chi è stato dominato dall’ossessione della vendetta ci ha trascinato in una guerra dopo l’altra, che hanno portato morte e distruzione indiscriminata in nome del rancore e della colpevolizzazione.

Come si può dare un contributo positivo al mondo e sintonizzarsi sulla forza dell’amore quando si è occupati dall’idea della vendetta? Impossibile.

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Ascolta le parole di chi ammiri e invece di qualificarti con l’etichetta di cristiano, ebreo, musulmano, buddista o altro, sforzati il più possibile di emulare concretamente Cristo, Dio, Buddha e Maometto, ma soprattutto accedi alla tua AnimA, fai pace con lei, con il tuo vero Sé e il tuo Vero Maestro Interiore, non c’è altro, il fuori è una tua estensione.

Attraverso tale impegno staremo tutti meglio e cominceremo a vivere ogni giorno il perdono, invece di parlarne in chiesa per poi tornare a una vita quotidiana in cui ci affanniamo a costruire più armi, a far causa ai vicini e a giudicare chi è lontano o differente da noi.

(Wayne W. modificato Francesco Ciani)

Eruzioni della pelle

Malattia espressione dell’AnimA

Nel caso delle eruzioni qualcosa spezza il confine, qualcosa vuole uscire. L’esempio più evidente è quello dell’acne giovanile. Nella pubertà la sessualità esplode nell’uomo, ma per lo più viene repressa.

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La pubertà è un ottimo esempio per una situazione di conflitto. In una fase di apparente tranquillità irrompe improvvisamente da profondità inconsce qualcosa di nuovo e travolgente, che con la forza cerca di crearsi uno spazio nella coscienza e nella vita di una persona.

Tuttavia la cosa nuova che urge è sconosciuta, insolita e incute paura. Si preferirebbe escluderla dal proprio mondo e tornare allo stato abituale. Il che non è più possibile. Non è possibile far si che un movimento non sia avvenuto.

Ci si trova così nel bel mezzo di un conflitto

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Lo stimolo del nuovo e la paura del nuovo attirano quasi con la stessa forza. Ogni conflitto osserva questo modello, cambia soltanto il tema. Nella pubertà il tema si chiama sessualità, amore, compagnia.

Cresce la nostalgia dell’essere polare, del Tu. Si vorrebbe venire in contatto con ciò che manca, e non si osa farlo.

Emergono fantasie sessuali – di cui ci si vergogna

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Non stupisce che questo conflitto divenga visibile sotto forma di irritazioni della pelle: la pelle infatti è il confine dell’Io, che bisogna superare per trovare il Tu. Al tempo stesso la pelle è l’organo con cui si può instaurare questo contatto, toccare l’altro, accarezzarlo.

Per essere amati occorre anche piacere all’altro così come si è, nella propria pelle

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Questo tema caldo infiamma la pelle del ragazzo in età puberale e mostra che si vorrebbero far saltare i confini finora osservati e al tempo stesso il tentativo di sbarrare il passo a ciò che è nuovo, la paura dell’impulso appena risvegliato.

Ci si difende anche attraverso l’acne, perché essa rende difficile ogni incontro e impedisce la sessualità.

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Nasce così un circolo vizioso:

le sessualità non vissuta si manifesta sulla pelle sotto forma di acne – e l’acne impedisce il sesso. Il desiderio represso di eccitazione si trasforma in pelle irritata.

Quanto sia stretto il rapporto tra sesso e acne, risulta chiaramente dai punti in cui l’acne si manifesta. L’acne si presenta esclusivamente sul viso e nelle ragazze sul décolleté (a volte anche sulle spalle).

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Le altre parti della pelle non vengono aggredite dall’acne, perché non potrebbero raggiungere nessuno scopo. Per curare l’acne, alcuni medici prescrivono con buoni successi la pillola.

Lo sfondo simbolico di questo effetto è evidente:

la pillola simula nel corpo una gravidanza e contemporaneamente l’acne svanisce perché non occorre ora impedire più niente. I bagni di mare e il soggiorno al mare fanno in genere regredire molto l’acne, mentre essa fa grandi progressi se il corpo è ben coperto.

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Il vestiario come seconda pelle sottolinea la delimitazione e l’intoccabilità, mentre lo svestirsi è già il primo passo verso l’apertura e il sole rimpiazza in maniera non pericolosa il desiderato e temuto calore di un altro corpo.

Tutti sanno che il miglior rimedio contro l’acne è la sessualità veramente vissuta.

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Tutto quello che abbiamo detto dell’acne giovanile vale anche per quasi tutte le altre eruzioni della pelle.

Una eruzione mostra sempre che qualcosa che è stato represso finora vorrebbe spezzare i confini e rivelarsi pienamente (divenire consapevole).

Bellezza, Bracciale, Umano, Donna, Ragazza, Moda

Nell’eruzione si rivela qualcosa che finora non era stato visibile. Questo fa anche capire come mai quasi tutte le malattie infantili – come morbillo, scarlattina, varicella – si manifestano attraverso la pelle.

Ad ogni malattia infantile nella vita del bambino irrompe qualcosa di nuovo, e porta con sé un’evoluzione. Più forte è l’eruzione, più veloce è il decorso della malattia infantile – lo sfondamento è riuscito.

Ragazza, Ritratto, Grandi Occhi, Bambini, Gli Occhi

La crosta lattea è l’espressione visibile di questo invisibile muro e insieme il tentativo di spezzare questo isolamento. L’eczema viene spesso utilizzato dalle madri per giustificare in termini causali il loro rifiuto interiore del bambino.

Per lo più si tratta di madri particolarmente legate all’estetica, che tengono molto alla pelle pulita e levigata.

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Una delle dermatosi più frequenti è la psoriasi.

Essa si manifesta in focolai limitati, circolari, infiammati, coperti di pustoline di un colore bianco-argenteo, dure e resistenti. Qui la funzione naturale di protezione della pelle viene esasperata:

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ci si scherma in ogni direzione, non si vuole più lasciar passare e uscire nulla. Ma dietro ogni forma di difesa si cela la paura di ” essere feriti “. Più grande è la difesa, maggiore è la sensibilità interiore della persona e la sua paura di essere ferita.

È come nel regno animale. Se si toglie la conchiglia a un mollusco, si trova un esserino misero, molle, senza protezione. Le persone che nel loro riserbo non fanno avvicinare niente e nessuno, sono per lo più estremamente sensibili.

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Però il tentativo di proteggere con una corazza robusta la vulnerabilità dell’anima è abbastanza tragico. Una corazza protegge, è vero, da ferite ed escoriazioni, però ” protegge ” anche contro ogni altra cosa, anche contro l’amore e la dedizione.

Amore significa aprirsi – quindi in questo caso la difesa è controproducente.

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La corazza isola dal fiume della vita, rende miseri e aridi – e al tempo stesso comincia a crescere sempre più la paura. Diventa sempre più difficile spezzare questo cerchio infernale.

A un certo punto l’uomo deve permettere che il sempre temuto e respinto ferimento dell’AnimA avvenga, per imparare che l’anima non perirà certo per questo. Bisogna diventare di nuovo vulnerabili per poter apprezzare il meglio della vita.

Questo passo viene compiuto soltanto sotto pressione esterna, esercitata o dal destino o dalla psicoterapia

Abbiamo descritto dettagliatamente il rapporto esistente tra l’estrema vulnerabilità e la corazza perché la psoriasi ce ne ha offerto l’occasione. È anche possibile che si arrivi a veri e propri punti scoperti della pelle, a ferite sanguinanti.

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In questo modo aumenta il pericolo di infezione della pelle.

Spesso la psoriasi comincia nei gomiti – e coi gomiti ci si impone, sui gomiti ci si appoggia. Proprio qui si mostrano indurimenti e vulnerabilità.

Nella psoriasi l’isolamento ha raggiunto il punto estremo, così che il paziente viene costretto a diventare ” vulnerabile e aperto ” almeno a livello corporeo.

(Thorwald Dethlefsen Rudiger Dahlke)

Le Spalle (varie tipologie)

Malattia Espressione dell’AnimA

La forma delle spalle offre indicazioni utili per capire quale sia il nostro atteggiamento di fronte alla vita. La cintura ( o cingolo) scapolare, costituisce, come ogni altra cintura, la base di sostegno degli arti superiori.

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Dalle articolazioni omerali si estende in avanti attraverso la clavicola e il torace, mentre nella parte posteriore, nella zona alta della schiena, si trovano le scapole.

Le spalle collegano l’espressività delle braccia e delle mani con il petto, luogo del centro e dell’ integrazione. Insieme alla colonna vertebrale, esse rappresentano la parte del corpo grazie alla quale è possibile capire quale peso gravi sull’individuo e come questi si senta.

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È proprio nel cingolo scapolare che i comportamenti interiori errati e cronici hanno la possibilità di manifestarsi concretamente, assumendo la forma di muscoli tesi e irrigiditi, o addirittura provocando la deformazione dello scheletro osseo.

La manifestazione più evidente di tutto ciò è costituita dalle spalle rialzate tra le quali sembra nascondersi la testa timorosa, incassata come quella di una chiocciola o di una tartaruga, per paura dei pericoli del mondo esterno.

In Esecuzione, Corridore, Lunga Distanza, Fitness

Se qualcosa ci spaventa, ritraiamo automaticamente la testa.

Quando la paura diminuisce, le spalle riprendono la loro posizione normale e serena, mentre la testa osa presentarsi di nuovo.

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Le spalle cronicamente alzate rivelano di conseguenza che il loro possessore vive perennemente in stato di shock e di timore è non riesce più a liberarsi dalla paura. Forse si è spinto talmente in alto che ora, inconsciamente, preferisce ritrarsi e strisciare nella vita con il capo incassato tra le spalle.

La paura cronica traspare anche dalla limitatezza del portamento. A queste spalle mancano non di rado l’ampiezza e la forza per sopportare il peso e le responsabilità della vita, e se sono più alte da un lato, quello sinistro ad esempio, tendono a proteggere e a bloccare il cuore.

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Le persone con le spalle pendenti, il cui atteggiamento esprime rassegnazione, rappresentano anatomicamente il polo opposto.

Ricordano gli uccelli con le ali abbassate, e a ben guardare le scapole hanno una certa somiglianza con le ali. Le spalle pendenti devono sopportare più (responsabilità) di quanto siano in grado di fare e i soggetti con una tale conformazione fisica sono di fatto sovraccarichi.

Le spalle cercano di far scivolare via ciò che per loro è di troppo e di allontanarlo: ma un tale atteggiamento, soprattutto quando questa parte del corpo è particolarmente stretta, ha in sé qualcosa che suscita la compassione.

Libertà, Viaggio, Escursioni A Piedi, Insieme, Amici

I soggetti danno l’impressione di dover prendere su di sé l’intero carico del mondo. A vederli, si prova il desiderio di stringerli tra le braccia e di toglier loro qualche peso.

Le spalle strette indicano una diminuzione della capacità di sopportare il peso delle proprie responsabilità. I soggetti raccolgono le proprie forze per farla finita con la vita.

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Come base delle loro azioni, una cintura scapolare di tali dimensioni sembra una premessa molto debole, e la vita viene affrontata con molto dolore. In accordo alla propria natura, chi ha le spalle strette avrà un grande bisogno di appoggiarsi agli altri, preferibilmente a chi ha spalle particolarmente larghe su cui poter posare la propria testa, e insieme ad esse le proprie responsabilità.

A metà strada tra le spalle sollevate e quelle pendenti, si trovano le spalle squadrate, simbolo di normalità.

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Ovviamente anche in questo caso ci sono dei segni significativi che denotano una certa esagerazione. Le spalle tipicamente maschili, dai muscoli tesi, segnalano a tutto il mondo che lì c’è qualcuno pronto a prendere su di sé ogni responsabilità, e forse anche qualcosa di più.

Sottolineando ulteriormente questo concetto, ad esempio attraverso muscoli particolarmente allenati o con un’imbottitura ad hoc, un uomo mostra quanto sia impegnato a fare effetto sugli altri.

Fisioterapia, Massaggio, Indietro, Relax, Mani, Pelle

Nasce il sospetto che questa persona stia fingendo di avere cose che di fatto non ha, ma che desidererebbe possedere. I soldati che portano le spalline non solo sopra le uniformi, ma anche sopra le camicie, rivelano una situazione collettiva.

Esteriormente sembrano forti e pronti ad assumersi grandi responsabilità mentre in realtà molto spesso la loro spina dorsale è stata spezzata affinché su comando eseguano qualunque cosa.

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Le spalle fuori misura alludono a un ego dalle dimensioni altrettanto eccezionali, quelle strette indicano il contrario. Se per giunta pendono, indicano che il soggetto ha rinunciato a imporsi e a mostrarlo al mondo.

Le spalle esprimono anche il tipo di confronto col mondo: le spalle squadrate sono sempre all’altezza (giusta) della situazione, quelle pendenti mostrano il modo in cui i soggetti tendono a cedere, quelle rialzate rivelano che vogliono sottrarsi alle pesanti responsabilità; stringendosi, proteggono la testa nel suo tentativo di svignarsela.

Mal Di Schiena, Massaggio, Mal Di, Mano, Muscolo, Dorso

Inoltre se una spalla è più bassa dell’altra, si può capire quale dei due poli dell’esistenza sia particolarmente sottolineato. Negli uomini, la spalla destra è in genere un po’ più bassa e rivela la loro inclinazione verso questo polo:

tendono verso un mondo controllato dal principio maschile, e quindi aggressivo. La spalla sinistra tesa verso il basso è tipica soprattutto delle donne: è simbolo di un modo passivo, tipicamente femminile, di affrontare la realtà.

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Il vero compito delle spalle è di garantire alle braccia libertà di azione. Ma come possono sollevarsi verso l’alto, creando un nascondiglio per la testa, così possono spostarsi in avanti per occultare tra di loro petto e cuore.

Questo è l’atteggiamento tipico di chi desidera proteggere se stesso, ma che così facendo rivela a tutti la propria vulnerabilità e il proprio bisogno di aiuto.

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Le donne, con un tale comportamento, cercano di difendere, o perfino di nascondere, il proprio seno al mondo. Spesso tali comportamenti errati risalgono alla pubertà. Se la ragazza fosse stata un uomo, non avrebbe certo accolto con piacere lo sviluppo del seno e l’avrebbe nascosto con un senso di vergogna.

Nascondere un seno troppo florido diventa indispensabile per una donna particolarmente timida, che non vuole mostrare la propria femminilità. Il senso di inferiorità e le insicurezze legate al proprio ruolo femminile non affrontato con consapevolezza, si incarnano e si trasformano in una sorta di carri armati visibili e percepibili nelle regioni corrispondenti.

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Se questo atteggiamento protettivo mira al cuore e ai suoi sentimenti, la spalla sinistra risulterà piegata in avanti.

Con questo atteggiamento le persone si rendono esili e riescono a nascondersi: così facendo però riducono le dimensioni del loro torace e i polmoni non hanno la possibilità di dilatarsi. Il fiato corto, conseguenza di tutto ciò, spiega i motivi della loro limitata capacità di comunicazione.

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Chi si chiude in se stesso e si esclude dal mondo esterno, presenta la tendenza a trattenere per sé le emozioni e ha scarsa capacità di difendersi da eventuali attacchi. Le vittime di questo comportamento tendono a ritirarsi sempre più nel loro spazio protettivo delimitato dalle spalle, con le braccia flesse e la schiena ricurva.

Ogni bunker, per quanto efficace possa essere, rappresenta però oltre alla protezione, anche ristrettezza, rigidità e angoscia, e può arrivare a impedire di respirare.

(Dott. Rudiger Dahlke)

Giudizi

Puoi eliminare la tendenza a dare la colpa agli altri

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Puoi liberarti dal desiderio di vendetta. Ma quanto al giudicare, il massimo che puoi fare è ridurne la presenza nella tua vita. Giudicare significa vedere il mondo come sei tu, non come è.

È impossibile evitare completamente di giudicare, perché in realtà ogni pensiero contiene un elemento di giudizio.

Dire che oggi è una bellissima giornata è un giudizio.

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Trasmettere affetto a qualcuno è un giudizio

Valutare una persona o una cosa è un giudizio. Perciò puoi evitare completamente di giudicare solo quando non pensi, e sarebbe assurdo volerlo fare.

Puoi però ridurre significativamente la quantità di giudizi negativi che dai, e questa forma di perdono migliorerà radicalmente la qualità della tua vita. La prima cosa da ricordare è che i giudizi non cambiano nulla o nessuno nell’universo.

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Il fatto che non ti piaccia una certa persona o che reagisca negativamente a un certo comportamento non cambia la persona o il comportamento in questione.

Ti invito ancora a tenere a mente che quando giudichi un’altra persona, non definisci l’altro ma te stesso.

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I giudizi dicono qualcosa solo su di te. Descrivono ciò che ti piace e non ti piace

Non definiscono la persona che viene giudicata. Quella persona è definita dai propri pensieri e dalle proprie azioni. Una volta che te ne renderai conto, comincerai a sostituire la tendenza a giudicare con l’accettazione, vale a dire tradurrai il perdono in azione.

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Quando accetti gli altri non sei più soggetto alla sofferenza che si accompagna al giudicarli. Quando qualcuno agisce in modo che ti pare sgradevole, devi capire che il dolore, la rabbia, la paura o qualsiasi altra emozione tu possa provare costituisce solo il modo in cui hai scelto di reagire al comportamento di quella persona.

Se non puoi o non vuoi registrare la presenza di quell’emozione e poi liberartene

Risultati immagini per giudicare

allora è al tuo io che devi prestare attenzione. Il comportamento di quella persona si è scontrato con qualcosa di non finito o di ignorato nella tua vita.

Il malessere per il comportamento dell’altro è il tuo modo di sfuggire a qualcosa dentro di te. Una distinzione sottile, ma molto significativa.

Ciò che pensi del comportamento degli altri, è cosa tua

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Sei tu a pensare e a portare con te i risultati dei tuoi pensieri. Se non giudichi le persone che ti circondano, ma le accetti esattamente per quello che sono, eliminando il bisogno di farti turbare da loro, hai messo in pratica il precetto del perdono.

Perdonare significa solo correggere le tue impressioni errate. In realtà non vi è nulla da perdonare, tranne te stesso per il fatto di aver incolpato e giudicato. Questi tre atteggiamenti, colpevolizzazione, desiderio di vendetta e tendenza a giudicare, sono abiti mentali fortemente radicati.

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Si sviluppano in una cultura in cui l’individuo si fa vanto di incolpare sempre gli altri di ciò che gli accade, e intenta incessantemente cause invocando l’idea di «giustizia», e traggono origine dall’abitudine di instillare pensieri di vendetta fin dall’infanzia, giustificandoli con l’idea che la ritorsione sia «soltanto giusta», patriottica o equa.

Eppure è un comportamento estremamente autolesionista e irresponsabile, certo non illuminato! Ed è molto stupido, tanto per dare un giudizio!

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Ogni qualvolta ti senti trascinato a questo tipo di atteggiamento ricorda a te stesso che finirai per esserne tu la vittima.

Lasci che la tua vita sia controllata dal comportamento di altri; per quante giustificazioni possa addurre, quando agisci in questo modo sei sempre schiavo dei loro capricci. Come ci ha ricordato Maslow: «Non esiste uno schiavo ben adattato».

Un tale comportamento ti mantiene in uno stato di torpore spirituale. Non puoi avere uno scopo e vivere in modo armonico ed equilibrato quando permetti a un altro di dettarti pensieri e azioni.

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L’incontro con lo scopo che cerchi non può avvenire e non puoi vivere un’esistenza spirituale e piena d’amore quando condanni e giudichi gli altri o sei posseduto da sentimenti di vendetta.

L’illuminazione richiede che ti assuma la responsabilità della tua vita.

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Responsabilità significa letteralmente rispondere con abilità; e naturalmente ciò è impossibile se sei paralizzato dall’odio, dal rancore e dal desiderio di vendetta.

Prova a considerare la vita di alcune delle figure più ammirate della storia. Chi è stato dominato dall’ossessione della vendetta ci ha trascinato in una guerra dopo l’altra, che hanno portato morte e distruzione indiscriminata in nome del rancore e della colpevolizzazione.

Solitario, Uomo, Seduta, Tempo Libero, Riposo, Git

Come si può dare un contributo positivo al mondo e sintonizzarsi sulla forza dell’amore quando si è occupati dall’idea della vendetta? Impossibile.

Ascolta le parole di chi ammiri e invece di qualificarti con l’etichetta di cristiano, ebreo, musulmano, buddista o altro, sforzati il più possibile di identificarti concretamente con la tua Coscienza,  poi ci sono queste figure:

Autunno, Panorama, Natura, D'Oro, Settembre, Fiume

Cristo, Dio, Buddha e Maometto, ma soprattutto accedi alla tua AnimA, fai pace con Lei, con il tuo vero Sé e il tuo Vero Maestro Interiore, non c’è altro, il fuori è una tua estensione.

Attraverso tale impegno staremo tutti meglio e cominceremo a vivere ogni giorno il perdono, invece di parlarne in chiesa per poi tornare a una vita quotidiana in cui ci affanniamo a costruire più armi, a far causa ai vicini e a giudicare chi è lontano o differente da noi.

(Wayne W. modificato Francesco Ciani)