Nichel Oligoelemento

Nichel (Ni2+ ,Ni3+)

Livello fisico:
è un attivatore della funzione della Milza, ha un’azione Ipoglicemizzante, infatti si ritrova nella diatesi della sindrome di disadattamento, favorisce l’Azione della Vit A, Vit C e Vit P.

Piccolo Meteorite, Fuso, Fasciame, Rock, Universo

è anche un’antagonista della Adrenalina, aiuta assorbimento del ferro, è un potente Ossidoriduttore, proprio per la sua azione viene impiegato nei casi di Diabete, Cellulite, Obesità, riduce il flusso salivare, per chi soffre di ipersalivazione, potrebbe essere impiegato, l’azione importante sono l’attivazione della milza e azione Ipoglicemizzante, associato al Cobalto.

Smoothie, Succo, Drink, Cibo, Vegetariano, Vegan, Sano

Macronutriente:

Il nichel promuove l’assimilazione e la successiva metabolizzazione del ferro; stimola l’attività del fegato e la disintossicazione dell’organismo; allevia i dolori ricorrenti, in particolare le emicranie. 
Dosaggio: Si può assumere tutti i giorni.

Psiche/mente

Brodo, Verdure, Broccoli, Porro, Pepe, Grani, Cibo

Il nichel stimola nell’individuo il senso di sicurezza e di fiducia in se stesso, rivelandosi così utile nei casi di panico, tristezza e rabbia. Aiuta a lasciarsi alle spalle il peso di immagini negative, specialmente se associate ad incubi ricorrenti. Rafforza la capacità di ripresa dell’individuo.

Spirito

Giovane Donna, Ragazza, Sportivo, Natura, River, Sport

il nichel promuove la creatività e l’inventiva. Stimola nel soggetto lo spirito ludico, aiutandolo a mantenersi giovane.

Dieta chetogenica

Quando monitorare i chetoni

Ecco alcune indicazioni che ti aiutano a capire quando vale la pena di misurare i livelli di chetoni. All’inizio.

È importante ricordare che è necessario tenere attentamente monitorati i livelli di chetoni solo nelle fasi iniziali della TMM. La misurazione ti dà importanti riscontri in due ambiti:

Avocado, Insalata, Fresco, Cibo, Vegetariano, Dieta, chetoni, dieta , grassi

primo, puoi determinare quando sarai riuscito a effettuare il passaggio alla combustione dei grassi e, secondo, puoi stabilire il tuo limite personale alla quantità di carboidrati che puoi mangiare senza uscire dalla modalità di combustione dei grassi.

Saprai di aver effettuato il passaggio quando i livelli di chetoni nel sangue saranno tra 0,5 e 3 millimoli per litro. Per far sì che i chetoni rientrino in questa forbice, probabilmente dovrai apportare alcuni ritocchi alla tua dieta, quindi se li terrai monitorati avrai dati oggettivi per capire quanto sta funzionando il tuo programma.

Bacon, Pane, Prima Colazione, Alla Griglia, Brown, dieta chetogenica,, grassi buoni

Per stabilire esattamente quanti carboidrati puoi mangiare senza smettere di bruciare i grassi e continuando ad avere una buona produzione di chetoni, dovrai consumare una specifica quantità di carboidrati per due o tre giorni – poniamo tra i 30 e i 40 grammi –, misurare i livelli di chetoni in ciascuno di questi giorni e calcolare la media.

Poi dovrai scegliere una diversa quantità di carboidrati – per esempio 40 grammi – da consumare per altri due o tre giorni e svolgere ancora il test. In questa maniera capisci quanti carboidrati producono il livello di chetoni che desideri e quindi potrai personalizzare la TMM per adattarla al tuo organismo.

Polpette Di Carne, Carne Macinata, Insalata Di Cavolo

La personalizzazione è un elemento essenziale del programma. Il tetto del consumo di carboidrati è dinamico, quindi se svolgi periodicamente le misurazioni puoi adattare l’apporto di carboidrati alle mutevoli esigenze del tuo organismo. Più a lungo rimani in chetosi nutrizionale, più aumenta la tua flessibilità metabolica, che è l’obiettivo finale del programma.

Se esci dalla chetosi nelle prime settimane, per rientrarci potresti metterci una settimana o anche di più. Ma quando hai effettuato il passaggio alla combustione dei grassi, che io chiamo “adattamento ai grassi”, la conversione avviene più rapidamente. L’obiettivo finale è raggiungere la flessibilità metabolica che avevi quand’eri un bambino perfettamente sano!

Pasto, Pranzo, Cena, Vegan, Vegetariano, Piatto

I bambini entrano in chetosi facilmente anche se mangiano grandi quantità di carboidrati netti. In età adulta ormai hai seguito una dieta ricca di carboidrati netti per decenni e il tuo corpo ha perso la sua naturale capacità di entrare nella modalità di combustione dei grassi. Adottando la TMM, recuperi la flessibilità metabolica.

Quando apporti cambiamenti sostanziali alla tua dieta. Dopo che hai effettuato il passaggio alla combustione dei grassi e l’hai mantenuto per qualche settimana o per un mese, devi misurare i livelli di chetoni solo quando la tua alimentazione subisce dei cambiamenti; per esempio in seguito a un evento stressante, per un cambio di abitudini o per un lungo viaggio. In questi casi dovrai assicurarti di continuare a bruciare i grassi.

Salmone, Piatto, Cibo, Pasto, Di Pesce, Frutti Di Mare

Misura i livelli di chetoni una volta al giorno fino a quando saranno tornati ai livelli precedenti. Se noti un aumento nei livelli di glucosio. Se dovessi notare che i tuoi livelli glicemici tendono ad aumentare, faresti bene a tornare a misurare regolarmente i chetoni per qualche giorno.

Ti raccomando di svolgere il test tre volte al giorno, precisamente al mattino a digiuno, dopo pranzo e la sera prima di coricarti.

Cibo, Salmone, Teriyaki, Di Pesce, Mangiare, Piatto

Se i livelli dei chetoni sono ancora buoni, l’aumento del glucosio potrebbe essere dovuto a un cambiamento benefico nella segnalazione dell’insulina.

Se invece i livelli dei chetoni sono scarsi, probabilmente stai mangiando troppi carboidrati o troppe proteine. Prova a ridurre i carboidrati per due o tre giorni e continua a misurare i chetoni. Poi fai la stessa prova con il consumo i proteine.

Asparagi, Bistecca, Costata Di Manzo, Carne Di Vitello

Considera quale delle due strategie è più efficace per rialzare i chetoni e diminuire il glucosio, quindi ritocca la tua dieta in base ai risultati. Per monitorare i progressi a lungo termine. Sul lungo periodo, l’ideale sarebbe controllare i livelli di chetoni una o due volte la settimana in diversi momenti della giornata.

La regolarità è particolarmente importante se hai un problema di salute che stai cercando di curare, ma in ogni caso i controlli periodici ti daranno il riscontro e la motivazione di cui hai bisogno per proseguire il programma.

Asparagi, Verde, Asparagi Verdi, Tempo Di Asparagi

In tutte le situazioni che non rientrano in quelle contemplate da questo elenco, fare le misurazioni più di una o due volte a settimana sarebbe esagerato.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

https://www.successclubprofessional.com/prodotto/wash-intestinale-ripristino/

Il microbioma intestinale nei gemelli obesi ed in quelli magri

Lo studio A core gut microbiome in obese and lean twins

(“Il microbioma intestinale nei gemelli obesi ed in quelli magri”) , mostra che i soggetti obesi hanno una composizione anomala del microbiota intestinale, con un variazione del rapporto tra i batteri Firmicutesed i Bacteroidetes di 35 ad 1 (invece del rapporto 3 ad 1 che si osserva nei soggetti ponderalmente nella norma).

Coppia, Donne, Rapporto, Gemelli, Fratelli, Femminile

Lo studio An obesity-associated gut microbiome with increased capacity for energy harvest (“Un micro bioma intestinale associato all’obesità con maggiori capacità di raccolta di energia”) mostra che questa microflora alterata è correlata ad un’aumento del ricavo energetico dai cibi ingeriti (con l’energia in eccesso che si deposita nel tessuto adiposo).

Probabilmente si tratta di un meccanismo naturale per accumulare calorie sotto forma di grasso (di scorta) durante i periodi di cibo abbondante, e adesso che il cibo è fin troppo abbondante, anche se spesso di cattiva qualità, l’obesità è sempre più diffusa.

L'immagine può contenere: una o più persone

Ad ogni modo si può ipotizzare che una dieta squilibrata (troppi zuccheri, cibi processati e farine raffinate) contribuisca a modificare l’equilibrio della microflora intestinale che viene indotta a ricavare più energia dai cibi e ad accumularla nel tessuto adiposo; a questo punto anche una dieta ipocalorica non può avere grandi risultati fintanto che non si ripristina il corretto equilibrio tra i microrganismi intestinali.

Non è casuale il fatto che molte persone che passano ad una dieta paleolitica oltre a migliorare il proprio stato di salute perdono anche il grasso in eccesso.

Gemelli, Ragazze, Carro, Famiglia, Due, Carino

L’attenzione nei confronti di una suffiente assunzione di cibi contenenti zolfo o una integrazione di zolfo organico, per i motivi elencati nel capitolo relativo, non posso che contribuire ad una risoluzione del problema dell’obesità.

1040 Pubblicato su Nature 444, 1027–1031 (2006); autori Turnbaugh, P. J. et al.; http://www.nature.com/doifinder/10.1038/nature05414.
1041 http://cheflynda.com/…/the-inexpensive-arthritis-osteoporo…/.

Ascoltiamo il nostro corpo

L’essere umano è sicuramente l’animale più evoluto della terra e la sua intelligenza lo fa primeggiare sul mondo animale.

Purtroppo queste capacità, a volte, ci spingono ad una presunzione tale da ingigantire le nostre qualità, facendoci smarrire il senso della realtà. Sopravvalutiamo talmente la nostra intelligenza, di arrivare a pensare di poter insegnare al nostro corpo quello di cui realmente necessita, ignorando i messaggi che esso ci comunica.

Ragazza, Melone, Red, Estate, Bellezza, Natura, Fame

Messaggi collegati al funzionamento di tutte le azioni enzimatiche ed ormonali, che regolano il nostro corpo da milioni di anni. Ad esempio quando esso ha bisogno di nutrimento, ci fa pervenire il senso della fame.

Quando ha bisogno di acqua invia la sensazione della sete. Quando ha bisogno di Sali minerali, fa venire l’acquolina verso determinati cibi (esempio quelli salati). Quando dobbiamo urinare, ne sentiamo subito lo stimolo.

Spaghetti, Tagliatelle, Pomodori, Pasta, Antipasto

Il cibo moderno ricco di carboidrati, confonde il nostro corpo e gli stimoli che di solito utilizza per comunicarci le sue necessità. Ciò avviene sia per il senso della fame che della sete.

Lo stimolo della fame

Lo stimolo della fame per noi è fondamentale, altrimenti non ricorderemo di mangiare, morendo di fame. Fondamentale è anche il gusto che proviamo nel farlo perché è legato alle esigenze del nostro corpo.

Lasagne, Tagliatelle, Formaggio, Pomodori, Teglia

Se ad esempio svolgiamo attività fisica, noteremo subito dopo, una voglia di alimenti zuccherati e salati (il primo per mancanza di zucchero nel sangue, il secondo per la perdita di minerali con il sudore).

La nostra alimentazione può creare delle dipendenze a seguito di quello che mangiamo e ciò ad opera delle cellule (neuroni del nostro cervello). Come ricorderete i carboidrati accelerano la produzione della serotonina ed il cervello, che ne trova giovamento, ci chiederà sempre di più quel tipo di sensazione (come succede per le droghe).

Un altro aspetto fondamentale della fame è il modo di percepirla.

Tagliatelle, Raw, Colorato, Cibo, Carboidrati

Quando assumiamo carboidrati digeribili in due ore, l’insulina causa un picco della leptina e subito dopo un suo calo. Il deficit di leptina causa l’innalzamento della grelina che non viene neanche contrastata dalla colecistochinina (che si può produrre solo con un pasto a base di proteine e grassi), e quindi, dopo due ore, riprendiamo ad avere fame.

Tale sensazione la definisco “fame glicemica” e si distingue dall’esigenza quasi irrefrenabile (il tipico “buco allo stomaco”) di mangiare qualcosa, soprattutto con il desiderio di assumere altri carboidrati (mangiandone con voracità).

Verdure, Carota, Cibo, Sano, Dieta, Verde, Nutrizione

Quando decideremo di cambiare alimentazione seguendo il nuovo regime alimentare, ci accorgeremo che la sensazione di fame sarà totalmente diversa. Non sentiremo più buchi allo stomaco e né tanto meno l’urgenza di correre a mangiare, altrimenti diventiamo nervosi (attenuazione del cortisolo).

La nostra voglia sarà automaticamente orientata verso cibi ricchi di proteine e di grassi, gustandoli con molta più calma. In ultimo, non avremo più quella sensazione di aver mangiato troppo, colpevoli di non essere riusciti a fermarci in tempo (causata dalla mancata azione della colecistochina).

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Il glucosio e l’obesità

Secondo il mio parere, l’obesità non va vista solo come la causa (o concausa) di tutte le malattie

 
ma l’espressione più evidente di un comportamento alimentare e di uno stile di vita errati. Atteggiamenti che mettiamo in atto ogni giorno, non curanti che siano lesivi verso la nostra stessa salute, che hanno come evidenza immediata, il fenomeno dell’obesità.
 
Diabete, Siringa Insulina, Insulina, Siringa, Malattia
 
Tali atteggiamenti, non esistendo nel vocabolario un termine descrittivo immediato, l’ho individuati coniando il termine “Obesivo”, affinché sovrappeso e obesità, non vengano visti solo come uno stato patologico momentaneo, ma come atteggiamenti ben definiti che determinano un aumento del peso complessivo del corpo e causano l’insorgere di malattie degenerative.
 
Ma soprattutto devono rappresentare il campanello di allarme più evidente di un atteggiamento (Obesivo) che deve essere assolutamente corretto in tempo.

Gli atteggiamenti “obesivi” 

Miele, Sweet, Sciroppo, Organici, D'Oro
 
Il nostro corpo è davvero una macchina perfetta, in grado di funzionare utilizzando gli alimenti, ogni giorno ingeriti con la nostra dieta. Addirittura è capace di tutelarsi contro il rischio di carestie, permettendoci quindi di accumulare energia nei momenti di sovrabbondanza di cibo.

Ovviamente l’evoluzione non avrebbe mai previsto uno stile di vita in assenza di carestie (e di attività fisica), ma soprattutto l’entrata in gioco dei farinacei e dello zucchero.
 
Candy, Zucchero, Sweet, Spuntino, Colorato, Mangiare
 
E soprattutto non avrebbe mai immaginato, che l’uomo con la sua intelligenza poteva decidere di ignorare i segnali del proprio corpo, ed iniziare delle modalità alimentari contrarie al proprio Dna. Vediamoli nel dettaglio gli atteggiamenti obesivi.

Potremmo evidenziare tre differenti atteggiamenti.

Il primo “un consumo eccessivo di calorie”.
Il secondo “saltare i pasti, per poi esagerare con il mangiare la sera”.
Il terzo può sembrare il più virtuoso, perché non si superano le 2.000 calorie, “resistere alla fame, che sopraggiunge tra un pasto ad un altro” (ad esempio, dalla colazione al pranzo).
 
Diabete, Diabete Con Bambino, Diabete Nei Neonati
 
Considerate che il nostro metabolismo consuma mediamente 2.000 calorie al giorno (peso nella norma), che potremmo suddividere in 50 calorie/ora nelle 12 ore dalle 21 alle 9 e, 115 calorie/ora dalle 9 alle 21.

Nel primo caso, molte persone non riescono a fermarsi a questa soglia, perché si sentono affamati tutto il giorno. Questo dipende dai nostri menù a base di carboidrati (si digeriscono ogni due ore) che ci inducono a consumare 5 pasti giornalieri (colazione, spuntino prima mattina, pranzo, snack del pomeriggio e cena).

Quindi inevitabilmente superiamo le 2.000 calorie ed ingrassiamo.

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La domanda da farsi è:
Come mai nonostante le calorie assunte il nostro corpo ci fa sentire ancora fame (come se avessimo ancora bisogno di calorie)?
 
Facciamo degli esempi. Partendo dalla colazione, molti di noi mangiano i cornflakes (una sola tazza conta 500 calorie) che dovrebbe coprire il fabbisogno di 3/4 ore (116 calorie per ora). Dopo due ore però, sentiamo il bisogno di fare uno spuntino a mezza mattinata (circa 300 calorie).

Perchè avviene questo?

Tagliatelle, Pasta, Raw, Pomodori, Basilico, Cibo
 
Sostanzialmente abbiamo messo da parte il carboidrato ingerito e trasformato in grasso. Difatti il carboidrato si é trasformato in glucosio (nelle due ore successive al pasto) e l’insulina lo ha fatto assimilare alle cellule (obbligandole ad andare a zucchero usando la glicolisi), ed inviando il residuo al fegato per trasformarlo in trigliceridi per poi farlo stipare alle cellule adipose.
 
Quindi solo una parte delle calorie ingerite è consumata, mentre una buona percentuale viene accumulata.
 
Sfondo, Baker, Cottura, Cucina, Culinaria, Cultura
 
Poi il calo glicemico insieme alla diminuzione di leptina nel sangue, ci induce di nuovo il senso di fame (attivazione della grelina). È facile comprendere perché tale atteggiamento ci conduce ad ingrassare.
 
Nel secondo caso, alcune persone preferiscono saltare dei pasti (la colazione o il pranzo), per poi affogarsi di cibo nel loro unico pasto.
 
Cupcakes, Dessert, Glassare, Cibo, Torta, Sweet
 
Tale atteggiamento può essere definito “Obesivo”, in quanto il nostro corpo, per il periodo nel quale lo lasciamo senza cibo, utilizza il cortisolo per cannibalizzare i nostri muscoli (ricorrendo solo in parte alle riserve di grasso) e coprire il fabbisogno energetico. Inoltre quando non facciamo colazione, si abbassano i livelli di leptina nel sangue e ciò causa una diminuzione dell’attività della tiroide.

Risultati immagini per glucosio obesità
Quando finalmente introduciamo un pasto abbondante di carboidrati, accumuliamo in due ore il grasso che nella prima ipotesi avremmo accumulato nell’intera giornata.
 
Questo è il motivo per cui chi afferma di mangiare solo la sera, in realtà non ha possibilità di dimagrire e nel contempo sta catabolizzando la propria massa muscolare e la matrice e rallentando il metabolismo.
 
Dessert, Fragola, Crostata, Bacca, Frutta, Cupcakes
 
Nel terzo caso, a volte, nonostante non si superi la soglia di 2.000 calorie, iniziamo comunque ad ingrassare. Molti risponderebbero che dipende dagli ormoni e ciò, in qualche modo, ci autorizza a comportarci irresponsabilmente (tanto è colpa degli ormoni e non ci possiamo fare nulla!).
 
Un’alimentazione ricca di carboidrati causa l’intervento del cortisolo che sopperisce ai cali glicemici, catabolizzando i nostri muscoli e diminuendo nel contempo l’utilizzazione delle riserve di grasso.
 
Risultati immagini per glucosio obesità
 
Tale fenomeno risulta molto evidente, quando due ore dopo aver consumato una colazione a base di carboidrati, il nostro sangue rimane senza zucchero e percepiamo di nuovo la fame. Resistere non ci permetterà d’intaccare le riserve di grasso, ma di diminuire la nostra massa magra o far diminuire il metabolismo.
 
In qualche modo è come se le calorie consumate dal nostro corpo nelle due ore che ci separano dal pranzo (116 x 2), provenissero da uno spuntino (anche se ci siamo mangiati il nostro corpo).
 
Dieta, Contacalorie, Perdita Di Peso, Salute, Cibo
 
Per questo motivo, consumare meno calorie durante il giorno (se i pasti sono a base di cereali), non assicura il dimagrimento, ma al contrario può indurre un calo della produzione degli ormoni tiroidei (diminuzione del metabolismo).

Assumere atteggiamenti non “obesivi” è fondamentale.

L’utilizzo di alimenti ancestrali come carne, pesce, frutta e verdura, essendo costituiti da proteine e grassi e da pochi carboidrati, aumenta il tempo digestivo dei carboidrati dalle 2 alle 4-6 ore, aumentando anche il senso di sazietà dovuto all’ormone della colecistochinina.
 
Hamburger, P, Patatine Fritte, Pancia

Tale ormone è stimolato correttamente dal consumo di grassi e si mantiene più a lungo nel sangue.

Al contrario i carboidrati causano dei picchi eccessivi di leptina (ad opera dell’insulina) per poi far calare questo ormone nel sangue, causando la produzione della grelina (ormone della fame). Ad esempio una colazione salata pur apportando 500 calorie, sarà interamente consumata nelle 5 ore necessarie ad arrivare fino al pranzo (non dando luogo ad accumulo di grasso né tanto meno a senso di fame).
 
Cibo, Patatine Fritte, Burger, Pasto, Pranzo, Chip
 
Se lo stesso calcolo lo rapportiamo al pranzo e alla cena, avremo consumato circa 1.700 calorie (compreso lo spuntino del pomeriggio), prolungando però l’assunzione delle calorie fino alle 24 della notte, evitando di accumulare del grasso durante il giorno.
 
Come potete riscontrare dai tre esempi riportati, un’alimentazione equilibrata con proteine, grassi e pochi carboidrati (da frutta e verdura), permette l’utilizzazione dei nutrienti man mano che sono ingeriti, con un deficit di calorie che ci permetteranno di consumare di notte il grasso, depositato per anni nelle nostre riserve.
 
Mirtillo, Blu, Delizioso, Frutta, Cibo, Dessert, Sweet
 
Inoltre aumenta l’attività dalla tiroide, inducendo un incremento del consumo delle calorie.
Vivere 120 Anni

L’insulina ed il colesterolo

Un altro dogma della salute pubblica è la quantità di colesterolo nel sangue.

 
Molte ricerche hanno confermato che persone con quantità troppo alte di Ldl (cattive, perché ricche di colesterolo), di solito hanno anche problemi di aterosclerosi e cardio circolatori.
 
Bacon, Pane, Prima Colazione, Alla Griglia, Brown
 
Anche in questo caso, la medicina ufficiale ha fatto le indebite deduzioni: “+ colesterolo + malattie cardiocircolatorie”, quindi “- colesterolo – malattie cardiocircolatorie”.
 
Infatti il consiglio che viene dato più spesso è di diminuire i cibi ricchi di colesterolo (uova, carne rossa, grassi). Vi ricorderete che il 90% del colesterolo è prodotto dal fegato, il quale in base alla quantità di colesterolo ingerito nel pasto, integra la differenza necessaria al nostro corpo.
 
Uova Fritte, Prima Colazione, Toast, Cibo, Uovo, Tuorlo
 
Maggiore è la quantità assunta con la dieta e minore sarà quella prodotta dal fegato. E viceversa (questo è il motivo dell’infondatezza nel suggerire di mangiare non più di tre uova la settimana, perché contengono troppo colesterolo).
 

Ci siamo mai chiesti perchè un corpo così perfetto come il nostro, ad un certo punto incominci a produrre troppo colesterolo?


Prima Colazione, Sano, Hummus, Diffusione

Il corpo utilizza il colesterolo per produrre diversi ormoni (oltre alle membrane delle cellule) e quindi una loro sovrapproduzione, può rendere necessario un aumento di colesterolo nel sangue. Uno di questi ormoni è appunto il cortisolo (ormone dello stress, composto interamente da colesterolo).

A questo punto dovremo domandarci:
Perché il nostro fegato incomincia a produrre troppo colesterolo?
 
Infornare, Burro, Farina, Montagna, Pila, Cookie, Uovo
 
Ricorderete che uno degli strumenti dell’insulina, per ridurre il glucosi nel sangue, è la produzione delle Vldl da parte del fegato. Queste lipoproteine, una volta scaricato il carico di acidi grassi agli adipociti si trasformano in Ldl.
 
Inoltre l’insulina induce la produzione di colesterolo da parte del fegato per sopperire alla imminente richiesta di produzione ormonale causata dal calo glicemico.
Infatti il colesterolo è il materiale usato da ghiandole surrenali, per produrre il cortisolo (rialzando il livello di glucosio nel sangue).
 
Risultati immagini per glicemia colesterolo
 
Tale azione alza momentaneamente la quantità di colesterolo, ma il problema più grave deve ancora venire.
 
Che cosa succede quando passate due ore da un pasto a base di carboidrati, ci viene di nuovo fame e facciamo un altro spuntino a base di carboidrati?” (esempio dopo la colazione segue lo spuntino delle 11).
 
Pane, Cottura, Fresco, Fatti In Casa, Cibo, Panificio
 
Attiviamo di nuovo l’insulina, che inibisce la produzione di cortisolo e quindi il colesterolo prodotto a tale scopo, rimane nel sangue. Ovviamente di questo non se ne parla. Anzi ci consigliano vivamente di mangiare meno uova.
 
L’INSULINA ED I TRIGLICERIDI
 
Sangue, Pulse, Medico, Salute, Pressione Del Sangue
 
L’analisi del numero dei trigliceridi nel sangue è un altro parametro della medicina tradizionale per predire chi avrà problemi cardiocircolatori.
 

I trigliceridi sono tutti uguali e fanno tutti male allo stesso modo?

 
È stato dimostrato che popolazioni come gli esquimesi (che mangiano quantità di grasso quattro volte superiori alle nostre), pur avendo un numero di trigliceridi molto alto, praticamente non soffrono di malattie cardiocircolatorie.
 
Lo stesso accade per altre popolazioni indigene in diverse parti del mondo. Perché ciò è possibile? Ancora una volta la medicina ufficiale ha applicato deduzioni errate, ovvero “+ grasso + trigliceridi + malattie cardiocircolatorie” e quindi “grasso trigliceridi malattie cardiocircolatorie”.
 
Veleno, Bottiglia, Medicina, Vecchio, Simbolo, Medico
 
Difatti negli ultimi trenta anni, il mondo ha fatto la guerra ai grassi (diminuendone del 30% l’utilizzo), per promuovere i cibi light e, nonostante ciò, le malattie cardiocircolatorie sono aumentate del 100%, l’obesità del 500% e non per colpa dei grassi, bensì dei carboidrati.

Vediamo perché

Quando ingeriamo dei grassi nell’intestino, tramite i villi intestinali, li scomponiamo in acidi grassi, producendo i chilomicroni, i quali percorrono le vie linfatiche, immettendosi nel flusso sanguigno.
 
Burger, Fast Food, Hamburger, Malsana, Pranzo
 
Tali lipoproteine rilasciano gli acidi grassi alle cellule, che ne fanno richiesta e solo in ultimo, se la quantità di lipoproteine rimane eccessiva nel sangue, consegnano agli adipociti il grasso in eccesso (presente nel sottocutaneo).

Rilasciato il grasso, i chilomicroni svuotati sono riciclati dal fegato.

 
Immagine correlata
 
Inoltre quest’organo utilizza le parti proteiche dei chilomicroni per produrre le lipoproteine Hdl (quelle buone).Questo perchè, le Hdl hanno il compito di recuperare il colesterolo dalle cellule (e dalle Ldl), e riportarlo nel fegato, per poi essere trasformato in bile. Necessaria a scomporre i grassi nell’intestino.
 
Un sistema assolutamente perfetto ed equilibrato.
Che cosa succede quando invece mangiamo carboidrati?

Hamburger, Cibo, Pasto, Saporito, Intrattenimenti
 
Vi ricorderete che l’insulina ordina al fegato di trasformare il glucosio in trigliceridi, reintroducendoli nel flusso sanguigno sotto forma di lipoproteine Vldl. Tali lipoproteine, una volta distribuiti i trigliceridi alle cellule adipose (quelle sensibili all’insulina), si trasformano il Ldl (considerate cattive) aumentando il numero di quelle circolanti.
 
Inoltre queste lipoproteine hanno un tempo maggiore di permanenza nel sangue, subendo l’ossidazione da parte del glucosio, quindi aumentano il rischio delle malattie aterosclerotiche.
 
Mirtillo, Blu, Delizioso, Frutta, Cibo, Dessert, Sweet
 
Purtroppo per noi, la nostra evoluzione genetica non ha previsto una sovrapproduzione di Ldl di tale portata, perché il carboidrato era un alimento sconosciuto nella dieta ancestrale.
 
Vivere 120 Anni

Perché ci si sente sempre affamati?

Vi siete mai chiesti come mai mangiamo così tanto e senza avere freni inibitori?

Possibile che siamo diventati tutti dei libidinosi del cibo, a tal punto da non riuscire a fermarci?

Piza, Cibo, Formaggio, Piastra, Pranzo, Fame, Verdure

Molto spesso diamo la colpa al marketing delle società alimentari (che ci riempiono di spot pubblicitari), e ad una più che efficiente distribuzione alimentare (dovunque andiamo c’è del “cibo invitante” che ci aspetta).

In effetti anche questo ha il suo peso, ma vi assicuro che i veri colpevoli sono il cibo che mangiamo e lo stile di vita che conduciamo.

Insalata, Fichi, Formaggio, Formaggio Di Capra

Ovviamente i primi ad essere incriminati sono gli zuccheri ed i carboidrati insulinici e cercherò ovviamente di spiegarvi il motivo.

Quando facciamo un pasto a base di amidi o zuccheri, attiviamo nel nostro corpo una serie di reazioni enzimatiche ed ormonali che ci impediscono di sentirci sazi (per cui si mangia più di quello che dovremmo) e soprattutto dopo poche ore ci induce di nuovo il senso di fame.


Risultati immagini per sempre fame

Il funzionamento di queste reazioni è molto semplice. Cerchiamo di spiegarlo. Quando ci sediamo a tavola ed iniziamo a mangiare, abbiamo bisogno che il nostro metabolismo ci comunichi, se man mano che stiamo mangiando, è giusto fermarsi (perché il corpo non necessita di altre calorie o nutrienti) o se al contrario dobbiamo ancora continuare a mangiare.

Il messaggero responsabile di questo tipo di comunicazione è l’ormone colecistochinina, che è in contatto diretto con i nostri neuroni.

Spaghetti, Tagliatelle, Pomodori, Pasta, Antipasto

Ebbene la colecistochinina è prodotta solo con l’introduzione nello stomaco di proteine e grassi e non dalla presenza di carboidrati.

Per farvi un semplice esempio:
di fronte ad un piatto di porchetta ed un piatto di pasta al pomodoro, quale dei due cibi vi induce a lasciare prima la tavola?
Immagine correlata

La carne di maiale molto grassa ci sazia velocemente, mentre saremmo indotti (soprattutto se è buona) anche di mangiare un secondo piatto di pasta. Questo è un esempio concreto di come il nostro corpo di fronte ad un pasto ricco di carboidrati, non sia in grado di regolare l’assunzione calorica.

Invece la sensazione della fame dipende dall’ormone della grelina, regolato dalla quantità di leptina nel sangue. La leptina è secreta dalle cellule adipose man mano che queste assimilano i trigliceridi dalle lipoproteine.

Risultati immagini per sempre fame

La produzione di grelina è collegata alla velocità di assimilazione del grasso da parte delle cellule adipociti. Ciò significa che quando mangiamo un pasto a base di carboidrati insulinici, l’insulina accelera l’assunzione del grasso da parte degli adipociti, inducendoli a produrre dei picchi di leptina.

Con il calo glicemico assistiamo anche ad un calo della leptina nel sangue e quindi alla produzione di grelina. Tale effetto è anche amplificato dal cortisolo, che inibisce la produzione di leptina.

Lasagne, Tagliatelle, Formaggio, Pomodori, Teglia

Infatti il nostro corpo, sa perfettamente che un calo glicemico va evitato e quindi stimola il cervello a cercare alimenti che possano rialzare i livelli glicemici, naturalmente ricchi di zuccheri, e certamente la leptina deve essere inibita (non farebbe attivare la grelina ed il senso di fame).

L’uomo primitivo non mangiava carboidrati insulinici, quindi la produzione di leptina era costante e duratura nel tempo. Certo la natura non aveva preso in considerazione un cambio così straordinario della nostra alimentazione.

Pasta, Tagliatelle, Piastra, Mangiare, Pranzo

Anche lo stress (che fa rilasciare il cortisolo) induce ad un calo di leptina e ad un aumento dell’ormone grelina e quindi ad un senso di fame. Difatti quando siamo stressati siamo assaliti dalla classica fame nervosa che ci induce a cercare alimenti grassi e pieni di zucchero.

Vivere 120 anni

Il Glucosio ed i danni alle cellule adipose

L’insulina, come abbiamo già detto, si preoccupa di eliminare il glucosio dal sangue.

Cosa succede quando sono piene le riserve del fegato (70 grammi), delle fibrocellule bianche (300 grammi) e la matrice extracellulare e tutte le cellule sono stracolme di zucchero?
 
Raccolta Del Sangue, Sangue, Siringa, Medico, Malattia
 
A questo punto l’insulina ha un’ultima soluzione a disposizione per riportare il glucosio a livelli normali, ovvero aumentare la produzione di lipoproteine Vldl (dl fegato) e costringere le cellule adipose (adipociti) ad accelerare l’assimilazione dei trigliceridi dalle stesse.
 

Questa azione può essere considerata una vera e propria violenza nei confronti nelle cellule adipose. Infatti l’evoluzione aveva previsto un percorso assolutamente più dolce per stipare il grasso in eccesso, al contrario di quello attivato dall’insulina.
Vediamo i due differenti percorsi.

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La via ancestrale

Quando mangiamo cibi ricchi di grassi, queste molecole vengono assimilate dai villi intestinali, i quali producono le lipoproteine chiamate chilomicroni. Queste sfere di grasso, vengono immesse nel sistema linfatico e trasportate fino al sangue.
 
I chilomicroni rilasciano gli acidi grassi alle cellule che ne fanno richiesta (ai fini energetici) ed infine li trasportano alle cellule adipose.
 
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Le cellule bersaglio sono gli adipociti di grandi dimensioni presenti nel sottocutaneo. Il trasferimento degli acidi grassi dai chilomicroni alle cellule avviene senza nessun ormone mediatore. Questi adipociti, hanno la funzione di proteggere il corpo dal freddo e non subiscono stress cellulare ne l’apoptosi.

La via moderna

Le cellule adipose bersaglio dall’insulina, sono quelle presenti nell’addome dell’uomo e nelle gambe sui glutei delle donne. La loro dimensione è ridotta e tale differenza è dovuta al fatto che nell’epoca ancestrale era molto più frequente la necessità di accumulare grassi nel periodo invernale, assumendo cibi grassi (che vengono assorbiti nel sottocutaneo aiutano a resistere al freddo) che non i grassi da carboidrati (non esistendo il frumento e gli altri carboidrati insulinici).

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Purtroppo l’alimentazione moderna e la sua elevata presenza di zuccheri, causa l’eccessivo stimolo nei confronti degli adipociti da parte dell’insulina. Questo causa stress elevati ed eccessivo rigonfiamento (in particolare ai più piccoli) che portano alla compressione dei mitocondri cellulari, alla loro disfunzione e quindi all’apoptosi.
 
L’intervento dei mastociti, richiamati in loco per degradare le cellule morte, crea poi un’infiammazione. Un simile processo, fa del grasso addominale, una fonte inesauribile di citochine infiammatorie e radicali liberi.
 
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Vi sembra possibile che la nostra evoluzione non abbia previsto il possibile stress degli adipociti ed il relativo effetto infiammatorio?
 
Sicuramente aveva altri piani per il nostro corpo e certo non avrebbe mai immaginato una quantità così elevata di zuccheri, da stipare sotto forma di grasso.
 
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Difatti l’insulina predilige le cellule dell’addome, per il semplice fatto che è la parte più irrorata di sangue, quindi più veloce per depositare il grasso e contestualmente più rapida da riutilizzare in presenza di un deficit di calorie (è il primo grasso che cala in caso di dieta).
 
Ma il glucosio non causa danni solo gli adipociti, ma a tutte le altre cellule del corpo.
 
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Baccello di Fagiolo

Azione diuretica, attività ipoglicemizzante ed inibente dell’assorbimento dei carboidrati a livello intestinale.

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Utile per: la ritenzione idrosalina e sovrappeso e dei liquidi, in condizioni d’iperglicemia, in grado di ridurre il tasso glicemico ed è utilizzato anche nel trattamento del diabete non insulino dipendente. L’integrazione di baccello di fagiolo.

Si consiglia nel: trattamento del diabete e nelle cure dimagranti per la sua attività diuretica, nei soggetti con sovrappeso o francamente obesi.
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L’uso prolungato può dare luogo ad occasionali episodi di nausea, gastralgie ed alterazioni dell’alvo.
 
Non sono noti effetti collaterali alle dosi consigliate, non sono disponibili dati dalla letteratura per l’uso in gravidanza e durante l’allattamento.
 
(Djordjevic, Dimitrijevic, Maksimovic, Vucetic, Diabetes Center, Institute for Endocrinology, Belgrade, Yugoslavia. Application of organic bound chrome in disturbed glygoregulation therapy. Transplant Proc, 1995;27:333-334) (Capasso F. Grandolini G. Fitoterapia: impiego razionale delle droghe vegetali, Springer Verlag, 1906, pag. 314-315).

Carenza di Zolfo

Un possibile co-fattore di obesità, malattie cardiache, morbo di Alzheimer e sindrome da fatica cronica

Sebbene lo zolfo sia contenuto in uova, le cipolle, l’aglio, le verdure a foglie verde scuro come il cavolo e i broccoli, carne, frutta secca e frutti di mare, la dieta occidentale basata sul consumo di cereali sarà carente di zolfo, se poi le verdure e la frutta vengono dall’agricoltura intensiva, il suolo su cui vengono coltivate sarà povero di zolfo.

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Lo zolfo si può trovare anche nell’acqua potabile, ma le acque con basso residuo fisso presumibilmente ne contengono poca. Il fatto che le persone che bevono acqua con basso residuo fisso hanno una probabilità più alta di soffrire di malattie cardiache rispetto a quelle che bevono acqua più dura può dipendere da una minore assunzione di zolfo e di magnesio con l’acqua.

La fonte originaria dello zolfo sono le rocce vulcaniche, e le nazioni dove le eruzioni vulcaniche hanno arricchito il suolo di zolfo godono di basse percentuali di malattie cardiache e di obesità, ed elevata longevità.

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Nel suo libro di recente pubblicazione, The Jungle Effect, la dottoressa Daphne Miller riporta che gli Islandesi hanno una bassa percentuale di depressione, nonostante vivano alle alte latitudini e che,

“Se paragonati ai nord americani, hanno percentuali circa dimezzate di casi di morte per attacco cardiaco e per diabete, obesità molto minore, e una maggiore aspettativa di vita. In effetti, la vita media di un Islandese è tra le più alte del mondo.”

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Mentre la dottoressa Miller propone che il fattore benefico possa essere l’alto consumo di pesce e l’associata alta assunzione di grassi omega-3, la sua interpretazione si scontra con il problema che gli Islandesi che si trasferiscono in

Canada e continuano a mangiare molto pesce non godono della stessa bassa percentuale di depressione ed attacco cardiaco. Il ruolo dello zolfo nella vulcanica isola del Nord-Europa potrebbe quindi essere centrale nello spiegare le insolite condizioni di salute ottimale dei suoi abitanti. Il suolo dell’islanda è stato massicciamente “fecondato” dalle eruzioni vulcaniche del tardo 1800, che costrinsero molte persone ad emigrare in Canada.

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Per spiegare alcune funzioni del nostro organismo può essere di rilievo discutere di due molecole che contengono lo zolfo: la D3 solfatata e il colesterolo solfatato. La vitamina che si forma in seguito all’esposizione alla luce del sole è proprio la vitamina D3 solfatata, che è solubile nell’acqua, e quindi può essere trasportata direttamente nel flusso sanguigno (invece di dovere essere incapsulata all’interno del colesterolo LDL per il suo trasporto).

Anche nel latte (crudo) dei mammiferi troviamo la vitamina D3 solfatata,

ma la pastorizzazione del latte distrugge tale molecola. Scrive S. Seneff: Anche il colesterolo solfatato viene sintetizzato nella pelle, dove forma una parte cruciale della barriera che tiene lontani i batteri nocivi ed altri micro-organismi come i funghi.

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Il colesterolo solfatato regola il gene per una proteina detta profilaggrina, interagendo come un ormone con il recettore nucleare ROR-alpha. La profilaggrina è il precursore della filaggrina, che protegge la pelle da organismi invasori.

Una mancanza di filaggrina è associata con l’asma e con l’artrite. Quindi il colesterolo solfatato gioca un ruolo molto importante nella protezione dall’asma e dall’artrite. Questo spiega perché lo zolfo è un elemento curativo.

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Come la vitamina D3 solfatato, il colesterolo solfatato è anche solubile in acqua, ed anch’esso, a differenza del colesterolo, non deve essere incapsulato dentro il colesterolo LDL per essere distribuito ai tessuti. La vitamina D3 solfatata non è efficace nel trasporto del calcio ma ha un’azione preventiva nei confronti del cancro e delle malattie cardiache, e potenzia l’azione del sistema immunitario contro le malattie infettive.

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Secondo la Seneff il colesterolo solfatato invece può proteggere le cellule del grasso e le cellule dei muscoli dal danno dovuto all’esposizione al glucosio, un potente agente riducente, e all’ossigeno, un forte agente ossidante; in mancanza di colesterolo solfatato le cellule grasse e le cellule muscolari vengono danneggiate, incapaci di processare il glucosio fino al punto che le cellule del grasso non riescono più a cedere il grasso che esse stesse accumulano.

Per entrare un poco nei dettagli cito la Seneff:

Lo zolfo è un elemento molto versatile, dal momento che può esistere in diversi stati di ossidazione, che variano da +6 (nei radicali solfati) a – 2 (nell’acido solfidrico – detto altresì solfuro di idrogeno).

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Il glucosio, in quanto potente agente riducente, può causare un significativo danno da glicazione alle proteine esposte, che porta alla formazione di Prodotti Finali di Glicazione Avanzata Glicazione [Advanced Glycation End Products (AGE)] che sono estremamente distruttivi per la salute:

si crede che essi siano uno dei fattori più importanti che aumentano il rischio di sviluppare una malattia cardiaca. Io ipotizzo che, se lo zolfo (+6) è reso disponibile per il glucosio come un’esca, il glucosio verrà dirottato piuttosto verso la riduzione dello zolfo e non innescherà la glicazione di qualche vulnerabile proteina come la mioglobina. (…)

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Questa spiegazione renderebbe conto dell’osservazione che una carenza di zolfo causa dolore muscolare ed infiammazione .

In base a dei ragionamenti ed all’analisi di processi fisiologici alquanto complessi da trattare, la Seneff considera che la sindrome metabolica sia correlata, oltre che dalla carenza di vitamina D (ed in genere ad una dieta squilibrata) anche alla carenza di zolfo.

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La sindrome metabolica indica un quadro che comprende i seguenti sintomi: insulino-resistenza, disfunzione del metabolismo del glucosio nelle cellule muscolari; eccesso di trigliceridi nel siero sanguigno; alti livelli di LDL, particolarmente del tipo più piccolo e denso (il peggiore), bassi livelli di HDL (il cosiddetto colesterolo “buono”), ridotto contenuto di colesterolo all’interno delle singole particelle di HDL, elevata pressione sanguigna, obesità.

Lo ione solfato del colesterolo solfatato è protettivo nei confronti dell’arteriosclerosi e S Seneff ipotizza che il radicale solfato sia essenziale per il processo che fornisce colesterolo ed ossigeno al muscolo cardiaco.

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Ho recentemente scoperto un articolo molto interessante in una pubblicazione del 1997 di FASEBnel quale si sviluppa una persuasiva teoria secondo la quale bassi livelli nel siero sanguigno di due molecole contenenti zolfo sono un segno caratteristico di una serie di condizioni patologiche.

Tutte queste malattie sono associate con il deterioramento muscolare, nonostante la presenza di una nutrizione adeguata. Gli autori per indicare questa situazione hanno coniato il termine “sindrome da basso CG”, dove “CG” sta per le iniziali dell’aminoacido “cisteina” ed il tripetide “glutatione” entrambi contenenti un radicale solforico “-S-H” che è essenziale per la loro funzione.

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Il glutatione viene sintetizzato a partire dall’aminoacido cisteina, dal glutammato e dalla glicina, e la mancanza di glutammato è parte del processo patologico come discuterò in seguito.

La lista delle condizioni patologiche associate con la sindrome da basso CG è sorprendente e molto rivelatrice: cancro, sepsi (avvelenamento del sangue), morbo di Crohn, colite ulcerosa, sindrome dell’intestino irritabile, sindrome da fatica cronica e sovraffaticamento atletico.

Seneff ipotizza anche che il colesterolo solfatato si importante per la corretta funzionalità non solo della pelle, ma anche di un’altra barriera, quella dell’intestino, e afferma che una dieta povera di grassi finisce per essere povera anche di questa forma di colesterolo, con ripercussioni sul sistema digestivo.

Ella afferma:


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Inoltre, se ho ragione sull’innesco dei raft lipidici da parte del colesterolo solfatato, allora la mancanza di colesterolo solfato compromette l’ingresso sia del glucosio che del grasso nella cellula muscolare.

Il glutatione, un potente antiossidante, è un’altra proteina contenente zolfo che risulta carente nella sindrome da basso GC, ed è ormai noto che la carenza di glutatione possa concorrere alla genesi di diverse patologie; l’assunzione di zolfo organico, vuoi come integratore vuoi sotto forma di alimenti ricchi di tale sostanza, potrebbe avere molti risvolti positivi.

La conclusione dell’articolo di S. Seneff è che:


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Lo stile di vita moderna cospira nell’indurre una deficienza di colesterolo solfatato e vitamina D3 solfatata. Siamo fortemente incoraggiati ad evitare l’esposizione al sole e a minimizzare il consumo di cibi che contengono colesterolo.

Siamo incoraggiati a consumare una dieta ricca in carboidrati e povera in grassi, come ho affermato precedentemente [34], che porta ad un diminuito assorbimento di colesterolo da parte delle cellule.

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Fortunatamente correggere queste insufficienze dietetiche a livello individuale è decisamente facile. Se semplicemente eliminate gli schermi solari e mangiate più uova, fate due cose che da sole possono aumentare notevolmente le vostre possibilità di vivere a lungo ed in buona salute.

 
905 http://www.westonaprice.org/vitamins-and-…/sulfur-deficiency, la traduzione integrale la trovate suhttp://scienzamarcia.altervista.org/zolfo.doc.
906 http://drdaphne.com/wordpress/writing/books/jungleeffect/.
907 Su tale argomento leggi anche Lo zolfo ed il metabolismo del glucosio;http://www.mednat.org/cure_natur/glicazione.htm.