I nervi

Malattia Espressione dell’AnimA
 
I nervi sono i nostri «cablaggi» personali che permettono di collegare il nostro computer centrale (il cervello) alle nostre periferiche (organi, muscoli, cinque sensi, eccetera). Per il sistema nervoso centrale, sono di due tipi: sensitivi e motori.
Pugno, Forza, Rabbia, Lacrima, Brezza, Rotto, Distrutto
 
I nervi sensitivi sono quelli che trasmettono al cervello o al midollo spinale le informazioni recepite. I nervi motori sono quelli che trasmettono gli ordini del cervello o del midollo spinale alla zona del corpo interessata Le malattie dei nervi.
 
Le malattie dei nervi rivelano la nostra difficoltà a far passare pensieri, desideri o voglie nel contesto reale. La trasmissione «si allenta» e i comandi non funzionano più. Cos’è che non voglio oppure ho paura di fare? Cosa mi paralizza? Sono domande che scaturiscono dalle sofferenze o dai blocchi del sistema nervoso.
Ritratto, Grim, Ragazza, Blu, Scuro, Album, TristezzaUn caso tipico è quello della sciatica paralizzante che «blocca» completamente il nervo sciatico e in tal modo ci impedisce di camminare, di spostarci e addirittura di stare in piedi (vedi gambe).
A seconda del lato colpito, cosa accade nella nostra vita di relazione?
Qual è la persona verso la quale non vogliamo più andare, con la quale non vogliamo più avere relazioni come vengono intese oggi o, più semplicemente, non vogliamo più avere relazioni?
In tal senso la cruralgia è molto interessante, in quanto questa stretta del nervo crurale si manifesta tra l’altro negli uomini con dolori talvolta molto fastidiosi in uno dei testicoli.
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Le stesse domande poste per la sciatica paralizzante possono dar luogo a risposte particolarmente «interessanti», anche se non sono obbligatoriamente benvenute o accettate.
In ogni caso possiamo vedere come la localizzazione del nervo ci informi con precisione in merito al motivo dell’«incapacità» ricercata. Sarà quindi sufficiente fare riferimento alla parte del corpo in questione per poter individuare il legame tra i due.
(Michel Odoul)
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Melissa

La melissa è un’erba essenziale per calmare i nervi, in particolare quelli coinvolti nella digestione.

Chi soffre di problemi gastrointestinali di vario genere riceve diagnosi complesse e fuorvianti, ma spesso dietro questi problemi si nasconde il fatto che le terminazioni nervose intorno agli organi dell’apparato digerente sono diventate ipersensibili.

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I nervi, infatti, giocano un ruolo importante in molti disturbi correlati a quest’area che contraddistinguono il nostro tempo.

Per esempio, l’infiammazione dei nervi frenici (che controllano il diaframma e quindi influenzano lo stomaco) e dei nervi vaghi (che attraversano il diaframma e perciò governano lo stomaco e la digestione) a volte è la causa di una digestione difficile, così come l’infiammazione dei nervi che collegano la spina dorsale all’apparato digerente.

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Capita spesso per esempio che un cibo (anche se digeribile) sfreghi contro le pareti dell’intestino, irritando così i nervi.

La sensibilità dei nervi provoca anche sintomi come nausea, inappetenza e urgenza di evacuare quando si è agitati.

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La melissa è un dono di Madre Natura per sopravvivere in questo mondo dominato dallo stress, è un aiuto meraviglioso per affrontare tutte queste condizioni e disturbi grazie alle sue proprietà lenitive derivanti da composti fitochimici bioattivi, come alcuni alcaloidi non ancora scoperti che calmano i recettori nervosi e l’apparato digerente.

Ciò rende i nervi meno sensibili e riduce le infiammazioni. I benefici della melissa non si fermano qui.

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Quest’erba è una vera e propria panacea, in grado di portare benefici a quasi ogni area del corpo. Oltre all’alto contenuto di oligoelementi come boro, manganese, rame, cromo, molibdeno, selenio e ferro, la melissa contiene grandi quantità di silicio.

In più è una custode della vitamina B12, ovvero ne controlla le riserve e ne previene l’esaurimento.

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Esercita un’azione antiparassitaria, antivirale e antibatterica in tutto il corpo, combatte l’Epstein-Barr, l’herpes zoster e altri virus erpetici come l’HHV-6. È un’erba straordinaria per curare la tonsillite da streptococchi.

In più disintossica il fegato, la milza, i reni e aiuta a ridurre le infiammazioni alla vescica, perciò è estremamente utile per alleviare le cistiti interstiziali e le infezioni alle vie urinarie e abbassa l’eccessivo dannoso esubero di cortisolo.

MALATTIE
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Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre la melissa nella tua vita.

Malassorbimento delle sostanze nutritive, laringite, cistite interstiziale, infezioni alle vie urinarie (comprese quelle alla vescica e ai reni), tonsillite, ipertensione, virus di Epstein-Barr/ mononucleosi, herpes zoster, HHV-6, attacco ischemico transitorio, infezioni da stafilococco, infezioni da Helicobacter pylori, sindrome da proliferazione batterica nell’intestino tenue, infezioni e altri problemi all’orecchio, ernia iatale, neuropatia, tigna, ansia, depressione, malattie della tiroide, affaticamento surrenale, emicrania, disturbo da deficit di attenzione e iperattività, infezioni da streptococco alla gola, autismo, noduli alle ossa e alle ghiandole, malattia di Lyme, SLA, herpes simplex 1 (HSV-1), herpes simplex 2 (HSV-2), acne rosacea, osteopenia, sindrome dell’ovaio policistico, malattia di Ménière.

SINTOMI
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Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre la melissa nella tua vita.

Inappetenza, disturbi del sonno, ansia, tensione o sensibilità allo stomaco, palpitazioni, vampate, sudorazione notturna, spalla congelata, mal di stomaco, gastrite, dolori addominali, gonfiore, gas, nervosismo, spossatezza, diarrea, frequente bisogno di urinare, accumulo di peso, debolezza agli arti, insufficienza digestiva, carenza di oligoelementi, mal di denti, febbre, convulsioni, sangue dal naso, infiammazioni, reazioni all’istamina, infiammazioni al cervello.

SUPPORTO EMOTIVO
Tè, Limone, Bevande, Limonata, Still Life, Teiera

Stress e insicurezza spesso ci fanno temere ciò che potrebbe esserci dietro l’angolo, così ci ritroviamo a passare notti insonni chiedendoci cosa capiterà a noi e alla nostra famiglia. Se hai paura di ciò che il futuro ha in serbo per te e per le persone che ami, la melissa può spazzare via le preoccupazioni donandoti un senso di pace.

INSEGNAMENTO SPIRITUALE
La melissa è una pianta dalle molteplici funzioni e c’insegna che anche noi lo siamo.

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Non dobbiamo focalizzarci necessariamente su un unico scopo: abbiamo molte opportunità per esplorare i nostri vari talenti e realizzare obiettivi diversi, alcuni dei quali li scopriremo strada facendo, altri li porteremo a termine senza neanche accorgerci che stiamo operando un cambiamento.

SUGGERIMENTI

Spezie, Cerfoglio, Melissa, Erba Cipollina, Timo, Cuoco

Prepara una tisana con foglie di melissa fresca in una brocca d’acqua esposta per qualche ora alla luce diretta del sole.

Il sole estrae e fortifica le proprietà curative della melissa, ottimizzando il suo profilo nutrizionale per aiutarti a guarire. Prova a usare alcune foglie di melissa per cucinare. Coltivala in un vaso sul davanzale, così ne avrai sempre a portata di mano qualcuna da tritare e aggiungere alle insalate per arricchirle di gusto e proprietà medicinali.

Se la prendi prima di coricarti, la melissa aiuta a calmare i nervi regalandoti un sonno ristoratore.

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TISANA DI MELISSA
Per due/quattro porzioni
Questa tisana è calmante e delicata. Il limone non si sovrappone al gusto discreto delle erbe, ma se vuoi aumentare la dose di limone fai pure: aggiungi più succo o più scorza per aumentarne l’intensità.
2 cucchiai di melissa
1 cucchiaino di scorza di limone
½ cucchiaino di foglie di timo fresco
1 cucchiaino di succo di limone

Frutta, Termometro, Vitamina C, Freddo

Mescola la melissa, la scorza di limone e il timo in una ciotola. Fai bollire quattro tazze d’acqua e metti un cucchiaino di miscela per ogni tazza.2 Lascia in infusione per almeno cinque minuti. Appena prima di servire, aggiungi il succo di limone in ogni tazza.

by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita) modificato

Il tendine di Achille

Malattia Espressione dell’AnimA

La muscolatura compatta del polpaccio è unita al tallone attraverso il tendine di Achille. Quando questa corda si strappa, la persona non è più in grado di camminare né tanto meno di saltare.

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Ci sono molti motivi per cui il famoso tallone di Achille è diventato il simbolo della debolezza umana.

Il mito che legittima il tallone come zona particolarmente delicata del corpo, è legato alla leggenda di Achille, l’eroe della guerra troiana.

La madre infatti per impedire che al suo amatissimo figlio capitassero nel mondo fatti pericolosi, lo immerse nelle acque dello Stige, il fiume del mondo sotterraneo, che conferisce immortalità.

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Perché non affogasse, lo tenne stretto per il tallone, che rimase l’unico punto vulnerabile del bambino. L’eroe fu ucciso molto giovane dalla freccia che Ettore gli scagliò proprio in quella parte del piede.

Il tallone infine è anche il punto che ci lega in modo più intenso alla madre terra, che rappresenta concretamente e simbolicamente la polarità, il mondo femminile degli opposti.

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L’infelicità, espressione della polarità e polo opposto della felicità che caratterizza l’unità, trova proprio qui un facile accesso alla vita.

Il tendine di Achille, legato a questo luogo particolare, è il nostro tendine più massiccio e forte, e bisogna tendere l’arco al massimo perché si rompa. Nelle situazioni corrispondenti un individuo non tende più al massimo le sue possibilità e si spezza il tendine: lo fa letteralmente a pezzi.

La domanda più ovvia che si pone a questo punto è la seguente

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A che scopo? Farsi in quattro e tirare al massimo significa rischiare troppo per necessità. Questa situazione chiama in gioco il punto debole dell’umanità.

Attraverso lo strappo al tendine, siamo costretti a confrontarci di nuovo con la realtà.

Il tallone di Achille che non si solleva più da terra, ci mostra a chiare lettere che siamo semplicemente degli esseri umani e che in ogni caso nel mondo della polarità non potremo mai diventare dei superuomini.

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La nostra hybris, che ci spinge a comportarci come tali, è il vero peccato: nell’antichità addirittura era l’unico peccato.

Nelle lesioni che si riportano praticando lo sport, questo rapporto diviene evidente a un livello banale: si è preteso troppo da se stessi costringendo il tendine a una tensione eccessiva. Se il tendine di Achille cede, è chiaro che il record a cui si aspira è al di fuori della propria portata.

È noto che il più intelligente è sempre colui che cede per primo.

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Il corpo deve spesso svolgere questo non gratificante ruolo per contrastare l’ambizioso intelletto, che si è messo in testa qualcosa di veramente assurdo.

Ciò era diventato particolarmente evidente nell’atletica leggera nel periodo precedente ai controlli per il doping. Le montagne di muscoli fatte crescere a forza di ormoni, sviluppavano una forza in grado di procurare strappi ai tendini sottoposti a una tensione eccessiva e costretti a uno sforzo esagerato.

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Se la salvaguardia avviene a livello di coscienza, senza che i soggetti se ne rendano conto, è nel corpo che bisogna fermare il folle viaggio dall’ambizione.

Ne risulta una pausa di riflessione e se l’organismo non viene sottoposto a un allenamento fisico, l’unica possibilità di movimento è quella a livello di pensiero.

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Invece di esagerare fisicamente e di compiere imprese incredibili, è tempo di far lavorare la mente. Il corpo grida che è necessario fare una pausa.

Il rapporto delle azioni emozionali di forza con la struttura interiore simboleggiata dalle ossa, è troppo debole.

I soggetti si trovano su una strada che non è adatta a loro. Il corpo vuole che questa situazione abbia fine e provvede a un pronto soccorso annullando i progetti ambiziosi che sono stati intrapresi.

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Non vuole più avere a che fare con questi salti e lascia che il collegamento si spezzi. O la forza e il movimento sono eccessivi per il tendine, o il tendine è troppo debole per tanta forza.

Occorre ribaltare quello in cui si era finora creduto: lasciar riposare il fisico e lacerare a livello psicologico la propria situazione e le proprie ambizioni. Gli scopi sovrumani richiedono sforzi sovrumani e così qualcosa rischia di andare in frantumi, pur avendo legamenti molto forti.

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È necessario riconoscere quali legami ci creano problemi e vanno abbandonati. Alcuni sono diventati chiaramente troppo vincolanti per noi e dovrebbero essere recisi.

Se ci si lega troppo a obiettivi ambiziosi, troppo al di sopra delle proprie possibilità, il rapporto col mondo polare si lacera. Si rischia che il terreno ci venga tolto sotto i piedi e di doversi ritirare.

Lo strappo che si realizza nel corpo ci riporta sul terreno dei fatti.

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Domande
1. Dove pretendo troppo dalle mie possibilità? Per che cosa mi lacero?
2. Dove mi sono lasciato prendere e vincolare da sogni troppo alti?
3. Quali legami nella mia vita è opportuno recidere?
4. Da cosa mi devo staccare, dove devo toccare di nuovo terra?
5. Dove la mia ambizione si è trasformata in impedimento?
6. Che cosa faccio se tutti i legami si spezzano?

(Dott. Rudiger Dahlke)

La contrazione di Dupuytren o mano rattrappita

Malattia espressione dell’AnimA

In questa malattia lo strato di tessuto fibroso del palmo della mano si contrae a partire dal dito più piccolo e col passare del tempo la mano finisce per chiudersi completamente, comunicando un messaggio profondamente simbolico.

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Da un lato è un sintomo di insincerità, perché per suggellare un patto si dà la propria parola e una stretta di mano.

Dato che la parola d’onore viene sancita simbolicamente dalla stretta di mano, la mano chiusa esprime falsità e anche disonestà. D’altro lato, nella sua chiusura si rispecchiano anche limitatezza e quindi paura.

A tutto ciò bisogna aggiungere il significato della contrazione

Risultati immagini per contrazione di Dupuytren

Il pollice stretto tra le dita è nei bambini un segno tipico di paura e di insicurezza. Il pugno nascosto nella tasca esprime paura e insieme aggressività, e spesso questi due sentimenti vanno mano nella mano.

La disonestà si presenta di nuovo se la mano viene nascosta nella tasca e le unghie, che ne rappresentano gli artigli, nella mano.

contrazione di Dupuytren

Se il pugno chiuso viene consapevolmente scelto come simbolo – come nel movimento dei lavoratori, decisi e combattivi – il tema dell’aggressività e della conflittualità diviene inequivocabile, in quanto la paura è sempre in agguato dietro lo spirito guerriero.

Nella gestualità della vita quotidiana, il pugno chiuso indica minaccia, desiderio di vendetta e volontà di combattere

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Il pollice, che sta solo di fronte alle altre quattro dita, è simbolo di unità e individualità. Se viene chiuso tra le dita, evidenzia bisogno di protezione e al tempo stesso paura e aggressività, che, come è noto, è la miglior difesa.

Infine la mano chiusa può esprimere anche smania di mistero. I soggetti non vogliono lasciar trasparire la loro individualità perché sono troppo timorosi, troppo insicuri o troppo aggressivi.

contrazione di Dupuytren

La malattia rivela da un lato insincerità e intenzioni nascoste, dall’altro un’aggressività potenziale non ancora vissuta.

Naturalmente i soggetti non sono affatto consapevoli dell’esistenza nelle loro azioni di tali tendenze, che vengono inscenate a livello fisico. Inoltre la mano che si contrae presenta nell’ispessimento della cute un’immagine di avidità. In realtà però chi si trova in una simile condizione non può né dare né ricevere.

Chi trattiene ogni cosa e non dà niente, finisce per non ricevere nulla.

contrazione di Dupuytren

Non può più dare nemmeno la propria mano

lo rivelano le dita contratte ad artiglio e la mano costantemente chiusa. I nodi che si sono formati sul palmo rappresentano problemi che i soggetti hanno cercato di nascondere al mondo e che in questa forma diventano visibili agli occhi di tutti.

La malattia colpisce in genere le mani, limitando di conseguenza la loro capacità di azione: solo di rado attacca le punte dei piedi e i centri dell’equilibrio.

mano contrazione nervi

Il lato colpito permette di operare un’ulteriore differenziazione, Il comportamento adottato nel contesto sociale è molto illuminante.

Se è la mano sinistra ad essere colpita, viene immediatamente nascosta e analoga sorte spetta al lato sinistro femminile. Se la malattia colpisce a destra, la situazione è socialmente più difficile, ma altrettanto chiara. Si è costretti a salutare porgendo la sinistra.

mano rattrappita

Prescindendo dal fatto che questo gesto risulta un po’ sgradevole e goffo, il suo significato simbolico è evidente. La mano destra, capace di esercitare la forza, viene nascosta e al suo posto viene presentata l’innocente sinistra.

Se sono colpite entrambe le mani, non si può più fingere di essere sinceri, non è possibile salutare in modo normale, e rinunciando a dimostrare un’accoglienza cordiale, si diventa onesti.

dare e ricevere mani

A questo punto però può mostrarsi anche l’altra faccia della medaglia, se la persona che si deve salutare non vuole rinunciare a un autentico contatto. Può per esempio cercare di afferrare la mano chiusa, di stringerla e tenerla prigioniera.

Proprio nei tentativi di saluto appare particolarmente chiaro il valore simbolico della malattia. I soggetti non sono più aperti alla vita. Non possono stringere in segno di saluto la mano che viene loro tesa.

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La cosa più tragica di questa situazione è che non riescono neppure ad afferrare la mano che viene loro tesa per aiutarli o salvarli.

Per l’avidità di agguantare tutto quanto (soprattutto ciò che è materiale) e di non restituirlo più, i pazienti finiscono col non riuscire più a tenere in mano la propria vita.

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Colpisce il fatto che spesso esista un parallelo con la problematica dell’alcol. In questo caso i soggetti si riempiono e si nascondono. Simbolicamente si chiudono insieme alla mano.

La loro vera natura è nelle loro mani e tutti possono vedere perché le mani vengono chiuse.

Donare e ricevere con il cuore dalle mani

Con le mani chiuse e ripiegate su se stesse, diviene impossibile anche concludere gli affari in modo «pulito», perché per farlo bisognerebbe suggellarli con una stretta di mano.

La contrazione impedisce il contratto leale e si manifesta il lato oscuro del patto. È, per così dire, un affare che viene concluso sotto mano.

Bisogna allora esaminare di nuovo la qualità delle proprie azioni e accettarla nonostante le associazioni negative. Si tratta di ammettere che si desidera afferrare e tenere per sé ogni cosa, e al tempo stesso ammettere i propri fini occulti.

dare e riceveremani

Se l’egoismo è vissuto consapevolmente, non ha bisogno di manifestarsi sul corpo. Lo stesso vale per i sentimenti aggressivi, la paura e l’insicurezza.

La cupidigia si trasforma in riserbo significativo, gli attacchi bellicosi in esuberanza di energia vitale, la paura in saggia prudenza.

Domande

1. Dove sono insincero? Quale indizio rivela la forma delle mie dita?
2. Se una mano rattrappita indica decadenza, cosa rappresenta la mia mano?
3. Posso continuare a lavarmela come segno di innocenza?
4. Cosa nascondo a me stesso e al mondo? Chi o che cosa ho in mano?
5. A chi sono rivolte le minacce che la mia mano esprime?
6. Verso cosa è rivolta la volontà combattiva che il pugno chiuso manifesta?
7. In quali situazioni non confesso il mio desiderio di afferrare? In che rapporto sono con il dare e il prendere?
8. Cosa significa per me non poter più stendere la mano e non poter più stare a mani aperte?
9. Quali nodi problematici tengo ben nascosti, cosicché nessun altro li possa vedere e soltanto io li senta?
10. Di cosa ho paura, che cosa mi rende così insicuro e mi impedisce di vivere la mia individualità in modo aggressivo?
11. Cosa significa per me il fatto di non poter più tendere a nessuno la mano ( che mi viene offerta per la mia vita, in segno di aiuto) e che non posso più afferrare nessuna mano tesa per salvarmi?
12. Cosa voglio nascondere? Di fronte al mondo? Di fronte a me stesso?

Doc. Thorwald Dethlefsen Doc. Rudiger Dahlke

La tenosinovite

Malattia Espressione dell’AnimA

L’infiammazione del tendine è provocata anch’essa da uno sforzo eccessivo, ma non è certamente causata da un effetto-leva esagerato o da urti violenti: è dovuta a una serie di traumi lievi e ripetuti.
 
Si può verificare, ad esempio, se si lavora a maglia o si scrive a macchina per troppo tempo. Non è quindi l’attività in sé a provocare l’infiammazione, bensì il modo in cui questa viene svolta, cioè con i muscoli contratti.

tenosinovite sintomi
Fare la maglia può essere rilassante, chi però insiste nello svolgere questo lavoro manuale e finisce per procurarsi un’infiammazione, dimostra di non essere affatto consapevole dello stato di tensione in cui vive.

Qualcosa di assolutamente non rilassato si è insinuato, inosservato, tra le maglie.

 
Fiore, Purple, Bella, Bellezza, Bloom, Fioritura
 
Forse qualcuno deve finire preso nella rete, come una mosca nella tela del ragno. Una simile motivazione può togliere ogni rilassatezza al lavoro.
 
Il conflitto inconscio si accende allora sulla linea di demarcazione dei tendini, i quali sono corde da cui dipende tutto, come minimo l’intera forza muscolare.

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Invece di trasferire direttamente la loro forza, creano delle difficoltà, e nella dolorosa convalescenza costringono a una pausa di riflessione se stessi e il loro proprietario. Ogni terapia sarà basata sul riposo, o grazie a un tempestivo intervento della ragione, o più tardi con un eventuale gesso.
 
Il compito da svolgere, rimasto finora nascosto, mira solo in parte al riposo, dal quale dovrebbe svilupparsi la consapevolezza della dolorosa situazione. I pazienti dovrebbero divenire talmente coscienti della loro attività da riconoscerne il senso e le intenzioni più profonde.

La contrazione manifesta una resistenza.


Immagine correlata
Vale la pena di scoprire contro cosa questa sia rivolta. Il forte attrito, che causa la resistenza, diviene percepibile e quasi udibile:
 
il tendine/scricchiola a causa della tensione e del dolore, l’elasticità viene penosamente ridotta, così che di questo disturbo fa parte sempre anche una certa ostinazione.
 
Cuore, Nozze, Matrimonio, Mani, Romantico, Sposare
 
Fin dalla prima comparsa dei sintomi, bisogna stringere forte i denti per ignorare i segnali d’allarme chiaramente percepibili e combattere fino in fondo la malattia.
Le cause dell’infiammazione possono essere varie: naturalmente non si tratta sempre di un pullover che deve essere terminato in fretta.
 
Questa situazione è tipica perché esprime chiaramente il conflitto tra il desiderio conscio di lavorare con efficienza e di concludere in breve tempo il lavoro e la resistenza inconscia contro quello stesso lavoro.
 
Matrimonio, Fiore, Fiori Viola, Bouquet Di Fiori
 
I tendini possono entrare in conflitto anche con altri tipi di lavoro manuale, come ad esempio scrivere a macchina.
 
Comune a queste attività è la monotonia dei movimenti, che in sé non sono né stancanti né faticosi, e la resistenza non confessata a tale ripetitività si scarica nel tendine.
Immagine correlata
Non è una resistenza forte e pericolosa che tende a stancare (questa dovrebbe rivelarsi piuttosto nei muscoli del braccio) ma una persistenza e ben celata resistenza (dei tendini), nascosta attraverso razionalizzazioni:

«Ma per lui (o per i bambini) lo faccio tanto volentieri, lo faccio per amore».

Alberi Di Ciliegio Giapponese, Fiori, Primavera
 
E possibile, ma difficile, svolgere per amore o per amicizia un’attività monotona, che in sé non dà gioia e che nel profondo del cuore lascia insoddisfatti.
 
Fare qualcosa di mortalmente noioso con passione è quasi impossibile: se ci riusciamo, è solo per momentanea devozione rituale.

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Il problema diventa particolarmente evidente se ci si procura l’infiammazione in attività a cui la società attribuisce scarso valore. Dove «fatto a mano» è sinonimo di modestia e di poca eleganza, non meraviglia se da questa attività non si ricava soddisfazione.
 
Chi batte a macchina ciò che un altro ha pensato, ha bisogno di identificarsi profondamente con quella persona per sentirsi a proprio agio mentre svolge questo lavoro «alienante».

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Spesso, eseguendo queste attività, si sviluppano resistenze e si seppelliscono le motivazioni.
 
Invece di andare avanti nonostante tutto, per prevenire la tenosinovite sarebbe opportuno chiarire il proprio rapporto con l’attività svolta e trovare eventualmente il modo di fare una pausa (prima di essere costretti al gesso), cambiare lavoro o rinviarlo.

Domande

1. Quale rapporto esiste tra il mio cuore e la mia attività?
2. Quali scopi (forzati?) perseguo segretamente?
3. Quale motivazione lavora a maglia, scrive a macchina o agisce in profondità?
4. Con quanta amarezza perseguo gli scopi nascosti?
5. Cosa ho segretamente contro il mio lavoro? Da dove scaturisce la mia resistenza, a che cosa mira?
6. In che misura ha a che fare con la valutazione generale del mio lavoro?
7. Non mi fido più di me e delle attività ambiziose?
8. Qual è il mio rapporto con la monotonia?
9. Posso vedervi solo ottusità o riesco a coglierne anche l’aspetto rituale?
(Dott. Rudiger Dahlke)

Lussazione del braccio

Malattia Espressione dell’AnimA

In questa frequente e spettacolare lesione che si verifica all’interno dell’articolazione omerale, l’osso contenuto nella parte superiore del braccio abbandona la sua posizione, mentre la persona perde la sua capacità di tenere a posto il braccio.

Uomo, Pensione, Disegno, Muscoli, Forte, Debole, Gesso

In ultima analisi, se la lussazione è causata da movimenti esagerati del braccio, significa che i pazienti sono usciti di sé: spasmodicamente, con le mani e con i piedi, hanno cercato di ottenere qualcosa sopravalutando le proprie possibilità di cui non sono in grado di comprendere i limiti.

Il braccio mostra di essere oggetto di pretese esagerate, per cui non partecipa più al gioco e abbandona il suo posto.

In tal modo indica dolorosamente che non lui, bensì la persona è sulla strada sbagliata. Allo scopo di riportare le cose al posto giusto, le articolazioni, con gesto eroico e consapevole, si sono logorate.

Cielo, Libertà, Felicità, Alleviato, Preghiera

Per rimettere a posto una spalla lussata, è necessario posare il piede all’altezza dell’ascella della vittima e tirare:

ma con questo strattone in genere il soccorritore cerca in primo luogo di placare se stesso, e di superare il trauma che gli costa effettuare un tale intervento eroico e brutale.

Riconvocate, Wrestling Indiano, Concorrenza, Lotta

Questo modo di procedere, riconosciuto unanimemente valido, ha in sé addirittura tendenze omeopatiche. Quel gesto violento che ha provocato l’incidente, viene ripetuto, ma questa volta in modo cosciente e volutamente esagerato.

Almeno fisicamente il braccio anarchico viene rimesso a posto. Il fatto che anche il malato ritorni o meno sulla retta via, dipende da quanto sia consapevole di ciò che è avvenuto.


Immagine correlata

In caso contrario la debolezza articolare persiste e il braccio continuerà a lussarsi ad ogni occasione, cioè ogni volta che si presenterà una situazione favorevole.

Così come il paziente trasforma il suo corpo nella vittima cronica di tentativi esagerati di movimento, diviene egli stesso vittima di eroici tentativi di cura.

Quasi ogni medico infatti deve cercare di calmare se stesso prima di prendersi cura della sua vittima.

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Naturalmente sarebbe più sensato se i malati spostassero i loro violenti tentativi di movimento in campo psico-spirituale.

La psiche è in grado di sopportare di più e inoltre offre delle possibilità di raggiungere lo scopo autentico del movimento.

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È soprattutto a causa di movimenti a banderuola delle spalle che il braccio esce dalla sua collocazione. In questo caso è particolarmente sorprendente il fatto che il grande slancio può riuscire soprattutto metaforicamente.

La terapia che viene oggi proposta per le situazioni croniche mira a rafforzare l’impalcatura delle spalle attraverso un allenamento al movimento e agli sforzi moderati, che nell’ambito di confini più sicuri sviluppi i muscoli e i legamenti.

Tatuaggio, Mano, Braccia, Coppia, Amore A Vicenda

In tal modo si evita che, uscendo l’arto e ritornando da solo al proprio posto, venga assunta una posizione definitivamente errata. Questo concetto può essere affrontato anche a livello psicologico.

I soggetti devono esercitarsi a muoversi entro i confini loro imposti dalle circostanze esteriori. Premessa indispensabile, conoscere i confini stessi.

Non è richiesta quindi pietà, ma coraggio. Chi conosce i propri limiti, può certamente osare di oltrepassarli.

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Questo però è possibile solo se la persona ha imparato la lezione, il che evidentemente non è avvenuto se il braccio continua a fuoriuscire dalla sua collocazione.

Vale tuttavia la pena di osare di spingersi verso mete lontane, anche a prezzo di grandi fatiche e addirittura di dolore.

Domande

1. Dove mi spingo troppo avanti? In che misura supero le mie possibilità e le mie competenze?
2. Mi aspetto troppo? Cerco di afferrare l’inafferrabile e mi faccio inutilmente male?
3. Di fronte a quali confini indietreggio metaforicamente e mi faccio più piccolo di quanto sia?
4. Cosa voglio raggiungere? Dove voglio andare? A cosa mira il mio progetto di vita? Verso quale «grande progetto» tendo di nascosto?