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Microbiota e Dieta

Nelle società non industrializzate, al contrario, l’assunzione di fibre è molto più alta: i ricercatori citano, a supporto della tesi, uno studio pubblicato su Nature Communications, nel quale un gruppo di afroamericani ha seguito una dieta tradizionale sudafricana, con un tasso di fibre pari a 55 grammi quotidiani.

Microbiota, antibiotici e metalli pesanti

L'uso di antibiotici può avere effetti positivi nel distruggere i batteri patogeni nel breve periodo, ma non ha effetti sul ph intestinale... se non quelli di provocare una distruzione poco controllata di ceppi batterici (buoni e cattivi) lasciando spazi nuovi di colonizzazione che normalmente sono presi proprio dai patogeni che nel frattempo hanno creato colonie di biofilm (una sorta di ambiente protetto sul quale gli antibiotici stessi non hanno accesso)

Affaticamento surrenale

In linea generale, se qualcosa ti fa stare male a livello emotivo, è probabile che danneggi anche il tuo corpo e ti renda più vulnerabile alle malattie; e se la situazione persiste, finisce per logorare anche le ghiandole surrenali. L’ideale è quindi fare in modo che emozioni come la paura, l’ansia, la rabbia, l’odio, il senso di colpa e la vergogna emergano e si allontanino, invece di reprimerle o combatterle.

I grassi

È importante non limitarsi a leggere le etichette ma considerare tutti gli ingredienti: se tra gli ingredienti leggi “grassi idrogenati”, significa che quel prodotto contiene grassi trans, anche se in quantità inferiori a quelle che devono essere riportate sull’etichetta.

La chiave per l’autismo

Non risiedere nella mente, ma nell’intestino  Molti dei nostri bambini e giovani adulti soffrono di problemi gastrointestinali e comportamenti connessi. Il più grave è la autismo , i più gravi problemi gastrointestinali. Un team guidato da ricercatori dell’Arizona State University…

Sindrome dell’intestino irritabile (IBS)

Altri parassiti, ma unicellulari possono essere rilevanti in caso di IBS, come per esempio i Blastocisti, esseri di incerta classificazione, e rispetto ai quali si possono leggere articoli scientifici contrastanti; alcuni lavori riportano la stessa frequenza di Blastocisti nelle persone sane e nei malati di IBS, mentre altri (presumibilmente più accurati) riportano una prevalenza del 50% di infezione da Blastocisti nei malati e valori molto minori nei soggetti sani.

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