Intolleranza al Glutine

L’intolleranza al glutine, che è diversa dalla diagnosi di celiachia, è una delle tante intolleranze alimentari, casualmente identificata nel glutine, o meglio nella gliadina, proteina del glutine.

Le gliadine sono una famiglia di proteine, alcune più infiammanti, altre meno. I ruminanti proteggono il loro intestino demolendola nel rumine, stomaco che noi non abbiamo. 

intolleranza da glutine

Sandro Santolin fa avvenire queste demolizioni durante la lavorazione del primus. Questi ricercatori vanno invece a modificare la proteina della gliadina. Per capire occorre analizzare meglio in che cosa consiste una  intolleranza:

l’intestino, quando “vede” (ha papille gustative) una proteina, la ferma nello stomaco per farla demolire, in quanto, altrimenti, sarebbe infiammante. Una proteina di un alimento A, es: “AAA”, viene così demolita ad un piccolo peptide AAA, che entrando nel sangue NON attiva il sistema immunitario, in quanto questo riconosce SOLO le dimensioni della molecola.

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Se l’intestino è troppo permeabile un frammento “AAA” riesce ad entrare prima di essere ancora demolito, contro questo peptide, non contro la proteina originale, si attiva la risposta immunitaria.

Se continuiamo a mangiarla, produciamo anche anticorpi con memoria, evitare di mangiarla, non fornisce alcun risultato utile, in quanto l’intestino continua ad essere infiammato/permeabile, altri grossi peptidi, esempio BBB, CCC, entreranno nel sangue, attivando anticorpi, che non abbiamo trovato, solo perchè non li abbiamo cercati, l’infiammazione intestinale non si riduce, ed è questa la VERA causa delle diverse patologie.

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La storia della Alessandra Castellani mette bene in evidenza l’inutilità di perseguire diete a privazione, dopo il suo caso che mi sembrava già da record, con 10 alimenti sopravvissuti, mi è capitato un caso dove gli alimenti rimasti erano 5, il giorno dopo ho visto un caso dove erano 3!!!!!

L’unico rimedio è chiudere la porta di ingresso, per impedire che frazioni AAA, BBB, CCC, XXX, riescano ad entrare. Così anche se abbiamo anticorpi dedicati a questi “peptoni”, il sistema immunitario non si attiverà più, ed uscendo dalla infiammazione cronica, ripresteremo i preziosi processi endogeni con cui il Microbioma continuamente, quando siamo sani, ci ripara.

infiammazioni da intolleranza


Così la Castellani, dopo 40 anni di tribolazioni, in soli 2 mesi è riuscita a mangiare alimenti contenenti Ni, quando prima non poteva nemmeno toccarli, così altri ex celiaci, nati con i villi atrofizzati, riescono, dopo soli pochi mesi, a mangiare tutto il glutine che vogliono, anche quello del grano così astutamente modificato dall’uomo per aumentarne la resa per ettaro.

Abbiamo modificato la carne dei vitelli, il grano, le banane, così che il cibo costa meno, ma spendiamo molto di più nei farmaci.
Prof. Paolo Mainardi

Cambiamenti nel Microbioma

disbiosi intestino

Asse intestino Cervello

Le stime recenti indicano che il corpo ospita circa trenta trilioni di batteri (8) e circa un quadrilione di virus (batteriofagi). In pratica, siamo poco più che colonie di microbi ambulanti.

Depurazione restar intestino
Depurazione, comprensione risoluzione

Questi organismi svolgono un’ampia gamma di funzioni, per esempio:
– contribuiscono alla digestione;
– regolano il sistema nervoso enterico che governa l’apparato digerente;
– coordinano le reazioni immunitarie;
– aiutano a modulare molti aspetti delle infiammazioni;
– svolgono un ruolo importante nella salute del cervello, perché l’intestino e l’encefalo sono intimamente collegati.

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ripristino eubiosi

Le ricerche più recenti mostrano anche che il microbioma è soggetto a rapide alterazioni, in meglio o in peggio, dovute a fattori come l’alimentazione, lo stile di vita e l’esposizione alle sostanze chimiche, comprese quelle dei farmaci da banco e degli antibiotici da prescrizione, ma anche quelle che vengono introdotte nei mangimi degli animali di cui noi ci nutriamo.

Il programma alimentare della TMM (Terapia Metabolica Mitocondriale) sovraregola, modifica e migliora la qualità del microbioma intestinale. Inoltre elimina gli alimenti che hanno una nota azione distruttiva sul microbioma, come vari zuccheri, cibi trattati e dolcificanti artificiali.

Perdita di peso senza privazioni😉

Disbiosi, Sibo
gonfiore mal assorbimento

Quando il corpo utilizza il glucosio come carburante principale, inibisce la sua capacità di accedere ai grassi e bruciarli. Se c’è un continuo rifornimento di carboidrati e viene a mancare la regolare alternanza di pasti e digiuni, il fegato sottoregola tutto il processo di combustione dei grassi.

E anche il glucosio in eccesso viene immagazzinato sotto forma di grasso, a differenza dei chetoni, che quando non vengono incamerati dalle cellule sono espulsi attraverso le urine. Le cellule di grasso producono ormoni specifici, tra cui la leptina.

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parassiti batteri

Se consumi costantemente troppi zuccheri e continui a immagazzinare grasso, i livelli di leptina aumentano e i suoi recettori diventano meno sensibili, quindi a lungo andare sviluppano una resistenza alla leptina anche quando i livelli dell’ormone sono salutari.

Di conseguenza, se bruci il glucosio come carburante principale, le cellule di grasso t’intrappolano in un circolo vizioso, per cui quest’ultimo continua ad accumularsi e la tua capacità di bruciarlo si riduce sempre di più.

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comprendere le cause scatenanti

Gli ormoni e la comunicazione ormonale finiscono per svolgere un ruolo importante sia nel controllo del peso sia nell’urgenza di mangiare e persino nel tipo di alimenti di cui hai voglia. E quegli ormoni sono determinati dai cibi che mangi. Come spiega il dottor Rosedale:

“Quello che mangi oggi governa gli ormoni che diranno alle tue cellule cosa mangiare domani.”(9)🤔😯😰

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La TMM funziona esattamente così. Usa l’apporto di cibo per modulare i livelli ormonali che influenzano il peso – comprese la leptina e l’insulina – orientando il corpo verso la combustione dei grassi, invece che il loro accumulo. Inoltre elimina le fonti di zuccheri dalla tua dieta, aiutandoti a uscire dal circolo vizioso di cui abbiamo parlato.

Il risultato è che il tuo corpo rilascia il peso in eccesso. E lo fa senza i tipici attacchi di fame e le voglie che si accompagnano alla maggior parte delle diete dimagranti.

8 World Health Organization. “Dementia: a Public Health Priority” (Geneva, SUI: World Health Organization, 2012), PMID: 19712582.
9 B. D. James et al., “Contribution of Alzheimer Disease to Mortality in the United States,” Neurology, pubblicato online prima di andare in stampa ail 5 marzo 2014, DOI: 10.1212/WNL.0000000000000240.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

Le malattie autoimmuni e l’Epstein Barr

Parte 1.

Più si va avanti e più si scoprono possibili connessioni tra le malattie autoimmuni e le infezioni/riattivazioni del virus Epstein–Barr

l’agente infettivo che causa la mononucleosi. Un possibile meccanismo di attivazione è quindi che porta il virus a infettare un organo/tessuto e il nostro sistema immunitario a identificare per errore tale organo/tessuto come una minaccia, a “etichettarlo” come estraneo e pericoloso per mezzo degli anticorpi (che segnalano alle cellule del sistema immunitario di attaccarlo).

Un altro possibile meccanismo è quello del mimetismo molecolare:

L'immagine può contenere: una o più persone

quando un agente infettivo ha una sequenza proteica molto simile a quella di un tessuto del nostro corpo, il nostro sistema immunitario potrebbe essere indotto erroneamente a etichettare come esterno e pericoloso il nostro tessuto (oppure un cibo come il glutine). Qualcosa di simile può succedere con l’intolleranza a certi cibi.

Sebbene siamo ancora agli stadi iniziale di tale lavoro di ricerca, già diversi articoli scientifici ci permettono di affermare che non si tratta di pura e astratta speculazione. Se ciò dovesse essere ulteriormente confermato dalle ricerche future, potremmo inizare a comprendere dei meccanismi fino ad ora poco chiari.

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Molte volte le malattie autoimmuni si innescano dopo un evento particolarmente stressante

dallo stress da superlavoro al trauma delle perdita di una persona cara, o della perdita del lavoro. Similmente il virus Epstein-Barr colpisce un paziente, o si riattiva (causando non solo mononucleosi, ma persino casi di meningo-encefalite) quando il sistema immunitario è particolarmente basso, ed è ben noto che lo stress e i traumi psichici possono indebolire momentaneamente il sistema immunitario.

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Ovviamente anche la disbiosi con la conseguenza debolezza immunitaria (e quindi tutti i fattori che la possono causare) possono concorrere a facilitare l’insorgenza di una infezione, non solo del virus Epstein-Barr. Anche altri fattori infettivi, virali e batterici, possono innescare una malattia autoimmune, presumibilmente attraverso uno dei meccanismi su indicati.

Il virus Epstein-Barr (spesso indicato con la sigla EBV) fa parte della famiglia dei virus dell’Herpes (Herpesviridae)

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ed è infatti stato recentemente rinominato Human herpesvirus 4 (HHV-4). Sebbene sulle riviste specialistiche non ci siano molte informazioni sulla cura di questa particolare specie di virus, ce ne sono molte sui virus erpetici in generale. In realtà la manifestazione più nota dell’infezione da Esptein Barr è la mononucleosi infettiva (patologia che può essere talora causata anche da altri virus e parassiti)

una malattia a decorso benigno che si risolve da sola nel giro di uno o due mesi, ma è nato da tempo che anche alcuni tumori (linfomi in particolare) possono essere correlati all’infezione da EBV, mentre molto più recente è la scoperta del suo ruolo potenziale in molte altre malattie, specialmente quelle autoimmuni.

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Inoltre in alcuni rari casi la mononucleosi infettiva può portare a gravi complicazioni:

convulsioni, encefalite, meningite, mielite, sindrome di Guillain-Barré, diminuzione di piastrine, globuli bianchi e globuli rossi, complicazioni polmonari (ostruzione delle vie aeree), epatite fulminante (molto rara ma pericolosissima), ittero, ingrossamento del fegato e della milza (che in certi sfortunati casi può addirittura letteralmente scoppiare).

È da notare che L’EBV è presente nel 95% degli esseri umani

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sebbene solo in una piccola parte di essi causi mononucleosi infettive o altre complicazioni. La maggior parte delle persone sviluppa al massimo una banale febbriciattola in occasione dell’infezione e poi il sistema immunitario si attiva per combattere il virus facendo sì che si “nasconda”, ovvero che passi alla fase latente, che resti quindi “dormiente”, inattivo, inglobato in alcune cellule del nostro corpo senza però innescare la replicazione che allerterebbe nuovamente il sistema immunitario.

Quando il sistema immunitario si abbassa, a causa dell’utilizzo di farmaci

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(farmaci immunosoppressori , o farmaci che aggrediscono i batteri benefici inducendo disbiosi e proliferazione della Candida albicans) della carenza di vitamina D o di un forte stress psico-fisico, il virus può riattivarsi (anche solo parzialmente) persino a distanza di anni, e nei soggetti predisposti (esistono anche predisposizioni genetiche) causare complicazioni anche molto gravi, come encefalite, linfoma, cancro della rinofaringe.

Di recente si sta studiando il possibile ruolo del virus EB nella genesi delle malattie autoimmuni.

Tale virus può contribuire a scatenare un tumore anche perché l’infezione dei linfociti B da parte delll’Epstein-Barr rallenta uno dei nostri meccanismi di protezione dal tumore, come mostra l’articolo Epstein-Barr virus down-regulates tumor suppressor DOK1 expression

vit D

Un aspetto singolare del virus EB è la presenza di diversi stadi di latenza

un po’ come se esso si possa risvegliare anche solo parzialmente, per cui esiste una latenza di tipo I, di tipo II (correlata a linfoma di Hodgkin, carcinoma della rinofaringe, linfoma nasale a cellule NK/T) e di tipo III (correlata ad alcuni altri tipi di linfoma). Curiosamente anche la forma latente in cui il virus è meno attivo (latenza di tipo I) è correlata a un tipo di linfoma (linfoma di Burkitt).

Se il virus si riattiva completamente e si replica nelle cellule dell’organismo ospite finisce quindi per rompere le cellule stesse (attuandone la lisi, ovvero rottura) ed infettarne di nuove, entrando nella cosiddetta fase litica.

frutta verdura fibre

1120 Vedi un caso di riattivazione con l’utilizzo di un cosiddetto “farmaco biologico” con azione immunosoppressiva descritto nell’articolo A case of acute disseminated encephalomyelitis associated with Epstein-Barr virus reactivation during infliximab therapy, pubblicato su Rinsho Shinkeigaku. 2010 Jul;50(7):461-6, autori Ueda M, Tateishi T, Shigeto H, Yamasaki R, Ohyagi Y, Kira J; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20681262.
1121 Pubblicato su PLoS Pathog. 2014 May 8;10(5):e1004125, autori Siouda M, Frecha C, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24809689; precisamente l’infezione porta ad una sottoregolazione dell’espressione del gene DOK1 indotta dall’oncoproteina virale LMP.

Per Rimedi Mirati e Relazioni scientifiche scrivimi 

Il microbioma intestinale nei gemelli obesi ed in quelli magri

Lo studio A core gut microbiome in obese and lean twins (“Il microbioma intestinale nei gemelli obesi ed in quelli magri”) , mostra che i soggetti obesi hanno una composizione anomala del microbiota intestinale, con un variazione del rapporto tra i batteri Firmicutesed i Bacteroidetes di 35 ad 1 (invece del rapporto 3 ad 1 che si osserva nei soggetti ponderalmente nella norma).

Lo studio An obesity-associated gut microbiome with increased capacity for energy harvest (“Un micro bioma intestinale associato all’obesità con maggiori capacità di raccolta di energia”) mostra che questa microflora alterata è correlata ad un’aumento del ricavo energetico dai cibi ingeriti (con l’energia in eccesso che si deposita nel tessuto adiposo). Probabilmente si tratta di un meccanismo naturale per accumulare calorie sotto forma di grasso (di scorta) durante i periodi di cibo abbondante, e adesso che il cibo è fin troppo abbondante, anche se spesso di cattiva qualità, l’obesità è sempre più diffusa.

L'immagine può contenere: una o più persone

Ad ogni modo si può ipotizzare che una dieta squilibrata (troppi zuccheri, cibi processati e farine raffinate) contribuisca a modificare l’equilibrio della microflora intestinale che viene indotta a ricavare più energia dai cibi e ad accumularla nel tessuto adiposo; a questo punto anche una dieta ipocalorica non può avere grandi risultati fintanto che non si ripristina il corretto equilibrio tra i microrganismi intestinali.

Non è casuale il fatto che molte persone che passano ad una dieta paleolitica oltre a migliorare il proprio stato di salute perdono anche il grasso in eccesso.

L’attenzione nei confronti di una suffiente assunzione di cibi contenenti zolfo o una integrazione di zolfo organico, per i motivi elencati nel capitolo relativo, non posso che contribuire ad una risoluzione del problema dell’obesità.

 

1040 Pubblicato su Nature 444, 1027–1031 (2006); autori Turnbaugh, P. J. et al.; http://www.nature.com/doifinder/10.1038/nature05414.
1041 http://cheflynda.com/…/the-inexpensive-arthritis-osteoporo…/.

Wash Intestinale 3 settimane

In un corpo sano il mondo microbico è abbastanza stabile e si adatta ai cambiamenti dell’ambiente. La flora intestinale può essere suddivisa in tre gruppi:

  1. Flora essenziale o benefica. Questo è il gruppo più importante e più numeroso, i membri più importanti che lo compongono sono i Bifidus, i Lactobatteri, i Propionibatteri [si trova nei prodotti caseari], ceppi fisiologici di Escherichia Coli, Pepto-streptococchi ed Enterococchi. Vedremo in dettaglio il loro ruolo.
  2. Flora opportunistica. È un vasto gruppo di microbi il cui numero varia da individuo a individuo. Ci sono Batteroidi, Peptococchi, Stafilococchi, Streptococchi, Bacil i, Clostridi, Lieviti, Enterobatteri (Proteus, Clebsiel i, Citrobacterio, ecc.), Fuzobacterio, Eubacterio, Catenobacterio e molti altri. Ci sono circa 500 specie di microbi conosciuti nell’intestino. In un soggetto sano il loro numero è di norma limitato e strettamente controllato dal a flora benefica. Ognuno di questi batteri sarebbe in grado di provocare problemi di salute vari se non fossero tenuti sotto controllo.
  3. Flora transitoria. Sono microbi tra i più diversi che giornalmente ingeriamo insieme al cibo o bevande. Generalmente sono bacilli non fermentanti e gram-negativi provenienti dall’ambiente. Quando l’intestino è ben protetto dai batteri benefici, questo gruppo di microbi scorre nel nostro tratto digestivo senza provocare alcun danno, ma se la flora benefica non svolge bene il proprio lavoro, allora potrebbero causare un certo spettro di malattie. E allora cosa fanno tutti questi microbi e perché sono necessari?

Intestino, Flora, Gut Batteri, Intestinale, Tratto
Tutti i pazienti con intestino infiammato e flora intestinale danneggiata presentano le stesse carenze nutrizionali. Tutti i bambini autistici e disbiotici gravi esaminati sono carenti di magnesio, zinco, selenio, rame, calcio, manganese, zolfo, fosforo, ferro, potassio, sodio, vitamine B1, B2, B3, B6, B12, C, A, D, acido folico, pantotenico, acidi grassi essenziali Omega-3, Omega-6 e Omega-9, l’amminoacido taurina, l’acido alfa-chetoglutarico e glutatione, per menzionare i più importanti.

Riprogrammazione naturopatica simbiotica dell’Asse intestino cervello
•Resettare flora batterica intestinale
•Ridurre infiammazione e alterata permeabilità
•Incrementare i prebiotici
•Reintegrare i probiotici (biodiversità)
•Profilo nutrizionale adeguato

Anatomia, Batteri, Batterio, Viscere, Diarrea
Attività Immunitaria nel: colon irritabile, Infezioni batteriche e da candida, alvo diarroico, cure antibiotiche, oncologia.
•Stimola la produzione di eritrociti e leucociti neutrofili
•Promuove la Fagocitosi
•Attiva il complemento e stimola produzione IgA secretorie
•Diminuisce il basso grado di infiammazione
•Inibisce la produzione citochine infiammatorie
•Impedisce la traslocazione di endotossine
•Modula le proprietà delle cellule dendritiche
•Contrasta la crescita di batteri patogeni/opportunisti come Clostridi,salmonelle, shigella, mediante una serin proteasi che ne inibisce l’adesione. Saccharomyces Boulardii micromicete mesofilo, non colonizza il colon ma è transiente lungo tutto il tratto gastroenterico ( resistente antibiotici, elimina tossine, compete con candida).

Batteri, Virus, Specie Batteriche, Imitazione, Aureus

Detossificazione metabolica, Regolazione metabolica
Bifido Longum, Biido Breve e Bifido Bifidum utili nel favorire l’equilibrio della flora intestinale;
Baobab indicato per la sua azione di sostegno e ricostituente;
Inulina che lenisce le infiammazioni intestinali;
Inositolo utile nei confronti della sindrome da ovaio policistico.
B.Longum principale caratteristica è quella di produrre dell’acido lattico e dell’acido acetico come principali prodotti derivati dalla fermentazione del glucosio.
– Determina ↑ della produzione di IgA totali e genera una resistenza all’infezione da Escherichia coli;
– ha un’azione immunostimolante (induce la produzione di anticorpi specifici e non specifici) e antinfettiva ( i bifidobatteri producono acido acetico la cui potente azione battericida );
– previene la diarrea provocata dalla somministrazione di eritromicina o di altri antibioticoterapie;
– regola il transito intestinale delle persone costipate: migliora l’ambiente intestinale, soprattutto ↓ il contenuto in ammoniaca delle feci, l’attività di certi enzimi fecali e ↑ la peristalsi;
– contribuisce all’inibizione dello sviluppo del cancro o l’installazione di codici anomali;
– stimola il sistema immunitario di persone anziane immunodepresse attivando i neutrofili e le cellule NK. Diminuisce così il rischio di infezioni, soprattutto dal virus dell’influenza .

Batteri, Malattia, Virus, Infezione, Ill, Cellule, Bio

Vitamina B2 che contribuisce al mantenimento di membrane mucose normali;
Vitamina B1 e B6, il folato e la niacina che contribuiscono al normale metabolismo energetico;
Lactobacillus Rhamnosus e Lactobacillus Acidophillus Bifidobacterium Bifidum utili per ripristinare la flora batterica intestinale;
Baobab indicato per la sua azione di sostegno e ricostituente, con FOS e inulina utili per l’equilibrio della flora batterica intestinale. La vitamina B2 contribuisce al mantenimento di membrane mucose normali, le vitamine B1 e B6, il folato e la niacina contribuiscono al normale metabolismo energetico.

Virus, Infezione, Cella, Batterio, Batteri, Dna

Indicato: Leaky gut syndrome,  mici,  cistiti,  vaginiti,  candidosi,  prostatiti
Lactobacillus Rhamnosus e Lactobacillus Acidophillus e Lactobacillus Plantharum utili per ripristinare la flora fisiologica delle vie uro-genitali; Baobab indicato per la sua azione di sostegno e ricostituente; Inulina che lenisce le infiammazioni intestinali; Inositolo utile nei confronti della sindrome da ovaio policistico

Il corpo umano possiede una incredibile capacità di curare se stesso.

Questo è particolarmente vero per i bambini. Quando lavoravo come neurochirurgo non finivo mai di stupirmi per quanto in fretta e quanto bene recuperasse il cervello dei bambini anche a seguito di operazioni impegnative o addirittura quando parti del cervello venivano rimosse.

Il bambino lasciava l’ospedale sul a sedia a rotelle e quando tornava per il controllo annuale non si poteva quasi notare la minima alterazione neurologica. La natura lavora bene, ma non velocemente. Ci si può ammalare da un giorno all’altro, ma a volte ci vogliono mesi e mesi per recuperare.

Nella mia esperienza clinica ho notato che il tempo medio per riportare un bambino autistico alla normalità è di circa un anno e mezzo, due di duro lavoro. Lo scopo principale della cura è la disintossicazione del paziente nella sua completezza e sollevare la nebbia dal cervello del bambino perché questo possa tornare al suo normale sviluppo.

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Per raggiungere questo scopo avremo bisogno di:

  1. Ripulire e guarire l’intero tratto digestivo del bambino in modo che non sia più la fonte primaria di tossicità e diventi invece la fonte di nutrimento come di norma dovrebbe essere.
  2. Rimuovere tutte le tossine accumulate nel corso degli anni nei vari tessuti del corpo del bambino.

Tutti i cereali, le carni, il pesce, le uova, le verdure, la frutta sono pieni di fenoli. I fenoli sono sostanze aromatiche di scarso peso molecolare che danno colore e sapore agli alimenti e li preservano proteggendoli dai patogeni. Hanno un ruolo attivo nella germinazione e nella crescita dei semi e attraggono gli insetti impollinatori. Nel nostro corpo svolgono una potente azione antiossidante e disintossicante. Vi elencherò alcuni Fenoli:

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Vitamina C: nessuno può vivere senza.Vitamina K: essenziale per la coagulazione del sangue e altre funzioni metaboliche.Vitamina E: essenziale allo sviluppo del cervello oltre a svolgere centinaia di altre funzioni.Vitamine B1 (Tiamina), B2 (Riboflavina), B3 (Niacina), B6 (Piridoxina) e l’Acido Folico sono fenoli.

Tutte queste vitamine sono essenziali al a nostra vita.

Amminoacidi: senza di essi non saremmo in grado di produrre i neurotrasmettitori del cervello e del sistema nervoso in generale. Alcuni neurotrasmettitori stessi sono fenoli: Dopamina, Istamina, ecc.

Acido Gallico: l’eliminazione di questo acido è alla base della dieta Feingold. L’acido gallico si trova in circa il 70% dei cibi in circolazione, inclusi i coloranti alimentari. Sebbene i coloranti alimentari, inclusi i famigerati (E- numero) e altri additivi alimentari debbano essere vietati nella dieta dei bambini autistici, togliere il 70% dei cibi sembra quasi una punizione.

Questi due obbiettivi verranno raggiunti con il Programma Nutrizionale. Questo programma si è evoluto con la mia personale esperienza nella cura di mio figlio e di altre centinaia di piccoli pazienti da me curati sia nella mia clinica che in altre parti del mondo.
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Di che si tratta?
Il Programma Nutrizionale si articola nei seguenti punti:

  1. Dieta.
  2. Supplementi [integratori mirati].
  3. Disintossicazione e modifica del o stile di vita.

Natasha Campbel McBride. Sindrome dell’intestino e della psiche
Trattamenti naturali per autismo, ADHD/ADD, dislessia, disprassia e depressione, disbiosi, e patologie del microbioma intestinale

DEPURAZIONE TERAPIA GAPS

Il Blog che parla di TE

Ciao da Francesco Ciani
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semplice e approfondito, troverai molte relazioni per ciò che riguarda:

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Oltre modo troverai come meglio comprendere le manifestazioni dei malesseri e quali tecniche possibili, non invasive, per rieducare e comprenderle da ogni aspetto possibile, secondo le tecniche sopra descritte.


Le persone che arrivano alla guarigione interiore e fisica, o integrazione, sono capaci di staccarsi da ogni cosa che produca ferite, rabbia, paura, ansia e idee negative, nel loro “laboratorio” esiste una visuale molto verticale, dove la comprensione è il sale della vita e l’Amore è come un fiume in piena che fuoriesce dal suo letto.


Ho compreso che la guarigione non è una questione di visualizzazione, di elaborare le ferite, la guarigione è un atto mistico, alchemico di integrazione di ogni parte di Sé che urla dal dolore o sanguina in ogni espressione possibile;


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Grazie con Amore

Francesco Ciani

Non siamo tutti uguali: ruolo dei probiotici nell’equilibrio fisico e mentale

Obesità infantile e fegato grasso dipendono dal microbiota

Uno studio condotto da ricercatori dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, pubblicato sulla rivista Hepatology rivela, per la prima volta, il ruolo di alcuni batteri coinvolti nello sviluppo dell’obesità e del fegato grasso nei bambini.

Sono stati individuati nel microbiota intestinale, l’insieme di microorganismi residenti nel tubo digerente, più conosciuti col nome di ‘flora intestinale’. Una scoperta rilevante, spiegano gli specialisti, perché apre la strada alla messa a punto di integratori specifici ‘personalizzati’ a base di microrganismi, i cosiddetti probiotici, che potranno essere utili per la cura di queste malattie.

Uno studio, per ora condotto sui topi, presso la Washington University School of Medicine in St. Louis e pubblicato sulla rivista Science ha dimostrato che alcuni tipi di batteri ‘buoni’ presenti nella flora intestinale favoriscono la crescita dei bimbi e possono aiutarli a combattere problemi dovuti alla malnutrizione.

Flora intestinale e crescita

La giusta combinazione di microbi, come ha dimostrato il team di ricercatori internazionali, può ribaltare l’equilibrio tra arresto della crescita e crescita sana, costituendo un indizio di possibili interventi di cura contro la malnutrizione, problema che riguarda milioni di bimbi al mondo e provoca conseguenze come arresto della crescita e rachitismo, anomalie dello sviluppo neurologico e disfunzioni del sistema immunitario.

I ricercatori hanno trapiantato il microbiota ottenuto da bambini di 6-18 mesi del Malawi su topi privati dei germi intestinali. Hanno così verificato che il microbiota proveniente da neonati e bambini malnutriti è immaturo, ovvero tipico di fasce di età più piccole di quella anagrafica effettiva e, inoltre, trasmette fenotipi di crescita deteriorati. “La crescita ridotta che vediamo nei bambini malnutriti è stata trasmessa ai topi che hanno ricevuto i microbi intestinali”, spiega Jeffrey I. Gordon a capo del progetto.

Quando è stato aggiunto però un particolare ceppo di Lactobacillus alle diete di questi topi, si è assistito a un aumento di muscoli e ossa, associato a “cambiamenti enormi” nel cervello e nel metabolismo del fegato.

Creato in Italia alimento ‘postbiotico’: meno 60% infezioni bimbi

14 aprile, 2016

Cercare di diminuire la frequenza di raffreddori, tosse e mal d’orecchio nei bambini piccoli, con tutte le conseguenze che ne derivano, non sarà più solo il sogno di tutti i genitori, ma anche una possibilità che ora appare concreta, grazie ad un alimento ‘magico’ in grado di stimolare il sistema immunitario. Costituito da latte vaccino fermentato con un batterio di origine umana, questo nuovo alimento, si è dimostrato, infatti, in grado di ridurre di oltre il 60% le infezioni respiratorie e gastrointestinali, in bambini fino a 4 anni.

La ricerca italiana

Il nuovo ‘postbiotico’, ovvero derivato dal processo di fermentazione dei probiotici, è stato sperimentato grazie a una ricerca italiana che ha coinvolto l’Istituto europeo di oncologia

(Ieo) e le Università di Napoli, Milano e Palermo ed è stato presentato in conferenza stampa al Senato. “Abbiamo fermentato il latte vaccino con il probiotico di origine umana Lactobacillus Paracasei CBA L74“, spiega Roberto Berni Canani, del Dipartimento di scienze Mediche Traslazionali dell’Università Federico II di Napoli, coordinatore dello studio pubblicato sulla rivista Clinical Nutrition.

Gli effetti sono stati analizzati su 400 bambini che frequentavano l’asilo e quindi molto soggetti al rischio di ammalarsi. “Rispetto al gruppo di bimbi che ha ricevuto un placebo, con il nuovo ingrediente si è vista una diminuzione del 64% del numero medio di infezioni per bimbo – aggiunge Berni Canani – con una riduzione del 75% dell’uso di antibiotici, oltre alla diminuzione di antipiretici, visite mediche e assenze da scuola”.

La nutrizione, sottolinea Giovanni Corsello, presidente della Società italiana di pediatria, “è fondamentale per la prevenzione di malattie. E’ quindi importante valorizzare la ricerca scientifica in questo ambito e fare in modo che i risultati arrivino ai pediatri”.

 

scaricati il link completo qui:

https://www.valeriorosso.com/2016/11/19/curare-microbiota-intestinale-curare-la-mente/

 

 

 

Un fattore nascosto il Microbioma intestinale

Un nuovo studio sui topi dimostra che la manipolazione del microbioma intestinale può influenzare l’entità del danno cerebrale causato da un ictus

Micrograph mostrando necrosi pseudolaminar corticale, un risultato visto in imaging durante l’autopsia. Nefroni / Wikimedia Commons , CC BY-SA 3.0

I batteri che popolano le nostre viscere sono diventati giocatori chiave per i neuroscienziati. Un crescente corpo di ricerca li lega ad una vasta gamma di disturbi mentali e neurologici ansia e depressione alla schizofrenia e il morbo di Alzheimer. Ora un studio sui topi pubblicato questa settimana su Nature

Medicine suggerisce che offrire un armonico equilibrio microbico giusto potrebbe causare cambiamenti nel sistema immunitario che riducono in modo significativo i danni al cervello dopo un ictus, la seconda causa di morte e invalidità per le persone in tutto il mondo. (Scientific American è parte di Springer natur.)

Risultati immagini per microbioma

Gli esperti hanno noto da tempo che la gravità dell’ictus è influenzata dalla presenza di due tipi di cellule, che si trova in abbondanza all’interno dell’intestino, che calibrano risposte immunitarie: cellule T regolatorie hanno un effetto infiammatorio benefica, proteggere un individuo da ictus. Ma le cellule T gamma delta producono una citochina che causa l’infiammazione nociva dopo un ictus.

Un team di ricercatori della Weill Cornell Medical College e il Memorial Sloan Kettering Cancer Center si mise a indagare se potevano pendere la bilancia di queste cellule in favore di cellule benefiche per armeggiare con i residenti batterica del corpo. Per farlo, hanno allevato due colonie di topi:

Uno del gruppo è resistente agli antibiotici, mentre altri batteri intestinali era vulnerabile al trattamento. Come risultato, quando somministrato una combinazione di antibiotici nel corso di due settimane, solo un microbiota intestinale di quest’ultimo ha subito il cambiamento.

I ricercatori hanno poi ostruiti arterie cerebrali dei topi, inducendo un ictus ischemico (il tipo più comune). Essi hanno scoperto che il successivo danno al cervello è stata del 60 per cento più piccolo in topi droga sensibili, di quanto non fosse in un altro gruppo.

Per confermare che questo risultato potrebbe veramente essere attribuito alla variazione flora intestinale, i ricercatori hanno eseguito trapianti fecali. Cioè, hanno preso il contenuto dei due punti di topi che avevano sperimentato corsa ridotta e ha dato questo materiale per nuovi mouse. Questa volta, però, la squadra non ha somministrare antibiotici, creando così un gruppo di topi con batteri intestinali alterate, ma non esposizione al farmaco.

Risultati immagini per microbioma

Inducendo un attacco ischemico in questo gruppo, i ricercatori hanno scoperto che questi topi avevano anche acquisito una protezione contro l’ictus.

I ricercatori hanno scoperto che modificando la flora intestinale avevano indirettamente spinto il rapporto tra cellule immunitarie a favore delle cellule T “buoni” regolamentazione sopprimendo le cellule T gamma delta più dannose.

Il team hanno rintracciato entrambi i tipi di cellule, come hanno lasciato l’intestino e viaggiato al cervello, dove si stabilirono sulle meningi e, i ricercatori sospettano, che il cervello – intestino ha risposto alla corsa. Questo risposta infiammatoria sistemica -supportata da T-cellule può essere utile, aprendo il cervello di cellule morte, o debilitanti, provocando edema cerebrale e ulteriori danni.

“Queste cellule determinano quale tipo di risposta immunitaria infiammatoria del cervello sta per sperimentare dopo l’ictus”, spiega il neurologo Costantino Iadecola, direttore del Brain and Mind Institute di ricerca presso Weill Cornell e uno degli autori dello studio. Cambiando il paesaggio batterica dell’intestino, spiega, “le cellule immunitarie finiscono per dare una mano, invece di contribuire al danno che si verifica.”

“Ora il microbioma è un altro elemento in questa equazione, non è solo il diabete, ipertensione e obesità”. “Ci sono anche altri fattori che abbiamo bisogno di sapere al fine di adattare il trattamento.” Lo studio suggerisce che tale trattamento può comportare antibiotici, probiotici, cambiamenti nella dieta o altri interventi che avrebbero cambiato microbiota dell’intestino per essere di supporto delle cellule T regolatorie e ridurre Le cellule T gamma delta.

Risultati immagini per microbioma

Ad esempio, i pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca, molti dei quali finiscono per subire un ictus, potrebbe fare una speciale dieta preventiva.

Tali interventi rimangono molto lontano, però.

In questo momento stanno lavorando sull’identificazione dei batteri specifici coinvolti nelle loro conclusioni, nonché il meccanismo molecolare-esattamente come l’intestino e il cervello interagire e comunicare, che sta alla base delle risposte immunitarie osservati in questo studio. Entrambi i percorsi di ricerca sono importanti per lo sviluppo di approcci terapeutici mirati su tutta la linea.

http://www.scientificamerican.com/article/a-hidden-factor-in-stroke-severity-the-microbes-in-your-gut/

Infiammazioni

Dall’infiammazione periferica a quella centrale.

Studi recenti mostrano come una infiammazione periferica possa indurre una speculare
risposta infiammatoria cerebrale che può produrre effetti transitori o a lungo termine(1).

Dato che l’intestino rappresenta la nostra maggiore interfaccia verso il mondo esterno, viene continuamente in contatto con germi, agenti patogeni, potrà infiammarsi facilmente. Anzi, oggi sappiamo che l’attivazione dei processi infiammatori intestinali sono utili per la nostra sopravvivenza e per attivare i processi difensivi intestinali.

Il problema nasce quando l’intestino non è più in grado di ridurre l’infiammazione, che, quindi, cronicizza.

Se la risposta in fase acuta (APR: Acute Phase Reaction) di fronte ad un agente stressogeno, è positiva, il suo cronicizzarsi (CPR: Chronic Phase Reaction) è stato definito la madre di tutte le patologie(2).

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C’è un periodo post natale durante il quale anche impercettibili interventi possono produrre danni a lungo termine nella fisiologia dell’adulto(3). In tale periodo, anche brevi infiammazioni sistemiche, anche non associate a danni osservabili del sistema nervoso centrale (SNC), possono produrre una vulnerabilità che si manifesterà nella età adulta (4,5).

Assomigliano più ad una forma di “lesione funzionale”, percettibile solo a livello cellulare e molecolare, piuttosto che mostrare un manifesto aspetto istologico(6,7).

Per esempio, un’intensa esposizione a LPS o citochine può alterare l’eccitabilità del SNC e portare alla perdita della memoria e della capacità di apprendimento (8,9,10), alla inibizione del potenziamento a lungo termine (11).

Il cervello, il sistema endocrino e il sistema immunitario sono inestricabilmente collegati tra loro. Molecole del sistema immunitario hanno un potente impatto sulle funzioni del sistema immunitario, incluse le interazione degli ormoni legati al comportamento, sia nello stato di salute che di malattia.

In maniera analoga alterazioni negli ormoni, per esempio durante uno stress, possono agire sulle funzioni immunitarie o sulla reattività. Queste cambiamenti funzionali sono

risposte di adattamento evolute, che producono cambiamenti nel comportamento e mobilizzano risorse immunitarie.

Se prolungate possono portare a patologie o aggravare malattie.

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Durante la fase del suo sviluppo il cervello è particolarmente sensibile sia a segnali endogeni che esogeni, un gran numero di evidenze suggeriscono che il sistema immunitario abbia un ruolo critico nello sviluppo cerebrale con il risultato di un associato comportamento per la vita dell’individuo.

Infatti ci sono associazioni tra molti disturbi neuropsichiatrici e disfunzioni immunitarie, con distinte eziologie nello sviluppo neuronale(12).

(Prof. Paolo Mainardi)

dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina

Riferimenti

1) Riazi K, Galic MA, Pittman QJ. Contributions of peripheral inflammation to seizure susceptibility: cytokines andbrain excitability. Epilepsy Res. 2010 Mar;89(1):34-42.2) Stig Bengmark, Acute and ‘‘chronic’’ phase reaction – a mother of disease. Clinical Nutrition (2004) 23, 1256–12663) Galic MA, Riazi K, Heida JG, Mouihate A, Fournier NM, Spencer SJ, Kalynchuk LE, Teskey GC, Pittman QJ.Postnatal inflammation increases seizure susceptibility in adult rats. J Neurosci. 2008 Jul 2;28(27):6904-13.4) Eklind S, Mallard C, Arvidsson P, Hagberg H. Lipopolysaccharide induces both a primary and a secondary phaseof sensitization in the developing rat brain. Pediatr Res. 2005 Jul;58(1):112-6.5) Hagberg H, Mallard C. Effect of inflammation on central nervous system development and vulnerability. CurrOpin Neurol. 2005 Apr;18(2):117-23.6) Baram TZ, Eghbal-Ahmadi M, Bender RA. Is neuronal death required for seizure-induced epileptogenesis in theimmature brain? Prog Brain Res. 2002;135:365-75.7) Bale TL, Baram TZ, Brown AS, Goldstein JM, Insel TR, McCarthy MM, Nemeroff CB, Reyes TM, Simerly RB,Susser ES, Nestler EJ. Early life programming and neurodevelopmental disorders. Biol Psychiatry. 2010 Aug 15;68(4):314-9.

8) Aloe L, Properzi F, Probert L, Akassoglou K, Kassiotis G, Micera A, Fiore M. Learning abilities, NGF and BDNF

brain levels in two lines of TNF-alpha transgenic mice, one characterized by neurological disorders, the other

phenotypically normal. Brain Res. 1999 Sep 4;840(1-2):125-37.

9) Harré EM, Galic MA, Mouihate A, Noorbakhsh F, Pittman QJ. Neonatal inflammation produces selective

behavioural deficits and alters N-methyl-D-aspartate receptor subunit mRNA in the adult rat brain. Eur J

Neurosci. 2008 Feb;27(3):644-53.

10) Sparkman NL, Buchanan JB, Heyen JR, Chen J, Beverly JL, Johnson RW. Interleukin-6 facilitates

lipopolysaccharide-induced disruption in working memory and expression of other proinflammatory cytokines in

hippocampal neuronal cell layers. J Neurosci. 2006 Oct 18;26(42):10709-16.

11) Cunningham AJ, Murray CA, O’Neill LA, Lynch MA, O’Connor JJ. Interleukin-1 beta (IL-1 beta) and tumour

necrosis factor (TNF) inhibit long-term potentiation in the rat dentate gyrus in vitro. Neurosci Lett. 1996 Jan

12;203(1):17-20.

12) Bilbo SD, Schwarz JM. The immune system and developmental programming of brain and behavior. Front Neuroendocrinol. 2012 Aug;33(3):267-86.