Cancro e disbiosi

disbiosi intestino

Asse intestino – Cervello

Sulle testimonianza di guarigione dal cancro per mezzo della “bonifica dentale” vedi l’omonimo libro, sulle testimonianze di guarigione con il metodo Gerson vedi il libro di Charlotte Gerson e Beata Bishop intitolato Guarire il cancro con il metodo Gerson (Macro Edizioni) ed anche l’allegato documentario Se solo avessimo saputo.

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Quest’ultimo in particolare è un film che tutti dovrebbero vedere, e che mostra la validità di una cura per il cancro che è stata passata sotto silenzio a causa della pressione delle grandi case farmaceutiche e di altri oscuri interessi (il medico che ha fatto la scoperta di questo metodo è stato avvelenato ed è morto subito dopo la pubblicazione del libro che portava le prove documentate della guarigione dei suoi assistiti).

Il metodo Gerson si basa su un’alimentazione povera di carboidrati complessi e ricca di spremute di frutta e verdura, un’alimentazione quindi che può aiutare a riequilibrare la disbiosi intestinale, la quale, come mostrato nel capitolo 3 predispone all’insorgenza del cancro. Il già citato articolo The gut microbiota shapes intestinal immune responses during health and disease (“Il microbiota intestinale modula le risposte immunitarie durante la salute e la malattia”) riporta infatti

Cella, Divisione Cellulare, Membrana Cellulare

L’errata regolazione immunologica è la causa di molte malattie umane non infettive quali autoimmunità, allergia e cancro.
È da notare che il metodo Gerson prevede anche l’assunzione di integratori di potassio (in dosi e con tempistiche opportune e personalizzate) uno dei quali è il Lugol (a base di ioduro di potassio), che come abbiamo visto è uno dei tanti rimedi dimenticati (per non dire censurati) per combatterei i microrganismi patogeni e riequilibrare quindi il microbiota intestinale.

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Sul rapporto cancro-disbiosi cito anche gli articoli scientifici Microbial dysbiosis in colorectal cancer (CRC) patients (“Disbiosi microbica nei pazienti malati di cancro del colon retto”) e Culture-independent analysis of the gut microbiota in colorectal cancer and polyposis (“Analisi indipendente dalle culture del microbiota intestinale nel cancro del colon retto e della poliposi”) , Frequent Use of Antibiotics Is Associated with Colorectal Cancer Risk: Results of a Nested Case-Control Study (“L’uso frequente degli antibiotici è associato con il rischi del cancro al colon retto”) .

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Ma non pensiate che solo il cancro intestinale possa essere correlato alla disbiosi, per esempio è stato già discusso il legame tra disbiosi e cancro delle ovaie, dell’utero, della cervice dell’utero.

Come mostra in maniera dettagliata la dottoressa Campbell-McBride nel suo libro (e come comprovato anche nelle pagine precedenti) la disbiosi intestinale ha un effetto negativo sul sistema immunitario e quindi predispone allo sviluppo di varie forme di cancro.

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Basti pensare ad esempio alla funzione dei lactobacilli (alcuni dei batteri benefici che popolano il nostro organismo e che vengono decimati dall’uso di antibiotici, pillole anticoncezionali cortisonici, antidolorifici, neurolettici, anti-infiammatori e – nota bene – farmaci chemioterapici); essi infatti stimolano il funzionamento del sistema immunitario e stimolano in particolare l’attività di neutrofili e macrofagi, quelle cellule deputate a distruggere (fagocitare) non solo gli agenti infettivi ma anche le cellule tumorali.

La carenza di batteri benefici rende anche molto più difficile l’eliminazione dal nostro corpo non solo delle tossine che si producono per vie naturali, ma anche delle sostanze chimiche artificiali cancerogene. Se poi pensiamo che i batteri benefici sopprimono il processo iperplastico, uno dei meccanismi alla base della formazione del cancro, appare chiaro come la carenza di tali batteri sia un fattore indirettamente cancerogeno.

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Ma non è finita. Infatti in carenza dei batteri benefici, che tengono a bada i microorganismi dannosi, questi ultimi prolificano in maniera indiscriminata e possono causare diversi problemi di salute, sia per via delle tossine che secernono, sia perché rendono poroso l’intestino alterandone la funzionalità.

Se la flora benefica è danneggiata l’organismo umano diventa facile terreno di sviluppo per la Candida un lievito che produce tossine nocive per l’essere umano e che rende poroso l’intestino agevolando così il passaggio delle tossine nel sangue e da lì al resto del corpo. Anche diversi batteri che proliferano in una condizione di disbiosi, nonché diversi vermi parassiti, producono tossine nocive, e possono contribuire a rendere eccessivamente porosa la barriera intestinale.

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Se quasi ogni farmaco assunto per via orale per lunghi periodi di tempo danneggia la flora benefica che si trova sulla mucosa intestinale; che dire allora dell’effetto di dei vari prodotti chimici artificiali presenti all’interno di detersivi, detergenti, shampoo, bagno schiuma, prodotti per l’igiene della casa?

In particolare bisogna stare attenti a quelli che vengono a contatto con la pelle (la pelle assorbe tutto, al punto che adesso si stanno sviluppando diversi farmaci che si applicano sotto forma di cerotti) o con le mucose degli organi genitali.

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Ovviamente tutto ciò che predispone alla disbiosi, a partire dall’alimentazione basata sul consumo di farine raffinate, ossidate, processate, cibi zuccherati, ed altri prodotti assolutamente innaturali, può concorrere alla genesi ed allo sviluppo del cancro.
È da ribadire il concetto che i chemioterapici causano disbiosi, e quindi possono causare come effetto collaterale proprio il cancro.

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La Candida è un lievito, ovvero un tipo di fungo, che in condizioni normali vive nell’intestino sotto forma di tante cellule staccate, ma che in caso di disbiosi prolifera e passa alla forma pluricellulare creando ramificazioni che penetrano in profondità e causano tra l’altro l’eccessiva porosità dell’intestino, con tutto ciò che ne consegue.
Interessante a tal proposito è la testimonianza di un medico che riferisce dell’autopsia di una giovane donna che aveva assunto farmaci chemioterapici per un tumore al seno e che si era ritrovata i tessuti letteralmente invasi da innumerevoli ramificazioni fungine.

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Mentre stavo stilando il referto finale, poco prima dell’autopsia, ho riesaminato alcune sezioni degli organi rimossi in sede autoptica. Sebbene la causa presunta del decesso fosse un’insufficienza d’organo dovuta allo stadio metastatico finale di un tumore mammario, l’esame accurato dei suoi tessuti al microscopio ottico rivelò minuscole strutture ramificate che interessavano quasi tutti i tessuti, la prova di un’infezione fungina invasiva dovuta, verosimilmente, allo stato di immunosoppressione in cui versava la paziente in seguito alla chemioterapia.

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Sia il dottor Nacci (medico chirurgo specialista in medicina nucleare, che ha poi deciso di abbandonare la cura invasiva della radioterapia) che il dottor Gerson, affermano che le proteine animali andrebbero evitate dai malati di cancro, così come lo zucchero bianco, due cibi che alimenterebbero il tumore .

Sul rapporto tra squilibrio del microbioma e tumore si può leggere l’articolo Contribution of gut microbiota to colonic and extracolonic cancer development (“Contributo del microbiota intestinale al cancro del colon ed al cancro al di fuori del colon”) che spiega in dettaglio come la disbiosi possa generare il cancro (non solo intestinale) attraverso la produzione di infiammazione e la soppressione del sistema immunitario (che non aggredisce come dovrebbe le masse tumorali).

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Interessante è anche l’articolo The microbiome and cancer (“Il microbioma e il cancro”) ; per quanto tale correlazione venga esposta sotto forma dubitativa, la mole di dati presenti nelle referenze è impressionante; si tratta di 200 articoli tra i quali per brevità menziono solo alcuni.

L’articolo Epidemiology – identifying the causes and preventability of cancer? (“Epidemiologia – identificare le cause e la prevenibilità del cancro?) tra le possibili maniere di prevenire il cancro cita oltre all’aumento dell’attività fisica ed il controllo del peso corporeo anche l’astenersi dall’assumere la terapia ormonale post-menopausa; ben sapendo (vedi il capitolo 9) come tali preparati contribuiscano fortemente alla disbiosi intestinale, abbiamo l’ennesima conferma del rapporto disbiosi-cancro.

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L’articolo Variations of oral microbiota are associated with pancreatic diseases including pancreatic cancer (“Variazioni del microbiota orale sono associati con malattie del pancreas compreso il cancro”) mostra come alterazioni nel microbiota orale (leggi disbiosi del cavo orale) siano legate all’aumento del rischio di contrarre sia la pancreatite che il cancro del pancreas.

Nel caso cancro del pancreas si è scoperto un aumento di numero di 31 tipi di batteri ed una diminuzione di altri 25, mentre nel caso della pancreatite si è scoperto una variazione significativa del numero di Neisseria elongata, Streptococcus mitis, Granulicatella adiacens.

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L’articolo A prospective study of periodontal disease and pancreatic cancer in US male health professionals (“Uno studio prospettico sulla malattia periodontale ed il cancro al pancreas nei maschi statunitensi che lavorano nel campo della salute”) , illustra uno studio compiuto su un vastissimo campione (più di 50.000 soggetti) che dimostra un significativo aumento del rischio di cancro al pancreas nelle persone che soffrono di periodontite.

Siamo qui di fronte quindi al secondo studio che collega alterazioni della microflora della bocca o infezioni nella cavità orale a cancro pancreatico; per quanto non sia chiaro il meccanismo causale che collega le due cose siamo di fronte all’ennesimo altro dato interessante.

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L’articolo Regression of primary low-grade B-cell gastric lymphoma of mucosa-associated lymphoid tissue type after eradication of Helicobacter pylori descrive la regressione di un tipo di cancro (linfoma) dopo l’eradicazione dell’Helicobacter pylori. Similmente l’articolo Fifteen-year effects of Helicobacter pylori, garlic, and vitamin treatments on gastric cancer incidence and mortality descrive la regressione di lesioni pre-cancerose dopo l’eradicazione del medesimo batterio. Ben sapendo come l’infezione da H. Pylori sia causata dalla disbiosi e dalla ipocloridria, questi studi puntano ancor auna volta alla disbiosi come causa del cancro.

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L’articolo Chlamydophila psittaci eradication with doxycycline as first-line targeted therapy for ocular adnexae lymphoma: final results of an international phase II trial mostra i risultati del tentativo di agire su una forma di tumore della zona oculare per mezzo di un antibiotico mirato ad eradicare il batterio Chlamydophila psittaci. Tale patogeno è stato riscontrato, per mezzo di biopsia, in 39 malati su 44 (89%) e con la somministrazione della doxiciclina si è ottenuta regressione completa del tumore in 6 pazienti e regressione parziale in 16.

È da notare da una parte che tale batterio non è presente nel 10% circa dei malati, e quindi le cause o concause di questo tipo di tumore sono differenti (come ipotizzato all’inizio del capitolo) e dall’altra che la somministrazione di antibiotici predispone alla disbiosi, che possibilmente è una delle concause del tumore, e che ha facilitato l’infezione da Clamidia psittaci.

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Senza osteggiare per partito preso la somministrazione di antibiotici, si può però pensare che l’intervento per riequilibrare il microbiota del nostro corpo, soprattutto a livello preventivo, sarebbe la scelta migliore; in caso si decida per il trattamento antibiotico sarebbe opportuno associarlo ad una dieta paleolitica per minimizzare gli effetti collaterali del farmaco, e poi proseguirla per riequilibrare il microbiota.

L’articolo Increased rectal microbial richness is associated with the presence of colorectal adenomas in humans afferma che la differenza nel microbiota tra i malati di tale forma di cancro del colon retto ed i soggetti sani, costituisce il parametro clinico più importante di discriminazione tra pazienti col cancro e pazienti sani.

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Anche l’articolo A human colonic commensal promotes colon tumorigenesis via activation of T helper type 17 T cell responses (“Un commensale umano del colon promuove la formazione del tumore per mezzo dell’attivazione della risposta dei linfociti T helper di tipo 17”) discute del rapporto tra microbiota e cancro, analizzando il pareticolare l’azione patogena del batterio Bacteroides fragilis.

Infine cito l’articolo Chronic active hepatitis and associated liver tumors in mice caused by a persistent bacterial infection with a novel Helicobacter species (“Epatite cronica attiva e tumori del fegato associati in topi causati da una persistente infezione batterica con una nuova specie di Helicobacter”) .

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Benchè dia poca valità agli esperimenti di visezione e li aborra dal punto di vista etico, è interessante notare come un tumore al fegato possa essere scatenato in un mammifero dall’infezione di quell’Helicobacter che di regola si manifesta solo in seguito ad uno squilibrio del microbiota.

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