Dieta chetogenica

Quando monitorare i chetoni

Ecco alcune indicazioni che ti aiutano a capire quando vale la pena di misurare i livelli di chetoni. All’inizio.

È importante ricordare che è necessario tenere attentamente monitorati i livelli di chetoni solo nelle fasi iniziali della TMM. La misurazione ti dà importanti riscontri in due ambiti:

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primo, puoi determinare quando sarai riuscito a effettuare il passaggio alla combustione dei grassi e, secondo, puoi stabilire il tuo limite personale alla quantità di carboidrati che puoi mangiare senza uscire dalla modalità di combustione dei grassi.

Saprai di aver effettuato il passaggio quando i livelli di chetoni nel sangue saranno tra 0,5 e 3 millimoli per litro. Per far sì che i chetoni rientrino in questa forbice, probabilmente dovrai apportare alcuni ritocchi alla tua dieta, quindi se li terrai monitorati avrai dati oggettivi per capire quanto sta funzionando il tuo programma.

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Per stabilire esattamente quanti carboidrati puoi mangiare senza smettere di bruciare i grassi e continuando ad avere una buona produzione di chetoni, dovrai consumare una specifica quantità di carboidrati per due o tre giorni – poniamo tra i 30 e i 40 grammi –, misurare i livelli di chetoni in ciascuno di questi giorni e calcolare la media.

Poi dovrai scegliere una diversa quantità di carboidrati – per esempio 40 grammi – da consumare per altri due o tre giorni e svolgere ancora il test. In questa maniera capisci quanti carboidrati producono il livello di chetoni che desideri e quindi potrai personalizzare la TMM per adattarla al tuo organismo.

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La personalizzazione è un elemento essenziale del programma. Il tetto del consumo di carboidrati è dinamico, quindi se svolgi periodicamente le misurazioni puoi adattare l’apporto di carboidrati alle mutevoli esigenze del tuo organismo. Più a lungo rimani in chetosi nutrizionale, più aumenta la tua flessibilità metabolica, che è l’obiettivo finale del programma.

Se esci dalla chetosi nelle prime settimane, per rientrarci potresti metterci una settimana o anche di più. Ma quando hai effettuato il passaggio alla combustione dei grassi, che io chiamo “adattamento ai grassi”, la conversione avviene più rapidamente. L’obiettivo finale è raggiungere la flessibilità metabolica che avevi quand’eri un bambino perfettamente sano!

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I bambini entrano in chetosi facilmente anche se mangiano grandi quantità di carboidrati netti. In età adulta ormai hai seguito una dieta ricca di carboidrati netti per decenni e il tuo corpo ha perso la sua naturale capacità di entrare nella modalità di combustione dei grassi. Adottando la TMM, recuperi la flessibilità metabolica.

Quando apporti cambiamenti sostanziali alla tua dieta. Dopo che hai effettuato il passaggio alla combustione dei grassi e l’hai mantenuto per qualche settimana o per un mese, devi misurare i livelli di chetoni solo quando la tua alimentazione subisce dei cambiamenti; per esempio in seguito a un evento stressante, per un cambio di abitudini o per un lungo viaggio. In questi casi dovrai assicurarti di continuare a bruciare i grassi.

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Misura i livelli di chetoni una volta al giorno fino a quando saranno tornati ai livelli precedenti. Se noti un aumento nei livelli di glucosio. Se dovessi notare che i tuoi livelli glicemici tendono ad aumentare, faresti bene a tornare a misurare regolarmente i chetoni per qualche giorno.

Ti raccomando di svolgere il test tre volte al giorno, precisamente al mattino a digiuno, dopo pranzo e la sera prima di coricarti.

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Se i livelli dei chetoni sono ancora buoni, l’aumento del glucosio potrebbe essere dovuto a un cambiamento benefico nella segnalazione dell’insulina.

Se invece i livelli dei chetoni sono scarsi, probabilmente stai mangiando troppi carboidrati o troppe proteine. Prova a ridurre i carboidrati per due o tre giorni e continua a misurare i chetoni. Poi fai la stessa prova con il consumo i proteine.

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Considera quale delle due strategie è più efficace per rialzare i chetoni e diminuire il glucosio, quindi ritocca la tua dieta in base ai risultati. Per monitorare i progressi a lungo termine. Sul lungo periodo, l’ideale sarebbe controllare i livelli di chetoni una o due volte la settimana in diversi momenti della giornata.

La regolarità è particolarmente importante se hai un problema di salute che stai cercando di curare, ma in ogni caso i controlli periodici ti daranno il riscontro e la motivazione di cui hai bisogno per proseguire il programma.

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In tutte le situazioni che non rientrano in quelle contemplate da questo elenco, fare le misurazioni più di una o due volte a settimana sarebbe esagerato.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

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Il diabete di tipo 2 e l’ipoglicemia

Il carburante fondamentale che alimenta il corpo è il glucosio, uno zucchero semplice che fornisce a tutte le cellule l’energia di cui hanno bisogno per funzionare, guarire, crescere e prosperare. Il glucosio ci fa andare avanti, ci mantiene in vita. Il sistema nervoso centrale funziona grazie a esso, come ogni organo del corpo, compreso il cuore. Il glucosio è ciò di cui abbiamo bisogno per costruire e sostenere i muscoli e svolge funzioni vitali, come riparare i tessuti e le cellule quando sono danneggiati.

Disbiosi intestinale

Quando mangi, il tuo corpo scompone il cibo in glucosio e lo immette nel sangue in modo che possa viaggiare e raggiungere le cellule. Tuttavia, le cellule non hanno accesso diretto al glucosio, hanno bisogno di un aiuto da parte del pancreas, una grande ghiandola endocrina situata dietro lo stomaco. Il pancreas svolge una costante azione di monitoraggio del flusso sanguigno. Quando intercetta un aumento dei livelli di glucosio, risponde producendo un ormone chiamato insulina, il quale si annette alle cellule segnalando loro di aprirsi e di assorbire il glucosio dal sangue.

L’insulina consente quindi alle cellule di avere l’energia di cui hanno bisogno e assicura che i livelli di glucosio nel sangue rimangano stabili. Se nel sangue è presente più glucosio di quanto le cellule riescano a consumare – per esempio perché hai mangiato un pasto particolarmente pesante (magari costolette di maiale ricoperte di salsa barbecue: in altre parole, molti grassi combinati a molti zuccheri) – l’insulina ordina al glucosio in eccesso di depositarsi nel fegato.

diabete 2

A un certo punto, quando i livelli di glucosio si abbassano – per esempio tra un pasto e l’altro o nelle fasi di intensa attività fisica – il fegato rilascia il glucosio che aveva immagazzinato e lo mette a disposizione delle cellule. Questo succede se il fegato è forte e funziona come dovrebbe. Quello che ho descritto è un sistema efficace per l’uso ottimale del glucosio in condizioni normali. I problemi nascono quando il pancreas non ma anche quando alcune cellule rifiutano all’insulina di annettersi e di indurle ad aprirsi per ricevere il glucosio: è un fenomeno chiamato insulino-resistenza, ovvero resistenza all’insulina.

Quando insorgono entrambi o uno solo di questi problemi, la quantità di glucosio che le cellule rimuovono dal sangue non è sufficiente, sicché il sangue espelle parte del glucosio in eccesso nelle urine, il che può portarti a urinare più spesso, ma anche a disidratarti e ad aumentare la sete. Se il tuo pancreas non crea sufficienti quantità d’insulina quando il corpo ne ha bisogno, e/o hai sviluppato una resistenza all’insulina, e se questi problemi portano a un aumento eccezionale dei livelli di glucosio nel sangue, corri il rischio di contrarre il diabete di tipo 2.

diabete tipo 2

Negli Stati Uniti le persone colpite da questa malattia sono trentacinque milioni; altri novantacinque milioni sono in prediabete, una condizione in cui i livelli di glucosio nel sangue sono più alti della norma ma non tanto come nel diabete conclamato. Almeno il 35 per cento delle persone in prediabete sviluppa il diabete di tipo 2 entro sei anni.

I professionisti non sanno perché si manifesti il diabete di tipo 2. Lo dimostrano le diete che medici e dietisti prescrivono ai diabetici: se sapessero cosa sta succedendo davvero nel corpo di questi pazienti, consiglierebbero un’alimentazione completamente diversa. Anche se alcune indicazioni delle loro terapie sono giuste, non sono in grado di spiegare al paziente come e perché insorga questa malattia. Spiegherò con precisione quali sono le cause del diabete di tipo 2. Inoltre esporrò come si sviluppa la resistenza all’insulina, e l’ipoglicemia, e il modo per riportare l’organismo in equilibrio così da guarire.

I SINTOMI DEL DIABETE DI TIPO 2 

carboidrati insulinici

Se hai il diabete di tipo 2, è probabile che tu abbia sviluppato uno o più dei seguenti sintomi. (Tieni presente che negli stadi iniziali è possibile non avere nessuno di questi sintomi.) Una sete insolita, secchezza alla bocca, minzione frequente: questi sintomi sono dovuti al fatto che il corpo usa l’acqua per espellere il glucosio in eccesso attraverso le urine.

Vista appannata: la disidratazione induce il corpo a prelevare acqua dal cristallino dei bulbi oculari per espellere il glucosio. Una fame insolita: 
è dovuta al fatto che le cellule non stanno ricevendo quantità di glucosio sufficienti al loro nutrimento. Stanchezza e irritabilità: perché non ricevi l’energia che di solito ricevi quando le tue cellule sono nutrite a sufficienza dal glucosio.

Problemi digestivi: il pancreas non produce solo quantità adeguate d’insulina ma anche enzimi, per aiutare il corpo a scomporre gli alimenti. Se il pancreas non funziona come dovrebbe, si genera sia una carenza d’insulina sia una carenza di enzimi, di conseguenza per il corpo è più difficile digerire qualunque alimento.

vista annebbiata

Ipoglicemia: l’abbassamento dei livelli di zuccheri nel sangue ogni paio d’ore, con i cali di energia che ne conseguono, sono dovuti alla debolezza del fegato e alla scarsa attività delle ghiandole surrenali.

CHE COSA PROVOCA DAVVERO IL DIABETE DI TIPO 2 E L’IPOGLICEMIA 

Anche se le comunità mediche non lo sanno, le cause del diabete di tipo 2 e dell’ipoglicemia di solito hanno origine nelle ghiandole surrenali. Quando sei sottoposto a un continuo stress e sei costretto ad affrontare prove difficili e inevitabili nella vita, le ghiandole surrenali immettono nel sangue l’adrenalina, un ormone che carica di energia per le situazioni d’emergenza. Se questa risposta è utile nei momenti di difficoltà, invece quando operi costantemente in modalità emergenza e non riesci a rimuovere l’adrenalina corrosiva, che satura i tessuti degli organi e delle ghiandole, questo ormone può causare seri danni.

Di norma il pancreas è liscio come il sederino di un bimbo. Ma quando viene scalfito ripetutamente dall’adrenalina scatenata dalla paura o da altre emozioni negative subisce delle escoriazioni e sulla sua superficie si creano delle callosità che lo rendono spesso e duro. Per spiegarti cosa succede, ti faccio un esempio: quando nasci, il tuo pancreas è una carta di credito nuova di zecca.

Alcune persone vengono al mondo con condizioni agevolate: un tetto di spesa molto alto, una generosa linea di credito e una serie di benefit aggiuntivi, simili alle miglia gratuite per chi viaggia spesso, garantiti dal solo fatto di possedere quella carta.

Altre persone vengono al mondo con una linea di credito limitata, alti tassi d’interesse e pochi benefit. In ogni caso, la tua carta di credito si può esaurire se non la usi con cautela. Quando le persone continuano a logorarsi per lo stress e per tenerlo a bada si riempiono di cibi fritti o ad alto
contenuto di grassi, di gelati e dolci … rovinano l’equilibrio del pancreas ed esauriscono tutte le miglia gratuite concesse a chi viaggia spesso.

Con l’andare del tempo, viene compromessa la capacità del pancreas di produrre adeguate quantità d’insulina per rimuovere il glucosio dal sangue, e questa attività ridotta è sufficiente a causare il diabete di tipo 2. E non è finita. Il flusso continuo di adrenalina scatenata da emozioni negative provoca danni in tutto il corpo. Specialmente se tendi a mangiare quando provi queste emozioni, l’insulina prodotta dal pancreas si mescola all’adrenalina nel sangue, portando il corpo ad associare l’insulina con l’adrenalina scatenata da emozioni negative che lo sta danneggiando.

Col tempo questa associazione può indurre le cellule a sviluppare una “allergia” alla miscela di adrenalina e insulina e a rifiutare entrambi gli ormoni. La ricerca medica non ha ancora scoperto questa miscela ibrida che io chiamo “Frankensulina”, e non ha ancora capito che il corpo fisico si ribella in questo modo. Ma la ribellione è una delle cause primarie dell’insufficienza pancreatica, che porta a un abbassamento della produzione d’insulina e alla non accettazione del glucosio da parte delle cellule.

Anche i pasti pesanti possono scatenare un eccesso di adrenalina. Ciò accade perché le ghiandole surrenali sono come una stazione dei pompieri e il grasso fa scattare il campanello d’allarme. Quando le ghiandole surrenali ricevono il segnale che le avvisa della presenza di alti livelli di grassi nel sangue – con la possibilità di mettere quindi in immediato pericolo il fegato e il pancreas – la stazione dei pompieri (le ghiandole surrenali) invia i mezzi antincendio (l’adrenalina) per affrontare la situazione.

L’afflusso di adrenalina aumenta la potenza digestiva per rimuovere il grasso dall’organismo e per proteggerti, ma con un prezzo da pagare, perché a lungo andare può indebolire il pancreas. Viceversa, può accadere che le ghiandole surrenali siano ipoattive, ovvero producano livelli insufficienti di adrenalina; in tal caso, per cercare di compensare l’insufficienza il pancreas è costretto a lavorare più del dovuto. Se questa condizione si cronicizza, il pancreas si infiamma o si ingrossa e nel tempo potrebbe diventare anch’esso ipoattivo. Inoltre, si può verificare un affaticamento surrenale, in cui le ghiandole surrenali producono adrenalina a volte in quantità eccessive e a volte in quantità insufficienti.

fegato cistifellea pancreas

Questa instabilità può compromettere il pancreas, che si infiamma per compensare la scarsa produzione di adrenalina e si scalfisce per i flussi in eccesso. Quando il pancreas diventa disfunzionale può subire dei danni, che si infligge da sé. Ciò accade perché, oltre all’insulina, il pancreas produce enzimi che favoriscono la digestione ma anche inibitori, i quali impediscono a questi potenti enzimi di attaccarlo come se fosse un alimento da scomporre. Se però il pancreas funziona in modo difettoso, comincia a produrre quantità insufficienti di inibitori, e a quel punto gli enzimi lo danneggiano ancora di più.

(A tutto questo si aggiungono anche problemi digestivi …) Un precursore del diabete di tipo 2 è una condizione in cui i livelli di glucosio oscillano ma sono tendenzialmente bassi, chiamata ipoglicemia, che indica la difficoltà del corpo a gestire correttamente il glucosio. Questa condizione si verifica quando la capacità del fegato di immagazzinare e rilasciare il glucosio è indebolita, o se non fai almeno uno spuntino leggero ed equilibrato – per esempio un frutto (per lo zucchero e il potassio) e una verdura (per il sodio) – ogni due ore. 

La tendenza a saltare i pasti costringe il corpo a usare le preziose riserve di glucosio del fegato e a produrre adrenalina in eccesso e, come abbiamo già detto, questo processo può danneggiare il pancreas, generare una resistenza all’insulina, provocare affaticamento surrenale e aumento di peso.

carboidrati insulinici

Un altro fattore decisivo è il tipo di alimenti che assumi. Un equivoco molto diffuso è che il diabete sia causato dal consumo di molti cibi contenenti zuccheri. Il problema non è lo zucchero, ma la combinazione di zucchero e grassi, e sono soprattutto i grassi a essere nocivi. Per esempio, potresti mangiare frutta tutto il giorno tutti i giorni per il resto della tua vita senza sviluppare il diabete (anzi, mangiare molta frutta è il modo migliore per allungare la vita, “La fobia della frutta”).

Il problema sono i grassi. Molte persone che mangiano cibo-spazzatura e alimenti elaborati, come torte, biscotti, ciambelle fritte, gelati e così via – o che consumano una cena apparentemente salutare a base di pollo ma la concludono con il dolce – di solito assumono molti grassi e molti zuccheri allo stesso tempo. E se lo zucchero è decisamente malsano quando non è associato ad altre sostanze nutritive (ovvero non proviene dalla frutta e la verdura), sono i grassi a sottoporre il fegato e il pancreas a un lavoro estenuante.

La prima cosa che accade è che gli alti livelli di grassi che si immettono nel sangue dopo un pasto a base di proteine animali – siano esse semplici bistecche di manzo, maiale o pollo, oppure carni impanate e fritte nell’olio – impediscono al corpo di consentire all’insulina prodotta dal pancreas di portare gli zuccheri nelle cellule. Ciò significa che enormi quantità di zucchero scorrono liberamente nel sangue e possono andare ovunque.

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Se il fegato è forte, riuscirà ad accumulare tutto il glucosio che riesce a conservare per i giorni di magra. Ma nel corso del tempo, un’alimentazione ricca di grassi, proteine animali e oli elaborati può affaticare il fegato. Questo diventa vulnerabile per la continua responsabilità di ripulire il sangue dal glucosio in eccesso e se deve attendere troppe ore tra un pasto e l’altro per avere nuovo carburante. Quando il fegato è così sovraffaticato, riversa nuovamente nel sangue tutto il glucosio che ha immagazzinato, il che può indurre lo stadio iniziale dell’ipoglicemia.

Poiché il fegato ha il gravoso compito di elaborare i grassi che provengono dai cibi che mangi, una dieta troppo ricca di grassi animali (che si nascondono anche in carni magre che le persone tendono a considerare salutari) può indebolirlo e compromettere la sua capacità di immagazzinare e rilasciare il glucosio. L’abitudine di consumare pasti abbondanti e pesanti seguiti da lunghe ore di digiuno può portare allo sviluppo del diabete di tipo 2.

Allo stesso tempo, il pancreas deve produrre enzimi per scomporre i grassi affinché tu riesca a digerirli. Un’alimentazione ricca di grassi comporta un sovraccarico di lavoro per il pancreas, e se hai altri fattori che lo sottopongono a tensioni, come forti emozioni negative e/o flussi abbondanti di adrenalina corrosiva, per il pancreas l’assunzione di molti grassi può essere la goccia che fa traboccare il vaso e che porta a sviluppare il diabete di tipo 2.

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La buona notizia è che tutti i danni descritti qui sopra sono assolutamente reversibili. Ora vedremo come puoi guarire il pancreas, il fegato e le cellule traumatizzate dall’insulina per mettere fine all’ipoglicemia e al diabete di tipo 2.

CURARE IL DIABETE DI TIPO 2 E L’IPOGLICEMIA

Dal momento che le comunità mediche non sanno cosa generi davvero il diabete di tipo 2 e l’ipoglicemia, non offrono indicazioni corrette per l’alimentazione. Di solito raccomandano una dieta priva di zuccheri, consigliando ai pazienti di evitare la frutta e concentrarsi sulla verdura e le proteine di origine animale.

Seguendo questi consigli, è probabile che si rimanga diabetici per sempre – e non diabetici ma operativi, bensì diabetici e sofferenti –, perché i grassi contenuti nelle carni non fanno altro che aggravare la malattia, mentre il consumo di frutta è cruciale per guarire dal diabete.

È fondamentale capire che sono i grassi animali a indebolire il fegato e il pancreas. Lo zucchero è solo il messaggero. E in questo caso i professionisti della medicina sparano al messaggero. Quello zucchero sta solo comunicando la resistenza all’insulina causata dal sovraccarico di grassi che grava sul fegato.

È facile eccedere nell’assunzione di grassi animali senza accorgersene; anche una fettina sottile di carne rossa che pesa poco più di un etto contiene l’equivalente di un cucchiaio di grassi concentrati che possono affaticare il fegato e il pancreas. I grassi che nutrono il Metaboloma Intestinale sono l’Acido butirrico, acido acetilico e l’acido valerico, burro, aceto valeriana e altri.

Quando una persona ha sviluppato una resistenza all’insulina (anche se la sua alimentazione è apparentemente “sana” secondo i parametri tradizionali) e immette degli zuccheri nell’organismo,
quegli zuccheri non fanno altro che sollecitare i problemi legati all’insulina, così improvvisamente tutta l’attenzione si concentra sugli zuccheri, quando non sono loro i veri responsabili.

vegetali

Per spiegarlo con un esempio, immaginiamo che un’adolescente dia una festa mentre i genitori sono fuori casa. Poniamo che il fratello minore beva una bibita in cui era stato aggiunto dell’alcol a sua insaputa, stia male e chiami mamma e papà. Poniamo poi che, quando i genitori tornano a casa e trovano l’appartamento sottosopra pieno di ospiti ubriachi, la sorella maggiore (i grassi) provi ad attribuire la colpa al fratellino (gli zuccheri).

Ma il fratellino non ha fatto nulla di male! Ovviamente, lo zucchero da tavola e molti altri dolcificanti non giovano alla tua salute, non ti consiglio certo di assumerli. Ma per curare il diabete di tipo 2 e l’ipoglicemia è cruciale diminuire il consumo di grassi e aumentare il consumo di frutta e verdura fresca. Ti consiglio caldamente la dieta depurativa descritta per aiutare a guarire il fegato, il pancreas e le ghiandole surrenali e per stabilizzare i livelli di zuccheri nel sangue.

Il medico potrebbe prescriverti l’insulina. Ma se è vero che abbassa i livelli di glucosio, è altrettanto vero che non fa nulla per risolvere i problemi che stanno alla base della malattia, come le lesioni e le disfunzionalità delle ghiandole surrenali, del pancreas e del fegato, le emozioni negative croniche e/o la resistenza all’insulina.

Acidi grassi

Quello che presento qui di seguito è un approccio quotidiano più mirato che punta espressamente a guarire ogni possibile causa del diabete di tipo 2 e dell’ipoglicemia; troverai anche una guida, “Come puoi guarire finalmente”. La durata del programma terapeutico dipende dall’entità dei danni presenti. Dovresti notare dei miglioramenti entro pochi mesi, mentre il processo completo richiede di norma dai sei mesi ai due
anni e mezzo.

Rafforzare le ghiandole surrenali 

mirtilli

Sei hai il diabete di tipo 2 è probabile che tu abbia un problema alle ghiandole surrenali, quindi il primo passo verso la guarigione è leggere il ghiandole surrenali puoi seguire i consigli esposti.

Alimenti terapeutici 
Mirtilli selvatici, spinaci, sedano, papaia, germogli, cavolo riccio, lamponi e asparagi sono gli alimenti principali da consumare se hai il diabete di tipo 2 o l’ipoglicemia. Svolgono funzioni importanti, come disintossicare il fegato, corroborare i livelli di glucosio, supportare il pancreas, rafforzare le ghiandole surrenali e stabilizzare l’insulina. Inoltre dovresti evitare certi alimenti, in particolare formaggi, latte, panna, burro, uova, oli elaborati e tutti gli zuccheri tranne quelli provenienti dal miele grezzo e dalla frutta.

Anthony William

La milza e il pancreas

Malattia Espressione dell’AnimA

Questi due «organi» intervengono nella digestione (pancreas) attraverso le secrezioni che riversano nell’intestino tenue e nella composizione del sangue (milza) attraverso la produzione e l’immagazzinamento dei globuli rossi e bianchi.

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Il pancreas controlla, mediante l’insulina che produce, il tasso degli zuccheri presente nel sangue e, mediante il succo pancreatico, partecipa attivamente alla digestione degli alimenti preparati dallo stomaco.

Ci troviamo nel Principio energetico della Terra, mobilitato principalmente per il compito digestivo, con degli organi «bisognosi e lavoratori» che sono esecutori «seri e assennati».

Le malattie della milza e del pancreas

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Le disfunzioni della milza e del pancreas indicano che abbiamo la tendenza a trascorrere la nostra vita troppo assennatamente, vale a dire lasciando uno spazio insufficiente al piacere, alla gioia. Il dovere è importante, dal momento che il lato professionale e quello materiale rappresentano le cose essenziali.

Di conseguenza alla vita manca quella dolcezza di cui tutti abbiamo bisogno. Le preoccupazioni materiali interiorizzate e le angosce ossessive, la paura di sbagliare o di non sapere, di non essere all’altezza, sono segni caratteristici dei problemi pancreatici o relativi alla milza.

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La tendenza a vivere nel passato, per il timore di non riuscire a gestire il presente, o il fatto di coltivare ricordi di tale passato possono manifestarsi mediante disturbi o malattie della milza o del pancreas.

Il bisogno di conformarsi alle norme, di rispettare le regole, se non addirittura di dipendere da esse, può manifestarsi attraverso squilibri della milza e del pancreas. Ciò può essere riscontrato a livello energetico nel senso che l’energia della Milza-Pancreas presiede, oltre al resto, al ciclo mestruale, più semplicemente chiamato «le regole».

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Lo ritroviamo anche nel diabete, nel fatto che le persone che ne sono affette devono essere molto attente alla «regolarità» della loro vita. Gli intervalli del pasto e tutte le abitudini di vita devono essere perfettamente «regolate» e rispettate quanto più scrupolosamente possibile, per evitare il rischio di scatenare una crisi.

Gli squilibri pancreatici possono assumere due forme, l’ipoglicemia (mancanza di zuccheri nel sangue) e l’iperglicemia o diabete (eccesso di zuccheri nel sangue).

Cosa rappresenta lo zucchero nella nostra vita?

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Rappresenta la dolcezza, la gentilezza e per estensione diviene una prova d’amore o di riconoscenza prima in se stessi e poi condiviso. In tutte le culture del mondo lo zucchero è la ricompensa, il dono, la dolcezza che viene data ai bambini quando sono stati bravi (quando hanno rispettato le regole), quando hanno ricevuto bei voti a scuola (hanno soddisfatto le norme) o semplicemente quando si ha voglia di far loro piacere.

Questo dono è sovente «materno».

La presenza eccessiva di zuccheri nel sangue (iperglicemia) ci dice che abbiamo difficoltà a gestire o ad ottenere la dolcezza nella nostra vita. Il diabete indica frequentemente che la persona ha avuto un padre eccessivamente e talvolta persino ingiustamente autoritario (eccesso di regole e norme) e che ha trovato un «rifugio» nella dolcezza protettiva della madre.

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Il cibo (madre) diventa allora un palliativo, uno sfogo importante e il diabete è la logica conclusione di un aumento di peso progressivo, ma sicuro.

Alcuni shock psicologici intensi, nei quali l’individuo viene messo a confronto con la brutale distruzione delle sicurezze o delle convinzioni affettive, possono manifestarsi mediante la comparsa del diabete.

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L’ipoglicemia (insufficienza) ci parla invece della sofferenza opposta, legata all’incapacità, alla difficoltà a ricevere, ad accettare, a pensare di aver diritto alla dolcezza. È il caso frequente dei bambini non desiderati dalla madre e/o dei casi in cui il padre è stato «assente».

L’assenza di rifugio materno produce un amalgama negativo con il cibo, che non viene amato o non viene accettato (anoressia) o, ancora, che viene assimilato unicamente nella quantità necessaria.

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Ma ciò avviene senza piacere e dolcezza, con una quantità minima di «zucchero». La ricerca delle norme o delle regole assenti conferisce un aspetto fisico spigoloso ed emaciato dove le rotondità (dolcezza) sono assenti.

(Michel Odoul)

Il glucosio e l’obesità

Secondo il mio parere, l’obesità non va vista solo come la causa (o concausa) di tutte le malattie

 
ma l’espressione più evidente di un comportamento alimentare e di uno stile di vita errati. Atteggiamenti che mettiamo in atto ogni giorno, non curanti che siano lesivi verso la nostra stessa salute, che hanno come evidenza immediata, il fenomeno dell’obesità.
 
Diabete, Siringa Insulina, Insulina, Siringa, Malattia
 
Tali atteggiamenti, non esistendo nel vocabolario un termine descrittivo immediato, l’ho individuati coniando il termine “Obesivo”, affinché sovrappeso e obesità, non vengano visti solo come uno stato patologico momentaneo, ma come atteggiamenti ben definiti che determinano un aumento del peso complessivo del corpo e causano l’insorgere di malattie degenerative.
 
Ma soprattutto devono rappresentare il campanello di allarme più evidente di un atteggiamento (Obesivo) che deve essere assolutamente corretto in tempo.

Gli atteggiamenti “obesivi” 

Miele, Sweet, Sciroppo, Organici, D'Oro
 
Il nostro corpo è davvero una macchina perfetta, in grado di funzionare utilizzando gli alimenti, ogni giorno ingeriti con la nostra dieta. Addirittura è capace di tutelarsi contro il rischio di carestie, permettendoci quindi di accumulare energia nei momenti di sovrabbondanza di cibo.

Ovviamente l’evoluzione non avrebbe mai previsto uno stile di vita in assenza di carestie (e di attività fisica), ma soprattutto l’entrata in gioco dei farinacei e dello zucchero.
 
Candy, Zucchero, Sweet, Spuntino, Colorato, Mangiare
 
E soprattutto non avrebbe mai immaginato, che l’uomo con la sua intelligenza poteva decidere di ignorare i segnali del proprio corpo, ed iniziare delle modalità alimentari contrarie al proprio Dna. Vediamoli nel dettaglio gli atteggiamenti obesivi.

Potremmo evidenziare tre differenti atteggiamenti.

Il primo “un consumo eccessivo di calorie”.
Il secondo “saltare i pasti, per poi esagerare con il mangiare la sera”.
Il terzo può sembrare il più virtuoso, perché non si superano le 2.000 calorie, “resistere alla fame, che sopraggiunge tra un pasto ad un altro” (ad esempio, dalla colazione al pranzo).
 
Diabete, Diabete Con Bambino, Diabete Nei Neonati
 
Considerate che il nostro metabolismo consuma mediamente 2.000 calorie al giorno (peso nella norma), che potremmo suddividere in 50 calorie/ora nelle 12 ore dalle 21 alle 9 e, 115 calorie/ora dalle 9 alle 21.

Nel primo caso, molte persone non riescono a fermarsi a questa soglia, perché si sentono affamati tutto il giorno. Questo dipende dai nostri menù a base di carboidrati (si digeriscono ogni due ore) che ci inducono a consumare 5 pasti giornalieri (colazione, spuntino prima mattina, pranzo, snack del pomeriggio e cena).

Quindi inevitabilmente superiamo le 2.000 calorie ed ingrassiamo.

Giovane Donna, Ragazza, Sportivo, Natura, River, Sport
 
La domanda da farsi è:
Come mai nonostante le calorie assunte il nostro corpo ci fa sentire ancora fame (come se avessimo ancora bisogno di calorie)?
 
Facciamo degli esempi. Partendo dalla colazione, molti di noi mangiano i cornflakes (una sola tazza conta 500 calorie) che dovrebbe coprire il fabbisogno di 3/4 ore (116 calorie per ora). Dopo due ore però, sentiamo il bisogno di fare uno spuntino a mezza mattinata (circa 300 calorie).

Perchè avviene questo?

Tagliatelle, Pasta, Raw, Pomodori, Basilico, Cibo
 
Sostanzialmente abbiamo messo da parte il carboidrato ingerito e trasformato in grasso. Difatti il carboidrato si é trasformato in glucosio (nelle due ore successive al pasto) e l’insulina lo ha fatto assimilare alle cellule (obbligandole ad andare a zucchero usando la glicolisi), ed inviando il residuo al fegato per trasformarlo in trigliceridi per poi farlo stipare alle cellule adipose.
 
Quindi solo una parte delle calorie ingerite è consumata, mentre una buona percentuale viene accumulata.
 
Sfondo, Baker, Cottura, Cucina, Culinaria, Cultura
 
Poi il calo glicemico insieme alla diminuzione di leptina nel sangue, ci induce di nuovo il senso di fame (attivazione della grelina). È facile comprendere perché tale atteggiamento ci conduce ad ingrassare.
 
Nel secondo caso, alcune persone preferiscono saltare dei pasti (la colazione o il pranzo), per poi affogarsi di cibo nel loro unico pasto.
 
Cupcakes, Dessert, Glassare, Cibo, Torta, Sweet
 
Tale atteggiamento può essere definito “Obesivo”, in quanto il nostro corpo, per il periodo nel quale lo lasciamo senza cibo, utilizza il cortisolo per cannibalizzare i nostri muscoli (ricorrendo solo in parte alle riserve di grasso) e coprire il fabbisogno energetico. Inoltre quando non facciamo colazione, si abbassano i livelli di leptina nel sangue e ciò causa una diminuzione dell’attività della tiroide.

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Quando finalmente introduciamo un pasto abbondante di carboidrati, accumuliamo in due ore il grasso che nella prima ipotesi avremmo accumulato nell’intera giornata.
 
Questo è il motivo per cui chi afferma di mangiare solo la sera, in realtà non ha possibilità di dimagrire e nel contempo sta catabolizzando la propria massa muscolare e la matrice e rallentando il metabolismo.
 
Dessert, Fragola, Crostata, Bacca, Frutta, Cupcakes
 
Nel terzo caso, a volte, nonostante non si superi la soglia di 2.000 calorie, iniziamo comunque ad ingrassare. Molti risponderebbero che dipende dagli ormoni e ciò, in qualche modo, ci autorizza a comportarci irresponsabilmente (tanto è colpa degli ormoni e non ci possiamo fare nulla!).
 
Un’alimentazione ricca di carboidrati causa l’intervento del cortisolo che sopperisce ai cali glicemici, catabolizzando i nostri muscoli e diminuendo nel contempo l’utilizzazione delle riserve di grasso.
 
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Tale fenomeno risulta molto evidente, quando due ore dopo aver consumato una colazione a base di carboidrati, il nostro sangue rimane senza zucchero e percepiamo di nuovo la fame. Resistere non ci permetterà d’intaccare le riserve di grasso, ma di diminuire la nostra massa magra o far diminuire il metabolismo.
 
In qualche modo è come se le calorie consumate dal nostro corpo nelle due ore che ci separano dal pranzo (116 x 2), provenissero da uno spuntino (anche se ci siamo mangiati il nostro corpo).
 
Dieta, Contacalorie, Perdita Di Peso, Salute, Cibo
 
Per questo motivo, consumare meno calorie durante il giorno (se i pasti sono a base di cereali), non assicura il dimagrimento, ma al contrario può indurre un calo della produzione degli ormoni tiroidei (diminuzione del metabolismo).

Assumere atteggiamenti non “obesivi” è fondamentale.

L’utilizzo di alimenti ancestrali come carne, pesce, frutta e verdura, essendo costituiti da proteine e grassi e da pochi carboidrati, aumenta il tempo digestivo dei carboidrati dalle 2 alle 4-6 ore, aumentando anche il senso di sazietà dovuto all’ormone della colecistochinina.
 
Hamburger, P, Patatine Fritte, Pancia

Tale ormone è stimolato correttamente dal consumo di grassi e si mantiene più a lungo nel sangue.

Al contrario i carboidrati causano dei picchi eccessivi di leptina (ad opera dell’insulina) per poi far calare questo ormone nel sangue, causando la produzione della grelina (ormone della fame). Ad esempio una colazione salata pur apportando 500 calorie, sarà interamente consumata nelle 5 ore necessarie ad arrivare fino al pranzo (non dando luogo ad accumulo di grasso né tanto meno a senso di fame).
 
Cibo, Patatine Fritte, Burger, Pasto, Pranzo, Chip
 
Se lo stesso calcolo lo rapportiamo al pranzo e alla cena, avremo consumato circa 1.700 calorie (compreso lo spuntino del pomeriggio), prolungando però l’assunzione delle calorie fino alle 24 della notte, evitando di accumulare del grasso durante il giorno.
 
Come potete riscontrare dai tre esempi riportati, un’alimentazione equilibrata con proteine, grassi e pochi carboidrati (da frutta e verdura), permette l’utilizzazione dei nutrienti man mano che sono ingeriti, con un deficit di calorie che ci permetteranno di consumare di notte il grasso, depositato per anni nelle nostre riserve.
 
Mirtillo, Blu, Delizioso, Frutta, Cibo, Dessert, Sweet
 
Inoltre aumenta l’attività dalla tiroide, inducendo un incremento del consumo delle calorie.
Vivere 120 Anni

L’insulina ed il colesterolo

Un altro dogma della salute pubblica è la quantità di colesterolo nel sangue.

 
Molte ricerche hanno confermato che persone con quantità troppo alte di Ldl (cattive, perché ricche di colesterolo), di solito hanno anche problemi di aterosclerosi e cardio circolatori.
 
Bacon, Pane, Prima Colazione, Alla Griglia, Brown
 
Anche in questo caso, la medicina ufficiale ha fatto le indebite deduzioni: “+ colesterolo + malattie cardiocircolatorie”, quindi “- colesterolo – malattie cardiocircolatorie”.
 
Infatti il consiglio che viene dato più spesso è di diminuire i cibi ricchi di colesterolo (uova, carne rossa, grassi). Vi ricorderete che il 90% del colesterolo è prodotto dal fegato, il quale in base alla quantità di colesterolo ingerito nel pasto, integra la differenza necessaria al nostro corpo.
 
Uova Fritte, Prima Colazione, Toast, Cibo, Uovo, Tuorlo
 
Maggiore è la quantità assunta con la dieta e minore sarà quella prodotta dal fegato. E viceversa (questo è il motivo dell’infondatezza nel suggerire di mangiare non più di tre uova la settimana, perché contengono troppo colesterolo).
 

Ci siamo mai chiesti perchè un corpo così perfetto come il nostro, ad un certo punto incominci a produrre troppo colesterolo?


Prima Colazione, Sano, Hummus, Diffusione

Il corpo utilizza il colesterolo per produrre diversi ormoni (oltre alle membrane delle cellule) e quindi una loro sovrapproduzione, può rendere necessario un aumento di colesterolo nel sangue. Uno di questi ormoni è appunto il cortisolo (ormone dello stress, composto interamente da colesterolo).

A questo punto dovremo domandarci:
Perché il nostro fegato incomincia a produrre troppo colesterolo?
 
Infornare, Burro, Farina, Montagna, Pila, Cookie, Uovo
 
Ricorderete che uno degli strumenti dell’insulina, per ridurre il glucosi nel sangue, è la produzione delle Vldl da parte del fegato. Queste lipoproteine, una volta scaricato il carico di acidi grassi agli adipociti si trasformano in Ldl.
 
Inoltre l’insulina induce la produzione di colesterolo da parte del fegato per sopperire alla imminente richiesta di produzione ormonale causata dal calo glicemico.
Infatti il colesterolo è il materiale usato da ghiandole surrenali, per produrre il cortisolo (rialzando il livello di glucosio nel sangue).
 
Risultati immagini per glicemia colesterolo
 
Tale azione alza momentaneamente la quantità di colesterolo, ma il problema più grave deve ancora venire.
 
Che cosa succede quando passate due ore da un pasto a base di carboidrati, ci viene di nuovo fame e facciamo un altro spuntino a base di carboidrati?” (esempio dopo la colazione segue lo spuntino delle 11).
 
Pane, Cottura, Fresco, Fatti In Casa, Cibo, Panificio
 
Attiviamo di nuovo l’insulina, che inibisce la produzione di cortisolo e quindi il colesterolo prodotto a tale scopo, rimane nel sangue. Ovviamente di questo non se ne parla. Anzi ci consigliano vivamente di mangiare meno uova.
 
L’INSULINA ED I TRIGLICERIDI
 
Sangue, Pulse, Medico, Salute, Pressione Del Sangue
 
L’analisi del numero dei trigliceridi nel sangue è un altro parametro della medicina tradizionale per predire chi avrà problemi cardiocircolatori.
 

I trigliceridi sono tutti uguali e fanno tutti male allo stesso modo?

 
È stato dimostrato che popolazioni come gli esquimesi (che mangiano quantità di grasso quattro volte superiori alle nostre), pur avendo un numero di trigliceridi molto alto, praticamente non soffrono di malattie cardiocircolatorie.
 
Lo stesso accade per altre popolazioni indigene in diverse parti del mondo. Perché ciò è possibile? Ancora una volta la medicina ufficiale ha applicato deduzioni errate, ovvero “+ grasso + trigliceridi + malattie cardiocircolatorie” e quindi “grasso trigliceridi malattie cardiocircolatorie”.
 
Veleno, Bottiglia, Medicina, Vecchio, Simbolo, Medico
 
Difatti negli ultimi trenta anni, il mondo ha fatto la guerra ai grassi (diminuendone del 30% l’utilizzo), per promuovere i cibi light e, nonostante ciò, le malattie cardiocircolatorie sono aumentate del 100%, l’obesità del 500% e non per colpa dei grassi, bensì dei carboidrati.

Vediamo perché

Quando ingeriamo dei grassi nell’intestino, tramite i villi intestinali, li scomponiamo in acidi grassi, producendo i chilomicroni, i quali percorrono le vie linfatiche, immettendosi nel flusso sanguigno.
 
Burger, Fast Food, Hamburger, Malsana, Pranzo
 
Tali lipoproteine rilasciano gli acidi grassi alle cellule, che ne fanno richiesta e solo in ultimo, se la quantità di lipoproteine rimane eccessiva nel sangue, consegnano agli adipociti il grasso in eccesso (presente nel sottocutaneo).

Rilasciato il grasso, i chilomicroni svuotati sono riciclati dal fegato.

 
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Inoltre quest’organo utilizza le parti proteiche dei chilomicroni per produrre le lipoproteine Hdl (quelle buone).Questo perchè, le Hdl hanno il compito di recuperare il colesterolo dalle cellule (e dalle Ldl), e riportarlo nel fegato, per poi essere trasformato in bile. Necessaria a scomporre i grassi nell’intestino.
 
Un sistema assolutamente perfetto ed equilibrato.
Che cosa succede quando invece mangiamo carboidrati?

Hamburger, Cibo, Pasto, Saporito, Intrattenimenti
 
Vi ricorderete che l’insulina ordina al fegato di trasformare il glucosio in trigliceridi, reintroducendoli nel flusso sanguigno sotto forma di lipoproteine Vldl. Tali lipoproteine, una volta distribuiti i trigliceridi alle cellule adipose (quelle sensibili all’insulina), si trasformano il Ldl (considerate cattive) aumentando il numero di quelle circolanti.
 
Inoltre queste lipoproteine hanno un tempo maggiore di permanenza nel sangue, subendo l’ossidazione da parte del glucosio, quindi aumentano il rischio delle malattie aterosclerotiche.
 
Mirtillo, Blu, Delizioso, Frutta, Cibo, Dessert, Sweet
 
Purtroppo per noi, la nostra evoluzione genetica non ha previsto una sovrapproduzione di Ldl di tale portata, perché il carboidrato era un alimento sconosciuto nella dieta ancestrale.
 
Vivere 120 Anni

Baccello di Fagiolo

Azione diuretica, attività ipoglicemizzante ed inibente dell’assorbimento dei carboidrati a livello intestinale.

Fagioli, Piante Leguminose, Impulso, Legumi, Piselli

Utile per: la ritenzione idrosalina e sovrappeso e dei liquidi, in condizioni d’iperglicemia, in grado di ridurre il tasso glicemico ed è utilizzato anche nel trattamento del diabete non insulino dipendente. L’integrazione di baccello di fagiolo.

Si consiglia nel: trattamento del diabete e nelle cure dimagranti per la sua attività diuretica, nei soggetti con sovrappeso o francamente obesi.
Risultati immagini per baccello fagiolo
L’uso prolungato può dare luogo ad occasionali episodi di nausea, gastralgie ed alterazioni dell’alvo.
 
Non sono noti effetti collaterali alle dosi consigliate, non sono disponibili dati dalla letteratura per l’uso in gravidanza e durante l’allattamento.
 
(Djordjevic, Dimitrijevic, Maksimovic, Vucetic, Diabetes Center, Institute for Endocrinology, Belgrade, Yugoslavia. Application of organic bound chrome in disturbed glygoregulation therapy. Transplant Proc, 1995;27:333-334) (Capasso F. Grandolini G. Fitoterapia: impiego razionale delle droghe vegetali, Springer Verlag, 1906, pag. 314-315).

Bardana

Bardana (Arctium lappa)

Parti impiegate: radici, foglie e semi.

La Bardana contiene un olio essenziale, l’inulina (zucchero assimilabile anche dai diabetici), mucillagini, acido palmitico, acido caffeico (che ha azione antibiotica).

Bardana, Agrimony, Bloom, Infiorescenza, Natura

Ha proprietà diaforetiche (cioè che aumentano la secrezione del sudore), diuretiche, depurative, detersive, stimolanti, la funzionalità epatica cicatrizzanti.

Per uso esterno è indicata nelle emorroidi, nella foruncolosi, nell’acne e nella seborrea. Della pianta si usano principalmente le radici.

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Questa pianta può essere utile come coadiuvante nelle dermatiti, stasi biliare, iperglicemia, insufficienza pancreatica, iperazotemia, uretrite, acne ed emorroidi.

Ricca di glicosidi amari (arctiopicrina), flavonoidi, poliacetileni, olio etereo.

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Modalità d’uso: un cucchiaino da tè di radici sminuzzate per tre tazza d’acqua, tenere a macero a freddo per un ora poi bollire per 8 minuti. Coprire e lasciare a riposo fino al raffreddamento alla temperatura giusta da bere, dose 2 tazze al giorno, una al mattino a digiuno e una la sera prima di coricarsi.

Bardana si trova nelle erboristerie anche in sospensione di pianta fresca, in TM (30-40 gocce tre volte al giorno), in pastiglie e opercoli, estratto biochelato (8-10 gocce in mezzo bicchiere d’acqua, due volte al giorno).

Cibo, Salutare, Vegetale, Foglia, Sala Da Pranzo

Modo d’uso consigliato: titolato all’1,9% d’acidi caffeilchinici calcolati come acido clorogenico,

Metodo di determinazione: spettrofotometrico, 5 mg di principio attivo, pari ad una posologia di 20 mg/die d’acidi caffeilchinici).

Box Lunch, Bob, Laver, Bardana, Contorno

Si sconsiglia: l’assunzione in dosaggio elevato, in gravidanza e durante l’allattamento, alcuni testi riferiscono una possibile azione sulla muscolatura uterina, per cui è opportuno in questi casi utilizzare il prodotto con prudenza. (Potential value of plants as sourcer of new antifertility agents I- Farnsworth NR, J Pharm Sci 1975:64-535-98).

Si usano i cataplasmi: di foglie cotte per reumatismi e gotta, decotto di radici (tre manciate per un litro), bollire per 20 minuti si usa per affezioni cutanee, come lozione per la caduta dei cappelli.

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Proprietà: depurativa – disintossicante – epatoprotettiva, sudorifera, coleretica, antidiabetica – ipoglicemizzante, topico, si consiglia per dermatosi intossicative e seborroiche (acne, eczemi, psoriasi).

Malattie esantematiche: morbillo e rosolia, iperglicemia e diabete, inoltre si consiglia per iperuricemia e gotta, calcoli renali.

Agrimony, Bardana, Bloom, Erbaccia, Astrovye, Barb

La sua attività: detossicante ed epatoprotettiva è clinicamente dimostrata. Per il suo elevato contenuto in inulina (fino al 45%), polisaccaride di riserva contenuto nella radice di sapore leggermente dolce e che non è assorbito dall’intestino,

la bardana è utilizzata: per rallentare la digestione dei carboidrati, per ridurre l’assorbimento del glucosio e per controllare condizioni d’iperglicemia (intolleranza al glutine).

Ha una moderata attività diuretica ed antilitiasica ed è utilizzata nella medicina popolare nell’iperuricemia e nelle calcolosi renali. (Department of Chemistry, University of Balearie Islands, Palma de Mallorca, Spain. Urolithiasis and phytotherapy. International Urogoly and Nephrology 1994;25:507-11.

Il colesterolo è un problema reale?

Di questi tempi viviamo perseguitati dall’idea di avere il colesterolo alto e cerchiamo in tutti i modi di tenerlo strettamente sotto controllo, sia tramite alimentazione, sia se necessario, attraverso alcuni farmaci specifici. Perché ci fa tanta paura?

Definiamolo

Frittella, Miele, Frutta A Guscio, Frutta, More

Il termine colesterolo deriva dal greco chole (bile) e stereos (solido), è una molecola prodotta da tutte le cellule del corpo ma prevalentemente a livello del fegato e poi viene trasportata ai vari distretti corporei mediante la circolazione sanguigna.

Questo composto è un tipo di grasso che appartiene alla specifica famiglia dei lipidi steroidei.

Colesterolo buono e colesterolo cattivo, cosa sono?

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Tutti i grassi, compreso il colesterolo, per circolare nel sangue e raggiungere i vari tessuti, vengono racchiusi in lipoproteine, ossia particelle date da un nucleo lipidico e un guscio proteico. Una volta definite le lipoproteine possiamo dire che:

– le LDL sono lipoproteine a bassa densità e sono anche chiamate “colesterolo cattivo”

– le HDL sono lipoproteine ad alta densità e sono considerate il “colesterolo buono”

Salmone, Piatto, Cibo, Pasto, Di Pesce, Frutti Di Mare

Il “colesterolo cattivo” è quella molecola che preoccupa tanto perché, pur essendo essenziale per il trasporto del colesterolo, se è presente in eccesso potrebbe andare incontro a modifiche strutturali e ostacolare il flusso sanguigno, ostruendo le arterie.

Mentre quello “buono” (le HDL) agisce da vero e proprio spazzino in grado di raccogliere l’eccesso di colesterolo e veicolarlo al fegato.

Pranzo, Cena, Di Pesce, Pasto, Cibo, Sano, Piatto

Da qui tale composto verrà inglobato nei sali biliari, riversato nell’intestino ed in parte espulso con le feci.

Un concetto fondamentale da tenere a mente è che il colesterolo presenta una duplice origine: per l’80%, o più, è prodotto autonomamente dal nostro organismo e solo il restante 20% scarso, è assunto attraverso il cibo.

Che funzioni ha?

• Esso partecipa alla formazione delle membrane cellulari, diminuisce la loro fluidità, dando una stabilità meccanica alle cellule;

• Partecipa alla produzione di energia;

• E’ coinvolto nella produzione di vitamina D;

• Serve per la divisione e la crescita cellulare;

• E’ essenziale per la sintesi di ormoni steroidei (aldosterone, testosterone, progesterone, cortisolo, etc.);

• Agisce in concomitanza con alcune proteine alla regolazione del trasporto di alcune sostanze tra le cellule.

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Come mostrano i diversi processi in cui è implicato, questo elemento è indispensabile per la salute e il benessere del nostro organismo.

Nonostante ciò, la presenza di un elevato livello di colesterolo nel sangue comporta un alto rischio di malattie cardiovascolari (infarti, ispessimento delle pareti arteriose e trombosi, ictus etc.).

Shish Kebab, Spiedino Di Carne, Spiedino Di Verdure

A questo punto ti starai domandando: se è la causa di gravi patologie come quelle viste prima, perché il nostro corpo arriva a produrre molto colesterolo?

Il colesterolo come sistema di difesa

Possiamo affermare che il colesterolo non è la causa della malattia cardiovascolare ma rappresenta la risposta del nostro fisico ad un altro problema, non va quindi visto come origine scatenante ma come sintomo!

Spiedino Di Carne, Filetto, Maiale, Shish Kebab

Uno stato d’infiammazione cronica dell’organismo infatti porta il nostro corpo a produrre ulteriore colesterolo come meccanismo di difesa, perché ha bisogno di riparare e ricostruire i tessuti.

Una stato infiammatorio che si prolunga per molto tempo potrebbe essere dovuto a carenze nutrizionali o ad un’alimentazione scorretta o ancora ad uno stress elevato.

Cibo e integrazione, come comportarsi?

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Per quanto riguarda l’alimentazione, diminuire il consumo di cereali, legumi, prodotti da panificazione, pasta, patate aiuta a limitare i livelli di colesterolo così da placare l’infiammazione che ha scatenato questo stato.

Ossia diminuire l’apporto di carboidrati, poiché è risaputa la loro azione pro-infiammatoria, aumentare parallelamente i grassi buoni, gli omega 3 e assumere vitamina C, lisina e prolina,

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poiché la mancanza di questi tre elementi comporta nel tempo lesioni alle pareti arteriose (che sono costantemente sotto sforzo e che hanno bisogno di una grossa capacità elastica) e sappiamo che le microlesioni dovute agli sforzi meccanici richiamano colesterolo come elemento di riparazione.

Inoltre in caso di forte stress, far fronte ad esso cercando di riequilibrare i livelli ormonali per poterlo gestire meglio, se necessario anche con un buon antistress.

Esami consigliati da valutare con il proprio Medico:

Insulinemia basale

Colesterolo Ldl

Colesterolo Hdl

Apolipoproteina B-100 (anche chiamata Apolipoproteina B o Apo B)

Trigliceridi

Dott.ssa Carolina Capriolo modificato

Cicoria (Cichorium intybus)

Coadiuvante tradizionale per il diabete e l’aumento della glicemia e sonnolenza post prandiale

nelll’iposecrezione gastrica; contiene, infatti, anche inulina.

Parti utilizzate: foglie, radici

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La radice di cicoria è conosciuta per le sue funzioni amaro toniche, lassative, ipoglicemizzanti e diuretiche

La sostanza amara contenuta in essa, a cui si ascrivono la maggior parte degli effetti terapeutici è verosimilmente composta da lactucina e lactucopicrina.

Già nel 1939 alcuni autori misero in evidenza le proprietà ipoglicemizzanti della radice ed è stato osservato che essa è capace di contenere entro certi limiti la iperglicemia, determinata dagli amidi e dagli zuccheri nella dieta.

Modalità d’uso: preferibilmente foglie fresche nell’alimentazione

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Infuso: foglie secche un cucchiaio da minestra per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare in infusione 10 min, filtrare.

Decotto radici: un cucchiaino da tè delle radici sminuzzate per una tazza d’acqua. Bollire per 5 minuti, coprire, lasciare in infusione 15 minuti, filtrare, bere una tazza prima dei pasti.

Cicoria, Chicoreewurzeln, Verdure, Root, Cibo

La radice: seccata e tostata si può utilizzare come caffè.

L’uso: di cicoria fresca è consigliato per i diabetici, riduce la glicemia del 20-40 %.

Anteposta prima di ogni pasto principale.

Cicoria, Chicoreewurzeln, Verdure, Arabile, Campo, Root

Si consiglia: per anoressia, astenia, anemia, ittero ed epatismo, atonia gastrica, dermatosi, gotta, stipsi.

La cicoria è dotata inoltre di una chiara e spiccata attività antitiroidea, azione elettiva nella tiroide.