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Iperglicemia e diabete 2

DIABETE 2
Gino non riusciva a capire come fosse possibile che la sua glicemia fosse più alta di prima. (In realtà si trattava di un caso da manuale di quello che viene definito “fenomeno dell’alba”, in cui i diabetici sperimentano un’impennata di glucosio nelle prime ore del mattino.)

Ginepro

L’estratto può essere utile come coadiuvante nelle dispepsie, insufficienza digestiva, artritismo, gotta, reumatismo infiammatorio, artrosi, cistite, iperuricemia, sciatica, iperglicemia, infezioni delle vie biliari, bronchiti croniche, fermentazioni intestinali, affezioni delle vie urinarie, albuminuria, oliguria, idropisia, litiasi urinaria, acidi urici, gotta e reumatismi, diabete, leucorrea, cirrosi epatica

Tabella dell’indice glicemico e del carico glicemico

1. Consuma la verdura cruda 2. Consuma la verdura cruda, prima di un pasto con i carboidrati 3. Consuma la verdura integra e non frullata o centrifugata (la verdura centrifugata aumenta l’indice glicemico di circa 5 punti, ma viene privata delle fibre per cui è possibile che il carico di glicemico aumenta notevolmente) 4. Nei frullati, eventualmente, consuma la verdura in combinazione con grassi buoni, proteine e fibre (più possibilmente solubili)

Obesità e Diabete

L’articolo A low-carbohydrate, ketogenic diet to treat type 2 diabetes ci informa infatti che prima che fosse disponibile insulina a buon mercato, la dieta raccomandata per la cura del diabete era a bassissimo tenore di carboidrati (5%), alto tenori di grassi (75%), e medio tenore di proteine (20%).

Asse intestino cervello

Se il grasso corporeo è troppo scarso, il corpo inizia a intaccare le proteine dei muscoli per ricavare energia, entrando in quello che viene definito stato catabolico. Un eccesso di grasso corporeo invece – specialmente di grasso viscerale – è associato a malattie croniche come le cardiopatie, il diabete e il cancro

Dieta chetogenica

Se esci dalla chetosi nelle prime settimane, per rientrarci potresti metterci una settimana o anche di più. Ma quando hai effettuato il passaggio alla combustione dei grassi, che io chiamo “adattamento ai grassi”, la conversione avviene più rapidamente. L’obiettivo finale è raggiungere la flessibilità metabolica che avevi quand’eri un bambino perfettamente sano!

La milza e il pancreas

Di conseguenza alla vita manca quella dolcezza di cui tutti abbiamo bisogno. Le preoccupazioni materiali interiorizzate e le angosce ossessive, la paura di sbagliare o di non sapere, di non essere all'altezza, sono segni caratteristici dei problemi pancreatici o relativi alla milza

Il glucosio e l’obesità

Un’alimentazione ricca di carboidrati causa l’intervento del cortisolo che sopperisce ai cali glicemici, catabolizzando i nostri muscoli e diminuendo nel contempo l’utilizzazione delle riserve di grasso. Tale fenomeno risulta molto evidente, quando due ore dopo aver consumato una colazione a base di carboidrati, il nostro sangue rimane senza zucchero e percepiamo di nuovo la fame.

L’insulina ed il colesterolo

Quando ingeriamo dei grassi nell’intestino, tramite i villi intestinali, li scomponiamo in acidi grassi, producendo i chilomicroni, i quali percorrono le vie linfatiche, immettendosi nel flusso sanguigno. Tali lipoproteine rilasciano gli acidi grassi alle cellule, che ne fanno richiesta e solo in ultimo, se la quantità di lipoproteine rimane eccessiva nel sangue, consegnano agli adipociti il grasso in eccesso (presente nel sottocutaneo). Rilasciato il grasso, i chilomicroni svuotati sono riciclati dal fegato.

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