La salute dell’apparato gastrointestinale

Nessuno sa che cosa accade realmente quando il cibo entra nello stomaco. L’apparato digerente è un miracolo, un fenomeno che va oltre la nostra comprensione. Sebbene la medicina comprenda alcune delle sue funzioni, rimane un grande mistero.

Tutti sappiamo che quando addentiamo un pezzo di cibo, lo mastichiamo, lo ingoiamo, poi il cibo entra nel tratto gastrointestinale, dove in qualche modo viene scomposto e infine espulso. Sappiamo che è questo il modo in cui incameriamo i nutrienti. E sappiamo che a volte tale processo non funziona bene, quindi subentrano dolori allo stomaco, disagi intestinali o sintomi peggiori.

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Che la scienza medica abbia scoperto gli enzimi, il trapianto del Metaboloma intestinale per le patologie infiammatorie, non significa che abbia sviluppato una comprensione globale della digestione. E non significa che conosca la differenza tra Jack lo Squartatore e Babbo Natale quando si tratta di ciò che mangiamo e di come il nostro corpo lo elabora.

La digestione è la parte meno fondata degli studi della fisiologia umana. Mentre continuiamo a fingere che sia un processo ovvio e che la scienza abbia capito tutto ciò che c’era da capire, di fatto rimane l’elemento più enigmatico del nostro organismo.

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Se nel caso di certe malattie posso dirti che nell’arco di qualche decennio la ricerca probabilmente farà le scoperte necessarie – arrivando a scoprire le informazioni contenute in questo testo –, per la salute dell’apparato gastrointestinale le cose stanno diversamente.

È probabile che le comunità mediche non riusciranno mai a scoprirne i meccanismi segreti, motivo per cui il seguente capitolo è essenziale. L’intestino è uno dei fattori chiave della salute. Prendersi cura dell’apparato digerente è il punto di partenza ideale per cominciare il percorso di una reale guarigione dall’interno.

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L’apparato gastrointestinale comprende lo stomaco, l’intestino tenue, l’intestino crasso (che comprende il colon), il fegato e la cistifellea. Il suo funzionamento consente di assimilare le sostanze nutritive del cibo che mangi, espellere correttamente i prodotti di scarto e le tossine e mantenere in forze il sistema immunitario.

Ma la sua importanza non si limita a queste funzioni quotidiane: l’apparato gastrointestinale ha una forza vitale tutta sua. Il cibo non viene digerito soltanto con il processo fisico della scomposizione (che le ricerche scientifiche non hanno ancora compreso pienamente); nella digestione intervengono anche fattori energetici e metafisici di enorme rilievo.

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È per questo che gli esseri più “illuminati” che si sono meglio integrati con la propria Coscienza & Corpo del Pianeta adottano tecniche particolari, come masticare adagio e in maniera meticolosa; portare l’attenzione al presente, sull’atto del mangiare; pregare prima, durante o dopo i pasti; diventare tutt’uno con il cibo. Immagina un fiume che scorre nel tuo colon.

Nel letto del fiume (le pareti del colon) si annidano in profondità diversi ceppi di batteri e microrganismi che servono a mantenere un equilibrio omeostatico, in modo che il fiume non si intossichi (cioè che l’intestino non si riempia di veleni e materiali infetti). Così come il fiume ha un suo spirito, l’intestino ospita gran parte dello spirito umano. Quello spirito è l’essenza del tuo io, la tua volontà e il tuo intuito.

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Hai mai sentito espressioni come “di pancia”? O “istinto di pancia”? O ancora “reazione di pancia”? Esistono anche espressioni come “Che ti dice la tua pancia?”, “Spanciarsi dal ridere”, “Sei senza fegato” o “Hai fegato”, “Sono stomacato”, “Mi sta sullo stomaco”, “Rodersi il fegato”, “Mi si torcono le budella”, “Ammiratore sfegatato” e così via.

Quanti modi di dire sull’apparato digerente? Sono così tanti perché in qualche modo capiamo che questa parte del corpo svolge un ruolo fondamentale nella nostra vita che va ben oltre le mere funzioni fisiologiche.

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Capiamo che è parte integrante della nostra identità emotiva e intuitiva chiamato Gut – Brain Axis “Asse Intestino – Cervello”. L’apparato gastrointestinale è la sede della tua forza. Ha dei pori emotivi e per questa ragione le emozioni possono effettivamente determinare la quantità di batteri benefici e nocivi che prosperano al suo interno. Se l’intestino non è sano, può limitare gravemente il tuo intuito.

Le persone sono come le mele: possono avere una buccia lucente e perfetta ma essere marce all’interno; è come quando nell’intestino di una persona proliferano molti batteri nocivi e quella persona ha un’indole che contrasta fortemente dentro, con ciò che sono esternamente, anche se a giudicare dall’aspetto non si direbbe.

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Al contrario, una mela può presentare delle imperfezioni esterne ma essere compatta e perfettamente sana all’interno; così una persona onesta che è il sale della terra, anche se non ha un aspetto radioso o non si veste alla moda o non sembra molto simpatica, può avere un intestino pieno di batteri benefici.

Nell’intestino possono risiedere da settantacinque a centoventicinque trilioni di batteri. Ciò significa che possono verificarsi infezioni causate da batteri tossici e improduttivi, microbi, muffe, lieviti, funghi, micotossine e virus. Se non vengono opportunamente curati, questi agenti patogeni possono alterare e bloccare i tuoi istinti naturali e creare un terreno fertile per un’illimitata gamma di malattie, a meno che l’intestino ospiti il giusto numero di batteri benefici per contrastare gli effetti degli agenti nocivi.

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Questo capitolo tratta dei problemi che più comunemente colpiscono l’apparato gastrointestinale, tra cui la sindrome dell’intestino permeabile, le difficoltà digestive, il reflusso acido, le infezioni intestinali, la sindrome del colon irritabile, gli spasmi gastrici, la gastrite e dolori generici nell’area dello stomaco.

Fornisce informazioni cruciali che vanno ben oltre le cognizioni delle comunità mediche riguardo a tali disturbi. Inoltre sfata molte convinzioni errate e “rimedi” dettati dalle mode e suggerisce provvedimenti semplici per guarire in modo autentico e recuperare la salute.

Comprendere la sindrome dell’intestino permeabile


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Una malattia che genera molta confusione in ambito medico è la sindrome dell’intestino permeabile, chiamata anche permeabilità intestinale. Le stesse definizioni lasciano perplessi: le diverse comunità mediche le usano per descrivere patologie e teorie differenti. In sostanza, esistono tre prospettive su questa sindrome. Consideriamo la prima, la concezione prevalente nella comunità della medicina convenzionale.

Molti medici e chirurghi convenzionali usano l’espressione “intestino permeabile” per riferirsi a una grave patologia che porta alla perforazione delle pareti del tratto intestinale o dello stomaco causando severe infezioni nel sangue, febbre alta e/o sepsi/setticemia: infezione delle vie urinarie, complicazione potenzialmente letale. In questo senso hanno ragione. La vera sindrome dell’intestino permeabile è una malattia molto grave che crea sofferenza e tormento estremi.

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La sindrome può essere provocata da ulcere presenti nelle pareti dello stomaco, o derivare da ceppi del batterio Escherichia coli che si sviluppano nelle tasche delle pareti del tratto intestinale, o ancora da batteri resistenti agli antibiotici, come il Clostridium difficile, causando il megacolon, o da emorragie, ascessi o diverticolosi. La definizione “intestino permeabile” si applica quando uno di questi fattori perfora le pareti del tratto intestinale consentendo agli agenti patogeni di penetrare nel sangue.

Un altro modo in cui si può sviluppare la sindrome dell’intestino permeabile è quando una colonscopia viene condotta nel modo sbagliato e perfora il colon (ho avuto clienti che sono stati ricoverati a lungo in ospedale per una colonscopia sbagliata). A prescindere dalla causa, la vera sindrome dell’intestino permeabile provoca gravi sintomi.

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La seconda prospettiva è la concezione prevalente nella medicina alternativa, integrativa e naturopatica. Queste comunità mediche usano la definizione “intestino permeabile” per riferirsi a una condizione in cui muffe, fughi come la candida o batteri improduttivi scavano piccole buche nelle pareti del tratto intestinale e consentono a piccole quantità di tossine di insinuarsi direttamente nel sangue dando origine a una moltitudine di sintomi.

Questa teoria ha bisogno di qualche rettifica. Se è vero che un ambiente intestinale intossicato da agenti patogeni, tra cui batteri improduttivi e funghi, può compromettere la salute generale, riferirsi a ciò come a un “intestino permeabile” è fuorviante.

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Se gli agenti patogeni perforassero davvero le pareti dell’intestino, anche in lieve misura, provocherebbero sintomi gravi come febbre alta, infezioni nel sangue, forti dolori e/o sepsi. La definizione “intestino permeabile” dovrebbe essere utilizzata solo per descrivere vere e proprie perforazioni delle pareti dell’apparato gastrointestinale.

E allora perché decine di migliaia di persone che soffrono di spossatezza, dolori acuti e cronici, costipazione, disturbi digestivi e reflusso acido si sentono dire che hanno la sindrome dell’intestino permeabile, o la permeabilità intestinale, dai praticanti della medicina alternativa?

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Perché c’è un problema reale e questa accattivante definizione è la migliore spiegazione che essi possono offrire. Nel mondo della medicina convenzionale, milioni di pazienti ricevono etichette come sindrome del colon irritabile, celiachia, morbo di Crohn, colite, gastroparesi o gastrite per dare un nome a questo tipo di sintomi, ma la patologia che li affligge continua a rimanere un mistero.

Oppure hanno disturbi all’intestino e non ricevono alcuna diagnosi. La verità è che esiste una spiegazione per questi misteriosi problemi che in realtà non sono dovuti alla permeabilità dell’intestino. Io la definisco permeabilità all’ammoniaca, ed è la terza prospettiva della sindrome.

Permeabilità all’ammoniaca


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Ti prego di non confondere la permeabilità all’ammoniaca con la “permeabilità intestinale”, che è solo un nuovo nome utilizzato per dare l’illusione di un progresso, ma esprime ancora la vecchia teoria dell’intestino permeabile.

La permeabilità all’ammoniaca è un fenomeno reale. Per capire di cosa si tratta devi prima imparare un paio di cose su come il corpo elabora il cibo. Quando mangi, il cibo scende rapidamente nello stomaco, dove può essere digerito (se mastichi lentamente in modo che la saliva si mescoli al cibo, la prima fase della digestione comincia già nella bocca).

Per i cibi ad alto contenuto proteico – per esempio carne, frutta secca, semi e legumi – la digestione nello stomaco si deve in gran parte all’azione dell’acido cloridrico associata a quella degli enzimi, che scompongono le proteine in forme più semplici in modo che il processo di digestione e assimilazione possa continuare negli intestini. Se nello stomaco sono presenti livelli normali di acido cloridrico, il processo è relativamente agevole.

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Ma se questi livelli si abbassano, lo stomaco non riesce a digerire il cibo nel modo adeguato; di solito accade quando si mangia sotto stress o sotto pressione.

Nel momento in cui le proteine raggiungono l’intestino tenue, esse non vengono scomposte a sufficienza per permettere alle cellule di assimilarne le sostanze nutritive, e il cibo rimane lì a marcire. Si verifica così una putrefazione, perché il processo di decomposizione genera il gas ammoniacale provocando sintomi come gonfiore, disturbi digestivi, disidratazione cronica, ma spesso è asintomatico. È solo l’inizio.

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In alcuni, il benefico acido cloridrico diminuisce e al suo posto subentrano acidi nocivi. Una persona può vivere per anni con questo squilibrio senza accorgersene. Alla fine, però, gli acidi nocivi possono risalire nell’esofago. (Se soffri di reflusso, sappi che è causato da questi acidi maligni, non dall’acido cloridrico dello stomaco. C’è molta confusione al riguardo: le comunità mediche non fanno distinzione tra gli acidi dello stomaco e gli acidi intestinali, trattandoli come se fossero la stessa cosa.)

Un problema a questo correlato è che, nello sforzo di proteggerti dagli acidi nocivi, l’intestino produce del muco. Se il muco risale fino alla gola senza un motivo apparente, è probabile che il tuo intestino lotti per difenderti dagli acidi maligni che tentano di mangiarsi le pareti dello stomaco e dell’esofago …

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un segnale di un problema che deve essere curato. Il muco può anche scendere per il tratto intestinale e limitare l’assorbimento delle sostanze nutritive. Ma torniamo al gas ammoniacale. L’informazione cruciale è la seguente:

quando il cibo si decompone nel tratto intestinale e produce ammoniaca, questo gas tossico ha la capacità di fluttuare come un fantasma uscendo dagli intestini per penetrare nel sangue. È la condizione che definisco permeabilità all’ammoniaca. È il gas ammoniacale a provocare gran parte dei danni associati alla sindrome dell’intestino permeabile. Quei sintomi non sono dovuti a infezioni o perforazioni dell’intestino tenue o del colon. E neanche alla candida che espelle tossine dalle pareti intestinali.

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Milioni di persone hanno problemi digestivi e il colpevole è la permeabilità all’ammoniaca. Come ho detto, i disturbi che molti terapeuti della medicina alternativa attribuiscono alla sindrome dell’intestino permeabile non hanno nulla a che fare con presunte perforazioni o imperfezioni dell’intestino, né con la fuoriuscita di acidi o batteri dalle pareti.

Piuttosto, il gas ammoniacale si trasferisce dall’intestino al flusso sanguigno, che lo trasporta in tutto il corpo. Oltre ai disturbi intestinali descritti, la permeabilità all’ammoniaca può dare malessere, spossatezza, problemi alla pelle, disturbi del sonno, ansia e molto altro.

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A questo punto potresti chiedere: “Se tutto ciò accade per una carenza di acido cloridrico nello stomaco, cosa ne provoca la carenza?”. La causa numero uno è l’adrenalina. Una cosa che tutti ignorano è che non esiste una sola forma di adrenalina. Le ghiandole surrenali producono cinquantasei miscele diverse per reagire alle diverse emozioni e situazioni.

E quelle associate a emozioni negative, come paura, ansia, rabbia, odio, senso di colpa, vergogna, depressione e stress, possono danneggiare severamente molte aree del corpo, compreso lo stomaco e le sue riserve di acido cloridrico.

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Così, può bastare un turbamento o uno stress cronico ad abbattere lentamente i livelli di acido cloridrico e a compromettere la capacità di digerire nel modo corretto. I differenti livelli di stress e di emozioni che viviamo nella nostra vita quotidiana possono limitare lo sviluppo dei batteri benefici e far proliferare quelli nocivi.

Un altro fattore che spesso crea un dissesto alle riserve di acido cloridrico nello stomaco sono i farmaci. Antibiotici, immunosoppressori, antimicotici, anfetamine e una varietà di farmaci ai quali il nostro corpo non si è adattato possono alterare l’equilibrio chimico nello stomaco.

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L’acido cloridrico tende a compromettersi se mangi troppe proteine provenienti da fonti come la carne, la frutta secca, i semi e/o i legumi (se provengono da verdure a foglia verde, germogli o altri ortaggi non danno lo stesso effetto). Un abbondante consumo di cibi con una combinazione di grassi e zuccheri (come formaggi, latte intero, torte, biscotti e gelati) può avere lo stesso effetto nocivo sull’acido cloridrico.

Sia i cibi proteici, sia quelli ad alto contenuto di grassi e zuccheri richiedono un lavoro maggiore per essere digeriti rispetto alla frutta o alla verdura, sottoponendo l’apparato gastrointestinale a uno sforzo enorme.

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A lungo andare questo sforzo porta a un “logoramento” dell’acido cloridrico e a indebolire gli enzimi. Se consumi regolarmente pasti ad alto apporto proteico (per esempio carni bianche e rosse o pesce) e avverti sintomi dovuti alla carenza di acido cloridrico, come gonfiore, disturbi allo stomaco, costipazione, spossatezza e/o affaticamento, allora limita il consumo di proteine animali a una sola porzione al giorno.

Per tutti questi problemi c’è una buona notizia. Puoi ripristinare i livelli di acido cloridrico e rafforzare gli enzimi nello stomaco con un vegetale miracoloso che viene venduto ovunque.

Ripristinare l’acido cloridrico


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Il modo giusto per curare la permeabilità all’ammoniaca (che, come abbiamo visto, viene spesso etichettata come sindrome dell’intestino permeabile o permeabilità intestinale), e il primo passo per curare praticamente tutti i problemi dell’apparato digerente, è ripristinare le riserve di acido cloridrico nello stomaco e rafforzare il sistema digestivo.

Esiste un rimedio straordinariamente semplice ed efficace: bere ogni giorno a stomaco vuoto quattrocentocinquanta grammi di succo di sedano appena centrifugato. Forse non è la risposta che ti aspettavi. Forse non credi che il succo di sedano possa essere così benefico. Ma ti consiglio di prendere molto seriamente ciò che affermo:

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questo è uno dei rimedi più radicali, se non il più radicale, per ripristinare la salute dell’apparato digerente. È potentissimo. E ricorda: è vero che le centrifughe miste a base di diversi frutti e verdure sono fantastiche per la salute, ma se il tuo obiettivo è ripristinare il corretto funzionamento del sistema digestivo hai bisogno del succo di sedano puro.

Non farti ingannare dalla semplicità del rimedio. Immagina che ti assegnino un tema di dieci pagine su un aspetto specifico della vita quotidiana in un determinato periodo storico. Se consegni un tema in cui presenti una panoramica generale dell’epoca, dedicando solo due righe alla vita quotidiana, l’insegnante non sarà colpito dalle informazioni superflue che hai fornito, si chiederà perché non hai approfondito l’argomento che ti era stato assegnato. È così che il tuo stomaco si sente quando cerca di ripristinare le riserve di acido cloridrico.

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Un succo con venti ingredienti diversi, di cui solo uno è il sedano, sarebbe una divagazione. A volte la semplicità è la soluzione migliore. Lo stomaco ha bisogno di succo di sedano, puro succo di sedano, che agirà in profondità per riparare i danni in quest’area. Si tratta di un rimedio segreto che può cambiare la vita di chi soffre di disturbi digestivi.

Ecco come fare: lava un mazzo di sedano fresco. Fallo al mattino, a stomaco vuoto (o se lo fai nell’arco della giornata, aspetta almeno due ore dall’ultimo pasto in modo che lo stomaco torni a essere relativamente vuoto). Tutto ciò che è presente nello stomaco rovinerà l’effetto del sedano.

Centrifuga il sedano. Non aggiungere nient’altro, perché qualunque altro ingrediente ne guasterà l’efficacia.


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Bevi il succo immediatamente, prima che il processo di ossidazione ne riduca gli effetti. Il rimedio funziona perché il sedano contiene una composizione unica di sodio e sali minerali che si legano a molti oligoelementi e a nutrienti bioattivi.

Bere il succo di sedano appena sveglio rafforzerà la digestione dei cibi che mangerai nel corso della giornata. E con l’andare del tempo i sali minerali, gli oligoelementi e le sostanze nutritive riusciranno a ripristinare completamente le riserve di acido cloridrico dello stomaco.

Devi sapere che a molte persone accade di avere una concomitanza di problemi gastrointestinali. Il resto di questo capitolo ti darà le informazioni necessarie per affrontare altri disturbi dell’apparato gastrointestinale.

Rimuovere i metalli tossici dall’apparato gastrointestinale


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Nell’era contemporanea, è praticamente impossibile non incamerare nell’organismo una certa quantità di metalli tossici, come il mercurio, l’alluminio, il rame, il cadmio, il nichel e il piombo. Questi metalli pesanti spesso si accumulano nel fegato, nella cistifellea e/o negli intestini. Poiché tendono a essere più pesanti dell’acqua presente nell’apparato digerente e nel sangue, affondano e si depositano nel tratto intestinale, come pepite d’oro sul fondale di un fiume.

I metalli pesanti sono velenosi, e se cominciano a ossidarsi la loro fuoriuscita chimica danneggia tutte le cellule vicine. Il problema principale è che i metalli pesanti sono l’alimento primario di batteri nocivi, virus, funghi, parassiti e vermi; ciò significa che tendono ad attrarre e a fornire un fertile terreno di coltura allo streptococco A o B, all’Escherichia coli e ai suoi molti ceppi, al Clostridium difficile, all’Helicobacter pylori e ai virus.

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Quando questi agenti patogeni consumano i metalli pesanti, rilasciano un gas neurotossico che si annette al gas ammoniacale e si sposta lungo le pareti intestinali. In altre parole, la permeabilità all’ammoniaca trova un’amica, e quell’amica è la contaminazione da metalli pesanti, che consente al gas tossico di penetrare nelle pareti intestinali.

Attento a non confondere le micotossine (le tossine prodotte dai funghi) con la permeabilità. Le comunità mediche non sanno che gli agenti patogeni creano le neurotossine quando consumano i metalli pesanti, e che le neurotossine sono molto diverse dalle micotossine.

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Queste ultime non possono creare i molti sintomi provocati dalle neurotossine, perché tendono a rimanere nel tratto intestinale e vengono eliminate con la defecazione. Tienilo a mente, perché nei prossimi anni ti capiterà di sentire parlare sempre più spesso delle micotossine. Non sono loro la causa delle malattie autoimmuni. Non lasciarti irretire da una tendenza fuorviante: te lo segnalo perché voglio che tu stia meglio e non ti faccia distrarre dalla raffica di slogan là fuori.

Quando gli agenti patogeni che ho menzionato si insediano nell’apparato gastrointestinale, cominciano a infiammarlo, saturando le pareti dell’intestino o il colon. Rilasciano veleni direttamente tramite le neurotossine che producono, e indirettamente per mezzo delle loro spoglie e dei loro scarti tossici.

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È così che molte persone sviluppano malattie e disturbi come la sindrome del colon irritabile, il morbo di Crohn (un’infiammazione dell’apparato gastrointestinale) e la colite (un’infiammazione del colon, che di solito è un’infezione cronica causata dall’herpes zoster associato allo streptococco).

Al microscopio, i sottoprodotti della materia virale morta e gli involucri virali abbandonati spesso somigliano a parassiti in attività. Questa somiglianza può falsare le analisi delle feci e dare origine a numerose diagnosi errate; ciò significa che di solito, quando viene diagnosticata la presenza di parassiti intestinali, si tratta di un errore. Di questi tempi c’è una grande confusione intorno alla salute dell’intestino.

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Se è vero che i metalli tossici possono portare problemi se non vengono gestiti, è anche vero che eliminarli è relativamente facile. Quindi, se hai qualunque tipo di disturbo intestinale o difficoltà digestive croniche, è meglio andare sul sicuro presumendo che il problema sia causato almeno in parte dai metalli pesanti e prendendo provvedimenti per rimuoverli.

Ecco alcuni rimedi molto efficaci per eliminare i metalli tossici dal tratto intestinale: 


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Coriandolo: mangia mezza tazza al giorno di quest’erba, allo stato puro, mischiata all’insalata o in un centrifugato.
Prezzemolo: mangia un quarto di tazza al giorno di quest’erba, allo stato puro, mischiata all’insalata o in un centrifugato.
Zeolite: compra questa argilla mineralizzata in forma liquida. 
Spirulina (preferibilmente hawaiana): se è in polvere (la forma migliore per rimuovere i metalli dall’intestino), bevine un cucchiaino ogni giorno nell’acqua o in un centrifugato.
Aglio: mangiane due spicchi ogni giorno.
Salvia: mangiane due cucchiai al giorno.
L-glutammina: se è in polvere (la forma migliore per rimuovere i metalli dall’intestino), mischiane un cucchiaino ogni giorno nell’acqua o in un centrifugato.
Foglie di piantaggine: prepara una tisana lasciando le foglie in infusione e bevine una tazza al giorno.
Fiori di trifoglio rosso: prepara una tisana lasciando i fiori in infusione e bevine due tazze al giorno.

La difesa naturale dell’intestino


La ricerca medica non ha ancora scoperto che alla nascita abbiamo una peluria sottile e lanuginosa che costeggia le pareti del tratto intestinale. Questi peli sono microscopici, poco più grandi dei batteri. La lanugine protegge l’intestino dalle invasioni di virus, batteri nocivi, funghi e vermi; inoltre rappresenta un porto sicuro per miliardi di batteri benefici che vi trovano un rifugio.

Fino all’Ottocento, questa peluria durava di solito tutta la vita. Ma dalla rivoluzione industriale in poi, il genere umano è assalito da tossine ambientali, farmaci e altre sostanze chimiche che possono escoriare l’intestino, dai metalli pesanti descritti già descritti, e dallo stress della vita moderna con tutte le scariche di adrenalina corrosiva che provoca.

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Ne consegue che la lanugine intestinale si logori prima ancora dei vent’anni, contribuendo ai molti problemi intestinali di cui soffrono tante persone oggi. Il motivo per cui la scienza medica non ha ancora scoperto l’esistenza di questa peluria è che gli interventi chirurgici all’intestino vengono praticati per lo più su persone che hanno superato i trent’anni. A quell’età, la peluria è scomparsa da tempo. E quando vengono effettuate biopsie ai bambini, la microscopica peluria lanuginosa non viene rilevata dagli strumenti diagnostici.

Se hai ancora dei residui di questa peluria, puoi proteggerla e rafforzarla mangiando alimenti particolarmente salutari per l’intestino: 
per esempio lattuga di buona qualità (romana, a foglia rossa, a cappuccio); erbe antiche come l’origano, il timo e la menta; e frutta, in particolare banane, mele, fichi e datteri.

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Dovresti anche astenerti dal consumare cibi che possano compromettere la tua salute. Per un elenco dettagliato, leggi “Alimenti da evitare” pubblicheremo a breve tra questi post …

Ripristinare la flora intestinale e ottimizzare la produzione della vitamina b12 <3
I batteri benefici presenti nell’intestino producono gran parte della vitamina B12 del corpo. Ma questa produzione non si verifica in qualunque area dell’intestino. Il principale centro di assorbimento e produzione della vitamina B12 è l’ileo, la sezione finale dell’intestino tenue, che è anche il luogo in cui avviene il processo di metilazione.

Tutte le volte che serve, la vitamina B12 viene assorbita dalle pareti dell’ileo tramite microcapillari capaci di assorbire solo e unicamente questa. La vitamina B12 prodotta nell’ileo è quella che il cervello riconosce meglio.

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Gli enzimi impediscono che i microcapillari assorbano sostanze tossiche o altre sostanze nutritive e così facendo ne bloccano l’ingresso nel sangue. La scienza non l’ha ancora scoperto. Quasi tutti negli Stati Uniti soffrono di una carenza di vitamina B12 e/o di problemi di metilazione. Questi problemi si manifestano in forme diverse.

Primo: quando la metilazione non avviene nel modo corretto, può impedire l’effettivo bio-assorbimento di micronutrienti e oligoelementi fondamentali per la salute.

Secondo: un problema nella metilazione può interrompere il processo di conversione di vitamine di altre sostanze nutritive ingombranti e inattive e in versioni più piccole e bioattive che possono essere assorbite dal corpo.

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Terzo: un elevato livello di omocisteina (un amminoacido), dovuto a un’intossicazione al fegato o a un elevato carico patogeno nel corpo, che crea numerosi sottoprodotti tossici, può interferire con la metilazione, impedendo una corretta trasformazione e l’assorbimento dei nutrienti. Tutta la vitamina B12 di cui il corpo ha bisogno viene prodotta quando l’ileo ospita un’abbondante flora batterica di una qualità specifica.

Anche un’adeguata quantità di batteri benefici è necessaria per supportare la metilazione, ma tutti hanno una carenza di questi batteri, ovvero microrganismi probiotici che vivono naturalmente in certi alimenti ed entrano nell’intestino quando ingeriamo quei cibi, collocandosi nell’ileo. Questi microrganismi bioattivi si possono acquistare sotto forma di integratori probiotici ricavati da frutta e verdura fermentata e acidi grassi a corta catena per ben 3 anni.

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Quando soffri di una carenza di acido cloridrico, di un’intossicazione da metalli pesanti e/o di una permeabilità all’ammoniaca, molti batteri benefici dell’apparato gastrointestinale tendono a morire. La loro morte provoca un’infiammazione dell’ileo, che comporta una serie di conseguenze negative, tra cui un grave indebolimento del sistema immunitario. Inoltre fa precipitare o blocca del tutto la produzione della vitamina B12 nell’intestino.

Le analisi del sangue non riescono a rilevare la vitamina B12 perché i laboratori non sono in grado di rilevarne la presenza nell’intestino, negli organi e specialmente nel sistema nervoso centrale. Se è vero che, assumendo un integratore, la vitamina B12 può entrare nel flusso sanguigno, e quindi le analisi ne rileveranno livelli sufficienti, ciò non significa che la vitamina stia entrando anche nel sistema nervoso centrale, che ne ha molto bisogno.

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Perciò, a prescindere dagli esiti delle analisi, prendi sempre integratori di vitamina B12 di alta qualità. (Cerca di assumerla in forma di metilcobalamina – idealmente associata all’adenosilcobalamina – anziché in forma di cianocobalamina: in questo modo il fegato non dovrà faticare per convertire la vitamina B12 in una forma utilizzabile.)

Un deficit di vitamina B12 è una carenza molto seria con conseguenze molto gravi sulla salute. Come ho detto, quasi tutti negli Stati Uniti soffrono di questa carenza. Inoltre, dovresti prendere provvedimenti per ripristinare i normali livelli di batteri benefici nell’intestino.

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I probiotici coltivati che si trovano sugli scaffali dei negozi di cibi naturali o i cibi fermentati che si dice contengano batteri benefici non offrono la soluzione: molti di questi microrganismi, se non tutti, moriranno nello stomaco prima ancora di raggiungere l’intestino tenue.

E i probiotici industriali non raggiungono mai l’ultimo segmento dell’intestino tenue, l’ileo, che è l’area in cui sono più necessari. Meglio usare quelli umani del OX-M del dott. Ohhira fermentati sul loro alimento preferito per 3 – 5 anni e infine ripopolare il Microbiota, l’EcN, o Nutrigea per esempio .

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Esistono probiotici che restano vivi nell’intestino e riescono a ripristinare la flora intestinale, anche nell’ileo. Sono poco conosciuti e tendiamo a darli per scontati, ma sono molto efficaci e possono cambiare la salute e la vita in modi inimmaginabili.

Chi gode di buona salute, spesso è perché accidentalmente e occasionalmente assume questi probiotici vivificanti e microrganismi benefici di origine naturale.

Dove si trovano? Sulla superficie di cibi freschi e vivi.

I particolari probiotici che vivono sulla frutta e sulla verdura sono quelli che definisco microrganismi elevati o biotici elevati, perché trattengono l’energia di Vitale del Sole. Non vanno confusi con gli organismi e i probiotici derivati dal suolo, che traggono nutrimento dal terreno. I microrganismi elevati sono più rigeneranti per l’intestino. Sono gli stessi che risiedono nell’ileo e generano la forma di vitamina B12 che il corpo, e in particolare il cervello, riconosce meglio.

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Una fonte eccellente di microrganismi elevati sono i germogli. I semi di erba medica, broccoli, trifoglio, fieno greco, lenticchie, senape, girasole, cavolo riccio e i semi di altri ortaggi, quando germogliano, sono micro giardini viventi. Questa forma di vita nascente pullula di batteri benefici che aiuteranno il tuo intestino a prosperare. Come già detto, i batteri benefici sono diversi dagli organismi del suolo e dai “prebiotici”.

I microrganismi elevati si trovano sopra il livello del terreno, sulle foglie e sulla buccia di frutti e verdure. Se hai la possibilità di servirti di una coltivazione biologica, di mercati agricoli locali o del tuo orto, puoi mangiare questi ortaggi per introdurre microrganismi elevati nella tua dieta.

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È fondamentale consumarli freschi, crudi e non detersi con solventi (anche se un delicato risciacquo con l’acqua olio di cocco Vega Clean detergente naturale per frutta e verdura per eliminare pesticidi, muffe, lieviti, batteri, cere, patine).

Sulla superficie di questi cibi esistono milioni di probiotici e microrganismi rivitalizzanti, ma è essenziale usare il buon senso per decidere se è salutare mangiarli senza lavarli: fallo solo quando conosci la fonte da cui provengono e sei sicuro che non contengano tossine o altre sostanze inquinanti che potrebbero farti ammalare.

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Quando raccogli da terra un cavolo riccio, puoi notare che nelle tasche delle sue foglie si trova una pellicola. Non è formata dal suolo, dal terriccio o da organismi terreni. È formata da microrganismi elevati, un probiotico naturale che non è ancora stato sciacquato via (da non confondere con i residui di concime naturale, che è meglio eliminare con un lavaggio delicato).

Quando mangi la foglia del cavolo, la tasca si ripiega su di sé e trattiene i batteri benefici, spesso riuscendo a oltrepassare lo stomaco. Quando entrano nell’intestino, questi milioni di microrganismi hanno effetti poderosi sulla digestione e sul sistema immunitario, dopodiché scendono verso l’ileo e riforniscono le tue riserve di vitamina B12.

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Un pezzo di cavolo crudo e non lavato proveniente da una coltivazione biologica, o una manciata di germogli coltivati sul ripiano della tua cucina, o una mela senza pesticidi appena raccolta dall’albero sono di gran lunga più efficaci di tutti i probiotici disponibili, siano essi derivati dal suolo, prodotti in laboratorio o contenuti nei cibi fermentati.

Se mangi anche uno solo di questi ortaggi rivestiti di microrganismi elevati, anche una sola volta nella tua vita, quella pellicola riesce a proteggerti in qualche misura senza che tu te ne accorga. E quanti più ortaggi freschi e non lavati consumi, purché biologici e non trattati, tanti più benefici otterrai.

Tieni presente che negli ultimi tempi sono molto in voga i prebiotici. In sostanza, si invita a mangiare certi frutti e verdure che nutrono i batteri produttivi nell’intestino. La verità è che tutta la frutta e la verdura commestibile nutre i batteri benefici.

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Un’altra cosa che puoi fare è prendere integratori probiotici di alta qualità originati dal suolo o probiotici comprati nei negozi. Ma è sempre meglio assumere anche batteri benefici da prodotti freschi, perché sono ineguagliabili.

Ingerire microrganismi elevati provenienti dalla foglia o dalla buccia di un ortaggio fresco è come avere un motore a novemila cavalli, mentre i probiotici comprati in negozio hanno la potenza di un asino in miniatura. Rinvigorire la flora batterica con ortaggi biologici crudi e non lavati è il modo più efficace per ripristinare la salute dell’intestino.

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È anche il modo più efficace per guarire dalle cosiddette mutazioni del gene della MTHFR (metilentetraidrofolatoreduttasi) e da altri problemi relativi alla metilazione. Tieni presente, però, che l’etichetta utilizzata dalle comunità mediche, “mutazione del gene della MTHFR”, è imprecisa.

Le persone che soffrono di questa patologia non hanno un difetto genetico: il loro corpo ha un sovraccarico di tossine che impedisce la conversione delle sostanze nutritive in micronutrienti. Questi potenti microrganismi possono abbassare i livelli di omocisteina e invertire la diagnosi di mutazione del gene della MTHFR.

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Una volta ripristinati i livelli di acido cloridrico nello stomaco, rimossi i metalli pesanti dall’intestino, eliminati i cibi irritanti dall’alimentazione e rafforzata la capacità dell’intestino di produrre la vitamina B12 rifornendolo di batteri benefici, molto probabilmente tutti i problemi del tuo apparato intestinale guariranno.

Ragionare sulle mode, le tendenze e i miti dell’apparato gastrointestinale <3
Dentro e fuori gli ambienti della medicina ufficiale, esistono numerose talvolta sconsiderate. Spesso, quando non stiamo bene, siamo così disperati che vogliamo provarle tutte, perciò è facile lasciarsi convincere dalle varie terapie consigliate dalle tendenze più in voga. Ti prego però di agire con cautela. Nelle pagine seguenti descriverò le tendenze più diffuse e perché dovresti starne lontano.

Gli integratori di acido cloridrico


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Esistono integratori che promettono di fornire allo stomaco l’acido cloridrico che gli serve in forma di pillole. Anche se nasce da buone intenzioni, questo rimedio comporta due problemi. Il primo è che gli integratori non aiutano lo stomaco a produrre da sé l’acido cloridrico. Il secondo e più importante problema è che i fabbricanti di questi integratori non sono consapevoli che l’acido cloridrico dello stomaco non è composto da un’unica sostanza chimica.

La scienza non l’ha ancora scoperto, ma lo stomaco ospita una complessa miscela di sette acidi diversi (questa verità comincerà ad affiorare tra un decennio circa). Gli integratori offrono soltanto uno dei sette acidi che compongono l’acido cloridrico dello stomaco, quindi rappresentano una soluzione a dir poco incompleta. Quel che è peggio è che, creando uno squilibrio chimico dovuto alla prevalenza di un solo acido della miscela, possono impedire allo stomaco di ricostituire i suoi fluidi digestivi.

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Fino a quando questo fenomeno non sarà studiato e compreso a fondo, gli integratori di acido cloridrico non saranno un’opzione valida. È difficile che questi integratori possano causare gravi danni, tuttavia è molto meglio bere un bicchiere di succo di sedano al giorno. Solo il sedano riesce a ripristinare le riserve di acido cloridrico nello stomaco e a riportare l’intestino a uno stato di salute ottimale.

Il bicarbonato di sodio e la candida


Molte persone caldeggiano il bicarbonato di sodio come trattamento, ritenendo che i problemi intestinali siano causati dalla candida, per via della radicata tendenza a diagnosticare la candidosi. Immaginano che il bicarbonato di sodio, che è altamente alcalino, in qualche modo fermerà la candida, che a loro avviso prolifera in un ambiente acido. Quasi tutti i passaggi di questo ragionamento sono sbagliati.

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L’unica eccezione è che in effetti molti microbi proliferano in ambienti acidi, tuttavia è molto raro che la candida provochi problemi intestinali. Quando l’intestino è disfunzionale perché è intossicato dai metalli pesanti, possono svilupparsi infezioni da diversi agenti patogeni, compresa la candida. La candidosi è solo un effetto collaterale, e di solito non è grave.

Infatti, le conseguenze peggiori che possono derivare da alti livelli di candida sono irritazioni in alcune aree delle pareti che rivestono l’intestino e/o il colon, dove si formano dei calli che impediscono l’assorbimento di cibi. Quasi sempre, è questo il danno peggiore che la candida può creare. In ogni caso, il bicarbonato di sodio è inefficace contro la candida.

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In generale, non aiuta affatto la salute dell’intestino, anzi, è abrasivo e tende solo a creare uno squilibrio. Se assumi il bicarbonato di sodio in grandi quantità, può verificarsi una combinazione dei seguenti disturbi: Spasmi gastrici, ovvero crampi e contrazioni del tratto intestinale e del colon.

Una crisi omeostatica del corpo, che deve sovraffaticarsi per ripristinare l’equilibrio dopo aver incamerato all’improvviso dosi massicce di una sostanza alcalina. Una crisi di intossicazione nell’organismo, perché il bicarbonato di sodio, pur essendo perfettamente sicuro in piccole dosi, dopo una certa quantità diventa irritante per lo stomaco e il tratto intestinale; in alcuni casi può provocare diarrea, vomito, vistosi gonfiori e/o altri disagi.

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Un aggravamento delle infezioni batteriche e micotiche, perché impoverisce la flora benefica e dunque indebolisce il sistema immunitario.
Un aggravamento dei disturbi digestivi, perché danneggia l’acido cloridrico, contribuendo così alla sindrome dell’intestino permeabile; interferisce anche con l’assorbimento del cibo nell’intestino.

Le conseguenze negative che derivano dall’uso “terapeutico” del bicarbonato di sodio sono molteplici. Ho visto molte persone che hanno avuto dei problemi dopo averlo usato.

Il lavaggio della cistifellea


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Un’altra tendenza è quella di ripulire la cistifellea da calcoli e tossine bevendo vari intrugli, come un bicchiere di olio d’oliva puro o mischiato con erbe e/o succo di limone, peperoncino o sciroppo d’acero. Alcuni ritengono che questi intrugli a base d’olio funzionino perché, dopo, nell’arco di una giornata vedono apparire formazioni simili a calcoli nelle feci, non realizzando che ciò che vedono è l’olio che hanno bevuto.

Quando il corpo incamera una grande quantità di olio, il sistema digestivo usa il muco per formare delle piccole palle (a volte di diversi colori, a seconda dei cibi che si trovano nelle varie parti del tratto intestinale) che si possono espellere facilmente. Questo procedimento serve a proteggere il fegato, che è sovraffaticato.

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Mi è capitato di parlare con persone che fanno la pulizia della cistifellea da anni, più volte l’anno, e ancora riferiscono di trovare centinaia di grossi calcoli. Se la pulizia funzionasse davvero, vorrebbe dire che esistono migliaia di calcoli nella cistifellea, un organo molto piccolo che potrebbe stare nel palmo di una mano.

Non è umanamente possibile che qualcuno produca o ospiti così tanti calcoli nella cistifellea. Se facessi defluire un calcolo, probabilmente rimarrebbe bloccato nel dotto colecistico e finiresti in ospedale per un intervento d’urgenza.

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I calcoli sono formati da proteine, bile e colesterolo. Non devi ingoiare mezzo litro di olio d’oliva – rischiando di causare una crisi – per eliminarli. Il modo migliore per liberarsene è ridurre il consumo di proteine dense e seguire un’alimentazione in cui prevalgano frutti e verdure ricchi di sodio, che contengono bioacidi salutari.

Consumando più spinaci, cavolo riccio, ravanelli, senape indiana, sedano, limoni, arance, pompelmi e limette – e bevendo un bicchiere di acqua e limone ogni mattina e ogni sera – puoi avviare il processo di dissoluzione dei calcoli.

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Un modo sicuro e straordinariamente efficace per dissolvere i calcoli e ripristinare il funzionamento del fegato è bere un centrifugato di asparagi freschi, crudi, accompagnato da un qualunque ingrediente a tua scelta. Il modo migliore per prevenire la formazione di nuovi calcoli è seguire i consigli presentati in questo capitolo per ricreare e mantenere la salute dell’intestino.

(anthony william)

Il tumore ed i carboidrati insulinici

Sappiamo che il tumore rappresenta il secondo killer dell’epoca moderna

e ciò dipende sicuramente dal fatto, che l’uomo ha iniziato a mangiare cose non ortodosse per le proprie cellule.

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Un’incidenza tumorale così alta è correlata all’aumentato rischio di iniziazione delle cellule tumorali e dal fatto che impediamo al nostro corpo di reagire correttamente.

Infatti saremo in grado di riparare le cellule danneggiate e di attivare quelle difese naturali, che permetterebbero al nostro sistema immunitario di distruggere quelle cellule prossime alla replicazione tumorale.

L'immagine può contenere: cielo

Allora per quale motivo, la cellula non riesce più a riparare il Dna?


Perché il nostro sistema immunitario non svolge correttamente il proprio lavoro?
Perché il resto del mondo animale non soffre di tale patologia?

Le risposte a queste domande sono semplici. Il consumo di carboidrati complessi come ad esempio gli amidi, sono il vero motivo “dell’epidemia tumorale” a cui stiamo assistendo. Ovviamente nel resto del mondo animale ciò non accade.

Chirurgia, Ospedale, Medico, Cura, Clinica, MalattiaVediamo nel dettaglio.

INIZIAZIONE DELLE CELLULE TUMORALI
Sappiamo che il tumore ha inizio da alcune cellule, che a causa di una modifica del Dna (presente nel loro nucleo), iniziano a comportarsi in maniera non convenzionale. Si moltiplicano facendosi spazio tra i tessuti, creando così un microambiente adatto al loro sviluppo.

Queste modifiche sono indotte dall’azione dei radicali liberi e dalle nitrosammine, che agiscono direttamente sul Dna presente nel nucleo. Le cellule possiedono diversi strumenti per inertizzare i radicali liberi e ripristinare i danni cagionati. Si calcola infatti che le nostre cellule siano in grado di riparare correttamente danni per circa 10.000 insulti giornalieri.

Allora come mai, nonostante questi strumenti, la cellula accumula comunque dei danni?
L'immagine può contenere: cibo

Semplicemente perchè, l’alimentazione moderna produce più insulti di quelli che sarebbe in grado di riparare una cellula ogni giorno. Quindi questi danni si accumulano, fino al punto da indurre la cellula ad autodistruggersi (nei migliori dei casi) o trasformarsi in cellula tumorale.

Ma qual è il reale motivo che causa un aumento dei radicali liberi all’interno della cellula o un aumento delle nitrosammine?

Affrontiamo per prima l’aspetto che riguarda i radicali liberi. Sappiamo che la fonte di produzione di questi atomi instabili endogeni all’interno della cellula è appunto il mitocondrio. Infatti il 3% dell’ossigeno che ispiriamo per produrre energia (Atp), si trasforma in radicali liberi (atomi di ossigeno instabili). Questo è un processo naturale e per vivere abbiamo bisogno di tale energia.


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La natura ci ha messo a disposizione un’arma molto efficacie, ovvero il glutatione che è in grado di inattivare tutti i radicali liberi prodotti dai mitocondri. Il problema nasce quando al contrario, la cellula non ha sufficiente glutatione e quindi, parte dei radicali liberi, rimangono attivi e possono danneggiare la cellula compreso il Dna presente nel nucleo.

A questo punto ci dovremmo chiedere: qual’è il motivo di tale inefficienza cellulare?

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Poco glutatione.
Ebbene il glutatione quando incontra un radicale libero per inattivarlo, gli cede un elettrone trasformandosi così nella sua forma ossidata (Gssg) ovvero diventa inattivo. Per riattivare la sua funzione antiradicale, deve utilizzare un agente chiamato Nadph (riducente), per poi incontrare un altro radicale libero, in modo da ripetere il processo.

Il problema principale riguarda la disponibilità di agenti Nadph, perché in caso di carenza, il glutatione non può essere riattivato.

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Ricordiamo che il Nadph è un coenzima prodotto durante un processo cellulare chiamato “la via del pentosio fosfato”. Tale processo può essere interrotto da una presenza eccessiva di Atp energetici, prodotti nella via energetica della glicolisi.

In pratica, quando la cellula è obbligata dall’insulina a produrre energia con la glicolisi, causiamo il fermo della produzione del coenzima Nadph, l’inattivazione del glutatione ed un aumento dei radicali liberi della cellula.

Mitocondri poco efficienti


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Altro aspetto importante è il buon funzionamento dei mitocondri, i quali, se non riparati o sostituiti, aumentano sensibilmente la produzione dei radicali liberi. Se volessimo fare un paragone con il motore di un’automobile: se non si effettua la manutenzione avremo una peggiore combustione e una maggiore produzione di particolato dal tubo di scappamento.

Come già detto nel capitolo delle sirtuine, tali enzimi promuovono la crescita di nuovi mitocondri e la sostituzione di quelli danneggiati. Infatti la produzione energetica della glicolisi (attiva con il glucosio), impedisce alla cellula di riconoscere i mitocondri non più efficienti e l’insulina inibisce a sua volta, la produzione di sirtuine.


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Presenza delle nitrosammine.

Affrontiamo adesso l’aspetto riguardante le nitrosammine. Sappiamo che sono delle molecole che si formano all’interno dello stomaco e dell’intestino grazie alla presenza di nitriti e di ammine biogene.

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La loro azione nei confronti del Dna è definita alchilante (si lega alle eliche) ma può anche causare la frammentazione dei cromosomi o creare dei legami incrociati che impediscono alle eliche del Dna di separarsi (quando la cellula si duplica).

Ebbene per la formazione delle nitrosammine è fondamentale la presenza dei nitriti che appunto si formano nella bocca e nell’intestino. Senza questo elemento non possono generarsi nitrosammine, quindi è giusto pensare di ridurre la produzione di nitriti nel nostro corpo. Purtroppo però l’alimentazione ricca di amidi, causa esattamente l’opposto, ovvero una maggiore produzione di nitriti.

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Difatti come abbiamo potuto approfondire nel capitolo omonimo, sono i batteri presenti nella bocca e nell’intestino a trasformare gli innocui nitrati nei pericolosi nitriti. Questo perché gli amidi causano un aumento della produzione batterica nella bocca (tramite l’amilasi che scompone gli zuccheri) mentre nell’intestino causano la disbiosi (aumento della flora batterica nociva).

L’altro elemento per la formazione delle nitrosammine sono le ammine biogene. Anche questi agenti sono promossi dal consumo di carboidrati, in quanto appunto dipendono dalla presenza della disbiosi intestinale.

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Le azioni sia dei radicali liberi che delle nitrosammine possono causare direttamente la formazione di cellule tumorali oppure una morte accelerata delle cellule. Quando le stesse cellule non potranno più replicarsi, per aver raggiunto il limite di Flick si trasformano in senescenti.

La scienza ha dimostrato che molti tumori nascono dalla trasformazione delle cellule senescenti in tumorali.

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Carenza di Zolfo

Un possibile co-fattore di obesità, malattie cardiache, morbo di Alzheimer e sindrome da fatica cronica

Sebbene lo zolfo sia contenuto in uova, le cipolle, l’aglio, le verdure a foglie verde scuro come il cavolo e i broccoli, carne, frutta secca e frutti di mare, la dieta occidentale basata sul consumo di cereali sarà carente di zolfo, se poi le verdure e la frutta vengono dall’agricoltura intensiva, il suolo su cui vengono coltivate sarà povero di zolfo.

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Lo zolfo si può trovare anche nell’acqua potabile, ma le acque con basso residuo fisso presumibilmente ne contengono poca. Il fatto che le persone che bevono acqua con basso residuo fisso hanno una probabilità più alta di soffrire di malattie cardiache rispetto a quelle che bevono acqua più dura può dipendere da una minore assunzione di zolfo e di magnesio con l’acqua.

La fonte originaria dello zolfo sono le rocce vulcaniche, e le nazioni dove le eruzioni vulcaniche hanno arricchito il suolo di zolfo godono di basse percentuali di malattie cardiache e di obesità, ed elevata longevità.

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Nel suo libro di recente pubblicazione, The Jungle Effect, la dottoressa Daphne Miller riporta che gli Islandesi hanno una bassa percentuale di depressione, nonostante vivano alle alte latitudini e che,

“Se paragonati ai nord americani, hanno percentuali circa dimezzate di casi di morte per attacco cardiaco e per diabete, obesità molto minore, e una maggiore aspettativa di vita. In effetti, la vita media di un Islandese è tra le più alte del mondo.”

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Mentre la dottoressa Miller propone che il fattore benefico possa essere l’alto consumo di pesce e l’associata alta assunzione di grassi omega-3, la sua interpretazione si scontra con il problema che gli Islandesi che si trasferiscono in

Canada e continuano a mangiare molto pesce non godono della stessa bassa percentuale di depressione ed attacco cardiaco. Il ruolo dello zolfo nella vulcanica isola del Nord-Europa potrebbe quindi essere centrale nello spiegare le insolite condizioni di salute ottimale dei suoi abitanti. Il suolo dell’islanda è stato massicciamente “fecondato” dalle eruzioni vulcaniche del tardo 1800, che costrinsero molte persone ad emigrare in Canada.

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Per spiegare alcune funzioni del nostro organismo può essere di rilievo discutere di due molecole che contengono lo zolfo: la D3 solfatata e il colesterolo solfatato. La vitamina che si forma in seguito all’esposizione alla luce del sole è proprio la vitamina D3 solfatata, che è solubile nell’acqua, e quindi può essere trasportata direttamente nel flusso sanguigno (invece di dovere essere incapsulata all’interno del colesterolo LDL per il suo trasporto).

Anche nel latte (crudo) dei mammiferi troviamo la vitamina D3 solfatata,

ma la pastorizzazione del latte distrugge tale molecola. Scrive S. Seneff: Anche il colesterolo solfatato viene sintetizzato nella pelle, dove forma una parte cruciale della barriera che tiene lontani i batteri nocivi ed altri micro-organismi come i funghi.

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Il colesterolo solfatato regola il gene per una proteina detta profilaggrina, interagendo come un ormone con il recettore nucleare ROR-alpha. La profilaggrina è il precursore della filaggrina, che protegge la pelle da organismi invasori.

Una mancanza di filaggrina è associata con l’asma e con l’artrite. Quindi il colesterolo solfatato gioca un ruolo molto importante nella protezione dall’asma e dall’artrite. Questo spiega perché lo zolfo è un elemento curativo.

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Come la vitamina D3 solfatato, il colesterolo solfatato è anche solubile in acqua, ed anch’esso, a differenza del colesterolo, non deve essere incapsulato dentro il colesterolo LDL per essere distribuito ai tessuti. La vitamina D3 solfatata non è efficace nel trasporto del calcio ma ha un’azione preventiva nei confronti del cancro e delle malattie cardiache, e potenzia l’azione del sistema immunitario contro le malattie infettive.

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Secondo la Seneff il colesterolo solfatato invece può proteggere le cellule del grasso e le cellule dei muscoli dal danno dovuto all’esposizione al glucosio, un potente agente riducente, e all’ossigeno, un forte agente ossidante; in mancanza di colesterolo solfatato le cellule grasse e le cellule muscolari vengono danneggiate, incapaci di processare il glucosio fino al punto che le cellule del grasso non riescono più a cedere il grasso che esse stesse accumulano.

Per entrare un poco nei dettagli cito la Seneff:

Lo zolfo è un elemento molto versatile, dal momento che può esistere in diversi stati di ossidazione, che variano da +6 (nei radicali solfati) a – 2 (nell’acido solfidrico – detto altresì solfuro di idrogeno).

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Il glucosio, in quanto potente agente riducente, può causare un significativo danno da glicazione alle proteine esposte, che porta alla formazione di Prodotti Finali di Glicazione Avanzata Glicazione [Advanced Glycation End Products (AGE)] che sono estremamente distruttivi per la salute:

si crede che essi siano uno dei fattori più importanti che aumentano il rischio di sviluppare una malattia cardiaca. Io ipotizzo che, se lo zolfo (+6) è reso disponibile per il glucosio come un’esca, il glucosio verrà dirottato piuttosto verso la riduzione dello zolfo e non innescherà la glicazione di qualche vulnerabile proteina come la mioglobina. (…)

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Questa spiegazione renderebbe conto dell’osservazione che una carenza di zolfo causa dolore muscolare ed infiammazione .

In base a dei ragionamenti ed all’analisi di processi fisiologici alquanto complessi da trattare, la Seneff considera che la sindrome metabolica sia correlata, oltre che dalla carenza di vitamina D (ed in genere ad una dieta squilibrata) anche alla carenza di zolfo.

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La sindrome metabolica indica un quadro che comprende i seguenti sintomi: insulino-resistenza, disfunzione del metabolismo del glucosio nelle cellule muscolari; eccesso di trigliceridi nel siero sanguigno; alti livelli di LDL, particolarmente del tipo più piccolo e denso (il peggiore), bassi livelli di HDL (il cosiddetto colesterolo “buono”), ridotto contenuto di colesterolo all’interno delle singole particelle di HDL, elevata pressione sanguigna, obesità.

Lo ione solfato del colesterolo solfatato è protettivo nei confronti dell’arteriosclerosi e S Seneff ipotizza che il radicale solfato sia essenziale per il processo che fornisce colesterolo ed ossigeno al muscolo cardiaco.

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Ho recentemente scoperto un articolo molto interessante in una pubblicazione del 1997 di FASEBnel quale si sviluppa una persuasiva teoria secondo la quale bassi livelli nel siero sanguigno di due molecole contenenti zolfo sono un segno caratteristico di una serie di condizioni patologiche.

Tutte queste malattie sono associate con il deterioramento muscolare, nonostante la presenza di una nutrizione adeguata. Gli autori per indicare questa situazione hanno coniato il termine “sindrome da basso CG”, dove “CG” sta per le iniziali dell’aminoacido “cisteina” ed il tripetide “glutatione” entrambi contenenti un radicale solforico “-S-H” che è essenziale per la loro funzione.

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Il glutatione viene sintetizzato a partire dall’aminoacido cisteina, dal glutammato e dalla glicina, e la mancanza di glutammato è parte del processo patologico come discuterò in seguito.

La lista delle condizioni patologiche associate con la sindrome da basso CG è sorprendente e molto rivelatrice: cancro, sepsi (avvelenamento del sangue), morbo di Crohn, colite ulcerosa, sindrome dell’intestino irritabile, sindrome da fatica cronica e sovraffaticamento atletico.

Seneff ipotizza anche che il colesterolo solfatato si importante per la corretta funzionalità non solo della pelle, ma anche di un’altra barriera, quella dell’intestino, e afferma che una dieta povera di grassi finisce per essere povera anche di questa forma di colesterolo, con ripercussioni sul sistema digestivo.

Ella afferma:


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Inoltre, se ho ragione sull’innesco dei raft lipidici da parte del colesterolo solfatato, allora la mancanza di colesterolo solfato compromette l’ingresso sia del glucosio che del grasso nella cellula muscolare.

Il glutatione, un potente antiossidante, è un’altra proteina contenente zolfo che risulta carente nella sindrome da basso GC, ed è ormai noto che la carenza di glutatione possa concorrere alla genesi di diverse patologie; l’assunzione di zolfo organico, vuoi come integratore vuoi sotto forma di alimenti ricchi di tale sostanza, potrebbe avere molti risvolti positivi.

La conclusione dell’articolo di S. Seneff è che:


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Lo stile di vita moderna cospira nell’indurre una deficienza di colesterolo solfatato e vitamina D3 solfatata. Siamo fortemente incoraggiati ad evitare l’esposizione al sole e a minimizzare il consumo di cibi che contengono colesterolo.

Siamo incoraggiati a consumare una dieta ricca in carboidrati e povera in grassi, come ho affermato precedentemente [34], che porta ad un diminuito assorbimento di colesterolo da parte delle cellule.

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Fortunatamente correggere queste insufficienze dietetiche a livello individuale è decisamente facile. Se semplicemente eliminate gli schermi solari e mangiate più uova, fate due cose che da sole possono aumentare notevolmente le vostre possibilità di vivere a lungo ed in buona salute.

 
905 http://www.westonaprice.org/vitamins-and-…/sulfur-deficiency, la traduzione integrale la trovate suhttp://scienzamarcia.altervista.org/zolfo.doc.
906 http://drdaphne.com/wordpress/writing/books/jungleeffect/.
907 Su tale argomento leggi anche Lo zolfo ed il metabolismo del glucosio;http://www.mednat.org/cure_natur/glicazione.htm.

La Dieta Anti – Candida intestinale 

Come abbiamo visto l’era degli antibiotici e degli steroidi ha fornito ai lieviti e alle muffe una grande opportunità di crescita.

Questi micro-organismi hanno sempre vissuto nel nostro organismo, ma se in individui sani il loro numero viene tenuto a bada dalla flora benefica dell’intestino e non provocano alcun danno, quando questa viene distrutta o compromessa da antibiotici o dallo stile di vita, i lieviti prendono il sopravvento e da innocui diventano una minaccia temibile.

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Una particolare famiglia di lieviti, la candida, è al centro dell’attenzione.

Candida è un fungo che in casi patogeni causa una serie di malattie degenerative come Sclerosi Multipla, la Sindrome da Fatica Cronica, Fibromialgia e disordini neurologici, per menzionarne solo alcune.

Cielo, Inferno, Contrario, Nubi, Fuoco

Quando la crescita di candida è sproporzionata la produzione di alcol e acetaldeide, due tra le tossine più pericolose, raggiunge livelli critici. I bambini autistici, quasi senza eccezione, sono affetti da questo temibile fungo. Siccome candida si nutre di zuccheri, la dieta anti-candida [si intende una qualsiasi dieta anti-candida] si propone di eliminare tutti gli alimenti che li contengono anche in minima misura.

Si cerca di far morire candida di fame togliendo zucchero, fruttosio, maltosio, lattosio, sciroppo d’acero e miele.

Eclair, Torta Di Fragole, Fragole, Panna Montata

La frutta viene tolta perché contiene zuccheri, anche se questi sono zuccheri semplici. La crescita eccessiva di candida, poi, può favorire allergie ad altri funghi e muffe; allora anche tutti gli alimenti fermentati vengono tolti: lievito e alimenti lievitati come il pane, tutte le bevande fermentate come l’aceto, la birra, tè e caffè, frutta secca e succhi di frutta, funghi ecc.

Ma i cereali e gli amidi non vengono esclusi dalla dieta, anzi si consiglia il granturco, grano saraceno, miglio, riso, patate e così via. Ma proprio qui sta il problema, vediamo perché. La candida non è mai sola nel nostro sistema digestivo, ma vive in compagnia di qualcosa come 500 specie di altri batteri potenzialmente patogeni.

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Quando si analizza la flora di un paziente autistico, oltre al a candida si trovano anche altri patogeni, quel i appartenenti alla famiglia dei clostridi ad esempio sono tra i più comuni. Questi due gruppi sono i principali responsabili del a permeabilità dell’intestino e capaci di impedire agli enterociti la funzione di scomposizione dei carboidrati in molecole più piccole e assimilabili.

Il risultato è che i carboidrati complessi, quelli che si trovano nei cereali e negli amidi, non vengono digeriti e diventano invece cibo per i patogeni. La conseguente permanenza e fermentazione nell’intestino ne aumenta il danno delle pareti e ne peggiora l’infiammazione e le reazioni autoimmunitarie.

La maggioranza dei patogeni: batteri, funghi, protozoi e vermi, si nutrono di questo materiale non digerito.

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La dieta anti-candida associata a quella GFCF, e spesso anche quella priva di fenoli, viene incoraggiata per i bambini autistici. In pratica la dieta di questi bambini si riduce a molto riso, patate, pane e pasta senza glutine. Purtroppo però anche con questi alimenti l’intestino rimane infiammato, in altre parole permane la tossicità che li rende autistici, così come persistono altre patologie infiammatorie sia nell’intestino che nei vari organi.

Ma allora cosa non devono mangiare questi bambini e adulti affetti da problemi infiammatori al Microbioma?

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Prima cerchiamo di capire come il cibo viene assorbito dal nostro corpo. L’assimilazione avviene nel tenue, principalmente nel duodeno e nel digiuno [medio tenue], le pareti del quale sono ricoperte dai villi, piccole protuberanze che esistono proprio per aumentare la superficie di assorbimento.

Questi villi sono ricoperti di cellule chiamate enterociti che sono poi le vere responsabili dell’assimilazione dei nutrienti. La loro importanza è a dir poco vitale. Gli enterociti nascono alla base dei villi e viaggiano verso la loro cima dove poi muoiono. Il veloce arco di vita di queste cellule è regolato dalla flora batterica benefica.

Mirtillo, Blu, Delizioso, Frutta, Cibo, Dessert, Sweet

Come abbiamo già detto in un capitolo precedente, la flora garantisce che gli enterociti siano in ottima salute e in grado di fare il loro lavoro. Gli enterociti assorbono i nutrienti in questo modo:

• Carboidrati.

I carboidrati sono composti di molecole chiamate Monosaccaridi. Ce ne sono molti, i più comuni sono il Glucosio, Fruttosio e Galattosio. I monosaccaridi sono abbondanti nella frutta e sono anche gli ingredienti del miele, per questi alimenti quindi non è necessaria una vera e propria digestione.

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Il galattosio lo si trova nei latticini acidi come lo yoghurt. I monosaccaridi sono quindi i carboidrati più facili da digerire e la dieta di chiunque abbia difficoltà digestive ne dovrebbe essere piena. I prossimi carboidrati sono i Disaccaridi, composti cioè di due molecole di monosaccaridi. I disaccaridi più comuni sono il saccarosio (lo zucchero da tavola), il lattosio e il maltosio prodotto dalla digestione dell’amido.

Salmone, Piatto, Cibo, Pasto, Di Pesce, Frutti Di Mare

Questi doppi zuccheri mettono a dura prova gli enterociti che devono prima scomporli in monosaccaridi per poterli assimilare. Questa operazione costituisce uno dei principali problemi per le persone GAPS. Gli enterociti, messi fuori combattimento dai patogeni, non hanno la capacità di scomporre i disaccaridi che rimangono nell’intestino a nutrire la candida. I disaccaridi devono essere esclusi dalla dieta dei bambini autistici o da intestino permeabile.

Il maltosio è un sotto-prodotto della digestione degli amidi, come le patate, e le sue enormi molecole sono praticamente una lunghissima catena di monosaccaridi. La digestione degli amidi richiede uno sforzo anche per gli organismi sani e in parte rimangono non digeriti, altro nutrimento per candida.

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Quelli che vengono invece digeriti producono maltosio: un altro disaccaride che come ormai sappiamo deve essere scomposto in monosaccaridi dagli enterociti.
Anche in questo caso per privare i patogeni di nutrimento, gli amidi dovrebbero essere eliminati dalla dieta dei bambini autistici e non.

Non preoccupatevi, una volta che le funzioni intestinali saranno ristabilite, questi alimenti potranno essere reintrodotti nella dieta di vostro figlio senza effetti negativi. Tuttavia niente in natura è bianco o nero, alcuni frutti contengono il disaccaride saccarosio, soprattutto quelli non maturi, meglio quindi far mangiare frutta ben matura.

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Molta frutta e verdura contengono saccarosio e amido, ma la quantità è minima paragonata a quella di cereali e verdure amidacee. Anche se l’intestino è irritato riesce ad affrontare queste piccole quantità.

• Proteine.

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Come risultato della digestione avvenuta nello stomaco da parte dell’enzima pepsina e nel duodeno da parte degli enzimi pancreatici, le proteine arrivano agli enterociti in forma di peptidi. I peptidi sono catene proteiche composte da amminoacidi che non possono essere digeriti e assimilati finché non siano scomposti in singoli amminoacidi, operazione eseguita, ancora una volta dagli enterociti che producono enzimi chiamati

Peptidasi.

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Conosciamo già due proteine che non possono essere scomposte dai bambini autistici: il glutine e la caseina che rimangono appunto in forma di peptidi. Le proteine migliori e più facilmente digeribili da questi bambini sono pertanto quelle delle uova, della carne e del pesce.

Anche la loro cottura è importante: bollite, stufate e in camicia (per le uova), piuttosto che fritte, arrosto o alla brace, è il modo migliore per fornire proteine essenziali per i nostri figli.


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Le uova sono un pozzo naturale di nutrimento, contengono proteine nobili, molte vitamine del gruppo B, zinco ed altre sostanze utili. A meno che il paziente non abbia una particolare allergia, le uova avranno un ruolo importante nel a dieta.

• Grassi.

Burro, Buono Il Burro, Grasso, Nutrizione, Sano

Per essere assimilati i grassi richiedono l’intervento della bile. Gli enterociti non hanno un gran ruolo nella loro digestione e assimilazione. Ecco perché la pratica clinica dimostra che persone affetti da disturbi digestivi tollerano bene i grassi.

Per un paziente con flora compromessa però abbiamo un problema. Il rivestimento dell’intestino è una membrana mucosa. Qualunque mucosa, quando aggredita, produce una enorme quantità di muco come difesa, cosa che, in questo caso, interferisce con la digestione del cibo, inclusi i grassi.

Persona, Bionda, Ragazza, Pietra, Di Sopra, Fiume

Il muco riveste completamente il cibo e non permette che la bile o gli enzimi digestivi possano raggiungerlo. Come risultato i grassi non vengono digeriti, ma espulsi con le feci che spesso hanno un colore pallido. Questo difficile assorbimento dei grassi ha come conseguenza che le vitamine solubili nei grassi [liposolubili] come la A, la E, la D e la K non vengano assimilate.

L’esperienza clinica dimostra che quando gli amidi e i disaccaridi vengono sospesi per un periodo abbastanza lungo, la produzione di muco si normalizza e l’assimilazione dei grassi migliora.

Per riassumere, un bambino autistico o da infiammazione del Microbioma deve evitare:


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1. Cereali: grano, riso, orzo, mais, miglio, tapioca, grano saraceno, farro, sorgo, quinoa (alcuni non sono strettamente cereali, ma siccome sono comuni li ho elencati qui). Questo toglierà molti amidi e tutto il glutine.
2. Amidi: patate e tutto ciò che le contiene, maranta, pastinaca, rutabaga [o navone – brassica napus]. Ceci, fave, piselli, soia, fagioli amidacei.
3. Zuccheri: tutti e tutto ciò che li contiene, [compresi aspartame, neurotossico e xilitolo, sospetto perché prodotto con nickel] [per metabolizzare una molecola di zucchero bianco si impiegano 56 molecole di magnesio]. Zuccheri consentiti sono quelli della frutta e del miele
4. Latte: e tutto ciò che lo contiene, inclusi gli yogurt commerciali.
5. Soia: niente soia. Quello della soia è diventato un affare troppo lucroso e basta guardare a come viene prodotta per far passare la voglia a qualsiasi genitore di inserirla nella dieta del proprio figlio.

Latte Di Soia, Soia, Organici, Seme, Sano, Bevande

Praticamente tutta la soia usata dall’industria alimentare è geneticamente modificata. La fibra viene tolta mettendo i semi a bagno in soluzione acida in vasche di alluminio. L’acido fa passare l’alluminio nei semi e questo metallo è stato ufficialmente riconosciuto come principale responsabile dell’Alzheimer.

L’uso di soia nella dieta di una persona GAPS inibirebbe ulteriormente la funzione tiroidea, già compromessa in quasi tutti i soggetti autistici.
Ma non basta: la soia si lega con calcio, magnesio, ferro e zinco impedendone l’assimilazione e deve essere esclusa. Per un elenco completo dei cibi da evitare consultate il capitolo “Cibi Permessi”.

Yogurt, Frutta, Vaniglia, Fragole, Cibo, Sano

Nessun cibo confezionato. I processi industriali aggiungono conservanti, coloranti, solventi, vitamine sintetiche, “aromi naturali”, additivi chimici ed esaltatori di sapore per compensare tutto ciò che è stato tolto durante la lavorazione che priva i cibi di praticamente qualsiasi valore nutritivo.

È stato provato in laboratorio come molte di queste sostanze chimiche siano cancerogene e contribuiscano ad aggravare i danni neurologici.


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Il corpo umano riconosce ed assimila solo le vitamine naturali, quelle sintetiche passano nell’organismo senza apportare grandi benefici. Inoltre l’industria alimentare non è obbligata ad elencare ingredienti già trasformati da terze parti, quindi leggere l’etichetta non sempre è garanzia che quello dichiarato sia il reale contenuto del prodotto.

È stato effettuato un interessante esperimento sui cereali per la prima colazione.

Cereali, Cibo, Grano, Sano, Fibre, Avena

Un laboratorio ne ha analizzato alcune marche concludendo che la scatola, fatta di pasta di legno, aveva nutrienti più utili dei cereali che conteneva. Due parole sulle farine commerciali senza glutine per celiaci e bambini autistici e non. Praticamente nessuno di noi compra il frumento e poi lo usa, magari macinandolo per farci il pane.

La farina arriva ai forni in sacchi preconfezionati con miscele diverse a seconda del loro uso: per farne pane, biscotti o altri prodotti.

Cereali, Prima Colazione, Pasto, Cibo, Ciotola

Queste farine sono “arricchite” con conservanti per durare più a lungo, pesticidi per evitare la contaminazione di insetti, sostanze che impediscono che la farina assorba umidità e sbiancanti per dargli un colore rassicurante. A questo punto viene tolto il glutine con un altro processo chimico.

Il rischio è troppo alto.


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Tutti i cibi della dieta di una persona GAPS, sia cioè iperattivo, dislessico, disprassico, asmatico o autistico, devono essere naturali, acquistati freschi e cucinati a casa, non potete fidarvi di alcun cibo proveniente dall’industria alimentare, vostro figlio è in uno stato troppo sensibile per essere messo in mani che non siano le vostre.

Natasha Campbel McBride
Sindrome dell’intestino e della psiche
Trattamenti naturali per autismo, ADHD/ADD, dislessia, disprassia e depressione, disbiosi, e patologie del microbioma intestinale

ECN

Kefir d’acqua di frutta di riso e di latte

Con i granuli del cosiddetto kefir d’acqua si può ottenere una buona bevanda

fermentata partendo solo da acqua e zucchero (possibilmente integrale di canna).

Lo zucchero è il cibo per i microrganismi del kefir, che permette loro di riprodursi e quindi di generare una bevanda salutare, mentre un po’ di limone spremuto può servire a fornire un po’ di sapore in più.


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Ma si possno fermentare anche succhi di frutta, o ancora megli spremute o estratti fatti in casa; se non si ha altro si possono sempre prendere della frutta e passarla in un frullatore. Un’accoppiata buonissima e che fermenta rapidamente è quella di mandorle e banane, ma è buonissimo anche il kefir di fichi.

Si può anche fermentare il latte di riso (se fatto in casa è meglio, basta prendere del riso bianco, farlo bollire a lungo in molta acqua, raffreddare e frullare per bene) purchè si aggiunga un po’ di zucchero (e se volete magari anche qualche mandorla o qualche frutto frullato).

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È il caso di ribadire che le mandorle e gli altri semi andrebbero sempre ammollati in acqua e sale (e possibilmente anche fatti essiccare). A meno che non abbiate problemi col kefir (può succedere facilmente a chi soffre di SIBO), con i granuli del kefir d’acqua si possono ottenere facilmente a casa a basso costo degli ottimi integratori di probiotici.
 
Il kefir di latte si prepara a partire da specifici granuli per il kefir di latte, ed è più forte perché sul substrato del latte proliferano anche altri microrganismi salutari che non ritroviamo nei granuli del kefir d’acqua.

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Se ci si può procurare del buon latte non pastorizzato veramente sano e biologico (possibilmente da mucche che mangiano libere l’erba dei prati), il kefir di latte fatto in casa può essere un alimento nutriente, e un buon integratore di probiotici, ma si può assumere solo un po’ di tempo dopo che si è iniziato a risanare l’intestino (e per qualcuno ciò puòl significare anche qualche mese).
 
Frutta, Frutti Di Bosco, Il Kefir, Cibo, Bacca, Fresco
 
Lo stesso dicasi per lo yogurt di latte, ma il kefir di latte è molto più potente in assoluto, magari prima è sempre meglio Depurare, disintossicarsi come la DepurEssiac per esempio, introdurre probiotici umani vivi, come l’EcN, Pre/Probiotici come Nutrigea perfetti x l’Asse intestino – Cervello, KlamExtra,  controllare i valori della Vit D, trovi tutti questi Rimedi e le relazioni scientifiche
 
Qui:
ecc oltre a togliere per un periodi mirato, pasta , pizza, pane frumenti, riso, latte, legumi, patate.
DEPURAZIONE TERAPIA GAPS

Farine raffinate e zucchero

Asse Intestino – Cervello

I risultati dell’indagine del dottor Price mostrano come il consumo di farina raffinata, zucchero raffinato e latte processato, sia una causa dell’insorgenza di carie, infertilità ed altre malattie
 
Sfondo, Baker, Cottura, Cucina, Culinaria, Cultura
 
Nella seconda parte del suo eccezionale libro Nutrition and Physical Degeneration, il dottor Weston A. Price, dopo avere documentato l’eccezionale stato di salute delle popolazioni native che avevano preservato le abitudini alimentari tradizionali, ed il cattivo stato di salute di quelle persone, appartenenti alle stesse popolazioni,
 
che avevano adottato la dieta dei colonizzatori bianchi (basata su farina bianca, zucchero raffinato e cibi in scatola) tira le somme della sua inchiesta che lo ha portato a girare il mondo per ottenere informazioni dettagliate sul rapporto tra cibo e salute.
 
Pane, Cottura, Fresco, Fatti In Casa, Cibo, Panificio
 

A tale scopo oltre ad osservare le popolazioni con cui è entrato in contatto

scattando numerose fotografie e realizzando delle interviste, egli ha ottenuto informazioni dalle autorità sanitarie locali ed ha raccolto numerosi campioni di cibo da sottoporre ad un’accurata analisi per verificarne il contenuto nutrizionale in termini di minerali, vitamine ed altre sostanze nutritive essenziali.
 
Mai al mondo è stata realizzata un’analisi così accurata e mai probabilmente sarà possibile ripeterne una simile dato che 70 anni fa (all’epoca dei viaggi del dotto Price) era ancora facile trovare molte comunità che avevano preservato le abitudini alimentari tradizionali.
 
Pane Del Contadino, Pane, Pagnotta Di Pane, Panettiere
 

Adesso il “progresso” originatosi nel ricco e bellicoso occidente

ha contaminato quasi tutto il mondo e le poche comunità che ancora vivono secondo le antiche usanze vengono continuamente minacciate, espropriate dei propri territori a beneficio delle multinazionali.


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Secondo i risultati delle analisi compiute sui campioni raccolti dal dottor Price

 
le diete delle genti hanno che preservato l’antica saggezza in campo alimentare garantivano i principali fattori nutritivi in grande abbondanza, mentre la dieta cosiddetta moderna (già alla fine degli anni ‘30 del secolo scorso) non garantiva nemmeno le dosi minime raccomandate dalla medicina ufficiale.
 
Giusto per fare un esempio consideriamo il rapporto tra le sostanze contenute nell’alimentazione tipica dei Maori della Nuova Zelanda e quella dell’uomo bianco “civilizzato”.
Muesli, Sano, Prima Colazione, Tavolo Della Colazione
 

La dieta tradizionale dei Maori era:

– più ricca di calcio di un fattore 6,2 (ovvero 6,2 volte più ricca di calcio)
– più ricca di fosforo di un fattore 6,9
– più ricca di magnesio di un fattore 23,4
– più ricca di ferro di un fattore 58,3
– più ricca di vitamine ed altre sostanze vitali liposolubili di un fattore 10 (le vitamine A, D, E e K sono liposolubili)

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Per ottenere tutte le sostanze nutritive le differenti popolazioni sono ricorse a soluzioni differenti a seconda del fatto che si trovassero a vivere vicino alla costa o nell’interno di un continente, e a seconda che avessero o meno imparato a praticare l’agricoltura e la pastorizia.
 
Ad ogni modo tutte le popolazioni che manifestavano un perfetto stato di salute dei propri individui assumevano prodotti vegetali (dalle radici delle piante alle cortecce degli alberi passando per le alghe, oltre ovviamente a frutta, verdura e cereali) e prodotti animali (latte e derivati, sangue, carne, pesce, crostacei e molluschi).

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Ad onor del vero tra tutte queste genti che il dottor Price ha trovato in un’eccellente stato di salute, l’unica popolazione che faceva poco uso di carne (mediamente una volta alla settimana) erano gli svizzeri della vallata di Loetschental,
 
che però mangiavano quantità abbondanti di latte (crudo e fresco, non quel succedaneo di latte che si usa bere adesso, pastorizzato, scremato e spesso a lunga conservazione) burro e formaggio fatto in casa, oltre a segale integrale macinata, cotta e mangiata non molto tempo dopo la macina.
 
Cereali, Cibo, Grano, Sano, Fibre, Avena

Il dottor Price evidenzia come sia utile sostituire il latte “moderno”

con quello crudo e intero, ovvero latte ancora vivo, e come sia pieno di sostanze nutritive il burro della mucche che pascolano laddove trovano l’erba fresca piena di clorofilla, un burro che ha un colore tendente all’arancio e che ben poco assomiglia a ciò che producono le nostre industrie alimentari, dove le mucche sono nutrite con ben altri alimenti (per non parlare della somministrazione di ormoni ed antibiotici).

Risultati immagini per farine
Quanto alla farina raffinata ed allo zucchero bianco riporto qui la traduzione di alcune righe particolarmente interessanti, nelle quali il dotto Price evidenzia come una dieta basata su tale alimenti porti anche all’infertilità (uno dei sogni dell’élite globale da un po’ di tempo a questa parte).
 
Il commercio moderno ha deliberatamente derubato alcuni dei cibi naturali di molte delle sostanze utili alla costruzione del nostro organismo lasciando però i fattori che soddisfano le nostre richieste di energia.
 
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Per esempio, nella produzione della farina bianca raffinata approssimativamente l’80% ovvero i quattro quinti del contenuto di fosforo e calcio vengono normalmente rimossi, assieme alle vitamine ed ai minerali forniti nell’embrione ovvero nel germe [del cereale].

L’evidenza indica che questo un fattore molto importante nell’abbassamento dell’efficienza riproduttiva delle donne è direttamente collegato alla rimozione della vitamina E nel processo di lavorazione del grano. Il germe del grano è una delle nostre fonti più rapidamente disponibili di questa vitamina.
 
Prima Colazione, Muesli, Sano, Grano, Bacca, Cibo
 
Il suo ruolo come fattore nutritivo per la ghiandola pituitaria alla base del cervello, che controlla in larga misura la crescita e la funzione di questo organo, è apparentemente importante nel determinare la produzione delle tipologie mentali.
 
Similmente la rimozione della vitamina B con l’embrione del grano, assieme alla sua ossidazione dopo la lavorazione, causa una carenza di attivatori utili per la costruzione del nostro organismo.


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Lo zucchero di canna raffinato porta con sé solo delle tracce trascurabili di materiali per la costruzione e la riparazione del nostro organismo.

 
Esso soddisfa la fame fornendo calore ed energia oltre ad avere un gusto piacevole.
I fattori di produzione di calore ed energia presenti nel nostro cibo che non vengono bruciati, sono generalmente conservati sotto forma di grassi.
 
Caffè, Tazza Di Caffè, Stile Di Vita, Coppa
 
Nel capitolo precedente abbiamo visto che approssimativamente metà dei cibi forniti dalle nostre diete moderne forniscono poco o niente del materiale che serve alla costruzione ed alla riparazione dell’organismo e non forniscono vitamine.
 
Approssimativamente il 25 per cento del calore e dell’energia degli statunitensi sono forniti dal solo zucchero, il quale ostacola notevolmente l’ordinato processo naturale della vita. Sfortunatamente, il suo consumo pro capite sta aumentando. Quindi dobbiamo iniziare col ridurre radicalmente i cibi che sono così ingannevoli e spesso dannosi nel sovraccaricare il sistema.
 
Caffè, Cafe, Boccale, Decorativi, Drink, Bevande, Latte
 
Anche questo grande cambiamento [la radicale riduzione dell’assunzione di zucchero raffinato e di farina raffinata e macinata da più di due settimane – N.d.T.] della moderna alimentazione aumenterà il fattore di sicurezza in maniera sufficiente per fermare il decadimento dei denti [la carie] in una grande percentuale delle persone.
 
Non sarebbe sufficiente, però per la maggior parte dei bambini per i quali deve essere soddisfatta una richiesta addizionale dovuta alla rapida crescita.
(Dottor Price)

Il morbo di Alzheimer

Malattia Espressione dell’AnimA

Questa malattia veniva chiamata in passato anche «demenza presenile» perché introduce precocemente nel gioco della vita tutti i processi della normale decadenza senile.

Si manifesta più di frequente tra i cinquantesimo e il sessantesimo anno di vita e colpisce prevalentemente le donne. Simile a una precoce caricatura dei processi di invecchiamento del cervello, questo morbo avanza rapidamente in una società che invecchia molto tardi.

Uomo, Vecchio, Vista, Punto Interrogativo, Direzione

Al momento i colpiti rappresentano il sei per cento della popolazione ultrasessantacinquenne, ma la tendenza è in aumento.

Solo in Germania i malati ammontano a seicentomila e a questi se ne aggiungono ogni anno cinquantamila: nel frattempo il morbo di Alzheimer è al quarto posto nelle cause di morte nei paesi industrializzati: i non (ancora) colpiti non sono però del tutto consapevoli della gravità del problema.

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La «grande dimenticanza» viene essa stessa dimenticata. Un morbo che determina la perdita dell’intelletto rappresenta una vera e propria provocazione per chi appartiene a una società dominata dalla ragione.

Quando 90 anni fa Io psichiatra bavarese Alois Alzheimer ne parlò per la prima volta, i medici non vollero neppure ascoltarlo.


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Solo negli ultimi anni, a causa dei numeri in continuo rialzo, si è sviluppata una certa consapevolezza della pericolosità di questa terribile malattia, che porta alla perdita della coscienza e che può colpire chiunque, provocando la degenerazione del cervello.

Il velo grigio della vecchiaia assume la forma di un cosiddetto accumulo di amiloide, che si insinua soprattutto tra le connessioni delle cellule nervose, le sinapsi.

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Le concrezioni di albumina si uniscono ai composti di alluminio fino a formare una sorta di cemento mortale che mura la parte interna delle cellule nervose e impedisce la trasmissione dell’impulso: ne consegue che la funzione principale dei nervi, quella di creare legami, viene annullata.

La rete di comunicazione tra il cervello, responsabile delle funzioni logiche, e il sistema limbico, da cui dipende l’universo delle sensazioni, viene così bloccata.

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Mentre la memoria, l’intelligenza, la facoltà di decidere, l’orientamento, il linguaggio e tutto quello che viene determinato dall’intelletto va perduto, restano i sentimenti e il senso di rispetto per il modello sociale, la capacità di percepire il ritmo e la musicalità.

In tempi recenti ci si è concentrati di più su questo problema e la ricerca scientifica ha aperto diverse strade.

Innanzitutto si cerca di risalire a cause genetiche, visto che un decimo delle persone colpite ha sicuramente contratto questa malattia per via ereditaria e che praticamente tutte le persone affette da sindrome di Down (i mongoloidi), non appena arrivano ai trenta anni, contraggono il morbo di Alzheimer.

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Per questo si sospetta che le due malattie siano accomunate da un difetto del ventunesimo cromosoma. Il motivo scatenante resta tuttavia un problema aperto.

Si discute inoltre sull’influenza dell’ossigeno aggressivo, i cosiddetti radicali, che attaccano gli involucri grassi dei nervi determinando una carenza di anticorpi.

L’ossigeno di per sé non è sotto inchiesta, lo sono invece alcune molecole particolarmente aggressive, ad esempio quelle che si formano nella decomposizione dell’ozono.

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La sintomatologia si manifesta inizialmente con leggeri disturbi della memoria, soprattutto di quella a breve termine, mentre le funzioni di quella a lungo termine restano intatte.

È una situazione tipica delle persone anziane, che dimenticano spesso i fatti più recenti, ma ricordano molto bene gli avvenimenti remoti.

Con l’avanzare inesorabile della malattia, si manifestano irrequietezza e motilità che costringono i pazienti a camminare a passi minuscoli: si aggiungono inoltre disturbi nell’orientamento e nel linguaggio, difficoltà a riconoscere le persone e a compiere azioni sensate. In seguito si manifestano depressioni, più raramente stati di euforia.

Il morbo si manifesta sempre nella seconda metà della vita e quindi nella fase di ritorno e di raccoglimento interiore.

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L’interpretazione dei sintomi mette in luce il rapporto con la via evolutiva e mostra in che misura tale rapporto sia andato perduto, oppure trasferito nel corpo. Il comandamento di Cristo, che ci esorta a diventare come bambini, è affondato nell’ombra: i soggetti diventano infantili e subiscono una concreta involuzione.

La perdita crescente della memoria a breve termine mostra che non ci si sente più responsabili delle cose vicine. I pazienti dimenticano nel senso più reale del termine la loro vita, che dal presente si sposta nel passato.

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Attraverso il crollo della memoria sono crudelmente costretti a vivere nel presente, oppure può avvenire che il passato divenga una cosa sola col presente.

La vita dell’ hic et nunc, la meta del cammino evolutivo, ha in questa forma irrisolta qualcosa di spaventoso. L’immersione consapevole nell’istante presenta i compiti essenziali della vita nella polarità; nelle persone affette da morbo di Alzheimer irrequietezza e motilità tradiscono ciò che vorrebbero ancora fare.

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Con la perdita del senso del tempo, viene anche meno la capacità di comprendere sia la strada della vita che i suoi compiti. Chi non ricorda più niente e vive al di là del tempo lineare, non può più avere responsabilità di alcun tipo. La perdita dell’orientamento va nella stessa direzione.

Quando la vita termina, non solo non si è raggiunto nessuno scopo, ma si ha addirittura smarrita la strada. I pazienti non sanno più dove sono e dove vanno. Con l’orientamento hanno perso nel vero senso della parola anche l’oriente, la direzione da cui secondo le Sacre Scritture proviene la luce.

Alla fine della loro strada manca la luce, e con essa la speranza.

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Le frequenti depressioni sono dovute all’assenza completa di prospettive e speranze. La carenza di attenzione e di rispetto verso gli altri, che può dare tanto ai nervi ai parenti, ne è quasi una logica conseguenza.

Poiché tutte le funzioni di controllo dell’intelletto cadono, le emozioni possono scaricarsi tranquillamente, come nei bambini piccoli. Quello che i pazienti hanno represso nella vita per educazione o per scrupoli di altro tipo, si manifesta ora liberamente.

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La sofferenza che soprattutto di notte assume proporzioni impressionanti, per cui i malati, presi dal panico, si svegliano urlando o cominciano a vagare per casa, è difficilmente comprensibile a chi li assiste.

Dato che i pazienti sono privi del senso di orientamento e della memoria, si svegliano di notte nel buio più totale senza sapere dove sono, e in seguito neanche chi sono. Talvolta è necessario lasciare accesa una piccola luce simbolica, come si fa con i bambini, per illuminare il Iato oscuro della realtà.

Fotografia, Prendendo, Foto, Display, Smartphone

La malattia può essere interpretata come un ritornare-ad-essere-bambini sprofondalo nel corpo. I pazienti si attaccano proprio come bambini alle persone che li assistono, amano stare attaccati alle loro gonne o per lo meno assicurarsi della loro vicinanza attraverso segnali acustici, come cantare o sussurrare.

Come i bambini in tenera età, odiano le porte chiuse e il senso di insicurezza. Preferiscono restare nelle zone che ben conoscono, a cui sono abituati, si spaventano anche di fronte alle sorprese o ai cambiamenti fatti con le migliori intenzioni.

Scrivere, Piano, Scrivania, Note, Penna, Scrittura

Non c’è modo di discutere con loro, però reagiscono con gratitudine alle manifestazioni di affetto, come carezze o lodi. Se si vogliono evitare i loro attacchi d’ira, bisogna dar loro sempre ragione, si deve lasciarli vincere al gioco e addossarsi sempre ogni colpa.

In conclusione, hanno bisogno di essere curati in tutto e per tutto come bambini: devono essere nutriti e perfino fasciati. Mentre i pazienti ritornano agli inizi della vita, richiedono al loro ambiente un’umiltà che è molto difficile in quanto le speranze di miglioramento sono limitate.

Sveglia, Tazza Di Caffè, Tempo Di, Suscitare

L’irrequietezza, detta discinesia, che costringe i pazienti a camminare a piccoli passi, testimonia che in loro esiste un impulso a muoversi, ma anche che questo impulso è ostacolato dai passi troppo piccoli e privi di direzione.

I pazienti si muovono in circolo. L’incapacità di rimanere seduti e fermi dimostra il bisogno di comunicazione e di collegamento con la vita e l’azione. Il fatto che si perdono ad ogni occasione perché non riconoscono più niente, fa capire che hanno simbolicamente rinunciato alla loro strada.

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I disturbi nell’articolazione del linguaggio indicano quanto il contatto con l’esterno sia divenuto difficile e col tempo addirittura impossibile. Perdono continuamente il filo del discorso, così come nella vita hanno perso l’orientamento. Il film si spezza sempre più spesso finché alla fine non rimangono che fotogrammi staccati.

Le frasi diventano sempre più corte, si riducono a parole, perdono man mano di logica, per poi esaurirsi del tutto. I pazienti ormai non hanno più niente da dire e vengono simbolicamente interdetti. Riescono ad esprimersi solo attraverso una comunicazione non verbale.

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Il termine medico utilizzato per definire questo problema del linguaggio è disfasia, che significa: i malati non vibrano più con Io stesso ritmo degli altri, sono disorientati anche nel linguaggio, col risultato di perdere col tempo anche questa capacità.

L’agnosia è un sintomo ulteriore, indica l’incapacità di riconoscere e alla fine arriva al punto che i pazienti non riconoscono più neanche se stessi. L’auto-conoscenza come scopo del cammino dell’uomo è affondata nelle ombre, come naturalmente anche il mondo che non può più essere riconosciuto come compito.

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L’aprassia, l’incapacità di compiere azioni pratiche, impedisce di utilizzare gli aiuti che la vita mette a disposizione. I pazienti affondano nell’inattività e nell’inettitudine. Con un mondo che non riconoscono più, non sono più in grado di confrontarsi.

La depressione riporta con chiarezza il tema a un denominatore comune.

La depressione è anche una mancanza di tensione e in effetti rappresenta una delle forme irrisolte del rilassamento. I pazienti diventano psicologicamente e fisicamente dipendenti e rinunciano a prendersi cura della propria vita, affidando tale compito al prossimo.

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Qui si rivela in modo drastico che il ritorno alle origini della vita è affondato nell’ombra.

Invece di diventare come bambini in modo libero e redento, corpo, anima e spirito regrediscono all’età infantile. Invece di camminare per il mondo col cuore aperto, pronti a stupirsi di fronte al miracolo della vita, i malati affondano nell’afasia.

Invece di conquistarsi a piccoli passi il loro spazio nella vita, si muovono in cerchio a passi minimi e si perdono.

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Fuggono verso il passato, verso la mancanza di responsabilità dell’infanzia, esigono attenzioni e cure senza dare niente in cambio e vivono inconsapevolmente scaricando su tutta la famiglia o sui singoli parenti quegli incarichi che essi stessi non sono assolutamente disposti ad assumere.

L’immagine delle cellule nervose murate nel cemento coi loro collega¬menti interrotti, rispecchia da un punto di vista anatomico la loro situazione.
Anche se si intende la de-pressione, secondo l’accezione attuale, come bassa-pressione, emerge l’aspetto della fuga perché tutti gli impulsi vitali vengono repressi. Il risultato è la morte da vivi.

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Alla fine la tensione non risolta e la repressione completa delle forze vitali sfociano nella morte.

Spesso non si sa chi soffre di più, se il malato o coloro che liberamente scelgono di rimanergli accanto. Mentre i pazienti percorrono inesorabilmente all’indietro la loro strada, chi li assiste si ritrova a dover affrontare molti sacrifici. È una variante della strada del ritorno, che i pazienti sfiduciati hanno rifiutato.

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Mentre i primi sono ora costretti a seguirla inconsapevolmente soffrendo, chi sceglie di rimanere al loro fianco per aiutarli la condivide consciamente. Alcune persone che si sono consacrate a questo compito dichiarano di essere cambiate profondamente e di essersi arricchite.

Chi affronta questo impegno sovrumano, imparerà molto su di sé, sull’essere bambini, sul coraggio e sull’umiltà.

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La cosa più deprimente e diversa rispetto all’educazione di un bambino, che nonostante i problemi ha sempre come fine quello del miglioramento, è la consapevolezza della mancanza di prospettive.

Mentre i bambini crescono, coloro che sono stati colpiti da morbo di Alzheimer precipitano. Del resto, educare un bambino quando ha ormai dieci anni è tardi. È necessario avere una guida sulla via che riporta a casa.

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La fase più importante e più difficile della strada dell’uomo, la discesa nelle tenebre, ha preso forma e per coloro che scelgono liberamente di condurvi l’anima altrui non è meno importante che per coloro che vengono accompagnati.

Percorrere questa strada richiama alla memoria il mito di Orfeo e Euridice, anche se nella nostra società sono principalmente le donne che si assumono il compito di accompagnare l’anima della persona amata nella discesa al regno dei morti.

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Si capiscono allora i racconti di coniugi o figli che si sono presi cura del malato, che descrivono i felici momenti d’amore vissuti insieme all’ammalato, che riesce spesso ad esprimere questo sentimento solo quando il carro armato intellettuale si infrange.

Sui gradini posti alla fine della strada che si sta percorrendo, vicinissimi ormai all’oscurità imperscrutabile, anche queste esperienze devono necessariamente essere sacrificate: l’amore individuale verso il singolo si trasforma necessariamente in un amore che tutto abbraccia, che va oltre la persona, poiché l’essere umano che si è conosciuto così bene sparisce nell’oscurità, e si rimane soli. In questa realtà domina il vuoto assoluto.

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Anche la persona illuminata rinuncia al proprio ego, e la sua individualità svanisce nel momento in cui entra nel grande vuoto. La differenza fonda¬mentale è però nella coscienza.

Per questo una malattia che anticipa le «fasi normali della decadenza senile» rappresenta lo specchio chiaro e spaventoso di una società, in cui un numero sempre maggiore di persone è colpita dal morbo di Alzheimer.

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Invecchiare significa molto spesso da noi diventare bambini, o attraverso malattie quali la sclerosi del cervello, altre forme di demenza, colpi apoplettici o semplicemente attraverso una «normale» decadenza cerebrale.

Il compito autentico ci invita però a tornare indietro consapevolmente e a «diventare come bambini».

Domande da porsi all’inizio della malattia e per coloro che assistono i malati

1. Ho preso bene la curva, ho trovato il punto di svolta nella mia vita e l’ho utilizzato per ritornare a casa?
2. In che rapporto sono con il bambino che è in me?
3. Ho mantenuto i legami con questo e nella vecchiaia mi sto di nuovo avvicinando consapevolmente a lui?
4. Mi sto avvicinando di nuovo ai bambini?
5. Verso dove mi potrei «orientare»? Da dove dovrebbe entrare luce nella mia vita? Quali aiuti non utilizzo?
6. In che modo perdo continuamente il contatto con le altre persone e con la vita?
7. Perché rifiuto la responsabilità della mia stessa vita?
li grande vuoto è, come il concetto cristiano di Paradiso, soltanto una descrizione imperfetta della perfezione, cioè dell’Unità.
Anche se le varie culture utilizzano diversi termini per indicare il regno che si trova al di là del mondo polare, esiste una sola Unità che abbraccia ogni cosa da ogni punto di vista, ma può anche essere il vuoto assoluto, in cui tutto è in potenza (a livello potenziale).

(Dott. Rudiger Dahlke)

Eziologia autoimmuni

Il Prof. Alessio Fasano, ricercatore a Chicago che si occupa di celiachia

vincitore di premi e di finanziamenti milionari. Le sue pubblicazioni sull’intestino sono fantastiche, mostrando la dinamicità di questo ospite sconosciuto (ai più) che abbiamo nella pancia.

Egli arriva a concludere, e a dimostrare, come una maggiore permeabilità intestinale non solo sia presente, ma preceda i sintomi di TUTTE le patologie autoimmuni.

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Chi tra voi è in contatti con medici, anche quelli considerati guru, avrà spesso sentito frasi del tipi:

non abbiamo capito ancora niente o poco su queste patologie…sono così bizzarre da poter manifestare sintomi diversi anche nel tempo nello stesso paziente…

Eppure nei testi di fisiologia, esame del primo anno del corso di laurea in medicina, c’è scritto che NORMALMENTE produciamo anticorpi a caso: contro il nemico, contro il nulla, contro noi stessi.

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Quindi la produzione di questi ultimi, non è dovuta al fatto che tale sistema sia impazzito! Poi, nel processo di maturazione, li testiamo ed eliminiamo quelli sbagliati, che sono il 97%!!!! ne teniamo 3 su 100.

Li eliminiamo inducendone la morte per apoptosi, processo che è controllato dal triptofano, amminoacido essenziale (quindi ricavabile solo dalla demolizione delle proteine) che una flora disbiotica demolisce eccessivamente in indolo e scatolo.

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Quindi una “banale” disbiosi intestinale riduce il livello plasmatico di triptofano, quindi riduce la capacità di compiere questa importante opera di scrematura degli anticorpi prodotti, eliminando quelli prodotti contro i nostri tessuti.

L’intestino della donna è costretto ad un lavoro maggiore di quello dell’uomo, infatti deve ciclicamente diminuire la risposta immunitaria per impedire una attacco anticorpale ad un eventuale feto.

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Quindi ciclicamente produce una disbiosi intestinale per diminuire il triptofano, essendo anche il precursore della serotonina cerebrale, a questa diminuzione corrispondono i ben noti sintomi della sindrome premestruale.

L’intestino della donna, quindi, è come una molla e come tale può snervarsi, rimanendo in condizioni di maggiore disbiosi/infiammazione, come è confermato dai minori livelli di Fe plasmatico.

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Questo è il vero motivo per cui si osserva una maggiore incidenza di patologie autoimmuni nelle donne.

Io credo che la conoscenza sia alla base della capacità di curare, nessuno porterebbe la sua auto da un meccanico che ammettesse di non sapere minimamente il funzionamento del motore, ma che ha collegato un guasto alla sostituzione di un pezzo, senza sapere quali funzioni svolga…

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rieducare un Equilibrio Asse Intestino – cervello e rieducare ogni manifestazione psicoemozionale che persiste e resiste al cambiamento significa comprendersi e guarire

Prof. Paolo Mainardi Roberta Rinaldi, modificato Francesco Ciani

Azioni intestinali dei farmaci

Azioni intestinali dei farmaci

Gershon riporta l’evidenza di come i farmaci neuroattivi agiscono anche a livello intestinale. Ad esempio i farmaci antidepressivi SSRIs sono impiegati anche per disturbi intestinale.

Curiosamente a bassi dosaggi controllano la diarrea, ad alti la provocano. E’ interessante correlare questo dato con l’evidenza che a bassi dosaggi siano anticonvulsivi, ad alti sono pro convulsivi (1).

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Sia per i farmaci antidepressivi che antiepilettici è riportato che sono in grado di aumentare il triptofano e/o la serotonina intestinale, confermando l’azione sul cervello enterico.

Oggi sappiamo come la cronicizzazione di una infiammazione intestinale possa avere un ruolo importante in diverse patologie neurologiche, sappiamo come l’efficacia ad ampio spettro della dieta chetogenica o della curcumina possa essere legata alle loro azioni intestinali.

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Queste evidenze ci portano a considerare importante la possibile azione intestinale dei farmaci. Infatti, assunti oralmente, potranno interessare il cervello enterico con maggiore probabilità rispetto a quella di arrivare al cervello.

Infatti, gli SSRIs inibiscono il legame della serotonina alle piastrine plasmatiche, anche se con differenti costanti di affinità chimica, rispetto all’inibizione della ricaptazione cerebrale. Le piastrine hanno il compito di sequestrare tutta la serotonina sintetizzata dall’intestino e riversata nel sangue.

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La serotonina piastrinica viene rilasciata solo in seguito ad traumi, ad esempio ferite, in quanto provoca una vaso-restrizione, limitando l’emorragia, e attiva i processi di cicatrizzazione . Comunque il suo ruolo non è solo vaso-restrittivo, ma quello in generale di controllare il tono del vaso sanguigno, da cui il nome serotonina.

L’inibizione del legame della serotonina con le piastrine, associato al ruolo di segnale di pericolo della serotonina libera, può portare ad una riduzione della trasformazione del triptofano in serotonina, quindi all’aumento dei suoi livelli, da cui dipende la sintesi cerebrale di NPY.

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Questa sintesi è controllata dal sistema neuroendocrino, che, come tutti i sistemi di controllo non fornisce risposte immediate, ma dopo un periodo di tempo di osservazione, che nel caso dell’uomo sono 20-30 giorni. Infatti dopo 20-30 giorni di digiuno il livello di noradrenalina balza improvvisamente da 20 a 200 nmoli/ml.

La dipendenza dalla risposta del sistema neuroendocrino spiega la latenza nei tempi di risposta clinica degli SSRIs, mentre l’incidenza di alterazioni del legame piastrinico riportate nei pazienti depressi e epilettici spiega l’elevata incidenza di effetti collaterali, questi dovuti ad un aumento del livello plasmatico di serotonina “libera”, la quale, superato un valore soglia, viene captata dal cervello, finendo negli spazi extracellulari, dove è noto che sia neurotossica.

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Per quanto riguarda i farmaci anticomiziali, abbiamo già discusso in questo libro, l’azione intestinale dell’acido valproico. Sono riportate azioni di farmaci antiepilettici, come la carbamazepina (2), l’acido valproico (3) e la lamotrigina(4), sui danni ischemici da riperfusione a livello intestinale, che confermano la loro capacità di azione anche sull’intestino.

Queste azioni sono legate alle loro capacità antinfiammatorie, pertanto questa può essere la vera responsabile della loro azione anticonvulsiva, sulla base dell’evidenza di come una infiammazione intestinale abbassi la soglia convulsiva.

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Il concetto riportato da Gershon può essere riformulato, in quanto l’azione dei farmaci neuroattivi può essere solo a livello intestinale, per questo non necessitano di arrivare al cervello. La risposta cerebrale è fornita grazie al sistema neuroendocrino.

(Prof. Paolo Mainardi)

dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina

Riferimenti

1) P.C. Jobe, R.A. Browning The serotonergic and noradrenergic effects of antidepressant drugs are anticonvulsant, not proconvulsant. Epilepsy & Behavior 7 (2005) 602–619

2) Barut I, Tarhan OR, Kapucuoglu N, Sutcu R, Akdeniz Y.Lamotrigine reduces intestinal I/R injury in the rat. Shock. 2007 Aug;28(2):202-6

3) Kim K, Li Y, Jin G, Chong W, Liu B, Lu J, Lee K, Demoya M, Velmahos GC, Alam HB. Effect of valproic acid on acute lung injury in a rodent model of intestinal ischemia reperfusion. Resuscitation. 2012 Feb;83(2):243-8

4) Barut I, Tarhan OR, Kapucuoglu N, Sutcu R, Akdeniz Y. Lamotrigine reduces intestinal I/R injury in the rat. Shock. 2007 Aug;28(2):202-6.

Asse intestino cervello nel Parkinson

Il ruolo dell’asse intestino cervello nel Parkinson

Nel lavoro originale mr. Parkinson riferisce che tutti i pazienti da lui descritti presentavano disturbi intestinali.

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Il sistema serotoninergico è da tempo collegato a questa patologia, anche in relazione alla funzione di controllo del sistema dopaminergico da parte dei neuroni serotoninergici.

Studi post-mortem hanno dimostrato la degenerazione dei neuroni serotoninergici, un diminuito livello di serotonina e un’alterazione nell’attività di alcuni subtipi di recettori serotoninergici.

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L’acuta deplezione del trp porta ad una diminuzione del rapporto plasmatici trp/LNAAs maggiore nei pazienti parkinsoniani che nei controlli.

Inoltre vengono riportati diminuiti livelli plasmatici di triptofano (1),

che comportano una ridotta disponibilità di serotonina cerebrale, confermata dalla presenza di panico e di disturbi del sonno, spesso descritti in questa patologia (2), mentre il ruolo dell’intestino è confermato dai disturbi gastrointestinali che sono comuni e clinicamente rilevanti nei pazienti parkinsoniani (3).

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La sintomatologia gastro-intestinale non sembra dovuta solo alla conseguenza di questa patologia sui muscoli scheletrici a livello orofaringeo, ano-rettale o del pavimento pelvico, ma ad un diretto coinvolgimento del sistema nervoso enterico.

Il coinvolgimento intestinale in questa patologia rappresenta un paradigma per l’interazione intestino sistema nervoso centrale.

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Studi recenti dimostrano che il sistema nervoso centrale ed enterico possono dimostrare cambiamenti paralleli in molte patologie precedentemente confinate a livello del sistema nervoso centrale o somatico.

Il sistema nervoso enterico può quindi essere una finestra più accessibile in diverse patologie neurodegenarative.

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Registrazioni di elettrogastroenterografia (EGEG) (4) hanno permesso di determinare disfunzioni gastroenteriche in pazienti parkinsoniani. Questi presentano modificazioni del tracciato EGEG marcatamente simili a quelli dei pazienti vagotomizzati:

l’aumento dell’attività gastrica post-prandiana è risultata minore nei parchinsoniani e non è stata osservata la normale temporanea diminuzione della frequenza dell’attività gastrica post-prandiana.

Visualizzazione Finestra, Seduta, In Casa, Ragazza

Questi risultati suggeriscono una disfunzione del nervo vago.

Viene riportato un ipercatabolismo del triptofano (5) e un ipocatabolismo della tirosina, che potrebbe essere una conseguenza dell’effetto modulatorio delle digossina a livello del ipotalamo sul trasporto degli ammino acidi.

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L’elevata risposta al placebo sia negli studi farmacologici(6), sia nel trapianto chirurgico di neuroni dopaminergici (7), dove il placebo è l’intervento simulato, mette in evidenza il ruolo dell’asse intestino cervello, dato che è noto essere responsabile della capacità di reagire alle stimolazioni ambientali.

(Prof. Paolo Mainardi)
dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina
Riferimenti:
1) Molina JA et al. Decreased cerebrospinal fluid levels of neutral and basic amino acids in patients with Parkinson’s
disease. J Neurol Sci. 1997 Sep 10;150(2):123-7
2) Tison F. Parkinson’s disease and associated disorders. Rev Prat. 2005 Apr 15;55(7):741-7
3) Quigley EM. Gastrointestinal dysfunction in Parkinson’s disease. Semin Neurol. 1996 Sep;16(3):245-50
4) Kaneoke, Y, et al. Gastrointestinal dysfunction in Parkinson’s disease detected by electrogastroenterography. J Auton Nerv Syst. 1995 Jan 3;50(3):275-81.
5) Ravikumar A, et al. Tryptophan and tyrosine catabolic pattern in neuropsychiatric disorders. Neurol India. 2000 Sep;48(3):231-8
6) Mcrae C et al. Transplantion of dopamine neurons. Arch Gen Psychiatry 2004; 61:412-420
7) de la Fuente-Fernández R et al. . Science. 2001 Aug 10;293(5532):1164-6