Candida e tutto ciò che devi sapere

Un approfondimento sulla Candida e sulla Candida Albicans in particolare e tutto ciò che devi sapere!!! che nessuno ti ha mai detto!!

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La candida è un genere di lievito che comprende molte specie, delle quali la Albicans è il più noto (e spesso anche il più dannoso). Pur essendo un lievito, la Candida Albicans è in realtà un essere vivente polimorfico, che possiamo trovare nel nostro corpo sotto forma di lievito vero e proprio, con cellule staccate, isolate (organismo saprofita), e sotto forma più propriamente fungina, con una organizzazione pluricellulare e ramificazioni dette ife, che penetrano negli organi e nei tessuti. In questa pericolosissima forma si comporta come un parassita e può realmente avvelenare tutto il nostro corpo.

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La candidosi sistemica, o candidosi disseminata (il nome scientifico di questa problematica) è sempre più diffusa.

E se cento anni fa la si poteva trovare (in forme più o meno gravi) nel 3% della popolazione, adesso siamo arrivati al 30% circa della popolazione (come è stato verifica dalle autopsie).

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La dottoressa Simona Pelotti, come vedremo meglio in seguito, attribuisce molti di questi problemi non solo alla disbiosi, ma all’intolleranza al glutine, ipotizzando che una delle cause della disabilità possa essere l’intolleranza al glutine (mai diagnosticata) delle loro madri, che ha causato dei problemi anche all’ovulo fecondato ed al feto.

Ma le varie specie di candida possono trovarsi anche sotto forma di biofilm (delle complesse strutture di microorganismi che aderiscono alla superficie dell’intestino – e non solo – e che vengono descritte più avanti nel presente libro ) e possono formare anche delle spore , motivo per il quale non si può ragionevomente di eradicare una volta per tutte la candida dal nostro organismo, ma di ridurne la quantità e la virulenza riequilibrando il sistema immunitaria e la microflora intestinale nel suo complesso.

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Le tossine della candida possono concorrere a una quantità incredibile di situazioni patologiche, dalla fatica cronica alle allergie, può concorrere allo scatenarsi di malattie autoimmuni, tumori etc. etc. Bisogna comprendere che la candida in genere non è solo un problema localizzato alla pelle (piede d’atleta) alla vagina (mughetto) o altrove.

Questi spesso sono sintomi di una problematica più vasta e complessa.

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E sebbene spesso la proliferazione della candida parta dall’intestino (in seguito all’utilizzo di antibiotici, anticoncezionali, chemioterapici, anti-infiammatori, antidolorifici, esposizione a prodotti chimici tossici, a metalli pesanti, per non menzionare lo stress), quando la candida si è ramificata nei tessuti e negli organi, eliminarla dall’intestino può non essere sufficiente.

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La carenza di batteri buoni e l’abbondanza di batteri patogeni sono intimamente legate alla proliferazione della candida, e spesso è difficile eradicare la candida se non si riequilibra la microflora intestinale. Viceversa diminuire la presenza della candida aiuta a riequilibrare l’organismo nel suo complesso (ed anche la microflora) dal momento che le tossine della candida danneggiano anche il funzionamento del sistema immunitario.

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Non sarà mai sufficiente ripetere il concetto che nelle persone con una flora intestinale equilibrata ed un sistema immunitario efficiente, le cellule di C. albicans si trovano normalmente (ma in piccole quantità) come componenti del microbioma intestinale, ma sebbene si trovino in un posto dove possono avere facile accesso al nutrimento, la competizione con i batteri buoni rende impossibile la proliferazione di questo lievito, come ci ricorda l’articolo Fungal metabolism in host niches .

Uno degli articoli scientifici più precisi che descrivono in dettaglio il molteplice aspetto della candida albicans appena descritto è Candida albicans pathogenicity mechanisms .

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Da tale articolo apprendiamo che ci sono circa 600 specie di funghi patogeni (per l’essere umano) da quelli che causano leggere infezioni alla pelle a quelli che causano gravi infezioni alla pelle (come la specie Sporotrix schenkii) a quelli che possono addirittura causare gravissimi problemi di salute e porre a rischio la vita umana (tra i quali Aspergillus fumigatus, Cryptococcus neoformans, Histoplasma capsulatum e Candida albicans).

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Il fatto che la specie Candida albicans (spesso assieme ad altre specie di Candida) sia presente nella cavità orale del 75% circa della popolazione non significa necessariamente che le stesse persone soffrono di un grave problema infettivo al cavo orale, dal momento che un sistema immunitario efficiente impedisce che la candida proliferi.

Altre statistiche invece sono più preoccupanti, perché un conto è la presenza, e un conto è l’infezione conclamata da candida. L’incidenza delle vulvovaginiti da candida (tra le donne) è del 75% se teniamo conto anche di chi ha contratto l’infezione solo una volta in tutta la propria vita

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(la percentuale scende al 45% circa tra le donne che ne hanno sofferto almeno due volte) e c’è anche uno “zoccolo duro” di donne che ne soffrono almeno 4 volte all’anno (5–8%). L’articolo conferma quanto leggerete più di una volta nel presente libro, ovvero che antibiotici, pillole anticoncezionali e terapia ormonale possono essere cause di una proliferazione di candida e spiega anche come mai sia così difficile liberarsi dalla candida, perché in certe circostanze possa risultare così aggressiva.

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La Candida albicans è “mutaforme”, adattabile a diversi ambienti, si adatta rapidamente a variazioni del pH ambientale, è dotata di meccanismi per resistere ad innalzamenti della temperatura, ed è ben equipaggiata per succhiare nutrienti essenziali al nostro corpo (anche metalli come ferro e zinco, e in misura minore manganese e rame); a tale scopo può secernere enzimi proteasi, fosfolipasi e lipasi.

Alcuni meccanismi che regolano la transizione da una forma all’altra (lievito a fungo e viceversa) sono il pH (con un pH acido minore di 6, per lo più la albicans si comporta come lievito, mentre per valori del pH maggiori di 7 assume la forma fungina con ife) la quantità di cellule presenti (quando prolifera oltre la densità di 107 cellule al millilitro assume la forma fungina).

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Anche il contatto con una superficie può indurre il mutamento di forma e lo sviluppo di ife, o in altri casi la svilupparsi di un biofilm; in particolare in contatto con una mucosa le ife possono svilupparsi anche nello strato inferiore (e quando questo succede nell’intestino si genera una dannosa porosità). Ma anche una situazione di pericolo, come la carenza di nutrimento, può indurre la Candida albicans a d assumere la forma fungina con le ife, le quali più facilmente si traggono nutrimento dai tessuti del nostro organismo.

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Tale organismo può infatti letteralmente penetrare (sotto forma di ife) dentro le cellule dell’organismo in cui prolifera tramite speciali proteine detta invasine. Inoltre quando le sue cellule sono racchiuse nelle strutture di biofilm sono molto più resistenti a qualsiasi tipo di farmaco o di aggressione del sistema immunitario .

La capacità della Candida Albicans di migrare all’interno del corpo umano (quando il sistema immunitario non riesce a tenerla a bada) è semplicemente spaventosa: dall’intestino che rende poroso può passar nel sangue (ricco di glucosio) ed anche se lì si confronta con le cellule del sistema immunitario che possono fagocitarla, non solo si riesce ad adeguare rapidamente a sopravvivere in questo nuovo ambiente,

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ma riesce a bloccare l’azione dei macrofagi e a sviluppare delle ife che penetrano nelle cellule del sistema immunitario, aprendo un varco che permette loro di scappare. A questo punto, una volta raggiunti altri organi e tessuti, la Candida albicans ha un’enorme capacità di adattamento, e riesce ad adattarsi a cibarsi di diversi tipi di nutrimento.

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La candida possiede anche altri meccanismi per eludere, ingannare, sopprimere il sistema immunitario, come mostrano per esempio gli articoli scientifici Two mechanisms of inhibition of human lymphocyte proliferation by soluble yeast mannan polysaccharide , e Candida albicans suppresses nitric oxide (NO) production by interferon-gamma (IFN-γ) and lipopolysaccharide (LPS)-stimulated murine peritoneal macrophages .

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Questo significa che quando la candida da pochi micro-organismi isolati diventa una presenza invadente , il sistema immunitario è sempre più indebolito, e a un certo punto la proliferazione di questo lievito candida arriva a mettere il sistema immunitario in uno stato di stallo: allora le nostre difese immunitarie non riescono più ad affrontare la candida stessa, ed hanno difficoltà anche a contrastare altri micro-organismi patogeni (per non parlare dei vermi parassiti).

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Il dottor Truss, autore di due libri sulla Candida (The missing duiagnosis, e The missing diagnosis II) afferma che ci vuole un lungo lavoro (lungo a volte un anno e più) per ridurre l’infezione della candida oltre una certa soglia, e permettere finalmente che il nostro sistema diventi “competente”, ovvero che riesca a riprendere le sue funzioni anche contro la candida stessa.

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È questo un momento in cui è possibile sperimentare reazioni di detox anche se non si assumono più prodotti specifici contro la Candida. Tali reazioni corrispondono a un aumento momentaneo di sintomi fisici e mentali (reazioni di Herxheimer): eczemi, dermatiti, sconforto gastrointestinale, flatulenza, diarrea, sonnolenza, confusione, nebbia mentale, depressione, irritabilità, etc.

Una cosa importantissima è che il passaggio da un ambiente neutro ad un ambiente alcalino può causare gravi danni alla C. albicans, ed è questo il motivo per il quale contro tale organismo (e contro gli altri lieviti del genere Candida) può essere utile una dieta alcalinizzante o un protocollo alcalinizzante .

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Importante è anche il contributo della vitamina A alla difesa contro la Candida albicans ed altri funghi dannosi, come mostra l’articolo Modulatory role of vitamin A on the Candida albicans-induced immune response in human monocytes , mentre più controverso appare quello della vitamina D; tuttavia l’articolo Association among Vitamin D, Oral Candidiasis, and Calprotectinemia in HIV , riporta una significativa correlazione tra carenza di vitamina D e candidosi nel cavo orale.

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** Alcuni dei sintomi più curiosi della candidosi sistemica sono legati indirettamente alla candida stessa. Quando nel nostro corpo ci sono molte tossine della candida, e permeabilità intestinale causata da candida,, ci sono influssi negativi diretti su cervello, intestino ormoni, sistema immunitario, ma succede anche che il nostro organismo manifesta reazione allergiche a lieviti e muffe diversi dalla candida, nonchè a profumi e sostanze chimiche.

Questo significa che nei giorni molto umidi, nebbiosi, nei giorni piovosi o poco prima che piova, quando nell’aria ci sono molte spore di muffe e funghi, si possono avere brutte reazioni: stanchezza, sonnolenza, sensazione di fastidio, problemi intestinali (finanche diarrea continua nei casi più gravi).

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Similmente il solo entrare in un supermercato o in un centro commerciale può, a causa della sensibilità chimica indotta dalla candida, portare a reazioni allergiche che danno molto fastidio; può essere tipico il sentirsi un po’ straniti, confusi, come reazione a sostanze chimiche profumi, prodotti per l’igiene personale e per l’igiene della casa, etc. Oltre ai libri del dottor Truss è molto interessante anche il libro The yeast connection del dottor Crook

Uretrite, prostatite, cistite, sono possibili sintomi di infestazione da candida albicans. In particolare l’uretrite è spesso causata dalle tossine di tale lievito, che vengono eliminate con le urine e danno una sensazione di bruciore al transito. Tutto ciò lo leggete nei libri di Truss e Crook ma ho anche esperienze di prima persona.

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Utilizzando prodotti che uccidono la candida ho avuto anche episodi di forte uretrite (reazione di Herxheimer). Inutile dire che non ho seguito il consiglio del medico che prescriveva antibiotici, ma ho preferito bere un litro e mezzo d’acqua. Il medico non sospettava che l’uretrite fosse da tossine in transito invece che da infezione batterica.

Uno dei sintomi più curiosi descritti dal dottor Crook è quello delle ragazzine con problemi di candidosi che hanno un seno che non si sviluppa. Il problema si risolve, assieme a molti altri, quando la Candida albicans viene debellata.

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Altre testimonianze curiose sono quelle delle donne la cui irritabilità (specialmente premestruale) è causata dalla candida, che fanno letteralmente impazzire il marito causando la rottura del matrimonio, e che poi , sconfitta la candida si ritrovano di nuovo felicemente spostate, senza più i problemi di un tempo. In un caso la donna, guarita, torna felicemente assieme all’ex marito, sposandolo di nuovo.

Persino l’infedeltà coniugale, in un caso, è descritta dalla donna come un effetto collaterale dell’intossicazione da candida .

Bibliografia Completa
http://scienzamarcia.altervista.org/pilastri.doc

Tecniche per la Guarigione & Comprensione

Esprimi la creatività

L’arte può essere estremamente benefica per lo stato meditativo, perché favorisce il senso di padronanza e ha effetti catartici. Ma c’è un altro aspetto della creatività che devi conoscere per trarne il massimo beneficio:

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quando crei, diventi l’osservato e l’osservatore, impregni la stanza e l’ambiente della tua Vitalità in ogni dettaglio, e in ogni tuo Respiro e sarà un esperienza emozionale che ricorderai per sempre, semplicemente perché Sei Uno, quando scegli di manifestarti in ciò che Sei veramente. Quando dipingi.

Quando scrivi, leggi e ti ascolti, ti osservi; quando canti o suoni uno strumento musicale e ti riconosci in ogni nota. La mente non pensa.. ma crea ogni tua espressione creativa, quale essa sia.

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Anche se nessun altro essere umano vede o ascolta ciò che fai, il tuo gesto creativo non svanirà mai nel nulla. La creatività non muore. Ha una forza tutta sua che vive oltre ed è scritta nell’universo.

Quando riesci a essere consapevole della Creatività e ti osservi nello scolpire, danzare o cucire, quei gesti assumono un nuovo significato.

L'immagine può contenere: 3 persone, persone sul palco e persone che ballano

La prossima volta che ti siedi al tavolo per disegnare – o che inventi un modo originale per impacchettare la merenda che i tuoi figli porteranno a scuola – immagina la tua AnimA che ti applaude.

Fare qualcosa di bello, utile o terapeutico (o tutte e tre le cose) è un atto divino che si imprime su questo piano terreno dove ricorderai lentamente chi e cosa sei veramente.

Permeabilità Intestinale

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La sindrome della permeabilità intestinale è una malattia autoimmune e alcuni medici ritengono che sia la causa principale di molte patologie gastrointestinali, oltre a problemi come la spossatezza cronica o la sclerosi multipla.[1]

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Il problema maggiore è che i medici non la sanno riconoscere e se ti va bene ti faranno dei test di intolleranza che ti troveranno intollerante quasi a tutti i cibi. Ma il problema non sarà risolto mangiando brodo a vita, bisogna riparare le pareti intestinali.

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Sebbene sia un disturbo non ancora ampiamente riconosciuto come malattia, si ritiene che una porosità o permeabilità del tratto intestinale sia responsabile di un’ampia gamma di sintomi. Tra questi ci sono dolore cronico o disturbi dell’apparato digestivo, gonfiore, depressione, spossatezza cronica, allergie alla pelle e sfoghi cutanei. Sebbene non sia ancora chiaro con esattezza cosa provochi la malattia, è però possibile ridurne i sintomi apportando dei cambiamenti all’alimentazione e allo stile di vita.

Se l’organismo è in salute ha a disposizione un potente esercito che ci difende da virus, batteri e parassiti. L’esercito è il sistema immunitario che protegge il nostro intestino e il flusso del sanguigno da invasori esterni. Il sistema immunitario è composto da una rete complessa di cellule e organi specializzati impegnati costantemente a distinguere qualsiasi anomalia presente nel nostro organismo.

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Per combattere questi patogeni il sistema immunitario produce anticorpi. Sfortunatamente questo potente esercito a volte può avere una reazione anomala e rilasciare sostanze ed anticorpi al fine di contrastare la sostanza erroneamente identificata come nociva.

Questo fenomeno viene chiamato autoimmunità e si verifica quando il sistema immunitario sbaglia il riconoscimento delle proprie cellule e produce anticorpi contro i tessuti dell’organismo, anticorpi conosciuti anche come autoanticorpi.

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E’ simile a una guerra contro se stessi, con il sistema immunitario da un lato, e le cellule sane sul lato opposto. L’autoimmunità provoca un’infiammazione cronica e la distruzione dei tessuti con dolore e perdita delle funzioni. Il sistema immunitario va in tilt e può causare le cosiddette malattie autoimmuni.

Sempre più persone sono affette da patologie autoimmuni, il numero è aumentato drasticamente negli ultimi dieci anni. Mediamente i disturbi autoimmuni colpiscono più del 5 % della popolazione nei paesi occidentali, in particolare le donne. [1] Il fattore che distingue una malattia autoimmune da un altra riguarda semplicemente il tipo di tessuto (l’area corporea) colpito.

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Per esempio la tiroide di Hashimoto ha come bersaglio le cellule della tiroide. La sclerosi multipla attacca la mielina delle cellule nervose.

Nell’artrite reumatoide un attacco autoanticorpale colpisce le articolazioni, mentre la celiachia implica un attacco autoanticorpale contro le cellule intestinali.

L’INTESTINO PERMEABILE (BUCATO) È CAUSA DELLE MALATTIE AUTOIMMUNI E DI TANTISSIMI DISTURBI

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Le pareti intestinali (il rivestimento interno dell’intestino) sono costituite da un singolo strato di piccole cellule che permettono il passaggio di nutrienti e acqua trattenendo batteri, proteine e altre tossine. Si possono immaginare le pareti dell’intestino come dei buttafuori dell’organismo che permettono l’accesso esclusivamente a chi merita di entrare, tenendo così alla larga gli scocciatori e i “cattivi”.

Anche se l’idea non è piacevole, intestino è un posto piuttosto tossico. Ingeriamo tossine ogni giorno, dall’aria, all’acqua dal cibo ai farmaci, ecco perché la condizione delle pareti intestinali risulta fondamentale per mantenere una solida immunità e una buona salute generale. Evidentemente Madre Natura la pensava in questo modo se ha disposto circa il 70% del nostro sistema immunitario nelle pareti intestinali. [2]

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Se il tratto digestivo si infiamma come risultato di unacattiva digestione, stress elevato, metalli pesanti, consumo di zuccheri, ecc., questa infiammazione compromette la solidità delle pareti intestinali permettendo a particelle di cibo indigerito, tossine e batteri di entrare nel circolo sanguigno. Si ha la cosiddetta permeabilità intestinale.

Una volta che queste sostanze passano le pareti, il sistema immunitario reagisce ed inizia ad attaccarle poiché le considera come sconosciute e quindi una minaccia. Si genera così ancora più infiammazione. Si è creato quindi un circolo vizioso che genera altra infiammazione e che a sua volta promuove ulteriore permeabilità intestinale.

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SINTOMI DELLA PERMEABILITA’ INTESTINALE

  1. Problemi digestivi. Non digerisci bene il cibo, puoi avere gas nell’intestino, gonfiore, diarrea o sindrome da intestino irritabile.

  2. Carenza nutrizionale. Sei debole e denutrito perché le pareti del tuo intestino non riescono ad assorbire i nutrienti.

  3. Asma o allergie stagionali.

  4. Squilibri ormonali come la sindrome premestruale o da ovaio policistico.

  5. Malattie autoimmuni come artrite reumatoide, lupus, psoriasi o celiachia.

  6. Fatica cronica, continua stanchezza e assenza di energie.

  7. Alterazioni dell’umore e conseguenti problemi come ansia, depressione o disturbi dell’attenzione.

  8. Problemi alla pelle come acne o eczemi.

  9. Candida albicans.

  10. Allergie o intolleranze alimentari.

  11. Insonnia.

COSA FARE PER RIMEDIARE ALLA PERMEABILITA’ INTESTINALE

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Il problema maggiore è che i medici non la sanno riconoscere e se ti va bene ti faranno dei test di intolleranza che ti troveranno intollerante quasi a tutti i cibi. Ma il problema non sarà risolto mangiando brodo a vita, bisogna riparare le pareti intestinali. Al Massachusetts General Hospital dell’Harvard Medical School, il Dott. Alessio Fasano ha scoperto che ci sono dei fattori che possono innescare la produzione di una sostanza la zonulina che dilata le pareti intestinali: [3]

  • Alcuni farmaci (per esempio anti infiammatori non steroidei, come l’Ibuprofene, e steroidei)

  • Stress cronico (traumi emotivi)

  • Alcool

  • Glutine e altri nutrienti derivanti dall’alimentazione

  • Disbiosi, uno squilibrio della microflora naturale dell’organismo: eccesso di batteri nocivi nell’intestino e deficienza di quelli positivi (probiotici).

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Queste sono delle valide ragioni per riprogrammare le proprie scelte alimentari evitando il problema del glutine contenuto dei prodotti da forno e nella birra. Perchè? Semplice! Perché causano buchi nel tuo intestino.

INTEGRATORI E SCELTE ALIMENTARI E MENTALI

Questo tema mi appassiona molto per due motivi

  1. Nessuno ne parla perché se ne sa poco.

  2. Ci sono passato. Ho vissuto un periodo in cui non riuscivo a digerire nulla, non riuscivo a capire la causa ed ero arrivato a togliere quasi tutti gli alimenti. Poi grazie ad un test bioelettronico è stato scoperto che il mio sistema digestivo non funzionava e il mio sistema nervoso era sovraccarico e allora da lì ho potuto lavorare.

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Cosa fare per risolvere questa situazione

  1. Scarica il sistema nervoso. Fai attività fisica (è davvero importante), medita, e assumi degli integratori che scaricano lo stress come la Rodiola. E’ importante lavorare sui traumi: il medico mi disse che il mio sistema nervoso non era carico per lo stress quotidiano ma per traumi di esperienze vissute intensamente e non risolte (specialmente nell’infanzia). In questo caso sono molto utili i Fiori di Bach in particolare Star of Bethlehem è quello consigliato. Consiglio anche gli esercizi del METODO TRE.

  2. Togli glutine, latticini, piccante, dolci e zucchero, cioccolato, vino bianco, superalcolici e carne di maiale. Questi sono i principali cibi che creano infiammazione nel nostro intestino.

  3. Fortifica le pareti intestinali. Puoi farlo con degli integratori specifici naturali. La Glutammina, l’Inulina e la Vitamina D sono molto potenti in questo.

  4. Riduci l’infiammazione. La curcuma è un potente antinfiammatori naturale: ti consiglio la ricetta del latte d’oro con olio di cocco spiegata in questo articolo … 4 Modi per potenziare l’assorbimento della Curcumina.

PUOI FARE UN TEST PER MISURARE LA PERMEABILITA’ INTESTINALE

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Il metodo attuale per diagnosticare la permeabilità intestinale è il test del lattulosio e mannitolo. Il test è semplice da eseguire (bere soluzione zuccherina e poi raccolta urine) e consente di valutare la permeabilità della parete intestinale e la sua capacità funzionale di assorbimento.All’incirca il 90% della popolazione ha a che fare con l’infiammazione di basso livello che conduce, inesorabilmente, a problemi quali autoimmunità, invecchiamento precoce, obesità, diabete e altri disturbi seri. La maggioranza degli approcci medici convenzionali mirano a mascherare i sintomi e a non affrontare le vere cause.

E’ importante quindi conoscere queste informazioni e diffonderle ed usarle.

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[1] Moroni, L. et al. “Geoepidemiology, gender and autoimmune disease.” Autoimmunity Reviews 11, no. 6 (2012): A386-A392; Autoimmune Diseases: Overview, WomensHealth.gov, accessed May 31, 2015,

[2] G Vighi, F Marcucci, L Sensi, G Di Cara, and F Frati “Allergy and the gastrointestinal system” Clin Exp Immunol. 2008 Sep; 153(Suppl 1): 3–6.

[3] Fasano, A. “Zonulin, Regulation of Tight Junctions, and Autoimmune Diseases,”Annals of the New York Academy of Science 1258, no. 1 (2012): 25-33; Fasano, A. “Zonulin and its Regulation of Intestinal Barrier Function: The Biological Door to Inflammation, Autoimmunity, and Cancer,” Physiological Reviews 91, no. 1 (2011): 151-75.

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Psicofarmaci e Bambini

Il dottor Spock «fino a oltre i tre anni sapeva parlare pochissimo e quel poco lo diceva con esasperante lentezza». Anche Martin Buber imparò a parlare solo a tre anni. Uno degli insegnanti di James Thurber «disse a sua madre che probabilmente il bambino era sordo».

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Dislessia, ritardo cronico, distraibilità, iperattività sono sintomi della «sindrome da deficit dell’attenzione»: e sa Dio quanta pazienza ci vuole. Del resto, in quale altro modo si può contenere e snidare l’altra faccia di questo «deficit»?

Spesso i bambini così classificati, e anche gli adulti, sono quelli con intelligenza superiore alla media, inclini a perdersi in fantasticherie e con un’anima così sensibile e aperta che l’«Io» non riesce a starle dietro e il suo comportamento risulta disorganizzato. E allora, ale!, una bella cura di Ritalin, Prozac, Xanax: e funziona, naturalmente per il 50% o a livello sintomatico.

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Ma il fatto che le pillole combattano il deficit non vuol dire che la causa ne sia confermata o che se ne sveli il significato. Le stampelle funzionano, ma non spiegano la mia gamba rotta. Come mai questo disturbo è tanto diffuso oggi? Su che cosa l’anima non vuole rivolgere l’attenzione, e che cosa starà facendo il daimon, visto che non sta leggendo, non sta parlando, non sta dando prestazioni rispondenti alle aspettative?

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In questi casi bisogna ripartire a ritroso, rieducando l’ambiente, l’alimentazione, il Microbioma, per poi rieducare il linguaggio, sviluppare la sua creatività e scoprire anche il genio intrinseco nel bambino, che sta facendo i “capricci”.

James Hillman

Le olive e l’olio d’oliva

Le olive sono un miracolo della natura e, anche se si tende a darle per scontate, meritano una particolare attenzione.

100 grammi di olio d’oliva contengono 100 grammi di grassi: monoinsaturi (77 grammi), polinsaturi (8,4 grammi) e saturi (13,5 grammi). Le olive sono uno spuntino squisito e saziante, saporito e appagante, e sono ottime da aggiungere alle insalate.

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Mangiare olive è una maniera sana di aggiungere grassi alla tua dieta.

Le olive, l’olio d’oliva e i composti che contengono sono stati associati ai seguenti benefici per la salute:

Sono una fucina di antiossidanti. Le olive ne contengono quantità elevate, tra cui fenoli (idrossitirosolo, tirosolo), polifenoli (oleuropeina glucoside) e l’oleuropeina, che si trova solo nelle olive.

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È stato dimostrato che le olive hanno un potere antiossidante più forte della vitamina E.

Proteggono il cuore. Il grasso principale contenuto nell’olio d’oliva è l’acido oleico, un grasso monoinsaturo che riduce il rischio di malattie cardiache perché abbassa il colesterolo LDL e la pressione sanguigna.

Inoltre l’oleuropeina, un antiossidante contenuto nelle olive, riduce l’ossidazione del colesterolo LDL nel corpo e può abbassare i marcatori dello stress ossidativo. Contrastano i tumori. Le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie delle olive, oltre ai composti antitumorali che contengono, le rendono particolarmente preziose per la prevenzione del cancro.

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Si è scoperto, per esempio, che i composti contenuti nelle olive e nell’olio d’oliva attivano il gene soppressore del tumore e il gene apoptotico, che induce la morte programmata delle cellule. (9) Contrastano l’invecchiamento. Si è scoperto che il tirosolo, un fenolo contenuto nell’olio extravergine d’oliva, aumenta la durata della vita e la resistenza allo stress negli ascaridi. (10)

L’oleuropeina, l’idrossitirosolo (un altro antiossidante) e lo squalene delle olive aiutano anche a proteggere la pelle dai raggi ultravioletti (UV); l’oleuropeina in particolare esercita un effetto protettivo e un’azione antiossidante diretta sulla pelle. (11)

Proteggono la salute delle ossa. Da alcune ricerche condotte su diverse specie è emerso che il consumo di olive e olio d’oliva previene la perdita di massa ossea

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nell’osteoporosi legata all’età. Uno studio condotto su 127 uomini anziani ha rilevato che la dieta mediterranea arricchita dal consumo di olio d’oliva per due anni era associata a un aumento delle proteine che formano la massa ossea, il che suggerisce che le olive potrebbero avere un effetto protettivo sulle ossa. (12)

Inoltre si è scoperto che negli esseri umani i composti fenolici dell’olio extravergine d’oliva stimolano la proliferazione degli osteoblasti (13) (le cellule che formano le ossa). Per cucinare, invece, la scelta migliore non è l’olio d’oliva ma l’olio di cocco, perché è l’unico olio sufficientemente stabile per resistere ai danni indotti dal calore.

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L’olio extravergine d’oliva è ottimo se usato a crudo ma è sconsigliato sottoporlo ad alte temperature che ne degradano la struttura molecolare e generano radicali liberi.

Ma è importante tenere presente che la cottura ad alte temperature danneggia qualunque olio, anche l’olio di cocco. Personalmente, per friggere uso una piastra a induzione che mi consente di tenere la temperatura sotto i 40 °C, anche se di solito cucino a 60-65 °C.

Olio D'Oliva, Centrifuga, Produzione, Verde, Fresco

9 M. Notarnicola et al., “Effects of Olive Oil Polyphenols on Fatty Acid Synthase Gene Expression and Activity in Human Colorectal Cancer Cells,” Genes & Nutrition, 6, n. 1 (2011): 63–69, DOI: 10.1007/s12263-010-0177-7.
10 A. Cañuelo et al., “Tyrosol, a Main Phenol Present in Extra Virgin Olive Oil, Increases Lifespan and Stress Resistance in Caenorhabditis Elegans,” Mechanisms of Ageing and Development, 133, n. 8 (2012): 563–74, DOI:10.1016/j.mad.2012.07.004.
11 A. H. Rahmani, A. S. Albutti, S. M. Aly, “Therapeutics Role of Olive Fruits/Oil in the Prevention of Diseases via Modulation of Anti-Oxidant, Anti-Tumour and Genetic Activity,” International Journal of Clinical and Experimental Medicine, 7, n. 4 (2014): 799–808, PMID: 24955148.
12 J. M. Fernández-Real et al., “A Mediterranean Diet Enriched with Olive Oil Is Associated with Higher Serum Total Osteocalcin Levels in Elderly Men at High Cardiovascular Risk,” The Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, 97, n. 10 (2012): 3792–98, DOI: 10.1210/jc.2012-2221. 257
13 O. García-Martínez et al., “Phenolic Compounds in Extra Virgin Olive Oil Stimulate Human Osteoblastic Cell Proliferation,” PLoS ONE, 11, n. 3 (2016): e0150045, DOI:10.1371/journal.pone.0150045.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

L’Avocado

L’avocado è uno dei cibi più sani che tu possa mangiare

Personalmente ne mangio da uno a tre quasi tutti i giorni. È una fonte eccellente di grassi monoinsaturi – un tipo di grassi sani che il corpo brucia facilmente per ricavare energia – oltre che di vitamine e antiossidanti. Questo superfrutto ha molte altre proprietà benefiche.

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Favorisce la perdita di peso. Secondo una ricerca pubblicata sul “Nutrition Journal”,

le persone che avevano consumato un avocado insieme al loro tipico pranzo riferivano di avere il 40 per cento di fame in meno tre ore dopo il pasto e il 28 per cento cinque ore dopo il pasto rispetto ai soggetti che non avevano mangiato l’avocado a pranzo.

Dallo stesso studio è emerso che l’avocado è utile anche per regolare i livelli di glicemia.

(2) È ricco di sostanze nutritive. L’avocado fornisce quasi venti sostanze nutritive essenziali per la salute, tra cui il potassio, la vitamine E, le vitamine del gruppo B e l’acido folico.

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Il potassio svolge una funzione importante per la salute del cuore, delle ossa, dell’apparato digerente e dei muscoli ed è fondamentale per il buon funzionamento di tutte le cellule, dei tessuti e degli organi del corpo.3,4

Inoltre compensa gli effetti ipertensivi del sodio. Uno squilibrio tra l’apporto di sodio e quello di potassio può provocare non solo ipertensione ma anche diverse altre malattie, comprese le malattie cardiovascolari e l’apoplessia.

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Approssimativamente due avocado e mezzo forniscono l’apporto raccomandato di 4.700 milligrammi di potassio al giorno. Inoltre un avocado contiene mediamente 40 mg di magnesio, che equivalgono al 10 per cento dell’apporto quotidiano raccomandato.

Il magnesio è un altro minerale importante per compensare gli effetti del calcio. Se soffri di stanchezza o spossatezza inspiegabile, di aritmia o anche di spasmi muscolari e oculari, la causa potrebbe essere una carenza di magnesio.

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Per di più, l’avocado è uno dei pochi cibi che contengono alti livelli sia di vitamina C sia di vitamina E (5) ed è anche ricco di fibre, perché mezzo avocado ne contiene circa 4,6 grammi. Perciò, quando mangi un avocado offri al tuo corpo un pacchetto nutritivo veramente completo.

Migliora l’assimilazione dei nutrienti

Essendo così ricco di grassi sani, l’avocado aiuta il tuo corpo ad assorbire i nutrienti liposolubili contenuti in altri cibi. Da uno studio pubblicato su “The Journal of Nutrition” è emerso che mangiare un avocado fresco insieme a una salsa di pomodori arancione o a delle carote crude aumentava in misura significativa l’assimilazione dei carotenoidi e la loro conversione in una forma attiva di vitamina A. (6)

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Un altro studio ha rilevato che l’aggiunta di un avocado all’insalata permetteva ai volontari di assimilare da tre a cinque volte di più le molecole dei carotenoidi antiossidanti, che aiutano a proteggere il corpo dai danni dei radicali liberi. (7)

Aiuta a combattere il cancro.

Si è scoperto che l’avocatina B, un tipo di grasso contenuto nell’avocado, combatte la leucemia mieloide acuta, che è una forma letale e particolarmente rara di cancro.

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Il grasso dell’avocado riesce a debellare le cellule staminali della leucemia, lasciando intatte le altre cellule. (8) Inoltre, l’avocado è ricco di carotenoidi antitumorali, che sono particolarmente abbondanti nella polpa verde scuro che si trova vicino alla buccia.

Io porto sempre con me qualche avocado anche quando viaggio, assicurandomi di scegliere quelli ancora sodi che matureranno perfettamente nel frattempo senza ridursi in poltiglia all’interno della borsa.

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Per quanto riguarda l’utilizzo dei pesticidi, gli avocado sono tra i frutti più sicuri in commercio, perché la loro buccia spessa protegge la polpa interna dalla contaminazione dei pesticidi.

Perciò non è necessario spendere di più per acquistare avocado biologici. Insieme al mio gruppo di ricercatori ho condotto io stesso delle analisi su avocado provenienti da una varietà di coltivazioni di diversi Paesi, venduti nei principali supermercati, e sono risultati tutti privi di sostanze chimiche nocive.

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Per preservare la parte del frutto che contiene la più alta concentrazione di antiossidanti, ti consiglio di sbucciare l’avocado con le mani, come faresti con una banana:

per prima cosa, taglia l’avocado in senso longitudinale fino al bordo del seme;
tieni in mano le due metà e ruotale in direzioni opposte per separarle dal seme;
rimuovi il seme; taglia ciascuna delle due metà in senso longitudinale;
usando un cucchiaino oppure l’indice e il pollice, sbuccia ogni pezzo del frutto.

Un’avvertenza: se sei allergico al lattice, l’avocado potrebbe provocarti una reazione crociata. Se invece soffri di allergie stagionali, potresti notare un’intolleranza all’avocado in corrispondenza del picco pollinico.

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Faresti meglio a sospendere periodicamente il consumo quotidiano di avocado per non sviluppare allergie o intolleranze al frutto.

Nonostante i suoi numerosi benefici, l’avocado ha un serio inconveniente: 


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può essere molto costoso, soprattutto se non vivi in un Paese in cui viene coltivato. Per risparmiare sul prezzo, acquistali quando sono scontati, scegliendo quelli verdi e ancora duri. Puoi conservarli in frigorifero fino a tre settimane; tirali fuori due giorni prima del consumo per lasciarli maturare e ammorbidire.

2 M. Wien et al., “A Randomized 3×3 Crossover Study to Evaluate the Effect of Hass Avocado Intake on Post-ingestive Satiety, Glucose and Insulin Levels, and Subsequent Energy Intake in Overweight Adults,” Nutrition Journal 12, (2013):155, DOI: 10.1186/1475-2891-12-155.
3 “Potassium,” University of Maryland Medical Center, http://umm.edu/health/medical/altmed/supplement/potassium consultato il 28 novembre 2016.
4 M. E. Cogswell et al., “Sodium and Potassium Intakes among U.S. Adults:NHANES 2003–2008,” The American Journal of Clinical Nutrition, 96, n. 3 (2012): 647–57, DOI: 10.3945/ajcn.112.034413.
5 M. L. Dreher, A. J. Davenport, “Hass Avocado Composition and Potential Health Effects,” Critical Reviews in Food Science and Nutrition, 53, n. 7 (2013): 738– 50, DOI:10.1080/10408398.2011.556759.
6 R. E. Kopec et al., “Avocado Consumption Enhances Human Postprandial Provitamin A Absorption and Conversion from a Novel High–β-Carotene Tomato Sauce and from Carrots,” Journal of Nutrition, 8 (2014 ) DOI: 10.3945/jn.113.187674.
7 N. Z. Unlu et al., “Carotenoid Absorption from Salad and Salsa by Humans Is Enhanced by the Addition of Avocado or Avocado Oil,” Journal of Nutrition, 135, n. 3 (2005): 431–36.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

L’olio di cocco

L’olio di cocco è utilizzato come alimento e come prodotto di bellezza da millenni. Combatte ogni sorta di microbi nocivi, dai virus ai batteri e ai protozoi, molti dei quali possono essere dannosi, ed è una straordinaria fonte di grassi di alta qualità.

Per il 50 per cento circa, il grasso contenuto nell’olio di cocco è acido laurico, una sostanza che si trova raramente in natura. L’olio di cocco ha la concentrazione di acido laurico più alta di ogni altro cibo.

olio di cocco

Nel corpo questo acido si converte in monolaurina, un monogliceride (un acido grasso attaccato a una molecola di glicerolo, a differenza dei trigliceridi, composti da tre acidi grassi) che può distruggere molti virus rivestiti di lipidi come l’HIV, l’herpes, i virus influenzali, il morbillo, i batteri gramnegativi e protozoi come la giardia lamblia.

Se hai un attacco di fame improvvisa

o hai bisogno di una carica di energia, ti basta mangiare un cucchiaio di olio di cocco. Puoi anche aggiungerlo al tè o al caffè invece del dolcificante. Il cocco aiuta a migliorare l’assimilazione delle vitamine liposolubili, quindi puoi aumentare l’efficacia delle vitamine che assumi prendendole insieme a un cucchiaio di olio di cocco.

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Se vuoi intensificare i benefici della TMM, ti raccomando di aggiungere anche l’olio MCT alla tua alimentazione quotidiana. L’olio MCT (olio a base di trigliceridi a catena media) è il cugino dell’olio di cocco in forma più concentrata.

Per la maggior parte, gli oli MCT in commercio sono ricavati dall’olio di cocco e contengono acido caprilico (C8, un acido grasso che nella sua struttura molecolare contiene otto atomi di carbonio) e acido caprico (C10, un acido grasso che nella sua struttura molecolare contiene dieci atomi di carbonio) in parti uguali.

olio cocco

Quando mangi un cibo grasso, di solito il grasso viene scomposto nell’intestino tenue mediante l’azione dei sali biliari e di un enzima pancreatico chiamato lipasi. Ma i trigliceridi a catena media riescono ad aggirare questo processo, perché attraversano la membrana intestinale e raggiungono direttamente il fegato tramite il sistema portale epatico.

Quando arrivano nel fegato, specialmente se sei nello stato di chetosi nutrizionale o utilizzi i grassi come carburante principale, essi sono rapidamente convertiti in chetoni, che poi vengono rilasciati nel flusso sanguigno e trasportati in ogni area del corpo, compreso il cervello, per essere utilizzati come carburante pulito.

olio di cocco

Per questo motivo l’olio MCT è un ottimo rimedio per incamerare grasso in più perché, essendo inodore e insapore, si può assumere facilmente a cucchiaiate. La sua rapida conversione in energia ti può aiutare ad attenerti alla TMM nei momenti in cui hai fame ma hai scarsa disponibilità di cibi adeguati. L’unico intoppo è che l’efficacia di questo rimedio comporta un prezzo.

A volte il fegato non è in grado di elaborare i grassi rapidamente, quindi può scaricarne una parte nell’intestino, dove finiscono col causare disturbi digestivi o mollezza delle feci. Di conseguenza puoi consumare olio MCT tutti i giorni, ma devi cominciare con piccole dosi e aumentarle gradualmente con l’andare del tempo per migliorare la tua tolleranza.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

(L’olio MCT può aiutare in caso di costipazione, ma non bisogna assumerne quantità eccessive solo per ottenere l’effetto lassativo.) Comincia con un cucchiaino al giorno, preferibilmente durante un pasto e, se non avverti disturbi gastrointestinali o mollezza delle feci, puoi aumentare gradualmente le dosi.

Alcune persone ne prendono uno o due cucchiai a ogni pasto, ma nella maggior parte dei casi è sufficiente prenderne uno o due cucchiai al giorno. Se a un certo punto avverti disturbi digestivi, torna alla dose precedente e mantienila per qualche giorno.

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Per prevenire la diarrea e il gonfiore provocati dall’olio MCT è utile assumere fibre. Consuma circa 25 grammi di fibre per ogni cucchiaio di olio MCT magari emulsionato con il tuo estratto

Attenzione: le persone malate di cancro al fegato, che hanno le transaminasi alte, metastasi estese al fegato o altre malattie epatiche non dovrebbero usare l’olio MCT, ma possono usare l’olio di cocco.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

Ruolo dell’intestino nell’oncogenesi

Iniziamo dal ruolo dell’intestino nell’oncogenesi. 


La vita sulla Terra è nata grazie all’enorme energia messa a disposizione da reattori nucleari ancora prossimi alla superficie. Le specie che sono sopravvissute, quante? 1:10.000, 1:100.000, hanno dovuto imparare a RIPARARE i danni che le radiazioni procurano, non potevano ripararsi. Le radiazioni danneggiano il DNA, direttamente o mediante i radicali liberi. Ancora oggi lieviti intestinali secernano molecole sartine capaci di percorrere il filo del DNA, trovare dove è rotto e ripararlo.

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Conosciamo esattamente questi meccanismi, anche se talmente complessi che senza i miei appunti ho problemi a spiegarverli, ma non è importante qui. Se questi lieviti non popolano più l’intestino, perdiamo questa prima, ma basilare, azione anti-tumorale. Ci troviamo quindi con cellule con DNA danneggiato, allora corriamo ai ripari, attiviamo la via di fuga n°2, abbiamo già perso la n°1, facciamo degenerare queste cellule, in modo che siano attaccate dagli anticorpi.

Fine del problema, ma se se non riusciamo a produrre anticorpi, il problema c’è e come. Immaginiamo di essere al tiro al piattello, la degenerazione è il lancio del piattello, così che quello con il fucile possa colpirlo, ma se il fucile è scarico il piattello non viene colpito. In questo caso qualcuno di voi darebbe la colpa a chi lo ha lanciato?

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Nei tumori, si, si da la colpa alla degenerazione, si cerca di impedirla (provate a colpire il piattello prima che sia lanciato), di emularla (non ha un gran senso), non pensiamo a ricaricare il fucile.

Perchè? Semplice, la produzione di anticorpi è regolata da un ammino acido essenziale, il tritpofano (trp), noto per essere il precursore della serotonina. Una “banale” disbiosi intestinale lo demolisce in indolo e scatolo (nelle urine), diminuisce così la capacità di produrre anticorpi e il fucile rimane scarico. la cellula tumorale consuma molto più glucosio di una normale, anche se ha a disposizione l’ossigeno.

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Questo elevato consumo viene utilizzato per localizzare i tumori con la PET, che “segue” il metabolismo di zucchero radioattivo ingerito. Oggi sappiamo che questo consumo è dovuto al rapido processo di duplicazione cellulare.

Occorre quindi capire perchè una cellula tumorale senta la necessità di duplicarsi più velocemente del normale. Per questo conviene fare un passo indietro, molto lungo, fino ad arrivare a 3-4 miliardi di anni fa, quando si formarono le prime cellule viventi.

La Tutela Ambientale, Conservazione Della Natura

Già Aristotele sosteneva che le forme di vita potessero aver avuto origine da materia non vivente. Nel 1953 Muller e Urey dimostrarono come nel brodo primordiale sia stato possibile arrivare alla sintesi di ammino acidi, che polimerizzandosi formarono proteine le quali impararono a duplicarsi utilizzando substrati di argilla, fino a realizzare il DNA.

Vinsero il Nobel per questo esperimento. Le prime cellule furono batteri anaerobici, la catastrofe dell’ossigeno li indusse a realizzare sistemi digerenti anaerobici dove rifugiarsi.

Incendio Nella Foresta, Fuoco, Fumo, Conservazione

L’uomo appare sulla Terra 1/2 milioni di anni fa, e fu scelto come casa/armadio/rifugio ocontenitore, da questi ceppi anaerobici “vecchi” di 3 miliardi di anni. Sono 10 volte le nostre cellule, ci forniscono 4 milioni di unità geniche verso le nostre 24000!!!

Insomma quando ci riferiamo a noi, ci riferiamo più ai nostri batteri che alle nostre cellule. Il direttore dell’istituto di genetica di Washington ha scritto che siamo maggiormente caratterizzati dal DNA dei nostri microbi che da quello delle nostre cellule.

Foresta, Percorso, Mistica, Rocce, Fairytale

Come noi teniamo efficiente e pulita la casa, l’auto, lo studio … così questi batteri ci mantengono in salute, se non facciamo di tutto per farli scappare.

La prima cosa che hanno dovuto imparare a fare è quella di riparare i danni prodotti direttamente o indirettamente dalle radiazioni, che miliardi di anni fa erano notevoli per la presenza di reattori in superficie, grazie alla cui energia è scaturita la vita.

D’altronde non c’era possibilità di fuga, quindi le poche specie che sono sopravvissute (1 su milioni o miliardi) sono quelle che hanno imparato a riparare i danni prodotti dalle radiazioni.

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Queste danneggiano il DNA. Ancora oggi il Microbioma intestinale controlla la produzione di molecole “sartine”, generate da lieviti intestinali, capaci di ripercorrere il DNA, individuare dove è rotto e … ripararlo. Conosciamo nei minimi dettagli i meccanismi con cui questo importante processo avviene.

Ahimè, se ci siamo giocati ai dadi il Microbioma intestinale, per diete assurde, stili di vita sbagliati, credenze tribali, questi lieviti si sono addormentati e questo processo, che è sicuramente il più potente agente anti-tumorale, non avviene più. Allora scatta il piano di emergenza: lasciata tranquilla queste cellule con DNA danneggiato si riprodurrebbero normalmente, portandoci ad avere cellule con DNA diversi, allora le facciamo duplicare velocemente in modo che arrivino presto ad ammassi di dimensioni tali da farli aggredire dagli anticorpi.

Difesa, Protezione, Minaccia, Sistema Immunitario

La degenerazione equivale al lanciatore del piattello nel tiro al piattello, ma, se non abbiamo anticorpi, ovvero il fucile è scarico, non riusciamo a far fuori questo ammasso, che continua a crescere. Da cosa è controllata la risposta anticorpale?

Dal nostro amico Triptofano (trp), infatti nelle donne il suo livello diminuisce in concomitanza del massimo periodo di fertilità del ciclo per abbassare la risposta anticorpale ad impedire un attacco ad un eventuale feto.

Conservazione Della Natura, Responsabilità, Mondo

Anche noi maschi ci accorgiamo di questo calo, in quanto corrisponde ad un calo (anche) di serotonina cerebrale, quindi maggiore aggressività, dolorosità, isteria.. Una “banale” disbiosi intestinale, che demolisce eccessivamente il trp in indolo e scatolo, ci diminuisce la possibilità di eliminare le cellule fatte degenerare in quanto con DNA danneggiato.

Si arriva così alla formazione dei tumori. Risolvere una disbiosi è troppo semplice, poco costoso, nessuno ci guadagna, meglio scatenarci contro la degenerazione, ovvero prendiamo a sberle e pugni quel povero cristo che ci ha lanciato il piattello per farcelo colpire con il nostro fucile, invece di ricaricare il fucile. Chiaro no?

dott. Paolo Mainardi

Virus e retrovirus

Cosa sono i Virus e retroVirus, da dove nascono le malattie croniche degenerative infiammamtorie … che mettono a dura prova il nostro Metaboloma intestinale <3

L’intrepida avventura di una scienziata, alla ricerca della verità sui retrovirus umani e il loro collegamento con la sindrome da fatica cronica (ME/CFS),

l’autismo e altre malattie


Batteri, Malattia, Virus, Infezione, Ill, Cellule, Bio

Riflessioni e chiarimenti a cura di Aura Premoli.
Il libro Plague, (Kent Heckenlively, Judy Mikovits) racconta una storia emblematica, sfortunatamente frequente ai nostri giorni, ovvero la manipolazione degli studi scientifici, a vari livelli, per pilotare una ricerca verso un risultato desiderato, al fine di favorire gli interessi economici di grossi gruppi commerciali.

Inoltre racconta ampiamente il ruolo dei mezzi di informazione, anche quelli così detti scientifici, per sostenere tesi senza fondamento e gettare discredito su personaggi troppo integri e troppo appassionati alle sorti del genere umano, che non si piegano alle esigenze di mercato.

Termometro, Mal Di Testa, Dolore, Pillole, Farmaco

Un altro tema che emerge è la misoginia: gli autori evidenziano come ancora al giorno d’oggi esiste una netta discriminazione, a tutti i livelli, nei confronti delle donne.

E’ la storia della scoperta di un virus che risulta coinvolto, insieme ad altri fattori predisponenti, nella genesi di tumori, EM/CFS (Encefalomielite mialgica/sindrome da stanchezza cronica), autismo e altre patologie croniche , su base infiammatoria, collegate in particolar modo al funzionamento del sistema immunitario e del SNC (sistema nervoso centrale).

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La storia si dispiega di pari passo con gli eventi paradossali che coinvolgono la dottoressa Judy Mikovitz, una dei responsabili dell’identificazione del ruolo di questo particolare virus patogeno e per questo motivo, ostacolata, licenziata e imprigionata.
Di seguito farò solo un’esposizione delle implicazioni che queste ricerche potrebbero aver avuto, e potrebbero avere in futuro, in relazione alla salute di intere fasce di popolazione.

Che cosa è un virus?


Un virus è una particella molto elementare, costituita semplicemente da una sequenza di acidi nucleici (costituenti base dei nostri geni) rivestiti da proteine.
Poiché i virus non hanno gli strumenti necessari per la loro espressione, devono utilizzare i processi biochimici di una cellula ospite per compiere il loro ciclo vitale. Questo processo abitualmente distrugge la cellula, causando una malattia.
Retrovirus: caratteristiche e storia.

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Un virus può essere costituito da DNA o RNA, che utilizzano direttamente il sistema espressivo della cellula; esistono però anche dei virus particolari, chiamati retrovirus (RV), che utilizzano l’enzima trascrittasi inversa, per produrre la corrispondente porzione di DNA, che verrà poi inserita nel DNA dell’ospite, in una specifica posizione, attraverso l’enzima integrasi.

Questo passaggio ulteriore, che li rende sensibili alle mutazioni, fa sì che evolvano più rapidamente di altri virus: questa particolarità rende alcuni di questi virus (come l’HIV = virus dell’immunodeficienza umana) molto resistenti al trattamento.
Il fatto di inserirsi nel nostro DNA in modo specifico è stato anche sfruttato per la terapia genica, ovvero per inserire delle porzioni di DNA in caso di malattie genetiche.

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Questi retrovirus diventano parte integrante del corredo genetico di un individuo, quindi non uccidono la cellula e si riproducono solo quando una cellula si divide, ma nel contempo diventano trasmissibili in linea verticale , ovvero da genitori a figli; presentano anche una trasmissibilità attraverso il latte materno e la saliva.

Una volta attivi all’interno della cellula, producono proteine specifiche che causano un danno al corretto funzionamento cellulare e di conseguenza una malattia.
I primi retrovirus sono stati identificati negli animali, in particolare i virus della leucemia murina (MLV), che sono ritenuti causa di cancro in alcuni topi.

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Nel 1970 sono stati riconosciuti i primi 3 retrovirus umani: tra questi l’HTLV (Adult T cell Leukemia Virus) che può causare una forma di leucemia e sindromi infiammatorie e neurologiche. Questo virus è molto stabile geneticamente e si manifesta come malattia solo nel 5% delle persone infettate, mentre il 95% restano asintomatiche.

Nel 1982 viene isolato il virus HIV (retrovirus responsabile dell’AIDS = sindrome di immunodeficienza acquisita) che presenta invece la caratteristica di essere estremamente instabile geneticamente, riuscendo a modificarsi anche nel corso della vita dell’ ospite.

Team, Motivazione, Lavoro Di Squadra, Insieme, Gruppo

Nel 2006, alcuni scienziati hanno evidenziato che un tipo di virus della leucemia murina (MLV), chiamato virus della leucemia murina xenotropico (XMRV), può potenzialmente infettare gli esseri umani. E nel 2014 l’FDA afferma che l’XMRV è uno dei virus della leucemia murina (MLV) che sono stati riconosciuti come trasmissibili all’uomo. (FDA 2014).

Gli organi bersaglio di questi retrovirus sono il sistema immunitario e il SNC e le cellule di elezione per la loro latenza sono quelle del sistema immunitario, quindi le terapie che stimolano un aumento del numero di queste cellule, causano un incremento del numero di cellule infette e possono concorrere, attraverso vari meccanismi, al manifestarsi di stati patologici.

Patogenesi Caratteristica:


Lampadina, Corrente, Luce, Splendore

– infiammazione e disturbi della regolazione ormonale e dell’interferone
– elevata produzione di ROS/RNS (radicali liberi)
– immunodeficienza

Nelle fasi iniziali, possono essere impiegate terapie che inibiscono gli enzimi che sostengono il loro ciclo vitale (trascrittasi inversa e integrasi) impedendo così il loro diffondersi, mentre dal momento che il virus si è sistemato nel DNA non è più possibile intervenire in modo radicale.

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Come si è visto chiaramente nel caso dell’AIDS, nelle sindromi che coinvolgono il sistema immunitario, è interessante osservare che non abbiamo mai la presenza di un singolo virus, ma si ritrovano sempre altri virus opportunisti (come gli Herpes Virus, i Citomegalovirus, Epstein Barr Virus, i virus dell’epatite) che possono risvegliarsi e causare le patologia correlate.

Per esempio, il Sarcoma di Kaposi (causato dal virus HHV-8), forma tumorale caratteristica in passato degli uomini anziani del sud Italia, è diventato estremamente frequente nei pazienti siero positivi per l’AIDS. Quindi si tratta sempre di infezioni contemporanee sostenute da più agenti infettivi.

Flash, Trama Fulmine, Impatto, Meteo, Tempesta, Cupo

Si è riconosciuto, inoltre, una tendenza ad una notevole latenza di questi virus prima della manifestazione della malattia, (variabile dai 2 anni nelle aree povere del Brasile, ai 20 anni in alcune aree benestanti del Giappone) in relazione alle condizioni socio economiche e ambientali. Quindi si può notare una correlazione con fattori quali lo stile di vita, l’alimentazione, gli stress ambientali (inquinamento ecc.).

Nel genoma umano, troviamo il 15% di retrovirus endogeni, che si sono inseriti nel corso della storia umana e che vengono mantenuti silenti (Non Replication Competent retrovirus) cioè non in grado di produrre particelle infettive, da un sistema immunitario efficiente.

Trattamento, Dito, Mantenere, Mano, Polso

Questo fenomeno è presente anche negli animali e ciò riveste una notevole importanza in quanto questi retrovirus si possono spostare da una specie ad un’altra, e acquisire in questo passaggio una virulenza imprevista, o viceversa. Questo meccanismo veniva sfruttato proprio per attenuare la virulenza di particolari virus con lo scopo di produrre dei vaccini: uno dei tessuti più utilizzati era il cervello di topo.

Oppure possono ricombinarsi con retrovirus endogeni di un’altra specie, dando origine a nuovi virus. Come è nata la correlazione tra l’XMRV e la sindrome da stanchezza cronica e l’autismo?

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In letteratura sono riportati i primi casi di sindrome da stanchezza cronica (CFS) nel 1934-35, presso il County Hospital di Los Angeles, durante un’epidemia di poliomielite, riguardanti 198 tra medici e personale infermieristico. Prima di allora, la CFS non era mai stata descritta.

E’ una patologia invalidante, non ancora riconosciuta dal SSN italiano, chiamata anche encefalomielite mialgica, caratterizzata da dolori migranti a tutto l’apparato muscolo-scheletrico, un’intensa stanchezza con una notevole difficoltà nel recupero dopo uno sforzo mentale o fisico e da una riduzione dell’efficienza del sistema immunitario: presenta delle caratteristiche comuni con l’AIDS.

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A questo personale sanitario era stato somministrato il vaccino antipolio Brodie per protezione durante l’epidemia. Ciò potrebbe dare una spiegazione al fatto che la sindrome si fosse manifestata tra il personale medico sano e non tra i più vulnerabili pazienti. Inoltre risulta che siano state loro offerte cifre astronomiche, per quei tempi, affinché non parlassero di quanto era loro accaduto.

Riguardo l’autismo, invece, il primo caso risulta un bambino nato nel 1931, sei mesi dopo che era stato sviluppato il vaccino contro la febbre gialla, da parte dell’istituto Rockefeller, utilizzando tessuto di cervello di topo come terreno di crescita per il virus. I primi casi si sono verificati in genere in bambini di genitori con un background medico o comunque scientifico.

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Sappiamo che la preparazione di questi vaccini richiedeva il passaggio attraverso il tessuto di topo e possiamo quindi ipotizzare che si siano riattivati virus endogeni con un conseguente processo di ricombinazione genetica. Questa eventualità era già stata intuita nel 1953, quando durante un incontro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità era stato affermato che “due evidenti obiezioni sorgono all’uso di questo vaccino:

1 – a causa del fatto che il tessuto cerebrale murino impiegato possa essere contaminato da virus patogeni per l’uomo benché latenti nel topo o possa essere la causa di encefalite demielinizzante e 
2 – che, a causa di proprietà antigeniche e neurotrope, possa provocare serie reazioni a livello del sistema nervoso centrale (SNC)”.

Sangue, Cellule, Red, Medico, Medicina, Anatomia

Da allora c’è stato un incremento continuo dei casi di entrambe queste sindromi fino ad arrivare al giorno d’oggi, a percentuali molto elevate in riferimento al periodo molto breve trascorso dalla loro prima apparizione.

Nel 1991 abbiamo la prima evidenza della presenza di retrovirus nei malati di sindrome da stanchezza cronica e nel 2009 abbiamo il primo isolamento dall’uomo di un virus xenotropico della leucemia murina (XMRV) infettivo: si evidenzia anche che questo XMRV è diverso dai retrovirus trovati nei topi, escludendo quindi l’ipotesi di una contaminazione da laboratorio.


Laboratorio, Analisi, Chimica, Ricerca, Chimico

A conferma di ciò, l’XMRV viene trovato con maggiore frequenza in pazienti con mutazioni (tipo il deficit dell’enzima RNASEL, caratteristico della difesa antivirale) o con difetti nelle difese immunitarie.

Nel novembre 2014, ricercatori dell’FDA, del National Health Institute e della scuola medica di Harvard, hanno pubblicato uno studio che esamina la presenza di virus della leucemia murina (MLV) nel sangue ottenuto da due gruppi di donatori: pazienti con diagnosi di sindrome da stanchezza cronica e donatori di sangue sani.

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Questo studio conferma una ricerca precedente [Lombardi et al. Science October 23, 2009 326: 585] che aveva mostrato la presenza di XMRV (virus della leucemia murina xeno tropico), una variante genetica di virus tipo MLV, nel sangue di pazienti con CFS. Lo studio dimostra una forte associazione tra una diagnosi di sindrome da stanchezza cronica e la presenza nel sangue della sequenza genica di virus tipo MLV, mentre la riscontra in un numero modesto di donatori sani.

Anche se l’associazione statistica è evidente, questo studi NON provano che questi retrovirus siano la causa della sindrome da stanchezza cronica. Varie sequenze geniche, simili a quelle del XMRV, recentemente scoperto, sono state identificate in campioni provenienti da 32 su 37 pazienti con sindrome da stanchezza cronica (86,5%) e solo in 3 su 44 (6,8%) donatori di sangue sani.

Infezioni virali e sindromi infiammatorie


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Come abbiamo visto, c’è un collegamento tra queste infezioni virali, e patologie su base infiammatoria del SNC. Si ipotizza che le cellule della microglia (con attività di macrofagi, derivate dal sistema immunitario) che sono deputate alla prima difesa delle cellule nervose, in presenza di una stimolo aggressivo, si modifichino e producano notevoli quantità di sostanze pro-infiammatorie, provocando stati patologici del SNC, situazione che ritroviamo frequentemente nelle malattie cronico-degenerative, quali Parkinson, Alzheimer, sclerosi multipla, SLA, autismo e demenza ecc..

Da uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Rochester è emerso che la plasticità del cervello, ossia la sua capacità di ristrutturare le connessioni fra i neuroni, dipende in modo essenziale dall’azione delle cellule della microglia, le cellule immunitarie che proteggono il cervello dalle infezioni e distruggono le cellule morte in seguito a una lesione.

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Fino a poco tempo fa si riteneva che il ricablaggio dei circuiti cerebrali fosse gestito esclusivamente dai neuroni, ma più di recente sono emersi dati che indicano un coinvolgimento anche della microglia.

Infezioni concomitanti, virus riattivati, OGM (possibile veicolo di proteine alterate), suscettibilità genetica, eccesso di sostanze tossiche nel corpo, possono creare la tempesta perfetta e portare all’attivazione della microglia. Non dobbiamo dimenticare che anche le proteine che avvolgono questi virus possono presentare una loro tossicità.

Vaccini


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Avendo evidenziato il ruolo che l’insieme di diversi fattori “stressanti” ha sull’omeostasi dell’organismo umano, a conclusione riassumiamo l’importanza che possono aver avuto i vaccini nell’aumento delle patologie cronico degenerative che si evidenzia al giorno d’oggi.

1) Nella manipolazione di microrganismi per la produzione di nuovi vaccini, possono essere riattivati/creati nuovi virus.
2) Possono diventare veicolo essi stessi di retrovirus.
3) Apportano sostanze tossiche come mercurio, alluminio, formaldeide ecc.., che a loro volta affaticano e indeboliscono le difese dell’organismo.
4) Impegnano e “distolgono” il sistema immunitario lasciando senza controllo i retrovirus endogeni.
5) Moltiplicano le cellule immunitarie eventualmente già infettate.
6) Possono raggiungere il SNC attraverso una barriera emato-encefalica alterata o, ancora più facilmente, attraverso il sistema linfatico, attivando le cellule della microglia.

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Ricordando che la terapia vaccinale viene iniziata nei primissimi mesi di vita, quando non abbiamo ancora un sistema immunitario ed emuntorio efficienti, possiamo immaginare come le capacità difensive dell’organismo umano vengano messe duramente alla prova o come, in presenza di altri fattori predisponenti, come quelli già segnalati, si possa facilmente manifestare una gamma di patologie, a distanza anche di molti anni, classificate oggi come di causa non nota.

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Stranamente, in questo contesto, le autorità sanitarie della maggior parte dei paesi, non applicano il principio di precauzione né finanziano, come sembrerebbe logico (date le devastanti implicazioni che si possono avere sul genere umano dalla diffusioni di infezioni difficilmente controllabili e curabili), ampi studi scientifici indipendenti, che aiutino ad avere certezze sull’innocuità delle terapie utilizzate quotidianamente su larga scala, come le trasfusioni e le vaccinazioni.

Per la bibliografia, faccio riferimento a quella pubblicata nel testo originale Plague.

Mantenere Sano il tuo Microbiota è un Tuo Personale Diritto Vitale, pensaci … o lo chiamerai Destino!!

Come L’Istamina Causa La Permeabilità Intestinale

La barriera intestinale ha lo scopo di mantenere i batteri dal nostro cibo di attraversare nel nostro sangue. Istamina, un mediatore infiammatorio rilasciato dai mastociti che fanno parte del sistema immunitario, e anche contenuti negli alimenti, possono compromettere questa barriera, causando permeabilità intestinale (noto anche come permeabilità intestinale).

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Alimenti e batteri migrano dallo stomaco al sangue si crede che scatenare allergie e intolleranze, e secondo alcuni studi, possono contribuire ai sintomi autoimmuni. Probiotici e fibre prebiotiche, così come trattamenti connessi altri mastociti possono essere utili.

Un Barriera intestinale (Microbiota) funzionante protegge il corpo nel suo complesso dall’invasione microganismsi e tossine che ingeriamo ogni giorno. Ma chiudere questa barriera troppo stretta e si può avere difficoltà ad assorbire sostanze nutritive e fluidi essenziali per la nostra sopravvivenza.

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L’overdose di nutrienti, farmaci e integratori possono influire questo delicato equilibrio, che porta a una infiammazione intestinale, celiachia, allergie alimentari, così come l’obesità e le malattie metaboliche (diabete, di cui uno è questo).

La permeabilità intestinale è legata ai sintomi relativi a

Allergie
Asma
Autismo
Malattia autoimmune
Eczema e psoriasi
Malattia infiammatoria intestinale
gonfiore
Gas
Bruciore di stomaco
Reflusso acido

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Nel controllo del servizio sanitario nazionale britannico (NHS) ho trovato la seguente dichiarazione

“Anche se è vero che alcune condizioni e farmaci possono causare una” “Gut (che gli scienziati chiamano aumentata permeabilità intestinale), non esiste attualmente poche prove a sostegno della teoria che un intestino poroso è la causa diretta di eventuali significativi, problemi diffusi.”

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Le cellule di istamina influenzano la nostra barriera intestinale e innescando permeabilità


Uno studio ha mostrato che l’istamina animale aumenta la permeabilità dell’intestino. Pre-trattamento con un antagonista del recettore H1 (un simile antistaminico per Claritin e Zyrtec per esempio) non si è fermata, ma un antagonista H2 (un medicinale stomaco che è anche un antistaminico come Zantac / ranitidina) ha impedito la permeabilità intestinale.

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La Ricerca da un’altra parte ci dice che l’interleuchina-9 (rilasciata dai mastociti) è coinvolta nella permeabilità intestinale, e che questo processo gioca un ruolo importante in allergie alimentari.

Uno piccolo studio campione di 21 pazienti con allergia alimentare auto-riportati e intolleranza praticata su una dieta priva di allergeni, la permeabilità intestinale è stata diagnosticata con un test standard che coinvolgono l’ingestione di un preparato zucchero (lattulosio / mannitolo) e la loro escrezione urinaria.

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Essi hanno scoperto che quelli con i sintomi più gravi hanno avuto un più alto indice intestinale permeabilità.

Alcune interessanti ricerche sulla co-infezioni ha mostrato che la malaria ha attivato gut “mastocitosi” (che è una mastociti legata a livelli di istamina, causa temporaneamente la permeabilità intestinale e il movimento dei batteri in un modello animale.

Potevano impedire questo usando degli antistaminici.

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Si può leggere di più sulle mie esperienze qui e come il cibo spazzatura e emulsionanti presenti anche in alimenti biologici possono innescare qui.

La serotonina e istamina agiscono come mediatori pro-infiammatori, causando la permeabilità abbastanza per consentire il flusso di sostanze nutritive necessarie, ma non così tanto che la roba brutta sfugge.

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Lo sapevate che il mantenimento della barriera intestinale assorbe intorno il 40% di energia del corpo?

Questo potrebbe essere il motivo per alleviare il corpo, con il digiuno, o nel mio caso, un digiuno imitando una dieta , è stato molto utile nella gestione di tutti i miei sintomi, ma soprattutto qualsiasi cosa relativa alla mia pancia.

Nel mio caso sono riuscito a guarire il mio stomaco solo attraverso la dieta e alcuni integratori scelti con cura (ma non probiotici), ma siamo tutti diversi e avrà bisogno di un certo numero di approcci per ottenere il lavoro fatto.

Opposti, Pollice, Positivo, Negativo, Alto

I probiotici sono utili, ma è importante ottenere la sinergia giusta. La quercetina ha dimostrato di essere molto efficace per la barriera intestinale arresta mastociti presenti nell’area fuoriuscita di istamina e altri agenti infiammatori.

–RIFERIMENTI–
https://www.sciencedaily.com/releas…/2017/…/170118145937.htm