Le tre migliori alternative allo zucchero

Mettere a tacere la voglia di dolce ed evitare quasi tutti gli zuccheri – naturali e artificiali – è un fattore cruciale della riuscita della TMM.

Quando hai effettuato il passaggio alla combustione dei grassi, la voglia di dolce scompare quasi per magia. Non senti più il “bisogno” del dessert dopo ogni pasto e non hai più l’impulso di consumare uno spuntino dolce a metà pomeriggio per evitare i cali di energia.

Gli zuccheri alcolici hanno nomi che terminano per “olo” e includono l’eritritolo, lo xilitolo, il sorbitolo, il maltitolo, il mannitolo e il glicerolo.

Non sono dolci come lo zucchero comune e contengono meno calorie, ma sono comunque calorici.

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Quindi non lasciarti confondere dalla dicitura “senza zucchero” riportata sulle confezioni dei cibi che contengono questi dolcificanti.

Come per tutti i cibi, devi leggere attentamente le etichette per scoprire l’effettivo contenuto di calorie e carboidrati dei prodotti alimentari, anche se sulla confezione è riportato che sono senza zucchero o a basso contenuto di zuccheri.

Nel mondo dell’alimentazione chetogenica, l’eritritolo sostituisce lo xilitolo nella maggior parte delle ricette.

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Di tutti gli zuccheri alcolici è il più tollerabile e, a differenza dello xilitolo, non provoca fermentazione nell’intestino; inoltre – almeno finora – non ho mai riscontrato che provochi danni al microbioma.

Ma ti consiglio caldamente di limitarne l’uso e di non sviluppare una dipendenza da questa sostanza.

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Uno dei motivi per cui gli zuccheri alcolici sono meno calorici dello zucchero comune è che non vengono completamente assorbiti dal corpo.

Per la maggior parte fermentano nell’intestino.

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Per questo l’eccessivo consumo di cibi che contengono zuccheri alcolici può provocare gas addominale e diarrea. Bisogna anche notare che il maltitolo, uno zucchero alcolico comunemente utilizzato, provoca picchi glicemici quasi come una patata novella ad alto contenuto di carboidrati netti.

Lo xilitolo e l’eritritolo invece non hanno un impatto così forte sui livelli di glucosio nel sangue. Da questo punto di vista sono una soluzione migliore se senti il bisogno di dolcificare un alimento, purché siano utilizzati in piccole quantità.

scorbuto

In sintesi: alcuni zuccheri alcolici sono un’alternativa di gran lunga preferibile agli zuccheri raffinati, al fruttosio o ai dolcificanti artificiali, se vengono consumati con moderazione.

Dei vari zuccheri alcolici, lo xilitolo e l’eritritolo sono i migliori. Se consumati allo stato puro, i loro potenziali effetti collaterali sono minimi e lo xilitolo comporta anche alcuni benefici, per esempio contrasta la carie ai denti.

Nel complesso direi che lo xilitolo è un dolcificante abbastanza sicuro e può persino produrre lievi benefici.

(Come nota a margine, bisogna aggiungere che è tossico per i cani e per altri animali, quindi assicurati di tenerlo fuori dalla portata dei tuoi animali domestici.) La stevia è una sostanza vegetale molto dolce che si ricava dalle foglie della pianta omonima, che cresce in Sudamerica. È venduta in forma liquida e in polvere, e allo stato naturale è completamente sicura.

Puoi usarla per dolcificare la maggior parte dei piatti e delle bevande, ma fai attenzione: siccome è molto dolce, ne basta pochissima. Il luo han guo (detto anche “frutto dei monaci” o “frutto del Budda”) è un altro dolcificante naturale simile alla stevia, ma è un po’ più costoso e più difficile da reperire.

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In Cina è utilizzato come dolcificante da secoli ed è circa duecento volte più dolce dello zucchero comune.  Nel 2009 la FDA l’ha annoverato tra gli alimenti “considerati generalmente sicuri” (GRAS).

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

Il diabete di tipo 2 e l’ipoglicemia

Il carburante fondamentale che alimenta il corpo è il glucosio, uno zucchero semplice che fornisce a tutte le cellule l’energia di cui hanno bisogno per funzionare, guarire, crescere e prosperare.

Il glucosio ci fa andare avanti, ci mantiene in vita. Il sistema nervoso centrale funziona grazie a esso, come ogni organo del corpo, compreso il cuore.

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Il glucosio è ciò di cui abbiamo bisogno per costruire e sostenere i muscoli e svolge funzioni vitali, come riparare i tessuti e le cellule quando sono danneggiati.

Quando mangi, il tuo corpo scompone il cibo in glucosio e lo immette nel sangue in modo che possa viaggiare e raggiungere le cellule.

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Tuttavia, le cellule non hanno accesso diretto al glucosio, hanno bisogno di un aiuto da parte del pancreas, una grande ghiandola endocrina situata dietro lo stomaco. Il pancreas svolge una costante azione di monitoraggio del flusso sanguigno.

Quando intercetta un aumento dei livelli di glucosio, risponde producendo un ormone chiamato insulina, il quale si annette alle cellule segnalando loro di aprirsi e di assorbire il glucosio dal sangue.

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L’insulina consente quindi alle cellule di avere l’energia di cui hanno bisogno e assicura che i livelli di glucosio nel sangue rimangano stabili.

Se nel sangue è presente più glucosio di quanto le cellule riescano a consumare – per esempio perché hai mangiato un pasto particolarmente pesante (magari costolette di maiale ricoperte di salsa barbecue: in altre parole, molti grassi combinati a molti zuccheri) – l’insulina ordina al glucosio in eccesso di depositarsi nel fegato.

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A un certo punto, quando i livelli di glucosio si abbassano – per esempio tra un pasto e l’altro o nelle fasi di intensa attività fisica – il fegato rilascia il glucosio che aveva immagazzinato e lo mette a disposizione delle cellule.

Questo succede se il fegato è forte e funziona come dovrebbe. Quello che ho descritto è un sistema efficace per l’uso ottimale del glucosio in condizioni normali.

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I problemi nascono quando il pancreas non ma anche quando alcune cellule rifiutano all’insulina di annettersi e di indurle ad aprirsi per ricevere il glucosio: è un fenomeno chiamato insulino-resistenza, ovvero resistenza all’insulina.

Quando insorgono entrambi o uno solo di questi problemi, la quantità di glucosio che le cellule rimuovono dal sangue non è sufficiente, sicché il sangue espelle parte del glucosio in eccesso nelle urine, il che può portarti a urinare più spesso, ma anche a disidratarti e ad aumentare la sete.

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Se il tuo pancreas non crea sufficienti quantità d’insulina quando il corpo ne ha bisogno, e/o hai sviluppato una resistenza all’insulina, e se questi problemi portano a un aumento eccezionale dei livelli di glucosio nel sangue, corri il rischio di contrarre il diabete di tipo 2.

Negli Stati Uniti le persone colpite da questa malattia sono trentacinque milioni; altri novantacinque milioni sono in prediabete, una condizione in cui i livelli di glucosio nel sangue sono più alti della norma ma non tanto come nel diabete conclamato. Almeno il 35 per cento delle persone in prediabete sviluppa il diabete di tipo 2 entro sei anni.

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I professionisti non sanno perché si manifesti il diabete di tipo 2.

Lo dimostrano le diete che medici e dietisti prescrivono ai diabetici: se sapessero cosa sta succedendo davvero nel corpo di questi pazienti, consiglierebbero un’alimentazione completamente diversa.

Anche se alcune indicazioni delle loro terapie sono giuste, non sono in grado di spiegare al paziente come e perché insorga questa malattia. Spiegherò con precisione quali sono le cause del diabete di tipo 2. Inoltre esporrò come si sviluppa la resistenza all’insulina, e l’ipoglicemia, e il modo per riportare l’organismo in equilibrio così da guarire.

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I SINTOMI DEL DIABETE DI TIPO 2 

Se hai il diabete di tipo 2, è probabile che tu abbia sviluppato uno o più dei seguenti sintomi. (Tieni presente che negli stadi iniziali è possibile non avere nessuno di questi sintomi.) Una sete insolita, secchezza alla bocca, minzione frequente:

questi sintomi sono dovuti al fatto che il corpo usa l’acqua per espellere il glucosio in eccesso attraverso le urine.

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Vista appannata: la disidratazione induce il corpo a prelevare acqua dal cristallino dei bulbi oculari per espellere il glucosio. Una fame insolita: 

è dovuta al fatto che le cellule non stanno ricevendo quantità di glucosio sufficienti al loro nutrimento. Stanchezza e irritabilità: perché non ricevi l’energia che di solito ricevi quando le tue cellule sono nutrite a sufficienza dal glucosio.

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Problemi digestivi: il pancreas non produce solo quantità adeguate d’insulina ma anche enzimi, per aiutare il corpo a scomporre gli alimenti. Se il pancreas non funziona come dovrebbe, si genera sia una carenza d’insulina sia una carenza di enzimi, di conseguenza per il corpo è più difficile digerire qualunque alimento.

Ipoglicemia: l’abbassamento dei livelli di zuccheri nel sangue ogni paio d’ore, con i cali di energia che ne conseguono, sono dovuti alla debolezza del fegato e alla scarsa attività delle ghiandole surrenali.

vista annebbiata

CHE COSA PROVOCA DAVVERO IL DIABETE DI TIPO 2 E L’IPOGLICEMIA 

Anche se le comunità mediche non lo sanno, le cause del diabete di tipo 2 e dell’ipoglicemia di solito hanno origine nelle ghiandole surrenali.

Quando sei sottoposto a un continuo stress e sei costretto ad affrontare prove difficili e inevitabili nella vita, le ghiandole surrenali immettono nel sangue l’adrenalina, un ormone che carica di energia per le situazioni d’emergenza.

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Se questa risposta è utile nei momenti di difficoltà, invece quando operi costantemente in modalità emergenza e non riesci a rimuovere l’adrenalina corrosiva, che satura i tessuti degli organi e delle ghiandole, questo ormone può causare seri danni.

Di norma il pancreas è liscio come il sederino di un bimbo.

Ma quando viene scalfito ripetutamente dall’adrenalina scatenata dalla paura o da altre emozioni negative subisce delle escoriazioni e sulla sua superficie si creano delle callosità che lo rendono spesso e duro. Per spiegarti cosa succede, ti faccio un esempio: quando nasci, il tuo pancreas è una carta di credito nuova di zecca.

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Alcune persone vengono al mondo con condizioni agevolate: un tetto di spesa molto alto, una generosa linea di credito e una serie di benefit aggiuntivi, simili alle miglia gratuite per chi viaggia spesso, garantiti dal solo fatto di possedere quella carta.

Altre persone vengono al mondo con una linea di credito limitata, alti tassi d’interesse e pochi benefit. In ogni caso, la tua carta di credito si può esaurire se non la usi con cautela.

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Quando le persone continuano a logorarsi per lo stress e per tenerlo a bada si riempiono di cibi fritti o ad alto contenuto di grassi, di gelati e dolci … rovinano l’equilibrio del pancreas ed esauriscono tutte le miglia gratuite concesse a chi viaggia spesso.

Con l’andare del tempo, viene compromessa la capacità del pancreas di produrre adeguate quantità d’insulina per rimuovere il glucosio dal sangue, e questa attività ridotta è sufficiente a causare il diabete di tipo 2.

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E non è finita. Il flusso continuo di adrenalina scatenata da emozioni negative provoca danni in tutto il corpo.

Specialmente se tendi a mangiare quando provi queste emozioni, l’insulina prodotta dal pancreas si mescola all’adrenalina nel sangue, portando il corpo ad associare l’insulina con l’adrenalina scatenata da emozioni negative che lo sta danneggiando.

Col tempo questa associazione può indurre le cellule a sviluppare una “allergia” alla miscela di adrenalina e insulina e a rifiutare entrambi gli ormoni.

La ricerca medica non ha ancora scoperto questa miscela ibrida che io chiamo “Frankensulina”, e non ha ancora capito che il corpo fisico si ribella in questo modo. Ma la ribellione è una delle cause primarie dell’insufficienza pancreatica, che porta a un abbassamento della produzione d’insulina e alla non accettazione del glucosio da parte delle cellule.

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Anche i pasti pesanti possono scatenare un eccesso di adrenalina. Ciò accade perché le ghiandole surrenali sono come una stazione dei pompieri e il grasso fa scattare il campanello d’allarme.

Quando le ghiandole surrenali ricevono il segnale che le avvisa della presenza di alti livelli di grassi nel sangue – con la possibilità di mettere quindi in immediato pericolo il fegato e il pancreas – la stazione dei pompieri (le ghiandole surrenali) invia i mezzi antincendio (l’adrenalina) per affrontare la situazione.

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L’afflusso di adrenalina aumenta la potenza digestiva per rimuovere il grasso dall’organismo e per proteggerti, ma con un prezzo da pagare, perché a lungo andare può indebolire il pancreas.

Viceversa, può accadere che le ghiandole surrenali siano ipoattive, ovvero producano livelli insufficienti di adrenalina; in tal caso, per cercare di compensare l’insufficienza il pancreas è costretto a lavorare più del dovuto.

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Se questa condizione si cronicizza, il pancreas si infiamma o si ingrossa e nel tempo potrebbe diventare anch’esso ipoattivo. Inoltre, si può verificare un affaticamento surrenale, in cui le ghiandole surrenali producono adrenalina a volte in quantità eccessive e a volte in quantità insufficienti.

Questa instabilità può compromettere il pancreas, che si infiamma per compensare la scarsa produzione di adrenalina e si scalfisce per i flussi in eccesso.

fegato cistifellea pancreas

Quando il pancreas diventa disfunzionale può subire dei danni, che si infligge da sé. Ciò accade perché, oltre all’insulina, il pancreas produce enzimi che favoriscono la digestione ma anche inibitori, i quali impediscono a questi potenti enzimi di attaccarlo come se fosse un alimento da scomporre.

Se però il pancreas funziona in modo difettoso, comincia a produrre quantità insufficienti di inibitori, e a quel punto gli enzimi lo danneggiano ancora di più.

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I quali impediscono a questi potenti enzimi di attaccarlo come se fosse un alimento da scomporre. Se però il pancreas funziona in modo difettoso, comincia a produrre quantità insufficienti di inibitori, e a quel punto gli enzimi lo danneggiano ancora di più.

(A tutto questo si aggiungono anche problemi digestivi …) Un precursore del diabete di tipo 2 è una condizione in cui i livelli di glucosio oscillano ma sono tendenzialmente bassi, chiamata ipoglicemia, che indica la difficoltà del corpo a gestire correttamente il glucosio.

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Questa condizione si verifica quando la capacità del fegato di immagazzinare e rilasciare il glucosio è indebolita, o se non fai almeno uno spuntino leggero ed equilibrato – per esempio un frutto (per lo zucchero e il potassio) e una verdura (per il sodio) – ogni due ore. 

La tendenza a saltare i pasti costringe il corpo a usare le preziose riserve di glucosio del fegato e a produrre adrenalina in eccesso e, come abbiamo già detto, questo processo può danneggiare il pancreas, generare una resistenza all’insulina, provocare affaticamento surrenale e aumento di peso.

carboidrati insulinici

Un altro fattore decisivo è il tipo di alimenti che assumi. Un equivoco molto diffuso è che il diabete sia causato dal consumo di molti cibi contenenti zuccheri.

Il problema non è lo zucchero, ma la combinazione di zucchero e grassi, e sono soprattutto i grassi a essere nocivi. Per esempio, potresti mangiare frutta tutto il giorno tutti i giorni per il resto della tua vita senza sviluppare il diabete (anzi, mangiare molta frutta è il modo migliore per allungare la vita, “La fobia della frutta”).

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Il problema sono i grassi. Molte persone che mangiano cibo-spazzatura e alimenti elaborati, come torte, biscotti, ciambelle fritte, gelati e così via – o che consumano una cena apparentemente salutare a base di pollo ma la concludono con il dolce – di solito assumono molti grassi e molti zuccheri allo stesso tempo.

E se lo zucchero è decisamente malsano quando non è associato ad altre sostanze nutritive (ovvero non proviene dalla frutta e la verdura), sono i grassi a sottoporre il fegato e il pancreas a un lavoro estenuante.

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La prima cosa che accade è che gli alti livelli di grassi che si immettono nel sangue dopo un pasto a base di proteine animali – siano esse semplici bistecche di manzo, maiale o pollo, oppure carni impanate e fritte nell’olio – impediscono al corpo di consentire all’insulina prodotta dal pancreas di portare gli zuccheri nelle cellule. Ciò significa che enormi quantità di zucchero scorrono liberamente nel sangue e possono andare ovunque.

riduzione calorie

Se il fegato è forte, riuscirà ad accumulare tutto il glucosio che riesce a conservare per i giorni di magra. Ma nel corso del tempo, un’alimentazione ricca di grassi, proteine animali e oli elaborati può affaticare il fegato.

Questo diventa vulnerabile per la continua responsabilità di ripulire il sangue dal glucosio in eccesso e se deve attendere troppe ore tra un pasto e l’altro per avere nuovo carburante. Quando il fegato è così sovraffaticato, riversa nuovamente nel sangue tutto il glucosio che ha immagazzinato, il che può indurre lo stadio iniziale dell’ipoglicemia.

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Poiché il fegato ha il gravoso compito di elaborare i grassi che provengono dai cibi che mangi, una dieta troppo ricca di grassi animali (che si nascondono anche in carni magre che le persone tendono a considerare salutari) può indebolirlo e compromettere la sua capacità di immagazzinare e rilasciare il glucosio.

L’abitudine di consumare pasti abbondanti e pesanti seguiti da lunghe ore di digiuno può portare allo sviluppo del diabete di tipo 2.

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Allo stesso tempo, il pancreas deve produrre enzimi per scomporre i grassi affinché tu riesca a digerirli.

Un’alimentazione ricca di grassi comporta un sovraccarico di lavoro per il pancreas, e se hai altri fattori che lo sottopongono a tensioni, come forti emozioni negative e/o flussi abbondanti di adrenalina corrosiva, per il pancreas l’assunzione di molti grassi può essere la goccia che fa traboccare il vaso e che porta a sviluppare il diabete di tipo 2.

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La buona notizia è che tutti i danni descritti qui sopra sono assolutamente reversibili. Ora vedremo come puoi guarire il pancreas, il fegato e le cellule traumatizzate dall’insulina per mettere fine all’ipoglicemia e al diabete di tipo 2.

CURARE IL DIABETE DI TIPO 2 E L’IPOGLICEMIA

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Dal momento che le comunità mediche non sanno cosa generi davvero il diabete di tipo 2 e l’ipoglicemia, non offrono indicazioni corrette per l’alimentazione. Di solito raccomandano una dieta priva di zuccheri, consigliando ai pazienti di evitare la frutta e concentrarsi sulla verdura e le proteine di origine animale.

Seguendo questi consigli, è probabile che si rimanga diabetici per sempre – e non diabetici ma operativi, bensì diabetici e sofferenti –, perché i grassi contenuti nelle carni non fanno altro che aggravare la malattia, mentre il consumo di frutta è cruciale per guarire dal diabete.

È fondamentale capire che sono i grassi animali a indebolire il fegato e il pancreas. Lo zucchero è solo il messaggero. E in questo caso i professionisti della medicina sparano al messaggero. Quello zucchero sta solo comunicando la resistenza all’insulina causata dal sovraccarico di grassi che grava sul fegato.

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È facile eccedere nell’assunzione di grassi animali senza accorgersene; anche una fettina sottile di carne rossa che pesa poco più di un etto contiene l’equivalente di un cucchiaio di grassi concentrati che possono affaticare il fegato e il pancreas.

I grassi che nutrono il Metaboloma Intestinale sono l’Acido butirrico, acido acetilico e l’acido valerico, burro, aceto valeriana e altri.

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Quando una persona ha sviluppato una resistenza all’insulina (anche se la sua alimentazione è apparentemente “sana” secondo i parametri tradizionali) e immette degli zuccheri nell’organismo, quegli zuccheri non fanno altro che sollecitare i problemi legati all’insulina, così improvvisamente tutta l’attenzione si concentra sugli zuccheri, quando non sono loro i veri responsabili.

Per spiegarlo con un esempio, immaginiamo che un’adolescente dia una festa mentre i genitori sono fuori casa. Poniamo che il fratello minore beva una bibita in cui era stato aggiunto dell’alcol a sua insaputa, stia male e chiami mamma e papà.

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Poniamo poi che, quando i genitori tornano a casa e trovano l’appartamento sottosopra pieno di ospiti ubriachi, la sorella maggiore (i grassi) provi ad attribuire la colpa al fratellino (gli zuccheri).

Ma il fratellino non ha fatto nulla di male! Ovviamente, lo zucchero da tavola e molti altri dolcificanti non giovano alla tua salute, non ti consiglio certo di assumerli. Ma per curare il diabete di tipo 2 e l’ipoglicemia è cruciale diminuire il consumo di grassi e aumentare il consumo di frutta e verdura fresca.

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Ti consiglio caldamente la dieta depurativa descritta per aiutare a guarire il fegato, il pancreas e le ghiandole surrenali e per stabilizzare i livelli di zuccheri nel sangue.

Il medico potrebbe prescriverti l’insulina. Ma se è vero che abbassa i livelli di glucosio, è altrettanto vero che non fa nulla per risolvere i problemi che stanno alla base della malattia, come le lesioni e le disfunzionalità delle ghiandole surrenali, del pancreas e del fegato, le emozioni negative croniche e/o la resistenza all’insulina.

Acidi grassi

Quello che presento qui di seguito è un approccio quotidiano più mirato che punta espressamente a guarire ogni possibile causa del diabete di tipo 2 e dell’ipoglicemia; troverai anche una guida, “Come puoi guarire finalmente”.

La durata del programma terapeutico dipende dall’entità dei danni presenti. Dovresti notare dei miglioramenti entro pochi mesi, mentre il processo completo richiede di norma dai sei mesi ai due
anni e mezzo.

Rafforzare le ghiandole surrenali 

mirtilli

Sei hai il diabete di tipo 2 è probabile che tu abbia un problema alle ghiandole surrenali, quindi il primo passo verso la guarigione è leggere il ghiandole surrenali puoi seguire i consigli esposti.

Alimenti terapeutici 
Mirtilli selvatici, spinaci, sedano, papaia, germogli, cavolo riccio, lamponi e asparagi sono gli alimenti principali da consumare se hai il diabete di tipo 2 o l’ipoglicemia.

Svolgono funzioni importanti, come disintossicare il fegato, corroborare i livelli di glucosio, supportare il pancreas, rafforzare le ghiandole surrenali e stabilizzare l’insulina. Inoltre dovresti evitare certi alimenti, in particolare formaggi freschi, latte, oli elaborati e tutti gli zuccheri tranne quelli provenienti dal miele grezzo e dalla frutta, amidi, carboidrati insulinici.

Anthony William

Diabete

Il diabete è una malattia cronica, anche detta sindrome metabolica

che comporta sempre una condizione di iperglicemia, ossia una quantità di glucosio nel sangue molto elevata.

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Questo è dovuto ad un calo dell’insulina, ormone che ha il compito di regolare i livelli glicemici nel sangue e nei tessuti e che se deve intervenire sottrae lo zucchero dal sangue e lo mette in riserva sotto forma di grasso.

Questa patologia nel tempo tende ad associarsi ad altre complicanze: danni ai vasi sanguigni, comparsa di altre infiammazioni croniche, aumento del peso, alcuni studi scientifici dimostrano anche una correlazione tra diabete e la comparsa di tumori.

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Come si arriva al diabete?

Il glucosio rappresenta la più importante fonte di energia per le cellule del nostro corpo e proprio per questo, oltre ad essere utilizzato immediatamente, viene anche immagazzinato per andare a costruirne una scorta.

Il glucosio, dunque, dal sangue (nel quale viene disciolto dopo il processo di digestione di tutti gli alimenti) deve essere trasportato all’interno delle cellule per essere utilizzato e immagazzinato.

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Quando sosteniamo uno stile di vita scorretto e mangiamo in maniera sbagliata, esponiamo il nostro corpo a continue concentrazioni molto elevate di zuccheri nel sangue.

Questa condizione comporta una costante stimolazione da parte del pancreas a produrre insulina per mantenere la situazione sotto controllo.

Dopo un po’ il nostro corpo inizia a diventare “sordo” alle costanti richieste di insulina, oppure la sua disponibilità è insufficiente a soddisfarne le richieste.

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Questa fase viene definita “insulino-resistenza” e precede quella più grave di diabete anche per questo detta “pre-diabete”.

Se la disponibilità di insulina è insufficiente o se le cellule rispondono inadeguatamente ad essa o ancora se l’insulina prodotta è difettosa (queste tre condizioni variano a seconda del tipo di diabete), il glucosio non può essere efficacemente sottratto dal sangue ed essere utilizzato dal nostro organismo:

la conseguenza è uno stato di carenza di glucosio nelle cellule con elevati suoi valori nel torrente sanguigno.

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Il diabete è legato solo agli zuccheri?

Il diabete è un tema di grande attualità purtroppo, infatti si possono contare, solo in Europa, 75 milioni di casi. Escludendo la possibilità che questa grande diffusione sia solo dovuta a cause genetiche (l’elevata incidenza è aumentata in un tempo troppo ristretto), ci sono altri fattori che influenzano la comparsa di diabete.

Non a caso infatti spesso viene definita la malattia dell’era moderna e della civiltà, il suo sviluppo è massiccio nei paesi altamente industrializzati e più ricchi. Perché?

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1) LA VITA SEDENTARIA

Questo è il primo grosso ostacolo. Le persone si muovono meno, e, se lo fanno, hanno tutti i mezzi per impiegare il minor sforzo possibile. Il lavoro in ufficio, il poco sport e poco movimento ci portano ad “impigrire” il corpo e di conseguenza a rallentarne il metabolismo.

2) L’ALIMENTAZIONE POCO NATURALE

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Il consumo sempre più massiccio di carboidrati raffinati e la produzione di alimenti industrialmente elaborati, hanno fatto sì che i nostri cibi fossero molto poveri da un punto di vista nutritivo nonostante avessero un apporto calorico altissimo.

Che ruolo ha la leptina?

Quando si parla di diabete si sente sempre parlare di insulina e poco di leptina. Quest’ultimo è anch’esso un ormone fondamentale in questo ambito, poichè gestisce la sensazione di sazietà.

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In una condizione in cui il cibo ricco di zuccheri abbonda e l’attività fisica è poca, il nostro corpo si sforza di mantenere i livelli di glucosio entro i limiti, e lo fa secernendo quantità crescenti sia di insulina che di leptina.

Maggiore è la velocità con cui assorbiamo il cibo, maggiore è la velocità con cui crescono i livelli di zucchero nel sangue e maggiore è la necessità d’insulina e leptina. Più un alimento è stato raffinato e più sarà assorbito velocemente dal corpo e più questo squilibrio ormonale si aggrava.

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Il nostro organismo si abitua a livelli costantemente elevati di questi due ormoni e non risponde più allo stesso modo. Quantità crescenti portando ad esigenze sempre maggiori, questo fenomeno, come abbiamo già visto, è detto “resistenza” all’insulina, ma in realtà lo è anche per la leptina.

In caso di diabete e pre-diabete si crea uno squilibrio anche nella sensazione di sazietà.

La soluzione è semplice!

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Miglioriamo il nostro stile di vita per quanto possibile. Questo è il primo consiglio. Cerchiamo di fare attività fisica e se non abbiamo il tempo, sfruttiamo i brevi momenti di pausa per muoverci un po’.

Non immaginate neanche quanto possa giovare anche una semplice camminata al giorno, all’aria aperta, per migliorare i livelli alti di glicemia.

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Sforzarsi a volte di rinunciare a qualche comodità, visto quanto può far bene, è un sacrificio che possiamo fare volentieri.parcheggiare 300 metri più lontano per esempio ..

Proviamo a prediligere i cibi più naturali possibile, a sostituire le farine raffinate con quelle integrali, ad evitare lo zucchero per apprezzare il vero gusto degli alimenti.

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Insegniamo ai nostri figli il valore di queste piccole cose e ad apprezzarle come meriterebbero!

introducendo a digiuno quantità importanti di fibra della frutta magari aiutandosi con un estrattore a bassi giri al minuto, magari farsi degli estratti di frutta e verdura verde da portarsi via anche in un termos con dei limoni dentro ovviamente.

prima rieduchiamo il nostro Intestino – Cervello, prima portiamo un’informazione di coerenza al nostro corpo, e prima ci riappropriamo dello stato di salute.

Dott.ssa Carolina Capriolo modificato by Francesco Ciani

La risposta intestinale

Per una corretta simbiosi è necessario che i batteri siano in grado di percepire i cambiamenti ambientali, in modo da potere adattare il loro ambiente.

I B. thetaiotaomicron hanno più geni che codificano per i sistemi di rilevamento dei segnali, che includono δ-fattori e sistemi regolatori a 2 componenti:

Corpo, Addome, Stomaco, Pancia, Fianchi, Forma, Sottile

– δ-fattori sono proteine necessarie alla sintesi dell’RNA

– i sistemi a 2 componenti sono sistemi di trasduzione del segnale: la struttura prototipo comprende una proteina chinasi istidina che è regolata da stimoli ambientali:

Solitario, Uomo, Seduta, Tempo Libero, Riposo, Git

in risposta ad uno stimolo questa proteina autofosforilizza un residuo istidina, formando un gruppo fosforile ad alta energia, che viene trasferito ad un residuo aspartato della proteina regolatrice della risposta.

Questo induce una modificazione conformazionale del dominio, che provoca l’attivazione di un dominio ad esso associato, responsabile della risposta.

Questo processo rappresenta il modo di comunicazione tra i batteri e le cellule intestinali, un sistema di comunicazione a due vie, grazie al quale i Batteroidi modulano le funzioni intestinali. (2,3)

I batteri commensali modulano l’espressione di geni coinvolti in diverse funzioni intestinali:

Autunno, Panorama, Natura, D'Oro, Settembre, Fiume

– L’assorbimento dei nutrienti

– La fortificazione della barriera mucosale

– Il metabolismo xenobiotico

– L’angiogenesi

– La maturazione intestinale post-natale

Dieta, Contacalorie, Perdita Di Peso, Salute, Cibo

L’intimo colloquio del microbiota intestinale con il sistema immunitario dell’ospite apre nuove prospettive. (4)

La grande diversità del genoma dei microbi intestinali fornisce uno straordinario equilibrio, che, quando finemente sintonizzato, mantiene un stabile omeostasi.

Una alterazione della microflora a seguito di un disequilibrio del sistema immunitario porta ad un aumento della traslocazione di antigeni batterici verso tessuti metabolicamente attivi e può condurre ad uno stato infiammatorio cronico con conseguentemente deterioramento delle funzioni metaboliche come:

– Insulina resistenza

– Accumulo epatico di grassi

– Mancata risposta insulinica

– Eccessivo sviluppo del tessuto adiposo

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Questo squilibrio può portare alla insorgenza di malattia metaboliche, e quindi il trattamento precoce della disbiosi intestinale è in grado di impedire e/o rallentare l’epidemia di malattie metaboliche.

Spesso la dieta, intesa come semplice restrizione calorica, non è in grado di curare i sintomi e di ristabilire una corretta risposta metabolica.

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Questi studi ci fanno immaginare l’intestino ben diverso dalla visione Dantesca del “il lumbrico sacco oe si tramuta in merdaquel che si trangugia”.

Sia i processi digestivi, sia la risposta immunitaria sono modulati dall’interazione battere-cellula intestinale sulla base delle risposte a stimolazioni ambientali.

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Questo spiega la nostra sensazione di difficoltà a digerire in risposta ad agenti stressanti, che è espressa da frasi come “blocco dello stomaco”, “un pugno allo stomaco”, e spiega una maggiore vulnerabilità in seguito a stress. Sappiamo che è più facile ammalarsi quando si è depressi o sotto stress.

Riferimenti

  1. Bengmark S. Acute and chronic phase reaction- a mother of diseases. Clinica! Nutrition (2004) 23, 1256-1266
  2. Hooper LV, Gordon JI. Commensal host-baccerial relationships in che gut. Science. 2001 May 11 ;292(5519):1115-8.
  3. Hooper LV, Vong MH, Thelin A, Hansson L, Falli PG, GordonJI. Molecular analysis of commensal host-microbial relacionships in che intestine. Science.2001 Feb 2;291 (5505):881-4.
  4. Burcelin R, Garidou L, Pomié C. Irnmuno-microbiota cross and talli: the new paradigm of metabolic diseases, Semin Immunol. 2012 Feb;24(1):67-74.
  5. (Prof. Paolo Mainardi)

Libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina