Terapia Metabolica Mitocondriale

Frutti di bosco (una piccola manciata al posto di una porzione di verdure)

Pompelmo (pochi spicchi al posto di una porzione di verdure)
Il motivo per cui queste verdure e questi frutti sono inclusi nell’elenco è che hanno un basso contenuto di carboidrati e un alto contenuto di fibre.

Susine, Susino, Alberi Da Frutto, Ramo, Frutta

Le fibre sono talmente importanti per la salute che ti consiglio di non limitarti al consumo alimentare ma di prendere anche degli integratori.

Le fibre sono un elemento fondamentale della TMM principalmente per quattro motivi:
nutrono i batteri benefici, essenziali per avere un microbioma sano;

Cotto, Pane, Brown, Fibra, Cibo, Fresco, Pagnotta, Noci

le fibre insolubili transitano nel corpo senza essere digerite mentre quelle solubili si convertono in acidi grassi a catena corta che nutrono la flora batterica; sono usate come carburante dalle cellule e fungono da importanti molecole per la segnalazione biologica;

agiscono da antinutrienti, ossia riducono l’assimilazione dei carboidrati e quindi limitano i picchi di glucosio e insulina; le fibre insolubili formano un reticolo nell’intestino mentre le fibre solubili vanno a chiudere le aperture. Insieme costituiscono una barriera che aiuta a proteggere il fegato.

È da tanto che m’interesso ai benefici delle fibre, così tanto che alla facoltà di medicina i miei compagni mi chiamavano “Dottor Fibra”.

Oggi continuo a credere fermamente nei benefici delle fibre alimentari, purché provengano da verdure di alta qualità preferibilmente biologiche e da cereali a basso contenuto di carboidrati netti.

Ciotola Di Frutta, Prima Colazione, Cibo, Organici

Da qualche anno infatti è stato appurato che per restare in salute è necessario avere un intestino sano. Indubbiamente le fibre contribuiscono a un buono stato di salute e alla longevità e possono avere un impatto positivo sulla riduzione del rischio di malattie, perché nutrono i batteri benefici e ne promuovono la proliferazione.

Quando la flora batterica è nutrita da grandi quantità di fibre, produce composti che aiutano a regolare le funzioni immunitarie e anche a migliorare la salute del cervello.

Fragole, Fresco, Maturo, Dolce, Sano, Frutta

Innanzitutto questi composti contribuiscono ad aumentare il numero delle cellule T regolatrici, cellule specializzate del sistema immunitario che aiutano a prevenire le reazioni autoimmuni.

Inoltre, attraverso un processo chiamato ematopoiesi, le cellule T regolatrici partecipano alla formazione di altre cellule specializzate che circolano nel sangue.

diabete

Quando l’apporto di fibre è insufficiente, i batteri benefici muoiono e nell’organismo si innesca un circolo vizioso.

La morte dei batteri benefici ha un impatto negativo non solo sul sistema immunitario e sulla prevenzione delle malattie autoimmuni ma anche sull’intestino.

Qui la barriera protettiva crolla e questo può portare alla sindrome dell’intestino permeabile. Le persone affette da questa sindrome soffrono d’infiammazioni diffuse.

Melone, Cibo Sano, Una Dieta Sana, Delizioso, Fresco

I ricercatori hanno scoperto che una dieta ricca di fibre è associata alla riduzione del rischio generale di morte per qualunque causa, probabilmente perché le fibre aiutano a ridurre il rischio di molte malattie croniche potenzialmente fatali, tra cui il diabete di tipo 2, le patologie cardiache, l’apoplessia e il cancro.

Diversi studi hanno anche rilevato che una dieta ricca di fibre produce un benefico abbassamento del colesterolo e della pressione sanguigna, migliora la sensibilità all’insulina e riduce le infiammazioni, tutti fattori che incidono sul rischio di mortalità.

Esistono due tipi di fibre:

le fibre solubili, che si trovano nei cetrioli, nei frutti di bosco, nei fagioli e nella frutta secca, formano una massa gelatinosa nell’intestino che contribuisce a rallentare la digestione.

Se la digestione è più lenta, il senso di sazietà dura più a lungo e questo è uno dei motivi per cui le fibre possono aiutarti a perdere peso.

Anguria, Estate, Bambina Che Mangia Anguria, Cibo

Inoltre le fibre solubili rallentano l’assimilazione del glucosio, abbassando i livelli netti d’insulina.

Questo tipo di fibre fermenta nell’intestino e contribuisce a mantenere in salute il microbioma; le fibre insolubili, che si trovano nelle verdure a foglia verde scuro, nei fagiolini e nel sedano, non si scompongono durante il processo digestivo.

Hanno molte proprietà benefiche, tra cui la capacità di legarsi alle tossine favorendone l’eliminazione e quella di stabilizzare il pH dell’intestino creando un ambiente inospitale per microbi potenzialmente nocivi.

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Le fibre insolubili aiutano ad accelerare il transito dei prodotti di scarto, perciò favoriscono la regolarità dei movimenti intestinali.

Inoltre hanno un potente effetto normalizzante sulle feci: se sei costipato, le ammorbidiscono portando acqua nel colon e aumentando il volume della massa fecale; se invece hai le feci molli, le solidificano assorbendo l’acqua in eccesso.

Mirtillo, Blu, Delizioso, Frutta, Cibo, Dessert, Sweet

Le fibre insolubili esercitano anche un’azione esfoliante sulle pareti del colon, ma senza eccedere:

esfoliano quel tanto che basta per rimuovere le tossine e i prodotti di scarto senza però intaccare le mucose protettive delle pareti.

Fibre, Frutta E Verdura, Giorno Del Ringraziamento

Un altro aspetto da sottolineare è che le fibre insolubili si legano ai minerali e ai farmaci favorendone l’espulsione dal corpo; perciò, se prendi un integratore di fibre, la tempistica è importante.

È meglio non prendere nient’altro un’ora prima e un’ora dopo aver assunto l’integratore.

Molti cibi genuini, specialmente la verdura, la frutta fresca, la frutta secca e i semi, contengono sia le fibre solubili sia le fibre insolubili.

Io ti raccomando di consumare almeno 35 grammi di fibre al giorno con l’alimentazione, ma l’ideale sarebbe arrivare a 50 grammi o anche di più.

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Il mio consumo personale è di circa due volte e mezza la quantità minima: ne assumo 75 grammi al giorno.

Se non riesci a consumare i 35 grammi raccomandati, o ci arrivi ma vuoi consumare più fibre per ottenere maggiori benefici, ti consiglio d’integrare l’apporto alimentare con semi di psillio biologici.

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È un metodo semplice e relativamente economico per aumentare il consumo di fibre solubili. Personalmente ne prendo un cucchiaio tre volte al giorno. Ma è importante assicurarsi che siano biologici.

Quelli non biologici vanno evitati a tutti i costi, perché sono carichi di pesticidi.

Primavera, Verdure, Fresco, Mercato, Chiamato Rothmans

Puoi anche assumere psillio biologico in polvere, che aiuta a contrastare la mollezza delle feci che molti sperimentano quando prendono l’olio MCT (olio a base di trigliceridi a catena media, di cui parlerò nella sezione seguente).

Per aumentare l’apporto di fibre io prendo anche due o tre cucchiai di semi di chia al giorno. Inoltre lascio a bagno un cucchiaio di semi di lino per tutta la notte e poi li aggiungo alla mia centrifuga.

Funghi, Pomodoro, Piastra, Fornello, Rosso, Vegan

Ma tieni presente che se il tuo intestino non è ancora abituato a queste quantità di fibre, faresti meglio ad aumentarne l’apporto gradualmente, perché nella fase di adattamento del tuo microbioma, le fibre possono causare gas intestinale, gonfiore e persino costipazione.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

Intolleranza al Glutine

L’intolleranza al glutine, che è diversa dalla diagnosi di celiachia, è una delle tante intolleranze alimentari, casualmente identificata nel glutine, o meglio nella gliadina, proteina del glutine.

Le gliadine sono una famiglia di proteine, alcune più infiammanti, altre meno. I ruminanti proteggono il loro intestino demolendola nel rumine, stomaco che noi non abbiamo. 

Da Vicino, Grano, Pane, Natura, Cibo, Campo, Impianto

Sandro Santolin fa avvenire queste demolizioni durante la lavorazione del primus. Questi ricercatori vanno invece a modificare la proteina della gliadina. Per capire occorre analizzare meglio in che cosa consiste una  intolleranza:

l’intestino, quando “vede” (ha papille gustative) una proteina, la ferma nello stomaco per farla demolire, in quanto, altrimenti, sarebbe infiammante. Una proteina di un alimento A, es: “AAA”, viene così demolita ad un piccolo peptide AAA, che entrando nel sangue NON attiva il sistema immunitario, in quanto questo riconosce SOLO le dimensioni della molecola.

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Se l’intestino è troppo permeabile un frammento “AAA” riesce ad entrare prima di essere ancora demolito, contro questo peptide, non contro la proteina originale, si attiva la risposta immunitaria.

Se continuiamo a mangiarla, produciamo anche anticorpi con memoria, evitare di mangiarla, non fornisce alcun risultato utile, in quanto l’intestino continua ad essere infiammato/permeabile, altri grossi peptidi, esempio BBB, CCC, entreranno nel sangue, attivando anticorpi, che non abbiamo trovato, solo perchè non li abbiamo cercati, l’infiammazione intestinale non si riduce, ed è questa la VERA causa delle diverse patologie.

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La storia della Alessandra Castellani mette bene in evidenza l’inutilità di perseguire diete a privazione, dopo il suo caso che mi sembrava già da record, con 10 alimenti sopravvissuti, mi è capitato un caso dove gli alimenti rimasti erano 5, il giorno dopo ho visto un caso dove erano 3!!!!!

L’unico rimedio è chiudere la porta di ingresso, per impedire che frazioni AAA, BBB, CCC, XXX, riescano ad entrare. Così anche se abbiamo anticorpi dedicati a questi “peptoni”, il sistema immunitario non si attiverà più, ed uscendo dalla infiammazione cronica, ripresteremo i preziosi processi endogeni con cui il Microbioma continuamente, quando siamo sani, ci ripara.

infiammazioni da intolleranza


Così la Castellani, dopo 40 anni di tribolazioni, in soli 2 mesi è riuscita a mangiare alimenti contenenti Ni, quando prima non poteva nemmeno toccarli, così altri ex celiaci, nati con i villi atrofizzati, riescono, dopo soli pochi mesi, a mangiare tutto il glutine che vogliono, anche quello del grano così astutamente modificato dall’uomo per aumentarne la resa per ettaro.

Abbiamo modificato la carne dei vitelli, il grano, le banane, così che il cibo costa meno, ma spendiamo molto di più nei farmaci.
Prof. Paolo Mainardi

L’artrosi ed i carboidrati insulinici

L’artrosi è una delle malattie più invalidanti dell’essere umano, assolutamente sconosciuta nel mondo animale.

Avete mai sentito parlare di un leone con le zampe deformate dall’artrosi?

Guscio, Stella Marina, Marittimo, Decorativi

Probabilmente un medico tenterà di giustificare l’insorgenza dell’artrosi, ponendo nell’altro piatto della bilancia l’allungamento della vita, adducendo come “conseguenza naturale” la sofferenza di tale patologia.

Una conseguenza così nefasta è però smentita nella pratica da quelle popolazioni molto longeve, che non soffrono di simile malattia.

Fusilloni, Pastasciutta, Italia, Cucina Italiana

Come già accade per altre patologie, possiamo imputare la degenerazione delle nostre cartilagini all’uso smodato dei carboidrati nella nostra dieta.

Bisogna sottolineare che le cartilagini sono tessuti come tutti gli altri e subiscono ogni giorno una fase catabolica ed una fase anabolica.

Pasta, Spaghetti, Vongole, Street Food, Cibo, Piatto

L’aumento dell’acidosi tissutale e dell’infiammazione cronica crea un disequilibrio anche nella cartilagine e di conseguenza alle cellule che la compongono.

La produzione delle citochine all’interno del liquido sinoviale (dovuta allo stress cellulare), causa una superproduzione di metalloproteasi da parte delle cellule sinoviali.

Questa azione viene attivata per contrastare eventuali attacchi batterici, ma il perdurare dell’infiammazione causa la degenerazione della matrice della cartilagine.

Tagliatelle, Pasta, Raw, Cibo, Carboidrati, Alimentari

Il rammollimento superficiale e la fibrillazione cartilaginea (cambio dell’aspetto della superficie) causa l’esposizione dell’osso sottostante che incomincia a crescere irregolarmente.

Con il progredire della malattia viene vanificata qualsiasi possibilità di ripristinare la funzionalità dell’articolazione.

Pasta, Pastasciutta, Italia, Cibo, Mangiare

Al contrario, un’alimentazione ricca di proteine, fornisce gli aminoacidi necessari alla ricostruzione della cartilagine (in stato di sol).

Alimenti come frutta e verdura sono invece ricchi di antiossidanti (e di altri elementi come sali minerali e vitamine), inertizzatori di radicali liberi e capaci di diminuire la flogosi (infiammazione) all’interno del liquido sinoviale.

Vivere 120 Anni

I carboidrati insulinici causano le malattie moderne

Sarà difficile sentir dire da un medico che i carboidrati sono la base delle malattie moderne (praticamente tutte).

 
Alcuni dottori ci diranno che ciò dipende dalla quantità di carboidrati ingeriti. Purtroppo, abbiamo stravolto la dieta ancestrale, trasformando la nostra alimentazione a base di grassi e proteine, in quella moderna a base di zuccheri.
 
Spaghetti, Tagliatelle, Pomodori, Pasta, Antipasto
 
Il corpo è nato per funzionare con i grassi (lo ha fatto per milioni di anni), ma nonostante ciò, la classe medica non prende in considerazione queste evidenze scientifiche.
 
D’altronde non si può immaginare che un cambiamento così estremo non comporti problemi e malattie. In questa parte del libro parleremo appunto della correlazione tra l’assunzione dei carboidrati insulinici (che attivano l’insulina) e le malattie moderne che affliggono l’uomo.

L’obesità ed i carboidrati insulinici.

 
Lasagne, Tagliatelle, Formaggio, Pomodori, Teglia
 
L’obesità rappresenta più di altre, la malattia con la più evidente correlazione con i carboidrati. Infatti questa incredibile pandemia ha avuto inizio proprio dall’introduzione di tutti quei cibi considerati cibo spazzatura. Stiamo parlando delle bibite zuccherate, degli snack a base di patate, riso, mais, cereali o caramelle, cioccolatini.
 
Che sommandosi al consumo di alimenti come pizza, pasta, riso e pane, ne hanno aumentato gli effetti nefasti, aumentando il numero dei picchi glicemici della giornata.

Tagliatelle, Raw, Colorato, Cibo, Carboidrati

 
Inoltre sappiamo che tutte le calorie assunte sotto forma di carboidrati insulinici, non vengono consumate dal nostro corpo, ma che al contrario le deposita nelle cellule adipose. Infine il calo glicemico (causato dall’insulina) ci induce a mangiarne di nuovo.
 
Nel passato non c’era una disponibilità così immediata ed eccessiva di prodotti a così alto carico di glicemico ed inoltre ci si muoveva molto di più. Per questo, per quanto non idonei, i cibi non causavano l’insorgenza dell’obesità.
 
Insalata, Fichi, Formaggio, Formaggio Di Capra
 
Abbiamo visto che gli alimenti insulinici (a base di carboidrati) non stimolano la produzione dell’ormone colecistochinina, il quale ci induce la sensazione di sazietà, evitandoci così di introdurre più calorie di quelle di cui abbiamo effettivamente bisogno.
 
Inoltre l’insulina induce i cali di leptina (successivi ai picchi), che a loro volta causano la produzione di grelina (ormone della fame). Sappiamo che gli sbalzi di leptina causano nel tempo un effetto chiamato leptino-resistenza, capace di diminuire l’effetto della leptina sulle cellule bersaglio.
Risultati immagini per carboidrati insulinici
 
Ciò, da una parte influenza direttamente il funzionamento della tiroide (con l’effetto di far scendere il metabolismo del corpo) e dall’altra è la causa di una maggiore produzione di grelina (maggiore senso di fame).
 
In effetti una maggiore presenza di cellule adipose, dovrebbe indurre il nostro corpo a non richiedere altro cibo (sentire la fame), mentre al contrario le persone obese (afflitte da leptino-resistenza) sono sempre affamate.
 
Pizza, Fetta, Italiano, Topping, Cena, Pranzo
 
Abbiamo inoltre approfondito come questi cibi inducono il nostro cervello a farceli desiderare con bramosia. Se a ciò aggiungiamo, la disponibilità e l’efficienza distributiva di come tali prodotti siano posti in vendita e di quali budget milionari dispongano le catene distributive e le multinazionali per indurci ad acquistarli, è facile immaginare perché tanta gente stia diventando obesa.
 
D’altronde dove nasce un bisogno, c’è sempre qualcuno pronto a soddisfarlo.
L’ipercortisolemia ed i carboidrati insulinici. Il cortisolo è un nostro grande alleato, ma il consumo dei carboidrati insulinici lo hanno trasformato in nemico da contrastare.
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I carboidrati sono dei promotori incessanti della produzione di tale ormone, svolgendo in tal senso un’azione diretta e indiretta.
 
L’azione diretta si riferisce al compito del cortisolo di ripristinare la quantità minima di glucosio nel sangue (0,8 g/lt). Difatti come abbiamo già detto, l’intervento dell’insulina (a seguito di un pasto a base di carboidrati) causa inevitabilmente un calo glicemico (successivo al picco).

Quindi ogni qual volta attiviamo l’insulina promuoviamo successivamente l’intervento del cortisolo.

 
Ansia, Nube Di Parola, Parola, Cronica, Capacità
 
L’azione indiretta si riferisce al compito del cortisolo di contrastare tutte quelle patologie promosse dall’assunzione dei carboidrati: l’infiammazione cronica, l’infiammazione intestinale (Sibo), le malattie autoimmuni (ad esempio artrite reumatoide), infiammazione causata dal tessuto grasso (morte degli adipociti).
 
Esplosione, Bolide, Fuoco, Marca, Estetica, Ceppi, Log
 
Inoltre un’alimentazione ricca di zuccheri (che porta con sé i problemi delle glicotossine, della permeabilità intestinale, dei radicali liberi, della candida, etc.) conduce nel tempo all’infiammazione silente e cronica, un’altra causa della produzione eccessiva di cortisolo.
 
Questo ormone non è in grado di fermare l’infiammazione cronica ma solo tenerla a bada. Ciò significa che le infiammazioni nel tempo, tenderanno ad aumentare (perchè non vengono mai eliminate) causando un incremento costante di cortisolo.
Vivere 120 Anni

Aloe Vera 

Come rimedio per uso esterno, l’aloe vera è famosa

per lenire bruciature, tagli, escoriazioni, lividi, punture d’insetti e soprattutto scottature solari, ma per uso interno il suo spettro d’azione è molto più ampio.

Aloe Vera, Aloe Barbadensis, Giglio Del Deserto

Se t’interessano i clisteri e i lavaggi del colon, porta l’aloe vera nella tua vita: il solo fatto di consumarla garantisce una depurazione dell’intestino, oltre ad alleviare la costipazione.

L’aloe vera contiene più di settanta oligoelementi che, raggruppandosi, formano leghe medicinali non ancora scoperte. Esse operano in sinergia con una sostanza fitochimica, l’aloina, che calma le infiammazioni intestinali, il che rende l’aloe un rimedio eccellente per colite, sindrome del colon irritabile e morbo di Crohn.

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Il suo effetto antinfiammatorio ricostituisce l’appendice e l’ileo, una porzione importante del tratto intestinale perché è qui che si produce la vitamina B12 quando l’apparato digerente funziona a dovere.

Ma non è tutto: nel risanare l’ileo, l’aloe vera fornisce una forma altamente biodisponibile di vitamina B12, aumentando la produzione di questa sostanza.

Fiori, Aloe, Piante, Rosso-Arancio, Tropical

L’aloe vera è antivirale, antibatterica, antifungina (anche antimuffa) e antiparassitaria (anche antivermi). È straordinariamente utile per debellare tutti gli agenti patogeni che causano il cancro al colon, allo stomaco e al retto, per eliminare l’Helicobacter pylori e supportare il pancreas.

In più ha la straordinaria capacità di arrestare lo sviluppo di polipi e ridurre la crescita delle emorroidi. E se ti preoccupa l’esposizione alle radiazioni, chiedi aiuto all’aloe: il suo betacarotene combinato alle lignine rimuove le radiazioni dal corpo.

MALATTIE

Cibo, Di Legno, Sano, Legno, Desktop, Aloe, Vera

Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre l’aloe vera nella tua vita. “Personalmente uso l’Aloe arborescens” la nostra non supera i 70 cm di altezza, coltivata al lato sud della sicilia, mentre in Africa può arrivare a 2 metri
Sindrome del colon irritabile, morbo di Crohn, colite, qualunque infiammazione intestinale, cancro al colon-retto, allo stomaco, al pancreas, esofago di Barrett, sindrome da proliferazione batterica nell’intestino tenue, ulcera gastrica, infezioni alle vie urinarie, comprese quelle ai reni e alla vescica, vaginosi batterica, fascite plantare, neuroma di Morton,

Leone, Criniera, Cat, Grande Gatto, Felino, Carnivoro

sciatica, virus di Epstein Barr/mononucleosi, scottature solari, lividi, tagli, escoriazioni, emorroidi, polipi, diverticolite, acne, SLA, eczema, psoriasi, tutte le malattie e i disturbi autoimmuni, infezione da Escherichia coli, infezione da Clostridium difficile, infezione

da Helicobacter pylori, intossicazioni alimentari, steatosi epatica, ernia iatale, herpes simplex 1 (HSV-1), herpes simplex 2 (HSV-2), epatite A, B, C e D, papilloma virus, itterizia, malattie al fegato, megacolon, MRSA (stafilococco aureo resistente alla meticillina), herpes zoster, infezioni da streptococco alla gola, PANDAS (disturbi neuropsichiatrici infantili di origine autoimmune associati alle infezioni da streptococco).

SINTOMI


Aloe Sabaea, Aloe Vera, Succulento, Impianto, Naturale

Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre l’aloe vera nella tua vita.
Infiammazioni, reflusso gastrico, spossatezza, costipazione, gonfiore, ansia, occhiaie, allergie alimentari, distensione addominale, mal di stomaco, disturbi allo stomaco,

crampi addominali, disfunzioni del fegato, fegato stagnante e/o surriscaldato, pre-steatosi epatica, squilibri ormonali, appendicite, infiammazioni intestinali, carenza di acido cloridrico.

SUPPORTO EMOTIVO

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L’aloe è il rimedio perfetto se hai appena affrontato un grosso cambiamento, come il trasloco in una nuova casa, e avverti un senso di vuoto, solitudine, spaesamento e nostalgia. Questo alimento ti aiuterà a sentirti in armonia con il tuo nuovo ambiente.

INSEGNAMENTO SPIRITUALE
L’aloe esiste fin dall’antichità, ma molti di noi non hanno familiarità con tutte le sue possibili applicazioni. Imparare a conoscerla ispira a guardare il mondo che ci circonda con occhi nuovi. C’è qualcos’altro nella tua vita che potrebbe servire a molti scopi se solo ne esplorassi le varie sfaccettature?

SUGGERIMENTI


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Le grandi foglie di aloe per uso alimentare ormai si trovano in molti negozi.
Una volta a casa, taglia la sezione centrale della foglia (circa dieci centimetri, scartando le due estremità) e sfilettala, rimuovendo la buccia verde e prelevando con un cucchiaio la polpa gelatinosa.

Puoi mangiarla così com’è, frullarla con un po’ d’acqua o aggiungerla a frullati e centrifugati. L’aloe mantiene intatta la sua natura selvatica anche se proviene dal supermercato invece che dall’orto o dal davanzale di casa tua.

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Se hai le occhiaie, o non sei soddisfatto della tua pelle e vorresti un aspetto più giovane e luminoso, consuma dell’aloe fresca ogni giorno. Per la pelle l’uso interno è più benefico rispetto all’uso esterno.

Per gli animali domestici, il gel di aloe fresca (non raffinato e senza conservanti) è un rimedio incredibile da applicare su escoriazioni, punture di pulci e zecche e sulle zone in cui l’animale ha perso il pelo.

BEVANDA ALL’ALOE
Per una porzione

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Il sapore del succo d’arancia e dell’acqua di cocco si coniuga con il gel di aloe per creare una bevanda squisita e vitalizzante. Gustala al mattino a digiuno, perché risveglia l’intero organismo con una generosa idratazione e la solarità degli agrumi.

2 arance
1 tazza d’acqua di cocco
¼ di foglia di aloe

Taglia le arance e spremile, ricavando circa una tazza di succo. Trasferisci il succo in un mixer e aggiungi l’acqua di cocco. Taglia la foglia di aloe, estrai due cucchiai di polpa chiara e mettila nel mixer insieme agli altri ingredienti fino a ottenere un liquido omogeneo e schiumoso. Versa in un bicchiere e bevi subito.

by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita)

La tenosinovite

Malattia Espressione dell’AnimA

L’infiammazione del tendine è provocata anch’essa da uno sforzo eccessivo, ma non è certamente causata da un effetto-leva esagerato o da urti violenti: è dovuta a una serie di traumi lievi e ripetuti.
 
Si può verificare, ad esempio, se si lavora a maglia o si scrive a macchina per troppo tempo. Non è quindi l’attività in sé a provocare l’infiammazione, bensì il modo in cui questa viene svolta, cioè con i muscoli contratti.
tenosinovite sintomi
Fare la maglia può essere rilassante, chi però insiste nello svolgere questo lavoro manuale e finisce per procurarsi un’infiammazione, dimostra di non essere affatto consapevole dello stato di tensione in cui vive.

Qualcosa di assolutamente non rilassato si è insinuato, inosservato, tra le maglie.

 
Fiore, Purple, Bella, Bellezza, Bloom, Fioritura
 
Forse qualcuno deve finire preso nella rete, come una mosca nella tela del ragno. Una simile motivazione può togliere ogni rilassatezza al lavoro.
 
Il conflitto inconscio si accende allora sulla linea di demarcazione dei tendini, i quali sono corde da cui dipende tutto, come minimo l’intera forza muscolare.
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Invece di trasferire direttamente la loro forza, creano delle difficoltà, e nella dolorosa convalescenza costringono a una pausa di riflessione se stessi e il loro proprietario. Ogni terapia sarà basata sul riposo, o grazie a un tempestivo intervento della ragione, o più tardi con un eventuale gesso.
 
Il compito da svolgere, rimasto finora nascosto, mira solo in parte al riposo, dal quale dovrebbe svilupparsi la consapevolezza della dolorosa situazione. I pazienti dovrebbero divenire talmente coscienti della loro attività da riconoscerne il senso e le intenzioni più profonde.

La contrazione manifesta una resistenza.

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Vale la pena di scoprire contro cosa questa sia rivolta. Il forte attrito, che causa la resistenza, diviene percepibile e quasi udibile:
 
il tendine/scricchiola a causa della tensione e del dolore, l’elasticità viene penosamente ridotta, così che di questo disturbo fa parte sempre anche una certa ostinazione.
 
Cuore, Nozze, Matrimonio, Mani, Romantico, Sposare
 
Fin dalla prima comparsa dei sintomi, bisogna stringere forte i denti per ignorare i segnali d’allarme chiaramente percepibili e combattere fino in fondo la malattia.
Le cause dell’infiammazione possono essere varie: naturalmente non si tratta sempre di un pullover che deve essere terminato in fretta.
 
Questa situazione è tipica perché esprime chiaramente il conflitto tra il desiderio conscio di lavorare con efficienza e di concludere in breve tempo il lavoro e la resistenza inconscia contro quello stesso lavoro.
 
Matrimonio, Fiore, Fiori Viola, Bouquet Di Fiori
 
I tendini possono entrare in conflitto anche con altri tipi di lavoro manuale, come ad esempio scrivere a macchina.
 
Comune a queste attività è la monotonia dei movimenti, che in sé non sono né stancanti né faticosi, e la resistenza non confessata a tale ripetitività si scarica nel tendine.
Immagine correlata
Non è una resistenza forte e pericolosa che tende a stancare (questa dovrebbe rivelarsi piuttosto nei muscoli del braccio) ma una persistenza e ben celata resistenza (dei tendini), nascosta attraverso razionalizzazioni:

«Ma per lui (o per i bambini) lo faccio tanto volentieri, lo faccio per amore».

Alberi Di Ciliegio Giapponese, Fiori, Primavera
 
E possibile, ma difficile, svolgere per amore o per amicizia un’attività monotona, che in sé non dà gioia e che nel profondo del cuore lascia insoddisfatti.
 
Fare qualcosa di mortalmente noioso con passione è quasi impossibile: se ci riusciamo, è solo per momentanea devozione rituale.
Risultati immagini per modestia
Il problema diventa particolarmente evidente se ci si procura l’infiammazione in attività a cui la società attribuisce scarso valore. Dove «fatto a mano» è sinonimo di modestia e di poca eleganza, non meraviglia se da questa attività non si ricava soddisfazione.
 
Chi batte a macchina ciò che un altro ha pensato, ha bisogno di identificarsi profondamente con quella persona per sentirsi a proprio agio mentre svolge questo lavoro «alienante».
Risultati immagini per modestia
Spesso, eseguendo queste attività, si sviluppano resistenze e si seppelliscono le motivazioni.
 
Invece di andare avanti nonostante tutto, per prevenire la tenosinovite sarebbe opportuno chiarire il proprio rapporto con l’attività svolta e trovare eventualmente il modo di fare una pausa (prima di essere costretti al gesso), cambiare lavoro o rinviarlo.

Domande

1. Quale rapporto esiste tra il mio cuore e la mia attività?
2. Quali scopi (forzati?) perseguo segretamente?
3. Quale motivazione lavora a maglia, scrive a macchina o agisce in profondità?
4. Con quanta amarezza perseguo gli scopi nascosti?
5. Cosa ho segretamente contro il mio lavoro? Da dove scaturisce la mia resistenza, a che cosa mira?
6. In che misura ha a che fare con la valutazione generale del mio lavoro?
7. Non mi fido più di me e delle attività ambiziose?
8. Qual è il mio rapporto con la monotonia?
9. Posso vedervi solo ottusità o riesco a coglierne anche l’aspetto rituale?
(Dott. Rudiger Dahlke)

Azioni intestinali dei farmaci

Azioni intestinali dei farmaci

Gershon riporta l’evidenza di come i farmaci neuroattivi agiscono anche a livello intestinale. Ad esempio i farmaci antidepressivi SSRIs sono impiegati anche per disturbi intestinale.

Curiosamente a bassi dosaggi controllano la diarrea, ad alti la provocano. E’ interessante correlare questo dato con l’evidenza che a bassi dosaggi siano anticonvulsivi, ad alti sono pro convulsivi (1).

Risultati immagini per azioni farmaci

Sia per i farmaci antidepressivi che antiepilettici è riportato che sono in grado di aumentare il triptofano e/o la serotonina intestinale, confermando l’azione sul cervello enterico.

Oggi sappiamo come la cronicizzazione di una infiammazione intestinale possa avere un ruolo importante in diverse patologie neurologiche, sappiamo come l’efficacia ad ampio spettro della dieta chetogenica o della curcumina possa essere legata alle loro azioni intestinali.

Risultati immagini per azioni farmaci

Queste evidenze ci portano a considerare importante la possibile azione intestinale dei farmaci. Infatti, assunti oralmente, potranno interessare il cervello enterico con maggiore probabilità rispetto a quella di arrivare al cervello.

Infatti, gli SSRIs inibiscono il legame della serotonina alle piastrine plasmatiche, anche se con differenti costanti di affinità chimica, rispetto all’inibizione della ricaptazione cerebrale. Le piastrine hanno il compito di sequestrare tutta la serotonina sintetizzata dall’intestino e riversata nel sangue.

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La serotonina piastrinica viene rilasciata solo in seguito ad traumi, ad esempio ferite, in quanto provoca una vaso-restrizione, limitando l’emorragia, e attiva i processi di cicatrizzazione . Comunque il suo ruolo non è solo vaso-restrittivo, ma quello in generale di controllare il tono del vaso sanguigno, da cui il nome serotonina.

L’inibizione del legame della serotonina con le piastrine, associato al ruolo di segnale di pericolo della serotonina libera, può portare ad una riduzione della trasformazione del triptofano in serotonina, quindi all’aumento dei suoi livelli, da cui dipende la sintesi cerebrale di NPY.

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Questa sintesi è controllata dal sistema neuroendocrino, che, come tutti i sistemi di controllo non fornisce risposte immediate, ma dopo un periodo di tempo di osservazione, che nel caso dell’uomo sono 20-30 giorni. Infatti dopo 20-30 giorni di digiuno il livello di noradrenalina balza improvvisamente da 20 a 200 nmoli/ml.

La dipendenza dalla risposta del sistema neuroendocrino spiega la latenza nei tempi di risposta clinica degli SSRIs, mentre l’incidenza di alterazioni del legame piastrinico riportate nei pazienti depressi e epilettici spiega l’elevata incidenza di effetti collaterali, questi dovuti ad un aumento del livello plasmatico di serotonina “libera”, la quale, superato un valore soglia, viene captata dal cervello, finendo negli spazi extracellulari, dove è noto che sia neurotossica.

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Per quanto riguarda i farmaci anticomiziali, abbiamo già discusso in questo libro, l’azione intestinale dell’acido valproico. Sono riportate azioni di farmaci antiepilettici, come la carbamazepina (2), l’acido valproico (3) e la lamotrigina(4), sui danni ischemici da riperfusione a livello intestinale, che confermano la loro capacità di azione anche sull’intestino.

Queste azioni sono legate alle loro capacità antinfiammatorie, pertanto questa può essere la vera responsabile della loro azione anticonvulsiva, sulla base dell’evidenza di come una infiammazione intestinale abbassi la soglia convulsiva.

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Il concetto riportato da Gershon può essere riformulato, in quanto l’azione dei farmaci neuroattivi può essere solo a livello intestinale, per questo non necessitano di arrivare al cervello. La risposta cerebrale è fornita grazie al sistema neuroendocrino.

(Prof. Paolo Mainardi)

dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina

Riferimenti

1) P.C. Jobe, R.A. Browning The serotonergic and noradrenergic effects of antidepressant drugs are anticonvulsant, not proconvulsant. Epilepsy & Behavior 7 (2005) 602–619

2) Barut I, Tarhan OR, Kapucuoglu N, Sutcu R, Akdeniz Y.Lamotrigine reduces intestinal I/R injury in the rat. Shock. 2007 Aug;28(2):202-6

3) Kim K, Li Y, Jin G, Chong W, Liu B, Lu J, Lee K, Demoya M, Velmahos GC, Alam HB. Effect of valproic acid on acute lung injury in a rodent model of intestinal ischemia reperfusion. Resuscitation. 2012 Feb;83(2):243-8

4) Barut I, Tarhan OR, Kapucuoglu N, Sutcu R, Akdeniz Y. Lamotrigine reduces intestinal I/R injury in the rat. Shock. 2007 Aug;28(2):202-6.

Un fattore nascosto il Microbioma intestinale

Un nuovo studio sui topi dimostra che la manipolazione del microbioma intestinale può influenzare l’entità del danno cerebrale causato da un ictus

Micrograph mostrando necrosi pseudolaminar corticale, un risultato visto in imaging durante l’autopsia. Nefroni / Wikimedia Commons , CC BY-SA 3.0

I batteri che popolano le nostre viscere sono diventati giocatori chiave per i neuroscienziati. Un crescente corpo di ricerca li lega ad una vasta gamma di disturbi mentali e neurologici ansia e depressione alla schizofrenia e il morbo di Alzheimer.

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Ora un studio sui topi pubblicato questa settimana su Nature

Medicine suggerisce che offrire un armonico equilibrio microbico giusto potrebbe causare cambiamenti nel sistema immunitario che riducono in modo significativo i danni al cervello dopo un ictus, la seconda causa di morte e invalidità per le persone in tutto il mondo. (Scientific American è parte di Springer natur.)

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Gli esperti hanno noto da tempo che la gravità dell’ictus è influenzata dalla presenza di due tipi di cellule, che si trova in abbondanza all’interno dell’intestino, che calibrano risposte immunitarie:

cellule T regolatorie hanno un effetto infiammatorio benefica, proteggere un individuo da ictus. Ma le cellule T gamma delta producono una citochina che causa l’infiammazione nociva dopo un ictus.

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Un team di ricercatori della Weill Cornell Medical College e il Memorial Sloan Kettering Cancer Center si mise a indagare se potevano pendere la bilancia di queste cellule in favore di cellule benefiche per armeggiare con i residenti batterica del corpo. Per farlo, hanno allevato due colonie di topi:

Uno del gruppo è resistente agli antibiotici, mentre altri batteri intestinali era vulnerabile al trattamento.

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Come risultato, quando somministrato una combinazione di antibiotici nel corso di due settimane, solo un microbiota intestinale di quest’ultimo ha subito il cambiamento.

I ricercatori hanno poi ostruiti arterie cerebrali dei topi, inducendo un ictus ischemico (il tipo più comune). Essi hanno scoperto che il successivo danno al cervello è stata del 60 per cento più piccolo in topi droga sensibili, di quanto non fosse in un altro gruppo.

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Per confermare che questo risultato potrebbe veramente essere attribuito alla variazione flora intestinale, i ricercatori hanno eseguito trapianti fecali.

Cioè, hanno preso il contenuto dei due punti di topi che avevano sperimentato corsa ridotta e ha dato questo materiale per nuovi mouse.

Questa volta, però, la squadra non ha somministrare antibiotici, creando così un gruppo di topi con batteri intestinali alterate, ma non esposizione al farmaco.

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Inducendo un attacco ischemico in questo gruppo, i ricercatori hanno scoperto che questi topi avevano anche acquisito una protezione contro l’ictus.

I ricercatori hanno scoperto che modificando la flora intestinale avevano indirettamente spinto il rapporto tra cellule immunitarie a favore delle cellule T “buoni” regolamentazione sopprimendo le cellule T gamma delta più dannose.

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Il team hanno rintracciato entrambi i tipi di cellule, come hanno lasciato l’intestino e viaggiato al cervello, dove si stabilirono sulle meningi e, i ricercatori sospettano, che il cervello – intestino ha risposto alla corsa.

Questo risposta infiammatoria sistemica -supportata da T-cellule può essere utile, aprendo il cervello di cellule morte, o debilitanti, provocando edema cerebrale e ulteriori danni.

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“Queste cellule determinano quale tipo di risposta immunitaria infiammatoria del cervello sta per sperimentare dopo l’ictus”, spiega il neurologo Costantino Iadecola, direttore del Brain and Mind Institute di ricerca presso Weill Cornell e uno degli autori dello studio.

Cambiando il paesaggio batterica dell’intestino, spiega, “le cellule immunitarie finiscono per dare una mano, invece di contribuire al danno che si verifica.”

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“Ora il microbioma è un altro elemento in questa equazione, non è solo il diabete, ipertensione e obesità”. “Ci sono anche altri fattori che abbiamo bisogno di sapere al fine di adattare il trattamento.”

Lo studio suggerisce che tale trattamento può comportare antibiotici, probiotici, cambiamenti nella dieta o altri interventi che avrebbero cambiato microbiota dell’intestino per essere di supporto delle cellule T regolatorie e ridurre Le cellule T gamma delta.

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Ad esempio, i pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca, molti dei quali finiscono per subire un ictus, potrebbe fare una speciale dieta preventiva.

Tali interventi rimangono molto lontano, però.

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In questo momento stanno lavorando sull’identificazione dei batteri specifici coinvolti nelle loro conclusioni, nonché il meccanismo molecolare-esattamente come l’intestino e il cervello interagire e comunicare, che sta alla base delle risposte immunitarie osservati in questo studio.

Entrambi i percorsi di ricerca sono importanti per lo sviluppo di approcci terapeutici mirati su tutta la linea.

http://www.scientificamerican.com/article/a-hidden-factor-in-stroke-severity-the-microbes-in-your-gut/

ECN

Intestino e Permeabilità

Al momento della nascita l’intestino è completamente permeabile, intere proteine possono passare dal lume intestinale al torrente circolatorio.

In 7-10 giorni di allattamento, l’alfa-lattoalbumina contenuta nel latte umano (nel colostro rappresenta il 40% delle proteine) riduce la permeabilità (1)e attiva i processi difensivi/assorbitivi.

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Azione gastroprotettiva: l’azione protettiva delle sieroproteine sulla mucosa gastrica sononote da tempo, ma la responsabile di questa azione è unicamente l’alfa-lattoalbumina. (2)L’alfa-lattoalbumina è in grado di proteggere lo stomaco da ulcere prodotte da stress o alcool(3), in maniera dose dipendente.

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Prostaglandine: E’ stato dimostrato che l’azione dell’alfa-lattoalbumina è mediata dalle prostaglandine, risulta infatti che l’alfa-lattoalbumina è in grado di stimolare la sintesi di prostaglandine (PGE2) (4), in maniera dose dipendente.

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Muco e succhi gastrici: All’aumento di prostaglandine corrisponde un’aumentata secrezione di muco. Il muco ha un’azione protettiva della membrana intestinale in quanto trattiene gli ioni bicarbonato che in questo modo neutralizzano gli idrogenioni che diffondono nello strato gelatinoso.

L’alfa-lattoalbumina è sia in grado di aumentare il muco che i succhi gastrici, in questo modo è in grado di controllare il pH.

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Svuotamento gastrico: un aumento delle contrazioni gastriche costituisce il maggior meccanismo patogenetico alla formazione di ulcere indotte da agenti necrotizzanti o da stress.

L’alfa-lattoalbumina rallenta in modo significativo lo svuotamento gastrico, indice di un rallentamento nelle contrazioni gastriche.

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Attività antibatterica: dalla demolizione enzimatica dell’alfa-lattoalbumina sono stati isolati peptidi con azione antibatterica intestinale(4).

L’alfa-lattoalbumina è, pertanto, un prebiotico intestinale in grado di ripristinare corretti
processi assorbitivi, spesso logorati da diete prive di fibra, farmaci, additivi alimentari e non per ultimo stress.

(Prof. Paolo Mainardi)

dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina

RIFERIMENTI

1) Catassi, C.; Bonucci, A.; Coppa, G. V.; Carlucci, A.; Giorgi, P. L . Intestinal Permeability. Changes during the First Month: Effect of Natural versus Artificial Feeding. Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition, November 1995,21(4):383-386

2) Matsumoto e al. Gastroprotection by alpha-lactalbumin. Biosci. Biotechenol. Biochem. 65 (5) 1104-1111, 2001

3) Hushida S. et al. Effects of Bovine Alpha-lactalbumin on Gastric defense mechanism in naïve rats. Biosci. Biotechnol. Biochem. 67 (3), 577-583, 2003

4) Pellegrini A, Thomas U, Bramaz N, Hunziker P, von Fellenberg R. Isolation and identification of three bactericidal domains in the bovine alpha-lactalbumin molecule. Biochim Biophys Acta. 1999 Feb 2;1426(3):439-48.

Permeabilità intestinale

Al momento della nascita l’intestino, pur essendo perfettamente sviluppato, non è
attivo, infatti non ha mai funzionato all’interno del grembo materno.

E’ completamente permeabile, intere proteine riescono ad attraversare la membrana intestinale.

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Il latte materno sostituisce il cordone ombelicale nel duplice compito di nutrire e proteggere il neonato.

Nel primo latte, il colostro, l’alfa-lattoalbumina rappresenta il 40% delle proteine presenti.

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Fino al 14° giorno di allattamento, l’alfa-lattoalbumina ha il compito di attivare i processi assorbitivi-difensivi intestinali, successivamente la sua concentrazione diminuisce arrivando 2 g/l, sufficienti per un’azione di mantenimento di tali processi.

In 20 giorni di allattamento l’alfalattoalbumina riduce le permeabilità intestinale

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Un aumento della permeabilità produce una perdita delle capacità difensive intestinali; grossi peptidi batteri, funghi e parassiti, che in condizioni normali non potrebbero attraversare la mucosa intestinale, riescono ad attraversare la membrana intestinale, provocando la reazione del Sistema Immunitario.

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Un’elevata permeabilità intestinale, definita come Leaky Gut Syndrome, è stata correlata ad alcune forme di artrite, oltre che ad allergie ed intolleranzealimentari e risulta presente anche in malattie autoimmuni.

La continua esposizione a sostanze anomale che l’intestino troppo permeabile non è in grado di impedirne l’assorbimento, fa si che venga superata anche la capacità detossificante del fegato creando varie sintomatologie, tra cui:

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• Stato confusionale,

• perdita di memoria,

• mente annebbiata,

sudorazione che possono scatenarsi quando la persona si trova esposta a determinate sostanze volatili o ingerisce alcuni alimenti. Tutti questi sintomi sono correlati alla “Leaky Gut Syndrome”.

(Prof. Paolo Mainardi)

dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina