Il cervello

Il cervello è il computer centrale.

 
In esso vengono elaborati i pensieri, immagazzinate la maggior parte delle informazioni e prese le decisioni coscienti. Esistono parecchie suddivisioni del cervello.
La prima è quella riferita agli emisferi. C’è l’emisfero destro e l’emisfero sinistro.
 
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Quest’ultimo è responsabile del pensiero, del ragionamento, della logica e del linguaggio. Controlla quindi tutto ciò che riguarda il razionale, il conscio e il volontario.
Dirige principalmente la parte destra del corpo (mano, gamba, eccetera).
 
Quanto all’emisfero destro, è responsabile dell’immaginario, dell’artistico, dello spazio, dell’intuizione, dell’affetto, della memoria, uditiva, visiva e sensoriale.

Controlla tutto ciò che è in rapporto con l’irrazionale, l’inconscio e l’involontario.

Cervello, Mente, Psicologia, Idea, Disegno
 
Dirige principalmente il lato sinistro del corpo (mano, gamba, eccetera) Tengo tuttavia a precisare che si tratta qui della lateralizzazione delle azioni motrici del corpo e non di quella delle lateralizzazioni sintomatiche, in quanto ciò è molto spesso fonte di errori interpretativi.

La seconda «suddivisione» del cervello è quella dei «tre cervelli»

conosciuta in particolare grazie al lavoro del prof. Henri Laborit.  Esiste il cervello detto «rettiliano» che è quello dell’istinto, delle pulsioni vitali e di sopravvivenza, degli atti riflessi. È il primo cervello dell’uomo, quello più antico nella comprensione evoluzionista.

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Vi è poi il cervello detto «limbico», che è quello delle emozioni, dell’adattamento all’ambiente circostante, al rapporto con gli altri, del filtraggio delle informazioni recepite. Infine, vi è il cervello detto «corticale» o neocorteccia, deputato alla riflessione, all’analisi, all’astrazione, alla creazione e all’immaginazione.

 
Attraverso la strutturazione di questi tre cervelli, possiamo vedere la costruzione dell’uomo e delle sue tre fasi, animale, emotiva e sociale, e infine analitica e creativa.
La terza suddivisione è quella dei «5 cervelli» (5 Principi ?) del fisico americano Ned Hermann.
 
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Questi, in realtà, ha tenuto conto delle prime due suddivisioni e le ha integrate. Possiamo fare un collegamento con le vertebre sacrali che sono 3 + 2 e con le lombari che sono 5.
 
In tal caso avremo il cervello rettiliano, il cervello limbico destro responsabile dell’emotività e della spiritualità, il cervello limbico sinistro responsabile dell’organizzazione e della concretezza, il cervello corticale destro che controlla la sintesi e la creatività e, infine, il cervello corticale sinistro che controlla la logica e la tecnica.
 
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È molto interessante constatare che possiamo trovare una relazione diretta tra i 5 cervelli e i 5 Principi energetici cinesi. Il cervello rettiliano corrisponde al Metallo, il limbico destro al Fuoco, il limbico sinistro all’Acqua, il corticale destro al Legno e il corticale sinistro alla Terra.

Ciò detto, è essenziale comprendere che queste suddivisioni sono analitiche ed esplicative.

Indicano delle «dominanti», ma non corrispondono in alcun modo ad una suddivisione fisica o funzionale ben definita. Tutte le funzioni e parti del cervello sono in stretta relazione tra di loro, in costante interazione, e partecipano alla medesima dinamica cerebrale.

Le malattie del cervello
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I problemi cerebrali sono il segno della nostra difficoltà a controllare, mediante il pensiero, le situazioni della nostra vita. La coscienza «conscia» domina e vuole risolvere o comprendere tutto, ma non ci riesce.
 
Il nostro rapporto con la vita si basa sulla ragione, sulla logica razionale e sul ragionamento. I disturbi o le patologie cerebrali esprimono questa volontà di sistemare tutto con il pensiero, rigido e privo di emozioni.
 
Galassia Di Andromeda, Via Lattea, Collisione, Spazio
 
Non si fa del sentimento o non ci si sovraccarica di stati d’animo legati ad eventuali emozioni che non possono che essere parassite, sia perché ne abbiamo paura sia perché non ci soddisfano e ci appaiono inutili. Solo l’efficacia diretta e apparente conta, spesso compresa e materializzata dal lato gestionale e «finanziario» della vita.
 
Il fatto di discutere ogni cosa in termini di redditività a spese del lato umano, così tipica degli attuali «manager», si traduce sovente in problemi cerebrali.
 
Cervello, Testa, Psicologia, Mente Chiusa
 
A partire dalla semplice emicrania, proseguendo con le vertigini, i disturbi della concentrazione e della memoria, poi con i problemi circolatori del cervello, si termina talvolta con i tumori o con i «karochi».
 
Questo scollegamento totale dovuto al sovraffaticamento, chiamato «burn out» nel Nordamerica, compie autentiche stragi in Giappone uccidendo migliaia di persone e sta cominciando a fare la sua comparsa anche da noi. Il termine «burn out» che significa «carbonizzato» è interessante quando lo si collega al fatto che ci troviamo qui nel contesto del Principio del Fuoco.

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Queste manifestazioni dello squilibrio del nostro rapporto con la vita appaiono perlopiù nei cittadini che svolgono un’attività d’ufficio o di tipo intellettuale. Sono molto più rare negli individui che hanno un’attività manuale o fisica che li obbliga a restare «connessi» con la vita reale, il Principio della Terra.
 
Gli squilibri cerebrali ci parlano infine della nostra difficoltà a far spazio al piacere e ad una gioia genuina nella nostra vita. In ciò risiede una delle relazioni intime esistenti tra il cervello e il Cuore che controlla quest’ultimo a livello energetico.
 
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La predominanza della ragione implica il bisogno di aver ragione e di fuggire l’errore che è vissuto unicamente come segno di debolezza. In tal modo si respinge la componente umana dell’errore, la sua necessità e la sua dimensione sperimentale ed evolutiva, per considerarne solo la nozione di sbaglio e, conseguentemente, di colpa.
 
Questo blocco delle idee si accompagna ad una grande difficoltà a cambiare idee e modalità di pensiero e può tradursi in tensioni cerebrali, emicranie o mal di testa.
 
(Michel Odoul)

Malattia e destino

Incidenti

Molti reagiscono con stupore quando si sentono dire che gli incidenti indicano le stesse cose delle altre malattie.

Pensano infatti che gli incidenti siano qualcosa di totalmente diverso – qualcosa che viene da fuori e di cui difficilmente ci si sente responsabili.

Ocean, Mare, Costa, Onde, Acqua, Paesaggio Marino

Simili argomentazioni mostrano ancora una volta quanto sia scorretto e confuso il nostro modo di ragionare e fino a che punto noi adattiamo il nostro pensiero e le nostre teorie a desideri inconsci.

Noi tutti avvertiamo come estremamente sgradevole il fatto di doverci assumere la piena responsabilità della nostra esistenza e di quello che ci capita nella vita.

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Costantemente cerchiamo di proiettare le colpe sugli altri, e ci arrabbiamo se qualcuno scopre queste proiezioni. La maggior parte delle attività scientifiche serve appunto allo scopo di sostenere teoricamente e legalizzare le proiezioni.

Dal punto di vista umano tutto questo è ben comprensibile.

Dato però che questo libro è scritto per persone che sono alla ricerca della verità e che sanno che questa meta è raggiungibile soltanto attraverso un sincero autoriconoscimento, non dobbiamo fermarci vigliaccamente davanti a un tema come quello degli ” incidenti “.


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Noi dobbiamo capire che c’è sempre qualcosa che sembra venire addosso a noi dall’esterno e che noi possiamo sempre interpretare come ” causa “.

Questa interpretazione causale è però soltanto una possibilità di considerare i rapporti, e noi ci siamo proposti con questo libro di sostituire questo superato modo di vedere con un altro, o quanto meno di completarlo.

Slittamento Accidentale, Oops, Slittamento, Errore

Se guardiamo nello specchio, ci sembra che l’immagine ci venga da fuori, ma in realtà siamo sempre noi. Nel raffreddore sono i bacteri che ci piombano addosso dall’esterno, e noi vediamo in loro la causa.

Nell’incidente automobilistico è l’automobilista ubriaco a rubarci la precedenza e quindi ci appare la causa dell’incidente. Sul piano funzionale c’è sempre una spiegazione. Il che però non impedisce di interpretare il fatto sul piano del contenuto.

Scivolare, Pericolo, Incurante, Scivoloso, Incidente

La legge di risonanza fa si che noi non possiamo venire in contatto con qualcosa con cui non abbiamo niente a che fare. I rapporti funzionali sono di volta in volta il mezzo materiale necessario per una manifestazione sul piano corporale.

Per dipingere un quadro ci servono tela e colori – questi però non sono la causa del quadro, ma semplicemente mezzi concreti col cui aiuto, l’artista realizza formalmente la sua immagine interiore.

Immagine correlata

Sarebbe sciocco voler sostenere che colori, tela e pennelli sono le cause reali del quadro.

Noi ci cerchiamo i nostri incidenti, così come ci cerchiamo le nostre ” malattie “, e così facendo non indietreggiamo di fronte a niente pur di poter trovare delle ” cause “.

Però la responsabilità di tutto quello che ci capita nella vita è nostra, lo creiamo noi, per poi sperimentare che la dualità non esiste. Questa regola non ha eccezioni – e quindi possiamo smettere subito di cercarle.

Vetro, In Frantumi, Finestra, Distruzione

Se qualcuno soffre, soffre sempre a causa di se stesso (il che naturalmente non allevia per niente il dolore!).

Ognuno è insieme vittima e reo.

Finché l’uomo non scopre in se stesso entrambe queste funzioni, non potrà diventare integro. Dall’intensità con cui la gente si accanisce contro i ” rei ” proiettati all’esterno, si può facilmente capire quanto tema ancora se stessa.

Autunno, Montagne, Capricorno, Paesaggio, Incidente

Manca la capacità di vedere le due cose in una.

L’affermazione che gli incidenti sono inconsciamente motivati, non è nuova. Già Freud nella sua ” Psicopatologia della vita quotidiana ” accanto alle azioni sbagliate (lapsus, dimenticanze, errori) ha descritto anche gli incidenti come il risultato di un’intenzione inconscia.

La ricerca psicosomatica ha in seguito avuto modo di dimostrare anche statisticamente l’esistenza della cosiddetta ” personalità da incidente “.


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Con questo termine si intende una specifica struttura della personalità che tende a elaborare i propri conflitti sotto forma di incidenti.

Ci sono infatti persone che dopo aver prodotto un primo incidente ne subiscono facilmente altri, mentre certe persone non ne vengono mai coinvolte. Esistono quindi individui che hanno la caratteristica di farsi coinvolgere in incidenti.

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Alexander, autore di un’importante opera sulla medicina psicosomatica apparsa nel 1950, afferma che ” nella maggior parte degli incidenti è presente un elemento intenzionale, anche se l’intenzione difficilmente è consapevole.

In altre parole: la maggior parte degli incidenti è motivata inconsciamente “.

Queste affermazioni fatte già parecchi anni or sono mostrano che le nostre considerazioni non sono affatto nuove e che occorre molto tempo perché certe (sgradevoli) conoscenze penetrino (ammesso che questo avvenga veramente) nella coscienza della gente.

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A noi interessa non tanto la descrizione di una determinata personalità da incidente, quanto l’importanza dell’incidente, se questo si verifica nella nostra vita. Anche se una persona non ha la tipica personalità da incidente, l’incidente ha sempre qualcosa da insegnarle.

Se gli incidenti si moltiplicano nella vita di una persona, questo indica semplicemente che essa non ha risolto consapevolmente i propri problemi e quindi occorre un’istruzione forzata.

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Il fatto che una determinata persona realizzi i propri correttivi soprattutto negli incidenti, corrisponde al cosiddetto ” locus minoris resistentiae ” degli altri.

Un incidente mette direttamente e improvvisamente in discussione un tipo di vita, è una frattura nell’esistenza e dovrebbe quindi essere analizzato come tale.

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Bisognerebbe quindi considerare come una commedia tutto il decorso dell’incidente e cercare di capirne la struttura, trasferendola alla propria situazione di vita.

Un incidente è una caricatura della propria problematica – altrettanto preciso e impietoso come sono appunto le caricature.

(Thorwald Dethlefsen Rudiger Dahlke)