Ipocloridria gastrite ulcera gastrica reflusso esofageo

Tumore allo stomaco e disbiosi intestinale

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La disbiosi intestinale ha fra i suoi tanti effetti una scarsa produzione di succhi gastrici. Ciò succede perché il lievito Candida ed altri microbi patogeni producono delle tossine che causano una riduzione della la secrezione dei succhi gastrici, la cosiddetta ipocloridria.

Siccome lo stomaco ha bisogno di un ambiente molto acido per digerire le proteine questa condizione patologica ha tutta una serie di conseguenze dannose, non ultima quella di contribuire in molti soggetti all’imperfetta digestione di glutine e caseina, che può portare anche alla produzione caseomorfine e gluteomorfine.

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La bassa acidità gastrica rende difficile tutto il processo di digestione perché impedisce la secrezione di due ormoni, la secretina e la colecistochinina, che servono a regolare l’attività di fegato, pancreas e cistifellea sincronizzandola correttamente.

La cattiva digestione di molte sostanze alimentari, dovuta all’ipocloridria come alla carenza di batteri benefici nell’intestino, può innescare dei fenomeni di allergia e intolleranza, anche perché la disbiosi (e la concorrente parassitosi) generalmente si accompagna ad un condizione di porosità dell’intestino, che permette a questi frammenti non completamente digeriti di essere assorbiti nel sangue.

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A questo punto il sistema immunitario (che ha moltissime delle sue cellule nel sangue), già squilibrato dalle tossine dei microbi patogeni presenti nell’intestino, si deve confrontare con la presenza nel circolo sanguigno di sostanze che sono completamene estranee a quell’ambiente.

La condizione di ipocloridria, ovvero la bassa acidità dei succhi gastrici sguarnisce una delle nostre prime linee di difesa, per l’appunto l’alta acidità dello stomaco, che in condizioni normali stronca ogni invasione microbica;

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la condizione di bassa acidità permette invece che nello stesso stomaco proliferino microbi patogeni come il lievito Candida e l’Helicobacter pylori (notoriamente correlato a ulcere gastriche, gastriti, tumore allo stomaco ).

L’Helicobacter pylori è stato classificato come “carcinogeno di gruppo I per l’insorgenza del cancro allo stomaco”

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Che tali sgradite presenze siano sostanzialmente un effetto, un sintomo dello squilibrio della microflora, lo mostra l’articolo The role of probiotics in the treatment and prevention of Helicobacter pylori infection (“Il ruolo dei probiotici nel trattamento e nella prevenzione dell’infezione da Helicobacter Pylori”) ,

una rassegna dei precedenti studi sulla questione che mostra come certe volte i probiotici da soli possano eradicare tale infezione, e che la loro assunzione apporta sempre dei benefici aggiuntivi a qualsiasi altra terapia in uso.

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Ben sapendo che i probiotici da soli poco possono fare per correggere una disbiosi (specie se piuttosto marcata) se non si agisce anche per affamare o uccidere i patogeni (per esempio con la dieta paleolitica) il fatto che in certi casi i probiotici da soli sconfiggano l’H. Pylori è un risultato di notevole importanza.

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Per chi avesse ancora dei dubbi l’articolo The gastrointestinal microbiome – functional interference between stomach and intestine (“Il micro bioma gastrointestinale – interferenza funzionale tra lo stomaco e l’intestino”) esprime il concetto che la perdita dell’equilibrio del microbioma gastrico causa l’infezione da H. Pylori, la quale a sua volta ha delle ripercussioni sull’ecosistema microbico dello stomaco che si estendono poi anche al microbioma intestinale. 

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Da notare che in uno stomaco col giusto grado di acidità vengono digerite solo le proteine, ma quando l’acidità è insufficiente nello stomaco i carboidrati fermentano, e la conseguente produzione di gas causa rutti e rigurgiti.

Anche il famoso reflusso gastro-esofageo può essere causato dalla disbiosi con conseguente ipocloridria e proliferazione di microbi patogeni nello stomaco.

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Alcuni patogeni infatti possono proliferare intorno al muscolo sfinterico che separa lo stomaco dall’esofago, emettendo tossine che paralizzano parzialmente tale muscolo.

La sensazione di sentirsi risalire del cibo acido non è certo piacevole, ma se a questo punto si interviene con degli antiacidi si finisce, almeno sul lungo termine, ad acutizzare il problema. Vedi a riprova di quanto suddetto l’articolo scientifico Bacterial biota in reflux esophagitis and Barrett’s esophagus (“Biota batterico nel reflusso esofageo e nell’esofago di Barrett”) .

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L’ipocloridria può essere una causa importante anche di un disturbo noto come “proliferazione batterica del piccolo intestino (Small Intestinal Bacterial Overgrowth, ovvero in sigla SIBO);

in genere infatti, quando nello stomaco i succhi gastrici raggiungono il corretto grado di acidità, nella seguente porzione dell’intestino si crea un ambiente sfavorevole alla colonizzazione batterica, ma in caso di ipocloridria possono traslocare nel piccolo intestino (detto anche intestino tenue, e formato da duodeno, digiuno e ileo)

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alcune forme batteriche che di norma non si trovano in quel sito (e che lo più provengono dal colon), causando una particolare forma di disbiosi associata tra l’altro a gonfiori addominali (altri sintomi sono eruttazioni, dolori addominali, diarrea, costipazione, reflusso gastrico, acne rosacea, artrite e persino anemia ).

È notevole segnalare che sia la dottoressa Campbell-McBride sia il dottor Gerson (all’interno del protocollo da lui ideato per la cura del cancro e di altre malattie croniche), propongono in certi casi di ipocloridria, l’integrazione di succhi gastrici sotto forma di Betaine HCl con aggiunta di pepsina. 

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Ma se volete un rimedio casalingo all’ipocloridria c’è il cavolo (da assumere all’inizio dei pasti): succo di cavolo, cavolo crudo, cavolo fermentato (crauti), succo dei crauti.

Anche un po’ di aceto di mele mescolato con l’acqua o del limone spremuto in un bicchiere d’acqua (se ben tollerati), possono essere utili specie se bevuti la mattina al risveglio.

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Se la condizione di ipocloridria è causata dalla disbiosi intestinale una dieta paleolitica (senza amidi ne carboidrati specifici) può aiutare a ristabilire una flora intestinale equilibrata e risolvere il problema alla radice.

Se invece volete perdervi nella spirale senza fondo dei farmaci potete prendere degli antiacidi (magari a base di idrossido di alluminio, e quindi neurotossici), che fanno sì che il reflusso sia meno fastidioso, ma non risolvono il problema alla base, anzi riducono ulteriormente la bassa acidità gastrica che generalmente ne è la causa,

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oppure degli inibitori di pompa protonica i quali si è scoperto ormai, con prove sostanziali, che inducono lo stesso sintomo che dovrebbero fare scomparire, come afferma l’editoriale di Gastroenterology intitolato per l’appunto Evidence That Proton-Pump Inhibitor Therapy Induces the Symptoms it Is Used to Treat .

Reflusso gastrico

10 maniere per potenziare i livelli di acido gastrico

Ci sono delle cose che si possono fare per aiutarti a migliorare la digestione nel caso tu soffra di ipocloridria. Seguendo queste strategie puoi ridurre lo stress cui è sottoposto il tuo sistema digestive e puoi assorbire meglio i nutrienti. Questo aiuterà il tuo corpo ad avere le risorse di cui ha bisogno per produrre corrette quantità di succhi gastrici nel futuro.

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1. Utilizzate nutrizione liquida durante tutto il giorno: Dovreste fare almeno metà dei vostri pasti in una forma liquida come un integratore liquido di proteine (protein shake) o un succo di foglie fresche e frutta (green smoothie).

Gli integratori liquidi di proteine sono pre-metabolizzati (pre-digeriti) e molto facili da digerire anche perché la loro digestione non dipende dalla produzione di HCL. Se avete bassi livelli di HCL è saggio assumere 1-2 integratori liquidi di proteine ogni giorno per aumentare l’assorbimento degli aminoacidi e ridurre lo stress sul sistema gastrointestinale.

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2. Utilizzate lo zenzero: Lo zenzero è una delle migliori cose per migliorare la quantità dei succhi gastrici. Lo zenzero fa parte di un gruppo di erbe dette carminative e che comprende anche pepe, anice, cardamomo, coriandolo, etc. Io raccomando di bere 2-3 tazze di tisana di zenzero ogni giorno:

potete mettere gocce di olio essenziale di zenzero nell’acqua (2-3 gocce in una tazza), spremere 1,5 cm di radice di zenzero in un succo di verdura ogni giorno e utilizzare lo zenzero in polvere o in scaglie sui cibi. Potete assumere anche zenzero fermentato, un cibo comunemente utilizzato nelle preparazioni dei piatti asiatici come il kimchi.

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3. Sottoponetevi a super idratazione lontano dai pasti: Io sono un FORTE sostenitore dell’ottima idratazione, che è molto importante nel caso soffriate di ipocloridria. La buona idratazione aiuterà ad attivare la motilità intestinale e a spingere il cibo attraverso il sistema digestivo, l’acqua a sua volta ridurrà la fermentazione microbica e la tossicità nel vostro corpo.

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4. Bevete molto poco con pasti che contengono la carne: Ogni volta che state per mangiare carne o qualche genere di cibo più pesante (non un estratto di frutta e verdura né una insalata), dovreste evitare di bere acqua almeno 30 minuti prima del pasto eccetto forse 60 ml che possono servirvi per assumere giù un integratore. Questo ridurrà ogni potenziale diluizione dei succhi gastrici e permetterà una migliore digestione.

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5. Astenetevi dall’acqua dopo i pasti: Per permettere una digestione ottimale io raccomando l’astensione da acqua o liquidi fino ad almeno 30 minuti dopo i pasti. Questo permette di avere una corretta acidità gastrica, la corretta sterilizzazione, il corretto metabolismo delle proteine, etc.

6. Utilizzate il limone o l’aceto di mele: Spremere limone fresco o utilizzare succo di limone o aceto di mele sulla carne e sulle verdure aiuta a pre-metabolizzare il cibo. Ciò permette a sua volta di migliorare la digestione e l’assorbimento dei nutrienti.

Potete marinare il cibo col limone o con l’aceto di mele, oppure aggiungerli come un

condimento appena prima di mangiare il cibo.

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7. Mangiare i cibi proteici all’inizio del pasto: Lo stomaco inizierà a secernere i succhi gastrici quando iniziate a mangiare, specialmente quando mangiate proteine. É molto comune che la gente mangi prima l’insalata e dopo un cibo proteico, ma questo non va bene per la produzione di HCL. È molto meglio mangiare le proteine assieme all’insalata o alle verdure.

8. Utilizzate verdure fermentate: Cibi fermentati come i crauti, il kimchi, sottaceti, zenzero fermentato, etc. contengono tutti acidi organici, enzimi e probiotici che aiutano

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ad aumentare la secrezione di succhi digestivi. Io raccomando di utilizzare uno di questi con tutti i vostri pasti più pesanti e specialmente con tutti i pasti che contengono proteine.

9. Utilizzate bevande fermentate: Bevande fermentate come l’aceto di mele, il kefir di acqua di cocco e acqua e limone (non fermentato) contengono acidi organici che hanno effetti anti-microbici. In tal modo essi aiutano a ridurre il carico batterico, specialmente dei batteri nello stomaco come l’H pylori.

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Mantenere bassi i livelli di H Pylori è importante per permettere al corpo di produrre abbastanza succhi gastrici.

10. Mangiate il vostro pasto principale quando siete più rilassati: Per riuscire a produrre la giusta quantità di succhi gastrici, il vostro corpo richiede l’attivazione del sistema nervoso parasimpatico. Se siete indaffarati e siete di fretta, siete nella modalità simpatica “fuggi o combatti”. Se combattete con l’ipocloridria, questo non vi permetterà di produrre mai abbastanza succhi gastrici.

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Utilizzate nutrimento liquido e cibo crudo come estratti vegetali, integratori liquidi di proteine e insalate leggere nei periodi in cui siete più indaffarati, perché la digestione di questi cibi non dipende molto dalla produzione di HCL. Pianificate i vostri pasti che contengono la carne in periodi della giornata in cui potete stare rilassati almeno per 30 minuti prima del pasto e per 1-2 ore dopo il pasto.

Se mangiate carne durante un momento maggiormente stressante, provate a prendere pochi respiri profondi prima di consumare il pasto in modo tale da rilassare il vostro corpo e uscire dalla modalità “combatti o fuggi”.

Integrare con acido ipocloridrico:


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Uno dei più importanti integratori con cui io abbia mai lavorato è l’acido ipocloridrico. Ho visto come esso possa fare una enorme differenza nella vita di molte persone. Si tratta delle capsula di HCL. Dovreste reperirle in dosaggi tra i 300 e i 500 mg per capsula in combinazione con 100-200 mg di Pepsina.

Ci sono due protocolli che utilizzo con i miei pazienti. Uno è per chi soffre regolarmente di reflusso acido mentre gli altri sono per quelli che di reflusso soffrono raramente (una volta al mese o meno) o non ne soffrono affatto.

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Assumete sempre la Betaina HCL o a metà del pasto o alla fine del pasto. Non prendetela mai prima del pasto o potreste avere una brutta esperienza di bruciore di stomaco e bloccherete la vostra naturale produzione di succhi gastrici per la digestione del pasto stesso. Inoltre, se state assumendo un qualsiasi tipo di farmaco anti-infiammatorio non steroideo (FANS) come ibuprofene, tylenol o aspirina allora non dovete prendere HCL.

Se non soffrite di reflusso acido:


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Assumete 1 capsula durante o dopo il pasto (mai prima del pasto) e osservate se percepite una leggera sensazione di bruciore nello stomaco, nella zona del petto. Ciò significa una leggera indigestione o bruciore di stomaco. Quando notate ciò con una capsula di HCL, è segno che state producendo abbastanza HCL.

Se non vi succede, allora non ne state producendo abbastanza.

Al vostro prossimo pasto, provate a prendere 2 capsule e continuate [ad aumentare] fino a quando continue scoprite quante capsule dovete prendere per indurre una sensazione di indigestione/bruciore di stomaco.

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Se 4 capsule inducono l’indigestione, allora prendetene 3 con i pasti in cui assumete le dosi maggiori di proteine (non quando ingerite integratori di proteine o brodo – ma solo quando mangiate carne e proteine). Una volta che iniziate a sentire indigestione con 3 capsule diminuite a 2 e così via.

Se soffrite di reflusso acido:


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Non prendete farmaci anti-acido o contro il reflusso.


Assumete 1 capsula durante o subito dopo il pasto (mai prima del pasto) e osservate se smettete di soffrire di indigestione. Se continuate a soffrire di indigestione, ne avete un bisogno maggiore.

Al vostro pasto successive, prendete 2 capsule e continuate questo processo fino a quando trovate la giusta dose di cui avete bisogno per non soffrire di indigestione. Continuate a utilizzare questa dose fino a quando vi rendete conto di soffrire nuovamente di indigestione. Quando ciò succede, diminuite la dose di una capsula al pasto successivo.

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Quindi se 4 capsule vi hanno eliminato l’indigestione allora restate Fermi a quella dose fino a quando iniziate a SOFFRIRE di indigestione. Allora diminuite il dosaggio a 3 capsule fino a quando notate ancora una volta di soffrire di indigestione.

Quando notate indigestione con 3 capsule, scendete a 2 e continuate così fino a quando arrivate a un punto in cui la situazione è stabile oppure fino a quando non riuscite ad eliminare completamente l’assunzione di integratori di HCL.

Ho bisogno di prendere Betaina HCL per tutta la vita?


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Questa è la domanda più frequente che mi rivolgono i pazienti dopo che vedono i notevoli risultati ottenuti ottimizzando i loro livelli di acidità di stomaco e utilizzando le capsule di Betaina HCL. Siccome i succhi gastrici sono qualcosa che il nostro corpo dovrebbe produrre naturalmente, questa è una questione molto importante.

La risposta è forse.


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Gli individui che sono più giovani e più sani possono assolutamente riprendere una produzione di HCL quasi ottimale e mantenerla per tutta la vita con i corretti accorgimenti. Gli individui più anziani o quelli che hanno sofferto con problemi di salute cronici per un periodo di tempo più lungo potrebbero avere bisogno di una integrazione di acido gastrico per tutta la vita.

In ogni caso, la vostra vita sarà molto migliore prendendo gli integratori di HCL di cui avete bisogno per ottimizzare la vostra digestione piuttosto che cercando di farne a meno o di utilizzarli in maniera marginale. Fortunatamente si tratta degli integratori meno costosi che si possono trovare in commercio.

Tra le fonti di questo articolo ci sono:


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1. Dukowicz AC, Lacy BE, Levine GM. Small Intestinal Bacterial Overgrowth: A Comprehensive Review. Gastroenterology & Hepatology. 2007;3(2):112-122.
2. Pereira SP, Gainsborough N, Dowling RH. Drug-induced hypochlorhydria causes high duodenal bacterial counts in the elderly. Aliment Pharmacol Ther. 1998 Jan;12(1):99-104. PMID: 9692707
3. Champagne ET. Low gastric hydrochloric acid secretion and mineral bioavailability. Adv Exp Med Biol. 1989;249:173-84. PMID: 2543192
4. Low Stomach Acid: The Risks, the Symptoms, and the Solutions Link Here
5. Saltzman JR, Kowdley KV, Pedrosa MC, Sepe T, Golner B, Perrone G, Russell RM. Bacterial overgrowth without clinical malabsorption in elderly hypochlorhydric subjects. Gastroenterology. 1994 Mar;106(3):615-23. PMID: 8119531
6. Tennant SM, Hartland EL, Phumoonna T, Lyras D, Rood JI, Robins-Browne RM, van Driel IR. Influence of gastric acid on susceptibility to infection with ingested bacterial pathogens. Infect Immun. 2008 Feb;76(2):639-45. PMID: 18025100
7. Cater RE 2nd. The clinical importance of hypochlorhydria (a consequence of chronic Helicobacter infection): its possible etiological role in mineral and amino acid malabsorption, depression, and other syndromes. Med Hypotheses. 1992 Dec;39(4):375-83. PMID: 1494327
8. Britton E, McLaughlin JT. Ageing and the gut. Proc Nutr Soc. 2013 Feb;72(1):173-7. PMID: 23146206
9. Betesh AL, Santa Ana CA, Cole JA, Fordtran JS. Is achlorhydria a cause of iron deficiency anemia? Am J Clin Nutr. 2015 Jul;102(1):9-19. PMID: 25994564

La salute dell’apparato gastrointestinale

Nessuno sa che cosa accade realmente quando il cibo entra nello stomaco. L’apparato digerente è un miracolo, un fenomeno che va oltre la nostra comprensione. Sebbene la medicina comprenda alcune delle sue funzioni, rimane un grande mistero.

Tutti sappiamo che quando addentiamo un pezzo di cibo, lo mastichiamo, lo ingoiamo, poi il cibo entra nel tratto gastrointestinale, dove in qualche modo viene scomposto e infine espulso. Sappiamo che è questo il modo in cui incameriamo i nutrienti. E sappiamo che a volte tale processo non funziona bene, quindi subentrano dolori allo stomaco, disagi intestinali o sintomi peggiori.

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Che la scienza medica abbia scoperto gli enzimi, il trapianto del Metaboloma intestinale per le patologie infiammatorie, non significa che abbia sviluppato una comprensione globale della digestione. E non significa che conosca la differenza tra Jack lo Squartatore e Babbo Natale quando si tratta di ciò che mangiamo e di come il nostro corpo lo elabora.

La digestione è la parte meno fondata degli studi della fisiologia umana. Mentre continuiamo a fingere che sia un processo ovvio e che la scienza abbia capito tutto ciò che c’era da capire, di fatto rimane l’elemento più enigmatico del nostro organismo.

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Se nel caso di certe malattie posso dirti che nell’arco di qualche decennio la ricerca probabilmente farà le scoperte necessarie – arrivando a scoprire le informazioni contenute in questo testo –, per la salute dell’apparato gastrointestinale le cose stanno diversamente.

È probabile che le comunità mediche non riusciranno mai a scoprirne i meccanismi segreti, motivo per cui il seguente capitolo è essenziale. L’intestino è uno dei fattori chiave della salute. Prendersi cura dell’apparato digerente è il punto di partenza ideale per cominciare il percorso di una reale guarigione dall’interno.

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L’apparato gastrointestinale comprende lo stomaco, l’intestino tenue, l’intestino crasso (che comprende il colon), il fegato e la cistifellea. Il suo funzionamento consente di assimilare le sostanze nutritive del cibo che mangi, espellere correttamente i prodotti di scarto e le tossine e mantenere in forze il sistema immunitario.

Ma la sua importanza non si limita a queste funzioni quotidiane: l’apparato gastrointestinale ha una forza vitale tutta sua. Il cibo non viene digerito soltanto con il processo fisico della scomposizione (che le ricerche scientifiche non hanno ancora compreso pienamente); nella digestione intervengono anche fattori energetici e metafisici di enorme rilievo.

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È per questo che gli esseri più “illuminati” che si sono meglio integrati con la propria Coscienza & Corpo del Pianeta adottano tecniche particolari, come masticare adagio e in maniera meticolosa; portare l’attenzione al presente, sull’atto del mangiare; pregare prima, durante o dopo i pasti; diventare tutt’uno con il cibo. Immagina un fiume che scorre nel tuo colon.

Nel letto del fiume (le pareti del colon) si annidano in profondità diversi ceppi di batteri e microrganismi che servono a mantenere un equilibrio omeostatico, in modo che il fiume non si intossichi (cioè che l’intestino non si riempia di veleni e materiali infetti). Così come il fiume ha un suo spirito, l’intestino ospita gran parte dello spirito umano. Quello spirito è l’essenza del tuo io, la tua volontà e il tuo intuito.

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Hai mai sentito espressioni come “di pancia”? O “istinto di pancia”? O ancora “reazione di pancia”? Esistono anche espressioni come “Che ti dice la tua pancia?”, “Spanciarsi dal ridere”, “Sei senza fegato” o “Hai fegato”, “Sono stomacato”, “Mi sta sullo stomaco”, “Rodersi il fegato”, “Mi si torcono le budella”, “Ammiratore sfegatato” e così via.

Quanti modi di dire sull’apparato digerente? Sono così tanti perché in qualche modo capiamo che questa parte del corpo svolge un ruolo fondamentale nella nostra vita che va ben oltre le mere funzioni fisiologiche.

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Capiamo che è parte integrante della nostra identità emotiva e intuitiva chiamato Gut – Brain Axis “Asse Intestino – Cervello”. L’apparato gastrointestinale è la sede della tua forza. Ha dei pori emotivi e per questa ragione le emozioni possono effettivamente determinare la quantità di batteri benefici e nocivi che prosperano al suo interno. Se l’intestino non è sano, può limitare gravemente il tuo intuito.

Le persone sono come le mele: possono avere una buccia lucente e perfetta ma essere marce all’interno; è come quando nell’intestino di una persona proliferano molti batteri nocivi e quella persona ha un’indole che contrasta fortemente dentro, con ciò che sono esternamente, anche se a giudicare dall’aspetto non si direbbe.

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Al contrario, una mela può presentare delle imperfezioni esterne ma essere compatta e perfettamente sana all’interno; così una persona onesta che è il sale della terra, anche se non ha un aspetto radioso o non si veste alla moda o non sembra molto simpatica, può avere un intestino pieno di batteri benefici.

Nell’intestino possono risiedere da settantacinque a centoventicinque trilioni di batteri. Ciò significa che possono verificarsi infezioni causate da batteri tossici e improduttivi, microbi, muffe, lieviti, funghi, micotossine e virus. Se non vengono opportunamente curati, questi agenti patogeni possono alterare e bloccare i tuoi istinti naturali e creare un terreno fertile per un’illimitata gamma di malattie, a meno che l’intestino ospiti il giusto numero di batteri benefici per contrastare gli effetti degli agenti nocivi.

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Questo capitolo tratta dei problemi che più comunemente colpiscono l’apparato gastrointestinale, tra cui la sindrome dell’intestino permeabile, le difficoltà digestive, il reflusso acido, le infezioni intestinali, la sindrome del colon irritabile, gli spasmi gastrici, la gastrite e dolori generici nell’area dello stomaco.

Fornisce informazioni cruciali che vanno ben oltre le cognizioni delle comunità mediche riguardo a tali disturbi. Inoltre sfata molte convinzioni errate e “rimedi” dettati dalle mode e suggerisce provvedimenti semplici per guarire in modo autentico e recuperare la salute.

Comprendere la sindrome dell’intestino permeabile


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Una malattia che genera molta confusione in ambito medico è la sindrome dell’intestino permeabile, chiamata anche permeabilità intestinale. Le stesse definizioni lasciano perplessi: le diverse comunità mediche le usano per descrivere patologie e teorie differenti. In sostanza, esistono tre prospettive su questa sindrome. Consideriamo la prima, la concezione prevalente nella comunità della medicina convenzionale.

Molti medici e chirurghi convenzionali usano l’espressione “intestino permeabile” per riferirsi a una grave patologia che porta alla perforazione delle pareti del tratto intestinale o dello stomaco causando severe infezioni nel sangue, febbre alta e/o sepsi/setticemia: infezione delle vie urinarie, complicazione potenzialmente letale. In questo senso hanno ragione. La vera sindrome dell’intestino permeabile è una malattia molto grave che crea sofferenza e tormento estremi.

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La sindrome può essere provocata da ulcere presenti nelle pareti dello stomaco, o derivare da ceppi del batterio Escherichia coli che si sviluppano nelle tasche delle pareti del tratto intestinale, o ancora da batteri resistenti agli antibiotici, come il Clostridium difficile, causando il megacolon, o da emorragie, ascessi o diverticolosi. La definizione “intestino permeabile” si applica quando uno di questi fattori perfora le pareti del tratto intestinale consentendo agli agenti patogeni di penetrare nel sangue.

Un altro modo in cui si può sviluppare la sindrome dell’intestino permeabile è quando una colonscopia viene condotta nel modo sbagliato e perfora il colon (ho avuto clienti che sono stati ricoverati a lungo in ospedale per una colonscopia sbagliata). A prescindere dalla causa, la vera sindrome dell’intestino permeabile provoca gravi sintomi.

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La seconda prospettiva è la concezione prevalente nella medicina alternativa, integrativa e naturopatica. Queste comunità mediche usano la definizione “intestino permeabile” per riferirsi a una condizione in cui muffe, fughi come la candida o batteri improduttivi scavano piccole buche nelle pareti del tratto intestinale e consentono a piccole quantità di tossine di insinuarsi direttamente nel sangue dando origine a una moltitudine di sintomi.

Questa teoria ha bisogno di qualche rettifica. Se è vero che un ambiente intestinale intossicato da agenti patogeni, tra cui batteri improduttivi e funghi, può compromettere la salute generale, riferirsi a ciò come a un “intestino permeabile” è fuorviante.

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Se gli agenti patogeni perforassero davvero le pareti dell’intestino, anche in lieve misura, provocherebbero sintomi gravi come febbre alta, infezioni nel sangue, forti dolori e/o sepsi. La definizione “intestino permeabile” dovrebbe essere utilizzata solo per descrivere vere e proprie perforazioni delle pareti dell’apparato gastrointestinale.

E allora perché decine di migliaia di persone che soffrono di spossatezza, dolori acuti e cronici, costipazione, disturbi digestivi e reflusso acido si sentono dire che hanno la sindrome dell’intestino permeabile, o la permeabilità intestinale, dai praticanti della medicina alternativa?

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Perché c’è un problema reale e questa accattivante definizione è la migliore spiegazione che essi possono offrire. Nel mondo della medicina convenzionale, milioni di pazienti ricevono etichette come sindrome del colon irritabile, celiachia, morbo di Crohn, colite, gastroparesi o gastrite per dare un nome a questo tipo di sintomi, ma la patologia che li affligge continua a rimanere un mistero.

Oppure hanno disturbi all’intestino e non ricevono alcuna diagnosi. La verità è che esiste una spiegazione per questi misteriosi problemi che in realtà non sono dovuti alla permeabilità dell’intestino. Io la definisco permeabilità all’ammoniaca, ed è la terza prospettiva della sindrome.

Permeabilità all’ammoniaca


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Ti prego di non confondere la permeabilità all’ammoniaca con la “permeabilità intestinale”, che è solo un nuovo nome utilizzato per dare l’illusione di un progresso, ma esprime ancora la vecchia teoria dell’intestino permeabile.

La permeabilità all’ammoniaca è un fenomeno reale. Per capire di cosa si tratta devi prima imparare un paio di cose su come il corpo elabora il cibo. Quando mangi, il cibo scende rapidamente nello stomaco, dove può essere digerito (se mastichi lentamente in modo che la saliva si mescoli al cibo, la prima fase della digestione comincia già nella bocca).

Per i cibi ad alto contenuto proteico – per esempio carne, frutta secca, semi e legumi – la digestione nello stomaco si deve in gran parte all’azione dell’acido cloridrico associata a quella degli enzimi, che scompongono le proteine in forme più semplici in modo che il processo di digestione e assimilazione possa continuare negli intestini. Se nello stomaco sono presenti livelli normali di acido cloridrico, il processo è relativamente agevole.

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Ma se questi livelli si abbassano, lo stomaco non riesce a digerire il cibo nel modo adeguato; di solito accade quando si mangia sotto stress o sotto pressione.

Nel momento in cui le proteine raggiungono l’intestino tenue, esse non vengono scomposte a sufficienza per permettere alle cellule di assimilarne le sostanze nutritive, e il cibo rimane lì a marcire. Si verifica così una putrefazione, perché il processo di decomposizione genera il gas ammoniacale provocando sintomi come gonfiore, disturbi digestivi, disidratazione cronica, ma spesso è asintomatico. È solo l’inizio.

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In alcuni, il benefico acido cloridrico diminuisce e al suo posto subentrano acidi nocivi. Una persona può vivere per anni con questo squilibrio senza accorgersene. Alla fine, però, gli acidi nocivi possono risalire nell’esofago. (Se soffri di reflusso, sappi che è causato da questi acidi maligni, non dall’acido cloridrico dello stomaco. C’è molta confusione al riguardo: le comunità mediche non fanno distinzione tra gli acidi dello stomaco e gli acidi intestinali, trattandoli come se fossero la stessa cosa.)

Un problema a questo correlato è che, nello sforzo di proteggerti dagli acidi nocivi, l’intestino produce del muco. Se il muco risale fino alla gola senza un motivo apparente, è probabile che il tuo intestino lotti per difenderti dagli acidi maligni che tentano di mangiarsi le pareti dello stomaco e dell’esofago …

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un segnale di un problema che deve essere curato. Il muco può anche scendere per il tratto intestinale e limitare l’assorbimento delle sostanze nutritive. Ma torniamo al gas ammoniacale. L’informazione cruciale è la seguente:

quando il cibo si decompone nel tratto intestinale e produce ammoniaca, questo gas tossico ha la capacità di fluttuare come un fantasma uscendo dagli intestini per penetrare nel sangue. È la condizione che definisco permeabilità all’ammoniaca. È il gas ammoniacale a provocare gran parte dei danni associati alla sindrome dell’intestino permeabile. Quei sintomi non sono dovuti a infezioni o perforazioni dell’intestino tenue o del colon. E neanche alla candida che espelle tossine dalle pareti intestinali.

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Milioni di persone hanno problemi digestivi e il colpevole è la permeabilità all’ammoniaca. Come ho detto, i disturbi che molti terapeuti della medicina alternativa attribuiscono alla sindrome dell’intestino permeabile non hanno nulla a che fare con presunte perforazioni o imperfezioni dell’intestino, né con la fuoriuscita di acidi o batteri dalle pareti.

Piuttosto, il gas ammoniacale si trasferisce dall’intestino al flusso sanguigno, che lo trasporta in tutto il corpo. Oltre ai disturbi intestinali descritti, la permeabilità all’ammoniaca può dare malessere, spossatezza, problemi alla pelle, disturbi del sonno, ansia e molto altro.

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A questo punto potresti chiedere: “Se tutto ciò accade per una carenza di acido cloridrico nello stomaco, cosa ne provoca la carenza?”. La causa numero uno è l’adrenalina. Una cosa che tutti ignorano è che non esiste una sola forma di adrenalina. Le ghiandole surrenali producono cinquantasei miscele diverse per reagire alle diverse emozioni e situazioni.

E quelle associate a emozioni negative, come paura, ansia, rabbia, odio, senso di colpa, vergogna, depressione e stress, possono danneggiare severamente molte aree del corpo, compreso lo stomaco e le sue riserve di acido cloridrico.

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Così, può bastare un turbamento o uno stress cronico ad abbattere lentamente i livelli di acido cloridrico e a compromettere la capacità di digerire nel modo corretto. I differenti livelli di stress e di emozioni che viviamo nella nostra vita quotidiana possono limitare lo sviluppo dei batteri benefici e far proliferare quelli nocivi.

Un altro fattore che spesso crea un dissesto alle riserve di acido cloridrico nello stomaco sono i farmaci. Antibiotici, immunosoppressori, antimicotici, anfetamine e una varietà di farmaci ai quali il nostro corpo non si è adattato possono alterare l’equilibrio chimico nello stomaco.

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L’acido cloridrico tende a compromettersi se mangi troppe proteine provenienti da fonti come la carne, la frutta secca, i semi e/o i legumi (se provengono da verdure a foglia verde, germogli o altri ortaggi non danno lo stesso effetto). Un abbondante consumo di cibi con una combinazione di grassi e zuccheri (come formaggi, latte intero, torte, biscotti e gelati) può avere lo stesso effetto nocivo sull’acido cloridrico.

Sia i cibi proteici, sia quelli ad alto contenuto di grassi e zuccheri richiedono un lavoro maggiore per essere digeriti rispetto alla frutta o alla verdura, sottoponendo l’apparato gastrointestinale a uno sforzo enorme.

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A lungo andare questo sforzo porta a un “logoramento” dell’acido cloridrico e a indebolire gli enzimi. Se consumi regolarmente pasti ad alto apporto proteico (per esempio carni bianche e rosse o pesce) e avverti sintomi dovuti alla carenza di acido cloridrico, come gonfiore, disturbi allo stomaco, costipazione, spossatezza e/o affaticamento, allora limita il consumo di proteine animali a una sola porzione al giorno.

Per tutti questi problemi c’è una buona notizia. Puoi ripristinare i livelli di acido cloridrico e rafforzare gli enzimi nello stomaco con un vegetale miracoloso che viene venduto ovunque.

Ripristinare l’acido cloridrico


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Il modo giusto per curare la permeabilità all’ammoniaca (che, come abbiamo visto, viene spesso etichettata come sindrome dell’intestino permeabile o permeabilità intestinale), e il primo passo per curare praticamente tutti i problemi dell’apparato digerente, è ripristinare le riserve di acido cloridrico nello stomaco e rafforzare il sistema digestivo.

Esiste un rimedio straordinariamente semplice ed efficace: bere ogni giorno a stomaco vuoto quattrocentocinquanta grammi di succo di sedano appena centrifugato. Forse non è la risposta che ti aspettavi. Forse non credi che il succo di sedano possa essere così benefico. Ma ti consiglio di prendere molto seriamente ciò che affermo:

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questo è uno dei rimedi più radicali, se non il più radicale, per ripristinare la salute dell’apparato digerente. È potentissimo. E ricorda: è vero che le centrifughe miste a base di diversi frutti e verdure sono fantastiche per la salute, ma se il tuo obiettivo è ripristinare il corretto funzionamento del sistema digestivo hai bisogno del succo di sedano puro.

Non farti ingannare dalla semplicità del rimedio. Immagina che ti assegnino un tema di dieci pagine su un aspetto specifico della vita quotidiana in un determinato periodo storico. Se consegni un tema in cui presenti una panoramica generale dell’epoca, dedicando solo due righe alla vita quotidiana, l’insegnante non sarà colpito dalle informazioni superflue che hai fornito, si chiederà perché non hai approfondito l’argomento che ti era stato assegnato. È così che il tuo stomaco si sente quando cerca di ripristinare le riserve di acido cloridrico.

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Un succo con venti ingredienti diversi, di cui solo uno è il sedano, sarebbe una divagazione. A volte la semplicità è la soluzione migliore. Lo stomaco ha bisogno di succo di sedano, puro succo di sedano, che agirà in profondità per riparare i danni in quest’area. Si tratta di un rimedio segreto che può cambiare la vita di chi soffre di disturbi digestivi.

Ecco come fare: lava un mazzo di sedano fresco. Fallo al mattino, a stomaco vuoto (o se lo fai nell’arco della giornata, aspetta almeno due ore dall’ultimo pasto in modo che lo stomaco torni a essere relativamente vuoto). Tutto ciò che è presente nello stomaco rovinerà l’effetto del sedano.

Centrifuga il sedano. Non aggiungere nient’altro, perché qualunque altro ingrediente ne guasterà l’efficacia.


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Bevi il succo immediatamente, prima che il processo di ossidazione ne riduca gli effetti. Il rimedio funziona perché il sedano contiene una composizione unica di sodio e sali minerali che si legano a molti oligoelementi e a nutrienti bioattivi.

Bere il succo di sedano appena sveglio rafforzerà la digestione dei cibi che mangerai nel corso della giornata. E con l’andare del tempo i sali minerali, gli oligoelementi e le sostanze nutritive riusciranno a ripristinare completamente le riserve di acido cloridrico dello stomaco.

Devi sapere che a molte persone accade di avere una concomitanza di problemi gastrointestinali. Il resto di questo capitolo ti darà le informazioni necessarie per affrontare altri disturbi dell’apparato gastrointestinale.

Rimuovere i metalli tossici dall’apparato gastrointestinale


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Nell’era contemporanea, è praticamente impossibile non incamerare nell’organismo una certa quantità di metalli tossici, come il mercurio, l’alluminio, il rame, il cadmio, il nichel e il piombo. Questi metalli pesanti spesso si accumulano nel fegato, nella cistifellea e/o negli intestini. Poiché tendono a essere più pesanti dell’acqua presente nell’apparato digerente e nel sangue, affondano e si depositano nel tratto intestinale, come pepite d’oro sul fondale di un fiume.

I metalli pesanti sono velenosi, e se cominciano a ossidarsi la loro fuoriuscita chimica danneggia tutte le cellule vicine. Il problema principale è che i metalli pesanti sono l’alimento primario di batteri nocivi, virus, funghi, parassiti e vermi; ciò significa che tendono ad attrarre e a fornire un fertile terreno di coltura allo streptococco A o B, all’Escherichia coli e ai suoi molti ceppi, al Clostridium difficile, all’Helicobacter pylori e ai virus.

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Quando questi agenti patogeni consumano i metalli pesanti, rilasciano un gas neurotossico che si annette al gas ammoniacale e si sposta lungo le pareti intestinali. In altre parole, la permeabilità all’ammoniaca trova un’amica, e quell’amica è la contaminazione da metalli pesanti, che consente al gas tossico di penetrare nelle pareti intestinali.

Attento a non confondere le micotossine (le tossine prodotte dai funghi) con la permeabilità. Le comunità mediche non sanno che gli agenti patogeni creano le neurotossine quando consumano i metalli pesanti, e che le neurotossine sono molto diverse dalle micotossine.

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Queste ultime non possono creare i molti sintomi provocati dalle neurotossine, perché tendono a rimanere nel tratto intestinale e vengono eliminate con la defecazione. Tienilo a mente, perché nei prossimi anni ti capiterà di sentire parlare sempre più spesso delle micotossine. Non sono loro la causa delle malattie autoimmuni. Non lasciarti irretire da una tendenza fuorviante: te lo segnalo perché voglio che tu stia meglio e non ti faccia distrarre dalla raffica di slogan là fuori.

Quando gli agenti patogeni che ho menzionato si insediano nell’apparato gastrointestinale, cominciano a infiammarlo, saturando le pareti dell’intestino o il colon. Rilasciano veleni direttamente tramite le neurotossine che producono, e indirettamente per mezzo delle loro spoglie e dei loro scarti tossici.

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È così che molte persone sviluppano malattie e disturbi come la sindrome del colon irritabile, il morbo di Crohn (un’infiammazione dell’apparato gastrointestinale) e la colite (un’infiammazione del colon, che di solito è un’infezione cronica causata dall’herpes zoster associato allo streptococco).

Al microscopio, i sottoprodotti della materia virale morta e gli involucri virali abbandonati spesso somigliano a parassiti in attività. Questa somiglianza può falsare le analisi delle feci e dare origine a numerose diagnosi errate; ciò significa che di solito, quando viene diagnosticata la presenza di parassiti intestinali, si tratta di un errore. Di questi tempi c’è una grande confusione intorno alla salute dell’intestino.

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Se è vero che i metalli tossici possono portare problemi se non vengono gestiti, è anche vero che eliminarli è relativamente facile. Quindi, se hai qualunque tipo di disturbo intestinale o difficoltà digestive croniche, è meglio andare sul sicuro presumendo che il problema sia causato almeno in parte dai metalli pesanti e prendendo provvedimenti per rimuoverli.

Ecco alcuni rimedi molto efficaci per eliminare i metalli tossici dal tratto intestinale: 


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Coriandolo: mangia mezza tazza al giorno di quest’erba, allo stato puro, mischiata all’insalata o in un centrifugato.
Prezzemolo: mangia un quarto di tazza al giorno di quest’erba, allo stato puro, mischiata all’insalata o in un centrifugato.
Zeolite: compra questa argilla mineralizzata in forma liquida. 
Spirulina (preferibilmente hawaiana): se è in polvere (la forma migliore per rimuovere i metalli dall’intestino), bevine un cucchiaino ogni giorno nell’acqua o in un centrifugato.
Aglio: mangiane due spicchi ogni giorno.
Salvia: mangiane due cucchiai al giorno.
L-glutammina: se è in polvere (la forma migliore per rimuovere i metalli dall’intestino), mischiane un cucchiaino ogni giorno nell’acqua o in un centrifugato.
Foglie di piantaggine: prepara una tisana lasciando le foglie in infusione e bevine una tazza al giorno.
Fiori di trifoglio rosso: prepara una tisana lasciando i fiori in infusione e bevine due tazze al giorno.

La difesa naturale dell’intestino


La ricerca medica non ha ancora scoperto che alla nascita abbiamo una peluria sottile e lanuginosa che costeggia le pareti del tratto intestinale. Questi peli sono microscopici, poco più grandi dei batteri. La lanugine protegge l’intestino dalle invasioni di virus, batteri nocivi, funghi e vermi; inoltre rappresenta un porto sicuro per miliardi di batteri benefici che vi trovano un rifugio.

Fino all’Ottocento, questa peluria durava di solito tutta la vita. Ma dalla rivoluzione industriale in poi, il genere umano è assalito da tossine ambientali, farmaci e altre sostanze chimiche che possono escoriare l’intestino, dai metalli pesanti descritti già descritti, e dallo stress della vita moderna con tutte le scariche di adrenalina corrosiva che provoca.

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Ne consegue che la lanugine intestinale si logori prima ancora dei vent’anni, contribuendo ai molti problemi intestinali di cui soffrono tante persone oggi. Il motivo per cui la scienza medica non ha ancora scoperto l’esistenza di questa peluria è che gli interventi chirurgici all’intestino vengono praticati per lo più su persone che hanno superato i trent’anni. A quell’età, la peluria è scomparsa da tempo. E quando vengono effettuate biopsie ai bambini, la microscopica peluria lanuginosa non viene rilevata dagli strumenti diagnostici.

Se hai ancora dei residui di questa peluria, puoi proteggerla e rafforzarla mangiando alimenti particolarmente salutari per l’intestino: 
per esempio lattuga di buona qualità (romana, a foglia rossa, a cappuccio); erbe antiche come l’origano, il timo e la menta; e frutta, in particolare banane, mele, fichi e datteri.

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Dovresti anche astenerti dal consumare cibi che possano compromettere la tua salute. Per un elenco dettagliato, leggi “Alimenti da evitare” pubblicheremo a breve tra questi post …

Ripristinare la flora intestinale e ottimizzare la produzione della vitamina b12 <3
I batteri benefici presenti nell’intestino producono gran parte della vitamina B12 del corpo. Ma questa produzione non si verifica in qualunque area dell’intestino. Il principale centro di assorbimento e produzione della vitamina B12 è l’ileo, la sezione finale dell’intestino tenue, che è anche il luogo in cui avviene il processo di metilazione.

Tutte le volte che serve, la vitamina B12 viene assorbita dalle pareti dell’ileo tramite microcapillari capaci di assorbire solo e unicamente questa. La vitamina B12 prodotta nell’ileo è quella che il cervello riconosce meglio.

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Gli enzimi impediscono che i microcapillari assorbano sostanze tossiche o altre sostanze nutritive e così facendo ne bloccano l’ingresso nel sangue. La scienza non l’ha ancora scoperto. Quasi tutti negli Stati Uniti soffrono di una carenza di vitamina B12 e/o di problemi di metilazione. Questi problemi si manifestano in forme diverse.

Primo: quando la metilazione non avviene nel modo corretto, può impedire l’effettivo bio-assorbimento di micronutrienti e oligoelementi fondamentali per la salute.

Secondo: un problema nella metilazione può interrompere il processo di conversione di vitamine di altre sostanze nutritive ingombranti e inattive e in versioni più piccole e bioattive che possono essere assorbite dal corpo.

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Terzo: un elevato livello di omocisteina (un amminoacido), dovuto a un’intossicazione al fegato o a un elevato carico patogeno nel corpo, che crea numerosi sottoprodotti tossici, può interferire con la metilazione, impedendo una corretta trasformazione e l’assorbimento dei nutrienti. Tutta la vitamina B12 di cui il corpo ha bisogno viene prodotta quando l’ileo ospita un’abbondante flora batterica di una qualità specifica.

Anche un’adeguata quantità di batteri benefici è necessaria per supportare la metilazione, ma tutti hanno una carenza di questi batteri, ovvero microrganismi probiotici che vivono naturalmente in certi alimenti ed entrano nell’intestino quando ingeriamo quei cibi, collocandosi nell’ileo. Questi microrganismi bioattivi si possono acquistare sotto forma di integratori probiotici ricavati da frutta e verdura fermentata e acidi grassi a corta catena per ben 3 anni.

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Quando soffri di una carenza di acido cloridrico, di un’intossicazione da metalli pesanti e/o di una permeabilità all’ammoniaca, molti batteri benefici dell’apparato gastrointestinale tendono a morire. La loro morte provoca un’infiammazione dell’ileo, che comporta una serie di conseguenze negative, tra cui un grave indebolimento del sistema immunitario. Inoltre fa precipitare o blocca del tutto la produzione della vitamina B12 nell’intestino.

Le analisi del sangue non riescono a rilevare la vitamina B12 perché i laboratori non sono in grado di rilevarne la presenza nell’intestino, negli organi e specialmente nel sistema nervoso centrale. Se è vero che, assumendo un integratore, la vitamina B12 può entrare nel flusso sanguigno, e quindi le analisi ne rileveranno livelli sufficienti, ciò non significa che la vitamina stia entrando anche nel sistema nervoso centrale, che ne ha molto bisogno.

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Perciò, a prescindere dagli esiti delle analisi, prendi sempre integratori di vitamina B12 di alta qualità. (Cerca di assumerla in forma di metilcobalamina – idealmente associata all’adenosilcobalamina – anziché in forma di cianocobalamina: in questo modo il fegato non dovrà faticare per convertire la vitamina B12 in una forma utilizzabile.)

Un deficit di vitamina B12 è una carenza molto seria con conseguenze molto gravi sulla salute. Come ho detto, quasi tutti negli Stati Uniti soffrono di questa carenza. Inoltre, dovresti prendere provvedimenti per ripristinare i normali livelli di batteri benefici nell’intestino.

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I probiotici coltivati che si trovano sugli scaffali dei negozi di cibi naturali o i cibi fermentati che si dice contengano batteri benefici non offrono la soluzione: molti di questi microrganismi, se non tutti, moriranno nello stomaco prima ancora di raggiungere l’intestino tenue.

E i probiotici industriali non raggiungono mai l’ultimo segmento dell’intestino tenue, l’ileo, che è l’area in cui sono più necessari. Meglio usare quelli umani del OX-M del dott. Ohhira fermentati sul loro alimento preferito per 3 – 5 anni e infine ripopolare il Microbiota, l’EcN, o Nutrigea per esempio .

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Esistono probiotici che restano vivi nell’intestino e riescono a ripristinare la flora intestinale, anche nell’ileo. Sono poco conosciuti e tendiamo a darli per scontati, ma sono molto efficaci e possono cambiare la salute e la vita in modi inimmaginabili.

Chi gode di buona salute, spesso è perché accidentalmente e occasionalmente assume questi probiotici vivificanti e microrganismi benefici di origine naturale.

Dove si trovano? Sulla superficie di cibi freschi e vivi.

I particolari probiotici che vivono sulla frutta e sulla verdura sono quelli che definisco microrganismi elevati o biotici elevati, perché trattengono l’energia di Vitale del Sole. Non vanno confusi con gli organismi e i probiotici derivati dal suolo, che traggono nutrimento dal terreno. I microrganismi elevati sono più rigeneranti per l’intestino. Sono gli stessi che risiedono nell’ileo e generano la forma di vitamina B12 che il corpo, e in particolare il cervello, riconosce meglio.

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Una fonte eccellente di microrganismi elevati sono i germogli. I semi di erba medica, broccoli, trifoglio, fieno greco, lenticchie, senape, girasole, cavolo riccio e i semi di altri ortaggi, quando germogliano, sono micro giardini viventi. Questa forma di vita nascente pullula di batteri benefici che aiuteranno il tuo intestino a prosperare. Come già detto, i batteri benefici sono diversi dagli organismi del suolo e dai “prebiotici”.

I microrganismi elevati si trovano sopra il livello del terreno, sulle foglie e sulla buccia di frutti e verdure. Se hai la possibilità di servirti di una coltivazione biologica, di mercati agricoli locali o del tuo orto, puoi mangiare questi ortaggi per introdurre microrganismi elevati nella tua dieta.

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È fondamentale consumarli freschi, crudi e non detersi con solventi (anche se un delicato risciacquo con l’acqua olio di cocco Vega Clean detergente naturale per frutta e verdura per eliminare pesticidi, muffe, lieviti, batteri, cere, patine).

Sulla superficie di questi cibi esistono milioni di probiotici e microrganismi rivitalizzanti, ma è essenziale usare il buon senso per decidere se è salutare mangiarli senza lavarli: fallo solo quando conosci la fonte da cui provengono e sei sicuro che non contengano tossine o altre sostanze inquinanti che potrebbero farti ammalare.

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Quando raccogli da terra un cavolo riccio, puoi notare che nelle tasche delle sue foglie si trova una pellicola. Non è formata dal suolo, dal terriccio o da organismi terreni. È formata da microrganismi elevati, un probiotico naturale che non è ancora stato sciacquato via (da non confondere con i residui di concime naturale, che è meglio eliminare con un lavaggio delicato).

Quando mangi la foglia del cavolo, la tasca si ripiega su di sé e trattiene i batteri benefici, spesso riuscendo a oltrepassare lo stomaco. Quando entrano nell’intestino, questi milioni di microrganismi hanno effetti poderosi sulla digestione e sul sistema immunitario, dopodiché scendono verso l’ileo e riforniscono le tue riserve di vitamina B12.

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Un pezzo di cavolo crudo e non lavato proveniente da una coltivazione biologica, o una manciata di germogli coltivati sul ripiano della tua cucina, o una mela senza pesticidi appena raccolta dall’albero sono di gran lunga più efficaci di tutti i probiotici disponibili, siano essi derivati dal suolo, prodotti in laboratorio o contenuti nei cibi fermentati.

Se mangi anche uno solo di questi ortaggi rivestiti di microrganismi elevati, anche una sola volta nella tua vita, quella pellicola riesce a proteggerti in qualche misura senza che tu te ne accorga. E quanti più ortaggi freschi e non lavati consumi, purché biologici e non trattati, tanti più benefici otterrai.

Tieni presente che negli ultimi tempi sono molto in voga i prebiotici. In sostanza, si invita a mangiare certi frutti e verdure che nutrono i batteri produttivi nell’intestino. La verità è che tutta la frutta e la verdura commestibile nutre i batteri benefici.

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Un’altra cosa che puoi fare è prendere integratori probiotici di alta qualità originati dal suolo o probiotici comprati nei negozi. Ma è sempre meglio assumere anche batteri benefici da prodotti freschi, perché sono ineguagliabili.

Ingerire microrganismi elevati provenienti dalla foglia o dalla buccia di un ortaggio fresco è come avere un motore a novemila cavalli, mentre i probiotici comprati in negozio hanno la potenza di un asino in miniatura. Rinvigorire la flora batterica con ortaggi biologici crudi e non lavati è il modo più efficace per ripristinare la salute dell’intestino.

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È anche il modo più efficace per guarire dalle cosiddette mutazioni del gene della MTHFR (metilentetraidrofolatoreduttasi) e da altri problemi relativi alla metilazione. Tieni presente, però, che l’etichetta utilizzata dalle comunità mediche, “mutazione del gene della MTHFR”, è imprecisa.

Le persone che soffrono di questa patologia non hanno un difetto genetico: il loro corpo ha un sovraccarico di tossine che impedisce la conversione delle sostanze nutritive in micronutrienti. Questi potenti microrganismi possono abbassare i livelli di omocisteina e invertire la diagnosi di mutazione del gene della MTHFR.

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Una volta ripristinati i livelli di acido cloridrico nello stomaco, rimossi i metalli pesanti dall’intestino, eliminati i cibi irritanti dall’alimentazione e rafforzata la capacità dell’intestino di produrre la vitamina B12 rifornendolo di batteri benefici, molto probabilmente tutti i problemi del tuo apparato intestinale guariranno.

Ragionare sulle mode, le tendenze e i miti dell’apparato gastrointestinale <3
Dentro e fuori gli ambienti della medicina ufficiale, esistono numerose talvolta sconsiderate. Spesso, quando non stiamo bene, siamo così disperati che vogliamo provarle tutte, perciò è facile lasciarsi convincere dalle varie terapie consigliate dalle tendenze più in voga. Ti prego però di agire con cautela. Nelle pagine seguenti descriverò le tendenze più diffuse e perché dovresti starne lontano.

Gli integratori di acido cloridrico


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Esistono integratori che promettono di fornire allo stomaco l’acido cloridrico che gli serve in forma di pillole. Anche se nasce da buone intenzioni, questo rimedio comporta due problemi. Il primo è che gli integratori non aiutano lo stomaco a produrre da sé l’acido cloridrico. Il secondo e più importante problema è che i fabbricanti di questi integratori non sono consapevoli che l’acido cloridrico dello stomaco non è composto da un’unica sostanza chimica.

La scienza non l’ha ancora scoperto, ma lo stomaco ospita una complessa miscela di sette acidi diversi (questa verità comincerà ad affiorare tra un decennio circa). Gli integratori offrono soltanto uno dei sette acidi che compongono l’acido cloridrico dello stomaco, quindi rappresentano una soluzione a dir poco incompleta. Quel che è peggio è che, creando uno squilibrio chimico dovuto alla prevalenza di un solo acido della miscela, possono impedire allo stomaco di ricostituire i suoi fluidi digestivi.

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Fino a quando questo fenomeno non sarà studiato e compreso a fondo, gli integratori di acido cloridrico non saranno un’opzione valida. È difficile che questi integratori possano causare gravi danni, tuttavia è molto meglio bere un bicchiere di succo di sedano al giorno. Solo il sedano riesce a ripristinare le riserve di acido cloridrico nello stomaco e a riportare l’intestino a uno stato di salute ottimale.

Il bicarbonato di sodio e la candida


Molte persone caldeggiano il bicarbonato di sodio come trattamento, ritenendo che i problemi intestinali siano causati dalla candida, per via della radicata tendenza a diagnosticare la candidosi. Immaginano che il bicarbonato di sodio, che è altamente alcalino, in qualche modo fermerà la candida, che a loro avviso prolifera in un ambiente acido. Quasi tutti i passaggi di questo ragionamento sono sbagliati.

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L’unica eccezione è che in effetti molti microbi proliferano in ambienti acidi, tuttavia è molto raro che la candida provochi problemi intestinali. Quando l’intestino è disfunzionale perché è intossicato dai metalli pesanti, possono svilupparsi infezioni da diversi agenti patogeni, compresa la candida. La candidosi è solo un effetto collaterale, e di solito non è grave.

Infatti, le conseguenze peggiori che possono derivare da alti livelli di candida sono irritazioni in alcune aree delle pareti che rivestono l’intestino e/o il colon, dove si formano dei calli che impediscono l’assorbimento di cibi. Quasi sempre, è questo il danno peggiore che la candida può creare. In ogni caso, il bicarbonato di sodio è inefficace contro la candida.

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In generale, non aiuta affatto la salute dell’intestino, anzi, è abrasivo e tende solo a creare uno squilibrio. Se assumi il bicarbonato di sodio in grandi quantità, può verificarsi una combinazione dei seguenti disturbi: Spasmi gastrici, ovvero crampi e contrazioni del tratto intestinale e del colon.

Una crisi omeostatica del corpo, che deve sovraffaticarsi per ripristinare l’equilibrio dopo aver incamerato all’improvviso dosi massicce di una sostanza alcalina. Una crisi di intossicazione nell’organismo, perché il bicarbonato di sodio, pur essendo perfettamente sicuro in piccole dosi, dopo una certa quantità diventa irritante per lo stomaco e il tratto intestinale; in alcuni casi può provocare diarrea, vomito, vistosi gonfiori e/o altri disagi.

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Un aggravamento delle infezioni batteriche e micotiche, perché impoverisce la flora benefica e dunque indebolisce il sistema immunitario.
Un aggravamento dei disturbi digestivi, perché danneggia l’acido cloridrico, contribuendo così alla sindrome dell’intestino permeabile; interferisce anche con l’assorbimento del cibo nell’intestino.

Le conseguenze negative che derivano dall’uso “terapeutico” del bicarbonato di sodio sono molteplici. Ho visto molte persone che hanno avuto dei problemi dopo averlo usato.

Il lavaggio della cistifellea


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Un’altra tendenza è quella di ripulire la cistifellea da calcoli e tossine bevendo vari intrugli, come un bicchiere di olio d’oliva puro o mischiato con erbe e/o succo di limone, peperoncino o sciroppo d’acero. Alcuni ritengono che questi intrugli a base d’olio funzionino perché, dopo, nell’arco di una giornata vedono apparire formazioni simili a calcoli nelle feci, non realizzando che ciò che vedono è l’olio che hanno bevuto.

Quando il corpo incamera una grande quantità di olio, il sistema digestivo usa il muco per formare delle piccole palle (a volte di diversi colori, a seconda dei cibi che si trovano nelle varie parti del tratto intestinale) che si possono espellere facilmente. Questo procedimento serve a proteggere il fegato, che è sovraffaticato.

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Mi è capitato di parlare con persone che fanno la pulizia della cistifellea da anni, più volte l’anno, e ancora riferiscono di trovare centinaia di grossi calcoli. Se la pulizia funzionasse davvero, vorrebbe dire che esistono migliaia di calcoli nella cistifellea, un organo molto piccolo che potrebbe stare nel palmo di una mano.

Non è umanamente possibile che qualcuno produca o ospiti così tanti calcoli nella cistifellea. Se facessi defluire un calcolo, probabilmente rimarrebbe bloccato nel dotto colecistico e finiresti in ospedale per un intervento d’urgenza.

Formaggio Del Fegato, Bavarese, Vespro, Spuntino

I calcoli sono formati da proteine, bile e colesterolo. Non devi ingoiare mezzo litro di olio d’oliva – rischiando di causare una crisi – per eliminarli. Il modo migliore per liberarsene è ridurre il consumo di proteine dense e seguire un’alimentazione in cui prevalgano frutti e verdure ricchi di sodio, che contengono bioacidi salutari.

Consumando più spinaci, cavolo riccio, ravanelli, senape indiana, sedano, limoni, arance, pompelmi e limette – e bevendo un bicchiere di acqua e limone ogni mattina e ogni sera – puoi avviare il processo di dissoluzione dei calcoli.

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Un modo sicuro e straordinariamente efficace per dissolvere i calcoli e ripristinare il funzionamento del fegato è bere un centrifugato di asparagi freschi, crudi, accompagnato da un qualunque ingrediente a tua scelta. Il modo migliore per prevenire la formazione di nuovi calcoli è seguire i consigli presentati in questo capitolo per ricreare e mantenere la salute dell’intestino.

(anthony william)

Malattie degenerative da Virus EBV

epstain barr

Parte 3°

L’articolo Detection of polyomaviruses and herpesviruses in human adrenal tumors , ci informa che la presenza di virus come l’SV-40 e di virus della famiglia degli Herpes è più frequente nel tessuto delle ghiandole surrenali colpite da tumore (anche quello benigno) e che le ghiandole surrenali sono un luogo ideale per questi virus, dal momento che gli ormoni steroidi secreti dalle ghiandole ne attivano la replicazione.

Gli autori concludono che la sovrapproduzione di ormoni da parte delle ghiandole surrenali potrebbe rappresentare un fattore di innesco per la riattivazione del virus (i quali a loro volta potrebbero contribuire alla formazione di tumori).

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Virus EBV

Anche nelle malattie neurodegenerative il virus EBV può essere implicato. L’articolo Characteristics of Epstein-Barr virus transformed B cell lines from patients with Alzheimer’s disease and age-matched controls mostra che i linfociti B dei malati di Alzheimer sono più soggetti alle infezioni da virus EBV rispetto a quelli dei soggetti sani del gruppo di controllo.

Similmente l’articolo Increased incidence of anti-beta-amyloid autoantibodies secreted by Epstein-Barr virus transformed B cell lines from patients with Alzheimer’s disease , mostra per l’appunto che i linfociti dei malati di Alzheimer producono più facilmente auto-anticorpi contro la proteina beta amiloide.

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Virus

L’articolo Herpes virus in Alzheimer’s disease: relation to progression of the disease descrive i risultati di uno studio sul collegamento tra vari virus della famiglia degli Herpes e il morbo di Alzheimer.

Sono stati trovati effettuato studiando la presenza dei virus nel cervello e nei leucociti sanguigni periferici; mentre non è stata trovata traccia di Citomegalovirus (CMV) l’EB è stato trovato nel 6% dei cervelli dei malati di Alzheimer, nel 45% dei leucociti dei malati ( al confronto del 31% dei soggetti sani del gruppo di controllo)

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bacio trasmissione

l’Human Herpes virus-6 è stato scoperto nel 23% dei leucociti dei malati (contro il AD and 4% del gruppo di controllo) e nel 17% dei cervelli dei malati. Inoltre, cosa particolarmente importante, in un gruppo di anziani seguiti per 5 anni, i casi di positività all’ EBV e all’HHV-6 sono aumentati nel gruppo dei malati di Alzheimer, ed è aumentata la reazione del sistema immunitario sia al CMV che all’EBV.

L’articolo Hypothesis: a role for EBV-induced molecular mimicry in Parkinson’s disease indica tra le cause del morbo fattori ambientali (tra cui fattori infettivi) e predisposizione genetica e ipotizza che l’aggregazione della proteina neuronale alfa-sinucleina (caratteristica della malattia)

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comprensione della manifestazione

potrebbe essere un fenomeno autoimmune indotto dal virus Epstein-Barr. Infatti gli autori hanno scoperto la forte similitudine tra l’alfa-sinucleina e una proteina del virus, che potrebbe indurre un fenomeno di mimetismo molecolare (ovvero di cross-reattività);

in altre parole in alcuni individui geneticamente predisposti, gli anticorpi al virus causerebbero la suddetta aggregazione proteica. Ci sono indizi che il fenomeno inizi nel sistema nervoso intestinale per poi propagarsi fino al cervello.

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diagnosi

L’articolo The association between infectious burden and Parkinson’s disease: A case-control study , mostra che il carico complessivo degli agenti infettivi cytomegalovirus, virus Epstein-Barr, Herpes Simplex virus di tipo 1

Borrelia burgdorferi (il patogeno responsabile della malattia di Lyme), Chlamydophila pneumoniae (che può causare polmonite atipica) ed Helicobacter pylori è decisamente maggiore nei malati di Parkinson rispetto ai soggetti sani del gruppo di controllo.

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comprendere è guarire

L’articolo Viral Parkinsonism , ricorda che ci sono numerosi virus che possono proliferare nel sistema nervoso, e che possono causare encefalopatie, patologie che possono causare a loro volta i sintomi del parkinsonismo, a volte persino in maniera permanente.

Sono diversi i virus che possono causare encefalopatie (anche i virus influenzali e il Coxsackie) e ci sono casi documentati di encefalite letargica o di altre infezioni che causano sintomi molto simili a quelli del parkinsonismo e del morbo di Parkinson vero e proprio, e del resto alcuni virus influenzali possono aggredire il sistema nervoso.

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Gli autori mostrano che ci sono casi in cui l’agente scatenante di una encefalite causa i suoi deleteri effetti anche a distanza di anni, forse per un prima attivazione del sistema immunitario che predispone alla malattia, ed un successivo fattore scatenante che le da origine.

Gli autori mostrano che ci sono casi in cui l’agente scatenante di una encefalite causa i suoi deleteri effetti anche a distanza di anni, forse per un prima attivazione del sistema immunitario che predispone alla malattia, ed un successivo fattore scatenante che le da origine.

Gli autori osservano che molte virus aggrediscono il sistema nervoso e possono indurre una “tempesta di citochine nel cervello” che a sua volta innesca dei cambiamenti (come l’attivazione della microglia) che possono perdurare a lungo dopo che l’infezione iniziale è scomparsa.

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esplosione

Un secondo fattore, anche a distanza di anni, e anche di natura non virale, potrebbe portare all’insorgere vero e proprio di una reazione autoimmune che porta alla malattia.

L’articolo Parkinson-like syndrome as the major presenting symptom of Epstein–Barr virus encephalitis , oltre a segnalare che anche morbillo ed Herpes virus sono riconosciuti fra le possibili cause di sindrome parkinsoniana, riferisce del caso di un ragazzino di 12 anni che ha sviluppato tale sindrome in seguito ad infezione da Epstein Barr, i cui sintomi neurologici sono pian piano spariti.

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replicazione

Più si va avanti e più si scoprono possibili connessioni tra le malattie autoimmuni e le infezioni/riattivazioni del virus Epstein–Barr, l’agente infettivo che causa la mononucleosi.

Un possibile meccanismo di attivazione è quindi che porta il virus a infettare un organo/tessuto e il nostro sistema immunitario a identificare per errore tale organo/tessuto come una minaccia, a “etichettarlo” come estraneo e pericoloso per mezzo degli anticorpi (che segnalano alle cellule del sistema immunitario di attaccarlo).

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alimentazione sana

Un altro possibile meccanismo è quello del mimetismo molecolare: quando un agente infettivo ha una sequenza proteica molto simile a quella di un tessuto del nostro corpo, il nostro sistema immunitario potrebbe essere indotto erroneamente a etichettare come esterno e pericoloso il nostro tessuto (oppure un cibo come il glutine).

Qualcosa di simile può succedere con l’intolleranza a certi cibi. Sebbene siamo ancora agli stadi iniziale di tale lavoro di ricerca, già diversi articoli scientifici ci permettono di affermare che non si tratta di pura e astratta speculazione.

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verdure depurazione

Se ciò dovesse essere ulteriormente confermato dalle ricerche future, potremmo iniziare a comprendere dei meccanismi che fino ad ora risultano poco chiari.

Molte volte le malattie autoimmuni si innescano dopo un evento particolarmente stressante, dallo stress da superlavoro al trauma delle perdita di una persona cara, o della perdita del lavoro.

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alimentazione

Similmente il virus Epstein-Barr colpisce un paziente, o si riattiva quando il sistema immunitario è particolarmente basso, ed è ben noto che lo stress e i traumi psichici possono indebolire momentaneamente il sistema immunitario.

Come già detto anche la condizione di disbiosi/candidosi/parassitosi , con la conseguenza debolezza immunitaria (e quindi tutti i fattori che la possono causare) possono concorrere a facilitare l’insorgenza di una infezione, non solo del virus Epstein-Barr.

Anche altri fattori infettivi, virali e batterici, possono innescare una malattia autoimmune, presumibilmente attraverso uno dei meccanismi su indicati.

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Antiossidanti

Iniziamo quindi ad analizzare l’articolo scientifico Immune responses to Epstein-Barr virus in individuals with systemic and organ specific autoimmune disorders (“Risposte immunitarie al virus Epstein-Barr in individui con disturbi autoimmuni sistemici e legati a organi specifici”)

nel quale si legge infatti che “sono diverse le infezioni virali (compreso il virus Epstein-Barr) che sono implicate nella patogenesi dei disturbi autoimmuni”. Lo studio ha controllato la presenza nel sangue di anticorpi contro tale virus nei malati di patologie autoimmune e nei soggetti di controllo sani.

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depurazione importante

Lo studio ha coinvolto 44 malati di artrite reumatoide, 25 di tiroidite di Hashimoto e poi un pari numero di soggetti di controllo (campione simile per età, sesso e altre condizioni di salute) .

Il risultato è che tra i malati di artrite reumatoide il 52% aveva gli anticorpi al virus, stessa percentuale per i malati di tiroidite di Hashimoto, a differenza del 30% dei soggetti sani del gruppo controllo.

Ma quel che più conta è che l’intensità degli anticorpi era decisamente più alta nei pazienti con condizioni autoimmune rispetto alle persone del gruppo di controllo che pure avevano gli anticorpi al virus EB.

1133 Pubblicato su European Journal of Pediatrics. 1987 Nov;146(6):603-4, autori Hertel NT, Jacobsen BB, Pedersen FK, Heilmann C;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3428294.
1134 Pubblicato su Oncogene (2008) 27, 857–864, autori L Barzon, M Trevisan, et al.;http://www.nature.com/onc/journal/v27/n6/full/1210699a.html.
1135 Pubblicato su Mechanisms of Ageing and Development 1992 Mar 15;63(1):105-16, autori Ounanian A, Guilbert B, Seigneurin JM;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1318479.
1136 Pubblicato su Mechanisms of Ageing and Development 1997 Mar;94(1-3):213-22, autori Xu S, Gaskin F;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9147373.
1137 Pubblicato Neurobiology of Aging. 2014 Jan;35(1):122-9, autori Carbone I, Lazzarotto T, Ianni M, Porcellini E, Forti P, Masliah E, Gabrielli L, Licastro F; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23916950.
1138 Pubblicato su Parkinsonism & Related Disorders 2014 Jul;20(7):685-94, autori Woulfe JM, Gray MT, Gray DA, Munoz DG, Middeldorp JM;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24726430.
1139 Pubblicato su Parkinsonism & Related Disorders 2015 Aug;21(8):877-81, autori Bu XL, Wang X, et al.;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26037459.
1140 Pubblicato Biochimical and Biophysical Acta. 2009 Jul; 1792(7): 714–721. Haeman Jang, David A. Boltz, et al.;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4642437/.
1141 Pubblicato su Archives of Disease in Childhood. 2002 Oct; 87(4): 358, autori J Hsieh, K Lue, and Y Lee;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1763051/.
1142 Pubblicato su Indian Journal of Medical Microbiology 2010 Apr-Jun;28(2):120-3, autori Kannangai R, Sachithanandham J, et al.;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20404456.

Aloe Vera 

Come rimedio per uso esterno, l’aloe vera è famosa

per lenire bruciature, tagli, escoriazioni, lividi, punture d’insetti e soprattutto scottature solari, ma per uso interno il suo spettro d’azione è molto più ampio.

Aloe Vera, Aloe Barbadensis, Giglio Del Deserto

Se t’interessano i clisteri e i lavaggi del colon, porta l’aloe vera nella tua vita: il solo fatto di consumarla garantisce una depurazione dell’intestino, oltre ad alleviare la costipazione.

L’aloe vera contiene più di settanta oligoelementi che, raggruppandosi, formano leghe medicinali non ancora scoperte. Esse operano in sinergia con una sostanza fitochimica, l’aloina, che calma le infiammazioni intestinali, il che rende l’aloe un rimedio eccellente per colite, sindrome del colon irritabile e morbo di Crohn.

Gigante Aloe Vera, Foglie, Foglie Carnose, Esotici

Il suo effetto antinfiammatorio ricostituisce l’appendice e l’ileo, una porzione importante del tratto intestinale perché è qui che si produce la vitamina B12 quando l’apparato digerente funziona a dovere.

Ma non è tutto: nel risanare l’ileo, l’aloe vera fornisce una forma altamente biodisponibile di vitamina B12, aumentando la produzione di questa sostanza.

Fiori, Aloe, Piante, Rosso-Arancio, Tropical

L’aloe vera è antivirale, antibatterica, antifungina (anche antimuffa) e antiparassitaria (anche antivermi). È straordinariamente utile per debellare tutti gli agenti patogeni che causano il cancro al colon, allo stomaco e al retto, per eliminare l’Helicobacter pylori e supportare il pancreas.

In più ha la straordinaria capacità di arrestare lo sviluppo di polipi e ridurre la crescita delle emorroidi. E se ti preoccupa l’esposizione alle radiazioni, chiedi aiuto all’aloe: il suo betacarotene combinato alle lignine rimuove le radiazioni dal corpo.

MALATTIE

Cibo, Di Legno, Sano, Legno, Desktop, Aloe, Vera

Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre l’aloe vera nella tua vita. “Personalmente uso l’Aloe arborescens” la nostra non supera i 70 cm di altezza, coltivata al lato sud della sicilia, mentre in Africa può arrivare a 2 metri
Sindrome del colon irritabile, morbo di Crohn, colite, qualunque infiammazione intestinale, cancro al colon-retto, allo stomaco, al pancreas, esofago di Barrett, sindrome da proliferazione batterica nell’intestino tenue, ulcera gastrica, infezioni alle vie urinarie, comprese quelle ai reni e alla vescica, vaginosi batterica, fascite plantare, neuroma di Morton,

Leone, Criniera, Cat, Grande Gatto, Felino, Carnivoro

sciatica, virus di Epstein Barr/mononucleosi, scottature solari, lividi, tagli, escoriazioni, emorroidi, polipi, diverticolite, acne, SLA, eczema, psoriasi, tutte le malattie e i disturbi autoimmuni, infezione da Escherichia coli, infezione da Clostridium difficile, infezione da Helicobacter pylori, intossicazioni alimentari, steatosi epatica, ernia iatale, herpes simplex 1 (HSV-1), herpes simplex 2 (HSV-2), epatite A, B, C e D, papilloma virus, itterizia, malattie al fegato, megacolon, MRSA (stafilococco aureo resistente alla meticillina), herpes zoster, infezioni da streptococco alla gola, PANDAS (disturbi neuropsichiatrici infantili di origine autoimmune associati alle infezioni da streptococco).

SINTOMI
Aloe Sabaea, Aloe Vera, Succulento, Impianto, Naturale

Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre l’aloe vera nella tua vita.
Infiammazioni, reflusso gastrico, spossatezza, costipazione, gonfiore, ansia, occhiaie, allergie alimentari, distensione addominale, mal di stomaco, disturbi allo stomaco, crampi addominali, disfunzioni del fegato, fegato stagnante e/o surriscaldato, pre-steatosi epatica, squilibri ormonali, appendicite, infiammazioni intestinali, carenza di acido cloridrico.

SUPPORTO EMOTIVO

Crema, Aloe Vera, Estetista, Corpo, Maschera, Spa

L’aloe è il rimedio perfetto se hai appena affrontato un grosso cambiamento, come il trasloco in una nuova casa, e avverti un senso di vuoto, solitudine, spaesamento e nostalgia. Questo alimento ti aiuterà a sentirti in armonia con il tuo nuovo ambiente.

INSEGNAMENTO SPIRITUALE
L’aloe esiste fin dall’antichità, ma molti di noi non hanno familiarità con tutte le sue possibili applicazioni. Imparare a conoscerla ispira a guardare il mondo che ci circonda con occhi nuovi. C’è qualcos’altro nella tua vita che potrebbe servire a molti scopi se solo ne esplorassi le varie sfaccettature?

SUGGERIMENTI
Lightbulb, Lampadina, Luce, Idea, Energia, Potere

Le grandi foglie di aloe per uso alimentare ormai si trovano in molti negozi.
Una volta a casa, taglia la sezione centrale della foglia (circa dieci centimetri, scartando le due estremità) e sfilettala, rimuovendo la buccia verde e prelevando con un cucchiaio la polpa gelatinosa.

Puoi mangiarla così com’è, frullarla con un po’ d’acqua o aggiungerla a frullati e centrifugati. L’aloe mantiene intatta la sua natura selvatica anche se proviene dal supermercato invece che dall’orto o dal davanzale di casa tua.

Bellezza, Donna, Ritratto, Faccia, Capelli, Femminilità

Se hai le occhiaie, o non sei soddisfatto della tua pelle e vorresti un aspetto più giovane e luminoso, consuma dell’aloe fresca ogni giorno. Per la pelle l’uso interno è più benefico rispetto all’uso esterno.

Per gli animali domestici, il gel di aloe fresca (non raffinato e senza conservanti) è un rimedio incredibile da applicare su escoriazioni, punture di pulci e zecche e sulle zone in cui l’animale ha perso il pelo.

BEVANDA ALL’ALOE
Per una porzione

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Il sapore del succo d’arancia e dell’acqua di cocco si coniuga con il gel di aloe per creare una bevanda squisita e vitalizzante. Gustala al mattino a digiuno, perché risveglia l’intero organismo con una generosa idratazione e la solarità degli agrumi.

2 arance
1 tazza d’acqua di cocco
¼ di foglia di aloe

Taglia le arance e spremile, ricavando circa una tazza di succo. Trasferisci il succo in un mixer e aggiungi l’acqua di cocco. Taglia la foglia di aloe, estrai due cucchiai di polpa chiara e mettila nel mixer insieme agli altri ingredienti fino a ottenere un liquido omogeneo e schiumoso. Versa in un bicchiere e bevi subito.

by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita)

Ipertiroidismo e altre malattie

tiroidite

Dieta crudista senza cereali

Ho conosciuto una persona che fino a pochi mesi fa prima costretta a letto dalle conseguenze dell’ipertiroidismo e che è guarita adottando una dieta incentrata sul consumo di cibi vegetali crudi (che non vuol dire solo frutta e verdura, ma anche semi, germogli, frutta secca,

il che include anche frullati e “cracker” di semi di lino fatti con l’essiccatore, “fette biscottate” di germogli fatte sempre con l’essiccatore, frullati, centrifughe o meglio ancora estratti realizzati con un apposito estrattore, di cui esistono modelli più economici e modelli più cari ma realizzati tutti in acciaio inox (come quelli della Angel ) fino ad arrivare agli estrattori raccomandati per l’implementazione del metodo Gerson che costano circa 2.000 euro.

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La cosa non mi stupisce per niente dal momento che ho già fatto notare come la dieta crudista è compatibile quasi completamente con la dieta paleolitica per curare la disbiosi intestinale;

Fanno eccezione le carrube ed i succhi/centrifugati di patate, non ammessi dalla dieta paleolitiva.

Insalata, Frutta, Frutti Di Bosco, Sano, Vitamine

Non so se i germogli di certi tipi di fagioli amidacei possono essere o meno compatibili con tale dieta, ad ogni modo è possibile scegliere i fagioli non amidacei.
Di sicuro la dottoressa Campbell annovera i disturbi della tiroide tra le malattie correlate alla disbiosi e guaribili con una dieta paleolitica.

Sebbene gli studi per comprendere un eventuale preciso legame tra il microbiota ed i disturbi della tiroide (tiroidite, ipotiroidismo e l’ipertiroidismo) alcuni meccanismi causali che potrebbero spiegare tale legame sono noti, come mostrano gli l’articoli Does microbiota composition affect thyroid homeostasis?

Risultati immagini per ipertiroidismo sintomi

(“La composizione del microbiota influenza l’omeostasi della tiroide?”) e Does the gut microbiota trigger Hashimoto’s thyroiditis? (“Il microbiota intestinale innesca la tiroidite di Hashimoto?”) .

La correlazione tra la presenza di Yersinia enterocolitica e l’esordio di malattie alla tiroide è in fase di studio, e ci sono per il momento risultati contrastanti; lo stesso dicasi per il ruolo dell’Helicobacter Pylori.

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In attesa di ulteriori ricerche che possano chiarire se la presenza di questi due batteri abbia un ruolo causale nei disturbi della tiroide, è da rimarcare che certe infezioni si manifestano generalmente in presenza di uno squilibrio del microbiota.

In ogni caso le tiroiditi, come malattie autoimmuni (per quanto detto nel resto del libro) sono facilmente collegate alla disbiosi (nonché a focus dentali, glutine, aspartame, mercurio).

Insalata, Cibo, Italiano, Saporito, Di Legno, Cucina

Tra le tante esperienze sulla validità di una dieta crudista, segnalo quella di una donna cui era stato diagnostico l’ipertiroidismo ma che poi si è accorta (per una serie di circostanze casuali) che le prime analisi erano semplicemente state fatte nell’orario in cui la tiroide funzionava a pieno regime

(secondo quanto le è stato poi confermato da un medico la tiroide alterna periodi di funzionamento “nella norma” e periodi di lavoro più intenso). In questo caso la paziente ha semplicemente scoperto che le terapie farmacologiche già prescritte (e fortunatamente mai assunte) non le erano affatto necessarie .

Cesto Di Frutta, Uva, Mele, Pere, Fragole, Cestino

Riguardo alla dieta crudista riferisco la storia della famiglia Boutenko che è diventata famosa per avere sconfitto un gran numero di malattie più o meno inguaribili secondo la medicina ufficiale, e che costringono ad assunzione di farmaci vita natural durante.

Stiamo parlando di diabete giovanile, obesità, ipertiroidismo, fatica cronica, aritmia, asma, artrite, allergie varie, sparite adottando un regime crudista . Dopo avere letto i precedenti capitoli, e ben sapendo che il crudismo non prevede l’assunzione di cereali, è chiaro come questa dieta dia la possibilità all’intestino di risanarsi, essendo una sorta di dieta paleo.

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Essi affermeno che, dopo essere guariti da molti seri problemi hanno imparato a migliorare ulteriormente la propria dieta e la propria condizione di salute imparando dagli scimpanzé, i primati più simili all’uomo, ed integrando nella loro alimentazione sempre più germogli e vegetali crudi a foglie verdi ,

ma vi avverto che non tutti nell’ambito del crudismo concordano sul valore nutritivo dei vegetali a foglie verdi, visto che i fruttariani (che mangiano solo ed esclusivamente frutta, categoria nella quale includono i frutti degli ortaggi come cetrioli, peperoni e pomodori) ritengono che certi diagrammi derivano dall’osservazione di scimpanzè in cattività .

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In realtà a dirla tutta gli scimpanzè sono onnivori, mangiano tantissime formiche e, quando sono carenti di proteine anche piccoli mammiferi, a volte anche altri scimpanzé di altri clan con cui contendono le fonti di cibo (ebbene sì, sono anche cannibali).

Le esperienze della famiglia Boutenko sono state pubblicate su alcuni libri nonché siti internet quali www.rawfamily.com dove si possono trovare anche delle ricette. Altre informazione sul regime crudista della famiglia Boutenko le potete trovare sul sito http://www.greenforlife.com/.

Un altro articolo interessante su ipertiroidismo e dieta crudista lo si trova sul sito di Valdo Vaccaro .

Uva, Grappolo, Frutta, Azienda, Vendemmia, Mature

Per chi vuole approfondire l’argomento del crudismo ci sono anche diversi siti italiani (c’è l’imbarazzo della scelta) . Sono disponibili anche diversi libri interessanti e tantissimi video presenti sul web (basta cercare, o in italiano o in inglese digitando le parole “raw food” o “crudismo” all’interno di un qualsiasi motore di ricerca).

Sul fatto che una dieta crudista con l’esclusione sia di proteine che di grassi animali possa a lungo termine creare degli scompensi ci sarebbe da ragionare; io credo che qualche uovo ogni tanto ed un po’ di burro biologico aiuterebbero a bilanciare meglio il nutrimento di chi si avvicina a questa dieta (del resto se l’uovo è veramente biologico, di gallina sana, si può mangiare anche crudo).

819 http://www.parasitesandvectors.com/content/1/1/40#B5.
http://www.angel-italia.com/it/prezzi.
820 Pubblicato su Endocrine. 2015 Aug;49(3):583-7, autori Virili C, Centanni M; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25516464.
821 Pubblicato su Discovery Medicine 2012 Nov;14(78):321-6, autori Mori K, Nakagawa Y, Ozaki H; 822 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23200063.
823 http://www.paroleqb.it/amare-…/guarire-tiroide-senza-farmaci.
824 http://www.bio-haus.it/…/ricerc…/9-tesine/119-the-family-raw.
824 http://www.rawfoods.it/…/dieta-ideale-limportanza-del-verd…/.
825 http://www.fruttariani.it/luomo-non-discende-dalle-scimmie.
826 http://valdovaccaro.blogspot.it/…/ipotiroidismo-eutirox-da-….
827 Tra essi segnalo il sito http://www.arnoldehret.it, mentre sul sitohttp://www.cacaopuro.com è possibile acqistare tanti prodotti crudisti e biologici: olio di cocco, burro di mandorle, alga spirulina, polvere di acai (possibile rimedio contro i nanosensori aviodispersi), MSM ovvero zolfo organico a prezzi bassissimi (prodotto in Cina), fichi secchi, essiccatori, persino tavolette di cioccolata e carruba dolcificate col succo d’agave (ricordo però che la carruba è esclusa dalla dieta paleo-GAPS).

Erbe aromatiche e Oli Essenziali Alimentari

Origano, rosmarino, salvia e timo

Origano, rosmarino, salvia e timo possiedono qualità complementari. Ciascuno ha una sua specializzazione e, se consumati regolarmente(nell’alimentazione, sotto forma di integratori o in una combinazione di entrambi), i loro salutari composti fitochimici e i numerosi minerali offrono una variegata e potente difesa dagli agenti patogeni.

Primavera, Albero, Fiori, Prato, Tronco D'Albero

Le erbe aromatiche traggono gran parte del loro potere dalla loro natura selvatica, anche quando sono coltivate.

Per crescere e prosperare non richiedono molte cure e riescono sempre miracolosamente a ricavare dal terreno ciò di cui hanno bisogno per offrirti gli alti livelli di nutrienti che ti servono. Le comunità scientifiche non sanno ancora che le erbe aromatiche rilasciano dalle radici un composto antifungino che piace molto ai lombrichi.

Fiori Selvatici, Fiori, Pianta, Macro, Natura, Rosa

Questi vi si radunano attorno e ingeriscono il composto trasformando contemporaneamente il suolo e depositandovi un ricco fertilizzante che non ha eguali. È grazie a questa simbiosi che le erbe aromatiche sviluppano le loro straordinarie proprietà. (Se le coltivi in vaso, o non ci sono lombrichi nel tuo orto, utilizza una soluzione minerale e una buona dose di fertilizzante organico.)

Vediamo queste potenti erbe aromatiche più nel dettaglio:

Origano.

Origano, Spezia, Erbe Aromatiche, Mediterraneo

È formidabile per uccidere i batteri come l’Helicobacter pylori, lo streptococco e l’Escherichia coli, riducendo così il rischio di sviluppare la sindrome da proliferazione batterica nell’intestino tenue, ulcera peptica, infezioni alla gola da streptococco, infezioni all’orecchio e sinusiti. L’olio ha una capacità antibatterica sbalorditiva, specialmente contro l’Escherichia coli, causa di diverticolite e diverticolosi.

È efficace anche contro la tigna.

Rosmarino.

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Anch’esso svolge un’azione antibatterica ed è particolarmente efficace nella lotta contro i batteri resistenti agli antibiotici, come quelli che dilagano negli ospedali.

Il suo consumo regolare può apportare grandi benefici se hai quel genere di batteri (come il Clostridium difficile e il multi-resistente stafilococco aureo, MRSA), che possono causare malattie come il megacolon e gravi infezioni, con esiti talvolta letali.

Salvia.

Salvia, Le Erbe, Erbe Culinarie, Sano, Erbe Tea, Salute

Quest’erba è specializzata nella lotta ai funghi. Il consumo di salvia è un ottimo rimedio per curare dall’interno infezioni come il piede d’atleta e le micosi inguinali e per debellare i ceppi mutanti dei funghi che si annidano nel tratto intestinale. Se sei stato esposto a muffe, aiutati con la salvia per disintossicarti. La salvia è efficace anche per rimuovere i metalli pesanti dall’intestino.

Timo.

Timo, Fiore, Viola, Piante Selvatiche

Il compito principale di quest’erba è distruggere virus come quelli dell’influenza, enterovirus, norovirus e tutta la gamma di virus erpetici responsabili delle malattie autoimmuni e della malattia di Lyme. Dal momento che riesce ad attraversare la barriera ematoencefalica, il timo è l’antidoto contro quei virus che hanno iniziato ad attaccare il cervello o il midollo spinale e che sono alla base di patologie neurologiche.

MALATTIE

Spezie, Erbe, Cibo, Pepe, Foglia, Sapore, Rosemary

Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre le erbe aromatiche nella tua vita.
Infezioni da Helicobacter pylori, infezioni da streptococco, infezione da Escherichia coli, sindrome da proliferazione batterica nell’intestino tenue, ulcera peptica, infezioni da streptococco alla gola, infezioni alle orecchie, sinusite, diverticolite, diverticolosi, tigna, megacolon, infezione da Clostridium difficile, MRSA (stafilococco aureo resistente alla meticillina), influenza, enterovirus, norovirus, virus di Epstein- Barr/mononucleosi,

Spezia, Chiles, Paprika, Peperoncino Rosso, Polvere

citomegalovirus, malattia di Lyme, tutti i cofattori della malattia di Lyme (compresi la Borrelia, la Bartonella, la Babesia e il micoplasma), infezioni respiratorie, infezioni alle gengive, acufene, vertigini, colera, sciatica, fibromialgia, sindrome da stanchezza cronica, lupus, artrite psoriasica, sclerosi multipla, herpes zoster, artrite reumatoide, edema, emicrania, herpes simplex 1 (HSV-1), herpes simplex 2 (HSV-2), HHV-6, HHV-7, HHV-8, HHV-9, i non ancora scoperti HHV-10, HHV-11 e HHV-12, malattia infiammatoria pelvica, malattia linfoproliferativa della linea B, infezioni batteriche, infezioni agli occhi, permeabilità all’ammoniaca.

SINTOMI
Ragazza, Letto, Capelli, Camera Da Letto, Relax

Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre le erbe aromatiche nella tua vita.
Mal di stomaco, allergie alimentari, dolori addominali, capogiri, spossatezza, secrezioni (per esempio vaginali o oculari), flatulenza, nausea, tosse, ansia, prurito, vesciche,

eruzioni cutanee, mal di testa, prurito anale, esposizione alla muffa, tutti i sintomi neurologici (compresi formicolio, intorpidimento, spasmi, contrazioni involontarie, neuropatia e oppressione al torace), appendicite, dolori alla vescica, problemi di equilibrio, tappi alle orecchie, congestione, mal d’orecchio, eccesso di muco, febbre, dolore alla mascella, nevralgia.

SUPPORTO EMOTIVO

Anima, Donna, Persona, Fumo, Luce, Triste, Spirito

Considerando gli alti livelli di stress dell’era contemporanea, è comprensibile che talvolta le nostre reazioni siano esasperate. Ma quando le risposte emotive troppo intense diventano croniche e non riesci a uscire dal circolo vizioso, rivolgiti all’origano, al rosmarino, alla salvia e al timo. Queste erbe aiutano a interrompere il sovraccarico di sollecitazioni e a reagire agli eventi con maggiore equilibrio.

INSEGNAMENTO SPIRITUALE

Tramonto, Nube, Meditazione, Buddismo, Mindfulness

Seppure in forme e specie diverse, queste erbe aromatiche esistono fin dall’origine dell’umanità. Per tutto questo tempo ci sono rimaste accanto e si sono adattate ai mutamenti del mondo così che anche noi potessimo adattarci. L’origano, il rosmarino, la salvia e il timo sono in tal senso maestri autorevoli: c’insegnano chi siamo e chi possiamo diventare.

C’è qualcosa nella tua vita – un hobby che coltivi da tempo o una relazione di lungo corso – su cui puoi sempre fare affidamento per eliminare le distrazioni e tornare in contatto con la tua essenza più autentica?

SUGGERIMENTI

Tramonto, Cielo, Mare, Ocean, Impostazione, Sole

Ricordati di usare ogni giorno le erbe aromatiche in cucina. Nota il valore che una manciata di origano, salvia, rosmarino e timo può aggiungere ai piatti che formano la base della tua alimentazione. Prova a introdurre gli oli essenziali di queste erbe nella tua vita quotidiana per depurare il corpo, la mente e l’anima.

Per esempio, aggiungi l’olio essenziale di rosmarino all’acqua del bagno per attivarne il processo di purificazione con sale dell’Himalaya o del Mar morto, o un brodo di pollo con tutte queste piante officinali, aggiungendo aceto, cipolle , sedano, carote, alloro.

TUBERI E RADICI IN CROSTA D’ERBE
Per tre/quattro porzioni

Pasqua, Brodo, Verde, Le Erbe, Aglio Dell'Orso, Uovo

Probabilmente queste saranno le migliori verdure fritte che tu abbia mai mangiato. Il segreto è far bollire i tuberi e le radici e scuoterli vigorosamente prima di cuocerli al forno. Le erbe e l’aglio ricoprono generosamente la superficie e formano una crosta croccante.

Se hai poco tempo a disposizione, puoi saltare i passaggi precedenti e metterli
direttamente in forno, ma quei pochi minuti extra daranno risultati straordinari.

Brodo, Tazza Di Consommé, Cinese Sauerscharfsuppe

Preparane una dose abbondante: non durerà a lungo!

1,5 chili di tuberi e radici assortiti (patate, patate dolci, pastinache, carote,
sedano rapa)
2 cucchiai d’olio di cocco
1 cucchiaino di sale marino
2 cucchiai d’aglio tritato
1 cucchiaio ciascuno di salvia, origano, timo e rosmarino finemente tritati

Preriscalda il forno a 200 °C. Pela e affetta i tuberi e le radici come fossero patatine da friggere. Trasferiscili in una pentola capiente, coprili con l’acqua e porta a bollore. Lasciali andare per 5/7 minuti finché sono cotti ma ancora sodi (attento a non cuocerli troppo). Scola l’acqua.

Crema Di Zucca, Brodo, Arancione, Pasto, Delicato

Aggiungi l’olio di cocco, il sale, l’aglio e le erbe e rimesta brevemente. Copri la
pentola e scuotila con vigore finché i bastoncini sono ben mescolati e i bordi leggermente smussati.

Stendi della carta da forno su una teglia. Disponi i bastoncini in modo che non si sovrappongano. Inforna e cuoci per 20/25 minuti, girandoli a metà cottura. Estrai dal forno quando la superficie appare dorata e croccante.

by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita) modificato

Patate dolci 

Mentre la patata è stata ingiustamente colpevolizzata

la patata dolce, più colorata e attraente, ha ricevuto una parte dell’attenzione che merita. Ma come tutti gli altri cibi presentati in questo libro, meriterebbe più credito di quello che le viene accordato, perché è davvero preziosa.

Tanto per cominciare, le patate dolci promuovono la formazione di batteri buoni nello stomaco, nell’intestino tenue e nel colon e al contempo affamano quelli nocivi, i funghi e le muffe che si annidano in queste aree.

Patata Dolce, Chip, Di Patate, Chips Di Patate Dolci

Sono estremamente efficaci nel potenziare la produzione di vitamina B12 e aiutano a prevenire una patologia chiamata megacolon, ovvero l’ingrossamento del colon dovuto alla proliferazione di Clostridium difficile, streptococchi, stafilococchi, Escherichia coli, Helicobacter pylori, clamidia e/o altri batteri.

Inoltre questo supercibo contribuisce ad alleviare il restringimento del tratto intestinale per via dell’infiammazione cronica che spesso viene diagnosticata come colite o morbo di Crohn.

Patate Dolci, Arrosto, Olio D'Oliva, Rosemary, Cibo

Ricche di vitamine, minerali e altre sostanze nutritive, le patate dolci dalla polpa arancione sono particolarmente apprezzate per l’elevato contenuto di carotenoidi, come il betacarotene e il licopene, ed è giusto che sia così:

sono composti fitochimici estremamente potenti. Se hai la carnagione chiara e mangi una patata dolce ogni giorno, in breve tempo vedrai che la tua pelle assumerà un bel colorito come se fosse baciata dal sole.

Patata Dolce, Cibo, Vegetale, Igname, Sano, Root

Associato all’abbondante presenza di aminoacidi, il licopene di queste patate è eccellente per rimuovere le radiazioni dal corpo; per di più, i composti fitochimici svolgono un’azione anticancerogena e aiutano a prevenire il cancro alla pelle, al seno, all’apparato riproduttivo, allo stomaco, all’intestino, all’esofago e al retto.

Le patate dolci sono anche fitoestrogeniche e svolgono una funzione vitale nell’espellere gli estrogeni inservibili, distruttivi e potenzialmente cancerogeni che interferiscono con l’equilibrio ormonale dell’organismo; questi estrogeni derivano dai materiali plastici, dai farmaci, dalle tossine alimentari e ambientali, ma anche dal corpo stesso che ne produce quantità eccessive (a causa di un’alimentazione troppo ricca di cibi estrogenici).

Insalata, Lenti, Avocado, Ciotola, Patata Dolce, Sano

Siccome il corpo non può utilizzarli, gli estrogeni in eccesso rimangono inattivi e si accumulano negli organi, influendo negativamente sul sistema endocrino, mentre eliminandoli le patate dolci fanno spazio a quelli più salutari.

Questi ortaggi sono importanti anche per regolare la crescita dei capelli: la stimolano dove serve e la inibiscono nei punti in cui non serve, prevenendo una condizione chiamata irsutismo.

Avocado, Cheeseburger, Patate Dolci Fritte, Pomodoro

Se hai problemi d’insonnia o altri disturbi del sonno, le patate dolci possono esserti molto utili. Offrono una preziosa forma di glucosio che stimola lo sviluppo di neurotrasmettitori come la glicina, la dopamina, il GABA e la serotonina, che favoriscono un riposo ristoratore.

Che ti piacciano arancioni, gialle, bianche, rosa o viola, non esitare a mangiarle: ogni varietà di questi tuberi ha proprietà medicinali che ti daranno più forza nella vita.

MALATTIE

Patata Dolce, Di Patate, Patata Americana, Mangiare

Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre le patate dolci nella tua vita.

Megacolon, irsutismo, colite, morbo di Crohn, cancro alla pelle, al seno, alle ovaie, alla cervice, allo stomaco, all’intestino, al colon-retto, all’esofago, disturbi del sonno, sindrome da stanchezza cronica, malattie cardiache, malattie ai reni, disturbo da deficit di attenzione e iperattività, insonnia, alopecia, scottature solari, sindrome di Asperger,

sindrome del colon irritabile, artrite psoriasica, epilessia, ernia iatale, affaticamento surrenale, neuropatia, disturbo da stress post-traumatico, ansia, depressione, eczema, psoriasi, herpes zoster, infezioni alle vie urinarie, clamidia, sindrome dell’ovaio policistico, endometriosi, sclerodermia, lichen sclerosus, celiachia, ansia sociale.

SINTOMI

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Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre le patate dolci nella tua vita.

Forfora, disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare, diarrea, ansia, disturbi al tratto intestinale, colon infiammato, spasmi al colon, bruciore allo stomaco, tessuti cicatriziali, crampi e spasmi muscolari, intolleranze alimentari, palpitazioni, vampate, crampi addominali, invecchiamento accelerato, lesioni al cervello, spasmi al colon, depersonalizzazione, disturbi digestivi, anomalie negli esiti del Pap test, secchezza agli occhi, gonfiore, macchie dell’età, accumulo di peso, desquamazione della pelle, polipi intestinali.

SUPPORTO EMOTIVO

Patata Americana, Patata Dolce, Rosso Porpora

Se hai bisogno di coccolarti, non c’è nulla di più confortante di una patata dolce cotta al forno.

A differenza dei comuni “cibi di conforto”, solitamente unti, fritti o pieni di zuccheri e conservanti che ti fanno sentire gonfio, appesantito e ancora più depresso, le patate dolci hanno proprietà che danno davvero la sensazione di essere protetto e accudito, come se ricevessi un abbraccio, dandoti la forza di affrontare i momenti difficili.

INSEGNAMENTO SPIRITUALE

Dolce Di Patate, Cibo, Carb, Cucina, Crudo, Ingredienti

Hai mai notato che, quando cuoci al forno una patata dolce, gli zuccheri naturali ribollono e colano ai lati?

Di per sé la patata dolce è ricca di tutto ciò che si possa desiderare, ma a noi non sembra mai abbastanza. Le ricette più diffuse prevedono l’aggiunta di burro, panna, zucchero di canna; pur essendo dolcissime e perfette così come sono, le roviniamo, mascherando le loro qualità naturali ed esagerando.

C’è un’area nella tua vita in cui sarebbe opportuno eliminare i “condimenti” superflui? Non abbinarci mai pasta, pane pizza farinacei. Le patate dolci c’insegnano a valutare le circostanze in cui abbiamo ricevuto un dono perfetto e, per paura o per incapacità di apprezzarlo, pensiamo che non sia sufficiente.

SUGGERIMENTI

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Per ottenere i massimi benefici dalle patate dolci, non mangiarle mai con pane , pizza pasta farinacei. Se desideri accompagnarle con un condimento cremoso, prendi qualche cucchiaiata di avocado e spalmacelo sopra come se fosse burro.

Dopo aver cotto una certa quantità di patate dolci (la cottura al vapore e quella al forno sono le più salutari), mettine da parte alcune e conservale in frigorifero: aggiunte alle insalate, aiutano il corpo ad assorbire meglio le sostanze nutritive delle verdure a foglia verde. E qualche boccone di patata dolce nelle notti insonni favorisce il sonno.

Avocado, Cheeseburger, Patate Dolci Fritte, Pomodoro

Se hai una ferita, prova a sfregarla con una fetta di patata dolce cruda. Questo ortaggio ha proprietà medicinali che stimolano la guarigione e la rigenerazione della pelle riducendo le cicatrici.

Per attenuare le borse sotto gli occhi, spesso si usano le fette di cetriolo. Per variare, prova con due fette di patate dolci fredde: l’impacco farà penetrare il betacarotene nel tessuto perioculare, ridando vitalità al tuo incarnato.

Se hai preso una scottatura, mangia una patata dolce per guarire più in fretta.

Se hai diversi tessuti cicatriziali dovuti a interventi chirurgici, mangia due patate dolci al giorno per una settimana, poi una al giorno per tre settimane. Ripeti la pratica ogni mese finché ottieni dei miglioramenti.

Cibo, Pizza, Formaggio, Italia, Cucina

Se stai per guardare un film dell’orrore o d’azione, mangia una patata dolce prima di vederlo: aiuterà le tue ghiandole surrenali a sopportare meglio la paura e la suspence.

PATATE DOLCI FARCITE CON CAVOLO BRASATO
Per due/quattro porzioni

Risultati immagini per PATATE DOLCI FARCITE CON CAVOLO BRASATO
Questo è un ottimo piatto per le cene infrasettimanali, e i singoli componenti si possono cuocere in anticipo per poi assemblarli poco prima di servire.
Le patate dolci e il cavolo, una volta cotti, si conservano in frigorifero fino a quattro giorni, dopodiché basteranno pochi minuti per ultimare la preparazione.

Per ottenere migliori risultati, appronta la salsa appena prima di portare in tavola il piatto, e versala calda e fumante sulle patate dolci farcite.
4 patate dolci
4 spicchi d’aglio tritato
1 cipolla a cubetti
1 cucchiaio d’olio di cocco
1 cavolo rosso a straccetti
½ cucchiaino di sale marino
½ limone

PER LA SALSA:

Cibo, Messicano, Tacos, Cibo Messicano, Piccante, Pasto

1 cucchiaio di olio d’oliva
1 cucchiaio di miele grezzo
1 cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato

PER GUARNIRE:
4 cucchiai di prezzemolo tritato
Preriscalda il forno a 200 °C. Sistema le patate dolci sulla carta da forno e cuocile per 45/60 minuti, o fino a quando si lasciano forare facilmente con una forchetta.
In una casseruola capiente fai saltare l’aglio e le cipolle in un cucchiaio d’olio a fuoco medio per 5/10 minuti, mescolando di tanto in tanto finché le cipolle sono morbide e trasparenti. Aggiungi il cavolo e il sale insieme a mezza tazza d’acqua, copri e cuoci a fuoco medio per 30/40 minuti finché il cavolo è tenero, mescolando ogni tanto e aggiungendo un goccio d’acqua se serve per ammorbidire.

Risultati immagini per patate dolci
Apri le patate dolci a metà e schiaccia leggermente ogni lato con una forchetta. Farciscile con il cavolo brasato inserendone il più possibile all’interno.

Prepara la salsa poco prima di servire (per quattro porzioni, raddoppia le dosi indicate per la salsa). Metti tutti gli ingredienti in un pentolino e fai cuocere a fuoco medio-alto finché iniziano a sobbollire. Continua a mescolare per uno o due minuti per amalgamare bene la salsa e farla addensare. Versala sulle patate dolci, guarnisci con il prezzemolo e gustale!

by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita) modificato

Cipolle

Porro, porro selvatico, erba cipollina, cipollotto, cipolle rosse

bionde, bianche, scalogno e tutti gli altri membri della famiglia delle Liliaceae sono antibiotici naturali.

Purtroppo la gente non consuma grandi quantità di cipolle, magari ne mangia qualche fettina nella zuppa una volta al mese, o nell’insalata una volta alla settimana.

Funghi, Cipolle, Affettato, Tagliate A Dadini, Organici

Ma per sfruttarne al meglio le proprietà antibatteriche, dobbiamo dare loro più spazio nella nostra vita.

Alcuni lamentano difficoltà a digerirle ma, diversamente da quel che si crede, le cipolle non sono irritanti, sono invece altamente curative. S e mangiarle disturba lo stomaco, significa che nell’apparato digerente sono presenti livelli troppo alti di batteri nocivi, e nel momento in cui le cipolle si attivano per eliminarli, la morte dei batteri può provocare un temporaneo disagio.


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Una malattia particolare che colpisce molte persone

ai giorni nostri è la sindrome da proliferazione batterica nell’intestino tenue (SIBO), che per la medicina resta ancora in gran parte un mistero.

Di solito questa malattia è causata da organismi come gli streptococchi A e B, vari ceppi di Escherichia coli, Clostridium difficile, Helicobacter pylori, stafilococco e/o diversi tipi di funghi (esclusa la candida, un fungo naturale necessario per la nostra sopravvivenza quando in giusto equilibrio).

Verdure, Telaio, Spazio Bianco, Spazio Testo, Cipolle

Le cipolle sono uno degli alimenti migliori per limitare la sovrapproduzione batterica nell’organismo, il che le rende un alleato prezioso per chiunque soffra di SIBO e per favorire la produzione di vitamina B12 nel corpo.

Se eviti di mangiare le cipolle perché hai difficoltà a digerirle, prova a inserirle nell’alimentazione in piccole dosi: con l’andare del tempo il loro effetto depurativo ti consentirà di tollerarne quantità maggiori.

Cipolle Rosse Verdure, Cipolla Di Verdure, Cipolla

L’amicizia con le cipolle ci fa bene.

A determinarne l’azione antibatterica è lo zolfo in esse contenuto (insieme a sostanze fitochimiche come l’allicina e altri composti di solfuri organici e solforati che non sono ancora stati scoperti), che inoltre libera il corpo dalle radiazioni, debella i virus e depura l’organismo da DDT e altri pesticidi, dai diserbanti e dai metalli tossici.

Lo zolfo delle cipolle le rende alimenti preziosi per alleviare i dolori articolari, i disturbi e la degenerazione delle ossa, e per riparare i tendini e il tessuto connettivo.


cipolle 2
Se sei carente di ferro, le cipolle sono molto utili perché un’altra funzione svolta dallo zolfo consiste proprio nel rallentare la perdita di ferro.

Ricche di oligoelementi come zinco, manganese, iodio e selenio, le cipolle tonificano la pelle e proteggono i polmoni:

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se vuoi una pelle più giovane, mangiale ogni giorno; lo stesso vale per riparare danni ai polmoni provocati dal fumo.

Le cipolle sono molto preziose anche per curare raffreddori, influenze, bronchiti e polmoniti batteriche. Inoltre sono un ottimo antinfiammatorio per l’intestino, aiutano a guarire le ulcere, eliminano il muco dalle feci e leniscono le pareti intestinali.

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Nel folclore di una volta si usava l’aglio per tenere lontani fantasmi e spiriti maligni.

Le cipolle meriterebbero una reputazione simile, perché tengono lontani i “microrganismi maligni”. Se le inserisci nella tua alimentazione darai un poderoso sostegno al sistema immunitario e ti proteggerai dagli agenti patogeni.

Tacos, Messicano, Mangiare, Delizioso, Pranzo

La prossima volta che vai a comprare uno sciroppo per la tosse o un decongestionante, prendi anche qualche varietà di cipolla: pur non trovandosi nello stesso reparto, le cipolle sono un’autentica medicina.

MALATTIE
Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre le cipolle nella tua vita.


Risultati immagini per cipolle cucina

Reflusso gastroesofageo, asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva, enfisema, cancro al seno, alle ossa, alla prostata, diverticolite, infezioni all’orecchio, influenza, congiuntivite, orzaiolo, ipertensione, leucemia, emicrania, tigna, acne rosacea, infezioni da stafilococco, sindrome da proliferazione batterica nell’intestino tenue, alitosi,

malattia di Lyme, malattie al fegato, steatosi epatica, herpes simplex 1 (HSV-1), herpes simplex 2 (HSV-2), HHV-6, HHV-7, i non ancora scoperti HHV-10, HHV- 11 e HHV-12, infezioni alle vie urinarie, raffreddore, virus di Epstein-Barr, infezioni da lieviti, attacco ischemico transitorio.

Il Mercato Degli Agricoltori Di Cipolle, Cibo, Cipolla

SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre le cipolle nella tua vita.

Alitosi, bruciore allo stomaco, afta, carenza di ferro, infiammazione alle articolazioni e ai tendini (in particolare il tendine d’Achille), problemi agli occhi, mani e piedi freddi, cicatrici, roncopatia, dolori alle articolazioni, sofferenza alle articolazioni, fiato corto, tutti i sintomi neurologici (anche formicolio, intorpidimento, problemi circolatori,

spasmi, contrazioni involontarie, neuropatia e oppressione al torace), sindrome delle gambe senza riposo, gastrite, rigidità del corpo, dolori diffusi, capogiri, pelle secca, milza ingrossata, vampate, infiammazioni, dolore alla mascella, dolore al ginocchio, tremori, debolezza, carenza di minerali.

SUPPORTO EMOTIVO

Risultati immagini per cipolle

Se sei cronicamente soggetto a frustrazione, rabbia ed esasperazione – verso te stesso, gli altri o eventi esterni – introdurre le cipolle nella tua alimentazione è fondamentale: fanno spurgare la rabbia dal corpo e ti aiutano a liberarti di rancore, collera, senso d’ingiustizia e delusione, permettendoti finalmente di vivere la tua vita.

INSEGNAMENTO SPIRITUALE
Le cipolle sono ingiustamente accusate di rendere cattivo l’alito; in realtà è il contrario: alleviano questo problema.

Verdure, Dark Mood, Food - Photography, Carote, Cipolle

La vera causa dell’alitosi è la presenza di batteri nocivi nell’intestino che mandano esalazioni alla bocca; essendo antibatteriche, le cipolle aiutano a combattere questa condizione, e con l’andar del tempo il tuo alito avrà un odore più gradevole.

L’aroma delle cipolle potrebbe lasciare qualche residuo in bocca subito dopo averle mangiate, ma è solo per lo zolfo naturale che contengono ed è segno che sta facendo il suo lavoro. Siamo convinti che i migliori alleati per combattere l’alitosi siano i vari dentifrici, collutori e mentine e che le cipolle siano le sue acerrime nemiche, ma di fatto sono la nostra salvezza.


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Ti è mai capitato di vedere qualcuno darsi da fare per risolvere un problema e poi essere ingiustamente accusato d’averlo creato?

Succede spesso: per esempio un supervisore viene detestato dagli impiegati per come si comporta, ma in realtà lo scopo delle sue azioni è salvare il loro posto di lavoro, o un genitore viene criticato dal figlio perché gli ha fatto notare un errore nel compito, ma il suo scopo è aiutarlo a prendere un buon voto.

Insalata Greca, Feta, Conchiglia, Verdure, Pomodori

La prossima volta che stai per criticare o accusare qualcuno, pensa alle cipolle e prenditi un momento per analizzare la cosa da ogni punto di vista possibile.

SUGGERIMENTI
Non ascoltare il consiglio di sciacquare o lasciare a bagno le cipolle per rendere il loro sapore meno pungente: questa tecnica ne riduce il potere perché diluisce le proprietà medicinali che uccidono i batteri e rafforzano il sistema immunitario.

Verdure, Pomodori, Porro, Insalata, Cipolle, Sano

Tutte le volte che mangi un cibo poco sano, aggiungi delle cipolle per contrastarne gli effetti nocivi. (Ciò non significa che devi ordinare anelli di cipolla fritti: essendo impanati con ingredienti scadenti e cucinati in pessimo olio, gli anelli di cipolla non sono consigliabili.

Piuttosto, se mangi un hot dog, mettici sopra qualche fetta di cipolla cruda.)
Se vai al ristorante e hai paura di prenderti virus influenzali, gastroenteriti o intossicazioni alimentari, ordina qualcosa che contenga delle cipolle.

Per esempio, se vuoi un’insalata, chiedila con l’aggiunta di cipolle crude per uccidere tutti gli agenti contaminanti.


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Quando scegli le cipolle al mercato, assicurati che siano sode e non cedano premendole.

Evita quelle che stanno già buttando i germogli.

(Al contrario, sono molto benefici i germogli attaccati alle cipolle appena raccolte.)
Usa diverse varietà di cipolle nei vari piatti: l’erba cipollina nel guacamole, il cipollotto nell’hummus, le cipolle rosse nell’insalata e nelle verdure saltate, i porri nella zuppa, oppure prova le cipolle bionde o bianche al vapore.

Zuppa, Verdure, Pentola, Cucina, Cibo, Sano, Carota

Se hai la sinusite, il raffreddore o l’influenza, metti delle cipolle affettate in una pentola d’acqua tiepida o calda e poi inala, coprendo la testa e la pentola con un asciugamano. È una tecnica potente per sciogliere il muco e alleviare la congestione.

Se sei freddoloso, non riesci a scaldarti, devi sempre indossare una maglia di lana e/o hai sempre mani e piedi freddi, prova a consumare le cipolle ogni giorno per favorire la circolazione.

CIPOLLE RIPIENE CON PURÈ DI PATATE E FUNGHI
Per quattro/sei porzioni

Brodo, Spezie, Gusto, Zuppa Di Cipolle, Cipolle

Queste bellissime cipolle ripiene sembrano un piatto da chef e sono sorprendentemente facili da preparare, fanno un figurone sulla tavola e in qualunque occasione di festa. Se non ti piacciono i funghi, sii creativo e sostituiscili con una verdura saltata a tua scelta.

8 cipolle grosse
8 tazze di patate a cubetti
2 cucchiaini di olio d’oliva
½ cucchiaino di rosmarino fresco
8 tazze di funghi a pezzetti
2 spicchi d’aglio tritati
1 cucchiaino di sale marino
1 cucchiaino di aromi misti
2 cucchiai di pinoli

Preriscalda il forno a 180 °C. Prepara le cipolle tagliando via il quarto superiore e la radice, in modo che poggino su una superficie piatta. Non pelarle.

Cipolla, Vegetale, Cibo, Nutrizione, Coltello, Taglio

Sistema le cipolle in una teglia capiente e aggiungi due dita d’acqua. Inforna e cuoci per tre quarti d’ora o un’ora al massimo, controllandole di tanto in tanto (sono cotte quando risultano tenere e profumate). Toglile dal forno e lasciale raffreddare.

Pelale e poi rimuovi con cura gli strati interni servendoti di una forchetta, lasciando solo due strati esterni in modo da formare una coppetta (vedi immagine). Conserva la parte interna per usarla in seguito nella preparazione del ripieno. Versa due dita d’acqua in una padella capiente e porta a bollore.

Cipolla, Verdure, Composizione, Decorazione, Rosso

Aggiungi le patate, coprile e lasciale cuocere per quindici o venti muniti, mescolando di tanto in tanto finché sono tenere; se necessario, aggiungi dell’acqua per evitare che attacchino.

Metti le patate in un mixer con un cucchiaino di olio d’oliva e il rosmarino fresco. Miscela fino a ottenere un composto omogeneo, che metterai da parte.

Verdure, Natura, Verde, Sano, Fresco, Organici, Pepe

Per il ripieno, salta i funghi con l’aglio e un cucchiaino di olio d’oliva finché sono teneri e succosi, aggiungendo acqua se necessario per evitare che attacchino. Lasciane da parte una tazza e trasferisci il resto in un mixer insieme al sale, agli aromi misti e agli strati interni delle cipolle tenuti da parte precedentemente.

Miscela fino a ottenere un composto uniforme.

Riempi gli strati esterni delle cipolle a mo’ di coppetta, alternando il ripieno di funghi con il purè di patate. Guarnisci con i funghi saltati e i pinoli. Dopodiché servile e gustale!

by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita)

Sclerosi multipla

Sclerosi

Da quando la scienza medica ha identificato la sclerosi multipla, la malattia è stata accompagnata da una grave confusione. Ogni anno, sono troppe le persone che ricevono una diagnosi errata di sclerosi multipla.

Dagli anni Cinquanta ai primi anni Settanta, la diffusione di sintomi
neurologici misteriosi è cresciuta tra le donne, ma i medici attribuivano quei sintomi alla menopausa, a squilibri ormonali o a semplici psicosi.

Testa, Cervello, Uomo, Faccia, Umano, Fronte

Per le donne era quasi impossibile trovare un medico che convalidasse i loro dolori, tremori, affaticamento, vertigini e altri sintomi come reali; le uniche che riuscivano a farsi prendere sul serio erano molto facoltose o di età avanzata.

Solo quando gli uomini hanno cominciato a presentare gli stessi sintomi, tra gli anni Sessanta e Settanta, la medicina ufficiale ha cominciato a considerare tali sintomi seriamente: come nel caso di molte altre malattie, la parola di un uomo pesava di più di quella di una donna.

Umano, Puke, Conati Di Vomito, Lentiggini, Maglietta

Sopraffatti però dal lavoro diagnostico, i medici ricorrevano all’etichetta della sclerosi multipla. L’aspetto più notevole di questa malattia è che infiamma e danneggia lo strato protettivo del sistema nervoso centrale che facilita le comunicazioni, chiamato guaina mielinica.

I nervi trasportano segnali elettrici diretti a tutte le parti del corpo, e quando una porzione della guaina mielinica è danneggiata i messaggi provenienti dai nervi possono diventare confusi, causando una vasta gamma di sconvolgimenti (a seconda di quali aree del sistema nervoso sono infiammate).

Compresse, Pillole, Vitamine, Antibiotico, Farmaco

La sclerosi multipla può provocare spasmi e dolori muscolari, debolezza e affaticamento, problemi mentali, alla vista o all’udito, capogiri, depressione, difficoltà di digestione e disfunzioni alla vescica e all’intestino.

Può anche comportare una paralisi totale o parziale delle gambe, costringendo il paziente a usare il bastone, le stampelle o persino la
sedia a rotelle.

Segni, Diritto, Sbagliato, Buona, Male, Positivo

Attualmente, negli Stati Uniti le persone colpite da sclerosi multipla
sono centocinquantamila ogni anno (l’85 per cento delle quali sono donne), la sclerosi multipla, quando in realtà sono affette da altre patologie (approfondiremo l’argomento a breve).

Ricevere una diagnosi di sclerosi multipla ti fa crollare il mondo addosso, e può avere effetti particolarmente devastanti se la diagnosi è errata.  Ti spiego come puoi superarla e riprenderti la tua vita.

IDENTIFICARE LA SCLEROSI MULTIPLA

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Se sei affetto da sclerosi multipla, è probabile che le lesioni alla guaina mielinica del sistema nervoso centrale – e l’infiammazione e i danni ai nervi che ne conseguono – ti provochino gran parte dei sintomi elencati qui di seguito. Tieni presente, però, che potresti avere molti di questi sintomi senza essere affetto da sclerosi multipla.

Solo se i sintomi si presentano nella forma più grave c’è qualche probabilità che sia questa la tua malattia. All’inizio, problemi agli occhi, come vista appannata, vedere doppio, percezione indebolita del colore, dolori e/o perdita completa della vista – di solito un occhio alla volta.

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Stanchezza e affaticamento cronici. Dolore cronico, specialmente ai muscoli, in varie parti del corpo. Tremori. Torpore alle braccia e/o alle gambe, prima in un lato del corpo e
poi nell’altro. Debolezza o paralisi alle gambe che rende difficoltoso camminare o – nei casi più gravi – costringe all’uso della sedia a rotelle.

Confusione mentale, per esempio difficoltà a concentrarsi. Problemi di memoria. Difficoltà di parola.Al di là di questa lista di sintomi, non esistono test in grado di individuare con certezza la sclerosi multipla. E questo è uno dei motivi per cui tante diagnosi di questa malattia sono errate.

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Se riscontri almeno sei dei sintomi più critici elencati qui sopra in una forma grave e pronunciata – e se il tuo medico ha escluso altre possibili cause che potrebbero determinarli – puoi cercare una conferma della sclerosi multipla chiedendo a un neurologo di eseguire una risonanza magnetica per cercare eventuali lesioni (scalfitture o altri danni) alla guaina mielinica nelle aree del cervello e del midollo spinale.

Se compaiono due o più lesioni, è la prova che i tuoi sintomi potrebbero essere causati dalla sclerosi multipla. Detto ciò, le lesioni sono molto difficili da individuare anche con gli attuali strumenti di diagnostica per immagini che consentono elaborazioni tridimensionali (e la situazione non cambierà credo per i prossimi 15 anni circa).

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Così, se il tuo neurologo non trova lesioni non significa che non esistano. magari è anche nella permeabilità dell’instestino che dove cercare. Un altro fattore da considerare è se nella tua storia personale ci sono infezioni alle orecchie, alla gola, ai seni paranasali e/o, se sei una donna, infezioni vaginali.

Di solito queste infezioni si manifestano nell’infanzia e nella prima età adulta, prima che si sviluppi la malattia. Un altro modo per capire cosa ti sta affliggendo è comprendere più a fondo che cos’è davvero la sclerosi multipla.

CHE COS’È DAVVERO LA SCLEROSI MULTIPLA

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Le comunità mediche ritengono che la sclerosi multipla sia una malattia autoimmune causata dal sistema immunitario, il quale per un qualche motivo scambia alcune aree della guaina dei nervi per invasori e li attacca. Come spiego già in altri studi, questa filosofia impedirà alla scienza medica di trovare la verità per altri decenni.

Il corpo umano non attacca se stesso. Sono gli agenti patogeni i responsabili. Le comunità mediche credono anche che non vi sia una soluzione alla malattia. Anche qui si sbagliano. La verità è che la sclerosi multipla si può guarire, e che di fatto è una versione del virus di Epstein-Barr.

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L’Epstein-Barr è un virus che causa un’infiammazione cronica dei nervi. Molti ceppi del virus sono di entità lieve e poco aggressiva, ma le varietà legate alla sclerosi multipla erodono la guaina mielinica, ed è questo che crea la specifica serie di sintomi associati a questa malattia.

(Per quanto riguarda il sistema immunitario, non solo è innocente e non causa alcun danno, ma è anche la tua difesa principale contro la sclerosi multipla. Quando il tuo sistema immunitario riceve ciò di cui ha bisogno, la guarigione è possibile, ed è a portata di mano.)

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Un altro aspetto che distingue la sclerosi multipla da altre forme dell’EBV è che è accompagnata da una singolare combinazione di batteri, funghi e metalli pesanti. Nello specifico, se hai la sclerosi multipla, di solito nel tuo organismo sono presenti i seguenti cofattori del virus di Epstein-Barr:  Streptococchi di tipo A e B (batteri). Helicobacter pylori (un batterio). Candida (un fungo). Citomegalovirus (un virus).

Rame, mercurio e alluminio: metalli pesanti che indeboliscono la
capacità del sistema immunitario di proteggere il corpo dai danni ai
nervi causati dal virus.

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Anche se questi cofattori contribuiscono a definire le particolari
caratteristiche della sclerosi multipla, in sostanza la malattia non è altro che una forma del virus di Epstein-Barr, e conoscere questa verità getta luce sui misteri oscuri che circondano la patologia.

Anche se in alcuni casi il virus può essere molto pericoloso, il Capitolo 3 espone nel dettaglio le informazioni di cui hai bisogno per comprenderlo, e i provvedimenti che puoi prendere per porre fine ai danni che il virus sta causando ed eliminare quasi completamente il virus e i suoi fattori.

GUARIRE DALLA SCLEROSI MULTIPLA

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Di solito i medici, nell’errata convinzione che il problema sia dovuto al tuo sistema immunitario, trattano la sclerosi multipla con farmaci
immunosoppressori e steroidi. Tuttavia non è il sistema immunitario che ti sta attaccando: è il virus.

L’unica speranza che hai per sconfiggerlo è un sistema immunitario forte e vitale che quei farmaci tendono invece a indebolire, per cui non solo non ti aiutano a sconfiggere l’EBV, ma lo supportano in misura significativa.

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L’approccio migliore per comprendere a fondo il virus. Poiché i ceppi del virus che causano la sclerosi multipla sono particolarmente aggressivi con la guaina mielinica, i seguenti integratori sono particolarmente raccomandati; ti aiuteranno a ridurre il dolore e a proteggere la guaina mielinica, nonché a guarire, dal virus:

EPA e DHA (acido eicosapentaenoico e acido docosaesaenoico): acidi grassi omega-3 che aiutano a proteggere e a fortificare la guaina mielinica del sistema nervoso; assicurati di acquistarne una versione di origine vegetale (non derivata dal pesce).

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L-glutammina: amminoacido che rimuove dal cervello tossine come
il glutammato monosodico e protegge i neuroni. Hericium erinaceus: un fungo medicinale che aiuta a proteggere la guaina mielinica e a supportare le funzioni dei neuroni.

ALA (acido alfa-lipoico): aiuta a riparare i neuroni e i neurotrasmettitori danneggiati; aiuta anche a riparare la guaina mielinica. Monolaurina: acido grasso che uccide le cellule dei virus, dei batteri e di altri microbi nocivi (per esempio le muffe) nel cervello

Curcumina: componente della curcuma che riduce l’infiammazione
del sistema nervoso centrale e allevia il dolore. Estratto in polvere di orzo selvatico: contiene micronutrienti che nutrono il sistema nervoso centrale; inoltre aiuta a nutrire i tessuti, i neuroni e la guaina mielinica.

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Tieni presente che la sclerosi multipla non è una sentenza di morte. Se la diagnosi del medico è accurata, non c’è motivo di avere paura. (E molto probabilmente, se ti sei sentito dire che hai la sclerosi multipla, la diagnosi non è corretta. Il vero colpevole dei tuoi sintomi potrebbe essere il virus di Epstein-Barr, ma magari non è un ceppo che causa lesioni alla guaina mielinica.)

Se segui le raccomandazioni elencate in fondo, e soprattutto ti attieni ai consigli che espongo per ripristinare il sistema nervoso centrale e il sistema immunitario, in un arco di tempo che può andare dai tre ai diciotto mesi (in base a vari fattori, a cominciare dal tuo stato di salute attuale), puoi liberarti quasi completamente dal virus che infiamma i tuoi nervi ed essere in grado di riprendere una vita normale e senza sintomi.

By Anthony William