Oligoterapia Alluminio

Oligoelemento Alluminio: (Al3+)

Livello Fisico:

Avocado, Tagliere, Cucina, Uova, Cibo, Padella, Sano

Oligoterapia: trasporta idrogeno, garantisce le reazioni di ossidoriduzione, una carenza, provoca disturbi nervosi, tipo: da Superlavoro Intellettuale, nervosismo, Insonnia, Angosce notturne “sonno disturbato”, Turbe della memoria.

Alimentare:

Stimola il metabolismo basale, alleviando i problemi collegati ad una eccessiva presenza di acidi (ad esempio REUMATISMI e Gotta), e riducendo l’acidità di stomaco.

Dolore Addominale, Dolore, Cieco, Gonfiore

Esso, inoltre, facilita l’assimilazione del ferro da parte dell’intestino, e normalizza la conduttività dei nervi. Per questo motivo si rivela particolarmente utile contro gli stati di affaticamento, e nei casi di rallentamento delle attività percettive o motorie (PERFINO NEI CASI DI PARESI). Si assume a giorni alterni.

Psiche/mente:

Bullismo, Bambino, Dito, Suggerire

L’alluminio agisce efficacemente negli stai di nervosismo, paura e sensi di colpa. Tipica manifestazione in cui si rivela utile, è la sensazione di perdere la testa. Esso inoltre, facilita l’espressione dei propri sentimenti, aiutando a superare l’eccessiva timidezza. L’alluminio, infine, stimola il bisogno di novità.

Spirito:

Donna, Faccia, Bullismo, Stress, Vergogna, Vergognatevi

L’alluminio è utile nei casi di perdita di identità, per riscoprire se stessi ed il senso della vita. Stimola nel soggetto realismo, sobrietà e discriminazione, aiutandolo a riconoscere la vera natura degli innumerevoli seducenti messaggi che giorno dopo giorno gli giungono, evitando così che ne diventa vittima. se non trovate l’Alluminio è ottimo anche il Litio.

Radice di Bardana 

La radice di bardana è una forza della natura per rinvigorire il fegato, e ha una capacità di radicamento che nasce dal profondo della terra.

Bardana, Fiore, Frutta, Bush, Impianto, Vicino, Verde

Quando il fegato è invaso da virus come l’Epstein-Barr, l’herpes zoster, l’HHV-6 e il citomegalovirus o da batteri nocivi, vermi, funghi o altri agenti patogeni, perde il suo radicamento, la sua carica negativa, perché gli agenti patogeni operano a una carica positiva che lo prosciuga.

Cinquanta volte più efficace di altri tuberi e radici, la bardana ripristina i meccanismi di radicamento del fegato, che quindi si rafforza, ritrova la sua vitalità e riesce a espellere gli agenti patogeni.

Felt Gatti, Voluto Testa Cats, Fiore

Se trascurato, con il tempo il fegato perde la sua elasticità spugnosa, diventa duro e s’ispessisce: la compattezza della radice di bardana è proprio quel che ci vuole per ammorbidirlo. I composti fitochimici della bardana aiutano il fegato anche perché arrestano lo sviluppo di cisti e aderenze e riparano i tessuti cicatriziali dell’organo, inoltre hanno un’efficacia impareggiabile nella depurazione dei lobuli epatici.

La bardana ha anche la capacità di disintossicare il nucleo più denso del fegato e di rimuovere gli ormoni tossici provenienti da fonti esterne, come metalli, materiali plastici, diserbanti e fungicidi, dando in questo modo al fegato la possibilità di respirare.

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Le sostanze nutritive della radice di bardana comprendono quasi tutti gli oligoelementi e tracce di vitamine A, C, K e vitamine del gruppo B. Questa radice selvatica esercita anche uno straordinario effetto depurativo sul sistema linfatico e sul sangue, rafforzando i globuli bianchi e le cellule killer per mantenere in forze i linfonodi, in modo che possano svolgere il loro lavoro ed eliminare le cellule patogene e cancerose.

In più, gli enzimi della bardana sono estremamente attivi e operano in sinergia con i numerosi oligoelementi in essa presenti per disintossicare il corpo dai metalli pesanti.

MALATTIE
Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre la radice di bardana nella tua vita.


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Gotta, malattie al fegato, calcoli renali e/o biliari, linfomi (anche non Hodgkin), infezioni croniche, cancro al seno, ai polmoni, alla tiroide, al fegato, pleurite, lupus, sindrome da stanchezza cronica, fibromialgia, sclerosi multipla, emicrania, malattie delle gengive, acne, epatite C, affaticamento surrenale, diabete, borsite, celiachia, tutte le malattie e i disturbi autoimmuni, eczema, psoriasi, infezioni ai reni, malattia di Lyme, vermi, infezioni da lieviti.

SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre la radice di bardana nella tua vita.

Cibo, Cucina, Ristorante, Italiano, Cucina Italiana

Tessuti cicatriziali, lesioni e/o aderenze nel fegato, cisti epatiche, fegato stagnante e/o pigro, spasmi alla cistifellea, allergie alimentari, appendicite, mal di testa, dolori allo stomaco, gonfiore, costipazione, mal di schiena, crampi addominali, distensione addominale, invecchiamento accelerato, squilibri glicemici, carenza di minerali (anche di oligoelementi), lesioni alla guaina mielinica, intolleranze alimentari, sensazione di tremolio o vibrazioni nel corpo, intossicazione del sangue, sensibilità alle sostanze chimiche, disturbi della digestione, milza ingrossata, infiammazioni, nevralgie, lesioni alla cartilagine.

SUPPORTO EMOTIVO
Torta, Dessert, Dolce, Suites, Cibo

Se vuoi depurare il corpo, la mente, l’AnimA e anche lo spazio intorno a te dai fantasmi di esperienze passate, porta la bardana nella tua vita per una profonda depurazione emotiva.

INSEGNAMENTO SPIRITUALE
Se passando sfiori una pianta di bardana che è andata a seme, poco dopo probabilmente scoprirai di avere teste spinose della pianta attaccate alle calze, ai pantaloni, ai lacci delle scarpe, alla maglia, ai capelli … a tutto ciò a cui possono attaccarsi.

Agrimony, Bardana, Bloom, Erbaccia, Astrovye, Barb

Le teste di bardana ti restano addosso per tutto il viaggio finché arrivi a destinazione. Questo è il metodo che la bardana utilizza per preparare il futuro: lancia i semi a chiunque le passi accanto in modo che vengano trasportati in lungo e in largo e facciano nascere nuove piante.

La bardana c’insegna a spargere semi di speranza a ogni incontro e a riconoscere i messaggi che gli altri ci lanciano per invitarci a diffonderli. Quali semi possiamo affidare alle persone che amiamo e alle nostre conoscenze affinché un giorno li piantino per le vie del mondo mentre percorrono le strade della vita? E quali semi ci sono stati affidati con il compito di spargerli?

SUGGERIMENTI
Hiv, Aids, Png 1-2, Studio Del Corpo Umano, Panoramica

Dopo un massaggio, bevi una tisana di radice di bardana o prepara una zuppa con radice di bardana per cena per favorire il drenaggio linfatico.
Prova a unire il succo di radice di bardana al tuo centrifugato di verdure. Ha un gusto dolce e terroso che si sposa bene con altri sapori e, se lo bevi appena estratto, i minerali entrano direttamente nell’organismo.

Succo Di Carota, Succo, Carote, Succo Di Verdura

Se ti piace sgranocchiare le carote, prepara la radice di bardana allo stesso modo: pelala e poi tagliala a bastoncini da mangiare come spuntino. Grazie alle proprietà antimicrobiche e alla sua natura fibrosa, aiuta a pulire i denti, libera la bocca dai batteri nocivi e previene le malattie delle gengive.

Offri una tisana di radice di bardana a un amico che ha bisogno di depurarsi emotivamente o fisicamente.

ZUPPA DI BARDANA
Per due/quattro porzioni


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Questa zuppa è perfetta da consumare nei pomeriggi di riposo o anche di primo mattino. È calda, leggera e semplice da preparare. È come un abbraccio per tutto il corpo. Preparane una grossa quantità all’inizio della settimana e consumala ogni giorno.

Puoi berla in una tazza o in una scodella: gustala come un dono per il Corpo e l’AnimA.
2 tazze di radice di bardana a fette
2 tazze di carote a fette
2 tazze di funghi a fette
2 tazze di pak choi (cavolo cinese) a fette
1 cipolla bionda a cubetti
1 cucchiaino di aglio tritato
1 cucchiaio di zenzero grattugiato
½ cucchiaino di sale marino

Metti tutti gli ingredienti in una grossa pentola, ricoprili d’acqua e porta a bollore. Riduci la fiamma e lascia sobbollire per 30/40 minuti, finché gli ortaggi risultano teneri.

by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita)

Bardana

Bardana (Arctium lappa)

Parti impiegate: radici, foglie e semi.

La Bardana contiene un olio essenziale, l’inulina (zucchero assimilabile anche dai diabetici), mucillagini, acido palmitico, acido caffeico (che ha azione antibiotica).

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Ha proprietà diaforetiche (cioè che aumentano la secrezione del sudore), diuretiche, depurative, detersive, stimolanti, la funzionalità epatica cicatrizzanti.

Per uso esterno è indicata nelle emorroidi, nella foruncolosi, nell’acne e nella seborrea. Della pianta si usano principalmente le radici.

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Questa pianta può essere utile come coadiuvante nelle dermatiti, stasi biliare, iperglicemia, insufficienza pancreatica, iperazotemia, uretrite, acne ed emorroidi.

Ricca di glicosidi amari (arctiopicrina), flavonoidi, poliacetileni, olio etereo.

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Modalità d’uso: un cucchiaino da tè di radici sminuzzate per tre tazza d’acqua, tenere a macero a freddo per un ora poi bollire per 8 minuti. Coprire e lasciare a riposo fino al raffreddamento alla temperatura giusta da bere, dose 2 tazze al giorno, una al mattino a digiuno e una la sera prima di coricarsi.

Bardana si trova nelle erboristerie anche in sospensione di pianta fresca, in TM (30-40 gocce tre volte al giorno), in pastiglie e opercoli, estratto biochelato (8-10 gocce in mezzo bicchiere d’acqua, due volte al giorno).

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Modo d’uso consigliato: titolato all’1,9% d’acidi caffeilchinici calcolati come acido clorogenico,

Metodo di determinazione: spettrofotometrico, 5 mg di principio attivo, pari ad una posologia di 20 mg/die d’acidi caffeilchinici).

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Si sconsiglia: l’assunzione in dosaggio elevato, in gravidanza e durante l’allattamento, alcuni testi riferiscono una possibile azione sulla muscolatura uterina, per cui è opportuno in questi casi utilizzare il prodotto con prudenza. (Potential value of plants as sourcer of new antifertility agents I- Farnsworth NR, J Pharm Sci 1975:64-535-98).

Si usano i cataplasmi: di foglie cotte per reumatismi e gotta, decotto di radici (tre manciate per un litro), bollire per 20 minuti si usa per affezioni cutanee, come lozione per la caduta dei cappelli.

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Proprietà: depurativa – disintossicante – epatoprotettiva, sudorifera, coleretica, antidiabetica – ipoglicemizzante, topico, si consiglia per dermatosi intossicative e seborroiche (acne, eczemi, psoriasi).

Malattie esantematiche: morbillo e rosolia, iperglicemia e diabete, inoltre si consiglia per iperuricemia e gotta, calcoli renali.

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La sua attività: detossicante ed epatoprotettiva è clinicamente dimostrata. Per il suo elevato contenuto in inulina (fino al 45%), polisaccaride di riserva contenuto nella radice di sapore leggermente dolce e che non è assorbito dall’intestino,

la bardana è utilizzata: per rallentare la digestione dei carboidrati, per ridurre l’assorbimento del glucosio e per controllare condizioni d’iperglicemia (intolleranza al glutine).

Ha una moderata attività diuretica ed antilitiasica ed è utilizzata nella medicina popolare nell’iperuricemia e nelle calcolosi renali. (Department of Chemistry, University of Balearie Islands, Palma de Mallorca, Spain. Urolithiasis and phytotherapy. International Urogoly and Nephrology 1994;25:507-11.

Acidi urici

Se mangiate carne o cibi ricchi di purine (anche nei vegetali) e non vi si acidifica l’urina avete di che preoccuparvi.

Le urine sono un REFLUO, le purine vengono trasformate in acido urico, che deve essere eliminato. I carnivori hanno un enzima, l’uricasi, che trasforma l’acido urico, noi no.

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La eliminiamo con i reni che sanno perfettamente come fare se non impediti da un eccesso di Zuccheri.

Se facciamo fatica ad eliminarla è perchè abbiamo un acidosi intestinale, che rallenta i processi dell’asse intestino-rene, quindi l’acido urico forma cristalli di urati e ci viene la gotta.

Il pH del sangue è controllato dalla respirazione e dall’asse intestino-rene, che decide cosa espellere e cosa riciclare tra cui il bicarbonato che basifica. Una infiammazione intestinale danneggia questo asse riducendo il controllo del pH.

Non è l’acidità a favorire i tumori ma l’infiammazione dei tessuti.

Animale, Notte, Luna, Sky, Gallo, Cloud

Oggi questo concetto è noto, così come l’infiammazione sia la causa delle placche di arteriosclerosi, di beta-amiloide, con l’aumento ci carboidrati, come pasta, patate, legumi e cereali.

Sarebbe molto pericoloso se potessimo modificare i pH dei nostri tessuti in base alla acidità-basicità del cibo che ingeriamo, la Natura non è così sciocca.

Tè, Ora Del Tè, Persona, Estate, Tea Party, Tè Freddo

L’azione salutistica del limone, acido citrico, quindi acido, è dovuta al contenuto di FOS, in quanto è l’agrume più ricco in essi.

Quindi è ricco di inulina. l’acidosi nel sangue può essere prodotta o da una incapacità del rene di recuperare il bicarbonato, che normalmente è riassorbito nella misura del 99%, oppure da una eccessiva produzione di acido urico, che proviene dalla demolizione delle purine.

Mangiando cibi ricchi di purine, non solo la carne associati a carboidrati insulini, porta ad un aggravamento renale, non per colpa della carne ma degli zuccheri.

Frassino

Frassino (Fraxinus excelsior)

Parti utilizzate: foglie, semi, corteccia

Le foglie di frassino sono ricche di ferro e rame, hanno proprietà diuretiche, antipiretiche e possono essere impiegate contro i reumatismi grazie all’alta quantità di acido salicilico.

In Francia le foglie vengono utilizzate soprattutto contro i disturbi reumatici.

I componenti principali: inositolo. destrosio, gomma, acido malico, tannini, olio essenziale con terpeni, chinone, cumarine, flavonoidi e acido ursolico.

Risultati immagini per reumatismo

Modo d’uso: varie specie di frassino trasudano una linfa, chiamata manna, usata come lassativo pediatrico.

Uso interno: una manciata di foglie per un litro d’acqua.  Bollire e lasciare in infusione per 10 minuti.

Decotto di corteccia: una manciata per un litro d’acqua.  Bollire per 5 minuti. Lasciare raffreddare e filtrare.  Una tazza prima dei due pasti principali come stomachico.

Massaggio, Spalla, Massaggio Relax, Relax, Dolore

Frassino si trova anche come gemmoderivato, in prescrizione 1DH 30 gocce 2-3 volte al giorno per 5-6 settimane, associato al ribes nigrum.

Uso esterno: una manciata di foglie per un litro d’acqua, bollire per 15 minuti.

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Si applica come compresse per dolori reumatici e gotta. L’azione antinfiammatoria e analgesica del frassino è clinicamente confermata e ben tollerata a livello gastrico.

Proprietà: diuretico, antigottoso, antireumatico, purgativo.

Gemmoderivato 1DH 30 gocce 2-3 volte al giorno per 5-6 settimane (dopo controllare il colesterolo e uricemia) per iperuricemia, gotta, ipercolesterolemia, cellulite.

Fieno greco

 Trigonella (Trigonella foenum graecum)

Parti utilizzate: semi

Il fieno greco cresce prevalentemente in oriente o nel mediterraneo orientale.

Cibo, Sano, Pasto, Conoscitore, Germogli, Ciotola

Per Ippocrate fu una delle piante medicinali più importanti. Nell’antico Egitto venne impiegato per facilitare il parto e per promuovere il flusso del latte.

Oggi lo si usa generalmente per dolori mestruali. Viene pure coltivato come pianta da foraggio.

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Oli essenziali, mucillaggini, sostanze aromatiche, tannini, sostanze amare, saponina e flavonoidi esplicano un effetto curativo nei seguenti disturbi: mancanza di appetito, colesterolo, demineralizzazione, diabete, diarrea, digestione, febbre.

E’ un buon alleato delle persone anziane inappetenti

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La polvere viene utilizzata per gargarismi in caso di infiammazioni della gola e delle tonsille.

I semi contengono molte proteine e rafforzano il metabolismo.

Modo d’uso: decotto dal sapore amaro bollire due cucchiai da tè di semi schiacciati per una tazza d’acqua a fuoco lento per 10 minuti.

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Dose: 3 tazze al giorno. Fieno greco si trova in commercio sotto forma di TM, in polvere con cialde, il migliore modo è mischiato con miele d’acacia, tenuto in frigo, al mattino un cucchiaino da caffè.

Disponibile anche in opercoli titolati allo 0,45% in trigonellina, metodo di determinazione HPLC, corrispondente a 1,3 mg di principio attivo. 6 opercoli/die, pari ad una posologia di 7,8 mg/die di trigonellina).

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Si sconsiglia il fieno greco ai bambini sotto i 2 anni, sconsigliato in gravidanza, considerando la sua azione metrostimolante.

Esternamente i semi di fieno greco possono essere applicati sotto forma di pasta per ascessi, ulcere ed ustioni, oppure come lavaggi per cancro della cervice.

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Fieno greco favorisce l’aumento del peso, stimola il pancreas, diabete (ipoglicemizzante – molto diffuso nella medicina araba ed indiana, singolo o in associazione con altri fitoterapici

– Department of Medicine, Indira Gandhi Medical College, Himachal Pradesh, India: Control of hyperglycaemia and phyperlipidaemia by plant product. J Ass Physian India 1994;42;33-5),

Ragazza, Beach, Mare, Bikini, Modello, La Magrezza

ipolipemizzante (azione sul colesterolo totale), abbassa il livello del colesterolo ematico, in quanto rallenta l’assorbimento, grazie al contenuto delle saponine.

In convalescenza, anemie, scrofolosi, linfatismo, rachitismo, raccomandato nell’attività sportiva.

Per cellulite in forma di cataplasma: farina di fieno greco 50 gr, farina di grano saraceno 50 gr, polvere di radice d’altea selvatica 100 gr fare decotto ed applicare con un panno a temperatura tollerata.

Inoltre si consiglia per magrezza, diabete, TBC, anemia, linfatismo, gotta.

Erica

(Erica cinerea e calluna vulgaris)

Parti usate: sommità fiorite

I componenti principali sono; flavonoidi come iperoside e quercitina, tannini, glucosidi fenolici come arbutina e metilarbutina

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Modalità d’uso: decotto una manciata per un litro d’acqua, bollire per 3 minuti e tenere in infusione per 10 minuti. Bere durante la giornata

Si usa: anche per bagni ( 500 g di pianta in alcuni litri d’acqua, bollire e aggiungere al bagno per reumatismi e gotta)

Mamon Erika

Altrettanto si usa per cataplasmi caldi, poltiglia dei fiori applicata sulle articolazioni dolenti (per reumatismi e geloni)

Per uso orale: si consiglia per cistiti con prurito (prostatici), colibacillosi, albuminuria, pielonefrite, oliguria, litiasi urinaria, leucorrea, reumatismi, uretriti, cistiti recidivanti, cistopielite

Mamon Erika

Sotto forma di TM 30-40 gocce 2-3 volte al giorno con poca acqua, prima dei pasti.

L’erica è fortemente diuretica ed antisettica e disinfetta quindi tutto il tratto urinario.

Mamon Erika

Efficace contro calcoli renali e renella, pielite, (Infiammazione, acuta o cronica, localizzata al bacinetto (o pelvi) renale, vale a dire alla porzione delle vie urinarie che è a immediato contatto con il rene e che lo mette in relazione con l’uretere), colibatteri nell’urina nonché antinfiammatoria per la prostata.

É dall’idrolisi di questi glucosidi che si liberano sostanze ad azione antisettica sulle vie urinarie.

Nel linguaggio dei fiori e delle piante

Mamon Erika

l’erica ha assunto nel corso dei secoli significati diversi a seconda il colore dei suoi fiori, infatti: l’erica dai fiori di colore bianco, che riesce a crescere nei luoghi più impervi ed aridi, ha simboleggiato per tutto l’ottocento e, continua ancora oggi a simboleggiare il sentimento della solitudine

infatti il fiore ideale da regalare quando si vuole esprimere la una richiesta di affetto e compagnia; l’erica di colore rosa

Mamon Erika

invece, nella tradizione romantica è associata alle persone malinconiche, tale associazione la si deve al fatto che numerosi poeti e artisti si recavano nelle brughiera, dove l’erica fiorisce prosperosa, per riacquistare la speranza, da questa associazione si trae l’antico significato simbolico dell’erica di colore rosa, ovvero quello della speranza che i sogni e i desideri si avverino

L’erica può rappresentare ammirazione, bellezza e buona sorte, ma può anche essere associata alla solitudine e alla protezione.

Erika
Mamon Erika

L’erica è un fiore invernale dalle proprietà magiche: la sera di Halloween fate entrare le fate in casa vostra!

In autunno e per tutto l’inverno i fiori lillà dell’erica sbocciano dai balconi e nei boschi: dietro questo fiore si nascondo però storie e leggende dal sapore magico.

Erika
Mamon Erika

Nota sin dall’antichità, i suoi rami venivano utilizzati per creare delle scope utilizzate per uno scopo più che nobile: i templi i luoghi sacri venivano infatti spazzati solo con i ramoscelli di erica.

All’erica viene infatti attribuito il potere di scacciare la negatività e gli spiritelli dispettosi come i folletti: portatene un sacchetto con voi per avere la fortuna dalla vostra parte.

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Erika Mamon

L’erica è infine considerata la pianta delle fate: tra i suoi rami si dice che vivano proprio le fate.

Attenzione però a non addormentarvi tra delle piante di erica o le fate vi rapiranno e vi terranno con loro!

L’erica bianca (Calluna Vulgaris) è uno dei simboli porta fortuna più famosi della Scozia. Questa pianta, molto diffusa in tutto il Paese, nelle sue varie tonalità, viene donata alle persone care, sopratutto come augurio di felice matrimonio, se raccolta ancora fresca e stretta in un nastro in tartan.

Erika Mamon

La leggenda racconta che la figlia del bardo Ossian, Malvina, era una ragazza molto dolce e di indubbio fascino.

La giovane donna era promessa sposa ad un valoroso e nobile guerriero di nome Oscar che fu costretto però a partire, in cerca di fortuna. In un giorno d’autunno, Malvina era intenta ad ascoltare il padre cantare, pensando all’amato partito per una battaglia, quando all’orizzonte vide una figura avvicinarsi tra l’erica.

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Era il messaggero di Oscar, ferito e sanguinante, venuto a portare notizie dell’amato a Malvina.

Oscar, durante un combattimento, era stato ferito a morte e non sarebbe mai più tornato a casa. Prima di morire, però, aveva raccolto un mazzetto di fiori da donare alla sua amata come segno di amore eterno.

Erika Mamon

All’udire quelle parole, Malvina fuggì verso la collina scoppiando in un doloroso pianto.

Una lacrima della giovane, scivolando sui petali dei fiori viola, li fece diventare improvvisamente bianchi. Malvina guardando i fiori allora esclamò “Che l’erica bianca, simbolo del mio dolore, porti fortuna a chiunque la trovi”.

Equiseto

(Equisetum arvense) coda cavallina

Parti utilizzate: fusti, parti aeree.

Principio attivo: contiene grandi quantità d’acido silicico e di silicati (circa 15%9. Flavonoidi, acido fenolico, alcaloidi (tra cui nicotina) e steroli.

Coda Di Cavallo, Tifa, Verde, Equiseto Arvense

Il suo silice è facilmente assorbibile

Quest’ultimo stimola la rigenerazione del tessuti connettivo.

Modalità d’uso: 1-2 cucchiai da tè d’erba essiccata per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare a riposo per 10 minuti, filtrare.

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Dose massima: 2 tazza al giorno.

Decotto di pianta fresca: 50-100 g per un litro d’acqua. Lasciare bollire a fuoco lento per 30 minuti (della pianta secca 10-20 g).

Si trova anche in TM da 20-30 gocce 3 volte al giorno. Titolato al 19% in sali minerali ed allo 0,95% in flavonoidi totali come isoquercitina, metodo di determinazione spettrofotometrico, corrispondente a 50 mg/ die di sali minerali e 2,5 mg di flavonoidi una posologia di 200 mg/die di sali minerali e 10 mg di flavonoidi.)

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Si consiglia: di attenersi al dosaggio consigliato sulla confezione

A causa: del suo alto contenuto di selenio si sconsiglia l’uso in gravidanza.. Inoltre, contiene l’equisetina, tossica in dosi elevate.

Per persone sane: non in gravidanza e nel periodo d’allattamento, che non assumono altri diuretici, equiseto è una pianta sicura.

Non usare l’erba per un periodo superiore a 6 settimane, perché potrebbe irritare l’apparato digerente.

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Equiseto ha: proprietà diuretiche

(Faculty of Chemical and Pharmaceutical Sciences, Department of Pharmacological and Toxicological Chemistry, Universidad de Chile, Santiago, Diuretic activity of an Equisetum bogotensa tea (Platero herb): evaluation in healthy volunteers. Journal od Ethnopharmacology 1996;54,55-).

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Rimineralizzante

(ricca di silicio – la carenza di silicio può contribuire alla rarefazione della trama ossea, silicio è importante per il normale trofismo del tessuto connettivo, in particolare delle pareti arteriose e venose.

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La carenza provoca una maggiore permeabilità e indirettamente partecipa al progredire delle malattie aterosclerotiche (Pedretti, Direttore della Scuola di Fitoterapia e Aromaterapia del Centro internazionale degli Studi della Nuova Medicina in Bologna. L’equiseto, Chimica farmacologica, terapeutica. In: Erboristeria Domani. 1986, pag 39-55).

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Favorisce la formazione dei globuli rossi, si consiglia inoltre per albuminuria, gotta, emottisi, ematuria, TBC, lesioni ossee, ipertensione, aterosclerosi, diabete, alcuni stati cancerosi, cistite e cistopielite, calcoli renali, anemia ipocromica sideropenia e da insufficienza midollare, fragilità degli annessi cutanei (capelli, unghie etc.)

É disponibile in abbinamento con Li + Mg + Cu + Mn + K + Co per trattamento dell’artrosi. È disponibile anche il succo fresco d’equiseto in bottigliette da 200 ml, una volta aperto, da conservare nel frigo, da consumare entro una settimana.

L’Equiseto è un eccellente emostatico, riduce emottisi.

Utile nelle patologie: pettorali, come enfisema, per edema degli arti inferiori.

Che Cavolo ?

Cavolo (Brassica oleracea)

Non occorre vergognarsi di trarre dall’uso popolare ciò che può essere utile all’arte del guarire, diceva Ippocrate ai suoi tempi.

Dai tempi si usano gli impacchi di foglie di cavolo per il trattamento delle ferite profonde, della cancrena arteritica, asciti, come anche per uso interno: sia come succo di cavolo fresco sia succo del cavolo fermentato – crauti.

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Il potere curativo del cavolo era noto già fin dall’Antichità

Persino Dr. H. Leclerc che anche dopo la sua morte rimane incontrastato maestro in materia, scriveva che l’uso del cavolo, come topico, non è una fantasia.

Cavolfiore, Cavolo Rosso, Savoia, Cavolo Rapa, Cipolla

Lo lodava: Ippocrate, Crisippo, Plinio, Galeno, Catone il Vecchio, nemico feroce dei medicastri. Eppure proprio lui lo usava per ogni malattia, senza distinzione.

La letteratura porta: il succo di cavolo ammorbidisce il ventre e fa andare di corpo, pulisce e guarisce le vecchio ulcerazioni.

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Il succo di cavolo mescolato al miele guarisce la raucedine e la tosse.

Le foglie cotte ed applicate sulle ulcerazioni erose le modificano e le guariscono. Le foglie verdi triturate a lungo e applicate sulle piaghe ed i tumori li guariscono, esplica un’azione benefica sui tremori nervosi delle membra,

Le foglie cotte nel vino bianco ed applicate si consigliano contro la gotta

Il cavolo rosso, indicato nella tisi e nelle pleuriti, il succo si somministra nei casi d’asma, il cavolo era il migliore nutrimento sulle navi per sconfiggere lo scorbuto.

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Contro il raffreddore, catarro laringeo si consiglia: una libbra di succo chiarificato di cavolo rosso, 3 gr di zafferano, mezza libbra di miele e zucchero, bollire fino ad ottenere uno sciroppo.

Si prende un cucchiaio da minestra in una tazza da tè come pettorale, 3-4 volte al giorno. Il cavolo è il medico dei poveri, un medico provvidenziale.

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Modo di preparazione degli impacchi: si prendono le foglie verdi, carnose, si lavano sotto acqua corrente, alcuni consigliano di lasciarle per qualche minuto nell’acqua addizionata con succo di limone.

Quindi si asciugano. Togliere la grossa costa centrale, se devono essere applicate su piaghe o ulcere, si tolgono anche le nervature secondarie.

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Occorre schiacciarle una ad una con un mattarello o bottiglia, fino a che diventano umide del proprio succo, ora sono pronte per l’applicazione:

Si applicano in due o tre spessori, si ricopre con un tessuto di cotone spesso e si benda. L’applicazione deve essere tenuta diverse ore, anche tutta la notte.

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Le foglie si possono scaldare anche su un coperchio della pentola oppure immergendole per due secondi nell’acqua bollente.

In caso d’ulcerazioni: dai bordi edematizzati, sclerotizzati, screpolati, è opportuno lasciare macerare le foglie di cavolo da mezz’ora ad un’ora in bagno d’olio d’oliva.

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Oltre al suo potere ammorbidente l’olio d’oliva possiede virtù considerevoli e ben note, antisettiche e cicatrizzanti, dovute ai suoi componenti.

Su una piaga infetta: o un’ulcera, su eczema umido si consiglia di tagliare le foglie a piccole strisce ed applicarle come delle tegole. In questo modo la sierosità può scorrere facilmente tra le strisce.

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Dopo aver tolto l’impacco spesso le foglie sono disseccate oppure sembrano umide, coperte di sierosità o sanguinolente, odoranti sgradevolmente, spesso con un odore nauseabondo.

Con le lombaggine: nevralgie reumatiche le foglie portano un rapido sollievo. In questo caso le foglie si possono cuocere al vapore per 20 minuti, 3-4 foglie e due cipolle, tutto tritato, uniti con una manciata di crusca e poca acqua.

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Appena raffreddato a temperatura sopportabile, si stende su una garza e si applica caldo. Si copre con un telo di lino e dopo con un telo di lana e si fascia stretto. Si tiene 2-3 ore, anche tutta la notte.

Si sconsiglia di applicare fasciature calde sull’addome.

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Per uso interno, come succo da estrattore, si usa per affezioni respiratorie, gastriche, colite ulcerosa, debolezza generale, anemia, scorbuto, anemia, per le cure dell’alcolismo, ulcera peptica, colite ulcerosa, equilibrio nervoso, metabolismo dei glucidi.

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Parti utilizzate: essenza ottenuta dalla distillazione a vapore delle foglie e dei germogli della pianta

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L’olio essenziale di  Cajeput (Melaleuca e leucadendra)

E’ un potente antisettico generale (polmonare, intestinale, urinario).

Come antisettico intestinale viene utilizzato nelle dissenterie, nelle enteriti, nelle amebiasi; come antisettico urinario nelle cistiti, uretriti e coli bacillosi; come antisettico polmonare nelle bronchiti, nelle influenze e nelle tubercolosi.

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Svolge attività vermifuga e antispasmodica. Ha proprietà antisettica, antinfiammatoria, spasmolitica.

Uso esterno: Frizioni nel trattamento delle affezioni cutanee (psoriasi, pitiriasi) e delle piaghe.

Da utilizzarsi tal quale o diluito in olio di oliva o di mandorle dolci.

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Modalità d’uso: O.E. 2-5 gocce su una zolletta di zucchero 3 volte al giorno o MicroDose.

Oppure applicazione sulla parte da trattare.

Sconsigliato in gravidanza Cajeput è antisettico generale (intestinale, urinario, polmonare), antinevralgico.

L’OE e MicroDose si usa per: tamponare le vesciche erpetiche, dirada la recidività. Abbinato al Bismuto per il trattamento delle infezioni O.R.L. e al Ravintsare (Cineolo 1.8)

– potente Antisettico generale (polmonare, intestinale, urinario) – Antinevralgico – Stimolante e tonificante – Espettorante, anticatarrale – Vermifugo – Antispasmodico – Decongestionando venosa

Indicazioni :

Respiratorio: affezioni dell’apparecchio polmonare (bronchite, faringite, tubercolosi…) e l’asma – Escretore: assolve alla funzione dell’escrezione infezioni urinarie (cistite, uretrite) – Dolori: reumatismi, indolenzimenti, dolori articolari, gotta, sciatica

Testa: nevralgia dentaria e dell’orecchio, laringite, sinusite – Pelle: dermatosi (psoriasi, acne) e ferite – Herpes genitale, displasie cervicale: formazione di cellule anomale, in questo caso sulla cervice, causata dal virus HPV.

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Se le anomalie sono lievi, in genere scompaiono senza il bisogno di terapie. Alcuni rari casi però non guariscono spontaneamente. A questo stadio, le cellule sono considerate “precancerose”. In altri termini, se esse non sono individuate e trattate, potrebbero evolvere in un cancro cervicale.

– Varici, emorroidi.