Cromo Oligoelemento

Cromo: (Cr3+, Cr4+, Cr6+) Oligoelemento

Livello Fisico:
Anche il Cromo ha un’azione Pancreatica ma non direttamente sul Pancreas, ma sul metabolismo degli zuccheri, azione molto importante!! 

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Esiste in molti preparati erboristici, ottimo come supporto alimentare nei casi di diabete e prediabete, si ritrova anche come nel trattamento Obesità, proprio perché ha un’azione elettiva sul metabolismo degli zuccheri, regola il metabolismo, azione di attivamento e potenziamento delle funzioni fisiologiche, dell’insulina, il metabolismo del glucosio, e del colesterolo, molto adatto.

Inoltre stimola il Centro di Sazietà dell’Ipotalamo

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assumere Cromo vuol dire mangiare di meno, sempre che lo zucchero non nasca da un bisogno di gratificazione e bisogno di coccole, consolazione, problematiche psicologiche, il Cromo fa sentire sazi più in fretta, però se una persona mangia per compensazione di qualcosa.. regola anche il corretto uso di Cromo Alimentare, perché spesso quello che assumiamo non basta, (QUESTO VALE PER MOLTI MINERALI), è un’oligoelemento elettivo, per queste problematiche.

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Cromo Alimentare: il Cromo si dimostra utile negli stati iniziali del diabete, promuovendo la produzione di insulina

mantenendo stabile l’equilibrio degli zuccheri nel sangue a facilitando il loro assorbimento da parte dei muscoli. Esso regola il metabolismo dei grassi, abbassa il livello del colesterolo, prevenendo così arteriosclerosi; agevola il processo di crescita, stimolando la produzione degli ormoni della crescita. 

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Riduce i fenomeni infiammatori, soprattutto quelli che interessano gli organi interni, fegato, stomaco e cuore, o quelli riguardanti le vie respiratorie; favorisce la disintossicazione dell’organismo, che rende meno acido, e stimola la febbre come reazione terapeutica.

Regola il metabolismo energetico ed il calore del corpo, e contribuisce a mitigare i dolori passeggeri collegati ad emicranie o indotti da stati di debilitazione. Il Cromo contribuisce a mantenere trasparante la cornea. 
Dosaggio: Tutti i giorni.

Psiche/mente

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Il Cromo rafforza la capacità di recupero del soggetto, alleviandone la sensazione di essere schiacciato dagli avvenimenti. L’individuo può così scoprire e dare il giusto valore alla propria ricchezza interiore, alla molteplicità delle proprie idee, alla forza del proprio entusiasmo. Il Cromo in altri termini, “colora” l’esistenza. Non per niente, in greco “CROMOS” significa “Colore”!

Spirito

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Il Cromo rende il soggetto più determinato e più sicuro di sé, gli fa scoprire le sue capacità, e gli permette di realizzare i grandi sogni della sua vita. È un minerale essenziale per tutti i processi di guarigione.

Cervello e Consapevolezza

La maggior parte dei trattamenti utilizzati dalla moderna medicina occidentale non sono basati su valide prove scientifiche

Se, come si è iniziato a mostrare, e come verrà ancor più argomentato in seguito, una grande parte delle malattie “hanno orgine nel sistema digestivo”, come diceva Ippocrate, va da sé che la gran parte dei rimedi farmacologici e dei trattamenti comunemente utilizzati dalla nostra medicina moderna non affrontano la radice del problema ed è quindi ragionevole essere scettici sulla loro reale efficacia e sicurezza.

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Una ulteriore prova di questo sospetto viene dal Clinical Evidence (“Evidenza Clinica”), una sezione del sito del prestigioso British Medical Journal (una delle riviste più rinomate in ambito medico-scientifico assieme a The Lancet, New England Journal of Medicine, Journal of American Medical Association).

In un recente articolo pubblicato su tale sito e intitolato What conclusions has Clinical Evidence drawn about what works, what doesn’t based on randomised controlled trial evidence? (“Quali conclusioni ha tratto Clinical Evidence su quello che funziona, su quello che non è basato su esperimenti randomizzati col gruppo di controllo?”) vengono tirate le somme di un lavoro di indagine sulla validità delle terapie in uso nel nostro occidente moderno.

Il risultato è decisamente sconsolante:

farmaci, dipendenze

su 3.000 trattamenti sottoposti a valutazione tramite esperimento randomizzato con gruppo di controllo (ovvero valutando l’efficacia del trattamento paragonando un gruppo di pazienti che vengono trattati ed uno – di simile numero e composizione – che non vengono trattati) è stato verificato che:

Il 50% dei trattamenti è di sconosciuta efficacia.
Il 24% pare che siano benefici.
L’11% sono benefici.
Il 7% stanno in una zona limbica tra l’effetto benefico ed il danno.
Il 5% probabilmente non sono benefici
Il 3% pare che siano inefficaci o dannosi.

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Al di là di alcune sottigliezze su cui si potrebbe arzigogolare per arrampicarsi sugli specchi nel tentativo di difendere questo tipo di medicina poco scientifica, abbiamo qui l’ennesima conferma che i trattamenti medici sono ben poco basati sulla solida scienza, e che i vaccini non sono l’unico tipo di terapia mai sottoposta a verifica seria (analisi comparativa di un gruppo di persone sottoposte ed uno di persone non sottoposte al trattamento).

Conflititti d’interesse e scienza poco scientifica: conferme ad alti livelli

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Se a questo aggiungiamo l’enorme conflitto di interessi che coinvolge molti medici di alto livello e professori universitari, per non parlare di vere e proprie forme di corruzione, si evidenzia come questo tipo di medicina ufficiale moderna sia una costruzione alquanto inconsistente.

Marcia Angell non è un medico qualunque, ma è stata vice-direttrice e direttrice nientemeno che del New England Journal of Medicine, uno dei più famosi e rispettati giornali medico-scientifici del mondo (assieme a The Lancet, British Medical Jorunal, Journal of the American Medical Association).

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Lei stessa è stata una delle più famose e rispettate giornaliste medico-scientifiche.
La sua indiscussa esperienza sul campo l’ha lasciata delusa e fortunatamente anche piena di una gran voglia di fare chiarezza e di dire la verità. E così ha scritto il libro The Truth About the Drug Companies: How They Deceive Us and What to Do About It (La verità sulle aziende farmaceutiche:

come ci ingannano e cosa fare al riguardo) ed alcuni lunghi articoli di denuncia della moderna medicina farmaceutica e specialmente della psichiatria quali The illusions of psychiatry (L’illusione della psichiatria) e Drug companies & doctors: a story of corruption (Aziende farmaceutiche e dottori: una storia di corruzione) .

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Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla veridicità di quanto appena asserito, può avere l’ennesima conferma leggendo l’articolo del New York Times A doctor put the drug industry under microscope (“Un medico mette l’industria dei farmaci sotto il microscopio”) e leggendo la recensione del suo libro proprio sul sito del New England Journal of Medicine .

Detto questo, e quindi fornite abbondanti prove che la notizia è assolutamente reale, vediamo cosa dice Marcia Angell nelle prime righe dell’articolo succitato Aziende farmaceutiche e dottori: una storia di corruzione.

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Partendo da un’indagine del senatore repubblicano Charles Grassley “sui legami finanziari tra l’industria farmaceutica e i medici accademici” la Angell racconta il caso del Dr. Joseph L. Biederman, professore di psichiatria dell’Harvard Medical School, nonché primario di psicofarmacologia pediatrica del Massachusetts General Hospital (Harvard), e scrive:

Grazie soprattutto a lui, bambini in giovane età, perfino di appena due anni, vengono adesso diagnosticati come sofferenti di disordine bipolare e trattati con un cocktail di potenti farmaci, molti dei quali non sono stati approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) per quello scopo e nessuno dei quali è stato approvato per l’uso in bambini di meno di dieci anni.

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(…). Gli stessi studi di Biederman sui farmaci che egli promuove per trattare il disordine bipolare nei bambini erano, secondo il The New York Times che ha riassunto le opinioni delle proprie fonti esperte “così mal congegnati da essere largamente inconcludenti”. (1)

A giugno il Senator Grassley ha rivelato che le aziende farmaceutiche (…) hanno pagato a Biederman 1,6 milioni di dollari in pagamenti per consulenze e conferenze tra il 2000 ed il 2007. Due suoi colleghi hanno ricevuto simili somme [di denaro].

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Dopo la rivelazione, il presidente del Massachusetts General Hospital ed il dirigente della sua organizzazione dei medici hanno spedito una lettera ai medici dell’ospedale esprimendo non lo sgomento riguardo all’enormità dei conflitti di interesse, ma la simpatia per i beneficiari [di quelle somme].

(1) Gardiner Harris e Benedict Carey, Researchers Fail to Reveal Full Drug Pay (“Ricercatori non rivelano per intero i pagamenti da parte delle aziende farmaceutiche”) The New York Times, 8 Giugno, 2008 .

Persone, Scienziato, Microscopio, White, Chimica

Qualcuno potrebbe pensare che Marcia Angell sia un caso isolato, ma non è assolutamente così. Anche Richard Horton, direttore della rivista Lancet (un’altra delle riviste mediche peer-reviewed più famose e blasonate) in un suo editoriale intitolato Offline: what is medicine’s 5 sigma? Ha dichiarato che una grande quantità della ricerca scientifica pubblicata è inaffidabile, se non completamente falsa, fraudolenta:

Il caso contro la scienza è semplice: gran parte della letteratura scientifica, forse la metà, può essere semplicemente falsa. Studi inconsistenti, analisi non valide, conflitti di interesse, oltre all’ossessione di perseguire delle mode alquanto dubbie, la scienza ha deciso di percorrere una strada buia.

Pillola, Capsula, Volano, Molti, Orda, Massa, Medico

Per ultimo cito Randy Schekman, premio Nobel per la medicina denel 2013, il quale ha affermato: “Le principali riviste scientifiche distorcono il processo scientifico e rappresentano una «tirannia» che va spezzata”.

Queste parole compaiono su un suo articolo scritto per il quotidiano The Guardian il giorno stesso in cui ha ricevuto il premio Nobel. Come se non bastasse pochi giorni prima, sempre in una intervista al The Guardian, Peter Higgs , noto per avere teorizzato il famoso bosone aveva denunciato il sistema delle pubblicazioni scientifiche.

Dna, Materiale Genetico, Elica, Proteine, Biologia

La dichiarazione di Schekman è passata quasi sotto silenzio, fanno eccezione un trafiletto su Il Corriere della Sera (Schekman: «Le principali riviste scientifiche danneggiano la scienza» ) e un articolo su l’Unità (Il Nobel Shekman: “Boicottiamo Science e Nature” ). Gli altri giornali e persino riviste di settore come Le Scienze, Oggiscienza, Focus, sempre pronte a scagliarsi contro la “scienza-spazzatura” e contro i paladini delle terapie naturali si sono “dimenticati” di segnalare simili vicende.

Perché succede tutto questo?

Medicina, Biologia, Assistenza Sanitaria, Dna, Ricerca

Semplicemente le riviste scientifiche in ambito medico, per quanto all’apparenza sottopongano a controllo e revisione gli articoli che vengono loro proposti, in realtà non possono far funzionare questo filtro in maniera equanime, per il semplice fatto che esse (come i nostri quotidiani) prendono una consistente parte dei propri guadagni dalla pubblicità, e la pubblicità prevalente sulle pagine di tali riviste (come è facile immaginarsi) è quella pagata dalle aziende farmaceutiche.

Mondo, Mappa, Pillola, Terra, Assistenza Sanitaria

Di conseguenza una ricerca che valuta positivamente l’effetto di un farmaco, o che considera innocuo un eccipiente o un principio attivo, sarà più facilmente accettata per la pubblicazione, mentre una ricerca che valuta negativamente l’effetto di un farmaco o che mostra la tossicità di un eccipiente o di un principio attivo, incontrerà sicuramente delle resistenze maggiori ad essere pubblicata.

Nel nostro mondo occidentale ormai le farmacie sono capillarmente diffuse al pari dei panifici, il giro d’affari complessivo delle aziende farmaceutiche è da capogiro, e ci vuole poco a capire quali enormi conflitti di interesse ci possono essere in ballo.

Luogo Di Guerra, Guerra, Apocalisse, Fine Del Mondo

E ancora Richard Smith, direttore del British Medical Journal, in un articolo intitolato Peer review: reform or revolution? (“Revisione autorevole: riforma o rivoluzione?”) demolisce la pratica corrente della “revision autorevole” (il processo che in teoria permettebbe un controllo della serietà degli studi scientifici pubblicati da parte di altri esperti incaricati dalla singola rivista scientifica). Egli afferma infatti che:

Il problema con la revisione autorevole è che abbiamo buone prove delle sue carenze e poche prove dei suoi benefici. Sappiamo che è costosa, lenta, soggetta ad errori di bias, aperta all’abuso, possibilmente anti-innovativa, e incapace di individuaree la frode.

Sfondo, Carta Da Parati, Cranio

Sappiamo anche che gli articoli pubblicati che vengono fuori da questo processo sono spesso carenti esageratamente carenti. (…) che le revisioni di routine hanno raramente metodi adeguati e sono fortemente influenzate dal pregiudizio sulla specialità e la geografia nelle referenze che esse citano.

Detto questo nel presente libro vengono citate centinaia di ricerche scientifiche, e il lettore potrebbe essere confuso al riguardo; ma per l’appunto si tratta di ricerche che mostrano come i farmaci possano causare disbiosi intestinale, e come la carenza di microrganismi benefici ed il proliferare di quelli patogeni possa causare varie malattie.

La Tutela Ambientale, Conservazione Della Natura

Si tratta di ricerche quindi che più difficilmente passano al vaglio dei curatori di una rivista medica, perché, direttamente o indirettamente, puntano il dito sugli effetti collaterali dei farmaci (molti dei quali causano disbiosi); inoltre le cure della disbiosi passano più per le scelte dietetiche che per i rimedi farmacologici.

È vero, il risultato di queste ricerche potrebbe portare al “business dei probiotici”, ma si tratta di un business che non va nel senso della perpetuazione del circolo vizioso (sintomo-farmaco-effetto collaterale-altro farmaco), ma nel senso di un intervento che mira ad affrontare la radice del problema (per quanto un probiotico da solo non possa fare miracoli),

Grembiule, Summer Dress, Ragazza, Donna, Gambe, Foresta

ed inoltre è possibile ottenere degli ottimi integratori di probiotici anche mangiando cibi fermentati (come i crauti per esempio), che volendo si possono imparare a fare da soli (è facile anche preparare il kefir d’acqua, di succo di frutta, di latte di riso, mandorla o cocco).

Pubblicazioni: http://scienzamarcia.altervista.org/pilastri.doc

ECN

Lipidi pH e Antiacidi

Asse intestino – cervello : lipidi e pH – antiacidi

 
Addome, Intestino, Grande, Piccoli, Stomaco, Retto, Ano
 
I lipidi sono demoliti dalla lipasi linguale, poi nello stomaco dalla lipasi gastrica e infine nell’intestino dalla lipasi pancreatica dato che i grassi sono lipofili, c’è il problema di metterli in contatto con gli enzimi, in soluzione acquosa
 

A questo provvedono i sali biliari che li emulsiona, disperdendoli nella fase acquosa

I sali biliari hanno anche il compito di neutralizzare l’acidità gastrica in modo da attivare gli enzimi intestinali che sono attivi solo a pH= 7 (neutro)

 

 
Stomaco, Pancia, Perdere Peso, Perdita Di Peso, Donna
 
Anche in questo caso il pH è molto importante per l’attività enzimatica, è per fortuna, impossibile modificare i diversi pH nei diversi tratti del sistema digerente, sulla base del pH originario del cibo immesso
 
Si capisce anche come sia controproducente bere un litro di acqua basificata a pH=9, ma come sia ancora peggio assumere inibitori di pompa protonica.
 

Frullati, Succo, Frutta, Maturo, Bio, Sano, Colorato

Spesso ricevo domande sull’intolleranze alimentari:

Le intolleranze non sono dovute alle proteine degli alimenti, queste non possono passare la membrana intestinale e entrare nel sangue, ma a loro FRAZIONI (peptidi).

Succo Di Carota, Succo, Carote, Succo Di Verdura

Quando i recettori del gusto (dislocati in tutto il digerente, non solo sulla lingua) “vedono” entrare molecole aggressive, ne comandano la loro demolizione (digestione). le proteine vengono chiuse nello stomaco, dove precipitano e gli enzimi staccano principalmente solo i singoli ammino acidi che le compongono.

Prima Colazione, Cibo, Piatto, Colazione Inglese

Gli stessi ammino acidi compongono tutte le proteine, come le lettere dell’alfabeto, sia quelle facili che sono nella frutta, nella carne del pesce, sia quelle più difficili, della carne rossa.

Se le capacità digestive dello stomaco sono ridotte, parte delle proteine entrerà nel tenue come frazione peptidica, la demolizione continua fino a piccoli peptidi, che entrano nel sangue, ma non attivano il sistema immunitario.

Prima Colazione, Sano, Hummus, Diffusione

Sistema che riconosce solo le dimensioni di ciò che entra

Ma nel caso di infiammazione intestinale (permeabilità) queste frazioni peptidiche possono passare prima di essere ulteriormente demolite.

Contro di esse si attiva una produzione anticorpale, continuando a mangiare quell’alimento si arriverà a produrre anticorpi specifici contro….non la proteina iniziale, che non è mai stata vista entrare nel sangue, ma contro le frazioni peptidiche .

Salmone, Piatto, Cibo, Pasto, Di Pesce, Frutti Di Mare

Così le viene diagnosticata un’intolleranza al cibo A, ma se lei lo sostituisce con un B, senza risolvere l’incapacità digestiva e l’infiammazione intestinale, dopo poco tempo lei produrrà anticorpi specifici contro B, poi verso C, D, E, F ecc.

Infatti sono sempre riportate intolleranze verso proteine di alimenti consumati

Asparagi, Bistecca, Costata Di Manzo, Carne Di Vitello

Se lei aumenta la capacità digestiva e soprattutto chiude la permeabilità, questi peptidi non saranno formati, o non potranno entrare nel sangue. Anche se ha memorizzato anticorpi specifici, se il nemico non entra, il sistema immunitario non si attiva.

Eliminare il cibo non risolve il problema delle intolleranze, a meno di non eliminare tutti i cibi, ma…

Asparagi, Verde, Asparagi Verdi, Tempo Di Asparagi

Più cibi elimina, ovviamente i più difficili, più indebolisce il microbiota (riduce le biodiversità dei ceppi), che diventa più debole non solo nella produzione di enzimi (capacità digestive), ma anche nelle funzioni di controllo del funzionamento degli organi, e sui parametri vitali come pressione sanguigna e colesterolo.

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E’ meglio sfiammare in primis, rieducare e rinforzarlo/potenziarlo, il cibo sano è il suo allenatore. Concetti da noi pubblicati su International Journal of Nutrition

 
modificato Francesco Ciani

Disbiosi putrefattiva

Alimentazione, disbiosi intestinale Celiachia, la diarrea e la costipazione, allergie

Yew Europeo, Tasso, Ramo Di Ago, Taxus Baccata

Le malattie autoimmuni (comprese certe dermatiti, il lupus eritematoso e la sclerosi multipla) le patologie cosiddette psichiatriche (iperattività, disturbo dell’attenzione, mania ossessivo compulsiva, depressione, schizofrenia),

la disprassia (difficoltà a coordinare i movimenti dei muscoli), e persino autismo, dislessia ed altri “disturbi specifici dell’apprendimento” (discalculia, disgrafia, disortografia).

disbiosi putrefattiva

Tornando ai lieviti patogeni, c’è da notare che la Candida albicans, e le altre specie del medesimo genere Candida, non causano solo problemi intestinali, ma danni anche ad altri organi. Come scrive il dottor Alessandro Caporossi nel suo articolo Disbiosi intestinale :

Bambino, Mangiare, Primati, Cibo, Infanzia

La candida è un micete che normalmente si insedia nell’intestino fin dalla nascita e vi rimane sempre presente per lo più in forma silente ed anzi benefica.

Infatti contribuisce con il pool batterico al lavoro metabolico dell’organismo. In alcune condizioni, quali squilibri alimentari a favore di carboidrati e lieviti, terapie chemio-antibiotiche, condizioni di stress o patologie debilitanti, la Candida si trasforma da simbionte in aggressiva.

sofferenza fisica

In questa condizione cambia anche la sua struttura e diventa in grado di diffondersi ed infettare per contiguità altri organi vicini all’intestino come l’utero, la vagina e la prostata, ma anche, attraverso il circolo ematico, organi molto distanti come l’encefalo, il cuore e i polmoni.

Prima Colazione, Cibo, Mangiare, Pasto, Mattina

Lo stesso concetto viene espresso dal dottor Stefano Ciappi nel suo articolo Disbiosi: sindrome intestino irritabile , laddove conclude che la Candida in realtà può attaccare moltissimi tessuti.

L’eccessiva permeabilità della barriera intestinale causata da candida, patogeni e parassiti, a sua volta permette sia alle tossine dei patogeni e dei parassiti che a frammenti di cibo indigerito di raggiungere il sangue con tutte le conseguenze negative del caso:

batteri, virus

le tossine alterano molte funzioni vitali, sia fisiche che mentali, mentre i frammenti di cibo indigerito possono scatenare reazioni anomale del sistema immunitario. L’una cosa e l’altra indeboliscono il sistema immunitario e portano a reazioni autoimmuni, allergie ed intolleranze in primis (vedi anche quanto scritto da Iantorno, Lozio, Paganelli nel libro Disbiosi e immunità ).

Cibo, Prima Colazione, Tavolo, Sano, Verde, Latte

Ma la candida non è l’unica che può migrare dall’intestino e causare diverse patologie.

Il fenomeno della cosiddetta “traslocazione batterica” è da tempo noto in medicina e consiste nel trasferimento di batteri dal tratto intestinale ad altri siti ed organi anche lontani:

i batteri, a causa di un barriera intestinale non intatta e troppo permeabile, come accade appunto in presenza di disbiosi/parassitosi “possono finire nel circolo sanguigno, nel sistema linfatico e da lì nei linfonodi mesenterici, nel peritoneo, nel fegato, nei reni, nella prostata etc.

stanchezza cronica

I fattori che contribuiscono alla permeabilità intestinale sono diversi:

la presenza di vermi parassiti, di candida e batteri patogeni (in breve disbiosi e parassitosi), l’età (la permeabilità intestinale è maggiore nella prima infanzia e nell’età anziana ), i cambiamenti ormonali che si verificano nei giorni del ciclo mestruale , e l’assunzione del glutine. L’articolo Gliadin, zonulin and gut permeability:

Effects on celiac and non-celiac intestinal mucosa and intestinal cell lines (“Gliadina, zonulina e la permeabilità intestinale:

Uova Fritte, Prima Colazione, Toast, Cibo, Uovo, Tuorlo

la presenza di vermi parassiti, di candida e batteri patogeni (in breve disbiosi e parassitosi), l’età (la permeabilità intestinale è maggiore nella prima infanzia e nell’età anziana ), i cambiamenti ormonali che si verificano nei giorni del ciclo mestruale , e l’assunzione del glutine.

Prima Colazione, Sano, Hummus, Diffusione

L’articolo Gliadin, zonulin and gut permeability: Effects on celiac and non-celiac intestinal mucosa and intestinal cell lines (“Gliadina, zonulina e la permeabilità intestinale:

Effetti sulla mucosa intestinale dei celiaci e dei non celiaci e sulle linee cellulari intestinali”) , ci informa infatti che in presenza di gliadina (un componente del glutine) le cellule producono un eccesso di zonulina, la quale a sua volta innesca un aumento della permeabilità intestinale.

Fortif 4

È da notare che l’effetto è notevole nel caso dei malati di celiachia, e limitato e temporaneo nei soggetti non celiaci.

In realtà anche alla luce della correlazione tra disbiosi intestinale e celiachia è da pensare ad un’influenza del microbiota intestinale sulla corretta regolazione di tale meccanismo, come del resto indicano due studi.

Verdure, Cestino Di Verdure, Vendemmia, Giardino

Il primo è stato compiuto sui roditori, ed è quindi di parziale rilevanza, mentre il secondo è stato condotto sugli atleti che compiono un allenamento molto intenso, eccessivo, che innesca un aumento di permeabilità intestinale (e di sintomi gastrointestinali correlati, dalla diarrea all’emorragia).

Uva, Grappolo, Frutta, Azienda, Vendemmia, Mature

Si è scoperto infatti che l’assunzione di probiotici impedisce che si manifesti l’aumento della permeabilità intestinale (e dei sintomi correlati): i probiotici rallentano la produzione di citochine infiammatorie e contemporaneamente diminuisce anche la produzione di zonulina.

Insalata, Frutta, Frutti Di Bosco, Sano, Vitamine

Come emerge anche dal contenuto dei capitoli successivi del libro la capacità di digerire correttamente il glutine, dopo un secolo di alimentazione sempre meno naturale e oltre 60 anni di antibiotici ed altri farmaci, sta diminuendo di generazione in generazione, di pari passo con l’aggravarsi dello squilibrio del microbiota intestinale.

acne, disbiosi

Forse anche quei soggetti “non celiaci” che mostrano un aumento di permeabilità intestinale solo lieve e temporaneo hanno una qualche forma (seppur minore) di disbiosi.

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È quindi lecito ipotizzare che chi soffre di una qualsiasi delle patologie di cui si parla in questo libro potrebbe sperimentare un certo miglioramento delle proprie condizioni di salute escludendo il glutine dalla dieta (soprattutto se si esclude anche il mais e se ci si orienta verso il consumo di cibi non processati, non artefatti, non trasformati dall’industria alimentare).

Asparagi, Verde, Asparagi Verdi, Tempo Di Asparagi

Concludo questa breve digressione sul rapporto gliadina-zonulina citando l’articolo Zonulin, regulation of tight junctions, and autoimmune diseases (“Zonulina, regolazione della giunzione occludente e malattie autoimmuni”), che mostra in dettaglio i meccanismi bio-chimici che legano la zonulina alla permeabilità intestinale e quindi allo sviluppo di malattie autoimmuni ,

Spiedino Di Verdure, Verdure, Alimentari, Gourmet, Cena

tra le quali viene compreso anche il diabete, e l’articolo Zonulin and its regulation of intestinal barrier function: the biological door to inflammation, autoimmunity, and cancer (“La Zonulina e la sua regolazione della funzione della barriera intestinale: la porta biologica all’infiammazione, all’autoimmunità ed al cancro”) .

sistema nervoso

Sebbene gli articoli siano alquanto tecnici e complessi, mostrano un inequivocabile nesso causale tra glutine, infiammazione, immunità e cancro, offrendo una ulteriore giustificazione alla scelta di una dieta senza glutine (e possibilmente senza caseina) quando si soffre di certe patologie.

Carne, Verdure, Gemuesepiess, Funghi, Spiedino Di Carne

La disbiosi intestinale e l’eventuale eccessiva permeabilità dell’intestino a loro volta contribuiscono al proliferare dei parassiti (vermi) sia nell’intestino che altrove; infatti le tossine dei microrganismi patogeni alterano la capacità del sistema digestivo e di quello immunitario di tenere a bada questi ospiti indesiderati. Come dice la dottoressa Campbell-McBride, “i parassiti seguono sempre la tossicità”.

Carote, Verdure, Broccoli, Carota, Cibo, Vitamine

Del resto l’articolo Parasites in patients with malabsorption syndrome:

a clinical study in children and adults mostra che in caso di malassorbimento intestinale (tipica conseguenza di disbiosi e/o celiachia, condizione la quale a sua volta è collegata alla disbiosi come vedremo in un capitolo successivo) l’organismo è più soggetto alle infezioni da parassiti, sia unicellulari come l’ameba e la giardia, che elminti (vermi parassiti) come gli anchilostomi.

sofferenza

A loro volta i parassiti generano tossine che perturbano l’equilibrio del microbiota (detto a volte anche “microflora”) rendendo ancora più difficile la correzione del problema:

per farla breve la disbiosi intestinale (lo squilibrio della microflora dell’intestino) apre la strada ai parassiti, ma anche la presenza dei parassiti facilita la proliferazione di certi microrganismi patogeni come la Candida e quindi predispone alla disbiosi intestinale.

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Uno squilibrio del microbiota intestinale (il microbiota più importante e più numeroso, che arriva a pesare circa due chilogrammi in una persona adulta) corrisponde generalmente ad uno squilibrio anche degli altri microbiota

(soggetti alle stesse cause, ovvero all’effetto sistemico degli stessi farmaci, allo stesso stress, etc.), ed a volte lo influenza direttamente per semplice diffusione dovuta alla contiguità (come succede per l’apparato gastrointestinale e quello genito-urinario).

dolori cronici
stress ,cefalea tensiva

Questa potrebbe essere una delle cause profonde di molte malattie diventate sempre più frequenti nel mondo moderno, e non solo quelle specifiche dell’intestino come la sindrome dell’intestino irritabile o le intolleranze (celiachia compresa), la diarrea e la costipazione, ma anche le allergie (alimentari e non), le malattie autoimmuni (comprese certe dermatiti, il lupus eritematoso e la sclerosi multipla),

Spiedino Di Verdure, Verdure, Verdure Alla Griglia

le patologie cosiddette psichiatriche (iperattività, disturbo dell’attenzione, mania ossessivo compulsiva, depressione, schizofrenia), la disprassia (difficoltà a coordinare i movimenti dei muscoli), e persino autismo, dislessia ed altri “disturbi specifici dell’apprendimento” (discalculia, disgrafia, disortografia), nonché “disturbi a-specifici dell’apprendimento” (come per esempio l’estrema lentezza nello svolgere compiti scritti anche a causa dell’incapacità patologica di mantenersi concentrati su un qualsiasi compito per più di pochi minuti di seguito).

Bibliografia e Testo Completo 
http://scienzamarcia.altervista.org/pilastri.doc

Il Viso e gli Occhi

Dopo aver terminato la presentazione dei grandi sistemi organici, procediamo ora con le parti del corpo non appartenenti direttamente all’uno o all’altro, ma frequentemente utilizzate dalla nostro Coscienza Interiore per «parlarci».

Il viso e le sue malattie

viso, vista, acutezza

Il viso ha la particolarità di raggruppare i cinque sensi, vale a dire la vista, l’udito, l’olfatto, il gusto e il tatto.

Rappresentando l’identità, è anche la sede privilegiata della percezione «sottile» del mondo esterno attraverso dei sensori sofisticati che permettono di percepire livelli elaborati del mondo materiale (colori, suoni, sapori, odori e temperature). Attraverso i
cinque sensi, esprimiamo le nostre difficoltà a percepire o ad accettare questi livelli dentro di noi.

malattia espressione dell'AnimA

Possiamo farlo con gli occhi, le orecchie, il naso, la bocca o la pelle. I problemi generali del viso ci parleranno di un problema di identità, di una difficoltà ad accettare quella che abbiamo o crediamo di avere.

Acne, eczema, rossori, come pure barba, baffi, eccetera sono tutti mezzi che rivelano le nostre difficoltà ad accettare il nostro volto, sia perché non ci piace, sia perché è troppo bello e attira più di quanto vorremmo. Sono tutti modi atti a nasconderlo o ad imbruttirlo, a cambiare o rifiutare un’immagine d’identità che ci risulta insoddisfacente.

Gli occhi e le loro malattie


Hijab, Foulard, Ritratto, Velo, Donna, Occhio, Ragazza


Gli occhi sono gli organi della vista, della visione. Grazie ad essi, possiamo vedere il mondo esterno nei suoi colori (che sono la rappresentazione del sentimento) e, poiché sono due, in rilievo (che è la rappresentazione della struttura). L’occhio destro, che rappresenta la struttura dell’individuo (Yin), conferisce la visione «orizzontale» e l’occhio sinistro, rappresentante la personalità dell’individuo, dona la visione «verticale».

Gli occhi sono associati all’energia del Principio del Legno e in tal senso rappresentano il livello di percezione maggiormente in relazione con i sentimenti e con «l’essere».

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Ciò ci permette di comprendere più facilmente perché numerose miopie fanno la loro comparsa durante l’adolescenza che, ricordiamocelo (vedi anche scoliosi), è il periodo della vita in cui il ragazzo verifica i suoi punti di riferimento affettivi rispetto al mondo esterno, al di fuori della struttura familiare.

Le malattie degli occhi indicano quindi che abbiamo difficoltà a vedere qualcosa nella nostra vita e in particolare qualcosa che ci tocca a livello affettivo. Cos’è che non voglio vedere? Cosa rimette in discussione il mio essere o l’idea del posto che secondo me dovrebbe avere?

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Queste domande sono frequentemente associate ad una sensazione di ingiustizia. Se si tratta dell’occhio destro, la tensione è in rapporto con il simbolismo Yin (della madre) e se si tratta dell’occhio sinistro, ciò che ci rifiutiamo di vedere sarà in relazione con il simbolismo Yang (relativo al padre).

Ripenso qui al caso di Pascal che avevo citato per il femore. All’età di nove anni e mezzo, egli perse il padre in un incidente stradale avvenuto durante il lavoro. Questa scomparsa dovette, di fatto, essere accettata nel conscio e nella mente, ma la stessa cosa non avvenne per l’inconscio.

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L’anno successivo, il giorno del suo compleanno, sei mesi dopo la scomparsa, l’occhio sinistro del bambino si gonfiò improvvisamente. Nonostante un ricovero in ospedale e ripetute analisi, l’equipe medica non poté trovare nulla. Di fronte a ciò i medici decisero, davanti al bambino che si presumeva non potesse comprendere niente, di operarlo il giorno seguente per «vedere cosa ci fosse dentro». L’indomani, al risveglio, l’edema era completamente sparito.

(La Consapevolezza è arrivata prima)

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È evidente che il bambino rifiutava di «vedere», di accettare di percepire qualcosa in relazione allo Yang (padre). La paura dell’intervento gli fece arrestare immediatamente la manifestazione della tensione, preferendo soffocarla dentro di sé. Tuttavia, parecchi anni dopo, all’età di ventotto anni, ebbe a sua volta un incidente d’auto, anche nel suo caso tornando dal lavoro, nel quale si fratturò il femore sinistro.

Esattamente in quel periodo egli stava vivendo una difficile fase di conflitto e di fuga nei confronti di tutto ciò che poteva rappresentare una forma d’autorità, che fosse sociale o familiare.

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Egli riviveva senza esserne consapevole quanto aveva passato all’epoca della morte di suo padre, ossia «qual è il mio posto, chi sono, nessuno mi può capire o aiutare, perché questa ingiustizia, eccetera?». Ogni manifestazione oculare fornirà una particolare precisazione.

La miopia, una difficoltà a vedere lontano, rappresenta la paura inconscia del futuro che ci sembra offuscato, ovvero mal definito, sfuocato.

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La cataratta, caratterizzata da un oscuramento o addirittura da una scomparsa totale della vista, esprime la nostra paura del presente o del futuro che ci appaiono oscuri.

La presbiopia, che si manifesta mediante una difficoltà a vedere gli oggetti vicini, rappresenta il nostro timore di vedere ciò che è presente o relativo ad un futuro prossimo.

Questa «malattia», che riguarda principalmente le persone anziane, è sorprendentemente simile alla memoria, che segue in loro il medesimo processo in quanto si ricordano sempre meno dei fatti recenti e, al contrario, sempre più chiaramente dei fatti lontani nel tempo. 


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La presbiopia va in particolar modo associata all’approssimarsi della morte che rappresenta una scadenza che non è possibile «aver voglia di vedere».

L’astigmatismo si caratterizza per il fatto di non vedere gli oggetti esattamente come sono, ma «deformati». Ciò simboleggia la nostra difficoltà a vedere le cose (o noi stessi) tali e quali sono nella nostra vita.

Qualsiasi cosa che percepiamo, o non vogliamo vedere , cogliere, comprendere, ci appare deforme, il mondo fuori che stai creando è parte del tuo universo interiore .. integrare tutte le proprie parti significa osservare e creare un’esperienza degna di essere vissuta e condivisa

Michel Odoul modificato Ciani Francesco Ciani

Le emicranie

Negli Stati Uniti, quasi trentacinque milioni di persone soffrono di emicranie

ovvero mal di testa ricorrenti che causano un dolore intenso e pulsante, di solito concentrato su un unico lato (la parola “emicrania”, infatti, deriva dal greco hêmíkrania, che significa “metà del cranio”).

L’emicrania colpisce persone di ogni sesso ed età, ma soprattutto le donne; negli Stati Uniti, ne soffre quasi il 35 per cento, a un certo punto della vita. Chi ha familiarità con questo disturbo sa bene che il dolore può essere accompagnato da un’estrema sensibilità alla luce, ai rumori e/o agli odori; vista appannata; visione di lampi di luce; nausea e/o vomito; difficoltà nell’eloquio e capogiri che possono sfociare in svenimenti.

Può durare da un paio d’ore a diversi giorni e privare del desiderio di fare qualunque cosa, a parte starsene sdraiati al buio in una stanza silenziosa, finché il malessere passa. Questa malattia del mistero può essere debilitante, tanto da compromettere il lavoro e la vita sociale. Le persone che ne soffrono spesso hanno la sensazione di dover organizzare la propria agenda in base all’emicrania, cercano sempre di prevedere se le riunioni, gli appuntamenti o le cene fuori con gli amici saranno rovinati dal dolore.

Per alcuni diventa perfino una superstizione: non possono nemmeno pronunciare la parola emicrania per il timore di scatenarla. Diversi miei clienti mi hanno riferito che soffrire di emicrania è come vivere in una prigione. L’impressione che essa eserciti un controllo sulla vita e su ogni movimento, a cui vanno aggiunti gli effetti deteriori del dolore fisico, può rendere chi ne soffre estremamente vulnerabile ed emotivamente sensibile.

L’emicrania è una malattia misteriosa e complessa, e la combinazione di fattori che può scatenarla varia da persona a persona. I medici provano a curarla con “cocktail” di farmaci procedendo per prove ed errori: se un gruppo di farmaci non funziona, ne prescrivono un altro, poi un altro ancora, fino a quando i sintomi cominciano ad alleviarsi.

Gli effetti collaterali di questi farmaci possono però generare nuovi problemi; inoltre, sono efficaci solo temporaneamente. In alcuni casi, con l’andare del tempo, il corpo può sviluppare una resistenza a un farmaco, ma anche l’astinenza dal farmaco scatena il dolore.

metalli pesanti

Questo capitolo offre informazioni sull’emicrania che non sono mai state esposte prima d’ora, rivela i segreti che si celano dietro molti fattori scatenanti che la causano e ti orienta verso la guarigione.

I FATTORI SCATENANTI DELL’EMICRANIA 

Nella maggior parte dei casi, le comunità mediche non sanno quali siano le cause dell’emicrania. È in parte per questo motivo che procedono a tentoni per trattarla. Finora, la teoria dominante è che un neuropeptide rilasciato nel sistema trigeminale (i nervi cranici) provoca dolori alla testa in persone particolarmente sensibili a quel composto. In realtà, il più delle volte l’emicrania non è scatenata da un unico fattore ma da una combinazione di fattori.

Di seguito elenco i più comuni


Leggi tutte le manifestazione del tuo corpo ascoltati non sei separarti da te stesso, da ogni contesto, in cui si manifesta, mentre mangi, lavori, con chi sei? Come ti senti tu in quel preciso momento e tutte le informazioni che ricevi dall’esterno e intorno a te, ecc., e fai del tuo meglio per identificare quelle che assomigliano di più alla tua condizione; dopodiché cura ogni fattore in modo da avviare il processo di guarigione.

Tieni anche presente che, dopo aver identificato una causa, non dovresti smettere di cercare. L’emicrania è spesso il risultato di una serie di cause concomitanti: due, tre, quattro o più problemi che collettivamente agiscono da fattore scatenante. Per esempio, se non dormi abbastanza e sei sottoposto a uno stress cronico, ma per il resto hai un buono stato di salute, è probabile che non ti venga l’emicrania.

Ma se hai anche un’esposizione a metalli pesanti (come il mercurio e l’alluminio) e oltretutto mangi latticini e uova (che possono essere mucogeni, acidi e allergenici), allora la mancanza di sonno e lo stress, combinati ai metalli pesanti e alle sensibilità alimentari, possono sottoporre il tuo corpo a una pressione eccessiva e dar luogo all’emicrania.

I soliti sospetti 


È risaputo che alcune condizioni generano i sintomi dell’emicrania. Un medico affidabile passa in rassegna le condizioni descritte qui di seguito per valutare se hai qualcuno di questi problemi. Se soffri di emicranie, di sicuro avrai già consultato diversi medici ed esplorato una varietà di fattori concomitanti e test diagnostici.

A titolo di promemoria, ecco l’elenco: 
Commozione cerebrale: un trauma alla testa, solitamente causato da un colpo o da uno scuotimento violento del capo e della parte superiore del corpo. Se hai vissuto esperienze che hanno prodotto una commozione cerebrale, parlane al tuo medico; anche se è avvenuta tempo fa e le emicranie sono cominciate molto tempo dopo, è probabile che sia stata quella a scatenare la tua
predisposizione.

Meningite: una grave infiammazione con conseguente gonfiore delle membrane protettive che circondano il cervello e il midollo spinale. Di solito è provocata da un’infezione virale, altre cause sono i batteri e alcuni farmaci. Se hai avuto la meningite, anche molto tempo fa, è probabile che sia questo il fattore scatenante della tua predisposizione all’emicrania.

Ictus: una lesione cerebrale in cui l’afflusso di sangue a una parte del cervello si interrompe o si riduce drasticamente, causando la morte di alcune cellule cerebrali per mancanza di nutrimento e ossigeno. Questo tipo di danni sono facilmente identificabili. Attacco ischemico transitorio (TIA): provoca una lesione cerebrale più ridotta rispetto all’ictus; può essere così lieve da non accorgersene ma avere comunque un impatto considerevole sulla salute.

Aneurisma cerebrale:

è il rigonfiamento di un vaso sanguigno nel cervello. 
Tumore al cervello: è la formazione di un’anomala massa di tessuto nel cervello; può essere canceroso o benigno, ma entrambe le tipologie causano emicranie.  Cisti o microcisti cerebrale: una sacca (di norma benigna) piena d’aria, fluido o altro materiale che si forma nel cervello. 


Impedimento ai nervi cervicali: sono otto nervi che si diramano dal midollo spinale e che aiutano a controllare diverse aree del corpo. I primi due (C1 e C2) controllano la testa: se qualcosa interferisce con il loro funzionamento, possono insorgere diversi problemi, tra cui l’emicrania.

Se hai già fatto degli esami, hai rivisto la tua anamnesi con il medico e hai escluso le condizioni elencate qui sopra, sei nel regno del mistero. Qui di seguito ti spiego i fattori scatenanti dell’emicrania che le comunità mediche non comprendono ancora del tutto … oltre a svelarli per la prima volta. Il virus di Epstein-Barr e l’herpes zoster I medici non sanno che milioni di persone soffrono di emicrania a causa del virus di Epstein-Barr (EBV) o dell’herpes zoster.

Come spiego, l’EBV infiamma continuamente il sistema nervoso centrale, compreso il cervello; se il virus entra nel nervo vago, il nervo infiammato può scatenare l’emicrania. In alternativa, l’herpes zoster può infiammare il trigemino o il nervo frenico: anche l’infiammazione di questi nervi può scatenare l’emicrania.

Per combattere il virus (se è presente) segui le istruzioni contenute nei 4 stadi. Per capire se il responsabile è invece l’herpes zoster, leggiti la spiegazione. Debellare il virus di Epstein-Barr o l’herpes zoster potrebbe essere sufficiente per porre fine alle tue emicranie.

Micro-ischemie transitorie
Una micro-ischemia transitoria è simile a un attacco ischemico transitorio ma di minore entità. Le comunità mediche non sanno ancora che possono verificarsi queste piccole ischemie e che possono scatenare l’emicrania.

Emicranie collegate alla sinusite


Alcune emicranie derivano da infezioni croniche delle pareti dei seni paranasali dovute allo streptococco. In questi casi, gli otorinolaringoiatri spesso raccomandano un intervento chirurgico per rimuovere i tessuti cicatriziali, ma siccome lo streptococco è molto difficile da rimuovere, questi interventi non sono efficaci o danno soltanto un sollievo temporaneo. Un modo migliore per curare le emicranie dovute alla sinusite è rafforzare il sistema immunitario, in modo che il corpo possa combattere l’infezione con le sue difese naturali. I consigli presentati in questo capitolo, “Come puoi guarire finalmente”, ti guideranno in questo processo.

La permeabilità all’ammoniaca 


Un altro fattore che scatena l’emicrania è un malfunzionamento dell’intestino (del Microbioma Intestinale) . Le comunità mediche non sanno che, quando l’apparato digerente non funziona nel modo corretto, il gas ammoniacale può disperdersi e raggiungere il nervo vago, il nervo frenico e/o i nervi trigeminali. L’ammoniaca può attraversare la barriera ematoencefalica e dilagare verso ogni componente del sistema nervoso centrale.

Quando il gas li priva dell’ossigeno di cui hanno bisogno, questi nervi si infiammano, e l’infiammazione a sua volta può interferire con le funzioni cerebrali, e creando le emicranie. Per capire se sei affetto da questo disturbo – e per risolvere il problema – leggi, “La salute dell’apparato gastrointestinale”.

La carenza di elettroliti


Per rimanere in salute, il corpo deve mantenere un certo livello di elettroliti, ioni composti da sali e da altri componenti dei fluidi corporei. Gli elettroliti servono a mantenere e a inviare gli impulsi nervosi elettrici che fanno funzionare il corpo, specialmente il cervello, che è il centro dell’attività elettrica dell’organismo. Quando il loro livello si abbassa, l’attività cerebrale può risultare gravemente compromessa, generando un sovraccarico sul sistema nervoso centrale e scatenando l’emicrania.

La causa più comune della carenza di elettroliti è la disidratazione. L’acqua di cocco e i centrifugati sono le fonti migliori per ripristinare le tue riserve di elettroliti. Prova a bere ogni giorno almeno trecentocinquanta grammi di estratto a bassi di giri al minuto, (prima di tutto inserisce sempre almeno 1 – 2 limoni asseconda della quantità, e se la fai da asporto in un termos per estratti” di cetriolo, o cetriolo e mela, o sedano e mela (per le dosi, calcola metà dell’uno e metà dell’altra).

Lo stress


Tutti ci sentiamo stressati di quando in quando, a volte di più, a volte di meno. Alcuni di noi sono più sensibili di altri. Se sei in una condizione cronica di stress, è probabile che i continui afflussi di adrenalina corrosiva creino scompiglio in diverse aree, tra cui il cervello e molti nervi che scorrono nel corpo. Questo scompiglio può creare una reazione ipertensiva che irrigidisce aree specifiche come il trigemino, scatenando l’emicrania. Per alleviare la tua tensione mentale, leggi, “Meditazioni e tecniche per la guarigione dell’anima”.

Il ciclo mestruale


Molte donne riferiscono che il mal di testa arriva subito prima, durante o subito dopo le mestruazioni. Questo accade perché, durante le mestruazioni, l’apparato riproduttivo impiega l’80 per cento delle riserve di energia del corpo e della funzionalità del sistema immunitario. Se il tuo corpo deve difendersi da altri fattori scatenanti come lo stress, le allergie alimentari, la tossicità dei metalli pesanti o la disidratazione, quando arrivano le mestruazioni ecco che insorge l’emicrania, perché tutte quelle riserve e l’attività del sistema immunitario passano ad aiutare l’apparato riproduttivo. È per questo motivo che a essere affette da emicranie ricorrenti sono per lo più donne.

Se anche tu rientri in questa casistica, prova a ridurre al minimo gli altri fattori in modo che le mestruazioni abbiano meno probabilità di sconvolgere il tuo organismo.

Disturbi del sonno


Se non ti concedi una quantità sufficiente di sonno profondo (un sonno ininterrotto che comprenda la fase dei sogni), con l’andare del tempo possono crearsi degli squilibri nella tua chimica cerebrale. È improbabile che subentri l’emicrania solo per questo motivo ma, quando si associa ad altri, la mancanza di sonno può essere un fattore scatenante. Se hai disturbi come l’insonnia, consolati:

quando sei sveglio a letto nel cuore della notte, metà del tuo cervello in realtà sta dormendo. Ciò significa che il tuo corpo sta comunque guarendo e che il tuo sistema nervoso centrale si sta rinvigorendo; dunque, se puoi, cerca di non innervosirti o arrabbiarti quando hai una notte insonne. Il solo fatto di comprendere questo segreto ti renderà meno suscettibile alle emicranie legate alla mancanza di sonno.

Se la tua insonnia è causata da una malattia fisica trattata in questo libro – per esempio il virus di Epstein-Barr, l’herpes zoster, la malattia di Lyme – segui i consigli esposti nei capitoli dedicati all’argomento del testo per curare quella malattia.

Se non dormi a sufficienza perché ti sembra che la giornata non abbia un numero sufficiente di ore per far fronte a tutti i tuoi impegni, prova a pensare a quali incombenze potresti eliminare. Sembra impossibile, ma
poiché l’alternativa è perdere ore preziose a causa dell’emicrania, è molto più saggio ricavarsi più tempo per il sonno. Meriti di rispettare i limiti del tuo corpo.

I metalli pesanti e altre sostanze tossiche dell’ambiente
Alcuni metalli pesanti come il mercurio, l’alluminio, il piombo e il rame possono insediarsi nel cervello e in altri organi, come il fegato, e comprometterne il funzionamento. Le possibili conseguenze includono ansia, depressione, sindrome ossessivo – compulsiva e sindrome da deficit di attenzione/iperattività. Un’altra possibile conseguenza è l’emicrania.

Esistono migliaia di sostanze chimiche controverse o decisamente tossiche a cui sei regolarmente esposto: sono nel tuo ufficio e nella tua casa, negli alimenti che consumi, nell’acqua che bevi, nell’aria che respiri e così via. Queste sostanze possono entrare nel cervello e interrompere gli impulsi elettrici, e anche se non abbiamo per lo più alcun controllo sul nostro ambiente – su quello che respiriamo e ciò a cui siamo esposti – abbiamo la possibilità di rimuoverle dal nostro corpo ne parlerò … (“Libera cervello e corpo dalle tossine”).

In alcuni casi, la disintossicazione continua, associata all’abitudine di evitare il più possibile l’esposizione a tali sostanze, è sufficiente a fermare le emicranie. Alimenti che tendono a scatenare l’emicrania. È improbabile che l’emicrania sia dovuta al consumo di un certo alimento se non hai specifiche intolleranze o se non soffri di un disturbo più nascosto. È più probabile che essa sia causata da una molteplicità di fattori, e gli alimenti elencati qui sotto possono essere tra questi:


Latticini e derivati dal latte

essendo mucogeni, sottopongono a un’eccessiva pressione il sistema linfatico e, di conseguenza, il sistema nervoso centrale.
Uova: se l’apparato digerente è indebolito, per esempio per una carenza di acido cloridrico, le uova possono far aumentare l’ammoniaca, che satura e irrita il sistema nervoso centrale.
Glutine (grano, segale, orzo, farro): il glutine confonde il sistema immunitario e alza i livelli delle istamine, che possono scatenare le emicranie.
Carne (manzo, pollo, maiale): se l’apparato digerente è indebolito, per esempio per una carenza di acido cloridrico, la densità di proteine può innescare la produzione di ammoniaca, che satura e irrita il sistema nervoso centrale.
Alimenti fermentati (per esempio sottaceti, ketchup): gli alimenti fermentati o sottaceto abbassano il pH dell’intestino generando acidità nell’organismo, che può scatenare l’emicrania.

disbiosi intestino

Sale

il sale celtico e il sale rosa dell’Himalaya sono i migliori; non usare mai il comune sale da tavola “ non è nato per l’alimentazione ma è un conservante, Spesso il sale da cucina include anche dei conservanti per i quali non esiste l’obbligo di denuncia, carbonato di calcio, carbonato di magnesio, E535, E536, E 540, E 550, E 551, E 552, E 553b, E 572 e idrossido d’alluminio, i quali servono a migliorare la cospargibilità del sale.

L’alluminio, un metallo leggero che ha la tendenza ad accumularsi nel cervello e che noi assumiamo con gli alimenti preconfezionati e le bibite in lattina, è stata attribuita la responsabilità dell’elevata incidenza del morbo di Alzheimer negli USA. L’alluminio di fatto impedisce alle fibre nervose la sinapsi, interrompendo di conseguenza il flusso del pensiero.

Oli: quelli di colza, di mais, di cotone e di palma esercitano un’azione altamente infiammatoria. Additivi (glutammato monosodico, aspartame): sono neurotossici e possono essere particolarmente aggressivi come fattori scatenanti dell’emicrania.

diabete

Bevande alcoliche: esercitano un’azione disidratante e affaticano il fegato.
Cioccolato: ha un effetto sovreccitante e molto aggressivo sul sistema nervoso centrale; agisce come una neurotossina che scatena l’emicrania. Alcune persone ritengono che il cioccolato e altre forme di caffeina allevino il dolore, hanno sperimentato questa efficacia perché la caffeina induce le ghiandole surrenali a inondare il corpo di adrenalina, che agisce da rimedio temporaneo per l’infiammazione che causa l’emicrania. Con l’andare del tempo, però, la caffeina ha conseguenze controproducenti.

Per facilitare il processo di guarigione, ti consiglio di evitare di mangiate tutti gli alimenti elencati almeno fino a quando le tue emicranie scompariranno. Se è troppo difficile, comincia con quelli di cui riesci a fare a meno e parti da lì. Essere proattivi genera effetti positivi in ogni caso.

Reazioni allergiche


Quando entri in contatto con qualcosa a cui sei allergico, il corpo produce l’istamina per proteggerti dalla sostanza potenzialmente pericolosa. In alcuni casi il corpo risponde con una reazione eccessiva e produce troppa istamina, provocando l’emicrania. Può capitare che la reazione sia ritardata, per esempio qualche giorno dopo aver ingerito un cibo allergenico.

Prova a capire se c’è qualcosa che stai mangiando, bevendo, toccando o a cui sei esposto in altro modo che potrebbe creare scompiglio nel tuo sistema immunitario. Potrebbe essere anche il fumo passivo, il polline o il cane del nuovo vicino. Se le tue emicranie sono cominciate di recente, presta particolare attenzione a eventuali allergeni che si sono introdotti nella tua vita poco prima che iniziasse il mal di testa. Quando identifichi tutte le possibili cause di una reazione allergica, prova a eliminarle e vedi se le emicranie scompaiono contestualmente rieduca l’alimentazione e il tuo Metaboloma Intestinale, Milza e Fegato.

Quando si tratta di stabilire a cosa sei allergico o intollerante, il tuo intuito è molto più preciso dei test medici, che sono fallibili, quindi ascolta il tuo corpo e mantieni un alto livello di consapevolezza.

Curare le emicranie


Come avrai capito, i potenziali fattori scatenanti dell’emicrania sono moltissimi. Se hai identificato le probabili cause del tuo mal di testa, il rimedio più efficace è eliminare questi fattori dalla tua vita. Anche le erbe e gli integratori, oltre agli alimenti terapeutici, possono dare un contributo importante: aiutano ad alleviare il dolore e l’infiammazione, a mitigare le reazioni allergiche, a lenire i nervi, a calmarti, a migliorare la salute dell’apparato gastrointestinale e a offrire una blanda disintossicazione, in fondo al file all’interno troverai dei link da dove puoi scaricare le info di ogni rimedio da associare sempre ad un riprestino dell’Asse Intestino – Cervello, grazie ad un protocollo alimentare.

Alimenti terapeutici


Esistono cibi specifici che possono aiutare a prevenire e/o a guarire le emicranie perché rilassano i muscoli, agevolano l’espulsione delle tossine, rafforzano il tessuto cerebrale, migliorano la digestione, calmano i nervi e forniscono nutrienti fondamentali. I centrifugati di sedano, il coriandolo, i semi di canapa, la papaia, il peperoncino, l’aglio, lo zenzero, il cavolo riccio, la cannella e le mele sono alcuni degli alimenti migliori per curare le emicranie.

rieducazione del Metaboloma Intestinale attraverso i cibi terapeutici e piante officinali della farmacopea e Madre Natura.

anthony william

L’influenza dei chetoni

Acidi grassi

Quando dico che con la TMM “bruci i grassi”, intendo dire che brucia i chetoni. I chetoni si definiscono anche “corpi chetonici”, secondo l’antica terminologia biochimica. “Chetoni” e “corpi chetonici” sono termini intercambiabili e spesso vengono usati in alternanza. In questo libro preferisco utilizzare la parola “chetoni”.

Acidi grassi a corta catena
Acidi grassi

I chetoni sono molecole idrosolubili di energia prodotte dai mitocondri nel fegato con i grassi ricavati dagli alimenti o accumulati nell’organismo, e vengono utilizzati come carburante alternativo al glucosio.

Essendo idrosolubili, i chetoni non hanno bisogno di proteine trasportatrici per circolare nel flusso sanguigno; attraversano facilmente le membrane delle cellule e riescono anche a superare la barriera emato-encefalica.(13)

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I chetoni, infatti, sono il frutto di un ingegnoso adattamento biologico per offrire al corpo e al cervello un carburante di cruciale importanza nei sopravvivere senza cibo solo un paio di settimane.

In passato si credeva che l’unico carburante utilizzato dal cervello fosse lo zucchero, e ancora oggi molti medici e numerose associazioni professionali sposano questa vecchia teoria, anche se sono trascorsi cinquant’anni da quando George Cahill dimostrò che era infondata.(14)

Chetosi

La verità è che il corpo è finemente congegnato per dare carburante al cervello, perché il cervello consuma il 20 per cento delle calorie ingerite.

Quando il cervello effettua il passaggio alla combustione dei grassi, la possibilità di sopravvivenza senza cibo passa da due settimane a più di un mese. Il periodo di digiuno più lungo per un essere umano è stato di un anno e diciassette giorni: solo l’efficacia dei chetoni permette un’impresa così straordinaria.

Chetosi, Acidi grassi a corta catena, Restart

I chetoni sono un elemento importante della TMM, perché la loro presenza indica che stai bruciando i grassi invece degli zuccheri come carburante principale.

Esistono diversi tipi di chetoni:
l’acetoacetato, un precursore delle altre due forme di chetoni, che viene espulso con le urine; il beta-idrossibutirrato (BHB), il chetone più abbondane nel corpo, che circola nel sangue e viene utilizzato per ricavare energia; l’acetone, che viene esalato con la respirazione.

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I chetoni: eroi o malfattori?🔥😍🔥
Purtroppo ancora oggi c’è molta confusione sui chetoni, anche tra gli addetti ai lavori. La confusione riguarda la differenza tra la chetosi nutrizionale e la chetoacidosi diabetica. Anche se entrambe hanno la radice cheto-, queste parole indicano due stati metabolici completamente diversi.

La chetosi nutrizionale si raggiunge quando il corpo entra nello stato di combustione dei grassi. È una maniera sana di creare le condizioni di cui il corpo ha bisogno per mantenersi in salute e invecchiare bene.

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Nella chetosi nutrizionale, i livelli di chetoni nel sangue di solito si aggirano tra gli 0,5 e i 3 millimoli per litro; raramente superano i 6 o gli 8 millimoli per litro. Anche i livelli di glucosio si attestano su valori salutari che non superano i 70 milligrammi per decilitro.

Sul versante opposto, la chetoacidosi diabetica è il grave sintomo di un diabete incontrollato e può essere fatale se non viene curata nel modo giusto. Nella chetoacidosi diabetica i livelli di chetoni nel sangue di solito superano i 20 millimoli per litro.

Acetone, disbiosi

Ma il vero pericolo della cheto acidosi diabetica è rappresentato da livelli di glucosio molto alti, che si aggirano intorno ai 250 milligrammi per decilitro e possono addirittura superare i 400 milligrammi per decilitro!

Ne consegue un’acidosi metabolica acuta e una grave disidratazione secondaria che richiede un trattamento medico intensivo. La chetoacidosi insorge con il diabete di tipo 1 perché con questa malattia i livelli d’insulina sono molto bassi.

Acetone, digestione

Siccome è necessaria l’insulina per sopprimere la produzione di glucosio nel fegato, il fegato continua a produrne anche in assenza di cibo. Gli alti livelli di glucosio dovrebbero arrestare la produzione di chetoni, ma anche in questo caso la mancanza d’insulina implica che non viene inviato il segnale per cessare la produzione di chetoni.

E siccome è disponibile una grande quantità di glucosio, il cervello non utilizza i chetoni come carburante.

Risultati immagini per l'influenza dei chetoni

Perciò i chetoni si accumulano e causano un’acidosi metabolica. Viceversa, nella chetosi nutrizionale, a meno che il corpo non stia digiunando da molto tempo, c’è ancora una quantità d’insulina sufficiente per sopprimere la produzione di glucosio nel fegato.

Quando riduci l’assunzione di carboidrati, i livelli di glucosio calano e il cervello brucia i chetoni prodotti dall’organismo, quindi i livelli non si alzano mai più del dovuto.

Acetone bambini

È l’effetto simultaneo dei livelli molto alti di chetoni, dei livelli molto alti di glucosio e della disidratazione che causa i gravi problemi metabolici associati alla chetoacidosi diabetica. Questa condizione non può verificarsi con la chetosi nutrizionale, eppure molti medici convenzionali sono ancora inchiodati a questa visione datata.

Il dottor Atkins fu il primo medico a presentare al pubblico la chetosi come un effetto auspicabile della riduzione dei carboidrati, ma all’epoca l’espressione “chetosi nutrizionale” non era ancora stata coniata.

Acetone bambini

A causa della confusione terminologica e della demonizzazione dei grassi, il dottor Atkins incontrò forti resistenze all’uso del termine nei suoi libri, ed è per questo motivo che finì per enfatizzare la riduzione dei carboidrati nella sua dieta invece dei benefici prodotti dalla combustione dei grassi.

Da allora le ricerche hanno chiarito la differenza tra l’impatto dei grassi malsani e quello dei grassi sani sull’organismo. Numerosi studi confermano i benefici della chetosi nutrizionale sul metabolismo e, uniti alle testimonianze delle persone che hanno sperimentato questi benefici, stanno iniziando a dipanare la confusione sull’argomento.

Acetone carboidrati

Grazie a essi molti terapeuti e medici convenzionali fino a poco tempo fa disinteressati alle questioni nutrizionali, si stanno aprendo all’uso di questi interventi sull’alimentazione.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

13 B. J. Van Lenten et al., “Lipid-Induced Changes in Intracellular Iron Homeostasis in Vitro and in Vivo,” Journal of Clinical Investigation, 95, n. 5 (1995): 2104–10, DOI: 10.1172/JCI117898.
14 N. Stadler, R. A. Lindner, M. J. Davies, “Direct Detection and Quantification of Transition Metal Ions in Human Atherosclerotic Plaques: Evidence for the Presence of Elevated Levels of Iron and Copper,” Arteriosclerosis, Thrombosis, and Vascular Biology, 24 (2004): 949–54, DOI:10.1161/01.ATV.0000124892.90999.cb.

Ascorbato di Sodio a tolleranza intestinale

l significato dell’assunzione di grandi dosi giornaliere di acido ascorbico in medicina preventiva 

Parte 2° Frederick Robert Klenner, M.D., F.C.C.P., A.A.F.P.,

Private practice, Reidsville, N. C.

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Vitamina C

Anche l’encefalite virale può essere associata al raffreddore comune come risultato della presenza dello Herpes simplex nelle febbri. Lerner [6] ed associati credono che per questa via ci siano ogni anno migliaia di casi. Di questo numero, essi stimano che un terzo ne muoia e che, dei sopravvissuti, otto su nove abbiano un residuo danno cerebrale.

Il loro lavoro suggerisce che gli anticorpi delle proteine influenzali, nel fluido cerebrospinale, siano un indicatore migliore della presenza dei virus infettanti di quanto lo siano gli anticorpi titolati circolanti nel siero sanguigno.

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Herpes Simplex

Il semplice Herpes simplex, responsabile della insignificante bolla da febbre, ma in possesso della capacità di produrre l’encefalite, può restare nascosto per anni nel neurone, secondo i dottori Stephens and Cook. [7]

Ciò conferma il pensiero di Goodpasture [ 8] a noi espresso molti anni fa. Così un virus Herpes simplex, una volta presente in una febbre influenzale, sebbene guarito e senza lasciare evidenza di patologia al labbro, potrebbe più tardi accendersi con la semplice esposizione ai raggi ultravioletti.

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Quante mamme mettono a rischio la vita dei loro ragazzi con i bagni di sole, agendo nella convinzione che stanno migliorando la loro salute?

Roizman [ 9] crede che tutti i ragazzi siano infetti a partire dai 5 anni, ma che solo l’1% ha una malattia clinica. Per molti anni i ricercatori hanno pensato che ogni ricorrenza delle bolle da febbre rappresentava una nuova infezione.

stanchezza cronica

Si stanno accumulando prove che mostrano che il virus dello Herpes simplex cova in forma dormiente finché un evento fisiologico o emotivo provoca il virus a produrre la tipica lesione erpetica.

In un caso, con cinque ripetizioni della eruzione cutanea da Herpes virus ad intervalli annui e nello stesso luogo, si è trovato che 7-10 g di acido ascorbico per bocca, giornalmente, eliminano questa patologia.

Attuare una cura quando l’agente offensivo è un virus, e molte volte apportando questo cambiamento nel breve spazio di 24 ore, è un momento che ripaga, in medicina. Il

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trattamento con vitamina C per avere successo deve essere intensivo. Usare le vene quando è praticabile, altrimenti dare la vitamina C per via intramuscolare.

Non dare mai meno di 350 mg per kg (chilo) di peso corporeo. Questo deve essere ripetuto ogni ora da 6 a 12 volte, in funzione del miglioramento clinico, poi da 2 a 4 ore finché il paziente ha recuperato.

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Estratti di Vita freschi

Cubetti di ghiaccio posti sul muscolo gluteale, prima e dopo l’iniezione, ridurranno o elimineranno il dolore e l’indurimento. Quando il trattamento continua per parecchi giorni, il ragazzo può essere messo su una calotta di ghiaccio tra le iniezioni.

Quando si usa la vitamina C endovena, è meglio usare ascorbato di sodio e la soluzione senza alcun additivo eccetto il bisolfito di sodio. Usando una siringa, la dose di vitamina C dovrebbe essere tra 350 mg e 400 mg per kg di peso corporeo.

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Nei pazienti anziani, o quando sono richieste dosi molto alte, la vitamina può essere aggiunta al 5% di destrosio in acqua, in soluzione salina o in una soluzione Ringer.

La concentrazione dovrebbe approssimativamente essere di 1 g ogni 18 cc di fluido. Le infusioni necessitano di 1 g di gluconato di calcio da 1 a 2 volte al giorno per rimpiazzare gli ioni di calcio rimossi dalla stretta tempistica endovenosa. Un quarto di latte al giorno sarà sufficiente quando si usa la vitamina intramuscolo.

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infiammazioni croniche

Invece del latte si possono usare compresse di calcio gluconato. Per bocca si dà sempre vitamina C supplementare. Come guida per la determinazione della quantità e della frequenza delle iniezioni raccomandiamo la nostra analisi del Nitrato Argento-Urina (Silver Nitrate-Urine test. [10]).

Questo si fa mettendo 10 gocce di nitrato di argento al 5% in una provetta Wasserman ed aggiungendo 10 gocce di urina. Si svilupperà una configurazione colorata che si mostra nera, beige, fumo, grigia o una che sembra come fini grani di antracite. Il colore richiesto è l’antracite ed il test si fa almeno ogni 4 ore. Il test stesso si legge in un minuto.

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Queste grandi dosi di acido ascorbico renderanno tutti i tessuti saturi, il che significa che i leucociti saranno ora capaci di distruggere altri patogeni che potrebbero offuscare il quadro. A meno che i leucociti non siano saturati con acido ascorbico essi sono come soldati senza pallottole.

La ricerca su questo è in corso presso la Bowman Gray School of Medicine da parte di McCall e Cooper. [11].

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I leucociti ingeriscono i batteri e nel processo producono perossido di idrogeno. Il perossido di idrogeno si combinerà con l’acido ascorbico per produrre una sostanza che è letale per i batteri.

Ho visto infezioni da difterite, da streptococco emolitico e da stafilococco risolversi in ore a seguito di iniezioni di acido ascorbico in una dose che va da 500 mg a 700 mg per kg di peso corporeo, dato endovena ed iniettato con un ago 20g tanto velocemente quanto il sistema cardiovascolare del paziente può permettere.

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I linfociti sono parte dei globuli bianchi. Anche essi giocano un ruolo importante nella sopravvivenza alle infezioni. Abbiamo trovato in molti casi di trichinosi [12] che il comportamento dei linfociti rappresentava la vera storia del cambiamento del quadro relativo al sangue e di fatto determinava l’andamento della malattia.

Wintrobe [ 13] ha osservato che la funzione dei linfociti era quella di stimolare la formazione degli anticorpi e che la risposta dei linfociti va in parallelo al recupero del paziente.

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Sistema immunitario depresso

Questo aumento degli anticorpi appare direttamente proporzionale alla concentrazione di acido ascorbico in tutto il tessuto corporeo, e tuttavia noi vacciniamo ma non prestiamo attenzione al grado di saturazione tissutale di acido ascorbico.

Il Dott. Nossal [14] dello Institute of Medical Research, Melbourne, Australia, si meraviglia del meccanismo con cui i linfociti, incontrando gli antigeni, decidono di accendersi o di spegnersi.

raffreddori cronici
Raffreddori e malesseri recidivanti

Egli si chiede quale meccanismo fisiologico sottolinei la discriminazione tra l’immunizzazione e l’induzione della tolleranza immunologica e suggerisce che sia controllato dalla vitamina C che, a sua volta, incide sulla carica negativa che quindi influenza la risposta del linfocita.

Ginter [15] dello Research Institute of Human Nutrition, Bratislava, offre alcune prove di questo effetto nella sua dichiarazione ”che tutte le reazioni che sono collegate alla vitamina C hanno caratteristiche ossido-riduttive.

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E’ pertanto probabile che la funzione biologica della vitamina C possa essere collocata nelle reazioni metaboliche che sono collegate al trasferimento di elettroni.” Il micidiale potere dell’acido ascorbico non si limita allo Herpes simplex ed allo adenovirus, quando si usano quantità appropriate esso distruggerà tutti gli organismi virali. Abbiamo trovato che il morbillo è una curiosità medica.

Nello specifico, osserviamo che la viamina C, data come profilassi, per bocca, non era protettiva a meno che non se ne desse 1 g (grammo) ogni 2 ore per tutto il giorno. Un grammo ogni 4 ore di solito modificava l’attacco. Un grammo ogni 4 ore per via intramuscolare era anche protettiva.

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Con i nostri propri ragazzi abbiamo mantenuto la sindrome del morbillo spenta ed accesa per 30 giorni, dando 1 g ogni 2 ore per 2 giorni, poi niente per 2 giorni. La malattia fu poi fermata continuando con 1 g ogni 2 ore, per bocca, per 4 giorni.

Nel 1950 abbiamo imparato che potevamo uccidere il virus del morbillo in 24 ore facendo iniezioni intramuscolari con dosi da 350 mg per kg di peso corporeo ogni 2 ore. Abbiamo anche trovato che potevamo seccare la varicella nello stesso tempo, ma risultati più impressionanti sono stati ottenuti fornendo 400 mg per kg di peso corporeo endovena.

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Da 2 a 3 iniezioni nelle 24 ore era tutto ciò che era richiesto. Abbiamo pubblicato questi risultati nel 1951 [16].

Recentemente abbiamo curato, in 4 giorni, un uomo di 85 chili di peso il quale prendeva 30 g al giorno per bocca. In conclusione, il potere di uccisione dei corpi virali da parte dell’acido ascorbico è stato da me dimostrato in centinaia di casi, molti dei quali sono stati trattati nel nostro ospedale con niente altro che vitamina C.

Abbiamo pubblicato qualcosa come 28 articoli su questo argomento.

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In certi individui alcune malattie virali hanno una risposta più lenta. L’Herpes zooster e gli orecchioni appartengono a questo gruppo. Abbiamo trovato che in queste malattie si può effettuare una ugualmente rapida distruzione del virus con l’uso di adenosina-5-monofosfato.

L’adenosina veniva data secondo l’età ed il peso, intramuscolo, 25 mg nei ragazzi e 50-100 mg negli adulti. Veniva data ogni 12 ore insieme all’acido ascorbico. L’adenosina talvolta causava una lieve reazione, cioè il paziente sentiva una pienezza nel capo con varie gradazioni di nausea. L’inalazione di essenza aromatica di ammoniaca darà immediato sollievo e, se usata prima della iniezione, previene questa condizione.

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La risposta dei pazienti, quando si somministrava adenosina, ci portò a teorizzare che quando una cellula è invasa da una sostanza estranea, come l’acido nucleico del virus, l’azione enzimatica, promossa dall’acido ascorbico, contribuisce alla rottura dell’acido nucleico del virus in adenosin-deaminase che converte l’adenosina in inosina.

Alcuni individui non possono produrre sufficiente adenosina per cavarsela, con questa fase del metabolismo della purina, in certe condizioni di stress associate alla patologia virale.

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pelle, collagene

Il risultato netto di questa azione chimica è quello di catabolizzare le purine, rendendole indisponibili per la produzione di ulteriore acido nucleico virale. Inoltre l’acido ascorbico è unico per il fatto che possiede la capacità di entrare in tutte le cellule.

Dopo essere entrato in una cellula infettata dal virus, l’acido ascorbico procede a sollevare gli strati proteici che sono prodotti dall’acido nucleico del virus, prevenendo così l’assemblaggio di nuove unità di virus. Queste macromolecole, appena prodotte dentro la cellula ospite, creano presto una situazione in cui si supera la forza di tensione della membrana cellulare con il risultato della sua rottura e della morte della cellula.

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L’acido ascorbico, quando è dato nelle quantità massicce che realizzano una totale saturazione cellulare, entrerà anche in quelle cellule che ospitano il cosiddetto virus dormiente.

Là dove la vitamina C rimuove lo strato protettivo proteico del virus, la micromolecola formata agirà con la capacità di un fattore repressore che inibisce ulteriori attività dell’acido nucleico del virus, ed il virus è quindi distrutto dalla vitamina C addizionale.

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Offriamo, a riprova di questo, l’esempio di un paziente che aveva lesioni erpetiche da cinque anni e che è stato curato con asssunzioni giornaliere continue di alte dosi di acido ascorbico.

Nelle infezioni virali acute, associate con virusemia, l’acido ascorbico dato endovena rimuoverà dal corpo del virus lo strato protettivo proteinico, lasciando l’unità di virus, denudato, vulnerabile alla distruzione da parte dei leucociti.

Notate che devono anche essere considerati l’estratto della corteccia surrenale e/o il desossicorticosterone acetato a supporto delle surrenali di un paziente debilitato.

www.seanet.com/…/klenner-fr-j_int_assn_prev_med-1974-v1-n1-…

6. Lerner, M. et al: Detecting herpes encephalitis earlier. Med. World News, May 26, 1972.
7. Stephens, J. C. and Cook, M. Cases of the hidden herpes virus. Med. World News, Feb. 25, 1972.
8. Goodpasture, E. W.: Case of the hidden herpes virus. Med. World News, Feb. 25, 1972.
9. Roizman, B. et al: Tracing herpes viruses. Med. World News, Oct. 1, 1971.
10. Klenner, F. R.: A new office procedure for the determination of plasma levels for ascorbic acid. Tri-State Med. J., 5, 1956.
11. McCall, C. E. and Copper, R.: Vitamin C shows promise as a bactericidal agent. Bowman Gray School Med. Med. Alumni News, 14:1, Feb., 1972.
12. Klenner, F. R.: The treatment of trichinosis with massive doses of vitamin C and paraaminobenzoic acid. Tri-State Med. J., 1952.
13. Wintrobe, M. M.: Clinical Hematology. Text Book. Lea and Febiger, 3rd Edition, 1952.
14. Nossal, G.: Most killed vaccines in use termed not fit for a mouse. Medical Tribune, April 5, 1972.
15. Ginter, E.: The Role of Ascorbic Acid In Cholesterol Metabolism. Research Institute of Human Nutrition, Bratislava, 1970.
16. Klenner, F. R.: Massive doses of vitamin C and the virus diseases. Southern Med. Surg., 1951

Il Fegato

Il fegato è un organo estremamente elaborato e polivalente

È l’organo più grosso del corpo umano. Svolge infatti un ruolo essenziale nella digestione mediante la secrezione della bile, ma assicura anche un’altra attività molto importante filtrando il sangue.

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Interviene inoltre sulla composizione e sulla qualità del sangue, sia a livello nutritivo sia a livello immunitario (difesa, cicatrizzazione, immagazzinamento, ecc.).

Pertanto è responsabile della «consistenza» del sangue, della sua composizione, del suo livello vibratorio, del suo «colore».

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D’altronde il suo duplice ruolo si materializza nel ricevimento di una duplice alimentazione sanguigna, una proveniente dalla vena epatica che lo nutre di ossigeno e l’altra dalla vena «porta» che convoglia in esso le sostanze nutritive assimilate dall’intestino tenue.

Questi due canali si ricongiungono nel fegato e si «uniscono» nella vena «cava inferiore».

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Partendo dal fegato, questa trasporta il sangue arricchito di sostanze nutritive con altri globuli, che sarà in seguito ridistribuito in tutto il corpo grazie al cuore e, dopo essersi arricchito di ossigeno, grazie ai polmoni.

Le malattie del fegato

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Anche i problemi epatici indicano, beninteso, che ci è difficile «digerire» qualcosa nella nostra vita, ma con una sfumatura più sottile rispetto allo stomaco. L’emozione principale associata al fegato è la collera.

Le tensioni o le sofferenze di quest’organo possono voler significare che il nostro modo abituale ed eccessivo di reagire alle sollecitazioni della vita è la collera.

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Ogni volta che «regoliamo» i nostri problemi con il mondo esterno urlando, abbandonandoci a grandi collere, mobilitiamo tutta l’energia del fegato in quella direzione, privandolo così di buona parte dell’energia necessaria al suo funzionamento.

L’organo comincerà allora a non svolgere più correttamente il proprio ruolo nella fase digestiva.

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Tuttavia, all’estremo opposto, collere troppo spesso represse o trattenute sistematicamente all’interno, addenseranno l’energia nel fegato e rischieranno di trasformarsi in patologie più gravi (cirrosi, cisti, tumore).

Le malattie del fegato possono anche parlarci della nostra difficoltà a vivere o ad accettare i nostri sentimenti, i nostri affetti o ciò che gli altri ci trasmettono.

La nostra immagine, quella che abbiamo di noi stessi o quella che gli altri ci trasmettono, dipende in gran parte dal fegato.

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La percezione che ne abbiamo è responsabile della nostra gioia di vivere, di ciò che ritroviamo attraverso il ruolo di filtrazione e di «nutrimento» del sangue svolto dal fegato.

Le tensioni del fegato possono quindi anche significare che la nostra immagine viene rimessa in discussione dal nostro vissuto e che la nostra gioia di vivere ha lasciato il posto all’acredine e all’acidità interiore nei confronti di quel mondo esterno che non ci attribuisce il riconoscimento che desidereremmo.

Qui ci troviamo nel pieno del senso di colpa.

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Il fegato interviene attivamente nel sistema immunitario e in particolar modo nell’immunità elaborata, ossia arricchita dalle esperienze fatte dall’organismo. Ora, il senso di colpa ci «obbliga» a giustificarci, a difenderci.

Mobilita le nostre energie di difesa psicologica e le numerose collere sono il segno e l’espressione di una paura che non trova altro mezzo di difesa.

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Se questa strategia viene messa in atto frequentemente, indebolisce l’energia del fegato e in seguito quella della cistifellea che ne soffrono.

Il fegato è un organo Yin e rappresenta sensazioni che concernono la parte profonda dell’essere.

Vedremo che per quanto riguarda la cistifellea, che è di natura Yang, è il lato sociale dell’individuo ad essere in gioco.

(Michel Odoul)

Un uovo al giorno toglie i pregiudizi di torno

Oggi esistono molte convinzioni sbagliate, riguardanti l’alimentazione, che nascono da credenze popolari

diventano leggende metropolitane e vengono ritenute vere nonostante non vi sia alcun valore scientifico. Sicuramente l’uovo rappresenta l’alimento più penalizzato da tali convinzioni.

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Ricordate, quando da bambini, molti di voi mangiavano l’uovo tutte le mattine a colazione?

Per decenni i nutrizionisti hanno condannato le uova, consigliandone massimo una-due alla settimana, senza badare (come avviene spesso nell’alimentazione) alla qualità e alla provenienza di quell’alimento.

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Tutto si riduceva semplicemente a una mera distinzione in base alle calorie, grassi, carboidrati e proteine. Senza pensare che ormai, nell’era del cibo industriale, del packaging e delle “calorie vuote”, non si può più parlare, anche se i grandi filosofi e professori universitari lo fanno in televisione e sui giornali, di nutrienti, come si faceva fino a qualche anno fa.

Il motivo della demonizzazione delle uova è semplice: le linee guida per una corretta alimentazione consigliano di non superare i 300 mg di colesterolo al giorno, e un uovo ne contiene ben 250. Da solo, ricopre quindi più dell’80% del massimo consentito.

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Da qualche anno a questa parte, la posizione dei nutrizionisti si è decisamente ammorbidita, dopo la scoperta, ormai ANNI FA, che l’80% del colesterolo che circola nel sangue è prodotto dall’organismo (dal fegato per la precisione, sotto l’influenza dell’insulina) e solo il 20% deriva da quello introdotto con l’alimentazione.

Un errore comune (il problema è che lo pensano anche la maggior parte dei medici!) è credere che tutto il colesterolo circolante provenga dai cibi.

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Il fegato sintetizza infatti circa di 1-2 g al giorno mentre l’organismo ne assume con la dieta 200-500 mg, (In occidente la media è circa 340 mg per l’uomo e 220 mg per la donna).

Di quello endogeno (cioè prodotto dal fegato), una parte di quello in eccesso viene eliminata dal fegato stesso, cosicché la percentuale esogena (cioè proveniente dall’alimentazione) può arrivare al massimo al 20% sul totale.

Solo se si mangia “malissimo” si arriva al 20%. Realisticamente quello alimentare è il 10%.

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Quindi il controllo della produzione endogena avviene secondo un meccanismo che riduce la quantità di colesterolo endogeno, se aumenta quello assunto con la dieta e viceversa, per cui è troppo semplicistico sperare di controllare il colesterolo, eliminando dalla propria alimentazione i cibi ricchi di colesterolo (eliminazione che farebbe aumentare quello endogeno!!!

La biochimica non è una cosa che si improvvisa, ma si studia, cari medici che date ai vostri pazienti i foglietti con la lista degli alimenti contenenti colesterolo, dicendo di eliminarli!

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A tal proposito, vi ricordo che quei foglietti li stampa la ditta farmaceutica che vende farmaci per abbassare il colesterolo e non ha nessun interesse a farlo abbassare, sennò non guadagna!

E poi, ma quanti di voi, leggendo il foglietto illustrativo, hanno bisogno di eliminare le ostriche e i crostacei dall’alimentazione?

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Quanti di voi mangiano ostriche e crostacei tutti i giorni? Comunque, di colesterolo ne parleremo meglio in un’altra puntata….se sarò ancora vivo). Tornando al discorso del colesterolo “alimentare”, tenete bene in mente che i precursori del colesterolo sono i glicidi (cioè gli zuccheri! E non i grassi!)

Infatti la sintesi del colesterolo nel fegato è controllata dall’enzima HMG-CoA-reduttasi che a sua volta viene attivato dall’insulina (pensate un po’, è l’enzima verso cui agiscono i farmaci per abbassare il colesterolo! Che strano!)

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Questo significa che un soggetto che soffre di ipercolesterolemia che riduce il colesterolo introdotto con l’alimentazione potrà al massimo agire su quel 20%, e anche riducendo a zero l’introito di colesterolo con tutta probabilità il suo organismo continuerà a produrne troppo.

Inoltre, un organismo sano è in grado di espellere il colesterolo in eccesso assunto con l’alimentazione, grazie ad un meccanismo di autocontrollo.

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Questo meccanismo riduce ulteriormente l’influenza del colesterolo alimentare sui valori di quello ematico. Sono numerosi infatti gli studi che hanno smontato la loro cattiva e immeritata fama quali alimenti responsabili dell’innalzamento del colesterolo.

Non ultimo, una recente indagine epidemiologica del Journal of the American College of Nutrition ha dimostrato come le vecchie ricerche scientifiche, nello stigmatizzare questo alimento, sopravvalutassero l’incidenza del colesterolo contenuto nelle uova sul rischio cardiovascolare, omettendo di verificare il peso concomitante di altri fattori.

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Quindi il nesso colesterolo alto e malattie cardiache, andrebbe RIVISTO SCIENTIFICAMENTE!

Tornando alle uova, sempre la SCIENZA, ha dimostrato che le uova, non fanno male al fegato pur contenendo un’elevata quantità di colesterolo, (presente soprattutto nel tuorlo), ma al contrario contengono sostanze utili per il buon funzionamento delle cellule epatiche, come gli aminoacidi epatoprotettori (metionina e colina) e una sostanza (l’inositolo) utile in particolare per chi soffre di steatosi epatica (fegato grasso), che è un fosfolipide presente nel tuorlo dell’uovo, che tende anzi a contrastare l’assimilazione del colesterolo.
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Quindi, per tutti i frequentatori di palestre che comprano i “bianchi d’uovo” cioè gli albumi, si può sapere perchè pensate che facciano bene?

Vi siete chiesti da quali galline e quali processi industriali provengono quelle miscele?
La certezza è che le uova di gallina (le più consumate) forniscono il più alto quantitativo di proteine ad alto valore biologico (cioè sono complete di tutti gli aminoacidi, sia essenziali che non essenziali) assumibile con un solo alimento, fondamentali per molte funzioni dell’organismo.

Sono ricche inoltre di ferro e di vitamina B12, nutrienti essenziali per combattere l’anemia, e apportano quantità significative di vitamine e minerali, compresa la vitamina A, la riboflavina, l’acido folico, la vitamina B6, la colina, il calcio, il fosforo e il potassio.

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Dunque le uova sono una fonte dall’alto valore proteico e nutritivo a bassissimo costo.
La maggioranza dei grassi riscontrabili nell’uovo sono grassi monoinsaturi e polinsaturi, benefici per l’organismo e persino protettivi di cuore e arterie, con buona pace dei pregiudizi.

Chi pensa che le uova siano nocive per la linea deve poi sapere che, abbinato a una dieta equilibrata, il consumo di uno-due uova a colazione non fa ingrassare e addirittura facilita la perdita di peso, come ha mostrato una ricerca americana.Sicuramente bisogna agire con il buon senso e non fare abuso di questo alimento.

Scritto dal Dr. Antonio Pacella
13 maggio 2015 da Redazione