Udito sapersi ascoltare

Le orecchie e le loro malattie

Le orecchie sono gli organi dell’udito e ci servono per captare, ricevere e poi trasmettere, codificandoli, i messaggi sonori che giungono. Sono in relazione con il principio dell’Acqua “Rene” e per estensione con le nostre “Origini ed Equilibrio”.

Gocce D'Acqua, Acqua, Liquido, Fresco, Splash, Blu

Gli auricoloterapeuti vi «leggono» la forma di un feto rovesciato e secondo gli orientali da esse è possibile vedere se la persona è ciò che viene definita «un’anima vecchia», ossia qualcuno «che non sta vivendo la sua prima vita». Il suono «creatore» è stato la prima manifestazione nel nostro universo.

Le orecchie ci ricollegano alle nostre origini e costituiscono uno dei segni dell’immortalità e della saggezza (Buddha = Illuminazione).

Per estensione, le orecchie sono la rappresentazione della nostra capacità d’ascolto, d’integrazione, d’accettazione di ciò che proviene dall’esterno, in quanto possono servire ad ascoltare come pure a intendere.

I problemi delle orecchie, ronzii, acufeni, sordità parziali, selettive o totali costituiscono il segno che proviamo difficoltà a intendere (oppure che rifiutiamo) ciò che avviene intorno a noi.

Se la sordità ha una lateralizzazione destra è in relazione con il simbolismo materno, se ha una lateralizzazione sinistra, con il simbolismo paterno.

È stato per esempio il caso di un bimbo, che scatenava in continuazione otiti all’orecchio destro.

Ebbene, sua madre aveva la tendenza a gridare troppo e il bambino non sopportava quelle grida incessanti.

(Michel Odoul modificato)

Argento

Oligoelemento Argento: (Ag, Ag+) “è abbinato sovente alla Seconda Diatesi”

Livello Fisico: 
Associato riesce a potenziare e accelera con il Rame “Manganese – Rame”, è un forte antisettico, aiuto nei casi di Stati febbrili, Infezioni (gola – vie urinarie), Infezioni puerperali, (dopo la nascita).

Alimentare:

Il Fuoco E L'Acqua, Lotta, Mani, Fuoco, Calore

L’argento agisce raffreddando e riduce l’effetto del dolore e del calore; una sua tipica indicazione, per esempio, è l’insofferenza al caldo. Esso stimola il sistema nervoso vegetativo, armonizzando le funzioni degli organi interni, ed aumentando la fertilità della donna.

L’equilibrio indotto nel funzionamento degli organi elimina le condizioni che spesso sono alla base di fastidiose emicranie. L’argento favorisce l’attività dei fluidi dell’organismo migliora la resistenza della pelle alla luce, oltre a rafforzare vista e senso dell’equilibrio e ad alleviare i capogiri.
“L’Oligoelemento” tutti i giorni al risveglio”.

Psiche/mente: 


Smiley, Emoticon, Rabbia, Arrabbiato, Ansia, Emozioni

l’argento libera le emozioni, favorisce l’espressione dei sentimenti, la socievolezza e la capacità di immedesimarsi nelle situazioni altrui. Aiuta ad essere mentalmente flessibili e ad affrontarsi da influenze o dipendenze esterne, particolarmente quelle a cui è associato un sentimento d’impotenza. 
Impiegando l’argento, fantasia e immaginazione ricevono un grosso impulso; la tendenza al sonnambulismo viene attenuata, l’equilibrio psicologico diventa più stabile.

Spirito: 


Leone, Safari, Africa, Paesaggio, Steppa, Tramonto

L’argento stimola nell’individuo sia gli aspetti più nascosti e sensibili della sua natura, che lo spirito di solidarietà e di interesse nei confronti dei valori tramandati dalla tradizione. 
Esso, inoltre, rende il soggetto più sensibile alla luce e lo aiuta a sintonizzare i propri ritmi interni con i cicli della natura.

Orecchio e Udito

Il padiglione auricolare, che costituisce la parte esterna dell’orecchio, ha, nel suo insieme, un forma femminea.

Mentre l’occhio è preposto a un’attività di controllo, l’orecchio risponde a una legge più passiva. Rimane sempre aperto, anche di notte, che rappresenta la metà femminile della giornata; non si lascia indirizzare, né controllare e di conseguenza non ha la stessa capacità di concentrazione dell’occhio.

Stato D'Animo, Natura, River, Acqua, Flusso, Primavera

Per questo nessuna parte dell’orecchio possiede maggiore sensibilità rispetto alle altre. Mentre l’occhio seleziona a piacere e in linea di principio percepisce solo la metà della realtà, quella limitata al proprio orizzonte, l’orecchio non può staccare e per questo è sempre informato più dettagliatamente di quello che accade.

Anche quando ci mettiamo a letto e posiamo un orecchio sul guanciale, l’altro rimane all’erta. L’ampiezza della frequenza percepita dall’orecchio sulla scala elettromagnetica supera ampiamente quella dell’occhio.

Autunno, Panorama, Natura, D'Oro, Settembre, Fiume

L’immobilità del padiglione auricolare, opposta alla estrema mobilità della palpebre, sottolinea ancora una volta il ruolo passivo di questo organo sensoriale, che trova la sua logica sede non al centro del volto come gli occhi, ma alla periferia.

Noi prestiamo orecchio a qualcuno o regaliamo qualche istante d’ascolto, mentre con gli sguardi facciamo centro sempre intorno a noi. Il fatto che gli animali abbiano la possibilità di muovere le orecchie e che tale facoltà sia rimasta solo a poche persone che la esercitano in modo abbastanza rudimentale, fa ipotizzare che questa capacità sia regredita perché trascurata. Soltanto in senso figurato possiamo tendere le orecchie.

Violino, Violinista, Musica, Classico, Melodia, Suono

Che ormai siamo giunti a una situazione limite lo dimostra il fatto che ridiamo se vediamo qualcuno muovere il padiglione auricolare, mentre troviamo tragico che qualcuno non sia in grado di muovere gli occhi. La diversa importanza che attribuiamo ai due sensi è rivelata anche dal nostro affidarci costantemente alle vista, mentre di rado riusciamo ad essere tutt’orecchi: abbiamo quasi dimenticato l’importanza dell’ascolto.

L’elemento più caratteristico dell’orecchio, che precede il padiglione, è la coclea che, collocata all’interno, rappresenta la parte preposta alla percezione dei suoni e ha la forma simile a quella di una chiocciola. La spirale è un simbolo antichissimo e, a differenza della linea retta, descrive molto bene la realtà.

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I fisici nucleari l’hanno trovata là dove si forma nuova materia, nell’infinitamente piccolo, gli astrofisici studiando le dimensioni gigantesche dell’universo hanno incontrato la nebulosa a spirale, i biologi molecolari ne hanno trovato le tracce nel DNA, e gli psicoterapeuti la conoscono come il turbine con cui al momento del concepimento inizia il ciclo della vita che si conclude con la morte, quando l’anima abbandona il corpo.

La percezione dell’orecchio può di conseguenza essere vicina alla realtà, soprattutto se riflettiamo sul fatto che tutta la creazione ha avuto origine dal Big – bang. «Nada-Brahma, il mondo è suono»”. C. G. Carus ha detto:

Acqua, Ascolta, Bambini, Gioventù, Felice, Ragazza

«L’orecchio, e in particolar modo la sua parte interna, può essere l’organo più importante e più significativo dell’evoluzione psichica». Schopenhauer e Kant richiamarono l’attenzione sul rapporto dell’orecchio con il tempo, che fin da i tempi più remoti è stato misurato in base al movimento delle stelle, le cui «orbite» sono, in realtà, delle spirali.

La vita è ritmo, ha affermato Rudolf Steiner, e poiché anche il tempo scorre ritmicamente, esso è strettamente vincolato alla nostra vita. Con gli occhi noi vediamo la superficie del mondo, i fenomeni; con l’orecchio però ascoltiamo in profondità, fino a raggiungere le radici della nostra vita.

Bambino, Ragazzo, Lago, Acqua, Giocando

In questo senso agli occhi «fenomenologici» si contrappongono le orecchie «radicali» (dal lat. radix = radice). Ciò non rende le orecchie migliori dell’occhio, mostra soltanto che le utilizziamo in modo diverso e certamente più profondo.

Il rapporto di questi due importanti organi sensoriali si rivela nei rap¬porti interpersonali: noi ci vediamo e ci ascoltiamo reciprocamente. Attraverso il primo, entriamo in contatto, col secondo impariamo a comprenderci. Quanto profondamente l’udito ci coinvolga, lo dimostrano le nostre reazioni di fronte alla cecità e alla sordità.

Macchina, Meccanica, Occhio, Blu, Guardare, Lente

In genere si tende a ritenere la cecità come il male più grave, mentre l’esperienza mostra che questa è più facile da sopportare. Con l’udito, infatti, perdiamo la possibilità di vibrare, e di conseguenza di sentire insieme al mondo.

Da questa limitazione derivano disturbi psichici che possono arrivare fino alla depressione. La sordità tende a coincidere con l’insensibilità. Il proverbio dice che ascoltare e sentire possono sostituirsi l’uno con l’altro: «Chi non vuole ascoltare, deve sentire».

Equilibrio, Altezza, Pericoloso, Coraggioso, Pazzo

Se veniamo privati dell’udito, ci ritroviamo a vivere in un mondo senza suoni e abbiamo la sensazione di essere respinti, emarginati, cosa molto difficile da sopportare. Come la creazione è iniziata con un suono, così anche ogni nuova creatura ascolta, all’inizio della propria esistenza, il battito del cuore materno.

Ogni madre avverte l’importanza di questo cordone ombelicale acustico e stringe spontaneamente e intuitivamente il proprio bambino inquieto al cuore.

Raggiungere, Donna, Ragazza, Jumping, In Esecuzione

Nell’allattamento è proprio questo suono che riesce a rassicurare e tranquillizzare il piccolo. Anche tra le anatre si verifica lo stesso fenomeno: la mamma starnazza ininterrottamente e, finché gli anatroccoli riescono a sentirla, tutto è a posto. Non appena il suo richiamo si fa più debole, significa che è arrivato il momento di fare dietro-front.

L’indebolimento dell’udito ci suggerisce di smettere di ascoltare ciò che proviene dall’esterno e di non continuare ad aspettare che le risposte vengano da fuori. Non è più necessario stare in ascolto di ciò che è al di fuori di noi, bisogna invece ascoltare la voce interiore che ci viene indicata dalla malattia. Bisogna trovare il ritmo interiore.

Summerfield, Donna, Ragazza, Tramonto, Crepuscolo

Secondo natura, questo è il compito proprio della maturità, che costituisce il periodo della vita in cui la malattia tende a manifestarsi. Chi in età avanzata continua a rivolgersi soltanto all’esterno, deve tenere conto del fatto che il destino correggerà presto il suo atteggiamento.

Ciò si verificherà però soltanto se il soggetto sarà disposto a chiudere le orecchie esteriori. Udire la nostra voce interiore, come del resto la voce di Dio, è cosa indipendente dalle orecchie fisiche e, nei casi estremi, questo è l’unico legame che resta.

Bambino, Bolle Di Sapone, Divertimento, Bambini

Un tale evento può essere vissuto come dramma o come occasione. Potremmo a questo punto pensare ai compositori Beethoven e Smetana, che, nonostante fossero completamente sordi, scrissero musica divina sentendola solo a livello interiore.

Domande: 
1. In che modo affronto lo stress, o per meglio dire come mi comporto di fronte alle provocazioni e alle sollecitazioni che vengono dal mondo circostante? Come reagisco alle pretese eccessive? 
2. Cosa era successo la prima volta che ho udito i suoni? Come ho reagito? 
3. Cosa non voglio più udire, chi non voglio più ascoltare, a chi non voglio più obbedire? 
4. Come va con l’equilibrio, la stabilità, l’indipendenza e la capacità di farsi valere? Cammino su un terreno sicuro? 
5. Che cosa vogliono dirmi i suoni interiori? E che ha da dirmi la mia voce interiore? Che ruolo hanno l’intuizione e l’introspezione nella mia vita?

(Rudiger Dahlke)

Le orecchie

Malattia Espressione dell’AnimA


Prestiamo attenzione prima di tutto ad alcuni modi di dire e formulazioni in cui viene utilizzata l’immagine dell’orecchio o dell’udito:

Donna, Ragazza, Cuffie, Musica, Ascoltare, Si Rilassa

Tenere le orecchie aperte – prestare orecchio a qualcuno o a qualcosa – ascoltare qualcuno. Tutte queste formulazioni ci mostrano il chiaro rapporto delle orecchie col tema del lasciar passare, del mettersi in atteggiamento passivo e ubbidiente.

Confrontata con l’udito, la vista è un modo molto più attivo di percezione. È anche più facile distogliere lo sguardo o chiudere gli occhi che tapparsi le orecchie.

La capacità di sentire è espressione fisica dell’ubbidienza e della sottomissione. A un bambino che non ubbidisce può per esempio capitarci di chiedere:

udito
Non senti bene? Chi non sente bene, non vuole ubbidire. Queste persone fingono di non sentire quello che in realtà non vogliono sentire.

C’è un certo egocentrismo nel non prestare più orecchio all’altro, nel non lasciare più entrare nulla. Manca la modestia e la disponibilità ad ubbidire. Lo stesso vale per la cosiddetta sordità da rumori.
 
Scultura, Bronzo, L'Ascolto, Spiare, Per Ascoltare
 
Non è il volume alto a danneggiare, ma la resistenza psichica contro il rumore, è il ” non voler lasciar passare ” che porta al ” non poter lasciar passare “. Si è notato che i disturbi più frequenti dell’orecchio si presentano nei bambini nell’età in cui debbono imparare ad ubbidire.
 
La maggior parte delle persone anziane soffre di durezza di udito. La sordità senile, al pari della vista cattiva, della rigidità muscolare e della difficoltà di movimento rientra nel quadro dei sintomi somatici della vecchiaia, che sono tutti espressione della tendenza dell’uomo a diventare con l’età sempre più rigido e inflessibile.


L’uomo anziano perde in genere la capacità di adattamento e la flessibilità, ed è sempre meno disponibile a ubbidire. L’evoluzione qui indicata è tipica dell’età senile, ma non necessaria. L’età esaspera i problemi non ancora risolti e rende onesti al pari della malattia.

Malattie delle orecchie:


Chi ha problemi con le orecchie o con l’udito, farebbe bene a porsi queste domande:
1. Perché non sono disponibile a prestare orecchio a qualcuno?
2. A chi o a che cosa non voglio ubbidire?
3. I due poli egocentrismo e modestia sono in equilibrio in me?
Capita a volte che si verifichi un crollo improvviso dell’udito, in genere unilaterale, che può arrivare fino alla sordità; in seguito è possibile che perda l’udito anche il secondo orecchio.

Bambini, Fiume, Acqua, Il Bagno, Splash, Ragazzi
 
Per poter interpretare bene questo sintomo occorre considerare bene la situazione di vita della persona colpita da questo disturbo.
Il crollo improvviso dell’udito è una esortazione a prestare orecchio alla voce interiore, ad ascoltarsi dentro. Soltanto chi già da lungo tempo è sordo per la propria voce interiore diventa sordo davvero.

(Dott.ri Thorwald Dethlefsen Rudiger Dahlke)
 

Il piede 

Malattia Espressione dell’AnimA

 
Si tratta del nostro punto d’appoggio al suolo, della parte sulla quale tutto il nostro corpo poggia e si appoggia per gli spostamenti e per i movimenti. Il piede ci permette di «spingere» in avanti e di conseguenza di avanzare, come pure di bloccare i nostri appoggi e, conseguentemente, di rimanere sulle nostre posizioni.
 
Bambino, Piedi, Padre, Madre, Bambino Piccolo, Dieci
 
Il piede rappresenta quindi il mondo delle posizioni, l’estremità manifesta della nostra relazione con il mondo esterno. Simboleggia i nostri atteggiamenti, le nostre posizioni affermate e riconosciute, il nostro ruolo ufficiale.

Non si mette forse il piede tra la porta per bloccarla?

Rappresenta i nostri criteri di vita, se non addirittura i nostri ideali. Si tratta della chiave simbolica dei nostri sostegni «relazionali», il che spiega l’importanza del rito del lavacro dei piedi in tutte le tradizioni. Esso purificava la relazione dell’uomo con il mondo, con il «divino». Infine è un simbolo di libertà in quanto consente il movimento. Del resto, non è un caso che in Cina i piedi delle fanciulle venissero fasciati.
 
Fantasia, Surreale, Dio, Piede, Potenza, Forza
 
Sotto il pretesto di un significato erotico ed estetico si celava infatti la convinzione che fosse possibile rinchiudere, imprigionare la donna in una modalità relazionale di dipendenza nei confronti dell’uomo, limitandone il potenziale di mobilità.
 
Lo stesso fenomeno esiste anche nelle nostre società occidentali dove le donne «dovevano» portare dei tacchi «a spillo» per corrispondere a un certo schema. Per pura combinazione, si è potuto constatare che, man mano che la «liberazione» delle donne faceva il suo corso, l’altezza dei tacchi delle loro scarpe diminuiva.

Le malattie dei piedi

 
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Le malattie dei piedi esprimono le tensioni che proviamo rispetto alle posizioni assunte nei riguardi del mondo. Indicano che i nostri atteggiamenti abituali, le posizioni che assumiamo o che abbiamo, mancano di affidabilità, di stabilità o di sicurezza.
 
Di qualcuno che non è tranquillo, che ha paura o che non osa affermare le sue opinioni o le sue posizioni, non diciamo forse che «sta sulle spine»? O più semplicemente, di qualcuno che fa uno sbaglio danneggiando se stesso, che «si dà la zappa sui piedi»?
 
Team, Motivazione, Lavoro Di Squadra, Insieme, Gruppo
 
Infine, di qualcuno che non sa quale atteggiamento prendere in una data situazione (relazionale), non diciamo che «tiene il piede in due staffe»?
 
Quando la tensione si manifesta nel piede destro è ricollegabile allo Yin (madre) e quando invece si presenta nel piede sinistro è in relazione con lo Yang (padre)
(Michel Odoul)

La caviglia 

Malattia Espressione dell’AnimA

La caviglia è la terza ed ultima articolazione fondamentale che comporta la mobilità tra il piede e il resto della gamba. La caviglia è l’articolazione della gamba che le dona la sua efficienza di mobilità, in particolare quando il piede è fermo, poggiato al suolo, ma anche nel movimento.

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Grazie ad essa possiamo «spingere» i nostri appoggi al suolo (i piedi) per avanzare meglio e più velocemente. È l’altra estremità della gamba.

Simboleggia l’articolazione delle nostre posizioni, delle nostre convinzioni riconosciute e stabilite in rapporto al mondo, agli altri e a noi stessi. È la «barriera dei nostri criteri di vita» e in ultimo simboleggia la proiezione della nostra capacità di «decidere», di sobbarcarci le decisioni e i cambiamenti (di posizione, di criterio) nella vita e di lasciarci coinvolgere nelle cose.

È la «porta del coinvolgimento» nel senso della decisione.

Piedi, Piedi Dei Bambini, Bambino, A Piedi Nudi, Umano
 
La stabilità e la mobilità dei nostri appoggi al suolo (che simboleggia la realtà), come pure la flessibilità e la leggerezza di essi, dipendono dalle nostre caviglie. Per questo esse rappresenteranno la fedele proiezione della stabilità, della rigidità oppure dell’elasticità delle nostre posizioni e dei nostri criteri di vita.

Le malattie delle caviglie

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Distorsioni, dolori e traumi delle caviglie ci parleranno delle nostre difficoltà di relazione come mancanza di stabilità o di malleabilità rispetto ad esse. Indicano che attraversiamo una fase nella quale le nostre posizioni, i nostri criteri di vita, il modo in cui ci «rapportiamo» ufficialmente all’altro, non vanno più bene, non ci soddisfano più, e purtuttavia proviamo difficoltà a cambiarle, a «muoverci».
 
Queste posizioni mancano di elasticità o di morbidezza, di stabilità o di «realismo». Pertanto obblighiamo noi stessi a fermarci perché non possiamo più continuare, ad avanzare nella stessa direzione.
 
Gambe, Finestra, Auto, Strada Sterrata, Relax, Donna
 
La posizione da noi tenuta non è buona ed è necessario cambiare il punto d’appoggio, il cosiddetto criterio di riferimento «oggettivo», ossia la convinzione «esteriore», consapevolmente accettata e riconosciuta.
 
Le tensioni o sofferenze alle caviglie possono anche significare che abbiamo difficoltà a decidere qualcosa, a prendere una decisione importante nella e per la nostra vita, senza dubbio perché questa rischia di rimettere in discussione una posizione attuale che ai nostri occhi appare soddisfacente.
 
Caviglia, Frattura, Piede, Medico, Incidente, Trauma
 
Se la tensione ha luogo a livello della caviglia destra, essa sarà in relazione alla dinamica Yin (materna).
 
Se si tratta della caviglia sinistra, la tensione sarà in relazione al simbolismo Yang (paterno). ma è importante anche la lateralità psichica, dipende se siamo destrimani o no, e se lo siamo veramente.
 
(Michel Odoul)

Le vertigini 

intestino cervello

Malattia Espressione dell’AnimA

Le vertigini sono sensazioni che comportano perdite di equilibrio, sensazioni di «terra che manca sotto i piedi» o instabilità dei riferimenti visivi intorno a noi.

Abisso, Davanzale Della Finestra, Pericoloso

Le vertigini esprimono il nostro bisogno di dominio dello spazio circostante e la ricerca di punti di riferimento precisi, definiti e stabili.

Per questa ragione riguardano principalmente le persone ansiose o falsamente «distaccate».
 
Uno degli strumenti essenziali dell’equilibrio corporeo è l’orecchio, in particolare con quella «sorta di sabbia» che si trova dentro l’orecchio interno, la cui posizione e i cui movimenti sono fortemente responsabili della nostra stabilità fisica.

verti
Ora, l’orecchio, che appartiene al Principio dell’Acqua, rappresenta effettivamente i nostri punti di riferimento fondamentali.

La paura di non riuscire a controllare quello che accade, di non controllare lo spazio circostante si traduce in vertigini più o meno accentuate, dirette (vertigini in luoghi elevati) o indirette (situazioni particolari che provocano le vertigini).

Amatevi, Amare, Innamorarsi, Eureka, Vertigine, Piacere
 
È il caso classico delle vertigini avvertite nei giochi dei luna-park o durante la pratica di alcuni sport, nei quali i nostri punti di riferimento spaziali vengono disturbati.

ORECCHIE paura di sentire, carenza di equilibrio interiore.
VERTIGINI disequilibri, problemi con l’infanzia, variazione della situazione conosciuta.
LABIRINTITE mancanza di pace interiore.

Micheal Odoul

La Paura

La paura non è reale!

L’unico posto dove può esistere è nel nostro modo di pensare al futuro.
E’ un prodotto della nostra immaginazione,
che ci fa temere cose che non ci sono nel presente
e che forse neanche mai esisteranno.

Mano, Paura, Disperazione, Espressione, Spaventato
Si tratta quasi di una follia, non mi fraintendere, il pericolo è molto reale,
ma la paura è una scelta.

Tutti noi ci raccontiamo una Storia

e quel giorno in cui la vivrai puoi scegliere la tua vita dove deve cambiare comprenderai che non sei, chi perde…
non sei chi vince…
sei la Vita che Sceglie, divenendo l’Esperienza Stessa.

Amore, Rage, Lutto, Odio, Fuga, Bolla Di Sapone, Albero

La Tua Vita si manifesta nel Fare Consapevole del Momento Presente

Non esisti nella paura del passato…
Come non sopravvivi nell’ansia del futuro…
Qui e Ora AnimA Mia … Qui e Ora.
Persona, Bionda, Ragazza, Pietra, Di Sopra, Fiume

I piedi

Malattia Espressione dell’AnimA

La parte del corpo più lontana dalla testa è il piede, che rappresenta l’elemento più umano del nostro corpo.

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Mentre condividiamo tutte le altre strutture e tutti gli altri organi, compreso il cervello, con il resto delle creature viventi, il piede è il garante unico del nostro stare eretti: tuttavia riceve poca gratitudine e poca riconoscenza.

Il modo in cui andiamo in giro con i nostri piedi rivela il nostro stile di vita. Mentre per un periodo lunghissimo della nostra evoluzione abbiamo avuto, mediante la pelle, un contatto diretto con la terra, da qualche secolo lo evitiamo.

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Andare a piedi nudi svolge nella vita individuale solo un piccolo ruolo nella fase iniziale. La tendenza successiva a portare scarpe con i tacchi, mostra l’intenzione inconscia di distanziarsi il più possibile dalla madre terra.

Le donne in particolare se ne servono per portare i loro talloni di Achille lontano dalla zona di pericolo ( del serpente). La distanza dalla terra conferisce eleganza, la perdita del contatto col suolo viene accettata con piacere.

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Rinchiudere il piede in scarpe molto strette e fasciarlo strettamente e impedirgli di crescere, come si faceva nell’antica Cina, sono abitudini che gettano una luce significativa sui martirii che le nostre «radici» devono subire.

Ancora oggi si constata una predilezione per i piedi piccoli, per cui non di rado mettiamo scarpe corte, che si trasformano in un vero e proprio strumento di tortura.

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La mutilazione intenzionale delle radici nell’antica Cina e da noi è in contrasto con l’espressione tedesca: auf groflem Fufte lebeti, che significa vivere da gran signore.

Questa espressione allude al fatto che le radici forti sono la base del successo nella vita.

Con radici ben sviluppate ci si può permettere di fare molte cose; se però ci chiudiamo in una prigione troppo stretta, dovremo pagare il nostro errore a un livello più alto. Secondo il principio «Come sopra così sotto», sulla pianta del piede, attraverso le zone di riflesso

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è riprodotto tutto il nostro corpo; le zone della testa vengono a configurarsi nella regioni degli alluci.

Proprio per questo motivo il martirio della parte anteriore dei piedi, dovuto a scarpe troppo strette, provoca un aumento del mal di testa.

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Nelle cosiddette culture primitive, in cui si cammina esclusivamente a piedi nudi, il mal di testa è sconosciuto come la consuetudine di rompersi la testa o di andarla a sbattere contro il muro.

La capacità di avere basi solide, di assestarsi bene nella vita e di reggersi in piedi da soli, mostra in che misura abbiamo bisogno delle nostre radici e quanto sia privo di senso trascurarle.

La fermezza, la stabilità, la resistenza e la costanza provengono da loro e ci permettono di superare i problemi che dobbiamo affrontare nella vita.

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Il piede sano di una personalità stabile presenta una doppia volta con due ponti e tre punti di contatto con la terra.

La volta più piccola, posta nella parte anteriore della pianta, è in contatto con la terra in due punti, all’altezza del dito più piccolo e di quello più grande. Quella più grande invece termina nel tallone. Il nostro piede viene quindi a configurarsi come una sorta di treppiede stabile ed elastico.

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Purtroppo gli uomini moderni hanno perso questo contatto ideale ed equilibrato con la terra

la maggior parte di loro avanza barcollando, poiché non trova più appoggio su tre punti, ma soltanto su uno o al massimo due.

Chi sta con i due piedi a terra e vi si appoggia in tutti e tre i punti, può fidare su una base sicura e su un senso della realtà ben fondato.

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Chi al contrario scivola sfiorando appena il suolo, è una persona che preferisce rimanere irrealisticamente sospesa al di sopra dei fatti. La sua vita manca notevolmente di sostegno e si basa, o meglio scivola, su piedi deboli.

L’appiattimento della concavità minore toglie alla volta anteriore un pilastro e riduce il contatto con la terra a due punti soli. Se anche la volta maggiore è assente, si parla di piedi piatti.

L’elasticità e i punti di appoggio differenziati non esistono più. Il soggetto scivola su una superficie piatta come se stesse pattinando, senza riuscire a trovare stabilità o a fermarsi.

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Spesso questo dato si riflette in una vita libera, priva di radici

Chi ha sostegni larghi, superficiali, un po’ impacciati, non ha affatto una personalità solida, ma libera e labile. Dato questo modo di vivere privo di basi e di punti fermi, i soggetti raramente riescono ad avere legami fissi.

Le persone dai piedi pesanti, addirittura incollati al suolo, sono completamente diverse dai «pattinatori». Sottolineano la sicurezza del loro punto di appoggio, ma è solo con grande difficoltà che riescono a sollevarsi da terra.

Si muovono trascinandosi, proprio come chi ha gambe grosse ma deboli

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Anche metaforicamente, si staccano solo a fatica dal suolo: i piedi impediscono loro di raggiungere l’aereo mondo del pensiero, dove spontaneità e creatività sono di casa. Sono però fidati e costanti, giudiziosi e solidi.

Niente accade loro facilmente e poco si può ribaltare nella loro vita.

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Se dunque i piedi piatti sono inarrestabili, quelli pesanti sono fissi. Rimanere con i piedi per terra è per loro più importante che muoversi:

Se però i piedi diventano pesanti come il piombo, tirano i loro possessori verso il basso e impediscono loro qualsiasi escursione nelle altre dimensioni.

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La vita limitata al terreno dei dati di fatto, può diventare peraltro piuttosto noiosa

Ben diversa è la situazione dei principi e delle principesse che si muovono nel mondo, e specialmente nel mondo dei sogni, in punta di piedi, evitando le asperità della terra. Con ottimo stile di danza, ballano attraverso la vita.

L’andatura in punta di piedi è la variante naturale delle scarpe con i tacchi alti, e mostra quanto il suo possessore sia privo di contatto con la terra e manchi di stabilità.

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Queste persone non mettono radici da nessuna parte, per non turbare la loro gaia esistenza (di artisti). Invece del senso della realtà, coltivano la fantasia.

Dei due lati del mondo polare, hanno optato per le altezze, lasciando le profondità a coloro che sono dotati di piedi pesanti.

Al posto delle radici hanno sogni ambiziosi, capacità creativa e un notevole slancio, hanno una fervida fantasia, ma nessun appiglio.

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Portarli a terra è ancora più arduo che scuotere coloro che hanno i piedi pesanti

perché nel mondo fatato di chi si libra in aria niente è stabile e tutto è movimento. Ma anche la leggerezza di questi abitanti delle nuvole ha il suo lato d’ombra: essi trascurano ampiamente l’esistenza materiale.

Al polo opposto ci sono i piedi artigliati, con cui le persone si aggrappano alla superficie della terra. Le loro dita arcuate, a forma di uncino, cercano spasmodicamente un appiglio. Questi piedi parlano di un’esistenza minacciata, di un forte desiderio di trovare un appoggio e di non cedere.

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Non soltanto le dita, ma anche i muscoli di tutta la gamba sono spesso cronicamente tesi e tradiscono un atteggiamento analogo nei confronti della vita. I piedi irrequieti rivelano al contrario la tendenza a correre sempre e per lo più a scappar via.

Coloro che ne sono dotati vanno sempre di corsa e dietro a questo impulso al movimento nascondono molto spesso tendenze alla fuga. Una direzione simile viene indicata da una posizione particolare della schiena, che fa sì che camminando il peso ricada sui talloni.

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Stare sui talloni indica la volontà di retrocedere di fronte alla vita e mette al sicuro dai colpi di sfortuna.

Le posizioni di queste persone possono essere facilmente modificate. Nonostante le loro ansiose rassicurazioni, tendono a mutare opinione ogni volta che il vento toglie loro la terra sotto i piedi.

(Dott. Rudiger Dahlke)

L’Arte di Vivere

La vita è un processo di volontà da vivere coscientemente;

è il tempo che trascorriamo con la coscienza sveglia e attiva.

Con la coscienza addormentata il corpo deambula, ma l’Essere non sta vivendo l’esistenza, le esperienze sono spazi esperienziali;

Modello, Erotico, Donna, Ragazza, Femminile, Pelle

Le vite sono l’opportunità di manifestare la propria Essenza e Presenza

come scuola, ma qui sulla Terra o altrove, per rendersi conto, intendere, comprendere, evolvere e trascendere …

Team, Motivazione, Lavoro Di Squadra, Insieme, Gruppo

Dallo stato animale inconsapevole all’Essere umano Consapevole

e dall’Essere umano Consapevole all’Essere umano saggio e illuminato.

Lampadina, Lightbulb, Luce, Energia, Energia Elettrica

Scegli di manifestarTi ora, in tutto il Tuo Sè interiore, manifestati in ogni infinita espressione …

la Coscienza si manifesta nel Fare l’esperienza Consapevole, altrimenti non esisti.
(Transfert modificato by Francesco Ciani)