Epilessia

Epilessia cittadini di frontiera tra i mondi

L’epilessia si manifesta attraverso quegli attacchi spaventosi che ben conosciamo. La parola «attacco» indica che un individuo è aggredito da qualcosa, qualcosa di estraneo che viene dal di fuori. In diverse culture, ad esempio quella indiana, questa malattia è interpretata come una manifestazione del divino che da un’altra dimensione irrompe negli individui. 

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Gli indiani ritengono che entità spirituali sconosciute entrino nelle persone colpite: considerano la crisi come una lotta tra due demoni per un unico corpo. Anche la nostra medicina più antica utilizzava per l’epilessia il nome di Morbus sacer, cioè malattia sacra.

I fenomeni di possessione sono noti anche da noi, ma neppure la psichiatria, che dovrebbe conoscerli, se ne vuole occupare. La possessione, e soprattutto l’esistenza degli spiriti, si adatta così poco alla nostra visione del mondo, che preferiamo far passare questi eventi sotto silenzio. Ignorare i problemi, però, non influisce sulla loro esistenza.

L'immagine può contenere: cielo, spazio all'aperto e natura

Nei casi non così rari di epilessia, in cui si dovrebbe parlare di possessione, ci si trova comunque di fronte a un problema psichiatrico, che dovrebbe essere affrontato al pari di ogni altra malattia di questo tipo, cioè con metodologie fondamentalmente diverse.

La classica grande crisi epilettica viene definita dalla medicina grand mal, termine francese che significa «grande male» o «grande malattia». Ad essa contrappone il petit mal, o «piccolo male», cioè la crisi che si manifesta senza convulsioni e in cui il soggetto perde conoscenza per un breve periodo. In entrambe le denominazioni è presente l’idea che l’attacco sia frutto di qualcosa di cattivo, che può provenire tanto da fuori quanto da dentro.

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I fenomeni che si manifestano a livello fisico vanno interpretati come tutti gli altri sintomi; in questo caso però ci si ritrova continuamente con¬frontati con la malattia psichiatrica. Tra tutti i tipi di epilessia la manifestazione più importante è costituita dalla perdita della conoscenza. I pazienti se ne vanno, sono realmente assenti.

La loro coscienza abbandona il corpo, esce da questa realtà per entrare in un’altra nella quale non sanno orientarsi e di cui, in generale, non riescono a riportare alcun ricordo. Anche la loro sofferenza si distingue dai problemi puramente fisici, poiché nei momenti decisivi loro sono assenti.

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Se l’attacco viene considerato da un punto di vista fisico, esso ci appare come una specie di terremoto. Dopo una breve aura59, che si manifesta di quando in quando e che annuncia ai malati l’avvicinarsi del minaccioso avvenimento, questi cadono a terra svenuti. La pressione del sangue precipita e la respirazione è all’inizio quasi inesistente.

Talvolta all’inizio i pazienti lanciano un grido. Subito dopo arrivano le convulsioni, la bava fuoriesce spesso dalla bocca e i malati possono arrivare a mordersi la lingua, urinare e defecare. Si cerca allora di proteggerli dai loro stessi morsi mettendo loro un pezzo di gomma tra i denti affinché non si lacerino lingua e labbra. Le pupille sono dilatate e prive di reazione, fisse come quelle di un morto.

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I presenti hanno la precisa sensazione che i malati siano arrivati alle ultime contrazioni. Dopo alcuni minuti di questa spasmodica battaglia, la loro energia è esaurita, le convulsioni cessano e i pazienti cadono in un sonno profondo, detto terminale, dal quale si risvegliano indeboliti, stanchi e spesso con emicranie. 

Tra gli attacchi epilettici di minore entità c’è una serie di crisi parziali, caratterizzate da un senso di stordimento di tipo onirico e da deliri. Si può arrivare a immaginazioni false, alla perdita dell’orientamento, a uno stato di eccitazione fisica e addirittura ad azioni violente. La malattia si può manifestare inoltre attraverso stati depressivi, di esaltazione, mania suicida, fino a manifestazioni strane, come la smania di fuggire o una inarrestabile loquacità.

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Per interpretare i singoli sintomi, vorrei prendere in considerazione un avvenimento che appartiene al macrocosmo e che, nella sua simbologia, corrisponde da diversi punti di vista all’attacco grand mal: il terremoto. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a forze enormi che si scaricano in un movimento di tipo regressivo.

La terra trema finché le tensioni più potenti non siano esaurite, per arrivare, poi, dopo scosse di minore entità, allo stato di quiete. La meccanica dei fatti e la distruzione che ne segue sono talmente simili, che si potrebbe pensare che la terra abbia subito un attacco epilettico. Sarebbe anche possibile chiamare entrambi con lo stesso nome, poiché ogni terremoto è certamente una grande disgrazia agli occhi di chi ne è colpito.

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Ci dobbiamo però chiedere se questo sia vero anche agli occhi della terra, specie considerando le origini del terremoto. I movimenti tellurici colpiscono le zone sismiche della superficie terrestre e sono causate dal fatto che due falde opposte scivolano l’una accanto all’altra.

Poiché i loro margini non sono omogenei, si arriva a una situazione di forte instabilità. Se l’arco è troppo teso, tutte le tensioni che si sono accumulate per decenni si scaricano attraverso sommovimenti di tutti i tipi.

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San Francisco, che si trova precisamente sulla faglia di Sant’Andrea, è paragonabile a un malato di epilessia in attesa del prossimo attacco. I sismologi non erano rimasti soddisfatti dal terremoto del 1990, che era sembrato loro troppo debole per bilanciare le enormi tensioni accumulate dall’ultimo grande sisma.

I ricercatori hanno dichiarato nelle loro argomentazioni che la terra necessita di tali movimenti per liberarsi delle proprie tensioni interiori. Allo stesso modo anche i pazienti hanno bisogno di scaricarsi: l’epilessia non costituisce affatto un’eccezione, anche se provoca danni terribili al sistema nervoso.

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Una terapia che determina l’insorgere di sintomi analoghi a quelli della crisi epilettica sarebbe l’elettroshock. Con questo metodo, la psichiatria del tempo passato cercava, attraverso forti scariche di corrente somministrate sotto narcosi, di ottenere miglioramenti nei pazienti psichiatrici.

Il tutto assomigliava a un esorcismo celebrato per espellere Belzebù. L’esperienza mostrava, però, che gli spiriti cattivi talvolta si allontanavano soltanto per breve tempo. Esternamente l’elettroshock appare come un attacco epilettico creato artificialmente, oppure si può anche dire che un attacco epilettico è un elettroshock naturale.

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Di fatto, l’attacco grand mal è un fenomeno elettrico, determinato da una scarica eccessiva, improvvisa e rapida dei neuroni cerebrali, con la quale l’attività elettrica del cervello viene messa a tacere. Contemporaneamente anche la coscienza del paziente viene spenta da una potenza superiore.

Si pone allora la seguente domanda: da chi e a quale scopo?

La risposta più profonda non può essere desunta dai sintomi fisici, poiché la causa essenziale riguarda la coscienza: noi però conosciamo ben poco di ciò che avviene a quel livello, inaccessibile alla coscienza vigile.

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I sintomi esteriormente visibili ci consentono tuttavia di accedere alle condizioni che fanno da cornice alla malattia e al compito insito in esse. L’aura, cioè il segno premonitore della crisi, insegna ai pazienti a prestare molta attenzione agli indizi, soprattutto a quelli che provengono da un’altra sfera. Spinti dal bisogno, i malati imparano a valutare il significato imminente di tali segnali, anche se non possono né capirli né spiegarli.

La crisi, caratterizzata da episodi convulsivi, è la rappresentazione di una lotta.

In ogni battaglia si contrappongono sempre almeno due partiti rivali. Come nel terremoto entrano in collisione due faglie, nelle persone colpite da epilessia sembrano scontrarsi due mondi opposti. Gli spasmi sono espressione del loro attrito. La coscienza lotta contro un altro piano inconsapevole e soccombe molto rapidamente.

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Il fatto che gli indiani accettino l’idea dell’intrusione di una realtà spirituale nella vita quotidiana è ammissibile quanto la possibilità che nella nostra esistenza possa irrompere un altro mondo spirituale. In ogni caso, il compito sembra essere quello di concedersi alla lotta tra i due mondi e di essere preparati ad affrontarla non appena i segni, anche quelli più irrilevanti provenienti dall’altra realtà, ci esortano a farlo.

Se il contatto con l’altra parte, che la malattia impone a forza, si verificasse liberamente, il corpo ne risulterebbe alleggerito.

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L’attacco epilettico evidenzia la tensione che i pazienti hanno accumulato dentro di sé: hanno la bava alla bocca, fatto che proverbialmente dimostra quale è la loro reale situazione. Se sbavano dalla rabbia o a causa di un qualsiasi altro tipo di energia, significa che qualcosa, che per molto tempo è rimasto bloccato dentro di loro, vuole uscire.

Nasce a questo punto l’ovvio sospetto che essi abbiano finora vissuto da bravi borghesi, trattenendo la loro bava. Per questo la crisi, che consente loro di scaricarsi fino in fondo, è anche, rilassante. Oliver Sacks descrive gli attacchi epilettici come qualcosa che «avanza a passi misurati insieme a sensazioni di libertà e di autentico benessere». Nei quadri clinici di cinque pazienti diversi si parla di eruzioni vulcaniche e di draghi che sputano fuoco.

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La tendenza, causata dalla contrazione muscolare, a mordersi la lingua, dimostra il livello di tensione che caratterizza l’inizio dell’attacco: è preferibile staccarsi la lingua con un morso piuttosto che rivelare qualcosa, questa è la situazione a cui gli epilettici rischiano di arrivare.

«Mandar giù un boccone amaro» significa essere impotenti di fronte a qualcosa e permettere che avvenga, «non mollare l’osso» significa non rinunciare a ciò che si desidera, qualunque sia il prezzo da pagare. Gli epilettici rivelano la loro ostinazione trattenendo qualcosa tra i denti: non lasciano trapelare niente dalle labbra eccetto la bava e le grida. Piuttosto che lasciar andare qualcosa preferiscono procurarsi da soli delle ferite.

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Dalla caduta e dal deliquio iniziali traspare la richiesta di liberare energia e di lasciarsi andare. Si tratta di cedere davanti a un’altra forza, con la quale non si può competere con i mezzi abituali.

I pazienti scelgono a livello inconscio il modo in cui cedere (cioè sottomettersi) drasticamente al proprio destino.

La necessità di arrendersi viene rafforzata dagli altri sintomi. La diminuzione della pressione del sangue dimostra che il malato non deve affatto combattere per riportare qualche successo, ma al contrario deve rassegnarsi e affidarsi a forze più potenti.

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La tematica della liberazione della tensione bloccata si rispecchia in una perdita involontaria di urina. La vescica è l’organo più sensibile a una pressione che risulta eccessiva per noi. Utilizziamo quindi ogni occasione possibile per svignarcela e per scaricare ciò che ci opprime in un posticino tranquillo, dove non temiamo confronti. 

Il quadro dell’attacco presenta, dopo la battaglia iniziale, una liberazione su tutta la linea, completata dall’azione dell’intestino che si lascia andare a un’involontaria defecazione. Gli escrementi provengono direttamente dall’oltre tomba del corpo, da quella terra delle ombre in cui domina Plutone, dio dell’Ade, il regno dei morti.

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Considerato in questi termini, tale sintomo offre l’opportunità di alleggerire sia se stessi che il proprio rapporto con gli inferi almeno per una volta in assoluta sincerità di fronte a tutti senza vergogna. I temi oscuri, qui bloccati, conquistano, durante la crisi, la luce del giorno che altrimenti sarebbe loro negata proprio a causa del loro profondo contenuto simbolico.

In conclusione, è necessario riconoscere anche in questo sintomo l’esigenza di lasciare tutto ciò che è materiale sotto di sé e dietro di sé. In fin dei conti si profila un quadro di mancanza di inibizioni che, crisi epilettica a parte, nella vita del soggetto non avrebbe alcuna possibilità di realizzarsi. Anzi, la scrittura pedantesca di alcuni malati di epilessia rivela un ordine creato dal bisogno di auto-controllo.

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Lo stato iniziale di quiete nella respirazione, la cosiddetta apnea, lascia supporre che Io stato prodotto dalla crisi non sia di questo mondo. La respirazione è l’espressione chiara del nostro legame con la polarità, con il mondo dei contrari. I due poli dell’inspirazione e dell’espirazione ci incatenano ad esso dal primo all’ultimo istante della nostra esistenza.

Con il primo respiro facciamo il nostro ingresso su questa terra, con l’ultimo ne siamo già fuori. Con le recenti ricerche effettuate sulle condizioni al momento del trapasso, è stato dimostrato che quando le persone smettono di respirare, vivono esperienze che concordano tra loro in modo sconcertante, ma che, d’altro canto, non appartengono a questo mondo60.

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In seguito a studi fatti su persone in profonda meditazione, è stato possibile stabilire che le esperienze che avvengono al di fuori del corpo, in un nitro mondo spirituale, sono correlate a fasi in cui la respirazione è ferma.

A ciò contribuiscono anche le pupille dilatate e prive di reazione, che si comportano come se l’individuo fosse già morto. Il fatto che siano dilatate, forse a causa della paura e del grido iniziali, può indicare che i pazienti hanno inizialmente, di sfuggita, come in un lampo, l’impressione di un altro piano, che suscita in loro profondo terrore o un incredibile stupore.

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Si grida, in genere, di fronte a qualcosa di orrendo, di repellente, che supera le nostre forze, più raramente di fronte a qualcosa di incantevole. Anche la respirazione può fermarsi in seguito a uno spavento. Un grido di aiuto è tipico di questa situazione, analogamente all’urlo primordiale che può erompere dalle dimensioni più profonde del soggetto.

Il neuropsichiatra Oliver Sacks ricorda che anche Dostoevskij soffriva occasionalmente di aure epilettiche estatiche e cita quanto segue: «Ci sono dei momenti, che durano solo cinque o sei secondi, in cui si sperimenta l’esistenza di un’armonia divina …

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La terribile luminosità con la quale essa si manifesta e l’estasi di cui essa riempie l’uomo, sono spaventose. Se questo stato durasse più di cinque secondi, l’anima non lo potrebbe sopportare e dovrebbe fuggire via. In questi cinque secondi ho vissuto un’intera vita umana e sarei pronto ad abbandonare ogni cosa senza pensare di aver pagato troppo per questo … »61

Anche l’elettroencefalogramma sostiene le interpretazioni che vedono nell’attacco l’impatto con qualcosa di immane. L’attività elettrica propria del cervello cessa improvvisamente.

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I dispositivi di sicurezza fondono e una forza molto più forte prende il sopravvento. Il sistema nervoso dei pazienti non è in grado di sopportare in stato di consapevolezza la forza della nuova corrente. Siamo chiaramente vicini all’interpretazione che gli indiani danno della crisi epilettica, secondo la quale nell’epilessia si manifesta una forza divina.

Anche noi conosciamo queste idee dalla Bibbia, quando gli uomini non sopportano lo sguardo diretto di Dio, e vengono messi in guardia dall’affrontarlo. Come minimo si può constatare che nell’attacco epilettico si produce una forza di gran lunga superiore a quella dei pazienti.

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Né il sistema nervoso né la coscienza sono all’altezza di sopportarla. È come se si verificasse una commutazione improvvisa da una corrente alternata a una industriale. Secondo le esperienze raccolte con la terapia della reincarnazione, con l’epilessia ci si trova soprattutto di fronte all’irruzione di forze oscure e superiori.

Che dopo tutto ciò i pazienti abbiano bisogno di dormire è comprensibile. Quel sonno profondo e ancora quasi incosciente, che non rigenera, ma addirittura stanca, dimostra che le esperienze ad altri livelli devono essere ulteriormente portate avanti, oppure integrate in un processo che consuma le forze, motivo per cui occorre una rigenerazione.

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È ovvio che la testa faccia male dopo la crisi; in definitiva le è stato richiesto di svolgere un compito esagerato, sia per l’energia che in esso è stata consumata sia, probabilmente, per il suo contenuto. I pazienti recuperano le forze solo lentamente dopo il lungo viaggio ai confini della loro coscienza. In seguito sono relativamente rilassati e non si ricordano quasi di niente.

Dal fatto che in ogni grand mal alcune cellule del cervello vengano distrutte, possiamo trarre la conclusione che a lungo termine i soggetti si allontaneranno dalla propria testa e dalla propria volontà. Tale realtà è confermata anche dai quadri clinici di persone che soffrono di epilessia da molto tempo e che possono mostrare un rallentamento delle attività cerebrali che può arrivare fino alla demenza. 

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I sintomi della crisi petit mal vanno ancora oltre nel campo della psichiatria; ne accenniamo soltanto per sottolineare il fatto che muovono nella stessa direzione.

Dietro le assenze si nascondono stati crepuscolari che rapidamente si impossessano del paziente. La semi-incoscienza o crepuscolo è una situazione di passaggio da un piano all’altro: dal giorno alla notte o dalla veglia al sonno e viceversa.

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Le assenze costringono i pazienti a superare questi punti di passaggio tra i livelli, in questo caso tra lo stato di veglia e il sogno, o meglio, tra Io stato di veglia e il sonno. Il compito è allora chiaro: diventare consapevoli dell’esistenza di queste zone di penombra, per imparare a rivolgere volontariamente la propria attenzione verso di esse e per diventare cittadini dei due mondi.

Anche le apparizioni illusorie sono esperienze che provengono da un altro mondo. Il paziente che ha allucinazioni ottiche, vede qualcosa che nessuno oltre a lui è in grado di percepire. Lo stesso vale per le forme di allucinazioni acustiche, olfattive e tattili62, Il paziente evidentemente può e deve imparare a integrare nella vita queste altre dimensioni della sua realtà.

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Poiché con le immagini illusorie ci si trova di fronte a manifestazioni dell’ombra, i compiti che per lungo tempo sono stati repressi al di fuori della coscienza devono essere (ri)conosciuti e integrati.

Questo rapporto è ancora più evidente nei casi di delirio. Qui penetra l’ombra più pura, cioè quella più tenebrosa, che la psichiatria si limita a definire presenza estranea. Nel delirio si manifesta naturalmente tutto quello che i pazienti nella loro vita borghese non conoscono. Per molti aspetti sarà addirittura l’opposto.

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Questo fatto però non lo rende una presenza estranea, ma rivela che fa parte della realtà più profonda del paziente stesso: rappresenta la sua ombra, il suo altro lato oscuro. Quando esplodono «atti di violenza incontrollabili e senza senso», viene svelato, da un lato, che il paziente ha tenuto le sue energie sotto controllo per tanto tempo e in modo così totale che la loro unica via di uscita è stata quella di farsi largo con la forza.

D’altro lato si evidenzia che queste azioni, rapportate alla sua esistenza borghese, non hanno alcun senso; se però sono messe in relazione con la totalità della sua esistenza, rappresentano il suo altro lato oscuro, e da questo punto di vista acquisiscono maggior significato.

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Questa metà tenebrosa avrebbe evidentemente dovu¬to continuare a condurre una vita d’ombra, come già aveva fatto per un periodo fin troppo lungo, al punto che con un colpo di scena si è spinta alla luce della coscienza. Rientrano in questo contesto anche alcune aure più rare, quelle in cui le voci diventano sempre più forti e pressanti e la coscienza del soggetto viene eliminata una volta raggiunto il culmine della crisi.

I sintomi della fuga epilettica rispondono a esigenze specifiche. Il paziente è chiaramente rimasto per troppo tempo sulla stessa posizione, nello stesso luogo o legato allo stesso tema. Ora è indubbiamente spinto a farsi strada e visitare nuovi ambienti e altri mondi.

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L’espressione epilessia loquace spiega chiaramente il messaggio che questo tipo di crisi vuole lanciare: il malato non sceglie, in questo caso, di mordersi la lingua piuttosto che aprire la bocca. Il tempo dell’aristocratica e inibitrice riservatezza è finito.

Si è mantenuto calmo per molto tempo, ma ora ogni resistenza è stata abbattuta e la corrente a lungo bloccata defluisce nelle chiacchiere. Il sintomo rappresenta una rottura dell’argine, e da questo punto di vista tutti gli attacchi epilettici sono simili: sono come brecce di argini, che mettono in moto parti dell’essere finora trattenute.

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Unirsi alla potente corrente dell’energia vitale e lasciar fluire liberamente le proprie energie, o meglio, permettere loro di scaricarsi, fa parte certamente del compito che dobbiamo svolgere con priorità assoluta, compito che si manifesta attraverso l’avvenimento epilettico.

D’altro canto, qui è compreso anche l’invito ad aprirsi ad altri livelli, in particolare a quelli a cui il normale stato di coscienza non è in grado di accedere. La malattia ci parla di nuovi piani di coscienza, dei mondi del sogno e della fantasia, ma anche di apertura medianica verso altre dimensioni spirituali. 

In pratica risulta di grande aiuto molto di quello che, a prima vista e in accordo ai principi allopatici, sembrerebbe addirittura sbagliato. La terapia intensiva della respirazione, che non si arresta di fronte alle situazioni in cui le convulsioni interiori trovano espressione all’esterno, ha dato buoni risultati.

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In pratica risulta di grande aiuto molto di quello che, a prima vista e in accordo ai principi allopatici, sembrerebbe addirittura sbagliato. La terapia intensiva della respirazione, che non si arresta di fronte alle situazioni in cui le convulsioni interiori trovano espressione all’esterno, ha dato buoni risultati.

Rappresenta una possibilità di prevenire le contrazioni, in quanto affronta volontariamente il principio dello spasmo e scarica gradualmente le contrazioni del mondo fisico e di quello dell’anima.

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Anche un orgasmo vissuto pienamente ha dei paralleli e una certa affinità con un attacco. Anche in questo caso le energie si scaricano sotto forma di onde attraverso il corpo, pur se il punto focale è nel basso ventre e non nella testa. Anche la psicoterapia interpreta la crisi epilettica come uno spostamento di forze dall’alto verso il basso.

I pazienti non osano liberare tutte le loro energie sui piani inferiori, in genere descritti come sporchi, e spostano l’avvenimento, per così dire il grande orgasmo, al piano della testa, che ai loro occhi appare più pulito. Una vita sessuale intensa, che permette all’energia di fluire e di esplodere, è di conseguenza una terapia efficace contro l’epilessia.

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L’aspetto essenziale, però, è cedere volontariamente alle tendenze indicate dalla crisi, divenire cittadini di frontiera tra i mondi, intraprendere consapevolmente viaggi negli altri piani della realtà, che includono anche il regno delle ombre, e abbandonarsi alla forte corrente della vita.

Domande 
1. Quali grandi correnti contrarie si urtano nella mia anima? 
2. Quali possibilità di scarico dell’energia bloccata mi concedo, oltre agli attacchi epilettici? 
3. Dove avrei bisogno di rompere l’argine della mia anima? 
4. Posso lasciarmi andare senza freni? 
5. Quali segni di un altro piano ho ricevuto e ignorato? 
6. Come potrei dare volontariamente spazio dentro di me alle ombre? 
7. Sono capace di abbandonarmi ad altre forze? 
8. Quale rapporto ho con il mondo trascendente al di là della nostra abi¬tuale percezione di tempo e spazio? 
9. Posso immaginare di diventare un cittadino di frontiera tra i mondi?

59Con aura, in questo contesto, vengono indicati brevi preallarmi che precedono l’attacco vero e proprio. Ci sono aure sensitive, cioè a carico della vista, ma anche altre a carico dell’udito, del gusto e dell’olfatto. 
60Cfr. i lavori di Elisabeth Kubler-Ross e di Raymond Moody. 
61Oliver Sacks, Der Mann, der seine Frau mit einem Hut verwechselte, Hamburg, 1987. 
62 Le allucinazioni acustiche confrontano con un udito illusorio, quelle olfattive con un odorato dello stesso tipo, quelle tattili col tatto e infine anche le allucinazioni del gusto.

(Dott. Rudiger Dahlke)

Celiachia Eczemi Ovaio policistico

Infiammazioni collegate a Celiachia, Eczemi, Ovaio policistico ecc

I microrganismi che vivono nel sistema digestivo come risultato della loro attività, producono delle sostanze (dei metaboliti, come si dice in termine tecnico); per esempio ogni cellula usa delle sostanze che trova nel suo ambiente, le modifica chimicamente per trarne energia e quindi rilascia i residui di tali reazioni chimiche.

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L’articolo succitato spiega che tali metaboliti possono essere correlati per esempio all’infiammazione o alla riduzione dell’infiammazione (a seconda del fatto che siano prodotti da batteri benefici o patogeni), oppure all’arresto della crescita o all’apoptosi delle cellule (quel meccanismo protettivo per cui le cellule in certe condizioni si “suicidano” (meccanismo benefico quando riesce a funzionare nelle cellule cancerogene), e che alcuni prodotti del metabolismo batterico sono stati associati a malattie del fegato, dei reni e malattie cardiovascolari.

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Anche questo articolo si fonda su circa cento altri studi scientifici nel corso dei quali sono stati analizzati i microbiomi dei soggetti malati e confrontati con quelli delle persone sane (gruppo di controllo). Molti di questi studi saranno richiamati nel seguito quando si discuterà delle specifiche patologie.

Del resto se quanto sopra esposto è corretto, le persone che soffrono di disbiosi intestinale dovrebbero manifestare spesso più di una delle patologie ad essa correlate, ed in effetti diversi studi scientifici attestano questa realtà. Tra questi citiamo Psychological disturbance in atopic eczema: the extent of the problem in school aged children (“Disturbi psicologici nei malati di eczema atopico:

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l’estensione del problema nei bambini in età scolare”) nel quale si afferma che i bambini che soffrono di eczema soffrono di disturbi psicologici in misura doppia dei bambini del gruppo di controllo; ne segue una sensibile correlazione tra le due condizioni.

Poi abbiamo tre articoli che descrivono i legami clinici e biologici tra autismo e schizofrenia: Autism and schizofrenia (“Autismo e schizofrenia”) , Gene gut and schizophrenia (“Gene, intestino e schizofrenia”) e The gluten connection, the association between schizofrenia and celiac disease (“La connessione del glutine, l’associazione tra schizofrenia e celiachia”) .

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Abbiamo ancora Childhood autism, a complex disorder (“Autismo infantile, un disordine complesso”) , che mostra come bambini autistici e psicotici hanno in comune la presenza di particolari peptidi nelle urine.

La stessa condizione di peptiduria (peptidi riscontrati nelle urine) è stata rilevata nei soggetti con disturbo dell’attenzione, nei pazienti psichiatrici e nelle persone dislessiche, come confermano gli articoli Attention deficit disorders: a study of peptide-containing urinary complexes (“Disturbi da deficit dell’attenzione:

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uno studio su complessi urinari contenenti peptidi”) e Urine patterns, peptide levels, and IgA/IgG antibodies to food proteins in children with dislexia (“Analisi delle urine, livelli di peptidi ed anticorpi IgA/IgG alle proteine del cibi nei bambini dislessici”) .

Questi ultimi articoli in particolare segnalano la presenza di anticorpi a glutine e caseina (intolleranza a queste due proteine contenute in grano, frumento, orzo, farro, segale, avena, latte e derivati) e rimandano alla difficoltà di digerire completamente tali sostanze, alla conseguente produzione di peptidi, e al ritrovamento di questi peptidi nelle urine.

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La dottoressa Campbell segnala nel suo libro che tale condizione di peptiduria è stata rilevata anche nelle persone sofferenti di iperattività, psicosi post-parto, epilessia, sindrome di Down, depressione, artrite reumatoide e altre malattie autoimmuni. Tra questi peptidi particolarmente importanti sono le caeomorfine e le gluteomorfine.

Menziono ancora un interessante articolo intitolato Management of menstrual problems in adolescents with learning and physical disabilities il quale ci informa che i disturbi mestruali tra le adolescenti con disabilità fisica o disturbi dell’apprendimento sono più frequenti rispetto alla media delle donne.

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Per esempio la sindrome premestruale è più frequente tra le donne disabili, la sindrome da ovaio policistico è più frequente tra le donne epilettiche, l’iperprolattinemia con mestruazioni irregolari è comune nelle donne con sindrome di Down (a causa della maggiore frequenza tra di loro delle malattie tiroidee) .

Molti altri articoli scientifici che giustificano quanto finora scritto sono mostrati nel seguito del libro; rimando per altro coloro che ne volesse consultare altri a fare una ricerca sul web o a consultare la lunghissima sezione finale dei riferimenti scientifici del libro “La Sindrome Psico-Intestinale”.

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Per terminare segnalo alcuni articoli che confermano e approfondiscono quanto appena scritto sul rapporto salute/flora batterica/intestino/psiche:

– Il nostro (secondo) cervello che funziona «a batteri» La flora intestinale svolge un’azione decisiva di comunicazione fra l’apparato digerente e il sistema nervoso centrale . 
– I batteri e l’intestino umano: nuove evidenze sperimentali della complessità delle popolazioni batteriche intestinali .
– Uomini e batteri intestinali, storia di un destino evolutivo .

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Ad esempio sin dai primi giorni della vita l’organismo umano è popolato da alcuni ceppi fisiologici (benefici per l’organismo, a differenza dei più noti ceppi portatori di malattie) di Escherichia Coli che hanno la funzione di digerire il lattosio, produrre le vitamine K2, B1, B2, B6 e B12, e produrre le colicine, sostanze che impediscono la proliferazione dei ceppi patogeni dello stesso E. Coli. Altri batteri producono acido folico (detto anche vitamina B9), acido pantotenico, vitamine B1, B2, B3, B6 e B12 ed anche altre sostanze nutritive per il nostro organismo.

Bibliografia: 
http://scienzamarcia.altervista.org/pilastri.doc

I parassiti intestinali (ed anche gli altri)

La presenza di disbiosi intestinale spesso causa una proliferazione di vermi parassiti.

A causa della disbiosi intestinale si genera un flusso di tossine rilasciate dagli agenti patogeni che rendono più difficile tutto il processo digestivo (a partire dal livello di acidità dello stomaco che viene diminuito), le difese del sistema immunitario perdono efficienza, e quando le uova dei parassiti si schiudono, i vermi che ne vengono fuori riescono facilmente a diventare adulti e a riprodursi.

Anatomia, Batteri, Batterio, Viscere, Diarrea

La dottoressa Campbell afferma che i vermi parassiti seguono sempre la tossicità, e per quanto le infestazioni da parassiti dipendano un poco anche dall’igiene dell’ambiente in cui si vive, occorre ricordare che potremmo ingerire uova di vermi parassiti non solo mangiando alimenti non troppo bene lavati, ma anche semplicemente respirandole (tanto sono piccole e leggere alcune di esse).

I carboidrati mal digeriti sono uno dei cibi preferiti dai vermi, motivo per il quale la dieta dei carboidrati specifici può servire anche a togliere il terreno sotto i piedi a tali parassiti, riducendo quantomeno l’intensità dell’infezione (in certi casi la dottoressa Campbell suggerisce l’uso del farmaco mebendazolo nelle notti di luna piena).

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(97Esitono anche testimonianze aneddotiche di persone omosessuali che diventano eterosessuali dopo avere curato una candidosi sistemica).

È importante notare che i vermi parassiti non si trovano solo nell’intestino,

ma possono trovarsi anche nel fegato (fasciole epatiche) e in altri organi e tessuti, per cui il danno che possono causare tali ospiti indesiderati è davvero notevole. In certi casi le tenie allo stadio larvale, per esempio, formano delle cisti anche nel cervello, causando una malattia detta cisticercosi.

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Alcuni parassiti tropicali (assunti in genere mangiando carne o pesce crudo, ma talora anche verdure non bene lavate cui restano attaccate le uova) possono anche muoversi sotto la pelle, muoversi all’interno del cervello e causare tutta una serie di problematiche.

La lista dei problemi di salute che possono essere causati dai parassiti è davvero lunga, e spesso si tratta di sintomi comuni alla disbiosi intestinale. È anche per questo che spesso occorrerebbe considerare i due disturbi come un’unica manifestazione (disbiosi/parassitosi).

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Una caratteristica peculiare dei disturbi causati dalla parassitosi è quella di accentuarsi nei giorni (e nelle notti) di luna piena, talvolta anche nei giorni e nelle notti di luna nuova. Ogni plenilunio i vermi parassiti ritornano tutti nell’intestino per accoppiarsi;

per essere più precisi essi si accoppiano nelle notti di luna piena (specialmente in un orario tra le 2 e le 3 di notte), motivo per il quale in quei giorni ed in quelle notti intorno al plenilunio ci si può sentire particolarmente agitati, nervosi, si può soffrire di insonnia, si possono accentuare i sintomi di una dermatite o di una fibromialgia etc.

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Alcuni indicatori della presenza di parassiti sono: livelli elevati di immunoglobuline (IgE), livelli elevati di eosinofili (un tipo di globuli bianchi), livelli elevati di ammoniaca ed ossalati, bassi livelli di ferro (anemia) e di vitamina B12 (di cui si cibano sottraendola al nostro organismo).

Una lista parziale di sintomi, disturbi, patologie riconducibili alla parassitosi (secondo Andreas Kalcker), è la seguente: scarso sviluppo fisico ed intellettuale nei bambini, eruttazione cronica, fame esagerata, brama di dolci e latticini, rabbia, irritabilità, nervosismo, ansia, depressione, confusione, scarsa memoria, scarsa coordinazione, sbalzi d’umore, ossessioni, dolori alle giunture, crampi muscolari, fibromialgia, pancreatite, colite, gonfiore addominale, emorroidi, intestino poroso,

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malassorbimento, torpore delle mani e dei piedi, tachicardia, epilessia, anoressia, autismo, digrignamento dei denti, crampi, diarrea alternata a costipazione, mal di testa, prurito nella zona anale, pianto o riso incontrollato, impotenza, problemi mestruali, psoriasi, dermatite, secchezza della pelle, orticaria, alito cattivo, cattivo odore del corpo, vista offuscata, debolezza, stanchezza cronica, disturbi del sonno, addormentamento delle estremità, difficoltà ad inghiottire, salivazione eccessiva, accumulo o ritenzione di liquidi durante la luna piena, peritonite, anemia.

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Le larve dei parassiti, transitando nei polmoni (ebbene sì, i parassiti si muovo all’interno del nostro corpo, anche da un organo all’altro) possono causare anche sintomi a livello respiratorio, asma, bronchite, tosse cronica irritativa, polmonite, crisi respiratoria.

Uno dei motivi per cui i parassiti possano essere diventati in epoca moderna un problema di notevole rilevanza è anche la loro “globalizzazione” causata dalla facilità con cui gli uomini e le merci possono spostarsi nel mondo moderno (per mezzo di navi treni ed anche aerei intercontinentali) che ha portato nel giro di pochi decenni ad essere presenti un po’ ovunque sul pianeta dei parassiti una volta diffusi solo localmente, e per i quali le popolazioni indigene avevano sviluppato dei meccanismi di difesa immunitaria.

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Similmente a come cinque secoli fa gli indigeni delle Americhe furono falcidiati dal vaiolo e da altri virus portati dagli europei, adesso molte persone (ed anche molti animali) sono vittime di parassiti che appena qualche secolo fa erano completamente sconosciuti ai loro antenati .

Per giustificare sin da subito alcune delle affermazioni su esposte, cito l’articolo Parasite stress promotes homicide and child maltreatment (“Lo stressa da parassiti promuove l’omicidio ed il maltrattamento dei bambini”) che mostra come la violenza, il maltrattamento dei bambini e persino l’omicidio sono più frequenti da parte delle persone infettate dai parassiti; ci sarebbe da aggiungere che se i parassiti si sono insediati in un ospite umano è anche perché esso soffre di disbiosi, la quale a sua volta contribuisce ad uno squilibrio mentale (vedi più avanti il capitolo relativo).

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Il protocollo antiparassitario Kalcker-Maceda utilizza un’associazione di erbe e di farmaci secondo un calendario basato sul ciclo lunare, per debellare la parassitosi (non sempre basta una dieta paleolitica per sbarazzarsi di questi scomodi inquilini).

I principi attivi farmacologici utilizzati sono pirantel pamoato e mebendazolo (più noti con i nomi commerciali Vermox e Combantrim, che però è possibile farsi preparare da una farmacia galenica in modo da avere solo il principio attivo e non altre inutili e tossiche sostanze chimiche utilizzate come eccipienti),

sostanze che danno ben poco assorbimento sistemico al di fuori del tratto intestinale. Trovate una particolare versione del protocollo Kalcker nel libro Guarire i sintomi noti come autismo di Kerri Rivera. Alcune informazioni riassuntive su tale protocollo, e su

Verdure, Giardino, Vendemmia, Organici, Verde

altri procedimenti utili a liberarsi dai parassiti, le trovate più avanti nel presente libro.

Bibliografia Completa
http://scienzamarcia.altervista.org/pilastri.doc

Il sistema nervoso

Malattia Espressione dell’AnimA

Il sistema nervoso può essere considerato come il «terziario» del nostro corpo ed è il centro di comando e di controllo delle informazioni. Centralizza, immagazzina, restituisce e fa circolare i dati innati o acquisiti dall’individuo, permettendogli di esistere e di evolvere nel suo ambiente.

È evidente per ciascuno di noi che il ruolo del sistema nervoso è essenziale e che interviene in tutte le attività del nostro organismo.

Neuroni, Cervello, Neuroscienze, Rete

È suddiviso in due sottosistemi che sono il sistema nervoso centrale e il sistema nervoso autonomo, definito anche sistema neurovegetativo.

A livello organico è composto dal cervello, dal midollo spinale e dai nervi (periferici, simpatici e parasimpatici).

Il sistema nervoso centrale

Il sistema nervoso centrale controlla il pensiero, i movimenti consapevoli e tutte le sensazioni. È composto dall’encefalo, dal midollo spinale e dai nervi periferici. Qualsiasi pensiero conscio, qualsiasi decisione e azione volontaria passano dal sistema nervoso centrale.

Le malattie del sistema nervoso centrale

Nervi, Cellule, Seppia Dendriti, Eccitazione, Cervello
 
 
Gli squilibri del sistema nervoso sono il segno delle nostre difficoltà a controllare consciamente e intellettualmente la nostra vita e le emozioni vissute .
 
Durezza, eccesso di lavoro, tendenza a vivere tutto e a risolvere le cose con il pensiero e non con i sentimenti, si manifesteranno con squilibri, malattie o tensioni del sistema nervoso centrale.
 
 
L'immagine può contenere: testo
 
 
Anche la più grave epilessia, con i suoi momenti detti di «processo automatico», rappresenta una separazione dal sistema nervoso centrale a vantaggio del sistema autonomo.
 
(Michel Odoul)

La trementina e la sua efficacia contro Candida Batteri patogeni e Parassiti 

Artrosi, gotta, reumatismo, e tanto tanto altro ….

L’articolo Cytokines inhibit the development of liver schizonts of the malaria parasite Plasmodium berghei in vivo descrive un esperimento sui roditori, e mostra che l’iniezione sottocutanea di olio di trementina prima dell’inoculazione di un parassita unicellulare (anche 24 ore prima) ne inibisce la proliferazione.

Coni, Larice, Albero, Iglak, Coni Di Larice, Rametto
 
L’articolo attribuisce tale effetto protettivo ad una risposta del sistema immunitario mediata dalle citochine.
 
Parto da questo esempio apparentemente di secondaria importanza per mostrare che la trementina, ben lungi dall’essere un potente veleno, può essere, in opportune piccole dosi una sostanza medicamentosa, di cui non solo si studiano le applicazioni in campo medico e veterinario, ma il cui utilizzo è noto e sperimentato sin dall’antichità.

Persino il medico più famoso dell’antichità, Ippocrate, ne faceva uso.

Lärchenblüte, Larice, Conifera, Albero, Larice Europeo
 
Troviamo traccia di questo uso antico della trementina (un liquido che si ottiene dalla distillazione della resina delle conifere) nel libro La scienza dei Magi di Giuliano Kremmerz (Edizioni Mediterranee) dove a pagina 325 si legge dell’antico uso della trementina come vermifugo, stimolante, antidoto per il tetano e per la peritonite puerperale (del libro si possono leggere alcuni stralci su google books).
 
Scoiattolo, Mangiare, Carino, Il Roditore, Natura, Fame
 
Dell’antico uso della trementina riferisce anche l’articolo scientifico The essential oil of turpentine and its major volatile fraction (alpha- and beta-pinenes): a review (“L’olio essenziale di trementina e la sua più importante frazione volatile, alfa e beta pineni:
 
una rassegna”) , il quale spiega nel dettaglio l’azione di questa sostanza naturale contro molti patogeni, portando come referenze molti altri articoli scientifici che ne corroborano le affermazioni.

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Nell’articolo non viene però dettagliata nessuna procedura sul suo utilizzo terapeutico riguardo a modi, tempi, dosi, ed eventuale tossicità (la quale indubbiamente esiste superata una certa soglia.
 
Sul web troviamo diverse testimonianze dell’uso di questa sostanza (estratta dalla resina del pino) non solo come agente contro candida e patogeni intestinali (e non), ma anche come antiparassitario.
 
Larice, Pigna, Macro
 
Una testimonianza particolarmente rilevante è quella descritta dalla dottoressa Jennyfer Daniels nel suo libro (un e-book gratuito) The candida cleaner .
 
La dottoressa Daniels ha subito una pesante repressione da parte delle autorità istituzionali per il fatto che invece di imbottire i propri pazienti di farmaci sintomatici si impegnava a curarli per davvero per mezzo di cambiamenti allo stile di vita e all’alimentazione stato pesantemente (decidete voi se questo ne fa un professionista più o meno attendibile, magari leggendo anche il suo libro di denuncia sul sistema sanitario moderno basato sulla somministrazione di farmaci si sintesi che alla lunga risultano persino mortali.
 
Larice, Natura, Albero, Fiore, Impianto, Foglia, Vicino
 
Il libro si intitola The lethal dose (murder by medicine is no accident) ovvero “La dose letale (la morte a causa della medicina non è un incidente)” .
 
Il suo libro sulla trementina parte da una chiacchierata con un paziente la cui nonna utilizzava la trementina e quindi descrive la sua esperienza di utilizzo di questa sostanza (in opportune e piccole dosi) dapprima su se stessa e poi su alcuni pazienti disposti a sperimentare questo metodo di cura una volta molto diffuso tra le persone meno abbienti, specialmente tra le comunità afro-americane.

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La dottoressa spiega che l’uso tradizionale è quello di inzuppare letteralmente una zolletta di zucchero nella trementina: lo zucchero rappresenta l’esca per la candida (ed altri patogeni e parassiti che di esso sono ghiotti) mentre la trementina rappresenta il veleno che sta dentro l’esca.
 
Queste prime esperienze, l’hanno portata a dedurre che la dose massima per un adulto è di un cucchiaino da tè (per l’esattezza 5 ml) di trementina per inzuppare tre cubetti di zucchero (piccoli però, di un cm3), due volte alla settimana.
 
Larice, Alpine, Tyrol, Bruciatore, Nößlach, Albero
 
Se fosse vero sarebbe un incredibile miracolo, una medicina da prendere appena due volte a settimana, altro che protocolli complicati!
 
Però la dottoressa afferma che per funzionare per bene la cura comprende anche tutta una serie di passaggi preliminari di modifica della dieta e di ottimizzazione delle funzionalità degli organi dedicati alla depurazione, giacche (come abbiamo già visto in precedenza) uccidere i patogeni significa spesso esporsi a delle pesanti reazione di disintossicazione e bisogna essere in grado di smaltire questo flusso di tossine.
 
Larice, Cono Di Conifera, Ramo, Ramoscello, Natura
 
In alternativa è forse ipotizzabile partire da dosi microscopiche espresse in gocce e piano piano aumentare non superando mai le dosi di due cucchiaini da tè a settimana (per un adulto); di pari passo ovviamente, in qualsiasi tentativo di riduzione della disbiosi intestinale, occorre integrare probiotici e/o cibi fermentati.
 
Ovviamente la dottoressa Daniels, quando parla di trementina, intende puro olio di trementina di grado alimentare, e non una qualsiasi sostanza reperibile in ferramenta o sullo scaffale di un supermercato o in un colorificio (dove è facile trovare trementina mescolata con prodotti derivati dal petrolio).
 
Risultati immagini per trementina pianta
 
Ci si riferisce quindi a trementina purissima di grado alimentare, o a trementina rettificata; la trementina rettificata è quella sottoposta a doppia distillazione, ed è anche quella utilizzata in ambito medico per applicazioni topiche. La migliora è che abbia la Cromatografia dei gas essendo un olio essenziale e la percentuale del chemitipo.

Purtroppo, a differenza del biossido di cloro, per la trementina non è possibile dire che il suo utilizzo sia assolutamente sicuro, ma occorre anche qui non confondere tra effetto tossico (che si ha anche con un antibiotico o un analgesico preso a dosi maggiori di quelle terapeutiche) e reazione di Herxheimer (ovvero le tossine liberate dai patogeni uccisi dal rimedio).
 
Ragazza Triste, Ragazza Piange, Dolore, Attrice
 
Sicuramente bere mezzo bicchiere di trementina può essere alquanto rischioso, come è rischioso inghiottire tutte in una volta le capsule di una confezione di farmaci; persino bere 5 litri di acqua in un giorno solo può costituire un grosso rischio per la salute.
 
Ugualmente pericoloso è assumere un etto di sale in un giorno solo, quando un pizzico di sale non fa certo male (specie se è integrale).
 
Cervello, Infiammazione, Corsa, Medico
 
In realtà spulciando diversi antichi libri di medicina si scopre che molte malattie citate in questo libro e correlate a disbiosi/parassitosi si curavano un tempo con l’olio di trementina pura (trementina rettificata) o con l’olio essenziale di trementina, sia per via orale che per via rettale (clisteri) e le dosi in alcuni casi sono persino maggiori di quelle più prudentemente enunciate dalla dottoressa Daniels.
 
Sicuramente bisogna stare attenti e prendere con le dovute cautele alcune informazioni che vengono da questi libri, scritti in un’epoca in cui non c’erano ancora gli studi in doppio cieco con gruppo di controllo, ed in cui (appunto per questo) si utilizzavano anche pseudo-rimedi inutili se non addirittura dannosi (vedi il ricorso al salasso o a rimedi a base del tossicissimo mercurio).
 
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Quello che conforta è proprio il fatto che nella grande maggioranza dei casi si tratta di testimonianze sulla cura di malattie che in questo stesso libro abbiamo visto essere legate alla condizione di disbiosi/parassitosi.

Il primo libro che passo in rassegna è Instituzioni di materia medica di Domenico Bruschi (con note del dottore Giovani Pozzi, Volume 2, Società Editrice, Milano 1837) nel quale troviamo i seguenti riferimenti alla trementina.
 
Pancia, Cuore, Amore, Ragazza, Relax, Rilassarsi
 
A pagina 113 si discute dall’associazione di un olio animale (olio di DIppel) all’olio di trementina, come mezzo antielmintico (contro i vermi parassiti); questa mistura al 75% di trementina viene indicata dal dottor Chabert come valida anche per espellere le tenie, assumendone un cucchiaio da caffè al giorno ed aumentando pian piano la dose.
 
A pagina 254 si afferma che la trementina, al pari di altre sostanze, ha una sorta di “affinità elettiva” per i reni, ed ha effetto diuretico.
 
Amore, È Morto, Croce, Spine, Corona, Cuore, Bibbia
 
A pagg 293-309 troviamo un lungo capitolo (circa 15 pagine) sugli usi medici della trementina. Secondo l’autore la trementina in generale è stimolante, ed eccita a maggiore attività gli organi secernenti; egli riporta il fatto che gli antichi medici conoscevano già la trementina come rimedio antisettico, e non dubitarono perciò di usare la trementina nella cura di quelle malattie, che eglino riferivano alla classe dei morbi originati da stato di setticismo negli umori.

Della trementina si afferma la validità terapeutica per le affezioni dei reni, suppurazione dei reni, piaga e catarro della vescica, di gonorrea acuta o cronica. Si segnalano le testimonianze nella letteratura medica antecedente di casi cachessia cronica e di amenorrea curati con la trementina.
 
Massaggio, Spalla, Umano, Relax, Massaggio Classico
 
Si segnalano altri successi ottenuti nei confronti di malattie cutanee, nel reumatismo acuto e cronico, nell’artrite e nella gotta, Uno dei metodi di somministrazione della trementina (egli considera specificamente quella di Venezia, ottenuta dalla distillazione della resina del Larice), anzi quello che l’autore considera il migliore, consiste nel formare con questa sostanza dei boli, riunendola a sufficiente quantità di zucchero polverizzato, di amido, di polvere di liquirizia e di gomma arabica. Altro metodo consiste nello sciogliere la trementina nel tuorlo d’uovo.
 
Risultati immagini per larice pianta
 
Le dosi indicate sono fino a 2 grammi, per due o tre volte al giorno.
Notevole quanto riferito dei clisteri con la trementina, laddove va ricordato che un’oncia corrisponde a circa 30 grammi.
 
Siccome contro alcune malattie intestinali si sono lodati da qualche medico scrittore i clisteri colla trementina; cosi ci piace indicare che la dose di questa sostanza da impiegarsi per ogni clistere può essere da mezz’oncia ad un’oncia.
 
Backpain, Mal Di Schiena, Indietro, Dolore, Dorso
 
(…) E infine d’avvertirsi che alcuni clinici si sono utilmente serviti della iniezione di clisteri preparati coll’olio di trementina, tanto nei casi di verminazione, quanto ancora nella cura di certe speciali malattie del tubo intestinale.
 
L’autore quindi inizia a discutere dell’olio di trementina che si ottiene dalla distillazione della trementina stessa, il quale, oltre ad azione diuretica, ha una forte azione antiparassitaria, e che secondo alcuni medici dell’epoca è considerato il rimedio d’elezione contro i vermi parassiti, più forte anche del decotto di radici di melograno.
 
Medicina Alternativa, Bellezza, Cinese
 
Egli riporta che il dottor Pommer utilizza contro le tenie da due a quattro once al giorno di olio di trementina suddivise in 4 somministrazioni ad intervalli regolari nel corso della giornata.
 
Detto questo alcuni amici che hanno sperimentato la trementina non sono riusciti ad andare oltre i 10 ml in una volta sola, dose che ha procurato qualche fastidio di un certo rilievo, come problemi emorroidari.
 
Bambino, Istruzione, Paura, Terrore, Violento
 
Un altro medico inglese citato nel libro consiglia l’assunzione di un’oncia di olio di trementina la mattina a digiuno, ripetendo la somministrazione per 3/4 giorni, utilizzando una mistura di olio di trementina e olio di ricino nei soggetti più sensibili ad irritazione intestinale (l’olio di ricino essendo un purgante, rallenta il tempo in cui la trementina resta nel corpo del paziente).
 
Di seguito nel libro si passa a trattare di affezioni dei nervi curabili con la trementina, ovvero certi casi di paralisi, di epilessia (che quanto meno migliorano in seguito alla somministrazione di trementina), di ogni sorta di nevralgia, e persino di un caso di idiotismo (è presumibile che l’idiotismo fosse in realtà il risultato di disbiosi e parassitosi, risolto per l’appunto dall’azione della trementina contro la candida, i batteri patogeni ed i parassiti).

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Dopo avere discusso dei problemi che pone l’uso della trementina in pazienti con irritazione dell’intestino, che rischiano seri effetti collaterali se prima non si risolvono per altro mezzo questi problemi, l’autore menziona 12 casi di guarigione dalla febbre gialla per mezzo dell’olio di trementina.
 
Viene quindi menzionato l’uso delle frizioni con olio di trementina lungo la colonna vertebrale contro dolori reumatici, artritici e gottosi, per risolvere le ecchimosi e trattare alcune specie di tumori.
 
Ritratto, Bambino, Le Mani, Nascondi
 
A pag 304 leggiamo persino della guarigione dal tetano per mezzo dell’olio di trementina! Il dott. Hutehin son riferisce un’ osservazione dalla quale risulta, che l’olio di trementina ha giovato in un caso di tetano; la quale malattia fu inutilmente trattata in prima col salasso, coll’oppio, e con altri decantati rimedi antispasmodici:
 
il medico inglese ha in questa circostanza amministrato il rimedio alla dose di mezz’oncia, mescolato ad una decozione di orzo in ogni due ore.
 
Hamburger, P, Patatine Fritte, Pancia
 
Il dott. Toms animato dall’ esito felice avuto da Hutchînson nella cura del tetano, mediante l’olio di trementina, usò questo stesso rimedio in una giovane tetanica, nella quale si ebbe in breve spazio di tempo un simile avventurato risultamento:
 
nella giovane di Toms il tetano tornò a svilupparsi, per particolari cagioni, ben altre quattro volte,e sempre fu dissipato prontamente collo stesso rimedio.
A pagina 308 viene poi descritto un metodo per eliminare dall’olio di trementina il pessimo sapore, lasciando intatto il principio medicamentoso:

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Il dott. Nimmo di Glascow ha immaginato un particolare processo farmaceutico per avere l’olio di trementina cosi depurato: egli propone di mescolare a questa sostanza un’ottava parte di alcool purissimo, di agitare il miscuglio, di lasciarlo in riposo per alcun tempo, e quindi di decantare diligentemente il liquido alcoolico che sopranuota:
 
ripetendo questa operazione per quattro o cinque volte, ed usando sempre la stessa quantità di alcool, assicura il farmacista di Glascow, che l’olio di trementina del commercio perde, con tal mezzo di depurazione, quasi ogni sua sensibile qualità, e che si può far prendere a larga dose agl’infermi senza che essi ne risentano alcun incomodo, e senza che si diminuisca l’ attività del rimedio.
 
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A Pag 308 troviamo anche l’interessante parere di un altro medico britannico
Il dott. Money, che abbiamo già altre volte nominato in questo articolo, sostiene a tutta possa, che l’olio di trementina deve prescriversi a dose forte, ed asserisce di aver egli osservato che le piccole dosi di questo medicamento danno luogo allo sviluppo di sintomi gravi, i quali non si vengono giammai avvenire in seguito all’uso delle grandi dosi, e ciò perché amministrato a piccole dosi si trattiene esso troppo lungo tempo nell’interno delle vie digerenti, il che non accade allorquando il rimedio si sia fatto prendere in larga copia.

Cibo, Patatine Fritte, Burger, Pasto, Pranzo, Chip
 
Queste parole vengono riportate sia per dovere di cronaca, sia per mostrare che uno dei problemi più importanti riguardo alla trementina è proprio quello del dosaggio e del protocollo di utilizzo. Probabilmente il suggerimento più sensato è quello di iniziare con poche gocce ed aumentare molto lentamente per verificare se e quando compaiono reazioni di Herxheimer, o altri effetti collaterali.
 
Per quanto riguarda l’assunzione, come abbiamo visto lo si utilizzava da solo, mescolato allo zucchero, all’olio di ricino, a grasso animale, mescolato al miele, ed anche associato a un po’ di amaro (come il famoso amaro svedese, che pare ne potenzi l’efficacia).
 
Mirtillo, Blu, Delizioso, Frutta, Cibo, Dessert, Sweet
 
Un altro libro che parla diffusamente della trementina è il Dizionario Compendiato di terapeutica di Lad. A. Szerlecki di Varsavia (Minerva Sebezia editore, Napoli 1842).
 
Si parla di trementina utilizzata per problemi mestruali, per combattere la blenorragia (infezione a trasmissione sessuale), per curare i calcoli biliari, i calcoli delle vie urinarie, il catarro vescicale, la cefalea (sia clisteri che assunzione orale), il colera (frizioni di trementina – uso esterno – e assunzione orale -10 30 gocce 3-4 volte al giorno nei bambini) , contro l’infestazione da tenia (varie dosi nel giro di 12 ore fino ad evacuazione della tenia a pezzetti), corea.
 
Mirtilli, Estate, Frutta, Fresco, Sano, Sweet, Organici
 
In alcuni casi si propone l’utilizzo della trementina come cura per il diabete e la diarrea, l’epilessia causata da commozione cerebrale (assunzione orale), contro il tifo, la cancrena secca, la sciatica, erisipela (assunzione orale e clisteri nonché applicazione esterna), ritenzione urinaria, nevralgie, idropisia, ernie strangolate, malattie mentali come il cosiddetto isterismo, leucorrea, emorragia uterina, alcuni casi di peritonite.
 
Si discute anche dell’uso esterno della trementina come antispasmodico, come rimedio per la debolezza muscolare (frizioni lungo la colonna vertebrale), frizioni nella zona dei reni per potenziarne l’attività, linimento per l’artrite, spugnature per l’idrocefalia, applicazione locale per l’indurimento del tessuto cellulare del neonato e per la paralisi, balsamo di trementina per le ulcere degli estremi inferiori.

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Altri utilizzi sono per il mal di denti (canfora e trementina, non è chiaro che tipo di uso, ma suppongo locale), iridite (assunzione orale e vapori), oftalmia (vapori e un goccio spalmata sul bordo della palpebra), reumatismi (assunzione orale e frizioni locali), scabbia (unguento alla trementina).

Interessante anche una testimonianza sulla cura delle malattie infettive

Primavera, Albero, Fiori, Prato, Tronco D'Albero
 
Il dottor Delony adoperava con vantaggio l’olio di trementina alla dose di 10–60 gocce con 1–3 cucchiaiate di olio di ricino) durante un’epidemia di scarlattina maligna, nei casi in cui la eruzione avveniva difficilmente. ( Boston Journ., t. x, p. 95)
 
Il dottor Cheyne faceva distillare per parecchie volte l’olio di trementina con parti eguali di alcool, e lo somministrava 3 volte al giorno. Inoltre faceva dei cataplasmi coll’aggiunta della farina di semi di lino, da applicare in caso di nevralgia nel primo giorno dalla tuberosità dell’osso ischio fino alla metà della coscia, per 6 ore; nel secondo giorno si ricovre il secondo terzo seguente della coscia, e nel terzo, il terzo inferiore.
 
Dente Di Leone, Semi, Fiore, Natura, Impianto, Estate
 
Questo pratico pensava che così amministrata, l’essenza serbava tutte le proprietà antinevralgiche ed era esente dai suoi inconvenienti. Sull’uso locale per le ustioni ecco due citazioni dal succitato libro Quando vi ha formazione di vescichette, il sig. D. fa uso dell’olio caldo di trementina, badando che questo non venga in contatto colla pelle sana;
 
VERGARI fece disparire una scottatura di primo grado per mezzo delle unzioni di vernice composta di alcool e di trementina e di sandaracca. In meno di un quarto d’ora il gonfiore ed il dolore erano scomparsi. (Osservatore medico, Gennaio, 1810).
 
Crema Di Zucca, Brodo, Arancione, Zucca, Mangiare
 
Continuando la lettura si trovano indicazioni della trementina per la cura del singhiozzo, la stitichezza (clistere con 30 grammi di olio di trementina), indurimento del testicolo (spesso causato dalla blenorragia, si parla in questo caso di assunzione orale), tic dolorosi alla faccia, tigna (pomata con la trementina), malattie croniche delle articolazioni e tumori indolenti (frizioni con un linimento a base di trementina), le ulcere profonde (balsamo a base di trementina)
 
Contro il tetano si riferisce di successi ottenuti sia con l’assunzione orale che con i clisteri; in alcuni casi con trementina mescolata ad olio di ricino. Contro la tenia c’è chi prescrive assunzione orale di due dosi di trementina e se il verme non è ancora uscito, la sera un clistere con addirittura 90 grammi (tre once di trementina)

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Un altro medico consiglia due once di trementina a digiuno, e dopo un poco una terza che agisce come purgante.
 
Contro i vermi parassiti viene riportata la procedura di un certo Alexander
Dopo aver amministrato alcuni leggieri lassativi, adopera ordinariamente l’essenza di trementina che alcune volte mescola all’olio di ricino.
 
Brodo, Zuppa Di Manzo, Zuppa Di Spaghetti
 
Egli continua ordinariamente questa cura per una quindicina di giorni, avendo cura di unirvi verso la fine alcune bevande amare, e l’uso delle polveri di carbonato di ferro, di china, e di rabarbaro. (The Lond. med. Gaz., 1833, nov.)
 
Altro uso della trementina è quello dei vapori contro la tubercolosi e la tosse convulsiva : Dopo aver ben umettato il petto o la gola colla trementina, copre la parte con un pezzo di flanella per impedire l’accesso dell’ aria e nel tempo stesso per aumentare la irritazione alla superficie.
 
Zuppa, Verdure, Pentola, Cucina, Cibo, Sano, Carota
 
Quando si crede necessario accrescere la proprietà antispasmodica , vi si aggiunge un poco di canfora o di laudano. Raramente bisogna ripetere queste applicazioni più di una o due volte al giorno, a meno che i sintomi fossero gravissimi.
Tra le tante citazioni raccolte in questo libro sono riporto ancora una relativa all’espulsione dei calcoli biliari
 
Olio Essenziale: https://www.aroma-zone.com/info/fiche-technique/huile-essentielle-terebenthine-bio-aroma-zone
 
RINNA DE SARENBACH amministrò in un caso con successo le pillole composte di trementina, di sapone, di un poco di rabarbaro, e di polvere di cicuta acquatica (Phelandr. aq.); egli inoltre dava l’acqua di lauro ceraso collo sciroppo di rabarbaro, ed a capo di 8 dì, già uscirono, nelle evacuazioni ventrali, dei calcoli della dimensione di 1 pollice e mezzo lunghi, e larghi un pollice.
 
Durante l’accesso, il signor R. DE S. sollevava l’infermo colle bevande acidolate, coi fomenti sulla regione epigastrica, e soprattutto coll’unguento composto di estratto di belladonna, 3j; e di sugna, 3ij. (R. de S. Repert. der vorz. Operat. meth. KURARTEN, ec. Wien, 1835)
 
926 Pubblicato su Medical Hypotheses. 2006;67(5):1136-41, autore Eby G A; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16797866.
27 Pubblicato su International Journal of Preventive Medicine. 2012 Nov; 3(11): 791–797, autori Alaleh Gheissari, Amin Ziaee et al.;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3506091/.
928 Pubblicato su Critical Care Medicine 1992 Feb;20(2):263-75, autori Harkema J M, Chaudry I H; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1737460.
929 Pubblicato su European Journal of Immunology 1992 Sep;22(9):2271-5, autori Vreden S G, van den Broek M F, Oettinger M C, Verhave J P, Meuwissen J H, Sauerwein R W; abstract suhttp://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1516619, articolo complete suhttp://www.researchgate.net/…/41669083_The_essential_oil_of….
930 Pubblicato su Internal Journal of Occupational Medicine and Environmental Health. 2009;22(4):331-42, autori Mercier B, Prost J, Prost M;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20197260.
931 http://candidacleaner.s3.amazonaws.com/The_Candida_Cleaner.….
932 http://www.amazon.com/Lethal-Dose-Murder-Medi…/…/B00DR6JPNW….
933 Questo libro, come il successivo che viene citato, assieme a decine di altri, si può consultare e/o scaricare liberamente da google libri..

Artemisia (Artemisia vulgaris)

Parti usate: sommità fiorite, radici, foglie.

Ricca d’olio volatile, lattoni sesquiterpenici, flavonoidi, derivati cuminarici e triterpeni.

Artemisia, Artemisia Vulgaris, Allergia Ai Pollini
 
Altri nomi volgari dell’Artemisia sono: canapaccia, amarella, assenzio di siepe.
Ha proprietà emmenagoghe, sedative, antispasmodiche, vermifughe, toniche, aperitive e digestive. Si usa tutta la parte aerea della pianta.
 
Questa pianta può essere utile come coadiuvante nelle mestruazioni difficili e dolorose, nelle convulsioni, nei turbamenti nervosi uterini, nell’epilessia e nella menopausa precoce.
 
Artemisia, Artemisia Vulgaris, Allergia Ai Pollini
 
Modalità d’uso: sommità fiorite un cucchiaio da tè per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare a riposo per 15 minuti, filtrare, dose: tre tazze al giorno tra i pasti.
Radice: 50 g di radice polverizzata in 50 g di miele, quattro cucchiai da caffè al giorno.
 
Per preparare il vino d’artemisia, fare macerare 60 g di pianta in un litro di vino rosso. (per amenorrea delle clorotiche), mezzo bicchiere prima dei pasti principali.
Il cataplasma: foglie e sommità fiorite sul basse ventre (scaldate a vapore) accelera il flusso e facilita l’espulsione dei grumi con le mestruazioni dolorose.
 
Ragazza, Bellezza, Favole, Fantasia, Femminile, Capelli
Infuso, in parti uguali artemisia e borsa del pastore, mischiare, calma le mestruazioni dolorose ed abbondanti. (Un cucchiaio da tè per una tazza d’acqua bollente, tre tazze al giorno).
 
Rispettare il dosaggio consigliato, in dosaggi elevati può causare intossicazioni, insonnia, incubi notturni, convulsioni, vomito.
 
Controindicazioni: stati ipocloridrici, allergie alla pianta, da non assumere durante la gravidanza.
Risultati immagini per Artemisia vulgaris
Proprietà: favorisce le regole “il ciclo mestruale”, calma i dolori mestruali, per vertigini e lipotimia, epilessia, dispepsia atonica, astenie, (neuroastenia), è utilizzata nel trattamento della colite, diarree, dispepsie e cattivo assorbimento degli alimenti.

Come calmante: calma i dolori ed i crampi intestinali.

Mattina, Ragazza, Bella, Femminilità, Tenerezza
 
Combatte la pigrizia del fegato e della vescica biliare, aumenta il flusso biliare, aiuta ad assimilare ed utilizzare gli alimenti, vermifugo per ascaridi, ossiuri, tenia (in dosaggio elevato 10-20 gocce ogni 2 ore per uso orale, inoltre 3-4 gocce sull’ombelico e pancia 2-3 volte al giorno).
 
Considerata come stimolante uterino, si consiglia per prevenzione dell’aborto e per ridurre o arrestare il sanguinamento mestruale. Previene il mal d’auto, mal di mare e d’aria, così come Menta e Limone. Trova il suo utilizzo anche nella depressione e tristezza.
 
Donna, Addormentato, Ragazza, Sonno, Sogni, Viso
 
Aumenta le autodifese e la prevenzione delle malattie, agisce in sinergismo con i rimedi antitumorali. Disponibile sottoforma di OE, MicroDosi, anche sottoforma di capsule, di TM 30-40 gocce al giorno, 30 minuti prima del pasto con poca acqua o infuso di menta.

Cocco

Da qualche tempo il cocco, in particolare l’acqua e l’olio di cocco, gode di molta attenzione.

Si racconta che l’acqua di cocco venisse somministrata per via endovenosa ai feriti durante la Seconda guerra mondiale, e sentiamo parlare di guarigioni miracolose avvenute per aver introdotto l’olio di cocco nella propria alimentazione. Tutto questo è fondato.

Cibo, Noce Di Cocco, Frutta, Sano, Olio Di Cocco

Ma vediamo cosa non è ancora stato scoperto. Il cocco moltiplica il potere degli altri cibi salutari con cui entra in contatto e ne rafforza le proprietà benefiche. Per esempio, l’acqua di cocco aggiunta al prezzemolo in un centrifugato, ne aumenta del 50 per cento la capacità di rimuovere gli acidi improduttivi dal corpo e accresce enormemente gli effetti degli oligoelementi contenuti in quest’erba, già di per sé benefici.

Oppure, se aggiungi la polpa di cocco a un’insalata, gli altri ingredienti – cetrioli, lattuga, pomodori, spinaci e tutto ciò che ha proprietà terapeutiche – diventano più nutrienti e aumentano il proprio potere trasformativo.

Olio Di Cocco Sul Cucchiaio Di Legno

Il cocco fa sì che un cibo realizzi il suo massimo scopo attivando aminoacidi, vitamine e altre sostanze nutritive in esso contenute, nutrendo te e facendo in modo che tu possa realizzare lo scopo della tua vita … e la tua straordinaria missione.

L’acqua di cocco fornisce al sangue un apporto vitale di glucosio e Sali minerali, come il potassio e il sodio, fondamentali per la produzione dei neurotrasmettitori chimici: se mancano i neurotrasmettitori chimici che ci servono, possono subentrare insonnia, apnea notturna neurologica e altri disturbi del sonno. La cosa migliore da fare per prevenire questi problemi è bere acqua di cocco: è il rimedio più efficace in assoluto per supportare i neurotrasmettitori.

Maldive, Albero Di Cocco, Mare, Località, Estate

Per chi ha problemi d’infertilità o disturbi all’apparato riproduttivo, gli oligoelementi e gli elettroliti dell’acqua di cocco nutrono i tessuti di quest’area. L’acqua di cocco è molto importante anche per chi soffre di ipoglicemia e di squilibri glicemici, compreso il diabete; è fondamentale per chi ha le ghiandole surrenali ipoattive o iperattive ed è un ottimo rimedio per ogni genere di disturbo cerebrale e neurologico.

L’acqua di cocco porta benefici a chi soffre di Parkinson, Alzheimer o altre forme di demenza, è eccellente per prevenire l’ictus e offre un supporto speciale per le malattie agli occhi. La polpa di cocco (e l’olio che ne deriva) esercita un’azione antipatogena grazie al contenuto di acido laurico che si combina con altri antiossidanti, perciò è l’ideale se hai bisogno di un cibo antibatterico o antivirale.

Brodo, Zucca, Noce Di Cocco, Crema Di Zucca

Quando il cocco scende dallo stomaco all’intestino, uccide tutti gli agenti patogeni che incontra, in più i suoi acidi grassi a catena media scompongono gli altri grassi e aiutano il corpo a espellerli.

MALATTIE
Noce Di Cocco, Dado, Conchiglia, Marrone, Polpa

Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre il cocco nella tua vita.
Sindrome da tachicardia ortostatica posturale, morbo di Addison, sindrome di Raynaud, affaticamento surrenale, ipoglicemia, diabete, cancro alla tiroide, tachicardia, fibrillazione atriale, depressione, ansia, disturbo bipolare, sindrome di Asperger, insonnia, convulsioni, malattie del nervo ottico, glaucoma, emicrania, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer, demenza, virus di Epstein-Barr/mononucleosi, HHV-6, HHV-7, HHV-8, HHV-9 e i non ancora scoperti HHV-10, HHV-11 e HHV-12,

Frutta, Piastra, Antipasto, Fresco, Nutrizione

malattie della tiroide, herpes zoster, disturbo da deficit di attenzione e iperattività, autismo, noduli alla tiroide, infezioni alle vie urinarie, infertilità, batterie scariche dell’apparato riproduttivo, sciatica, polmonite batterica, malattia di Lyme, micoplasma, Chlamydophila pneumoniae, parassiti, sindrome del tunnel carpale, ipertensione, papilloma virus, norovirus, pancreatite, sindrome da proliferazione batterica nell’intestino tenue, scottature solari.

SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre il cocco nella tua vita.

Cioccolato, Noce Di Cocco, Dessert, Delizioso, Sweet

Palpitazioni, crisi epilettiche, aritmia, ansia, confusione mentale, vista appannata, paralisi di Bell, perdita della memoria, accumulo di peso, allergie alimentari, spalla congelata, dolore alla mascella, nevralgia, tutti i sintomi neurologici (anche formicolio, intorpidimento, spasmi, contrazioni involontarie, neuropatia e oppressione al torace), mal di schiena, sensibilità alle sostanze chimiche, carenza di minerali, spossatezza, apatia, malessere, disidratazione, mal di testa, difficoltà a deglutire, difficoltà respiratorie, infiammazioni al tessuto connettivo, mal d’orecchio, mal di piedi, pressione alta, disturbi del sonno, piastrine basse, nervosismo, fischio o ronzio all’orecchio (acufene), frequente bisogno di urinare.

SUPPORTO EMOTIVO
Noce Di Cocco, Spiaggia, Sabbia, Spiaggia Di Sabbia

Conosci qualcuno che reagisce dicendo: “In che modo questa cosa mi riguarda?”. Se la risposta è affermativa, offrigli del cocco in qualunque forma. Il cocco giova alle persone narcisistiche, egocentriche, autocentrate e totalmente assorbite dalla propria visione del mondo. Il cocco apre i canali emotivi a chi ha bisogno di lasciar andare la dipendenza dall’ego e imparare a considerare i valori e i bisogni degli altri, oltre ai propri.

INSEGNAMENTO SPIRITUALERisultati immagini per burro COCCO
Le palme da cocco sono pronte a lasciar cadere i frutti se c’è una bufera. È un gesto che deriva dalla loro saggezza e capacità di sopravvivenza: possono trattenere le noci e rischiare che vengano abbattute dalle raffiche di vento, o lasciarle andare e renderle meno vulnerabili.

Una lezione che tutti dovremmo imparare. Quando la vita diventa impetuosa, a volte dobbiamo lasciar andare qualcosa che ci è molto caro, anche se ci sembra la fine del mondo. Le palme da cocco c’insegnano che prima o poi tornerà il sole e che l’importante è restare incolumi.

SUGGERIMENTI
Noce Di Cocco, Dado, Conchiglia, Marrone, Polpa

Quando compri l’acqua di cocco, assicurati che sia chiara o abbia solo leggere venature rosa. Non è vero che se è rosa intenso o rossastra è benefica, tutt’altro: il colore segnala che si sta ossidando rapidamente e sta andando a male.

Evita anche l’acqua di cocco che contiene aromi naturali, acido citrico o edulcoranti come il nettare d’agave e lo zucchero di canna raffinato. Se riesci a procurarti noci di cocco giovani e verdi, cerca di mangiarle nell’arco di pochi giorni. Se stanno troppo tempo in frigorifero possono scoppiare, e tu ti ritrovi acqua di cocco dappertutto.

Pane, Senza Glutine, Fatto In Casa, Farina Di Cocco

Se non puoi procurarti i frutti freschi, una valida alternativa è il burro di cocco confezionato o la polpa della noce acerba congelata, da usare per esempio nelle insalate. Per cucinare, usa l’olio di cocco. Se hai paura di nuotare nell’acqua alta, porta il cocco nella tua vita.

Le palme spesso crescono lungo le coste, si flettono sul bordo dell’acqua e lasciano cadere i frutti nell’oceano. Le noci di cocco sono eccellenti nuotatrici, restano a galla a lungo in mare aperto e, mentre fluttuano, assimilano la saggezza dell’oceano, finché approdano a nuovi lidi dove mettere radici.

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Quando consumi le noci di cocco, erediti questo istinto naturale per la vita nell’acqua, che ti aiuta a rafforzarti e allevia la tua paura. Il cocco consumato la sera è ideale per chi ha difficoltà a dormire nelle notti di luna piena. Esso offre un elevato apporto di sali minerali ed elettroliti ai neurotrasmettitori e agli impulsi elettrici, perciò ti aiuta a difenderti dagli influssi della luna piena.

CURRY GIALLO AL COCCO
Per sei/otto porzioni

Estate, Piscina, Tropicale, Relax, Acqua, Di Lusso

Questo curry ricco e articolato è il piatto perfetto da consumare a cena con amici e familiari. La ricetta che ti propongo prevede dosi abbondanti, così ne avrai a sufficienza per sfamare l’intera tavolata o per tenere da parte gli avanzi e consumarli in settimana. Il curry giallo è caldo, gustoso ma delicato, e i sapori dello zenzero, dell’aglio e della curcuma, mitigati dal latte di cocco, si sposano perfettamente con le patate, le carote e la zucca.

Beach, Alberi Di Cocco, Idilliaco, Isola, Ocean, Relax

Questo piatto diventerà uno dei tuoi preferiti e vorrai prepararlo di nuovo.
1 zucca kabocha piccola
8 patate
8 carote
1 cucchiaio d’olio di cocco
3 cipolle a cubetti
8 spicchi d’aglio tritato
2 cucchiai di zenzero grattugiato
2 cucchiai di curry giallo in polvere
3 tazze di latte di cocco
2 cucchiaini di miele
1 cucchiaino e ½ di sale
½ tazza di coriandolo
1 lime

Peperone rosso (facoltativo)

Immagine correlata

Metti la zucca kabocha in una grossa pentola e ricoprila d’acqua, porta a bollore e cuoci per 5/7 minuti, finché la zucca si ammorbidisce leggermente. Taglia grossolanamente le patate e le carote e tienile da parte.

Quando la zucca si è intiepidita tanto da poterla maneggiare, tagliala a metà e rimuovi i semi, poi tagliala a tocchetti e rimettila in pentola insieme alle patate e alle carote. Aggiungi 5 centimetri d’acqua e porta a bollore.

Albero Di Cocco, Noci Di Cocco Verdi, Pianta Tropicale

Copri e prosegui la cottura mescolando di tanto in tanto e aggiungendo altra acqua se serve. Quando le verdure si lasciano perforare con una forchetta, spegni la fiamma.
Per il curry, scalda l’olio di cocco in una pentola capiente.

Aggiungi le cipolle e falle saltare a fuoco alto finché si ammorbidiscono (5 minuti circa), se necessario aggiungi dell’acqua per evitare che attacchino. Aggiungi l’aglio, lo zenzero e la polvere di curry alle cipolle, mescolando di continuo per un minuto.

Quindi versa il latte di cocco, il miele e il sale continuando a mescolare. Unisci le verdure e lasciale cuocere a fuoco basso per 10/15 minuti finché risultano tenere. Servi il curry cosparso di coriandolo, succo di lime e, se vuoi, cubetti di peperone rosso.

by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita)

La miglior Vit D Naturale Veggy

La carenza di vitamina D è davvero diffusissima e in continuo aumento

i ricercatori stimano che il 50% della popolazione  è a rischio, con effetti pesanti sulla sia fisica che emotiva.

Verdure, Zucca, Barbabietola Rossa, Hokkaido, Limone

Le cause sono molteplici al sole, assunzione di cibi che ne sono poco ricchi, malassorbimento e disturbi gastrointestinali, dell’Asse intestino – cervello, malattie croniche infiammatorie degenerative, invecchiamento della popolazione ecc..

La carenza di vitamina D potrebbe portare problemi cardiaci, asma nei bambini, disturbi cognitivi negli anziani, problemi a livello delle ossa, fino alla comparsa di osteoporosi, umore altalenante, tristezza immotivata, sudorazione delle mani apparentemente inspiegabile, ecc.

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Per vitamina D si intende un gruppo di 5 diverse vitamine: vitamina D1, D2 , D3, D4 e D5. la forma meglio assimilabile per l’organismo umano è la vitamina D3 (colecalciferolo) e fortunatamente offi è disponibile anche una vitamina D3 di origine vegetale indicata quindi anche per Vegetariani e Vegani.

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A cosa serve:

la Vitamina D3 Veggy orosolubile, è un integratore alimentare di vitamina D3 (Vitashine oil microincapsulata) da fonte vegetale dolcificata con glicosidi dello steviolo (estratto di Stevia) utile per colmare le carenze alimentari o gli aumentati fabbisogni organici di questo nutriente.

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Questa particolare formulazione, grazie alla sua natura vegetale, favorisce l’assimilabilità di questo nutriente incrementandone la propri disponibilità.
Questa preziosa Vitamina D, proviene da un organismo vegetale speciale chiamato Lichene (Cetraria Islandica L.) I licheni sono una specie unica che consiste in un’associazione simbiotica di un fungo con un’alga (partner fotosintetico).

I licheni assomigliano ai muschi ma non ci si deve confondere, i muschi sono vegetali molto primitivi, che crescono in luoghi umidi, sul terreno, sulle rocce e sulla corteccia degli alberi e che costituiscono lo strato più basso della vegetazione boschiva, e sono provvisti di clorofilla, la riproduzione del muschio avviene per mezzo di spore.

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I licheni sono invece organismi originati, da una simbiotica associazione come già precisato tra funghi e alghe (o anche cianobatteri, organismi unicellulari procarioti, noti come impropriamente come alghe verdi o verdi – azzurre). I primi forniscono acqua e sali minerali ricevendo in cambio sostanze organiche che l’alga produce grazie alla fotosintesi clorofilliana.

Il tallo è il corpo del lichene che può assumere aspetti di croste, lamine lobate colorate, masserelle gelatinose, squamette o anche piccoli cespugli come nel caso di (Cladonia arbuscola).

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Questa peculiarità permette a detti organismi di sopravvivere  in ambienti particolarmente ostili e a climi estremi, mantenendo al contempo la capacità di produrre ed accomulare ingenti quantità di nutrienti  essenziali, tra cui la Vitamina D3.

Contenuto: 60 compresse orosolubili, senza glutine.

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Ingredienti: maltodestrina da mais, acidificante acido citrico anidro, aroma, vitamina D3 da fonte vegetale microincapsulata in polvere (100000 UI/g), agenti antiagglomeranti sali di magnesio degli acidi grassi vegetali e biossido di silicio, edulcorante glicosidi dello steviolo (estratto da Stevia).

Modalità d’uso: si consiglia di assumere 1 o 2 compresse al giorno, secondo necessità, preferibilmente prima dei pasti.
L’assunzione di 2 compresse fornisce l’apporto del 1000% sul valore nutritivo di riferimento giornaliero.

Epilessia cittadini di frontiera tra i mondi

Malattia Linguaggio dell’AnimA

L’epilessia si manifesta attraverso quegli attacchi spaventosi che ben conosciamo.

La parola «attacco» indica che un individuo è aggredito da qualcosa, qualcosa di estraneo che viene dal di fuori. In diverse culture, ad esempio quella indiana, questa malattia è interpretata come una manifestazione del divino che da un’altra dimensione irrompe negli individui.

Dardo, Destinazione, Hits, Occhio Di Bue, Accuratezza

Gli indiani ritengono che entità spirituali sconosciute entrino nelle persone colpite: considerano la crisi come una lotta tra due demoni per un unico corpo. Anche la nostra medicina più antica utilizzava per l’epilessia il nome di Morbus sacer, cioè malattia sacra.

I fenomeni di possessione sono noti anche da noi, ma neppure la psichiatria, che dovrebbe conoscerli, se ne vuole occupare.

La possessione, e soprattutto l’esistenza degli spiriti, si adatta così poco alla nostra visione del mondo, che preferiamo far passare questi eventi sotto silenzio.

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Ignorare i problemi, però, non influisce sulla loro esistenza.

Nei casi non così rari di epilessia, in cui si dovrebbe parlare di possessione, ci si trova comunque di fronte a un problema psichiatrico, che dovrebbe essere affrontato al pari di ogni altra malattia di questo tipo, cioè con metodologie fondamentalmente diverse.

La classica grande crisi epilettica viene definita dalla medicina grand mal, termine francese che significa «grande male» o «grande malattia».

Panorama, Doppio Sole, Parete Di Roccia, Crinale

Ad essa contrappone il petit mal, o «piccolo male»

cioè la crisi che si manifesta senza convulsioni e in cui il soggetto perde conoscenza per un breve periodo. In entrambe le denominazioni è presente l’idea che l’attacco sia frutto di qualcosa di cattivo, che può provenire tanto da fuori quanto da dentro.

I fenomeni che si manifestano a livello fisico vanno interpretati come tutti gli altri sintomi; in questo caso però ci si ritrova continuamente confrontati con la malattia psichiatrica. Tra tutti i tipi di epilessia la manifestazione più importante è costituita dalla perdita della conoscenza.

Ponte, D'Oro, Luce, Mistica, Drammatico, Boschi

I pazienti se ne vanno, sono realmente assenti.

La loro coscienza abbandona il corpo, esce da questa realtà per entrare in un’altra nella quale non sanno orientarsi e di cui, in generale, non riescono a riportare alcun ricordo.

Anche la loro sofferenza si distingue dai problemi puramente fisici, poiché nei momenti decisivi loro sono assenti.

Risultati immagini per epilessia

Se l’attacco viene considerato da un punto di vista fisico, esso ci appare come una specie di terremoto.

Dopo una breve aura 59, che si manifesta di quando in quando e che annuncia ai malati l’avvicinarsi del minaccioso avvenimento, questi cadono a terra svenuti. La pressione del sangue precipita e la respirazione è all’inizio quasi inesistente. Talvolta all’inizio i pazienti lanciano un grido.

Subito dopo arrivano le convulsioni, la bava fuoriesce spesso dalla bocca e i malati possono arrivare a mordersi la lingua, urinare e defecare. Si cerca allora di proteggerli dai loro stessi morsi mettendo loro un pezzo di gomma tra i denti affinché non si lacerino lingua e labbra.

Mortalità, Teschio E Ossa Incrociate, Vanitas

Le pupille sono dilatate e prive di reazione, fisse come quelle di un morto.

I presenti hanno la precisa sensazione che i malati siano arrivati alle ultime contrazioni. Dopo alcuni minuti di questa spasmodica battaglia, la loro energia è esaurita, le convulsioni cessano e i pazienti cadono in un sonno profondo, detto terminale, dal quale si risvegliano indeboliti, stanchi e spesso con emicranie.


Risultati immagini per epilessia
Tra gli attacchi epilettici di minore entità c’è una serie di crisi parziali, caratterizzate da un senso di stordimento di tipo onirico e da deliri. Si può arrivare a immaginazioni false, alla perdita dell’orientamento, a uno stato di eccitazione fisica e addirittura ad azioni violente.

La malattia si può manifestare inoltre attraverso stati depressivi, di esaltazione, mania suicida, fino a manifestazioni strane, come la smania di fuggire o una inarrestabile loquacità.

Anima, Uomo, Persona, Fumo, Luce, Triste, Spirito

Per interpretare i singoli sintomi, vorrei prendere in considerazione un avvenimento che appartiene al macrocosmo e che, nella sua simbologia, corrisponde da diversi punti di vista all’attacco grand mal: il terremoto. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a forze enormi che si scaricano in un movimento di tipo regressivo.

La terra trema finché le tensioni più potenti non siano esaurite, per arrivare, poi, dopo scosse di minore entità, allo stato di quiete.

Tramonto, Nube, Meditazione, Buddismo, Mindfulness

La meccanica dei fatti e la distruzione che ne segue sono talmente simili, che si potrebbe pensare che la terra abbia subito un attacco epilettico. Sarebbe anche possibile chiamare entrambi con lo stesso nome, poiché ogni terremoto è certamente una grande disgrazia agli occhi di chi ne è colpito.

Ci dobbiamo però chiedere se questo sia vero anche agli occhi della terra, specie considerando le origini del terremoto. I movimenti tellurici colpiscono le zone sismiche della superficie terrestre e sono causate dal fatto che due falde opposte scivolano l’una accanto all’altra.

Risultati immagini per epilessia

Poiché i loro margini non sono omogenei, si arriva a una situazione di forte instabilità.

Se l’arco è troppo teso, tutte le tensioni che si sono accumulate per decenni si scaricano attraverso sommovimenti di tutti i tipi.

San Francisco, che si trova precisamente sulla faglia di Sant’Andrea, è paragonabile a un malato di epilessia in attesa del prossimo attacco. I sismologi non erano rimasti soddisfatti dal terremoto del 1990, che era sembrato loro troppo debole per bilanciare le enormi tensioni accumulate dall’ultimo grande sisma.

Epilessia, Fuoco, Esplosione, Malattia, Spasmo

I ricercatori hanno dichiarato nelle loro argomentazioni che la terra necessita di tali movimenti per liberarsi delle proprie tensioni interiori. Allo stesso modo anche i pazienti hanno bisogno di scaricarsi: l’epilessia non costituisce affatto un’eccezione, anche se provoca danni terribili al sistema nervoso.

Una terapia che determina l’insorgere di sintomi analoghi a quelli della crisi epilettica sarebbe l’elettroshock.

Flash, Fuoco, Esplosione, Energia, Dolore, Potenza

Con questo metodo, la psichiatria del tempo passato cercava, attraverso forti scariche di corrente somministrate sotto narcosi, di ottenere miglioramenti nei pazienti psichiatrici.

Il tutto assomigliava a un esorcismo celebrato per espellere Belzebù. L’esperienza mostrava, però, che gli spiriti cattivi talvolta si allontanavano soltanto per breve tempo.


Immagine correlata
Esternamente l’elettroshock appare come un attacco epilettico creato artificialmente, oppure si può anche dire che un attacco epilettico è un elettroshock naturale.

Di fatto, l’attacco grand mal è un fenomeno elettrico, determinato da una scarica eccessiva, improvvisa e rapida dei neuroni cerebrali, con la quale l’attività elettrica del cervello viene messa a tacere. Contemporaneamente anche la coscienza del paziente viene spenta da una potenza superiore.

Si pone allora la seguente domanda: da chi e a quale scopo?

Fuoco, Esplosione, Malattia, Spasmo, Sequestro

La risposta più profonda non può essere desunta dai sintomi fisici, poiché la causa essenziale riguarda la coscienza: noi però conosciamo ben poco di ciò che avviene a quel livello, inaccessibile alla coscienza vigile.

I sintomi esteriormente visibili ci consentono tuttavia di accedere alle condizioni che fanno da cornice alla malattia e al compito insito in esse. L’aura, cioè il segno premonitore della crisi, insegna ai pazienti a prestare molta attenzione agli indizi, soprattutto a quelli che provengono da un’altra sfera.

Sole, Esplosione, Pianeta, Luna, Orbita, Sistema Solare

Spinti dal bisogno, i malati imparano a valutare il significato imminente di tali segnali, anche se non possono né capirli né spiegarli.

La crisi, caratterizzata da episodi convulsivi, è la rappresentazione di una lotta. In ogni battaglia si contrappongono sempre almeno due partiti rivali. Come nel terremoto entrano in collisione due faglie, nelle persone colpite da epilessia sembrano scontrarsi due mondi opposti. Gli spasmi sono espressione del loro attrito.

La coscienza lotta contro un altro piano inconsapevole e soccombe molto rapidamente.


Risultati immagini per epilessia
Il fatto che gli indiani accettino l’idea dell’intrusione di una realtà spirituale nella vita quotidiana è ammissibile quanto la possibilità che nella nostra esistenza possa irrompere un altro mondo spirituale.

In ogni caso, il compito sembra essere quello di concedersi alla lotta tra i due mondi e di essere preparati ad affrontarla non appena i segni, anche quelli più irrilevanti provenienti dall’altra realtà, ci esortano a farlo.

Amore, Amore Mio, L'Amore Carote

Se il contatto con l’altra parte, che la malattia impone a forza, si verificasse liberamente, il corpo ne risulterebbe alleggerito.

L’attacco epilettico evidenzia la tensione che i pazienti hanno accumulato dentro di sé: hanno la bava alla bocca, fatto che proverbialmente dimostra quale è la loro reale situazione.

Via Lattea, Universo, Persona, Stelle, Cerca, Cielo

Se sbavano dalla rabbia o a causa di un qualsiasi altro tipo di energia, significa che qualcosa, che per molto tempo è rimasto bloccato dentro di loro, vuole uscire. Nasce a questo punto l’ovvio sospetto che essi abbiano finora vissuto da bravi borghesi, trattenendo la loro bava.

Per questo la crisi, che consente loro di scaricarsi fino in fondo, è anche, rilassante. Oliver Sacks descrive gli attacchi epilettici come qualcosa che «avanza a passi misurati insieme a sensazioni di libertà e di autentico benessere».

Nei quadri clinici di cinque pazienti diversi si parla di eruzioni vulcaniche e di draghi che sputano fuoco.


Risultati immagini per epilessia
La tendenza, causata dalla contrazione muscolare, a mordersi la lingua, dimostra il livello di tensione che caratterizza l’inizio dell’attacco:

è preferibile staccarsi la lingua con un morso piuttosto che rivelare qualcosa, questa è la situazione a cui gli epilettici rischiano di arrivare.

Via Lattea, Stelle, Notte, Cielo, Panorama, Deserto

«Mandar giù un boccone amaro» significa essere impotenti di fronte a qualcosa e permettere che avvenga, «non mollare l’osso» significa non rinunciare a ciò che si desidera, qualunque sia il prezzo da pagare.

Gli epilettici rivelano la loro ostinazione trattenendo qualcosa tra i denti

non lasciano trapelare niente dalle labbra eccetto la bava e le grida. Piuttosto che lasciar andare qualcosa preferiscono procurarsi da soli delle ferite.

Luce Del Sole, Foresta, Modo, Percorso, Serata

Dalla caduta e dal deliquio iniziali traspare la richiesta di liberare energia e di lasciarsi andare. Si tratta di cedere davanti a un’altra forza, con la quale non si può competere con i mezzi abituali. I pazienti scelgono a livello inconscio il modo in cui cedere (cioè sottomettersi) drasticamente al proprio destino.

La necessità di arrendersi viene rafforzata dagli altri sintomi.

La diminuzione della pressione del sangue dimostra che il malato non deve affatto combattere per riportare qualche successo, ma al contrario deve rassegnarsi e affidarsi a forze più potenti.


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La tematica della liberazione della tensione bloccata si rispecchia in una perdita involontaria di urina. La vescica è l’organo più sensibile a una pressione che risulta eccessiva per noi.

Utilizziamo quindi ogni occasione possibile per svignarcela e per scaricare ciò che ci opprime in un posticino tranquillo, dove non temiamo confronti.

Il quadro dell’attacco presenta, dopo la battaglia iniziale, una liberazione su tutta la linea, completata dall’azione dell’intestino che si lascia andare a un’involontaria defecazione.

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Gli escrementi provengono direttamente dall’oltre tomba del corpo, da quella terra delle ombre in cui domina Plutone, dio dell’Ade, il regno dei morti.
Considerato in questi termini, tale sintomo offre l’opportunità di alleggerire sia se stessi che il proprio rapporto con gli inferi almeno per una volta in assoluta sincerità di fronte a tutti senza vergogna.

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I temi oscuri, qui bloccati, conquistano, durante la crisi, la luce del giorno che altrimenti sarebbe loro negata proprio a causa del loro profondo contenuto simbolico. In conclusione, è necessario riconoscere anche in questo sintomo l’esigenza di lasciare tutto ciò che è materiale sotto di sé e dietro di sé.

In fin dei conti si profila un quadro di mancanza di inibizioni che, crisi epilettica a parte, nella vita del soggetto non avrebbe alcuna possibilità di realizzarsi. Anzi, la scrittura pedantesca di alcuni malati di epilessia rivela un ordine creato dal bisogno di auto-controllo.


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Lo stato iniziale di quiete nella respirazione, la cosiddetta apnea, lascia supporre che Io stato prodotto dalla crisi non sia di questo mondo.

La respirazione è l’espressione chiara del nostro legame con la polarità, con il mondo dei contrari. I due poli dell’inspirazione e dell’espirazione ci incatenano ad esso dal primo all’ultimo istante della nostra esistenza. Con il primo respiro facciamo il nostro ingresso su questa terra, con l’ultimo ne siamo già fuori.

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Con le recenti ricerche effettuate sulle condizioni al momento del trapasso, è stato dimostrato che quando le persone smettono di respirare, vivono esperienze che concordano tra loro in modo sconcertante, ma che, d’altro canto, non appartengono a questo mondo60.

In seguito a studi fatti su persone in profonda meditazione, è stato possibile stabilire che le esperienze che avvengono al di fuori del corpo, in un nitro mondo spirituale, sono correlate a fasi in cui la respirazione è ferma.

A ciò contribuiscono anche le pupille dilatate e prive di reazione, che si comportano come se l’individuo fosse già morto.

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Il fatto che siano dilatate, forse a causa della paura e del grido iniziali, può indicare che i pazienti hanno inizialmente, di sfuggita, come in un lampo, l’impressione di un altro piano, che suscita in loro profondo terrore o un incredibile stupore.

Si grida, in genere, di fronte a qualcosa di orrendo, di repellente, che supera le nostre forze, più raramente di fronte a qualcosa di incantevole. Anche la respirazione può fermarsi in seguito a uno spavento. Un grido di aiuto è tipico di questa situazione, analogamente all’urlo primordiale che può erompere dalle dimensioni più profonde del soggetto.


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Il neuropsichiatra Oliver Sacks ricorda che anche Dostoevskij soffriva occasionalmente di aure epilettiche estatiche e cita quanto segue:

«Ci sono dei momenti, che durano solo cinque o sei secondi, in cui si sperimenta l’esistenza di un’armonia divina … La terribile luminosità con la quale essa si manifesta e l’estasi di cui essa riempie l’uomo, sono spaventose.

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Se questo stato durasse più di cinque secondi, l’anima non lo potrebbe sopportare e dovrebbe fuggire via.

In questi cinque secondi ho vissuto un’intera vita umana e sarei pronto ad abbandonare ogni cosa senza pensare di aver pagato troppo per questo … »61

Anche l’elettroencefalogramma sostiene le interpretazioni che vedono nell’attacco l’impatto con qualcosa di immane. L’attività elettrica propria del cervello cessa improvvisamente. I dispositivi di sicurezza fondono e una forza molto più forte prende il sopravvento.

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Il sistema nervoso dei pazienti non è in grado di sopportare in stato di consapevolezza la forza della nuova corrente.

Siamo chiaramente vicini all’interpretazione che gli indiani danno della crisi epilettica, secondo la quale nell’epilessia si manifesta una forza divina.

Anche noi conosciamo queste idee dalla Bibbia, quando gli uomini non sopportano lo sguardo diretto di Dio, e vengono messi in guardia dall’affrontarlo. Come minimo si può constatare che nell’attacco epilettico si produce una forza di gran lunga superiore a quella dei pazienti.

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Né il sistema nervoso né la coscienza sono all’altezza di sopportarla.

È come se si verificasse una commutazione improvvisa da una corrente alternata a una industriale. Secondo le esperienze raccolte con la terapia della reincarnazione, con l’epilessia ci si trova soprattutto di fronte all’irruzione di forze oscure e superiori.

Che dopo tutto ciò i pazienti abbiano bisogno di dormire è comprensibile. Quel sonno profondo e ancora quasi incosciente, che non rigenera, ma addirittura stanca, dimostra che le esperienze ad altri livelli devono essere ulteriormente portate avanti, oppure integrate in un processo che consuma le forze, motivo per cui occorre una rigenerazione.


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È ovvio che la testa faccia male dopo la crisi; in definitiva le è stato richiesto di svolgere un compito esagerato, sia per l’energia che in esso è stata consumata sia, probabilmente, per il suo contenuto.

I pazienti recuperano le forze solo lentamente dopo il lungo viaggio ai confini della loro coscienza. In seguito sono relativamente rilassati e non si ricordano quasi di niente.
Dal fatto che in ogni grand mal alcune cellule del cervello vengano distrutte, possiamo trarre la conclusione che a lungo termine i soggetti si allontaneranno dalla propria testa e dalla propria volontà.

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Tale realtà è confermata anche dai quadri clinici di persone che soffrono di epilessia da molto tempo e che possono mostrare un rallentamento delle attività cerebrali che può arrivare fino alla demenza.

I sintomi della crisi petit mal vanno ancora oltre nel campo della psichiatria; ne accenniamo soltanto per sottolineare il fatto che muovono nella stessa direzione.
Dietro le assenze si nascondono stati crepuscolari che rapidamente si impossessano del paziente.

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La semi-incoscienza o crepuscolo è una situazione di passaggio da un piano all’altro: dal giorno alla notte o dalla veglia al sonno e viceversa.

Le assenze costringono i pazienti a superare questi punti di passaggio tra i livelli, in questo caso tra lo stato di veglia e il sogno, o meglio, tra Io stato di veglia e il sonno.

Il compito è allora chiaro

diventare consapevoli dell’esistenza di queste zone di penombra, per imparare a rivolgere volontariamente la propria attenzione verso di esse e per diventare cittadini dei due mondi.

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Anche le apparizioni illusorie sono esperienze che provengono da un altro mondo. Il paziente che ha allucinazioni ottiche, vede qualcosa che nessuno oltre a lui è in grado di percepire.

Lo stesso vale per le forme di allucinazioni acustiche, olfattive e tattili62, Il paziente evidentemente può e deve imparare a integrare nella vita queste altre dimensioni della sua realtà.

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Poiché con le immagini illusorie ci si trova di fronte a manifestazioni dell’ombra, i compiti che per lungo tempo sono stati repressi al di fuori della coscienza devono essere (ri)conosciuti e integrati.

Questo rapporto è ancora più evidente nei casi di delirio. Qui penetra l’ombra più pura, cioè quella più tenebrosa, che la psichiatria si limita a definire presenza estranea. Nel delirio si manifesta naturalmente tutto quello che i pazienti nella loro vita borghese non conoscono.

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Per molti aspetti sarà addirittura l’opposto.

Questo fatto però non lo rende una presenza estranea, ma rivela che fa parte della realtà più profonda del paziente stesso: rappresenta la sua ombra, il suo altro lato oscuro.

Quando esplodono «atti di violenza incontrollabili e senza senso», viene svelato, da un lato, che il paziente ha tenuto le sue energie sotto controllo per tanto tempo e in modo così totale che la loro unica via di uscita è stata quella di farsi largo con la forza.

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D’altro lato si evidenzia che queste azioni, rapportate alla sua esistenza borghese, non hanno alcun senso; se però sono messe in relazione con la totalità della sua esistenza, rappresentano il suo altro lato oscuro, e da questo punto di vista acquisiscono maggior significato.

Questa metà tenebrosa avrebbe evidentemente dovuto continuare a condurre una vita d’ombra, come già aveva fatto per un periodo fin troppo lungo, al punto che con un colpo di scena si è spinta alla luce della coscienza.

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Rientrano in questo contesto anche alcune aure più rare, quelle in cui le voci diventano sempre più forti e pressanti e la coscienza del soggetto viene eliminata una volta raggiunto il culmine della crisi.

I sintomi della fuga epilettica rispondono a esigenze specifiche. Il paziente è chiaramente rimasto per troppo tempo sulla stessa posizione, nello stesso luogo o legato allo stesso tema. Ora è indubbiamente spinto a farsi strada e visitare nuovi ambienti e altri mondi.

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L’espressione epilessia loquace spiega chiaramente il messaggio che questo tipo di crisi vuole lanciare

il malato non sceglie, in questo caso, di mordersi la lingua piuttosto che aprire la bocca. Il tempo dell’aristocratica e inibitrice riservatezza è finito.

Si è mantenuto calmo per molto tempo, ma ora ogni resistenza è stata abbattuta e la corrente a lungo bloccata defluisce nelle chiacchiere.

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Il sintomo rappresenta una rottura dell’argine, e da questo punto di vista tutti gli attacchi epilettici sono simili: sono come brecce di argini, che mettono in moto parti dell’essere finora trattenute.

Unirsi alla potente corrente dell’energia vitale e lasciar fluire liberamente le proprie energie, o meglio, permettere loro di scaricarsi, fa parte certamente del compito che dobbiamo svolgere con priorità assoluta, compito che si manifesta attraverso l’avvenimento epilettico.

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D’altro canto, qui è compreso anche l’invito ad aprirsi ad altri livelli, in particolare a quelli a cui il normale stato di coscienza non è in grado di accedere.

La malattia ci parla di nuovi piani di coscienza, dei mondi del sogno e della fantasia, ma anche di apertura medianica verso altre dimensioni spirituali.

In pratica risulta di grande aiuto molto di quello che, a prima vista e in accordo ai principi allopatici, sembrerebbe addirittura sbagliato. La terapia intensiva della respirazione, che non si arresta di fronte alle situazioni in cui le convulsioni interiori trovano espressione all’esterno, ha dato buoni risultati.

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Rappresenta una possibilità di prevenire le contrazioni, in quanto affronta volontariamente il principio dello spasmo e scarica gradualmente le contrazioni del mondo fisico e di quello dell’anima.

Anche un orgasmo vissuto pienamente ha dei paralleli e una certa affinità con un attacco. Anche in questo caso le energie si scaricano sotto forma di onde attraverso il corpo, pur se il punto focale è nel basso ventre e non nella testa. Anche la psicoterapia interpreta la crisi epilettica come uno spostamento di forze dall’alto verso il basso.

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I pazienti non osano liberare tutte le loro energie sui piani inferiori, in genere descritti come sporchi, e spostano l’avvenimento, per così dire il grande orgasmo, al piano della testa, che ai loro occhi appare più pulito.

Una vita sessuale intensa, che permette all’energia di fluire e di esplodere, è di conseguenza una terapia efficace contro l’epilessia.

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L’aspetto essenziale, però, è cedere volontariamente alle tendenze indicate dalla crisi, divenire cittadini di frontiera tra i mondi, intraprendere consapevolmente viaggi negli altri piani della realtà, che includono anche il regno delle ombre, e abbandonarsi alla forte corrente della vita.

Domande

1. Quali grandi correnti contrarie si urtano nella mia anima?
2. Quali possibilità di scarico dell’energia bloccata mi concedo, oltre agli attacchi epilettici?
3. Dove avrei bisogno di rompere l’argine della mia anima?
4. Posso lasciarmi andare senza freni?
5. Quali segni di un altro piano ho ricevuto e ignorato?
6. Come potrei dare volontariamente spazio dentro di me alle ombre?
7. Sono capace di abbandonarmi ad altre forze?
8. Quale rapporto ho con il mondo trascendente al di là della nostra abituale percezione di tempo e spazio?
9. Posso immaginare di diventare un cittadino di frontiera tra i mondi?

59Con aura, in questo contesto, vengono indicati brevi preallarmi che precedono l’attacco vero e proprio. Ci sono aure sensitive, cioè a carico della vista, ma anche altre a carico dell’udito, del gusto e dell’olfatto.60Cfr. i lavori di Elisabeth Kubler-Ross e di Raymond Moody.
61Oliver Sacks, Der Mann, der seine Frau mit einem Hut verwechselte, Hamburg, 1987.
62 Le allucinazioni acustiche confrontano con un udito illusorio, quelle olfattive con un odorato dello stesso tipo, quelle tattili col tatto e infine anche le allucinazioni del gusto.

(Dott. Rudiger Dahlke)
 

Kawa – Kawa

Kawa – Kawa (Piper methysticum)

Parte usata: la radice.

Azione farmacologica: neuroprotettiva, sedativa, anticonvulsiva, antiepilettica.

Fuoco, Esplosione, Malattia, Spasmo, Sequestro

Applicazione terapeutica: due componenti, in particolare, la metisticina e la diidrometisticina prevengono i danni cerebrali da ischemia.

L’effetto principale della radice di kava-kava o di loro estratto è di tipo neuroprotettivo e svolge azione sedativa senza determinare riduzione del potenziale di memoria.

Flash, Fuoco, Esplosione, Energia, Dolore, Potenza

L’assunzione d’estratto di kava-kava è utile nei disturbi psicovegetativi di peri e Postmenopausa, in condizioni d’ansia nervosa, tensione, stress d’origine non mentale.

L’estratto di kava-kava e i kavapironi isolati hanno un effetto anticonvulsivo ed antiepilettico.

Epilessia, Sequestro, Ictus, Mal Di Testa

Posologia: si assume sotto forma d’estratto biochelato, in quantità pari a 70-200 mg di kavapironi totali al giorno (5-10 gocce 2-3 volte al giorno).

Tra le altre forme disponibili, facile per l’assunzione sono gli opercoli d’erba singola

titolato in 10% in kawapironi, metodo di determinazione HPCL, corrispondente a 25 mg di principi attivi pari ad una posologia di 100 mg/die di kawapironi.

Controindicazioni: gravidanza, allattamento, in caso di forte depressione e disturbi psicopatici.

Effetti collaterali: l’uso continuato a dosaggi elevati può causare una temporanea colorazione gialla della pelle e suoi annessi.

L’assunzione di kawa-kawa non deve essere associata con l’assunzione dell’alcool, perché può influire sulle funzioni visive e riflessi durante la guida.