Calcio oligoelemento

(Ca2+) Oligoelemento

Livello Fisico:
Come Oligoterapia: sul metabolismo del calcio, sulla sua utilizzazione, si userà l’oligoelemento, per Turbe del metabolismo calcico, Menopausa, “con tutti i problemi di malassorbimento” Atonia MUSCOLARE, Allattamento, l’oligoelemento fa assorbire meglio il calcio che viene assorbito nell’alimentazione. 

Dove anche c’è un uso eccessivo di zucchero e troppi dolci, che modifica l’equilibrio del calcio, l’oligoterapia serve per questo, per regolare l’assorbimento.

Come Macronutriente:

Stimola il metabolismo cellulare, l’assimilazione a livello delle membrane cellulari nonché la produzione di energia al loro interno. È importante ai fini della costruzione del DNA (il veicolo dell’informazione genetiche) e dell’ RNA (sostanza indispensabile per la costruzione di proteine, enzimi ed ormoni).

Assicura la costruzione, il consolidamento e l’elasticità di ossa, denti, e tessuti.

È importante per la regolazione dell’equilibrio globale fra acidi e basi, e determina l’eliminazione dei liquidi (in contrapposizione al Sodio), oltre a favorire la coagulazione del sangue (in contrapposizione al Magnesio).

Inoltre, il Calcio svolge un ruolo fondamentale nella trasmissione degli impulsi nervosi agli organi e ai muscoli. Infine, contribuisce a stabilizzare il ritmo del battito cardiaco, rinforzando il cuore. L’Oligoelemento può essere assunto tutti i giorni, come al solito al mattino.

Psiche/mente: 

il Calcio rafforza la facoltà di apprendimento e la memoria. Stabilizza le emozioni, infonde fiducia in se stessi, e aiuta a superare la paura particolarmente quando si è colpiti da qualche sventura o malattia. Inoltre esso da una forza spinta interiore nei casi di apatia, permette di uscire dalla confusione.

Spirito:

Il Calcio regola lo sviluppo della personalità agisce accelerante i tempi in caso di sviluppo rallentato, o da “stabilizzatore”, in presenza di situazioni caotiche. Stimola la crescita intellettiva del soggetto.

Succhi freschi di verdura e frutta

Di cosa ha bisogno il nostro corpo?

Io so che se non bevo una quantità sufficiente di succhi freschi di vegetali crudi, è assai probabile che nel mio corpo non si raggiunga più la quantità piena di enzimi nutritivi. E voi?
 
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Voi e voi soli siete responsabili delle conseguenze che la vostra alimentazione ha sull’organismo. È la vita che conta nel cibo. Il vostro corpo è costituito da miliardi di cellule microscopiche. La vostra intera esistenza dipende da esse. Esse hanno bisogno di nutrimento, di vita, di principi nutrizionali attivi. Dipende da voi e da voi soli se il cibo che mangiate vi condurrà al nutrimento vero o alla malnutrizione!
 
GLI ENZIMI
L’elemento base che rende il nutrimento efficace per il nostro corpo è la vita che è presente nel cibo, quegli intangibili elementi conosciuti come enzimi. In altre parole, l’elemento che fa in modo che il corpo sia nutrito e vivo, quell’elemento nascosto nei semi delle piante e nei germogli e ancora nelle piante ormai cresciute, un principio vitale chiamato enzima.
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Gli enzimi sono stati descritti come sostanze complesse che ci rendono capaci di digerire il cibo e di assorbirlo nel nostro sangue. C’è anche chi asserisce che gli enzimi digeriscano il cancro. Per compiere queste precise operazioni, gli enzimi hanno bisogno di un organismo che li ospiti, un corpo fisico.
 
Loro non l’hanno, non sono altro che elettricità con il suo alternarsi di fasi, il voltaggio, l’amperaggio, il wattaggio eccetera; non sono una qualche sostanza, ma sono ciò che attiva le sostanze di cui non sono parte integrante.
 
Frutta, Insalata Di Frutta, Fresco, Bio, Sano, Cuore
 
Dunque gli enzimi non sono “sostanze”, ma sono un’intangibile Energia Magnetica Cosmica del Principio della Vita che è intimamente coinvolta nell’azione e nell’attività di ogni atomo del corpo umano, della vegetazione e di ogni forma di vita.
 
Una volta che diventiamo consapevoli di questo, sapremo esattamente perché il nostro cibo dovrebbe essere selezionato in modo intelligente e adeguato e perché dovrebbe essere crudo, non sottoposto a calore e non lavorato.
 
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Non possiamo avere la vita e la morte allo stesso tempo e questo vale sia per il nostro corpo sia per i vegetali, i frutti, la frutta secca e i semi. Dove c’è vita, ci sono gli enzimi. Gli enzimi sono sensibili alle temperature oltre i 47 °C. Oltre i 48,8 °C gli enzimi diventano inerti, proprio come il corpo umano diviene languido e rilassato in un bagno caldo. A 54,4 °C muoiono.
 
Nei semi, gli enzimi sono in uno stato dormiente e in condizioni adeguate resteranno in uno stato di animazione sospesa per centinaia e migliaia di anni.
 
Still Life, Fine Art, Pittura, Frutta, Frutti, Fruttato
 
È un dato di fatto che in carcasse di animali preistorici trovate nelle regioni dell’estremo settentrione del pianeta, in Siberia o altre regioni glaciali dove si sono congelati istantaneamente durante la glaciazione di 50.000 anni fa, siano stati rinvenuti enzimi in abbondanza, che si sono riattivati quando la carne è stata scongelata e portata a temperatura corporea.
 
Quindi gli enzimi possono essere conservati a ogni bassa temperatura senza che vadano perduti.
 
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La vita come VITA non può essere spiegata, così descriviamo gli enzimi come un Principio di Energia Cosmica o una vibrazione che promuove un’azione chimica o una modifica negli atomi e nelle molecole, causando una reazione senza che si modifichino, distruggano o consumino gli enzimi stessi durante il processo.
 
In altre parole, gli enzimi sono catalizzatori e come tali promuovono l’azione o la modificazione senza alterare o modificare il loro stato. Con questa breve spiegazione ora riuscirete meglio ad apprezzare il valore, la ragione, la logica e l’intelligenza con cui scegliere il cibo con il quale intendete nutrire il vostro corpo, non solo per gli alimenti crudi ma anche per i cibi cucinati e utilizzati in modo che nutrano le cellule e i tessuti del vostro corpo nella maniera più veloce ed efficiente possibile.
 
Vitamina C, Paprika, Montare, Rosso, Cibo
 

La grande Legge della Vita è la reintegrazione. Se non mangiamo, moriamo.

 
Ma di sicuro se non mangiamo il cibo che nutre il nostro corpo in modo adeguato, non solo moriremo prematuramente ma soffriremo anche per tutta la vita. Il nostro organismo ha bisogno di essere rifornito ogni giorno con gli stessi elementi di cui è composto.
 
Se assicuriamo considerazione, attenzione e dedizione anche alle altre due componenti del nostro essere, la Mente, lo Spirito e l’AnimA, allora rimarremo in perfetta salute tutta la vita.
 
Papaia, Frutta Tropicale, Asimina, Mature, Esotici
 
Possiamo infatti mangiare il cibo migliore e più integro che esista, ma questo non servirà a prevenire la disintegrazione del corpo se permettiamo al risentimento, alla paura, alle preoccupazioni, alla frustrazione e agli stati mentali negativi di ossessionarci.
 
La salute è l’indiscutibile fondamento per una vita che ci soddisfi. Ogni gioia domestica o successo lavorativo deve avere come base la salute e la vitalità del corpo. L’alimentazione deve essere vitale e biologica.
 
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Le sostanze da cui traiamo sali e minerali devono essere biologiche e vitali per essere assimilate dal corpo umano in modo da garantire la ricostituzione e la rigenerazione delle cellule e dei tessuti del corpo.
 
I raggi del sole inviano miliardi di atomi che garantiscono la vita delle piante, attivano gli enzimi e grazie a questa forza riescono a trasformare elementi inorganici in elementi organici e pieni di vita che costituiscono il cibo.
 
Beach, Bevande, Caraibi, Cocktail, Drink, Esotici
 
Grazie alla ricerca scientifica, siamo ora in grado di analizzare e conoscere esattamente gli elementi contenuti nei cibi e di armonizzarli nell’organismo secondo le nostre necessità. Il nostro corpo è costituito da molti elementi atomici1. I principali sono:
 
Ossigeno, Calcio, Sodio, Cloro,
Carbonio, Fosforo, Magnesio, Fluoro,
Idrogeno, Potassio, Ferro, Silicio,
Azoto, Zolfo, Iodio, Manganese
 
Salvo eccezioni, tutte le azioni di riparazione e rigenerazione del nostro corpo devono provenire da questi elementi. Il corpo non è in equilibrio quando il flusso sanguigno, le cellule, i tessuti, gli organi, le ghiandole e il resto dell’organismo non contengono questi elementi nelle proporzioni adeguate o ne sono carenti. Il risultato che si ha è una condizione di vero e proprio avvelenamento. Si chiama tossiemia.
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Per ricostituire e mantenere un corretto e sano equilibrio, la maggior parte dei cibi che mangiamo deve contenere elementi vivi, vitali e organici. Tali elementi si trovano nei vegetali freschi crudi, nei frutti, nella frutta secca e nei semi.
 
L’ossigeno è uno degli elementi assolutamente essenziali. Quando il cibo viene cotto, l’ossigeno si perde. Gli enzimi vengono distrutti a 54,4 °C e la maggior parte della forza vitale necessaria per il nutrimento viene dissipata.
 
Olivello Spinoso, Succo, Frutti Di Bosco, Ramo, Frutta
 
Il fatto che per generazioni, milioni e milioni di persone abbiano vissuto e stiano vivendo mangiando di rado o forse mai qualcosa di crudo, non prova che il loro stesso essere ancora in vita sia il risultato dell’assunzione di alimenti cotti. Il dato di fatto è che sono in uno stato di decadimento, confermato dall’intossicazione dei loro organismo.
 
Sennò come si spiegherebbe il sovraffollamento delle pur inadeguate strutture ospedaliere? Perché si spenderebbero milioni e milioni ogni anno in antidolorifici?
Come si spiega una così elevata incidenza di problemi di cuore, diabete, cancro, enfisema, invecchiamento precoce e morti premature?
 
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La nostra Coscienza in Sè ha fatto il nostro corpo in modo che abbia un margine amplissimo di tolleranza. Quando mangiamo qualcosa che “non ci fa bene” o che è incompatibile con i nostri bisogni ed equilibri nutrizionali, allora soffriamo. Il monito e il richiamo sono i dolori o i crampi, che magari ci conducono poi a malattie e forse a uno o più di quell’infinita lista di malesseri che affligge l’umanità.
 
Questa malessere non si manifesta subito, né sarà subito evidente proprio perché la miracolosa tolleranza del corpo farà in modo che passino i giorni, forse anche i mesi o addirittura gli anni, prima che si rimanga vittime delle conseguenze a lungo termine che la Natura ci infligge per avere infranto le sue leggi.
 
Uva, Grappolo, Frutta, Azienda, Vendemmia, Mature
 
Una volta che riscopriamo i mezzi che la Natura ci offre per ripristinare e mantenere la nostra salute a un elevato livello di vibrazione, ecco che sperimentiamo la benedizione che deriva dal mettere in pratica nel quotidiano questa scoperta.
 
Appare insieme strano e penoso che così tanta gente non prenda in considerazione tutto ciò e continui deliberatamente a procedere verso l’inevitabile decadenza tossiemica.
 
La salute della mente e dell’intestino, insieme a un certo impegno intellettuale, potrebbero salvare questa gente evitando loro la disintegrazione prematura e spesso dolorosa.
 
ByDottorNormanW.Walker

Latte e formaggio di mandorla

Gli strumenti necessari per la preparazione (se non avete un estrattore)

sono solo un pentolino, un frullatore e un colino metallico a maglie strette (o una garza a maglia fine). Anche in questo caso potete in alternativa utilizzare il Vegan Star o un buon estrattore (magari dopo avere frullato le mandorle sbucciate).

Latte Di Mandorla, Latte, Latte Noce, Non Caseario

Innanzitutto occorre preparare le mandorle, se possibile partendo dalle mandorle nel guscio, altrimenti dalle mandorle rivestite della loro pellicina marrone. Dopo avere schiacciato le mandorle (o tirate fuori dal sacchetto se avete acquistato le mandorle sgusciate) occorre togliere la pellicina.

La maniera più semplice consiste nel tenere le mandorle in ammollo per 12/24 ore (così inizia la fase di germinazione e gli amidi iniziano a trasformarsi in zuccheri, il seme è più digeribile, diventa più morbido e facile da lavorare) e poi farle scottare un minuto (o poco più) in acqua bollente.

Mandorla, Latte Di Mandorla, Banana, Bottiglia, Ciotola

A questo punto la pellicina delle mandorle dovrebbe scivolare via facilmente schiacciando il seme tra indice e pollice.

Mettere le mandorle nel frullatore con un po’ d’acqua (quanto basta per coprirle un po’ e permettere al frullatore di lavorare senza fatica, se poi vi piace il latte più o meno denso vi regolerete di conseguenza.

Non occorre avere fretta in questa fase perché le mandorle sono piuttosto dure e per sminuzzarle ci vuole un po’ di tempo, aumentando gradatamente l’intensità di rotazione delle lame del frullatore.

Yogurt, Mandorle, Sciroppo D'Acero, Dessert, Spuntino

A questo punto potete decidere se “strizzare” subito le mandorle o scaldare leggermente a fuoco lento in un pentolino a circa 40 gradi (a tale temperatura gli enzimi sopravvivono ancora, al di sopra dei 42 gradi invece vengono distrutti, quindi possiamo parlare ancora di cucina crudista) e lasciare riposare mezz’ora o più, quindi filtrare il tutto con un colino metallico a trama fine o con una garza (il pressa-patate in questo caso non funziona perché il frullato di mandorle è composto di particelle solide molto piccole e vi passa attraverso).

Io non ho mai provato a ripetere questo procedimento per due volte di seguito, ma credo che si possa fare per estrarre una maggiore quantità di “latte”.

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Il fatto è che uso un colino, la procedura è alquanto lunga e noiosa, e poi la parte solida che rimane (a differenza delle scaglie del cocco) è molto gustosa da mangiare una volta separata dal liquido (certo contiene un po’ di fibra e se state iniziando da poco un regime dietetico curativo come la dieta GAPS o la dieta tendenzialmente crudista, la fibra all’inizio è da evitare).

Se avete un estrattore invece basta versare un po’ di acqua tiepida assieme alle mandorle tritate (o forse anche intere se l’estrattore è potente) ed il latte viene fuori subito, in maniera molto semplice.

Mandorle, Latte, Bere, Sano, Delizioso, Cibo, Fresco

Così come si prepara il latte di mandorle si può preparare il latte di noci, nocciole, pinoli, semi di girasole, semi di zucca e semi di sesamo (sempre possibilmente previo ammollo di 12-24 ore). La dottoressa Campbell segnala che per rendere più densi questi tipi di latte si possono aggiungere dei semi di lino.

Ottenuto il latte lo si può mettere in frigorifero e goderselo fresco così com’è.

Fragola, Latte, Latte Alla Fragola, Verde, Rosso

Lo si può eventualmente dolcificare mettendoci a mollo qualche chicco di datteri o uva passa (possibilmente biologica, infatti l’uva – come le banane – è uno dei frutti più irrorati da ogni genere di prodotti chimici, tanto che il succo d’uva concentrato da agricoltura intensiva può contenere tracce di arsenico), aggiungendovi malto di riso (che però non è permesso dalla dieta paleo) o miele (permesso dalla dieta paleo ma inviso ai vegan).

Yogurt, Frutta, Vaniglia, Fragole, Cibo, Sano

A questo punto se si vuole preparare lo yogurt (di mandorla, noce, nocciola o altro, io per adesso ho provato solo con il latte di mandorla) occorre riscaldare il latte a fuoco lento girando continuamente fino a portarlo alla temperatura di 42 gradi centigradi, sciogliervi un po’ di polvere di fermenti lattici per la preparazione dello yogurt (io l’ho trovata facilmente nei negozi di alimenti biologici) e metterlo a fermentare per 24 ore in una yogurtiera o in un termos (di cui si può realizzare una versione casalinga con un vasetto di vetro chiuso dentro una scatola di polistirolo).

Alla fine si ottiene un prodotto ricco di probiotici utilissimo per il benessere nel nostro intestino.

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Se invece si vuole realizzare il kefir basta partire dal latte a temperatura ambiente, sciogliere i fermenti specifici per la preparazione del kefir (anche questi li ho trovati facilmente nei negozi di alimenti biologici) e lasciare per 24 ore in un vaso di vetro col coperchio appena appoggiato in modo che resti semi-aperto (non chiuso ermeticamente, deve “respirare” per fermentare meglio).

Alla fine sia con lo yogurt che con il kefir si otterrà anche del siero (la parte liquida del risultato finale della nostra fermentazione).

Bevanda Fragola, Kefir, La Bevanda, Fragole, Yogurt

Si tratta di un prodotto anch’esso ricco di probiotici che non va assolutamente scartato. Il siero può essere bevuto così com’è o aggiunto alle spremute di frutta fatte in casa; una parte lo si può tenere da parte e riutilizzarlo per una nuova fermentazione (a tale scopo si può anche tenere una parte dello yogurt o del kefir ottenuto).

NB: pare sia meglio prima sciogliere i fermenti in un pochino di liquido non riscaldato e quindi aggiungerli al resto.

“Formaggio” di mandorle (o di altri semi)

Questa ricetta è stata presa (e leggermente semplificata) dal libro “Manuale dei cibi fermentati” di Michela Tevisan, Terra Nuova Edizioni, un libro che potrebbe essere molto utile per integrare l’alimentazione con benefici probiotici (a basso costo in quanto fermentati in casa).

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Preparare le mandorle come spiegato sopra (ammollo 12-24 ore e spelatura). Sciogliere in acqua i fermenti dello yogurt o del kefir (le dosi dipendono dalla quantità di fermenti presenti nella bustina di una determinata marca, per il resto preparare un ugual peso di acqua e di mandorle).

Mettere tutto nel frullatore, tirarlo fuori e fare una “polpetta”,

Corn Flakes, Latte, Frutti Di Bosco, Mirtilli

dopo avere eventualmente fatto sgocciolare il liquido in eccesso con l’aiuto di un colino o di una garza; ovviamente qui occorre fare sgocciolare senza strizzare troppo.

Ricordo che il liquido, siccome contiene i fermenti non va buttato ma lasciato fermentare, o eventualmente tenuto da parte per qualche altra fermentazione, magari conservandolo in frigorifero per qualche tempo).

Mandorla, Frutta, Semi, Cibo, Mandorle, Sano

Lasciare fermentare per qualche ora (fino a 10) mettere in frigo in un contenitore ermeticamente chiuso, tenervelo altre 24 ore e poi consumarlo (nel giro di una settimana).

In alternativa si lascia fermentare il tutto per 36 ore ed è già pronto (magari è più gustoso se lo si fa raffreddare in frigorifero prima di consumarlo).

Mandorla, Latte Di Mandorla, Bottiglia, Ciotola, Brown
In alternativa si può utilizzare il siero ottenuto da qualche fermentazione precedente:

io ho fatto così, è venuto ottimo, sembrava un formaggio spalmabile come la crescenza. Per essere preciso ho preso la parte solida delle mandorle (quella che resta dopo che vengono strizzate per fare uscire il latte),

l’ho unita ad un po’ di siero di kefir che mi era rimasto, ho mescolato, tolto il siero in eccesso (l’ho bevuto al momento) e poi ho messo il tutto in una tazza con un coperchio appena appoggiato in modo che passasse l’aria. Dopo 5 ore l’ho messo in frigorifero e dopo altre 6 ore era già pronto da mangiare.

Cornflakes, Latte, Frutta, Muesli, Fragole, Mirtilli

È possibile al solito sostituire la mandorla con gli altri semi oleosi, ed è possibile inventare una qualsiasi variante aggiungendo cipolle tritate, erba cipollina, timo, origano, peperoncino, pepe …

La questione della fibra nel crudismo

Asse Intestino – Cervello

Per quanto una dieta crudista possa spesso essere benefica non è sempre detto che essa sia la migliore opzione per guarire da una condizione patologica. Infatti nel caso in cui sia presente una disbiosi intestinale, soprattutto nella prima fase del percorso di guarigione l’assunzione di cibi ricchi di fibra può creare dei problemi.

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In condizioni di salute ottimale infatti le fibre vengono utilizzate dai batteri benefici presenti nel nostro intestino i quali, come scrive la dottoressa Campbell-McBride nel suo libro “La Sindrome Psico-Intestinale”:

se ne nutrono, producendo tanti ottimi nutrimenti per la parete cellulare e per l’intero corpo, essi la utilizzano nell’assorbimento delle tossine, l’attivano per prendere parte nel metabolismo dell’acqua e degli elettroliti, per riciclare gli acidi della bile ed il colesterolo, etc.

Verdure, Broccolo, Dieta, Fibra, Cibo, Fresco, Verde

Ma quando mancano o sono scarsi questi batteri benefici, e prendono il sopravento invece i microbi patogeni succede che:

la fibra stessa diventa pericolosa per il sistema digestivo, fornendo un ottimo habitat per i batteri patogeni ed aggravando l’infiammazione della parete intestinale. Questo avviene quando i gastroenterologi devono raccomandare ai loro pazienti una dieta povera di fibre.

Cereali, Prima Colazione, Pasto, Cibo, Ciotola

Di conseguenza la presenza della fibra alimentare da sola, senza i batteri benefici presenti nell’intestino, può non essere più tanto buona per la nostra salute.
Di conseguenza fino a quando non si ristabilisce, almeno parzialmente, una microflora equilibrata nel nostro intestino, i cibi fibrosi, per quanto possano essere crudi e quindi pienamente vitali, ricchi di enzimi benefici, sarebbero da evitare.

A mano che si utilizzino dei Pre/Probiotici umani enzimi e depurativi contestualmente per limitare anche i disagi dovuti al cambiamento e alla depurazione.

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Come fare allora ad evitare di assumere la fibra se si vuole ugualmente basare la propria alimentazione su cibi vegetali?

I metodi sono due ovviamente: l’uso di succhi di frutta e verdure fatti in casa (possibilmente realizzati con un buon estrattore e non con una centrifuga, in modo da danneggiare il meno possibili tutti i principi nutrienti dei cibi freschi), la cottura della verdura (e persino della frutta talora).

Prima Colazione, Muesli, Sano, Grano, Bacca, Cibo

Sia la dottoressa Campbell che il dottor Gerson (il medico che ideò il famoso metodo di cura per il cancro, la tubercolosi e molte altre malattie, che poi da lui prese il nome) si esprimono in tal senso; l’importante è non buttare via l’acqua di cottura, che è ricca di minerali e altre sostanze nutritive.

Si potrebbe anche cucinare la verdura a vapore, ma una parte di queste sostanze finiscono ugualmente per essere perse (non per niente Gerson sconsigliava la cottura a vapore). È il caso di puntualizzare qui che gli estrattori che rispondono alle specifiche del dottor Gerson sono pochi e molto costosi, e sono reperibili solo ordinandoli dall’estero.

Verdure, Carota, Cibo, Sano, Dieta, Verde, Nutrizione

È da notare che anche la scuola della dottoressa Kousmine consiglia di iniziare un percorso curativo con una settimana a base di frutta cruda o succhi di frutta freschi fatti in casa (accompagnati da clistere ogni sera e successiva somministrazione rettale di vitamina olio di semi di girasole spremuto a freddo ricco di vitamina F).

In ogni caso è facile accorgersi se e quando e quanto la fibra sia tollerata:

se (pur avendo limitato la propria dieta ad alimenti senza carboidrati, senza zucchero e senza amidi “pane, pizza, pasta, frumento, patate, legumi riso”) i sintomi digestivi di cui si soffriva invece che placarsi hanno una piccola o grande recrudescenza è segno che la fibra non è ancora bene tollerata.

Carote, Cestino, Verdure, Mercato, Cibo

Dopo i primi entusiasmi per l’adozione di una dieta quasi completamente crudista mi sono reso conto che un po’ di verdura bollita può in certi casi essere molto meglio dell’assunzione di cibi crudi ma fibrosi, e che mangiare la frutta senza buccia e semi può in certe circostanze essere benefico.

Se poi risulta noioso fare continuamente spremute di frutta e verdura l’assunzione di verdura (e frutta) bollita non è da disprezzare (ma tenete a mente che seguire il protocollo Gerson significa che, soprattutto per le prime 6 settimane occorre preparare un succo di frutta e verdura ogni ora).

Frutta, Pera, Cestino Di Pere, Sweet, Bio, Mercato

Detto questo sottolineo che il metodo della dottoressa Campbell (mirato a guarire la disbiosi intestinale), quello del dottor Gerson (mirato soprattutto alla cura tubercolosi, cancro ed altre malattie degenerative) e quello della dottoressa Kousmine sono nettamente differenti tra di loro.

Basti pensare che alla dieta ricca di grassi e di proteine della dottoressa Campbell si contrappone una dieta con pochissime proteine vegetali e quasi senza grassi del dottor Gerson (secondo costui una dieta – almeno temporaneamente – povera di proteine, senza sodio e con molto potassio agevola l’eliminazione del sodio in eccesso dal nostro corpo ripristinando lo stato di salute delle singole cellule e contribuendo alla guarigione).

Asparagi, Broccolo, Ciliegia, Fibra, Cibo, Fresco

Tutti e tre i medici summenzionati (soprattutto Gerson e Kousmine) prevedono come parte più o meno importante del percorso curativo l’utilizzo degli enteroclismi, che hanno la funzione di rimuovere dal colon la materia fecale che a volte resta attaccata alle sue pareti divenendo un ricettacolo di microbi patogeni e di parassiti, e intossicando il corpo stesso; il dottor Gerson consiglia l’utilizzo di clisteri al caffè che secondo lui hanno la virtù di accelerare i processi di depurazione che hanno luogo nel fegato.

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La dottoressa Campbell oltre a considerare positivamente l’effetto disintossicante degli enteroclismi li consiglia particolarmente per risolvere i problemi di costipazione, abbinandoli ad una dieta che risolva il sottostante problema della disbiosi intestinale; una sua innovazione è stata l’aggiunta di probiotici all’enteroclisma che forniscono batteri benefici al colon per via diretta.

A tal fine si possono aggiungere all’acqua dell’enteroclisma degli integratori di fermenti lattici in polvere (che non contengano eccipienti di nessuna sorta e che abbiano i Bifidobatteri come specie predominante) o dello yogurt (o siero derivato dalla preparazione dello yogurt stesso); ovviamente lo yogurt andrebbe utilizzato solo se e quando l’organismo lo tollera anche per via orale.

Germogli e microverdure

Alimenti per l’AnimA

Esattamente come le verdure che diventerebbero, se raggiungessero il pieno sviluppo, anche i germogli e le microverdure (detti anche micro ortaggi o microgreen) sono ricchi di sostanze nutritive, per esempio vitamina A, vitamine del gruppo B, minerali, oligoelementi e altre sostanze fitochimiche. Se consumate nella fase embrionale il processo digestivo di queste verdure è però molto più rapido, così da assorbirne il potere.

L’effetto più vistoso dei germogli e delle microverdure è riportare la vitalità a persone che tendono a dare se stesse fino a esaurirsi; quando t’impegni AnimA e corpo in tutto ciò che fai, a casa o al lavoro, essi hanno la straordinaria capacità di supportarti.

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I germogli e le microverdure sono cibi eccellenti per la fertilità.

Sono l’aiuto ottimale per rigenerare l’apparato riproduttivo e per rivitalizzare l’organismo della neomamma che accudisce il bambino e non dorme a sufficienza.

I germogli e le microverdure contengono fitoestrogeni e dunque svolgono una funzione importante nel riequilibrare e ripristinare i livelli di progesterone, estrogeni e testosterone e per riattivare la produzione di ormoni da parte delle ghiandole surrenali, della tiroide e dell’intero sistema endocrino dopo il parto.

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Ricchi di sali minerali che contribuiscono alla produzione chimica dei neurotrasmettitori, i germogli e le microverdure supportano il cervello grazie agli aminoacidi e agli enzimi, rimuovono i metalli pesanti e aiutano a tonificare e rafforzare i neuroni, contrastando Alzheimer, demenza, confusione mentale e perdita di memoria.

Sono eccezionali per rigenerare la pelle in quanto contengono oltre sessanta oligoelementi, tra cui ferro, iodio, selenio, zinco, rame, manganese, zolfo, cromo e molibdeno.

Girasole, Girasole Germoglio, Semi Di Girasole

In più, sono in grado di bloccare le infezioni e la crescita di cellule indesiderate (come quelle cancerose) e sono la migliore fonte di biotici elevati, a loro volta preziosi per la produzione di vitamina B12 nel corpo.

Nella fase embrionale, i germogli e le microverdure racchiudono migliaia di composti fitochimici, offrendo all’organismo un nutrimento ineguagliabile.

Scegliere i germogli è come scegliere degli amici: ognuno di essi ha una personalità propria. Hai un amico che è un’ottima persona ma è un po’ spigoloso e riesci a prenderlo soltanto a piccole dosi?

Cavolini Di Bruxelles, Verdure, Germogli, Cavolo

Questa descrizione si addice ai germogli di broccoli:

con il loro sapore forte e un po’ pungente sono meravigliosi per migliorare la digestione e alzare i livelli di acido cloridrico.

Hai un amico a cui non sempre racconti ogni cosa perché ha un temperamento impetuoso, collerico e scatta subito in tua difesa prima ancora che tu abbia finito di parlare? Questo è il germoglio del ravanello, straordinario per depurare il fegato (un organo già di per sé surriscaldato in molti di noi).

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E che dire dell’amico gentile e riservato, che ti ascolta e poi ti offre parole di conforto?

È una descrizione che si addice al germoglio del trifoglio rosso, che ha un effetto lenitivo e depura delicatamente il sangue e la circolazione linfatica, rimuovendo le tossine dall’organismo. Poi c’è l’amico molto emotivo dal pianto facile sia quando è triste sia quando è contento.

Il germoglio di fieno greco è tutto AnimA & Cuore, perfetto per supportare la sfera emotiva e il sistema endocrino, entrambi legati al cuore, all’AnimA e al Cervello. I germogli di fieno greco sono particolarmente utili per regolare la produzione di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali e la produzione di ormoni da parte della tiroide.

Frullati, Succo, Frutta, Verdure, Sano, Detox, Raw
E non possiamo dimenticare l’amico muscoloso, quello che arriva a bordo del suo furgone e ti aiuta con il trasloco.

Questo è il germoglio di lenticchia. Veri e propri condensati di energia, ricchi di proteine fortificanti che il corpo assimila facilmente, i germogli di lenticchia offrono anche un apporto di carboidrati che ti aiuta in qualunque cosa tu debba fare.

Verdure, Succo, Bio, Organico, Nutrizione, Paprika

Sono felici di trasmetterti la loro forza e, quando li mangi, possono procurarti il carico di nutrimento di un intero pranzo di Natale, ma invece di farti assopire sul divano ti danno un’incredibile sferzata di energia.

E l’elenco potrebbe continuare. Senza trascurare i germogli di soia verde (o fagiolo mungo), quelli di girasole e di pisello e i micro-cavoli ricci fra gli altri sostenitori. Proprio come gli amici che ti offrono sostegno nella vita, i germogli e le microverdure hanno speciali qualità che scoprirai frequentandoli.

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MALATTIE
Se hai una delle seguenti malattie, prova a introdurre i germogli e le microverdure nella tua vita.

Papilloma virus, fibromi, tutti i tipi di cancro, sindrome dell’ovaio policistico, batterie scariche dell’apparato riproduttivo, depressione (anche post partum), itterizia, ansia, anemia, infertilità, aborti spontanei ricorrenti, morbo di Alzheimer, demenza, virus di Epstein-Barr/mononucleosi,

Le Erbe, Frullati, Succo, Verdure, Frutta, Fresco

tiroidite di Hashimoto, diabete, ipoglicemia, affaticamento surrenale, morbo di Graves, eczema, psoriasi, allergie alimentari, disturbo da deficit di attenzione e iperattività, autismo, malassorbimento delle sostanze nutritive, insonnia, herpes simplex 1 (HSV-1), herpes simplex 2 (HSV-2), HHV-6, HHV-7, malattie della tiroide, celiachia, malattia di Lyme, infezioni da streptococco alla gola.

SINTOMI
Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre i germogli e le microverdure nella tua vita.

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Anomalie negli esiti del Pap test, spossatezza, mancanza di energia, accumulo di peso, caduta dei denti e perdita dello smalto, recessione gengivale, vampate, sudorazione notturna, vista appannata, ecchimosi, dolore pelvico, carenza di ferro,

perdita della memoria, confusione mentale, disturbi del sonno, reflusso gastrico, tutti i sintomi neurologici (compreso formicolio, intorpidimento, spasmi, contrazioni involontarie, neuropatia e oppressione al torace),

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squilibri glicemici, eruttazione, perdita di densità ossea, sfaldamento delle unghie, voglie, ritenzione idrica, gastrite, crampi alle gambe, apatia, fegato stagnante, muco nelle feci, spasmi muscolari, voglia di dolci, mal di gola, ipertiroidismo, ipotiroidismo.

SUPPORTO EMOTIVO
Se soffri per una perdita – il lavoro, un amico o un oggetto a cui tenevi – i germogli e le microverdure sono straordinariamente utili. Questi piccoli messaggeri di speranza ti aiutano a superare il lutto e a piantare i semi per una nuova vita e nuove opportunità.

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INSEGNAMENTO SPIRITUALE
I germogli e le microverdure sono altamente adattogeni anche se in altre circostanze possono godere di molta terra, ampi spazi, luce, pioggia e aria fresca che consentono loro di raggiungere il pieno sviluppo, quando li coltivi sul ripiano della cucina riescono a crescere persino ammassati in un vaso o in un vassoio con quel tanto d’acqua che basta per sopravvivere.

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Richiedono solo un piccolo lavoro di routine (i germogli vanno sciacquati regolarmente, mentre le microverdure vanno vaporizzate) per adattarsi alle circostanze. E lo fanno con gioia: se avessero una faccia, li vedresti sorridere. Questa allegra capacità di adattamento si trasferisce a noi quando li mangiamo.

Se abbiamo l’assoluta necessità di un po’ di routine per normalizzare la nostra esistenza, anche nelle situazioni più difficili, possiamo trarre forza da questi piccoli amici e trovare il modo di prosperare.

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SUGGERIMENTI
Per ottenere benefici visibili, mangia due tazze di germogli al giorno.

Quando coltivi i germogli, considerali dei piccoli animali domestici:
si nutrono della tua compagnia, captano l’energia dell’ambiente e tutto ciò che si dice intorno. Abbi un approccio lieto nei loro confronti, parlagli, incoraggiali e accarezzali quando gli passi accanto.

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Se coltivati personalmente, gli alimenti colgono i tuoi bisogni individuali e adattano le proprie sostanze nutritive alle tue specifiche esigenze per nutrirti nel miglior modo possibile.

I germogli e le microverdure sono particolarmente abili nel sintonizzarsi con le necessità della tua salute perché si adattano con estrema facilità.

Se vuoi ottenere i massimi benefici dai germogli, consumali crudi. Insieme alle microverdure sono fonti straordinarie di biotici elevati, d’importanza cruciale per la salute dell’intestino e per la produzione di vitamina B12.

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Il loro potere antibiotico elevati (ma per la Vita) rimangono intatti solo se consumati crudi, e se si trovano su germogli e microverdure che hai coltivato tu, sviluppano proprietà specifiche per nutrire la tua flora batterica.

Se li vaporizzi ogni giorno con acqua mista a sali minerali, i germogli e le microverdure si mineralizzano durante lo sviluppo, e le sostanze che assimilano andranno a tuo vantaggio.

Germogli e microverdure come quelli di ravanello, broccolo, fieno greco, cavolo riccio e girasole dovrebbero essere consumati a pranzo, perché aumentano i livelli di energia durante la giornata.

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Quelli di fagioli e lenticchie dovrebbero invece essere consumati a cena, perché aiutano a calmare e a rilassare il sistema nervoso. Con l’andare del tempo, un centrifugato di cetriolo, germogli di pisello e di girasole favorisce la visione
notturna.

Involtini di cavolo nero ripieni di germogli con salsa di mango e pomodori
Per una/due porzioni

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Questi involtini freschi e colorati sono un ottimo espediente per fare il pieno di verdure. Un’idea divertente per il pranzo è servire un vassoio di verdure affettate e lasciare che ognuno crei il proprio involtino.

Per variare puoi servirli con una varietà di salse di cui troverai le ricette in questi post qui si FB, per esempio il Pesto al coriandolo, la Salsa tahina all’aglio per insalate o l’intingolo cremoso di avocado per i Rotolini di nori.

6 foglie grandi di cavolo nero
1 peperone di qualunque colore
1 avocado
¼ di cavolo rosso
2 datteri Medjoul denocciolati
2 tazze di germogli
2 tazze di microverdure
1 tazza di mango a cubetti
1 tazza di pomodoro a cubetti
1 rondella media di zenzero
1 rondella piccola di jalapeño (facoltativa)

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Sciacqua le foglie di cavolo nero e togli i gambi, che conserverai per usarli in una zuppa o in un centrifugato.

Taglia il peperone, l’avocado e il cavolo rosso a striscioline sottili. Sminuzza finemente i datteri e riducili in poltiglia fino a dargli una consistenza cremosa. Riempi le foglie di cavolo nero con le verdure tagliate, le microverdure e i germogli.

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Arrotolale per formare un involtino, ripiegando via via l’estremità superiore. Usa la crema di datteri per sigillare le foglie lungo il bordo. Ripeti il procedimento con tutte le foglie di cavolo nero, il ripieno e la crema di datteri restanti.

Per la salsa, amalgama il mango, il pomodoro, lo zenzero e, se lo usi, il jalapeño fino a ottenere un composto omogeneo.

by (Anthony William cibi che ti cambiano la vita) modificato Francesco Ciani

Intestino e Bambino

Flora intestinale e sistema immunitario

Il sistema immunitario e la flora intestinale sono relazionati tra loro, con una dipendenza reciproca.

La coesistenza con una complessa flora intestinale rappresenta una enorme sfida per il sistema immunitario, in quanto l’ospite deve evitare una eccessiva aggressività contro questa popolazione microbiale, per non rischiare di perdere preziosi organismi simbiotici.

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Questo può portare ad una infiammazione e ad un esteso danno tissutale

D’altra parte deve essere capace di limitare la propagazione dei batteri dal lume intestinale ai sottostanti tessuti e combattere gli agenti patogeni.

Limitare, non impedire, dato che la traslocazione o penetrazione dei batteri intestinali nei tessuti sottostanti, o nei linfonodi mesenterici, avviene normalmente senza conseguenze negli individui sani (1).

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La risposta immunitaria acquisita risulta avere un ruolo minore nel limitare la penetrazione batterica. Infatti, studi su topi T cell deficienti, mostrano che gli animali restano sani, nonostante un aumentata traslocazione(2), lo stesso si osserva in topi IgA deficienti (3).

Invece topi gp91/–/ NOS2, in cui l’attività antimicrobica dei fagociti è severamente compromessa per l’incapacità produrre ROS, sviluppano imponenti ascessi addominali contenenti commensali enterici (4).

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Questi risultati mostrano come i tessuti siano continuamente esposti ai batteri e ai loro prodotti e l’importanza dei fagociti per limitare le conseguenze della translocazione batterica dall’intestino.

La costante esposizione dei tessuti dell’ospite ai batteri e dei loro prodotti avviene nonostante il sistema della immunità acquisita sia pienamente funzionante.

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Tolleranza orale

La tolleranza orale è la capacità dell’immunoregolazione di non produrre una responsività agli antigeni solubili somministrati oralmente (5). Probabilmente è legata ad una risposta fisiologica indotta da proteine della dieta e batteri.

La flora intestinale è importante per sviluppare questa tolleranza, che, infatti, risulta assente nei topi germ-free. Può essere ripristinata mediante ricostituzione della flora con bifidobacterium infantis nel periodo neonatale (6), ma non nel topo adulto.

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Questi dati suggeriscono che la presenza della flora intestinale nel neonato è fondamentale per lo sviluppo di un corretto sistema immunitario e di una corretta tolleranza orale.

(Prof. Paolo Mainardi)

dal libro: Alla Ricerca dell’Una Medicina

Riferimenti

1) O’Boyle CJ, MacFie J, Mitchell CJ, Johnstone D, Sagar PM, Sedman PC. Microbiology of bacterial translocation in humans. Gut 1998; 42(1): 29–35.

2) Gautreaux MD, Gelder FB, Deitch EA, Berg RD. Adoptive transfer of T lymphocytes to T-cell-depleted mice inhibits Escherichia coli translocation from the gastrointestinal tract. Infect Immun 1995; 63(10): 3827–34.

3) Macpherson AJ, Gatto D, Sainsbury E, Harriman GR, Hengartner H, Zinkernagel RM. A primitive T cellindependent mechanism of intestinal mucosal IgA responses to commensal bacteria. Science 2000; 288(5474): 2222–6

4) Shiloh MU, MacMicking JD, Nicholson S, et al. Phenotype of mice and macrophages deficient in both phagocyte oxidase and inducible nitric oxide synthase. Immunity 1999; 10(1): 29–38.

5) Mowat AM, Viney JL. The anatomical basis of intestinal immunity. Immunol Rev 1997; 156: 145–66

6) Sudo N et al.. The requirement of intestinal bacterial flora for the development of an IgE production system fully susceptible to oral tolerance induction. J Immunol 1997; 159(4): 1739–45.

La sclerosi multipla

La sclerosi multipla, una patologia cronica e autoimmune

La sclerosi multipla (SM), chiamata anche sclerosi a placche, è una malattia neurodegenerativa cronica di tipo autoimmune.

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Questa patologia provoca delle lesioni a livello del sistema nervoso centrale a causa della demielinizzazione (perdita di mielina*) di alcune aree che vengono per l’appunto definite placche e che in fase cronica assumono caratteristiche simili a cicatrici, da cui deriva il termine sclerosi.

Per quanto riguarda la classificazione come malattia di tipo autoimmune, essa sta ad indicare che è una patologia del sistema immunitario, infatti nella sclerosi multipla si assiste ad un attacco del sistema immunitario al sistema nervoso centrale.

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Dopo aver osservato e studiato i primi casi ancora nel XIX secolo, il grosso salto di qualità nel mondo della ricerca per questa malattia è avvenuto nel secolo successivo, quando si svilupparono i primi veri e proprio criteri diagnostici e si iniziarono a studiare strategie per il suo trattamento.

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Al giorno d’oggi nel mondo si contano circa 2,5-3 milioni di persone affette da sclerosi multipla, di cui 600.000 in Europa e più specificatamente circa 75.000 in Italia.

La distribuzione della malattia non è uniforme: è più diffusa nelle zone lontane dall’Equatore a clima temperato, in particolare Nord Europa, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Australia del Sud.

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La prevalenza della malattia al contrario sembra avere una progressiva riduzione con l’avvicinarsi all’Equatore

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La SM può esordire a ogni età della vita, ma è diagnosticata per lo più tra i 20 e i 40 anni, e nelle donne, che risultano colpite in numero doppio rispetto agli uomini. Per frequenza è la seconda malattia neurologica nel giovane adulto e la prima di tipo infiammatorio cronico.

Nella sclerosi multipla, il danno che interviene a livello della mielina nel sistema nervoso centrale interferisce con la trasmissione dei segnali nervosi tra il cervello, il midollo spinale e altre parti del corpo umano.

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Questa alterazione della trasmissione nervosa causa i sintomi primari della sclerosi multipla, che variano a seconda di dove avviene il danno.

Durante il corso della malattia, alcuni sintomi vanno e vengono, mentre altri possono essere più duraturi

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Tra i sintomi più comuni ricordiamo la stanchezza, che colpisce circa l’80% delle persone. Si può inoltre accusareintorpidimento del volto, del corpo o delle estremità.

Un altro indicatore della sclerosi multipla riguarda le difficoltà nell’andatura e nel camminare.

Inoltre potrebbero presentarsi disfunzioni a livello della vescica e dell’intestino, o disturbi alla vista, dolore ed altro ancora.

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Premessa fondamentale, perché malattia autoimmune?

L’autoimmunicità è la causa più comune di malattie croniche.

Come ci dimostra anche la distribuzione di incidenza della SM, le malattie autoimmuni sono molto collegate al tenore di vita: più è alto il tenore di vita delle popolazioni considerate, maggiore è l’incidenza di tali patologie.

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In condizioni normali, il nostro sistema immunitario e il suo esercito di globuli bianchi, aiutano il corpo a difendersi da sostanze e cellule dannose come virus, batteri e cellule cancerogene.

In pazienti con una malattia autoimmune, il sistema immunitario non è in grado di distinguere fra i tessuti sani del corpo e i suoi nemici. Questo provoca una risposta immunitaria verso gli stessi componenti del proprio organismo.

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A partire da ogni cellula, per passare ai tessuti, poi agli organi e infine all’intero organismo, quindi ad ogni livello di organizzazione e complessità, sono necessari degli elementi specifici: sali minerali, aminoacidi, vitamine, enzimi, proteine, grassi.

Purtroppo però negli ultimi 50 anni le colture intensive, e i numerosi cambiamenti che hanno subito gli alimenti e di conseguenza anche le nostre abitudini alimentari, hanno determinato carenze nutrizionali impressionanti.

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Senza contare che, oltre alla povertà di nutrienti, il cibo e l’ambiente sono intaccati dall’aumento della tossicità.

Questa condizione ha provocato grosse alterazioni nella composizione biochimica delle cellule, le quali di conseguenza cambiano “aspetto”. Tali modificazioni portano il corpo a non riconoscere più queste cellule come proprie e le attacca.

Questo meccanismo causale chiarisce molte varianti delle malattie autoimmuni

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Le possibili carenze associate alla sclerosi multipla

VITAMINA D

Essa risulta di fondamentale importanza per il sistema immunitario, per l’espressione genica e per una moltitudine di altre funzionalità.

COFATTORI DELLA VITAMINA D

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La vitamina K2 e il magnesio sono necessari per assicurare il buon assorbimento della vitamina D, senza i quali spesso quest’ultima potrebbe risultare insufficiente se integrata da sola. Non meno importanti sono lo zinco, il boro e il calcio.

PROBIOTICI

Legate alla sclerosi multipla sono molto frequenti alterazioni della flora batterica. Queste incidono negativamente sulla capacità di assorbimento corretto dei nutrienti da parte dell’intestino ed è quindi di estrema importanza risanare la flora battericamediante l’ausilio dei probiotici e dei prebiotici*

OMEGA 3-6-9

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Ricordando che stiamo parlando di una malattia che interessa anche il sistema immunitario, non vanno trascurati gli acidi grassi buoni, i quali si possono integrare anche con la dieta (ad esempio: frutta secca, pesce, olio di lino, avocado).

Se non è sufficiente l’assunzione tramite il cibo, bisogna fare riferimento all’integrazione ben proporzionata di omega 3-6-9.

ANTIOSSIDANTI

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Elementi come il picnogenolo, la luteina, l’astaxanthina, i bioflavonoidi, la vitamina B3, ubiquinolo, il glutatione, la vitamina C, la vitamina E, l’acido alfa-lipoico, la bromelina, la lisina e la prolina, costituiscono le nostre difese contro i danni provocati dai radicali liberi i quali si formano per ossidazione.

SOSTANZE ADATTOGENE

Rhodiola, ashwaganda, passion flower e curcuminoidi rappresentano la soluzione alla gestione dello stress dovuto alla presenza di un’infiammazione cronica, com’è appunto la sclerosi multipla, stress per il quale si affronta l’infiammazione come il problema, quando invece è la soluzione di cui si avvale l’organismo per fronteggiare il vero problema.

 

Da un punto di vista alimentare

In base a tutte le nozioni elencate precedentemente è fondamentale seguire un regime alimentare ad alto valore nutritivo, caratterizzato da cibi NON lavorati a livello industriale e quindi ricchi di conservanti, emulsionanti e additivi chimici.

Inoltre è auspicabile eliminare i carboidrati semplici, il glutine (sostanza pro-infiammatoria) e i latticini, seguendo una dieta ricca di pesce, uova, frutta secca e verdura.

GLOSSARIO

Banda, Musica, Strumenti Musicali, Sassofoni, Le Corna

*Mielina: o guaina mielinica è una sostanza isolante a struttura lamellare, costituita prevalentemente da lipidi e proteine. Alla vista bianco-grigiastra, con sfumature paglierine, la mielina riveste esternamente gli assoni dei neuroni.

*Prebiotici: sono sostanze organiche non digeribili, capaci di stimolare selettivamente la crescita e/o l’attività di uno o di un numero limitato di batteri benefici presenti nel colon.

Pubblico, Concerto, Musica, Intrattenimento, Persone

Cura ut valeas!

Dott.ssa Carolina Capriolo

Fonti:

http://www.aism.it/index.aspx?codpage=sclerosi_multipla

http://www.mdpi.com/1422-0067/13/10/13461/htm

http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/10408398.2014.941457

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/mnfr.2015001