Terapia Metabolica Mitocondriale

Frutti di bosco (una piccola manciata al posto di una porzione di verdure)

Pompelmo (pochi spicchi al posto di una porzione di verdure)
Il motivo per cui queste verdure e questi frutti sono inclusi nell’elenco è che hanno un basso contenuto di carboidrati e un alto contenuto di fibre. Le fibre sono talmente importanti per la salute che ti consiglio di non limitarti al consumo alimentare ma di prendere anche degli integratori.

Le fibre sono un elemento fondamentale della TMM principalmente per quattro motivi:
nutrono i batteri benefici, essenziali per avere un microbioma sano; le fibre insolubili transitano nel corpo senza essere digerite mentre quelle solubili si convertono in acidi grassi a catena corta che nutrono la flora batterica; sono usate come carburante dalle cellule e fungono da importanti molecole per la segnalazione biologica;

agiscono da antinutrienti, ossia riducono l’assimilazione dei carboidrati e quindi limitano i picchi di glucosio e insulina; le fibre insolubili formano un reticolo nell’intestino mentre le fibre solubili vanno a chiudere le aperture. Insieme costituiscono una barriera che aiuta a proteggere il fegato.

È da tanto che m’interesso ai benefici delle fibre, così tanto che alla facoltà di medicina i miei compagni mi chiamavano “Dottor Fibra”. Oggi continuo a credere fermamente nei benefici delle fibre alimentari, purché provengano da verdure di alta qualità preferibilmente biologiche e da cereali a basso contenuto di carboidrati netti.

Da qualche anno infatti è stato appurato che per restare in salute è necessario avere un intestino sano. Indubbiamente le fibre contribuiscono a un buono stato di salute e alla longevità e possono avere un impatto positivo sulla riduzione del rischio di malattie, perché nutrono i batteri benefici e ne promuovono la proliferazione. Quando la flora batterica è nutrita da grandi quantità di fibre, produce composti che aiutano a regolare le funzioni immunitarie e anche a migliorare la salute del cervello.

Innanzitutto questi composti contribuiscono ad aumentare il numero delle cellule T regolatrici, cellule specializzate del sistema immunitario che aiutano a prevenire le reazioni autoimmuni. Inoltre, attraverso un processo chiamato ematopoiesi, le cellule T regolatrici partecipano alla formazione di altre cellule specializzate che circolano nel sangue.

diabete

Quando l’apporto di fibre è insufficiente, i batteri benefici muoiono e nell’organismo si innesca un circolo vizioso. La morte dei batteri benefici ha un impatto negativo non solo sul sistema immunitario e sulla prevenzione delle malattie autoimmuni ma anche sull’intestino. Qui la barriera protettiva crolla e questo può portare alla sindrome dell’intestino permeabile. Le persone affette da questa sindrome soffrono d’infiammazioni diffuse.

I ricercatori hanno scoperto che una dieta ricca di fibre è associata alla riduzione del rischio generale di morte per qualunque causa, probabilmente perché le fibre aiutano a ridurre il rischio di molte malattie croniche potenzialmente fatali, tra cui il diabete di tipo 2, le patologie cardiache, l’apoplessia e il cancro. Diversi studi hanno anche rilevato che una dieta ricca di fibre produce un benefico abbassamento del colesterolo e della pressione sanguigna, migliora la sensibilità all’insulina e riduce le infiammazioni, tutti fattori che incidono sul rischio di mortalità.

Esistono due tipi di fibre:

le fibre solubili, che si trovano nei cetrioli, nei frutti di bosco, nei fagioli e nella frutta secca, formano una massa gelatinosa nell’intestino che contribuisce a rallentare la digestione. Se la digestione è più lenta, il senso di sazietà dura più a lungo e questo è uno dei motivi per cui le fibre possono aiutarti a perdere peso.

Inoltre le fibre solubili rallentano l’assimilazione del glucosio, abbassando i livelli netti d’insulina. Questo tipo di fibre fermenta nell’intestino e contribuisce a mantenere in salute il microbioma; le fibre insolubili, che si trovano nelle verdure a foglia verde scuro, nei fagiolini e nel sedano, non si scompongono durante il processo digestivo. Hanno molte proprietà benefiche, tra cui la capacità di legarsi alle tossine favorendone l’eliminazione e quella di stabilizzare il pH dell’intestino creando un ambiente inospitale per microbi potenzialmente nocivi.

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Le fibre insolubili aiutano ad accelerare il transito dei prodotti di scarto, perciò favoriscono la regolarità dei movimenti intestinali. Inoltre hanno un potente effetto normalizzante sulle feci: se sei costipato, le ammorbidiscono portando acqua nel colon e aumentando il volume della massa fecale; se invece hai le feci molli, le solidificano assorbendo l’acqua in eccesso. Le fibre insolubili esercitano anche un’azione esfoliante sulle pareti del colon, ma senza eccedere:

esfoliano quel tanto che basta per rimuovere le tossine e i prodotti di scarto senza però intaccare le mucose protettive delle pareti. Un altro aspetto da sottolineare è che le fibre insolubili si legano ai minerali e ai farmaci favorendone l’espulsione dal corpo; perciò, se prendi un integratore di fibre, la tempistica è importante. È meglio non prendere nient’altro un’ora prima e un’ora dopo aver assunto l’integratore.

Molti cibi genuini, specialmente la verdura, la frutta fresca, la frutta secca e i semi, contengono sia le fibre solubili sia le fibre insolubili. Io ti raccomando di consumare almeno 35 grammi di fibre al giorno con l’alimentazione, ma l’ideale sarebbe arrivare a 50 grammi o anche di più. Il mio consumo personale è di circa due volte e mezza la quantità minima: ne assumo 75 grammi al giorno. Se non riesci a consumare i 35 grammi raccomandati, o ci arrivi ma vuoi consumare più fibre per ottenere maggiori benefici, ti consiglio d’integrare l’apporto alimentare con semi di psillio biologici.

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È un metodo semplice e relativamente economico per aumentare il consumo di fibre solubili. Personalmente ne prendo un cucchiaio tre volte al giorno. Ma è importante assicurarsi che siano biologici. Quelli non biologici vanno evitati a tutti i costi, perché sono carichi di pesticidi. Puoi anche assumere psillio biologico in polvere, che aiuta a contrastare la mollezza delle feci che molti sperimentano quando prendono l’olio MCT (olio a base di trigliceridi a catena media, di cui parlerò nella sezione seguente).

Per aumentare l’apporto di fibre io prendo anche due o tre cucchiai di semi di chia al giorno. Inoltre lascio a bagno un cucchiaio di semi di lino per tutta la notte e poi li aggiungo alla mia centrifuga. Ma tieni presente che se il tuo intestino non è ancora abituato a queste quantità di fibre, faresti meglio ad aumentarne l’apporto gradualmente, perché nella fase di adattamento del tuo microbioma, le fibre possono causare gas intestinale, gonfiore e persino costipazione.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

Il diabete di tipo 2 e l’ipoglicemia

Il carburante fondamentale che alimenta il corpo è il glucosio, uno zucchero semplice che fornisce a tutte le cellule l’energia di cui hanno bisogno per funzionare, guarire, crescere e prosperare. Il glucosio ci fa andare avanti, ci mantiene in vita. Il sistema nervoso centrale funziona grazie a esso, come ogni organo del corpo, compreso il cuore. Il glucosio è ciò di cui abbiamo bisogno per costruire e sostenere i muscoli e svolge funzioni vitali, come riparare i tessuti e le cellule quando sono danneggiati.

Disbiosi intestinale

Quando mangi, il tuo corpo scompone il cibo in glucosio e lo immette nel sangue in modo che possa viaggiare e raggiungere le cellule. Tuttavia, le cellule non hanno accesso diretto al glucosio, hanno bisogno di un aiuto da parte del pancreas, una grande ghiandola endocrina situata dietro lo stomaco. Il pancreas svolge una costante azione di monitoraggio del flusso sanguigno. Quando intercetta un aumento dei livelli di glucosio, risponde producendo un ormone chiamato insulina, il quale si annette alle cellule segnalando loro di aprirsi e di assorbire il glucosio dal sangue.

L’insulina consente quindi alle cellule di avere l’energia di cui hanno bisogno e assicura che i livelli di glucosio nel sangue rimangano stabili. Se nel sangue è presente più glucosio di quanto le cellule riescano a consumare – per esempio perché hai mangiato un pasto particolarmente pesante (magari costolette di maiale ricoperte di salsa barbecue: in altre parole, molti grassi combinati a molti zuccheri) – l’insulina ordina al glucosio in eccesso di depositarsi nel fegato.

diabete 2

A un certo punto, quando i livelli di glucosio si abbassano – per esempio tra un pasto e l’altro o nelle fasi di intensa attività fisica – il fegato rilascia il glucosio che aveva immagazzinato e lo mette a disposizione delle cellule. Questo succede se il fegato è forte e funziona come dovrebbe. Quello che ho descritto è un sistema efficace per l’uso ottimale del glucosio in condizioni normali. I problemi nascono quando il pancreas non ma anche quando alcune cellule rifiutano all’insulina di annettersi e di indurle ad aprirsi per ricevere il glucosio: è un fenomeno chiamato insulino-resistenza, ovvero resistenza all’insulina.

Quando insorgono entrambi o uno solo di questi problemi, la quantità di glucosio che le cellule rimuovono dal sangue non è sufficiente, sicché il sangue espelle parte del glucosio in eccesso nelle urine, il che può portarti a urinare più spesso, ma anche a disidratarti e ad aumentare la sete. Se il tuo pancreas non crea sufficienti quantità d’insulina quando il corpo ne ha bisogno, e/o hai sviluppato una resistenza all’insulina, e se questi problemi portano a un aumento eccezionale dei livelli di glucosio nel sangue, corri il rischio di contrarre il diabete di tipo 2.

diabete tipo 2

Negli Stati Uniti le persone colpite da questa malattia sono trentacinque milioni; altri novantacinque milioni sono in prediabete, una condizione in cui i livelli di glucosio nel sangue sono più alti della norma ma non tanto come nel diabete conclamato. Almeno il 35 per cento delle persone in prediabete sviluppa il diabete di tipo 2 entro sei anni.

I professionisti non sanno perché si manifesti il diabete di tipo 2. Lo dimostrano le diete che medici e dietisti prescrivono ai diabetici: se sapessero cosa sta succedendo davvero nel corpo di questi pazienti, consiglierebbero un’alimentazione completamente diversa. Anche se alcune indicazioni delle loro terapie sono giuste, non sono in grado di spiegare al paziente come e perché insorga questa malattia. Spiegherò con precisione quali sono le cause del diabete di tipo 2. Inoltre esporrò come si sviluppa la resistenza all’insulina, e l’ipoglicemia, e il modo per riportare l’organismo in equilibrio così da guarire.

I SINTOMI DEL DIABETE DI TIPO 2 

carboidrati insulinici

Se hai il diabete di tipo 2, è probabile che tu abbia sviluppato uno o più dei seguenti sintomi. (Tieni presente che negli stadi iniziali è possibile non avere nessuno di questi sintomi.) Una sete insolita, secchezza alla bocca, minzione frequente: questi sintomi sono dovuti al fatto che il corpo usa l’acqua per espellere il glucosio in eccesso attraverso le urine.

Vista appannata: la disidratazione induce il corpo a prelevare acqua dal cristallino dei bulbi oculari per espellere il glucosio. Una fame insolita: 
è dovuta al fatto che le cellule non stanno ricevendo quantità di glucosio sufficienti al loro nutrimento. Stanchezza e irritabilità: perché non ricevi l’energia che di solito ricevi quando le tue cellule sono nutrite a sufficienza dal glucosio.

Problemi digestivi: il pancreas non produce solo quantità adeguate d’insulina ma anche enzimi, per aiutare il corpo a scomporre gli alimenti. Se il pancreas non funziona come dovrebbe, si genera sia una carenza d’insulina sia una carenza di enzimi, di conseguenza per il corpo è più difficile digerire qualunque alimento.

vista annebbiata

Ipoglicemia: l’abbassamento dei livelli di zuccheri nel sangue ogni paio d’ore, con i cali di energia che ne conseguono, sono dovuti alla debolezza del fegato e alla scarsa attività delle ghiandole surrenali.

CHE COSA PROVOCA DAVVERO IL DIABETE DI TIPO 2 E L’IPOGLICEMIA 

Anche se le comunità mediche non lo sanno, le cause del diabete di tipo 2 e dell’ipoglicemia di solito hanno origine nelle ghiandole surrenali. Quando sei sottoposto a un continuo stress e sei costretto ad affrontare prove difficili e inevitabili nella vita, le ghiandole surrenali immettono nel sangue l’adrenalina, un ormone che carica di energia per le situazioni d’emergenza. Se questa risposta è utile nei momenti di difficoltà, invece quando operi costantemente in modalità emergenza e non riesci a rimuovere l’adrenalina corrosiva, che satura i tessuti degli organi e delle ghiandole, questo ormone può causare seri danni.

Di norma il pancreas è liscio come il sederino di un bimbo. Ma quando viene scalfito ripetutamente dall’adrenalina scatenata dalla paura o da altre emozioni negative subisce delle escoriazioni e sulla sua superficie si creano delle callosità che lo rendono spesso e duro. Per spiegarti cosa succede, ti faccio un esempio: quando nasci, il tuo pancreas è una carta di credito nuova di zecca.

Alcune persone vengono al mondo con condizioni agevolate: un tetto di spesa molto alto, una generosa linea di credito e una serie di benefit aggiuntivi, simili alle miglia gratuite per chi viaggia spesso, garantiti dal solo fatto di possedere quella carta.

Altre persone vengono al mondo con una linea di credito limitata, alti tassi d’interesse e pochi benefit. In ogni caso, la tua carta di credito si può esaurire se non la usi con cautela. Quando le persone continuano a logorarsi per lo stress e per tenerlo a bada si riempiono di cibi fritti o ad alto
contenuto di grassi, di gelati e dolci … rovinano l’equilibrio del pancreas ed esauriscono tutte le miglia gratuite concesse a chi viaggia spesso.

Con l’andare del tempo, viene compromessa la capacità del pancreas di produrre adeguate quantità d’insulina per rimuovere il glucosio dal sangue, e questa attività ridotta è sufficiente a causare il diabete di tipo 2. E non è finita. Il flusso continuo di adrenalina scatenata da emozioni negative provoca danni in tutto il corpo. Specialmente se tendi a mangiare quando provi queste emozioni, l’insulina prodotta dal pancreas si mescola all’adrenalina nel sangue, portando il corpo ad associare l’insulina con l’adrenalina scatenata da emozioni negative che lo sta danneggiando.

Col tempo questa associazione può indurre le cellule a sviluppare una “allergia” alla miscela di adrenalina e insulina e a rifiutare entrambi gli ormoni. La ricerca medica non ha ancora scoperto questa miscela ibrida che io chiamo “Frankensulina”, e non ha ancora capito che il corpo fisico si ribella in questo modo. Ma la ribellione è una delle cause primarie dell’insufficienza pancreatica, che porta a un abbassamento della produzione d’insulina e alla non accettazione del glucosio da parte delle cellule.

Anche i pasti pesanti possono scatenare un eccesso di adrenalina. Ciò accade perché le ghiandole surrenali sono come una stazione dei pompieri e il grasso fa scattare il campanello d’allarme. Quando le ghiandole surrenali ricevono il segnale che le avvisa della presenza di alti livelli di grassi nel sangue – con la possibilità di mettere quindi in immediato pericolo il fegato e il pancreas – la stazione dei pompieri (le ghiandole surrenali) invia i mezzi antincendio (l’adrenalina) per affrontare la situazione.

L’afflusso di adrenalina aumenta la potenza digestiva per rimuovere il grasso dall’organismo e per proteggerti, ma con un prezzo da pagare, perché a lungo andare può indebolire il pancreas. Viceversa, può accadere che le ghiandole surrenali siano ipoattive, ovvero producano livelli insufficienti di adrenalina; in tal caso, per cercare di compensare l’insufficienza il pancreas è costretto a lavorare più del dovuto. Se questa condizione si cronicizza, il pancreas si infiamma o si ingrossa e nel tempo potrebbe diventare anch’esso ipoattivo. Inoltre, si può verificare un affaticamento surrenale, in cui le ghiandole surrenali producono adrenalina a volte in quantità eccessive e a volte in quantità insufficienti.

fegato cistifellea pancreas

Questa instabilità può compromettere il pancreas, che si infiamma per compensare la scarsa produzione di adrenalina e si scalfisce per i flussi in eccesso. Quando il pancreas diventa disfunzionale può subire dei danni, che si infligge da sé. Ciò accade perché, oltre all’insulina, il pancreas produce enzimi che favoriscono la digestione ma anche inibitori, i quali impediscono a questi potenti enzimi di attaccarlo come se fosse un alimento da scomporre. Se però il pancreas funziona in modo difettoso, comincia a produrre quantità insufficienti di inibitori, e a quel punto gli enzimi lo danneggiano ancora di più.

(A tutto questo si aggiungono anche problemi digestivi …) Un precursore del diabete di tipo 2 è una condizione in cui i livelli di glucosio oscillano ma sono tendenzialmente bassi, chiamata ipoglicemia, che indica la difficoltà del corpo a gestire correttamente il glucosio. Questa condizione si verifica quando la capacità del fegato di immagazzinare e rilasciare il glucosio è indebolita, o se non fai almeno uno spuntino leggero ed equilibrato – per esempio un frutto (per lo zucchero e il potassio) e una verdura (per il sodio) – ogni due ore. 

La tendenza a saltare i pasti costringe il corpo a usare le preziose riserve di glucosio del fegato e a produrre adrenalina in eccesso e, come abbiamo già detto, questo processo può danneggiare il pancreas, generare una resistenza all’insulina, provocare affaticamento surrenale e aumento di peso.

carboidrati insulinici

Un altro fattore decisivo è il tipo di alimenti che assumi. Un equivoco molto diffuso è che il diabete sia causato dal consumo di molti cibi contenenti zuccheri. Il problema non è lo zucchero, ma la combinazione di zucchero e grassi, e sono soprattutto i grassi a essere nocivi. Per esempio, potresti mangiare frutta tutto il giorno tutti i giorni per il resto della tua vita senza sviluppare il diabete (anzi, mangiare molta frutta è il modo migliore per allungare la vita, “La fobia della frutta”).

Il problema sono i grassi. Molte persone che mangiano cibo-spazzatura e alimenti elaborati, come torte, biscotti, ciambelle fritte, gelati e così via – o che consumano una cena apparentemente salutare a base di pollo ma la concludono con il dolce – di solito assumono molti grassi e molti zuccheri allo stesso tempo. E se lo zucchero è decisamente malsano quando non è associato ad altre sostanze nutritive (ovvero non proviene dalla frutta e la verdura), sono i grassi a sottoporre il fegato e il pancreas a un lavoro estenuante.

La prima cosa che accade è che gli alti livelli di grassi che si immettono nel sangue dopo un pasto a base di proteine animali – siano esse semplici bistecche di manzo, maiale o pollo, oppure carni impanate e fritte nell’olio – impediscono al corpo di consentire all’insulina prodotta dal pancreas di portare gli zuccheri nelle cellule. Ciò significa che enormi quantità di zucchero scorrono liberamente nel sangue e possono andare ovunque.

riduzione calorie

Se il fegato è forte, riuscirà ad accumulare tutto il glucosio che riesce a conservare per i giorni di magra. Ma nel corso del tempo, un’alimentazione ricca di grassi, proteine animali e oli elaborati può affaticare il fegato. Questo diventa vulnerabile per la continua responsabilità di ripulire il sangue dal glucosio in eccesso e se deve attendere troppe ore tra un pasto e l’altro per avere nuovo carburante. Quando il fegato è così sovraffaticato, riversa nuovamente nel sangue tutto il glucosio che ha immagazzinato, il che può indurre lo stadio iniziale dell’ipoglicemia.

Poiché il fegato ha il gravoso compito di elaborare i grassi che provengono dai cibi che mangi, una dieta troppo ricca di grassi animali (che si nascondono anche in carni magre che le persone tendono a considerare salutari) può indebolirlo e compromettere la sua capacità di immagazzinare e rilasciare il glucosio. L’abitudine di consumare pasti abbondanti e pesanti seguiti da lunghe ore di digiuno può portare allo sviluppo del diabete di tipo 2.

Allo stesso tempo, il pancreas deve produrre enzimi per scomporre i grassi affinché tu riesca a digerirli. Un’alimentazione ricca di grassi comporta un sovraccarico di lavoro per il pancreas, e se hai altri fattori che lo sottopongono a tensioni, come forti emozioni negative e/o flussi abbondanti di adrenalina corrosiva, per il pancreas l’assunzione di molti grassi può essere la goccia che fa traboccare il vaso e che porta a sviluppare il diabete di tipo 2.

grassi buoni

La buona notizia è che tutti i danni descritti qui sopra sono assolutamente reversibili. Ora vedremo come puoi guarire il pancreas, il fegato e le cellule traumatizzate dall’insulina per mettere fine all’ipoglicemia e al diabete di tipo 2.

CURARE IL DIABETE DI TIPO 2 E L’IPOGLICEMIA

Dal momento che le comunità mediche non sanno cosa generi davvero il diabete di tipo 2 e l’ipoglicemia, non offrono indicazioni corrette per l’alimentazione. Di solito raccomandano una dieta priva di zuccheri, consigliando ai pazienti di evitare la frutta e concentrarsi sulla verdura e le proteine di origine animale.

Seguendo questi consigli, è probabile che si rimanga diabetici per sempre – e non diabetici ma operativi, bensì diabetici e sofferenti –, perché i grassi contenuti nelle carni non fanno altro che aggravare la malattia, mentre il consumo di frutta è cruciale per guarire dal diabete.

È fondamentale capire che sono i grassi animali a indebolire il fegato e il pancreas. Lo zucchero è solo il messaggero. E in questo caso i professionisti della medicina sparano al messaggero. Quello zucchero sta solo comunicando la resistenza all’insulina causata dal sovraccarico di grassi che grava sul fegato.

È facile eccedere nell’assunzione di grassi animali senza accorgersene; anche una fettina sottile di carne rossa che pesa poco più di un etto contiene l’equivalente di un cucchiaio di grassi concentrati che possono affaticare il fegato e il pancreas. I grassi che nutrono il Metaboloma Intestinale sono l’Acido butirrico, acido acetilico e l’acido valerico, burro, aceto valeriana e altri.

Quando una persona ha sviluppato una resistenza all’insulina (anche se la sua alimentazione è apparentemente “sana” secondo i parametri tradizionali) e immette degli zuccheri nell’organismo,
quegli zuccheri non fanno altro che sollecitare i problemi legati all’insulina, così improvvisamente tutta l’attenzione si concentra sugli zuccheri, quando non sono loro i veri responsabili.

vegetali

Per spiegarlo con un esempio, immaginiamo che un’adolescente dia una festa mentre i genitori sono fuori casa. Poniamo che il fratello minore beva una bibita in cui era stato aggiunto dell’alcol a sua insaputa, stia male e chiami mamma e papà. Poniamo poi che, quando i genitori tornano a casa e trovano l’appartamento sottosopra pieno di ospiti ubriachi, la sorella maggiore (i grassi) provi ad attribuire la colpa al fratellino (gli zuccheri).

Ma il fratellino non ha fatto nulla di male! Ovviamente, lo zucchero da tavola e molti altri dolcificanti non giovano alla tua salute, non ti consiglio certo di assumerli. Ma per curare il diabete di tipo 2 e l’ipoglicemia è cruciale diminuire il consumo di grassi e aumentare il consumo di frutta e verdura fresca. Ti consiglio caldamente la dieta depurativa descritta per aiutare a guarire il fegato, il pancreas e le ghiandole surrenali e per stabilizzare i livelli di zuccheri nel sangue.

Il medico potrebbe prescriverti l’insulina. Ma se è vero che abbassa i livelli di glucosio, è altrettanto vero che non fa nulla per risolvere i problemi che stanno alla base della malattia, come le lesioni e le disfunzionalità delle ghiandole surrenali, del pancreas e del fegato, le emozioni negative croniche e/o la resistenza all’insulina.

Acidi grassi

Quello che presento qui di seguito è un approccio quotidiano più mirato che punta espressamente a guarire ogni possibile causa del diabete di tipo 2 e dell’ipoglicemia; troverai anche una guida, “Come puoi guarire finalmente”. La durata del programma terapeutico dipende dall’entità dei danni presenti. Dovresti notare dei miglioramenti entro pochi mesi, mentre il processo completo richiede di norma dai sei mesi ai due
anni e mezzo.

Rafforzare le ghiandole surrenali 

mirtilli

Sei hai il diabete di tipo 2 è probabile che tu abbia un problema alle ghiandole surrenali, quindi il primo passo verso la guarigione è leggere il ghiandole surrenali puoi seguire i consigli esposti.

Alimenti terapeutici 
Mirtilli selvatici, spinaci, sedano, papaia, germogli, cavolo riccio, lamponi e asparagi sono gli alimenti principali da consumare se hai il diabete di tipo 2 o l’ipoglicemia. Svolgono funzioni importanti, come disintossicare il fegato, corroborare i livelli di glucosio, supportare il pancreas, rafforzare le ghiandole surrenali e stabilizzare l’insulina. Inoltre dovresti evitare certi alimenti, in particolare formaggi, latte, panna, burro, uova, oli elaborati e tutti gli zuccheri tranne quelli provenienti dal miele grezzo e dalla frutta.

Anthony William

Le malattie autoimmuni e l’Epstein Barr

Parte 1

Più si va avanti e più si scoprono possibili connessioni tra le malattie autoimmuni e le infezioni/riattivazioni del virus Epstein–Barr

l’agente infettivo che causa la mononucleosi. Un possibile meccanismo di attivazione è quindi che porta il virus a infettare un organo/tessuto e il nostro sistema immunitario a identificare per errore tale organo/tessuto come una minaccia, a “etichettarlo” come estraneo e pericoloso per mezzo degli anticorpi (che segnalano alle cellule del sistema immunitario di attaccarlo).

Un altro possibile meccanismo è quello del mimetismo molecolare:

L'immagine può contenere: una o più persone

quando un agente infettivo ha una sequenza proteica molto simile a quella di un tessuto del nostro corpo, il nostro sistema immunitario potrebbe essere indotto erroneamente a etichettare come esterno e pericoloso il nostro tessuto (oppure un cibo come il glutine). Qualcosa di simile può succedere con l’intolleranza a certi cibi.

Sebbene siamo ancora agli stadi iniziale di tale lavoro di ricerca, già diversi articoli scientifici ci permettono di affermare che non si tratta di pura e astratta speculazione. Se ciò dovesse essere ulteriormente confermato dalle ricerche future, potremmo inizare a comprendere dei meccanismi fino ad ora poco chiari.

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Molte volte le malattie autoimmuni si innescano dopo un evento particolarmente stressante

dallo stress da superlavoro al trauma delle perdita di una persona cara, o della perdita del lavoro. Similmente il virus Epstein-Barr colpisce un paziente, o si riattiva (causando non solo mononucleosi, ma persino casi di meningo-encefalite) quando il sistema immunitario è particolarmente basso, ed è ben noto che lo stress e i traumi psichici possono indebolire momentaneamente il sistema immunitario.

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Ovviamente anche la disbiosi con la conseguenza debolezza immunitaria (e quindi tutti i fattori che la possono causare) possono concorrere a facilitare l’insorgenza di una infezione, non solo del virus Epstein-Barr. Anche altri fattori infettivi, virali e batterici, possono innescare una malattia autoimmune, presumibilmente attraverso uno dei meccanismi su indicati.

Il virus Epstein-Barr (spesso indicato con la sigla EBV) fa parte della famiglia dei virus dell’Herpes (Herpesviridae)

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ed è infatti stato recentemente rinominato Human herpesvirus 4 (HHV-4). Sebbene sulle riviste specialistiche non ci siano molte informazioni sulla cura di questa particolare specie di virus, ce ne sono molte sui virus erpetici in generale. In realtà la manifestazione più nota dell’infezione da Esptein Barr è la mononucleosi infettiva (patologia che può essere talora causata anche da altri virus e parassiti)

una malattia a decorso benigno che si risolve da sola nel giro di uno o due mesi, ma è nato da tempo che anche alcuni tumori (linfomi in particolare) possono essere correlati all’infezione da EBV, mentre molto più recente è la scoperta del suo ruolo potenziale in molte altre malattie, specialmente quelle autoimmuni.

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Inoltre in alcuni rari casi la mononucleosi infettiva può portare a gravi complicazioni:

convulsioni, encefalite, meningite, mielite, sindrome di Guillain-Barré, diminuzione di piastrine, globuli bianchi e globuli rossi, complicazioni polmonari (ostruzione delle vie aeree), epatite fulminante (molto rara ma pericolosissima), ittero, ingrossamento del fegato e della milza (che in certi sfortunati casi può addirittura letteralmente scoppiare).

È da notare che L’EBV è presente nel 95% degli esseri umani

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sebbene solo in una piccola parte di essi causi mononucleosi infettive o altre complicazioni. La maggior parte delle persone sviluppa al massimo una banale febbriciattola in occasione dell’infezione e poi il sistema immunitario si attiva per combattere il virus facendo sì che si “nasconda”, ovvero che passi alla fase latente, che resti quindi “dormiente”, inattivo, inglobato in alcune cellule del nostro corpo senza però innescare la replicazione che allerterebbe nuovamente il sistema immunitario.

Quando il sistema immunitario si abbassa, a causa dell’utilizzo di farmaci

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(farmaci immunosoppressori , o farmaci che aggrediscono i batteri benefici inducendo disbiosi e proliferazione della Candida albicans) della carenza di vitamina D o di un forte stress psico-fisico, il virus può riattivarsi (anche solo parzialmente) persino a distanza di anni, e nei soggetti predisposti (esistono anche predisposizioni genetiche) causare complicazioni anche molto gravi, come encefalite, linfoma, cancro della rinofaringe.

Di recente si sta studiando il possibile ruolo del virus EB nella genesi delle malattie autoimmuni.

Tale virus può contribuire a scatenare un tumore anche perché l’infezione dei linfociti B da parte delll’Epstein-Barr rallenta uno dei nostri meccanismi di protezione dal tumore, come mostra l’articolo Epstein-Barr virus down-regulates tumor suppressor DOK1 expression

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Un aspetto singolare del virus EB è la presenza di diversi stadi di latenza

un po’ come se esso si possa risvegliare anche solo parzialmente, per cui esiste una latenza di tipo I, di tipo II (correlata a linfoma di Hodgkin, carcinoma della rinofaringe, linfoma nasale a cellule NK/T) e di tipo III (correlata ad alcuni altri tipi di linfoma). Curiosamente anche la forma latente in cui il virus è meno attivo (latenza di tipo I) è correlata a un tipo di linfoma (linfoma di Burkitt).

Se il virus si riattiva completamente e si replica nelle cellule dell’organismo ospite finisce quindi per rompere le cellule stesse (attuandone la lisi, ovvero rottura) ed infettarne di nuove, entrando nella cosiddetta fase litica.

frutta verdura fibre

1120 Vedi un caso di riattivazione con l’utilizzo di un cosiddetto “farmaco biologico” con azione immunosoppressiva descritto nell’articolo A case of acute disseminated encephalomyelitis associated with Epstein-Barr virus reactivation during infliximab therapy, pubblicato su Rinsho Shinkeigaku. 2010 Jul;50(7):461-6, autori Ueda M, Tateishi T, Shigeto H, Yamasaki R, Ohyagi Y, Kira J; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20681262.
1121 Pubblicato su PLoS Pathog. 2014 May 8;10(5):e1004125, autori Siouda M, Frecha C, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24809689; precisamente l’infezione porta ad una sottoregolazione dell’espressione del gene DOK1 indotta dall’oncoproteina virale LMP.

Una cura per il morbo di Alzheimer

E di Parkinson?

Per il benessere del cervello si è scoperto che sono molto utili gli acidi grassi a catena media, ovvero gli oli MCT, molto utili quindi per i soggetti sofferenti di Alzheimer, morbo di Parkinson e altri problemi neurologici.

In particolare quando si associa una dieta paleo ad una integrazione di questi MCT (anche solo assumendo un po’ di olio di cocco, all’interno del quale sono presenti) il cervello brucia grassi, la produzione di ketoni aumenta, e il cervello funziona meglio.

L'immagine può contenere: una o più persone, anello, primo piano e cibo

Vedi a tal proposito l’articolo Can Ketones Help Rescue Brain Fuel Supply in Later Life?

Implications for Cognitive Health during Aging and the Treatment of Alzheimer’s Disease (“I ketoni possono aiutare a ripristinare la funzionalità cerebrale nella tarda età?

Implicazioni per la salute congitiva durante l’invecchiamento e il trattamento del morbo di Alzheimer”) che spiega come nel morbo di Alzheimer e altri problem neurologici una delle cause del malfunzionamento cerebrale è la sua carenza di energia:

il cervello fa fatica ad utilizzare il glucosio per trarne energia

L'immagine può contenere: testo

ma riesce ancora senza problem ad utilizzare i ketoni (ketones (beta-idrossibutirrato e acetoacetato) per cui l’integrazione orale di MCT può esser emolto utile.

In un articolo presente sul web, la dottoressa Mary Newport descrive come nel giro di 37 giorni ha riportato alla quasi totale normalità neurologica il marito ammalatosi di Alzheimer semplicemente somministrandogli giornalmente una dose di olio di cocco.

La cosa interessante è che se per qualche motiovo dimenticava di prendere la sua dose di olio di cocco, si manifestava un momentaneo parziale ritorno della malattia.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Ma di particolare rilievo è l’articolo Reversal of cognitive decline: A novel therapeutic program (“Inversione del declino cognitivo: un nuovo programma terapeutico”) , che descrive l’esperienza di guarigione (o notevole miglioramento) di 9 pazienti su 10 malati colpiti dal morbo di Alzheimer. Leggiamo sull’abstract che:

Tra i primi 10 pazienti che hanno utilizzato questo programma ci sono pazienti con perdita della memoria associata al morbo di Alzheimer (AD – Alzheimer’s Disease ), leggero danno cognitivo da amnesia (aMCI – amnestic Mild Cognitive Impairment), o danneggiamento cognitivo soggettivo (SCI – Subjective Cognitive Impairment).

Risultati immagini per parkinson

Nove su dieci hanno mostrato un miglioramento soggettivo od oggettivo che è iniziato nel giro di 3-mesi, con un caso di fallimento che corrisponde ad un paziente ad uno stadio davvero avanzato di Alzheimer.

Sei pazienti avevano dovuto abbandonare il lavoro oppure avevano problemi nella gestione del proprio lavoro nel momento in cui si sono presentati, e tutti sono stati in grado di ritornare a lavorare o a continuare a lavorare migliorando le proprie prestazioni.

I miglioramenti sono stati duraturi, e fino ad ora il più lungo follow-up di questi pazienti è di due anni e mezzo dall’inizio del trattamento, con miglioramento marcato e duraturo.

Risultati immagini per parkinson

Nell’articolo per altro leggiamo alcune informazioni preoccupanti sull’avanzare del morbo di Alzheimer, che rappresenta ormai la maggiore causa di declino cognitivo negli anziani con 5,4 milioni di pazienti Americani e 30 milioni nel mondo, con prospettive per l’immediato futuro di una crescita ancora maggiore che secondo l’autore potrebbe portare ad una bancarotta del sistema di assistenza medica. Secondo recenti stime tale patologia è diventata la terza causa di morte negli Stati Uniti.

Il programma utilizzato da questo medico per fare regredire i sintomi dell’Alzheimer (e che probabilmente è utile, almeno in parte anche per il Parkinson o altre simili malattie neurodegenerative) è un programma personalizzato, basato sull’analisi di 25 possibili concause della malattie:

Risultati immagini per alimentazione corretta

cause metaboliche, infiammazione, disbiosi, carenze di nutrienti etc. L’idea di base è che le cause della malattia risiedono nello squlibro di tutta una rete di funzioni, e che quindi bisogna considerare e riequilibrare ogni singolo aspetto che concausa questa patologia.

Come dovrebbe risultare chiaro dalla lettura del presente libro, il primo approccio consiste nella modifica dietetica (dieta a basso tenore di carboidrati, con pochissimi cereali permessi) per minimizzare l’infiammazione e la resistenza insulinica, ma a questo si aggiunge un digiuno di 12 ore in corrispondenza della notte (12 ore tra il pasto serale e la colazione del giorno dopo)

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riduzione dello stress per mezzo di yoga, meditazione, musica appropriata in modo anche da regolarizzare la produzione di cortisolo, melatonina e triptofano per garantire un buon riposo notturno (8 ore di sonno), esercizio fisico,

stimolazione cerebrale (tenere allenata la mente), integratori per regolare i livelli di l’omocisteina se necessari (metilcobalamina, pirossidale 5 fosfato – forma attiva della vitamina B6 – metiltetraidrofolato, eventualmente trimetilglicina) integrazione di vitamina B12 (sotto forma di metilcobalamina)

se necessaria, curcumina e acidi grassi DHA/EPA contro l’infiammazione, eventuale riequilibrio ormonale (ottimizzare i livelli di T3 libera, T4 libera, estradiolo testosterone, progesterone, pregnenolone, cortisolo), riequilibrio della microflora intestinale con prebiotici e probiotici, riduzione della beta amiloide con la curcumina e la Ashwagandha (un’erba medicinale)

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Bacopa monniera (un’altra pianta medicinale) e magnesio L-treonato per sostenere la memoria e l’attenzione, vitamina D3 e K2 se è necessario regolarizzare i livelli di colecalciferolo nel sangue, mix di antiossidanti (tocoferoli e tocotrienoli, selenio, mirtilli, N-Acetil-Cisteina, ascorbato, acido Alfa-Lipoico, che hanno anche la funzione di ripulire dai metalli pesanti),

verificare che ci sia una corretta ossigenazione notturna (eventualmente trattando il problema delle apneee notturne), acidi grassi a catena media (sotto forma di olio di cocco o dell’integratrore Axona), acido pantotenico (necessario alla produzione dell’acetilcolina) per migliorare la concentrazione,

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verificare l’intossicazione da metalli pesanti ed eventualmente affrontarla, ottimizzare il rapporto Zinco/Rame, aumentare i livelli di NGF (fattore di crescita nervoso) con l’assunzione di Hericius erinaceus o ALCAR, fornire componenti strutturali per la formazione delle sinapsi (citicolina, DHA), ottimizzare la funzione mitocondriale (Coenzima Q o ubiquinolo, acido alfa lipoico, Pirro-Quinolin-Quinone, N-Acetil-Cisteina, ALCAR, Selenio, Zinco, resveratrolo, ascorbato, tiamina), aumentare la funzione della sirtuina 1 (resveratrolo).

Rimedi Klamin, AlgoZy, AlgOmega, Multinatural, COrdyceps

1116 Pubblicato su Frontiers in Molecular Neuroscience 2016; 9: 53, autori Cunnane SC, Courchesne-Loyer A, et al.;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4937039/.
1117 https://www.sharpagain.org/how-a-doctor-reversed-her-husba…/.
1118 Pubblicato su Aging Volume 6, Issue 9 pp 707-717, autore Dale E. Bredesen; http://www.aging-us.com/article/NjJf3fWGKw4e99CyC/text.
1119 Vedi l’articolo SIRT1: il gene che collega invecchiamento e Alzheimer http://www.lescienze.it/…/sirt1_il_gene_che_collega_invecc…/.

Le malattie intestinali ed i carboidrati insulinici 

Il nostro intestino è popolato da centinaia di microrganismi differenti che l’evoluzione ha regolato in un perfetto equilibrio.

Facendo un paragone con le popolazioni del nostro pianeta, dopo migliaia di anni di guerre, siamo giunti ad una pace duratura, dipendente però da una serie complessa di fattori, compresa l’esistenza di organismi di polizia internazionali, pronti ad intervenire quando un paese invade un altro stato.

Spaghetti, Tagliatelle, Pomodori, Pasta, Antipasto

Fino a 50 anni fa, quando un popolo si dotava di eserciti più efficienti ed armi più offensive, di solito, tentava la conquista di uno stato vicino.

Oggi il deterrente maggiore consiste nelle coalizioni militari di respiro internazionale che si formano per ripristinare lo status quo modificato (vedi Kuwait, ex Jugoslavia, Libia, Mali, etc.) o dalle sanzioni economiche imposte dall’Onu.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

E come sempre è accaduto nel nostro corpo, ci sono due diverse fazioni, i microrganismi buoni (della famiglia dei bifidus) ed i microrganismi cattivi (la candida, i batteri fermentativi e putrefattivi).

L’ordine è mantenuto da un esercito, rappresentato dal nostro sistema immunitario, composto da linfociti maturati nelle “placche di Peyer”, presenti tra l’intestino cieco e quello crasso (nell’ileo).

Risultati immagini per carboidrati insulinici

Il mantenimento della pace (l’intestino in buona salute), dipende da come le differenti popolazioni sono lasciate libere di armarsi. Prima della seconda guerra mondiale, i tedeschi sono riusciti a ricreare un esercito efficiente, con armi all’avanguardia, nonostante fosse stato proibito loro di ricostruire le difese militari.

Nel nostro caso, quello che mangiamo rappresenta la risorsa primaria necessaria ai vari eserciti per armarsi e diventare più forti. Come abbiamo detto qualche capitolo indietro, la flora batterica buona si alimenta esclusivamente con le fibre solubili (presenti principalmente nella frutta e nella verdura), mentre quella cattiva con gli zuccheri (principalmente amidi della pasta, riso, fagioli, patate).

Rotolo, Panini A Colazione, Wasserbrötchen, Suscitare

Possiamo immaginare lo stravolgimento che subisce l’intestino, considerando che la nostra evoluzione aveva previsto un’alimentazione a base di fibre solubili, con il giusto rapporto di proteine e grassi, mentre oggi la dieta mediterranea è basata sul glucosio.

Ciò significa mantenere l’esercito buono disarmato e disorganizzato e contestualmente rifocillare l’esercito cattivo, armandolo fino ai denti. Non dovremo quindi sorprenderci se subiamo un’invasione dell’intestino crasso da parte della flora batterica cattiva, presente nell’intestino cieco.

Tagliatelle, Pasta, Raw, Colorato, Cibo, Carboidrati

Il nostro sistema immunitario cerca di contrastare l’invasione, aumentando la produzione di linfociti, generando però ancora più danni. Difatti l’iperattività dei linfociti causa un’infezione sistemica del nostro intestino ed un aumento dei radicali liberi e dei mediatori dell’infiammazione.

Il nostro intestino diventa un immenso campo di battaglia, dove gli alimenti ingeriti non subiscono la loro naturale frammentazione (zuccheri e proteine), dando luogo anche al fenomeno fermentativo e putrefattivo. In tal caso si parla di Sibo, di candidosi, di Leaky Gut Syndrome, di Malattia di Crohn, di colon irritabile e di tutte le malattie già trattate.


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Tali fenomeni aumentano con l’ingestione di fibre insolubili (presenti maggiormente nei cereali) che aumentano la velocità di transito del “bolo alimentare” non scomposto, causando una minore assimilazione operata dai villi intestinali (aumenta il cibo per la flora batterica cattiva).

Un altro aspetto fondamentale è la formazione di ammine biogene. Infatti la presenza di batteri putrefattivi nell’intestino tenue (che dovrebbero restare nel colon), causa la putrefazione delle proteine presenti nel bolo alimentare, producendo le ammine come la putrescina, la cadaverina, la spermidina (che aumentano esponenzialmente l’effetto dell’istamina) e l’istamina.

Risultati immagini per carboidrati insulinici

Tali sostanze oltre ad attivare una risposta immunitaria in loco (gonfiore addominale, ritenzione di liquidi e difficoltà di digestione), si riversano nel torrente sanguigno. Tale effetto è amplificato anche da alimenti come vino rosso, crauti, formaggi stagionati, aceto di vino, che a loro volta sono già ricchi di ammine biogene.

Purtroppo infatti, l’acidosi promossa dal consumo di carboidrati causa l’inibizione degli enzimi preposti all’inattivazione delle ammine ( Dao, Pao, Mao) che l’intestino non riesce così a distruggere e quindi si vanno a sommare a quelle prodotte dalla disbiosi intestinale.

Pasta, Fettuccine, Cibo, Italiano, Gastronomia, Uova

La medicina ufficiale sembra non interessarsi seriamente al problema, ma al contrario ne peggiora le conseguenze.

Un esempio tra tutti è l’uso degli antibiotici, utilizzati con troppa leggerezza e capaci una volta ingeriti, di decimare la flora batterica buona. Un altro aspetto molto importante riguarda la formazione delle nitrosammine.

Difatti la disbiosi intestinale, agisce direttamente nella formazione di questi composti procancerogenici, in quanto aumenta la trasformazione dei nitrati in nitriti (ad opera dei batteri nocivi), i quali si legano alle ammine biogene formando le nitrosammine.


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Perchè la verdure non vanno mangiate?

Succhi freschi di frutta e verdura

Come nei casi iniziali di infiammazioni croniche degenerative, disbiosi, morbo di Crohn, diverticolite ecc

Se non si conoscono i principi che stanno alla base dell’utilizzo delle verdure e della frutta fresche crude, una domanda sorge legittima: «Perché non mangiare le verdure e i frutti interi anziché estrarne il succo e scartare le fibre?».

Insalata, Frutta, Frutti Di Bosco, Sano, Vitamine

La risposta è semplice: il cibo solido richiede molte ore di attività digestiva prima che il rispettivo nutrimento sia infine disponibile per le cellule e i tessuti del corpo. Le fibre nel cibo solido non hanno praticamente alcun valore nutritivo ma funzionano come una scopa nell’intestino durante l’attività peristaltica, quindi c’è bisogno di mangiare cibi crudi oltre ai succhi da bere.

Insalata, Cibo, Italiano, Saporito, Fondo In Legno

Ma è anche vero che l’eliminazione delle fibre che avviene quando si estrae il succo, rende i succhi stessi velocemente digeribili e assimilabili, a volte nel giro di pochi minuti, con il minimo sforzo e lavoro da parte dell’apparato digerente. Per esempio, è noto che il sedano, grazie al suo elevato contenuto di cloruro di sodio, è l’alimento migliore per contrastare gli effetti del gran caldo.

Ma mangiare il sedano richiede così tanto tempo nella digestione che una persona fa in tempo a essere sopraffatta dal caldo intenso prima che si manifestino gli effetti benefici. Invece, se beviamo un bicchiere o ½ l di succo fresco di sedano crudo, otteniamo risultati velocissimi.


Risultati immagini per digestione difficile
È proprio questo che ha reso per me sopportabile il caldissimo deserto dell’Arizona. I vegetali e i frutti interi sono costituiti da una considerevole quantità di fibre. Negli interstizi di queste fibre sono racchiusi gli atomi e le molecole che rappresentano gli elementi nutrizionali essenziali di cui abbiamo bisogno.

Sono proprio questi atomi e molecole e i loro rispettivi enzimi che si trovano nei succhi freschi che agevolano il nutrimento delle cellule e dei tessuti, delle ghiandole, degli organi e di ogni parte del nostro corpo.

Insalata, Fichi, Formaggio, Formaggio Di Capra

Comunque, anche le fibre dei vegetali e della frutta sono preziose. Quando mangiamo cibo crudo, non cucinato e non lavorato, queste fibre servono a ripulire l’intestino. Quando il cibo viene cotto, il calore intenso ne distrugge la vita.

Le fibre perdono il loro magnetismo a causa del calore e divengono senza vita, morte, agiscono come uno straccetto che tenta maldestramente di dare una strofinata all’intestino e nulla più, il tutto spesso lasciando comunque uno strato di sostanze sulle pareti intestinali.


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Nel corso del tempo questa patina si ispessisce, si putrefà e causa tossiemia.

Allora il colon diventa pigro e si deforma portando costipazione, colite, diverticolite e altri disturbi. I succhi freschi estratti da vegetali e frutti crudi sono il mezzo attraverso il quale possiamo rifornire tutte le cellule e i tessuti del corpo degli elementi e degli enzimi nutrizionali di cui necessitano nel modo in cui possono essere maggiormente digeribili e assimilabili.

Avete notato come io abbia parlato di enzimi nutrizionali?

Verdure, Giardino, Vendemmia, Organici, Verde

Ha a che fare con gli enzimi presenti in ciò che mangiamo. Le cellule e i tessuti del nostro corpo hanno i loro enzimi corrispondenti che assistono il processo della digestione e dell’assimilazione del cibo e vi collaborano.

Inoltre la composizione di ogni atomo e molecola del nostro corpo ha una abbondante scorta di enzimi. L’ossigeno è fissato dall’azione degli enzimi e quindi dal sangue.

Per esempio, l’aria che respiriamo entra nei polmoni in una combinazione di circa il 20% di ossigeno e l’80% di azoto. L’aria che espiriamo dai polmoni contiene soprattutto acido carbonico e anidride carbonica.

Cosa accade all’azoto?

Fragola Dessert, Fragole, More, Dessert, Yogurt, Crema

Ecco quello che succede quando respiriamo. Due principali classi di enzimi nei nostri polmoni entrano in azione nel momento in cui l’aria raggiunge le piccolissime sacche simili a grappoli d’uva all’interno dei polmoni, note come alveoli.

Un gruppo di enzimi, noti come ossidasi, separa l’ossigeno mentre l’altro gruppo di enzimi, noti come nitrasi, separa l’azoto dall’aria. L’ossigeno entra in circolo nel sangue, grazie all’azione degli enzimi, e raggiunge quindi tutto il corpo, mentre l’azoto, grazie all’azione di enzimi “vettori”, passa all’organismo per la creazione di proteine. Il nostro intero sistema è composto da innumerevoli enzimi.

Essi si trovano nella bocca, nello stomaco e nell’intestino.

Arancione, Orange, Orange Tree, Agrumi, Frutta

Oltre una dozzina di essi è coinvolta nella digestione e nell’assimilazione del cibo. Lavorano insieme agli enzimi che si trovano negli atomi e nelle molecole contenuti nel cibo stesso.

Succhi freschi di frutta e verdura byDottorNormanW.Walker
 

Il diabete ed i carboidrati insulinici 

La malattia più direttamente collegata al consumo dei carboidrati è il diabete di tipo 2 (quello alimentare).

Difatti lo stravolgimento alimentare di cui siamo responsabili ha modificato l’uso sporadico dell’insulina nella dieta ancestrale in un uso sistematico di tale ormone (che la nostra dieta moderna attiva ogni volta che consumiamo un pasto).
 
Dessert, Fragola, Crostata, Bacca, Frutta, Cupcakes
 
Di fatto il nostro corpo, per milioni di anni, ha utilizzato il grasso per produrre energia e solo da pochi millenni, lo costringiamo ad utilizzare lo zucchero, raggiungendo anche il 70% delle calorie ingerite sotto forma di questo substrato energetico.
 
Non vi sembra abbastanza logico che se ingeriamo zuccheri in quantità industriali, forse prima o poi potremmo avere problemi come il diabete?
 
Frittelle, Sciroppo D'Acero, Sweet, Cibo
 
D’altronde se assumessimo solo dal fruttosio (dalla frutta e dalla verdura) non avremmo un aumento diretto della glicemia, perchè deve essere prima elaborato dal fegato e sarà quest’organo a rilasciare il glucosio nel sangue in base alle nostre esigenze.
 
Noi invece facciamo al contrario, assumiamo zuccheri ed amidi che si riversano direttamente nel sangue ed obbligano il nostro corpo a produrre insulina.

L'immagine può contenere: dessert e cibo
Non credete che dopo decenni di attività sfrenata dell’insulina, qualcosa poi si possa rompere e far saltare tutti i nostri meccanismi energetici?

Vi ricorderete che l’insulina causa il calo glicemico e quindi la produzione di cortisolo. Il cortisolo aumenta la fase catabolica smontando i muscoli e la matrice trasformandoli in zuccheri ed ordina al fegato di rilasciare il glucosio nel sangue.
 
Ciliegie, Ciotola, Rosa, Frutta, Prima Colazione
 
Quindi una super stimolazione di questo ormone può causare la perdita della sua circadianità e quindi una produzione costante di zucchero anche da parte del nostro corpo. I carboidrati come gli amidi (pane, pasta, pizza, patate, legumi, riso) ed i zuccheri semplici stimolano la produzione di cortisolo, sia innalzando l’insulina sia aumentando le infiammazioni sistemiche (disbiosi, malattie autoimmuni, infiammazioni ect. ).
 
Quando sia l’insulina che il cortisolo sono oramai fuori controllo, certo non possiamo sorprenderci se poi ci viene diagnosticato il diabete.
 
Pizza, Pizza Vegetariana, Formaggi, Pomodori
 
Tornare ad un’alimentazione ancestrale ci permette di eliminare del tutto il rischio di comparsa di tale patologia. Per chi purtroppo ne è già affetto, sicuramente rappresenta l’unica soluzione per cercare di ridurre gli effetti devastanti per organismo.
 
A meno che non vogliate continuare ad aumentare sempre di più il numero di farmaci che sarete costretti ad assumere nel futuro, senza mai risolvere il problema.
 
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Cos’è l’ammoniemia?

L’ammonio è un prodotto azotato che deriva dalla deaminazione degli aminoacidi e dalle fermentazioni batteriche intestinali


Normalmente, l’ammoniaca dovrebbe essere presente nella circolazione ematica in una misura di 50 µg per 100 ml.

Frutta Facoltativo, Verdure, Sano, Frutta, Alimentari

L’attività dei tessuti dell’organismo produce l’ammoniaca, ma sono le proteine alimentari che, attraverso il metabolismo, ne producono le quantità più considerevoli.

Si può affermare, quindi, che è nell’intestino che l’attività di produzione è concentrata. Il cervello la trasforma in urea, facendola passare prima dal fegato. L’acido glutammico la rende inattiva.

Dolore Addominale, Dolore, Cieco, Gonfiore

Il rene ne elimina una piccola quantità tramite le urine, sotto forma di ione ammonio.
Una dieta ricca di proteine senza fibre della frutta e verdura, contribuisce all’iperammoniemia. Viceversa, una dieta scarsa o vegetariana contribuisce a farne abbassare la concentrazione ematica.

All’interno della cellula (nel citosol) esistono delle proteine specifiche: nella matrice extracellulare il bicarbonato (Hco3), nelle cellule del rene i fosfati, nelle urine ammoniaca e fosfati, nel sangue i globuli rossi (tramite l’emoglobina e l’enzima anidrasi carbonica che trasforma la Co2 in acido carbonico).

Visciole, Ciliegie, Frutta, Rosso, Alberi Da Frutto

Il corpo, dopo aver inertizzato gli acidi, utilizza il flusso sanguigno per trasportarli fino ai polmoni (dove l’acido carbonico si trasforma in bicarbonato, lasciando andare lo ione H+) o fino ai reni per essere filtrato e poi espellere gli ioni d’idrogeno (H+) tramite l’urina (recuperando il bicarbonato libero).

Vista il complesso ed efficace sistema di controllo dell’acidità, come mai il nostro corpo subisce l’acidità tissutale?

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Perché purtroppo la nostra alimentazione moderna ed il nostro stile di vita, hanno aumentato la produzione delle scorie acide. Di conseguenza il corpo non riesce più ad inattivarle, ristagnano nella matrice extracellulare e quindi nei tessuti (acidità tessutale).

Gli scienziati hanno cercato di classificare gli alimenti catalogandoli in base alla loro capacità di produzione di scorie acide, chiamando tale indice Pral (Potenzial Renal Acid Load)

Bottiglia, Acqua Minerale, Bottiglia Di Acqua

L’ammoniaca, quindi, ritorna nella circolazione sanguigna senza venir preventivamente depurata dal fegato. Se questa sostanza aumenta in modo considerevole ci potrebbero essere dei seri danni al sistema nervoso, portando non solo ad un coma epatico, ma anche a una grave confusione neurologica.

Come si forma l’ammoniaca nel corpo e quali trasformazioni subisce?

L’ammoniaca si forma dal metabolismo delle proteine. Una fase del metabolismo proteico è detta “deaminazione” e si verifica quando gli aminoacidi, che formano una proteina, perdono il loro gruppo aminico (NH2). Dal processo di deaminazione si forma glutammato e, da questo, ammoniaca libera (NH3).


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L‘ammonio è, quindi, un prodotto azotato che deriva dalla deaminazione degli aminoacidi e anche dalle fermentazioni batteriche intestinali. Una quota di ammoniaca si forma anche nei reni.

L’ammoniaca è una molecola tossica, soprattutto per il cervello. Un organismo sano è in grado di “detossificare” l’ammoniaca. L’organo in grado di farlo è il fegato. Infatti, attraverso il ciclo dell’urea, a livello epatico, l’ammoniaca viene trasformata in urea che poi viene eliminata con le urine.

Quali sono le cause dell’iperammoniemia?

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Nel neonato, un aumento dell’ammoniemia può indicare deficit enzimatici congeniti.
Solitamente l’iperammoniemia è dovuta a insufficienza epatica severa, dato che il fegato è l’unico organo in grado di eliminare l’ammonio. Si riscontra iperammonemia nei casi di:

Cirrosi epatica,
Epatiti importanti,
Insufficienza epatica,
Sanguinamento dello stomaco o dell’intestino,
Insufficienza cardiaca,
Difetti congeniti degli enzimi che intervengono nel ciclo dell’urea
Leucemia acuta,
Alcalosi metabolica,
Sindrome di Reye,
Malattia emolitica del neonato,
Diete iperproteiche,
Esercizio fisico intenso,
Disbiosi,

Pancia, Cuore, Amore, Ragazza, Relax, Rilassarsi

Alcuni farmaci possono determinare un incremento dell’ammonio ematico, tra questi troviamo:

Acetazolamide
Acido valproico
Furosemide
Acido etacrinico
Clortalidone
Isoniazide

Corpo, Donna, Pancia, Dolore, Filo Spinato, Tatuaggio

Ammoniemia: quali sono i valori di riferimento?

I valori di riferimento dell’ammoniemia variano a seconda del sesso e sono:
Per la donna: 5-80 µg/dl
Per l’uomo: 5-100 µg/dl
Ammoniemia: sintomi e complicanze
I sintomi dell’ammoniemia alta sono:
Nausea e vomito
Rifiuto della carne
Atassia
Letargia
Disorientamento
Encefalopatia

Sparkler, Azienda, Mani, Fuoco D'Artificio, Scintillii

La dieta per ammoniemia

Nei casi di iperammoniemia è bene limitare al minimo, o eliminare, il consumo di proteine privilegiando una protocollo di tipo vegetariano.

AMMONIEMIA
FORTIF3 DA 2 A 3 VOLTE AL Dì FINO A MIGLIORAMENTO
DEPURVIN 80 GOCCE IN UN LITRO DI ACQUA DA BERE DURANTE IL GIORNO

Celiachia – Gluten Sensitivity

Celiachia – Gluten Sensitivity


L’attraversamento di particelle alimentari non digerite, unite a consistenti quantità di ammine biogene nel flusso sanguigno, attiva i linfociti Th2, i quali considerano tali particelle alla stregua di batteri, innescando così la risposta immunitaria.

L’eccessiva e costante presenza nel sangue di un determinato peptide (composto di aminoacidi), di istamina (e relativi anticorpi Ige), può far ritenere al nostro sistema immunitario che sia in atto un’invasione batterica molto forte.

Pane, Fatto In Casa, Cibo, Fresco, Tavolo, Panificio

Per evitare nuove e successive invasioni, il sistema immunitario programma dei linfociti per la distruzione di massa di quella determinata molecola, al suo nuovo apparire.

Per tale motivo diventiamo intolleranti o addirittura allergici ad alcuni alimenti. L’intolleranza più grave è quella nei confronti del glutine (proteina dei farinacei), che coinvolge l’1% della popolazione (non sappiamo cosa fa al 99% dei restanti), rappresentata nella celiachia (malattia che può causare la morte).
 
Pane, Cottura, Fresco, Fatti In Casa, Cibo, Panificio
 
La permeabilità intestinale è la diretta conseguenza di malattie che aggravano il delicato sistema dell’intestino, quali il Morbo di Crohn, la sindrome del colon irritabile e la diverticolite, che insieme alla permeabilità intestinale, sono i precursori delle seguenti patologie: malattie allergiche, psoriasi, asma, eczema, Alzheimer, artrite reumatoide, ogni tipo di cancro, fibromialgia, cefalee.
 
Inoltre tale stato infiammatorio comporta un aumento della produzione di cortisolo, di radicali liberi e non ultimo, un malassorbimento dei macronutrienti (proteine e glucidi), dei micronutrienti (vitamine e sali minerali) ed una diminuzione delle vitamine prodotte dall’intestino (complesso B e K)

Risultati immagini per CARBONARE
protocollo GAPS con Rimedi Specifici:
Fortif2 Acido L-ascorbico (vitamina C),
Lactobacillus
plantharum (DSM 25710) 100 MLD UFC/g,
Baobab (Adansonia digitata L.) frutto e.s.,
Fruttooligosaccaridi, Inositolo, Inulina,
Lactobacillus rhamnosus (DSM 21981) 100 MLD UFC/g, Lactobacillus acidophilus (DSM 21717) 100 MLD UFC/g.
1 capsula dopo colazione pranzo e cena
Lactobaob
Baobab (Adansonia digitata L.) frutto,
Lactobacillus acidophilus,
enzymix (miscela di enzimi : amilasi, proteasi, glucoamilasi, lipasi, cellulasi, lattasi, pectinasi)
1 capsula prima pranzo e cena
ImmunVin
Echinacea (Echinacea angustifolia) radice,
betaina anidra (Trimetilglicina),
maitake (Grifola frondosa) fungo estratto secco,
vitamina C (acido L-ascorbico),
vitamina E ,
zinco gluconato,
acido folico,
vitamina B12 (cobalamina).
20 gocce due volte al di
(cicli lunghi e frequenti)

Cancro e disbiosi

Asse intestino – Cervello


Sulle testimonianza di guarigione dal cancro per mezzo della “bonifica dentale” vedi l’omonimo libro, sulle testimonianze di guarigione con il metodo Gerson vedi il libro di Charlotte Gerson e Beata Bishop intitolato Guarire il cancro con il metodo Gerson (Macro Edizioni) ed anche l’allegato documentario Se solo avessimo saputo.

Feedback, Parere, Intestino, Male, Neutro, Pollice

Quest’ultimo in particolare è un film che tutti dovrebbero vedere, e che mostra la validità di una cura per il cancro che è stata passata sotto silenzio a causa della pressione delle grandi case farmaceutiche e di altri oscuri interessi (il medico che ha fatto la scoperta di questo metodo è stato avvelenato ed è morto subito dopo la pubblicazione del libro che portava le prove documentate della guarigione dei suoi assistiti).

Il metodo Gerson si basa su un’alimentazione povera di carboidrati complessi e ricca di spremute di frutta e verdura, un’alimentazione quindi che può aiutare a riequilibrare la disbiosi intestinale, la quale, come mostrato nel capitolo 3 predispone all’insorgenza del cancro. Il già citato articolo The gut microbiota shapes intestinal immune responses during health and disease (“Il microbiota intestinale modula le risposte immunitarie durante la salute e la malattia”) riporta infatti

Cella, Divisione Cellulare, Membrana Cellulare

L’errata regolazione immunologica è la causa di molte malattie umane non infettive quali autoimmunità, allergia e cancro.
È da notare che il metodo Gerson prevede anche l’assunzione di integratori di potassio (in dosi e con tempistiche opportune e personalizzate) uno dei quali è il Lugol (a base di ioduro di potassio), che come abbiamo visto è uno dei tanti rimedi dimenticati (per non dire censurati) per combatterei i microrganismi patogeni e riequilibrare quindi il microbiota intestinale.

Frullati, Frutta, Verdure, Fresco, Detox, Salute, Bio

Sul rapporto cancro-disbiosi cito anche gli articoli scientifici Microbial dysbiosis in colorectal cancer (CRC) patients (“Disbiosi microbica nei pazienti malati di cancro del colon retto”) e Culture-independent analysis of the gut microbiota in colorectal cancer and polyposis (“Analisi indipendente dalle culture del microbiota intestinale nel cancro del colon retto e della poliposi”) , Frequent Use of Antibiotics Is Associated with Colorectal Cancer Risk: Results of a Nested Case-Control Study (“L’uso frequente degli antibiotici è associato con il rischi del cancro al colon retto”) .

Frutta, Succo, Frullato, Vitamine, Frutti Di Bosco

Ma non pensiate che solo il cancro intestinale possa essere correlato alla disbiosi, per esempio è stato già discusso il legame tra disbiosi e cancro delle ovaie, dell’utero, della cervice dell’utero.

Come mostra in maniera dettagliata la dottoressa Campbell-McBride nel suo libro (e come comprovato anche nelle pagine precedenti) la disbiosi intestinale ha un effetto negativo sul sistema immunitario e quindi predispone allo sviluppo di varie forme di cancro.

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Basti pensare ad esempio alla funzione dei lactobacilli (alcuni dei batteri benefici che popolano il nostro organismo e che vengono decimati dall’uso di antibiotici, pillole anticoncezionali cortisonici, antidolorifici, neurolettici, anti-infiammatori e – nota bene – farmaci chemioterapici); essi infatti stimolano il funzionamento del sistema immunitario e stimolano in particolare l’attività di neutrofili e macrofagi, quelle cellule deputate a distruggere (fagocitare) non solo gli agenti infettivi ma anche le cellule tumorali.

La carenza di batteri benefici rende anche molto più difficile l’eliminazione dal nostro corpo non solo delle tossine che si producono per vie naturali, ma anche delle sostanze chimiche artificiali cancerogene. Se poi pensiamo che i batteri benefici sopprimono il processo iperplastico, uno dei meccanismi alla base della formazione del cancro, appare chiaro come la carenza di tali batteri sia un fattore indirettamente cancerogeno.


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Ma non è finita. Infatti in carenza dei batteri benefici, che tengono a bada i microorganismi dannosi, questi ultimi prolificano in maniera indiscriminata e possono causare diversi problemi di salute, sia per via delle tossine che secernono, sia perché rendono poroso l’intestino alterandone la funzionalità.

Se la flora benefica è danneggiata l’organismo umano diventa facile terreno di sviluppo per la Candida un lievito che produce tossine nocive per l’essere umano e che rende poroso l’intestino agevolando così il passaggio delle tossine nel sangue e da lì al resto del corpo. Anche diversi batteri che proliferano in una condizione di disbiosi, nonché diversi vermi parassiti, producono tossine nocive, e possono contribuire a rendere eccessivamente porosa la barriera intestinale.

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Se quasi ogni farmaco assunto per via orale per lunghi periodi di tempo danneggia la flora benefica che si trova sulla mucosa intestinale; che dire allora dell’effetto di dei vari prodotti chimici artificiali presenti all’interno di detersivi, detergenti, shampoo, bagno schiuma, prodotti per l’igiene della casa?

In particolare bisogna stare attenti a quelli che vengono a contatto con la pelle (la pelle assorbe tutto, al punto che adesso si stanno sviluppando diversi farmaci che si applicano sotto forma di cerotti) o con le mucose degli organi genitali.


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Ovviamente tutto ciò che predispone alla disbiosi, a partire dall’alimentazione basata sul consumo di farine raffinate, ossidate, processate, cibi zuccherati, ed altri prodotti assolutamente innaturali, può concorrere alla genesi ed allo sviluppo del cancro.
È da ribadire il concetto che i chemioterapici causano disbiosi, e quindi possono causare come effetto collaterale proprio il cancro.

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La Candida è un lievito, ovvero un tipo di fungo, che in condizioni normali vive nell’intestino sotto forma di tante cellule staccate, ma che in caso di disbiosi prolifera e passa alla forma pluricellulare creando ramificazioni che penetrano in profondità e causano tra l’altro l’eccessiva porosità dell’intestino, con tutto ciò che ne consegue.
Interessante a tal proposito è la testimonianza di un medico che riferisce dell’autopsia di una giovane donna che aveva assunto farmaci chemioterapici per un tumore al seno e che si era ritrovata i tessuti letteralmente invasi da innumerevoli ramificazioni fungine.

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Mentre stavo stilando il referto finale, poco prima dell’autopsia, ho riesaminato alcune sezioni degli organi rimossi in sede autoptica. Sebbene la causa presunta del decesso fosse un’insufficienza d’organo dovuta allo stadio metastatico finale di un tumore mammario, l’esame accurato dei suoi tessuti al microscopio ottico rivelò minuscole strutture ramificate che interessavano quasi tutti i tessuti, la prova di un’infezione fungina invasiva dovuta, verosimilmente, allo stato di immunosoppressione in cui versava la paziente in seguito alla chemioterapia.


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Sia il dottor Nacci (medico chirurgo specialista in medicina nucleare, che ha poi deciso di abbandonare la cura invasiva della radioterapia) che il dottor Gerson, affermano che le proteine animali andrebbero evitate dai malati di cancro, così come lo zucchero bianco, due cibi che alimenterebbero il tumore .

Sul rapporto tra squilibrio del microbioma e tumore si può leggere l’articolo Contribution of gut microbiota to colonic and extracolonic cancer development (“Contributo del microbiota intestinale al cancro del colon ed al cancro al di fuori del colon”) che spiega in dettaglio come la disbiosi possa generare il cancro (non solo intestinale) attraverso la produzione di infiammazione e la soppressione del sistema immunitario (che non aggredisce come dovrebbe le masse tumorali).

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Interessante è anche l’articolo The microbiome and cancer (“Il microbioma e il cancro”) ; per quanto tale correlazione venga esposta sotto forma dubitativa, la mole di dati presenti nelle referenze è impressionante; si tratta di 200 articoli tra i quali per brevità menziono solo alcuni.

L’articolo Epidemiology – identifying the causes and preventability of cancer? (“Epidemiologia – identificare le cause e la prevenibilità del cancro?) tra le possibili maniere di prevenire il cancro cita oltre all’aumento dell’attività fisica ed il controllo del peso corporeo anche l’astenersi dall’assumere la terapia ormonale post-menopausa; ben sapendo (vedi il capitolo 9) come tali preparati contribuiscano fortemente alla disbiosi intestinale, abbiamo l’ennesima conferma del rapporto disbiosi-cancro.


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L’articolo Variations of oral microbiota are associated with pancreatic diseases including pancreatic cancer (“Variazioni del microbiota orale sono associati con malattie del pancreas compreso il cancro”) mostra come alterazioni nel microbiota orale (leggi disbiosi del cavo orale) siano legate all’aumento del rischio di contrarre sia la pancreatite che il cancro del pancreas.

Nel caso cancro del pancreas si è scoperto un aumento di numero di 31 tipi di batteri ed una diminuzione di altri 25, mentre nel caso della pancreatite si è scoperto una variazione significativa del numero di Neisseria elongata, Streptococcus mitis, Granulicatella adiacens.

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L’articolo A prospective study of periodontal disease and pancreatic cancer in US male health professionals (“Uno studio prospettico sulla malattia periodontale ed il cancro al pancreas nei maschi statunitensi che lavorano nel campo della salute”) , illustra uno studio compiuto su un vastissimo campione (più di 50.000 soggetti) che dimostra un significativo aumento del rischio di cancro al pancreas nelle persone che soffrono di periodontite.

Siamo qui di fronte quindi al secondo studio che collega alterazioni della microflora della bocca o infezioni nella cavità orale a cancro pancreatico; per quanto non sia chiaro il meccanismo causale che collega le due cose siamo di fronte all’ennesimo altro dato interessante.

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L’articolo Regression of primary low-grade B-cell gastric lymphoma of mucosa-associated lymphoid tissue type after eradication of Helicobacter pylori descrive la regressione di un tipo di cancro (linfoma) dopo l’eradicazione dell’Helicobacter pylori. Similmente l’articolo Fifteen-year effects of Helicobacter pylori, garlic, and vitamin treatments on gastric cancer incidence and mortality descrive la regressione di lesioni pre-cancerose dopo l’eradicazione del medesimo batterio. Ben sapendo come l’infezione da H. Pylori sia causata dalla disbiosi e dalla ipocloridria, questi studi puntano ancor auna volta alla disbiosi come causa del cancro.

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L’articolo Chlamydophila psittaci eradication with doxycycline as first-line targeted therapy for ocular adnexae lymphoma: final results of an international phase II trial mostra i risultati del tentativo di agire su una forma di tumore della zona oculare per mezzo di un antibiotico mirato ad eradicare il batterio Chlamydophila psittaci. Tale patogeno è stato riscontrato, per mezzo di biopsia, in 39 malati su 44 (89%) e con la somministrazione della doxiciclina si è ottenuta regressione completa del tumore in 6 pazienti e regressione parziale in 16.

È da notare da una parte che tale batterio non è presente nel 10% circa dei malati, e quindi le cause o concause di questo tipo di tumore sono differenti (come ipotizzato all’inizio del capitolo) e dall’altra che la somministrazione di antibiotici predispone alla disbiosi, che possibilmente è una delle concause del tumore, e che ha facilitato l’infezione da Clamidia psittaci.


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Senza osteggiare per partito preso la somministrazione di antibiotici, si può però pensare che l’intervento per riequilibrare il microbiota del nostro corpo, soprattutto a livello preventivo, sarebbe la scelta migliore; in caso si decida per il trattamento antibiotico sarebbe opportuno associarlo ad una dieta paleolitica per minimizzare gli effetti collaterali del farmaco, e poi proseguirla per riequilibrare il microbiota.

L’articolo Increased rectal microbial richness is associated with the presence of colorectal adenomas in humans afferma che la differenza nel microbiota tra i malati di tale forma di cancro del colon retto ed i soggetti sani, costituisce il parametro clinico più importante di discriminazione tra pazienti col cancro e pazienti sani.

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Anche l’articolo A human colonic commensal promotes colon tumorigenesis via activation of T helper type 17 T cell responses (“Un commensale umano del colon promuove la formazione del tumore per mezzo dell’attivazione della risposta dei linfociti T helper di tipo 17”) discute del rapporto tra microbiota e cancro, analizzando il pareticolare l’azione patogena del batterio Bacteroides fragilis.

Infine cito l’articolo Chronic active hepatitis and associated liver tumors in mice caused by a persistent bacterial infection with a novel Helicobacter species (“Epatite cronica attiva e tumori del fegato associati in topi causati da una persistente infezione batterica con una nuova specie di Helicobacter”) .

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Benchè dia poca valità agli esperimenti di visezione e li aborra dal punto di vista etico, è interessante notare come un tumore al fegato possa essere scatenato in un mammifero dall’infezione di quell’Helicobacter che di regola si manifesta solo in seguito ad uno squilibrio del microbiota.
 
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