Glutine caseina autismo e malattie mentali

Disbiosi

Nell’articolo Autism and Schizophrenia:

Intestinal Disorders (“Autismo e schizofrenia: disordini intestinali”) gli autori riferiscono che, dopo avere preso atto di lavori e ricerche precedenti che identificavano nelle gluteomorfine e caseinomorfine una possibile causa sia di schizofrenia che di autismo , hanno “riscontrato dei pattern simili nei picchi dei peptidi”, ma non solo.

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Infatti nella stragrande maggioranza dei pazienti schizofrenici e dei bambini autistici osservati nel corso di questo studio sono stati trovati alti livelli di anticorpi al glutine ed alla caseina.

Per l’esattezza:

Alti livelli di anticorpi IgG alla gliadina sono stati trovati nell’87% dei pazienti autistici e nell’86% degli schizofrenici, ed alti livelli di anticorpi IgG alla caseina bovina sono stati trovati nel 90% dei bambini autistici e nel 93% dei pazienti schizofrenici.

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Alti livelli di anticorpi IgA al glutine o alla gliadina sono stati trovati nel 30% dei bambini autistici mentre nei pazienti schizofrenici l’86% aveva elevati anticorpi IgA al glutine e il 67% alla caseina; alcuni bambini e adulti normali hanno questi anticorpi ma solo in tracce.

I risultati di questo studio sono per davvero strabilianti, giacché con una dieta senza glutine e senza caseina è scomparsa la presenza di peptidi nelle urine e sono diminuiti i comportamenti anomali. L’ 81% dei bambini autistici dopo tre mesi di questo regime dietetico hanno mostrato miglioramenti riguardo alla maggior parte delle categorie di disturbi comportamentali.

E le conclusioni sono ovviamente che:


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I nostri dati forniscono sostegno alla proposta che molti pazienti con schizofrenia o autismo soffrono a causa dell’assorbimento di esorfine formate nell’intestino dalla digestione incompleta del glutine e della caseina.

L’articolo The gluten connection: the association between schizophrenia and celiac disease (“La questione del glutine: l’associazione tra schizofrenia e la celiachia”) consiste in un’analisi della letteratura precedente sul rapporto tra schizofrenia e intolleranza al glutine; il risultato è che una gran parte dei pazienti migliora passando ad una dieta senza glutine, ma non tutti.

Si legge infatti nell’abstract dell’articolo che:

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È stata condotta una rivista della letteratura relativa all’associazione tra schizofrenia e celiachia (intolleranza al glutine). (…)

Una drastica riduzione, se non una completa remissione dei sintomi schizofrenici dopo che si è iniziato ad eliminare il glutine, è stata notata in vari studi. Tuttavia ciò succede in un sottogruppo di pazienti schizofrenici.

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http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3641836/
Interessante è anche l’articolo Neurologic and Psychiatric Manifestations of Celiac Disease and Gluten Sensitivity

(“Manifestazioni neurologiche e psichiatriche della celiachia e sensibilità al glutine”) tra i cui autori ritroviamo ancora l’ottimo Alessio Fasano, uno dei più importanti studiosi e ricercatori del settore. 

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Nell’abstract dell’articolo leggiamo che sia la celiachia che la sensibilità al glutine possono presentari con una varietà di co-morbidità neurologiche e psichiatriche, tuttavia, sintomi extraintestinali possono essere i primi a manifestarsi nei malati di sensibilità al glutine.

Tuttavia la sensibilità al glutine resta un fattore che non viene trattato e non viene riconosciuto come concausa di manifestazioni psichiatriche e neurologiche.

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Dohan nel 1966 aveva osservato che la schizofrenia era molto rara e si manifestava in forma leggera nei paesi in cui non si mangiavano cereali col glutine, mentre era più diffusa e si manifestava in forma più grave nei paesi in cui i cereali contenenti glutine costituivano una larga parte della dieta.

Pubblicato su Acta Psychiatrica Scandinava 2006 Feb;113(2):82-90, autori Kalaydjian A E, Eaton W, Cascella N.

http://www.springerlink.com/content/g1g20672k01476mg/
http://www.interpuntonet.it/article.php?id=976
http://abcnews.go.com/…/orange-juice-moms-secret-ing…/story….
http://www.naturalnews.com/032659_arsenic_chicken.htmlhttp://grist.org/…/2011-06-08-fda-admits-supermarket-chick…/
Articolo pubblicato il 6/8/2011, scritto da Marie Clare Jalonick dell’Associated Press http://www.usatoday.com/…/2011-06-08-fda-chicken-arsenic_n.…
Pubblicato su Nutritional Neuroscience 2000, 3: 1, 57 — 72, autori Robert Cade, Malcolm Privette, Melvin Fregly, Neil Rowland, Zhongjie Sun, Virginia Zele, Herbert Wagemaker, Charlotte Edelstein; http://www.fooddetective.pl/…/No%2038.%20Cade%20Autism%20an….

http://www.springerlink.com/content/g1g20672k01476mg/
http://www.interpuntonet.it/article.php?id=976
http://abcnews.go.com/…/orange-juice-moms-secret-ing…/story….
http://www.naturalnews.com/032659_arsenic_chicken.htmlhttp://grist.org/…/2011-06-08-fda-admits-supermarket-chick…/
Articolo pubblicato il 6/8/2011, scritto da Marie Clare Jalonick dell’Associated Press http://www.usatoday.com/…/2011-06-08-fda-chicken-arsenic_n.…
Pubblicato su Nutritional Neuroscience 2000, 3: 1, 57 — 72, autori Robert Cade, Malcolm Privette, Melvin Fregly, Neil Rowland, Zhongjie Sun, Virginia Zele, Herbert Wagemaker, Charlotte Edelstein; http://www.fooddetective.pl/…/No%2038.%20Cade%20Autism%20an….

La Depressione è una Malattia Intestinale? 

Difficile da credere, eppure le evidenze ci sono e sono tante.

Ansia, depressione, stanchezza, cefalea, incapacità a concentrarsi come addirittura patologie ben più gravi e importanti quali epilessia, Parkinson, Alzheimer ed in generale molte neuropatologie e malattie autoimmuni, sclerosi multipla compresa, possono avere tutte un elemento in comune: l’intestino.

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A dirlo è uno tra i più importanti ricercatori in Italia su questo tema il dr. Paolo Mainardi, pubblicata a breve nel libro sulla “Prevenzione Primaria” a cura dell’associazione ANPPN.

Neurochimico di fama, impiegato presso il Centro Epilessia dell’Università di Genova, Mainardi è il primo ricercatore al mondo ad aver identificato ed isolato una siero proteina, l’alfa-lattoalbumina, capace di ottenere significativi risultati in diverse patologie neurologiche.

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Risultati che oggi hanno permesso a questa proteina di entrare nei programmi di screening nuovi farmaci dell’NIH (USA) e di accendere un elevato interesse nel mondo scientifico.

Risultati immagini per depressione intestino
“Patologie come Parkinson, Alzheimer, cefalee, depressione, epilessia, che riducono notevolmente la qualità della vita – racconta il neurochimico – hanno in comune una causa intestinale, così come diverse patologie autoimmuni, alimentate sovente da un’alimentazione ricca di zucchero, amidi, carboidrati insulinici, in un microbiota già disbiostico e permeabile. 

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Lo studio dell’asse intestino – cervello consente un nuovo approccio terapeutico mirato a curare il primo per migliorare la funzionalità del secondo e do altri organi ad esso collegati.”

Com’è possibile tutto questo?

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Qual’è il ruolo dell’intestino nella malattia neurologica come ad esempio la depressione o l’epilessia?

“È sorprendente come l’intestino fosse considerato l’organo responsabile di molte patologie neurologiche sin dai tempi della Bibbia, quando anche le crisi epilettiche venivano curate con il digiuno, da cui poi ebbe origine la dieta chetogenica, ricca di grassi e povera di carboidrati,

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ampiamente usata nell’epilessia fino agli anni ’30 e mai scomparsa: ancora nel 2008 Elen Cross riporta uno studio clinico che dimostra la superiorità della dieta chetogenica rispetto ai farmaci e la LICE ha recentemente costituito un gruppo di studio nazionale sulle diete nell’epilessia di cui faccio parte anch’io.

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Del resto una dipendenza “nutrizionale” del cervello dall’intestino è facilmente dimostrabile: alcuni importanti neurotrasmettitori, vale a dire quelle molecole che sono indispensabili al cervello per il suo funzionamento, sono sintetizzati a partire da amminoacidi essenziali derivabili, come noto, esclusivamente dalla dieta..

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Da qui si capisce come la capacità dell’intestino di assorbirli da ciò che si mangia è fondamentale per il corretto funzionamento cerebrale.

Un’alterazione della flora intestinale, la cosiddetta disbiosi intestinale, li distrugge prima dell’assorbimento riducendo così la possibilità di essere captati nel cervello e quindi di essere trasformarti in neurotrasmettitori.

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Ecco dunque che un malfunzionamento intestinale può tranquillamente modulare stati ansiogeni, depressivi, di irritabilità e dolorosità. Il mantenere il cervello in condizioni di scarse capacità riparative fa si che emergano sintomi diversi a seconda delle diverse vulnerabilità individuali .

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Dato che l’architettura cerebrale si trasmette geneticamente avremo una predisposizione genetica alle patologie, ad esempio genitori cefalgici avranno figli cefalgici, così i depressi o gli epilettici, ma questo solo se mettiamo in condizioni critiche il cervello.

Se manteniamo elevata la capacità autoriparativa del cervello non avremo sintomi nonostante la predisposizione genetica. ”

Dott. Poalo Paolo Mainardi

SCFAs e Colesterolo

Certo anche l’uovo, è ricco di colesterolo

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in quanto ormai da decenni sappiamo che il colesterolo fa bene, lo riportano anche cardiologi come Guido Balestra, fanno il mea culpa per i consigli stolti che hanno dato per anni, frutto di una campagna pubblicitaria americana a favore dell’olio di semi, che l’unica cosa che fa, abbassa il colesterolo, ma nessuno ha mai dimostrato che sia salutare abbassarlo, anzi.

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Eppure oggi ci sono persone che vanno fiere dei livelli introno a 140, veri morti che camminano

Sull’altare del colesterolo è stata fatta una guerra ai grassi, come se il colesterolo provenisse dalla dieta, e dai grassi, perdendo così un’importante fonte alimentare per la nostra salute.

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Basti pensare che nessun carnivoro sulla Terra mangia la carne magra se non fortemente putrefatta (i necrofagi)

Noi, che non abbiamo lo stomaco dei carnivori, capace di ottenere dai grassi i SCFAs, invece la scegliamo bella magra. La coldiretti ci ha assicurato che la nostra carne è la migliore in quanto è la più magra!!!!

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Ma noi non abbiamo nemmeno più il colon dei frugiferi, in essi costituisce il 60% del sistema digestivo, nel nostro è solo il 20%, solo il doppio di quello dei carnivori a cui non serve.

Lì, in quel tratto di intestino, vivono i batteri a noi simbiotici che trasformano le fibre indigerite in SCFAs, che sono il nutriente delle cellule intestinali.

Abbiamo assolutamente bisogno per mantenere l’intestino nutrito e forte

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I SCFAs più prodotti da questi batteri sono il butirrico (burro) e l’acetico (aceto) e Valerico “Valeriana” e Inulina. che si ottengono da burro, aceto, tagli grassi, pesce e verdura, non da alimenti insulinici o con forte carico glicemico,

Allora chi vi consiglia di non assumere alimenti che rinnovano la matrice cellulare e tissutale, mitocndriale, come l’uovo che viene usato a fini plastici al 100% o è ignorante come una scarpa oppure è in malafede. In entrambi i casi scappate a gambe levate.

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Prof. Paolo Mainardi modificato

Endometriosi


Psiche, alimentazione, focus dentali e disbiosi intestinale

Una mia amica mi ha raccontato tempo fa di essere guarita dall’endometriosi anche grazie alla meditazione.

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In effetti l’endometriosi è una malattia autoimmune e come tale il ruolo della psiche può essere molto forte, ma generalmente è la presenza di disbiosi e di parassitosi ad innescare uno squilibrio del sistema immunitario.

La disbiosi può essere la causa che innesca una intolleranza al glutine, alla caseina e ad altre sostanze, intolleranze queste che possono a loro volta essere cause di varie malattie.

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Per altro le tossine generate dai batteri patogeni e dalla candida, predispongono il corpo ad essere infestato dai vermi parassiti.

Secondo la dottoressa Clark l’endometriosi è causata dai trematodi nell’utero.

Sul rapporto tra disbiosi ed endometriosi ho reperito in rete un articolo intitolato Disbiosi intestinale, intolleranze alimentari, cistiti ricorrenti e endometriosi , e due ricerche scientifiche che correlano l’endometriosi alla sindrome d’intolleranza al glutine.

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La prima e la più importante è Gluten-free diet: a new strategy for management of painful endometriosis related symptoms? (“Dieta senza glutine: una nuova strategia per la gestione dei sintomi dolorosa correlati all’endometriosi?”) .

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Dopo 12 mesi di dieta senza glutine il 75% delle donna malate di endometriosi manifestavano una significativa riduzione dei sintomi dolorosi della malattia e tutte (anche quelle non erano miglirate sotto questo aspetto) mostravano un miglioramento delle condizioni generali di salute fisica, con maggiore vitalità, maggiore propensione alla vita sociale e un migliore equilibrio mentale.

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La seconda è Celiac disease and endometriosis: an insidious and worrisome association hard to diagnose: a case report (“Celiachia ed endometriosi: un’associazione insidiosa e preoccupante difficile da diagnosticare: un rapporto su un caso clinico”) . 

Ad ulteriore conferma porto diversi articoli e pareri medici, vedi per esempio il sito infoceliachia ed il sito dell’associazione italiana endometriosi:

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http://www.infoceliachia.com/…/endometriosi-e-celiachia-son… 
http://www.endoassoc.it/…/Inprimopia…/announce_20140708.aspx

La dottoressa Daniela Pelotti addirittura intitola il suo articolo “L’endometriosi è sempre causata dal glutine” .

Ma come fare a dimenticarsi del legame tra l’intolleranza al glutine e disbiosi intestinale, già evidenziato nel capitolo 7?

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Una mia amica infatti mi ha segnalato che la sua cisti endometriosica di 4 cm, dopo un digiuno detossificante si è riassorbita e i dolori sono spariti, che sta continuando con un alimentazione tendenzialmente crudista e pare che il processo di guarigione stia progredendo positivamente.

Tenendo conto che il digiuno fa letteralmente morire di fame patogeni e parassiti così come una dieta tendenzialmente crudista, questa testimonianza rientra perfettamente nel quadro fin qui delineato.

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Secondo un’interpretazione psicologica l’endometriosi è una delle malattie causate dal blocco del 2° chakra (quello collegato al sesso) in seguito ad trauma di natura sessuale.

Lei afferma di avere trovato molto utile fare dei lavaggi energetici emozionali per risolvere questo problema. Sulla tecnica succitata vedi i due link seguenti:

Mattina, Ragazza, Bella, Femminilità, Tenerezza

http://naturopatia.over-blog.it/…/Lavaggio_Energetico-12025… 
http://www.spiritoliberomag.it/…/lavaggio-energetico-emozi…/

Claudia Rainville nel suo libro Metamedicina – ogni sintomo è un messaggio (Amrita editore) afferma invece che: 

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Questa malattia è caratterizzata da presenza di mucosa uterina fuori dal luogo in cui si trova naturalmente. Questa affezione è quasi sempre collegata al timore delle conseguenze della nascita di un bambino.

Le donne che ne soffrono hanno a volte paura che un bambino venga a prendere il loro posto, a spezzare l’armonia di coppia, oppure temono di condurre il bambino in un mondo che, a loro volta, non hanno accettato.

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La naturopata Obberhammer sostiene che una giusta circolazione sanguigna attivata attraverso la ginnastica intima dia molto beneficio a questo disturbo, mentre il dottor Perugini Billi (ottimo medico che usa la dieta, i prodotti erboristici ed altri rimedi naturali) ha scritto un interessante articolo citando anche vari rimedi naturali.

Significativo il fatto che egli scriva: ”È stato visto che le donne con endometriosi hanno un’assunzione ridotta di antiossidanti, segnatamente le vitamine C, E e i minerali Zinco e Selenio”.

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Come già evidenziato più volte in precedenza questo è un tratto comune ai pazienti sofferenti di disbiosi intestinale.

Riguardo all’endometriosi è molto interessante l’esperienza pubblicata dal dentista Federico Avesani sul suo sito (Denti devitalizzati Disbiosi intestinale e Endometriosi) , di una donna che, tramite un omotossicologo che la sottopone al Vega-Test, scopre di avere un problema ai denti.

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Casualmente in occasione di quella visita è presente il dottor Avesani che propone il test della procaina, ovvero una iniezione in corrispondenza di un molare devitalizzato. Il risultato è che:

in 5 minuti mi passa il dolore alle ovaie e alla schiena che da sempre mi attanagliano durante l’ovulazione a causa dell’endometriosi.

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Dopo anni di pillola, antidolorifici, corse in ospedale, due laparoscopie importanti nel giro di 5 mesi, la prospettiva di una menopausa precoce artificiale, l’incubo dell’infertilità, mi ritrovo ad avere speranza, speranza in una visione più naturale e vivibile per convivere e magari risolvere il mio problema trovandone la causa reale. (…)

mi affido al dottor Avesani per bonificare alcune vecchie amalgame in sicurezza, ma soprattutto per estrarre alcuni denti devitalizzati che scopro essere spesso “il nascondiglio” di infezioni che possono scatenare l’endometriosi.

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Nonostante il disagio di togliere dei denti “buoni” e anche le spese per affrontare un percorso di questo tipo, (in realtà in confronto a tutte le precedenti spese fatte in farmacia e per le visite dai vari specialisti non sono niente), mi butto in questo percorso e la mia vita ricomincia.

A fine 2011 concludo i controlli con lo specialista Omotossicologo. Da allora ovulazione e ciclo li supero con del semplice paracetamolo. Da novembre 2012 sono una mamma.

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Concludo questo capitolo con un link di approfondimento su endometriosi ed alimentazione, un articolo della biologa nutrizionista Maria Stella Cacciola in cui si cita uno studio sull’integrazione di omega-3 che ha diminuito i sintomi della malattia di circa il 22%:
http://nutritievivibene.blogspot.it/…/endometriosi-e-alimen….

353 Pubblicato su Revista espanola de enfermedades digestivas 2011 Jul;103(7):349-54, autori Sáez LR, Álvarez DF, Martínez IP, Mieres NA, García PN, García Rde F, Menéndez SR, Alegre SV, Goñi JL; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21770680
354 Dei marcatori genetici che indicano la predisposizione alla celiachia, ma non la certezza che la malattia si svilupperà. 
355 Dopo analisi del tessuto prelevato con una bioscopia. 
http://sabrinaseveri.it/donne/.
356 Pubblicato su Minerva Chirurgica 2012 Dec;67(6):499-504 autori Marziali M, Venza M, Lazzaro S, Lazzaro A, Micossi C, Stolfi V M; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23334113.
357 Pubblicato su Clinical and experimental obstetrics & gynecology 2014;41(3):346-8, autori Caserta D, Matteucci E, Ralli E, Bordi G, Moscarini M; 358 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24992792
359 http://pelotti.altervista.org/index.php….
360 http://simonaoberhammer.com/ginnastica-intima/.
361 http://www.dottorperuginibilli.it/…/496-endometriosi-cure-c….
362 http://www.studioavesanifederico.it/le-testimonianze.

Permeabilità Intestinale Intolleranze

il sistema immunitario è attivato solo dalla dimensione del peptide che entra, quindi se un intestino troppo permeabile lascia passare peptoni (grossi peptidi), giustamente il sistema immunitario si attiva.

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Quando viene diagnosticata una intolleranza ad un alimento, questa reazione immunitaria non è rivolta alla proteina integra dell’alimento, ma ad una sua frazione,troppo grossa, che un intestino troppo permeabile ha lasciato passare prima che fosse ridotta a pezzi più piccoli.

Questi test sono effettuati per appello, ovvero si chiede: c’è l’anticorpo contro il peptone AA?

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(derivante dall’alimento AAAA) La presenza di questo anticorpo viene definita come intolleranza all’alimento AAAA, ma se riduco la permeabilità intestinale, AA non entra più, e quindi risolvo l’intolleranza, entra solo A che NON mi attiva il sistema immunitario.

Ma se ho un intestino che è un colabrodo, non avrò solo AA nel sangue, ma anche BB, CC, DD, ovvero peptoni provenienti da altri alimenti, e se io chiedo solo se c’è AA, gli altri non li vedo.

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La vera causa dei problemi è comunque l’infiammazione (= permeabilità), non i peptoni presenti, quindi anche se non mangio più il cibo pro-infiammatorio a cui risultavo intollerante, non risolvo il problema della elevata permeabilità, quindi della causa dei sintomi, a parte questo ci sono cibi infiammanti e cibi meno infiammanti,

ma l’infiammazione è il modo intrinseco dell’intestino di funzionare, un intestino forte si infiamma e si disinfiamma, uno debole rimane in infiammazione debole, cronica, che è stata definita la madre di tutte le patologie.

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Poi ci sono cibi che nutrono il mio impianto digestivo, come le fibre, grassi

da cui i batteri buoni ricavano acido butirrico e acetico, nutrienti delle mie cellule intestinali, quindi lo stesso burro e aceto può essere usato per nutrire direttamente le cellule intestinali.

Pasta, Fettuccine, Cibo, Italiano, Gastronomia, Uova

Una volta nutrito va mantenuto allenato, ovvero è necessario esporlo a cibo complesso, altrimenti si indebolisce e la prima cosa che riduce sono i processi endogeni con cui continuamente ci ripara.

Bel guaio!

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Diventando onnivoro, in millenni, ha modificato il sistema digerente, da: stomaco 15%, colon 60% a stomaco 15%, colon 20%, un 10% in più di quello dei carnivori a cui non serve a nulla.

Salmone, Cibo, Sano, Cena, Pasto, Frutti Di Mare

È come se fosse diventato un palestrato, abbiamo trasformato un motore semplice, poco performante, ma robusto, in un motore da F1, elevate prestazioni, ma MOLTO delicato.

Sbagliare alimentazione oggi è molto più pericoloso che se fossimo rimasti scimmie

Asparagi, Verde, Asparagi Verdi, Tempo Di Asparagi

Capire cosa mangiare è fondamentale per la nostra salute, non possiamo affidare tale scelta al caso, a credenze tribali, religiose o altro, perchè i carboidrati insulinici in uno stato di infiammazione peggiorano la cronicità senza mai riparare il Microbiota.

Paolo Mainardi modificato by Francesco Ciani

La chemioterapia funziona?

A ulteriore conferma di quanto su esposto vediamo il risultato di un’indagine sull’efficacia della chemioterapia contro il cancro, che si è scoperto funzionare … al 2%!

Barca, Tramonto, Cielo, Nuvole, Da Nang Bay, Vietnam

Si tratta dell’articolo The contribution of cytotoxic chemotherapy to 5-year survival in adult malignancies (“Il contributo della chemioterapia citotossica ad una sopravvivenza di 5 anni nei tumori maligni degli adulti”), redatto da Morgan G, Ward R, Barton M, del Dipartimento di radiazioni oncologiche, Centro per i Tumori di Sydney Nord, Royal North Shore Hospital, Sydney, Australia), e pubblicato sulla rivista scientifica Clinical Oncololgy [2004 Dec;16(8):549-60] .

Lista Di Controllo, Clinica, Report Giornaliero

La cosa sconcertante (almeno per chi non si ancora informato sull’argomento) è che la conclusione dell’articolo indica un effetto benefico della chemioterapia citotossica (ovvero di quei farmaci anticancro che dovrebbero uccidere più rapidamente le cellule tumorali delle cellule sane) attorno al 2 per cento! Chi mai assumerebbe un simile farmaco costosissimo e dai devastanti effetti collaterali sapendo che l’eventuale beneficio apportato è così esiguo?

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Se poi pensiamo che l’effetto benefico non è quello di guarire dal tumore, ma al massimo di assicurare una sopravvivenza per i 5 anni successivi c’è da rabbrividire. Non c’è niente che assicuri il paziente contro il pericolo che il sesto anno sopravvenga una recidiva del tumore stesso o l’insorgenza di un tumore di altro tipo (giacchè uno dei possibili effetti collaterali di molti chemioterapici è proprio il cancro).

Mare, Messaggio In Una Bottiglia, Naufragato, Messaggio

E se pensiamo che l’effetto placebo è spesso dello stesso ordine di quel misero 2 per cento (sono documentati i casi di guarigione dal cancro dopo assunzione di un placebo, vedi quanto riportato nel libro “La mente che guarisce” ), possiamo concludere che l’efficacia della chemioterapia nella guarigione del cancro è pressoché nulla. Nell’abstract (riassunto) dell’articolo, gli autori affermano di avere fatto:

una ricerca nella letteratura [scientifica] su esperimenti clinici randomizzati che riportino una sopravvivenza di 5 anni attribuibile unicamente alla chemioterapia citotossica negli adulti con tumori maligni.

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Dopo di che hanno calcolato il numero di persone che hanno beneficiato della chemioterapia come il prodotto di (a) il numero totale di persone con quel particolare tipo di cancro; (b) la proporzione del/dei sottogruppo/i di tale forma di cancro che hanno avuto un beneficio; e (c) l’aumento percentuale nella sopravvivenza a 5 anni dovuta unicamente alla chemioterapia citotossica.

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Di conseguenza i calcoli da loro effettuati hanno portato ai seguenti risultati ed alle seguenti conclusioni: 
Il contributo complessivo della chemioterapia citotossica curativa e coadiuvante alla sopravvivenza di 5 anni negli adulti è stato stimato pari al 2,3% in Australia ed al 2,1% negli USA (…)
è chiaro che la chemioterapia citotossica apporta solo un contributo minore alla sopravvivenza al cancro.

Matrix, Codice, Calcolatore, Pc, Dati, Programma

A conferma di quanto appena riportato, leggiamo sul sito dell’agenzia di stampa ANSA che la chemioterapia utilizzata contro il cancro alla prostata, al seno ed alle ovaie, può avere:

un effetto inverso al desiderato, ossia aumentare i rischi di una ‘ricrescita veloce’ della neoplasia che a quel punto non risponde piu’ ai trattamenti” (…)

Mondo, Mappa, Pillola, Terra, Assistenza Sanitaria

i ricercatori hanno osservato che la chemioterapia non solo come è noto uccide le cellule che si dividono velocemente – ossia quelle cancerose – ma crea al tempo stesso danni nelle cellule sane,inducendo la secrezione della proteina WNT16B che ‘sostiene’ la crescita delle cellule tumorali.

Medicina, Pillole, Pressione Sanguigna, Ipertensione

Lo studio orginale è disponibile in lingua inglese su nature.com .
Un altro studio molto significativo viene segnalato dall’agenzia ADN Kronos in un articolo intitolato “Chemioterapia può nuocere fino a metà pazienti”, l’allarme su Lancet, da Repubblica in un articolo intitolato Lancet: in Gran Bretagna troppi morti da chemioterapia (un titolo che forse ha lo scopo di cercare di ridimensionare una tragica realtà) e da molti altri giornali nazionali ed esteri.

Lo studio originale si intitola 30-day mortality after systemic anticancer treatment for breast and lung cancer in England: a population-based, observational study

Termometro, Mal Di Testa, Dolore, Pillole, Farmaco

In tale studio si è indagato sul numero di malati morti entro 30 giorni dall’inizio della chemioterapia, evento che fa propendere per una morte da effetti collaterali della curta piuttosto che per effetto del cancro. Lo studio, portato avanti dalle stesse istituzioni sanitarie inglesi, ha esaminato oltre 23.238 donne con cancro al seno e 9.634 uomini con “cancro polmonare non a piccole cellule”.

A seconda dei diversi ospedali e del tipo di tumore curato, la mortalità entro 30 giorni risulta molto varia, arrivando a toccare punte del 50%. Nelle conclusioni dell’articolo si legge che bisogna porre maggiore attenzione nello scegliere i pazienti sui quali vale la pena di utilizzare un trammento così aggressivo e quelli per i quali tale terapia è troppo rischiosa.

Bibliografia:https://www.dropbox.com/s/m8j2…/Metaboloma_Intestinate.docx…

Latticini

I latticini si possono classificare come cibi ad alto apporto di proteine

come cibi ad alto apporto di grassi o una combinazione di entrambi; mentre segui la TMM ” terapia metabolica mitocondriale” dovrai preferire quelli ad alto apporto di grassi.

Formaggio, Cerchio, Circolare, Latte, Olandese

Alcuni prodotti caseari, come il latte e i fiocchi di latte, hanno un elevato contenuto di lattosio (zucchero del latte), che è composto da una molecola di glucosio legata a una molecola di galattosio. Quando il lattosio viene digerito, il glucosio alza i livelli glicemici del sangue. Perciò, nella tua dieta quotidiana, limitati a consumare i “latticini ad alto contenuto di grassi” elencati nella lista sottostante.

Pomodori, Caprese, Mozzarella, Basilico

Come per la carne e le uova, dovrai scegliere latticini provenienti da allevamenti che nutrono i bovini esclusivamente a erba e seguono metodi biologici.

Se è possibile, scegli i latticini non pastorizzati, che sono preferibili. Anche i latticini ad alto apporto di grassi contengono qualche grammo di proteine, quindi assicurati d’includere questi grammi nel conteggio delle proteine quotidiane.

Antipasto, Salmone, Canapè, Formaggio, Cracker, Cucina

Latticini ad alto contenuto di grassi (da consumare in quantità moderate):
burro (12 grammi di grassi per cucchiaio; contenuto minimo di proteine);

burro chiarificato (13 grammi di grassi per cucchiaio; nessuna proteina);

panna (5 o 6 grammi di grassi per cucchiaio; contenuto minimo di proteine);

crema di formaggio da spalmare (4 o 5 grammi di grassi per cucchiaio; basso contenuto di proteine);

Fico, Formaggio, Pane, Baguette, Mangiare, Sano, Cibo

panna acida (2 o 3 grammi di grassi per cucchiaio; basso contenuto di proteine);

parmigiano (1,4 grammi di grassi per cucchiaio; elevato contenuto di proteine: usalo come condimento, come tutti gli altri formaggi);

cheddar (33 grammi di grassi per 100 grammi di peso; elevato contenuto di proteine);

brie (28 grammi di grassi per 100 grammi di peso; elevato contenuto di proteine).

Formaggio, Cibo, Fresco, Cena, Francese, Fichi

Latticini ad alto contenuto di proteine (da evitare):
latte;
fiocchi di latte;
ricotta;
yogurt;
kefir.

Vino, Formaggio, Pane, Café, Parigi, Francia, Viaggio

Nota: I latticini ad alto contenuto di grassi contengono metaboliti estrogenici che potrebbero avere un ruolo nelle formazioni cancerose sensibili agli ormoni, come quelle al seno, all’utero, alle ovaie e alla prostata. Se hai un cancro di questo tipo, consuma i latticini in minime dosi, o eliminali del tutto.

Se non sono biologici, è probabile che siano contaminati dal Roundup o da ormoni, antibiotici e, peggio ancora, batteri resistenti agli antibiotici.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

Analisi per il riscontro di disbiosi

Analisi per il riscontro di disbiosi, parassitosi, intossicazione da metalli pesanti, intolleranze

A mio giudizio non esistono analisi di routine (eseguibili nei laboratori convenzionati con il sistema sanitario) abbastanza affidabili per identificare la presenza di eventuale disbiosi, parassitosi, intolleranze, e su questo concordano molti specialisti del settore che spesso si rivolgono a laboratori molto distanti dalla città in cui operano, a volte anche in un altro continente, pur di avere informazioni davvero attendibili.

Batteri, Virus, Specie Batteriche, Imitazione, Aureus

Per quanto riguarda la disbiosi ci sono alcuni esami indiretti che partono dalle analisi delle urine

tali test della disbiosi si possono effettuare in diversi centri anche in Italia. Tali test rilevano delle sostanze nelle urine la cui presenza e quantità è correlata alla disbiosi intestinale, ma non danno indicazioni molto precise su quali siano i microrganismi benefici carenti e quali e quanti siano quelli patogeni. Io per esempio, navigando su internet, ho trovati tre laboratori che eseguono questo tipo di test (ma presumibilmente ce ne sono altri):

http://www.analisisanpaolo.it/Default.aspx?Id=390http://www.oloslab.com/test-per-la-disbiosi-intestinale/,http://www.centrodimedicinabiologica.it/test-disbiosi-inte…/.

Batteri, Malattia, Virus, Infezione, Ill, Cellule, Bio

Un’analisi più approfondita si può ottenere da campioni di feci per identificare più precisamente le carenze di batteri benefici, la presenza di batteri patogeni, nonché di parassiti (vermi), sebbene nemmeno in tale maniera si ottengano informazioni poi così dettagliate sul microbioma intestinale, dal momento che non tutti i microrganismi residenti dell’intestino si possono ritrovare nelle feci.

Molto interessante è a tal proposito il risultato dello studio The treatment-naive microbiome in new-onset Crohn’s disease nel quale le differenze significative tra il microbiota dei malati di morbo di Crohn e quello dei soggetti sani (gruppo di controllo) sono state scoperte non osservando i campioni di feci, ma campioni di mucosa ottenuti tramite biopsia.

Aglio, Lampadina, Cipolla, Allium Sativum, Cibo

Uno dei più attrezzati (ma anche più costosi) laboratori al mondo è il Great Plains Laboratory (http://www.greatplainslaboratory.com/); sul sito esiste la possibilità di scegliere la visualizzazione delle pagine anche in Italiano (purtroppo il costo si aggira sulle 600 euro).

In Italia è possibile rivolgersi (a prezzi più accessibili) al laboratorio universitario del progetto microbioma (http://progettomicrobiomaitaliano.org/partecipa/page-2/), o anche ad un laboratorio specializzato sulle analisi del microbioma intestinale all’ospedale del Bambin Gesù (Roma). Appena possibile segnalerò anche altri centri italiani.

Lampadina, Corrente, Luce, Splendore

Se qualcuno vuole approfondire anche eventuali problematiche di origine genetica, può sottoporsi al test 23 and me (https://www.23andme.com/en-int/) al costo di circa 150 euro; anche se poi sia in questo caso che nel precedente ci vuole un medico (o biologo) bravo e capace di interpretare i risultati.

Per quanto sia giusto ridimensionare la pretesa origina genetica della malattie

è anche vero che alcune differenze genetiche possono predisporre a sviluppare certe problematiche di salute, come per esempio la mutazione MTHFR (metilen-tetraidrofolato reduttasi) rende problematici certi processi del cosiddetto ciclo di metilazione, il che a sua volta rende difficile e lento lo smaltimento delle tossine (e non solo, perché chi è portatore di questo gene è più a rischio di depressione, osteoporosi, diabete, alzheimer e altre patologie).

Lampadina, Corrente, Luce, Splendore

E siccome tale gene è difettoso nel 40% circa della popolazione mondiale, non si tratta di una informazione di poco conto Genome Project, nel quale si è scoperto che un gene molto importante per la salute, chiamato (per l’appunto, l’MTHFR). Con una dieta più sana e alcuni integratori è possibile correggere gli squilibri causati da questo problema di ordine genetico .

Per quanto riguarda i parassiti anche le migliori analisi delle feci non sono abbastanza affidabili,

sia perché le analisi stesse non sono molto precise, sia perché non è sempre detto che nel campione raccolto in quel determinato giorno si trovino uova, parassiti (in genere essi non lasciano l’intestino a meno che non si assumano sostanze antiparassitarie) o frammenti di tali esseri.

Difesa, Protezione, Minaccia, Sistema Immunitario

Per altro molti genitori che hanno sottoposto i propri figli ad una cura antiparassitaria hanno trovato i vermi nelle feci dei bambini pur se gli esami delle feci eseguiti in precedenza risultavano negativi. Un veterinario, abituato a cercare tracce di parassiti nelle feci degli animali con l’ausilio del microscopio, potrebbe essere a volte più affidabile di un generico test di laboratorio.

Una maniera per cercare di rendere minimi i falsi negatici (ovvie i casi in cui non risultano parassiti dalle analisi pure quando questi parassiti si trovano nel paziente) è quello di ripetere le analisi almeno tre volte.

Tick Cayenne, Segno Di Spunta, Maschio, Vista Dorsale

L’articolo The need for three stool specimens in routine laboratory examinations for intestinal parasites (“Il bisogno di tre campioni di feci nell’esame laboratoriale di routine per la ricerca dei parassiti intestinali”) mostra infatti che su un consistente campione di pazienti cui sono state esaminate per tre volte le feci per la ricerca di parassiti spesso uno dei tre esami è risultato negativo.

Addome, Intestino, Grande, Piccoli, Stomaco, Retto, Ano

Ad esempio se ci si fosse fermata al primo esame di laboratorio, addirittura il 41,7% di loro sarebbe risultato esente da parassiti

ma la presenza di parassiti in questi pazienti è stata riscontrata in almeno uno dei due esami successivi. È interessante notare che gli autori concludono affermando che non solo occorrono le analisi di tre campioni di feci (ovviamente in tempi diversi) per verificare l’eventuale presenza di parassiti, ma che anche così facendo non è possibile garantire che non ci sia alcuna infestazione.

Senso, Domanda, Anatomia, Umano, Filosofia, Psicologia

Similmente l’articolo Multiple Stool Examinations for Ova and Parasites and Rate of False-Negative Results (“Esame multipli di uova e parassiti e pecentusali di falsi negativi”) mostra che persino dopo l’analisi di tre campioni ci sono discrete probabilità di ottenere dei falsi negativi, anche se in questo studio i risultati appaiono più confortanti (ad eccezione fanno dei test per le amebe).

Termometro, Mal Di Testa, Dolore, Pillole, Farmaco

L’articolo A Case of Parasite Invasion of the Intestinal Tract: A Missed Diagnosis in Irritable Bowel Syndrome descrive un caso di sindrome dell’intestino irritabile causata da un parassita; la guarigione è avvenuta dopo un trattamento antiparassitario effettuato nonostante dagli esami parassitologici non risultasse nulla; i medici infatti hanno considerato che i sintomi clinici fossero più rilevanti dell’esito di tale analisi ed hanno proceduto ugualmente alla somministrazione dei farmaci contro i parassiti.

Batteri, Medico, Biologia, Salute, Anatomia, Scienza

L’articolo Detection of Pathogenic Protozoa in the Diagnostic Laboratory:

Result Reproducibility, Specimen Pooling, and Competency Assessment ci informa che i test di laboratorio per il riscontro dei parassiti unicellulari della classe dei protozoi utilizzano anche tecniche manuali che impediscono una standardizzazione e che poprtano ad interpretazioni soggettive dei risultati.

Ad ogni modo c’è la possibilità di fare le analisi tramite un campione di saliva (utilizzando una tecnologia ideata dalla dottoressa Clark) presso un laboratorio svizzero, Sanavital (http://www.sanavital.ch); sul sito esiste la possibilità di scegliere la visualizzazione delle pagine in Inglese, Francese, Tedesco ed altre lingue, ma non in Italiano.

Microscopio, Diapositiva, Ricerca, Close Up, Prova

Queste analisi, basate su uno strumento ideato dalla dottoressa Clark, dovrebbero identificare la presenza di patogeni, parassiti, metalli pesanti, ma non danno indicazioni sulle eventuali carenze di batteri benefici. Diverse persone che conoscono hanno ottenuto dei risultati attendibili da questi esami (il costo attualmente è di circa 300 euro).

Per l’analisi dell’intossicazione da metalli ci sono sicuramente molti altri laboratori attrezzati, uno che conosco e che mi pare affidabile è quello della mineral-test: http://www.mineral-test-sas.com/.

Per quanto riguarda le intolleranze, la dottoressa Campbell nel suo libro “La Sindrome Psico-intestinale” osserva giustamente che si tratta di fenomeni che spesso si modificano nel tempo; per esempio si può perdere l’intolleranza ad un cibo quando migliorano le condizioni di salute dell’intestino, o si può diventare intolleranti a qualche nuovo cibo dopo un ciclo di cura con farmaci che danneggiano il microbiota.

Cellule, Umano, Medico, Biologia, Salute, Anatomia

Un mezzo molto semplice da lei consigliato nel libro è quello di mettere un poco della sostanza da testare (sotto forma fluida, eventualmente sminuzzato finemente e mescolato con un poco d’acqua) sull’interno del polso la sera prima di andare a letto, quindi ricoprire con una striscia di tessuto (anche per non sporcare) e verificare se l’indomani si nota una reazione cutanea (arrossamento, rigonfiamento, puntini).

Bibliografia Completa
http://scienzamarcia.altervista.org/pilastri.doc

Disbiosi putrefattiva

Alimentazione, disbiosi intestinale Celiachia, la diarrea e la costipazione, allergie

Yew Europeo, Tasso, Ramo Di Ago, Taxus Baccata

Le malattie autoimmuni (comprese certe dermatiti, il lupus eritematoso e la sclerosi multipla) le patologie cosiddette psichiatriche (iperattività, disturbo dell’attenzione, mania ossessivo compulsiva, depressione, schizofrenia),

la disprassia (difficoltà a coordinare i movimenti dei muscoli), e persino autismo, dislessia ed altri “disturbi specifici dell’apprendimento” (discalculia, disgrafia, disortografia).

disbiosi putrefattiva

Tornando ai lieviti patogeni, c’è da notare che la Candida albicans, e le altre specie del medesimo genere Candida, non causano solo problemi intestinali, ma danni anche ad altri organi. Come scrive il dottor Alessandro Caporossi nel suo articolo Disbiosi intestinale :

Bambino, Mangiare, Primati, Cibo, Infanzia

La candida è un micete che normalmente si insedia nell’intestino fin dalla nascita e vi rimane sempre presente per lo più in forma silente ed anzi benefica.

Infatti contribuisce con il pool batterico al lavoro metabolico dell’organismo. In alcune condizioni, quali squilibri alimentari a favore di carboidrati e lieviti, terapie chemio-antibiotiche, condizioni di stress o patologie debilitanti, la Candida si trasforma da simbionte in aggressiva.

sofferenza fisica

In questa condizione cambia anche la sua struttura e diventa in grado di diffondersi ed infettare per contiguità altri organi vicini all’intestino come l’utero, la vagina e la prostata, ma anche, attraverso il circolo ematico, organi molto distanti come l’encefalo, il cuore e i polmoni.

Prima Colazione, Cibo, Mangiare, Pasto, Mattina

Lo stesso concetto viene espresso dal dottor Stefano Ciappi nel suo articolo Disbiosi: sindrome intestino irritabile , laddove conclude che la Candida in realtà può attaccare moltissimi tessuti.

L’eccessiva permeabilità della barriera intestinale causata da candida, patogeni e parassiti, a sua volta permette sia alle tossine dei patogeni e dei parassiti che a frammenti di cibo indigerito di raggiungere il sangue con tutte le conseguenze negative del caso:

batteri, virus

le tossine alterano molte funzioni vitali, sia fisiche che mentali, mentre i frammenti di cibo indigerito possono scatenare reazioni anomale del sistema immunitario. L’una cosa e l’altra indeboliscono il sistema immunitario e portano a reazioni autoimmuni, allergie ed intolleranze in primis (vedi anche quanto scritto da Iantorno, Lozio, Paganelli nel libro Disbiosi e immunità ).

Cibo, Prima Colazione, Tavolo, Sano, Verde, Latte

Ma la candida non è l’unica che può migrare dall’intestino e causare diverse patologie.

Il fenomeno della cosiddetta “traslocazione batterica” è da tempo noto in medicina e consiste nel trasferimento di batteri dal tratto intestinale ad altri siti ed organi anche lontani:

i batteri, a causa di un barriera intestinale non intatta e troppo permeabile, come accade appunto in presenza di disbiosi/parassitosi “possono finire nel circolo sanguigno, nel sistema linfatico e da lì nei linfonodi mesenterici, nel peritoneo, nel fegato, nei reni, nella prostata etc.

stanchezza cronica

I fattori che contribuiscono alla permeabilità intestinale sono diversi:

la presenza di vermi parassiti, di candida e batteri patogeni (in breve disbiosi e parassitosi), l’età (la permeabilità intestinale è maggiore nella prima infanzia e nell’età anziana ), i cambiamenti ormonali che si verificano nei giorni del ciclo mestruale , e l’assunzione del glutine. L’articolo Gliadin, zonulin and gut permeability:

Effects on celiac and non-celiac intestinal mucosa and intestinal cell lines (“Gliadina, zonulina e la permeabilità intestinale:

Uova Fritte, Prima Colazione, Toast, Cibo, Uovo, Tuorlo

la presenza di vermi parassiti, di candida e batteri patogeni (in breve disbiosi e parassitosi), l’età (la permeabilità intestinale è maggiore nella prima infanzia e nell’età anziana ), i cambiamenti ormonali che si verificano nei giorni del ciclo mestruale , e l’assunzione del glutine.

Prima Colazione, Sano, Hummus, Diffusione

L’articolo Gliadin, zonulin and gut permeability: Effects on celiac and non-celiac intestinal mucosa and intestinal cell lines (“Gliadina, zonulina e la permeabilità intestinale:

Effetti sulla mucosa intestinale dei celiaci e dei non celiaci e sulle linee cellulari intestinali”) , ci informa infatti che in presenza di gliadina (un componente del glutine) le cellule producono un eccesso di zonulina, la quale a sua volta innesca un aumento della permeabilità intestinale.

Fortif 4

È da notare che l’effetto è notevole nel caso dei malati di celiachia, e limitato e temporaneo nei soggetti non celiaci.

In realtà anche alla luce della correlazione tra disbiosi intestinale e celiachia è da pensare ad un’influenza del microbiota intestinale sulla corretta regolazione di tale meccanismo, come del resto indicano due studi.

Verdure, Cestino Di Verdure, Vendemmia, Giardino

Il primo è stato compiuto sui roditori, ed è quindi di parziale rilevanza, mentre il secondo è stato condotto sugli atleti che compiono un allenamento molto intenso, eccessivo, che innesca un aumento di permeabilità intestinale (e di sintomi gastrointestinali correlati, dalla diarrea all’emorragia).

Uva, Grappolo, Frutta, Azienda, Vendemmia, Mature

Si è scoperto infatti che l’assunzione di probiotici impedisce che si manifesti l’aumento della permeabilità intestinale (e dei sintomi correlati): i probiotici rallentano la produzione di citochine infiammatorie e contemporaneamente diminuisce anche la produzione di zonulina.

Insalata, Frutta, Frutti Di Bosco, Sano, Vitamine

Come emerge anche dal contenuto dei capitoli successivi del libro la capacità di digerire correttamente il glutine, dopo un secolo di alimentazione sempre meno naturale e oltre 60 anni di antibiotici ed altri farmaci, sta diminuendo di generazione in generazione, di pari passo con l’aggravarsi dello squilibrio del microbiota intestinale.

acne, disbiosi

Forse anche quei soggetti “non celiaci” che mostrano un aumento di permeabilità intestinale solo lieve e temporaneo hanno una qualche forma (seppur minore) di disbiosi.

Asparagi, Bistecca, Costata Di Manzo, Carne Di Vitello

È quindi lecito ipotizzare che chi soffre di una qualsiasi delle patologie di cui si parla in questo libro potrebbe sperimentare un certo miglioramento delle proprie condizioni di salute escludendo il glutine dalla dieta (soprattutto se si esclude anche il mais e se ci si orienta verso il consumo di cibi non processati, non artefatti, non trasformati dall’industria alimentare).

Asparagi, Verde, Asparagi Verdi, Tempo Di Asparagi

Concludo questa breve digressione sul rapporto gliadina-zonulina citando l’articolo Zonulin, regulation of tight junctions, and autoimmune diseases (“Zonulina, regolazione della giunzione occludente e malattie autoimmuni”), che mostra in dettaglio i meccanismi bio-chimici che legano la zonulina alla permeabilità intestinale e quindi allo sviluppo di malattie autoimmuni ,

Spiedino Di Verdure, Verdure, Alimentari, Gourmet, Cena

tra le quali viene compreso anche il diabete, e l’articolo Zonulin and its regulation of intestinal barrier function: the biological door to inflammation, autoimmunity, and cancer (“La Zonulina e la sua regolazione della funzione della barriera intestinale: la porta biologica all’infiammazione, all’autoimmunità ed al cancro”) .

sistema nervoso

Sebbene gli articoli siano alquanto tecnici e complessi, mostrano un inequivocabile nesso causale tra glutine, infiammazione, immunità e cancro, offrendo una ulteriore giustificazione alla scelta di una dieta senza glutine (e possibilmente senza caseina) quando si soffre di certe patologie.

Carne, Verdure, Gemuesepiess, Funghi, Spiedino Di Carne

La disbiosi intestinale e l’eventuale eccessiva permeabilità dell’intestino a loro volta contribuiscono al proliferare dei parassiti (vermi) sia nell’intestino che altrove; infatti le tossine dei microrganismi patogeni alterano la capacità del sistema digestivo e di quello immunitario di tenere a bada questi ospiti indesiderati. Come dice la dottoressa Campbell-McBride, “i parassiti seguono sempre la tossicità”.

Carote, Verdure, Broccoli, Carota, Cibo, Vitamine

Del resto l’articolo Parasites in patients with malabsorption syndrome:

a clinical study in children and adults mostra che in caso di malassorbimento intestinale (tipica conseguenza di disbiosi e/o celiachia, condizione la quale a sua volta è collegata alla disbiosi come vedremo in un capitolo successivo) l’organismo è più soggetto alle infezioni da parassiti, sia unicellulari come l’ameba e la giardia, che elminti (vermi parassiti) come gli anchilostomi.

sofferenza

A loro volta i parassiti generano tossine che perturbano l’equilibrio del microbiota (detto a volte anche “microflora”) rendendo ancora più difficile la correzione del problema:

per farla breve la disbiosi intestinale (lo squilibrio della microflora dell’intestino) apre la strada ai parassiti, ma anche la presenza dei parassiti facilita la proliferazione di certi microrganismi patogeni come la Candida e quindi predispone alla disbiosi intestinale.

Smoothie, Succo, Drink, Cibo, Vegetariano, Vegan, Sano

Uno squilibrio del microbiota intestinale (il microbiota più importante e più numeroso, che arriva a pesare circa due chilogrammi in una persona adulta) corrisponde generalmente ad uno squilibrio anche degli altri microbiota

(soggetti alle stesse cause, ovvero all’effetto sistemico degli stessi farmaci, allo stesso stress, etc.), ed a volte lo influenza direttamente per semplice diffusione dovuta alla contiguità (come succede per l’apparato gastrointestinale e quello genito-urinario).

dolori cronici
stress ,cefalea tensiva

Questa potrebbe essere una delle cause profonde di molte malattie diventate sempre più frequenti nel mondo moderno, e non solo quelle specifiche dell’intestino come la sindrome dell’intestino irritabile o le intolleranze (celiachia compresa), la diarrea e la costipazione, ma anche le allergie (alimentari e non), le malattie autoimmuni (comprese certe dermatiti, il lupus eritematoso e la sclerosi multipla),

Spiedino Di Verdure, Verdure, Verdure Alla Griglia

le patologie cosiddette psichiatriche (iperattività, disturbo dell’attenzione, mania ossessivo compulsiva, depressione, schizofrenia), la disprassia (difficoltà a coordinare i movimenti dei muscoli), e persino autismo, dislessia ed altri “disturbi specifici dell’apprendimento” (discalculia, disgrafia, disortografia), nonché “disturbi a-specifici dell’apprendimento” (come per esempio l’estrema lentezza nello svolgere compiti scritti anche a causa dell’incapacità patologica di mantenersi concentrati su un qualsiasi compito per più di pochi minuti di seguito).

Bibliografia e Testo Completo 
http://scienzamarcia.altervista.org/pilastri.doc

Permeabilità Intestinale

disbiosi intestino

La sindrome della permeabilità intestinale è una malattia autoimmune e alcuni medici ritengono che sia la causa principale di molte patologie gastrointestinali, oltre a problemi come la spossatezza cronica o la sclerosi multipla.[1]

Detox, Disintossicare, Dieta, Vitamine, Sano, Fresco

Il problema maggiore è che i medici non la sanno riconoscere e se ti va bene ti faranno dei test di intolleranza che ti troveranno intollerante quasi a tutti i cibi. Ma il problema non sarà risolto mangiando brodo a vita, bisogna riparare le pareti intestinali.

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Sebbene sia un disturbo non ancora ampiamente riconosciuto come malattia, si ritiene che una porosità o permeabilità del tratto intestinale sia responsabile di un’ampia gamma di sintomi. Tra questi ci sono dolore cronico o disturbi dell’apparato digestivo, gonfiore, depressione, spossatezza cronica, allergie alla pelle e sfoghi cutanei. Sebbene non sia ancora chiaro con esattezza cosa provochi la malattia, è però possibile ridurne i sintomi apportando dei cambiamenti all’alimentazione e allo stile di vita.

Se l’organismo è in salute ha a disposizione un potente esercito che ci difende da virus, batteri e parassiti. L’esercito è il sistema immunitario che protegge il nostro intestino e il flusso del sanguigno da invasori esterni. Il sistema immunitario è composto da una rete complessa di cellule e organi specializzati impegnati costantemente a distinguere qualsiasi anomalia presente nel nostro organismo.

Frattaglie, Marcatura, Medica, Intestino, Fegato, Tenue

Per combattere questi patogeni il sistema immunitario produce anticorpi. Sfortunatamente questo potente esercito a volte può avere una reazione anomala e rilasciare sostanze ed anticorpi al fine di contrastare la sostanza erroneamente identificata come nociva.

Questo fenomeno viene chiamato autoimmunità e si verifica quando il sistema immunitario sbaglia il riconoscimento delle proprie cellule e produce anticorpi contro i tessuti dell’organismo, anticorpi conosciuti anche come autoanticorpi.

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E’ simile a una guerra contro se stessi, con il sistema immunitario da un lato, e le cellule sane sul lato opposto. L’autoimmunità provoca un’infiammazione cronica e la distruzione dei tessuti con dolore e perdita delle funzioni. Il sistema immunitario va in tilt e può causare le cosiddette malattie autoimmuni.

Sempre più persone sono affette da patologie autoimmuni, il numero è aumentato drasticamente negli ultimi dieci anni. Mediamente i disturbi autoimmuni colpiscono più del 5 % della popolazione nei paesi occidentali, in particolare le donne. [1] Il fattore che distingue una malattia autoimmune da un altra riguarda semplicemente il tipo di tessuto (l’area corporea) colpito.

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Per esempio la tiroide di Hashimoto ha come bersaglio le cellule della tiroide. La sclerosi multipla attacca la mielina delle cellule nervose.

Nell’artrite reumatoide un attacco autoanticorpale colpisce le articolazioni, mentre la celiachia implica un attacco autoanticorpale contro le cellule intestinali.

L’INTESTINO PERMEABILE (BUCATO) È CAUSA DELLE MALATTIE AUTOIMMUNI E DI TANTISSIMI DISTURBI

Pancia, Cuore, Amore, Ragazza, Relax, Rilassarsi

Le pareti intestinali (il rivestimento interno dell’intestino) sono costituite da un singolo strato di piccole cellule che permettono il passaggio di nutrienti e acqua trattenendo batteri, proteine e altre tossine. Si possono immaginare le pareti dell’intestino come dei buttafuori dell’organismo che permettono l’accesso esclusivamente a chi merita di entrare, tenendo così alla larga gli scocciatori e i “cattivi”.

Anche se l’idea non è piacevole, intestino è un posto piuttosto tossico. Ingeriamo tossine ogni giorno, dall’aria, all’acqua dal cibo ai farmaci, ecco perché la condizione delle pareti intestinali risulta fondamentale per mantenere una solida immunità e una buona salute generale. Evidentemente Madre Natura la pensava in questo modo se ha disposto circa il 70% del nostro sistema immunitario nelle pareti intestinali. [2]

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Se il tratto digestivo si infiamma come risultato di unacattiva digestione, stress elevato, metalli pesanti, consumo di zuccheri, ecc., questa infiammazione compromette la solidità delle pareti intestinali permettendo a particelle di cibo indigerito, tossine e batteri di entrare nel circolo sanguigno. Si ha la cosiddetta permeabilità intestinale.

Una volta che queste sostanze passano le pareti, il sistema immunitario reagisce ed inizia ad attaccarle poiché le considera come sconosciute e quindi una minaccia. Si genera così ancora più infiammazione. Si è creato quindi un circolo vizioso che genera altra infiammazione e che a sua volta promuove ulteriore permeabilità intestinale.

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SINTOMI DELLA PERMEABILITA’ INTESTINALE

  1. Problemi digestivi. Non digerisci bene il cibo, puoi avere gas nell’intestino, gonfiore, diarrea o sindrome da intestino irritabile.

  2. Carenza nutrizionale. Sei debole e denutrito perché le pareti del tuo intestino non riescono ad assorbire i nutrienti.

  3. Asma o allergie stagionali.

  4. Squilibri ormonali come la sindrome premestruale o da ovaio policistico.

  5. Malattie autoimmuni come artrite reumatoide, lupus, psoriasi o celiachia.

  6. Fatica cronica, continua stanchezza e assenza di energie.

  7. Alterazioni dell’umore e conseguenti problemi come ansia, depressione o disturbi dell’attenzione.

  8. Problemi alla pelle come acne o eczemi.

  9. Candida albicans.

  10. Allergie o intolleranze alimentari.

  11. Insonnia.

COSA FARE PER RIMEDIARE ALLA PERMEABILITA’ INTESTINALE

Angel, Demone, Intestino, Male, Cielo, Contrario

Il problema maggiore è che i medici non la sanno riconoscere e se ti va bene ti faranno dei test di intolleranza che ti troveranno intollerante quasi a tutti i cibi. Ma il problema non sarà risolto mangiando brodo a vita, bisogna riparare le pareti intestinali. Al Massachusetts General Hospital dell’Harvard Medical School, il Dott. Alessio Fasano ha scoperto che ci sono dei fattori che possono innescare la produzione di una sostanza la zonulina che dilata le pareti intestinali: [3]

  • Alcuni farmaci (per esempio anti infiammatori non steroidei, come l’Ibuprofene, e steroidei)

  • Stress cronico (traumi emotivi)

  • Alcool

  • Glutine e altri nutrienti derivanti dall’alimentazione

  • Disbiosi, uno squilibrio della microflora naturale dell’organismo: eccesso di batteri nocivi nell’intestino e deficienza di quelli positivi (probiotici).

Le Erbe, Frullati, Succo, Verdure, Frutta, Fresco

Queste sono delle valide ragioni per riprogrammare le proprie scelte alimentari evitando il problema del glutine contenuto dei prodotti da forno e nella birra. Perchè? Semplice! Perché causano buchi nel tuo intestino.

INTEGRATORI E SCELTE ALIMENTARI E MENTALI

Questo tema mi appassiona molto per due motivi

  1. Nessuno ne parla perché se ne sa poco.

  2. Ci sono passato. Ho vissuto un periodo in cui non riuscivo a digerire nulla, non riuscivo a capire la causa ed ero arrivato a togliere quasi tutti gli alimenti. Poi grazie ad un test bioelettronico è stato scoperto che il mio sistema digestivo non funzionava e il mio sistema nervoso era sovraccarico e allora da lì ho potuto lavorare.

Senso, Domanda, Anatomia, Umano, Filosofia, Psicologia

Cosa fare per risolvere questa situazione

  1. Scarica il sistema nervoso. Fai attività fisica (è davvero importante), medita, e assumi degli integratori che scaricano lo stress come la Rodiola. E’ importante lavorare sui traumi: il medico mi disse che il mio sistema nervoso non era carico per lo stress quotidiano ma per traumi di esperienze vissute intensamente e non risolte (specialmente nell’infanzia). In questo caso sono molto utili i Fiori di Bach in particolare Star of Bethlehem è quello consigliato. Consiglio anche gli esercizi del METODO TRE.

  2. Togli glutine, latticini, piccante, dolci e zucchero, cioccolato, vino bianco, superalcolici e carne di maiale. Questi sono i principali cibi che creano infiammazione nel nostro intestino.

  3. Fortifica le pareti intestinali. Puoi farlo con degli integratori specifici naturali. La Glutammina, l’Inulina e la Vitamina D sono molto potenti in questo.

  4. Riduci l’infiammazione. La curcuma è un potente antinfiammatori naturale: ti consiglio la ricetta del latte d’oro con olio di cocco spiegata in questo articolo … 4 Modi per potenziare l’assorbimento della Curcumina.

PUOI FARE UN TEST PER MISURARE LA PERMEABILITA’ INTESTINALE

Detective, Ricerca, Uomo, Ingrandimento, Inchiesta

Il metodo attuale per diagnosticare la permeabilità intestinale è il test del lattulosio e mannitolo. Il test è semplice da eseguire (bere soluzione zuccherina e poi raccolta urine) e consente di valutare la permeabilità della parete intestinale e la sua capacità funzionale di assorbimento.All’incirca il 90% della popolazione ha a che fare con l’infiammazione di basso livello che conduce, inesorabilmente, a problemi quali autoimmunità, invecchiamento precoce, obesità, diabete e altri disturbi seri. La maggioranza degli approcci medici convenzionali mirano a mascherare i sintomi e a non affrontare le vere cause.

E’ importante quindi conoscere queste informazioni e diffonderle ed usarle.

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[1] Moroni, L. et al. “Geoepidemiology, gender and autoimmune disease.” Autoimmunity Reviews 11, no. 6 (2012): A386-A392; Autoimmune Diseases: Overview, WomensHealth.gov, accessed May 31, 2015,

[2] G Vighi, F Marcucci, L Sensi, G Di Cara, and F Frati “Allergy and the gastrointestinal system” Clin Exp Immunol. 2008 Sep; 153(Suppl 1): 3–6.

[3] Fasano, A. “Zonulin, Regulation of Tight Junctions, and Autoimmune Diseases,”Annals of the New York Academy of Science 1258, no. 1 (2012): 25-33; Fasano, A. “Zonulin and its Regulation of Intestinal Barrier Function: The Biological Door to Inflammation, Autoimmunity, and Cancer,” Physiological Reviews 91, no. 1 (2011): 151-75.

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