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Mangiare se stessi: l’autofagia e la mitofagia

autofagia e la mitofagia

Il termine autofagia significa “mangiare se stessi” e si riferisce al processo con cui il corpo si libera dei detriti che ha accumulato, comprese le tossine, e ricicla i componenti delle cellule danneggiate.

L’autofagia si verifica anche nei mitocondri. Quando l’intero mitocondrio è digerito e rimosso, il processo si definisce mitofagia.

Nobel  per l'autofagia e la mitofagia
Nobel per la Medicina Mitocondriale

Entrambi i processi hanno un’importanza straordinaria per la salute. Nel 2016 il Premio Nobel per la Medicina è stato assegnato a Yoshinori Ōsumi, un ricercatore che ha scoperto i meccanismi che governano l’autofagia.(11).

Quando l’autofagia e la mitofagia sono inibite da una dieta malsana, un eccesso di ROS e alti livelli d’infiammazione, i mitocondri danneggiati permangono nella cellula, dove emettono molecole proinfiammatorie e accelerano il processo degenerativo.

Mitocondrio
Mitocondrio

Per questo motivo l’autofagia e la mitofagia sono importanti sia per ridurre gli stati infiammatori del corpo sia per rallentare l’invecchiamento.

Questi processi sono in gran parte governati dalla mTOR, il bersaglio meccanicistico della rapamicina (fino a poco tempo fa definito “bersaglio della rapamicina nei mammiferi”):un regolatore metabolico fondamentale.

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Quando la mTor è attivata, alimenta la crescita e la rigenerazione, e la sua azione contribuisce a migliorare la manutenzione e la riparazione delle cellule. La TMM impedisce l’inibizione (diminuzione dell’attività) di questo percorso mTor, stimolando di conseguenza l’autofagia e la mitofagia.

La biogenesi mitocondriale: la creazione di nuovi mitocondri.
La biogenesi è il processo grazie al quale si possono duplicare i mitocondri sani. Per mantenere un funzionamento biologico ottimale e un buono stato di salute, più mitocondri sani sono presenti nell’organismo, meglio è.

l'autofagia e la mitofagia

Le ricerche di laboratorio dimostrano che il passaggio a una dieta che brucia i grassi favorisce la biogenesi mitocondriale.12 Con una dieta basata sulla combustione dei grassi, i mitocondri non sono impegnati a tenere lontani i radicali liberi (perché la combustione dei grassi genera minori quantità di specie reattive dell’ossigeno rispetto alla combustione degli zuccheri).

L’effetto benefico è che i mitocondri hanno più energia per concentrarsi sui processi finalizzati alla produzione di altri mitocondri più sani. In un certo senso, i mitocondri vengono potenziati al massimo!

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11 C. R. Marinac et al., “Prolonged Nightly Fasting and Breast Cancer Prognosis,” Journal of the American Medical Association Oncology, 2, n. 8 (2016):1049– 55, DOI:10.1001/jamaoncol.2016.0164.
12 R. Pamplona, “Mitochondrial DNA Damage and Animal Longevity: Insights from Comparative Studies,” Journal of Aging Research, 2011 (2011): DOI:10.4061/2011/807108.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

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Cambiamenti nel Microbioma

disbiosi intestino

Asse intestino Cervello

Le stime recenti indicano che il corpo ospita circa trenta trilioni di batteri (8) e circa un quadrilione di virus (batteriofagi). In pratica, siamo poco più che colonie di microbi ambulanti.

Depurazione restar intestino
Depurazione, comprensione risoluzione

Questi organismi svolgono un’ampia gamma di funzioni, per esempio:
– contribuiscono alla digestione;
– regolano il sistema nervoso enterico che governa l’apparato digerente;
– coordinano le reazioni immunitarie;
– aiutano a modulare molti aspetti delle infiammazioni;
– svolgono un ruolo importante nella salute del cervello, perché l’intestino e l’encefalo sono intimamente collegati.

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ripristino eubiosi

Le ricerche più recenti mostrano anche che il microbioma è soggetto a rapide alterazioni, in meglio o in peggio, dovute a fattori come l’alimentazione, lo stile di vita e l’esposizione alle sostanze chimiche, comprese quelle dei farmaci da banco e degli antibiotici da prescrizione, ma anche quelle che vengono introdotte nei mangimi degli animali di cui noi ci nutriamo.

Il programma alimentare della TMM (Terapia Metabolica Mitocondriale) sovraregola, modifica e migliora la qualità del microbioma intestinale. Inoltre elimina gli alimenti che hanno una nota azione distruttiva sul microbioma, come vari zuccheri, cibi trattati e dolcificanti artificiali.

Perdita di peso senza privazioni😉

Disbiosi, Sibo
gonfiore mal assorbimento

Quando il corpo utilizza il glucosio come carburante principale, inibisce la sua capacità di accedere ai grassi e bruciarli. Se c’è un continuo rifornimento di carboidrati e viene a mancare la regolare alternanza di pasti e digiuni, il fegato sottoregola tutto il processo di combustione dei grassi.

E anche il glucosio in eccesso viene immagazzinato sotto forma di grasso, a differenza dei chetoni, che quando non vengono incamerati dalle cellule sono espulsi attraverso le urine. Le cellule di grasso producono ormoni specifici, tra cui la leptina.

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parassiti batteri

Se consumi costantemente troppi zuccheri e continui a immagazzinare grasso, i livelli di leptina aumentano e i suoi recettori diventano meno sensibili, quindi a lungo andare sviluppano una resistenza alla leptina anche quando i livelli dell’ormone sono salutari.

Di conseguenza, se bruci il glucosio come carburante principale, le cellule di grasso t’intrappolano in un circolo vizioso, per cui quest’ultimo continua ad accumularsi e la tua capacità di bruciarlo si riduce sempre di più.

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comprendere le cause scatenanti

Gli ormoni e la comunicazione ormonale finiscono per svolgere un ruolo importante sia nel controllo del peso sia nell’urgenza di mangiare e persino nel tipo di alimenti di cui hai voglia. E quegli ormoni sono determinati dai cibi che mangi. Come spiega il dottor Rosedale:

“Quello che mangi oggi governa gli ormoni che diranno alle tue cellule cosa mangiare domani.”(9)🤔😯😰

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La TMM funziona esattamente così. Usa l’apporto di cibo per modulare i livelli ormonali che influenzano il peso – comprese la leptina e l’insulina – orientando il corpo verso la combustione dei grassi, invece che il loro accumulo. Inoltre elimina le fonti di zuccheri dalla tua dieta, aiutandoti a uscire dal circolo vizioso di cui abbiamo parlato.

Il risultato è che il tuo corpo rilascia il peso in eccesso. E lo fa senza i tipici attacchi di fame e le voglie che si accompagnano alla maggior parte delle diete dimagranti.

8 World Health Organization. “Dementia: a Public Health Priority” (Geneva, SUI: World Health Organization, 2012), PMID: 19712582.
9 B. D. James et al., “Contribution of Alzheimer Disease to Mortality in the United States,” Neurology, pubblicato online prima di andare in stampa ail 5 marzo 2014, DOI: 10.1212/WNL.0000000000000240.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

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Una strategia contro il cancro

prevenzione seno

Asse Intestino Cervello

Negli ultimi anni molti scienziati sono arrivati a comprendere che non sono le mutazioni genetiche a causare il cancro. Ora sappiamo che prima intervengono i danni ai mitocondri.

Prevenzione tumore seno

Le disfunzioni mitocondriali producono specie reattive dell’ossigeno (ROS) – a cui abbiamo già accennato – che a loro volta possono causare mutazioni del DNA per effetto di una respirazione anomala. Una volta generati, i ROS causano ulteriori danni ai mitocondri e quindi compromettono ulteriormente la respirazione, innescando un circolo vizioso.

Ci sono voluti decenni per arrivare a comprendere questo processo. Nel 1924 il dottor Otto Warburg, che vinse il Nobel per la Medicina nel 1931, scoprì quello che ora viene chiamato effetto Warburg: le cellule cancerose hanno un metabolismo energetico sostanzialmente diverso da quello delle cellule sane.

prevenzione tumore seno

L’effetto Warburg rivela che i mitocondri delle cellule cancerose sono per la maggior parte disfunzionali e non possono utilizzare l’ossigeno per bruciare efficacemente il loro carburante, in quanto non hanno la flessibilità metabolica necessaria per metabolizzare i grassi.

Per questo motivo fanno affidamento sulla fermentazione di quantità sempre maggiori di glucosio nel loro citoplasma (invece di ossidarlo nei mitocondri): un processo chiamato fermentazione lattica, che è un modo molto meno efficace di ottenere energia.

Risultati immagini per prevenzione seno

Grazie al lavoro del dottor Peter Pedersen della Johns Hopkins, sappiamo anche che una caratteristica universale delle cellule cancerose è che hanno un numero di mitocondri funzionanti inferiore alla norma. Il dottor Thomas Seyfried, ricercatore di fama internazionale che studia il rapporto tra il metabolismo e la malattia, ha pubblicato un testo fondamentale, Cancer as a Metabolic Disease [Il cancro come malattia metabolica], in cui spiega che esistono tipi di cellule cancerose che non presentano mutazioni genetiche, ma che ricorrono alla fermentazione invece che alla respirazione per ottenere energia.

alimentazione mitocondriale

A suo dire, esistono agenti cancerogeni, come l’arsenico e l’amianto, che non causano direttamente mutazioni genetiche, ma danneggiano la funzione respiratoria dei mitocondri, dando origine all’effetto Warburg e al cancro. Il dottor Seyfried chiarisce anche che la proliferazione delle cellule cancerose termina quando il nucleo di una cellula tumorale viene trasferito in una cellula normale che contiene normali mitocondri.

Per di più, la crescita anomala e il comportamento metastatico delle cellule del cancro al seno cessano quando i mitocondri delle cellule sane sostituiscono i mitocondri anomali delle cellule cancerose del seno, nonostante permanga il nucleo tumorale.

Risultati immagini per alimentazione mitocondriale

Queste e molte altre scoperte indicano che il cancro non può essere una malattia genetica. Ciò significa che quando elimini i cibi trattati, gli zuccheri, i cereali e gli alimenti ad alto contenuto netto di carboidrati, sottoponi le cellule cancerose a un forte stress perché le privi del carburante metabolico che prediligono.7

Per questo motivo ritengo che la TMM sia una delle strategie più efficaci per la prevenzione del cancro, perché ottimizza il funzionamento dei mitocondri; di conseguenza, i mitocondri sono meno vulnerabili ai danni e le mutazioni genetiche che possono portare allo sviluppo del cancro si riducono notevolmente.

Risultati immagini per alimentazione mitocondriale

La TMM comporta enormi benefici per chi è già malato di cancro. Il passaggio alla combustione dei corpi chetonici priva le cellule cancerose del loro carburante principale, dunque le sottopone a uno stress avverso.

Allo stesso tempo, fornisce alle cellule sane un carburante più pulito, che abbassa lo stress ossidativo, conserva gli antiossidanti e ottimizza il funzionamento dei mitocondri. L’effetto congiunto è che le cellule sane iniziano a prosperare, mentre le cellule cancerose faticano a sopravvivere.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

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La terapia mitocondriale

terapia mitocondriale

Asse intestino – Cervello 

A COSA SERVE ?

Se vuoi trattare un problema di salute o se vuoi potenziare al massimo
la tua salute, questo libro sulla TMM fa proprio al caso tuo.

Come ho già sottolineato, il funzionamento ottimale dei mitocondri è assolutamente fondamentale per la salute dell’organismo. In quasi tutte le tue cellule hai tra gli ottanta e i duemila mitocondri, che generano circa il 90 per cento dell’energia di cui hai bisogno per sopravvivere e restare in salute.

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Se il funzionamento dei mitocondri è compromesso – come accade quando segui una dieta povera di grassi, ricca di carboidrati e di cibi trattati – la normale segnalazione metabolica è disturbata, il che a sua volta provoca danni nel DNA cellulare e mitocondriale o causa un deficit nella capacità di riparare i danni prodotti da altre fonti, per esempio le radiazioni ambientali.

Per consentire al tuo corpo di prevenire e combattere il cancro e molte altre gravi malattie, devi prenderti cura dei tuoi mitocondri dedicando loro un’attenzione speciale. Il sistema più efficace per ripararli, rigenerarli e ottimizzarne il funzionamento è fornire loro il miglior carburante possibile.

terapia mitocondriale

La Terapia Metabolica Mitocondriale serve proprio a questo scopo. Invece di limitarsi ad attenuare i sintomi, la TMM mira a curare la causa radicale delle malattie croniche e dell’invecchiamento, intervenendo sull’integrità – o sulla perduta integrità – dei mitocondri.

Il problema è ovvio. Da un lato i mitocondri sono importanti per la salute: generano l’ATP e controllano l’apoptosi (la morte programmata delle cellule), così come l’autofagia e la mitofagia, processi con cui le cellule e i mitocondri danneggiati vengono eliminati prima che concorrano allo sviluppo di malattie croniche.

Risultati immagini per alimentazione  mitocondriale

Dall’altro, i mitocondri sono la sede principale della produzione di ROS e sono responsabili dei danni prodotti dai radicali liberi, perché contengono due membrane cellulari, una interna e una esterna, entrambe vulnerabili.

L’importante è riuscire a produrre l’ATP nella maniera più efficace per ottimizzare la salute e garantire la longevità, annullando gli anni passati a mangiare alimenti che producono un eccesso di radicali liberi quando vengono metabolizzati.

Risultati immagini per alimentazione  mitocondriale

La buona notizia è che se usiamo i chetoni per ricavare energia, nel nostro organismo si producono radicali liberi in quantità assai inferiori rispetto a quando utilizziamo gli zuccheri. Siccome i chetoni sono un carburante molto più pulito degli zuccheri, causano meno danni ossidativi, e questo è uno dei motivi principali per cui un programma alimentare basato sulla combustione dei grassi, come la TMM, è così potente.

È importante notare che l’esposizione ai danni ossidativi si riduce al minimo se mantieni bassi i livelli di glucosio nel sangue, come dimostra il lavoro del dottor Seyfried per istituire l’Indice Glicemico-Chetonico (GKI).2 Per questo motivo il controllo dei livelli di glucosio nel sangue è parte integrante.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

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La vitamina K2

vitamina k2 k1

Danni da carenza.

Gli effetti benefici della vitamina K2 sono tanti quanto, al momento almeno, sconosciuti o non riconosciuti (la ricerca scientifica che ne illustra l’importanza si sta accumulando sempre più negli ultimi anni, ma le istituzioni non lo ammettono).

Se la vitamina D è notoriamente utile per l’assorbimento del calcio, servono infatti alcuni cofattori di tale sostanza (particolarmente vitamina K2 e boro) per indirizzare correttamente il calcio nelle ossa e nei denti invece che nei tessuti molli (come nei reni, con possibile effetto di disfunzione dell’organo e/o di creazione di calcoli) e nelle pareti delle arterie.

Vitamina K2
Vitamina K2

Di conseguenza l’assunzione di vitamina K2 può essere una semplice quanto efficace chiave di volta per la gestione, la prevenzione e la cura di problemi cardiovascolari e di varie problematiche relative alla salute di denti ed ossa, e permette quindi di integrare meglio, più efficacemente e in maniera più sicura la vitamina D (mantenendoci al sicuro da eventuali danni di eccessiva calcificazione).

Possiamo trovare prova di quanto su riportato nell’articolo scientifico Nutritional strategies for skeletal and cardiovascular health: hard bones, soft arteries, rather than vice versa, e in tutti gli articoli citati nelle referenze dell’articolo stesso.

Gouda vitamina K2

Gli autori consigliano tra l’altro di assumere calcio dagli alimenti invece che dagli integratori, di assumere un adeguato ammontare di proteine animali assieme ad un ammontare di 1 grammo di calcio al giorno preso però dagli alimenti piuttosto che dagli integratori (anche perché occorre fare attenzione agli effetti dannosi che può causare un eccesso di calcio).

Viene consigliato inoltre,di aumentare l’assunzione di frutta e verdura per alcalinizzare l’organismo e promuovere la salute delle ossa, aumentare il consumo del potassio a scapito del sodio, mangiare cibi ricchi di vitamine K1 e K2, e possibilmente includere le ossa nella dieta in quanto fonte di idrossipatite di calcio e di molti altri nutrienti necessari per la costruzione dell’osso.

Risultati immagini per vitamina k2 alimenti
Estratti di verdure verdi

Quando si parla di assunzione di ossa, si intende di ossa di animali da derivazione biologica e possibilmente che vanno al pascolo (ma non di maiale, anche se non viene specificato). Le ossa vanno bollite (in caso di pollo o coniglio circa 16-18 ore, in caso di manzo circa 24 ore) e verso la fine si possono aggiungere cipolla e qualche verdura perr dare maggior sapore.

La cosa migliore è utilizzare una pentola specifica per le cotture a fuoco lento e di lunga durata (slow cooker). Questo brodo d’ossa è ricco di sostanze che aiutano a risanare l’intestino (la cresta e le zampe di gallina contengono moltissimo collagene e sono utilissime per fare questo brodo).

verdure verdi vitamine K2 K1

Le vitamine del gruppo K sono ancora più importanti al giorno d’oggi soprattutto per due motivi. Il primo è che una flora batterica benefica normalmente produce vitamina K,e trasforma la forma K1 (assunta con i vegetali) nella forma K2, ma a causa di farmaci e cattiva alimentazione la disbiosi intestinale è sempre più diffusa in tutto il mondo.

Il secondo è che una delle tradizionali fonti di vitamina K2, la carne, contiene tale vitamina solo se l’animale si nutre di erba o altri vegetali ricchi della forma K1; se gli animali mangiano soia o mais, sono carenti di vitamina K1 e impossibilitati quindi a compiere la trasformazione da K1 in K2 per mancanza di materia prima.

Risultati immagini per vitamina k2 alimenti

È per questo che una delle poche fonti di vitamina K2 rimangono attualmente le uova, ma ne servirebbero una ventina al giorno per fornire una dose decente di tale sostanza. Questo spiega perché l’integrazione di tale sostanza potrebbe diventare importante per molte persone.

L’unica fonte vegetale molto ricca è il natto, ottenuto dalla fermentazione della soia con il bacillus subtilis . Purtroppo il natto ha un sapore decisamente ostico, e non si riesce a reperire facilmente in Italia (è un prodotto tipico del Giappone); si può preparare una forma di natto anche partendo da altri legumi come i fagioli oppure fermentando alcuni vegetali.

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Il natto è ricchissimo di una forma di vitamina K2 detta MK-7, una molecola un po’ più lunga di quella della forma MK-4, che tipicamente si trova nelle uova e nella carne degli animali che mangiano erba.

Ulteriori informazioni sono reperibili in inglese nell’articolo The ultimate K2 resource (che suggerisce di utilizzare entrambe le forme di vitamina K2 per un maggiore beneficio) o sui libri Vitamin K2: The Missing Nutrient for Heart and Bone Health di Dennis Goodman, Vitamin K2 and the calcium paradox di Kate Rheaume-bleue, e The Miraculous Results of Extremely High Doses of the Sunshine Hormone Vitamin D3 di Jeff T. Bowles (dove si discute un protocollo di assunzione di alte dosi di vitamina D3 e di dosi proporzionali di vitamina K2).

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Una dose minima giornaliera è stimata intorno ai 100/200 microgrammi al giorno, ma c’è chi consiglia 1000 microgrammi al giorno, specie se si assumono dosi relativamente alte di vitamina D3 (10.000 al giorno), e c’è chi consiglia dosi proporzionalmente maggiori di K2 per chi assume dosi ancora maggiori di D3.

La vitamina K2 difficilmente può causare effetti collaterali se assunta in dosi troppo alte, ma pare che assumendo vitamina D3 e K2 si possano avere problemi da carenza di magnesio, e dal momento che questa sostanza è utilissima ed è per altro uno dei cofattori della vitamina D, ha senso integrarlo assieme a vitamina D3, K2 e boro.

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Per mettere a posto problemi articolari le suddette sostanze possono avere un ruolo importante, ma può essere necessario anche un adeguato apporto di calcio. Ad ogni modo prima di affrontare una integrazione di qualsiasi tipo è sempre consigliato consultarsi col proprio medico di fiducia.

1175 Pubblicato su Open Heart. 2016 Mar 22;3(1):e000325, autori O’Keefe JH, Bergman N, Carrera-Bastos P, Fontes-Villalba M, DiNicolantonio JJ, Cordain L; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4809188/.
1176 Ordinabile per esempio al seguente linkhttp://www.nattostarter.com/nattostarter.php.
1177 Visionabile al link https://chrismasterjohnphd.com/…/the-ultimate-vitamin-k2-r…/.

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La mancata ricostruzione del nostro corpo

Quando si parla di rinnovamento del nostro corpo, ci viene in mente il ricambio cellulare, dovuto alla morte di cellule degradate, sostituite da nuove cellule. In verità la ricostruzione interessa la matrice extracellulare composta di fibre di collagene e da altre proteine.

Ricorderete che il nostro corpo ogni giorno è coinvolto in una fase catabolica ed una fase anabolica, azioni che prevedono la demolizione delle proteine fibrose della matrice e poi la loro ricostruzione.

Quindi è fondamentale, per mantenere efficiente la matrice extracellulare, in tutte le sue caratteristiche strutturali ed elastiche. A tale scopo esistono delle cellule definite fibroblaste, che nella fase di gel producono collagene e altre proteine per la ricostruzione delle fibre.

L'immagine può contenere: tazza di caffè

Al contrario nella fase di sol, le cellule producono metalloproteasi (enzimi) che demoliscono parte delle fibre della matrice, riportando gli aminoacidi all’interno della cellula.

Questo è un meccanismo assolutamente perfetto per mantenere in ottimo stato la matrice, fermo restando il mantenimento dell’equilibrio tra la fase catabolica e quella anabolica.

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Purtroppo l’alimentazione sbagliata dell’era moderna, l’inattività fisica e la carenza di micronutrienti, non permette tale equilibrio, causando al contrario una degradazione eccessiva della matrice.

Vediamone insieme i motivi.
Il consumo di carboidrati aumenta la ritenzione idrica dei tessuti, causando maggiori difficoltà all’organismo per raggiungere la fase di gel necessaria alla ricostruzione.

L'immagine può contenere: una o più persone e primo piano

Il problema è ampliato anche dalle scorie acide prodotte dalle cellule nel processo della glicolisi (produzione di energia dal glucosio), che aumentano l’acidità tissutale, inibendo la produzione di collagene dei fibroblasti.

La presenza di glucosio nella matrice (o nel sangue) aumenta la formazione degli Ages che si legano alle fibre di collagene, impedendo agli enzimi metalloproteasi di demolirle (non consentono il rinnovo delle fibre).

Risultati immagini per rinnovamento cellulare

Infine l’eccessiva produzione di radicali liberi, dovuta allo stress cellulare, agli Ages ed al glucosio, aumenta la degenerazione della matrice.

Esempio calzante: osservando la pelle dei marinai, noteremo l’invecchiamento precoce provocato dal sole, generatore dei radicali liberi. Un altro aspetto essenziale per la rigenerazione della matrice è la disponibilità dei mattoni necessari alla sua ricostruzione.

Risultati immagini per rinnovamento cellulare

La dieta moderna è povera di proteine, ma il nostro corpo ha bisogno di tutti gli aminoacidi per ricostruire la matrice.

Ricordiamo che il nostro organismo necessità di minimo 80 grammi di proteine al giorno (1 grammo chilo corporeo); assumendone di meno o di minor qualità le cellule interrompono il lavoro di ricostruzione, dando priorità alla produzione di ormoni e di enzimi.

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Al contrario, quando la mancanza di proteine è totale (basta non mangiare carne ad un solo pasto), le nostre cellule aumentano la fase catabolica, utilizzando la nostra matrice come un’enorme miniera di aminoacidi.

Tutto ciò ci dovrebbe far comprendere il valore dei consigli che ci inducono a non consumare carne più di tre volte la settimana.

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Un altro problema importante è l’assenza di micronutrienti (vitamine e sali minerali) che coadiuvano i processi chimici della fase anabolica, che purtroppo i nostri alimenti non posseggono più nelle giuste quantità.

Purtroppo per decenni, abbiamo subito un deficit ricostruttivo della matrice e questo, nel tempo, ha rappresentato una delle concause di malattie come l’osteoporosi, l’arteriosclerosi, l’artrite, l’artrosi e la sarcopenia, senza parlare delle rughe.

Vivere 120 Anni





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La stipsi, l’emorroidi ed i carboidrati insulinici

Le funzioni corporee dovrebbero essere l’ultimo dei nostri problemi.

Il corpo umano è stato progettato dall’evoluzione, in modo da non dipendere dalle nostre azioni volontarie, in una specie di automatismo. Difatti in genere, non pensiamo a quando dobbiamo mangiare, perché sarà il nostro corpo ad avvertirci tramite lo stimolo della fame.

Lo stesso vale per la sete, per il sonno e per eliminare le scorie dal nostro organismo. Certo non ci sforziamo per andare a fare pipì, perché è uno stimolo naturale che si presenta al momento giusto (quando la vescica è piena).

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Sarebbe per noi impossibile urinare se non avessimo lo stimolo. Anche la defecazione è un’azione naturale stimolata, quando serve, dal nostro corpo.

Ma al contrario, oggi la popolazione ha sempre più difficoltà nella defecazione (stipsi), sforzandosi nella funzione corporea, quando invece dovrebbe risultare la più naturale delle funzioni umane.

Nel regno animale non troverete mai degli animali che non riescono a defecare, anche perché se così fosse, senza lassativi morirebbero. Al contrario noi umani troviamo, piuttosto normale, soffrire di tale patologia. Siamo abituati a prendere lassativi, erbe miracolose o come suggeriscono i medici “di mangiare più fibre”.

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La domanda che ci dovremmo porre è la seguente:
Perché a volte le feci sono dure come sassi e abbiamo difficoltà ad espellerle?
Possibile che l’evoluzione non abbia trovato un modo per risolvere lo scomodo e banale problema?

Le risposte sono sempre le stesse: il consumo di carboidrati ha creato un problema nuovo che l’evoluzione non aveva previsto. Vi ricorderete che l’assunzione di amidi e zuccheri causa ritenzione idrica, dovuta al sale trattenuto dall’aldosterone (l’insulina lo utilizza per obbligare le cellule a prendere il glucosio).

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L’evoluzione non aveva previsto questa forte necessità di ritenzione idrica e quindi non ha predisposto dei campanelli di allarme (senso della sete) per stimolarci a bere più acqua.

Quando il sale finisce nel sangue e nella matrice extracellulare necessita di acqua e quindi non avendo bevuto, la trattiene dal chimo alimentare (nell’intestino cieco) durante la formazione delle feci, che ovviamente saranno meno idratate e più dure. Lo stesso effetto lo riscontriamo per l’urina, che risulterà meno abbondante e più gialla.

Al contrario un’alimentazione a base di proteine, grassi e vegetali, ci permetterà di ritornare a delle funzioni corporee regolari e naturali.

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Una delle conseguenze dirette della stipsi è la malattia emorroidaria, alla quale si aggiunge un altro fattore scatenante, ovvero l’infiammazione delle emorroidi (cuscinetto di tessuto vascolarizzato). Tale tessuto, ad alto contenuto di fibre elastiche, è anche molto ricco di capillari e la sua elasticità permette di assolvere il compito di tenere chiuso l’ano.

L’infiammazione di questo tessuto, aumenta esponenzialmente l’azione degenerante del passaggio delle feci dure, causando un’accelerazione della patologia emorroidaria.

Il motivo principale dell’infiammazione tissutale è il consumo di carboidrati (derivati da amidi e zuccheri) che tende ad influenzare maggiormente i tessuti molli del nostro corpo (infiammazione e ritenzione idrica).

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La disbiosi intestinale

Viene favorita da un’alimentazione poco equilibrata

dalla mancanza di attività fisica, dall’utilizzo di taluni farmaci (antibiotici, lassativi, anticoncezionali).

La flora batterica intestinale può alterarsi e provocare appunto la disbiosi intestinale, una vera e propria malattia, caratterizzata da alcuni sintomi ben definiti:
• cattiva digestione
• gonfiore
• stitichezza alternata a diarrea
• nervosismo e ansia
• stanchezza mattutina
• disturbi del sonno
• candidosi vaginale
• infezioni del cavo orale
• aerofagia ed eruttazioni fastidiose
• intolleranze alimentari.

Risultati immagini per disbiosi intestinale

Una dieta poco equilibrata, sia sotto il profilo qualitativo sia sotto l’aspetto della distribuzione dei pasti nel corso della giornata e delle modalità di assunzione, spesso eccessivamente rapida, è dannosa per l’intestino ed impedisce all’organismo di ottenere il giusto apporto calorico e nutritivo.

L’alimentazione scorretta risulta poi spesso associata ad uno stile di vita irregolare, che altera il ritmo sonno-veglia, con inevitabili ripercussioni negative sulla funzionalità intestinale.

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Un’ulteriore causa è costituita dall’assunzione di farmaci quali antibiotici, antinfiammatori, antinfluenzali, antidepressivi, anticoncezionali e ansiolitici che non solo accentuano l’espressione sintomatologica della disbiosi intestinale, ma ne sono anche la stessa fonte, a causa del danneggiamento dagli stessi indotto sulla flora batterica.

Quest’ultima può inoltre risultare danneggiata anche dall’azione locale dei metalli pesanti, quali l’alluminio, il mercurio, il piombo, che possono giungere nell’intestino attraverso la catena alimentare.

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L’alterazione dell’equilibrio qualitativo e quantitativo della flora batterica intestinale può rappresentare un cofattore importante nella manifestazione della stipsi e del cosiddetto colon irritabile (dato dall’alternarsi di periodi di stipsi a periodi colitici): alterazione dell’alvo, meteorismo (cioè gonfiori di pancia e senso di pesantezza), dolori addominali, cattiva digestione (dispepsia), alito cattivo, sfoghi cutanei.

Inoltre le conseguenze di carattere sistemico della disbiosi sono molteplici e assai importanti: diminuzione dell’attività immunitaria, dismetabolismi (aumento di colesterolo e trigliceridi, della glicemia e dell’uricemia), predisposizione alle infezioni, perdita di energia, cistiti ricorrenti, manifestazioni allergiche, aumento delle affezioni del cavo orale (tonsilliti, faringiti, tracheiti, bronchiti), difficoltà a perdere peso e perdita di capelli.

Risultati immagini per disbiosi intestinale

Pertanto la disbiosi intestinale è inquadrabile come una vera e propria condizione di malattia, invalidante la qualità di vita del soggetto che ne risulta affetto. Consiste in una specie di condizione di alterata ecologia della microflora che può sussistere a livello del cavo orale, del tratto gastroenterico e vaginale.

Forme principali Si possono distinguere cinque forme principali di disbiosi:

1. Disbiosi carenziale, conseguente ad un deficit di flora batterica intestinale, per lo più favorito da un’alimentazione povera di fibre solubili e/o ricca in alimenti precedentemente sottoposti a processi di sterilizzazione oppure conseguente a trattamenti con antibiotici.

2. Disbiosi putrefattiva, favorita da una dieta eccessivamente ricca in grassi e carni, povera in fibre; alcuni studi la collegano anche ai meccanismi patogenetici (cioè causali) di alcune forme tumorali, quali il cancro del colon e della mammella.

3. Disbiosi fermentativa, caratterizzata da una condizione di relativa intolleranza ai carboidrati, favorita da un’accentuata fermentazione batterica. Quest’ultima a sua volta indotta da una sovracrescita batterica a livello del piccolo intestino, dove sono più ricchi i substrati fermentabili.
Sintomi più tipici: gonfiore di pancia, flatulenza, diarrea alternata a stitichezza, sensazione di malessere.

4. Disbiosi da sensibilizzazione, causata da una risposta immune anomala a componenti della microflora batterica intestinale fisiologica, spesso legata ad un deficit di immunoglobuline (IgA) e/o ad una condizione di barriera immunitaria insufficiente.

5. Disbiosi da funghi (Candida intestinale e lieviti in eccesso), legata alla sovracrescita di saccaromiceti (funghi) o della Candida, favorita da una dieta ricca in zuccheri e povera in fibre.

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Sintomi prevalenti: diarrea o più di rado stipsi, prurito anale, astenia, talvolta sfoghi orticarioidi, cistiti ricorrenti abatteriche, funghi in altre sedi corporee (soprattutto a livello genitale) e associata spesso a specifiche intolleranze alimentari: lieviti, frumento, latte e derivati, birra.
Prof. Paolo Mainardi

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Il canutismo ed i carboidrati insulinici

Il problema dei capelli bianchi

non è considerato dalla medicina ufficiale un’incognita rilevante, giudicato piuttosto un normale inciampo dell’età che avanza.

Eppure dovremmo domandarci per quale motivo cinesi, giapponesi o africani non abbiano problemi di canutismo come li abbiamo noi “occidentali”, già a partire dalla quarta decade di vita.

Difatti pur non rappresentando un problema di salute vero e proprio, il canutismo può essere considerato un campanello di allarme della presenza eccessiva di cortisolo.

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Abbiamo visto nei capitoli precedenti il rapporto tra quantità eccessiva di tale ormone e l’incapacità dei melanociti di produrre melanina. Infatti l’ormone Acth (Adreno Cortico Tropic Hormone) o corticotropina viene utilizzato per stimolare le ghiandole surrenali a produrre cortisolo e non può quindi trasformarsi in Msh (di cui necessitano invece i melanociti).

Quindi il segreto per fermare la presenza di capelli bianchi è quella di abbassare la quantità di cortisolo prodotta ogni giorno.

Ciò significa affrontare la vita con più serenità, evitando fattori stressanti ed in particolare cambiare la propria alimentazione.

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Abbiamo più volte visto e sottolineato che l’alimentazione a base di amidi, promuove il cortisolo sia per i cali glicemici (dovuto all’attivazione dell’insulina) che per il fenomeno della disbiosi intestinale.

Inoltre molte delle malattie causate dalla dieta a base di zuccheri sono foriere della super produzione di cortisolo e di radicali liberi (altro elemento che promuove il canutismo).

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La vitamina D è un alleato importante per combattere il canutismo. Difatti essa promuove la produzione dei peptidi che compongono il Ponc (pro-oppiomelanocortina), necessario all’ipofisi (ghiandola del cervello) per produrre l’ormone Acth e quindi l’ormone Msh.

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Questa maggiore disponibilità, può essere utilizzata dai melanociti perché le ghiandole surrenali non sono state stimolate a produrre cortisolo (in assenza dell’evento stressorio). Tale effetto è molto più evidente quando prendiamo la tintarella:

anche in questo caso i melanociti producono melanina, finalizzata però all’abbronzamento della pelle.

Vivere 120 Anni

Rimedi: Alga Klamth, Multinatural, Klamin, DepurEssaic

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Intolleranze alimentari e allergie ed i carboidrati insulinici

Abbiamo visto che le patologie delle allergie e delle intolleranze alimentari sono in vorticoso aumento e più andiamo avanti con l’età, più ci accorgiamo di diventare intolleranti ad alcuni alimenti o addirittura siamo soggetti a crisi allergiche.

Più volte ci siamo sentiti dire che ciò dipende dal nostro sistema immunitario, che ad un certo punto diventa super attivo e reagisce ad un determinato alimento o allergene, creando una risposta infiammatoria eccessiva.

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Quante volte ci siamo riproposti di sottoporci ad esami di tipo diagnostico per comprendere quali alimenti sono per noi più reattivi, nella speranza poi, di eliminarli dalla nostra dieta e ripristinare il corretto funzionamento del nostro sistema immunitario?

Chi lo ha fatto si è sicuramente reso conto che i cibi, che per un periodo sono risultati più reattivi, una volta eliminati dalla dieta, sono diventati poi meno invasivi, mentre al contrario altri alimenti ai quali il nostro corpo era indifferente, diventano di colpo reattivi. Ciò accade perché il nostro sistema immunitario si sensibilizza in base alla quantità di proteine che il singolo alimento contiene. Quindi se si mangia più spesso un alimento, ben presto comparirà anche la risposta immunitaria alle proteine in esso contenute.

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A nulla servirà incominciare ad eliminare gli alimenti per noi più sensibili, se non ci porremmo l’obbiettivo invece di ripristinare l’equilibrio della flora batterica intestinale. È infatti proprio la disbiosi il motivo principale dell’insorgenza di tale patologia. Quindi, rimarchiamo ancora un volta che è l’introduzione di alimenti amidacei e di zuccheri la causa della patologia allergica e dell’intolleranza alimentare.

Abbiamo affrontato nel capito della disbiosi, come i carboidrati complessi (pane, pasta, pizza, riso, legumi e patate) inducono una maggiore produzione di batteri fermentativi, putrefattivi e della candida, i quali aggrediscono il bolo alimentare portando le proteine alla putrefazione. Vi ricorderete che l’istamina e le altre ammine biogene (putrescina, cadaverina, spermidina, spermina ect.) provengono dalla decarbossilazione delle proteine.

Il nostro corpo sarebbe in grado di degradare queste ammine utilizzando gli enzimi Dao, Mao e Pao presenti nell’intestino ma purtroppo la produzione di scorie acide, prodotte dai batteri fermentativi e dalla candida, inibiscono la produzione di questi enzimi. Inoltre con il fenomeno della permeabilità intestinale (Leaky Gut Syndrome) le particelle di istamina (e le altre ammine) giungono insieme alle proteine non scomposte direttamente nel torrente sanguigno.Risultati immagini per infiammazione istamina

L’istamina stimola la proliferazione dei linfociti Th2 (tramite il recettore H2), i quali tramite le interleuchine IL-3 ed IL-5 stimolano la produzione di eosinofili e mastociti che inizieranno la produzione di altra istamina e di acido arachidonico capace di promuovere altre sostanze infiammatorie (che causano l’infiammazione dei nostri tessuti).

Infine con la produzione della interleuchina IL-4 (prodotta dai linfociti Th2) inibisce la produzione dei linfociti Th1 (quelli che combattono i virus e le cellule tumorali) con un aumento della produzione dei linfociti Th2 (che combattono i batteri), aumentando ancora una volta la produzione di istamina.

La interleuchina IL-4 stimola i linfociti B alla produzione delle immunoglobuline IgE, che si legheranno agli eosinofili e ai mastociti, predisponendoci all’allergia. Se poi siamo di fronte a stimoli allergeni come acari (polvere), polline e graminacee, la massiccia presenza delle IgE causerà i classici sintomi della rinite allergica, come starnuti, aumento secrezione di muco, chiusura del dotto nasale, pruriti, eritemi cutanei.

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Inoltre l’aumentata presenza di batteri (disbiosi) causa una maggiore produzione di linfociti Th2 e di plasmacellule (linfociti B) presenti nella mucosa intestinale, incrementando l’effetto sopra descritto.

Solamente il ripristino delle condizione di omeostasi e quindi l’eliminazione di amidi e zuccheri, potranno riportarci ad un sistema immunitario non iperattivo associato sempre a Rimedi mirati e sicuri, oltre alla comprensione della cause manifeste spesso diverse da persona a persona.

Vivere 120 Anni, modificato Francesco Ciani