Tag dieta gaps

Asse intestino cervello

Come trascurare infine il legame tra vaccini ed epilessia? La stessa dottoressa Campbell denuncia come l’abitudine di vaccinare indiscriminatamente i bambini a prescindere da uno screening che verifichi l’eventuale presenza di alterazioni intestinali espone molti soggetti vaccinati al rischio di contrarre una serie di malattie più o meno gravi.
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Dermatite eczema psoriasi rosacea micosi della pelle e delle unghie

L’articolo Gluten intolerance and skin diseases conferma l’accumularsi di prove scientifiche relative al legame tra malattie autoimmuni, psoriasi, dermatiti e le due condizioni di intolleranza al glutine (celiachia e sensibilità al glutine non celiaca), come conferma lo studio di un’équipe italiana descritto nell’articolo Cutaneous Manifestations of Non-Celiac Gluten Sensitivity: Clinical Hystological and Immunopathological Features .
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Sclerosi multipla

Sia la dottoressa Campbell che la dottoressa Wahls (autrice di The Wahls protocol) propongono nei propri libri di affrontare la sclerosi multipla con una dieta paleolitica che serve a correggere la disbiosi; la dottoressa Campbell suggerisce anche di assumere cibi ricchi di vitamina D tra i quali l’olio di fegato di merluzzo.
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Iperattività

È vero che la dottoressa Campbell afferma che il suo metodo GAPS funziona ottimamente con i bambini più piccoli (da cui l’importanza di una diagnosi precoce) e più difficilmente con quelli più grandi, ma è pur vero che il protocollo messo a punto da Kerri Rivera, che si affianca ad un protocollo antiparassitario, ha dimostrato di dare ottimi risultati anche con ragazzi più grandi (persino di 30 anni).
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Un uovo al giorno toglie i pregiudizi di torno

Il fegato sintetizza infatti circa di 1-2 g al giorno mentre l’organismo ne assume con la dieta 200-500 mg, (In occidente la media è circa 340 mg per l’uomo e 220 mg per la donna).Di quello endogeno (cioè prodotto dal fegato), una parte di quello in eccesso viene eliminata dal fegato stesso, cosicché la percentuale esogena (cioè proveniente dall'alimentazione) può arrivare al massimo al 20% sul totale.Solo se si mangia “malissimo” si arriva al 20%. Realisticamente quello alimentare è il 10%.
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Contrordine

Limitare l'assunzione di grassi non migliora la salute delle persone, che invece potrebbero trarre benefici se venisse ridotto l'apporto dei carboidrati al di sotto del 60 per cento dell'energia totale, e aumentando l'assunzione di grassi totali fino al 35 per cento”, ha detto Mahshid Dehghan, ricercatrice del Population Health Research Institute della McMaster University, e tra gli autori dell'analisi.
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