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Ciclo Mestruale

Asse Intestino – Ciclo Mestruale 

“Ci piace molto dare la colpa agli altri, ma non è sempre così. Molte sono le patologie la cui incidenza sta aumentando l’autismo è passato da 1 su 10000 a 1 su 63, così le patologie autoimmuni e la celiachia.

Alla base c’è un indebolimento dell’intestino. L’intestino è fondamentale per la fertilità della donna, se debole, la Natura mette dei blocchi, che ci divertiamo a forzare senza risolverli. Durante la gravidanza l’intestino si stravolge, alcuni pensano sia per il carico nutrizionale maggiore, ma i processi infiammatori sono responsabili della formazione del feto, ben diverso lo sforzo.

Se durante la gravidanza cade in una infiammazione cronica, in quel periodo costruisce MALE, microscopici difetti, che diventano centri di vulnerabilità. Inoltre le donne oggi cercano la prima gravidanza più avanti negli anni, dopo un maggior numero di cicli mestruali, che logorano l’intestino in quanto ciclicamente la donna DEVE abbassare la risposta immunitaria per evitare che gli anticorpi attacchino un eventuale feto.

Lo fa producendo una disbiosi che demolisce il triptofano, a cui corrisponde una riduzione, anche, della serotonina cerebrale, con i ben noti sintomi della sindrome premestruale. L’intestino della donna è come una molla e può rimanere snervato: più disbiotico e più infiammato, l’infiammazione riduce la capacità di recuperare il Fe dai macrofagi che l’hanno recuperato dai globuli rossi morti.

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Per questo le donne hanno maggior incidenza di bassi livello plasmatico di Fe, e allora, noi furbacchioni, l’aggiungiamo, ma questo infiamma ancora di più l’intestino e riduce ancora di più i livelli di Fe, allora ne aggiungiamo di più…

Non rispettiamo nemmeno l’intestino della donna in gravidanza, gli diamo il Fe, danneggiando l’intestino della donna e la sua capacità a costruire un figlio sano. Poi, non sazi, lo diamo anche al neonato, in un intestino ancora debole, senza pensare che se nel colostro non c’è, un motivo Ci sarà!!!.

Poi una bella sberla di vaccini, prima possibile, in modo che distrugga bene un intestino che si sta formando, presto…prima che sia troppo forte per gestirli senza danno.

Poi basta indirizzare le persone contro i metalli, pesticidi, l’ambiente (con questo vorrei anch’io un ambiente più sano).

Così anche la celiachia aumenta in quanto aumentano gli intestini deboli. Si immagini di dover sollevare 150 kg, si farebbe male? penso di si. E’ colpa dei 150 kg? penso di no, un sollevatori di pesi non ha problemi.

Se si fa male è colpa della sua debolezza, se il suo intestino è forte non teme metalli, pesticidi, …ne cibo di alcun genere, purché non sia un veleno che ci ammazza per motivi specifici.

Noi siamo fatti per essere continuamente danneggiati dall’ambiente, ma siamo capaci, se sani, di riparare continuamente i danni (non proteggerci, riparare), abbiamo per ogni nostra cellula 10 operai specializzati e infiniti pezzi di ricambio (le staminali).

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Se indeboliamo l’intestino sostituiamo i bravi operai con fannulloni incapaci di ripararci e allora, solo allora, ci ammaliamo.

Chi siamo in realtà all’interno del macrobiota Intestinale? Batteri anaerobici che popolavano la Terra 3,5 miliardi di anni fa, l’uomo è sulla Terra da 0,5 milioni di anni. In seguito alla catastrofe dell’ossigeno alcuni di questi batteri hanno cercato rifugio INVENTANDOSI sistemi digerenti anaerobici.

Sono 10 volte le nostre cellule!!! ci danno 4 milioni di unità geniche, le nostre SOLE 24000!!! Siamo maggiormente caratterizzati dal DNA dei nostri microbi che da quello delle nostre cellule!!!

Quindi pensiamo di essere SOLO il carapace di una tartaruga, ci sforziamo di curarlo lasciando morire di fame la tartaruga, ma se le diamo da mangiare, essa penserà a mantenere sano anche il carapace.

Prof. Paolo Mainardi

 

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Il Fisiologico benessere del ciclo mestruale

Lampone – Specie: Rubus idaeus L. Famiglia: Rosaceae – Droga: gemme
Pianta sarmentosa, spinosa, spontanea nelle montagne, coltivata per i frutti aciduli e ricchi di sostanze benefiche. Le foglie contengono tannini, antociani, mucillagini e sono impiegate in tisane antinfiammatorie e astringenti. Il macerato glicerico dei giovani getti in gemmoterapia, è indicato nella disfunzionalità e nei disturbi correlati alla sfera genitale femminile.
L’azione è ascrivibile a principi attivi miorilassanti. Il macerato trova impiego sia nei disturbi leggeri e i malesseri collegati al ciclo mestruale, sia nei casi di disfunzione ed irregolarità del ciclo (dismenorrea, amenorrea), nonchè nella fase puberale, oltre a regolare la funzione delle gonadi in pre-menopausa e menopausa, rendendo il passaggio meno drammatico. A fianco alla sintomatologia organica, anche lo stato psichico femminile connesso con questa funzione, è positivamente influenzato dal lampone.
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Frassino – Specie: Fraxinus excelsior L. – Famiglia: Oleaceae – Droga: gemme
Le foglie e la corteccia di questo pregiato albero delle foreste continentali, sono da secoli usate come tisana diuretica, antireumatica, antigottosa. Il gemmoderivato mantiene un’azione preminente come rimedio drenante delle vie urinarie, indicato per gotta e artrite gottosa.
Ma sempre secondo il medesimo principio di drenaggio e svuotamento degli organi cavi dell’apparato urogenitale, espleta un’azione emmenagoga e regolarizzante. Secondo alcuni testi anche fibromi e cisti ovariche, possono essere trattate con questo gemmoderivato, il quale possiede anche un’azione contro le angosce che possono essere legate ad uno stato dismenorroico.
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Erica – Specie: Calluna vulgaris L. Famiglia: Ericaeae – Droga: gemme
L’erica o brugo, è un arbusto nano che popola i suoli poveri e acidi formando la caratteristica brughiera. Contiene arbutina, glucoside molto attivo sul sistema urinario sia come stimolante della diuresi che come
antisettico delle vie urinarie. Ugualmente il gemmoderivato ha un’azione preminente di tipo antisettica e può risultare importante nelle dismenorree con componente infiammatoria.
Segale – Specie: Secale cereale L. Famiglia: Graminacee – Droga: gemme
La segale è un cereale fra i più antichi coltivato nelle montagne di tutta Europa e dell’Asia, i grani sono ricchi di vitamine del gruppo B, niacina, acido pantotenico ed altre e contiene inoltre, minerali ed oligoelementi. In gemmoterapia, si usano le giovani radici nascenti dal seme che fungono da regolarizzatori a livello intestinale, epatico e ormonale.
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Ribes Nero – Specie: Ribes nigrum L. Famiglia: Sassifragaceae – Droga: gemme
Il ribes nero è un arbusto spontaneo nei boschi dell’Europa continentale ma si ritiene di origine del massiccio dell’Atlante, introdotto in Europa dagli Arabi. Il ribes contiene sostanze attive praticamente in tutte le sue parti: acidi fenolici, flavonoidi e tannini sulle foglie, vitamina C e acido salicilico su foglie e frutti, acidi grassi essenziali nell’olio dei semi. In gemmoterapia le gemme fresche macerate in soluzione idroalcolglicerica, agiscono sulle ghiandole surrenali stimolandole al rilascio di sostanze antinfiammatorie, importanti nei casi di infiammazioni a livello pelvico causa di dolori e spasmi.
BIBLIOGRAFIA (by ErbeNobili®)
1. J. Gruenwald J., T. Brendler, C. Janicke, PDR for Herbal Medicines, II edizione, Montvale;Medical Economics Company, 2000. 2. M. Rombi, 100 Plantes medicinales, Ed. Romart, Nizza 1991. 3. V. Schulz, R. Hansel, V.E. Tyler, Rational phytotherapy – A physician guide to herbal medicine, IV edizione, Springer, Berlino 2001. 4. J. Van Hellemont, Compendium de Phytotherapie, Association Pharmaceutique belge, Bruxelles 1986. 5. Coccolo M.F. La gemmoterapia – curarsi con l’energia vitale delle piante. Xenia Editrice, 2003 Milano. 6. Mearelli F., Sgrignani M. Terapia moderna con tinture madri, gemmoderivati ed oligoelementi. Ed. Planta Medica. San Giustino 1992. 7. Duo E. La gemmoterapia – come curarsi e sentirsi in forma con l’uso de germogli. De Vecchi Editore, 1999. Milano. 8. Campanini E. Manuale pratico di gemmoterapia. Ed. Tecniche Nuove. Settimo Milanese, 2000.
 

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Il Succo di Barbabietola

Questo è uno dei succhi più validi per aiutare la ricostruzione dei globuli rossi e tonificare il sangue in genere. Soprattutto le donne ne traggono benefici bevendone almeno ½ l al giorno, combinandolo con succo di carota.
La proporzione può variare da 88 a 236 ml di succo di barbabietola, utilizzando radici e sommità, in 470 ml di succo miscelato, tra carota e barbabietola. Se assunto da solo, il succo di barbabietola, in quantità maggiori di un calice da vino e tutto in una volta, può avere effetti depurativi e provocare vertigini e nausea.
Si tratta della reazione all’effetto purificante sul fegato e potrebbe anche risultare spiacevole. L’esperienza insegna che è meglio assumere un po’ meno succo di barbabietola e più succo di carota all’inizio fino a che non si riesce a tollerare l’effetto depurativo – poi si possono aumentare le proporzioni di succo di barbabietola gradualmente. Un bicchiere con 170-240 ml di succo due volte al giorno è solitamente considerato sufficiente.
Per i disturbi mestruali il succo di barbabietola si è rivelato molto utile, in particolar modo quando, durante il ciclo, viene utilizzato in piccole quantità, non più di un calice da vino alla volta (dai 60 ai 90 ml) due o tre volte al giorno.
L'immagine può contenere: cibo
Durante la menopausa questa procedura si è dimostrata utile e in maniera molto più definitiva rispetto ai farmaci o agli ormoni sintetici che portano con sé effetti degenerativi. È infatti noto come qualsiasi farmaco o sostanza chimica sintetica e inorganica non possa che avere un effetto temporaneo nell’alleviare i sintomi;
chi assume tali farmaci od ormoni sintetici rischia poi di stare male nel momento in cui il corpo e la natura stessa uniranno i loro sforzi per eliminare queste sostanze inorganiche dal corpo. Ogni farmaco che promette di alleviare o curare in maniera definitiva qualsiasi condizione patologica del corpo, non potrà che causare, più in là nel tempo, altri problemi, forse addirittura più gravi.
Ad avere problemi nel lungo periodo sarà chi assume i farmaci, non chi li pubblicizza o li prescrive. Detto questo, voglio aggiungere che la natura ci ha messo a disposizione i mezzi necessari per ottenere salute, energia, vigore e vitalità.
Ci ha anche fornito, a livelli più o meno elevati, l’intelligenza con la quale possiamo portare avanti la nostra ricerca della conoscenza. Se noi usiamo la nostra intelligenza, la natura ci sorride.
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Se non la usiamo, la natura resterà a guardare con infinita pazienza e compassione chiedendosi perché mai ciò che lei stessa ha creato debba buttarsi via così malamente. Malgrado il contenuto di ferro della barbabietola rossa non sia elevato, qualità degli elementi contenuti nella barbabietola è riferita al fatto che per oltre il 50% è costituita da sodio, mentre il contenuto di calcio è pari a circa il 5%.
Si tratta di un’ottima proporzione per mantenere la solubilità del calcio soprattutto quando, in conseguenza del consumo di cibo cotto, il calcio inorganico tende ad accumularsi nell’organismo e a formare depositi all’interno dei vasi sanguigni che provocano l’indurimento delle pareti come nel caso delle vene varicose, delle arterie sclerotizzate, dell’addensamento del sangue che poi portano ad aumento della pressione sanguigna e ad altre forme di disturbi cardiaci.
Il contenuto di potassio, pari al 20%, fornisce il nutrimento generale utile a tutte le funzioni fisiologiche del corpo, mentre l’8% di cloro ha un ottimo effetto depurativo per il fegato, i reni e la cistifellea e stimola l’attività del sistema linfatico.
La miscela di succo di carota e barbabietola fornisce una buona percentuale di fosforo e zolfo da una parte e di potassio e altri elementi alcalini dall’altra, che, insieme all’elevato contenuto di vitamina A, completano quello che è probabilmente il mix migliore per la formazione delle cellule del sangue e in particolar modo dei globuli rossi.
I Succhi di Carota, Barbabietola e Cocco
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Aggiungendo un po’ di latte di cocco estratto dalla polpa fresca al succo di carota e barbabietola, si ottiene un alimento che, oltre alle proprietà di ricostituzione dell’organismo, esplica anche altre funzioni, come la depurazione dei reni e della cistifellea. Se preparata in modo corretto, questa miscela contiene elementi alcalini quali potassio, sodio, calcio, magnesio e ferro in abbondanza e altri elementi quali fosforo, zolfo, silicio e cloro in elevate ed equilibrate proporzioni.
Dottor Norman W. Walker

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Salvia officinale

Olio Essenziale Salvia officinale (Salvia officinalis)
Favorisce il benessere femminile e sudorifero
Modo d’uso:
1-2 cucchiaini di foglie secche per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare.
Dose:
massima 3 tazze al giorno. Salvia si trova anche sotto forma di TM, 10-40 gocce in poca acqua 2-4 volte al giorno. Disponibile anche come OE 2-4 gocce 3 volte al giorno su una zolletta di zucchero oppure diluita con olio d’oliva o mandorle dolci spalmata direttamente sulla parte da trattare (anche alcune gocce sull’ombelico).
Meglio:
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Essenza Spagyrica o MicroDose. Salvia stimola il metabolismo, rigenera il sangue ed i tessuti. Trova il suo utilizzo nelle sudorazioni eccessive delle mani e delle ascelle soprattutto con i pazienti reumatici e convalescenti indeboliti da lunghe malattie ed astenie, si usa anche per sudorazioni notturne dei tubercolotici.
Per piccoli tagli e sbucciature premere sulla ferita la foglia di salvia. Salvia rilassa la muscolatura liscia dell’apparato digerente e si usa anche come antispastico digestivo. Recenti studi hanno dimostrato che la salvia abbassa il livello della glicemia nei diabetici dopo aver bevuto l’infuso a stomaco vuoto.  Infuso nel vino si usa per gargarismo nel caso di stomatite, afte, gengivite, faringite, laringite e tonsillite.
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Salvia ha effetto emmenagogo e favorisce la comparsa delle mestruazioni. Salvia è ricca si fitoestrogeni, favorisce il concepimento, e si consiglia per amenorrea e dismenorrea, sterilità femminile e disturbi della menopausa per prolungare le mestruazioni, per vampate e come apporto ormonale nelle cure preventive dell’osteoporosi.
Salvia è considerata un’erba sicura, ma si raccomanda di non superare il dosaggio indicato, in alte quantità può causare seri disturbi, come convulsioni. Si sconsiglia di usarla per usi interni pura.
Salvia è usata per dare forza all’organismo, digestione difficile, vertigini, asma e bronchite, linfatismo e scrofulosi, per far cessare la lattazione.
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Antinfiammatoria. Indicata nell’infermità, tremori, paralisi, contro i polipi della vescica. Eccitante nervino e cortico-surrenale, epatismo, affezioni polmonari, pleuriche, equilibratore del vago-simpatico, affezioni nervose, come tremori, paralisi, apoplessia, febbri intermittenti, diarree dei tubercolotici e lattanti.
Aumenta la pressione arteriosa, alcune scuole attribuiscono attività anticancerogena, per uso esterno irrigazioni nella leucorrea, gargarismi per afte, stomatite, angina, laringite, nevralgie dentarie, piaghe atone, ulcere, dermatosi, alopecia, Per bambini utilizzare per assorbimento cutaneo.
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Si possono fare i bagni con aggiunta dell’infuso forte di salvia per debolezza infantile, rachitismo e scrofolosi. Si sconsiglia l’uso della salvia in soggetti pletorici e ipertesi.
Disponibili come OE – Essenza Spagyrica, MicroDose e in fiale monodose in abbinamento con Mg+Cu+Zn+Mn (Oligranuli) per il trattamento degli stati infettivi.
Azioni:
Antivirale, antibatterico specifici ( gram+, Staphylococcus aureus, Streptococco)
Infezioni (cavo orofaringeo) (AZIONE ELETTIVA)
Infiammazione (cavo orale) (AZIONE ELETTIVA)
Laringite (AZIONE ELETTIVA)
Anti-fungine (Candida albicans)
Potente antivirale
Allatamento (antigolattologo) (AZIONE ELETTIVA)
È un valido disintossicante epatico
Antiacido (antisecretivo gastricoparasinpaticolitico)
Afrodisiaco
Espettorante, mucolitico
Lipolitico (facilita l’eliminazione dei grassi), anti-cellulite
Colagogo e coleretico (stimola secrezione di bile e secrezioni pancreatiche, ipercolesterolemia moderata)
Emmenagogo e imita gli estrogeni
(regola i cicli mestruali e alleviare i problemi legati ai cicli e la menopausa) (AZIONE ELETTIVA)
Pelle di guarigione, previene la sudorazione e vampate di calore, diminuzione delle secrezioni salivari
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Indicazioni :
Influenza, bronchite, sinusite
Meningite virale, neurite virale, l’herpes labialis
Enterite virale, insufficienza biliare
Irregolare e / o ciclo mestruale dolorose premenopausa
Cicatrici, cheloidi, problemi di guarigione, infezioni e problemi della pelle, sudorazione eccessiva, cellulite
Uso esterno :
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In sinergie localizzate con altri oli per applicazioni di cura della pelle
In alcune gocce di attrito, in sinergia con altri oli essenziali, al basso addome e schiena per i disturbi legati al ciclo mestruale
In qualche goccia di attrito, in sinergia con altri oli essenziali sul torace e parte superiore della schiena per aiutare a prevenire e combattere contro le infezioni ORL
Aromatica, antisettica, astringente, spasmolitica, antiidrotica, mucolitica, estrogenica, galattofuga. Cicatrizzante (U.E.).
Indicazioni:
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Infiammazioni della bocca, lingua o gola (in gargarismo o sciacquo), dispepsia flatulenta, faringiti, infiammazioni dell’ugola, stomatiti, gengiviti, glossiti, sia per uso interno che in gargarismo, pennellature o sciacquo, afte, galattorrea.
Assunta internamente riduce la sudorazione e il flusso del latte. In compresse esterne (impacchi) coadiuva la guarigione delle ferite; in ulcere che tardano a formare il tessuto di granulazione giova qualche goccia del succo fresco.
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Fitoterapia italo-francese:
T.M.: 30 gocce 3 volte al dì dopo i pasti.
O.E.: 3-5 gocce 2-3 volte al dì. Soluzione al 10% in olio di Mandorle dolci per frizioni.
Succo: un cucchiaio 3 volte al dì.
Consigli: Molto utile nel periodo della menopausa, se si presentano problemi di secchezza vaginale e di inappetenza sessuale, così come in caso di caldane.
Avvertenze e controindicazioni:
dell’Olio Essenziale puro: Può concorrere nel favorire il concepimento. Evitare in gravidanza; in questo caso dosi intense possono divenire concausa d’aborto. Riduce la produzione di latte fino ad arrestarla, senza interferire nello svezzamento del neonato. Riduce la produzione delle ghiandole sudoripare; utile in maniluvi e pediluvi.
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Controindicata nei soggetti pletorici, ipertesi. Per essere usato con grande cautela a causa del suo contenuto di tujone, sostanza neurotossica e abortiva.
Vietato per le donne incinte ei bambini, le persone con epilessia, ipertensione o molto malati.
Uso limitato nel tempo, soprattutto se è per uso interno. Uso interno solo sotto controllo medico.
Attenzione: da non confonderla con la salvia divinorum, allucinogena, pianta da evitare assolutamente.
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PIANTE AD AZIONE FITOESTROGENICA E ANTIANDROGENA
In virtù della loro azione estrogenica alcune piante si dimostrano efficaci nell’impiego terapeutico per le turbe legate a un’insufficienza ovarica, per sindromi deficitarie dopo isterectomia e ovariectomia,
per turbe mestruali della pubertà e per alcune manifestazioni fastidiose che caratterizzano la manifestazioni funzionali della menopausa come vampate di calore, turbe dell’umore, secchezza della mucosa vaginale, ecc. e per la sindrome premestruale.
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Alcuni inconvenienti, come per es. le vampate, hanno una stretta relazione con l’ormone ipofisario; altri invece, come prurito, infiammazione pelvica e secchezza vaginale, sono relativi alla caduta del tasso ematico di estrogeni e possono migliorare con l’utilizzo di queste piante.
In questi casi la fitoterapia rappresenta una terapia attiva e/o complementare alla terapia ormonale classica.
Le piante estrogeniche e progesterone-like sono:
Angelica, Aletris, Erba medica, Salvia, Luppolo, Ginseng, Alchemilla, Verbena, Salsapariglia, Soia, Cimicifuga; l’Ortica ha azione antiandrogena e la Cimicifuga è attiva sulla secrezione dell’ormone ipofisario.
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L’Agnocasto aumenta la produzione dell’ormone luteinizzante, inibisce il rilascio dell’ormone che stimola il follicolo, portando ad uno spostamento del rapporto a favore degli estrogeni rispetto ai gestageni, producendo effetti ormonali utilizzati contro disturbi connessi alla menopausa;
inoltre, sperimentalmente, inibisce la secrezione della prolattina, risultando efficace sia nella sindrome premestruale che nella iperprolattinemia.
Tratto da: Enrica Campanini “Dizionario di fitoterapia e piante medicinali”; A.Y. Leung & S. Foster “Enciclopedia delle piante medicinali”; Fabio Firenzuoli “Le 100 erbe della salute

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Artemisia (Artemisia vulgaris)

Parti usate: sommità fiorite, radici, foglie.
Ricca d’olio volatile, lattoni sesquiterpenici, flavonoidi, derivati cuminarici e triterpeni.

Altri nomi volgari dell’Artemisia sono: canapaccia, amarella, assenzio di siepe.
Ha proprietà emmenagoghe, sedative, antispasmodiche, vermifughe, toniche, aperitive e digestive. Si usa tutta la parte aerea della pianta.

Questa pianta può essere utile come coadiuvante nelle mestruazioni difficili e dolorose, nelle convulsioni, nei turbamenti nervosi uterini, nell’epilessia e nella menopausa precoce.

Modalità d’uso: sommità fiorite un cucchiaio da tè per una tazza d’acqua bollente, coprire, lasciare a riposo per 15 minuti, filtrare, dose: tre tazze al giorno tra i pasti.

Radice: 50 g di radice polverizzata in 50 g di miele, quattro cucchiai da caffè al giorno.

Per preparare il vino d’artemisia, fare macerare 60 g di pianta in un litro di vino rosso. (per amenorrea delle clorotiche), mezzo bicchiere prima dei pasti principali.

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Il cataplasma: foglie e sommità fiorite sul basse ventre (scaldate a vapore) accelera il flusso e facilita l’espulsione dei grumi con le mestruazioni dolorose.

Infuso, in parti uguali artemisia e borsa del pastore, mischiare, calma le mestruazioni dolorose ed abbondanti. (Un cucchiaio da tè per una tazza d’acqua bollente, tre tazze al giorno). Rispettare il dosaggio consigliato, in dosaggi elevati può causare intossicazioni, insonnia, incubi notturni, convulsioni, vomito.

Controindicazioni: stati ipocloridrici, allergie alla pianta, da non assumere durante la gravidanza.

Proprietà: favorisce le regole “il ciclo mestruale”, calma i dolori mestruali, per vertigini e lipotimia, epilessia, dispepsia atonica, astenie, (neuroastenia), è utilizzata nel trattamento della colite, diarree, dispepsie e cattivo assorbimento degli alimenti.

Come calmante: calma i dolori ed i crampi intestinali.

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Combatte la pigrizia del fegato e della vescica biliare, aumenta il flusso biliare, aiuta ad assimilare ed utilizzare gli alimenti, vermifugo per ascaridi, ossiuri, tenia (in dosaggio elevato 10-20 gocce ogni 2 ore per uso orale, inoltre 3-4 gocce sull’ombelico e pancia 2-3 volte al giorno).

Considerata come stimolante uterino, si consiglia per prevenzione dell’aborto e per ridurre o arrestare il sanguinamento mestruale.

Previene il mal d’auto, mal di mare e d’aria, così come Menta e Limone. Trova il suo utilizzo anche nella depressione e tristezza.

Aumenta le autodifese e la prevenzione delle malattie, agisce in sinergismo con i rimedi antitumorali.

Disponibile sottoforma di OE, MicroDosi, anche sottoforma di capsule, di TM 30-40 gocce al giorno, 30 minuti prima del pasto con poca acqua o infuso di menta.

Favorisce il benessere del sistema riproduttivo femminile

Olio Essenziale:

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Artemisia dracunculus, famiglia Asteraceae. estrazione: Olio Essenziale.parti aeree fiorite.

Note Bibliografiche:

Altri nomi volgari dell’Artemisia sono: canapaccia, amarella, assenzio di siepe.

Ha proprietà emmenagoghe, sedative, antispasmodiche, vermifughe, toniche, aperitive e digestive. Si usa tutta la parte aerea della pianta.

Questa pianta può essere utile come coadiuvante nelle mestruazioni difficili e dolorose, nelle convulsioni, nei turbamenti nervosi uterini, nell’epilessia e nella menopausa precoce.

Azione terapeutica :

  • Allergie respiratorie (febbre da fieno… )
  • Problemi digestivi , ginecologici
  • Dolori reumatico
  • Amaro – tonica, digestiva. Antiparassitaria, antielmintica.
  • Tonico- nervina, agitazioni nervose.
  • Antispastica, antiepilettica. Emmenagoga ” di aiuto nel produrre il flusso mestruale”.
  • Amenorrea, dismenorrea, per favorire il parto.
  • Atonia digestiva, dispepsia, coliche, anoressia, vomito.
  • Diarrea, parassitosi intestinale.
  • Ascessi, infezioni, infiammazioni, astenia.
  • Spasmi, convulsioni, reumatismi. Nevralgia, otalgia.

Utilizzo in microdose di olio Essenziale

  • È un notevole antispasmodico neuromuscolare.
  • Calma le tensioni, l’ansia e i suoi sintomi, in particolare la spasmofilia.
  • Lenisce anche i dolori causati dallo stress.
  • È un eccellente antiallergico, svolge la sua azione attraverso il fegato.
  • Agisce sull’insieme delle reazioni allergiche, soprattutto sui sintomi respiratori.
  • Favorisce l’appetito e la digestione, combatte la fermentazione (gonfiori cd eruttazioni) e aiuta a espellere i gas intestinali.
  • È l’olio essenziale del singhiozzo.
  • Stimola l’attività del fegato e della digestione.
  • Possiede proprietà tonificanti per la mente e stimola la positività,
  • Antidolorifico con proprietà antinfiammatorie. Fa cessare gli spasmi e, di conseguenza, è utilizzato contro i reumatismi.
  • Utile contro gli sforzi fisici o per i massaggi sportivi.
  • Ha un buon tasso di penetrazione: passa facilmente attraverso il sangue e raggiunge la massa muscolare profonda e la sinovia (nelle articolazioni), dove svolge una funzione fortemente antispasmodica.
  • Antispasmodico (nervoso e muscolare) potente, è l’olio essenziale amico degli spasmofili.
  • Calma le nausee della donna incinta.
  • Combatte le contrazioni e i crampi muscolari, efficace contro i dolori me­struali.
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Partenio (Tanacetum parthenium)

Ascorbato di sodio

Oppure (Chrysanthemum Parthenium)

Trova utilizzo nel trattamento dell’emicrania.

La pianta fin dall’antichità veniva impiegata per alleviare i dolori mestruali.

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I più importanti principi attivi sono i lattoni sesquiterpenici di cui il principale è partenolide, i cui effetti biologici sono i seguenti:

a) riduzione della eccitabilità della muscolatura liscia (vasocostrizione) in presenza dei mediatori dell’infiammazione;

b) inibizione della sintesi delle prostaglandine;

c) riduzione della esocitosi;

d) interazione con le vie di sintesi e di ricezione della serotonina.

Gli studi clinici condotti sull’impiego del partenio riguardano principalmente l’attività terapeutica nell’emicrania. Un importante studio sulla prevenzione dell’emicrania ha dimostrato la riduzione della frequenza degli attacchi e della loro intensità.

Coadiuvante tradizionale per la prevenzione delle cefalee e delle emicranie e la prevenzione delle mestruazioni dolorose. Sono inoltre stati individuati monoterpenici, flavonoidi e poliacetileni.

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Caulophyllum Thalictroides

Pianta selvaggia che cresce in tutti gli Stati Uniti, predilige terreni freschi e umidi.

Parti utilizzate: radici e rizoma.

Applicazione: dismenorrea, dolori del parto, mestruazioni irregolari, coliche e infiammazioni uterine, crampi muscolari, tosse nervosa, dolori reumatici, reumatismo gottoso, epilessia.

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Le squaws Cheyenne raccoglievano la pianta e la conservavano

Per impedire: gli spasmi delle mestruazioni, favorirne il giusto flusso e lenire i dolori del parto. Queste applicazioni empiriche indiane trovarono conferma dalle osservazioni fatte da medici direttamente sul campo.

Per ottenere un evidente beneficio si consiglia l’uso: del Caulophyllum 3-4 settimane prima del parto. Esso avverrà senza troppi dolori e velocemente.

Recentemente si è constatata l’azione: calmante della droga su soggetti epilettici, le crisi diventano meno violente e meno frequenti, l’epilettico si sente più tranquillo e sereno e può svolgere una vita meno stressante.

Posologia: per infusione in acqua bollente un cucchiaio colmo in un quarto di litro, far riposare 15 minuti e bere tre tazze al giorno.

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Estratto biochelato: 30-40 gocce giornaliere divise in due volte, mattino e sera.

Controindicazioni: sofferenti d’ipertensione, disturbi cardiaci, diabete, primo trimestre della gravidanza. Effetti collaterali sconosciuti.