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La riduzione di calorie

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Da sessant’anni a questa parte gli esperimenti di laboratorio hanno confermato che il sistema principale per preservare la salute, prolungare la vita e rallentare il processo d’invecchiamento è la riduzione delle calorie.

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Questa riduzione consiste nel diminuire l’apporto calorico complessivo limitando il consumo di cibo a quel tanto che basta per evitare la malnutrizione. È risaputo che la riduzione delle calorie modifica l’espressione di centinaia di migliaia di geni.

Alcuni di essi sono legati alla longevità, altri intervengono nel metabolismo, nello sviluppo delle cellule, nella riproduzione, nelle reazioni immunitarie e in altri importanti processi biologici.

calorie alimenti

Tali effetti sono stati osservati in un’ampia varietà di specie, dai vermi e lieviti ai roditori e pesci, e i riscontri scientifici suggeriscono che la riduzione delle calorie ha effetti analoghi sulla durata della vita umana.(2)

Ma nonostante la sua semplicità e i suoi meriti comprovati, la riduzione delle calorie rimane una strategia che ben poche persone sono disposte ad adottare. La buona notizia è che una dieta ad alto contenuto di grassi, con un apporto moderato di proteine e un basso apporto di carboidrati ti consente di ottenere i benefici della riduzione calorica senza subire privazioni e senza incontrare difficoltà.

Risultati immagini per riduzione di calorie

Di recente la comunità scientifica ha iniziato a rilevare che gli effetti benefici della riduzione calorica non sono dati dalla diminuzione dell’apporto calorico complessivo.

Gli ultimi studi suggeriscono che probabilmente questi effetti si devono alla riduzione delle proteine e specialmente alla limitazione della metionina, un aminoacido che si trova in alte concentrazioni nella carne.(3)

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Chiariamo però che la metionina non va eliminata completamente, perché è un donatore metilico per uno degli antiossidanti più importanti del corpo, il glutatione. Quindi è sufficiente limitarla.

2 M. I. Frisard et al., “Effect of 6-Month Calorie Restriction on Biomarkers of Longevity, Metabolic Adaptation, and Oxidative Stress in Overweight Individuals: A Randomized Controlled Trial,” http://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/1108368.
3 M. E. Levine et al., “Low Protein Intake Is Associated with a Major Reduction in IGF-1, Cancer, and Overall Mortality in the 65 and Younger but Not Older Population,” Cell Metabolism, 19, n. 3 (2014): 407–17, DOI: 10.1016/j.cmet.2014.02.006.

Dr. Joseph Mercola “Trasforma il grasso in energia”

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La carne provoca tumori?  Non era il latte?

Prof. Paolo Mainardi

Vorrei provare a fare chiarezza, basandomi sulla fisiologia del sistema digerente. Unico modo per non cadere nella fanta-medicina, in quanto è evidente che occorre conoscere per poter capire.
La prima domanda da porsi è: perchè mangiamo? Risposta: per nutrire le cellule, ma allora capiamo che le cellule di TUTTI i mammiferi necessitano degli stessi nutrienti siano essi carnivori, erbivori, folliveri, frugiferi.
Quali sono questi nutrienti? gli ammino acidi essenziali (EAAs) che non siamo in grado di sintetizzare, ma questi li ricaviamo dalla demolizione delle proteine presenti in ogni tipo di alimento. Gli acidi grassi a corta catena (SCFAs) che sono il nutriente delle cellule intestinali e da cui il fegato sintetizza TUTTO quello che occorre, ovvero carboidrati e chetoni per il cervello, acidi grassi mono- e poli-insaturi.
Si sono sviluppati sistemi digerenti (impianti) DIVERSI sulla base delle differenti preferenze alimentari, ma che devono produrre gli STESSI nutrienti cellulari.
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Se osserviamo (cosa rara oggi) il sistema digerente dei carnivori ci stupisce la sua semplicità: un grande stomaco fortemente demolitore seguito da un tubicino. Infatti i carnivori predatori mangiano SOLO carne GRASSA, mangiano un 70% di GRASSI, sono in dieta chetogenica, grazie alla potenza demolitiva del loro stomaco, li tagliano e ottengono…i SCFAs …fine del gioco.
Il carnivoro necrofago mangia la carne magra che il cugino predatore gli ha lasciato attaccato all’osso, ma SOLO DOPO che batteri ambientali lo hanno digerito, ovvero putrefatto.
Quando noi chiediamo al macellaio di darci carne molto magra, essendo anche poco putrefatta (a noi la cadaverina e la putrescina non piacciono) mangiamo una carne che NESSUN carnivoro MANGEREBBE. E noi non siamo nemmeno carnivori in origine!!!
Allora, cara OMS, non pensi che sarebbe meglio fornire informazioni corrette invece di creare allarmismi?
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Se continuiamo ad applicare le logica (cosa estremamente rara nel mondo della salute, così rara che nemmeno la distribuzione di Poisson è in grado di valutarla) ci accorgiamo che i batteri sono eterotropici, ovvero possono mangiare di tutto e da tutto ricavare il loro sostentamento.
Tra la miriade di batteri devo mantenere alta la quantità di quelli capaci di produrmi gli SCFAs dalla fermentazione delle fibre indigeribili, altrimenti le mie cellule intestinali muoiono di fame, si indeboliscono e producono meno bicarbonato, necessario per mantenere un corretto pH intestinale, che NON è BASICO, ma va da pH 7 a pH 8.
Ogni volta che un bolo di cibo esce dallo stomaco ed entra nell’intestino è una massa acida che deve essere neutralizzata, per mantenere il corretto pH a cui corrisponde una corretta distribuzione delle popolazioni batteriche = simbiosi. Variazioni anche minime porta a disbiosi, questo significa che aumentano batteri diversi da quelli a me utili, che producono gas come H2 e CH4, allora si ha reflusso, gonfiori e meteorismo…
Risultati immagini per disbiosi intestinale
…ieri una signora in farmacia, che assume Fe e inibitori di pompa protonica, faceva ricetta di carbone vegetale per assorbire l’enorme produzione di gas dovuta alla enorme disbiosi/infiammazione provocata dalla stessa terapia!!!
Non ho potuto fare a meno di pensare che il suo vero problema non sono i gas, ma la scarsa produzione di SCFAs, quindi sta mettendo alla fame il suo intestino. Dato che il compito più importante dei nostri amici batteri è quello di mantenerci sani, indebolirlo è pericoloso…
non esageriamo, anche se limitiamo le nostre (potenti) capacità endogene di mantenerci sani, è sufficiente assumere farmaci, se no cosa li abbiamo fatti a fare? Ogni tanto mi accorgo di essere sciocco.