Tag Candida albicans

Alghe marine Funghi e Alzheimer

I risultati hanno mostrato che l’alluminio è associato a diversi processi neurofisiologici che sono responsabili della caratteristica degenerazione del morbo di Alzheimer. A dispetto delle polemiche esistenti in tutto il mondo sul ruolo dell’alluminio come un fattore di rischio, negli anni più recenti l’evidenza scientifica ha dimostrato che l’alluminio è associato all’insorgenza del morbo di Alzheimer.
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Candida e disbiosi

segnalo l’articolo Chronic bacterial prostatitis and irritable bowel syndrome: effectiveness of treatment with rifaximin followed by the probiotic VSL#3 (“Prostatite batterica cronica e sindrome del colon irritabile: efficacia del trattamento con rifaximina seguito dal probiotico VSL#3” o il Probiotci EcN umano) , nonché l’esperienza del dottor James Greenblatt , uno psichiatra dell’area di Boston, che ha curato una ragazzina sofferente di una grave forma di disordine ossessivo-compulsivo, di un disordine dell’attenzione e iperattività (ADHD) e di diversi problemi digestivi.
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Candida e tutto ciò che devi sapere

Importante è anche il contributo della vitamina A alla difesa contro la Candida albicans ed altri funghi dannosi, come mostra l’articolo Modulatory role of vitamin A on the Candida albicans-induced immune response in human monocytes , mentre più controverso appare quello della vitamina D; tuttavia l’articolo Association among Vitamin D, Oral Candidiasis, and Calprotectinemia in HIV , riporta una significativa correlazione tra carenza di vitamina D e candidosi nel cavo orale.
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Disbiosi putrefattiva

La disbiosi intestinale e l’eventuale eccessiva permeabilità dell’intestino a loro volta contribuiscono al proliferare dei parassiti (vermi) sia nell’intestino che altrove; infatti le tossine dei microrganismi patogeni alterano la capacità del sistema digestivo e di quello immunitario di tenere a bada questi ospiti indesiderati. Come dice la dottoressa Campbell-McBride, “i parassiti seguono sempre la tossicità”.
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L’olio di cocco

Quando mangi un cibo grasso, di solito il grasso viene scomposto nell’intestino tenue mediante l’azione dei sali biliari e di un enzima pancreatico chiamato lipasi. Ma i trigliceridi a catena media riescono ad aggirare questo processo, perché attraversano la membrana intestinale e raggiungono direttamente il fegato tramite il sistema portale epatico.
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